Villa San Biagio

Casa di Spiritualità – Fano
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QUELLA SERA ABBIAMO CENATO CON LUI…

QUEL GIORNO: sole sopra nuvole2

GIORNO DEL SOLE … GIORNO DEL SIGNORE!

  •  Quel Giorno… Il giorno di Pasqua è il cuore della fede cristiana. La grande occasione per prendere coscienza delle meraviglie che Dio ha operato per noi nella morte e risurrezione di Gesù.  
  • Quel Giorno che ha cambiato la storia del mondo.
  •  Quel Giorno  in cui si è verificato un duello cosmico tra morte e vita…  MORTE E VITA si sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa. 
  • Quel Giorno in cui il nostro sole “impallidì” di fronte  allo splendore divino del Sole di Giustizia apparso all’orizzonte dell’umanità. 

SOLEEE3Sfolgora il Sole di Pasqua

– risuona il cielo di canti, 

– esulta di gioia la terra

  •  Ma che giorno era, quel giorno? Un giorno di Festa? Come il Sabato per gli Ebrei o la Domenica adesso per noi cristiani? No. Era il “Giorno dopo il Sabato”. Dunque il primo giorno di una comune settimana lavorativa…  il nostro lunedì, per capirci. Proprio all’alba di quel giorno feriale, sorge e risplende il SOLE-GESÙ a dare luce, calore e senso alla nostra esistenza. 

PREPARIAMOCI  COSI’:  APRILE 2017  

  • 1-2: Curare piante e animali. Più dei bambini…? – GIONA                 
  • 8-9: Il dolore degli innocenti…Perché ? -IL SERVO DEL SIGNORE                   
  • 15-16: Gesù, quando siamo tristi, Tu dove sei? – EMMAUS     
  • DIVERSO = NEMICO?  TRA IDENTITÀ E RISPETTO:  ANIMALI E CIBO PRELIBATOIl mondo  è diventato un villaggio globale.  Col risultato di  renderci consapevoli delle nostre diversità. Che a volte ci fanno paura. E così sempre più diffidenti nei confronti dei nostri simili, ci “buttiamo” affettivamente su piante  e animali, riversando  su di essi  cure premurose. Cosa buona, per carità. Anzi utile e distensiva.  Purché rispetti la gerarchia di valori.
  • Chi non ha sentito per strada  gente  che intrattiene amabilissime “conversazioni” con animali domestici, mentre in casa non riesce a scambiare una parola con i familiari?  Chi non sa che in occidente,  spendiamo fior di quattrini in  prodotti per  cani e gatti,
  • ANIMALI E BAMBINI AFFAMATImentre i bambini poveri  continuano a morire di fame? Spero di non urtare la sensibilità di nessuno.
  • Ma,  credo, sia  urgente  ritrovare l’equilibrio e  il buon senso. Il senso della  dignità unica della PERSONA UMANA.
  • Può aiutarci l’esperienza di GIONA: era  convinto (come noi…) che certe persone sono cattive e basta.  Ma un giorno Qualcuno lo fece  riflettere…

 giona

  • GIONA IN LINEA… La tua vicenda ci incuriosisce. Profeta obbediente a Dio, perché quella volta sei …scappato? Il Signore parlò a Giona: «Va’ a Ninive, la grande città, e parla chiaro ai suoi abitanti. Io so che è gente perversa». Ma Giona non voleva saperne, e per fuggire lontano dal Signore decise di andare dalla parte opposta, verso Tarsis. C’era a Giaffa una nave diretta verso quella città.   Egli pagò il prezzo del viaggio e s’imbarcò con i marinai. (1,1ss)
  • Ti spaventavano le difficoltà della missione o… non eri d’accordo col Signore? Ma il Signore mandò sul mare un forte vento che scatenò una grande tempesta. I marinai ebbero paura e ciascuno chiese aiuto al suo dio. Giona, invece, era sceso nella stiva e dormiva profondamente.(1,4s)
  • Non ci hai fatto una bella  figura: i marinai pregavano e tu dormivi? Il capitano gli si avvicinò e gli disse: «Come? tu dormi? Alzati! Prega il tuo Dio! Forse avrà pietà di noi e non moriremo».  I marinai si dissero l’un l’altro: «Tiriamo a sorte per sapere chi di noi è la causa di questa disgrazia». La sorte indicò Giona. (1,5s)
  •  Stavi dunque fuggendo dal Signore? In compenso eri disposto a pagare per tutti. Gli uomini si spaventarono e gli dissero: – Hai commesso un’azione terribile!  Che cosa dobbiamo fare di te perché il mare si calmi e noi possiamo salvarci? Giona rispose: – Gettatemi in acqua…

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Emmaus07-300x200 “MANE NOBISCUM DOMINE”

  • -il divino Viandante continua a farsi nostro compagno 2. Sulla strada dei nostri interrogativi e delle nostre inquietudini, talvolta delle nostre cocenti delusioni, il divino Viandante continua a farsi nostro compagno per introdurci, con l’interpretazione delle Scritture, alla comprensione dei misteri di Dio. Quando l’incontro diventa pieno, alla luce della Parola subentra quella che scaturisce dal «Pane di vita», con cui Cristo adempie in modo sommo la sua promessa di «stare con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo» (cfr Mt 28,20).
  • le due «mense», L’Eucaristia è luce innanzitutto perché in ogni Messa la liturgia della Parola di Dio precede la liturgia eucaristica, nell’unità delle due «mense», quella della Parola e quella del Pane.
  • Nel racconto dei discepoli di Emmaus Cristo stesso interviene per mostrare, «cominciando da Mosé e da tutti i profeti», come «tutte le Scritture» portassero al mistero della sua persona (cfr Lc 24, 27). Le sue parole fanno «ardere» i cuori dei discepoli, li sottraggono all’oscurità della tristezza e della disperazione, suscitano in essi il desiderio di rimanere con Lui: «Resta con noi, Signore» ( Lc 24,29).
  • «Lo riconobbero nello spezzare il pane» (Lc 24,35) . È significativo che i due discepoli di Emmaus, convenientemente preparati dalle parole del Signore, lo abbiano riconosciuto mentre stavano a mensa nel gesto semplice della «frazione del pane». Una volta che le menti sono illuminate e i cuori riscaldati, i segni «parlano». È attraverso i segni che il mistero in qualche modo si apre agli occhi del credente. «L’Eucaristia è un dono troppo grande, per sopportare ambiguità e diminuzioni».
  • «Rimanete in me e io in voi» (Gv 15,4)  Alla richiesta dei discepoli di Emmaus che Egli rimanesse «con» loro, Gesù rispose con un dono molto più grande: mediante il sacramento dell’Eucaristia trovò il modo di rimanere «in» loro. Ricevere l’Eucaristia è entrare in comunione profonda con Gesù. «Rimanete in me e io in voi» (Gv 15,4). Questo rapporto di intima e reciproca «permanenza» ci consente di anticipare, in qualche modo, il cielo sulla terra. Non è forse questo l’anelito più grande dell’uomo? La comunione eucaristica ci è data per «saziarci» di Dio su questa terra, in attesa dell’appagamento pieno del cielo.
  • «Partirono senza indugio» (Lc 24,33)  I due discepoli di Emmaus, dopo aver riconosciuto il Signore, «partirono senza indugio» (Lc 24,33), per comunicare ciò che avevano visto e udito. Quando si è fatta vera esperienza del Risorto, nutrendosi del suo corpo e del suo sangue, non si può tenere solo per sé la gioia provata. L’incontro con Cristo, continuamente approfondito nell’intimità eucaristica, suscita nella Chiesa e in ciascun cristiano l’urgenza di testimoniare e di evangelizzare.
QUELLA SERA ABBIAMO CENATO CON LUI… QUELLA SERA ABBIAMO CENATO CON LUI…

NEL DESERTO… PARLERÒ AL TUO CUORE!

PROPOSTE DI “VILLA S. BIAGIO”: 

PREPARIAMOCI ALLA PASQUA CON “WEEK-END DELLO SPIRITO”

 

Cari amici,  avvicinandosi il 40.mo anniversario di “Casa di Spiritualità” 

VILLA S. BIAGIO  

cappellina1

  •  Ricorda orario S. Messa:

DOMENICA E FESTIVI: H. 10.30

GIORNI FERIALI:  H. 18.30

  • In preparazione alla Pasqua propone: 

WEEK-END DELLO SPIRITO: MINI-RITIRI SPIRITUALI

24 ORE DI PACE IN ASCOLTO DI 

PERSONAGGI BIBLICI E DI PAPA FRANCESCO.

25 – 26  M A R Z O  2017   

Gli immigrati: tutta gente pericolosa? 

– RUT  (libera rielaborazione)             

  •  rut 2  Ero ragazza. Sentivo spesso gli anziani parlare di una grave carestia  abbattutasi  nei paesi  circostanti. Nel territorio di Moab invece, grazie a Dio, c’era ancora  pane in abbondanza. Ogni giorno incontravo famiglie di immigrati in cerca di lavoro. Tra tante, mi colpì una proveniente da Betlemme: papà, mamma e due figli poco più grandi di me. L’uomo si chiamava Elimèlech, sua moglie Noemi e i suoi due figli  Maclon e Chilion;
  •  Erano persone dignitose nella loro povertà. E anche simpatiche. Ben presto noi ragazzi diventammo amici, coinvolgendo le nostre famiglie. E così la nostra casa si aprì anche per loro. Soffrii molto quando  a quei due  ragazzi venne a mancare il padre.  Elimèlech, morì ed essa rimase con i due figli.   
  • Vedendoli così precocemente orfani, mi affezionai ancor di più a loro. Soprattutto a uno, devo ammetterlo. Quella mia simpatia, non sfuggì a mio padre che, un giorno,  mi chiamò in disparte per dirmi che Maclon, il ragazzo del mio cuore, mi aveva chiesta in sposa. Mio padre acconsentì,  con un sorriso. Ero fuori di me dalla gioia. Cominciò così la nostra vita in comune. Con tanti sogni e progetti nel cuore. Una felicità  intensa. E tanto fugace…Ancora una volta  la morte infierì, crudele, sulle nostre famiglie.  Maclon e  Chilion morirono tutti e due
  • Alla mia solitudine di giovane vedova e senza figli, si aggiungeva la preoccupazione per Noemi, mia  suocera,  rimasta, in breve tempo priva dei suoi due figli  e del marito. Donna forte, non si perse d’animo. Decise di tornare al suo paese d’origine.  Allora Noemi si alzò con le sue nuore per andarsene dalla campagna di Moab, perché  aveva sentito dire che il Signore aveva visitato il suo popolo, dandogli pane.                                           
  • Ma durante una sosta,  ci prese in disparte e ci parlò con cuore di mamma. Preoccupata più del nostro  futuro che dei suoi guai.  Andate, tornate ciascuna a casa di vostra madre; il Signore usi bontà con voi    
  • E ci salutò, baciandoci. Fu un momento di grande commozione. Tra le lacrime protestammo il nostro desiderio di non lasciarla sola. No, noi  verremo con te al tuo popolo..
  • Ella insisteva sulla convenienza per noi giovani vedove, di rifarci una vita. Tornate indietro, figlie mie, andate! 
  • Era commovente nel  suo amore  disinteressato. Mia cognata si lasciò convincere …

. leggi tutto in: 16E. RUT

ADORAZIONE EUCARI

IL SILENZIO E’…

IL SILENZIO È MITEZZA
quando non rispondi alle offese
quando non reclami i tuoi diritti,
quando lasci a Dio la difesa del tuo onore.

IL SILENZIO È MISERICORDIA
quando non riveli le colpe dei fratelli,
quando perdoni senza indagare il passato,
quando non condanni, ma intercedi nell’intimo.

IL SILENZIO È PAZIENZA  quando soffri senza lamentarti,
quando non cerchi consolazione tra gli uomini
quando attendi che il seme germogli lentamente.

IL SILENZIO È UMILTÀ  quando taci per lasciare emergere i fratelli, quando celi nel riserbo i doni di Dio, quando lasci che il tuo agire venga interpretato male, quando lasci ad altri la gloria dell’impresa.

IL SILENZIO È FEDE    quando taci perché è Lui che agisce,
quando rinunci alle voci del mondo, per stare alla sua presenza, quando non cerchi comprensione perché ti basta sapere di essere amato da Lui.

IL SILENZIO È ADORAZIONE    quando abbracci la Croce senza chiedere perché nell’intima certezza
che questa è l’unica via giusta.

vedi PPT: IL SILENZIO è…

PREGA OGNI CREATURA 

PREGHIERA NEI CAMPI

Dal trattato «l’orazione» di Tertulliano, sacerdote

  •     L’orazione è un sacrificio spirituale, che ha cancellato gli antichi sacrifici. «Che m’importa», dice, «dei vostri sacrifici senza numero? Sono sazio degli olocausti di montoni e del grasso di giovenchi; il sangue di tori e di agnelli e di capri io non lo gradisco» (Is 1, 11). Chi richiede da voi queste cose? (cfr. Is 1, 12). Quello che richiede il Signore, l’insegna il vangelo: «È GIUNTO IL MOMENTO, ED È QUESTO, IN CUI I VERI ADORATORI ADORERANNO IL PADRE IN SPIRITO E VERITÀ; PERCHÉ IL PADRE CERCA TALI ADORATORI. DIO È SPIRITO E QUELLI CHE LO ADORANO DEVONO ADORARLO IN SPIRITO E VERITÀ» (Gv 4, 23-24).  Noi siamo i veri adoratori e i veri sacerdoti che, pregando in spirito, in spirito offriamo il sacrificio della preghiera, ostia a Dio appropriata e gradita
  •  SOLO LA PREGHIERA VINCE DIO. MA CRISTO NON VOLLE CHE FOSSE CAUSA DI MALE E LE CONFERÌ OGNI POTERE DI BENE. Essa lava i peccati, respinge le tentazioni, spegne le persecuzioni, conforta i pusillanimi, incoraggia i generosi, guida i pellegrini, calma le tempeste, arresta i malfattori, sostenta i poveri, ammorbidisce il cuore dei ricchi, rialza i caduti, sostiene i deboli, sorregge i forti.   PREGANO ANCHE GLI ANGELI, PREGA OGNI CREATURA. Gli animali domestici e feroci pregano e piegano le ginocchia e, uscendo dalle stalle o dalle tane, guardano il cielo non a fauci chiuse, ma facendo vibrare l’aria di grida nel modo che a loro è proprio.    ANCHE GLI UCCELLI QUANDO SI DESTANO, SI LEVANO VERSO IL CIELO, E AL POSTO DELLE MANI APRONO LE ALI IN FORMA DI CROCE E CINGUETTANO QUALCOSA CHE PUÒ SEMBRARE UNA PREGHIERA.  Ma c’è un fatto che dimostra più di ogni altro il dovere dell’orazione. Ecco, questo: CHE IL SIGNORE STESSO HA PREGATO.  A lui sia onore e potenza nei secoli dei secoli. Amen.
  • LEGGI TUTTO IN COMMENTI

I cristiani nel mondo  

BAMBINI IN PREGHIERA

Dalla «Lettera a Diogneto»

  1. I cristiani non si differenziano dal resto degli uomini né per territorio, né per lingua, né per consuetudini di vita.  Infatti non abitano città particolari, né usano di un qualche strano linguaggio, né conducono uno speciale genere di vita.
  2. Abitano in città sia greche che barbare, come capita, e pur seguendo nel vestito, nel vitto e nel resto della vita le usanze del luogo, si propongono una forma di vita meravigliosa e, per ammissione di tutti, incredibile.
  3. Abitano ciascuno la loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutte le attività di buoni cittadini e accettano tutti gli oneri come ospiti di passaggio. Ogni terra straniera è patria per loro, mentre ogni patria è per essi terra straniera.

CITTADINI DEL MONDO…

Il tuo cristo è ebreo, La tua democrazia è greca

La tua scrittura è latina, I tuoi numeri sono arabi,

 la tua auto è giapponese, Il tuo caffè brasiliano,

Il tuo orologio è svizzero,  il tuo walkman è coreano,

La tua pizza è italiana,  la tua camicia è hawaiana,

Le tue vacanze sono turche, tunisine o marocchine.

CITTADINO  DEL  MONDO 

Non  rimproverare  il  tuo  vicino

di  essere  straniero…

(graffito su un muro  di Berlino)

COL CUORE  DI  DON ORIONEDON-ORIONE-3

  • I bei giorni della Chiesa « Felici gli occhi che vedranno l’Occidente e l’Oriente unirsi per formare i bei giorni della Chiesa! » E quella sarà l’ora di Dio, sarà la grande giornata di Gesù Cristo, Signore, Salvatore e Dio nostro! E Gesù vincerà il mondo così: nella carità, nella misericordia. (Lett. I, 310)
  • Ecumenismo della carità:MALATO-300x263 “È venuto da me un  signore, il quale mi ha detto: – Voglio fondare un Ospizio Cattolico, e lei si sente di mandarmi i suoi preti? – Ed io: – Se per cattolico intende universale, cioè dove si possono accettare tutti, sì che accetto di mandare il personale; ma se vuole fondare un Ospedale esclusivamente per i cattolici, no che non accetto – (e fa segno con la testa e con la mano).
  • Tenete a mente queste parole, perché, quando si presenta uno che ha un dolore, non si stà lì a domandare se ha il battesimo, ma se ha un dolore“ Parola VIII, 19- 196

“ACCOGLIERE, PROTEGGERE, 

PROMUOVERE E INTEGRARE”   

PAPA E RAGAZZI STRADA                                  PAPA FRANCESCO VERSO I MIGRANTI                                  

  • “ACCOGLIERE.    Di fronte a questa indole del rifiuto, urge un cambio di atteggiamento, per superare l’indifferenza e anteporre ai timori un atteggiamento di accoglienza verso coloro che bussano alle nostre porte.    Per quanti fuggono da guerre e persecuzioni terribili, spesso intrappolati nelle spire di organizzazioni criminali senza scrupoli, occorre aprire canali umanitari accessibili e sicuri.
  •  “PROTEGGERE. l’esperienza migratoria rende spesso le persone più vulnerabili allo sfruttamento, all’abuso e alla violenza. Parliamo di milioni di lavoratori e lavoratrici migranti  di profughi e richiedenti asilo, di vittime della tratta. prediligendo processi costruttivi attuando programmi tempestivi e umanizzanti nella lotta contro i “trafficanti di carne umana” che lucrano sulle sventure altrui;  
  • PROMUOVERE.   La promozione umana dei migranti e delle loro famiglie comincia dalle comunità di origine, là dove deve essere garantito, assieme al diritto di poter emigrare, anche il diritto di non dover emigrare , ossia il diritto di trovare in patria condizioni che permettano una dignitosa realizzazione dell’esistenza.    
  •  “INTEGRARE.    L’integrazione, che non è né assimilazione né incorporazione, è un processo bidirezionale, che si fonda essenzialmente sul mutuo riconoscimento della ricchezza culturale dell’altro:  Per Noi Cristiani, L’ospitalità Offerta Al Forestiero Bisognoso È Offerta A GESÙ CRISTO STESSO: «ERO STRANIERO E MI AVETE ACCOLTO» (MT 25,35).        

bimboche dorme– BE STILL, MY SOUL (Bocelli 14)  

the lord is on thy side. Bear patiently the cross of grief or pain.

Leave to thy God to order and provide; In every change, He faithful will remain.

Be still, my soul: when dearest friends depart, And all is darkened in the vale of tears, Then shalt thou better know His love, His heart, Who comes to soothe thy sorrow and thy fears. Be still, my soul…

VEDI PPT: Lettera al FRATELLO MAROCCHINO-D.T.Bello

Parliamone insieme…

  • Quali sentimenti suscitano in  te   Noemi e  Rut, la moabita?
  • Cosa pensi degli immigrati? Rientrano anch’essi nel piano della Provvidenza che vuole fare  di tutti i popoli  una sola famiglia? 
  • Noi potremmo fare qualcosa di più per loro? che cosa?

 

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A P R I L E  2017

  • 1-2: Curare piante e animali. Più dei bambini…? – GIONA    
  • 8-9: Il dolore degli innocenti…Perché ?    -IL SERVO DI DIO
  • 15-16: Gesù, quando siamo tristi, Tu dove sei?  – EMMAUS  

                         P  R  O  G  R  A  M  M  A 

  • SABATO ore 16: Accoglienza … Presentazione dei partecipanti
  • 16.30:. Meditazione – preghiera personale
  • 18.30: Celebrazione di vespri e S. Messa
  • 19.30: Cena fraterna… momento contemplativo nel parco.
  • 21.00: Risonanze spirituali – turni di adorazione notturna
  • DOMENICA ore 7.00: sveglia “musicale” -Footing “mariano” (chi vuole)
  • 9.00: Lectio divina – riflessione  e preghiera personale…
  • 10.30: SANTA MESSA DOMENICALE – Verifica e impegni di vita…
  • 12.45: foto di gruppo – pranzo – saluti… arrivederci            

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SAN GIUSEPPE , IL FEDELE CUSTODE

S. GIUSEPPE CUSTODE

   Giuseppe fece come gli aveva ordinato

l’angelo del Signore. 

  •  Dal Vangelo secondo Matteo Mt 1,16.18-21.24  
    Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
    Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
  • Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse:
  • «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». 
  • Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.

