Villa San Biagio

Casa di Spiritualità – Fano
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“VENITE IN DISPARTE: RIPOSATEVI UN PO’…” (GESU’)

PROPOSTE DI VILLA S. BIAGIO – ESTATE 2016

  GESù7

Cari amici, un giorno Gesù

accortosi che i discepoli erano stanchi, disse loro: “Venite in  disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un pò”.

(Mc. 6,31). 

  • Villa S. Biagio, FOTONSB1   particolarmente nei mesi estivi, vi accoglie con gioia per una pausa di RIPOSO FISICO E SPIRITUALE.

  VENERDI 12 AGOSTO

buon samaritanooo

VA’ E COMPORTATI…   ALLO STESSO MODO

¨IL BUON SAMARITANO (LC 10, 25ss )

 Un maestro della legge voleva tendere un tranello a Gesù. Si alzò e disse: – Maestro, che cosa devo fare per avere la vita eterna?  Gesù gli disse: – Che cosa c’è scritto nella legge di Mosè ? Che cosa vi leggi?  Quell’uomo rispose: – C’è scritto: Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutte le tue forze e con tutta la tua mente, e ama il prossimo tuo come te stesso.

Gesù gli disse:- Hai risposto bene! Fa’ questo e vivrai! Ma quel maestro della legge per giustificare la sua domanda chiese ancora a Gesù:MA CHI È IL MIO PROSSIMO? Gesù rispose: «Un uomo scendeva da Gerusalemme verso Gèrico, quando incontrò i briganti. Gli portarono via tutto, lo presero a bastonate e poi se ne andarono lasciandolo mezzo morto.  Per caso passò di là un sacerdote; vide l’uomo ferito, passò dall’altra parte della strada e prosegui.  Anche un levita del tempio passò per quella strada; anche lui lo vide, lo scansò e prosegui. Invece un uomo della Samaria, che era in viaggio,

gli passò accanto, lo vide  e ne ebbe compassione – Gli andò vicino, versò olio e vino sulle sue ferite e gliele fasciò.Poi lo caricò sul suo asino e lo portò a una locanda e fece tutto il possibile per aiutarlo.Il giorno dopo tirò fuori due monete d’argento, le diede al padrone dell’albergo e gli disse: “Abbi cura di lui e anche se spenderai di più pagherò io quando ritorno“». A questo punto Gesù domandò:

Secondo te, chi di questi tre si è comportato come prossimo per quell’uomo che aveva incontrato i briganti?  Il maestro della legge rispose:- Quello che ha avuto compassione di lui. Gesù allora gli disse: – Va’ e comportati allo stesso modo.      

  •    CHI E’ IL “BUON SAMARITANO” ? Gesù: “Ancora oggi come buon samaritano (Cristo) viene accanto ad ogni uomo piagato nel corpo e nello spirito e versa nelle sue ferite l’ olio della consolazione e il vino della speranza”  (Pref. VIII)
  •  “CIÒ CHE AVETE FATTO A UNO SOLO DI QUESTI MIEI FRATELLI PIÙ PICCOLI, L’AVETE FATTO A ME”. (MT.25)
  • DON ORIONE: “Nel più misero degli uomini brilla l’immagine di Dio… La Miglior Caritàche si può fare ad un’anima è DARLE GESÙ!  
  • A) « UN CUORE CHE VEDE » LA COMPETENZA PROFESSIONALE è una prima necessità, ma da sola non basta. Si tratta, infatti, di esseri umani, e gli esseri umani necessitano sempre di qualcosa in più di una cura solo tecnicamente corretta.  Hanno bisogno di umanità. Hanno bisogno dell’attenzione del cuore. Perciò, oltre alla preparazione professionale, a tali operatori è necessaria soprattutto, la « formazione del cuore »:
  • B) – TESTIMONI CREDIBILI DI CRISTO.  Il cristiano sa quando è tempo di parlare di Dio e quando è giusto tacere di Lui e lasciar parlare solamente l’amore. …. in modo che attraverso il loro agire , come attraverso il loro parlare, il loro tacere, il loro esempio, diventino testimoni credibili di Cristo… persone mosse dall’amore di Cristo, persone il cui cuore Cristo ha conquistato col suo amore, risvegliandovi l’amore per il prossimo.. 
  • C –  STRUMENTI NELLE MANI DEL SIGNORE  Quanto più uno s’adopera per gli altri, tanto più capirà la parola di Cristo: « Siamo servi inutili » (Lc 17, 10). Ma proprio allora gli sarà d’aiuto il sapere che, egli non è che uno strumento nelle mani del Signore; « L’amore del Cristo ci spinge »  Figure di Santi come Francesco d’Assisi, Ignazio di Loyola, Camillo de Lellis, Vincenzo de’ Paoli, Luisa de Marillac, Giuseppe B. Cottolengo, Giovanni Bosco, Luigi Orione, Teresa di Calcutta , rimangono modelli insigni di carità sociale per tutti gli uomini di buona volontà
  • DON ORIONE BUON SAMARITANO: Il 25.mo di sacerdozio… Accanto agli ammalati Tortona, il I giugno 1920. Caro don Casa, …Qui di feste non se ne sono fatte, non ho permesso che se ne facessero pel mio XXV di sacerdozio, quel giorno io dovevo passarlo a Bra, nel silenzio e in Domino, ma, la vigilia, mi accorsi che il caro ch.co Viano andava peggiorando e allora mi fermai a Tortona. La notte la passai presso il letto di Viano (…) . Venuta l’ora del pranzo, ti dirò come l’ho passata. Viano andava peggiorando ma era sempre presente a se stesso. Da più giorni quel povero figlio, malgrado gli enteroclismi non aveva più avuto beneficio di corpo, quando, verso mezzodì, ebbe come un rilassamento di corpo, e non si fece a tempo, perché anche lui non avvertì a tempo o non se ne è neanche accorto, poveretto! E allora il chierico don Camillo Sacco che fa da infermiere, e che è forte assai, alzò il caro malato diritto sul letto, e abbiamo cambiato tutto e il letto e il malato, e così, mentre gli altri pranzavano, con dell’acqua tiepida, io lo lavavo e pulivo, facendo col nostro caro Viano quegli uffici umili sì, ma santi che una madre fa con i suoi bambini. Ho guardato in quel momento il ch.co Camillo ed ho visto che piangeva. Ci eravamo chiusi in infermeria perché nessuno entrasse e fuori picchiavano e chiamavano con insistenza che andassi giù a pranzo; ma io pensavo che meglio assai era compiere con amore di Dio e umiltà quell’opera santa, e veramente di Dio e dicevo tra me: oh molto meglio questo che tutte le prediche che ho fatto, ora vedo che veramente Gesù mi ama, se mi dà modo di purificare la mia vita e di santificare così questo XXV anniversario di mio sacerdozio. E sentivo che mai avevo più sublimemente né più santamente servito a Dio nel mio prossimo come in quel momento, ben più grande che tutte le prediche, che tutte le opere fatte nei 25 anni di ministero sacerdotale. E Deo gratias! E Deo gratias!  Vedi? Così noi ci amiamo!  Scr.29,116ss
  • TI AIUTERÒ COME SE FOSSI TUA MADRE…Senti, caro Baldassarre, per venire qui tu devi cambiare condotta. Io non voglio fare di te, né un prete né un frate, ma un bravo giovane, onesto, virtuoso. Ogni miglior avvenire ti sarà serbato, se tu, che oggi cominci a comprendere, ti metterai con  generosità di animo per questa via, e lascerai checome ti ho accolto e riparato un giorno dai geli e dalle nevi nelle prime baracche di piazza Torlonia, così ti guidi e di difenda ora da altri venti e da altre tempeste, o caro mio Baldassarre!  Tu hai tanti e forti nemici, fuori di te e anche in te stesso.  Guardati attorno, o caro Baldassarre: non vedi che non hai più nessuno? Ma la Divina Provvidenza e Don Orione ci sono ancora per te, e ci saranno sempre, se tu lo vuoi. Tu dovrai lottare per diventare buono, ma io ti aiuterò come se fossi tua madre, e Dio ti aiuterà! Scr. 42,138

LEGGI TUTTO: + ESTATE 2016 7. IL BUON SAMARITANO

9 AGOSTO 2016

EDITH-STEIN

Edith Stein, Carmelitana  Martire (1891-1942)

S. Giovanni Paolo II: 1° maggio del 1987.

  • Ci inchiniamo profondamente di fronte alla testimonianza della vita e della morte di Edith Stein, illustre figlia di Israele e allo stesso tempo figlia del Carmelo.
  • Suor Teresa Benedetta della Croce, una personalità che porta nella sua intensa vita una sintesi drammatica del nostro secolo, una sintesi ricca di ferite profonde che ancora sanguinano; nello stesso tempo la sintesi di una verità piena al di sopra dell’uomo, in un cuore che rimase così a lungo inquieto e inappagato,
  • “fino a quando finalmente trovò pace in Dio”
  1.  Quando il 12 ottobre 1891 Edith Stein nacque a Breslavia,  la famiglia festeggiava lo Yom Kippur, la maggior festività ebraica, il giorno dell’espiazione. Più di ogni altra cosa ciò ha contribuito a rendere particolarmente cara alla madre la sua figlia più giovane “. Proprio questa data della nascita fu per la carmelitana quasi un vaticinio. Il padre venne a mancare quando Edith non aveva ancora compiuto il secondo anno d’età. La madre, una donna molto religiosa, solerte e volitiva,    rimasta sola dovette accudire alla famiglia e condurre la grande azienda; non riuscì però a mantenere nei figli una fede vitale.
  2. Edith perse la fede in Dio. ” In piena coscienza e di libera scelta smisi di pregare “. Quale ginnasiale e giovane studente fui una radicale femminista. Persi poi l’interesse a tutta la questione. Ora sono alla ricerca di soluzioni puramente obiettive “.
  3.  A SCUOLA DI HUSSERL: Nel 1913 Edith Stein si recò a Gottinga per frequentare le lezioni universitarie di Edmund Husserl, divenne sua discepola e assistente. A quel tempo Edmund Husserl affascinava il pubblico con un nuovo concetto della verità:  ” Ritorno all’oggettivismo “.La fenomenologia condusse, senza che lui ne avesse l’intenzione, non pochi dei suoi studenti e studentesse alla fede cristiana.
  4.  A Gottinga Edith Stein incontrò ancheil filosofo Max Scheler. Quest’incontro richiamò la sua attenzione sul cattolicesimo.                Allo scoppiare della prima guerra mondiale scrisse: “ Ora non ho più una mia propria vita”. Frequentò un corso d’infermiera e prestò servizio in un ospedale militare austriaco. Per lei furono tempi duri. Accudisce i degenti del reparto malati di tifo, presta servizio in sala operatoria, vede morire uomini nel fior della gioventù. Alla chiusura dell’ospedale militare, nel 1916, seguì Husserl a Friburgo ivi conseguì nel 1917 la laurea “summa cum laude” con una tesi “Sul problema dell’empatia”.
  5.  A quel tempo accadde che osservò come una popolana, con la cesta della spesa, entrò nel Duomo di Francoforte e si soffermò per una breve preghiera. ” Ciò fu per me qualcosa di completamente nuovo. Nelle sinagoghe e nelle chiese protestanti, che ho frequentato, i credenti si recano alle funzioni. Qui però entrò una persona nella chiesa deserta, come se si recasse ad un intimo colloquio. Non ho mai potuto dimenticare l’accaduto “. 
  6. Edith Stein desiderava ottenere l’abilitazione alla libera docenza. A quel tempo ciò era cosa irraggiungibile per una donna. Husserl si pronunciò in una perizia: ” Se la carriera universitaria venisse resa accessibile per le donne, potrei allora caldamente raccomandarla più di qualsiasi altra persona per l’ammissione all’esame di abilitazione “. Più tardi le venne negata l’abilitazione a causa della sua origine giudaica. 

  7. LETTURE:    EDith Stein ritorna a Breslavia.  Legge però anche il Nuovo Testamento, Kierkegaard e il libriccino d’esercizi di Ignazio di Loyola. …Una sera Edith trovò nella libreria l’autobiografia di Teresa d’Avila. La lesse per tutta la notte. ” Quando rinchiusi il libro mi dissi: questa è la verità “.” Il mio anelito per la verità era un’unica preghiera”.  
  8.  IL 1° GENNAIO DEL 1922 EDITH STEIN SI FECE BATTEZZARE. Era il giorno della Circoncisione di Gesù, l’accoglienza di Gesù nella stirpe di Abramo. “Avevo cessato di praticare la mia religione ebraica e mi sentivo nuovamente ebrea solo dopo il mio ritorno a Dio”. Ora sarà sempre cosciente, non solo intellettualmente ma anche tangibilmente, di appartenere alla stirpe di Cristo.

  9. “Mamma, sono cattolica”. Dopo la conversione, per prima cosa si recò a Breslavia. “Mamma, sono cattolica”.  Ambedue piansero.  Subito dopo la sua conversione Edith Stein aspira al Carmelo ma i suoi interlocutori spirituali, il Vicario generale di Spira e il Padre Erich Przywara SJ, le impediscono questo passo.  ” Durante il periodo immediatamente prima e anche per molto tempo dopo la mia conversione … credevo che condurre una vita religiosa significasse rinunciare a tutte le cose terrene e vivere solo nel pensiero di Dio. Gradualmente però mi sono resa conto che questo mondo richiede ben altro da noi … io credo persino: più uno si sente attirato da Dio e più deve “uscire da se stesso”, nel senso di rivolgersi al mondo per portare ivi una divina ragione di vivere “. Enorme è il suo programma di lavoro. Traduce le lettere e i diari  di Newmann e l’opera ” Quaestiones disputati de veritate ” di Tommaso d’Aquino … 
  10.    Nel 1931 la notte scende sulla Germania.  ” Avevo già sentito prima delle severe misure contro gli ebrei. Ma ora cominciai improvvisamente a capire che Dio aveva posto ancora una volta pesantemente la Sua mano sul Suo popolo e che il destino di questo popolo era anche il mio destino”. L’articolo di legge sulla stirpe ariana dei nazisti rese impossibile la continuazione dell’attività d’insegnante. ” Se qui non posso continuare, in Germania non ci sono più possibilità per me “. ” Ero divenuta una straniera nel mondo …

         Nel 1933 si presenta alla Priora del Monastero delle Carmelitane di Colonia.Non l’attività umana ci può aiutare ma solamente la passione di Cristo. Il mio desiderio è quello di parteciparvi “….

  11.  MAMMA – FIGLIA: Si reca a casa sua per prendere commiato dalla Madre e dalla sua famiglia. L’ultimo giorno che trascorse a casa sua fu il 12 ottobre, il giorno del suo compleanno e la festività ebraica dei tabernacoli.  Edith accompagna la madre nella sinagoga.       Per le due donne non fu una giornata facile. ” Perché l’hai conosciuta (la fede cristiana)? Non voglio dire nulla contro di Lui. Sarà anche stato un uomo buono. Ma perché s’è fatto Dio?”. la madre piange. Il mattino dopo Edith prende il treno per Colonia. ” Non poteva subentrare una gioia impetuosa. Quello che lasciavo dietro di me era troppo terribile. Ma io ero calmissima – nel porto della volontà di Dio “. 

  12.  Il giorno 9 novembre 1938 l’odio portato dai nazisti verso gli ebrei viene palesato a tutto il mondo. Le sinagoghe bruciano. Il terrore viene sparso fra la gente ebrea. La Madre Priora delle Carmelitane di Colonia fa tutto il possibile per portare Suor Teresa Benedetta della Croce all’estero. Nella notte di capodanno del 1938 attraversa il confine dei Paesi Bassi e viene portata nel monastero delle Carmelitane di Echt, in Olanda. In quel luogo stila il 9 giugno 1939 il suo testamento: ” Già ora accetto con gioia, in completa sottomissione e secondo la Sua santissima volontà, la morte che Iddio mi ha destinato. Io prego il Signore che accetti la mia vita e la mia morte … in modo che il Signore venga riconosciuto dai Suoi e che il Suo regno venga in tutta la sua magnificenza per la salvezza della Germania e la pace del mondo…
  13. Il 2 agosto del 1942 arriva la Gestapo. Edith Stein si trova nella cappella, assieme alla altre Sorelle. Nel giro di 5 minuti deve presentarsi, assieme a sua sorella Rosa che si era battezzata nella Chiesa cattolica e prestava servizio presso le Carmelitane di Echt. Le ultime parole di Edith Stein che ad Echt s’odono, sono rivolte a Rosa: Vieni, andiamo per il nostro popolo “. ” Che gli esseri umani potessero arrivare ad essere così, non l’ho mai saputo e che le mie sorelle e i miei fratelli dovessero soffrire così, anche questo non l’ho veramente saputo … in ogni ora prego per loro. Che oda Dio la mia preghiera? Con certezza però ode i loro lamenti “
  14. DESTINAZIONE AUSCHWITZ. All’alba del 7 agosto parte un carico di 987 ebrei in direzione Auschwitz. Fu il giorno 9 agosto nel quale Suor Teresa Benedetta della Croce, assieme a sua sorella Rosa ed a molti altri del suo popolo, morì nelle camere a gas di Auschwitz. Con la sua beatificazione nel Duomo di Colonia, la Chiesa onorò, ” una figlia d’Israele, che durante le persecuzioni dei nazisti è rimasta unita con fede ed amore al Signore Crocifisso, Gesù Cristo, quale cattolica ed al suo popolo quale ebrea”( G.Paolo II) 

EDITH STEIN PREGAVA COSÌ…

  • Dove, Signore, dove saremo portati su questa terra  noi non sappiamo. Ma non dobbiamo nemmeno chiedercelo prima del tempo. Sappiamo soltanto che per coloro che ti amano, Signore, tutte le cose volgono al bene e che le tue vie vanno  oltre questa terra. Signore,  dammi tutto ciò che  mi conduce a Te, prendi tutto ciò che mi distoglie da Te, Signore, strappa me da me stessa e dammi tutta a Te.

auschwitz3

…Noi, che siamo cresciuti nell’ebraismo, 

abbiamo il dovere di rendere TESTIMONIANZA

Desidero offrirmi come vittima di espiazione per la vera pace:

che la potenza dell’ Anticristo, se possibile,

 crolli e che un nuovo ordine si possa costruire…

 LEGGI TUTTO:        – 6. S. BENEDETTA DELLA CROCE EDITH STEIN DEF                                  

SERATE BIBLICHE E MUSICALI

 I TESTIMONI DELLA MISERICORDIA

– PER TUTTI-

J E Z U 

U F A M   gesu-misericordioso-  T O B I E 

9 AGOSTO 2016

S. PIETRO GOYA

PIETRO, MI AMI TU?

  •  E NOI SIAMO “PROMOSSI” IN AMORE? Pietro, roccia o scandalo? Fedele o traditore? Dare del traditore suona grave offesa. E ognuno si difende. Non sono certo io. Chi allora?  Certo Giuda, detto appunto  “il traditore”. Ma anche gli altri apostoli fuggirono.  Anche il loro capo, Simon Pietro, la Roccia, che sembrava il più forte e generoso. Niente da fare. Nell’ora della prova, venne meno anche lui. Traditori chi, allora? A pensarci bene forse la domanda ci riguarda tutti. Chi più, chi meno, in ambiti diversi,  ma  ognuno può dire: “Giuda sono anch’io. Giuda è mio fratello…” 
  •  Gesù ti ha cambiato nome: cosa voleva dire ? Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo  avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: “Abbiamo trovato il  Messia (che significa il Cristo)” e lo condusse da Gesù. Gesù,  fissando lo sguardo su di lui, disse: “Tu sei Simone, il figlio di  Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)”.(Gv 1,40) 
  • Facevi il pescatore. Lavoro duro. Un giorno… Un giorno Gesù stava presso il lago di  Genèsaret… vide due barche ormeggiate alla sponda. I  pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di  Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad  ammaestrare le folle dalla barca. Lc  5,1ss 
  • Gesù sulla tua barca: Quale onore…  Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: “Prendi il largo e calate le reti per la pesca”. “Maestro, abbiamo  faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti”. E avendolo fatto, presero una quantità enorme di  pesci e le reti si rompevano.  
  •   Stupore e senso di indegnità … Al veder  questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo:  “Signore, allontanati da me che sono un peccatore”. Grande stupore  infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano insieme con lui per la  pesca che avevano fatto; Gesù disse a Simone: “Non  temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini”. Tirate le barche a  terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
  • Le tue paure vennero subito fuori… Mt 14,28 Pietro gli disse: “Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque”.  “Vieni!”.  Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e  andò verso Gesù. Ma per la violenza del vento, s’impaurì e,  cominciando ad affondare, gridò: “Signore, salvami!”. E subito  Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”.
  • Quella sera poi ti sei sbilanciato troppo… “Signore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte”.  “Pietro, io ti dico: non canterà oggi il gallo prima che tu  per tre volte avrai negato di conoscermi”. Lc 22,31ss 
  • E dopo poche ore hai mostrato tutta la tua fragilità  Vedutolo seduto presso la  fiamma, una serva fissandolo disse: “Anche questi era con lui”.  Ma  egli negò dicendo: “Donna, non lo conosco!”. Passata circa un’ora, un altro insisteva: “In verità, anche  questo era con lui; è anche lui un Galileo”. “O  uomo, non so quello che dici”. E in quell’istante, mentre ancora  parlava, un gallo cantò. Lc 22,54ss
  •  Quel Suo  sguardo ti salvò dalla disperazione… Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro, e Pietro si ricordò delle parole del Signore “Prima  che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte”.PIETRO-PIANSE E, USCITO, PIANSE  AMARAMENTE. Lc 22,61
  1. La scuola della fede non è una marcia trionfale,  ma un cammino cosparso di sofferenze e di amore, di prove e di fedeltà da rinnovare ogni giorno. Pietro che aveva promesso fedeltà assoluta, conosce l’amarezza e l’umiliazione del rinnegamento:   anche Pietro deve imparare a essere debole e bisognoso di perdono. Quando gli cade la maschera e capisce la verità del suo cuore debole di peccatore credente, scoppia in un liberatorio pianto di pentimento. Egli è ormai pronto per la sua missione. Alla terza volta Gesù dice a Simone soltanto: “Fileîs-me?”, “mi vuoi bene?”. 
  2. Simone comprende che a Gesù basta il suo povero amore, l’unico di cui è capace. Verrebbe da dire che Gesù si è adeguato a Pietro,  piuttosto che Pietro a Gesù! Sappiamo che Gesù si adegua a questa nostra debolezza.  Noi lo seguiamo, con la nostra povera capacità di amore. Gesù è buono e ci accetta (Benedetto XVI)
  3. SANTO CURATO D’ARS TI AMO, MIO DIO, e il mio desiderio è di amarti fino all’ultimo respiro della mia vita. Ti amo, o Dio, infinitamente amabile e preferisco morire amandoti piuttosto che vivere un solo istante senza amarti. TI AMO, Mio Divino Salvatore, perché sei stato crocifisso per me e mi tieni quaggiù crocifisso con te. Mio Dio, fammi la grazia di morire amandoti e sapendo che ti amo S. LUIGI ORIONETi amo, Gesù, ti amo e ti amo! Oggi ero molto afflitto, o mio Dio, e mi pareva proprio di non potere più tirare avanti, – adesso invece i dolori non mi turbano più, e sono contento di patire. O Signore, amore soavissimo e vita mia, fa che da ogni ferita di spina, che mi trafigge l’anima, esca la gran voce del mio amore: Ti amo, o Gesù mio, Ti amo e Ti amo !  A Te, che vegli, apro il mio cuore: a Te espongo pensieri ed affetti; ascolto la voce Tua, studio il Tuo volere, mentre Ti guardo e Ti amo, Ti amo e Ti amo !

LEGGI TUTTO: + ESTATE 2016 6. PIETRO

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Trasfigurazione-144

FESTA DELLA TRASFIGURAZIONE

  • CORRIAMO FIDUCIOSI E LIETI LÀ DOVE CI CHIAMA, ENTRIAMO NELLA NUBE, DIVENTIAMO COME MOSÈ ED ELIA COME GIACOMO E GIOVANNI. 
  • COME PIETRO LASCIAMOCI PRENDERE TOTALMENTE DALLA VISIONE DELLA GLORIA DIVINA. LASCIAMOCI TRASFIGURARE DA QUESTA GLORIOSA TRASFIGURAZIONE, CONDURRE VIA DALLA TERRA E TRASPORTARE FUORI DAL MONDO.
  • ABBANDONIAMO LA CARNE, E RIVOLGIAMOCI AL CREATORE, AL QUALE PIETRO IN ESTASI E FUORI DI SÉ DISSE: «SIGNORE, È BELLO PER NOI RESTARE QUI» (MT 17, 4).

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VENERDI  5 AGOSTO 2016

“D A M M I   D A   B E R E…”

SAMARITANA

 GESU’ E LA SAMARITANA…

 Mi ricordo come fosse ieri. Era verso mezzogiorno.  Faceva un gran caldo. Mi stavo recando come ogni giorno ad attingere acqua al pozzo di Giacobbe, appena fuori dalla mia città di Sicar .Ci andavo di proposito sempre a quel ora calda del giorno. Speravo di non incontrare nessuno. Mi infastidivano le battute pesanti della gente sulla mia vita affettiva piuttosto disordinata. Con mia grande sorpresa quel giorno mi accorsi che, seduto sul pozzo, c’era qualcuno GESÙ, STANCO DEL VIAGGIO, sedeva presso il pozzo. Era verso  mezzogiorno.

Mi sforzai di essere disinvolta. Tirai su l’acqua dal pozzo e in tutta fretta me ne stavo andando via quando quel uomo stanco e assetato  con voce gentile mi chiese: “Dammi da bere”  Quella semplice richiesta sulle prime mi meravigliò assai e glielo dissi chiaramente:  “COME MAI TU, CHE SEI GIUDEO, chiedi da bere a me,  che sono  una donna samaritana?”. Ma poi pensai che finora, avevo vissuto elemosinando un po’ d’amore… ora qualcuno assetato  mi chiedeva da bere. Anch’io potevo essere utile a qualcuno?  Quella richiesta mi fece balenare la possibilità di passare dal chiedere al donare. Ero anch’io  capace di amare gratuitamente? Egli interruppe i miei pensieri:

SE TU CONOSCESSI IL DONO  DI DIO e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere” tu stessa gliene  avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva”. Mi sembrò subito un tipo originale. Valeva la pena soffermarsi  a parlare con Lui. Con un pizzico di orgoglio nazionalistico gli feci notare “Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è  profondo;  da dove hai dunque quest’acqua viva?  SEI TU FORSE PIÙ  GRANDE DEL NOSTRO PADRE GIACOBBE,  che ci diede questo pozzo e ne  bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?” La sua risposta fu pronta. Mi sentii spiazzata. A pensarci bene, aveva proprio ragione:  “Chiunque  beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell’acqua che  io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l’acqua che io gli darò  diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna”. Queste sue parole mi penetrarono nell’anima: erano semplicemente vere. Da una vita andavo elemosinando un po’ d’acqua per la mia sete d’amore, senza riuscire a dissetarmi. Davvero c’era un’acqua diversa che poteva dissetare una donna come me? Con la gioia di una bimba lo supplicai: “Signore, dammi di quest’acqua, perché non  abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua”. Ma ad un tratto egli si fece serio e guardandomi negli occhi, con voce calma e ferma,  mi disse:  “Va’ a chiamare tuo marito e poi ritorna qui”. Sentivo che non potevo nascondermi a Lui: mi leggeva dentro.  In un attimo la mia vita mi apparve in tutta la sua vacuità e inconsistenza. Ebbi la forza di reagire istintivamente “Non ho marito” E Lui senza cattiveria ma per aiutarmi a far chiarezza, mi spiegò:  “Hai detto bene “non ho  marito”;  infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è  tuo marito; in questo hai detto il vero”.             Era la prima persona che mi diceva le cose con verità, ma  senza la voglia di ferirmi. Volli dirglielo quasi per fargli un complimento sulla sua chiaroveggenza interiore . Ma più ancora per deviare il discorso… Quel suo dito sulla piaga, mi faceva troppo male. Era più semplice parlare di questioni religiose allora dibattute.  “Signore, vedo che tu sei un profeta.  I nostri padri hanno adorato  Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare”. Gesù stette al gioco. E ne approfittò per rivelarmi il cuore della vera religiosità:  “Credimi, donna, è giunto il  momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in  spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori” Mi colpirono quelle sue parole ispirate su Dio  in affannosa ricerca di adoratori veri. Col cuore e con la vita. Mi sentii tanto superficiale e frivola. Sinceramente gli manifestai la mia attesa di qualcuno, del Messia, che tutti aspettavamo per avere luce su queste grandi cose: “SO CHE DEVE VENIRE IL MESSIA (CIOÈ IL CRISTO): quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa”. A queste mie parole Egli rimase per un attimo in silenzio…GESU CONFIDO3I suoi occhi brillarono di luce divina. Poi volgendosi verso di me, mi confidò il grande segreto:  “SONO  IO, CHE TI PARLO”. Avvertii nelle fibre più intime della mia anima che quella dichiarazione non era  follia…  Sentii un fremito percorrermi tutta la vita al pensiero che l’atteso delle genti stesse parlando, con una donna come me.   In quel momento tornarono i suoi discepoli,  loquaci e affamati… Ne approfittai per allontanarmi. Dimenticai perfino di prendere la brocca d’acqua… La donna intanto lasciò la  brocca … Ma portai con me, quel suo sguardo e quelle sue parole “Sono io, che ti parlo”. Sentivo in me una forza e una libertà interiore mai provata prima. Mi sentivo come rinata. Non avevo più paura della gente. Corsi in città col bisogno di comunicare  quanto mi era accaduto: “Venite a vedere un uomo  che mi ha detto tutto quello che ho fatto. CHE SIA FORSE IL MESSIA?”.   ………………………….. LEGGI TUTTO: + ESTATE 2016 5. LA SAMARITANA

SPUNTI DI RIFLESSIONE

S. AGOSTINO. «Venne, dunque, ad attingere acqua». Era semplicemente venuta ad attingere acqua,  come sogliono fare uomini e donne. «Gesù le disse: Dammi da bere. Colui però che domandava da bere, aveva sete della fede della samaritana. 

  •  E’ l’incontro dello Sposo con la sete di una donna… = l’umanità!
  • E questo all’ora sesta:  l’ora in cui Gesù morirà in croce…
  •  Ha avuto 5 mariti + 1= 6: il numero dell’imperfezione assoluta
  • Quando il Signore vuole farci un grande dono inizia col chiederci qualche gesto generoso: dammi da bere…
  • Se tu conoscessi il DONO DI DIO: cerchiamo a Dio le grazie e non conosciamo la grazia di Dio per eccellenza che è Gesù
  • La Samaritana fa un CAMMINO DI FEDE: IN GESÙ INCONTRA  un uomo stanco e assetato…un giudeo controcorrente
  •  uno più grande di Giacobbe? il profeta che deve venire?
  •  Il messia e… Il salvatore del mondo…
  •  E’  il 7° Sposo: simbolo della perfezione finalmente raggiunta… Gesù può darle l’acqua capace di dissetare.  Anche un passato con molti limiti e debolezze… può essere la mia finestra su DIO  Trascendenza e vicinanza si incontrano in Gesù.  Davanti a Lui tutto diventa secondario: la Samaritana lascia  la brocca. E io… Qual è la brocca che devo lasciare?

SALMO 63: Salmo  63 Il desiderio di Dio

O DIO, TU SEI IL MIO DIO, ALL’AURORA TI CERCO,

 DI TE HA SETE L’ANIMA MIA,

come terra deserta,  arida, senz’acqua.

POICHÉ LA TUA GRAZIA VALE PIÙ DELLA VITA,

 le mie labbra diranno la tua lode.

Così ti benedirò finché io viva,  nel tuo nome alzerò le mie mani.

Quando nel mio giaciglio di te mi ricordo  e penso a te nelle veglie notturne,

  a te che sei stato il mio aiuto, esulto di gioia all’ombra delle tue ali. 

A TE SI STRINGE L’ANIMA MIA 

E LA FORZA DELLA TUA DESTRA MI SOSTIENE.

Musica e  CANTO

donalesiani@gmail.com    www.sanbiagiofano.it

SIGNORE, DACCI   SEMPRE DI QUEST’ACQUA…

INDICAZIONI TERAPEUTICHE DELL’ACQUA DI GESÙ

  1. *      Fa apprezzare i doni di Dio (Se tu conoscessi il dono di Dio!)
  2. *      Rinforza la capacità di donare (Dammi da bere!)
  3. *      Aiuta nel riconoscere le proprie debolezze (Non ho marito!)
  4. *      Aiuta a pregare in spirito e verità. (Dio cerca tali adoratori!)
  5. *      La scala dei valori viene rovesciata… (la donna lasciò la brocca!)
  6. *      dona la forza di testimoniare il Signore con le parole e la vita    “Venite a vedere un uomo  che mi ha detto tutto quello che ho fatto“

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zaccheo

GESU’ IN CASA DI ZACCHEO

  • Entrato in Gerico, attraversava la città.  Ed ecco un uomo  di nome Zaccheo,  capo dei pubblicani e ricco, 3 cercava di  vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della  folla, poiché era piccolo di statura.
  •  Allora corse avanti e, per poterlo  vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là.  Quando  giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse:  ZACCHEO, SCENDI  SUBITO, PERCHÉ OGGI DEVO FERMARMI A CASA TUA”.  
  • In fretta scese e lo  accolse pieno di gioia 7 Vedendo ciò, tutti mormoravano:  “E` andato  ad alloggiare da un peccatore!”.  8 Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: “Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho  frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto”.  Gesù gli rispose:  Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di  Abramo;  il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò  che era perduto”
  • CRISTO OSPITE SCOMODO?  mette scompiglio nella apparente armonia 
  •  INVITA AD ALZARE asticella… MISURA ALTA VITA CRISTIANA ORDINARIA (NMI 31)
  1. Viene a confortare la nostra vita ma scompigliandola e chiamandoci a conversione… Cosa significa per me?
  2. consola le delusioni ma ci strappa dal cuore attese sbagliate…
  3. illumina le nostre tenebre ma ci costringe a cambiare il modo di vedere… cosa? sostiene il nostro cammino ma ci costringe a cambiare percorso… CIOE’?
  4. Rileggere tutto alla luce di EMMAUS: LC. 24:  VERBI: si avvicino’-domando’-spiego’ -spezzo’  il pane-tornarono-riferirono…
  •   COSA CI INSEGNA LA santa-famiglia1 FAMIGLIA DI NAZARET? Ogni famiglia può diventare una luce nel buio del mondo.Qui comprendiamo il modo di vivere in famiglia. Nazaret ci ricordi che cos’è la famiglia, cos’è la comunione di amore, la sua bellezza austera e semplice, il suo carattere sacro e inviolabile; ci faccia vedere come è dolce e insostituibile l’educazione in famiglia, ci insegni la sua funzione naturale nell’ordine sociale(Paolo VI, 1964)». 
  •  Anche Il matrimonio è una vocazione: in che senso?  in quanto è una risposta alla specifica chiamata a vivere l’amore coniugale come segno imperfetto dell’amore tra Cristo e la Chiesa. Pertanto, la decisione di sposarsi e di formare una famiglia dev’essere frutto di un discernimento vocazionale.

LA FAMIGLIA NELLA PRIMITIVA COMUNITÀ CRISTIANA

  1. Il luogo dove celebrano il memoriale del Signore Gesù Ogni giorno insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore .At. C. 2,46) 
  2. Pietro trova accoglienza in una casa con gente che prega Dopo aver riflettuto, si recò a casa di Maria, madre di Giovanni  Marco,  dove si trovava un buon numero di persone raccolte in preghiera.. c. 12 
  3. A Filippi, Paolo, Sila (e Luca) si ristorano in casa di Lidia    Dopo esser stata battezzata insieme alla sua famiglia, ci  invitò: “Se avete giudicato ch’io sia fedele al Signore, venite ad abitare nella mia casa”. E ci costrinse ad accettare. c. 16      
  4. AD ESSI SONO GRATO  ROM.16,3ss Salutate Prisca e Aquila, miei collaboratori in Cristo Gesù;   per  salvarmi la vita essi hanno rischiato la loro testa,   e ad essi non io  soltanto sono grato, ma tutte le Chiese dei Gentili;   salutate anche la  comunità che si riunisce nella loro casa.

LETTERA DI DIO AGLI SPOSI

“La creatura che hai al fianco è mia.

Per lei non ho esitato a dare la mia vita.  TE L’AFFIDO !

La prenderai dalle mie mani e ne diventerai responsabile

Sono le mie mani che l’ hanno plasmata;

è il mio cuore che le ha messo dentro la tenerezza e l’amore;

Sono io che ho messo nel tuo cuore l’amore .

è stato il modo più bello perché tu ti accorgessi di lei

è stato il modo più bello per dirti “TE L’AFFIDO”.

Ti renderò capace di amarla come io l’amo!

Se voi saprete amarvi come Io amo,

sarete una speranza per tutti, perché tutti vedranno

 CHE L’AMORE È UNA COSA POSSIBILE!

*****

VENERDI  29 LUGLIO 2016

HO TROVATO GRAZIA RUT1 AI TUOI OCCHI… 

Libera rielaborazione della figura di RUT.

Ero ragazza. Sentivo spesso gli anziani parlare di una grave carestia  abbattutasi  nei paesi  circostanti. Nel territorio di Moab invece, grazie a Dio, c’era ancora  pane in abbondanza. Ogni giorno incontravo famiglie di immigrati in cerca di lavoro. Tra tante, mi colpì una proveniente da Betlemme: papà, mamma e due figli poco più grandi di me. L’uomo si chiamava Elimèlech, sua moglie Noemi e i suoi due figli  Maclon e Chilion;

 Erano persone dignitose nella loro povertà. E anche simpatiche. Ben presto noi ragazzi diventammo amici, coinvolgendo le nostre famiglie. E così la nostra casa si aprì anche per loro. Soffrii molto quando  a quei due  ragazzi venne a mancare il padre.  Elimèlech, morì ed essa rimase con i due figli.

Vedendoli così precocemente orfani, mi affezionai ancor di più a loro. Soprattutto a uno, devo ammetterlo. Quella mia simpatia, non sfuggì a mio padre che, un giorno,  mi chiamò in disparte per dirmi che Maclon, il ragazzo del mio cuore, mi aveva chiesta in sposa. Mio padre acconsentì,  con un sorriso. Ero fuori di me dalla gioia. Cominciò così la nostra vita in comune. Con tanti sogni e progetti nel cuore. Una felicità  intensa. E tanto fugace…Ancora una volta  la morte infierì, crudele, sulle nostre famiglie.  Maclon e  Chilion morirono tutti e due

Alla mia solitudine di giovane vedova e senza figli, si aggiungeva la preoccupazione per Noemi, mia  suocera,  rimasta, in breve tempo priva dei suoi due figli  e del marito. Donna forte, non si perse d’animo. Decise di tornare al suo paese d’origine. Allora Noemi si alzò con le sue nuore per andarsene dalla campagna di Moab, perché  aveva sentito dire che il Signore aveva visitato il suo popolo, dandogli pane.

Ma durante una sosta,  ci prese in disparte e ci parlò con cuore di mamma. Preoccupata più del nostro  futuro che dei suoi guai. Andate, tornate ciascuna a casa di vostra madre; il Signore usi bontà con voi  

E ci salutò, baciandoci. Fu un momento di grande commozione. Tra le lacrime,   protestammo il nostro desiderio di non lasciarla sola. No, noi  verremo con te al tuo popolo.

Ella insisteva sulla convenienza per noi giovani vedove, di rifarci una vita. Tornate indietro, figlie mie, andate!

Era commovente nel  suo amore  disinteressato. Mia cognata si lasciò convincere . Orpa baciò la suocera e partì

Io no, non potevo. Mai avevo incontrato una persona così dimentica di sé.  Fece un  ultimo tentativo: Ecco, tua cognata è tornata al suo popolo e ai suoi  dei; torna indietro anche tu.

Ragione e sentimento si combattevano dentro di me. Una scelta difficile. Diedi voce al cuore. Mi uscirono cose più grandi di me. Non insistere  con me… perché dove andrai tu  andrò anch’io; il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo  Dio sarà il mio Dio

A queste mie parole,  fu Lei ad arrendersi. Quando  Noemi la vide così decisa ad accompagnarla, cessò di insistere.

Il viaggio da quel momento si fece più rapido. In breve giungemmo in vista di  Betlemme. Tutt’intorno campi di grano, pronti per la mietitura. Festoso vociare di bimbi sulle aie. Le  amiche di Noemi le correvano incontro passandosi la voce: E` proprio Noemi!

Quell’accoglienza  mi confermava quanto Noemi fosse donna di grande valore.  Ma  non potevamo continuare a piangere sulle nostre disgrazie. Non volevo pesare su nessuno. Dovevo darmi da fare per il mio sostentamento e,  perché no?,  per una nuova sistemazione affettiva. Una mattina,  di buon’ora,  pregai  Noemi: Lasciami  andare per la campagna a spigolare dietro a qualcuno, agli occhi del quale avrò  trovato grazia

Al suo intuito materno non sfuggirono le mie segrete intenzioni. Che erano anche le sue. Acconsentì volentieri. rut 2 Rut andò e si mise a spigolare nella  campagna dietro ai mietitori;  per caso si trovò nella campagna  appartenente a Booz.

Al suo arrivo, con immediato interesse nei miei confronti, domandò: “Di chi è questa giovane?”. 

Il servo gli riferì  sul mio nome, la mia casa e le mie origini. Sottolineando la mia laboriosità: È venuta ed è rimasta  in piedi da stamattina fino ad ora

Apparentemente  solo intenta al mio lavoro,  avvertivo con piacere lo sguardo di Booz  posarsi, affettuoso, sulla mia persona. Con paterne parole, mi mise in guardia da possibili pericoli : Ascolta, figlia mia, non andare a spigolare  in un altro campo; non allontanarti di qui

Le sue attenzioni  cominciarono a farsi più esplicite. Quando avrai sete, và a bere dagli orci ciò che i giovani avranno attinto.

Mi sentivo confusa. Una povera vedova come me  e per di più straniera, quali titoli aveva mai per tanta benevolenza? Per qual motivo ho trovato grazia ai tuoi occhi, così che tu ti interessi di me che  sono una straniera?. 

E lui avvicinandosi a me, con voce fattasi  tremante,  mi rispose: Mi è stato riferito quanto hai fatto per tua  suocera e come hai abbandonato la tua patria per venire presso un popolo, che prima non conoscevi.

All’ora del  pranzo, seduta all’ombra di un albero, stavo tirando  fuori dalla bisaccia il mio pane quando egli mi sorprese con un invito. “Vieni, mangia il pane e intingi il boccone  nell’aceto”                       

…LEGGI TUTTO… + ESTATE 2016 3. RUT

DOMENICA 24 LUGLIO

Chiedete e vi sarà dato.

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Dal Vangelo secondo Luca Lc 11,1-13  Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito,
uno dei suoi discepoli gli disse:«Signore, insegnaci a pregare,
come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: “Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione”».
Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli,
quanto più il Padre vostro del cielo
PENTECOSTE
darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

***

FUGGIRE LONTANO DAL SIGNORE?giona G I O N A   I N   L I N E A

  • Il mondo  è diventato un villaggio globale. Col risultato di  renderci consapevoli delle nostre diversità. Che a volte ci fanno paura. E così sempre più diffidenti nei confronti dei nostri simili, ci “buttiamo” affettivamente su piante  e animali, riversando  su di essi  cure premurose. Cosa buona, per carità. Anzi utile e distensiva. Purché rispetti la gerarchia di valori.
  • Chi non ha sentito per strada  gente  che intrattiene amabilissime “conversazioni” con animali domestici, mentre in casa non riesce a scambiare una parola con i familiari?  Chi non sa che in occidente,  spendiamo fior di quattrini in  prodotti per  cani e gatti, mentre i bambini poveri  continuano a morire di fame?  Spero di non urtare la sensibilità di nessuno. Ma,  credo, sia  urgente  ritrovare l’equilibrio e  il buon senso. Il senso della  dignità unica della PERSONA UMANA.
  • Può aiutarci l’esperienza di GIONA: era  convinto (come noi…) che certe persone sono cattive e basta. Ma un giorno Qualcuno lo fece  riflettere…
  1. La tua vicenda ci incuriosisce. Profeta obbediente a Dio, perché quella volta sei …scappato?  Il Signore parlò a Giona: «Va’ a Ninive, la grande città, e parla chiaro ai suoi abitanti. Io so che è gente perversa». Ma Giona non voleva saperne, e per fuggire lontano dal Signore decise di andare dalla parte opposta, verso Tarsis. C’era a Giaffa una nave diretta verso quella città. Egli pagò il prezzo del viaggio e s’imbarcò con i marinai. (1,1ss)
  2. Ti spaventavano le difficoltà della missione o… non eri d’accordo col Signore? Ma il Signore mandò sul mare un forte vento che scatenò una grande tempesta. I marinai ebbero paura e ciascuno chiese aiuto al suo dio. Giona, invece, era sceso nella stiva e dormiva profondamente.(1,4s) 
  3. Non ci hai fatto una bella  figura: i marinai pregavano e tu dormivi? Il capitano gli si avvicinò e gli disse: «Come? tu dormi? Alzati! Prega il tuo Dio! Forse avrà pietà di noi e non moriremo».  I marinai si dissero l’un l’altro: «Tiriamo a sorte per sapere chi di noi è la causa di questa disgrazia». La sorte indicò Giona. (1,5s) 
  4. La vita a volte ci obbliga a fermarci. Non si può continuare a fuggire da se stessi Allora gli chiesero: – Dunque sei tu la causa di questa disgrazia? Che cosa fai qui? Da dove vieni? Qual è il tuo paese? Qual è il tuo popolo?  – Io sono Ebreo, – rispose Giona, – e credo nel Signore. Quindi raccontò che si era imbarcato per fuggire lontano dal Signore. (1,8ss)

leggi tutto: + ESTATE 2016 2. GIONA

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APPUNTI DAL PROFETA OSEA

  • Sei passato alla storia come il profeta della misericordia. Ma a quale prezzo? Quando il Signore parlò per la prima volta a Osea gli disse: «Prendi per moglie una prostituta e avrai figli da una simile donna. Anche questa terra non fa che prostituirsi e si allontana da me, il Signore». Osea sposò una donna di nome Gomer.  (1,2ss)
  • Il profeta dunque è uno che paga con la vita, fino ad amare una…prostituta? Il Signore mi disse ancora: «Ama la tua donna, anche se ti tradisce con un amante. Amala, come il Signore ama gli Israeliti, anche se si rivolgono ad altre divinità».   (3,1ss
  • Si può recuperare un amore spezzato? Che fare? «Un giorno, io, il Signore, la riconquisterò. La porterò nel deserto e le dirò parole d’amore. Lì, mi risponderà come al tempo della sua giovinezza quando uscì dall’Egitto. Allora mi chiamerà “Marito mio” e non più mio padrone. Israele, ti farò mia sposa. Sarai mia per sempre.». (2,16ss) 
  • Il disastro ecologico attuale è sotto gli occhi di tutti. Di chi è la colpa? Io, il Signore, voglio fare un processo agli abitanti di questa regione. Dicono falsità, uccidono, rubano e commettono adulterio. Le violenze si moltiplicano. Così la terra si inaridisce, e tutto quel che c’è su di essa muore. Anche gli animali che sono sulla terra, gli uccelli e i pesci, moriranno tutti. (4,1ss)
  • Come si spiega la tua severità verso i ministri del culto nel tempio?   Io accuso voi sacerdoti. Il mio popolo muore perché non mi conosce e voi sacerdoti rifiutate di farmi conoscere, e avete respinto il mio insegnamento. Per questo io rifiuterò voi. Popolo e sacerdoti, avrete la stessa sorte…mangerete ma non vi sazierete (5,1ss) 
  • Ma Dio si diverte a farci soffrire? O forse… «Mi allontanerò dal mio popolo finché non avrà sofferto abbastanza per i suoi peccati e verrà a cercarmi. Forse nella sua sofferenza si rivolgerà a me…». (5,15) 
  • Il nostro amore è molto incostante… Per fortuna che Dio non è come noi! Il Signore dice: «Efraim e Giuda, che dovrò fare per voi? Il vostro amore per me scompare come una nuvola del mattino; è come la rugiada che svanisce all’alba. Il popolo dice: «Venite, torniamo al Signore. Egli ci ha feriti e ci curerà! Sforziamoci di conoscere il Signore. La sua venuta è certa come l’aurora, come la pioggia di primavera che bagna la terra». (5,17ss) 
  • Cosa vuole il Signore da noi? Che cosa gli è gradito? Voglio amore costante, non sacrifici. Preferisco che il mio popolo mi conosca, piuttosto che mi offra sacrifici. (6,1ss) 
  •  Fino a quando avrà pazienza con noi, il Signore?Immersi nelle cose terrene, non riusciamo a sollevare lo sguardo Il mio popolo si ostina a restare lontano da me. È invitato a guardare in alto, ma nessuno alza lo sguardo. Come posso lasciarti, Efraim? Come posso abbandonarti, Israele? bambino-che-dorme-braccio-del-padre-13000528Il mio cuore non me lo permette, il mio amore è troppo forte. Nonostante la mia ira, non distruggerò del tutto Israele, perché sono Dio e non un uomo. 
  • Per concludere, qual è in sintesi il tuo messaggio? Torna al Signore tuo Dio, popolo d’Israele. Il tuo peccato ti ha fatto inciampare. Torna al Signore, prepara la tua preghiera e digli: «Dimentica tutti i nostri peccati, accetta il bene che possiamo fare, noi non ti offriamo buoi, ma la nostra preghiera di lode” (14,4s)

LA CREATURA sposi guardano al futuro CHE HAI AL FIANCO È MIA. Io l’ ho creata: Io le ho voluto bene da sempre.  Per lei non ho esitato a dare la mia vita.  Te l’affido! La prendi dalle mie mani e ne diventi responsabile.  La ameremo insieme. Io la amo da sempre, tu hai incominciato ad amarla da qualche anno. Sono io che ho messo nel tuo cuore l’amore per lei:  è stato il modo più bello perché tu ti accorgessi di lei,  è stato il modo più bello per dirti “te l’affido”. 