 

  • S. GIUSEPPE, IL FEDELE CUSTODE  santa-famiglia1
  •   … Egli fu scelto dall’eterno Padre come fedele custode dei suoi principali tesori, il Figlio suo e la sua sposa, e assolse questo incarico con la più grande assiduità. Perciò il Signore gli dice: Servo buono e fedele, entra nella gioia del tuo Signore (cfr. Mt 25, 21).   
  • Se poni san Giuseppe dinanzi a tutta la Chiesa di Cristo, egli è l’uomo eletto e singolare, per mezzo del quale e sotto il quale Cristo fu introdotto nel mondo in modo ordinato e onesto. Se dunque tutta la santa Chiesa è debitrice alla Vergine Madre, perché fu stimata degna di ricevere Cristo per mezzo di lei, COSÌ IN VERITÀ DOPO DI LEI DEVE A GIUSEPPE UNA SPECIALE RICONOSCENZA E RIVERENZA. 
  •  Certamente Cristo non gli ha negato in cielo quella familiarità, quella riverenza e quell’altissima dignità che gli ha mostrato mentre viveva fra gli uomini, come figlio a suo padre, ma anzi l’ha portata al massimo della perfezione.    
  • RICÒRDATI DUNQUE DI NOI, O BEATO GIUSEPPE, e intercedi presso il tuo Figlio putativo con la tua potente preghiera; ma rendici anche propizia la beatissima Vergine tua sposa, che è Madre di colui che con il Padre e lo Spirito Santo vive e regna nei secoli infiniti. Amen. SAN BERNARDINO DA SIENA

Beato il papà…Padre-con-bambinoDEF-300x171

  • Beato il papà che chiama alla vita e sa donare la vita per i figli.
  • Beato il papà che non teme di essere tenero e affettuoso.
  • Beato il papà che sa giocare con i figli e perdere tempo con loro.
  • Beato il papà per il quale i figli contano più degli hobby e della partita.
  • Beato il papà che sa ascoltare e dialogare anche quando è stanco.
  • Beato il papà che dà sicurezza con la sua presenza e il suo amore.
  • Beato il papà che sa pregare con i figli e confrontare la vita con il Vangelo.
  • Beato il papà convinto che un sorriso vale più di un rimprovero,  un abbraccio più di una predica.
  • Beato il papà che cresce insieme ai figli e li aiuta a diventare se stessi.
  • Beato il papà che sa capire e perdonare gli sbagli dei figli e riconoscere i propri.
  • Beato il papà che non sommerge i figli di cose, ma li educa alla sobrietà e alla condivisione.
  • Beato il papà che non si ritiene perfetto e sa ironizzare sui propri limiti.
  • Beato il papà che cammina con i figli verso orizzonti sconfinati aperti all’uomo, al mondo, all’eternità

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BOLLE DI SAPONE E BIMBA

Cari amici,

Dopo il ritiro con OSEA (Amore io voglio…Ma quale?)

vi ricordo il prossimo mini-ritiro  SABATO 18 E DOMENICA 19 marzo… QOELET, personaggio biblico contro corrente, ci aiuterà a riflettere sui veri valori della vita… Una domanda fra tante:  FAR CARRIERA VA BENE MA… A TUTTI I COSTI?

Risponde Qoelet …  Qualche assaggio?!

  1. Vanità delle vanità… tutto è vanità. Non c’è niente di nuovo sotto il sole. Qualcuno forse dirà: “Guarda, questo è nuovo!”. Invece quella cosa esisteva già molto tempo prima che noi nascessimo.
  2. Io ho detto in cuor mio: “Vieni, dunque, ti voglio mettere alla prova con la  gioia: Gusta il piacere!”. Ma ecco anche questo è vanità.  Del riso ho detto: “Follia!” e della gioia: “A che giova?”
  3. Non ho negato  ai miei occhi nulla di ciò che bramavano, né ho rifiutato alcuna soddisfazione al  mio cuore. Ho considerato tutte le opere fatte dalle mie mani e tutta la fatica che  avevo durato a farle: ecco, tutto mi è apparso vanità e un inseguire il vento:
  4. Infatti la sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoiono  queste muoiono quelli;  Chi sa se il soffio vitale dell’uomo salga in alto e se quello della bestia scenda in  basso nella terra?
  5. Ricordati del tuo Creatore finché sei giovane, prima che arrivi l’età degli acciacchi. Sta lieto, o giovane,  nella tua giovinezza. Segui pure le vie del tuo cuore  e i desideri dei tuoi occhi. Sappi però che su tutto questo  Dio ti convocherà in giudizio.  Caccia la malinconia dal tuo cuore…  perché la giovinezza e i capelli neri sono un soffio.

giovani bagaglio

  • FAR CARRIERAE’ la grande aspirazione. “Bruciare” gli altri. Senza troppi scrupoli: il fine giustifica i mezzi. Di ogni  genere. Se serve, anche la corruzione, il doping, la droga. L’importante è riuscire  nella scalata.  Ma non si rischia così di trascurare altri valori fondamentali quali l’onestà,  gli affetti familiari, la dimensione spirituale?  E di  ritrovarsi magari con un buon conto in banca ma stressati, soli, con la famiglia sfasciata e  i figli sbandati?  Vale la pena far carriera a questi costi? Un sapiente di 23 secoli fa,  ci confida le sue riflessioni. Forse alquanto  pessimiste, ma frutto di esperienza personale. Non ci converrà ascoltarlo almeno in parte, prima che sia  troppo tardi?
  •  Oggi la gente corre e si affanna tutto il giorno. Cosa succedeva ai tuoi tempi? Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità: tutto è vanità. L’uomo si affatica e tribola per tutta una vita. Ma che cosa ci guadagna? Passa una generazione e ne viene un’altra; ma il mondo resta sempre lo stesso. (1,2ss)
  • E’ proprio vero, che non c’è niente di nuovo sotto il sole! Il sole sorge, il sole tramonta; si alza e corre verso il luogo  da dove rispunterà di nuovo. Tutto ciò che è già avvenuto  accadrà ancora;  Non c’è niente di nuovo sotto il sole. (1,9ss)
  • Sei stato un osservatore della realtà. Cosa hai concluso? Io, Qoelet, ho messo tutte le mie forze per indagare e scoprire il senso di tutto ciò che accade in questo mondo. Ho meditato su tutto quel che gli uomini fanno,   per arrivare alla conclusione che tutto il loro affannarsi è inutile. È come se andassero a caccia di vento. (1,12ss)
  • Neanche tu eri un santo… ti sei dato spesso alla pazza gioia. Con quale risultato? Ho cercato il piacere nel bere… Mi son dato alla pazza gioia.  Volevo vedere se questo dà felicità all’uomo durante i pochi giorni della sua vita.  Ma tutto mi lasciava sempre  un senso di vuoto. Il divertimento lascia insoddisfatti,  l’allegria non serve a niente. (2.1ss)
  • Però sei stato anche un gran lavoratore. Hai realizzato progetti importanti… Ho fatto anche grandi lavori. Ho fabbricato palazzi, ho piantato vigneti. Ho costruito giardini e parchi. Avevo molti servi in casa mia. Ho fatto venire nel mio palazzo  cantanti e ballerine: per i miei piaceri, tante belle donne. (2,4ss)
  • PERCHé accontentarsi delle piccole gioie quotidiane? Unica gioia per l’uomo è mangiare e bere e godere i frutti del suo lavoro. Ma ho capito che anche questo è un dono di Dio.   (2,24ss)
  • – Tutto sommato però, la vita è bella. Come dirlo ai giovani, spesso annoiati e tristi? Dolce è la luce! Perciò, godi la vita, ragazzo!  Sii felice, finché sei ancora giovane.  Fa’ quello che ti piace  e segui i desideri del tuo cuore. Ma non dimenticare che Dio  ti chiederà conto di tutto (11,7)
  • anziani22E come aiutare gli anziani  ad accettare i limiti dell’età? Ricordati del tuo Creatore  finché sei giovane,  prima che arrivi l’età degli acciacchi.  Verranno gli anni in cui dirai:  “Non ho più voglia di vivere”. Allora il sole, la luna e le stelle per te non saranno più luminosi e il cielo sarà sempre nuvoloso. Allora le tue braccia  tremeranno; le tue gambe, che ti hanno sostenuto,  diventeranno deboli. I tuoi denti saranno troppo pochi per masticare il cibo; i tuoi occhi non vedranno più chiaramente. Le tue orecchie diventeranno sorde al rumore della strada. Non sentirai quasi più il canto degli uccelli. La tua voce sarà debole e tremante. Avrai paura di camminare in salita e ad ogni passo sarai in pericolo di cadere.( 12,1) Ricordati del tuo Creatore  finché sei giovane,  prima che arrivi l’età degli acciacchi.  Verranno gli anni in cui dirai:  “Non ho più voglia di vivere”. Allora il sole, la luna e le stelle per te non saranno più luminosi e il cielo sarà sempre nuvoloso. Allora le tue braccia  tremeranno; le tue gambe, che ti hanno sostenuto,  diventeranno deboli. I tuoi denti saranno troppo pochi per masticare il cibo; i tuoi occhi non vedranno più chiaramente. Le tue orecchie diventeranno sorde al rumore della strada. Non sentirai quasi più il canto degli uccelli. La tua voce sarà debole e tremante. Avrai paura di camminare in salita e ad ogni passo sarai in pericolo di cadere.( 12,1)
  •  Cosa ci consigli per vivere bene e non dimenticare Colui che… ci attende? La vita finirà come si rompe un filo d’argento,  o come va in pezzi una lampada d’oro…  Il tuo corpo ritornerà alla polvere della terra  dalla quale fu tratto; il tuo spirito vitale  ritornerà a Dio che te l’ha dato. Credi in Dio e osserva i suoi comandamenti. E questo solo vale per ogni uomo. Dio giudicherà tutto quel che facciamo  di bene e di male,  anche le azioni fatte in segreto .(12,6ss)
  • chiara-luce-badano-300x183 SE LO VUOI TU, GESÙ, LO VOGLIO  ANCH’IO»                            Sassello, il 29 ottobre 1971 nasce Chiara Badano  Chiara di nome e di fatto, intelligente e volitiva, vivace, viene educata dalla mamma a parlare con Gesù e a dirgli «sempre sì». Chiara è una ragazzina normale, ma con un qualcosa in più: è docile alla grazia e al disegno di Dio su di lei, che le si svelerà a poco a poco. Dai suoi quaderni dei primi anni delle elementari traspare la gioia e lo stupore nello scoprire la vita: è una bambina felice. Nel giorno della prima Comunione riceve in dono il libro dei Vangeli. Sarà per lei un «magnifico libro» affermerà: «Come per me è facile imparare l’alfabeto, così deve esserlo anche vivere il Vangelo!». A 9 anni entra come Gen nel Movimento dei Focolari. Da allora la sua vita sarà tutta in ascesa, nella ricerca di «mettere Dio al primo posto». Prosegue gli studi fino al Liceo classico, quando a 17 anni, all’improvviso un lancinante spasimo alla spalla sinistra svela tra esami e inutili interventi un osteosarcoma, dando inizio a un calvario che durerà circa tre anni. Appresa la diagnosi, Chiara non piange, non si ribella: subito rimane assorta in silenzio, ma dopo soli 25 minuti dalle sue labbra esce il sì alla volontà di Dio. Ripeterà spesso: «Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io». Non perde il suo luminoso sorriso; mano nella mano con i genitori, affronta cure dolorosissime e trascina nello stesso Amore chi l’avvicina. Rifiutata la morfina perché le toglie lucidità, dona tutto per la Chiesa, i giovani, i non credenti, il Movimento, le missioni…, Ripete:Non ho più niente, ma ho ancora il cuore e con quello posso sempre amare”.    La cameretta, in ospedale a Torino e a casa, è luogo di incontro, di apostolato, di unità: è la sua chiesa. Alla mamma che le chiede se soffre molto risponde: «Gesù mi smacchia con la varechina anche i puntini neri e la varechina brucia. Così quando arriverò in Paradiso sarò bianca come la neve».  Ma il male avanza e i dolori aumentano:  «Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io». Chiara si prepara all’incontro: «E’ lo Sposo che viene a trovarmi», e sceglie l’abito da sposa, i canti e le preghiere per la “sua” Messa dove «nessuno dovrà piangere!». E lo «Sposo» viene a prenderla all’alba del 7 ottobre 1990. E’ il giorno della Vergine del Rosario. Queste le sue ultime parole: Mamma, sii felice, perché io lo sono. Ciao”.   

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11 – 12 MARZO 2017

PROFETA OSEA

AMORE IO VOGLIO… Ma quale?  – OSEA –

  • IL TEMA DELL’AMORESempre attuale. Inesauribile. Convegni, fictions  e dibattiti televisivi si sprecano. Col risultato di renderlo sempre più fragile e ambiguo. Ognuno gli dà il significato che vuole.  E nella vita continuiamo a costruire  (e distruggere…) amori stagionali, come bambini che giocano coi castelli di sabbia. Pare che, in Italia, ogni 4 minuti fallisca un matrimonio…Ma l’amore forte e fedele esiste? E’ ancora un valore?   Perché non chiedere un parere a un profeta come Osea che di amore se ne intendeva, per sofferta esperienza personale?  Ma non senti che da tempo proprio parenti, amici e soprattutto i figli ti stanno ripetendo: amore io voglio!?  Un clima familiare più sereno. Non sarebbe il regalo più gradito?
  • Sei passato alla storia come il profeta della misericordia. Ma a quale prezzo? Quando il Signore parlò per la prima volta a Osea gli disse: «Prendi per moglie una prostituta e avrai figli da una simile donna. Anche questa terra non fa che prostituirsi e si allontana da me, il Signore». Osea sposò una donna di nome Gomer.  (1,2ss)
  • Il profeta dunque è uno che paga con la vita, fino a sposare… una prostituta? Il Signore mi disse ancora: «Ama la tua donna, anche se ti tradisce con un amante. Amala, come il Signore ama gli Israeliti, anche se si rivolgono ad altre divinità».   (3,1ss) 
  • Si può recuperare un amore spezzato? Che fare? «Un giorno, io, il Signore, la riconquisterò. La porterò nel deserto e le dirò parole d’amore. Lì, mi risponderà come al tempo della sua giovinezza quando uscì dall’Egitto. Allora mi chiamerà “Marito mio” e non più mio padrone. Israele, ti farò mia sposa. Sarai mia per sempre.». (2,16ss)
  • Il disastro ecologico è lo vediamo tutti. Di chi la colpa? Io, il Signore, voglio fare un processo agli abitanti di questa regione. Dicono falsità, uccidono, rubano e commettono adulterio. Le violenze si moltiplicano. Così la terra si inaridisce, e tutto quel che c’è su di essa muore. Anche gli animali che sono sulla terra, gli uccelli e i pesci, moriranno tutti. (4,1ss)
  • Ma Dio si diverte a farci soffrire? O forse…«Mi allontanerò dal mio popolo finché non avrà sofferto abbastanza per i suoi peccati e verrà a cercarmi. Forse nella sua sofferenza si rivolgerà a me…». (5,15)
  • Il nostro amore è incostante… quello di Dio no! Il Signore dice: «Efraim e Giuda, che dovrò fare per voi? Il vostro amore per me scompare come una nuvola del mattino; è come la rugiada che svanisce all’alba.  Il popolo dice:  «Venite, torniamo al Signore. Egli ci ha feriti e ci curerà! Sforziamoci di conoscere il Signore. La sua venuta è certa come l’aurora, come la pioggia di primavera che bagna la terra». (5,17ss)
  • Quale  esperienza avevi di Dio, bambino-sulle-ginocchia per parlarne così? Quando Israele era un ragazzo io l’ho amato…perché era mio figlio. Io ho insegnato a Efraim a camminare. Ho tenuto il mio popolo tra le mie braccia, ma non ha capito che mi prendevo cura di lui. L’ho attirato a me con affetto e amore.  Sono stato per lui come uno che solleva il suo bambino fino alla guanciaMi sono abbassato fino a lui per imboccarlo. 
  • Immersi nelle cose terrene, non riusciamo a sollevare lo sguardo al cielo. Fino a quando avrà pazienza il Signore? Il mio popolo si ostina a restare lontano da me. È invitato a guardare in alto, ma nessuno alza lo sguardo. Come posso lasciarti, Efraim? Come posso abbandonarti, Israele? Il mio cuore non me lo permette, il mio amore è troppo forte. Nonostante la mia ira, non distruggerò Israele, perché sono Dio e non un uomo. 
  • Per concludere, qual è in sintesi il tuo messaggio? Torna al Signore tuo Dio, popolo d’Israele. Il tuo peccato ti ha fatto inciampare. Torna al Signore, prepara la tua preghiera e digli: «Dimentica tutti i nostri peccati, accetta il bene che possiamo fare, noi non ti offriamo buoi, ma la nostra preghiera di lode” (14,4s)

Gianna Beretta Molla

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la bellezza casta e feconda dell’amore coniugale

  • Fidanzata:  Pietro mio, mancano pochi giorni e mi sento tanto commossa  ad accostarmi a ricevere il sacramento dell’Amore. Diventiamo  collaboratori di Dio nella creazione, possiamo così dare a Lui dei figli che lo amino e lo servano. Pietro, sarò capace di essere la sposa e la mamma che tu hai sempre desiderato? Lo voglio proprio, perché tu lo meriti e perché ti voglio  tanto bene. ( 4 sett. 1955)
  • Sposa così: “Ti amo tanto , Pietro e mi sei sempre presente cominciando dal mattino quando,  durante la santa Messa all’offertorio, offro con il mio il tuo lavoro, le tue gioie, le tue sofferenze…vivendo così, Pietro, giorno dopo giorno  noi raggiungiamo quella santità coniugale che Dio si aspetta da noi… voglio formare con te una famiglia ricca di figli come lo sono state le  nostre belle famiglie nelle  quali siamo nati e cresciuti” 
  • Fibroma all’utero: al dottore che le dice: “Se vogliamo mettere al sicuro la tua vita,  dobbiamo interrompere la gravidanza” risponde: “Non lo permetterò mai…anche se devo rischiare io voglio che il mio bambino viva… Professore, operi in modo che la gravidanza possa continuare…
  • Al Marito: Pietro se dovrete decidere se salvare  la mia vita o quella del bambino, io esigo, salvate il bambino!” Entra nel reparto il venerdi santo 1962  dice: “Sono qui a fare il mio dovere di mamma…sono pronta a tutto pur di salvare la mia creatura”
  • Il fratello prete commenta: sono parole davanti alle quali io mi inginocchio. Non ha pensato mai di fare  un atto eroico, ma solo il suo dovere di mamma!!! Il giorno dopo sabato santo nasce con taglio cesareo Gianna Emanuela… ma per lei comincia l’agonia…  chiede di essere portata a casa per morire nel suo letto di sposa… sente i bambini che si svegliano…due lacrime rigano il suo volto  “Gesù ti amo, Gesù ti amo!” e spira…
  • LA CREATURA CHE HAI AL FIANCO È MIA. Io l’ ho creata: Io le ho voluto bene da sempre. Per lei non ho esitato a dare la mia vita. Te l’affido! La prendi dalle mie mani e ne diventi responsabile. Sono io che ho messo nel tuo cuore l’amore per lei:    è  stato il modo più bello per dirti “te l’affido”.

       Ma tu stai alla mia porta… (C.M.Martini)

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Ma se io, Signore, tendo l’orecchio

ed imparo a discernere
i segni dei tempi,
distintamente odo i segnali
della tua rassicurante presenza alla mia porta.
E quando ti apro e ti accolgo
come ospite gradito della mia casa
il tempo che passiamo insieme mi rinfranca.
Alla tua mensa divido con te
il pane della tenerezza e della forza,
il vino della letizia e del sacrificio,
la parola di sapienza e della promessa,
la preghiera del ringraziamento
e dell’abbandono nelle mani del Padre.
E ritorno alla fatica del vivere
con indistruttibile pace.
Il tempo che è passato con te
sia che mangiamo sia che beviamo
è sottratto alla morte.
Adesso,
anche se è lei a bussare,
io so che sarai tu ad entrare;
il tempo della morte è finito.
Abbiamo tutto il tempo che vogliamo
per esplorare danzando
le iridescenti tracce della Sapienza dei mondi.
E infiniti sguardi d’intesa
per assaporarne la Bellezza.

 

LA CARITÀ FRATERNA  E LESEMPIO DI CRISTOcrocifisso

Dallo «Specchio della carità» di sant’Aelredo

  •    NON C’È NIENTE CHE CI SPINGA AD AMARE I NEMICI, COSA IN CUI CONSISTE LA PERFEZIONE DELL’AMORE FRATERNO, QUANTO LA DOLCE CONSIDERAZIONE DI QUELLA AMMIRABILE PAZIENZA PER CUI EGLI, «IL PIÙ BELLO TRA I FIGLI DELL’UOMO OFFRÌ IL SUO BEL VISO AGLI SPUTI DEI MALVAGI. Infine sopportò pazientemente la croce, i  chiodi, la lancia, il fiele e l’aceto, lui in tutto dolce, mite e clemente.    Alla fine fu condotto via come una pecora al macello, e come un agnello se ne stette silenzioso davanti al tosatore e non aprì bocca (cfr. Is 53, 7). 
  •    Chi, al sentire quella voce meravigliosa piena di dolcezza, piena di carità, piena di inalterabile pacatezza: «Padre, perdonali», non abbraccerebbe subito i suoi nemici con tutto l’affetto? «Padre», dice, «perdonali» (Lc 23, 34). Che cosa si poteva aggiungere di dolcezza, di carità ad una siffatta preghiera? Tuttavia egli aggiunse qualcosa. GLI SEMBRO POCO PREGARE VOLLE ANCHE SCUSARE. «Padre, disse, perdonali, perché non sanno quello che fanno». E invero sono grandi peccatori, ma poveri conoscitori. Perciò: «PADRE, PERDONALI». Lo crocifiggono, ma non sanno chi crocifiggono, perché se l’avessero conosciuto, giammai avrebbero crocifisso il Signore della gloria (cfr. 1 Cor 2, 8); perciò: «PADRE, PERDONALI».. Lo ritengono un trasgressore della legge, un presuntuoso che si fa Dio, lo stimano un seduttore del popolo.    «Ma io ho nascosto da loro il mio volto, non riconobbero la mia maestà». Perciò: «PADRE, PERDONALI»., perché non sanno quello che fanno» (Lc 23, 34). 
  • Ostensorio SE L’UOMO VUOLE AMARE SE STESSO DI AMORE AUTENTICO, NON SI LASCI CORROMPERE DA NESSUN PIACERE DELLA CARNE. PER NON SOCCOMBERE ALLA CONCUPISCENZA DELLA CARNE, RIVOLGA OGNI SUO AFFETTO ALLA DOLCEZZA DEL PANE EUCARISTICO. INOLTRE PER RIPOSARE PIÙ PERFETTAMENTE E SOAVEMENTE NELLA GIOIA DELLA CARITÀ FRATERNA, ABBRACCI DI VERO AMORE ANCHE I NEMICI.
       Perché questo fuoco divino non intiepidisca di fronte alle ingiustizie, guardi sempre con gli occhi della mente la pazienza e la pacatezza del suo amato Signore e Salvatore.

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  • REGALIAMOCI LA GIOIA SPIRITUALE DI UNA PAGINA COSI’…

BUON PASTORE2

IMITIAMO L’ESEMPIO DEL BUON PASTORE

DALLE «OMELIE» DI SANT’ASTÈRIO DI AMASEA, VESCOVO

 

  •    …  Considerate le ricchezze della sua bontà. egli, quando stava per venire tra gli uomini mediante l’incarnazione, mandò avanti GIOVANNI, ARALDO E MAESTRO DI PENITENZA e, prima di Giovanni, tutti i profeti, perché insegnassero agli uomini a ravvedersi, a ritornare sulla via giusta e a convertirsi a una vita migliore. 
  •    Poco Dopo, Quando Venne Egli Stesso, proclamò di persona e con la propria bocca: «VENITE A ME, VOI TUTTI, CHE SIETE AFFATICATI E OPPRESSI E IO VI RISTORERÒ» (MT 11, 28). PERCIÒ, A COLORO CHE ASCOLTARONO LA SUA PAROLA, CONCESSE UN PRONTO PERDONO DEI PECCATI E LI LIBERÒ DA QUANTO LI ANGUSTIAVA. IL VERBO LI SANTIFICÒ, LO SPIRITO LI RESE SALDI, L’UOMO VECCHIO VENNE SEPOLTO NELL’ACQUA, E FU GENERATO L’UOMO NUOVO, CHE FIORÌ NELLA GRAZIA.   DOPO CHE COSA SEGUÌ? Colui che era stato nemico diventò amico, l’estraneo diventò figlio, l’empio diventò santo e pio.   
  • IMITIAMO L’ESEMPIO CHE CI HA DATO IL SIGNORE, IL BUON PASTORE. CONTEMPLIAMO I VANGELI E, AMMIRANDO IL MODELLO DI PREMURA E DI BONTÀ IN ESSI RISPECCHIATO, CERCHIAMO DI ASSIMILARLO BENE.
    Nelle parabole e nelle similitudini vedo un pastore che ha cento pecore. Essendosi una di esse allontanata dal gregge e vagando sperduta, egli non rimane con quelle che pascolavano in ordine, ma messosi alla ricerca dell’altra, supera valli e foreste, scala monti grandi e scoscesi, e, camminando per lunghi deserti con grande fatica, cerca e ricerca fino a che non trova la pecora smarrita. 
  • DOPO AVERLA TROVATA, NON LA BASTONA, NÉ LA COSTRINGE A FORZA  A RAGGIUNGERE IL GREGGE, MA, PRESALA  SULLE SPALLE, E TRATTATALA CON DOLCEZZA, LA RIPORTA AL GREGGE, PROVANDO UNA GIOIA MAGGIORE PER QUELLA SOLA RITROVATA, CHE PER LA MOLTITUDINE DELLE ALTRE.
  • CONSIDERIAMO LA REALTÀ VELATA E NASCOSTA DELLA PARABOLA. QUELLA PECORA NON È AFFATTO UNA PECORA, NÉ QUEL PASTORE UN PASTORE, MA SIGNIFICANO ALTRA COSA. SONO FIGURE CHE CONTENGONO GRANDI REALTÀ SACRE. CI AMMONISCONO, INFATTI, CHE NON È GIUSTO CONSIDERARE GLI UOMINI COME DANNATI E SENZA SPERANZA, E CHE NON DOBBIAMO TRASCURARE COLORO CHE SI TROVANO NEI PERICOLI, NÉ ESSERE PIGRI NEL PORTARE LORO IL NOSTRO AIUTO, MA CHE È NOSTRO DOVERE RICONDURRE SULLA RETTA VIA COLORO CHE DA ESSA SI SONO ALLONTANATI E CHE SI SONO SMARRITI. DOBBIAMO RALLEGRARCI DEL LORO RITORNO E RICONGIUNGERLI ALLA MOLTITUDINE DI QUANTI VIVONO BENE E NELLA PIETÀ.

DON-ORIONE-3DON ORIONE LA PENSAVA ALLO STESSO MODO…

  1. … E vorrei farmi cibo spirituale per i miei fratelli che hanno fame e sete di verità e di Dio; vorrei dare la luce di Dio ai ciechi, …vorrei diventare lo stolto di Cristo e vivere e morire della stoltezza della carità per i miei fratelli! 
  2. Amare sempre e dare la vita cantando l’Amore! Abbassare, stendere sempre le mani e il cuore a raccogliere pericolanti debolezze e miserie e porle sull’altare, perché in Dio diventino le forze di Dio e grandezza di  DIO… 
  3. Gesù è morto con le braccia aperte. È Dio che si è abbassato e immolato con le braccia aperte. Carità! Voglio cantare la carità! Avere una gran pietà per tutti! 036PG

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8 Marzo – FESTA DELLA DONNA

DONNA MIMOSE

  • DONNE COSÌ… Donne vere. Fatte di grazia e di fragilità. Storie di umiliazione e riscatto. Tanto diverse ma tutte segnate da un Evento che ha cambiato la loro vita. Incontrata la Luce, l’hanno accolta con gioia. E si sono messe al servizio di Gesù e del Vangelo. Ieri come oggi. Donne-madri. Donne-sorelle. Donne capaci di amare. Sì, penso a mia madre. Ma anche a tutte quelle donne che sanno amare sul serio. Fino al sacrificio totale di sé. Con un’ abnegazione e fedeltà a tutta prova. Per questo sono perennemente attuali. Ne abbiamo bisogno come del pane. Ne ha bisogno il mondo. A volte addirittura ci afferra come un intimo  timore di rimanere senza  donne così. Perché,  con l’aria che tira, potrebbero correre il rischio di…estinzione. Dio non voglia!

  maddalena

  • Oltre ai Dodici, Gesù aveva scelto anche voi. A quel tempo? C’erano con lui  i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi  e da infermità: Maria di Màgdala, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode,  Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni. (cfr Lc 8,2-3).
  • Gli Evangelisti vi dedicano pagine sublimi. Indimenticabili. «In verità vi dico, dovunque sarà predicato questo vangelo nel mondo intero, sarà detto anche ciò che costei ha fatto, in memoria di lei» (Mt 26,13 La Samaritana Gv 4,1; la donna siro-fenicia Mc 7,24ss;  la donna malata Mt 9,20-22; la peccatrice perdonata Lc 7,36.Marta e Maria Gv 11)
  • Commuove il candore della donna guaritaImpaurita e tremante, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. (Mc 5,21ss)
  • Sorprende la fede semplice e audace della donna Cananea Signore, anche i cagnolini si cibano delle  briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni…“Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come  desideri”. ( Mt15,25)
  • E la “dichiarazione d’amore” di Gesù per Marta e Maria? All’udire questo, Gesù disse: “Questa malattia non è per la  morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga  glorificato”.  Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a  Lazzaro. Gv 11,4s
  • I Dodici fuggirono, voi donne siete rimaste fedeli fino alla croce C’erano anche là molte donne che avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. Tra  costoro Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e  la madre dei figli di Zebedèo.  Intanto Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano ad  osservare dove veniva deposto.  (cfr Mt 27,56.61; Mc 15,47).
  • Che santa invidia per la Maddalena chiamata per nome da LUI?  Gesù le disse: “Maria!”.  Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: “Rabbunì!”, che significa: Maestro! Gv 20,18ss
  • E a lei affidò la missione di andare dagli Apostoli Gesù le disse: “Non mi  trattenere, ma và dai miei  fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio  vostro”. Maria di Màgdala andò ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore” e anche ciò che le aveva detto.Gv 20,11-18).

GRAZIE A madre_teresaTE , DONNA

  1. “Grazie a te, donna-madre che ti fai grembo dell’essere umano nella gioia e nel travaglio di un’esperienza unica.
  2. Grazie a te, donna-sposa che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono.
  3. Grazie a te, donna-figlia e donna-sorella che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità
  4. Grazie a te donna-lavoratrice, per l’indispensabile contrbuto che dai all’elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, alla edificazionedi strutture economiche e politiche più ricche di umanità.
  5. Grazie a te, donna-consacrata che sull’esempio della più grande delle donne, la madre di Cristo, ti apri all’amore di Dio…
  6. Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna!  (Giovanni Paolo II, lettera alle donne)  nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità
  7. Grazie a te donna-lavoratrice, per l’indispensabile contributo che dai all’elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, alla edificazionedi strutture economiche e politiche più ricche di umanità.
  8. Grazie a te, donna-consacrata che sull’esempio della più grande delle donne, la madre di Cristo, ti apri all’amore di Dio…
  9. Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna!  (Giovanni Paolo II, lettera alle donne)

IL GRAZIE DI DON-ORIONE-3 DON ORIONE

  • Mia madre “Quella povera vecchia contadina di mia madre sialzava alle 3 di notte e via a lavorare,  e faceva da donna e, con i suoi figli, sapeva fare anche da uomo, perché nostro padre era lontano, a lavorare sul Monferrato: batteva il falcetto per fare l’erba, e lo affilava essa, senza portarlo all’arrotino; faceva la tela con canapa filata da essa; e i miei fratelli si divisero tante lenzuola, tanta bella biancheria, povera mia madre! Teneva da conto fin i coltelli rotti… Non correva a comperare, se proprio non poteva farne a meno; e, quando è morta, le abbiamo  messo il suo vestito da sposa, dopo 51 anni che si era sposata: se l’era fatto tingere in nero e faceva ancora la sua più bella figura ed era il suo vestito più bello! “ (Let. 36)
  • Quella serenità d’animo di cui una mamma ha tanto bisogno…“Anime! Anime! San Remo, 12 Marzo 1940  “Prego per tutti i suoi cari, Signora contessa, e in particolare per Lei, perchè Iddio allontani dal suo spirito ogni nube di tristezza, e le dia quella serenità d’animo di cui una mamma tanto abbisogna per riempire di sè e confortare tutta la sua casa, e nel caso suo, per crescere sempre più nella luce della fede e forti virtù cristiane le sue belle bimbe. Via dunque ogni tristezza,  via ogni nube, ogni fantasia, ogni pensiero che non porta pace allo spirito, ma inquietudine e turbamento: quelle idee, quei pensieri non sono da Dio, ma dal nemico di ogni pace e di ogni bene.. E raccomandiamoci a Maria santissima, madre di consolazione e di ogni pace.  Che predicone, Signora contessa, che predicone!   Meno male che siamo in quaresima! Valga per tutte le volte che non le ho risposto. La conforto e la ossequio e la prego di porgere i miei ossequi, pieni di grato animo, a suo marito. Invoco amplissima sulla loro casa la benedizione di Dio, e Buona Pasqua!

A MIA MADRE

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Non sempre il tempo la beltà cancella
o la sfioran le lacrime e gli affanni;
mia madre ha sessant’anni,
e più la guardo e più mi sembra bella.

Non ha un detto, un sorriso, un guardo, un atto
che non mi tocchi dolcemente il cuore.
Ah se fossi pittore
farei tutta la vita il suo ritratto.

Vorrei ritrarla quando inchina il viso
perch’io le baci la sua treccia bianca,
o quando inferma e stanca
Nasconde il suo dolor sotto un sorriso.

Ma se fosse un mio prego in cielo accolto
non chiederei del gran pittor d’Urbino
il pennello divino
per coronar di gloria il suo bel volto.

Vorrei poter cangiar vita con vita,
darle tutto il vigor degli anni miei;
vorrei veder me vecchio e lei…
dal sacrificio mio ringiovanita.

 Edmondo De Amicis

A mia madre- Edmondo De Amicis ppt

– 8 MARZO festa della donna 2017

  + LETTERA ALLE DONNE (G. PAOLO II)

+ IMPORTANZA DELLA DONNA NELLA VITA DEL SACERDOTE

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M A R Z O   2017 4-5:   E tu la vorresti una… Ferrari? profeta amos 3

AMOS  

  • QUALE RICCHEZZA? La situazione è sotto gli occhi di tutti. Pochi ricchi continuano a sperperare ingenti somme di denaro mentre molti poveri non sanno come sfamare i loro bambini. Tutto ciò è inammissibile davanti agli uomini e davanti a Dio. Ma  dobbiamo chiederci onestamente se noi che abbiamo fremiti di santo sdegno contro queste ingiustizie, abbiamo uno stile di vita sobrio o rischiamo di desiderare quello che deploriamo negli altri…A quale ricchezza aspiriamo veramente?  Insomma per essere un pò provocante, con i tempi che corrono… la vorresti una Ferrari? Ci colleghiamo in diretta con AMOS uno dei più antichi Profeti d’Israele. Che ha parole forti in proposito e indicazioni preziose anche  per noi, oggi.

AMOS IN LINEA   

  • Sei vissuto 27 secoli fa… Eppure ti sentiamo molto “vicino”. Queste sono le parole di Amos, che era un pastore del villaggio di Tekoa.  Due anni prima del terremoto, mentre Ozia era re di Giuda e Geroboamo figlio di Ioas era re di Israele, Dio rivelò ad Amos tutte queste cose riguardanti Israele. (1,1ss)
  • Da pastore a Profeta: un bel salto. Cosa ti sembrava riprovevole nella gente? Costringono il povero a strisciare nella polvere e rendono la vita difficile al debole. Padri e figli vanno con la stessa donna, e così profanano il mio santo nome.  Nei luoghi di culto osano sdraiarsi sulle vesti avute in pegno dal povero. (2,7ss)
  • Perché lasciare la vita tranquilla di pastore per quella rischiosa del profeta? Dio, il Signore, non agisce senza aver prima rivelato le sue intenzioni ai suoi servi, i profeti.  Quando il leone ruggisce chi può non aver paura? Quando Dio, il Signore, parla chi può evitare di trasmettere il suo messaggio? (3, 7ss)
  • Anche allora c’era gente con la doppia casa e altri che morivano di fame e di freddo? Il Signore dice: «Questa gente non sa nemmeno cosa significa essere onesti. Riempiono i loro palazzi con tesori, frutto di rapine e violenze.  Ascoltate ora… Distruggerò le case invernali e quelle estive, le case decorate in avorio cadranno in rovina e i palazzi saranno spazzati via».(3,10)
  • Queste cose vanno denunciate. Ma con le donne dell’alta società, non hai esagerato? Ascoltate queste parole, donne di Samaria che vi siete ingrassate… Voi violate i diritti dei deboli, opprimete i poveri, ordinate ai vostri mariti di portarvi da bere. Com’è vero che io sono santo, verrà il giorno in cui sarete prese prigioniere. In fila dovrete abbandonare la città passando per le rovine delle mura. (4, 1)
  • Eppure la gente era fedele ai propri doveri religiosi. Non basta? «Israeliti, andate pure al santuario di Betel e peccate! Andate a Galgala e peccate ancora di più! Portate i vostri animali da sacrificare. Vantatevi delle vostre offerte spontanee. Sono queste le cose che vi piacciono! (4,4s)
  • PAPA FRANCESCOPapa Amatrice 4ottobre
    Dio ha delle preferenze?
    Nel cuore di Dio c’è un posto preferenziale per i poveri. Il Salvatore è nato in un presepe, tra gli animali; è cresciuto in una casa di semplici lavoratori e ha lavorato con le sue mani per guadagnarsi il pane. Quando iniziò ad annunciare il Regno agli oppressi dalla povertà, assicurò che Dio li portava al centro del suo cuore: « Beati voi, poveri, perché vostro è il Regno di Dio» (Lc 6,20);
  • poveriiLa Chiesa allora ha una scelta… obbligata?

Questa preferenza divina ha delle conseguenze nella vita di fede di tutti i cristiani, chiamati ad avere «gli stessi sentimenti di Gesù » (Fil 2,5). Ispirata da essa, la Chiesa ha fatto una opzione per i poveri. Per questo desidero una Chiesa povera per i poveri. 

  • LA GRAZIA D’ESSER NATO POVERO. don orione e bambini argentiniFra le grazie che il Signor mi ha fatto, ho avuto quella di essere nato povero. I miei hanno sempre lavorato per poter mangiare. Non ci mancò mai il pane: ma si faceva, una volta al giorno, la polenta; e, nelle invernate, c’era la polenta nel latte. (Da discorso del 21 – I – 1938)
  • QUANDO I RAGAZZI MI PORTAVANO DEI TOZZI DI PANE… Quei tempi erano veramente eroici, tempi di fame e di estrema miseria; tanto che i ragazzi dell’Oratorio portavano qualche tozzo di pane per sfamare quel povero chierico. Allora era fiamma la vita del cuore, ed erano giorni grandi, giorni di fame, giorni di fede, e la fede era fiamma di carità e di amore a Dio. Mai più come quei giorni, mai più; giorni eroici quando i ragazzi dell’Oratorio, vedendo che si pativa la fame, mi portavano dei tozzi di pane da mangiare    XI, 165

LEGGI TUTTO…16C. AMOS

17B. WEEK-END IN QUARESIMA digiuniamo così…

VENERDI’ DOPO LE CENERI…

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Meditazione del giorno:

San Pietro Crisologo (406-450), vescovo di Ravenna

  • Fratelli, sono tre le azioni in cui la fede si fonda, la pietà si manifesta, la virtù si mantiene: la preghiera, il digiuno, la misericordia. La preghiera bussa alla porta, il digiuno ottiene, la misericordia riceve. Preghiera, misericordia, digiuno, sono tre, ma sono una sola cosa e si danno reciprocamente la vita. Infatti, il digiuno è l’anima della preghiera e la misericordia è la vita del digiuno. Nessuno li separi; i tre non possono separarsi. Chi pratica solo uno o due, non ha nulla. Quindi, chi prega deve digiunare e chi digiuna deve aver la pietà. Ascolti l’uomo che chiede e chi chiedendo desidera essere ascoltato; chi non rifiuta di ascoltare gli altri quando lo si supplica, si farà sentire da Dio.
  • Chi pratica il digiuno deve  simpatizzare con l’uomo che ha fame, se vuole che Dio simpatizzi con la sua fame. Chi spera di ottenere misericordia deve fare misericordia; chi vuole beneficiare della bontà deve praticarla; chi vuole che gli si doni, deve donare… Sii la norma della misericordia a tuo riguardo: Se vuoi ricevere misericordia in un certo modo, secondo una certa misura, con una certa prontezza, dona misericordia agli altri con la stessa prontezza, la stessa misura, allo stesso modo.
  • Quindi la preghiera, la misericordia, il digiuno devono formare un solo insieme per raccomandarci a Dio, devono formare una sola supplica, una sola preghiera in nostro favore sotto questa triplice forma.

U n a   c r o c e…

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Il legno della Croce, quel “legno del fallimento”,
è divenuto il parametro vero di ogni vittoria.
Gesù ha operato più salvezza
con le mani inchiodate sulla Croce
che con le mani stese sui malati.
Donaci, Signore, di non sentirci costretti
nell’aiutarti a portare la Croce.
Aiutaci a vedere anche nelle nostre croci
un mezzo per ricambiare il tuo amore;
aiutaci a capire che la nostra storia crocifissa
è già impregnata di risurrezione.
Se ci sentiamo sfiniti, Signore, è perché, purtroppo, 
molti passi li abbiamo consumati
sui viottoli nostri e non tuoi,
ma proprio i nostri fallimenti
possono essere la salvezza della nostra vita.
La Pasqua è la festa degli ex delusi della vita,
nei cuori, all’improvviso, dilaga la speranza.
Cambiare è possibile, per tutti e sempre.
Tonino Bello

  VEDI PPT    UNA CROCE- Don Tonino Bello PPT

MERCOLEDI DELLE CENERI…

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CONVERTITI  E CREDI AL VANGELO

  • A)- CAMMINO QUARESIMALE: inizia col rito austero delle ceneri ma termina con la gioa di Pasqua. Un cammino di verità: – ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai…
  • Ma un cammino pieno di SPERANZA. Le  ceneri sono tratte dall’ ulivo della Domenica delle palme dell’anno precedente. Richiama dunque il mistero della morte e risurrezione di Gesù. Come dire: riconosci la tua povertà, sei cenere. Ma se ti converti e  credi al vangelo, inizi un viaggio che dal “profondo” della tua  miseria accettata e offerta… ti conduce alla  meta:  LA SPERANZA DELLA RISURREZIONE.  
  • LA BELLEZZA DELLA META DA’ FORZA AL NOSTRO CAMMINO…Come dice il salmista che ha iniziato il viaggio verso Gerusalemme: Cresce lungo il cammino il suo vigore,  finché compare davanti a Dio in Sion. Poiché sole e scudo è il Signore Dio;    Beato l’uomo che in te confida (sl 83)

SOLO IN DIO…  bimboche dormeRIPOSA L’ANIMA MIA!

Mi ricordo di te, dell’affetto della tua giovinezza,deserto-caravanadef-300x128 

quando mi seguivi nel deserto,

in terra non seminata.