  • PREGHIAMO CON IL SALMO 128 Canto delle ascensioni.

Beato l’uomo che teme il Signore  e cammina nelle sue vie.

 Vivrai del lavoro delle tue mani sarai felice e godrai d’ogni bene.

La tua sposa come vite feconda  nell’intimità della tua casa;

i tuoi figli come virgulti d’ulivo  intorno alla tua mensa.

Così sarà benedetto l’uomo  che teme il Signore.  

Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme….

possa tu vedere i figli dei tuoi figli. Pace su Israele!

23 LUGLIO: S. BRIGIDA S. BRIGIDA

Elevazione della mente a Cristo Salvatore
  •    Sii benedetto, Signor mio Gesù Cristo, per aver predetto prima del tempo la tua morte, per aver trasformato in modo mirabile, durante l’ultima Cena, del pane materiale nel tuo corpo glorioso, per averlo distribuito amorevolmente agli apostoli in memoria della tua degnissima passione, per aver lavato loro i piedi con le tue mani sante e preziose, dimostrando così l’immensa grandezza della tua umiltà.
  • Lode a te, Signor mio Gesù Cristo, per aver permesso con tanta pazienza di essere legato alla colonna, di essere flagellato in modo disumano, di essere condotto coperto di sangue al giudizio di Pilato, di esserti mostrato come un agnello innocente condotto all’immolazione.
  • Onore a te, Signor mio Gesù Cristo, per esserti lasciato condannare nel tuo santo corpo, ormai tutto inondato di sangue, alla morte di croce; per aver portato con dolore la croce sulle tue sacre spalle, e per aver voluto essere inchiodato al legno del patibolo dopo essere stato trascinato crudelmente al luogo della passione e spogliato delle tue vesti. Lode eterna a te, Signor mio Gesù Cristo, per ogni ora in cui hai sopportato per noi peccatori sulla croce le più grandi amarezze e sofferenze; infatti i dolori acutissimi delle tue ferite penetravano orribilmente nella tua anima beata e trapassavano crudelmente il tuo cuore sacratissimo, finché, venuto meno il cuore, esalasti felicemente lo spirito e, inclinato il capo, lo consegnasti in tutta umiltà nelle mani di Dio Padre, rimanendo poi, morto, tutto freddo nel corpo.
  • Gloria a te, Signor mio Gesù Cristo, per aver voluto che il tuo corpo benedetto fosse deposto dalla croce ad opera dei tuoi amici, fosse consegnato nelle braccia della tua addolorata Madre, e da lei avvolto in panni, e che fosse rinchiuso nel sepolcro e custodito dai soldati. Onore eterno a te, Signor mio Gesù Cristo, per essere risuscitato dai morti il terzo giorno e per esserti incontrato vivo con chi hai prescelto; per essere salito, dopo quaranta giorni, al cielo, alla vista di molti, e per aver collocato lassù, tra gli onori, i tuoi amici che avevi liberato dagli inferi. 

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18 – 21 AGOSTO: Viaggio nella vita… (TOBIA) 

– La vocazione del custodire: cosa comporta?

DOMENICA 3 LUGLIO 2016

FAMIGLIA SINODO2

  • Oggi abbiamo iniziato la lettura della Esortazione apostolica di Papa Francesco sull’amore in famiglia…

ecco qualche spunto tratto dalla presentazione…

PREMESSA

  • Fare famiglia: è ancora un desiderio vivo?

1. La gioia dell’amore che si vive nelle famiglie è anche il giubilo della Chiesa. Malgrado i numerosi segni di crisi del matrimonio, «il desiderio di famiglia resta vivo, in specie fra i giovani, e motiva la Chiesa». L’annuncio cristiano che riguarda la famiglia è davvero una buona notizia».

  •  Il cammino sinodale cosa ha messo in evidenza? 2. Ha permesso di porre sul tappeto la situazione delle famiglie nel mondo attuale e di ravvivare la consapevolezza sull’importanza del matrimonio e della famiglia. Al tempo stesso, la complessità delle tematiche proposte ci ha mostrato la necessità di continuare ad approfondire con libertà alcune questioni dottrinali, morali, spirituali e pastorali.
  •   Quali sono gli atteggiamenti estremi da evitare? I dibattiti vanno da un desiderio sfrenato di cambiare tutto senza sufficiente riflessione, all’atteggiamento che pretende di risolvere tutto applicando normative generali o traendo conclusioni eccessive da alcune riflessioni teologiche. La riflessione dei pastori e dei teologi, se è fedele alla Chiesa, realistica e creativa, ci aiuterà a raggiungere una maggiore chiarezza.
  •   7. L’esortazione non le sembra un po’ troppo… lunga? 

    A causa della ricchezza dei due anni di riflessioni che ha apportato il cammino sinodale, la presente Esortazione affronta, con stili diversi, molti e svariati temi. Questo spiega la sua inevitabile estensione.

  •    Come utilizzarla al meglio? Potrà essere meglio valorizzata, sia dalle famiglie sia dagli operatori di pastorale familiare, se la approfondiranno pazientemente una parte dopo l’altra, o se vi cercheranno quello di cui avranno bisogno in ogni circostanza. E’ probabile che  i coniugi si riconoscano di più nei capitoli 4° e 5°, – gli operatori pastorali abbiano particolare interesse per il capitolo 6°  e che tutti si vedano molto interpellati dal capitolo 8°. Spero che ognuno, attraverso la lettura, si senta chiamato a prendersi cura con amore della vita delle famiglie, perché esse «non sono un problema, sono principalmente un’opportunità

  • leggi tutto: 0 INTRODUZIONE AL

…e tu, che ne pensi?-———————————————————————————————————

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Fa’ che io veda  CIELO SOLE E NUBI

  •   Dio, bellezza infinita, tu hai sparso lo splendore della tua bellezza sui fiori, nelle stelle, nel gioco di colori della natura, sul volto e l’aspetto degli uomini.
  • Tu ci hai dato gli occhi per percepire questo tuo splendore tramite la creazione e la comprensione della bellezza e dell’arte umana. Tu ci hai pure dato la facoltà per poter risalire da essi verso te. Dio, bellezza infinita,

donaci gli occhi  BAMBINA CHE PREGA2 dello Spirito Santo

per poterti riconoscere in tutto quanto vi è di bello nel creato.

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29 GIUGNO FESTA  DEI SANTI PIETRO  E PAOLO

 S. PIETRO GOYA      S. PAOLO1

INNO

Uniti nel martirio gli apostoli di Cristo sigillano nel sangue l’annunzio del vangelo.
Con l’inerme potenza dello Spirito Santo radunano le genti nel regno del Signore.
Maestri di sapienza e padri nella fede come fiaccole splendono al popolo di Dio.
O Gesù, re di gloria, nel nome degli apostoli proteggi la tua Chiesa pellegrina nel tempo.
Il tuo braccio potente ci liberi dal male e ci guidi a un approdo di salvezza e di pace.
 
  •    Il Signore Gesù, come già sapete, scelse prima della passione i suoi discepoli, che chiamò apostoli. Tra costoro solamente Pietro ricevette l’incarico di impersonare quasi in tutti i luoghi l’intera Chiesa. Ed è stato in forza di questa personificazione di tutta la Chiesa che ha meritato di sentirsi dire da Cristo: «A te darò le chiavi del regno dei cieli» (Mt 16, 19).
  • Ma queste chiavi le ha ricevute non un uomo solo, ma l’intera Chiesa.    Giustamente anche dopo la risurrezione il Signore affidò allo stesso Pietro l’incombenza di pascere il suo gregge. E questo non perché meritò egli solo, tra i discepoli, un tale compito, ma perché quando Cristo si rivolge ad uno vuole esprimere l’unità. Si rivolge da principio a Pietro, perché Pietro è il primo degli apostoli.  Non rattristarti, o apostolo. Rispondi una prima, una seconda una terza volta. Vinca tre volte nell’amore la testimonianza, come la presunzione è stata vinta tre volte dal timore.
  • Deve essere sciolto tre volte ciò che hai legato tre volte. Sciogli per mezzo dell’amore ciò che avevi legato per timore.   E così il Signore una prima, una seconda, una terza volta affidò le sue pecorelle a Pietro.   Un solo giorno è consacrato alla festa dei due apostoli.
  • Ma anch’essi erano una cosa sola. Benché siano stati martirizzati in giorni diversi, erano una cosa sola. Pietro precedette, Paolo seguì. Celebriamo perciò questo giorno di festa, consacrato per noi dal sangue degli apostoli.    Amiamone la fede, la vita, le fatiche, le sofferenze, le testimonianze e la predicazione.(S. AGOSTINO)

RIPOSARE COME DIO…

  • La sosta di  Dio di fronte all’opera uscita dalle sue mani Il riposo divino del settimo giorno esprimela sosta di Dio di fronte all’opera molto buona uscita dalle sue mani per volgere ad essa uno sguardo colmo di gioioso compiacimento: una sguardo contemplativo, che mira a godere la bellezza di quanto è stato compiuto.
  • Tutto è di Dio! “Il rapporto dell’uomo con Dio ha bisogno di momenti di esplicita preghiera, in cui il rapporto si fa dialogo intenso…Il giorno del Signore è per eccellenza il giorno di questo rapporto in cui l’uomo eleva a Dio il suo canto, facendosi voce dell’intera creazione Proprio per questo è anche il giorno del riposoTutto è di Dio!
  • Riposare nel Signore“…il fedele è invitato a riposare non solo come Dio ha riposato ma a riposare nel Signore, riportando a lui tutta la creazione, nella lode , nel rendimento di grazie nell’intimità filiale e nell’amicizia sponsale
  • Dal Sabato alla Domenica Alla luce di questo mistero, il senso del precetto sul giorno del Signore viene recuperato, integrato e pienamente svelato nella gloria che rifulge sul volto di Cristo. Dal sabato si passa al primo giorno dopo il Sabato, dal settimo giorno al primo giorno: il dies Domini diventa il dies Christi! (n. 18)
  • Dio si riposa con… l’uomo?! “Dice Ambrogio: Grazie al Signore  Dio nostro che fece un’opera ove egli potesse trovare riposo. Fece il cielo, ma non leggo che ivi abbia riposato; fece le stelle, la luna, il sole e neppure qui leggo che abbia in essi riposato. “Leggo invece che fece l’uomo  e che allora si riposò, avendo in lui uno al quale poteva perdonare i peccati”
  • Il giorno del riposo, del dialogo, della contemplazione “Attraverso il riposo domenicale, le preoccupazioni e i compiti quotidiani possono ritrovare la loro giusta dimensione: le cose materiali per le quali ci agitiamo lasciano posto ai valori dello spirito; le persone con le quali viviamo riprendono, nell’incontro e nel dialogo più pacato, il loro vero volto. Le stesse bellezze della natura possono essere riscoperte e profondamente gustate”(67)

STARE CON GESU’ NELL’EUCARISTIA…

domenica a Messa

  •    Gesù  si è allontanato dagli uomini? “… Ascendendo al Padre, Cristo non si è allontanato dagli uomini. Egli resta sempre in mezzo ai suoi fratelli e, come ha promesso, li accompagna e li guida mediante il suo Spirito.”
  •    Ma com’è presente in mezzo a noi? Nell’ultima cena, con i suoi discepoli, mentre passava da questo mondo al Padre, Cristo istituì questo sacramento come memoria perpetua della sua passione, il più grande dei miracoli: “a coloro che la sua assenza avrebbe riempito di tristezza, lasciò questo sacramento come incomparabile conforto” (S. Tommaso)
  • PERCHÉ INTRATTENERSI CON CRISTO? – E’ bello intrattenersi con Cristo …chinati sul petto di Gesù come il discepolo prediletto, possiamo essere toccati dal suo amore – impariamo a conoscere più a fondo Colui che si è donato a noi e per imparare a donarci a nostra volta ai fratelli – L’amore di Cristo ci spinge a operare per l’unità della sua  Chiesa, per l’annuncio del Vangelo e per il servizio degli uomini  
  •   – Allarga il cuore alle dimensioni del mondo …   L’intimità con Cristo ci rende attenti alle gioie e agli affanni degli uomini  e allarga il cuore alle dimensioni del mondo. Essa ci rende solidali verso i fratelli in particolare verso i più piccoli, i prediletti del Signore
  1.  –Incoraggio i sacerdoti …a  ravvivare il ricordo della loro ordinazione sacerdotale…:”Prendete coscienza di ciò che fate, vivete ciò che compite” Mediante tempi di contemplazione fedeli e regolari, essi riceveranno frutti spirituali per la loro vita personale e per il ministero.
  2.   Esorto i cristiani … a fare regolarmente visita a Cristo presente nel Santissimo Sacramento dell’altare, poiché noi siamo tutti chiamati a rimanere in modo permanente in presenza di Dio, grazie a Colui che resterà con noi fino alla fine dei tempi
  3.    I Giovani crescono davanti all’Eucarestia Come potranno i giovani conoscere il Signore se non vengono introdotti al mistero della sua presenza? Tutta la vita interiore ha bisogno di silenzio  e di intimità con Cristo per crescere. Questa intimità con il Signore permetterà ad alcuni giovani d’impegnarsi nel servizio …Stare presso l’altare è per i giovani anche una occasione privilegiata per ascoltare la chiamata di Cristo e seguirlo più radicalmente nel ministero sacerdotale.
  4.  Le giornate vengono illuminate… I fedeli rafforzano la loro  speranza scoprendo che, con Cristo,  la sofferenza e la disperazione possono essere trasfigurate,  poiché, con Lui, noi siamo già passati dalla morte alla vita. Pertanto quando essi offrono al Signore la loro vita, il loro lavoro e tutta la creazione, allora le loro giornate vengono illuminate.

 CHE GRAN COSA È MAI LA SANTA MESSA!

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Tante soluzioni vengono dall’altare, tante decisioni dall’altare.

Quante e quante volte non sapevo come fare, come uscire da certi imbarazzi,

e,durante la santa Messa,  ecco che, in un momento,

quando si è lì a tu a tu con ns. Signore, tutto si chiarisce, noi siamo tenebra,

ma Gesù è la luce e la soluzione di tutto.

Che gran cosa è mai la santa Messa!

(D. Orione – Scr. 44,245)

 

IN VACANZA A …VILLA S. BIAGIO

MAREMOLUGLIO – AGOSTO  2016

 PER UN RIPOSO INTEGRALE… 

VILLA S. BIAGIO  È… L’ IDEALE!

Per le sue 4 B.B.B.B: Bed & Breakfast Beach Bible 

E LE SERATE BIBLICO MUSICALI

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  •   OGNI DOMENICA:   10.30: S. Messa  – 11.30:  Catechesi sull’ Esortazione di Papa Francesco: “LA GIOIA DELL’AMORE”
  •      MARTEDÌ E VENERDI  – (Ore 21) SERATE BIBLICHE  MUSICALI – TESTIMONI DI MISERICORDIA

LUGLIO   

  1. Ven. 22: Osea
  2. Mar. 26: Giona
  3. Ven. 29: Rut       

 AGOSTO

  • Mar. 2: Zaccheo
  • Ven.5: Samaritana
  • Mar. 9: Pietro
  • Ven. 12:  Il buon samaritano

14 AGOSTO: VEGLIA MARIA DELLA TENEREZZA DELL’ASSUNTA 

scarica allegato: 11. PANINO S. BIAGIO ESTATE 2016def

V I L L A  S. B I A G I O

FOTONSB2

totalmente “rinnovata” per l’Anno Santo,

 vi accoglie con gioia per una pausa di riposo fisico e spirituale.

– Info e prenotazioni: 0721.823.175 – Cell. 3338890862

donalesiani@gmail.com – www.sanbiagiofano.it

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“VENITE IN DISPARTE: RIPOSATEVI UN PO’…” (GESU’) “VENITE IN DISPARTE: RIPOSATEVI UN PO’…” (GESU’)

QUESTO E’ IL MIO CORPO… MANGIATENE TUTTI

PROPOSTE  FORMATIVE  DI VILLA S. BIAGIO… ANNO SANTO DELLA MISERICORDIA   Eucaristia7-300x190 Cari amici, Siamo a Giugno. Il mese del Corpus Domini, della Messa, della Domenica. Realtà grandi della nostra fede. Da riscoprire come veri TESORI  nella nostra vita personale e  familiare. Per  non essere sopraffatti dalle fatiche del vivere… E  anche da difendere come valori di rilevanza sociale. La Domenica in particolare: che ne pensi ?  Può aiutarci una breve sintesi di “ Dies Domini” la lettera apostolica di S. G. Paolo II … Fraternamente Dv

24 GIUGNO: S. GIOVANNI BATTISTA

S. GIOVA BATT4

“Voce di uno che grida…”

Libera rielaborazione della figura di Giovanni il Battista

Mi sono svegliato presto questa mattina. Con qualche presentimento in più sulla mia fine imminente. Da qualche mese mi trovo  in questa orribile prigione. Mi ci ha rinchiuso  il re  Erode per avergli rimproverato la sua condotta  immorale.

Non ti è lecito tenere la  moglie di tuo fratello

Sono cresciuto in fretta. Forte nel corpo e  nello spirito. Un carattere piuttosto asciutto e rigido. Con me stesso e  con gli altri.

Il fanciullo cresceva e si fortificava nello spirito.

Ben presto mi  resi conto che la gente si era allontanata dalla fede genuina. Tutti sospiravano la venuta del Messia, ma pochi erano disposti a vivere coerentemente. Cominciavo a capire che  il Signore aveva un progetto  su di me: preparargli la strada nel cuore degli uomini. Mi ritirai  nel deserto.

 Visse in regioni  deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

Molto  sobriamente:

Giovanni era vestito di peli di cammello, si cibava di locuste e miele selvatico

Non c’è bisogno di molte cose quando si ha Dio nel cuore e un grande sogno da realizzare. Com’era successo ai Profeti prima di me, mi sentii anch’io come investito da una forza dall’alto:

Sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria,  nel deserto.

Senza perdere tempo, mi recai vicino al fiume Giordano e cominciai a gridare a quanti passavano:

Preparate la via del Signore, raddrizzate  i suoi  sentieri!

Riconosco che le mie parole non erano molto delicate. Ma efficaci a  scuotere coscienze addormentate:

Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all’ira imminente?

All’inizio, molti mi presero per pazzo. Poi, poco alla volta,  cominciavano a farsi pensosi  e mi chiedevano:

Che cosa dobbiamo fare?

Raccomandavo  quanto mi ispirava il Signore,  secondo la situazione concreta di ciascuno. Ai  pubblicani che raccoglievano le tasse:

Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato

A quanti avevano beni di questo mondo li scongiuravo:

Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da  mangiare, faccia altrettanto

Purtroppo  cominciarono a  scambiarmi per il Messia atteso. Con chiarezza risposi:

io non son degno  di sciogliere neppure il legaccio dei suoi  sandali

Un giorno notai  tra la folla, una delegazione ufficiale inviata da Gerusalemme per chiedermi:

Chi sei?  Che cosa dici di te stesso?

Non avevo dubbi  sulla  mia identità:

Io sono  voce di uno che grida nel deserto:   Preparate la via del Signore

E un giorno venne anche Lui. Facendosi peccatore con i peccatori.  Si mise in fila. Come gli altri. Lo riconobbi tra mille. Mi rifiutai di battezzarlo, dicendo:

 Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?

Ma Egli,  con  sorriso buono di fratello, mi pregò:

 Lascia fare per ora, poiché conviene che così  adempiamo ogni giustizia.

Dovetti acconsentire. Lo battezzai,  tremando per la vicinanza del Santo di Dio.  Lo seguii con lo sguardo mentre si allontanava verso il deserto. Qualche giorno dopo…

LEGGI TUTTO: 08 BATTISTA

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MERCOLEDI’  22 GIUGNO:

 UDIENZA PAPA FRANCESCO

papa rifugiati

Toccare gli esclusi.

Oggi mi accompagnano qui questi ragazzi.

“SIGNORE, SE VUOI, PUOI PURIFICARMI!”.

LA MISERICORDIA PURIFICA IL CUORE (cfr Lc 5,12-16)

  • La supplica del lebbroso mostra che quando ci presentiamo a Gesù non è necessario fare lunghi discorsi. Bastano poche parole, purché accompagnate dalla piena fiducia nella sua onnipotenza e nella sua bontà. Affidarci alla volontà di Dio significa infatti rimetterci alla sua infinita misericordia. Anche io vi farò una confidenza personale. La sera, prima di andare a letto, io prego questa breve preghiera:
  • “Signore, se vuoi, puoi purificarmi!”. E prego cinque “Padre nostro”, uno per ogni piaga di Gesù, perché Gesù ci ha purificato con le piaghe. Ma se questo lo faccio io, potete farlo anche voi, a casa vostra, e dire: “Signore, se vuoi, puoi purificarmi!” e pensare alle piaghe di Gesù e dire un “Padre nostro” per ognuna di esse. E Gesù ci ascolta sempre.
  • Gesù è profondamente colpito da quest’uomo. Il Vangelo di Marco sottolinea che «ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!» (1,41). Il gesto di Gesù accompagna le sue parole e ne rende più esplicito l’insegnamento. Contro le disposizioni della Legge di Mosè, che proibiva di avvicinarsi a un lebbroso (cfr Lv 13,45-46), Gesù stende la mano e persino lo tocca.
  • Quante volte noi incontriamo un povero che ci viene incontro! Possiamo essere anche generosi, possiamo avere compassione, però di solito non lo tocchiamo. Gli offriamo la moneta, la buttiamo lì, ma evitiamo di toccare la mano. E dimentichiamo che quello è il corpo di Cristo! Gesù ci insegna a non avere timore di toccare il povero e l’escluso, perché Lui è in essi. Toccare il povero può purificarci dall’ipocrisia e renderci inquieti per la sua condizione. Toccare gli esclusi. Oggi mi accompagnano qui questi ragazzi.
  • Tanti pensano di loro che sarebbe stato meglio che fossero rimasti nella loro terra, ma lì soffrivano tanto. Sono i nostri rifugiati, ma tanti li considerano esclusi. Per favore, sono i nostri fratelli! Il cristiano non esclude nessuno, dà posto a tutti, lascia venire tutti.
  • Pensiamo a noi, alle nostre miserie… Ognuno ha le proprie. Pensiamo con sincerità. Quante volte le copriamo con la ipocrisia delle “buone maniere”. E proprio allora è necessario stare da soli, mettersi in ginocchio davanti a Dio e pregare: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi!». E adesso diciamo insieme questa bella preghiera: “Signore, se vuoi, puoi purificarmi!”.

***

DON ORIONE E I RIFUGIATI DO SCRIVE

  • Sul tema dell’accoglienza dei profughi: UNA PAROLA DI Don Orione, con l’attualità del 1917 
  • Oggi giungeranno a Tortona i malati di Venezia. Venezia si trova già a tiro dei cannoni nemici, e tutti fuggono, come sono fuggiti da Udine e dalla provincia del Friuli, già tutta invasa dai Tedeschi. Ma c’è un altro motivo per cui vi dico questo. Noi a Tortona eravamo già molto ristretti, eppure, stringendoci ancor più, abbiamo lasciata la Casa dove stavamo noi preti ed i chierici, dietro il Collegio, e ci siamo ritirati tutti di qua, ingegnandoci alla meglio. Alcuni dormono sui sofà ed anche per terra.
  • La nostra casa l’abbiamo offerta al Governo per i profughi di Venezia. Ieri l’abbiamo preparata si sa alla bell’e meglio. Oggi, dunque, arrivano da Venezia i poveri malati che sono mandati di qua e di là, noi ne prenderemo un venticinque o trenta, ben felici di sacrificarci per i nostri fratelli, non solo perché sono cristiani, ma perché sono ammalati, capirete che se accettavo i vecchi non potevo rifiutare gli ammalati”. Don Orione continuò rivolgendosi alle sue Suore.“Dovete essere contente, felici di fare qualche cosa anche voi. Se vi sarà bisogno verrete, dunque, quelle che la Superiora crederà bene e dovete pensare che, servendo quei poveretti, servite Gesù medesimo. Là ci sarà da far da mangiare, lavare i piatti, insomma da fare tutto quello che fa una madre quando ha dei figli ammalati, ma ci vuole energia!
  • Ognuna si moltiplichi, e, per dir così, lavori per quattro; ma soprattutto devo dirvi di essere serie, serie, serie. Ieri ho scritto una lettera al Patriarca di Venezia, dicendogli che in questi momenti tanto dolorosi, la Casa della Divina Provvidenza è pronta ad accogliere i suoi poveri profughi, preti, chierici e poveri orfani abbandonati. Noi ce ne andremo sotto il solaio.
  •  La religione insegna di fare agli altri ciò che vorremmo fosse fatto a noi. Due cose sole ci occorrono: molta preghiera e molta carità. Solo con la carità si vince il mondo. Ora dappertutto si va seminando odio e sangue; di odio son pieni i solchi che dividono nazione da nazione, i popoli dai popoli. Tocca a noi colmare quei solchi con l’amore di Dio e con la carità del prossimo. Felici noi se ci fosse dato anzi di divenire vittime di questo amore”. (da discorso dell’8 novembre 1917)  Don Flavio Peloso

DOMENICA 19 GIUGNO 

15-     RISCOPRIAMO IL “TESORO” DELLA MESSA

  •   DAL VANGELO SECONDO LUCA LC 9,18-24GESù 5 Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare.   I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose:    «Il Cristo di Dio». Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà».
  •    SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 62 (63)ACQUAAA

R. HA SETE DI TE, SIGNORE, L’ANIMA MIA.

O Dio, tu sei il mio Dio, dall’aurora io ti cerco, ha sete di te l’anima mia, desidera te la mia carne in terra arida, assetata, senz’acqua. R
Così nel santuario ti ho contemplato, guardando la tua potenza e la tua gloria. Poiché il tuo amore vale più della vita,  le mie labbra canteranno la tua lode. R.
Così ti benedirò per tutta la vita: nel tuo nome alzerò le mie mani. Come saziato dai cibi migliori, con labbra gioiose ti loderà la mia bocca. R.
Quando penso a te che sei stato il mio aiuto, esulto di gioia  all’ombra delle tue ali. A te si stringe l’anima mia:  la tua destra mi sostiene. R.

 

  •   E QUANDO LA MESSA È FINITA? “Al di fuori della celebrazione eucaristica, la Chiesa si prende cura di venerare l’Eucarestia che deve essere conservata come il centro spirituale della comunità religiosa e parrocchiale” (Paolo VI)

 

  •  LUCA EVANGELISTA DELLA PREGHIERA

 NEI MOMENTI IMPORTANTI…GESÙ È IN PREGHIERA

  1. Inizio del ministero pubblico (3,21s) mentre Gesù, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di  lui lo Spirito Santo
  2. la scelta dei 12 apostoli (6,12ss)  Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò  la notte in orazione. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli  e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli:
  3. 3.      Quando la Passione si avvicina (9,28ss)  Circa otto giorni dopo questi discorsi, prese con sé Pietro, Giovanni  e Giacomo e salì sul monte a pregare E, mentre pregava, il suo volto  cambiò d’aspetto.
  4. Quando insegna a pregare, sta pregando (11,1ss)  Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando  ebbe finito uno dei discepoli gli disse: “Signore, insegnaci  a pregare,
  5. Nell’ultima cena quando prega per Pietro (22,31s) Simone, Simone, … io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e  tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli”.
  6. In croce prega per i suoi carnefici e li scusa (23,34): “Padre,  perdonali, perché non sanno quello che fanno”.
  7.     Quando muore in croce (23,46) Gesù, gridando a gran voce, disse: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito Detto questo spirò.

 

  • COSA FARE DAVANTI ALL’EUCARESTIA?

La Contemplazione permette di incontrare  Cristo, vero Dio e vero uomo,  di lasciarsi guardare da Lui e di fare esperienza della sua presenza Cristo diventa intimo con noi più di noi stessi ci rende partecipi della sua vita divina in un’unione che trasforma ci apre la porta che conduce al Padre rimanendo in silenzio dinanzi al Santissimo Sacramento, è Cristo, totalmente e realmente presente che noi scopriamo, che noi adoriamo, e con il quale stiamo in rapporto.

  •   In adorazione con Don Orione Ostensorio

Sono qui ad amarti per tutti ! Una volta, Gesù, sentivo bisogno di non essere solo…sentivo bisogno di uno che  mi amasse per tutti, che non potevo vivere così solo… In mezzo a tanta gente, mi pareva di trovarmi abbandonato da tutti e afflitto…Era una sera, quando sono entrato nella chiesuola del mio paese e posi la testa ai piedi di quel vecchio Crocifisso, che è là, entrando, quando una voce soave e penetrante mormorò vicino al mio cuore: – Gesù è con te! Gesù è con te ! si aprì come il tabernacolo, e Gesù si mostrò alla povera anima sconsolata e sola ! Gesù è con te! – mormorò vicino al mio cuore il Signore: sono qui ad amarti per tutti. Scr. 69,211

 

13 – 18 GIUGNO – ESERCIZI   SPIRITUALI

QUANDO MOSE’  MOSE3  ALZAVA LE MANI…

LECTIO DIVINA CON L’ESODO

Cari amici, iniziamo  a Villa S. Biagio un corso di Esercizi… Chiedo una preghiera perché il Signore mandi il suo santo Spirito su di noi… in particolare su un buon gruppo di Preti dell’Opera D. Orione provenienti da varie parti… d’Italia e qualcuno anche da Argentina, Albania, Romania e  Costa d’Avorio…E’ bello condividere con voi anche qualche suggestione e pensiero…grazie. Dv

Ti voglio dare un consiglio

***

  •    C. 18.  INCONTRO DI IETRO E DI MOSÈ  1 Ietro, sacerdote di Madian, MOSE E IETROsuocero di Mosè, venne a sapere quanto Dio aveva operato per Mosè e per Israele, suo popolo, come il Signore aveva fatto uscire Israele dall’Egitto. 2 Allora Ietro suocero di Mosè, con i figli e la moglie di lui venne da Mosè nel deserto, dove era accampato, presso la montagna di Dio. 6 Egli fece dire a Mosè: “Sono io, Ietro, tuo suocero, che vengo da te con tua moglie e i suoi due figli!”. 7 Mosè andò incontro al suocero, si prostrò davanti a lui e lo baciò; poi si informarono l’uno della salute dell’altro ed entrarono sotto la tenda. 8 Mosè raccontò al suocero quanto il Signore aveva fatto al faraone e agli Egiziani per Israele, tutte le difficoltà loro capitate durante il viaggio, dalle quali il Signore li aveva liberati. 9 Ietro gioì di tutti i benefici che il Signore aveva fatti a Israele, quando lo aveva liberato dalla mano degli Egiziani.10 Disse Ietro: “Benedetto sia il Signore, che vi ha liberati dalla mano degli Egiziani e dalla mano del faraone: egli ha strappato questo popolo dalla mano dell’Egitto! 11 Ora io so che il Signore è più grande di tutti gli dei, poiché egli ha operato contro gli Egiziani con quelle stesse cose di cui essi si vantavano”. 12 Poi Ietro, suocero di Mosè, offrì un olocausto e sacrifici a Dio. Vennero Aronne e tutti gli anziani d’Israele e fecero un banchetto con il suocero di Mosè davanti a Dio. 
  •   NON VA BENE QUELLO CHE FAI! 13 Il giorno dopo Mosè sedette a render giustizia al popolo e il popolo si trattenne presso Mosè dalla mattina fino alla sera. 14 Allora Ietro, visto quanto faceva per il popolo, gli disse: “Che cos’è questo che fai per il popolo? Perché siedi tu solo, mentre il popolo sta presso di te dalla mattina alla sera?”15 Mosè rispose al suocero: “Perché il popolo viene da me per consultare Dio. 16 Quando hanno qualche questione, vengono da me e io giudico le vertenze tra l’uno e l’altro e faccio conoscere i decreti di Dio e le sue leggi”. 17 Il suocero di Mosè gli disse: “Non va bene quello che fai!18 Finirai per soccombere, tu e il popolo che è con te, perché il compito è troppo pesante per te; tu non puoi attendervi da solo.
  • ORA ASCOLTAMI… ti voglio dare un consiglio e Dio sia con te! Tu sta davanti a Dio in nome del popolo e presenta le questioni a Dio. 20 A loro spiegherai i decreti e le leggi; indicherai loro la via per la quale devono camminare e le opere che devono compiere21 Invece sceglierai tra tutto il popolo uomini integri che temono Dio, uomini retti che odiano la venalità e li costituirai sopra di loro come capi di migliaia, capi di centinaia, capi di cinquantine e capi di decine. 22 Essi dovranno giudicare il popolo in ogni circostanza; quando vi sarà una questione importante, la sottoporranno a te, mentre essi giudicheranno ogni affare minore. Così ti alleggerirai il peso ed essi lo porteranno con te. 23 Se tu fai questa cosa e se Dio te la comanda, potrai resistere e anche questo popolo arriverà in pace alla sua mèta”.  24Mosè ascoltò la voce del suocero e fece quanto gli aveva suggerito.
  • ALTRE MORMORAZIONI ( dal libro dei NUMERI C. 11 – 12) 1 Ora il popolo cominciò a lamentarsi malamente agli  orecchi del Signore. “Chi ci potrà dare carne da mangiare? 5 Ci ricordiamo dei pesci che mangiavamo in Egitto gratuitamente, dei cocomeri, dei meloni, dei porri, delle cipolle e dell’aglio. 6Ora la nostra vita inaridisce; non c’è più nulla, i nostri occhi non vedono altro che questa manna”.
  • Intercessione di Mosè 10 Mosè udì il popolo che si lamentava in tutte le famiglie, ognuno all’ingresso della propria tenda; lo sdegno del Signore divampò e la cosa dispiacque anche a Mosè. 11 MOSÈ DISSE AL SIGNORE: “Perché hai trattato così male il tuo servo? Perché non ho trovato grazia ai tuoi occhi, tanto che tu mi hai messo addosso il carico di tutto questo popolo? 12 L‘ho forse concepito io tutto questo popolo? O l’ho forse messo al mondo io perché tu mi dica: Pòrtatelo in grembo, come la balia porta il bambino lattante, fino al paese che tu hai promesso con giuramento ai suoi padri? 13 Da dove prenderei la carne da dare a tutto questo popolo? Perché si lamenta dietro a me, dicendo: Dacci da mangiare carne! 14Io non posso da solo portare il peso di tutto questo popolo; è un peso troppo grave per me.15 Se mi devi trattare così, fammi morire piuttosto, fammi morire, se ho trovato grazia ai tuoi occhi; io non veda più la mia sventura!”. 
  • La risposta del Signore  16 Il Signore disse a Mosè: “Radunami settanta uomini tra gli anziani d’Israele, conosciuti da te come anziani del popolo e come loro scribi; conducili alla tenda del convegno; vi si presentino con te. 17 Io scenderò e parlerò in quel luogo con te; prenderò lo spirito che è su di te per metterlo su di loro, perché portino con te il carico del popolo e tu non lo porti più da solo.
  •    C 12 Maria e Aronne contro Mosè  1 Maria e Aronne parlarono contro Mosè a causa della donna etiope che aveva sposata; Dissero: “Il Signore ha forse parlato soltanto per mezzo di Mosè? Non ha parlato anche per mezzo nostro?”. Il Signore udì. ORA MOSÈ ERA PIÙ MANSUETO di ogni uomo che è sulla terra. 4 Il Signore disse subito a Mosè, ad Aronne e a Maria: Uscite tutti e tre e andate alla tenda del convegno”. Uscirono tutti e tre. 5 Il Signore allora scese in una colonna di nube, si fermò all’ingresso della tenda e chiamò Aronne e Maria. I due si fecero avanti. 6 Il Signore disse:“Ascoltate le mie parole! Se ci sarà un vostro profeta, io, il Signore, in visione a lui mi rivelerò, in sogno parlerò con lui. 7 Non così per il mio servo Mosè: egli è l’uomo di fiducia in tutta la mia casa. 8 Bocca a bocca parlo con lui, in visione e non con enigmi ed egli guarda l’immagine del Signore. Perchè non avete temuto di parlare contro il mio servo Mosè?”. 9 L’ira del Signore si accese contro di loro ed Egli se ne andò; 10 la nuvola si ritirò di sopra alla tenda ed ecco Maria era lebbrosa, bianca come neve; Aronne guardò Maria ed ecco era lebbrosa.
  • INTERCESSIONE DI ARONNE E DI MOSÈ Aronne disse a Mosè: “Signor mio, non addossarci la pena del peccato che abbiamo stoltamente commesso,  essa non sia come il bambino nato morto, la cui carne è gia mezzo consumata quando esce dal seno della madre”.  MOSÈ GRIDÒ AL SIGNORE:“GUARISCILA, DIO!”.
  • PER RIFLETTERE : Cosa ti suggerisce la figura di Ietro?

 

Þ      Coraggio e umiltà nel fare la correzione fraterna. Correzione fraterna: attiva e passiva: quale più difficile?

Þ      Corriamo  il pericolo di voler strafare? meglio farsi aiutare: Quali compiti  delegabili e quali no?  COSE URGENTI E COSE IMPORTANTI!!!

Þ      Qual è la nostra “tenda del convegno”? Quale la causa più frequente dei nostri dissapori? Ci sforziamo di perdonarci? Di  riconoscere i nostri torti…chiedere scusa e/o perdonare e pregare per chi ci ha offeso?   Come vorresti gli anziani?  E tu li valorizzi per  quello che sono stati – sono e possono ANCORA dare? 

DON ORIONE : LA PACE VALE PIÙ DI TUTTO

E voglio scrivere con santa libertà di Sacerdote… e, se lo permettete, da amico e quale amico sincero, Vi prego e scongiuro, nel nome santo di Dio, di voler fare tra Voi la pace . Più in là essa diventerà sempre più impossibile! Voi sapete che le vertenze tra parenti più invecchiano, più indurano i cuori. Per la pace, per la concordia, si passi sopra ad ogni interesse: ogni sacrificio è poco per la pace; con la buona volontà si fa tutto: la pace vale più di tutto! La Vostra salute e quella dei Vostri Cari andrà meglio, la Vostra vita stessa sarà più serena e prolungata. Vi chiedo scusa se mai mi fosse sfuggita qualche parola che potesse farVi dispiacere, non era certo nella mia intenzione. Da anni Voi conoscete Don Orione, sapete la stima, l’affetto mio per Voi: guardate al fine per cui ho scritto, guardate allo spirito e non alla parola.Vogliate avermi sempre per il Vostro umile e fedele Servitore in Gesù Cristo Don L. Orione   Scr. 41, 107

SE QUALCUNO VOLESSE SCARICARE TUTTI GLI APPUNTI…

06 – EESS ESODO MOSE 13-18 GIUGNO 2016

 

donalesiani@gmail.com  – www.sanbiagiofano.it

  •  COMBATTIMENTO CONTRO AMALEK
  1.   Allora Amalek venne a combattere contro Israele a Refidim. 9 Mosè disse a Giosuè: “Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalek. Domani io starò ritto sulla cima del colle con in mano il bastone di Dio”.  10 Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalek, mentre Mosè, Aronne, e Cur salirono sulla cima del colle.
  2.  Quando Mosè alzava le mani, Israele era il più forte, ma quando le lasciava cadere, era più forte Amalek. 12 Poiché Mosè sentiva pesare le mani dalla stanchezza, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l’altro dall’altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole.  

 

  •   Acque amare: Dio non estraneo anche ai problemi spiccioli… Dio nutre corpo e spirito cfr Gv 6 che rileggerà il capitolo…
  •  Senso di abbandono a Dio quotidianamente: povertà è provvisorietà contenta e grata. cfr Atti 2,42 
  •   Acqua dalla roccia: dopo tante prove si dubita ancora con quel terribile interrogativo…Il Signore è in mezzo a noi sì o no?”
  •  E’ .il nostro peccato: Cfr Marco 4: “Perché siete così paurosi?NON AVETE ANCORA FEDE?”. 
  • Lotta Amaleciti: primato di Dio e della preghiera… Mosè intercessore… cfr sl 43,4
  •  Mosè  fa il servizio di ogni genere. delle cose materiali: pane,  acqua…Della  responsabilità… Dell’intercessione

SIA FATTA LA TUA VOLONTA’…

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Dal trattato «Sul Padre nostro» di san Cipriano,

  •    Proseguendo nella preghiera diciamo: «Sia fatta la tua volontà in cielo e in terra», non tanto perché faccia Dio ciò che vuole, ma perché possiamo fare noi ciò che Dio vuole.Per questo preghiamo e chiediamo che si faccia in noi la volontà di Dio. E perché questa si faccia in noi abbiamo bisogno della volontà di Dio, cioè della sua potenza e protezione, poiché nessuno è forte per le proprie forze, ma lo diviene per la benevolenza e la misericordia di Dio. 
  • La volontà di Dio dunque è quella che Cristo ha eseguito e ha insegnato. È umiltà nella conversazione, fermezza nella fede, discrezione nelle parole, nelle azioni giustizia, nelle opere misericordia, nei costumi severità. Volontà di Dio è non fare dei torti e tollerare il torto subito, mantenere la pace con i fratelli, amare Dio con tutto il cuore, amarlo in quanto è Padre, temerlo in quanto è Dio, nulla assolutamente anteporre a Cristo, poiché neppure lui ha preferito qualcosa a noi.
  • Volontà di Dio è stare inseparabilmente uniti al suo amore, rimanere accanto alla sua croce con coraggio e forza, dargli ferma testimonianza quando è in discussione il suo nome e il suo onore, mostrare sicurezza della buona causa, quando ci battiamo per lui, accettare con lieto animo la morte quando essa verrà per portarci al premio.

   Questo significa voler essere coeredi di Cristo, questo è fare il comando di Dio, questo è adempiere la volontà del Padre.

VOCAZIONE DI MOSE’:  

  • moseee23 Nel lungo corso di quegli anni, il re d’Egitto morì. Gli Israeliti gemettero per la loro schiavitù, alzarono grida di lamento e il loro grido dalla schiavitù salì a Dio. Allora Dio ASCOLTÒ il loro lamento, SI RICORDÒ della sua alleanza con Abramo e Giacobbe. Dio  GUARDÒ la condizione degli Israeliti e SE NE PRESE PENSIERO.
  • IL ROVETO ARDENTE C. 3  Ora Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero,  e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb. 2 L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. 3 Mosè pensò: “Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?”. 4 Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: “Mosè, Mosè!”. Rispose: “Eccomi!”.
  •  Riprese: “Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!”. 6 E disse: “Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe”.  Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio.7 Il Signore disse: Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. 8 Sono sceso per liberarlo dalla mano dell’Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele, Ora và! Io ti mando dal faraone. Fà uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!”.
  • Mosè disse a Dio: “CHI SONO IO PER ANDARE DAL FARAONE e per far uscire dall’Egitto gli Israeliti?”. 12 Rispose: “IO SARÒ CON TE. Eccoti il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte”.
  • C.4  10 MOSÈ DISSE AL SIGNORE: “MIO SIGNORE, IO NON SONO UN BUON PARLATORE; non lo sono mai stato prima e neppure da quando tu hai cominciato a parlare al tuo servo, ma sono impacciato di bocca e di lingua”. 11 Il Signore gli disse: Ora và! Io sarò con la tua bocca e ti insegnerò quello che dovrai dire”.13 Mosè disse:  “Perdonami, Signore mio, manda chi vuoi mandare!”. 14 Allora la collera del Signore si accese contro Mosè e gli disse: “Non vi è forse il tuo fratello Aronne, il levita? Io so che lui sa parlar bene. Anzi sta venendoti incontro. Ti vedrà e gioirà in cuor suo. 15 Tu gli parlerai e metterai sulla sua bocca le parole da dire e io sarò con te e con lui mentre parlate e vi suggerirò quello che dovrete fare.