   Israele era sacro al Signore (Ger. 2)


  • BAMBINI IN PREGHIERALa preghiera è luce dell’anima, vera conoscenza di Dio, mediatrice tra Dio e l’uomo. L’anima, elevata per mezzo suo in alto fino al cielo, abbraccia il Signore con amplessi ineffabili. Come il bambino, che piangendo grida alla madre, l’anima cerca ardentemente il latte divino, brama che i propri desideri vengano esauditi e riceve doni superiori ad ogni essere visibile.                                                                                                             
    + S. G. CRISOSTOMO: LA PREGHIERA È LUCE PER L’ANIMA
  • PAPA EUCARPAPA FRANCESCO: La Quaresima «è il tempo per dire no. No all’asfissia dello spirito per l’inquinamento causato dall’indifferenza, dalla trascuratezza di pensare che la vita dell’altro non mi riguarda; per ogni tentativo di banalizzare la vita, specialmente quella di coloro che portano nella propria carne il peso di tanta superficialità.
  • La Quaresima vuole dire no all’inquinamento intossicante delle parole vuote e senza senso, della critica rozza e veloce, delle analisi semplicistiche che non riescono ad abbracciare la complessità dei problemi umani, specialmente i problemi di quanti maggiormente soffrono.
  • La Quaresima è il tempo di dire no; no all’asfissia di una preghiera che ci tranquillizzi la coscienza, di un’elemosina che ci lasci soddisfatti, di un digiuno che ci faccia sentire a posto.
  • Quaresima è il tempo di dire no all’asfissia che nasce da intimismi che escludono, che vogliono arrivare a Dio scansando le piaghe di Cristo presenti nelle piaghe dei suoi fratelli: quelle spiritualità che riducono la fede a culture di ghetto e di esclusione».

DON ORIONE: DON-ORIONE-3

“Non importa dire molte preghiere,

ma importa dirle bene. 

Io sono contento che se ne dica la metà ,

un quarto, un Pater noster solo,

purché sia detto bene col cuore”

(Disc. 14.9.30)

TIENIMI ALLA TUA PORTA… TIENIMI ALLA TUA PORTA R.Tagore PPT

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  • In attesa di sabato  4 marzo ore 16: profeta amos 3PER COMINCIARE A RIFLETTERE:
  1.  TU LA VORRESTI UNA …FERRARI?  La situazione è sotto gli occhi di tutti. Pochi ricchi continuano a sperperare ingenti somme di denaro mentre molti poveri non sanno come sfamare i loro bambini. Tutto ciò è inammissibile davanti agli uomini e davanti a Dio…
  2.  Anche ai tuoi tempi c’era gente con la doppia casa e altri che morivano di fame e di freddo? Il Signore dice: «Questa gente non sa nemmeno cosa significa essere onesti. Riempiono i loro palazzi con tesori, frutto di rapine e violenze.  Ascoltate ora… Distruggerò le case invernali e quelle estive, le case decorate in avorio cadranno in rovina e i palazzi saranno spazzati via».(3,10)poveri[3]
  3.  Il silenzio di Dio: come interpretarlo? Col tempo, i gusti e gli interessi cambiano Si ha fame d’altro…  «Verranno giorni,  in cui io manderò la carestia in questa regione. Non di pane avranno fame, non di acqua avranno sete, ma di ascoltare la parola del Signore. Ovunque cercheranno con ansia la parola di Dio, da nord a sud e da ovest a est. Ma non la troveranno.   (8,10ss  ) 
  4.  Una raccomandazione finale che fa tremare…  “PREPARATI ALL’INCONTRO CON IL TUO DIO, O ISRAELE!” (4,12)
  5.  QUALE RICCHEZZA SECONDO GESU’? Se un uomo riesce a guadagnare anche il mondo intero, ma poi perde la sua vita o rovina se stesso, che vantaggio ne ricava?…Stolto! Proprio questa notte dovrai morire e a chi andranno le ricchezze che hai accumulato? Questa è la situazione di quelli che accumulano ricchezze solo per se stessi e non si preoccupano di arricchire davanti a Dio. (Lc 9,25)

vedi ppt Lo scrigno -Tagore

Info e prenotazioni: donalesiani@gmail.com  tel. 0721.823.175 – 333.88.90.862 – sito: www.sanbiagiofano.it

 

NEL DESERTO… PARLERÒ AL TUO CUORE! NEL DESERTO… PARLERÒ AL TUO CUORE!

PRIMAVERA A VILLA S. BIAGIO

PREPARIAMOCI ALLA PASQUA COSI’:  WEEK-END DELLO SPIRITO”

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Cari amici,  c’è aria di Primavera a Villa S. Biagio.  Sia perché sembra  passato l’inverno (sono già spuntate le prime margherite…), sia perché sono stati fatti lavori di manutenzione che rendono più bella e accogliente la Chiesa e la Casa (vedi foto in allegato)   Ma soprattutto perché iniziamo  la Quaresima, tempo propizio per rinnovarci spiritualmente e prepararci alla Pasqua. E allora…

  • Nel 40.mo anniversario di “Casa di spiritualità” VILLA S. BIAGIO  PROPONE  MINI-RITIRI SPIRITUALI APERTI A TUTTI  in ascolto di PERSONAGGI BIBLICI E DI PAPA FRANCESCO. Concediamoci una pausa di pace e di riflessione  su temi di grande attualità…
  • Roba vecchia?  Forse no.  Provare per credere. Vi aspettiamo. Dv. gesù buon pastore

 

I ritiri iniziano il pomeriggio del sabato (h.16)  e terminano col pranzo della Domenica (h.13)

QUANDO ?

M A R Z O   2017 

  • 4-5:  E tu la vorresti una… Ferrari? AMOS
  • 11-12: Amore io voglio… Ma quale?    – OSEA
  • 18-19: Fare carriera …a tutti i costi?  – QOELET
  • 25-26: Gli immigrati: tutta gente pericolosa? – RUT  

A P R I L E  2017

  • 1-2: Curare piante e animali. Più dei bambini…?    – GIONA
  • 8-9: Il dolore degli innocenti…Perché ? -IL SERVO DI DIO
  • 15-16: Gesù, quando siamo tristi, Tu dove sei?  – EMMAUS

P R O G R A M M A  cappellina1

  • SABATO ore 16: Accoglienza … sistemazione 
  • 16.30: Presentazione dei partecipanti.  Meditazione – preghiera
  • 18.30: Celebrazione di vespri e S. Messa
  • 19.30: Cena fraterna… momento contemplativo nel parco.
  • 21.00: Risonanze spirituali – turni di adorazione notturna
  • DOMENICA h.7.00: sveglia “musicale” -Footing mariano (chi vuole)
  • 9.00: Lectio divina –  riflessione  e preghiera personale…
  • 10.30: SANTA MESSA DOMENICALE
  • 12.00: Momento di verifica e impegni di vita…
  • 12.45: foto di gruppo – pranzo – saluti… arrivederci

Info e prenotazioni: donalesiani@gmail.com   tel. 0721.823.175 – 3338890862 – sito: www.sanbiagiofano.it 

L’ESEMPIO DI S. LUIGI ORIONE: 

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VORRESTI UNIRTI A ME

 IN QUESTO RITIRO MINIMO?

A pochi mesi dalla sua morte, Don Orione   inventa i Ritiri minimi per i giovani.  Iniziativa d’avanguardia e organizzata con grande  tatto psicologico… confida che personalmente  sente il bisogno di ritirarsi qualche giorno, per ascoltare meglio la voce di Dio.  Se qualcuno vorrà unirsi a lui…  lo troverà alla stazione a riceverlo                                                                                                                  Tortona, 9 Novembre 1939

  • Carissimo nel Signore,  la grazia di Dio e la sua pace siano sempre con noi! La Divina Provvidenza mi ha offerto,  ai margini di Genova, in posizione tranquilla, un’umile casa di campagna, che mi pare assai adatta al raccoglimento.
  • Nell’Evangelo si legge che Gesù Cristo  era solito raccogliere ogni tanto i suoi discepoli nella quiete della solitudine, poiché la solitudine è atta a far conoscere la vanità di tutte le cose e il proprio nulla, a far meglio sentire la voce del Signore, a distaccarci dal mondo e ad elevarci a Dio con l’orazione. Vorrei togliermi anch’io almeno per qualche giorno, dalle troppe esterne occupazioni e raccogliermi nel silenzio e nella pace di quell’umile casetta,  per sentire meglio la voce di Dio e parlare con Cristo quasi cuore a cuore.
  •  Vorresti unirti a me in questo ritiro minimo …  che va dal pomeriggio di Sabato, 11 corr., al pomeriggio di lunedi 13?  Bisognerebbe ti trovassi alle 15 di Sabato a Genova, nell’atrio della stazione Principe dove sarò a riceverti, o dove troverai un mio sacerdote, che ti sarà facile distinguere, poiché porterà un libro in mano.  
  • Saremo sei o sette, non più, ché la casa e la cappella sono veramente piccole.   Se tu vieni dalla Lombardia, vedi che c’è un diretto con terza classe che parte da Milano alle 12,15 e giunge a Genova alle 14,35. Nella speranza di averti con me,  ti dò un bell’arrivederci, e invoco sui tuoi passi la benedizione del Signore. Tuo aff.mo in Cristo, D. Orione  Scritti 47, 271                                                                                     

GESU-NEL-DESERTO

“Venite in disparte in un luogo solitario  

e riposatevi un po’ (Mc 6,31)

DOMENICA 26 FEBBRAIO 2017

FIORI RAMO

UN VANGELO DA… “IMPAZZIRE” 

Mt 6,24-34 In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza. Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? 
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150115-003

Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena». Parola del Signore

COMMENTO DI P. RONCHI

  • NON PREOCCUPATEVI. Per tre volte Gesù ribadisce il suo invito pressante: non abbiate quell’affanno che toglie il respiro, per cui non esistono feste o domeniche, non c’è tempo di fermarsi a guardare negli occhi la vita, a parlare con chi si ama.
  • Non lasciatevi rubare la serenità e salvate la capacità di godere delle cose belle che ogni giorno il Padre mette sulla vostra strada. Ma soprattutto, per quale motivo non essere in ansia? Perché Dio non si dimentica: può una madre dimenticarsi del suo figliolo? Se anche una madre si dimenticasse, io non mi dimenticherò di te, mai (Isaia 49).
  • Guardate gli uccelli del cielo, osservate i gigli del campo. Gesù osserva la vita e nascono parabole. Il Vangelo oggi ci pone la questione della fiducia. Dove metti la tua fiducia? La risposta è chiara: in Dio, prima di tutto, perché Lui non abbandona e ha un sogno da consegnarti.
  • NON METTERE LA SICUREZZA NEL TUO CONTO IN BANCA. Gesù sceglie gli uccelli, esseri liberi, che sono una nota di canto e di libertà nell’azzurro. Lasciatevi attirare come loro dal cielo, volate alto e liberi! La fede ha tre passi: HO BISOGNO, MI FIDO, MI AFFIDO. Affidatevi e non preoccupatevi.
  • Non un invito al fatalismo, in attesa che Qualcuno risolva i problemi: se Dio nutre creature che non seminano e non mietono, quanto più voi che seminate e mietete. Non preoccupatevi, il Padre sa. Tra le cose che uniscono le tre grandi religioni, c’è la certezza che Dio si prende cura, che Dio provvede.
  • Non preoccupatevi, Dio sa. Ma come faccio a dirlo a chi non trova lavoro, non riesce ad arrivare a fine mese, non vede futuro per i figli?  «Se uno è senza vestiti e cibo quotidiano e tu gli dici, va in pace, non preoccuparti, riscaldati e saziati, ma non gli dai il necessario per il corpo, a che cosa ti serve la tua fede?» (Gc. 2,16).
  • DIO HA BISOGNO DELLE MIE MANI PER ESSERE PROVVIDENZA NEL MONDO. Sono io, siamo noi, i suoi amici, il mezzo con cui Dio interviene. Io mi occupo di qualcuno e Lui, che veste di bellezza i fiori del campo, si occuperà di me.  Fìdati e troverai ciò che fa volare, ciò che fa fiorire! 

CRISTO NON HA MANI

 ha soltanto le nostre mani per fare oggi il suo lavoro. 

CRISTO NON HA LABBRA

  ha soltanto le nostre labbra per raccontare di sé agli uomini di oggi     

  NOI SIAMO L’UNICA BIBBIA

  che i popoli leggono ancora, l’ultimo messaggio di Dio scritto in opere e parole.

DON ORIONE TERREMOTODON ORIONE AL GIOVANE BALDASSARRE –  22 giugno 1917

Caro Baldassarre,  Leggo la tua lettera.   Non ho nessuna difficoltà di prenderti qui e di farti preparare per la 3ª Ginnasiale. Anzi questo sarebbe il mio piacere: averti qui un po’ di mesi con me, e vederti crescere buono e studioso, e tutto impegnato guadagnarti un anno.    Del resto tu sai bene, o caro Baldassarre, che cosa ti ho detto quando ti ho parlato a Sanremo da solo. Ebbene, verrai qui da me, e ti farò aiutare, e Dio spero che ti aiuterà.   Però mi devi fare una promessa. Senti, caro Baldassarre,    LEGGI TUTTO IN COMMENTI….

L’UMANITA’ HA BISOGNO DI TE (Michel Quoist) ppt

E DIO CONTA SU DI TE…. PPT DIO CONTA SU DI TE PPT

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  • “La preghiera che avevo dimenticato” Paulo Coelho – Signore, proteggi i nostri dubbi, perché il “dubbio” è una maniera di pregare. Esso ci fa crescere, perché ci obbliga a guardare senza paura le tante risposte a una stessa domanda. E affinché ciò sia possibile…
  • Signore, proteggi le nostre decisioni, perché la Decisione è una maniera di pregare. Dacci il coraggio, dopo il dubbio, di essere capaci di scegliere tra un cammino e l’altro. Che il nostro sì sia sempre un sì, e il nostro no sia sempre un no. Fa’ che una volta scelto il cammino, non guardiamo giammai indietro, né lasciamo che la nostra anima sia rosa dal rimorso. E affinché ciò sia possibile…
  • VEDI PPT. la_preghiera_che_avevo_dimenticato

23 FEBBRAIO S. POLICARPO

S. POLICARPO

Condannato e condotto nell’anfiteatro, udì una voce che dal cielo diceva: « Coraggio, Policarpo, sii costante ». Quadrato. il proconsole a cui venne presentato il Santo, dopo avergli domandato il nome, cercò di persuaderlo di aver compassione della sua vecchiaia dicendogli: « Pensa che non potrai sopportare i tormenti, alla vista dei quali gli animi più robusti tremano. … Ma Policarpo, con volto celestiale, rinvigorito di novella forza, gli rispose: « Sono ottantasei anni che servo il mio Signore: Egli non mi fece alcun male, anzi, ogni giorno ho ricevuto nuove grazie: come dunque posso io dir male del mio Creatore, Benefattore e Conservatore? Come posso offendere il mio Salvatore, il mio Dio, che è il Supremo Giudice, che deve punire i malvagi e premiare i buoni? ».  In così dire una luce di Paradiso gli irradiò la fronte: il feroce proconsole comandò che fosse arso vivo. Policarpo si preparò al martirio annunciatogli con continua e fervorosa preghiera. VEDI IN COMMENTI  GLI ATTI DEL MARTIRIO…

PRIMAVERA A VILLA S. BIAGIO PRIMAVERA A VILLA S. BIAGIO

VITA IN ABBONDANZA…

PROPOSTE DI VILLA S. BIAGIO FEBBRAIO 2017

“ SONO VENUTO PERCHE’  ABBIANO LA VITA E… 

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L’ABBIANO IN ABBONDANZA

 

14 FEBBRAIO: S. VALENTINOS. Valentino22

IL SANTO … DELL’AMORE!

 LA STORIA  

  • La più antica notizia di S.Valentino è in un documento ufficiale della Chiesa dei secc.V-VI dove compare il suo anniversario di morte. Altri testi del sec. VI, raccontano che S.Valentino, cittadino e vescovo di Terni dal 197, divenuto famoso per la santità della sua vita, per la carità ed umiltà, per lo zelante apostolato e per i miracoli che fece. Imprigionato sotto l’Imperatore Aureliano fu decollato a Roma. Era il 14 febbraio 273.
  • La festa del vescovo e martire Valentino si riallaccia agli antichi festeggiamenti di Greci, Italici e Romani che si tenevano il 15 febbraio in onore del dio Pane, Fauno e Luperco. La Chiesa cristianizzò quel rito pagano della fecondità anticipandolo al giorno 14 di febbraio attribuendo al martire ternano la capacità di proteggere i fidanzati e gli innamorati indirizzati al matrimonio e ad un’unione allietata dai figli. Da questa vicenda sorsero alcune leggende.
  • Le più interessanti sono quelle che dicono il santo martire amante delle rose, fiori profumati che regalava alle coppie di fidanzati per augurare loro un’unione felice. Oggi la festa di S.Valentino è celebrata ovunque come Santo dell’Amore. L’invito e la forza dell’amore che è racchiuso nel messaggio di S.Valentino deve essere considerato anche da altre angolazioni, oltre che del rapporto tra uomo e donna.
  • L’Amore è Dio stesso e caratterizza l’uomo, immagine di Dio. Nell’Amore risiede la solidarietà e la pace, l’unità della famiglia e dell’intera umanità.  
  • LA ROSA DELLA  RICONCILIAZIONE:ROSA-280x300
    Passeggiando per il suo giardino, Valentino un giorno udì due fidanzati litigare. Invitando i due ragazzi alla ragione, egli porse loro una rosa affinché la stringessero facendo attenzione a non pungersi con le spine e pregando perché il loro amore fosse eterno. I due giovani si riconciliarono immediatamente e dopo non molto tempo, si recarono nuovamente dal Santo per celebrare il matrimonio ed invocare la sua benedizione.
  • I BAMBINI: 
    Il giardino della casa di San Valentino era un luogo di gioia ed amore, dove spesso gli abitanti della città di Terni si recavano, per ricevere i preziosi consigli del santo.FIOREParticolari ed abituali frequentatori del giardino erano i bambini della zona, che lì si recavano per giocare. Valentino, rallegrandosi della loro spensieratezza e della loro purezza, spesso si fermava ad osservarli, soprattutto per essere certo che non corressero pericolo alcuno. Quando il sole iniziava a tramontare, egli si recava tra loro e a ciascuno regalava un fiore, che i bambini avrebbero dovuto portare alle loro mamme. Un piccolo stratagemma, per essere certo che i fanciulli si dirigessero subito a casa, senza far troppo tardi…
  • E visto che S. Valentino voleva molto bene ai bambini, prendiamoci una pausa di … buon umore e ascoltiamo cosa dicono i bambini sull’amore.…: Degli psicologi hanno posto a bambini dai 4 agli 8 anni, la domanda: Cosa vuol dire amore? Queste le risposte… 

BAMBINI E SCUOLA

  1. L’amore è la prima cosa che si sente, prima che arrivi la cattiveria  (Carlo,5 anni)
  2.  Quando nonna aveva l’artrite e non poteva mettersi più lo smalto, nonno lo faceva per lei anche se aveva l’artrite pure lui. Questo è l’amore (Rebecca, 8 anni)
  3. Quando qualcuno ci ama, il modo che ha di dire il nostro nome è diverso.  (Luca 4 anni)
  4.  L’amore è quando la ragazza si mette il profumo, il ragazzo il dopobarba, poi escono insieme per annusarsi (Martina 5 anni)
  5. L’amore è quando esci a mangiare e dai un sacco di patatine fritte a … L’amore è quando qualcuno ti fa del male e tu sei molto arrabbiato, ma non strilli per non farlo piangere. (Susanna 5 anni)
  6.  L’amore è quando mamma fa il caffè per papà e lo assaggia prima per assicurarsi che sia buono. (Daniele 7 anni)
  7. L’amore è quando una donna vecchia e un uomo vecchio, sono ancora amici anche se si conoscono bene. (Tommaso 6 anni)
  8. L’amore è quando mamma dà a papà il pezzo più buono del pollo (Elena 5 anni)
  9. L’amore è quando il mio cane mi lecca la faccia, anche se l’ho lasciato solo tutta la giornata. (Anna Maria 4 anni)
  10. Non bisogna mai dire ti amo se non è vero. Ma se è vero bisogna dirlo tante volte. (Jessica 8 anni)

MARIA, DONNA INNAMORATA  madonna-con-bambino-e-firma(Don Tonino Bello, Maria, donna dei nostri giorni)

  • Anche Maria ha sperimentato quella stagione splendida dell’esistenza, fatta di stupori e di lacrime, di trasalimenti e di dubbi, di tenerezza e di trepidazione, in cui, come in una coppa di cristallo, sembrano distillarsi tutti i profumi dell’universo. Ha assaporato pure lei la gioia degli incontri, l’attesa delle feste, gli slanci dell’amicizia, l’ebbrezza della danza, le innocenti lusinghe per un complimento, la felicità per un abito nuovo.
  • Cresceva come un’anfora sotto le mani del vasaio, e tutti si interrogavano sul mistero di quella trasparenza senza scorie e di quella freschezza senza ombre. UNA SERA, UN RAGAZZO DI NOME GIUSEPPE PRESE IL CORAGGIO A DUE MANI E LE DICHIARÒ: «MARIA, TI AMO».
  • LEI GLI RISPOSE, VELOCE COME UN BRIVIDO: «ANCH’IO». E NELL’IRIDE DEGLI OCCHI LE SFAVILLARONO, RIFLESSE, TUTTE LE STELLE DEL FIRMAMENTO. 

LA CREATURA CHE HAI AL FIANCO E’ MIA.

matrimonioLa creatura che hai al fianco è mia.
Io l’ho creata. Io le ho voluto bene da sempre…
Per lei non ho esitato a dare la mia vita. 