 OSSERVAZIONI

  • VITA DI MOSE’:  3 fasi di 40 ANNI: a corte -diventa povero – missione.
  • VOCAZIONE DI MOSE’ all’interno dell’OPERA DI DIO (4 verbi) – dunque è un…dipendente!  Genitori – educatori, abbiamo atteggiamenti da dipendenti dal “Capo” o lavoriamo in proprio (…capriccio)?
  • Mosé diventa povero: pastore di un gregge non suo… in paese straniero – Dio  sceglie i poveri:  tutto comincia con gruppo di poveri deportati cfr 1Cor. 1-3. La povertà è la nostra PRIMA vera preghiera e preparazione:
    • Educato nella sapienza egiziana: Mosè liberatore ingenuo e violento: finché non c’è la chiamata di Dio le doti umane non bastano…
    • La sua opera vera comincia con la paura, la fuga, l’esperienza  in terra straniera per sperimentare sulla propria pelle la realtà dei fratelli… Quando purificato,  Dio lo invierà , lui non ci trova più gusto e…non vuole andare: Chi sono io per andare?
    • L’esperienza del roveto:  Mosè ha 80 anni ed è ancora capace di stupore…Rivelazione del NOME JHWH: sono colui che sono. Quale “nome” trasmettiamo ai figli? (CDC.1 Profumo olezzante è il tuo nome”)
    • La chiamata di Dio: sua è l’iniziativa- suscita timore – affidato un messaggio – le obiezioni:  diffidenza del popolo – non ho le qualità – disimpegno:  manda un altro! Dio si…arrabbia!   E “violenta”  cfr Amos – Geremia. Il profeta ha sempre una vita lacerata. …
    • Servirete Dio su questo monte: dalla schiavitù al servizio!    ESSERE LIBERI  PER…SERVIRE. ??!!

 

Salmo 118- Prima di essere umiliato andavo errando,

ma ora osservo la tua parola. 

Tu sei buono e fai il bene,insegnami i tuoi decreti.

Mi hanno calunniato gli insolenti,

ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti.

Bene per me se sono stato umiliato,

 perché impari ad obbedirti.

 

PARLIAMONE… Esperienze di vita (positive e negative…), premessa per la missione.   – educati da chi? dalla vita –dalla gente …da Dio?

In questo momento, qual è la nostra meta, il nostro obiettivo, cosa unisce i nostri sforzi? O ci siamo arresi e ci sentiamo … vecchi anche se abbiamo 40 anni?  (Per Mosè tutto cominciò a…80 anni!)

– Le sconfitte: disgrazie o grazie?  Quando ci sentiamo troppo sicuri siamo inadeguati e quando ci sentiamo inadeguati…forse siamo pronti per essere strumenti nelle mani dell’Unico Educatore??!!   

 

 

  • SULLA STRADA DEI NOSTRI INTERROGATIVI e delle nostre inquietudini,  talvolta delle nostre cocenti delusioni,  il divino Viandante continua a farsi nostro compagno per introdurci, con l’interpretazione delle Scritture, alla comprensione dei misteri di Dio. Quando l’incontro diventa pieno, alla luce della Parola subentra quella che scaturisce dal «Pane di vita», con cui Cristo adempie in modo sommo la sua promessa di «stare con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo» (cfr Mt 28,20). (MND N. 2.)
  •  COME CI TROVIAMO?  NMI: DUC IN ALTUM!  “Questa parola risuona oggi per noi, e ci invita a fare memoria grata del passato, a vivere con passione il presente, ad aprirci con fiducia al futuro: « Gesù Cristo è lo stesso, ieri, oggi e sempre! » (Eb 13,8).
  •  BENEDETTO XVI: .“Siate ascoltatori assidui della Parolaperché ogni sapienza di vita nasce dalla Parola del Signore!…    Siate scrutatori della Parola, attraverso la lectio divina, poiché la vita consacrata nasce dall’ascolto della Parola di Dio ed accoglie il Vangelo come sua norma di vita”.

 DON ORIONE: DON ORIONE ASINELLO Guai, se gli Esercizi non si fanno col cuore.   Figli miei, preghiamo! Non basta star raccolti, non basta far silenzio – e silenzio assoluto,   MA  bisogna far bene attenzione alla parola di Dio, applicarla a noi, e poi pregare, pregare la Madonna Santissima.

 “AG  CRIOST AN SIOL” (THE PRIESTS)

Di Cristo è il seme,  Di Cristo è il raccolto
Nel granaio di Dio  Possiamo noi essere portati.
Di Cristo è il mare  Di Cristo è il pesce

Nelle reti di Dio, Possiamo noi essere catturati.
Dalla nascita alla vecchiaia  e dalla vecchiaia alla morte

Che le tue braccia, o Cristo, Siano strette intorno a noi.
Dalla morte alla fine Non la fine ma una rinascita
Nel Paradiso della Grazia, Possiamo noi restare.

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DOMENICA 12 GIUGNO 2016

14. –  RISCOPRIAMO IL “TESORO” DELLA MESSA

SONO PERDONATI I SUOI MOLTI PECCATI,  

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PERCHÉ HA MOLTO AMATO. LC. 7,36ss

***

  • Gesù allora disse: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi;  lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli.
  • Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati».
  • Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».

 

  •  EUCARISTIA E PERDONO DEI PECCATI
  1. Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni: per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. 
  2.  Lavami, Signore, da ogni colpa purificami da ogni peccato 
  3.  Questo è il calice del mio Sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati.
  4.  Padre nostro, che sei nei cieli…  rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male.
  5.  Liberaci, o Signore, da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni; e con l’aiuto della tua misericordia, vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento 
  6.  Signore Gesù Cristo, non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa, e donale unita e pace secondo la tua volontà. 
  7.   Signore Gesù Cristo,  per il Santo mistero del tuo Corpo e del tuo  Sangue liberami da ogni colpa e da ogni male, fa che sia sempre fedele alla tua legge e non sia mai separato da Te.
  8.  Ecco l’Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo.  O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma di’ soltanto una parola e io sarò salvato.

PER CONFESSARMI BENE…

MI PREPARO COSI’

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  •   Guardami Signor, leggi nel mio cuor. Sono tuo figlio, ascoltami! 

ABBÀ PADRE, ABBÀ PADRE…

  •  Più solo non sarò, a te mi appoggerò. Sono tuo figlio, abbracciami! 
  •  Per ogni mio dolor, la pace invocherò. Sono tuo figlio, guariscimi!

1. GRAZIE, SIGNORE  PER I TUOI BENEFICI   ……..

2. PERDONAMI,  IL MIO POCO AMORE 

4°- doveri del mio stato di vita?

3°- amore a me stesso: sincero – laborioso – puro?

2°- amore al prossimo

1°- a Te:  preghiera – messa – fede…

3. MI ABBANDONO ALLA TUA MISERICORDIA

Pietà di me, o Dio,  secondo la tua misericordia;

nella tua grande bontà cancella il mio peccato.

Lavami da tutte le mie colpe, 

mondami dal mio peccato.

Ridonami la gioia di essere salvato.

Sostieni in me un animo generoso…(SL 50)

4. MI IMPEGNO

Vivere oggi 

Per vivere davvero, devi vivere oggi. 

La vita è breve e passa in fretta. 

Se non vivi  Oggi, avrai perso la giornata. 

Non intristire il tuo animo 

con paure e preoccupazioni per il domani. 

Non caricare il tuo cuore con la miseria di ieri. 

VIVI OGGI 

HO CERCATO DIO…

con la mia lampada così brillante che tutti me la invidiavano. Ho cercato Dio negli altri. Ho cercato Dio nelle piccolissime tane dei topi. Ho cercato Dio nelle biblioteche. Ho cercato Dio nelle università. Ho cercato Dio col telescopio e con microscopio. Finché mi accorsi che avevo dimenticato quello che cercavo. Allora, spegnendo la mia lampada, gettai le chiavi, e mi misi a piangere… e subito, la sua Luce fu in me…

(Angelus Silesius)

C O S A   R E N D E R T I

come offrirmi a te  Come dirti il mio grazie?

Non ho nulla tu lo sai,  Non ho altro che la mia povertà.

Padre accettala, Padre accoglila,  Nel tuo pane con Gesù

– Ogni cosa mia  appartiene a Te;     Ogni attimo è tuo dono

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6 GIUGNO 2016

S. IGNAZIO DI ANTIOCHIA

Non voglio solo chiamarmi cristiano, 

ma esserlo realmente

Dalla «Lettera ai Romani» di sant’Ignazio di Antiochia  

UN’ACQUA VIVA MORMORA DENTRO DI ME

  1. ACQUA CASCATA

E MI DICE:VIENI AL PADRE 

  1.    A NULLA MI GIOVERANNO LE ATTRATTIVE DEL MONDO NÉ I REGNI DI QUESTA TERRA. È MEGLIO PER ME MORIRE PER GESÙ CRISTO CHE ESTENDERE IL MIO IMPERO FINO AI CONFINI DELLA TERRA. IO CERCO COLUI CHE È MORTO PER NOI, VOGLIO COLUI CHE PER NOI È RISORTO. È VICINO IL MOMENTO DELLA MIA NASCITA. 
  2. LASCIATE CHE IO IMITI LA PASSIONE DEL MIO DIO. SE QUALCUNO LO HA IN SÉ, COMPRENDA QUELLO CHE IO VOGLIO E MI COMPATISCA, PENSANDO ALL’ANGOSCIA CHE MI OPPRIME.   NON SIATE DI QUELLI CHE PROFESSANO GESÙ CRISTO E AMANO IL MONDO. ANCHE SE VI SUPPLICASSI, QUANDO SARÒ TRA VOI, NON DATEMI ASCOLTO. CREDETE PIUTTOSTO A QUEL CHE VI SCRIVO ORA, NEL PIENO POSSESSO DELLA MIA VITA. VI SCRIVO CHE DESIDERO MORIRE.
  3.    OGNI MIO DESIDERIO TERRENO È CROCIFISSO … UN’ACQUA VIVA MORMORA DENTRO DI ME E MI DICE: VIENI AL PADRE. NON MI DILETTO PIÙ DI UN CIBO CORRUTTIBILE, NÉ DEI PIACERI DI QUESTA VITA. VOGLIO IL PANE DI DIO, CHE È LA CARNE DI GESÙ CRISTO, VOGLIO PER BEVANDA IL SUO SANGUE CHE È LA CARITÀ INCORRUTTIBILE.  
  4.    RICORDATEVI NELLE VOSTRE PREGHIERE DELLA CHIESA DI SIRIA, CHE HA DIO COME PASTORE AL POSTO MIO. SOLO GESÙ CRISTO LA GOVERNERÀ COME VESCOVO, E LA VOSTRA CARITÀ. IO MI VERGOGNO DI DIRMI MEMBRO DI QUELLA COMUNITÀ. NON NE SONO DEGNO, PERCHÉ SONO L’ULTIMO DI TUTTI E COME UN ABORTO. MA OTTERRÒ PER MISERICORDIA D’ESSERE QUALCUNO SE RAGGIUNGERÒ DIO.
  •    Scrivo a tutte le chiese, e a tutti annunzio che morrò volentieri per Dio, se voi non me lo impedirete. Vi scongiuro, non dimostratemi una benevolenza che sarebbe inopportuna. Lasciate che io sia pasto delle belve, per mezzo delle quali mi è dato di raggiungere Dio. Sono frumento di Dio e sarò macinato dai denti delle fiere per divenire pane puro di Cristo. Sollecitate piuttosto le fiere perché diventino mio sepolcro e non lascino nulla del mio corpo, e nel mio ultimo sonno io non sia di incomodo a nessuno. Quando il mondo non vedrà più il mio corpo, allora sarò veramente discepolo di Gesù Cristo.
  • Supplicate Cristo per me, perché per opera di queste belve io divenga ostia per Dio.  Io non vi do ordini, come Pietro e Paolo. Essi erano apostoli, io sono un condannato; essi erano liberi, io finora non sono che uno schiavo. Ma se soffrirò il martirio, diventerò un liberto di Gesù Cristo e in lui risorgerò libero. 
  • Dalla Siria fino a Roma, per terra e per mare, giorno e notte, lotto con le belve, legato a dieci leopardi, cioè al manipolo dei soldati di scorta. Più faccio loro del bene, e più mi maltrattano. Però con i loro oltraggi faccio profitto sempre più nella scuola di Cristo, ma non per questo sono giustificato. 
  •  Perdonatemi, io so quello che va bene per me. Ora incomincio ad essere un vero discepolo. Nessuna delle cose visibili o invisibili mi trattenga dal raggiungere Gesù Cristo. Fuoco e croce, branchi di bestie feroci, lacerazioni, squartamenti, slogature delle ossa, taglio delle membra, stritolamento di tutto il corpo, i più crudeli tormenti del diavolo ben vengano tutti su di me, purché io possa raggiungere Gesù Cristo.

DOMENICA 5 GIUGNO: 

     RISCOPRIAMO IL “TESORO” DELLA MESSA

 

RAGAZZO, DICO A TE, ÀLZATI!

  1. In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, Il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «NON PIANGERE!». Si avvicinò, toccò la bara, mentre i portatori si fermarono.
  2. Poi disse «RAGAZZO, DICO A TE, ÀLZATI!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi»  «DIO HA VISITATO IL SUO POPOLO».
  •     LA MESSA PREPARAZIONE DELLA…GRANDE SPERANZA
  1. Mistero della fede. Annunziamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta  
  2. Ricòrdati dei nostri fratelli, che si sono addormentati nella speranza della risurrezione:   ammettili a godere la luce del tuo volto. 
  3. Ricordati di tutti i defunti dei quali tu solo hai conosciuto  la fede. 
  4.   Concedi anche a noi,  al termine di questo pellegrinaggio,  di giungere alla dimora eterna, dove tu ci attendi…   donaci di aver parte alla vita eterna, insieme con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio, con gli apostoli e tutti i santi, che in ogni tempo ti furono graditi: e in Gesù Cristo  tuo Figlio canteremo la tua gloria … 
  5. concedi anche a noi di ritrovarci insieme a godere della tua gloria quando, asciugata ogni lacrima, i nostri occhi vedranno il tuo volto e noi saremo simili a te.     
  6. Il corpo di Cristo ci custodisca per la vita eterna…

LIBERACI, O SIGNORE, DA TUTTI I MALI, 

concedi la pace ai nostri giorni; e con l’aiuto della tua misericordia,

vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento,

nell’attesa che si compia la beata speranza,

e venga il nostro Salvatore Gesù Cristo. 

LA MESSA (S. Giovanni Maria Vianney)preghiera22

L’assistenza alla messa è la più grande azione che noi possiamo fare. Non è sufficiente essere presenti con il corpo alla Messa, ma bisogna assistervi con l’intenzione di capirla e seguirla attentamente. Che bellezza! Dopo la consacrazione Dio è qui come in Paradiso… Se l’uomo capisse questo morirebbe d’amore. Per dire la Messa bisognerebbe essere come dei Serafini.

 GRAZIA DEL VIATICO: MALATO-300x263

“Voglia il Signore concederci la grazia di non morire senza il Viatico, di entrare nel mistero della morte col solo Amico che possa con noi oltrepassare la soglia! Che ci sia data la grazia di ritrovare al di là delle tenebre, Colui che si abbassa fino a un ire la sua carne e la sua divinità a un corpo già quasi corrotto e per tre quarti distrutto. ch’egli senta il nostro impercettibile singhiozzo, l’ultimo, quello che  nessun orecchio al mondo potrà mai raccogliere; che egli riceva sulla sua faccia adorabile l’ultimo respiro e così addormentati in Cristo, seppelliti nell’Eucarestia, possiamo risvegliarci ai piedi di Cristo re, vincitore del mondo;  e che Egli sia benedetto per l’immensa speranza nostra di non morire soli.”

Mauriac. Da “Giovedì Santo”(p.61)

donalesiani@gmail.com    www.sanbiagiofano.it

 

FESTA DEL SACRO  gesu-misericordioso- CUORE DI GESU’

  • Dalla lettera ai Romani di san Paolo, apostolo 8, 28-39
  1.  L’amore di Dio si è manifestato in Cristo   Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha riconosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati.   
  2. Che diremo dunque in proposito? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica. Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi?   Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello (Sal 43, 22).  Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.

GIUBILEO DEI SACERDOTI

papa e prete

OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Piazza San Pietro  Venerdì, 3 giugno 2016 Sacratissimo Cuore di Gesù

  • Celebrando il Giubileo dei Sacerdoti nella Solennità del Sacro Cuore di Gesù, siamo chiamati a puntare al cuore, ovvero all’interiorità, alle radici più robuste della vita, al nucleo degli affetti, in una parola, al centro della persona. E oggi volgiamo lo sguardo a due cuori: il Cuore del Buon Pastore e il nostro cuore di pastori.
  • Il Cuore del Buon Pastore non è soltanto il Cuore che ha misericordia di noi, ma è la misericordia stessa. Lì risplende l’amore del Padre; lì mi sento sicuro di essere accolto e compreso come sono; lì, con tutti i miei limiti e i miei peccati, gusto la certezza di essere scelto e amato.
  • Guardando a quel Cuore rinnovo il primo amore: la memoria di quando il Signore mi ha toccato nell’animo e mi ha chiamato a seguirlo, la gioia di aver gettato le reti della vita sulla sua Parola (cfr Lc 5,5). 
  • I tesori insostituibili del Cuore di Gesù sono due: il Padre e noi. Le sue giornate trascorrevano tra la preghiera al Padre e l’incontro con la gente. Non la distanza, l’incontro. Anche il cuore del pastore di Cristo conosce solo due direzioni: il Signore e la gente.  egli non guarda più a sé stesso – non dovrebbe guardare a sé stesso – ma è rivolto a Dio e ai fratelli. Non è più “un cuore ballerino”, che si lascia attrarre dalla suggestione del momento o che va di qua e di là in cerca di consensi e piccole soddisfazioni. E’ invece un cuore saldo nel Signore, avvinto dallo Spirito Santo, aperto e disponibile ai fratelli. E lì risolve i suoi peccati.

  • leggi tutto in commenti

SAN BONAVENTURA

PRESSO DI TE E’…

LA SORGENTE   ACQUAAA  DELLA VITA

  1.   Sorgi, dunque, o anima amica di Cristo. Sii come colomba «che pone il suo nido nelle pareti di una gola profonda» (Ger 48, 28). Come «il passero che ha trovato la sua dimora» (Sal 83, 4), non cessare di vegliare in questo santuario. Ivi, come tortora, nascondi i tuoi piccoli, nati da un casto amore. Ivi accosta la bocca per attingere le acque dalle sorgenti del Salvatore (cfr. Is 12, 3). Da qui infatti scaturisce la sorgente che scende dal centro del paradiso, la quale, divisa in quattro fiumi (cfr. Gn 2, 10) e, infine, diffusa nei cuori che ardono di amore, feconda ed irriga tutta la terra.
  2.  Corri a questa fonte di vita e di luce con vivo desiderio, chiunque tu sia, o anima consacrata a Dio, e con l’intima forza del cuore grida a lui: «O ineffabile bellezza del Dio eccelso, o splendore purissimo di luce eterna! Tu sei vita che vivifica ogni vita, luce che illumina ogni luce e che conserva nell’eterno splendore i multiformi luminari che brillano davanti al trono della tua divinità fin dalla prima aurora. O eterno e inaccessibile, splendido e dolce fluire di fonte nascosta agli occhi di tutti i mortali! La tua profondità è senza fine, la tua altezza senza termine, la tua ampiezza è infinita, la tua purezza imperturbabile! Da te scaturisce il fiume “che rallegra la città di Dio” (Sal 45, 5), perché “in mezzo ai canti di una moltitudine in festa” (Sal 41, 5) possiamo cantare cantici di lode, dimostrando, con la testimonianza dell’esperienza, che “in te è la sorgente della vita e alla tua luce vediamo la luce” (Sal 35, 10)».

 

 “D I E S…   D O M I N I”domenica a Messa

“IL GIORNO DEL SIGNORE”

SINTESI DELLA LETTERA APOSTOLICA

DI S. G. PAOLO II

*** 

1°-  LA DOMENICA, CELEBRA L’OPERA DEL CREATORE

    arcobaleni_16        FIORI E UCCELLINO

LA SOSTA DI DIO

DI FRONTE ALL’OPERA MOLTO BUONA

USCITA DALLE SUE MANI

***

  • La sosta di Dio di fronte all’opera uscita dalle sue mani

Il riposo divino del settimo giorno esprime la sosta di Dio di fronte all’opera molto buona uscita dalle sue mani per volgere ad essa uno sguardo colmo di gioioso compiacimento: una sguardo contemplativo, che mira a godere la bellezza di quanto è stato compiuto.

  • Tutto è di Dio!

“Il rapporto dell’uomo con Dio ha bisogno di momenti di esplicita preghiera, in cui il rapporto si fa dialogo intenso…Il giorno del Signore è per eccellenza il giorno di questo rapporto in cui l’uomo eleva a Dio il suo canto, facendosi voce dell’intera creazione… Proprio per questo è anche il giorno del riposoTutto è di Dio!

  • Riposare nel Signore   PASQUA GESù E MARIA

“…il fedele è invitato a riposare non solo come Dio ha riposato ma a riposare nel Signore,riportando a lui tutta la creazione, nella lode , nel rendimento di grazie nell’intimità filiale e nell’amicizia sponsale

  • Dal Sabato alla Domenica

Alla luce di questo mistero, il senso del precetto sul giorno del Signore viene recuperato, integrato e pienamente svelato nella gloria che rifulge sul volto di Cristo. Dal sabato si passa al primo giorno dopo il Sabato, dal settimo giorno al primo giorno: il dies Domini diventa il dies Christi! (n. 18)

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  • Il giorno del Signore

“Il giorno del Signore ha avuto sempre nella storia della Chiesa, una considerazione privilegiata…E’ la Pasqua della settimana in cui si celebra la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte. E’ invito a rivivere l’esperienza dei due discepoli  di Emmaus che sentirono ardere il cuore mentre il Signore si affiancava a loro lungo il cammino

  • Il “giorno del Signore” è “il signore dei giorni”

Commemorando ogni Domenica il giorno della risurrezione di Cristo la Chiesa intende additare ad ogni generazione l’asse portante della storia. Il “giorno del Signore” è “il signore dei giorni”

  • Domenica o “fine settimana”?

“Ma oggi…si è affermata largamente la pratica del “Week-end”, inteso come tempo settimanale di sollievo…Quando la Domenica perde il significato originario e si riduce a puro “fine settimana” può capitare che l’uomo  rimanga chiuso in un orizzonte tanto ristretto che non gli consente più di vedere il “cielo”. Allora per quanto vestito a festa, diventa intimamente incapace di “far festa”

  • Tempo perduto o guadagnato?

“Vorrei oggi invitare tutti con forza a riscoprire la Domenica: non abbiate paura di dare il vostro tempo a Cristo. “Il tempo donato a Cristo non è mai tempo perduto, ma piuttosto tempo guadagnato per l’umanizzazione profonda dei nostri rapporti e della nostra vita”.

  • EDITH STEIN: Ostensorio

“C’è stato qualcosa che mi ha impressionato vivamente. Siamo entrati per qualche minuto nella cattedrale e mentre eravamo raccolti in un rispettoso silenzio, ecco entrare una donna con la borsa della spesa e inginocchiarsi per una breve preghiera. Per me si trattava di un fatto del tutto nuovo: nella sinagoga o nei templi protestanti che avevo visitati si andava soltanto per l’ufficio divino; ma ecco che qui qualcuno se ne arrivava nel bel mezzo dei suoi impegni quotidiani, in una chiesa vuota, per una SPECIE DI CONVERSAZIONE INTIMA…”

  • SAN TOMMASO D’AQUINO, nella festa del Corpo del Signore
  1.  O prezioso e meraviglioso convito…  che dà ai commensali salvezza e gioia senza fine! Che cosa mai vi può essere di più prezioso? Non ci vengono imbandite le carni dei vitelli e dei capri, come nella legge antica, ma ci viene dato in cibo Cristo, vero Dio. Che cosa di più sublime di questo sacramento?  
  2.  Nessuno infine può esprimere la soavità di questo sacramento. Per mezzo di esso si gusta la dolcezza spirituale nella sua stessa fonte e si fa memoria di quella altissima carità, che Cristo ha dimostrato nella sua passione.
  3.    Egli istituì l’Eucaristia nell’ultima cena, quando, celebrata la Pasqua con i suoi discepoli, stava per passare dal mondo al Padre.   L’Eucaristia è il memoriale della passione, il compimento delle figure dell’Antica Alleanza, la più grande di tutte le meraviglie operate dal Cristo, il mirabile documento del suo amore immenso per gli uomini.
  • S. AGOSTINO:    

Per non disgregarvi, mangiate il vincolo della vostra unità;  per non svilirvi, bevete il prezzo pagato per voi»   Siamo “preziosi” a causa del “prezzo”  che Cristo ha pagato per noi

  • S. CATERINA DA SIENA: 

“Annegatevi nel sangue di Cristo crocifisso, e inebriatevi del sangue. E se foste divenuto infedele, ribattezzatevi nel sangue; nel caldo del sangue dissolvete la tiepidezza,

L A   C A N D E L A    CANDELORA22   A C C E S A… 

Signore, oggi ho vissuto un’esperienza nuova. Visto che la grande chiesa, sulla piazza, era aperta, sono entrato. Dentro non c’era nessuno.

Io vado sempre in chiesa, Signore, ma alla domenica. C’è la gente, ci sono i canti, ci sono le luci accese.

Oggi invece non c’era nessuno, soltanto un raggio di luce che cadeva dall’alto. Con un po’ di tremore ho attraversato la navata e sono andato sul fondo, dietro l’altare.

Accanto al tabernacolo, una candela accesa. Non l’avevo mai notato ma oggi, in quella penombra, mi è sembrata un faro.

Signore, so che tu sei dovunque, in cielo, in terra, in ogni luogo. 

Ma, oggi, ho sentito un qualcosa…

come se tu, davvero, abitassi la dentro. Mi sono messo seduto e ho pensato che deve essere triste per te

quando nessuno ti viene a trovare. Signore, so che quella candela arde sempre

e io le ho chiesto di farti compagnia al posto mio, anche quando non mi ricordo di te.

E’ bello, Signore, pensare che dovunque mi trovi, qualsiasi cosa faccia, quella fiammella che arde mi fa rimanere vicino a te

(Tonino Lasconi)

– mauriac LA GRAZIA DEL VIATICO

– AD AMARE SI IMPARA

+ ADORAZIONE CON DON ORIONE 

+ QUESTO E’ IL MIO CORPO

– Eucarestia e poveriDEFF

– QUEL SILENZIO

+ HAI UN PROBLEMA b5

             

 

QUESTO E’ IL MIO CORPO… MANGIATENE TUTTI QUESTO E’ IL MIO CORPO… MANGIATENE TUTTI

SOCCORRI, MADRE DI MISERICORDIA…

PROPOSTE SPIRITUALI DI “VILLA S. BIAGIO” PER IL MESE DI MAGGIO 2016
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  • Cari amici, siamo ormai a Maggio…e il nostro cuore corre a Maria, Madre di Misericordia. Uno dei documenti più belli che S. Giovanni Paolo II  ha donato alla Chiesa è la Redemptoris Mater. Potrebbe essere un prezioso sussidio per il Mese di Maggio?! 
  • In allegato anche Proposte di spiritualità  di “Villa S. Biagio” per vivere bene l’anno santo della  Misericordia…  
  • Buon Mese di Maggio con Maria… Dv

REDEMPTORIS MATER

maria nome

“Soccorri il tuo popolo che cade,

ma pur sempre anela a risorgere”

LUNEDI 23 – SABATO 28 MAGGIO

ESERCIZI SPIRITUALI 

APOCAL SI APRI IL CIELO

IL MESSAGGIO DELL’APOCALISSE:

PAURA O SPERANZA?

Cari amici, chiedo una vostra preghiera perché il corso porti i suoi frutti di BENE E DI SPERANZA … ricambio facendovi partecipi di alcuni contenuti che mi sembrano importanti… possono farci del bene… Che la Madonna e S. Luigi Orione ci accompagnino…Dv

APOC FINE

   LA GERUSALEMME DEL CIELO…

  • Poi venne uno dei sette angeli, e mi parlò: «Vieni, ti mostrerò la promessa sposa, la sposa dell’Agnello». 10L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio.
  • 11Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. 12È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele.13A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte. 14Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.
  • 15Colui che mi parlava aveva come misura una canna d’oro per misurare la città, le sue porte e le sue mura. 16La città è a forma di quadrato: apocalisse6la sua lunghezza è uguale alla larghezza. L’angelo misurò la città con la canna: sono dodicimila stadi; la lunghezza, la larghezza e l’altezza sono uguali. 17Ne misurò anche le mura: sono alte centoquarantaquattro braccia, secondo la misura in uso tra gli uomini adoperata dall’angelo.
  • 18Le mura sono costruite con diaspro e la città è di oro puro, simile a terso cristallo. 19I basamenti delle mura della città sono adorni di ogni specie di pietre preziose. Il primo basamento è di diaspro, il secondo di zaffìro, il terzo di calcedònio, il quarto di smeraldo, 20il quinto di sardònice, il sesto di cornalina, il settimo di crisòlito, l’ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisopazio, l’undicesimo di giacinto, il dodicesimo di ametista. 21E le dodici porte sono dodici perle; E la piazza della città è di oro puro, come cristallo trasparente.
  • 22In essa non vidi alcun tempio: il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello sono il suo tempio. 23La città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna: la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l’Agnello.24Le nazioni cammineranno alla sua luce, e i re della terra a lei porteranno il loro splendore.
  • 25Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno, perché non vi sarà più notte. 26E porteranno a lei la gloria e l’onore delle nazioni. 27Non entrerà in essa nulla d’impuro, né chi commette orrori o falsità, ma solo quelli che sono scritti nel libro della vita dell’Agnello
  • CAPITOLO   22 1 Mi mostrò poi  un fiume d’acqua viva  limpida come  cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. 2  In mezzo  alla piazza della città e  da una parte e dall’altra  del fiume si trova un albero di vita  che dá dodici raccolti e produce  frutti ogni  mese; le foglie  dell’albero servono  a guarire  le nazioni.  3 E non vi sarà più maledizione.  Il trono di Dio e dell’Agnello  sarà in mezzo a lei e i suoi servi lo adoreranno; Non vi sarà più notte  e non avranno più bisogno di luce di lampada, né di luce di sole,  perché  il Signore Dio li illuminerà  e regneranno nei secoli dei secoli .  6 Poi mi disse: Ecco, io verrò presto. Beato  chi custodisce le parole profetiche di questo libro”. Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario,  per rendere  a ciascuno secondo le sue opere .  13 Io sono l’Alfa e l’Omega, il Primo e  l’Ultimo, il principio e la fine. 14 Beati coloro che lavano le loro vesti:  avranno parte all’albero della vita e potranno entrare per le porte  nella città. 15 Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli  idolàtri e chiunque ama e pratica la menzogna! Io, Gesù, ho mandato il mio angelo, per testimoniare a voi  queste cose riguardo alle Chiese. Io sono la radice della stirpe di  Davide, la stella radiosa del mattino”.

 

Lo Spirito e la sposa dicono: “Vieni!”.

E chi ascolta ripeta:  “Vieni!”.

Chi ha sete venga;

ACQUAAA

chi vuole attinga gratuitamente l’acqua  della vita.

Colui che attesta queste cose dice:

“Sì, verrò presto!”. Amen.

Vieni, Signore Gesù.

La grazia del Signore Gesù sia con tutti voi.

 Amen!

  •      DON ORIONE CUORE APERTO A TUTTI …mia madre mi diceva  che, in mancanza di cavalli, trottano gli asini, e noi siamo proprio gli asinelli della Divina Provvidenza. Se sapessi di star qui, le chiederei di andare io al Chaco, per morirci per consumarmi e vivere da vero missionario. Eccellenza, mi permetta di pregarla di lasciarmi qui più che può, e, se Dio la ispirasse,  di lasciarmi qui per sempre… mi lasci qui sempre, o mi interni e mi getti dove meglio crederà in Domino,ché sarò sempre felicissimo in Domino. Voglio amare i poveri, gli orfani, la classe povera, gli operai, i comunisti: vorrei morire per questi miei fratelli, e vorrei essere dimenticato da tutti, vivere e morire dimenticato da tutti, sotto i piedi di tutti, e solo amare Gesù, la santa Chiesa e tutti.  E perdermi nel Signore  io, indegnissimo che ho tanto peccato, che sono stato tanto cattivo col Signore e con la Madonna, e non ho tesoreggiato i doni del Signore!. Mi aiuti, caro Padre visitatore, mi aiuti!  Mi faccia amare il Signore, mi faccia riparare” 
  • S. AGOSTINO Vi scongiuro, amate con me, correte con me saldi nella fede: aneliamo alla patria del cielo, sospiriamo alla patria di lassù; consideriamoci quali semplici pellegrini quaggiù. «Carissimi, dice lo stesso san Giovanni, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è» (1Gv 3,2). Mi accorgo che i vostri affetti si levano con me verso l’alto; ma «un corpo corruttibile appesantisce l’anima e questa abitazione terrena grava la mente dai molti pensieri» (Sap 9,15). Ecco che io sto per deporre questo libro e voi per tornarvene ciascuno a casa sua.  Ci siamo trovati assai bene sotto questa luce comune, ne abbiamo davvero gioito, ne abbiamo davvero esultato: ma, mentre ci separiamo gli uni dagli altri, badiamo bene a non allontanarci da lui.

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  • TUTTO CIÒ CHE NON È DIO SCOMPARE IN UN’ORA SOLA…-
  1.  CAPITOLO 18  1 Dopo ciò, vidi un altro angelo discendere dal cielo con  grande potere e la terra fu illuminata dal suo splendore.2 Gridò a gran voce:  “E` caduta, è caduta  Babilonia la grande  ed è diventata covo di demòni,  carcere di ogni spirito immondo,  carcere d’ogni uccello impuro e aborrito  e carcere di ogni bestia immonda e aborrita.Poiché diceva in cuor suo: Io seggo regina,  vedova non sono e lutto non vedrò;  8 per questo, in un solo giorno,  verranno su di lei questi flagelli:  morte, lutto e fame; sarà bruciata dal fuoco,  poiché potente Signore è Dio  che l’ha condannata”.
  2.  LAMENTI SU BABILONIA  9 I re della terra che si sono prostituiti e han vissuto nel fasto con  essa piangeranno e si lamenteranno a causa di lei, quando vedranno  il fumo del suo incendio, 10 tenendosi a distanza per paura dei suoi  tormenti e diranno:  “Guai, guai, immensa città,  Babilonia, possente città;  in un’ora sola è giunta la tua condanna!”.  11 Anche i mercanti della terra piangono e gemono su di lei, perché  nessuno compera più le loro merci: 12 carichi d’oro, d’argento e di  pietre preziose, di perle, di lino, di porpora, di seta e di scarlatto;  legni profumati di ogni specie, oggetti d’avorio, di legno, di bronzo,  di ferro, di marmo; 13 cinnamòmo, amòmo, profumi, unguento,  incenso, vino, olio, fior di farina, frumento, bestiame, greggi, cavalli,  cocchi, schiavi e vite umane. 15 I mercanti divenuti ricchi per essa, si terranno a distanza per  timore dei suoi tormenti; piangendo e gemendo, diranno: “Guai, guai, immensa città, tutta ammantata di bisso, di porpora e di scarlatto,  adorna d’oro, di pietre preziose e di perle! 17 In un’ora sola  è andata dispersa sì grande ricchezza!”. Tutti i comandanti di navi e l’intera ciurma, i naviganti e quanti  commerciano per mare se ne stanno a distanza, 18 e gridano guardando il fumo del suo incendio: “Quale città fu mai somigliante  all’immensa città?”. 19 Gettandosi sul capo la polvere gridano, piangono e gemono:  “Guai, guai, immensa città, del cui lusso arricchirono  quanti avevano navi sul mare! In un’ora sola fu ridotta a un deserto!  20 Esulta, o cielo, su di essa, e voi, santi, apostoli, profeti, perché condannando Babilonia Dio vi ha reso giustizia!”. Un angelo possente prese allora una pietra grande come una  mola, e la gettò nel mare esclamando: “Con la stessa violenza sarà precipitata Babilonia, la grande città e più non riapparirà.  22 La voce degli arpisti e dei musici,  dei flautisti e dei suonatori di tromba, non si udrà più in te; ed ogni artigiano di qualsiasi mestiere non si troverà più in te; e la voce della mola  non si udrà più in te; 23 e la luce della lampada non brillerà più in te; e voce di sposo e di sposa non si udrà più in te. Perché i tuoi mercanti erano i grandi della terra; perché tutte le nazioni dalle tue malìe furon sedotte. 24 In essa fu trovato il sangue dei profeti e dei santi  e di tutti coloro che furono uccisi sulla terra”.
  •   C 19 TRIONFO IN CIELO
    APOCALISSE LA CELESTE GERUSALEMME 
  • Dopo ciò, udii come una voce potente di una folla  immensa nel cielo che diceva: “Alleluia!  Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio; perché veri e giusti sono i suoi giudizi, egli ha condannato la grande meretrice che corrompeva la terra con la sua prostituzione, vendicando su di lei il sangue dei suoi servi!”. E per la seconda volta dissero: “Alleluia! Il suo fumo sale nei secoli dei secoli!”.  Allora i ventiquattro vegliardi e i quattro esseri viventi si  prostrarono e adorarono Dio, seduto sul trono, dicendo: “Amen, alleluia”.  Partì dal trono una voce che diceva: “Lodate il nostro Dio, voi tutti, suoi servi, voi che lo temete, piccoli e grandi!”. Udii poi come una voce di una immensa folla simile a fragore di grandi acque e a rombo di tuoni possenti, che gridavano: “Alleluia.  Ha preso possesso del suo regno il Signore, il nostro Dio, l’Onnipotente. Rallegriamoci ed esultiamo, rendiamo a lui gloria, perché son giunte le nozze dell’Agnello; la sua sposa è pronta, 8 le hanno dato una veste di lino puro splendente”. La veste di lino sono le opere giuste dei santi. 9 Allora l’angelo mi disse: “Scrivi: Beati gli invitati al banchetto  delle nozze dell’Agnello!”. Poi aggiunse: “Queste sono parole veraci  di Dio”. 10 Allora mi prostrai ai suoi piedi per adorarlo, ma egli mi  disse: “Non farlo! Io sono servo come te e i tuoi fratelli, che  custodiscono la testimonianza di Gesù. E` Dio che devi adorare”. La  testimonianza di Gesù è lo spirito di profezia.

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 TU SEI DEGNO DI PRENDERE IL LIBRO

APOCALISSE libro7sigilli

E DI APRIRNE I SIGILLI

CC. 4-5: LE TAPPE DI UNA STORIA D’AMORE:  ARCOBALENO-ALLEANZA. CREAZIONE – ALLEANZA CON I PATRIARCHI – ALLEANZA NT: 12 APOSTOLI

  • CAPITOLO  4 1 Dopo ciò ebbi una visione: una porta era aperta nel cielo. La  voce che prima avevo udito parlarmi come una tromba diceva:  Sali quassù, ti mostrerò le cose che devono accadere in seguito.  2 Subito fui rapito in estasi. Ed ecco, c’era un trono nel cielo, e sul  trono uno stava seduto. 3 Colui che stava seduto era simile nell’aspetto a diaspro e cornalina. 
  • Un arcobaleno  arcobaleno22 simile a smeraldo avvolgeva  il trono. 4 Attorno al trono, poi, c’erano ventiquattro seggi e sui seggi  stavano seduti ventiquattro vegliardi avvolti in candide vesti con  corone d’oro sul capo. 5 Dal trono uscivano lampi, voci e tuoni; sette  lampade accese ardevano davanti al trono, simbolo dei sette spiriti di  Dio. I quattro esseri viventi hanno  ciascuno sei ali , intorno e dentro sono costellati di occhi; giorno e notte non cessano  di ripetere:
  • Santo, santo, santo il Signore Dio, l’Onnipotente Colui che era, che è e che viene!  9 E ogni volta che questi esseri viventi rendevano gloria, onore e  grazie a Colui che è seduto sul trono e che vive nei secoli dei secoli, i  ventiquattro vegliardi si prostravano davanti a Colui che siede sul  trono e adoravano Colui che vive nei secoli dei secoli e gettavano le  loro corone davanti al trono, dicendo: “Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l’onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, e per la tua volontà furono create e sussistono”.
  •  CAPITOLO 5  e vidi nella mano destra di Colui che era assiso sul trono un  libro a forma di rotolo, scritto sul lato interno e su quello  esterno, sigillato con sette sigilli.2 Vidi un angelo forte che  proclamava a gran voce: “Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i  sigilli?”.Ma nessuno né in cielo, né in terra, né sotto terra era in  grado di aprire il libro e di leggerlo. Io piangevo molto perché non si  trovava nessuno degno di aprire il libro e di leggerlo. 5 Uno dei  vegliardi mi disse: Non piangere più; ha vinto il leone della tribù di  Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli”.   6 Poi vidi ritto in mezzo al trono circondato dai quattro esseri  viventi e dai vegliardi un Agnello, come immolato.  E l’Agnello giunse e prese il libro dalla destra di Colui che era  seduto sul trono. 8 E quando l’ebbe preso, i quattro esseri viventi e i  ventiquattro vegliardi si prostrarono davanti all’Agnello, avendo  ciascuno un’arpa e coppe d’oro colme di profumi, che sono le preghiere dei santi.
  • 9 Cantavano un canto nuovo: “Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai riscattato per Dio con il tuo sangue uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione   e li hai costituiti per il nostro Dio un regno di sacerdoti e regneranno sopra la terra”.“L’Agnello che fu immolato è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza,onore, gloria e benedizione”. 13 Tutte le creature del cielo e della terra, sotto la terra e nel mare e  tutte le cose ivi contenute, udii che dicevano: “A Colui che siede sul trono e all’Agnello lode, onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoli”.14 E i quattro esseri viventi dicevano: “Amen”. E i vegliardi si  prostrarono in adorazione.  

 

E DIO TERGERA’ OGNI LACRIMA
DAI LORO OCCHI…

LACRIME4

  • ……. Dopo ciò, apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva  contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in  piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e  portavano palme nelle mani.10 E gridavano a gran voce:
  • La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all’Agnello”.  Allora tutti gli angeli che stavano intorno al trono e i vegliardi e i  quattro esseri viventi, si inchinarono profondamente con la faccia  davanti al trono e adorarono Dio dicendo: “Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza  e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen”. 
  • Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse: “Quelli che sono  vestiti di bianco, chi sono e donde vengono?”. 14 Gli risposi: “Signore mio, tu lo sai”.  E lui: “Essi sono coloro che sono passati attraverso la  grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide  col sangue dell’Agnello. 15 Per questo stanno davanti al trono di Dio e  gli prestano servizio giorno e notte nel suo santuario; e Colui che  siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro. 16  Non avranno più fame, né avranno più sete, né li colpirà il sole, né arsura di sorta , 17 perché l’Agnello che sta in mezzo al trono sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita. 
  • E Dio tergerà ogni lacrima  dai loro occhi”.

Visione preparatoria: AP. 1,9ss  cristo_re_risorto2

  • QUELLA SUA MANO SULLA NOSTRA SPALLA… SEGNO DI AMICIZIA E PROTEZIONE 
  1.  Io, Giovanni, vostro fratello e vostro compagno nella tribolazione, nel regno e nella costanza in Gesù, mi trovavo nell’isola chiamata  Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza resa a Gesù.  10Rapito in estasi, nel giorno del Signore, udii dietro di me una voce  potente, come di tromba, che diceva: 11 Quello che vedi, scrivilo in un  libro e mandalo alle sette Chiese: a Efeso, a Smirne, a Pèrgamo, a  Tiàtira, a Sardi, a Filadèlfia e a Laodicèa.
  2.  Ora, come mi voltai per  vedere chi fosse colui che mi parlava, vidi sette candelabri d’oro 13 e in  mezzo ai candelabri c’era uno  simile a figlio di uomo, con un abito  lungo fino ai piedi  e  cinto  al petto con una fascia  d’oro .  14  I capelli della  testa erano candidi, simili a lana  candida,  come neve. Aveva gli occhi   fiammeggianti come fuoco, 15  i piedi avevano l’aspetto del bronzo  splendente  purificato nel crogiuolo.  La voce era simile al fragore di  grandi acque .Nella destra teneva sette stelle, dalla bocca gli usciva  una spada affilata a doppio taglio e il suo volto somigliava al sole  quando splende in tutta la sua forza.
  3.  Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando  su di me la destra, mi disse: Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo   e il Vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra  la morte e sopra gli inferi. 19 Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle che sono e quelle che accadranno dopo. 20 Questo è il senso recondito  delle sette stelle che hai visto nella mia destra e dei sette candelabri  d’oro, eccolo: le sette stelle sono gli angeli delle sette Chiese e le  sette lampade sono le sette Chiese.
  • Ho però da rimproverarti che hai  abbandonato il tuo amore di prima… VOGLIAMO TORNARE AL FERVORE PRIMITIVO…!?
  1. CAPITOLO   2  All’angelo della Chiesa di Efeso scrivi: Così parla Colui che tiene le sette stelle nella sua destra e  cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro: 2 Conosco le tue  opere, la tua fatica e la tua costanza, per cui non puoi sopportare i  cattivi; li hai messi alla prova – quelli che si dicono apostoli e non lo  sono – e li hai trovati bugiardi. 3 Sei costante e hai molto sopportato  per il mio nome, senza stancarti.
  2. 4 Ho però da rimproverarti che hai  abbandonato il tuo amore di prima. 5 Ricorda dunque da dove sei  caduto, ravvediti e compi le opere di prima. Se non ti ravvederai,  verrò da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto. 6 Tuttavia hai questo di buono, che detesti le opere dei Nicolaìti, che anch’io detesto. 7 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese: Al  vincitore darò da mangiare dell’albero della vita, che sta nel paradiso  di Dio.

CI INTEPIDIAMO, MA TU CI RIACCENDI.

fuoco3

  1. L’anima mia è molto sbigottita. Rimango attonito e considero che i cieli non sono puri ai tuoi occhi. Caddero le stelle dal cielo (cfr. Ap 6, 13), e io, polvere, che cosa presumo? Alcuni uomini che sembravano seguire una condotta sublime, caddero nel più basso; e chi mangiava il pane degli angeli, l’ho poi visto compiacersi delle ghiande dei porci.
  2. Non c’è , dunque, nessuna santità, se tu, Signore, sottrai la tua mano. Nessuna sapienza giova, se tu smetti di governare. Nessuna fortezza vale, se tu cessi di sostenere.
  3. Se siamo abbandonati, affondiamo e periamo. Se invece siamo visitati, c’innalziamo e viviamo. Siamo instabili, ma da te siamo fatti saldi. Ci intepidiamo, ma tu ci riaccendi. «Imitazione di Cristo»  (Lib. 3, 14)
  •    ETTY HILLESUM    ETTY
  1. Le minacce e il terrore crescono di giorno in giorno. M’innalzo intorno la preghiera come un muro oscuro che offre riparo, mi ritiro nella preghiera come nella cella di un convento, ne esco fuori più “raccolta”, concentrata e forte. Questo ritirarmi nella chiusa cella della preghiera, diventa per me una realtà sempre più grande. Dappertutto c’erano cartelli che ci vietavano le strada per la campagna:
  2. Ma sopra quell’unico pezzo di strada che ci rimane c’è pur sempre il cielo, tutto quanto. Non possono farci nulla, non possono veramente farci niente. Possono renderci la vita un po’ spiacevole, possono provarci di qualche bene materiale e di un po’ di libertà di movimento, ma siamo noi stessi a privarci delle nostre forze migliori col nostro atteggiamento sbagliato:
  3. Dobbiamo pregare di tutto cuore che succeda qualcosa di buono. Infatti, se il nostro odio ci fa degenerare in bestie come lo sono loro, non servirà a nulla.    L’unica cosa che possiamo salvare in questi tempi … è un piccolo pezzo di te in noi stessi, mio Dio.
  4. Sì mio Dio sembra che tu non possa far molto per modificare le circostanze attuali. Io non chiamo in causa la tua responsabilità… tu non puoi aiutarci, ma tocca a noi aiutare te, difendere fino all’ultimo la tua 

 

INTRODUZIONE

  •   COME CI TROVIAMO STASERA?   CI PREOCCUPA DI PIU’ IL PASSATO, IL PRESENTE O…IL FUTURO? COME VIVERLIQuesta parola risuona oggi per noi, e ci invita a fare memoria grata del passato, a vivere con passione il presente, ad aprirci con fiducia al futuro: « Gesù Cristo è lo stesso, ieri, oggi e sempre! » (Eb 13,8)
  • COME SI TROVAVANO I NOSTRI FRATELLI CRISTIANI ALLA FINE DEL PRIMO SECOLO?

A-  CHIESA ALL’ESTERNO: Siamo in Asia minore – fine primo secolo- A Roma c’è l’imperatore Domiziano che perseguita i cristiani e  si fa chiamare KYRIOS= SIGNORE

  B- LA CHIESA AL SUO INTERNO: cominciano le prime eresie e si avverte già un preoccupante lassismo morale

 C- PERCHE’ GIOVANNI SCRIVE L’APOCALISSE?  PER 3 MOTIVI PRINCIPALI:     

  1. RIVELARE …LA POTENZA E LA GLORIA DI GESU’ RISORTO –
  2.  DARE INCORAGGIAMENTO E FORZA AI MARTIRI    
  3. RICHIAMARE I CRISTIANI AL PRIMITIVO FERVORE  

D- APOCALISSE:  VOGLIAMO VIVERE L’APOCALISSE come  Rivelazione – Riscoperta  di Gesù… di noi stessi – dell’altro…

  •   E’ COME CELEBRARE UNA LITURGIA VIVA:  Beato Chi Legge…Chi Ascolta…Chi Mette In Pratica 

CAP.  1 1 Rivelazione di Gesù Cristo che Dio gli diede per render noto ai  suoi servi le cose che devono presto accadere, e che egli  manifestò inviando il suo angelo al suo servo Giovanni.  Questi  attesta la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, riferendo  ciò che ha visto.  Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le  parole di questa profezia e mettono in pratica le cose che vi sono  scritte. Perché il tempo è vicino. 

  GIOVANNI ALLE SETTE CHIESE CHE SONO IN ASIA…  APOCALIS SETTE CHIESEgrazia a voi e pace da  Colui che è, che era e che viene, dai sette spiriti che stanno davanti al  suo trono,  e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei  morti e il principe dei re della terra.

SUBITO UN  GRANDE MESSAGGIO DI SPERANZA : CI GIUDICHERA’ COLUI CHE CI AMA…  A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo  sangue,  che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e  Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.  Ecco, viene sulle nubi  e ognuno  lo vedrà;  anche quelli che lo  trafissero   e tutte le nazioni della terra si batteranno per lui il petto . Sì, Amen!   Io sono l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Dio, Colui che è, che era  e che viene, l’Onnipotente!

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DOMENICA 22 MAGGIO

trinita

FESTA DELLA SS.MA TRINITA’

PREPARIAMOCI…

Ci possono aiutare alcuni spunti di riflessione contemplando questa splendida icona della Trinità di Rublev…

DALLA TRINITÀ   ALL’EUCARISTIA

  •      VENNE AD ABITARE IN MEZZO A NOI… 
  1. La Trinità pellegrina tra noi. (Alla luce di Gen.18:  Tre misteriosi personaggi fanno visita ad Abramo…tutti e tre sono in cammino…  vedi il “bastone” che hanno tutti e tre…  la quercia di Mamre e  la casa di Abramo:  Dio-Trinità viene a salvare tutta la realtà fisica e umana.  
  2.  Gesù quando viene tra noi nell’Incarnazione condivide  con  noi la gioia di due sposi e il pianto di due sorelle …
  3. Tutto questo nella Messa si fa memoriale  delle opere di Dio chiede di sapere leggere il  Vangelo di Dio nella nostra vita:  tutti gli interventi di Dio nella storia della salvezza e nella nostra vita personale e comunitaria.
  •    PER INSEGNARCI L’AMORE TRINITARIO
  1.       Le tre persone con atteggiamento di rispetto e riverenza l’una verso l’altra: sono una per l’altra: Non 1+1+1=1 ma: 1x1x1= 1.
  2.   Comunicando un soffio di vita a noi tutti (Il  Padre Genesi 1, Figlio Gv. 20; Lo Spirito Atti 2… Così insieme formano un cerchio perfetto, emanando una sensazione di intima unione e di pace…
  3.  Gesù con la  comunione  al suo corpo e sangue ci unisce a s é e ai fratelli e cosi ritroviamo la pace: ”Se Dio è per noi chi sarà  contro di noi?” (Rm 8)
  •  QUESTO E’ IL MIO CORPO PER VOI:  
  1. La Trinità entra nella nostra storia prendendo anche il calice della sofferenza…
  2. Gesù nel grande calice trinitario cfr. serie di calici 
  3.  FATE QUESTO IN MEMORIA DI MElasciarci prendere – spezzare – diventare cibo spirituale per chi ha bisogno

AD AMARE SI IMPARA… DAVANTI ALL’EUCARESTIA

  • Amore che perdona:  nella notte in cui fu tradito Egli prese il pane…
  • Amore che benedice e ringrazia:  rese grazie con la preghiera di benedizione
  • Amore che previene e si offre:   Offrendosi liberamente alla sua Passione
  • Amore totale:questo è il mio corpo…questo è il mio sangue
  • Amore sacrificato: spezzò il pane… il mio corpo offerto in sacrificio per voi
  • Amore personale e universale:   il calice del mio sangue versato per voi e per tutti
  • Amore che nutre i fratelli:  prendete e mangiatene…prendete e bevetene tutti
  • Amore che costruisce comunione:    grani macinati e impastati per fare un’ostia …
  • Amore purissimo che libera dal male:    sangue della alleanza…per la remissione dei peccati
  • 10.    Amore silenzioso e fedele…  ricambiato o no, continua ad esserci…

LA MESSA DI DON-ORIONE-MESSA-216x300 DON ORIONE

E vorrei farmi cibo spirituale per i miei fratelli  che hanno fame e sete di verità e di Dio;     dare la luce di Dio ai ciechi, aprire i cuori    alle innumerevoli  miserie umane e farmi servo  dei servi distribuendo la mia vita   più indigenti e derelitti;   Amare sempre e dare la vita cantando l’Amore!  Spogliarmi di tutto! Diventare un  uomo buono a i miei fratelli;  abbassare, stendere sempre le mani e il cuore  a raccogliere pericolanti debolezze e miserie e porle sull’altare, perché in Dio diventino  grandezza di Dio.   Gesù è morto con le braccia aperte.  Avere una grande pietà per tutti!   La carità ha fame d’azione …Noi moriamo in Dio e viviamo in Dio

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MERCOLEDI 18 MAGGIO 2016

PRETI A

PRETI  COSI’… SECONDO PAPA FRANCESCO

TRIPLICE APPARTENENZA: 

« AL SIGNORE, ALLA CHIESA, AL REGNO».

  • 1.IL SACERDOTE E L’APPARTENENZA AL SIGNORE Attraverso il suo discorso il Papa, di fronte ai vescovi italiani, ha posto l’accento su alcune «proposte formative su cui investire con coraggio».  Il sacerdote «come Mosè è uno che si è avvicinato al fuoco e ha lasciato che le fiamme bruciassero le sue ambizioni di carriera e potere. Ha fatto un rogo anche della tentazione di interpretarsi come un “devoto”, che si rifugia in un intimismo religioso che di spirituale ha ben poco». «È scalzo, il nostro prete rispetto a una terra che si ostina a credere e considerare santa. Non si scandalizza per le fragilità che scuotono l’animo umano: consapevole di essere lui stesso un paralitico guarito, è distante dalla freddezza del rigorista, come pure dalla superficialità di chi vuole mostrarsi accondiscendente a buon mercato». 
  • «Con l’olio della speranza e della consolazione, si fa prossimo di ognuno, attento a condividerne l’abbandono e la sofferenza. Avendo accettato di non disporre di sé, non ha un’agenda da difendere, ma consegna ogni mattina al Signore il suo tempo per lasciarsi incontrare dalla gente e farsi incontro. Così, il nostro sacerdote non è un burocrate o un anonimo funzionario dell’istituzione; non è consacrato a un ruolo impiegatizio, né è mosso dai criteri dell’efficienza». 
  • «Sa che l’Amore è tutto.Non cerca assicurazioni terrene o titoli onorifici, che portano a confidare nell’uomo; nel ministero per sé non domanda nulla che vada oltre il reale bisogno, né è preoccupato di legare a sé le persone che gli sono affidate.Il suo stile di vita semplice ed essenziale, sempre disponibile, lo presenta credibile agli occhi della gente e lo avvicina agli umili, in una carità pastorale che fa liberi e solidali.
  • Servo della vita, cammina con il cuore e il passo dei poveri; è reso ricco dalla loro frequentazione. È un uomo di pace e di riconciliazione, un segno e uno strumento della tenerezza di Dio, attento a diffondere il bene con la stessa passione con cui altri curano i loro interessi»
  • 2. IL SACERDOTE E L’APPARTENENZA ALLA CHIESA «Il presbitero è tale nella misura in cui si sente partecipe della Chiesa, di una comunità concreta di cui condivide il cammino. Il popolo fedele di Dio rimane il grembo da cui egli è tratto, la famiglia in cui è coinvolto, la casa a cui è inviato.Questa comune appartenenza, che sgorga dal Battesimo, è il respiro che libera da un’autoreferenzialità che isola e imprigiona: «Quando il tuo battello comincerà a mettere radici nell’immobilità del molo – richiamava dom Hélder Câmara – prendi il largo!».
  • 3. IL SACERDOTE E L’APPARTENENZA AL REGNO «il nostro presbitero, con i suoi limiti» come «uno che si gioca fino in fondo: nelle condizioni concrete in cui la vita e il ministero l’hanno posto, si offre con gratuità, con umiltà e gioia. Anche quando nessuno sembra accorgersene. Anche quando intuisce che, umanamente, forse nessuno lo ringrazierà a sufficienza del suo donarsi senza misura». «Ma – lui lo sa – non potrebbe fare diversamente: ama la terra, che riconosce visitata ogni mattino dalla presenza di Dio.
  • È uomo della Pasqua, dallo sguardo rivolto al Regno, verso cui sente che la storia umana cammina, nonostante i ritardi. Il Regno – la visione che dell’uomo ha Gesù – è la sua gioia, l’orizzonte che gli permette di relativizzare il resto, di stemperare preoccupazioni e ansietà, di restare libero dalle illusioni e dal pessimismo; di custodire nel cuore la pace e di diffonderla con i suoi gesti, le sue parole, i suoi atteggiamenti».

 

LUNEDI 16 MAGGIO 2016

DON ORIONE ASINELLO

FESTA DI S. LUIGI ORIONE

In questo quadro si può vedere Don Orione

che affida le chiavi delle sue opere nelle mani di Maria…  

  • Dacci, Maria, un animo grande, un cuore grande e magnanimo, che arrivi a tutti i dolori e a tutte le lacrime. Fa che tutta la nostra vita sia sacra a dare Cristo al popolo e il popolo alla Chiesa di Cristo; arda essa e splenda di Cristo, e in Cristo si consumi in una luminosa evangelizzazione dei poveri;
  • la nostra vita e la nostra morte siano un cantico dolcissimo di carità, e un olocausto al Signore. E poi… e poi il santo Paradiso! Vicini a Te, Maria: sempre con Gesù, sempre con Te, seduti ai tuoi piedi, o Madre nostra, in Paradiso, in Paradiso! 058PG 

…MIA MADRE MI DICEVA CHE,

don ORIONE SU ASINELLO

IN MANCANZA DI CAVALLI,…

trottano gli asini, e noi siamo proprio         

GLI ASINELLI DELLA DIVINA PROVVIDENZA,

o, almeno, desideriamo esserli.

  • IGNAZIO  SILONE  don orione e SILONE LO RICORDAVA COSI
  • In ascolto di un giovane inquieto: E’ noto l’incontro del giovane Ignazio Silone con Don Orione narrato dallo stesso protagonista. (cfr.Incontro con uno strano prete in “Uscita di sicurezza”, Vallecchi, Firenze,p. 25-42)
  • “Sono io don Orione…Scusami se non mi sono presentato”. Rimasi assai male all’inattesa rivelazione… e balbettai alcune scuse… per avergli lasciato trasportare le valigie e il resto.Egli sorrise e mi confidò la sua felicità di poter talvolta portare valigie per ragazzi impertinenti come me.
  • Adoperò anzi un’immagine che mi piacque enormemente e mi commosse: “Portare valigie come un asinello”, disse esattamente. E mi confessò: “La mia vera vocazione, è un segreto che voglio rivelarti, sarebbe poter vivere come un autentico asino di Dio, un autentico asino della Divina Provvidenza”…
  • Egli cominciò a parlare con me di questioni gravi, di cui, a torto, gli adulti non usano discorrere coi ragazzi. Ciò che di lui mi è rimasto più impresso, era la pacata tenerezza dello sguardo.
  • ” Benché Don Orione fosse allora già inoltrato nella quarantina ed io un ragazzo di sedici anni, a un certo momento mi avvidi di un fatto straordinario: era scomparsa fra noi ogni differenza di età Sentivo un piacere infinito a udirlo parlare; provavo una pace e una serenità nuove”
  • “Ricordati di questo”, mi disse a un certo momento, “Dio non è solo in Chiesa. Nell’avvenire non ti mancheranno momenti di disperazione. Anche se ti crederai solo e abbandonato, non lo sarai. Non dimenticarlo”. 
  • Una lettera di 12 pagine  Arrivati  a Genova Don Orione chiede al giovane di aiutarlo a imbucare ben trecento cartoline di auguri natalizi per i suoi ex-alunni: ”Sono tutti figli di operai e per alcuni di essi sarà  forse l’unica cartolina di Natale” Il ragazzo corre a imbucare le cartoline ma …ne conserva una per sé “In questo modo”, mi scusai, “anch’io avrò i suoi auguri di Natale” Giungono finalmente a  S. Remo. Quando  Don Orione sta per ripartire, manda a cercare il giovane per salutarlo Ma io mi nascosi. Non volli ch’egli  mi vedesse piangere... “Pochi giorni dopo, la mattina di Natale, ricevetti la prima  lettera di Don Orione, una lunga, affettuosa , straordinaria lettera di dodici pagine”      (Ignazio Silone-Uscita di sicurezza)

 CARITA’ SPIRITUALE E MATERIALE:  

  1. E vorrei farmi cibo spirituale per i miei fratelli che hanno fame e sete di verità e di Dio; vorrei vestire di Dio gli ignudi, dare la luce di Dio ai ciechie ai bramosi di maggior luce,  aprire i cuori alle innumerevoli miserie umane farmi servo dei servi distribuendo la mia vita ai più indigenti e derelitti;
  2. Amare sempre e dare la vita cantando l’Amore! Spogliarmi di tutto! Seminare la carità lungo ogni sentiero; seminare Dio in tutti i modi, in tutti i solchi;  Fare che i solchi diventino luminosi di Dio;
  3. diventare un uomo buono tra i miei fratelli; abbassare, stendere sempre le mani e il cuore a raccogliere pericolanti debolezze e miserie e porle sull’altare, perché in Dio diventino le forze di Dio e grandezza di Dio. 
  4.  Gesù è morto con le braccia aperte. È Dio che si è abbassato e immolato con le braccia aperte. Carità! Voglio cantare la carità! Avere una gran pietà per tutti!036PG

 S. LUIGI ORIONE,.. don orione e bambini argentini  PREGA PER NOI!

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DOMENICA 15 MAGGIO 2016

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Pentecoste – El Greco

FESTA DI PENTECOSTE 

… E FURONO TUTTI PIENI DI SPIRITO SANTO

 

  •  VIENI, VIENI SPIRITO D’AMORE ad insegnar le cose di Dio.
  • Vieni, vieni, spirito di pace, a suggerir le cose che lui ha detto a noi. 
  • Insegnaci a sperare, insegnaci ad amare, insegnaci a lodare Iddio. 
  • Insegnaci a pregare, insegnaci la via, insegnaci tu l’unità.

  LA MESSA, PENTECOSTE SETTIMANALE…

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 O Padre, che nel mistero della Pentecoste santifichi la tua Chiesa

in ogni popolo e nazione, diffondi sino ai confini della terra

i doni dello Spirito Santo, e continua oggi, nella comunità dei credenti,

i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo.

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I “REGALI” DI GESÙ… 7 DONI DELLO SPIRITO SANTO 

SAPIENZA  – INTELLETTOCONSIGLIOFORTEZZA

SCIENZAPIETÀTIMORE DI DIO 

  • LUCE E FORZA DELLO SPIRITO SANTO:

1.- ODIARSI O CAPIRSI? Atti 2,1ss  Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.

2 – GUIDATI DALLA “CARNE” O DALLO SPIRITO? Rom. 8,8ss Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete. Infatti tutti quelli guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. 

3. – PANE E VINO TRASFORMATI DALLO SPIRITO: Padre veramente santo, fonte di ogni santità, Santifica questi doni con l’effusione del tuo Spirito perché diventino per noi il corpo e + il sangue di Gesù Cristo nostro Signore.

4. – UN SOLO CORPO IN CRISTO: Ti preghiamo umilmente: per la comunione al corpo e al sangue di Cristo lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo.

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  • VIENI, SANTO SPIRITO, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce 
  • Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori. 
  • Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo. 
  • Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto. 
  • O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli. 
  • Senza la tua forza, nulla  è nell’uomo, nulla senza colpa. 
  • Lava ciò che è sórdido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sánguina.
  • Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato.
  • Dona ai tuoi fedeli, che solo in te confidano, i tuoi santi doni. 
  • Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna.         

L’ACQUA VIVA DELLO SPIRITO SANTO

ACQUA CASCATA
S. CIRILLO DI GERUSALEMME

 «L’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna» (Gv 4, 14). Nuova specie di acqua che vive e zampilla… L’acqua della pioggia discende dal cielo. Scende sempre allo stesso modo e forma, ma produce effetti multiformi. Altro è l’effetto prodotto nella palma, altro nella vite La pioggia infatti …si adatta alle esigenze degli esseri che la ricevono e diventa per ognuno di essi quel dono provvidenziale di cui abbisognano.   Allo stesso modo anche lo Spirito Santo, pur essendo unico distribuisce ad ognuno la grazia come vuole. E come un albero inaridito, ricevendo l’acqua, torna a germogliare, così l’anima peccatrice, resa degna del dono dello Spirito Santo attraverso la penitenza, porta grappoli di giustizia. .Rafforza la temperanza di questo, mentre a quello insegna la misericordia. C’è chi da lui apprende la saggezza nelle cose temporali e chi perfino riceve da lui la forza di accettare il martirio. Si verifica così quanto sta scritto: «A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune» (1 Cor 12, 7).    Mite e lieve il suo avvento, fragrante e soave la sua presenza, Il suo arrivo  è preceduto dai raggi splendenti della luce e della scienza. Giunge come fratello e protettore. Viene infatti a salvare, a sanare, a insegnare, a esortare, a rafforzare e a consolare. Anzitutto illumina la mente di colui che lo riceve e poi, per mezzo di questi, anche degli altri.  …colui che è stato ritenuto degno del dono dello Spirito Santo, viene illuminato nell’anima e, vede cose che prima non conosceva.

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DOMENICA 8 MAGGIO 2016

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FESTA DELLA MAMMA

… nel contesto del mese di Maggio ci sta proprio bene la FESTA DELLA MAMMA… intesa nel senso più ampio del termine. Ecco qualche pensiero sparso che mi viene spontaneo e che offro come augurio  grato a tutte le donne-madri-sorelle che ho incontrato nella mia vita…

  • DIO È PADRE E … MADRE Is 66,10ss : Rallegratevi con Gerusalemme, esultate per essa tutti voi che l’amate. Sfavillate con essa di gioia tutti voi che per essa eravate in lutto. Così sarete allattati e vi sazierete al seno delle sue consolazioni; Voi sarete allattati e portati in braccio, e sulle ginocchia sarete accarezzati.
  • Come una madre consola un figlio, così io vi consolerò; a Gerusalemme sarete consolati. Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore, le vostre ossa saranno rigogliose come l’erba fresca

Rembrandt: FIGLIO PR. REMBRANDT è noto che nel suo dipinto più famoso

( il ritorno del Figliol prodigo)  
le mani del Padre sono una maschile e l’altra femminile…

  • CUORE DI MADRE: maria-sangue-gesù1-202x300 Ma nell’orizzonte cristiano “LA DONNA-MADRE” per eccellenza è Lei,  Maria. A Lei, prima di morire, Gesù affidò ciascuno di noi. Perché ci custodisse come  MADRE:  “DONNA, ECCO IL TUO FIGLIO”  E allora  in questa festa della mamma  vorrei riposare, beato, nel ricordo del volto  dolce di mia madre e nella contemplazione del cuore di Maria. 

 Giovanni Paolo II lettera alle donne”: 

  • “Grazie a te, donna-madre che ti fai grembo dell’essere umano nella gioia e nel travaglio di un’esperienza unica. Grazie a te, donna-sposa che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono 
  • Grazie a te, donna-madre che ti fai grembo dell’essere umano nella gioia e nel travaglio di una esperienza unica…Grazie a te, donna-sposa che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono 
  • Grazie a te, donna-figlia e donna-sorella che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità 
  • Grazie a te, donna-consacrata che sull’esempio della più grande  delle donne, la madre di Cristo, Verbo Incarnato, ti apri con docilità e fedeltà all’amore di Dio…

  DON ORIONE:  elogio di sua madre:  

  • Mia madre mise a me, che ero il 4° figlio, i vestiti del mio primo fratello che ha 13 anni di più… quella povera vecchia contadina di mia madre si alzava alle 3 di notte e via a lavorare, e pareva sempre un fuso che andasse, e sempre faceva e s’industriava e faceva da donna e, con i suoi figli, sapeva fare anche da uomo, perché nostro padre era lontano, a lavorare sul Monferrato: batteva il falcetto per fare l’erba, e lo affilava essa, senza portarlo all’arrotino; faceva la tela con canapa filata da essa; e i miei fratelli si divisero tante lenzuola, tanta bella biancheria, povera mia madre! Teneva da conto fin i coltelli rotti, e questi sono stata la mia eredità. Non correva a comperare, se proprio non poteva farne a meno; e, quando è morta, le abbiamo ancora messo il suo vestito da sposa, dopo 51 anni che si era sposata: se l’era fatto tingere in nero, e faceva ancora la sua più bella figura, ed era il suo vestito più bello!(Let. 36)

LA MADRE

E il cuore quando d’un ultimo battito
Avrà fatto cadere il muro d’ombra,
Per condurmi, Madre, sino al Signore,
Come una volta mi darai la mano.
In ginocchio, decisa,
Sarai una statua di fronte all’Eterno,
Come già ti vedeva
Quando eri ancora in vita.
Alzerai tremante le vecchie braccia,
Come quando spirasti
Dicendo: Mio Dio, eccomi.
E solo quando m’avrà perdonato,
Ti verrà desiderio di guardarmi.
Ricorderai d’avermi atteso tanto,
E avrai negli occhi un rapido sospiro

 *… e una VECCHIA MA BELLA canzone di Beniamino Gigli che ha fatto storia…e ha fatto piangere tante nonne di oggi!

Mamma, son tanto felice perché ritorno da te.
La mia canzone ti dice ch’è il più bel sogno per me!
Mamma son tanto felice… Viver lontano perché?

Mamma, solo per te la mia canzone vola,

mamma, sarai con me, tu non sarai più sola!

 Quanto ti voglio bene! Queste parole d’amore

che ti sospira il mio cuore  forse non s’usano più, mamma!

 ma la canzone mia più bella sei tu!

Sei tu la vita e per la vita non ti lascio mai più!

Sento la mano tua stanca: cerca i miei riccioli d’or.
Sento, e la voce ti manca, la ninna nanna d’allor.
Oggi la testa tua bianca io voglio stringere al cuor.
Mamma, solo per te la mia canzone vola,
mamma, sarai con me, tu non sarai più sola!
Quanto ti voglio bene! Queste parole d’amore che ti sospira il mio cuore
forse non s’usano più, mamma!, ma la canzone mia più bella sei tu!
Sei tu la vita e per la vita non ti lascio mai più!
Mamma… mai più! 

( Beniamino Gigli – 1940)

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UDIENZA DI PAPA FRANCESCO –MERCOLEDI 4 MAGGIO.

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«Nessuna pecora può andare perduta»

  • La “vicinanza” di Gesù “ai peccatori non deve scandalizzare, ma al contrario provocare in tutti una seria riflessione su come viviamo la nostra fede”. Ne è convinto il Papa, che ha dedicato la catechesi dell’udienza generale di oggi all’immagine del Buon Pastore, “che si carica sulle spalle la pecorella smarrita” e rappresenta “da sempre la sollecitudine di Gesù verso i peccatori e la misericordia di Dio che non si rassegna a perdere alcuno”.
  • “Il Signore non può rassegnarsi al fatto che anche una sola persona possa perdersi” “L’agire di Dio è quello di chi va in cerca dei figli perduti per poi fare festa e gioire con tutti per il loro ritrovamento. Si tratta di un desiderio irrefrenabile: neppure novantanove pecore possono fermare il pastore e tenerlo chiuso nell’ovile”. 
  • E noi cristiani non dobbiamo essere chiusi perché avremo il puzzo delle cose chiuse. Mai! Dobbiamo uscire e questo chiudersi in sé stessi, nelle piccole comunità, nella parrocchia, là, … ‘Ma noi, i giusti’…
  • Questo succede quando manca lo slancio missionario che ci porta ad incontrare gli altri. Nella visione di Gesù non ci sono pecore definitivamente perdute, questo dobbiamo capirlo bene: per Dio nessuno è definitivamente perduto. Mai!
  • Fino all’ultimo momento, Dio ci cerca. Pensate al buon ladrone; ma solo nella visione di Gesù nessuno è definitivamente perduto ma solo pecore che vanno ritrovate”.

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VERGINE DELLA NOTTE

Santa Maria, Vergine della notte, 

noi t’imploriamo di starci vicino

quando incombe il dolore, irrompe la prova,

sibila il vento della disperazione, o  l’ala severa della morte.

Liberaci dai brividi delle tenebre.

Alleggerisci con carezze di Madre la sofferenza dei malati.

Riempi di presenze amiche e discrete il tempo amaro di chi è solo.

Se nei momenti dell’oscurità ti metterai vicino a noi

le sorgenti del pianto si disseccheranno sul nostro volto.

E sveglieremo insieme l’aurora.

Così sia.  (Mons. Tonino Bello)

LUNEDI 2 MAGGIO: 

 MISTERI DEL ROSARIO.  MISTERI DI VITA

MISTERI GAUDIOSI “Vi annuncio una grande gioia!”

1. Annunciazione a Maria annunciazione_rupnik

  • CANTIAMO: L’annuncio a Maria * Gabriele portò e il Verbo di Dio * in lei s’incarnò. Ave, Ave, Ave Maria.
  •  TESTO BIBLICO: Maria disse: Eccomi, sono la serva del Signore, si compia in me la tua parola”           (Lc 1,38)
  •  CONTEMPLIAMO: Maria si apre, mente e cuore, all’annuncio divino e nel suo grembo verginale il Verbo si fa carne. E’ LA GIOIA DEL SI’ A DIO
  •  CON DON ORIONE: Fiat! Pronunciatela questa soave parola, o figli e amici miei, pronunciatela ad ogni respiro, ad ogni battito del cuore, ad ogni movimento delle labbra. E per voi sarà la luce che vi mostrerà il cammino.
  •  PREGHIAMO CON MARIA…perchè il nostro cuore oggi si apra alla Parola di Dio e siamo disponibili a dire in ogni circostanza: SI’, PER TE, SIGNORE!

 PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…

 MARIA,  FONTE DELLA NOSTRA GIOIA,

PREGA PER NOI!

  • Passato e futuro (Papa Francesco 13 aprile 2016)

 Una volta ho sentito un detto bello: “Non c’è santo senza passato, e non c’è peccatore senza futuro!”. La Chiesa non è una comunità di perfetti, ma di discepoli in cammino, che seguono il Signore, bisognosi del suo perdono.

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DOMENICA 1 MAGGIO:

  •  La famiglia che prega unita, resta unita.rosario in mano Il Santo Rosario, per antica tradizione, si presta particolarmente ad essere preghiera in cui la famiglia si ritrova.
  • Pregare col Rosario per i figli e con i figli, educandoli fin dai teneri anni a questo momento giornaliero di  « sosta orante » della famiglia, non è, certo, la soluzione di ogni problema, ma è un aiuto spirituale da non sottovalutare.
  • Contemplando la sua nascita impara la sacralità della vita, 
  • – guardando alla casa di Nazareth apprende la verità originaria sulla famiglia.  
  • – seguendolo sulla via del Calvario, impara il senso del dolore  
  • – contemplando Cristo e sua Madre nella gloria, vede il traguardo a cui ciascuno di noi è chiamato. 
  • – Ripensando alle prove che non sono mancate mi sento di ribadire, quasi come un caldo invito rivolto a tutti perché ne facciano personale esperienza:GPL II rosario

sì, davvero il Rosario

« batte il ritmo della vita umana »,

per armonizzarla col ritmo della vita divina.

 (Giovanni Paolo II)

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  •   INTRODUZIONE

* “In questo periodo desideriamo rivolgerci in modo speciale a Colei che nella “notte” dell’attesa dell’avvento cominciò a splendere come una vera stella del mattino”

* “ Desidero anch’io avviare la mia riflessione sul significato che ha Maria nel mistero di Cristo e sulla sua presenza attiva ed esemplare nella vita della Chiesa”

* “I fedeli innalzano i loro occhi a Maria la quale rifulge come modello di virtù davanti a tutta la comunità degli eletti”

MARIA, madonninaPIENA DI GRAZIA

  • *E’ il suo nome nuovo

“Il messaggero saluta infatti Maria come “Piena di grazia”: la chiama così come se fosse questo il suo vero nome; non chiama la sua interlocutrice col nome che le è proprio all’anagrafe terrena: Myriam(= Maria), ma con questo nome nuovo: “piena di grazia”

  • * Perchè ha portato nel suo grembo Cristo

“Maria è “piena di grazia” perchè l’incarnazione del Verbo, l’unione ipostatica del Figlio di Dio con la natura umana, si realizza e compie proprio in Lei”

  • *Figlia del suo Figlio

“Per opera dello Spirito Santo, nell’ordine della Grazia…Maria riceve la vita da Colui al quale ella stessa, nell’ordine della generazione terrena, diede la vita  come madre. La liturgia non esita a chiamarla “genitrice del tuo Genitore” e a salutarla con le parole che Dante Alighieri pone in bocca a san Bernardo:”Figlia del tuo Figlio”

29 APRILE – SANTA CATERINA DA SIENA

S. CATERINA DA SIENA

Ho gustato e veduto…
  •    O Deità eterna, o eterna Trinità, che, per l’unione con la divina natura, hai fatto tanto valere il sangue dell’Unigenito Figlio! Tu, Trinità eterna, sei come un mare profondo, in cui più cerco e più trovo, e quanto più trovo, più cresce la sete di cercarti. Tu sei insaziabile; e l’anima, saziandosi nel tuo abisso, non si sazia, perché permane nella fame di te, sempre più te brama, o Trinità eterna, desiderando di vederti con la luce della tua luce.
  •      Io ho gustato e veduto con la luce dell’intelletto nella tua luce il tuo abisso, o Trinità eterna, e la bellezza della tua creatura. Per questo, vedendo me in te, ho visto che sono tua immagine per quella intelligenza che mi vien donata della tua potenza, o Padre eterno, e della tua sapienza, che viene appropriata al tuo Unigenito Figlio. Lo Spirito Santo poi, che procede da te e dal tuo Figlio, mi ha dato la volontà con cui posso amarti.   Tu infatti, Trinità eterna, sei creatore e io creatura; e ho conosciuto – perché tu me ne hai data l’intelligenza, quando mi hai ricreata con il sangue del Figlio – che tu sei innamorato della bellezza della tua creatura.
  •      O abisso, o Trinità eterna, o Deità, o mare profondo! E che più potevi dare a me che te medesimo? Tu sei un fuoco che arde sempre e non si consuma. Sei tu che consumi col tuo calore ogni amor proprio dell’anima. Tu sei fuoco che toglie ogni freddezza, e illumini le menti con la tua luce, con quella luce con cui mi hai fatto conoscere la tua verità.
  •      Specchiandomi in questa luce ti conosco come sommo bene, bene sopra ogni bene, bene felice, bene incomprensibile, bene inestimabile. Bellezza sopra ogni bellezza. Sapienza sopra ogni sapienza. Anzi, tu sei la stessa sapienza. Tu cibo degli angeli, che con fuoco d’amore ti sei dato agli uomini.
  •      Tu vestimento che ricopre ogni mia nudità. Tu cibo che pasci gli affamati con la tua dolcezza. Tu sei dolce senza alcuna amarezza. O Trinità eterna!

ALLEGATI:

9. Panino maggio 2016 maria madre di misericordia

9A PROPOSTE VILLA S. BIAGIO ESTATE 2016 DEF

donalesiani@gmail.com 

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SOCCORRI, MADRE DI MISERICORDIA… SOCCORRI, MADRE DI MISERICORDIA…

RESTA CON NOI, SIGNORE…

PROPOSTE  DI SPIRITUALITA’  PASQUA 2016 

ANNO SANTO DELLA MISERICORDIA

 A VILLA   S. BIAGIO: 

PASQUA11

 Cari amici,  Alla luce di “QUEL GIORNO …” che ha cambiato la storia umana, possiamo ritrovare anche noi motivi e forza per… “RIPARTIRE”. 

23 – 25 Aprile 2016

RITIRO SPIRITUALE DI PRIMAVERA

FIORI RAMO

“Tu mi hai rapito il cuore…”

(Cantico dei cantici)

Fare famiglia: su quali basi e quali obiettivi?

BISOGNO  DI  LUCE: 

CHIEDIAMOLA   ALLO  SPIRITO  SANTO

Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.

Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo.

O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli.

Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò ch’è sviato.

cantico 2

Ripresa del tema : un altro “notturno” dell’amore… fatto di richieste non ascoltate in tempo, lievi ritardi, sonnolenze, pigrizie, …costeranno lacrime. Sia a livello coniugale che sponsale tra Dio e l’anima.

1  Son venuto nel mio giardino, sorella mia, sposa, e raccolgo la mia mirra e il mio balsamo; mangio il mio favo e il mio miele, bevo il mio vino e il mio latte.  Mangiate, amici, bevete; inebriatevi, o cari.2  Io dormo, ma il mio cuore veglia. Un rumore! E` il mio diletto che bussa:  “Aprimi, sorella mia, mia amica, mia colomba, perfetta mia; perché il mio capo è bagnato di rugiada, i miei riccioli di gocce notturne”.

Le visite di Dio (bagnato di rugiada…) che bussa (cfr. Ap. 3) e  le nostre pigrizie, I suoi silenzi, le notti oscure. Tuttavia Dio, si fa sentire, quasi vorrebbe  farci “violenza”,  lascia il suo profumo sulle maniglie delle nostre porte chiuse: perché ci venga  nostalgia di quello che abbiamo perduto. Agostino: timeo Dominum transeuntem Occorre stare attenti ai…5 minuti.

  •  “Mi sono tolta la veste; come indossarla ancora?  Mi sono lavata i piedi; come ancora sporcarli?”. Il mio diletto ha messo la mano nello spiraglio e un fremito mi ha sconvolta.  Mi sono alzata per aprire al mio diletto e le mie mani stillavano mirra,  fluiva mirra dalle mie dita sulla maniglia del chiavistello. 
  • Ho aperto allora al mio diletto, ma il mio diletto già se n’era andato, era scomparso. Io venni meno, per la sua scomparsa. L’ho cercato, ma non l’ho trovato, l’ho chiamato, ma non m’ha risposto.7 Mi han trovato le guardie che perlustrano la città; mi han percosso, mi hanno ferito, mi han tolto il mantello le guardie delle mura. 8  Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme, se trovate il mio diletto,  che cosa gli racconterete? Che sono malata d’amore!

LA SPOSA RIASSUME LA SUA ESPERIENZA D’AMORE

cantico dei c 3CON 5 SIMBOLI

1. Mettimi come sigillo sul tuo cuore: come sigillo sul tuo braccio;

Amore-sigillo: il sigillo è la persona stessa che mette la …firma. Il mio essere nelle relazioni con l’esterno. Tu sei il mio sigillo:sei la mia carta di identità, mi fai essere quello che sono,senza di te non sono nulla,  Colui che mi autentica, mi fa essere …

 2. perché forte come la morte è l’amore, tenace come gli inferi è la passione: 

Amore-morte: l’amore è più forte. Cfr. in Gesù con la sua morte ci ha liberati dalla morte cfr. 1Pt1, Apoc. 7.

3. le sue vampe son vampe di fuoco, una fiamma del Signore!                 

Amore-fuoco:  Come i fulmini rivelano la potenza distruttiva, così l’amore è teofania: manifestazione della forza e del calore di Dio per il suo popolo. L’amore manifesta Dio: cfr 1Gv 4: Dio non l’ha mai visto nessuno, se ci amiamo Dio dimora in noi.

  4. Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo.

Amore-acque: le acque sono simbolo di tutti i mali, dei pericoli, delle sofferenze (L’acqua mi giunge alla gola…) Quante difficoltà si affrontano e si superano, quanti sacrifici si fanno quando c’è l’amore…Nelle tempeste della vita l’unica roccia che resta è l’amore. Salvare ad ogni costo l’amore. E a livello mistico salvare a tutti i costi il suo amore:  Roccia del mio cuore è Dio!

 5. Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa  in cambio dell’amore, non ne avrebbe che dispregio.

Amore-ricchezze:  Nella vita quanti sacrifici si fanno per il denaro… Magari trascurando valori del dialogo, con la sposa con i figli, con Dio…:. fare una scelta: al di sopra di tutto vi sia la carità. Cfr. 1Cor 13 Decidersi a scoprire la perla dell’amore e “vendere” tutto per  salvarlo.

  • ASCOLTA: SPOSI1la creatura che hai al fianco è mia. Io l’ ho creata: Io le ho voluto bene da sempre.  Per lei non ho esitato a dare la mia vita.  Te l’affido! La prendi dalle mie mani e ne diventi responsabile.  La ameremo insieme. Io la amo da sempre, tu hai incominciato ad amarla da qualche anno …Sono io  che ho messo nel tuo cuore l’amore per lei .E’ stato il modo più bello per dirti “te l’affido”  
  •  UN TEST PER LA NOSTRA CAPACITA’ DI AMARE

1.     Smetto di fare qualcosa quando arriva una persona ?
2.     Cerco il contatto con lo sguardo ?
3.     Ho il volto rilasciato e accogliente ?
4.     Il mio sorriso e’ spontaneo o artificiale ?
5.     Il tono di voce gentile e interessato ?
6.     Appaio nella pace e sono disponibile ?
7.     Guardo l’orologio quando mi sento annoiato dei suoi discorsi ?

 QUARTO POEMA
Ripresa del tema : un altro “notturno” dell’amore… fatto di richieste non ascoltate in tempo, lievi ritardi, sonnolenze, pigrizie, …costeranno lacrime. Sia a livello coniugale che sponsale tra Dio e l’anima.
  • 1  Son venuto nel mio giardino, sorella mia, sposa, e raccolgo la mia mirra e il mio balsamo; mangio il mio favo e il mio miele, bevo il mio vino e il mio latte.  Mangiate, amici, bevete; inebriatevi, o cari.
  • Io dormo, ma il mio cuore veglia…. Un rumore! E` il mio diletto che bussa:  “Aprimi, sorella mia, mia amica, mia colomba, perfetta mia; perché il mio  Capo è bagnato di rugiada, i miei riccioli di gocce notturne”.
 Le visite di Dio (bagnato di rugiada…) che bussa (cfr. Ap. 3) e  le nostre pigrizie, I suoi silenzi, le notti oscure. Tuttavia Dio, si fa sentire, quasi vorrebbe  farci “violenza”,  lascia il suo profumo sulle maniglie delle nostre porte chiuse: perché ci venga  nostalgia di quello che abbiamo perduto. Agostino: timeo Dominum transeuntem…
  •  3  “Mi sono tolta la veste; come indossarla ancora?  Mi sono lavata i piedi; come ancora sporcarli?”. Il mio diletto ha messo la mano nello spiraglio e un fremito mi ha sconvolta. 
  • Mi sono alzata per aprire al mio diletto e le mie mani stillavano mirra,  fluiva mirra dalle mie dita sulla maniglia del chiavistello. Ho aperto allora al mio diletto, ma il mio diletto già se n’era andato, era scomparso.
  • Io venni meno, per la sua scomparsa. L’ho cercato, ma non l’ho trovato, l’ho chiamato, ma non m’ha risposto.7  Mi han trovato le guardie che perlustrano la città; mi han percosso, mi hanno ferito, mi han tolto il mantello le guardie delle mura. 8  Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme, se trovate il mio diletto,  che cosa gli racconterete? Che sono malata d’amore!
Il coro questa volta prende le parti del tentatore…in fondo vale proprio la pena? Non c’è di meglio sul “mercato” della vita? La sposa che ha perso lo sposo, sente tutta la vacuità  di quello che ha trovato (guardie notturne sgarbate che l’hanno trattata da una poco di buono e l’hanno picchiata…) ora capisce tutta la bellezza di colui che non ha più…
  •  Che ha il tuo diletto di diverso da un altro, o tu, la più bella fra le donne? Che ha il tuo diletto perché così ci scongiuri?  
  •  Il mio diletto è bianco e vermiglio, riconoscibile fra mille e mille  Il suo capo è oro, oro puroi suoi riccioli grappoli di palma,  I suoi occhi, come colombe su ruscelli di acqua;   i suoi denti bagnati nel latte, posti in un castone. LE  sue guance, come aiuole di balsamo, aiuole di erbe profumate;  le sue labbra sono gigli, che stillano fluida mirra     Le sue mani sono anelli d’oro.   Il suo aspetto è quello del Libano, magnifico come i cedri.  Dolcezza è il suo palato; egli è tutto delizie! Questo è il mio diletto, questo è il mio amico, o figlie di Gerusalemme.

EPILOGO

¨       Chi è colei che sale dal deserto, appoggiata al suo diletto?

…frammenti  che raggiungono vertici di  poesia e sintetizzano tutto il CDC  Ritorno dall’esilio, appoggiandosi al Diletto! Per superare momenti di deserto…appoggiamoci a Lui. Meglio se insieme!

   Sotto il melo ti ho svegliata;là, dove ti concepì tua madre,
là, dove la tua genitrice ti partorì.

L’amore vero raggiunge le profondità del nostro essere e della nostra storia. E’ completo, amicale, materno-paterno, sessuale-  fecondo,  spirituale…
+++++++++++++++++
PRIMO POEMA…

la sposa si presenta nei suoi limiti e nei suoi pregi,:

una ragazza del popolo (come una tenda dei beduini)

ma degna di stare nel tempio….

  •  Bruna sono ma bella, o figlie di Gerusalemme… Non state a guardare che sono bruna, poiché mi ha abbronzato il sole. I figli di mia madre si sono sdegnati con me:  mi hanno messo a guardia delle vigne; la mia vigna, la mia, non l’ho custodita. 
  • Dimmi, o amore dell’anima mia, dove vai a pascolare il gregge,  dove lo fai riposare al meriggio, perché io non sia come vagabonda  dietro i greggi dei tuoi compagni.

– IL coro indica la strada dove andare a cercarlo. E’ la storia di  Israele, e di ogni anima che cerca Dio…

  •   Se non lo sai, o bellissima tra le donne,   segui le orme del gregge  e mena a pascolare le tue caprette presso le dimore dei pastori.

 Mentre la sposa è in viaggio di ricerca, Lo sposo l’ha Già vista… L’iniziativa  è sempre di Dio: noi amiamo perché Egli ci ha amati per primo.(1Gv 4) Duetto d’amore: gara per celebrare la bellezza dell’altro/a! E l’incontro  avviene …all’ombra di un soffitto di cedro e di cipressi: allusione al tempio

  •   Alla cavalla del cocchio del faraone io ti assomiglio, amica mia. 10  Belle sono le tue guance fra i pendenti, il tuo collo fra i vezzi di perle. 11  Faremo per te pendenti d’oro, con grani d’argento.
  • 12  Mentre il re è nel suo recinto, il mio nardo spande il suo profumo. 13  Il mio diletto è per me un sacchetto di mirra, riposa sul mio petto. 14  Il mio diletto è per me un grappolo di cipro nelle vigne di Engàddi.
  •  Come sei bella, amica mia, come sei bella!  I tuoi occhi sono colombe.  Come sei bello, mio diletto, quanto grazioso!  Anche il nostro letto è verdeggiante. Le travi della nostra casa sono i cedri,
  • Celebrazione dell’incontro di amore con reciproci complimenti: 
  1.   Io sono un narciso di Saron, un giglio delle valli. Come un giglio fra i cardi, così la mia amata tra le fanciulle.  Come un melo tra gli alberi del bosco,  il mio diletto fra i giovani. Alla sua ombra, cui anelavo, mi siedo   e dolce è il suo frutto al mio palato.  
  2. Mi ha introdotto nella cella del vino e il suo vessillo su di me è amore. Sostenetemi con focacce d’uva passa,     rinfrancatemi con pomi,  perché io sono malata d’amore.    la sua sinistra  è sotto il mio capo  e la sua destra mi abbraccia.
  3. Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme, per le gazzelle o per le cerve dei campi:  non destate, non scuotete dal sonno l’amata, finché essa non lo voglia.