Te la affido.
La prendi dalle mie mani e ne diventi responsabile.
La ameremo insieme. Io la amo da sempre.
Sono Io che ho messo nel tuo cuore l’amore per lei.

Era il modo più bello per dirti:  

“Ecco te l’affido”

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Cari amici, abbiamo terminato le celebrazioni in onore di S. BIAGIO:  FESTA S. BIAGIO sono stati TRE GIORNI DI GRAZIA E DI FRATERNITA’. 

Vogliamo ringraziare il Signore e quanti hanno collaborato perché tutto riuscisse bene.  Il Signore ricompensi… Riprendiamo il ritmo normale del mese di Febbraio tradizionalmente dedicato alla celebrazione della VITA …  sia nei momenti di gioia che in quelli di sofferenza  GIORNATA DEL MALATO MALATO-300x263

 Ci accompagna  in questo cammino la MADONNA DI LOURDES

–  11 FEBBRAIO 

... ho avuto la grazia  di andare diverse volte a Lourdes, in treno. Accompagnando gli ammalati…

E allora ogni 11 Febbraio mi viene spontaneo ringraziare e condividere qualche  ricordo e spirituale suggestione 

1°-  Rileggiamo la LETTERA di BERNADETTE in cui racconta ciò che  è successo quel giorno… 

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  • Una Signora mi ha parlato … Un giorno, recatami sulla riva del fiume Gave per raccogliere legna insieme con due fanciulle, sentii un rumore. Mi volsi verso il prato ma vidi che gli alberi non si muovevano affatto, per cui levai la testa e guardai la grotta. Vidi una Signora rivestita di vesti candide. Indossava un abito bianco ed era cinta da una fascia azzurra. Su ognuno dei piedi aveva una rosa d’oro, che era dello stesso colore della corona del rosario. A quella vista mi stropicciai gli occhi, credendo a un abbaglio. 
  • Misi le mani in grembo, dove trovai la  mia corona del rosario. Volli anche farmi il segno della croce sulla fronte, ma non riuscii ad alzare la mano, che mi cadde. Avendo quella Signora fatto il segno della croce, anch’io, pur con mano tremante, mi sforzai e finalmente vi riuscii. LOURDES3
  • Cominciai al tempo stesso a recitare il rosario, mentre anche la stessa Signora faceva scorrere i grani del suo rosario, senza tuttavia muovere le labbra. Terminato il rosario, la visione subito scomparve. Domandai alle due fanciulle se avessero visto qualcosa, ma quelle dissero di no; anzi mi interrogarono cosa avessi da rivelare loro. Allora risposi di aver visto una Signora in bianche vesti, ma non sapevo chi fosse. Le avvertii però di non farne parola. Allora anch’esse mi esortarono a non tornare più in quel luogo, ma io mi rifiutai.
  • Vi ritornai pertanto la domenica, sentendo di esservi interiormente chiamata. Quella Signora mi parlò soltanto la terza  volta e mi chiese se volessi recarmi da lei per quindici giorni.  Io le risposi di sì. Ella aggiunse che dovevo esortare i sacerdoti perché facessero costruire là una cappella; poi mi comandò di bere alla fontana. Siccome non ne vedevo alcuna, andavo verso il fiume Gave, ma ella mi fece cenno che non parlava del fiume e mi mostrò col dito una fontana. Recatami là, non trovai se non poca acqua fangosa. Accostai la mano, ma non potei prender niente; perciò cominciai a scavare e finalmente potei attingere un po’ d’acqua; la buttai via per tre volte, alla quarta invece potei  berla. La visione allora scomparve ed io me ne tornai verso casa. 
  • Per  quindici  giorni però  ritornai colà e  la Signora mi apparve tutti i giorni tranne un lunedì e un venerdì, dicendomi di nuovo di avvertire i  sacerdoti che facessero costruire là una cappella, di andare a lavarmi alla fontana e di pregare per la conversione dei peccatori. Le domandai più volte chi fosse, ma sorrideva dolcementeAlla fine, tenendo le braccia levate ed alzando gli occhi al cielo, mi disse di essere l’Immacolata Concezione. Nello spazio di quei quindici giorni mi svelò anche tre segreti, che mi proibì assolutamente di rivelare ad alcuno; cosa che io ho fedelmente  osservato fino ad oggi.

In Te l’aiuto e il conforto
crocifisso
Signore, nel momento della prova,
ora che il dolore e la trepidazione
gravano sul mio cuore,
guidami con la chiarezza della fede
a trovare in Te l’aiuto e il conforto.

Lo Spirito Santo
mantenga in me la certezza
di essere tuo figlio
aiutandomi ad accettare tutto
dalla tua mano.
Persuadimi che tu, Padre,
disponi gli avvenimenti al mio bene,
rispettando la libertà umana.

Fa’, o Cristo,
che nella certezza del tuo amore
io trovi la risposta a quelle domande
che superano questo mistero umano.
Fa’ che senta
sulla mia strada dolorosa,
il tuo passo sicuro che non mi abbandona.

Credo in Te, o Gesù,
perché sei la Verità.
Spero in Te perché sei fedele.
Amo Te, perché sei l’Amore.
CARD. GIOVANNI BATTISTA MONTINI

  • VEDI ALLEGATO PPT: IN TE L’AIUTO E IL CONFORTO
  •  UNA  COMMOVENTE ESPERIENZA  don-orione-instaurare
    DI DON ORIONE NEL 25.MO DI SACERDOZIO 
     Qui di feste non se ne sono fatte; non ho permesso che se ne facessero pel mio XXV di Sacerdozio. Quel giorno io dovevo passarlo a Bra, nel silenzio e in Domino; ma, la vigilia, mi accorsi che il caro Chierico Viano andava peggiorando, e allora mi fermai a Tortona.
  • La notte la passai presso il letto di Viano e la mattina dissi la Messa ai piedi della Madonna della Divina Provvidenza, e i ragazzi e tutti fecero la comunione generale. Ho voluto dire Messa da morto; ho sentito che dovevo pregare per tutti quelli che mi seguirono o che furono nostri alunni o benefattori e che già sono andati a vita eterna.  
  • Venuta l’ora del pranzo, ti dirò come l’ho passata. Viano andava peggiorando…LEGGI TUTTO IN COMMENTI…
  • “Coraggio, fratello” TONINO BELLOdi don Tonino Bello   Coraggio, fratello che soffri. C’è anche per te una deposizione dalla croce. C’è anche per te una pietà sovrumana. Ecco già una mano forata che schioda dal legno la tua…  Coraggio. Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio. Tra poco, il buio cederà il posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi colori e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga. Ecco un grembo dolcissimo di Donna che ti avvolge di tenerezza. Tra quelle braccia materne si svelerà, finalmente, tutto il mistero di un dolore che ora ti sembra assurdo. 
  • Vi benedico Vi benedico da un altare scomodo, ma carico di gioia. Vi benedico da un altare coperto da penombre, ma carico di luce. Vi benedico da un altare circondato da silenzi, ma risonante di voci. Sono le grazie, le luci, le voci dei mondi, dei cieli e delle terre nuove che, con la Risurrezione, irrompono nel nostro mondo vecchio e lo chiamano a tornare giovane Amen! Alleluia!

16PPT CORAGGIO, FRATELLO-Preghiera (Don Tonino Bello)

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Cari amici di S. BIAGIO 

  • IL MESE DI  FEBBRAIO  è caratterizzato da alcune celebrazioni particolari (La “candelora” , la giornata  della vita e  del malato….)  Tutte ci ricordano un messaggio fondamentale: GESU’ E’ PER NOI LUCE E PANE DI VITA.  E DI  VITA… IN ABBONDANZA. 
  • ANCHE LE  CELEBRAZIONI IN ONORE DI S. BIAGIO (3 – 5 FEBBRAIO 2017)   ci aiutano a contemplare S. BIAGIO 3 FEBR questo messaggio e a  viverlo nella vita di ogni giorno…    

S. BIAGIO3CON I SIMBOLI delle CANDELE  E DEL PANE BENEDETTO,   pane

 ricordiamo il nostro  Battesimo e portiamo a casa un PANINO , simbolo di GESU’ PANE DI VITA PER NOI.   E  per intercessione di S. Biagio, chiediamo al Signore 3 grandi doni:  PACE – SALUTE – GIOIA ETERNA. 

“ESAUDISCI, SIGNORE, LA TUA FAMIGLIA,

 RIUNITA NEL RICORDO DEL MARTIRE SAN BIAGIO.

DONALE PACE E SALUTE NELLA VITA PRESENTE, 

PERCHÉ  GIUNGA ALLA GIOIA DEI BENI ETERNI. AMEN”

LEGGI TUTTO…    15- PERCHE’ ABBIANO LA VITA … e FESTA DI SAN BIAGIO 2017

DONNE E UOMINI PER LA VITA

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NEL SOLCO DI SANTA TERESA DI CALCUTTA

Giornata per la vita – 5 febbraio 2017

 

  • IL CORAGGIO DI SOGNARE CON DIO

Alla scuola di Papa Francesco s’impara a sognare. Spesso nelle udienze fa riferimento ai sogni dei bambini e dei giovani, dei malati e degli anziani, delle famiglie e delle comunità cristiane, delle donne e degli uomini di fronte alle scelte importanti della vita. Sognare con Dio e con Lui osare e agire! Quando il Papa commenta la Parola di Dio al mattino o quando tiene discorsi nei vari viaggi apostolici, non manca di incoraggiare a sognare in grande. È nota la sua devozione a san Giuseppe, che considera uomo del “sogno” (Cfr. Mt 1,20.24). Quando si rivolge alle famiglie, ricorda loro che il sogno di Dio “continua a realizzarsi nei sogni di molte coppie che hanno il coraggio di fare della loro vita una famiglia; il coraggio di sognare con Lui, il coraggio di costruire con Lui, il coraggio di giocarci con Lui questa storia, di costruire un mondo dove nessuno si senta solo, nessuno si senta superfluo o senza un posto

 

  • I BAMBINI E I NONNI,VITA IN ABBONDANZA NONNI E NIP. IL FUTURO E LA MEMORIA

Per Papa Francesco il sogno di Dio si realizza nella storia con la cura dei bambini e dei nonni. I bambini “sono il futuro, sono la forza, Sono quelli in cui riponiamo la speranza”; i nonni “sono la memoria della famiglia. Sono quelli che ci hanno trasmesso la fede. Un popolo che non sa prendersi cura dei bambini e dei nonni è un popolo senza futuro, perché non ha la forza e non ha la memoria per andare avanti” Educare alla vita significa entrare in una rivoluzione civile che guarisce dalla cultura dello scarto, dal crollo demografico, favorendo la difesa di ogni persona umana dallo sbocciare della vita fino al suo termine naturale.

  • CON MADRE TERESAmadre teresaaa È ciò che ripete ancora oggi Santa Teresa di Calcutta: “Facciamo che ogni bambino sia desiderato”  
  • “La vita è bellezza, ammirala. La vita è un’opportunità, coglila. La vita è beatitudine, assaporala. La vita è un sogno, fanne una realtà. La vita è la vita, difendila”.  
  • Com’è bello sognare con le nuove generazioni una Chiesa e un Paese capaci di sostenere storie di amore esemplari e umanissime, aperte a ogni vita, accolta come dono sacro di Dio
  • « Risplenda la vostra luce davanti agli uomini » MANO DI DIO 2 Se siamo cristiani, dobbiamo assomigliare a Cristo. Se vorrete impararla, l’arte della premura vi farà assomigliare sempre di più a Cristo, perché il suo cuore era sempre attento ai bisogni degli uomini. Una grande santità comincia con tale premura per gli altri ; per essere bella, la nostra vocazione deve essere piena di tale premura.  Mi ha creata, mi ha scelta,  perché aveva bisogno di me.   Essere cristiano, è accogliere veramente Cristo e diventare un altro Cristo. È amare così come siamo amati, come Cristo ci ha amati sulla croce(M. Teresa)

S. Luigi Orione: don-orione-e-bimbi

TANTE VOLTE HO SENTITO GESÙ CRISTO

VICINO A ME, TANTE VOLTE

L’HO COME INTRAVISTO,

GESÙ, NEI PIÙ INFELICI.

NEL PIÙ MISERO DEGLI UOMINI

BRILLA L’IMMAGINE DI DIO…

A TUTTI AVREI VOLUTO DARE, 

COL PANE DEL CORPO, IL DIVINO BALSAMO DELLA FEDE.

LA MIGLIOR CARITÀCHE SI PUÒ FARE AD UN’ANIMA È …

DARLE GESÙ! 

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PRESENTAZIONE DI GESU’ AL TEMPIO

PRESENTAZIONE

  • Lc 2,22-32 – Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore ‘ come è scritto nella legge del Signore…
  • Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
  • Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».
Dai «Discorsi» di san Sofronio, vescovo  PRESENTAZIONE 2Accogliamo la luce viva ed eterna
  1.    Noi tutti che celebriamo e veneriamo con intima partecipazione il mistero dell’incontro del Signore, corriamo e muoviamoci insieme in fervore di spirito incontro a lui. Nessuno se ne sottragga, nessuno si rifiuti di portare la sua fiaccola. Accresciamo anzi lo splendore dei ceri per significare il divino fulgore di lui che si sta avvicinando e grazie al quale ogni cosa risplende, dopo che l’abbondanza della luce eterna ha dissipato le tenebre della caligine.
  2. Ma le nostre lampadeCANDELORA22 esprimano soprattutto la luminosità dell’anima, con la quale dobbiamo andare incontro a Cristo. Come infatti la Madre di Dio e Vergine intatta portò sulle braccia la vera luce e si avvicinò a coloro che giacevano nelle tenebre, così anche noi, illuminati dal suo chiarore e stringendo tra le mani la luce che risplende dinanzi a tutti, dobbiamo affrettarci verso colui che è la vera luce. 
  3. La luce venne nel mondo (cfr. Gv 1, 9) e, dissipate le tenebre che lo avvolgevano, lo illuminò. Ci visitò colui che sorge dall’alto (cfr. Lc 1, 78) e rifulse a quanti giacevano nelle tenebre. Per questo anche noi dobbiamo ora camminare stringendo le fiaccole e correre portando le luci. Così indicheremo che a noi rifulse la luce, e rappresenteremo lo splendore divino di cui siamo messaggeri. Per questo corriamo tutti incontro a Dio. Ecco il significato del mistero odierno.  La luce vera che illumina ogni uomo che viene in questo mondo (cfr. Gv 1, 9) è venuta. Tutti dunque, o fratelli, siamone illuminati, tutti brilliamo.
  4. Nessuno resti escluso da questo splendore, nessuno si ostini a rimanere immerso nel buio. Ma avanziamo tutti raggianti e illuminati verso di lui. Riceviamo esultanti nell’animo, col vecchio Simeone, la luce sfolgorante ed eterna. Innalziamo canti di ringraziamento al Padre della luce, che mandò la luce vera, e dissipò ogni tenebra, e rese noi tutti luminosi.GESU PRESENTATO TEMPIO  Anche noi, Vedemmo con gli occhi il Dio fatto carne.

E proprio per aver visto il Dio presente fra noi

ed averlo accolto con le braccia dello spirito,

ci chiamiamo nuovo Israele.

Noi onoriamo questa presenza nelle celebrazioni anniversarie,

né sarà ormai possibile dimenticarcene.

consacrati

  • Gesù ha saputo guardare oltre dando forma alla sua vita quando, nei momenti importanti della missione terrena, ha incentivato la relazione profonda con il Padre. I discepoli hanno appreso questa forma di vita del Maestro introducendosi nella sua stessa intimità. I santi fondatori hanno saputo vedere oltre perché sono stati uditori della Parola e dell’umano.  
  • Ai religiosi, non è richiesto, per essere in linea con il Vangelo e l’ispirazione prima dei fondatori, di bloccare il carisma scadendo in forme di mondanità spirituale o nella tentazione dei numeri, ma è richiesto loro di guardare oltre, di avvicinarsi all’intimità stessa di Gesù Cristo («tenere fisso lo sguardo sul Signore, facendo sempre attenzione a non cedere ai criteri della mondanità», secondo la parola del Papa), come quella di chi vive sul bordo del pozzo (Gv 4), nella ricerca della verità e dell’incontro, dove l’ascolto accade nel silenzio abissale di Dio e dell’uomo divenendo musica silente (san Giovanni della Croce), esperienza di resistenza e resa, tra storia ed escatologia, tra sequela ravvicinata e realizzazione del Regno.

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FESTA DI S. GIOVANNI BOSCO 

S. GIOV. BOSCO

DALLE “LETTERE” DI SAN GIOVANNI BOSCO
Se vogliamo farci vedere amici del vero bene dei nostri allievi, bisogna che voi non dimentichiate mai che rappresentate i genitori di questa cara gioventù, che fu sempre tenero oggetto delle mie occupazioni, dei miei studi, del mio ministero sacerdotale. Se perciò sarete veri padri dei vostri allievi, bisogna che voi ne abbiate anche il cuore; Quante volte, miei cari figliuoli, nella mia lunga carriera ho dovuto persuadermi di questa grande verità! E’ CERTO PIÙ FACILE IRRITARSI CHE PAZIENTARE: MINACCIARE UN FANCIULLO CHE PERSUADERLO: DIREI ANCORA CHE È PIÙ COMODO ALLA NOSTRA IMPAZIENZA E ALLA NOSTRA SUPERBIA CASTIGARE QUELLI CHE RESISTONO, CHE CORREGGERLI COL SOPPORTARLI CON FERMEZZA E CON BENIGNITÀ. La carità che vi raccomando è quella che adoperava san Paolo verso i fedeli di fresco convertiti alla religione del Signore, e che sovente lo facevano piangere e supplicare quando se li vedeva meno docili e corrispondenti al suo zelo. Difficilmente quando si castiga si conserva quella calma, che è necessaria per allontanare ogni dubbio che si opera per far sentire la propria autorità, o sfogare la propria passione. Riguardiamo come nostri figli quelli sui quali abbiamo da esercitare qualche potere.  DAL MOMENTO CHE SONO I NOSTRI FIGLI, ALLONTANIAMO OGNI COLLERA QUANDO DOBBIAMO REPRIMERE I LORO FALLI, O ALMENO MODERIAMOLA IN MANIERA CHE SEMBRI SOFFOCATA DEL TUTTO. Non agitazione dell’animo, non disprezzo negli occhi, non ingiuria sul labbro; ma sentiamo la compassione per il momento, la speranza per l’avvenire, e allora voi sarete i veri padri e farete una vera correzione.
LEGGI TUTTO IN COMMENTI…

EDUCATORI COSÌ …  s. paolo arte modS. PAOLO

  • 1TS 2 Paolo ricorda la sua attività a Tessalonica                            1 Voi fratelli, sapete bene che non sono venuto da voi inutilmente.            2 Sapete che poco prima, nella città di Filippi, ero stato offeso e avevo sofferto. Eppure, anche in mezzo a molte difficoltà, Dio mi ha dato la forza di annunziarvi il messaggio del suo vangelo. 3 Nella mia predicazione non c’era nessuna intenzione  di imbrogliare, di parlare con astuzia. 4 Anzi, io parlo sempre come Dio vuole. Non cerco l’approvazione degli uomini, ma quella di Dio, che giudica anche le nostre intenzioni nascoste. 5 Sapete bene che mai ho detto parole per far piacere a qualcuno o per mio interesse: Dio mi è testimone.
  • 6 E mai ho cercato i complimenti degli uomini, né da voi, né dagli altri, 7 anche se potevo far valere la mia autorità di apostolo di Cristo.
  • Invece mi sono comportato tra voi con dolcezza, come una madre che ha cura dei suoi bambini. 8 Mi sono affezionato a voi, e vi ho voluto bene fino al punto che vi avrei dato non solo il messaggio di salvezza che viene da Dio, ma anche la mia vita. 9 Infatti, fratelli, voi ricordate la dura fatica che ho affrontato:
  • ho lavorato notte e giorno per potervi annunziare la parola di Dio, senza essere di peso a nessuno. 10 Voi siete, con Dio, testimoni del mio comportamento. 11Sapete che ho agito verso ciascuno di voi, come fa un padre con i suoi figli.

DON ORIONE:don-orione-e-bimbi A SCUOLA DI S. PAOLO E S. GIOVANNI BOSCO:

  •  vi raccomando i giovani…  Curatene lo spirito,  coltivate la loro mente, educate il loro cuore!(Buenos Aires) 21 febbraio 1922
  • Si dicano sempre ai giovani parole di incoraggiamentoI giovani vanno educati tenendo sempre presente che sono esseri ragionevoli …Cari miei, noi non avremo però mai fatto niente finché non rifaremo cristiana nella sua anima di Fede e nella vita privata e pubblica la gioventù:  finché non avremo fatte cristiane le coscienze ed il carattere dei nostri allievi.
  • L’esempio del maestro! Se il professore non si farà mai aspettare, darà agli scolari esempio di diligenza!  Se vedranno che il Professore si prepara a far scuola, ed è sempre ben preparato,  anch’essi non perderanno più tempo.  Chi è che fa, che crea la scuola?  È il maestro!
  • Fateli camminare, fateli camminare, i vostri alunni, ma in tutto, in tutto: nella pietà, nella virtù come nel sapere: guai a chi non mettesse Dio davanti ai giovani, a guida dei giovani!
  • Io non vi raccomando le macchine, vi raccomando le anime dei giovani,  Curatene lo spirito, coltivate la loro mente, educate il loro cuore! Sac. Luigi Orione (Scr. 51,22ss)

– 0 EDUCATORI COSÌ…

Vivere d’amore:S. TERESA DI GESU B

  • Vivere d’amore non è piantare la tenda sulla cima del Tabor, ma salire con te sul Calvario, o Gesù, e desiderare il tesoro della croce. Vivrò in cielo esultante, quando ogni prova sarà passata per sempre.
  • Ma quaggiù voglio vivere d’amore, costi quel che costi, pagando il prezzo della sofferenza. Vivere d’amore quaggiù è un darsi smisurato, senza chiedere nessuna ricompensa.
  • Senza far conti io mi dono, sicura come sono che quando si ama non si fanno calcoli. lo ho dato tutto al Cuore divino che trabocca di tenerezza! Non ho più nulla. La mia sola ricchezza è vivere d’amore.
  • Leggera è la fatica del cammino, ma se cado, o Gesù, a ogni passo tu mi raggiungi. Di volta in volta mi sollevi, mi avvolgi nel tuo abbraccio, e mi dai la tua grazia.

Preghiera VIVERE D’AMORE- Santa Teresa

 

donalesiani@gmail.com      -www.sanbiagiofano.it

VITA IN ABBONDANZA… VITA IN ABBONDANZA…

E’ LUI LA NOSTRA PACE…

PROPOSTE FORMATIVE  DI “VILLA S. BIAGIO” – GENNAIO 2017

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 Cari amici, LA PACE DI GESU’…

  •   Quanti discorsi sulla pace. Se ne parla tanto. E giustamente.      Ne abbiamo estremo bisogno. Ma bastano i discorsi? Basta la pur splendida iniziativa della “giornata mondiale della Pace”?  Già l’espressione mi suona piuttosto riduttiva. Giornata!?  
  • Ma di pace ne abbiamo bisogno ogni giorno, non solo il primo dell’anno. E poi quale pace? Con chi? Da dove cominciare? Saremo in grado di risolvere i problemi internazionali della “terza guerra mondiale a pezzi” e dell’accoglienza degli stranieri ,  se non ci salutiamo  nel…condominio?  
  • Se anche noi credenti andiamo a Messa ma non troviamo poi la forza di perdonarci veramente tra parenti?  Pace in famiglia. Pace con i vicini di casa. Pace nella comunità ecclesiale. Pace col creato. Si, rispetto e custodia del creato.  Custodire: termine impegnativo. Da applicare al creato, e ancor prima a noi stessi e ai fratelli di cui dovremmo appunto essere i custodi…
  • Gesù è venuto a portarci la pace! Abbattendo i nostri muri (cfr. Ef. 2) Chiediamoci allora: siamo costruttori di muri o di ponti? E auguriamoci che questa domanda ci accompagni  e ci …“disturbi” per tutto l’anno 2017. Per tutta la vita! Pace a te, fratello mio. Pace a te, sorella mia.   Buon Anno, così!
  • A – LA PACE: CHIEDIAMOLA AL SIGNORE. E’ SUO DONO!
  • FAMIGLIA-DEF-300x187Per la famiglia: Beato l’uomo che teme il Signore e cammina nelle sue vie. Vivrai del lavoro delle tue mani, sarai felice e godrai d’ogni bene. La tua sposa come vite feconda nell’intimità della tua casa; i tuoi figli come virgulti d’ulivo intorno alla tua mensa. Ti benedica il Signore! Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme per tutti i giorni della tua vita. Possa tu vedere i figli dei tuoi figli. Pace su Israele! (Salmo128)
  • Per la nostra città: Domandate pace per Gerusalemme: sia pace a coloro che ti amano, sia pace sulle tue mura, sicurezza nei tuoi baluardi. Per i miei fratelli e i miei amici io dirò: «Su di te sia pace!». Per la casa del Signore nostro Dio, chiederò per te il bene. (Sl. 122)
  • GESÙ CI DONA UNA PACE TUTTA “SPECIALE” (Gv 14,25) Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la  do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.

28 GENNAIO 2017  – S. TOMMASO D’AQUINO

S. TOMMASO D'AQUINO

NESSUN ESEMPIO DI VIRTÙ È ASSENTE DALLA CROCE

«Conferenze» di san Tommaso d’Aquino, sacerdote

    FU NECESSARIO CHE IL FIGLIO DI DIO SOFFRISSE PER NOI?.

  • … NELLA PASSIONE DI CRISTO troviamo rimedio contro tutti i mali in cui possiamo incorrere per i nostri peccati.    Ma non minore è l’utilità che ci viene dal suo esempio. LA PASSIONE DI CRISTO  È SUFFICIENTE PER ORIENTARE TUTTA LA NOSTRA VITA.
  •    SE CERCHI UN ESEMPIO DI CARITÀ, ricorda: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15, 13).  Questo ha fatto Cristo sulla croce. E quindi, se egli ha dato la sua vita per noi, non ci deve essere pesante sostenere qualsiasi male per lui.
  •    SE CERCHI UN ESEMPIO DI PAZIENZA, ne trovi uno quanto mai eccellente sulla croce.  Ora Cristo ci ha dato sulla croce… «quando soffriva non minacciava» (1 Pt 2, 23) e come un agnello fu condotto alla morte e non aprì la sua bocca (cfr. At 8, 32). Grande è dunque la pazienza di Cristo sulla croce: «Corriamo con perseveranza nella corsa, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. Egli, in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l’ignominia» (Eb 12, 2). 
  • SE CERCHI UN ESEMPIO DI UMILTÀ, guarda il crocifisso: Dio, infatti, volle essere giudicato sotto Ponzio Pilato e morire.
  • SE CERCHI UN ESEMPIO DI OBBEDIENZA, segui colui che si fece obbediente al Padre fino alla morte:   
  • SE CERCHI UN ESEMPIO DI DISPREZZO DELLE COSE TERRENE, segui colui che è il Re dei re e il Signore dei signori, «nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza» (Col 2, 3). Egli è nudo sulla croce, schernito, sputacchiato, percosso, coronato di spine, abbeverato con aceto e fiele.
  •    NON LEGARE DUNQUE IL TUO CUORE ALLE VESTI ED ALLE RICCHEZZE, PERCHÉ «SI SON DIVISE TRA LORO LE MIE VESTI» (GV 19, 24); NON AGLI ONORI, PERCHÉ HO PROVATO GLI OLTRAGGI E LE BATTITURE (CFR. IS 53, 4); NON ALLE DIGNITÀ, PERCHÉ INTRECCIATA UNA CORONA DI SPINE, LA MISERO SUL MIO CAPO (CFR. MC 15, 17); NON AI PIACERI, PERCHÉ «QUANDO AVEVO SETE, MI HAN DATO DA BERE ACETO» (SAL 68, 22).

27 GENNAIO 2017

AUSCH MEMORIA

GIORNATA DELLA MEMORIA

“ IL GOLGOTA DEL MONDO CONTEMPORANEO” 

MESSAGGIO  DI  G. PAOLO II 

  • A) RICORDARE IL PASSATO… 1°- Ricordare deve farsi lezione severa…“…A mezzo secolo di distanza, i singoli, le famiglie, i popoli custodiscono ancora il ricordo di quei sei terribili anni: memorie di paure, di violenze, di penuria estrema, di morte…Col trascorrere del tempo, i ricordi non devono impallidire; devono piuttosto farsi lezione severa per la nostra e le future generazioni”
  • 2°-Pellegrini ai campi di sterminio, ci chiediamo: perchè si giunse a tanto?AUSCH shoah_00039Auschwitz, accanto a tanti altri lager, resta il simbolo drammaticamente eloquente delle conseguenze del totalitarismo: Il pellegrinaggio a quei luoghi con la memoria e con il cuore, in questo cinquantesimo anniversario, è doveroso. 
    Mi inginocchio…su questo Golgota del mondo contemporaneo”…
    Da tale  meditazione sgorgano interrogativi che l’umanità non può non porsi. Perchè si giunse ad un simile grado di annientamento dell’uomo e dei popoli? Perchè, finita la guerra, non si sono tratte dalla sua amara lezione le dovute conseguenze per l’insieme del continente Europeo?”

etty-hillesumPAGINE DAL DIARIO 1941-1943 Io non chiamo in causa la tua responsabilità…

  • Esistono persone che si preoccupano di mettere in salvo aspirapolveri, forchette e cucchiai d’argento, invece di salvare te, mio Dio.   Mio Dio è un periodo troppo duro per persone fragili come me. Le minacce e il terrore crescono di giorno in giorno. M’innalzo intorno la preghiera come un muro oscuro che offre riparo, mi ritiro nella preghiera come nella cella di un convento, ne esco fuori più “raccolta”, concentrata e forte.
  • Questo ritirarmi nella chiusa cella della preghiera, diventa per me una realtà sempre più grande. Dappertutto c’erano cartelli che ci vietavano le strada per la campagna: Ma sopra quell’unico pezzo di strada che ci rimane c’è pur sempre il cielo, tutto quanto. Non possono farci nulla, non possono veramente farci niente. Possono renderci la vita un po’ spiacevole, ma siamo noi stessi a privarci delle nostre forze migliori col nostro atteggiamento sbagliato: Dobbiamo pregare di tutto cuore che succeda qualcosa di buono. Infatti, se il nostro odio ci fa degenerare in bestie come lo sono loro, non servirà a nulla.   L’unica cosa che possiamo salvare in questi tempi è un piccolo pezzo di te in noi stessi, mio Dio. Io non chiamo in causa la tua responsabilità… tu non puoi aiutarci, ma tocca a noi aiutare te, difendere fino all’ultimo la tua casa in noi.
  • Mi hai resa così ricca, mio Dio, lasciami anche dispensare agli altri a piene mani. La mia vita  è diventata un colloquio ininterrotto con te, Mio Dio, un unico grande colloquio. A volte, quando me ne sto in un angolino del campo, i miei piedi piantati sulla tua terra, i miei occhi rivolti al cielo, le lacrime mi scorrono sulla faccia, lacrime che sgorgano da una profonda emozione e riconoscenza. Anche di sera, quando sono coricata nel mio letto e riposo in te…lacrime di riconoscenza mi scorrono sulla faccia e questa è la mia preghiera… a volte vorrei incidere delle piccole massime e storie appassionate ma mi ritrovo prontamente con una parola sola: DIO e questa parola contiene tutto…
  • IO, ELISA SPRINGER, HO VISTO DIO. Ho visto Dio, percosso e flagellato, sommerso dal fango, inginocchiato a scavare dei solchi profondi sulla terra, con le mani rivolte verso il cielo, che sorreggevano i pesanti mattoni dell’indifferenza.
  • Ho visto Dio dare all’uomo forza, per la sua disperazione, coraggio alle sue paure, pietà alle sue miserie, dignità al suo dolore.     Poi lo avevo smarrito, avvolto dal buio dell’odio e dell’indifferenza, dalla morte del mondo, dalla solitudine dell’uomo e dagli incubi della notte che scendeva su Auschwitz.
  •  Lo avevo smarrito… insieme al mio nome, diventato numero sulla carne bruciata, inciso nel cuore con l’inchiostro del male, e scolpito nella mente, dal peso delle mie lacrime…
  • Lo avevo smarrito… nella mia disperazione che cercava un pezzo di pane, coperta dagli insulti, le umiliazioni, gli sputi, resa invisibile dall’indifferenza, mentre mi aggiravo fra schiene ricurve e vite di morti senza memoria.
  • Ho ritrovato Dio… mentre spingeva le mie paure al di là dei confini del male e mi restituiva alla vita, con una nuova speranza: io ero viva in quel mondo di morti.    Dio era lì, che raccoglieva le mie miserie e sollevava il velo della mia oscurità.   Era lì, immenso e sconfitto, davanti alle mie lacrime.

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25 GENNAIO 2017  

S. PAOLO1

CONVERSIONE DI S. PAOLO

Cari amici, ogni anno il 25 di Gennaio, a conclusione della SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITA’ DEI CRISTIANI,  torna puntuale e attesa la festa della CONVERSIONE DI S. PAOLO. Ricordo che  giovane studente di teologia, non ancora prete, mi aveva tanto colpito l’affermazione (non ricordo più di quale autore…): DOPO LA RISURREZIONE DI CRISTO,  la conversione di S. Paolo è il più GRANDE “MIRACOLO” nella storia del Cristianesimo. E sinteticamente riassumeva la portata teologica di S. PAOLO definendolo: “IL PRIMO dopo…L’UNICO”  (Gesù)   Nel mio piccolo, grato a S. Paolo per avermi accompagnato tutta la vita nelle gioie e fatiche  del cammino di fede, qualche anno fa in occasione dell’ ANNO PAOLINO, avevo tentato improbabili interviste a S. Paolo . In una ottica orionina dopo che, con immensa gioia spirituale per me, Giov. Paolo II aveva affermato di DON ORIONE: EBBE LA TEMPRA E IL CUORE DELL’APOSTOLO PAOLO! Ve ne ripropongo con semplicità qualche pensiero… 

L’Amore di Cristo ci spinge 

(2Cor 5,14)

S.-PAOLO-232x300 IN CAMMINO CON S. PAOLO… 
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con cuore orionino!

IL PERSECUTORE ATTERRATO

  •   Ci risulta che infuriavi contro la Chiesa. Perché? Saulo era fra coloro che approvarono l’uccisione di Stefano. Persone pie  seppellirono Stefano e fecero un grande lutto per lui. Saulo intanto  infuriava contro la Chiesa ed entrando nelle case prendeva uomini e  donne e li faceva mettere in prigione. Quelli però che erano stati dispersi andavano per il paese e  diffondevano la parola di Dio. ( At. 8,1s)              
  • Raccontaci di quel viaggio che ti ha cambiato la vita… Saulo frattanto, sempre fremente minaccia e strage contro i  discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli  chiese lettere per le sinagoghe di Damasco al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme uomini e donne,  seguaci della dottrina di Cristo, che avesse trovati. E avvenne che,  mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce che gli  diceva: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”.  (Atti c.  9,1ss)
  • Chi ti buttò a terra, cosa ti disse? “Io sono Gesù, che tu perseguiti!  Orsù, alzati  ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare”. Saulo si alzò da terra ma, aperti gli  occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a  Damasco,  dove rimase tre giorni senza vedere e senza prendere né  cibo né bevanda.
  • Saulo, fratello mio…Uno che tu volevi far fuori, ti chiamò così?  Ora c’era a Damasco un discepolo di nome Anania e il Signore in  una visione gli disse: “Anania!”. Rispose: “Eccomi, Signore!”. “Su, và sulla strada chiamata Diritta, e cerca nella casa  di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco sta pregando. Anania andò, entrò  nella casa, gli impose le mani e disse: Saulo, fratello mio, mi ha  mandato a te il Signore Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale  venivi, perché tu riacquisti la vista e sia colmo di Spirito Santo”. E  improvvisamente gli caddero dagli occhi come delle squame e  ricuperò la vista; fu battezzato,  poi prese cibo e le forze gli  ritornarono.
  • Come ricordavi la tua esperienza? Voi avete certamente  sentito parlare della mia condotta di un tempo nel giudaismo, come  io perseguitassi fieramente la Chiesa di Dio e la devastassi, superando nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali,  accanito com’ero nel sostenere le tradizioni dei padri. Ma quando  colui che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua  grazia si compiacque di rivelare a me suo Figlio perché lo  annunziassi in mezzo ai pagani, subito, senza consultare nessun  uomo, senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli  prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco. In seguito, dopo tre anni andai a Gerusalemme per consultare  Cefa, e rimasi presso di lui quindici giorni… Gal.1,13ss
  •  leggi di più se vuoi… anno-paolino-sintesi-nn-16

 

 1° S. PAOLO: – L’UOMO  

  • Per cominciare la nostra conversazione: dove sei nato?  “Io  sono un Giudeo di Tarso di Cilicia, cittadino di una città non certo  senza importanza.( Atti c. 21,39)
  • La tua famiglia: religiosamente osservante o non tanto? “Fratelli, io sono un fariseo, figlio  di farisei; io sono chiamato in giudizio a motivo della speranza nella  risurrezione dei morti”. (Atti c.22,6)
  • I tuoi hanno potuto mandarti a perfezionare gli studi: dove? Io sono  un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma cresciuto in questa città,  formato alla scuola di Gamaliele nelle più rigide norme della legge  paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi. ( Atti c. 22,3) 
  • Davvero avevi la cittadinanza romana? Quanto avevi pagato per ottenerla? Il tribuno ordinò di portarlo nella fortezza,  prescrivendo di interrogarlo a colpi di flagello. Ma quando l’ebbero legato con le cinghie, Paolo disse al  centurione: “Potete voi flagellare un cittadino  romano, non ancora giudicato?”. Udito ciò, il centurione corse a  riferire al tribuno: “Che cosa stai per fare? Quell’uomo è un  romano!”.  Allora il tribuno si recò da Paolo e gli domandò:  “Dimmi, tu sei cittadino romano?”. Rispose: “Sì”. Replicò il  tribuno: “Io questa cittadinanza l’ho acquistata a caro prezzo”. Paolo  disse: “Io, invece, lo sono di nascita!”.  (Atti c. 22,20ss) 
  • Anche i tuoi avversari ti riconoscevano una vasta cultura? Mentr’egli parlava così in sua difesa, Festo a gran voce disse: “Sei pazzo, Paolo; la troppa scienza ti ha dato al cervello!”. (Atti c.26,24) 
  • Una cosa ci incuriosisce: è vero che parlavi diverse lingue? Sul punto di esser condotto nella fortezza, Paolo disse al tribuno: “Posso dirti una parola?”. “Conosci il greco?, disse quello, Allora  non sei quell’Egiziano che in questi ultimi tempi ha sobillato i quattromila ribelli?”. Paolo, stando in piedi sui gradini,  fece cenno con la mano al popolo e, fattosi un grande silenzio, rivolse  loro la parola in ebraico (Atti c. 21,37)  
  • Ma avevi imparato anche un mestiere manuale? Paolo si recò da loro (Aquila e Priscilla) e poiché erano del medesimo  mestiere, si stabilì nella loro casa e lavorava. Erano infatti di  mestiere fabbricatori di tende. (Atti c.18,1ss) 
  • E la tua costituzione fisica? Eri anche un bravo nuotatore? Tre  volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato lapidato, tre  volte ho fatto naufragio, ho trascorso un giorno e una notte in balìa delle  onde.  Viaggi innumerevoli, pericoli di fiumi, pericoli di briganti, pericoli nel deserto, pericoli sul mare, pericoli da parte di falsi fratelli;   fatica e travaglio, veglie senza numero, fame e sete, frequenti digiuni,  freddo e nudità( 2Cor.11,25) 

S. PAOLO:  s-paolo

“Pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti: mi sono  fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto  a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno(1Cor. 9,19ss) “Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino  alla conoscenza della verità  (1Tim 2, 4s)

 DON ORIONE: don-orione-10-canonizzazione

Non saper vedere e amare nel mondo che le anime dei nostri fratelli.  Anime di piccoli, anime di poveri, anime di peccatori, anime di giusti, anime di traviati, anime di penitenti, anime di ribelli alla volontà di Dio, anime ribelli alla Santa Chiesa di Cristo, anime semplici pure angeliche di vergini…  tutte sono amate da Cristo, per tutte Cristo è morto, tutte Cristo vuole salve tra le Sue braccia e sul Suo Cuore trafitto.(064PG)

 

LA DEVOZIONE s. francesco di sales filotea È POSSIBILE IN OGNI VOCAZIONE E PROFESSIONE

S. Francesco di Sales

  •  La devozione deve essere praticata in modo diverso  dall’artigiano, dal domestico dal principe, dalla vedova, dalla donna non sposata e da quella coniugata.
  • Dimmi, Filotea, sarebbe conveniente se il vescovo volesse vivere in una solitudine simile a quella dei certosini? E se le donne sposate non volessero possedere nulla come i cappuccini?   
  • No, Filotea, la devozione non distrugge nulla quando è sincera con gli impegni di qualcuno, è senza dubbio falsa. L’ape trae il miele dai fiori senza sciuparli, lasciandoli intatti e freschi come li ha trovati. Tutte le pietre preziose, gettate nel miele, diventano più splendenti, ognuna secondo il proprio colore, così ogni persona si perfeziona nella sua vocazione, se l’unisce alla devozione. La cura della famiglia è resa più leggera, l’amore fra marito e moglie più sincero, il servizio del principe più fedele, e tutte le altre occupazioni più soavi e amabili. È un errore, anzi un’eresia, voler escludere l’esercizio della devozione dell’ambiente militare, dalla bottega degli artigiani, dalla corte dei principi, dalle case dei coniugati.  Perciò dovunque ci troviamo, possiamo e dobbiamo aspirare alla vita perfetta.
  • S. FRANCESCO DI SALES 

PREGHIERA ALL’ANGELO CUSTODE

ANGELO,   TU MI PROTEGGI FIN DALLA NASCITA  A TE AFFIDO IL MIO CUORE: DALLO AL MIO SALVATORE GESÙ, POICHÉ APPARTIENE A LUI SOLO.   TU SEI ANCHE IL MIO CONSOLATORE NELLA MORTE! FORTIFICA LA MIA FEDE E LA MIA SPERANZA,  ACCENDI IL MIO CUORE D’AMORE DIVINO! FA CHE LA MIA VITA PASSATA NON MI AFFLIGGA,  CHE LA MIA VITA PRESENTE NON MI TURBI,   CHE LA MIA VITA FUTURA NON MI SPAVENTI. 

VEDI PPT: preghiera-allangelo-custode-san-f-di-sales-def

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21 GENNAIO 2017

s-agnese

S. AGNESE: VERGINE E MARTIRE

 Ti ho tanto cercato,
e ora contemplo il tuo volto;
tanto sperato, e ora sei mio;
in terra ti ho amato senza misura,
ora sono tua per sempre.

È IL GIORNO NATALIZIO DI SANT’AGNESE! 