SL 63 

O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco,

di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne

come terra deserta,  arida, senz’acqua.

Così ti benedirò finché io viva,

 nel tuo nome alzerò le mie mani.   

Quando nel mio giaciglio di te mi ricordo

  esulto di gioia all’ombra delle tue ali.

A TE SI STRINGE L’ANIMA MIA

E LA FORZA DELLA TUA DESTRA MI SOSTIENE.

  • CANTICO DEI CANTICI: PREMESSE

Una breve composizione di 117 versi. Si celebra l’amore in tutte le sue forme: coniugale, amicale, parentale, sofferente, spezzato, tradito, ritrovato, consacrato… CDC= canticissimo

  •  LE INTERPRETAZIONI: Due: una naturalistica e l’altra mistica. Oggi si tende a non separarle ma a leggere una dentro l’altra. “Tutti gli scritti sono santi ma il CDC è il santo dei santi
  •  IL CDC ALL’INTERNO DELLA BIBBIA: Torà – Profeti – Scritti
  1. Pentateuco della legge:  5 parti (Gen. Es. Numeri- Levitico – Dt.)
  2. Il Pentateuco della preghiera ( i salmi )
  3. Il Pentateuco dell’amore: CDC in 5 part
  •   Genesi dell’amore (Cfr. Esodo…)
  •  Crisi dell’amore (cfr. Esilio) 
  • Ritrovamento dell’amore (Ritorno dall’esilio)

  anelli 

TRE ATTORI: L’uomo, la donna, il coro. 

Canto della fisicità: visione serena del corpo umano  Dio vide che tutto era buono…tutto era molto buono   Coinvolge tutto l’essere: aspetti fisici, psicologici, spirituali, cosmici. Una persona innamorata: vede tutto in una certa luce   Forse non bisogna chiedersi se è un poema di amore umano o di amore di Dio: in ogni autentico amore umano c’è una scintilla dell’amore di Dio

Nel CDC non c’è mai il nome di Dio: si parla di lui proprio parlando di amore…  “DIO E’ AMORE…”

  • La sposa parla allo sposo assente ma presentissimo… Il rapporto viene vissuto con tutto la propria complessa realtà:  piano fisico, (baci, profumi), psicologico, (il profumo più intimo è il tuo Nome= la tua persona: intelligenza, sensibilità…attrazione fisica, psicologica, e Spirituale: STANZE DEL TEMPIO…

Cantico dei Cantici di Salomone

cantico dei cantici

Mi baci con i baci della sua bocca!

Sì, migliore del vino è il tuo amore. 

Inebrianti sono i tuoi profumi per la fragranza, 

aroma che si spande è il tuo nome:

per questo le ragazze di te si innamorano. 

Trascinami con te, corriamo!

M’introduca il re nelle sue stanze:

gioiremo e ci rallegreremo di te,

ricorderemo il tuo amore più del vino.

A ragione di te ci si innamora!

  • Papa Francesco: seguiamo Gesù, ma soprattutto sappiamo che Lui ci accompagna e ci carica sulle sue spalle: qui sta la nostra gioia, la speranza che dobbiamo portare in questo nostro mondo. E, per favore, non lasciatevi rubare la speranza! Quella che ci dà Gesù.

PENSANDO   ALL’ESTATE…

E’ GIA’ ORA!??! 

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LUGLIO-AGOSTO  2016   

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QUANDO VERRÀ MIO PAPÀ  A PRENDERMI?

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  •  Milano, aprile – Alle cinque di sera nella grande casa di riposo, sedute su delle panchine lungo il corridoio, le ricoverate attendono che si faccia l’ora di cena. Sull’orologio a muro la lancetta avanza con estenuante lentezza. Che silenzio: i rumori da fuori in questi antichi locali arrivano ovattati. Dalle cucine, un vago odore di minestra di verdure si mescola a quello del detersivo dei pavimenti, accuratamente puliti. La signora cui passo accanto mi ferma gentilmente, con un cenno della mano. Ha i capelli candidi ben curati, e sul viso le tracce, sotto gli oltre ottant’anni, di una antica bellezza. È ben vestita, di un’eleganza di altri tempi, e i suoi occhi azzurri sono chiari come il cielo dell’alba.
  • «Scusi, signora – mi chiede gentilmente – lei sa quando verrà il mio papà, a prendermi?». È così serena l’espressione della donna: come di una bambina che sia certa che suo padre non mancherà, davanti a scuola, quando suonerà la campana dell’ultima ora. Interdetta, io non so cosa rispondere. Non voglio spezzare il sogno della sconosciuta. Dico allora: «Verrà certamente suo padre, signora, forse è soltanto un po’ in ritardo». Istintivamente allungo lo sguardo verso il fondo dell’ampio corridoio, quasi credessi anche io che quel padre possa arrivare. Sciocca, mi dico, quell’uomo, se fosse vivo, avrebbe 120 anni.
  • Poi, non so esattamente perché, ma mi siedo accanto alla donna. Mi dice di chiamarsi Giuseppina. Quanti anni ha, ora non lo ricorda: fa un gesto vago con la mano, come se la cosa non fosse poi così importante. Faceva la sarta, mi dice, a brevi frasi interrotte e più volte ripetute: «Vestivo le signore eleganti di Milano, sa». A tratti è qui, presente, a momenti altrove, persa in un indefinito orizzonte. Forse è la tenerezza di Dio, mi dico, in così tarda età a velare come di nebbia lo sguardo: così come si dice ai bambini di chiudere gli occhi, di fronte a qualcosa che può fare loro paura. Le lancette dell’orologio a muro paiono sempre più lente, come se il tempo, fiume impigrito in una lanca, qui si stesse fermando. Vedo che la signora sorveglia il fondo del corridoio, ora di nuovo attenta.
  • «Quando verrà il mio papà a prendermi?», ripete, quieta, ostinata, con i suoi occhi chiari da bambina. VERRÀ, VORREI DIRLE, VERRÀ SUO PADRE, SIGNORA. LUI, INFINE, ARRIVA SEMPRE. SIAMO TUTTI COSÌ AUTONOMI E PADRONI DI NOI, MA POI NEGLI ULTIMISSIMI ANNI, ANCHE SE TUTTO ATTORNO SVANISCE COME IN UNA NEBBIA, RESTA, TENACE, UN PENSIERO: QUALCUNO CI VERRÀ A PRENDERE. È SCRITTO, IN QUALCHE LUOGO, CHE UN PADRE DEBBA VENIRE: BENIGNO, PIETOSO, A PRENDERCI PER MANO, E A RIPORTARCI, INFINE, A CASA. (Avvenire 21 aprile)

18 APRILE 2016

UNA BELLA NOTIZIA…

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FRATELLI GEMELLI: ENTRAMBI  PRETI

  • ​Dai banchi delle elementari fino alle superiori  condividendo tra l’altro la passione comune per il calcio – hanno frequentato sempre le stesse scuole seppure in classi diverse, fino al liceo scientifico “Einstein” di Rimini. Dopodiché entrambi, a un anno di distanza l’uno dall’altro, hanno fatto il solenne ingresso nel convento dei frati domenicani di Bologna. Inseparabili in tutto, perfino nella vocazione religiosa. 
  • È una storia dai tratti speciali quella dei fratelli gemelli Pari: fra Michele (al secolo Roberto) e fra Fabio, nati il 14 ottobre 1987 a Rimini, che domani (16 aprile) alle 18 nella basilica patriarcale di San Domenico a Bologna verranno ordinati presbiteri dall’arcivescovo di Smirne, il domenicano Lorenzo Piretto. 
  • La molla che ha indotto i due ragazzi quasi 29enni a vestire lo stesso abito bianco e nero «LA SPINTA CHE CI HA AIUTATO NELLA SCELTA È STATO IL CONTATTO PERSONALE CON DIO NELLA PREGHIERA, NELLO STUDIO E NELLO STILE DI VITA MATURATO DALL’INCONTRO CON L’ESPERIENZA DOMENICANA, ANTICO ORDINE MENDICANTE DA SEMPRE DEDITO ALLA PREGHIERA, ALLA CONTEMPLAZIONE E ALLA PREDICAZIONE DEL VANGELO ». 
  • Tra i dati interessanti di queste due vocazioni c’è anche il loro percorso accademico: fra Michele ha conseguito la licenza in teologia sistematica alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino “Angelicum” a Roma, mentre fra Fabio, dopo aver trascorso un anno a Gerusalemme per apprendere la lingua ebraica, sarà destinato a frequentare a Roma il Pontificio Istituto Biblico.
  • «Non siamo pazzi o visionari – raccontano i fratelli Pari –. SIAMO SOLO RAGAZZI CHE HANNO RISPOSTO A UNA CHIAMATA. NON C’È NIENTE DA PERDERE IN UNA VITA ACCANTO A DIO, ANZI C’È TUTTO DA GUADAGNARE».

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15 APRILE 2016 

LA CROCE DI CRISTO…

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PONTE PER TUTTI VERSO  L’ETERNITA’…

  LA CROCE DI CRISTO, SALVEZZA DEL MONDO  (Sant’Efrem, diacono)

  1.     Il nostro Signore fu schiacciato dalla morte, ma a sua volta egli la calpestò come una strada battuta. Si sottomise spontaneamente alla morte, accettò volontariamente la morte, per distruggere quella morte, che non voleva morire. Nostro Signore infatti uscì reggendo la croce perché così volle la morte. Ma sulla croce col suo grido trasse i morti fuori dagli inferi, nonostante che la morte cercasse di opporsi.
  2.     La morte lo ha ucciso nel corpo, che egli aveva assunto. Ma con le stesse armi egli trionfò sulla morte. LA DIVINITÀ SI NASCOSE SOTTO L’UMANITÀ E SI AVVICINÒ ALLA MORTE, LA QUALE UCCISE E A SUA VOLTA FU UCCISA. LA MORTE UCCISE LA VITA NATURALE, MA VENNE UCCISA DALLA VITA SOPRANNATURALE.
  3. Siccome la morte non poteva inghiottire il Verbo senza il corpo, egli nacque dalla Vergine, per poter scendere mediante il corpo al regno dei morti. Ma una volta giunto colà col corpo che aveva assunto, distrusse e disperse tutte le ricchezze e tutti i tesori infernali. Avvenne allora che la morte si avvicinasse a lui per divorarlo con la sua abituale sicurezza e ineluttabilità. NON SI ACCORSE, PERÒ, CHE NEL FRUTTO MORTALE, CHE MANGIAVA, ERA NASCOSTA LA VITA. FU QUESTA CHE CAUSÒ LA FINE DELLA INCONSAPEVOLE E INCAUTA DIVORATRICE. La morte lo inghiottì senza alcun timore ed egli liberò la vita e con essa la moltitudine degli uomini.
  4.  FU BEN POTENTE CROCI E BURRONE IL FIGLIO DEL FALEGNAME CHE PORTÒ LA SUA CROCE SOPRA GLI INFERI CHE INGOIAVANO TUTTO E TRASFERÌ IL GENERE UMANO NELLA CASA DELLA VITA.  
  • LEGGI TUTTO IN COMMENTI…

S. AGOSTINO

CANTIAMO UN CANTO NUOVO… IL CANTO DELL’AMORE

DAI «DISCORSI» DI SANT’AGOSTINO, VESCOVO

  •   «Cantate al Signore un canto nuovo; la sua lode nell’assemblea dei fedeli» (Sal 149, 1). Siamo stati esortati a cantare al Signore un canto nuovo. L’UOMO NUOVO CONOSCE IL CANTO NUOVO. Il cantare è segno di letizia e, se consideriamo la cosa più attentamente, anche espressione di amore.      Colui dunque che sa amare la vita nuova, sa cantare anche il canto nuovo.  Infatti tutto appartiene a un solo regno: l’uomo nuovo, il canto nuovo, il Testamento nuovo. PERCIÒ L’UOMO NUOVO CANTERÀ IL CANTO NUOVO E APPARTERRÀ AL TESTAMENTO NUOVO.   
  • Non c’è nessuno che non ami, ma bisogna vedere che cosa ama. Non siamo esortati a non amare, ma a scegliere l’oggetto del nostro amore. Ma che cosa sceglieremo, se prima non veniamo scelti? POICHÉ NON AMIAMO, SE PRIMA NON SIAMO AMATI. ASCOLTATE L’APOSTOLO GIOVANNI: NOI AMIAMO PERCHÉ EGLI CI HA AMATI PER PRIMO (cfr. 1 Gv 4, 10).
  •   Non basta dire: «L’amore è da Dio» (1 Gv 4, 7). Chi di noi oserebbe dire ciò che è stato detto: «Dio è amore»? Lo disse colui che sapeva ciò che aveva.    DIO CI SI OFFRE IN UN MODO COMPLETO. CI DICE: AMATEMI E MI AVRETE, PERCHÉ NON POTETE AMARMI, SE GIÀ NON MI POSSEDETE.
  •  Ecco, tu dici, io canto. TU CANTI, CERTO, LO SENTO CHE CANTI. MA BADA CHE LA TUA VITA NON ABBIA A TESTIMONIARE CONTRO LA TUA VOCE.   Cantate con la voce, cantate con il cuore, cantate con la bocca, cantate con la vostra condotta santa. 
  •  VOLETE DIRE LE LODI A DIO? SIATE VOI STESSI QUELLA LODE CHE SI DEVE DIRE, E SARETE LA SUA LODE, SE VIVRETE BENE.

LEGGI TUTTO IN COMMENTI…

4 – 9 APRILE 2016

PIETRO, UNO DI NOI…

S. PIETRO GOYA

CORSO BIBLICO  SULLA 1 LETTERA DI PIETRO

Pietro chi sei? Qual è il tuo vero nome?

Fedele o traditore? Anche tu, Pietro ci assomigli tanto:

carattere impulsivo – uomo generoso, traditore pentito, 

hai dovuto  ridare l’esame

per fare il pastore di un gregge non tuo…

con un destino segnato: la croce …

TU SEGUIMI

  •     Gesù ti ha cambiato nome: cosa voleva dire? Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo  avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: “Abbiamo trovato il  Messia (che significa il Cristo)” e lo condusse da Gesù. Gesù,  fissando lo sguardo su di lui, disse: “Tu sei Simone, il figlio di  Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)”(Gv 1,40)
  •  Facevi il pescatore. Lavoro duro. Un giorno…Un giorno Gesù stava presso il lago di  Genèsaret… vide due barche ormeggiate alla sponda. I  pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di  Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad  ammaestrare le folle dalla barca. Lc  5,1ss
  •  Gesù sulla tua barca: Quale onore… Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: “Prendi il largo e calate le reti per la pesca”. “Maestro, abbiamo  faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla, ma sulla tua parola getterò le reti”. E avendolo fatto, presero una quantità enorme di  pesci e le reti si rompevano.
  • Stupore e senso di indegnità …Al veder  questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo:  “Signore, allontanati da me che sono un peccatore”. Grande stupore  infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano insieme con lui per la  pesca che avevano fatto; Gesù disse a Simone: “Non  temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini”. Tirate le barche a  terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
  •   Le tue paure vennero subito fuori… Mt 14,28 Pietro gli disse: “Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque”.  “Vieni!”.  Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e  andò verso Gesù. Ma per la violenza del vento, s’impaurì e,  cominciando ad affondare, gridò: “Signore, salvami!”. E subito  Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”.

COME TI SENTIVI NEL TU RAPPORTO CON GESU’?

UN ROCCIA O UNA…FRANA?¨ 

  • Spesso prendevi posizione chiara in favore di Gesù Disse loro: “Voi chi dite che io sia?”. Rispose Simon Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.  E Gesù: “Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il  sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. (Mt 16,15ss ) 
  • Disse Gesù ai Dodici: “Forse anche voi volete andarvene?” Gli rispose Simon Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu hai  parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il  Santo di Dio”. Gv 6,68 
  •  Ma che fatica a capire un Messia in croce… Da allora Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che  doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto e venire ucciso e  risuscitare il terzo giorno. Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò  a protestare dicendo: “Dio te ne scampi, Signore; questo non ti  accadrà mai”. Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: “Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma  secondo gli uomini!”Mt 16,21s 
  • Quella sera ti sei sbilanciato …troppo! Signore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte”. “Pietro, io ti dico: non canterà oggi il gallo prima che tu  per tre volte avrai negato di conoscermi”. Lc 22,31ss  E dopo poche ore hai mostrato tutta la tua fragilità Vedutolo seduto presso la  fiamma, una serva fissandolo disse: “Anche questi era con lui”.  Ma  egli negò dicendo: “Donna, non lo conosco!”. E in quell’istante, mentre ancora  parlava, un gallo cantò. Lc 22,54ss 

PIETRO-PIANSE

¨  Quel Suo  sguardo ti salvò dalla disperazione…

Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro,

e Pietro si ricordò delle parole del Signore

“Prima  che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte”

.E, uscito, pianse  amaramente. Lc 22,61

  •   La missione riconfermata…previo esame sull’amore   “Simone di Giovanni, mi vuoi bene?”.Gli rispose: “Certo,  Signore, tu lo sai che ti voglio bene”. “Pasci i miei agnelli.  “Simone di Giovanni, mi vuoi bene?”. “Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene”. “Pasci le mie pecorelle”. “Simone di  Giovanni, mi vuoi bene?”. Pietro rimase addolorato che per la terza  volta gli dicesse: Mi vuoi bene?, e gli disse: “Signore, tu sai tutto; tu  sai che ti voglio bene”. Gli rispose Gesù: “Pasci le mie pecorelle. Gv 21,15ss

BENEDETTO XVI

  • La scuola della fede non è una marcia trionfale, ma un cammino cosparso di sofferenze e di amore, di prove e di fedeltà da rinnovare ogni giorno. Pietro che aveva promesso fedeltà assoluta, conosce l’amarezza e l’umiliazione del rinnegamento: Anche Pietro deve imparare a essere debole e bisognoso di perdono. Quando finalmente gli cade la maschera e capisce la verità del suo cuore debole di peccatore credente, scoppia in un liberatorio pianto di pentimento. Dopo questo pianto egli è ormai pronto per la sua missione.
  • In un mattino di primavera questa missione gli sarà affidata da Gesù risorto. L’incontro avverrà sulle sponde del lago di Tiberiade. E’ l’evangelista Giovanni a riferirci il dialogo che in quella circostanza ha luogo tra Gesù e Pietro. Vi si rileva un gioco di verbi molto significativo. … Gesù domanda a Pietro la prima volta: «Simone… mi ami tu (agapâs-me)” con questo amore totale e incondizionato (cfr Gv 21,15)? Prima dell’esperienza del tradimento l’Apostolo avrebbe certamente detto: “Ti amo (agapô-se) incondizionatamente”. Ora che ha conosciuto l’amara tristezza dell’infedeltà, il dramma della propria debolezza, dice con umiltà: “Signore, ti voglio bene (filô-se)”, cioè “ti amo del mio povero amore umano”.
  • Il Cristo insiste: “Simone, mi ami tu con questo amore totale che io voglio?”. E Pietro ripete la risposta del suo umile amore umano: “Kyrie, filô-se”, “Signore, ti voglio bene come so voler bene”. Alla terza volta Gesù dice a Simone soltanto: “Fileîs-me?”, “mi vuoi bene?”. Simone comprende che a Gesù basta il suo povero amore, l’unico di cui è capace, e tuttavia è rattristato che il Signore gli abbia dovuto dire così. Gli risponde perciò: “Signore, tu sai tutto, tu sai che ti voglio bene (filô-se)”.
  • Verrebbe da dire che Gesù si è adeguato a Pietro, piuttosto che Pietro a Gesù! E’ proprio questo adeguamento divino a dare speranza al discepolo, che ha conosciuto la sofferenza dell’infedeltà. Da qui nasce la fiducia che lo rende capace della sequela fino alla fine: «Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: “Seguimi”» (Gv 21,19).

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LUNEDI 4 APRILE 2016

 FESTA DELL’ANNUNCIAZIONE 

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“ECCOMI” DI MARIA

  •  Dal Vangelo secondo Luca  Lc 1,26-38  In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». 
  • «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.  Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?».Le rispose l’angelo:
  • «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». 
  • Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei. 

ECCOMI  DI … GESU’  

GESU GETS

Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà

Eb 10,4-10  

  1.  Fratelli, è impossibile che il sangue di tori e di capri elimini i peccati. Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato  allora ho detto:
  2. “Ecco, io vengo  per fare, o Dio, la tua volontà”». Dopo aver detto: «Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato»,  soggiunge:
  3. «Ecco, io vengo a fare la tua volontà». Così egli abolisce il primo sacrificio per costituire quello nuovo. Mediante quella volontà siamo stati santificati per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, una volta per sempre. 

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DOMENICA 3 APRILE 2016: – 10.30:  S. MESSA

Catechesi per tutti: Capire e vivere la Messa

s. tommaso
“TOMMASO…
METTI LA TUA MANO NEL MIO COSTATO…
NON ESSERE INCREDULO MA CREDENTE…
“MIO SIGNORE E MIO DIO”
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  • Gesù: non si scandalizza per la mia fatica di credere! (Gv 20,19-31) La fede nasce da una presenza, non da una rievocazione. Viene Gesù e si rivolge a Tommaso. Nel piccolo gregge cerca proprio colui che dubita. Metti qua il tuo dito, stendi la tua mano, tocca! Ecco Gesù: non si scandalizza di tutti i miei dubbi, non si impressiona per la mia fatica di credere, non pretende la mia fede piena, ma tende le mani a me.
  • 1. Viene Gesù, a porte chiuse. C’è aria di paura in quella casa, paura dei Giudei, ma anche e soprattutto paura di se stessi, di come lo avevano abbandonato, tradito, rinnegato così in fretta. Eppure Gesù viene.  L’abbandonato ritorna da quelli che sanno solo abbandonare, il tradito si mette di nuovo nelle mani di chi lo ha tradito. E sta in mezzo a loro. A Tommaso basta questo gesto. Chi si fa vicino, tende la mano, non ti giudica ma ti incoraggia, è Gesù. Non ti puoi sbagliare!
  • 2. Tommaso si arrende. Si arrende all’amore che ha scritto il suo racconto sul corpo di Gesù con l’alfabeto delle ferite, ferite incancellabili come l’amore che ha per noi. Ferite che Gesù non nasconde, anzi esibisce: il foro dei chiodi, toccalo;  lo squarcio nel  fianco, puoi entrarci con una mano. Piaghe che non ci saremmo aspettati, pensavamo che la risurrezione avrebbe cancellato, rimarginato e chiuso le ferite del Venerdì Santo. E invece no! Perché la Pasqua non è l’annullamento della croce, ma ne è la continuazione, il frutto maturo, la conseguenza; le piaghe incidono per sempre il corpo di Cristo. Fino a oggi: sono l’alfabeto del suo amore.Il Risorto è il Crocifisso. 
 SUOR FAUSTINA ANNO SANTO MISERICORDIA scriveva nel suo Diario: 
  • «La sera, stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido […] Gesù mi disse: “Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto la scritta: Gesù confido in te! Desidero che quest’immagine venga venerata […] nel mondo intero. Prometto che l’anima che venererà quest’immagine non perirà. […] Voglio che l’immagine […] venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua: questa domenica deve essere la festa della Misericordia.»  Papa Giovanni Paolo II scrisse una enciclica: Dives in Misericordia, interamente dedicata alla devozione appresa dall’umile suora polacca ed è stato lui che l’ha proclamata santa, il 30 aprile 2000. In quell’occasione il Papa ha stabilito per la prima volta la Festa della Divina Misericordia, da celebrarsi ogni anno nella prima domenica dopo Pasqua.

GIORNO … SR. FAUSTINA DESIDERATO     S. Faustina (1905-1938)

  • O giorno eterno, giorno desiderato, ti attendo con nostalgia ed impazienza, tra non molto l’amore scioglierà i veli, tu diverrai la mia salvezza.
  • Giorno stupendo, momento impareggiabile, in cui vedrò per la prima volta il mio Dio, lo Sposo della mia anima e il Signore dei Signori,  sento che la mia anima non proverà timore. 
  • Giorno felice, giorno benedetto, nel quale il mio cuore arderà per Te di ardore eterno poiché fin d’ora Ti sento, sia pure attraverso i veli…
  • Giorno che attendo da tutta la vita, ed attendo Te, Dio, poiché desidero soltanto Te. Solo Tu sei nel mio cuore,  tutto il resto è nulla per me. Giorno di delizia, di eterne dolcezze, Dio di grande Maestà, mio Sposo,  Tu sai che nulla soddisfa il cuore di una vergine.
  • Poserò il mio capo sul Tuo dolce Cuore.
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 4 – 9 APRILE: ESERCIZI SPIRITUALI
 
“Padroni o modelli del gregge?”-
Lectio divina con la 1Lett. di Pietro
  • Decalogo della piccola via 
  1.  Camminare nella vita in punta di piedi senza che nessuno si accorga di te. 
  2.  Dimenticarsi e farsi dimenticare. 
  3.  Non chiedere nulla a nessuno e a tutti donare. 
  4.  Ricevere solo quello che ti danno e nulla domandare. 
  5.  Adorare in tutti un raggio della divinità. 
  6.  Credersi perfettamente inutile e d’altra parte far bene ogni cosa. 
  7.  Tacere e sorridere. Sorridere e tacere. 
  8.  Soffrire e pregare. Pregare e amare.
  9.  E vivere nella Trinità  sempre silenziosamente adorando. Calmi e sereni senza turbamenti, senza desideri: 
  10.  soli con Dio solo, per essere nel mosaico dell’umana società la pietruzza che Dio vuole e riflette un po’ della Sua luce.

L’UNIVERSO IN FASCE… ANNO SANTO L'universo in fasce

  • VANGELO DI GIOVANNI C, 1,1ss  Al principio, c’era colui che è “la Parola”. Egli era con Dio; Egli era Dio. Per mezzo di lui Dio ha creato ogni cosa. Senza di lui non ha creato nulla. Egli era vita e la vita era luce per gli uomini. La luce vera, colui che illumina ogni uomo, stava per venire nel mondo. Egli era nel mondo, il mondo è stato fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l’ha riconosciuto. Colui che è “la Parola” è diventato un uomo e ha vissuto in mezzo a noi uomini. Noi abbiamo contemplato il suo splendore divino. È lo splendore  del Figlio unico di Dio Padre pieno di grazia e di verità! Nessuno ha mai visto Dio: il Figlio unico di Dio, quello che è sempre vicino al Padre, ce l’ha fatto conoscere.
  • LETTERA AI COLOSSESI cielo nubi e sole1,15SS  Il Dio invisibile si è fatto visibile in Cristo, nato dal Padre prima della creazione del mondo. Tutte le cose create, in cielo e sulla terra, sono state fatte per mezzo di lui, sia le cose visibili sia quelle invisibili…Tutto fu creato per mezzo di lui e per lui.  Cristo è prima di tutte le cose e tiene  Perché Dio ha voluto essere pienamente presente in lui  e per mezzo di lui ha voluto rifare amicizia con tutte le cose, con quelle della terra e con quelle del cielo;   per mezzo della sua morte in croce Dio ha fatto pace con tutti.
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  • “Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per  un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome  Emmaus”  Camminavamo lentamente. Ogni tanto una sosta, come per concentrarci nei ricordi e farci  domande senza risposta. “Conversavano di tutto quello che era accaduto” Ad un tratto,  dietro di noi,  un rumore di passi. Un pellegrino si avvicinava, affrettando l’andatura come per raggiungerci. “Mentre  discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e  camminava con loro.  Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo” Il suo fare distinto e fraterno, ci predispose ad accoglierlo per compagno di viaggio. Vedendoci tristi, chiese,  con discrezione, di  poter condividere i nostri pensieri: 
  • “Che sono questi discorsi che state facendo fra  voi durante il cammino” ? La domanda ci sorprese. Ci fermammo come di scatto. “Si fermarono, col volto triste” Di che cosa potevamo parlare? Da tre  giorni non si parlava d’altro a Gerusalemme. Mi uscì spontaneo ribattere: “Tu solo sei così forestiero in  Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni”? Ed Egli, con sincerità a chiedere: “Che cosa?” Quel suo desiderio di sapere, ci offriva l’occasione di sfogarci un poco.
  • E così cominciammo a raccontargli: “Tutto ciò che riguarda  Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a  Dio e a tutto il popolo;  come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo  hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l’hanno  crocifisso” Parlare ci faceva bene. Ma il ricordo ci  riconfermava nella cruda realtà: era finito tutto.  “Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto  ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute”. Sì, noi speravamo. Ora non più. Buio fitto all’orizzonte. Angoscia  nell’anima ferita. Non speravamo più niente. Da nessuno. Tanto meno potevamo dar credito a voci diffuse  quella  mattina stessa: 
  • alcune donne, delle nostre, recatesi al mattino al  sepolcro  e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di  aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è  vivo”. Voci di donne. Comprensibili nostalgie di creature un tempo affascinate dal Maestro e ora incapaci a rassegnarsi. Per noi, testimoni oculari del suo  capo reclinato nella morte e del colpo di lancia del soldato, non c’era spazio per le illusioni.  Era finito tutto. Per sempre.  Un’ enorme pietra era stata rotolata davanti al  sepolcro. Un macigno di dolore, ci  pesava nell’anima. Ad un tratto, il nostro compagno si fermò in mezzo alla strada deserta. Fattosi  solenne nel suo portamento e scuotendo il capo, in segno di fraterno rimprovero, ci apostrofò: 
  • “Stolti e tardi di cuore nel credere alla  parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste  sofferenze per entrare nella sua gloria”?. Lo fissammo sorpresi. Ci sembrò di riascoltare parole già udite. Simili a quelle  che Gesù più volte ci aveva ripetuto“Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, esser messo a morte e  risorgere il terzo giorno”. Parole che, a dire il vero,  non avevamo mai preso sul serio. La sofferenza non rientrava nei nostri calcoli. Volevamo, la gloria senza la croce, la vita senza la morte. Come tutti. Riprendendo il cammino, si mise a spiegarci: 
  • “Cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a  lui” Mentre parlava,  la nostra mente si apriva poco a poco ad una comprensione nuova delle Scritture. E una pace profonda cominciava a inondarci: 
  • ci ardeva  il cuore nel petto mentre  conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture” Scendeva la sera quando giungemmo al villaggio di  Emmaus. Non fu difficile trovare un luogo di ristoro e  un alloggio per la notte. Il nostro compagno fece come se dovesse proseguire. Lo invitammo a restare con noi. Per  prendere insieme un poco di ristoro dopo aver condiviso  la fatica del viaggio e le pene del cuore. “Resta  con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino”. Accettò, di sedersi a tavola con noi,  laggiù, in un angolo semibuio della modesta locanda.
  •  “Quando fu a tavola con loro, prese il pane,  disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro”. Ricordo ogni dettaglio: il gesto degli occhi elevati al cielo, le stesse parole semplici e solenni di quell’ultima cena con Gesù là nel Cenacolo ornato a festa. La stessa atmosfera densa di mistero.  Il  Pane Benedetto… Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di  me”. 
  • Ma allora… “Allora si aprirono  loro gli occhi e lo riconobbero”. Fu un attimo solo. Che per noi  ebbe il peso di un’eternità. Sì, era Lui.  Risorto e  seduto a tavola con noi. Un nodo di commozione ci serrò la gola. Lo guardammo senza riuscire a dire una parola.  Ci sorrise. Le nostre mani si tesero verso di Lui. Invano. Non c’era più. “Ma lui sparì dalla loro vista”. Non ci fermammo un solo istante. Era scomparsa ogni stanchezza. 
  • “Partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme” Correvamo  nella notte, trafelati e felici.  Consapevoli, ora,  della  stoltezza di  esserci allontanati dai fratelli  proprio nel momento della prova, quando sarebbe  stato  necessario stare uniti e aiutarsi reciprocamente.  Li ritrovammo radunati nella stessa sala: “Trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro e dicevano l’un l’altro: “Davvero il Signore è risorto ed è apparso a  Simone”

leggi tutto: 06 CLEOFA

P R O P O S T E  DI  “V I L L A   S. B I A G I O”

 Pasqua  2016

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  •  DOMENICA 3 APRILE 2016: 

   – 10.30:  S. MESSA – Catechesi per tutti: Capire e vivere la Messa

 4 – 9 APRILE: ESERCIZI SPIRITUALI
“Padroni o modelli del gregge?”-
Lectio divina con la 1Lett. di Pietro
 
  • DOMENICA 10 APRILE 2016: – 10.30 S. MESSA –  Catechesi per tutti: Capire e vivere la Messa

   – Ritiro gruppo Parrocchia S. Cristoforo

  •   DOMENICA 17 APRILE 2016:

– Ore 9 – 17: Ritiro spirituale della terza domenica aperto a tutti  

– 10.30 S. MESSA –  Capire e vivere la Messa 

– 11.45: “Viaggio alle Sorgenti…Guidati da Luca” (2)   

23 –  25 APRILE: RITIRO DI PRIMAVERA 
-IL CANTICO DEI CANTICI- TU MI HAI RAPITO IL CUORE: 
Fare famiglia: su quali basi e con quali obiettivi?
29 APRILE-1° MAGGIO – RITIRO PER  FAMIGLIE
“Noi amiamo perché Egli ci ha amati per primo”
(1lettera di GV)
  •   DOMENICA 1° MAGGIO 10.30 S. MESSA –  Catechesi per tutti: Capire e vivere la Messa

2016:  ANNO SANTO  DELLA MISERICORDIA 

CORSI BIBLICI  ED ESERCIZI SPIRITUALI

 v      23 – 28 Maggio: Sto alla porta e busso… (Apocalisse) In ascolto di  ciò che lo Spirito dice alla Chiesa

 v      13 – 18 Giugno: Quando Mosè alzava le mani (Esodo) Gioie e fatiche della vita in comunità

 v     4 – 9 Luglio: Ora i miei occhi ti vedono…(Giobbe) Le prove della vita: come viverle davanti a Dio?

 v     18 – 21 Agosto: Viaggio nella vita… (Tobia)  La vocazione del custodire: cosa comporta?

 v     7 – 12 Novembre: Consolate il mio popolo (Isaia cc.40-53)  Pastori misericordiosi con l’odore delle pecore

 

I corsi  si svolgono in forma di “lectio divina”

dei testi biblici e del magistero di Papa Francesco 

– INFO E PRENOTAZIONI: 0721.823.175  

–  donalesiani@gmail.com  Sito: www.sanbiaagiofano

 

   A GESÙ RISORTO…

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 Aiutaci, o Signore, a portare avanti, nel mondo e dentro di noi, la Tua Risurrezione! Donaci la forza di frantumare tutte le tombe, in cui la prepotenza, l’ingiustizia, la ricchezza, il peccato, la solitudine, la malattia,  la miseria, l’indifferenza, hanno murato gli uomini vivi. Metti una grande speranza nel cuore degli uomini, specialmente di chi piange. Concedi, a chi non crede in te, di comprendere che la Pasqua è l’unica forza della storia perennemente eversiva. E poi, finalmente, o Signore, restituisci anche noi, tuoi credenti, alla nostra condizione di uomini! DON TONINO BELLO ) PAPA FRANCESCO: Perché impegnarsi tanto se non cambia nulla? 

  • Gesù Cristo vive veramente. “Il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola» (Mc 16,20). Questo accade anche oggi. La sua risurrezione non è una cosa del passato; contiene una forza di vita che ha penetrato il mondo. È vero che a volte sembra che Dio non esista: vediamo ingiustizie, cattiverie, indifferenze. Però è altrettanto certo che nel mezzo dell’oscurità sempre sboccia qualcosa di nuovo.  Questa è la forza della risurrezione…La risurrezione del Signore ha già penetrato la trama nascosta di questa storia, perché Gesù non è risuscitato invano.
  • Dopo tutti i nostri sforzi, cosa resta?  A volte ci sembra di non aver ottenuto alcun risultato, ma la missione non è un progetto aziendale. Impariamo a riposare nella tenerezza delle braccia del Padre. Andiamo avanti, mettiamocela tutta, ma lasciamo che sia Lui a rendere fecondi i nostri sforzi.
  • Bisogna fidarsi e basta… Qual è la sua esperienza? Questa fiducia nell’invisibile è come immergersi in un mare dove non sappiamo che cosa incontreremo. Io stesso l’ho sperimentato tante volte. Tuttavia non c’è maggior libertà che quella di lasciarsi portare dallo Spirito, e permettere che Egli ci illumini, ci guidi, dove Lui desidera.

DONNA, PERCHÉ PIANGI? CHI CERCHI?” Omelia monastica anonima del 13° secolo

PASQUAMAD

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« Donna, perché piangi ? Chi cerchi? »

  • Angeli santi, eppure voi sapete bene chi ella piange e chi cerca. Perché rendere ancor più amare le sue lacrime rinnovando il ricordo di lui? Ma Maria può dar libero corso al suo dolore e al suo pianto, poiché s’avvicina la gioia di una consolazione insperata. Si volge e vede Gesù in piedi, ma non lo riconosce.
  • Scena piena di dolcezza e bontà, dove colui che è desiderato e cercato si mostra e pure si nasconde. Si nasconde per essere cercato con più ardore, trovato con più gioia, trattenuto con più tenerezza, fino ad essere introdotto, per restarvi, nella dimora dell’amore (cfr Ct 3,4). Ecco come la Sapienza si diletta sul globo terrestre, ponendo le sue delizie tra i figli dell’uomo(Pr 8,31).
  • « Donna, perché piangi ? Chi cerchi? » Tu hai colui che cerchi e l’ignori? Hai la vera gioia eterna e piangi? L’hai in te colui che cerchi fuori. Veramente stai fuori in lacrime vicino a una tomba. La mia tomba è il tuo cuore; non vi sto morto, ma vi riposo, vivo per l’eternità.
  • La tua anima è il mio giardino. Avevi ragione a pensare che sono giardiniere. Nuovo Adamo, coltivo il mio paradiso e lo custodisco. Le tue lacrime, il tuo amore ed il tuo desiderio sono la mia opera. Mi possiedi in te senza saperlo: ecco perché mi cerchi fuori. Sto per mostrami a te là anche per farti rientrare in te stessa così che tu possa trovare dentro colui che cerchi fuori.

 

Riflettiamo…I cristiani aspettano la risurrezione?

(Ignazio Silone)

 Vedo dei cristiani che credono nella risurrezione e aspettano il ritorno di Cristo

con la stessa indifferenza con cui aspettano l’autobus!

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  •  
RESTA CON NOI, SIGNORE… RESTA CON NOI, SIGNORE…

“CI HA AMATO SINO ALLA FINE…”

 PROPOSTE DI “VILLA S. BIAGIO”  PER  QUARESIMA E PASQUA 2016 

– ABBÀ PADRE, ABBÀ PADRE…

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 – Guardami Signor, leggi nel mio cuor.

SONO TUO FIGLIO: ASCOLTAMI!

 Più solo non sarò, a te mi appoggerò. 

SONO TUO FIGLIO: ABBRACCIAMI!

SABATO SANTO 2016 

PASQUA RUPNIK

OMELIA SUL SABATO SANTO 

  • Risorgi, usciamo di qui!  Che cosa è avvenuto?Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme:la terra è rimasta sbigottita e  tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano.
  • Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi.Certo egli va a cercare il primo padre come la pecorella smarrita…Appena Adamo il progenitore lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse:«Sia con tutti il mio Signore»E Cristo rispondendo disse ad Adamo:»E con il tuo spirito». 
  • E, presolo per la mano, lo scosse dicendo: «Svegliati, tu che dormi e risorgi dai morti e Cristo  ti illuminerà…Risorgi dai morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi mia effigie fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui!…Per te, io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio…
  • Guarda sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te,per poterti restituire a quel primo soffio vitale. Guarda sulle mie guance gli schiaffi sopportatiper rifare a mia immagine la tua bellezza perduta.
  • Guarda sul mio dorso la flagellazione subita per liberare le tue spalle dal peso dei tuoi peccati .Guarda le mie mani inchiodate al legno per te che un tempo avevi malamente allungato la tua mano all’albero….
  • Sorgi allontaniamoci di qui…Ti fu proibito di toccare la pianta simbolica della vita, ma io che sono la Vita, ti comunico quello che sono.Il trono celeste è pronto, la sala allestita, la mensa apparecchiata…è preparato per te dai secoli eterni il regno dei cieli» 

PASQUA GESù E MARIA

VENERDI SANTO 2016 

PADRE, PERDONA LORO PERCHÈ

NON SANNO QUELLO CHE FANNO”. 

PAPA PROSTRATO++++

  • “L’odio e la ferocia degli attentati terroristici di questa settimana ci aiutano a capire  la forza divina racchiusa in quelle ultime parole di Cristo: PADRE, PERDONA LORO PERCHÈ NON SANNO QUELLO CHE FANNO”. “Per quanto lontano possa spingersi l’odio degli uomini, l’amore di Dio  è stato, e sarà, sempre più forte”.
  • “Anche nel matrimonio dopo anni, o mesi, di vita insieme, emergono i limiti reciproci, i problemi di salute, di finanze, dei figli; interviene la routine che spegne ogni gioia. E quello che può salvare un matrimonio dallo scivolare in una china senza risalita è LA MISERICORDIA, INTESA NEL SENSO PREGNANTE DELLA BIBBIA, E CIOÈ NON SOLO COME PERDONO RECIPROCO, MA COME UN RIVESTIRSI DI SENTIMENTI DI TENEREZZA, DI BONTÀ, DI UMILTÀ, DI MANSUETUDINE E DI MAGNANIMITÀ”. 
  • chagall crocifissione

LA FORZA DEL SANGUE DI CRISTO

S.  Giovanni Crisostomo, vescovo

  •  Vuoi conoscere la forza del sangue di Cristo? Se vuoi comprendere ancor più profondamente la forza di questo sangue, considera da dove cominciò a scorrere e da quale sorgente scaturì. Fu versato sulla croce e sgorgò dal costato del Signore. A Gesù morto e ancora appeso alla croce, racconta il vangelo, s’avvicinò un soldato che gli aprì con un colpo di lancia il costato: NE USCÌ ACQUA E SANGUE. L’UNA SIMBOLO DEL BATTESIMO, L’ALTRO DELL’EUCARISTIA.
  • Il soldato aprì il costato: dischiuse il tempio sacro, dove ho scoperto un tesoro e dove ho la gioia di trovare splendide ricchezze. Carissimo, non passare troppo facilmente sopra a questo mistero. Ora la Chiesa è nata da questi due sacramenti, da questo bagno di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo per mezzo del Battesimo e dell’Eucaristia. E i simboli del Battesimo e dell’Eucaristia sono usciti dal costato.
  • Quindi è dal suo costato che Cristo ha formato la Chiesa, come dal costato di Adamo fu formata Eva. ​ Similmente come Dio formò la donna dal fianco di Adamo, COSÌ CRISTO CI HA DONATO L’ACQUA E IL SANGUE DAL SUO COSTATO PER FORMARE LA CHIESA.maria-sangue-gesù1-202x300 E come il fianco di Adamo fu toccato da Dio durante il sonno, così Cristo ci ha dato il sangue e l’acqua durante il sonno della sua morte. Vedete in che modo Cristo unì a sé la sua Sposa, vedete con quale cibo ci nutre. PER IL SUO SANGUE NASCIAMO, CON IL SUO SANGUE ALIMENTIAMO LA NOSTRA VITA. COME LA DONNA NUTRE IL FIGLIO COL PROPRIO LATTE, COSÌ IL CRISTO NUTRE COSTANTEMENTE COL SUO SANGUE COLORO CHE HA RIGENERATO.

 

SETTIMANA SANTA 2016

GESU GETS

proviamo a viverla  così…

  • LUNEDÌ SANTO: orto degli ulivi. Gesù non sei solo nell’orto degli ulivi della storia; quanti calici ricolmi, stanno sudando sangue con te i martiri moderni, i senza voce, i migranti, i poveri, i bimbi affamati e le donne umiliate.
  • MARTEDÌ SANTO: il processo dei processi. Il mondo è un grande scenario dove si consumano i processi più assurdi. Molti puntano il dito per condannare. Cristo non ha mai condannato, ha sempre recuperato chi era perduto.
  • MERCOLEDÌ SANTO: lavarsi le mani Troppi si lavano le mani per paura, per non sporcarsi, per non compromettersi, perché è comodo. Le mani sembrano pulite, ma ti rimane il rimpianto di non aver messo il tuo granello, il tuo mattone, e ti rode il rimorso dentro.
  • GIOVEDÌ SANTO: lavare i piedi. Il tuo sacrificio, la tua Messa, la tua offerta al Padre hai voluto arricchirla con un gesto inedito di servizio al fratello e di carità profonda. Nessuno l’aveva fatto prima. È il tuo testamento: solo lavando i piedi ai fratelli saremo testimoni del tuo amore. 

L’AGNELLO IMMOLATO

APOCALISSEAGNELLO IMMOLATO

 CI STRAPPÒ DALLA MORTE

Melitone di Sardi, vescovo

  •  Molte cose sono state predette dai profeti riguardanti il mistero della Pasqua, che è Cristo, «al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen» (Gal 1, 5, ecc.). Egli scese dai cieli sulla terra per l’umanità sofferente; si rivestì della nostra umanità nel grembo della Vergine e nacque come uomo.
  • PRESE SU DI SÉ LE SOFFERENZE DELL’UOMO SOFFERENTE ATTRAVERSO IL CORPO SOGGETTO ALLA SOFFERENZA, E DISTRUSSE LE PASSIONI DELLA CARNE. CON LO SPIRITO IMMORTALE DISTRUSSE LA MORTE OMICIDA.
  •  Egli è colui che ci trasse dalla schiavitù alla libertà, dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita, Egli è la Pasqua della nostra salvezza.   EGLI È COLUI CHE PRESE SU DI SÉ LE SOFFERENZE DI TUTTI. EGLI È COLUI CHE FU UCCISO IN ABELE, E IN ISACCO FU LEGATO AI PIEDI.
  • ANDÒ PELLEGRINANDO IN GIACOBBE, E IN GIUSEPPE FU VENDUTO. FU ESPOSTO SULLE ACQUE IN MOSÈ, E NELL’AGNELLO FU SGOZZATO.  
  • Egli è colui che si incarnò nel seno della Vergine, fu appeso alla croce, fu sepolto nella terra e, risorgendo dai morti, salì alle altezze dei cieli.
  • EGLI È L’AGNELLO CHE NON APRE BOCCA, EGLI È L’AGNELLO UCCISO, EGLI È NATO DA MARIA, AGNELLA SENZA MACCHIA. Egli fu preso dal gregge, condotto all’uccisione, immolato verso sera, sepolto nella notte.
  • Sulla croce non gli fu spezzato osso e sotto terra non fu soggetto alla decomposizione.   Egli risuscitò dai morti e fece risorgere l’umanità dal profondo del sepolcro. 