(Sant’Ambrogio, vescovo)

  •     È il giorno natalizio per il cielo di una vergine: seguiamone l’integrità. È il giorno natalizio di una martire: offriamo come lei il nostro sacrificio. È IL GIORNO NATALIZIO DI SANT’AGNESE! 
  •    Si dice che subì il martirio a DODICI ANNI. UN CORPO COSÌ MINUSCOLO POTEVA FORSE OFFRIRE SPAZIO AI COLPI DELLA SPADA? Eppure colei che sembrava inaccessibile al ferro, ebbe tanta forza da vincere il ferro.
  • LE FANCIULLE, SUE COETANEE, TREMANO anche allo sguardo severo dei genitori ed escono in pianti e urla per piccole punture, come se avessero ricevuto chissà quali ferite. Agnese invece rimane impavida fra le mani dei carnefici, tinte del suo sangue. Se ne sta salda sotto il peso delle catene e offre poi tutta la sua persona alla spada del carnefice, IGNARA DI CHE COSA SIA IL MORIRE, MA PUR GIÀ PRONTA ALLA MORTE. Trascinata a viva forza all’altare degli dèi e posta fra i carboni accesi, tende le mani a Cristo, e sugli stessi altari sacrileghi innalza il trofeo del Signore vittorioso. METTE IL COLLO E LE MANI IN CEPPI DI FERRO, ANCHE SE NESSUNA CATENA POTEVA SERRARE MEMBRA COSÌ SOTTILI.    
  • Una sposa novella non andrebbe sì rapida alle nozze come questa vergine andò al luogo del supplizio: gioiosa, agile, con il capo adorno non di corone, ma del Cristo, non di fiori, ma di nobili virtù.
  •  TUTTI PIANGONO, LEI NO.    A QUALI TERRIBILI MINACCE NON RICORSE IL MAGISTRATO, PER SPAVENTARLA, A QUALI DOLCI LUSINGHE PER CONVINCERLA, e di quanti aspiranti alla sua mano non le parlò per farla recedere dal suo proposito!
  • Ma essa: «È UN’OFFESA ALLO SPOSO ATTENDERE UN AMANTE. MI AVRÀ CHI MI HA SCELTA PER PRIMO. CARNEFICE, PERCHÉ INDUGI? PERISCA QUESTO CORPO: ESSO PUÒ ESSERE AMATO E DESIDERATO, MA IO NON LO VOGLIO». STETTE FERMA, PREGÒ, CHINÒ LA TESTA.
  • LEGGI TUTTO IN COMMENTI…

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18 – 25 GENNAIO 2017

SETTIMANA DI PREGHIERA

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PER L’UNITA’ DEI CRISTIANI

LETTURE BIBLICHE E COMMENTO
PER OGNI GIORNO DELLA SETTIMANA

  • Uno solo morì per tutti (2 Cor 5, 14)  “Infatti, l’amore di Cristo ci spinge, perché siamo sicuri che uno morì per tutti, e quindi che tutti partecipano alla sua morte. Cristo è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per lui che è morto ed è risuscitato per loro.  Così Dio ha riconciliato il mondo con sé per mezzo di Cristo: perdona agli uomini i loro peccati e ha affidato a noi l’annunzio della riconciliazione. Quindi, noi siamo ambasciatori inviati da Cristo, ed è come se Dio stesso esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo da parte di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.

Preghiamo così: 

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Dio ricco di bontà, ti rendiamo grazie
per aver riconciliato noi e tutto il mondo in Cristo.
Dona alle nostre comunità e alle nostre chiese la forza 
dell’annunzio della riconciliazione.
Guarisci i nostri cuori ed aiutaci a diffondere la tua pace. 
“Dove è odio, fa’ che io porti l’amore,
dove è offesa, che io porti il perdono,
dove è discordia, che io porti l’unione,
dove è dubbio, che io porti la fede,
dove è errore, che io porti la verità,
dove è disperazione, che io porti la speranza,
dove è tristezza, che io porti la gioia,
dove sono le tenebre, che io porti la luce.
Ti preghiamo nel nome di Gesù Cristo,
per la potenza dello Spirito Santo. Amen.

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170505-200

Commento: Quando Paolo si convertì a Cristo, pervenne ad una radicale nuova consapevolezza: una persona era morta per tutte. Gesù non era morto soltanto per il suo popolo, non soltanto per quanti avevano simpatizzato con il suo insegnamento.  Egli era morto per tutte le genti, passate presenti e future. Fedeli al vangelo, molti cristiani, nel corso dei secoli, hanno dato la loro vita per i loro amici. Uno di questi è stato Massimiliano Maria Kolbe, che fu imprigionato nel campo di concentramento di Auschwitz e che morì, nel 1941, per aver voluto offrire la propria vita perché fosse salvato un suo compagno di prigionia.   

  • Dal momento che Gesù è morto per tutti, tutti sono morti con lui (2 Cor 5, 14). Nel morire con Cristo, noi entriamo in una nuova forma di esistenza: abbondanza di vita –vita in cui possiamo sperimentare conforto, fiducia e perdono – una vita che continua ad avere significato anche dopo la morte. Questa nuova vita è la vita in Dio.  Avendo compreso questo, Paolo sentì l’obbligo di predicare la lieta novella della riconciliazione con Dio. Le chiese cristiane condividono il medesimo mandato di proclamare il messaggio del vangelo.
  • Domande per la riflessione personale: Che cosa significa che Gesù è morto per tutti noi?  Dietrich Bonhoeffer scrisse: “Io sono fratello di un’altra persona mediante quello che Gesù Cristo ha fatto per me: l’altra persona è diventata fratello per me mediante ciò che Dio ha fatto per lui”. In quale modo queste parole risuonano nel mio modo di vedere gli altri? Quali ne sono le conseguenze per il dialogo ecumenico e interreligioso? ??????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????
  • Preghiera O Dio nostro Padre,  in Gesù ci hai donato colui che è morto per tutti. Egli visse la nostra vita e morì la nostra morte. Tu accettasti il suo sacrificio e lo facesti risorgere ad una nuova vita con te. Concedi che noi, che siamo morti con lui, siamo resi uno dallo Spirito Santo e viviamo nell’abbondanza della tua divina presenza ora e per sempre.

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INDICAZIONI   ECUMENICHE

  • “Ebrei, cristiani e musulmani udranno l’invito di Abramo a riconciliarsi per contribuire alla salvezza di un mondo minacciato di morte? Uniti, offriranno una mano finalmente fraterna ai loro fratelli dell’Asia e dell’Africa, così come alle masse atee dell’occidente e dell’oriente, votate alle banalità del materialismo mediatico? La salvezza del mondo dipende oggi,  dalla scelta di ognuno di noi  e di noi tutti insieme. Potremmo salvare questo  mondo in perdizione se solo fossimo capaci di amare” (Chouraqui)
  • NEL RAPPORTO CON GLI ALTRI  Curare il dialogo del “et-et” della complementarietà non atteggiamenti da “aut-aut”    Con passione per la carità abituandoci ad una delicata correzione fraterna e al perdono reciproco ricordando il comando del Signore  (MT 5,23s)   Attitudine di apprezzamento e riconoscenza a Dio per i doni dell’altro che sono sempre per l’utilità comune!!! cfr. 1Cor 12,7

 COL CUORE DI  DON ORIONE

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  • I bei giorni della Chiesa « Felici gli occhi che vedranno l’Occidente e l’Oriente unirsi per formare i bei giorni della Chiesa! » Nulla resisterà alla carità di Gesù Cristo e del suo Vicario. E ciascuno avrà un cuore vivo di Dio, si sentirà e sarà operaio di Dio. E quella sarà l’ora di Dio, sarà la grande giornata di Gesù Cristo, Signore, Salvatore e Dio nostro! E Gesù vincerà il mondo così: nella carità, nella misericordia. (Lett. I, 310)
  • Ecumenismo della carità: “È venuto da me un signore, il quale mi ha detto: – Voglio fondare un Ospizio Cattolico, e lei si sente di mandarmi i suoi preti? – Ed io: – Se per cattolico intende universale, cioè dove si possono accettare tutti, sì che accetto di mandare il personale; ma se vuole fondare un Ospedale esclusivamente per i cattolici, no che non accetto – (e fa segno con la testa e con la mano). Tenete a mente queste parole, perché, quando si presenta uno che ha un dolore, non si stà lì a domandare se ha il battesimo, ma se ha un dolore. “ Parola VIII, 19- 196

L’AMORE DI CRISTO  CI SPINGE VERSO LA RICONCILIAZIONE”  TESTO BIBLICO: 2 Corinzi 5, 14-20

 “Infatti, l’amore di Cristo ci spinge, perché siamo sicuri che uno morì per tutti, e quindi che tutti partecipano alla sua morte. Cristo è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per lui che è morto ed è risuscitato per loro.  Così Dio ha riconciliato il mondo con sé per mezzo di Cristo: perdona agli uomini i loro peccati e ha affidato a noi l’annunzio della riconciliazione. Quindi, noi siamo ambasciatori inviati da Cristo, ed è come se Dio stesso esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo da parte di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.

La Commissione luterano-cattolica sull’unità ha lavorato instancabilmente per giungere ad una comprensione comune della commemorazione (dei 500 anni della riforma.) Il suo importante rapporto “Dal conflitto alla comunione” riconosce che entrambe le tradizioni si accostano a questo anniversario in un’epoca ecumenica, con i risultati di cinquant’anni di dialogo al loro attivo, e con una rinnovata comprensione della loro storia e della loro teologia. E così, dopo secoli di reciproche condanne e vilipendi, nel 2017 i cristiani luterani e cattolici, per la prima volta, commemoreranno insieme l’inizio della Riforma.

  • Gli otto giorni e la celebrazione ecumenica Il testo 2 Corinzi 5, 14-20, struttura la riflessione degli otto giorni, che sviluppa alcuni degli spunti teologici dei singoli versetti, come segue:
Primo Giorno:    Uno morì per tutti
Secondo Giorno:   Vivere non più per se stessi
Terzo Giorno:   Non considerare con i criteri mondani
Quarto Giorno:    Le cose vecchie sono passate
Quinto Giorno:   Tutto è diventato nuovo
Sesto Giorno:   Dio ha riconciliato il mondo con sé
Settimo Giorno:    L’annunzio della riconciliazione
Ottavo Giorno:   Riconciliàti con Dio

 LEGGI TUTTO:  ottavario-settimana-preghiera-unita-xni-2017

17 GENNAIO 2017

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DIALOGO EBRAICO – CRISTIANO

Le radici ebraiche della fede cristiana

 

  • L’ebraicità di Gesù – La madre di Gesù è una giovane ebrea, figlia di genitori ebrei che osservano gli insegnamenti della legge mosaica e partecipano al culto divino. Giuseppe, lo sposo di Maria, è un ebreo della stirpe di Davide. Gesù è quindi nato in una famiglia di ebrei osservanti ed è nato a Betlemme di Giudea, come aveva predetto il profeta Michea (5,1).  Il fatto che Gesù appartenga al popolo ebraico non è marginale, ma è essenziale, perché “Israele è il popolo sacerdotale di Dio, colui che ‘porta il Nome del Signore’.[1] Ad Israele Dio ha donato la Torah, la sua Parola viva ed eterna che i Maestri ebrei definiscono il “bacio” di Dio agli uomini.
  • L’evangelista Matteo ritiene così importanti le origini ebraiche di Gesù da iniziare il suo Vangelo con la “Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda…”, e così fino ad arrivare a Giuseppe, sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù.
  • Qualche episodio significativo sull’ebraicità di Gesù:  1) – Otto giorni dopo la sua nascita, Gesù viene presentato dai suoi genitori al tempio di Gerusalemme dove viene offerto al Signore e circonciso, secondo la Legge di Mosè (Lc 2,21). 2) – Quando poi Gesù raggiunge l’età stabilita dalla Legge, diventa “figlio del precetto” col rito del bar-mizvah, che segna l’ingresso nel mondo degli adulti di ogni ragazzo ebreo. Il Vangelo di Luca riporta l’episodio di Gesù giovinetto che fu ritrovato dai suoi genitori nel tempio di Gerusalemme “seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava” (2,46);
  • 3) – I Vangeli raccontano anche che Gesù, come tutti gli ebrei osservanti, si recava a Gerusalemme, tre volte l’anno, per le feste di Pèsach (Pasqua), Shavuòt (Pentecoste) e Sukkòt (Capanne).
  • 4) – Gesù era un Maestro ebreo, un Rabbino che conosceva perfettamente la Torah, i Profeti e gli altri Scritti. Egli citava spesso i testi sacri, e recitava i Salmi. Il Rabbi di Nazaret frequentava il Tempio di Gerusalemme e partecipava alla liturgia sinagogale. Luca, nel suo Vangelo, dice che Gesù “insegnava nelle loro sinagoghe e tutti ne facevano grandi lodi”.[2] Poi aggiunge: “ Si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto: Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore. Poi arrotolò il volume, lo consegnò all’inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui”.[3] Gesù, nella sinagoga della sua città, ha letto il testo d’Isaia che annunciava la venuta del Messia, redentore d’Israele. Questa profezia si è compiuta nella persona dell’ebreo Gesù, perché: “la salvezza viene dai Giudei” (Gv 4,22).
  • 5) – Gesù, come tutti i maestri della Torah, insegnava stando seduto, e parlava “come uno che ha autorità”, suggellando i suoi detti con la parola: “Amen!” ( “così è!”, “senza alcun dubbio!”). Egli stesso dirà: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento”. Noi, come gli apostoli e i discepoli di Gesù, crediamo in “colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i profeti”.[4]  E quando recitiamo i Salmi, ci rivolgiamo a Dio con le stesse parole con cui il Figlio di Dio conversava col Padre suo. I Salmi con cui la Chiesa prega sono i Salmi di Israele; sono gli stessi con cui  pregava e prega il popolo ebraico. Il Padre Nostro, la preghiera che Gesù ha insegnato ai suoi discepoli, così cara a noi cristiani, ha le sue fonti ebraiche, tant’è che un ebreo non avrebbe alcuna difficoltà a recitarla con noi. La Liturgia cristiana è intessuta di Sacra Scrittura. “Massima è l’importanza della Sacra Scrittura nella celebrazione liturgica.  Possiamo anche affermare che la struttura complessiva della Messa, la preghiera eucaristica, la benedizione del pane e del vino sono di derivazione ebraica, attualizzate con significato nuovo, pasquale. E’ nel contesto della pasqua ebraica che l’ebreo Gesù ci ha lasciato il memoriale della sua pasqua. Gesù è sempre stato ebreo. Egli ha sempre vissuto da ebreo osservante, fino alla morte. Sulla sua croce i Romani hanno scritto: “Gesù nazareno, re dei Giudei”. Quindi, come ha detto Giovanni Paolo II nella Sinagoga di Roma: «La religione ebraica non ci è “estrinseca” ma, in un certo senso, è “intrinseca” alla nostra religione. Noi abbiamo dunque verso di lei dei rapporti che non abbiamo con nessun’altra religione. Voi siete i nostri fratelli preferiti e, in un certo senso, si potrebbe dire i nostri fratelli maggiori». 
  • Il Rabbi di Nazaret, è “nostro fratello maggiore”. Egli è la Parola di Dio che si è fatta carne nel grembo di una fanciulla ebrea.  E’ il nostro Maestro che, come ai discepoli di Emmaus, svela alla Chiesa il senso profondo delle Scritture d’Israele.

 Il Verbo che si è fatto carne è davvero

il “bacio” di Dio all’umanità assetata di amore.

LEGGI TUTTO: incontro-ecumenismo-gen-2017

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È MEGLIO ESSERE CRISTIANO SENZA DIRLO,

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CHE PROCLAMARLO SENZA ESSERLO….

 «Lettera agli Efesini»

di sant’Ignazio di Antiochia, vescovo e martire

  • PROCURATE DI RIUNIRVI PIÙ FREQUENTEMENTE PER IL RENDIMENTO DI GRAZIE E PER LA LODE A DIO. QUANDO VI RADUNATE SPESSO, LE FORZE DI SATANA SONO ANNIENTATE E IL MALE DA LUI PRODOTTO VIENE DISTRUTTO NELLA CONCORDIA DELLA VOSTRA FEDE. NULLA È PIÙ PREZIOSO DELLA PACE, CHE DISARMA OGNI NEMICO TERRESTRE E SPIRITUALE.
  • Nessuna di queste verità vi rimarrà nascosta se saranno perfetti la vostra fede e il vostro amore per Gesù Cristo. Queste due virtù sono il principio e il fine della vita: la fede è il principio, l’amore il fine. L’unione di tutte e due è Dio stesso, e le altre virtù che conducono l’uomo alla perfezione ne sono una conseguenza. Chi professa la fede non commette il peccato e chi possiede l’amore non può odiare. «Dal frutto si conosce l’albero» (Mt 12, 33): così quelli che fanno professione di appartenere a Cristo si riconosceranno dalle loro opere.
  • Ora non si tratta di fare una professione di fede a parole, ma di perseverare nella pratica della fede fino alla fine. È MEGLIO ESSERE CRISTIANO SENZA DIRLO, CHE PROCLAMARLO SENZA ESSERLO. È COSA BUONA INSEGNARE, SE CHI PARLA PRATICA CIÒ CHE INSEGNA.

leggi tutto in commenti

DOMENICA 15 GENNAIO 2017

CHE CERCATE?  

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RITIRO SPIRITUALE SUL VANGELO DI GIOVANNI

  • GV.6  Il giorno dopo, la folla…Trovatolo di là dal mare, gli dissero: “Rabbì,  quando sei venuto qua?”. Gesù rispose: “In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non  perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e  vi siete saziati.
  • 27 Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che  dura per la vita eterna, e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di  lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo”. 28 Gli dissero allora: “Che  cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?”. 29 Gesù rispose:  “Questa è l’opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato”. 51 Io sono il pane vivo, disceso  dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che  io darò è la mia carne per la vita del mondo”. 52Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». 53Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. 54Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
  • Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafarnao.
  • Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». 66Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici:
  • «Volete andarvene anche voi?».  Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo?  Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

 

  • CREDERE DUNQUE E’: GESU CONFIDO3
  1. Adesione Intellettuale: Che Gesù è IL CRISTO
  2. discernere spiritualmente colloquio vivente con lui: distinguerne la voce 10,14.27
  3. farsi discepoli e andargli dietro:  CERCARE LUI:   Maddalena: GV 20,15
  4. osservare i suoi comandamenti :14,15.24; 13,34
  5. vedere non come fatto fisico ma spirituale: 12,45; 14
  6. ascoltare con la stessa intensità interiore del vedere…è una risonanza interiore non puro suono. Maria lo riconosce al suono della voce come la sposa del CT 2,8; 5,2
  7. toccare: in Gv è frequente questo verbo del contatto fisico, cfr cieco nato …
  8. Conoscere che a volte precede il credere e molte volte il credere precede il conoscere: 6,69: abbiamo creduto e conosciuto; 10,38; 8,31
  9. E’ una circolarità tra CREDERE- CONOSCERE-AMARE CFR 15,14ss Vi ho chiamato amici perché tutto ciò che udito dal padre l’ho fatto conoscere a voi
  10. Credere è amare: è il termine e la realtà al centro di tutto il vangelo di Gv
  • DON ORIONE: ED IO ANCORA NON LO AMO … 

Lanus, 3 maggio 1935 …non voglio altro che amare e servire il Signore, la Chiesa, le anime, i poveri, e perdonare a tutti e pregare per tutti, ma sasso non sono, e non posso dire che non senta e non ne soffra.    Ma sia tutto per l’amore di Dio! Continuerò a pregare per questo, e sto tranquillo nelle mani del Signore. Del resto Gesù si ama e si serve in Croce, diceva p. Ludovico da Casoria, e crocifissi, ed io ancora non lo amo e ancora non sono crocifisso; – e bisogna pure che, a 63 anni, cominci una buona volta a darmi al Signore e alla Santa Chiesa sul serio. Preghiera personale…Risonanze …

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  • GESÙ NON AMA I “MURI”…  COSTRUISCE PONTI.ponti-a

Uniti a Cristo Gesù, voi, che eravate lontani, siete diventati vicini. Cristo è la nostra pace: egli ha fatto diventare un unico popolo i pagani e gli Ebrei; Uniti a Cristo Gesù, voi, che eravate lontani, siete diventati vicini. Cristo è la nostra pace: egli ha fatto diventare un unico popolo i pagani e gli Ebrei; egli ha demolito quel muro che li separava e li rendeva nemici. Così, ha creato un popolo nuovo, e ha portato la pace fra loro;  per mezzo della sua morte in croce li ha uniti in un solo corpo, e li ha messi in pace con Dio. (Ef 2,11)

 La lode di Dio nella creazione– Dal libro del Siracide  43, 13-33 

MUST CREDIT: PAUL GOLDSTEIN/EXODUS/. IMAGES OUTSIDE OF PRINT NEWSPAPER SUBSCRIPTIONS. FEES APPLY FOR UNIQUE IPAD USE. PAUL GOLDSTEIN/REX VULTURES AND A RAINBOW IN THE MASAI MARA, KENYA POT OF GOLD: GRAPHER CAPTURES AMAZING RAINBOWS IF YOU ARE LOOKING FOR A BRIGHT START TO THE NEW YEAR, LOOK NO FURTHER. WILDLIFE GRAPHER PAUL GOLDSTEIN HAS CAPTURED A SERIES OF STUNNING RAINBOW IMAGES IN HIS ROLE AS GUIDE FOR EXODUS TRAVELS. WIMBLEDON-BASED PAUL LEADS TOURS TO FAR FLUNG PLACES AROUND THE WORLD AND SAYS HE LOVES IT IN THE WILDERNESS WHEN THE WEATHER TURNS BAD. HIS AMAZING PICTURES RANGE FROM A FOGBOW (A RAINBOW IN FOG) IN SPITSBERGEN, NORWAY TO THE ANSWER TO WHAT IS ACTUALLY AT THE END OF A RAINBOW - A GIRAFFE! HE EXPLAINS: -A BIT OF GREY SKY AND ANNOYING DRIZZLE IS NO GOOD, I LIKE IT WHEN THE HEAVENS ERUPT, WHEN THEY REALLY GET MIFFED AND THROW ANGRY STORMS AT ME WITH FOREBODING INKY SKIES. -FIRSTLY IT SENDS SLACK PEOPLE SCURRYING INDOORS BUT ALSO THERE IS ALWAYS THE CHANCE OF A RAINBOW. -WHETHER IT IS IN THE ARACTIC, ANTARCTIC, THE PLAINS OF THE MASAI MARA OR ICELAND, I AM ALWAYS ON THE LOOK OUT FOR THEM TO GRAPH. NOT ONLY ARE THEY ALWAYS ARRESTING AND BEAUTIFUL, THEY ARE ALWAYS DIFFERENT.- HTTP:/WWW.REXFEATURES.COM/STACKLINK/KUEEEHFNO %_ 3438634 _%

Con un comando Dio invia la neve, fa guizzare i fulmini del suo giudizio. Così si aprono i depositi e le nubi volano via come uccelli. Con potenza condensa le nubi,
che si polverizzano in chicchi di grandine. Al suo apparire sussultano i monti; il rumore del suo tuono fa tremare la terra. Secondo il suo volere soffia lo scirocco, così anche l’uragano del nord e il turbine di vento. Fa scendere la neve come uccelli che si posano; l’occhio ammira la bellezza del suo candore e il cuore stupisce nel vederla fioccare. Riversa sulla terra la brina come il sale, che gelandosi forma come tante punte di spine. Soffia la gelida tramontana, sull’acqua si condensa il ghiaccio; esso si posa sull’intera massa d’acqua
che si riveste come di corazza. Inaridisce i monti e brucia il deserto; divora l’erba come un fuoco.
Il rimedio di tutto, un annuvolamento improvviso, l’arrivo della rugiada ristora dal caldo.