LAVANDA DEI PIEDI

LAVANDA PIEDI11

  • Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. 
  • Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!».
  • Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. papa_francesco_lavanda_piedi Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».

 

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  • VENERDÌ SANTO: Dio muore nasce l’uomo. Dalla tua morte, è rinato l’uomo nuovo della speranza e dello spirito, l’uomo della resurrezione. 
  • SABATO SANTO: il grande silenzio.  Abbiamo bisogno di fare silenzio, trovare un po’ di deserto nel nostro giorno, silenzio degli occhi, silenzio di parole, sottrarsi dal frastuono per contemplare il mistero. Scopriremo il miracolo di un Dio che fa risorgere dalle macerie. 
  • DOMENICA DI PASQUA: il trionfo della vita. Tutto tende a te, tutti guardano a te con speranza, giorno senza tramonto, giorno della vita. Dalla prima pasqua parte un’onda positiva che travolge e contagia di eternità l’esistenza. Sei il perno della storia, dell’avventura di un Dio che si è giocato tutto credendo nell’uomo.(P. Gianni Fanzolato)

LE  LACRIME S. PIETRO GOYA DI  PIETRO 

San Massimo di Torino – Vescovo

  • Il Signore voltatosi, guarda Pietro. E Pietro accorgendosi di ciò che ha appena detto, si pente e piange…; si scioglie in lacrime e rimane muto.(Lc 22,61-62). Infatti le lacrime sono propriamente delle preghiere mute; meritano il perdono pur senza invocarlo; senza perorare la loro causa, ottengono misericordia…
  • Le parole possono non riuscire ad esprimere una preghiera, le lacrime sempre;  le lacrime esprimono sempre ciò che proviamo, mentre la parole possono essere impotenti. Per questo Pietro non ricorre più a parole: le parole lo avevano spinto a tradire, a peccare, a rinnegare la sua fede. Preferisce confessare il suo peccato con le lacrime, avendo prima rinnegato con le parole… 
  • Imitiamolo invece in quello che dice, quando il Signore gli domanda tre volte: “Simone, mi vuoi bene?” (Gv 21,17). Tre volte risponde: “Signore, tu lo sai che ti voglio bene”. Il Signore gli dice allora: “Pasci le mie pecorelle”, e ciò per tre volte. Questa parola compensa il suo smarrimento precedente; colui che aveva rinnegato il Signore tre volte lo confessa tre volte; tre volte si è reso colpevole, tre volte ottiene la grazia con il suo amore. Vedete dunque quanto beneficio Pietro ha tratto dalle sue lacrime!… Prima di versare lacrime era un traditore;  versate le lacrime, venne scelto come pastore,   e colui che si era comportato male ricevette l’incarico di condurre gli altri.

CROCIFISSIONE  BIANCA

 chagall crocifissione

  • Marc Chagall lo ha dipinto nel 1938 intitolato ” Crocifissione bianca “. Tutto il quadro è in movimento. Il crocifisso è posto nel centro del quadro, Tutto intorno vi sono scene di disordine. Orde rivoluzionarie … Profughi chiedono aiuto gesticolando da un battello;  un uomo in uniforme nazista che profana la sinagoga … In alto, piangenti, troviamo alcuni rabbini.
  • Ed ecco che un chiaro raggio di luce penetra dall’alto e illumina la figura del crocifisso che composto, sembra quasi reclini la testa per non guardare. Stranamente questo crocifisso non presenta tracce di sofferenza, mentre è sofferente l’ambiente circostante che rappresenta la disperazione del popolo ebraico durante le persecuzioni antisemite naziste e bolsceviche.
  • Ciò che colpisce è il fatto che l’autore di quest’opera è ebreo e unisce in un unico grande quadro elementi particolari della sua tradizione religiosa e il centro della religione cristiana. Chagall vede nella figura del crocifisso, nella passione del profeta degli ebrei, del Dio della cristianità morto come uomo, un simbolo valido universalmente per esprimere la miseria del suo tempo.
  • Tra queste traumatiche esperienze il crocifisso è l’unica speranza che resta all’uomo: per questo viene raffigurato senza i tipici segni di una morte sofferente, e una scala fa da ponte tra l’umano e la luce del divino.
  • Cristo quindi è colui che avvicina le sofferenze degli uomini al Trascendente…. Cristo diviene così, per Chagall, non solo l’uomo-Dio del cristianesimo, ma soprattutto il simbolo stesso del popolo ebraico.

crocifisso sul mondo1

 «Per sapere chi sia Dio, devo solo

inginocchiarmi ai piedi della Croce»

(Karl Rahner).

  • PAPA FRANCESCO: Può sembrarci tanto distante il modo di agire di Dio, che si è annientato per noi, mentre a noi pare difficile persino dimenticarci un poco di noi. Egli viene a salvarci; siamo chiamati a scegliere la sua via: la via del servizio, del dono, della dimenticanza di sé.
  • Possiamo incamminarci su questa via soffermandoci in questi giorni a guardare il Crocifisso, E’ la “cattedra di Dio”. Vi invito in questa settimana a guardare spesso questa “cattedra di Dio”, per imparare l’amore umile, che salva e dà la vita, per rinunciare all’egoismo, alla ricerca del potere e della fama.
  • Con la sua umiliazione, Gesù ci invita a camminare sulla sua strada. Rivolgiamo lo sguardo a Lui, chiediamo la grazia di capire almeno qualcosa di questo mistero del suo annientamento per noi; e così, in silenzio, contempliamo il mistero di questa Settimana 

 

Dio è così:  

  1. è bacio a chi lo tradisce.  Non spezza nessuno, spezza se stesso. Non versa il sangue di nessuno, versa il proprio sangue.  Non chiede più sacrifici a me, sacrifica se stesso per me.
  2. E noi qui disorientati, che non capiamo.  Ma poi lo stupore, e anche l’innamoramento. Dopo duemila anni sentiamo, come le donne, il centurione, il ladro, che nella Croce c’è attrazione e seduzione, c’è bellezza. La suprema bellezza della storia è quella accaduta fuori Gerusalemme, sulla collina dove il Figlio di Dio si lascia inchiodare, povero e nudo, per morir d’amore.
  3. Dove un amore eterno penetra nel tempo come una goccia di fuoco, e divampa. Fondamento della fede cristiana è la cosa più bella del mondo: un atto d’amore totale. La croce è domanda sempre aperta, so di non capire. Alla fine però ciò che convince è di una semplicità assoluta: Perché la croce / il sorriso / la pena inumana?/ Credimi / è così semplice / quando si ama. Jan Twardowski 
  4. Si fece buio su tutta la terra da mezzogiorno fino alle tre. Una notazione temporale che ha il potere di riempirmi di speranza: perché dice che è fissato un limite alla tenebra, un argine al dolore: tre ore può infierire, ma non andrà oltre, poi il sole ritorna.
  5. Così fu in quel giorno, così sarà anche nei giorni della nostra angoscia. «Ciò che ci fa credere è la croce, ma ciò in cui crediamo è la vittoria della croce, la vittoria della vita» (Pascal).

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19 MARZO  2016

S. GIUSEPPE 2

 FESTA DI S. GIUSEPPE

«Giuseppe, figlio di Davide,

non temere di prendere con te Maria, tua sposa.

Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo;

ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù

 

  • Dal Vangelo secondo Matteo 1,1ss   Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.  Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse:
  • «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». 
  • Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.

 GIUSEPPE IN LINEA…

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(Libera rielaborazione di Luca cc. 1-2 e Matteo cc. 1-2)

  • … Vincendo la mia naturale ritrosia a parlare, voglio raccontarvi come andarono veramente le cose. Del resto raccontare di me, significa parlare di Maria e di Gesù. La mia vita è stata legata alla loro. Fin dal principio. Ero un giovane poco più che ventenne, ma già avevo un lavoro. Mio padre mi aveva insegnato l’arte del falegname. Mi piaceva. E,  devo ammetterlo, alcuni lavoretti mi riuscivano anche bene. Erano apprezzati  e ben retribuiti. Potevo ormai pensare a formarmi una famiglia.
  • Da tempo avevo messo gli occhi su Maria, una ragazza di qualche anno più giovane di me. Era bella, Maria. Soprattutto era molto buona. Mi era bastato vederla una volta per sentire che la  mia vita sarebbe stata legata alla sua. Per sempre. Per questo un giorno mi feci coraggio e mi recai in casa di  suo padre Gioachino, a manifestargli le mie serie intenzioni. Egli acconsentì a darmela in sposa. Maria, in un angolo della piccola stanza, abbozzò un sorriso. Felice. Ci incontravamo di rado. Poche parole e tanti piccoli progetti per poter presto andare a vivere insieme.
  • Ma una mattina Maria  venne di corsa a trovarmi sul  lavoro.  Mi prese le mani tra le sue e con  voce tremante mi raccontò di una  visione angelica: L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,  a una vergine, promessa sposa di  un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. Mi disse del suo turbamento per uno strano  saluto :  “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te” Ma l’Angelo l’aveva rassicurata: “Non  temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.” “Credimi, Giuseppe, aggiunse,  mi sono sentita come invasa dalla potenza dell’Altissimo. Non potevo resistere…Ho dato la mia piena disponibilità” “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. 
  • Mi confidò che  dopo quel colloquio aveva avvertito  una grande pace nel cuore.  E  un fremito di Vita nuova nella sua carne verginale. Maria,  essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere  insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. “Giuseppe, mi supplicò, cerca di capire. Se puoi. Non voglio toglierti  nulla, ma sento che Dio ha bisogno di me. E anche di te, sai. Ha bisogno di noi due, insieme.”
  • Se ne andò, lasciandomi solo. Stordito da una confidenza che mi ribaltava la vita. Che fare? Neanche mi passava per la mente il pensiero che Maria avesse potuto raccontarmi una storia per nascondere un tradimento. La conoscevo troppo bene.  Cominciavo invece a capire che quella ragazza così cara a me, era ancor più cara agli occhi di Dio che l’aveva scelta per qualcosa di misterioso e di grande. La mia dolcissima Maria cominciò a farmi “paura”. Per la sua grandezza. Io, povero falegname di Nazareth, in una “cosa” così non volevo entrarci. Non ne ero degno. Mi prese un sacro timore. Conoscevo bene dalle  Scritture che con Dio non si scherza.
  • Mi venne un’idea: Giuseppe suo  sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in  segreto. Credevo di aver risolto abbastanza elegantemente il problema. Quella sera mi coricai sereno. Ma nella notte fui destato da uno strano chiarore. Una voce risuonò nella stanzetta: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è  generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo  chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”. 
  • Ma allora aveva ragione Maria nel pensare che il Signore aveva bisogno di noi due, insieme….

LEGGI TUTTO: 00 S. GIUSEPPE

ARIA DI PRIMAVERA

PULIZIE DI PASQUA 

***

  • Passato l’inverno, si spalancano le finestre. Le nostre case hanno bisogno di aria nuova. Ma basterà una pulizia radicale di stanze e suppellettili?  Non bisognerà pensare anche alle persone che vi abitano? Dove si annida lo “sporco” più resistente? Negli angoli delle stanze o nei nostri cuori? Cominciando le  pulizie di Pasqua, forse ci esce spontaneo:  “Qui c’è da mettersi le mani nei capelli”… E allora come possiamo affermare con serafica innocenza:  ma io che peccati  ho? Basterebbe  aprire le finestre dell’anima al sole della Parola:

Se diciamo: «Non abbiamo mai commesso peccato»,

facciamo di Dio un bugiardo, e la sua parola non è in noi. (1Gv 1,8ss)

  • Se invece fosse il timore del giudizio di Dio a tarparci le ali,  possiamo contare su un noto avvocato difensore. 

Se uno cade in peccato, possiamo contare su Gesù Cristo, il Giusto.

Egli è il nostro difensore accanto al Padre.

Sarà bene dunque, per Pasqua, fare un pò di pulizie… integrali. Delle stanze e…  del cuore. Da dove cominciare?

  • Dalla nostra camera, ovviamente. Luogo di intimità e riposo. Ci verrà spontaneo pensare alla nostra interiorità da proteggere. Al nostro cuore da tenere pulito. Perché possa essere degna abitazione di Dio. E luogo privilegiato del nostro incontro con Lui nella preghiera:

«Tu invece, quando vuoi pregare, entra in camera tua e chiudi la porta.

Poi, prega Dio, presente anche in quel luogo nascosto. E Dio tuo Padre, che vede anche ciò che è nascosto, ti darà la ricompensa.” (Mt 6, 6)

  • E poi passiamo al salotto. Abbiamo fatto tanti sacrifici per arredarlo con gusto. Non succeda che, mentre vi riceviamo amici e parenti, lo “sporchiamo” con parole e giudizi taglienti. S. Paolo ci  previene:

Nessuna parola cattiva deve mai uscire dalla vostra bocca;

Fate sparire dalla vostra vita l’amarezza, lo sdegno, la collera.

Evitate le urla, la maldicenza e le cattiverie di ogni genere. (Ef. 4-5)

Si direbbe che conosca bene  certe nostre abitudini… Sarà necessario il perdono reciproco:

Perdonatevi a vicenda, come Dio ha perdonato a voi,

per mezzo di Cristo.

Senza rimandare troppo. Meglio sarebbe farlo, ogni giorno. E  prima di sera. Altrimenti…

La vostra ira sia spenta prima del tramonto del sole,

altrimenti darete una buona occasione al diavolo. (Ef. 4,26)

La carità è virtù esigente. Che richiede di condividere gioie e dolori:

Siate felici con chi è nella gioia. Piangete con chi piange.

Non rendete a nessuno male per male. (Rm 12)

  • Entriamo ora nella camera dei ragazzi.

LEGGI TUTTO IN… 

+-PULIZIE-DI-PASQUA

donalesiani@gmail.com        www.sanbiagiofano.it

– 17  MARZO 2016 –

RITIRO LAICI ORIONINI

L  A  T U A …CROCE1-300x146 C R O C E …

(S. Francesco di  Sales)

  • ” La sapienza eterna di Dio ha previsto fin dal principio la croce che egli ti invia dal profondo del suo cuore come un dono prezioso. Prima di inviartela egli l’ha contemplata con i suoi occhi onniscienti, l’ha meditata col suo divino intelletto, l’ha esaminata al lume della sua sapiente giustizia.
  • E le ha dato calore stringendola tra le sue braccia amorose, l’ha soppesata con ambo le mani se mai non fosse di un millimetro troppo grande o di un milligrammo troppo greve.
  • Poi l’ha benedetta nel suo nome santissimo, l’ha cosparsa col balsamo della sua grazia e col profumo del suo conforto. Poi ha guardato ancora a te, al tuo coraggio…
  • Perciò la croce viene a te dal cielo, come un saluto del Signore, come un’elemosina del suo misericordioso amore”

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15 – 16  MARZO 2016 

PREPARIAMOCI ALLA PASQUA…

ESERCIZI SPIRITUALI SERALI (Ore 21)

ANNO SANTO MISERICORDIA

ETERNA E’ LA SUA MISERICORDIA…

in ascolto dei Salmi, del Vangelo e di Papa Francesco

SALMO 103,1ss 

  • BENEDICI IL SIGNORE ANIMA MIA quanto è in me benedica il suo santo nome. Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tutti i suoi benefici.Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue infermità… 
  • MISERICORDIOSO E PIETOSO è il Signore, lento all’ira e grande nell’amore. Non ci tratta secondo i nostri peccati e non ci ripaga secondo le nostre colpe. Perché quanto il cielo è alto sulla terra, così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono. 
  • COME E’ TENERO UN PADRE verso i figli, così il Signore è tenero verso quelli che lo temono, perché egli sa bene di che siamo plasmati, ricorda che noi siamo polvere

PARABOLA DEL buon samaritanoBUON SAMARITANO

  1. …Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: “E chi è il mio  prossimo?”. Gesù riprese: “Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei  briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono,  lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall’altra parte.  Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre.
  2. INVECE UN SAMARITANO, che era in viaggio, passandogli accanto lo viden’ebbe compassioneGli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una  locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari  e li diede all’albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che  spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno.
  3.  Chi di questi tre ti  sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?”.  Quegli rispose: “Chi ha avuto compassione di lui”. Gesù gli disse:  “VÀ E ANCHE TU FÀ LO STESSO”.

papa_francesco_lavanda_piedi IL CATINO DI  ACQUA SPORCA Se  dovessi  scegliere una reliquia  della tua Passione, prenderei proprio quel catino colmo di acqua sporca. Girare  il  mondo  con  quel recipiente e a ogni piede cingermi  dell’asciugatoio   e curvarmi giù in basso, non  alzando  mai  la testa oltre il polpaccio per  non distinguere i nemici  dagli  amici e lavare i piedi del vagabondo, dell’ateo, del drogato, del carcerato, dell’omicida, di chi  non mi saluta  più,  di  quel compagno  per cui  non prego mai,  in  silenzio, finché  tutti abbiano capito nel mio, IL  TUO  AMORE. (Madeleine  Delbrel )

  • MV.  24. LA MADRE DELLA MISERICORDIA.     La dolcezza del suo sguardo ci accompagni in questo Anno Santo, perché tutti possiamo riscoprire la gioia della tenerezza di Dio. Il suo canto di lode,  fu dedicato alla misericordia che si estende «di generazione in generazione» (Lc 1,50). 
  • Presso la croce, maria-sangue-gesù1-202x300 Maria è testimone delle parole di perdono che escono dalle labbra di Gesù. Il perdono supremo offerto a chi lo ha crocifisso ci mostra fin dove può arrivare la misericordia di Dio. Rivolgiamo a lei la preghiera antica e sempre nuova della Salve Regina, perché non si stanchi mai di rivolgere a noi i suoi occhi misericordiosi e ci renda degni di contemplare il volto della misericordia, suo Figlio Gesù.

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  • “ETERNA È LA SUA MISERICORDIA”: è il ritornello che viene riportato ad ogni versetto del Salmo 136.  Prima della Passione Gesù ha pregato con questo Salmo della misericordia. Matteo «dopo aver cantato l’inno» (26,30) Sapere che Gesù stesso ha pregato con questo Salmo, lo rende per noi cristiani ancora più importante e ci impegna ad assumerne il ritornello nella nostra quotidiana preghiera di lode: 
  1. A) – CREAZIONE: Alleluia. Lodate il Signore perché è buono: perché eterna è la sua misericordia. Lodate il Dio degli dei:  perché eterna è la sua misericordia.  Lodate il Signore dei signori:  perché eterna è la sua misericordia.4  Egli solo ha compiuto meraviglie:  perché eterna è la sua misericordia. 5  Ha creato i cieli con sapienza:  perché eterna è la sua misericordia. 
  2. RITORNO DALL’ESILIO 23  Nella nostra umiliazione si è ricordato di noi:  perché eterna è la sua misericordia; 24  ci ha liberati dai nostri nemici:  perché eterna è la sua misericordia25  Egli dá il cibo ad ogni vivente:  perché eterna è la sua misericordia. 26  Lodate il Dio del cielo:  perché eterna è la sua misericordia.

MISERICORDIOSI anno santo mis.COME IL PADRE 

  • L’AMORE DEI NEMICI LC 6. 27 Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a  coloro che vi odiano, 28 benedite coloro che vi maledicono, pregate per  coloro che vi maltrattano. 29 A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche  l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. 30 Dá a chiunque ti  chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. 31 Ciò che volete gli  uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. 32 Se amate quelli che vi  amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. 33 E se  fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete?  Anche i peccatori fanno lo stesso. 34 E se prestate a coloro da cui sperate  ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai  peccatori per riceverne altrettanto. 35 Amate invece i vostri nemici, fate  del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e  sarete figli dell’Altissimo; perché egli è benevolo verso gl’ingrati e i  malvagi.
  • PAPA FRANCESCO: MV. 15. CHE FARE DAVANTI A SITUAZIONI DI PRECARIETÀ? 
  1. Quante situazioni di precarietà e sofferenza sono presenti nel mondo di oggi! In questo Giubileo ancora di più la Chiesa sarà chiamata a curare queste ferite, a lenirle con l’olio della consolazione, fasciarle con la misericordia e curarle con la solidarietà e l’attenzione dovuta. Non cadiamo nell’indifferenza… Apriamo i nostri occhi per guardare le miserie del mondo, le ferite di tanti fratelli e sorelle privati della dignità, e sentiamoci provocati ad ascoltare il loro grido di aiuto.
  2.  Le nostre mani stringano le loro mani, e tiriamoli a noi perché sentano il calore della nostra presenza, dell’amicizia e della fraternità.
  3. Che il loro grido diventi il nostro e insieme possiamo spezzare la barriera di indifferenza che spesso regna sovrana per nascondere l’ipocrisia e l’egoismo.

SE AVESSI MAI COMMESSO  ( Teresa del B. Gesù)  

s. teresa del Bambin GS. TERESA DI GESU B

Se avessi mai commesso il peggiore dei crimini,

per sempre manterrei la stessa fiducia,

poiché io so che questa moltitudine di offese, 

non è che goccia d’acqua in un braciere ardente. 

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PREPARIAMOCI ALLA PASQUA

ADULTERA6GESù E ADULTERA4

CHI DI VOI È SENZA PECCATO,

GETTI PER PRIMO LA PIETRA CONTRO DI LEI.

  • Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 8,1-11  In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.  Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero:
  • «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. 
  • Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «CHI DI VOI È SENZA PECCATO, GETTI PER PRIMO LA PIETRA CONTRO DI LEI». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo.
  • Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «NEANCH’IO TI CONDANNO; VA’ E D’ORA IN POI NON PECCARE PIÙ».
  • MAURIAC – La donna adultera: “…la triste donna stava in piedi, spettinata, mezzo svestita: morta di paura fissava con occhio sgomento lo sconosciuto che i sacerdoti gli davano per giudice… Egli non la guardava.  Essendosi chinato, scriveva in terra col dito. 
  • S. Girolamo afferma che erano i peccati degli accusatori che enumerava. La semplice verità è talmente più bella! Il figlio dell’uomo sapendo che quella sciagurata si sveniva meno di paura che di vergogna, non la guardava perché ci sono certe ore nella vita di una creatura in cui la più grande carità è non vederla.
  • Tutto l’amore di Gesù per i peccatori è racchiuso in quello sguardo sottratto.  E le cifre che egli tracciava in  terra non  significavano niente altro che la sua volontà di non alzare gli occhi verso quel povero corpo… Gesù rimase dunque solo con la donna. …”(Vita di Gesù: p.167)

S. AGOSTINO: 

“E tutti uscirono di scena.  

Soli restarono lui e lei;

GESù E ADULTERA2

restò il Creatore e la creatura;

restò la miseria e la misericordia…”

  • PAPA FRANCESCO HA COMMENTATO COSI’ LA PAGINA …
  1. E GESÙ RESTA DA SOLO CON LA DONNA,  come un confessore, dicendole:  “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata? Dove sono? Siamo soli, tu ed io. Tu davanti a Dio, senza le accuse, senza le chiacchiere. Tu e Dio! Nessuno ti ha condannata?”. La donna risponde: “Nessuno, Signore!”, ma non dice: “E’ stata una falsa accusa! Io non ho fatto adulterio!”, “riconosce il suo peccato”. E Gesù afferma: “Neanche io ti condanno! Va’, va’ e d’ora in poi non peccare più“Gesù perdona!
  2. Ma qui è qualcosa di più del perdono”: “Gesù passa la legge e va oltre. Non le dice: ‘Non è peccato l’adulterio!’. Non lo dice! Ma non la condanna con la legge. E questo è il mistero della misericordia. Questo è il mistero della misericordia di Gesù”. “La misericordia  è qualcosa difficile da capire”: “’. “La misericordia – afferma il Papa – va oltre e fa la vita di una persona di tal modo che il peccato sia messo da parte.
  3. E’ come il cielo”: “Noi guardiamo il cielo, tante stelle, tante stelle; ma quando viene il sole, al mattino, con tanta luce, le stelle non si vedono. E così è la misericordia di Dio: una grande luce di amore, di tenerezza. Dio perdona non con un decreto, ma con una carezza, carezzando le nostre ferite del peccato. Perché Lui è coinvolto nel perdono, è coinvolto nella nostra salvezza.
  4. E così Gesù fa il confessore: non la umilia, non le dice ‘Cosa hai fatto, dimmi!  E come lo hai fatto? E con chi lo hai fatto?’. No! ‘Va’, va’ e d’ora in poi non peccare più!’. E’ grande la misericordia di Dio, è grande la misericordia di Gesù. Perdonarci, carezzandoci!”. 

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LE PARABOLE DELLA MISERICORDIA

buon samaritano

Dalle «Lettere» di san Massimo Confessore

  •  GESÙ DISSE DI ESSERE VENUTO A CERCARE LA PECORELLA SMARRITA e di essere stato mandato alle pecore perdute della casa di Israele. Parimenti, con la parabola della dramma perduta, alluse, sebbene velatamente, a un aspetto particolare della sua missione: egli venne per ricuperare l’immagine divina deturpata dal peccato. IL BUON SAMARITANO DEL VANGELO CURÒ con olio e vino e fasciò le ferite di colui che era incappato nei ladri ed era stato spogliato di tutto e abbandonato sanguinante e mezzo morto sulla strada. Lo pose sulla sua cavalcatura, lo portò all’albergo, pagò quanto occorreva e promise di provvedere al resto. CRISTO È IL BUON SAMARITANO DELL’UMANITÀ.
  •    Dio è quel padre affettuoso, FIGLIO PRODIGO che accoglie il figliol prodigo, si china su di lui, è sensibile al suo pentimento, LO ABBRACCIA, LO RIVESTE DI NUOVO CON GLI ORNAMENTI DELLA SUA PATERNA GLORIA E NON GLI RIMPROVERA NULLA DI QUANTO HA COMMESSO.
  • Richiama all’ovile  BUON PASTORE2la pecorella che si era allontanata dalle cento pecore di Dio. DOPO AVERLA TROVATA CHE VAGAVA SUI COLLI E SUI MONTI, NON LA RICONDUCE ALL’OVILE A FORZA DI SPINTONI E URLA MINACCIOSE, MA SE LA PONE SULLE SPALLE E LA RESTITUISCE INCOLUME AL RESTO DEL GREGGE CON TENEREZZA E AMORE.
  • Dice: Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, ed io vi darò riposo (cfr. Mt 11, 28). E ancora: «Prendete il mio giogo sopra di voi» (Mt 11, 29). Il giogo sono i comandamenti o la vita vissuta secondo i precetti evangelici. Riguardo al peso poi, forse pesante e molesto al penitente, soggiunge: «IL MIO GIOGO È DOLCE E IL MIO CARICO LEGGERO» (Mt 11, 30).
  • Insegnandoci la giustizia e la bontà di Dio, ci comanda: anno santo mis. Siate santi, siate perfetti, SIATE MISERICORDIOSI COME IL PADRE VOSTRO CELESTE (cfr. Lc 6, 36); «Perdonate e vi sarà perdonato» (Lc 6, 37) e ancora: «Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro» (Mt 7, 12).

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8 MARZO FESTA DELLA DONNA …

GPL MT

  •  GRAZIE A TE , DONNA  “Grazie a te, donna-madre che ti fai grembo dell’essere umano nella gioia e nel travaglio di un’esperienza unica.
  • Grazie a te, donna-sposa che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono.
  • Grazie a te, donna-figlia e donna-sorella che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità
  • Grazie a te donna-lavoratrice, per l’indispensabile contributo che dai all’elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, alla edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità.
  • Grazie a te, donna-consacrata che sull’esempio della più grande delle donne, la madre di Cristo, ti apri all’amore di Dio…Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna!  (Giovanni Paolo II, lettera alle donne)

– FESTA DELLE NOSTRE MAMME  

  • IL GRAZIE DI DON ORIONE:   Mia madre:  “Quella povera vecchia contadina di mia madre si alzava alle 3 di notte e via a lavorare,  e faceva da donna e, con i suoi figli, sapeva fare anche da uomo, perché nostro padre era lontano, a lavorare: batteva il falcetto per fare l’erba, e lo affilava essa, senza portarlo all’arrotino; faceva la tela con canapa filata da essa; povera mia madre! Teneva da conto fin i coltelli rotti… Non correva a comperare, se proprio non poteva farne a meno; e, quando è morta, le abbiamo  messo il suo vestito da sposa, dopo 51 anni che si era sposata: se l’era fatto tingere in nero e faceva ancora la sua bella figura…era il suo vestito più bello! (Let. 36)
  • Maria donna dei nostri giorni- Don Tonino Bello

Papa F. con la Madonna

– FESTA DI MARIA 

  1. Santa Maria, donna dei nostri giorni, vieni ad abitare in mezzo a noi. Fa’ che possiamo sentirti vicina ai nostri problemi. come una che, gli stessi problemi, li vive anche lei sulla sua pelle, e ne conosce l’inedita drammaticità, e ne percepisce le sfumature del mutamento, e ne coglie l’alta quota di tribolazione. 
  2. Facci comprendere che la modestia, l’umiltà, la purezza sono frutti di tutte le stagioni della storia, e che il volgere dei tempi non ha alterato la composizione chimica di certi valori quali la gratuità, l’obbedienza, la fiducia, la tenerezza, il perdono. Sono valori che tengono ancora e che non andranno mai in disuso. Ritorna, perciò, in mezzo a noi, e offri a tutti l’edizione aggiornata di quelle grandi virtù umane che ti hanno resa grande agli occhi di Dio.
  3. Mettiti, allora, accanto a noi, e ascoltaci mentre ti confidiamo le ansie quotidiane che assillano la nostra vita moderna: lo stipendio che non basta, la stanchezza da stress, l’incertezza del futuro, la paura di non farcela, la solitudine interiore, l’usura dei rapporti, l’instabilità degli affetti, l’educazione difficile dei figli, l’incomunicabilità perfino con le persone più care, la frammentazione assurda del tempo, il capogiro delle tentazioni, la tristezza delle cadute, la noia del peccato. ..
  4. Facci sentire la tua rassicurante presenza, o coetanea dolcissima di tutti. E non ci sia mai un appello in cui risuoni il nostro nome, nel quale, sotto la stessa lettera alfabetica, non risuoni anche il tuo, e non ti si oda rispondere: «Presente!».Come un’ antica compagna di scuola.

N’AVE MARIA – (Trilussa)

BAMBINI IN PREGHIERA

Quann’ero ragazzino, mamma mia, me diceva:  

ricordate fijolo, quanno te senti veramente solo

tu prova a recità n’ave Maria. 

 L’anima tua da sola spicca er volo  

  E se solleva, come pe’ maggìa.  

Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato.  

Da un pezzo s’è addormita la vecchietta  

Ma quer consijo non l’ho mai scordato.

Come me sento veramente solo    

Io prego la Madonna benedetta          

 E l’anima da sola pija er volo! 

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PENSIERI DI PAPA FRANCESCO

Papa Confes

SUL SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE

 «IL CATTIVO ESEMPIO DI DIO:

PERDONA TROPPO…»

OGNI ASSOLUZIONE È

COME UN GIUBILEO DEL CUORE

  • “LA POSSIBILITÀ DEL PERDONO È DAVVERO APERTA A TUTTI, ANZI È SPALANCATA, COME LA PIÙ GRANDE DELLE ”PORTE SANTE”, PERCHÉ COINCIDE CON IL CUORE STESSO DEL PADRE, CHE AMA E ATTENDE TUTTI I SUOI FIGLI, in modo particolare quelli che hanno sbagliato di più e che sono lontani. La misericordia del Padre può raggiungere ogni persona in molti modi: attraverso l’apertura di una coscienza sincera; per mezzo della lettura della Parola di Dio che converte il cuore; mediante un incontro con una sorella o un fratello misericordiosi”.
  • QUANDO, COME CONFESSORI, CONFESSIONE  CI RECHIAMO AL CONFESSIONALE PER ACCOGLIERE I FRATELLI E LE SORELLE, DOBBIAMO SEMPRE RICORDARCI CHE SIAMO STRUMENTI DELLA MISERICORDIA DI DIO PER LORO; dunque stiamo attenti a non porre ostacolo a questo dono di salvezza! Il confessore è, egli stesso, un peccatore, un uomo sempre bisognoso di perdono; egli per primo non può fare a meno della misericordia di Dio, che lo ha ‘scelto” e lo ha ‘costituito” per questo grande compito.
  •  OGNI ASSOLUZIONE È COME UN GIUBILEO DEL CUORE: “Ogni fedele pentito, dopo l’assoluzione del sacerdote, ha la certezza, per fede, che i suoi peccati non esistono più. Dio è un potente, ma a me piace pensare che ha una debolezza, una cattiva memoria perché poi cancella i peccati. OGNI ASSOLUZIONE È, IN UN CERTO MODO, UN GIUBILEO DEL CUORE, CHE RALLEGRA NON SOLO IL FEDELE E LA CHIESA, MA SOPRATTUTTO DIO STESSO.
  • È importante, dunque, che il confessore sia anche un ‘canale di gioia e che il fedele, dopo aver ricevuto il perdono, non si senta più oppresso dalle colpe, ma possa gustare l’opera di Dio che lo ha liberato, vivere in rendimento di grazie, pronto a riparare il male commesso e ad andare incontro ai fratelli con cuore buono e disponibile”.
  • NEL CONFESSIONALE LA MISERICORDIA DEL PADRE
  1. RICONOSCERSI PECCATORI È UNA GRAZIA. Una grazia che si deve chiedere. Ma da che cosa dobbiamo convertirci? . Chi vive così pensa che non gli manchi niente: «Vado a Messa le domeniche, prego alcune volte, mi sento bene, sono in grazia di Dio, sono ricco» e «non ho bisogno di nulla».
  2. Questo stato d’animo è invece uno stato di peccato perché «la comodità spirituale è uno stato di peccato». E a questi  «il Signore non risparmia parole» e gli dice: «PERCHÉ SEI TIEPIDO STO PER VOMITARTI DALLA MIA BOCCA». 
  3. CI SONO POI I CRISTIANI DELLE APPARENZE E GLI IPOCRITI. «Non ho niente da rimproverarmi: ho una buona famiglia, ho tutto il necessario, sono sposato in chiesa… sono tranquillo». Ma le apparenze sono «il sudario di questi cristiani: si credono vivi, ma sono morti. E il Signore li chiama alla conversione».
  4. POI CI SONO I CORROTTI, «quelli che invece di servire sfruttano, per servire se stessi, passano la vita in mezzo alle scorciatoie dell’opportunismo a prezzo della loro stessa dignità e quella degli altri e mascherano sempre in modo di salvare le apparenze… è una condizione uno stato personale e sociale nel quale uno si abitua a vivere». Tutte queste condizioni sono contro il comandamento dell’Amore. Contro Dio e contro il prossimo e il nostro peccato sempre ha una ricaduta sociale.
  5. IL SUGGERIMENTO DI FRANCESCO: «Pensiamo perciò molto, molto seriamente alla nostra conversione, perché possiamo andare avanti nel cammino della nostra vita cristiana». Nessuno può porre un limite all’amore di Dio che perdona. E per questo il Papa indica continuamente il confronto con il passo di Matteo 25 sul Giudizio finale, perché alla fine saremo giudicati solo sull’amore, con le Beatitudini che sono le colonne del Vangelo e le sette opere di misericordia corporali e spirituali, mettere in pratica le quali significa anche realmente cambiare la società. Vivere la conversione è vivere questo.
  6.  «SONO UN PECCATORE PERDONATO» questa è la definizione che più volte ha dato Francesco di se stesso. Il misero e la misericordia. E la grazia che passa anche per un confessionale, perché attraversare le periferie dell’umanità e le periferie dell’anima vuol dire anche praticare a lungo il ministero della riconciliazione. 
  7. SPESSO, PRIMA DELLA SUA ELEZIONE, PAPA FRANCESCO RESTAVA PER ORE NEI CONFESSIONALI DEI SANTUARI MARIANI, I PORTI DI MARE DELLA NOSTRA UMANITÀ SMARRITA, DOLENTE, FERITA E UMILIATA DAL MALE. Di tanti ha potuto vedere le lacrime e la pace, il ritorno, la conversione.. ..E i confessionali sono il luogo dove si può fare esperienza di questo abbraccio di Dio. .. l’abbraccio dell’infinita misericordia del Padre». 
  8. «NEL CONFESSIONALE TUTTI ANDIAMO A TROVARE UN PADRE, che ci aiuti a cambiare vita e che ci dia la forza di andare avanti, un Padre che ci perdoni in nome di Dio». «IL PERDONO DEI NOSTRI PECCATI NON È QUALCOSA CHE POSSIAMO DARCI NOI. Io non posso dire: mi perdono i peccati. Il perdono si chiede, si chiede a un altro e nella Confessione chiediamo il perdono a Gesù.
  9. IL PERDONO NON È FRUTTO DEI NOSTRI SFORZI, MA È UN REGALO, È UN DONO DELLO SPIRITO SANTO ED È NECESSARIO CONFESSARE UMILMENTE E FIDUCIOSAMENTE I PROPRI PECCATI AL MINISTRO DELLA CHIESA». . «IL SERVIZIO CHE IL SACERDOTE PRESTA COME MINISTRO, DA PARTE DI DIO, PER PERDONARE I PECCATI È MOLTO DELICATO», e richiede alcune condizioni: primo, «che il suo cuore sia in pace, che il sacerdote abbia il cuore in pace»; secondo, «CHE NON MALTRATTI I FEDELI, MA CHE SIA MITE, BENEVOLO E MISERICORDIOSO»; terzo, «CHE SAPPIA SEMINARE SPERANZA NEI CUORI E, soprattutto, sia consapevole che il fratello o la sorella che si accosta al sacramento della Riconciliazione cerca il perdono e lo fa come si accostavano tante persone a Gesù perché le guarisse». Parole anche dure: «Il sacerdote che non abbia questa disposizione di spirito è meglio che, finché non si corregga, non amministri questo Sacramento», perché «TUTTI I FEDELI HANNO IL DIRITTO DI TROVARE NEI SACERDOTI DEI SERVITORI DEL PERDONO DI DIO».
  10.  DOMANI IN DIRETTA RIBADIRÀ QUANTO GLI È NATURALE PER GRAZIA E QUANTO PREDICA DA SEMPRE. SIAMO PECCATORI. ANCHE IL PAPA LO È. MA DIO È PIÙ GRANDE DEL PECCATO. E SOLO ABBANDONANDOSI AL SUO ABBRACCIO POSSONO RINASCERE A NUOVA VITA TUTTE LE COSE
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PREGA OGNI CREATURA

Dal trattato «l’orazione» di Tertulliano, sacerdote

  •  L’orazione è un sacrificio spirituale, che ha cancellato gli antichi sacrifici. Quello che richiede il Signore, l’insegna il vangelo: «È GIUNTO IL MOMENTO, ED È QUESTO, IN CUI I VERI ADORATORI ADORERANNO IL PADRE IN SPIRITO E VERITÀ; PERCHÉ IL PADRE CERCA TALI ADORATORI. DIO È SPIRITO E QUELLI CHE LO ADORANO DEVONO ADORARLO IN SPIRITO E VERITÀ» (Gv 4, 23-24).
  • Noi siamo i veri adoratori e i veri sacerdoti che, pregando in spirito, in spirito offriamo il sacrificio della preghiera, ostia a Dio appropriata e gradita, ostia che egli richiese e si provvide. Essa lava i peccati, respinge le tentazioni, spegne le persecuzioni, conforta i pusillanimi, incoraggia i generosi, guida i pellegrini, calma le tempeste, arresta i malfattori, sostenta i poveri, ammorbidisce il cuore dei ricchi, rialza i caduti, sostiene i deboli, sorregge i forti.  
  • PREGANO ANCHE GLI ANGELI, PREGA OGNI CREATURA. Gli animali domestici e feroci pregano e piegano le ginocchia e, uscendo dalle stalle o dalle tane, guardano il cielo non a fauci chiuse, ma facendo vibrare l’aria di grida nel modo che a loro è proprio.   
  • ANCHE GLI UCCELLI UCCELLQUANDO SI DESTANO, SI LEVANO VERSO IL CIELO, E AL POSTO DELLE MANI APRONO LE ALI IN FORMA DI CROCE E CINGUETTANO QUALCOSA CHE PUÒ SEMBRARE UNA PREGHIERA.  Ma c’è un fatto che dimostra più di ogni altro il dovere dell’orazione. Ecco, questo: CHE IL SIGNORE STESSO HA PREGATO.   A lui sia onore e potenza nei secoli dei secoli. Amen.
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PER SEMPRE o… FINCHÉ DURA?            

  • I LOVE YOU FOREVER:  è una simpatica frase che i giovani innamorati scrivono sui muri… Nella realtà il  “per sempre” fa paura. L’impegno totale e definitivo, ci sembra un carcere. Ci stanchiamo di tutto e di tutti. Preferiamo vivere all’insegna del…”Proviamo”!  Lasciandoci sempre un’ uscita di sicurezza.  
  • Chiediamoci: si può continuare a fare ”prove” per tutta la vita? Vivere “alla giornata”, aiuta a maturare come persone? O ci lascia tutti, giovani e adulti, in balia della nostra instabilità emotiva?
  • Ci può illuminare la figura del “Servo del Signore” di cui ci parla Isaia. In mezzo a mille difficoltà, Egli ha perseverato fino alla fine nella sua missione… Come Gesù che  “Avendo amato i suoi li amò sino alla fine” (Gv. 13,1ss)
  • Un esempio per noi. E un augurio perché la Pasqua che celebriamo nei riti diventi impegno e novità di vita.

 CI AMO’ SINO crocifisso sul mondo1 ALLA FINE

(ISAIA cc. 40-53)

  • Sei vissuto in esilio tra gente disperata. Che fare? «Confortate, confortate il mio popolo! Fate coraggio agli abitanti di Gerusalemme, e annunziate loro: La vostra schiavitù è finita, la vostra colpa perdonata (40,1) 
  • Se soffriamo significa che Dio ci ha abbandonati?   Come un pastore  conduce il suo gregge: prende in braccio gli agnellini, li porta sul petto e ha cura delle pecore che partoriscono, così Dio provvede per il suo popolo». (40,9ss)
  • Siamo vermiciattoli ma… amati da Lui! « Non temere, io sono con te. Non preoccuparti, io sono il tuo Dio. Non temere, sono qui ad aiutarti. Sei piccolo e debole come un verme, ma non temere: io ti aiuterò. Io, il Santo d’Israele, sono colui che ti salva. (41,10ss)
  • Con Lui vicino, il deserto si cambia in sorgente d’acqua?  «Il mio popolo è come povera gente assetata, dalla gola riarsa: cerca acqua ma non ne trova. Io, il Signore, esaudirò la loro preghiera. Non li abbandonerò mai. Trasformerò il deserto in un lago e la terra arida in sorgenti d’acqua. (41,17s)
  • All’inizio di tutto c’è stata una particolare chiamata  di Dio? Ecco il mio servo che io sostengo,  il mio eletto di cui mi compiaccio.  Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni. (42,1)
  • Che metodo usavi per farti ascoltare? Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta. (42,2)
  • Ma eri anche forte? Proclamerà il diritto con fermezza; non verrà meno e non si abbatterà, finché non avrà stabilito il diritto sulla terra; e per la sua dottrina saranno in attesa le isole. (42,4ss)
  • Quale missione speciale ti ha affidato il Signore? Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano; ti ho stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni,  perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre. (42,6ss)
  • LEGGI TUTTO
  1.  7. PANINO MARZO 2016 IL SERVO DEL SIGNORE DEF
  2. 7a. P R O P O S T E DI S. BIAGIO PASQUA 2016

 S. AGOSTINO 

Ora sei tu solo che io amo,  te solo che seguo, te solo che cerco, te solo che mi sento pronto a servire, poiché tu solo governi con giustizia.

Ti prego, accogli il figlio tuo che è fuggito, o Dio amorevole più di ogni padre. Sento che solo da te io devo ritornare. Si apra, grande, dinanzi a me la porta alla quale busso. Insegnami come devo fare per arrivare fino a te. Io non ho nulla se non la mia buona volontà. Ispirami e guidami, traccia una strada davanti a me.

Se è con la fede che ti trovano coloro che si rifugiano in te, donami la fede; se è con la forzadonami la forza; se è con la scienza, donami la scienza. Aumenta in me la fede, aumenta la speranza, aumenta la carità. Quanto meravigliosa e unica è la tua bontà! Sant’Agostino, Accogli tuo figlio, I Soliloqui I, 5 

DALLA CROCE CRISTO GRIDA: HO SETE…

CROCIFISSOcrocifisso4

 Io non sento

che una infinita,

divina   sinfonia

di spiriti, palpitanti

attorno   alla  Croce,

e  la Croce stilla per noi goccia  a goccia,

attraverso i secoli, il sangue divino sparso

 per   ciascuna  anima  umana.  Dalla   Croce

Cristo grida “Sitio”.  Terribile  grido  di  arsura,

che non è della carne, ma è grido di sete di anime.

Scriverò la mia vita con le lacrime e col sangue.

Lume e pace di cuore.

Salirò  il mio Calvario

come agnello mansueto.

Apostolato e martirio

Martirio  e  apostolato.

Soffrire, tacere, pregare

amare, crocifiggersi

 adorare. Lume e

pace di cuore. 

(S. L. Orione)

Scr.63,226

  – 0 DALLA CROCE CRISTO GRIDA SITIO

  • Puoi scaricare Sussidi e materiale   per la spiritualità e la pastorale … Per la quaresima, in particolare:

+ IL CROCIFISSO

+VIA CRUCIS OGGI

+IN QUARESIMA DIGIUNIAMO COSI

+ IL SEGNO DELLA CROCE

+MI CONFESSO COSI’

+ 10 COSE CHE LUI CI CHIEDERA’

+ BALLESTRERO MI HAI FATTO PROPRIO BENE DEF

PREGA COSI’

donalesiani@gmail.com – www.sanbiagiofano.it

“CI HA AMATO SINO ALLA FINE…” “CI HA AMATO SINO ALLA FINE…”

ETERNA E’ LA TUA MISERICORDIA…

PROPOSTE FORMATIVE DI VILLA S. BIAGIO PER LA QUARESIMA DELL’ANNO SANTO DELLA MISERICORDIA

GESU’ CONFIDO IN TE…

ANNO SANTO MISERICORDIA

DIO CI SORRIDE SEMPRE – (Hans Urs von Balthasar)

  • QUANDO PER GIORNI E SETTIMANE , bimbo LA MAMMA PARLA E SORRIDE AL SUO FIGLIO NEONATO, arriva il giorno in cui il bambino risponde alla madre con il primo sorriso. Questo giorno dovrebbe essere festeggiato come un salto di qualità della relazione tra il figlio e la madre.
  • QUESTO E’ CIO’ CHE DIO FA CON L’UOMO, CON NOI. È sempre lui che prende l’iniziativa e ci sorride nel suo amore.
  • DIO NON SI STANCA  se noi rimaniamo a lungo indifferenti, ma forse un giorno, toccati dalla sua grazia, rispondiamo anche noi con il primo sorriso.
  • COSI’ LA GIOIA DI DIO SI COMPIE.

***

Cari amici, iniziamo IL CAMMINO QUARESIMALE, con questo delicato pensiero di Von Balthasar.  Ecco qualche  proposta  di “Villa S. Biagio” in preparazione alla PASQUA DELL’ANNO DELLA MISERICORDIA. Buon cammino NEL DESERTO CON GESU’… Fraternamente dv

figlio 3

MI ALZERÒ E ANDRÒ DA MIO PADRE E DIRÒ

PADRE HO PECCATO.

Alzatosi andò da suo padre

e lo vide, il padre, da lontano;

preso da pietà gli corse incontro

e con grande tenerezza lo baciò.

  • « BISOGNAVA FAR FESTA… perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita » (San Romano il Melode )
  1. «Tuo fratello ha gridato: «Salvami, padre santo!»… Come avrei potuto non avere compassione, non salvare mio figlio che gemeva, che singhiozzava?… Giudicami, tu che mi biasimi… La mia gioia, in ogni tempo, è amare gli uomini… Essi sono la mia creatura: come potrei non averne pietà? Come potrei non avere compassione del suo pentimento? Le mie viscere hanno generato quel figlio di cui ho avuto pietà, io, il Signore e maestro dei secoli. 
  2. «Tutto ciò che è mio è tuo, figlio mio… La fortuna che hai non è diminuita, perché non prendo da essa per far regali a tuo fratello… Di ambedue sono l’unico Creatore, l’unico padre, buono, amante e misericordioso. Onoro te, figlio mio, perché sempre mi hai servito e obbedito; di questi, ho compassione, perché si abbandona interamente al pentimento. Dovevi dunque condividere la gioia di tutti coloro che ho invitato, io, il Signore e maestro dei secoli.
  3. Perciò, figlio mio, rallegrati con tutti gli invitati al banchetto e unisci i tuoi canti a quelli degli angeli, perché questo tuo fratello era perduto ed è stato ritrovato, era morto e, contro ogni aspettativa, è risorto». Sentite queste parole, il figlio maggiore si è lasciato convincere e ha cantato: «Gridate di gioia, voi tutti! ‘Beato l’uomo a cui è rimessa la colpa, e perdonato il peccato’ (Sal 32,1). Ti lodo, o amico degli uomini, tu che hai salvato anche mio fratello, tu, il Signore e maestro dei secoli».

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  • La terza domenica di ogni mese, Villa S. Biagio, IN UNA CATECHESI DI UN’ORETTA (H.11.45)  offre la possibilità di un “VIAGGIO ALLE SORGENTI…” guidati dall’Evangelista Luca. Una semplice introduzione al Nuovo Testamento, in particolare agli Atti degli Apostoli e al Vangelo della Misericordia, il Vangelo di Luca. Piccoli spunti che ci auguriamo possano invogliare ad approfondire, in questo ANNO SANTO,  le radici della nostra fede…

“VIAGGIO ALLE SORGENTI…”

ACQUA CASCATA

“Cristiani non si nasce… Si diventa!” (Tertulliano)

  • STORIA UMANA: gente murata in fondo a un pozzo? “In una storia umana paragonabile a gente che  murata  nel fondo di un pozzo…in continuo  girotondo  in cui tasta disperatamente il muro cieco di una torre circolare, senz’altra gioia che di tenersi per mano ogni tanto, né altra speranza che quella di attendere di morire. Davanti a questa realistica immagine, resta solo la PROMESSA DI DIO:  vengo a tirarvi fuori!!! Vengo ad aprire una breccia nel muro della storia. La risurrezione di Gesù, con la pietra ribaltata, è quell’apertura: vieni, usciamo di qui!”
  • La fede cristiana prende per mano ogni uomo per condurlo verso quella uscita… Verso Gesù il Luogo dove il muro è stato abbattuto ed è dato di rivedere la luce. OGGI IN GESÙ LA SALVEZZA E’ ENTRATA IN QUESTA CASA! (19,9)   La casa della storia umana…!
  •   DAL VANGELO AI “VANGELI”: (evento Gesù – comunità cristiana che vive, prega, annuncia, approfondisce, difende la fede – redazione degli scritti che sorgono  in ambiente liturgico, missionario, apologetico)
  • I VANGELI SINOTTICI: Marco dei catecumeni; Matteo del catechista, Luca del missionario che  “Traduce”  il vangelo  in altre culture     

2. – IN PARTICOLARE CI LASCIAMO GUIDARE DA LUCA: sensibilità umana – preparazione medica – esperienza con Paolo:

3. PROLOGO DA STORICO: Troviamo una comunità di testimoni: vive, prega, scrive

  •  LC 1,1-4 Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli  avvenimenti successi tra di noi, 2 come ce li hanno trasmessi  coloro che ne furono testimoni fin da principio  e divennero  ministri della parola, 3 COSÌ HO DECISO ANCH’IO di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto  ordinato, illustre Teòfilo,  perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
  • In ordine cronologico:
  1. Avvenimenti successi tra di noi
  2. Testimoni oculari ce li hanno trasmessi 
  3. Sono divenuti ministri della parola,
  4. Molti hanno cominciato a scrivere (miracoli- parabole)
  5. Così ho deciso anch’io di fare ricerche accurate
  6. E scriverne per te un resoconto  ordinato
  7. Scopo: fede solida per…DIVENTARE CRISTIANI CONVINTI.

LUCA IN  s. luca …LINEA! (cfr. Lc 1,1ss;  Atti cc. 16 – 28; Ef 2,13; Col 4,13;  Fil.1,21; Atti 4,20)

  •    Paolo ti prese con se e ti coinvolgeva nelle decisioni? Durante la notte apparve a Paolo una visione: gli stava  davanti un Macedone e lo supplicava: “Passa in Macedonia e  aiutaci!”. Dopo che ebbe avuto questa visione, subito cercammo di  partire per la Macedonia, ritenendo che Dio ci aveva chiamati ad  annunziarvi la parola del Signore. (At.16,10)
  •  Dove andavate a cercare la gente? Salpati da Troade, facemmo vela verso Samotracia e il giorno  dopo verso Neapoli e di qui a Filippi… Restammo in questa città alcuni  giorni; il sabato uscimmo fuori della porta lungo il fiume, dove  ritenevamo che si facesse la preghiera, e sedutici rivolgevamo la  parola alle donne colà riunite. 
  • Lidia: donna manager o anche sorella premurosa? C’era ad ascoltare anche una donna  di nome Lidia, commerciante di porpora, una  credente in Dio, e il Signore le aprì il cuore per aderire alle parole di  Paolo. Dopo esser stata battezzata insieme alla sua famiglia, ci  invitò: “Se avete giudicato ch’io sia fedele al Signore, venite ad abitare nella mia casa”. E ci costrinse ad accettare
  • Raccontaci della vostra esperienza ad Atene. Quelli che scortavano Paolo lo accompagnarono fino ad Atene e se ne ripartirono con l’ordine per Sila e  Timòteo di raggiungerlo al più presto. Mentre Paolo li attendeva ad Atene, fremeva nel suo spirito al  vedere la città piena di idoli. … Allora Paolo, alzatosi in mezzo all’Areòpago, disse: Cittadini ateniesi, vedo che in tutto siete molto timorati degli dei. Passando infatti e osservando i monumenti del vostro culto, ho  trovato anche un’ara con l’iscrizione: Al Dio ignoto. Quello che voi  adorate senza conoscere, io ve lo annunzio.
  •  Quale fu la reazione al cuore dell’annuncio cristiano?Dopo esser passato sopra ai tempi dell’ignoranza, ora Dio ordina a tutti gli uomini di tutti i  luoghi di ravvedersi, poiché egli ha stabilito un giorno nel quale  dovrà giudicare la terra con giustizia per mezzo di un uomo che egli  ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti”. Quando sentirono parlare di risurrezione di morti, alcuni lo  deridevano, altri dissero: “Ti sentiremo su questo un’altra volta”. 
  • Eravate un bel gruppetto di compagni di viaggio…Lo accompagnarono Sòpatro di Berèa,  Aristarco e Secondo di Tessalonica, Gaio di Derbe e  Timòteo, e gli asiatici Tìchico e Tròfimo. Questi però, partiti prima  di noi ci attendevano a Troade;noi invece salpammo da Filippi dopo  i giorni degli Azzimi e li raggiungemmo in capo a cinque giorni a  Troade dove ci trattenemmo una settimana. (At. 20,1ss)
  • Ma i cristiani volevano bene a Paolo? Detto questo, si inginocchiò con tutti loro e pregò. Tutti  scoppiarono in un gran pianto e gettandosi al collo di Paolo lo  baciavano, addolorati perché aveva detto che non avrebbero più rivisto il suo volto. E lo accompagnarono fino alla  nave.
  •  Ricordi una scena particolarmente toccante? Quando furon passati quei giorni, uscimmo e ci mettemmo in viaggio, accompagnati da tutti loro  con le mogli e i figli sin fuori della città. Inginocchiati sulla spiaggia  pregammo, poi ci salutammo a vicenda;  noi salimmo sulla nave ed essi  tornarono alle loro case.
  •  Ma nei viaggi facevi il diario di bordo? Appena ci fummo separati da loro, salpammo e per la via  diretta giungemmo a Cos, il giorno seguente a Rodi e di qui a  Pàtara. Giunti in vista di Cipro, ce la  lasciammo a sinistra…giungemmo a Tiro, dove la nave doveva scaricare. Avendo ritrovati i discepoli,  rimanemmo colà una settimana. (At 21,1ss)

 Chiediamoci:

  1. Abbiamo desiderio di approfondire la nostra  fede?  Crediamo in favole consolatorie per bambini e vecchiette o realtà con fondamenti storici seri?
  2. E a livello concreto per noi, cosa cambia nella vita di tutti i giorni? Quali atteggiamenti da credenti coerenti  dovremmo avere oggi?   

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Se vuoi, scriviamoci:  donalesiani@gmail.comwww.sanbiagiofano.it

leggi tutto: A. VIAGGIO ALLE SORGENTI 2016

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CONCHITA 

CONCHITA DEL MESSICO

«Vorrei essere una san­ta…

Questo desiderio sconfinato non mi abban­dona mai

nonostante il peso della mia miseria».

Papa Francesco è appena tornato dal Messico … vogliamo conoscere qualcosa di questa donna MESSICANA – MADRE DI 9 FIGLI…VENERABILE. Potrà farci del bene.

  • Conchita nasce a San Luis Potosì, Messico(1862) settima di undici figli in una famiglia benestante e cristiana. Ella passa la sua infanzia in una hacienda, un podere del Messico di una volta. Questa ragazza, molto graziosa e dotata, è piena di tempera­mento e nello stesso tempo molto sensibile.
  •  El­la ama con passione la musica e andare a caval­lo.   Ai balli e alle feste è una partner molto desi­derata. Però nella sua autobiografia descrive co­me il Signore la cerchi in questo periodo: «In un mondo di lusinghe, di distrazioni e di feste sentivo un vuoto in me… Vivevo un immenso vuoto che pensavo di colmare con il matrimo­nioSignore, io mi sento impotente ad amarti, voglio dunque sposarmi.  Dammi molti figli af­finché essi ti amino meglio di me». Quando Conchita all’età di 21 anni si spo­sa, la sua felicità è perfetta. Durante il pranzo nuziale chiede allo sposo due cose: di lasciarle la libertà di fare la comunione tutti i giorni e di non esserne geloso. 
  •  L’amore reciproco degli sposi, con gli anni aumenta di tenerezza e intensità perché è fondato su una intensa vita di preghiera. Per Conchita l’amore coniugale non è un ostacolo per il suo abbandono a Dio. Ella scrive nel suo diario: «Mai il mio amore per lui (il marito) pieno di tenerezza, mi ha impedito di amare Dio». Nonostante il vero amore, il marito le costa tan­ta pazienza: «Quando ci siamo sposati mio ma­rito aveva un carattere molto violento; era come polvere da sparo; ma appena scomparso il lam­po dell’esplosione, si fermava tutto confuso.  Dopo qualche anno si produsse in lui un tale cambiamento che la sua stessa mamma e le sue sorelle se ne stupirono. Credo che sia stato il lavoro della grazia e dei miei sforzi personali». 
  •   Come moglie e madre si dona totalmente al ma­rito e ai  figli. «Devo formare il cuore dei miei otto figli, lottare contro otto caratteri, mettere via il male, introdurre e sviluppare il bene». Conchita soffrì per tutta la vita di una estrema sensibilità:   «Il mio cuore si affezio­na facilmente alle persone e alle cose. Non soffrivo solo per la morte di una persona ama­ta, bensì già per la lontananza temporanea. Quante lacrime ho versato per questo motivo».
  •  Il 17 settembre 1901 muore inaspettatamente il suo amato sposo«che Dio mi ha dato per se­dici anni, dieci mesi e nove giorni… Un pugna­le attraversava la mia anima senza mitigazione, senza consolazione alcuna. Quella notte il Si­gnore mi presentò il calice e me lo fece bere goccia a goccia, sino in fondo. Durante quei giorni, me ne andavo vicino al tabernacolo per attingervi sostegno e forza. Oh, notte di solitu­dine, di dolori, di sofferenza!». 
  • Oltre alla perdita del marito vive anche la mor­te di quattro dei suoi nove figli. Carlos muore all’età di sei anni; Pedro annega a quattro anni nel pozzo; Pablo muore all’ età di diciotto anni di tifo. Sua figlia Concha entra all’età di 17 anni in una delle congregazioni fondate dalla madre, però muore a trentacinque anni. Suo figlio Manuel entra dai Gesuiti e pronuncia i voti all’età di diciannove anni, poi dai supe­riori viene mandato in Spagna e non torna mai più in Messico.   Però tutte queste sofferenze non sono perdute, bensì diventano fruttuose per tutta la Chiesa. Gesù stesso consola Conchita con queste parole: «Tu sarai madre di un gran numero di figli spirituali, però ti costeranno mille morti da martire». Gesù aveva già iniziato a preparare Conchita durante i felici anni del matrimonio in maniera particolare alla sua missione. Quando aveva 27 anni, Gesù parla per la prima volta al suo cuo­re:  “La tua missione sarà di salvare le anime».   «Sentii chiaramente in fondo alla mia anima, senza possibilità di dubbio queste parole. Non comprendevo come realizzare ciò. Presi deci­sioni molto pratiche, piene di fervore, ripetendo il mio desiderio di amare senza misura colui che è l’Amore. Ma ora bisognava ritornare nel mondo e ai miei doveri, con la necessità di cam­minare attraverso il fuoco senza bruciarmi. Nel medesimo tempo che questa fiamma cresceva nel mio cuore, lo zelo mi divorava e desideravo ardentemente far partecipare ad altri la felicità dei sublimi insegnamenti ricevuti».
  • leggi tutto… – 5. CONCHITA DEL MESSICO

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LA CARITÀ FRATERNA …

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GUARDANDO AL CROCIFISSO

«Specchio della carità» di sant’Aelredo

  •    Non c’è niente che ci spinga ad amare i nemici, cosa in cui consiste la perfezione dell’amore fraterno, quanto la dolce considerazione di quella ammirabile pazienza per cui egli, «il più bello tra i figli dell’uomo» (Sal 44, 3), offrì il suo bel viso agli sputi dei malvagi. Lasciò velare dai malfattori quegli occhi, al cui cenno ogni cosa ubbidisce. Espose i suoi fianchi ai flagelli. Sottopose il capo, che fa tremare i Principati e le Potestà, alle punte acuminate delle spine. Abbandonò se stesso all’obbrobrio e agli insulti. Infine sopportò pazientemente la croce, i chiodi, la lancia, il fiele e l’aceto, lui in tutto dolce, mite e clemente.   Alla fine fu condotto via come una pecora al macello, e come un agnello se ne stette silenzioso davanti al tosatore e non aprì bocca (cfr. Is 53, 7).
  •    CHI, AL SENTIRE QUELLA VOCE MERAVIGLIOSA PIENA DI DOLCEZZA, PIENA DI CARITÀ, PIENA DI INALTERABILE PACATEZZA: «PADRE, PERDONALI», NON ABBRACCEREBBE SUBITO I SUOI NEMICI CON TUTTO L’AFFETTO? «PADRE», DICE, «PERDONALI» (Lc 23, 34).
  • Che cosa si poteva aggiungere di dolcezza, di carità ad una siffatta preghiera? Tuttavia egli aggiunse qualcosa. GLI SEMBRÒ POCO PREGARE, VOLLE ANCHE SCUSARE. «PADRE, DISSE, PERDONALI, PERCHÉ NON SANNO QUELLO CHE FANNO». E invero sono grandi peccatori, ma poveri conoscitori. Perciò: «Padre, perdonali».
  • LO CROCIFIGGONO, MA NON SANNO CHI CROCIFIGGONO, PERCHÉ SE L’AVESSERO CONOSCIUTO, GIAMMAI AVREBBERO CROCIFISSO IL SIGNORE DELLA GLORIA (cfr. 1 Cor 2, 8); perciò: «Padre, perdonali». 
  •    Se l’uomo vuole amare se stesso di amore autentico, non si lasci corrompere da nessun piacere della carne.

PER NON SOCCOMBERE ALLA CONCUPISCENZA DELLA CARNE, ADORAAdorazioneEucaristicaWeb_1680x1050 RIVOLGA OGNI SUO AFFETTO ALLA DOLCEZZA DEL PANE EUCARISTICO. Inoltre per riposare più perfettamente e soavemente nella gioia della carità fraterna, ABBRACCI DI VERO AMORE ANCHE I NEMICI.   PERCHÉ QUESTO FUOCO DIVINO NON INTIEPIDISCA DI FRONTE ALLE INGIUSTIZIE, GUARDI SEMPRE CON GLI OCCHI DELLA MENTE LA PAZIENZA E LA PACATEZZA DEL SUO AMATO SIGNORE E SALVATORE.

BUON PASTORE

IMITIAMO L’ESEMPIO DEL BUON PASTORE

Sant’Astèrio di Amasea, vescovo

  •   «VENITE A ME, VOI TUTTI, CHE SIETE AFFATICATI E OPPRESSI E IO VI RISTORERÒ» (Mt 11, 28). Imitiamo l’esempio che ci ha dato il Signore, il buon Pastore. Contempliamo i vangeli e, ammirando il modello di premura e di bontà in essi rispecchiato, cerchiamo di assimilarlo bene.   Nelle parabole e nelle similitudini vedo un pastore che ha cento pecore.
  • Essendosi una di esse allontanata dal gregge e vagando sperduta, egli non rimane con quelle che pascolavano in ordine, ma messosi alla ricerca dell’altra, supera valli e foreste, scala monti grandi e scoscesi, e, camminando per lunghi deserti con grande fatica, cerca e ricerca fino a che non trova la pecora smarrita. 
  •    DOPO AVERLA TROVATA, gesù buon pastoreGESù3NON LA BASTONA, NÉ LA COSTRINGE A FORZA A RAGGIUNGERE IL GREGGE, MA, PRESALA SULLE SPALLE, E TRATTATALA CON DOLCEZZA, LA RIPORTA AL GREGGE, PROVANDO UNA GIOIA MAGGIORE PER QUELLA SOLA RITROVATA, CHE PER LA MOLTITUDINE DELLE ALTRE. 
  •    Consideriamo la realtà velata e nascosta della parabola. Quella pecora non è affatto una pecora, né quel pastore un pastore, ma significano altra cosa. Sono figure che contengono grandi realtà sacre. Ci ammoniscono, infatti, che non è giusto considerare gli uomini come dannati e senza speranza, e che Non Dobbiamo Trascurare Coloro Che Si Trovano Nei Pericoli, Né Essere Pigri Nel Portare Loro Il Nostro Aiuto, Ma Che È Nostro Dovere Ricondurre Sulla Retta Via Coloro Che Da Essa Si Sono Allontanati E Che Si Sono Smarriti. Dobbiamo rallegrarci del loro ritorno e ricongiungerli alla moltitudine di quanti vivono bene e nella pietà.
  • LEGGI TUTTO IN COMMENTI…

 

P R O P O S T E  DI  “V I L L A   S. B I A G I O”

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PER LA QUARESIMA 2016

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  •  DOMENICA 21 FEBBRAIO:  
  1.  – 10.30 S. MESSA –  Capire e vivere la Messa
  2.  –  11.45: “Viaggio alle Sorgenti…”  CATECHESI SULL’ORIGINE DEI VANGELI(1)
  •     DOMENICA 28 FEBBRAIO                                      
  1. 10.30 S. MESSA –  Capire e vivere la Messa                  
  2.  15.30: Ritiro famiglie: Gesù a casa nostra …E  noi abbiamo tempo per lui?
  •    DOMENICA 6 MARZO :  
  1.    – 9.00: Lodi e Catechesi: “Il Servo del Signore” (Isaia)
  2.    – 10.30:  S. MESSA – Capire e vivere la Messa
  •   DOMENICA 13 MARZO:    – 10.30 S. MESSA –  Capire e vivere la Messa

15 – 16 MARZO – ORE 21

santuario s. g. bPREPARIAMOCI    ALLA PASQUA  

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“Come un padre ha pietà dei suoi figli…”   (Salmi)

Esercizi Spirituali serali al  “Don Orione” – Fano

  •  DOMENICA 20 MARZO:
  1. – 10.30 S. MESSA –  Capire e vivere la Messa                          
  2.  – 11.45: “Viaggio alle Sorgenti…” CATECHESI SULL’ORIGINE DEI VANGELI(2)           
  3. 15.30: Ritiro famiglie: Gesù a casa nostra.E quando il peccato ci… paralizza?

Info: 0721.823.175  donalesiani@gmail.comwww.sanbiagiofano.it

DAVIDE: SANTO, DAVIDE PECCATORE – PENITENTE…?

UNA FIGURA CHE CI AIUTA A RIFLETTERE

IN QUESTO CAMMINO QUARESIMALE…

  • “Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra…”(Gv. 8,1ss)  E’ una delle frasi più note di Gesù. Si, siamo tutti  peccatori. Ma da qualche tempo, l’affermazione non sembra più evidente.  Certo si riconoscono i limiti umani e  le fragilità psicologiche. Ma che c’entra questo con  il peccato? L’uomo moderno non deve rispondere a nessuno del suo operato. E’ autonomo. Davide , il santo profeta straordinariamente buono per molti aspetti. Ma anche debole come noi. Come tutti. Ebbe l’onesta di riconoscerlo e di chiedere perdono a Dio.  “Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia” (Sl.50)                       

 DAVIDE IN…LINEA (Libera rielaborazione…)

  1. Eri un pastorello, ultimo dei tuoi fratelli. Perché sei stato scelto proprio tu? Iesse presentò a Samuele i suoi sette figli… Samuele vide Eliab e disse tra sé: «Ecco davanti al Signore il re da lui scelto».  Ma il Signore gli disse: «Non lasciarti influenzare dal suo aspetto. Quel che vede l’uomo non conta: l’uomo guarda l’apparenza, ma il Signore guarda il cuore». (1Sam 16 10ss)
  • Tutti ricordano la tua lotta con Golia… Perché? Davide prese il suo bastone e si scelse dal torrente cinque pietre ben levigate, le mise dentro la tasca della sua sacca da pastore, poi, con la fionda in mano, si diresse verso il Filisteo.
  • Sulla tua pelle hai sperimentato la violenza dei potenti …Saul continuava a cercarlo per  metterlo a morte giorno dopo giorno. Davide fuggi nel deserto di Zif, e rimase sulle montagne in zone inaccessibili.  (1Sam 23,14)
  • Queste sofferenze ti hanno insegnato ad avere pietà. Anche  per il nemico? Abisai disse a Davide: Oggi Dio mette nelle tue mani il tuo nemico. Lasciami andare: lo inchioderò al suolo con un sol colpo di lancia.  No, – gli rispose Davide, – non ucciderlo: nessuno ha il diritto di colpire il re consacrato dal Signore. (1Sam 26,8ss )
  •  Alla morte del tuo persecutore hai gioito o… hai pianto? Davide si strappò i vestiti e lo stesso fecero i suoi uomini. Fino al tramonto essi celebrarono il lutto: non presero cibo e piansero la morte di Saul e di suo figlio Gionata. (2Sam 1,11)
  • Un giorno però hai sperimentato anche tu l’umana debolezza… Un pomeriggio, dopo aver riposato, Davide andò a passeggiare sul terrazzo della reggia. Di lassù vide una donna che faceva il bagno. Era bellissima.  Davide la mandò a prendere, ebbe rapporti con lei… Quando Betsabea  si accorse di essere incinta, lo mandò a dire a Davide. (2Sam11,1ss)
  • Ti sei assunto le tue responsabilità o hai cercato l’inganno?  Allora Davide mandò a Ioab l’ordine di far venire da lui, a Gerusalemme, Uria l’Ittita. Davide gli chiese se Ioab e l’esercito stavano bene e come andava la battaglia. Poi aggiunse: «Ora va’ a casa tua e goditi un po’ di riposo». Ma Uria si fermò a dormire davanti alla porta della reggia, e non andò a casa sua.
  • Cadendo sempre più in basso… Davide chiese a Uria:  perché non vai a casa tua?  Come potrei andare a casa mia, pranzare e dormire con mia moglie? Non farò mai una cosa simile. Il giorno dopo Davide lo invitò a pranzo, lo fece bere e ubriacare. La sera, Uria andò a dormire sul suo giaciglio; non entrò in casa sua.
  • Hai toccato il fondo… Hai ucciso un uomo innocente! La mattina dopo Davide scrisse una lettera per Ioab e la consegnò a Uria. Nella lettera c’era quest’ordine: «Mettete Uria in prima linea, dove la mischia è più violenta. Poi lasciatelo solo in modo che sia colpito a morte». La moglie di Uria seppe che suo marito era morto e si mise in lutto per lui. Terminato il periodo di lutto, Davide la fece venire in casa sua, la prese in moglie ed essa diede alla luce un bambino. Ma il Signore non approvò quel che Davide aveva fatto. (2Sam11, 14ss)
  • Ma per tua fortuna qualcuno ti fece aprire gli occhi…Il Signore mandò il profeta Natan da Davide. Natan andò e gli disse:   – In una città vivevano due uomini, uno ricco e l’altro povero. Il ricco aveva pecore e buoi in quantità. Il povero aveva soltanto una pecorella che aveva comprato e allevato con cura. Per lui era come una figlia. Un giorno, un ospite di passaggio giunse in casa dell’uomo ricco. Per preparargli il pranzo egli  portò via la pecorella dal povero e la cucinò per l’ospite. Davide andò su tutte le furie contro quel uomo: – Giuro per il Signore, – disse a Natan, – che quell’uomo meriterebbe la morte. (2Sam12,1ss)
  • QUELL’UOMO SEI TU…gli disse Natan. E aggiunse: – Ascolta quel che ti dice il Signore Dio d’Israele: «Io ti ho consacrato re d’Israele e ti ho liberato dagli attacchi di Saul. Tu hai fatto morire in battaglia Uria l’Ittita. Perché hai disprezzato il Signore e hai fatto il male? (2Sam12,7ss)

LEGGI TUTTO …– ANNO VC 5 DOMENICA 14 FEBBRAIO

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LA PREGHIERA È LUCE PER L’ANIMA

S.  Giovanni Crisostomo, vescovo

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  •    LA PREGHIERA, O DIALOGO CON DIO, È UN BENE SOMMO. È, INFATTI, UNA COMUNIONE INTIMA CON DIO. Come gli occhi del corpo vedendo la luce ne sono rischiarati, così anche l’anima che è tesa verso Dio viene illuminata dalla luce ineffabile della preghiera. Deve essere, però, una preghiera non fatta per abitudine, ma che proceda dal cuore.
  •    La preghiera è luce dell’anima, vera conoscenza di Dio, mediatrice tra Dio e l’uomo. L’ANIMA, ELEVATA PER MEZZO SUO IN ALTO FINO AL CIELO, ABBRACCIA IL SIGNORE CON AMPLESSI INEFFABILI. COME IL BAMBINO, CHE PIANGENDO GRIDA ALLA MADRE, L’ANIMA CERCA ARDENTEMENTE IL LATTE DIVINO, BRAMA CHE I PROPRI DESIDERI VENGANO ESAUDITI E RICEVE DONI SUPERIORI AD OGNI ESSERE VISIBILE.

  LEGGI TUTTO IN COMMENTI…

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Cari amici oggi festa della Madonna di Lourdes… Pensando alle edificanti esperienze vissute con i pellegrinaggi degli ammalati… riposiamoci un pò con la candida pagina di Bernadette Soubirous:

UNA SIGNORA MI HA PARLATO
Dalla «Lettera» di santa Maria Bernardetta Soubirous, vergine
(Lettera a P. Gondrand, a. 1861)

  • Un giorno, recatami sulla riva del fiume Gave per raccogliere legna insieme con due fanciulle, sentii un rumore. Mi volsi verso il prato ma vidi che gli alberi non si muovevano affatto, per cui levai la testa e guardai la grotta. VIDI UNA SIGNORA RIVESTITA DI VESTI CANDIDE. Indossava un abito bianco ed era cinta da una fascia azzurra. Su ognuno dei piedi aveva una rosa d’oro, che era dello stesso colore della corona del rosario. A quella vista mi stropicciai gli occhi, credendo a un abbaglio.
  • MISI LE MANI IN GREMBO, DOVE TROVAI LA MIA CORONA DEL ROSARIO. Volli anche farmi il segno della croce sulla fronte, ma non riuscii ad alzare la mano, che mi cadde. Avendo quella Signora fatto il segno della croce, anch’io, pur con mano tremante, mi sforzai e finalmente vi riuscii.
  • COMINCIAI AL TEMPO STESSO A RECITARE IL ROSARIO, mentre anche la stessa Signora faceva scorrere i grani del suo rosario, senza tuttavia muovere le labbra. Terminato il rosario, la visione subito scomparve. ….. Quella Signora mi parlò soltanto la terza volta e mi chiese se volessi recarmi da lei per quindici giorni. Io le risposi di sì. Ella aggiunse che dovevo esortare i sacerdoti perché facessero costruire là una cappella;
  • POI MI COMANDÒ DI BERE ALLA FONTANA. Siccome non ne vedevo alcuna, andavo verso il fiume Gave, ma ella mi fece cenno che non parlava del fiume e mi mostrò col dito una fontana. Recatami là, non trovai se non poca acqua fangosa. Accostai la mano, ma non potei prender niente; perciò cominciai a scavare e finalmente potei attingere un po’ d’acqua;
  • LA BUTTAI VIA PER TRE VOLTE, ALLA QUARTA INVECE POTEI BERLA. La visione allora scomparve ed io me ne tornai verso casa. Per quindici giorni però ritornai colà e la Signora mi apparve tutti i giorni tranne un lunedì e un venerdì, dicendomi di nuovo di avvertire i sacerdoti che facessero costruire là una cappella, di andare a lavarmi alla fontana e di pregare per la conversione dei peccatori.
  • LE DOMANDAI PIÙ VOLTE CHI FOSSE, LOURDES2 MA SORRIDEVA DOLCEMENTE. ALLA FINE, TENENDO LE BRACCIA LEVATE ED ALZANDO GLI OCCHI AL CIELO, MI DISSE DI ESSERE L’IMMACOLATA CONCEZIONE. NELLO SPAZIO DI QUEI QUINDICI GIORNI MI SVELÒ ANCHE TRE SEGRETI, CHE MI PROIBÌ ASSOLUTAMENTE DI RIVELARE AD ALCUNO; COSA CHE IO HO FEDELMENTE OSSERVATO FINO AD OGGI.

PreghieraMALATO-300x263 per i malati

  •  Signore, accogli le preghiere e i lamenti di coloro che soffrono e di quanti si adoperano per alleviarne il dolore.
  • Tu che hai percorso la via del calvario e hai trasformato la croce in segno di amore e di speranza
  • conforta coloro che sono afflitti, soli e sfiduciati. Dona loro:
  • la pazienza sufficiente per sopportare le lunghe attese , il coraggio necessario per affrontare le avversità,
  • la saggezza per accettare ciò che è rimasto irrisolto la fede per confidare nella tua Provvidenza.
  • Benedici le mani, le menti e i cuori degli operatori sanitari perché siano presenze umane e umanizzanti
  • Benedici quanti nelle nostre comunità si adoperano per accompagnare i malati
  • Aiutaci Signore a ricordarci che non siamo nati felici o infelici, ma che impariamo ad essere sereni 
  • a seconda dell’atteggiamento che assumiamo dinanzi alle prove della vita.
  • Guidaci, Signore, a fidarci di Te e ad affidarci a Te.
  • Amen.

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  • R. PERDONACI, SIGNORE: ABBIAMO PECCATO.
  1. Sì, le mie iniquità io le riconosco, il mio peccato mi sta sempre dinanzi. 
  2. Contro di te, contro te solo ho peccato,  quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto. R.
  3. Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. 
  4. Rendimi la gioia della tua salvezza, sostienimi con uno spirito generoso. 
  5. Signore, apri le mia labbra e la mia bocca proclami la tua lode. R.

RICORDATI CHE SEI POLVERE…

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E IN POLVERE RITORNERAI…

  • RICONCILIATEVI CON DIO. ECCO ORA IL MOMENTO FAVOREVOLE. Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
  1. Fratelli, Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.
  2. Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: «Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso». 
  3. Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!
  • VANGELO:  Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Mt 6,1-6.16-18 
  1. In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 
  2. E quando pregate, preghiera11non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 
  3. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». 

+  E’ tempo che rinforziamo i pilastri del nostro edificio spirituale:  preghiera-digiuno-misericordia 

IN QUARESIMA DIGIUNIAMO COSI’…

DIGIUNO111

  • CON LA MENTE: “Amerai il Signore, Dio tuo, con tutta la tua mente”  (Mt 22,37)

– COLTIVA il pensiero di Dio e della sua bontà: Il Signore sia al vertice

dei tuoi pensieri e dei tuoi progetti

– EVITA pensieri frivoli e malevoli verso i fratelli

  •  CON GLI OCCHI  “Se il tuo occhio è limpido, tutto diventa trasparente” ( Mt 6,22)

– GUARDA il mondo, le cose e le persone con occhio limpido e buono

– EVITA Sguardi poco caritatevoli e spettacoli non edificanti

  •  CON GLI ORECCHI “Israele, se tu mi ascoltassi!” (Sl. 81,9)

– ASCOLTA  la Parola del Signore e il fratello che ti chiede qualcosa o ha bisogno di sfogarsi

– NON ASCOLTARE  discorsi vani, osceni o insinuazioni malevoli

  •  CON LA BOCCA “Effatà, apriti…”(Mc. 7,34)

– APRITI  alla lode di Dio e alla preghiera personale, in famiglia o nella comunità

– EVITA  di  parlare male di chi ti fa soffrire…

 LEGGI TUTTO: – In Quaresima DIGIUNIAMO COSI

+ Su che cosa saremo giudicati? Ecco le …10 COSE CHE LUI CI CHIEDERA’… 

 + DIECI COSE CHE LUI CI CHIEDERA’ + IL DIGIUNO CHE PIACE AL SIGNORE donalesiani@gmail.com   visita il sito:  www.sanbiagiofano.it

  • COSA DICE LA BIBBIA SULLA MISERICORDIA DI DIO? giubileo logo bis
  1. I SALMI fanno emergere questa grandezza dell’agire divino:  «Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue infermità, salva dalla fossa la tua vita, ti circonda di bontà e misericordia» (103,3-4).
  2.  Un altro Salmo attesta i segni concreti della misericordia:  «Il Signore libera i prigionieri, il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto, il Signore protegge i forestieri, egli sostiene l’orfano e la vedova, ma sconvolge le vie dei malvagi» (146,79).
  3. E da ultimo:  «Il Signore risana i cuori affranti e fascia le loro ferite…Il Signore sostiene i poveri, ma abbassa fino a terra i malvagi» (147,3.6). Insomma, la misericordia di Dio non è un’idea astratta, ma una realtà concreta con cui Egli rivela il suo amore come quello di un padre e di una madre che si commuovono fino dal profondo delle viscere per il proprio figlio. È un amore “viscerale”. Proviene dall’intimo come un sentimento profondo, naturale, fatto di tenerezza e di compassione, di indulgenza e di perdono.
  •  GESU’ IL VOLTO MISERICORDIOSO  DI DIO?!
  1.  MT 9 10Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. 11Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
  2. Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».
  3. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. 

MISERICORDIAE  VULTUS

ANNO SANTOO

Gesù Cristo è il volto 

della Misericordia del Padre.

  • Gesù Cristo è il volto della misericordia del PadreIl mistero della fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi. Essa è divenuta viva, visibile e ha raggiunto il suo culmine in Gesù di Nazareth. Il Padre, «ricco di misericordia» (Ef 2,4), dopo aver rivelato il suo nome a Mosè come «Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore» (Es 34,6), non ha cessato di far conoscere in vari modi e in tanti momenti della storia la sua natura divina.
  • Nella «pienezza del tempo» (Gal 4,4), Egli mandò suo Figlio nato dalla Vergine Maria per rivelare a noi in modo definitivo il suo amore. Chi vede Lui vede il Padre (cfr Gv 14,9). Gesù di Nazareth con la sua parola, con i suoi gesti e con tutta la sua persona rivela la misericordia di Dio.
  1. leggi tutto:  – BOLLA DELL’APERTURA ANNO SANTO

 

Puoi scaricare Sussidi e materiale   per la spiritualità e la pastorale … Per la quaresima, in particolare: + IL CROCIFISSO +VIA CRUCIS OGGI +IN QUARESIMA DIGIUNIAMO COSI+ IL SEGNO DELLA CROCE +MI CONFESSO COSI’ + 10 COSE CHE LUI CI CHIEDERA’ + BALLESTRERO MI HAI FATTO PROPRIO BENE DEF PREGA COSI’

d.alesiani@virgilio.it – www.sanbiagiofano.it

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CORSI BIBLICI ED ESERCIZI SPIRITUALI

ANNO SANTO DELLA MISERICORDIA

    foto s. biagio1 

 A VILLA S. BIAGIO  2016 

 * 4 – 9 Aprile  2016: Padroni o modelli del gregge?  (1Pietro)   Tempra e cuore dell’apostolo, oggi

* 23 – 25 Aprile 2016: “Tu mi hai rapito il cuore…” (Cantico dei cantici)  Fare famiglia: su quali basi e quali obiettivi?

* 29 Aprile – 1 Maggio 2016:  Che cercate? (Vangelo di Giovanni)   Famiglie in ascolto di Gesù e di santi sposati

* 13 – 18 Giugno 2016: Quando Mosè alzava le mani… (Esodo)  Gioie e fatiche della vita in comunità

* 4 – 9 Luglio 2016: Ora i miei occhi ti vedono…(Giobbe) Le prove della vita: come viverle davanti a Dio?

* 18 – 21 Agosto 2016 Viaggio nella vita… (Tobia)  La vocazione del custodire: cosa comporta?

* 7 – 12 Novembre 2016Consolate il mio popolo (Isaia)    Pastori misericordiosi con l’odore delle pecore

  • Scarica  PROPOSTE Villa S. Biagio 2015-16:  DEPLIANT 2015-16 DEFF
  • INFO E PRENOTAZIONI: donalesiani@gmail.com Tel. 0721.823.175  – www.sanbiagiofano.it

 

ETERNA E’ LA TUA MISERICORDIA… ETERNA E’ LA TUA MISERICORDIA…

“SIAMO NOI IL SOGNO DI DIO…”

“SONO VENUTO PERCHE’ ABBIATE VITA IN ABBONDANZA…” PROPOSTE FORMATIVE DI “VILLA S. BIAGIO” – FEBBRAIO 2016

foto s. biagio1

 Cari amici, la giornata della vita che celebriamo domenica 7 febbraio 2016, nell’Anno santo della Misericordia  prende un suo particolare colore…“Siamo noi il sogno di Dio che, da vero innamorato, vuole cambiare la nostra vita”. Con queste parole , Papa Francesco invita a spalancare il cuore alla tenerezza del Padre, “che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati” e ha fatto fiorire la nostra vita.  

  • Per noi di ” Villa S. Biagio”  poi, la giornata della vita coincide con la FESTA DI S. BIAGIO…

S. BIAGIO 3 FEBR

 PROGRAMMA

  • SABATO 6 FEBBRAIO 2016: SANTA MESSA:  Ore 10.30 – Ore 17.00: S. MESSA PREFESTIVA

  DOMENICA 7 FEBBRAIO 2016

  • Ore 8.30:  SANTA MESSA
  • Ore 11.00:  S. MESSA SOLENNE   Presiede il  nostro Vescovo  ARMANDO TRASARTI   Canta la Corale della Parrocchia del Carmine 
  • Ore 12.45: Pranzo in fraternità  –Ore 15.30: RECITA DEL S. ROSARIO per gli ammalati
  • Ore 16.00: SANTA MESSA DI RINGRAZIAMENTO Concelebrano i sacerdoti dell’opera D. Orione.   Segue rinfresco per tutti.
  1.  Dopo ogni celebrazione: BENEDIZIONE DELLA GOLA…  I Sacerdoti sono disponibili  per le confessioni 
  2.  DURANTE I GIORNI DI FESTA  (dopo le funzioni religiose)  È APERTA UNA MOSTRA DI INCISIONI ARTISTICHE  nel ricordo del  Prof. Toni  Battistini E UNA …“MIRACOLOSA” PESCA DI BENEFICENZA

 Chiediamo al Signore, per intercessione di S. Biagio, 3 GRANDI COSE:  

PACE – SALUTE – GIOIA ETERNA IN PARADISO.

PREGHIAMO COSI  

  • Esaudisci, Signore, la tua famiglia,

    riunita nel ricordo del martire SAN BIAGIO

     donale PACE e SALUTE nella vita presente,

    perché  giunga alla GIOIA DEI BENI ETERNI.  

GESTI CHE…PARLANO:  

Come sapete, dopo ogni S. Messa, si benedice la gola, con le CANDELE: S. BIAGIO3: ci richiamano  la luce di  Cristo  e il nostro   Battesimo.  Poi ognuno prende e porta a casa un PANINOpane benedetto: simbolo della forza che  troviamo in Gesù, Pane di vita per noi nella S. Eucaristia.

  • … in un momento di difficoltà non solo economiche,  S. Biagio, Vescovo e Martirepuò aiutarci a ritrovare e  testimoniare 
  •  i perenni valori della nostra Fede, 
  •  l’impegno per la pace tra i popoli, 
  • il rispetto per tutte le religioni 
  • e la solidarietà con chi è nel bisogno.

DOMENICA 7 FEBBRAIO 2016:

GIORNATA bambino-sulle-ginocchiaDELLA VITA 

 LA VITA È MISERICORDIA:

  • Contagiare di misericordia significa aiutare la nostra società a guarire da tutti gli attentati alla vita. L’elenco è impressionante:     
  • È attentato alla vita la piaga dell’aborto.                                     
  • È attentato alla vita lasciar morire i nostri fratelli sui barconi.                                                                                
  • È attentato alla vita la morte sul lavoro perché non si rispettano le minime condizioni di sicurezza.
  • È attentato alla vita la morte per denutrizione.
  • È attentato alla vita il terrorismo, la guerra, ma anche l’eutanasia.  
  • AMARE LA VITA È SEMPRE PRENDERSI CURA DELL’ALTRO” volere il suo bene, coltivare e rispettare la sua dignità trascendente     
  • Contagiare di misericordia significa affermare che è LA MISERICORDIA IL NUOVO NOME DELLA PACE
  • LA MISERICORDIA FARÀ FIORIRE LA VITA:       
  • – quella dei migranti respinti sui barconi o ai confini dell’Europa,             
  • – la vita dei bimbi costretti a fare i soldati,                                                  
  • – la vita delle persone anziane escluse dal focolare domestico                        
  •  – la vita di chi viene sfruttato da padroni senza scrupoli,                             
  • – la vita di chi non vede riconosciuto il suo diritto a nascere.  
  • Contagiare di misericordia significa osare un cambiamento interiore, attraverso opere di misericordia. Opere di chi esce da se stesso, annuncia l’esistenza ricca in umanità, abita fiducioso i legami sociali, educa alla vita buona del Vangelo e trasfigura il mondo con il sogno di Dio.

PARLIAMONE INSIEME:

  1. Giocare con la vita? Quali secondo te le forme più pericolose e insensate di oggi? Perché succede?
  2. Il corpo: lo adoriamo? Lo roviniamo? Lo curiamo in modo equilibrato? Ha senso esagerare nel mangiare per poi…correre in palestra? Chi comanda a “casa nostra”?
  3. Stiamo tutti molto attenti alla dieta… e la nostra realtà interiore come la nutriamo? (passioni, sentimenti, volontà, socialità…) E la nostra  spiritualità? Morire per alcol-droga-fumogiochi pericolosi e “ammazzarsi” di fatica per serietà e amore di qualcuno…è la stessa cosa?
  4. Giocarsi la vita e investirla tutta per una causa nobile…vale la pena?

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donalesiani@gmail.com  www.sanbiagiofano.it

 

“SIAMO NOI IL SOGNO DI DIO…” “SIAMO NOI IL SOGNO DI DIO…”

E’ LUI LA NOSTRA PACE…

PENSIERI  E PROPOSTE FORMATIVE DI “VILLA S. BIAGIO” PER L’ANNO NUOVO…GENNAIO 2016

PROPOSTE    GENNAIO 2016:

27 GENNAIO 2016

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GIORNATA DELLA MEMORIA

“ IL GOLGOTA DEL MONDO CONTEMPORANEO” 

MESSAGGIO  DI  G. PAOLO II 

  • A) RICORDARE IL PASSATO… 1°- Ricordare deve farsi lezione severa…“…A mezzo secolo di distanza, i singoli, le famiglie, i popoli custodiscono ancora il ricordo di quei sei terribili anni: memorie di paure, di violenze, di penuria estrema, di morte…Col trascorrere del tempo, i ricordi non devono impallidire; devono piuttosto farsi lezione severa per la nostra e le future generazioni”
  • 2°-Pellegrini ai campi di sterminio, ci chiediamo: perchè si giunse a tanto?…Auschwitz, accanto a tanti altri lager, resta il simbolo drammaticamente eloquente delle conseguenze del totalitarismo: Il pellegrinaggio a quei luoghi con la memoria e con il cuore, in questo cinquantesimo anniversario, è doveroso. Mi inginocchio…su questo Golgota del mondo contemporaneo”…
  •  Da tale  meditazione sgorgano interrogativi che l’umanità non può non porsi. Perchè si giunse ad un simile grado di annientamento dell’uomo e dei popoli? Perchè, finita la guerra, non si sono tratte dalla sua amara lezione le dovute conseguenze per l’insieme del continente Europeo?”

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  • IO, ELISA SPRINGER, HO VISTO DIO. Ho visto Dio, percosso e flagellato, sommerso dal fango, inginocchiato a scavare dei solchi profondi sulla terra, con le mani rivolte verso il cielo, che sorreggevano i pesanti mattoni dell’indifferenza.
  • Ho visto Dio dare all’uomo forza, per la sua disperazione, coraggio alle sue paure, pietà alle sue miserie, dignità al suo dolore.     Poi lo avevo smarrito, avvolto dal buio dell’odio e dell’indifferenza, dalla morte del mondo, dalla solitudine dell’uomo e dagli incubi della notte che scendeva su Auschwitz.
  •  Lo avevo smarrito… insieme al mio nome, diventato numero sulla carne bruciata, inciso nel cuore con l’inchiostro del male, e scolpito nella mente, dal peso delle mie lacrime…
  • Lo avevo smarrito… nella mia disperazione che cercava un pezzo di pane, coperta dagli insulti, le umiliazioni, gli sputi, resa invisibile dall’indifferenza, mentre mi aggiravo fra schiene ricurve e vite di morti senza memoria.
  • Ho ritrovato Dio… mentre spingeva le mie paure al di là dei confini del male e mi restituiva alla vita, con una nuova speranza: io ero viva in quel mondo di morti.    Dio era lì, che raccoglieva le mie miserie e sollevava il velo della mia oscurità.   Era lì, immenso e sconfitto, davanti alle mie lacrime.

18 – 25 GENNAIO: SETTIMANA DI PREGHIERA

ECUMENISMO DEF

 PER L’UNITA’ DEI CRISTIANI

Chiamati per annunziare a tutti le opere meravigliose di Dio 

(cfr 1 Pietro 2, 9-10)

25 GENNAIO – CONVERSIONE DI S. PAOLO

S. PAOLO CARAV

L’AMORE DI CRISTO CI SPINGE (2COR 5,14)

1° – L’UOMO 

  •     Per cominciare la nostra conversazione: dove sei nato? “Io  sono un Giudeo di Tarso di Cilicia, cittadino di una città non certo  senza importanza.( Atti c. 21,39)
  • I tuoi hanno potuto mandarti a perfezionare gli studi: dove? Io sono  un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma cresciuto in questa città,  formato alla scuola di Gamaliele nelle più rigide norme della legge  paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi. ( Atti c. 22,3)
  • Una cosa ci incuriosisce: è vero che parlavi diverse lingue? Sul punto di esser condotto nella fortezza, Paolo disse al tribuno: “Posso dirti una parola?”. “Conosci il greco?, disse quello, Allora  non sei quell’Egiziano che in questi ultimi tempi ha sobillato i quattromila ribelli?”. Paolo, stando in piedi sui gradini,  fece cenno con la mano al popolo e, fattosi un grande silenzio, rivolse  loro la parola in ebraico (Atti c. 21,37)
  • Davvero  avevi la cittadinanza romana? Quanto avevi pagato per ottenerla? Il tribuno ordinò di portarlo nella fortezza,  prescrivendo di interrogarlo a colpi di flagello. Ma quando l’ebbero legato con le cinghie, Paolo disse al  centurione: “Potete voi flagellare un cittadino  romano, non ancora giudicato?”. Udito ciò, il centurione corse a  riferire al tribuno: “Che cosa stai per fare? Quell’uomo è un  romano!”.  Allora il tribuno si recò da Paolo e gli domandò:  “Dimmi, tu sei cittadino romano?”. Rispose: “Sì”. Replicò il  tribuno: “Io questa cittadinanza l’ho acquistata a caro prezzo”. Paolo  disse: “Io, invece, lo sono di nascita!”.  (Atti c. 22,20ss) 
  • Ma avevi imparato anche un mestiere manuale?  Paolo si recò da loro (Aquila e Priscilla) e poiché erano del medesimo  mestiere, si stabilì nella loro casa e lavorava. Erano infatti di  mestiere fabbricatori di tende. (Atti c.18,1ss) 
  • E la tua costituzione fisica? s. paolo arte mod Eri anche un bravo nuotatore?  Tre  volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato lapidato, tre  volte ho fatto naufragio, ho trascorso un giorno e una notte in balìa delle  onde.  Viaggi innumerevoli, pericoli di fiumi, pericoli di briganti, pericoli nel deserto, pericoli sul mare, pericoli da parte di falsi fratelli;   fatica e travaglio, veglie senza numero, fame e sete, frequenti digiuni,  freddo e nudità( 2Cor.11,25)

 2. IL PERSECUTORE ATTERRATO… S. PAOLO1

  • Ci risulta che  infuriavi contro la Chiesa. Perché? Saulo era fra coloro che approvarono l’uccisione di Stefano. Persone pie  seppellirono Stefano e fecero un grande lutto per lui. Saulo intanto  infuriava contro la Chiesa ed entrando nelle case prendeva uomini e  donne e li faceva mettere in prigione.Quelli però che erano stati dispersi andavano per il paese e  diffondevano la parola di Dio. ( At. 8,1s) 
  • Raccontaci di quel viaggio che ti ha cambiato la vita… Saulo frattanto, sempre fremente minaccia e strage contro i  discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli  chiese lettere per le sinagoghe di Damasco al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme uomini e donne,  seguaci della dottrina di Cristo, che avesse trovati. E avvenne che,  mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce che gli  diceva: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”.  (Atti c.  9,1ss)
  • Chi ti buttò a terra, cosa ti disse? “Io sono Gesù, che tu perseguiti!  Orsù, alzati  ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare”. Saulo si alzò da terra ma, aperti gli  occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a  Damasco,  dove rimase tre giorni senza vedere e senza prendere né  cibo né bevanda.
  • Saulo, fratello mio…Uno che tu volevi far fuori, ti chiamò così?  Ora c’era a Damasco un discepolo di nome Anania e il Signore in  una visione gli disse: “Anania!”. Rispose: “Eccomi, Signore!”. “Su, và sulla strada chiamata Diritta, e cerca nella casa  di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco sta pregando. Anania andò, entrò  nella casa, gli impose le mani e disse: Saulo, fratello mio, mi ha  mandato a te il Signore Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale  venivi, perché tu riacquisti la vista e sia colmo di Spirito Santo”. E  improvvisamente gli caddero dagli occhi come delle squame e  ricuperò la vista; fu battezzato,  poi prese cibo e le forze gli  ritornarono.

« IO, CHE PER L’INNANZI ERO STATO   UN BESTEMMIATORE, UN PERSECUTORE…

MI È STATA USATA MISERIORDIA »  (1Tm 1,13)

LA CONVERSIONE DI SAN PAOLO

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 S. GIOVANNI CRISOSTOMO

San Giovanni Crisostomo (ca 345-407

  • Dobbiamo sempre tenere a mente quanto tutti gli uomini siano circondati da tante testimonianze del medesimo amore di Dio. Se la giustizia avesse preceduto la penitenza, l’universo sarebbe stato annientato. Se Dio fosse stato pronto al castigo, la Chiesa non avrebbe conosciuto l’apostolo Paolo; non avrebbe ricevuto un tale uomo nel suo seno.
  • LA MISERICORDIA DI DIO HA TRASFORMATO IL PERSECUTORE IN APOSTOLO; HA CAMBIATO IL LUPO IN PASTORE E HA FATTO DI UN PUBBLICANO UN EVANGELISTA (MT 9,9). È LA MISERICORDIA DI DIO, COMMOSSA DAL NOSTRO DESTINO, CHE CI HA TRASFORMATI TUTTI; E CI CONVERTE .  Vedendo l’ingordo di ieri mettersi oggi a digiunare, il bestemmiatore di un tempo parlare di Dio con rispetto, l’ignobile di una volta non aprire più la bocca se non per lodare Dio, possiamo ammirare la misericordia del Signore. Sì, fratelli, se Dio è buono con tutti, lo è particolarmente nei riguardi dei peccatori. … E QUESTO NE È IL MOTIVO: SPAVENTARE IL PECCATORE, SOPRATTUTTO IL PECCATORE INCALLITO, SAREBBE PRIVARLO DI OGNI FIDUCIA, FARLO AFFONDARE NELLA DISPERAZIONE; ADULARE IL GIUSTO, SAREBBE DIMINUIRE IL VIGORE DELLA SUA VIRTÙ, SPINGERLO AD ALLENTARE IL SUO ZELO. DIO È INFINITAMENTE BUONO! IL SUO TIMORE È LA SALVAGUARDIA DEL GIUSTO, E LA SUA CLEMENZA CONVERTE IL PECCATORE.
  • LEGGI TUTTO IN COMMENTI…

– TEMPRA E CUORE D. ORIONE d.-orione DELL’APOSTOLO PAOLO

 “Don Orione ebbe la tempra e il cuore

dell’Apostolo Paolo, tenero e sensibile fino alle lacrime,

infaticabile e coraggioso fino all’ardimento,

tenace e dinamico fino all’eroismo.

Mirabile è Dio nei suoi santi”

(Giovanni Paolo II)

– IL GRANDE SEGRETO  Rapporto vitale con Cristo

S. PAOLO: “Sono stato crocifisso con  Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita  nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me(Gal 2,20)

DON ORIONE :  “Le mie regole voi non le conoscete, ma voi conoscete la mia vita …Un cuore senza confini perché dilatato dalla carità del mio Dio Gesù crocifisso.” (Scr.102,32)

  • Esperienza d’amore

S. PAOLO:   “Una notte in visione il Signore disse a Paolo: “Non aver paura,  ma continua a parlare e non tacere,  perché io sono con te, nessuno  cercherà di farti del male”(At 18,9s).                                          

DON ORIONE:Era una sera, quando sono entrato nella chiesuola del mio paese e posi la testa ai piedi di quel vecchio Crocifisso, che è là, entrando, quando: Gesù è con te!  mormorò vicino al mio cuore il Signore: sono qui ad amarti per tutti.!  (Scr.69,211)

UN PROGRAMMA DI VITA:     Vorrei farmi cibo spirituale per i miei fratelli… che hanno fame e sete di verità e di Dio; vorrei vestire di Dio gli ignudi, dare la luce di Dio ai ciechi, aprire i cuori alle innumerevoli miserie umane e farmi servo dei servi distribuendo la mia vita ai più indigenti e derelitti; vorrei diventare lo stolto di Cristo e vivere e morire della stoltezza della carità per i miei fratelli!   Amare sempre e dare la vita cantando l’Amore! Spogliarmi di tutto! Seminare la carità lungo ogni sentiero; seminare Dio in tutti i modi, in tutti i solchi; inabissarmi sempre infinitamente e volare sempre più alto infinitamente, cantando Gesù e la Santa Madonna e non fermarmi mai.   Fare che i solchi diventino luminosi di Dio; diventare un uomo buono tra i miei fratelli; abbassare, stendere sempre le mani e il cuore a raccogliere pericolanti debolezze e miserie e porle sull’altare, perché in Dio diventino le forze di Dio e grandezza di Dio.  Gesù è morto con le braccia aperte. È Dio che si è abbassato e immolato con le braccia aperte. Carità! Voglio cantare la carità! Avere una gran pietà per tutti! 036PG

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LA DEVOZIONE s. francesco di sales filotea È POSSIBILE

IN OGNI VOCAZIONE E PROFESSIONE

S. Francesco di Sales

  •  La devozione deve essere praticata in modo diverso dal gentiluomo, dall’artigiano, dal domestico dal principe, dalla vedova, dalla donna non sposata e da quella coniugata. Dimmi, Filotea, sarebbe conveniente se il vescovo volesse vivere in una solitudine simile a quella dei certosini? E se le donne sposate non volessero possedere nulla come i cappuccini?    No, Filotea, la devozione non distrugge nulla quando è sincera con gli impegni di qualcuno, è senza dubbio falsa.
  • L’ape trae il miele dai fiori senza sciuparli, lasciandoli intatti e freschi come li ha trovati. Tutte le pietre preziose, gettate nel miele, diventano più splendenti, ognuna secondo il proprio colore, così ogni persona si perfeziona nella sua vocazione, se l’unisce alla devozione. La cura della famiglia è resa più leggera, l’amore fra marito e moglie più sincero, il servizio del principe più fedele, e tutte le altre occupazioni più soavi e amabili.
  • È un errore, anzi un’eresia, voler escludere l’esercizio della devozione dell’ambiente militare, dalla bottega degli artigiani, dalla corte dei principi, dalle case dei coniugati.  Perciò dovunque ci troviamo, possiamo e dobbiamo aspirare alla vita perfetta.

leggi tutto in commenti…

PAPA FRANCESCO  E IL DIALOGO ECUMENICO

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RISCOPRIRE IL BATTESIMO, SENZA DIVISIONI

  •  “Al centro della cattedrale luterana di Riga vi è un fonte battesimale che risale al XII secolo, al tempo in cui la Lettonia fu evangelizzata da san Mainardo. Quella fonte è segno eloquente di un’origine di fede riconosciuta da tutti i cristiani della Lettonia, cattolici, luterani e ortodossi”. 
  • “La Prima Lettera di Pietro è rivolta alla prima generazione di cristiani per renderli consapevoli del dono ricevuto col battesimo e delle esigenze che esso comporta”,  “Anche noi, in questa Settimana di preghiera, siamo invitati a riscoprire tutto questo, e a farlo insieme, andando al di là delle nostre divisioni”. 
  • “Quando noi cristiani diciamo di condividere un solo battesimo, affermiamo che tutti noi – cattolici, protestanti e ortodossi – condividiamo l’esperienza di essere chiamati dalle tenebre all’incontro con il Dio vivente, pieno di misericordia” ha ricordato il Papa, che nell’udienza di oggi si è soffermato sul legame tra l’ecumenismo e la misericordia, tema del Giubileo. “Tutti facciamo esperienza dell’egoismo, che genera divisione, chiusura, disprezzo”, “Ripartire dal battesimo vuol dire ritrovare la fonte della misericordia, fonte di speranza per tutti, perché nessuno è escluso dalla misericordia di Dio”.
  • “La condivisione di questa grazia crea un legame indissolubile tra noi cristiani, così che, in virtù del battesimo, possiamo considerarci tutti realmente fratelli”. “La misericordia di Dio, che opera nel Battesimo, è più forte delle nostre divisioni”. “Nella misura in cui accogliamo la grazia della misericordia – ha assicurato il Papa – noi diventiamo sempre più pienamente popolo di Dio, e diventiamo anche capaci di annunciare a tutti le sue opere meravigliose, proprio a partire da una semplice e fraterna testimonianza di unità. Noi cristiani possiamo annunciare a tutti la forza del Vangelo impegnandoci a condividere le opere di misericordia corporali e spirituali. Questa è una testimonianza concreta di unità”.
  • “Portare la misericordia in ogni parte della terra”: è questa,  la “missione comune” dei cristiani. “Tutti noi cristiani, per la grazia del battesimo, abbiamo ottenuto misericordia da Dio e siamo stati accolti nel suo popolo. Tutti, cattolici, ortodossi e protestanti, formiamo un sacerdozio regale e una nazione santa”,  “Questo significa  che abbiamo una missione comune, che è quella di trasmettere la misericordia ricevuta agli altri, partendo dai più poveri e abbandonati”. “Durante questa Settimana di preghiera, preghiamo affinché tutti noi discepoli di Cristo troviamo il modo di collaborare insieme per portare la misericordia del Padre in ogni parte della terra”,

«NON C’E’ SANTO SENZA PASSATO… 

NE’ PECCATORE SENZA FUTURO»

 

papa con3piantano ulivo

  1. Il dialogo ecumenico: Con quali atteggiamenti?   L’impegno ecumenico risponde alla preghiera del Signore Gesù che chiede che « tutti siano una sola cosa» (Gv 17,21).  Dobbiamo sempre ricordare che siamo pellegrini, e che peregriniamo insieme. A tale scopo bisogna affidare il cuore al compagno di strada senza sospetti, senza diffidenze, e guardare anzitutto a quello che cerchiamo: la pace nel volto dell’unico Dio.
  2. Imparare gli uni dagli altri?  Sono tante e tanto preziose le cose che ci uniscono! Quante cose possiamo imparare gli uni dagli altri! Non si tratta solamente di ricevere informazioni sugli altri per conoscerli meglio, ma di raccogliere quello che lo Spirito ha seminato in loro come un dono anche per noi. 
  3. Per esempio?  Solo per fare un esempio, nel dialogo con i fratelli ortodossi, noi cattolici abbiamo la possibilità di imparare qualcosa di più sul significato della collegialità episcopale e sulla loro esperienza della sinodalità. 
  4. E con gli Ebrei,  quale dialogo è possibile?  Uno sguardo molto speciale si rivolge al popolo ebreo, la cui Alleanza con Dio non è mai stata revocata, perché «i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili» (Rm 11,29). Crediamo insieme con loro nell’unico Dio che agisce nella storia, e accogliamo con loro la comune Parola rivelata.
  5.  Come guardare alle incomprensioni del passato?  L’affetto che si è sviluppato ci porta sinceramene ed amaramente a dispiacerci per le terribili persecuzioni di cui furono e sono oggetto…
  6. Quali grandi valori ci uniscono?  Dio continua ad operare nel popolo dell’Antica Alleanza  Anche la Chiesa si arricchisce quando raccoglie i valori dell’Ebraismo. … esiste una ricca complementarietà che ci permette di leggere insieme i testi della Bibbia ebraica e aiutarci vicendevolmente a sviscerare le ricchezze della Parola, come pure di condividere molte convinzioni etiche e la comune preoccupazione per la giustizia e lo sviluppo dei popoli.  (Evangelii Gaudium, 2013).

INDICAZIONI   ECUMENICHE

  •  “Ebrei, cristiani e musulmani udranno l’invito di Abramo a riconciliarsi per contribuire alla salvezza di un mondo minacciato di morte? Uniti, offriranno una mano finalmente fraterna ai loro fratelli dell’Asia e dell’Africa, così come alle masse atee dell’occidente e dell’oriente, votate alle banalità del materialismo mediatico? La salvezza del mondo dipende oggi,  dalla scelta di ognuno di noi  e di noi tutti insieme. Potremmo salvare questo  mondo in perdizione se solo fossimo capaci di amare” (Chouraqui)
  •  NEL RAPPORTO CON GLI ALTRI    Curare il dialogo del “et-et”  della complementarietà non atteggiamenti da “aut-aut”    Con passione per la carità abituandoci ad una delicata correzione fraterna e al perdono reciproco ricordando il comando del Signore  (MT 5,23s)   Attitudine di apprezzamento e riconoscenza a Dio per i doni dell’altro che sono sempre per l’utilità comune!!! cfr. 1Cor 12,7

COL CUORE DI  DON ORIONEdon orione e bambini argentini

  1.  I bei giorni della Chiesa  « Felici gli occhi che vedranno l’Occidente e l’Oriente unirsi per formare i bei giorni della Chiesa! » Nulla resisterà alla carità di Gesù Cristo e del suo Vicario. E ciascuno avrà un cuore vivo di Dio, si sentirà e sarà operaio di Dio. E quella sarà l’ora di Dio, sarà la grande giornata di Gesù Cristo, Signore, Salvatore e Dio nostro! E Gesù vincerà il mondo così: nella carità, nella misericordia. (Lett. I, 310) 
  2. Ecumenismo della carità: “È venuto da me un signore, il quale mi ha detto: – Voglio fondare un Ospizio Cattolico, e lei si sente di mandarmi i suoi preti? – Ed io: – Se per cattolico intende universale, cioè dove si possono accettare tutti, sì che accetto di mandare il personale; ma se vuole fondare un Ospedale esclusivamente per i cattolici, no che non accetto – (e fa segno con la testa e con la mano). Tenete a mente queste parole, perché, quando si presenta uno che ha un dolore, non si stà lì a domandare se ha il battesimo, ma se ha un dolore. “ Parola VIII, 19- 196

17 GENNAIO: 

GIORNATA DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO:

EBREI-CRISTIANI1                    anno santo

“Il Verbo che si è fatto carne

è davvero il “bacio” di Dio

all’umanità assetata di amore”

E’ LUI LA NOSTRA PACE

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  • I NOSTRI FRATELLI MAGGIORI: Le radici ebraiche della fede cristiana

  1.  L’ebraicità di Gesù – La madre di Gesù è una giovane ebrea, figlia di genitori ebrei che osservano gli insegnamenti della legge mosaica e partecipano al culto divino. Giuseppe, lo sposo di Maria, è un ebreo della stirpe di Davide.Gesù è quindi nato in una famiglia di ebrei osservanti ed è nato a Betlemme di Giudea, come aveva predetto il profeta Michea (5,1). Il fatto che Gesù appartenga al popolo ebraico non è marginale, ma è essenziale, perché “Israele è il popolo sacerdotale di Dio, colui che ‘porta il Nome del Signore’.[1] Ad Israele Dio ha donato la Torah, la sua Parola viva ed eterna che i Maestri ebrei definiscono il “bacio” di Dio agli uomini.
  2. L’evangelista Matteo ritiene così importanti le origini ebraiche di Gesù da iniziare il suo Vangelo con la “Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda…”, e così fino ad arrivare a Giuseppe, sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù.
  3. Qualche episodio significativo sull’ebraicità di Gesù: Otto giorni dopo la sua nascita, Gesù viene presentato dai suoi genitori al tempio di Gerusalemme dove viene offerto al Signore e circonciso, secondo la Legge di Mosè (Lc 2,21).2) – Quando poi Gesù raggiunge l’età stabilita dalla Legge, diventa “figlio del precetto” col rito del bar-mizvah, che segna l’ingresso nel mondo degli adulti di ogni ragazzo ebreo. Il Vangelo di Luca riporta l’episodio di Gesù giovinetto che fu ritrovato dai suoi genitori nel tempio di Gerusalemme “seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava” (2,46); – I Vangeli raccontano anche che Gesù, come tutti gli ebrei osservanti, si recava a Gerusalemme, tre volte l’anno, per le feste di Pèsach (Pasqua), Shavuòt (Pentecoste) e Sukkòt (Capanne).
  4. Luca, nel suo Vangelo, dice che Gesùinsegnava nelle loro sinagoghe e tutti ne facevano grandi lodi”.[2] Poi aggiunge: “ Si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto: Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore. Poi arrotolò il volume, lo consegnò all’inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui”.[3]  
  5. – Gesù, come tutti i maestri della Torah, insegnava stando seduto, e parlava “come uno che ha autorità”, suggellando i suoi detti con la parola: “Amen!” ( “così è!”, “senza alcun dubbio!”). Egli stesso dirà: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento”.
  6. Noi, come gli apostoli e i discepoli di Gesù, crediamo in “colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i profeti”.[4]  E quando recitiamo i Salmi, ci rivolgiamo a Dio con le stesse parole con cui il Figlio di Dio conversava col Padre suo. I Salmi con cui la Chiesa prega sono i Salmi di Israele; sono gli stessi con cui  pregava e prega il popolo ebraico. Il Padre Nostro, la preghiera che Gesù ha insegnato ai suoi discepoli, così cara a noi cristiani, ha le sue fonti ebraiche, tant’è che un ebreo non avrebbe alcuna difficoltà a recitarla con noi. La Liturgia cristiana è intessuta di Sacra Scrittura. “Massima è l’importanza della Sacra Scrittura nella celebrazione liturgica.  Possiamo anche affermare che la struttura complessiva della Messa, la preghiera eucaristica, la benedizione del pane e del vino sono di derivazione ebraica, attualizzate con significato nuovo, pasquale. E’ nel contesto della pasqua ebraica che l’ebreo Gesù ci ha lasciato il memoriale della sua pasqua. Gesù è sempre stato ebreo. Egli ha sempre vissuto da ebreo osservante, fino alla morte. Sulla sua croce i Romani hanno scritto: “Gesù nazareno, re dei Giudei”.
  7.  papa muro pianto «La religione ebraica non ci è “estrinseca” ma, in un certo senso, è “intrinseca” alla nostra religione. Noi abbiamo dunque verso di lei dei rapporti che non abbiamo con nessun’altra religione. Voi siete i nostri fratelli preferiti e, in un certo senso, si potrebbe dire i nostri fratelli maggiori». Il Rabbi di Nazaret, è “nostro fratello maggiore”. Egli è la Parola di Dio che si è fatta carne nel grembo di una fanciulla ebrea.  E’ il nostro Maestro che, come ai discepoli di Emmaus, svela alla Chiesa il senso profondo delle Scritture d’Israele. Il Verbo che si è fatto carne è davvero il “bacio” di Dio all’umanità assetata di amore.

 

TESTIMONI DI PACE

 BENEDETTA BIANCHI PORRO2

BENEDETTA BIANCHI PORRO

Nacque a Dovadola (Forlì) l’8-8-1936Benedetta ha spezzato con l’amore la sua solitudine: crocefissa ha cantato le meraviglie della vita, ha dimenticato se stessa per gli altri, ha vissuto il dolore come mistero d’amore e fonte di grazia.A tutti ha donato la speranza. La sua fede ha operato prodigi. La sua esistenza terrena si chiuse il 23-1-1964, a Sirmione. Possiamo accostarci a Benedetta leggendo una sua lettera.

  • Sirmione, 1963: Caro Natalino, in « Epoca » è stata riportata una tua lettera. Attraverso le mani, la mamma me l’ha letta. Sono sorda e cieca, perciò le cose, per me, diventano abbastanza difficoltose. Anch’io come te ho ventisei anni, e sono inferma da tempo. Un morbo mi ha atrofizzata quando stavo per coronare i miei lunghi ami di studio: ero laureanda in medicina a Milano. 
  • Accusavo da tempo una sordità che i medici stessi non credevano all’inizio. Ed io andavo avanti così non creduta e tuffata nei miei studi che amavo disperatamente. Avevo diciassette anni quando ero già iscritta all’Università. Poi il male mi ha completamente arrestata quando avevo quasi terminato lo studio: ero all’ultimo esame. E la mia quasi laurea mi è servita solo per diagnosticare me stessa, perché ancora (fino allora) nessuno aveva capito di che si trattasse.
  • Fino a tre mesi fa godevo ancora della vista; ora è notte. Però nel mio calvario non sono disperata. Io so che in fondo alla via Gesù mi aspetta. Prima nella poltrona, ora nel letto, che è la mia dimora, ho trovato una sapienza più grande di quella degli uomini.
  •  Ho trovato che Dio esiste ed è amore, fedeltà, gioia, certezza, fino alla consumazione dei secoli. Fra poco io non sarò più che un nome; ma il mio spirito vivrà qui fra i miei, fra chi soffre, e non avrò neppure io sofferto invano. E tu, Natalino, non sentirti solo. Mai. Procedi serenamente lungo il cammino del tempo e riceverai luce, verità: la strada sulla quale esiste veramente la giustizia, che non è quella degli uomini, ma la giustizia che Dio solo può dare.
  • Le mie giornate non sono facili; sono dure, ma dolci, perché Gesù è con me, col mio patire, e mi dà soavità nella solitudine e luce nel buio. Lui mi sorride e accetta la mia cooperazione con Lui. Ciao, Natalino, la vita è breve, passa velocemente. Tutto è una brevissima passerella, pericolosa per chi vuole sfrenatamente godere, ma sicura per chi coopera con Lui per giungere in Patria. Ti abbraccio. Tua sorella in Cristo. Benedetta
  • Io credo all’amoreIo so di non essere sola: nel mio silenzio, nel mio deserto, mentre cammino, Lui è qui: mi sorride, mi precede, mi incoraggia a portare a Lui qualche piccola briciola d’amore. Prima nella poltrona, ora nel letto che è la mia dimora, ho trovato una sapienza più grande di quella degli uomini.
  • Ho trovato che Dio esiste ed è amore, fedeltà, gioia, certezza, fino alla consumazione dei secoli. Le mie giornate non sono facili; sono dure ma dolci, perché Gesù è con me, col mio patire, e mi dà soavità nella solitudine e luce nel buio: Lui mi sorride e accetta la mia cooperazione con Lui. Quanto a me sto come sempre, ma da quando so che c’è Chi mi guarda lottare cerco di farmi forte: com’è bello così! Io credo all’Amore disceso dal Cielo, a Gesù Cristo e alla sua Croce gloriosa.Sì, io credo all’Amore.
  • Þ      Tu mi hai prevenuta, o Signore, ed io devo amarti molto.Þ   Grazie, o Signore, per i bambini: com’è bello guardare l’innocenza.Þ   Apro il messale e trovo: “noi ci possiamo gloriare solo nella Croce di nostro Signore”. Cioè solo nel dolore, perché “questo è nostro”.Þ   Tu riempi l’universo e tutto grida le tue meraviglie. Tuo è questo cielo pieno di sole! Ogni cosa buona e bella, da Te procede…Þ  Ho letto: “bisogna rinnovarsi sull’altare che ci è offerto“.Þ  Valore purificatore della preghiera: è un’ancora fra le onde e un arcobaleno dopo il temporale.Þ  Valore del dolore: senza il Calvario non è possibile alcuna cosa. Se il seme non muore, non porta frutto. è Dio che dà valore al nostro sacrificio, bisogna credere come Abramo.
  •  +++++++++++++++++++++++++++++++

mani congiunte

GLI HO CHIESTO LA FORZA  
e Dio mi ha dato difficoltà per rendermi forte.
Gli ho chiesto la saggezza
e Dio mi ha dato problemi da risolvere.
Gli ho chiesto la prosperità
Gli ho chiesto il coraggio
e Dio mi ha dato pericoli da superare.
Gli ho chiesto l’Amore
e Dio mi ha affidato persone bisognose da aiutare.
Gli ho chiesto favori
e Dio mi ha dato opportunità.
Non ho ricevuto nulla di ciò che volevo
ma tutto quello di cui avevo bisogno.
La mia preghiera è stata ascoltata.

 Antica poesia indiana

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DOMENICA 10 GENNAIO 2016

BATTESIMO2

BATTESIMO DI GESU’…

 S. IPPOLITO, SACERDOTE

  • Gesù venne da Giovanni e ricevette da lui il battesimo. OH FATTO CHE RIEMPIE DI STUPORE! La sorgente incontenibile, da cui sgorga la vita per tutti gli uomini ed è perenne, si immerge in un filo d’acqua scarsa e fugace. Ed ecco, gli si aprono i cieli e risuona una voce che dice: «QUESTI È IL FIGLIO MIO PREDILETTO, NEL QUALE MI SONO COMPIACIUTO» (MT 3, 17).
  • «Questi è il mio Figlio prediletto»: prova la fame, EGLI CHE NUTRE UN NUMERO INFINITO DI CREATURE;  è affranto dalla stanchezza, EGLI CHE RISTORA GLI AFFATICATI;  non ha dove posare il capo, EGLI CHE TUTTO SOSTIENE NELLE SUE MANI; soffre, egli che guarisce ogni sofferenza; È Schiaffeggiato, EGLI CHE DONA AL MONDO LA LIBERTÀ.
  • Ma, vi prego, prestatemi molta attenzione: voglio ritornare alla fonte della vita e contemplare la sorgente di ogni rimedio.    Il Padre dell’immortalità inviò nel mondo il Figlio e Verbo immortale, che venne tra gli uomini per lavarli nell’acqua e nello Spirito, e, per rigenerarci nell’anima e nel corpo alla vita eterna, insufflò in noi lo Spirito di vita.
  • Perciò io proclamo come un araldo: Venite, tribù e popoli tutti, all’immortalità del battesimo. Questa è l’acqua associata allo Spirito Santo per mezzo del quale è irrigato il paradiso, la terra diventa feconda, le piante crescono, ogni essere animato genera vita; e per esprimere tutto in poche parole, è l’acqua mediante la quale riceve vita l’uomo rigenerato, con la quale Cristo fu battezzato, nella quale discese lo Spirito Santo in forma di colomba.
  • CHI SCENDE CON FEDE  BATTESIMO ADULTIIN QUESTO LAVACRO DI RIGENERAZIONE, RINUNZIA AL DIAVOLO E SI SCHIERA CON CRISTO, rinnega il nemico e riconosce che Cristo è Dio, si spoglia della schiavitù e si riveste dell’adozione filiale, ritorna dal battesimo splendido come il sole ed emettendo raggi di giustizia; ma, e ciò costituisce la realtà più grande, ritorna figlio di Dio e coerede di Cristo.
     BENEDIZIONE

confes

(Anselm Grun)

Il Dio buono e misericordioso ti benedica,
ti avvolga della sua presenza d’Amore e di guarigione.
Ti sia vicino quando esci e quando entri,
ti sia vicino quando lavori. Faccia riuscire il tuo lavoro.
Ti sia vicino in ogni incontro e ti apra gli occhi
per il mistero che risplende in te in ogni volto umano.
Ti custodisca in tutti i tuoi passi.
Ti sorregga quando sei debole.
Ti consoli quando ti senti solo.
Ti rialzi quando sei caduto.
Ti ricolmi del suo Amore, della sua bontà e dolcezza
e ti doni libertà interiore.
Te lo conceda il buon Dio,
il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo.
Amen

 PAPA FRANCESCO: Papa F. con bimbe– GIORNATA MONDIALE DELLA PACE  (1° GENNAIO 2016  )  

  1. «Vinci l’indifferenza e conquista la pace». La cultura dell’indifferenza “una minaccia per la famiglia umana”… La pace va conquistata: non è un bene che si ottiene senza sforzi. Si tratta di sensibilizzare e formare al senso di responsabilità riguardo a gravissime questioni che affliggono la famiglia umana, quali il fondamentalismo e i suoi massacri, le persecuzioni a causa della fede e dell’etnia, le violazioni della libertà e dei diritti dei popoli, lo sfruttamento delle persone…
  2. È necessario passare “dall’indifferenza alla misericordia” attraverso una conversione del cuore.  “l’amore per gli altri – gli stranieri, i malati, i prigionieri, i senza fissa dimora, perfino i nemici – è l’unità di misura di Dio per giudicare le nostre azioni”. “Nello spirito del Giubileo della Misericordia, ciascuno è chiamato a riconoscere come l’indifferenza si manifesta nella propria vita e ad adottare un impegno concreto per contribuire a migliorare la realtà in cui vive, a partire dalla propria famiglia, dal vicinato o dall’ambiente di lavoro”.
  • IL DECALOGO DELLA PACE IN FAMIGLIA  FAMIGLIA-DEF-300x187
  1. Accettare di essere diversi
  2.   alla base della famiglia un “contratto”: non ci faremo mai soffrire volontariamente
  3. Considerare gli aspetti positivi, relativizzare i miniproblemi
  4. L’amore cresce attraverso questi piccoli perdoni
  5. Parlare e spiegarsi: ti chiedo perdono, mi sono innervosito…
  6. Riconoscere la ferita che si è fatta
  7. Dare tempo al tempo…
  8. Imparare a negoziare, mettendosi al posto dell’altro…
  9. Riconciliarsi e saper ripartire “come prima”
  10. Un perdono totale è una cosa divina: guardiamo Cristo in croce

 La preghiera della sera è una occasione meravigliosa per scambiarci il perdono. Amare è essere capaci di dire insieme il Padre nostro(B. Ferrero)

ESSERE FELICI È…  Buon Anno 2016

  • “Puoi aver difetti, essere ansioso e vivere qualche volta irritato, ma non dimenticate che la tua vita è la più grande azienda al mondo. Solo tu puoi impedirle che vada in declino.
  •  Mi piacerebbe che ricordassi che essere felice, non è avere un cielo senza tempeste, una strada senza incidenti stradali, lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni.
  • Essere felici è trovare forza nel perdono, speranza nelle battaglie, sicurezza sul palcoscenico della paura, amore nei disaccordi.
  • Essere felici non è solo apprezzare il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi, ma apprendere lezioni dai fallimenti. Non è solo sentirsi allegri con gli applausi, ma essere allegri nell’anonimato….Essere felici è riconoscere che vale la pena vivere la vita, nonostante tutte le sfide,  incomprensioni e periodi di crisi.

UNA SOLA ANIMA IN DUE CORPI

Dai «Discorsi» di san Gregorio Nazianzeno, vescovo.  

  • Eravamo ad Atene… Allora non solo io mi sentivo preso da venerazione verso il mio grande Basilio per la serietà dei suoi costumi e per la maturità e saggezza dei suoi discorsi inducevo a fare altrettanto anche altri che ancora non lo conoscevano. Molti però già lo stimavano grandemente… Questo l’inizio della nostra amicizia; di qui l’incentivo al nostro stretto rapporto; così ci sentimmo presi da mutuo affetto.
  • Quando, con il passare del tempo, ci manifestammo vicendevolmente le nostre intenzioni e capimmo che l’amore della sapienza era ciò che ambedue cercavamo, allora diventammo tutti e due l’uno per l’altro: compagni, commensali, fratelli.
  • Ci guidava la stessa ansia di sapere, cosa fra tutte eccitatrice d’invidia; eppure fra noi nessuna invidia, si apprezzava invece l’emulazione. Questa era la nostra gara: non chi fosse il primo, ma chi permettesse all’altro di esserloSembrava che avessimo un’unica anima in due corpi.
  • E mentre altri ricevono i loro titoli dai genitori, o se li procurano essi stessi dalle attività e imprese della loro vita, per noi invece era grande realtà e grande onore essere e chiamarci cristiani.

SULLE GINOCCHIAbambino-sulle-ginocchia DI DIO PADRE…

  •  Non riesco a ricordare quando mio padre mi teneva sulle ginocchia. Ricordo solo quando mi portava sulla canna della sua bicicletta e, apposta mi sollevava un po’ di qua e un po’ di là con i suoi ginocchi. Ridevo ed ero felice. Sentivo, attraverso quegli scherzosi tocchi di ginocchio, che mio padre mi voleva bene.
  • Ricordo molto bene quando tenevo i miei figli sulle ginocchia e giocavamo a “trotta trotta bel caval…”. Nessun discorso, nessuna paternale. Una filastrocca, due ginocchi in movimento e tanta felicità. Ora che sono grandi, le mie ginocchia sono qui ad aspettare i loro figli. Per dare ancora felicità.
  • E quando le mie gambe si raffredderanno per sempre e diventeranno polvere nel grembo della terra, chi renderà felice la mia anima bambina?  Le ginocchia di Dio! Due grandi mani afferreranno le mie; due grandi occhi guarderanno i miei; un piccolo sorriso basterà per rivelarmi un grande amore. L’amore di un grande padre. Tra un saltello e l’altro, gli chiederò di mostrarmi il suo primo disegno, il suo primo calcolo, la sua prima fotografia scattata all’alba del primo giorno.
  • Mi farò spiegare tutte le cose che non ho capito bene nella vita. Gli domanderò perché, pur essendo padre, sa amare come una madre. Come ha fatto a concepire, nella sua fantasiosa mente, i tratti dell’uomo e i tratti della donna. A chi si è ispirato per creare i nostri occhi capaci, da piccoli, di esprimere solo gioia e stupore; da grandi, anche odio e dolore.
  • I miei tanti “perché” metteranno a dura prova la sua infinita pazienza. Ma, quando capirò che sarà stanco di darmi delle spiegazioni, smetterò di parlare. Se chiuderà gli occhi per il sonno, ascolterò il suo respiro fino al suo risveglio. Se vorrà farmi saltellare, farò di tutto per non stancargli mai le ginocchia.
  • Sulle ginocchia di Dio, c’è posto per tutti i “bambini” dell’Universo, compresi quelli in carne e ossa mai nati. Questi ultimi, li vorrò far giocare anch’io, sulle ginocchia di Dio

 

E’ LUI LA NOSTRA PACE… E’ LUI LA NOSTRA PACE…
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  • DIO PIU’ GRANDE DEL NOSTRO CUORE…

    Scritto il 31 ottobre 2015 Don Vincenzo Alesiani 20 commenti
    PROPOSTE FORMATIVE DI “VILLA S. BIAGIO” – NOVEMBRE 2015  FOGLIE MESE DI NOVEMBRE… Atmosfere autunnali. Foglie che cadono…Visita ai nostri defunti al cimitero. Tutto concorre a darci un’intima sensazione di fragilità: “SI STA-COME D’AUTUNNO-SUGLI ALBERI-LE FOGLIE” (Ungaretti)  Efficace invito a riflettere…e… --->
  • MISERICORDIA IO VOGLIO…

    Scritto il 26 settembre 2015 Don Vincenzo Alesiani 36 commenti
    PROPOSTE FORMATIVE DI “VILLA S. BIAGIO” PER L’ANNO SANTO DELLA MISERICORDIA  ANNO SANTO MISERICORDIA  GESU’ CONFIDO IN TE OTTOBRE 2015: FAMGLIAO1 Terminato il  SINODO SULLA FAMIGLIA… continuiamo a comunicarci qualcosa di bello   sulla famiglia oggi. Attingeremo alle  CATECHESI (!!!)  che Papa Francesco gli ha… --->
  • E’ LUI LA NOSTRA PACE…

    Scritto il 1 gennaio 2015 Don Vincenzo Alesiani 20 commenti
    MESSAGGIO DI PACE DI PAPA FRANCESCO – PROPOSTE FORMATIVE PER PROMUOVERE LA PACE… PER TUTTO L’ANNO   16 GENNAIO 2015 ARPA Tutte le cose per mezzo del Verbo formano un’armonia divina    Come infatti il musicista, con la cetra bene intonata, per mezzo… --->
  • NASCE PER NOI… VENITE, ADORIAMO.

    Scritto il 9 dicembre 2014 Don Vincenzo Alesiani 16 commenti
    PROPOSTE  E CELEBRAZIONI A VILLA S. BIAGIO – FANO DICEMBRE 2014     foto s. biagio1 MARTEDI 30– 3 Gen. 2015: incontro famiglie parrocchia di Milano MERCOLEDÌ 31: H. 19.30 S. Messa e Te Deum di ringraziamento– Cena di fraternità. GIOVEDI 1° GENNAIO 2015: Giornata… --->
  • TALITA KUM… FANCIULLA, IO TI DICO, ALZATI !

    Scritto il 30 ottobre 2014 Don Vincenzo Alesiani 28 commenti
    RISCOPRIAMO LA SPERANZA CRISTIANA … quando il dolore bussa alla porta delle nostre famiglie    Cari amici, siamo a Novembre…  Aria di primavera nell’emisfero sud…Colori e atmosfere autunnali per noi dell’emisfero nord. Così bene interpretati dal nostro  Ungaretti:   SI STA /… --->
  • FAMIGLIA OGGI: UN TESORO IN VASI DI CRETA…

    Scritto il 29 agosto 2014 Don Vincenzo Alesiani 24 commenti
    CASA DI SPIRITUALITA’ –  VILLA S. BIAGIO FOTO SB 4  PROPOSTE FORMATIVE   ANNO 2014-15 27 – 31 OTTOBRE 2014 BUONI E CATTIVI A CONFRONTO: CHI HA RAGIONE? BIBBIA22 Spunti di riflessione dal libro della Sapienza       Gli stolti ragionamenti degli empi    Cap. 4 – 5… --->
  • ECCO TUO FIGLIO… ECCO TUA MADRE!

    Scritto il 25 aprile 2014 Don Vincenzo Alesiani 8 commenti
    MESE DI MAGGIO 2014 MESE MARIANO ON LINE      GPL II rosario  CON SAN GIOVANNI PAOLO II  www.sanbiagiofano.it CARI AMICI… Vogliamo vivere bene il MESE DI MAGGIO dedicato a Maria. Sarà Lei a guidarci in tutto il mese nelle piccole iniziative formative che “Villa… --->
  • COME FA UN PADRE CON I SUOI FIGLI…EDUCARCI PER EDUCARE

    Scritto il 21 aprile 2014 Don Vincenzo Alesiani 5 commenti
    IN ASCOLTO DI S. PAOLO, DON ORIONE E…PAPA FRANCESCO * COSTRUIAMO  SULLA SABBIA O SULLA ROCCIA?  CARI AMICI, se potete concedervi una pausa… Ecco un modo davvero alternativo di fare…il “PONTE” DI MAGGIO. Villa S. Biagio offre la possibilità di… --->
  • BUONA PASQUA CON PAPA FRANCESCO…

    Scritto il 5 aprile 2014 Don Vincenzo Alesiani 16 commenti
    COME RITROVARE LA GIOIA DEL VANGELO? INTERVISTA A PAPA FRANCESCO…  Cari amici, il Signore ci ha donato un Papa che sta dando una svolta importante alla vita della Chiesa… con i suoi gesti e con le sue parole ci indica… --->
  • GRAZIE A TE, DONNA…

    Scritto il 5 marzo 2014 Don Vincenzo Alesiani 1 commento
    * 8 MARZO 2014 :  FESTA DELLA DONNA.   GRAZIE A TE,   DONNA …    INTERVISTA  A   Papa F. con bimbe PAPA FRANCESCO:  Come verrà promosso il ruolo della donna nella Chiesa?                                                                                  « È vero che la donna può e deve essere più presente nei luoghi… --->
  • PERCHE’ ABBIANO LA VITA IN ABBONDANZA

    Scritto il 3 febbraio 2014 Don Vincenzo Alesiani 12 commenti
    26 FEBBRAIO 2014: papafam1 papafam22 papafam1papafam Care famiglie, mi presento alla soglia della vostra casa per parlarvi di un evento che si svolgerà nel prossimo mese di ottobre in Vaticano. Si tratta dell’Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei Vescovi, convocata per discutere sul… --->
  • FA’ BUON VIAGGIO NELLA VITA…

    Scritto il 23 settembre 2013 Don Vincenzo Alesiani 2 commenti
    VIVERE E TRASMETTERE LA FEDE IN FAMIGLIA, OGGI LABORATORI SU TEMI DI VITA FAMILIARE MEDITANDO IL LIBRO DI  TOBIA  APERTI A TUTTI –  IN PARTICOLARE A SPOSI E FAMIGLIE IN DIFFICOLTA’ LA VITA È UN VIAGGIO… Fà Buon Viaggio!  È… --->
  • RISCOPRIAMO IL “TESORO” DELLA FAMIGLIA.

    Scritto il 20 aprile 2013 Don Vincenzo Alesiani 6 commenti
    Cari amici, ho la gioia di dirvi che questa settimana Villa S. Biagio sarà allietata dalla presenza di tante famiglie provenienti per lo più da Albizzate (Varese)…Vengono per il loro annuale RITIRO SPIRITUALE SUL TEMA: La fede in famiglia oggi: come viverla e come trasmetterla? – Vi invito a pregare per loro e a gustare qualche pensiero che metteremo nel sito. Fraternamente dv