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Ogni realtà, secondo la propria essenza, ha vita e consistenza in lui, e tutte le cose per mezzo del Verbo costituiscono una divina armonia.    Perché poi una cosa tanto sublime possa essere in qualche modo capita, prendiamo l’immagine di un immenso coro. In un coro composto di molti uomini, bambini, donne, vecchi e adolescenti, sotto la direzione di un solo maestro, ciascuno canta secondo la propria costituzione e capacità, l’uomo come uomo, il bambino come bambino, il vecchio come vecchio, l’adolescente come adolescente, tuttavia costituiscono insieme una sola armonia. Altro esempio. La nostra anima muove nello stesso tempo i sensi secondo le peculiarità di ciascuno di essi, così che, alla presenza di qualche cosa, sono mossi tutti simultaneamente, per cui l’occhio vede, l’orecchio ascolta, la mano tocca, il naso odora, la lingua gusta e spesso anche le altre membra del corpo operano, per esempio i piedi camminano. Se consideriamo il mondo in modo intelligente constateremo che nel mondo avviene la stessa cosa.    A un solo cenno della volontà del Verbo di Dio, tutte le cose furono così bene organizzate, che ciascuna opera ciò che le è proprio per natura e tutte insieme si muovono in un ordine perfetto.

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  • C- TESTIMONI DI PACE Ministro pakistano per le minoranze religiose ucciso il 2.3.2011shahbaz-bhatti2
  • «Il mio nome è Shahbaz Bhatti. Sono nato in una famiglia cattolica. Mio padre, insegnante in pensione, e mia madre, casalinga, mi hanno educato secondo i valori cristiani e gli insegnamenti della Bibbia, che hanno influenzato la mia infanzia. Fin da bambino ero solito andare in chiesa e trovare profonda ispirazione negli insegnamenti e nella crocifissione di Gesù.
  • Fu l’amore di Gesù che mi indusse ad offrire i miei servizi alla Chiesa.  Ricordo un venerdì di Pasqua quando avevo solo tredici anni: ascoltai un sermone sul sacrificio di Gesù per la nostra redenzione e per la salvezza del mondo. E pensai di corrispondere a quel suo amore donando amore ai nostri fratelli e sorelle, ponendomi al servizio dei cristiani, specialmente dei poveri, dei bisognosi e dei perseguitati che vivono in questo paese islamico.
  • Mi è stato richiesto di porre fine alla mia battaglia, ma io ho sempre rifiutato, persino a rischio della mia stessa vita. La mia risposta è sempre stata la stessa. Non voglio popolarità, non voglio posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo.
  • Tale desiderio è così forte in me che mi considererei privilegiato qualora Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita. Voglio vivere per Cristo e per Lui voglio morire. Non provo alcuna paura in questo paese. Molte volte gli estremisti mi hanno minacciato…. Io dico che, finché avrò vita, fino al mio ultimo respiro, continuerò a servire Gesù e questa povera, sofferente umanità, i cristiani, i bisognosi, i poveri.  Credo che i cristiani del mondo che hanno teso la mano ai musulmani colpiti dalla tragedia del terremoto del 2005 abbiano costruito dei ponti di solidarietà, d’amore, di cooperazione e di tolleranza tra le due religioni.
  • Se tali sforzi continueranno sono convinto che riusciremo a vincere i cuori e le menti degli estremisti. Credo che i bisognosi, i poveri, gli orfani qualunque sia la loro religione vadano considerati innanzitutto come esseri umani. Penso che quelle persone siano parte del mio corpo in Cristo…Se noi portiamo a termine questa missione, allora ci saremo guadagnati un posto ai piedi di Gesù ed io potrò guardarLo senza provare vergogna». Corriere- giovedì 3 marzo 2011
  • LEGGI TUTTO: 14-panino-di-sanbiagio-gennaio-2017
  • 14a-proposte-gennaio-2017
  • 14b-messaggio-giornata-della-pace-2017

VERRÒ VERSO DI TE   

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CREDO, SÌ IO CREDO, CHE UN GIORNO,
IL TUO GIORNO, O MIO DIO,
AVANZERÒ VERSO DI TE COI MIEI PASSI TITUBANTI,
CON TUTTE LE MIE LACRIME NEL PALMO DELLA MANO, E QUESTO CUORE MERAVIGLIOSO CHE TU CI HAI DONATO, QUESTO CUORE TROPPO GRANDE PER NOI, PERCHÉ È FATTO PER TE… 
Un giorno io verrò, e tu leggerai sul mio viso tutto lo sconforto, tutte le lotte, tutti gli scacchi dei cammini della libertà. E vedrai tutto il mio peccato. MA IO SO, MIO DIO, CHE NON È GRAVE IL PECCATO, QUANDO SI È ALLA TUA PRESENZA. POICHÉ È DAVANTI AGLI UOMINI CHE SI È UMILIATI. MA DAVANTI A TE, È MERAVIGLIOSO ESSER COSÌ POVERI, PERCHÉ SI È TANTO AMATI!

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DOMENICA 10 GENNAIO 2017

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BATTESIMO DI GESU’…

 S. IPPOLITO, SACERDOTE

  • Gesù venne da Giovanni e ricevette da lui il battesimo. OH FATTO CHE RIEMPIE DI STUPORE! La sorgente incontenibile, da cui sgorga la vita per tutti gli uomini ed è perenne, si immerge in un filo d’acqua scarsa e fugace. Ed ecco, gli si aprono i cieli e risuona una voce che dice: «QUESTI È IL FIGLIO MIO PREDILETTO, NEL QUALE MI SONO COMPIACIUTO» (MT 3, 17).
  • «Questi è il mio Figlio prediletto»: prova la fame, EGLI CHE NUTRE UN NUMERO INFINITO DI CREATURE;  è affranto dalla stanchezza, EGLI CHE RISTORA GLI AFFATICATI;  non ha dove posare il capo, EGLI CHE TUTTO SOSTIENE NELLE SUE MANI; soffre, egli che guarisce ogni sofferenza; È Schiaffeggiato, EGLI CHE DONA AL MONDO LA LIBERTÀ.
  • Ma, vi prego, prestatemi molta attenzione: voglio ritornare alla fonte della vita e contemplare la sorgente di ogni rimedio.    Il Padre dell’immortalità inviò nel mondo il Figlio e Verbo immortale, che venne tra gli uomini per lavarli nell’acqua e nello Spirito, e, per rigenerarci nell’anima e nel corpo alla vita eterna, insufflò in noi lo Spirito di vita.
  • Perciò io proclamo come un araldo: Venite, tribù e popoli tutti, all’immortalità del battesimo. Questa è l’acqua associata allo Spirito Santo per mezzo del quale è irrigato il paradiso, la terra diventa feconda, le piante crescono, ogni essere animato genera vita; e per esprimere tutto in poche parole, è l’acqua mediante la quale riceve vita l’uomo rigenerato, con la quale Cristo fu battezzato, nella quale discese lo Spirito Santo in forma di colomba.
  • CHI SCENDE CON FEDE  BATTESIMO ADULTI IN QUESTO LAVACRO DI RIGENERAZIONE, RINUNZIA AL DIAVOLO E SI SCHIERA CON CRISTO, si spoglia della schiavitù e si riveste dell’adozione filiale, ritorna dal battesimo splendido come il sole ed emettendo raggi di giustizia; ma, e ciò costituisce la realtà più grande, ritorna figlio di Dio e coerede di Cristo.
  • PARLAMI, O DIO, NEL MIO SILENZIO
    (Henri J. M. Nouwen, A mani aperte)O Dio,
    parla con dolcezza nel mio silenzio
    quando il chiasso dei rumori esteriori di ciò che mi circonda
    e il chiasso dei rumori interiori delle mie paure
    continuano ad allontanarmi da te,
    aiutami a confidare che tu sei ancora qui
    anche quando non riesco a udirti.
    Dammi orecchi per ascoltare la tua sommessa,
    dolce voce che dice:
    “Venite a me, voi che siete affaticati e oppressi,
    e io vi darò riposo…
    perché io sono mite ed umile di cuore”.
    Che questa voce amorevole sia la mia guida.

VEDI ALL.  preghiera-parlami-o-dio-nel-mio-silenzio

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TESTIMONI DI PACE

 BENEDETTA BIANCHI PORRO2

BENEDETTA BIANCHI PORRO

Nacque a Dovadola (Forlì) l’8-8-1936Benedetta ha spezzato con l’amore la sua solitudine: crocefissa ha cantato le meraviglie della vita, ha dimenticato se stessa per gli altri, ha vissuto il dolore come mistero d’amore e fonte di grazia.A tutti ha donato la speranza. La sua fede ha operato prodigi. La sua esistenza terrena si chiuse il 23-1-1964, a Sirmione. Possiamo accostarci a Benedetta leggendo una sua lettera.

  • Sirmione, 1963: Caro Natalino, in « Epoca » è stata riportata una tua lettera. Attraverso le mani, la mamma me l’ha letta. Sono sorda e cieca, perciò le cose, per me, diventano abbastanza difficoltose. Anch’io come te ho ventisei anni, e sono inferma da tempo. Un morbo mi ha atrofizzata quando stavo per coronare i miei lunghi ami di studio: ero laureanda in medicina a Milano. 
  • Accusavo da tempo una sordità che i medici stessi non credevano all’inizio. Ed io andavo avanti così non creduta e tuffata nei miei studi che amavo disperatamente. Avevo diciassette anni quando ero già iscritta all’Università. Poi il male mi ha completamente arrestata quando avevo quasi terminato lo studio: ero all’ultimo esame. E la mia quasi laurea mi è servita solo per diagnosticare me stessa, perché ancora (fino allora) nessuno aveva capito di che si trattasse.
  • Fino a tre mesi fa godevo ancora della vista; ora è notte. Però nel mio calvario non sono disperata. Io so che in fondo alla via Gesù mi aspetta. Prima nella poltrona, ora nel letto, che è la mia dimora, ho trovato una sapienza più grande di quella degli uomini.
  •  Ho trovato che Dio esiste ed è amore, fedeltà, gioia, certezza, fino alla consumazione dei secoli. Fra poco io non sarò più che un nome; ma il mio spirito vivrà qui fra i miei, fra chi soffre, e non avrò neppure io sofferto invano. E tu, Natalino, non sentirti solo. Mai. Procedi serenamente lungo il cammino del tempo e riceverai luce, verità: la strada sulla quale esiste veramente la giustizia, che non è quella degli uomini, ma la giustizia che Dio solo può dare.
  • Le mie giornate non sono facili; sono dure, ma dolci, perché Gesù è con me, col mio patire, e mi dà soavità nella solitudine e luce nel buio. Lui mi sorride e accetta la mia cooperazione con Lui. Ciao, Natalino, la vita è breve, passa velocemente. Tutto è una brevissima passerella, pericolosa per chi vuole sfrenatamente godere, ma sicura per chi coopera con Lui per giungere in Patria. Ti abbraccio. Tua sorella in Cristo. Benedetta
  • Io credo all’amoreIo so di non essere sola: nel mio silenzio, nel mio deserto, mentre cammino, Lui è qui: mi sorride, mi precede, mi incoraggia a portare a Lui qualche piccola briciola d’amore. Prima nella poltrona, ora nel letto che è la mia dimora, ho trovato una sapienza più grande di quella degli uomini.
  • Ho trovato che Dio esiste ed è amore, fedeltà, gioia, certezza, fino alla consumazione dei secoli. Le mie giornate non sono facili; sono dure ma dolci, perché Gesù è con me, col mio patire, e mi dà soavità nella solitudine e luce nel buio: Lui mi sorride e accetta la mia cooperazione con Lui. Quanto a me sto come sempre, ma da quando so che c’è Chi mi guarda lottare cerco di farmi forte: com’è bello così! Io credo all’Amore disceso dal Cielo, a Gesù Cristo e alla sua Croce gloriosa.Sì, io credo all’Amore.
  • Þ      Tu mi hai prevenuta, o Signore, ed io devo amarti molto.Þ   Grazie, o Signore, per i bambini: com’è bello guardare l’innocenza.Þ   Apro il messale e trovo: “noi ci possiamo gloriare solo nella Croce di nostro Signore”. Cioè solo nel dolore, perché “questo è nostro”.Þ   Tu riempi l’universo e tutto grida le tue meraviglie. Tuo è questo cielo pieno di sole! Ogni cosa buona e bella, da Te procede…Þ  Ho letto: “bisogna rinnovarsi sull’altare che ci è offerto“.Þ  Valore purificatore della preghiera: è un’ancora fra le onde e un arcobaleno dopo il temporale.Þ  Valore del dolore: senza il Calvario non è possibile alcuna cosa. Se il seme non muore, non porta frutto. è Dio che dà valore al nostro sacrificio, bisogna credere come Abramo.
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mani congiunte

GLI HO CHIESTO LA FORZA  
e Dio mi ha dato difficoltà per rendermi forte.
Gli ho chiesto la saggezza e Dio mi ha dato problemi da risolvere. Gli ho chiesto la prosperità
Gli ho chiesto il coraggio e Dio mi ha dato pericoli da superare. Gli ho chiesto l’Amore e Dio mi ha affidato persone bisognose da aiutare. Gli ho chiesto favori e Dio mi ha dato opportunità. Non ho ricevuto nulla di ciò che volevo
ma tutto quello di cui avevo bisogno. La mia preghiera è stata ascoltata.

 Antica poesia indiana

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E’ LUI LA NOSTRA PACE… E’ LUI LA NOSTRA PACE…

QUANDO L’AMORE CERCA CASA…

PROPOSTE FORMATIVE DI VILLA S. BIAGIO

PER LE FESTE  NATALIZIE 2016 

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  • Cari amici  Vi ricordo le PROPOSTE FORMATIVE DI VILLA S. BIAGIO PER LE FESTE  NATALIZIE 2016 
  •  VENERDÌ 30: Festa della Santa FAMIGLIA   Ore 15.30 – 18.00 : Laboratorio di spiritualità familiare – 18,30  S. MESSA 
  •  31 DICEMBRE H. 18.30: S. MESSA E TE DEUM DI RINGRAZIAMENTO    
  •  DOMENICA 1 GENNAIO 2017 –ORE 10.30 S. MESSA – GIORNATA DELLA PACE         

VENERDI  3o  DICEMBRE

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FESTA DELLA SANTA FAMIGLIA

L’AMORE CERCA CASA…

  • Sembra essere una legge di natura. Chi non resta stupito, a primavera, davanti all’instancabile volare di  uccelli e rondini in cerca di materiale per preparare un nido confortevole  ai loro piccoli?   Ma è soprattutto dolce  esperienza umana. Quando due giovani  sentono che il loro amore diventa serio, pensano a un focolare che custodisca il loro progetto di vita.  E’ la storia di tutti gli innamorati. Anche…di Dio.             Si direbbe che non gli basti il cielo stellato. Stupefacente nella sua bellezza, ma incapace di dialogo col suo Creatore. Che decide imbarcarsi in una storia d’amore con noi. Davanti alla prima coppia umana, non gli par vero di poter rivolgere loro la  parola:                              Dio li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi,  riempite la terra” (Gen 1,28)
  • Vorrebbe intrattenersi con loro con la spontaneità di chi fa due passi per incontrare gli amici…Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno. Il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: “Dove sei?” (Gen. 3,9)
  • Davanti  alle umane debolezze che subito affiorano, non demorde.E  un giorno, prende l’iniziativa di una visita a domicilio ad un amico, Abramo, con cui si è impegnato seriamente. A tal punto che non riesce più a nascondergli nulla. Il Signore diceva:  “Devo io tener nascosto ad Abramo quello che sto per fare?  (Gen 18,18)
  • Quando il suo popolo in fuga dalla schiavitù, si trova in pericolo,  sta …sveglio tutta la notte. Pronto a intervenire:  Notte di veglia fu questa per il Signore per farli uscire dal paese d’Egitto. (Es. 12,42)  
  • Certo  esprime il desiderio che Gli costruiscano una Tenda e più tardi un Tempio. Segno visibile della sua presenza e luogo idoneo a dialoghi intimi. Come fra amici.     Così il Signore parlava con Mosè a faccia a faccia,  come un uomo parla con un altro. (Es.33,11)
  • Ma poi quasi si pente. Perché l’uomo non comprende. Sa costruire sontuosi edifici a Dio. Ma fa fatica a fargli posto nel proprio cuore.        In quale luogo potrei fissare la dimora? Su chi volgerò lo sguardo? Sull’umile e su chi ha lo spirito contrito e su chi teme la mia parola.  (IS. 66,1-2)
  • E la divina sapienza  ricomincia a cercare casa. Con maggiore determinazione.   Il mio creatore mi disse: “Fissa la tenda in Giacobbe  e prendi in eredità Israele” (Sap 24,8)
  • Ha nel cuore un Divino Progetto. Da realizzare nella pienezza dei tempi. Manderà il Figlio suo a prendere dimora tra noi.  Così non abiterà più  in templi di pietra. Ma nel cuore del  Figlio suo fatto Uomo. E dalla terra salirà finalmente la preghiera a Lui gradita: Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: “Ecco, io vengo  per fare, o Dio, la tua volontà” (Eb. 10,5.7)
  • lo sguardo Di Dio si fissa su una fanciulla di Nazareth. Che, nella penombra della fede, si abbandona, umile e fiduciosa:  Eccomi, sono la serva del Signore si compia in me la tua parola! (Lc 1,38)                                         
  •   E quel giorno,  di fronte allo stupore di tutto il creato:

IL VERBO SI FECE UOMO

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E POSE LA SUA TENDA IN MEZZO A NOI

  • Per condividere le nostre gioie  e le nostre lacrime.   Nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche  con forti grida e lacrime a colui che poteva  liberarlo da morte… (EB.5,7)
  • E quella ultima sera nel Cenacolo, si intrattiene con i suoi amici: Non vi chiamo più servi,  ma amici, perché tutto ciò  che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi. (Gv 15) Esprime  il desiderio di stare con noi per sempre. “Se uno  mi ama, il Padre mio lo amerà e noi  prenderemo dimora presso di lui. (Gv 14,23)
  • Per superare la limitazione del tempo, penserà Lui a una dimora  dove l’intimità possa fiorire in pienezza.   Io vado a  prepararvi un posto;  quando vi avrò preparato un  posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove  sono io. (GV 14,1ss) Per essere  sempre insieme. Come amici d’infanzia. Sotto un’unica tenda che una Mano materna stenderà su di noi:  Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro.  
  • Liberi dal pianto e dalla paura, saremo finalmente nella pace.    E tergerà ogni lacrima dai loro occhi.  non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento,  perché le cose di prima sono passate”. (Ap. 7)                                                                                                  
  •  E l’Amore potrà esultare per aver realizzato il suo sogno. Ecco la dimora di Dio con gli uomini!  Egli dimorerà tra di loro  ed essi saranno suo popolo  ed egli sarà il “Dio-con-loro” (Ap 21)  
  • E la nostra speranza avrà un nome:    GESÙ. L’EMMANUELE. DIO-CON-NOI!

 

DON ORIONE: don orione e bambini argentiniPENSIERI  E GESTI NATALIZI

  • Mi fermo qui a far Natale : sensibilità e vicinanza alle persone Mi fermo qui a fare Natale … non perché stia male, ché anzi sto molto bene, ma per non lasciare in questo santo giorno 60 poveri bambini, che non vanno a Casa, o perché lontani o perché non hanno più nessuno. Mi parrebbe di non agire da buon padre nel Signore . I loro compagni se ne vanno oggi, – chi resta  con essi a far meno sentire che sono orfani? E quindi vengo subito dopo Natale. Certo che voi altri, al mio posto, fareste così! Buon Natale! Sac. Orione  .
  • SINGOLARE GESTO DI DON ORIONE: LA CARITÀ NASCOSTA “Avevo circa vent’anni e facevo il giornalista in un periodico molto avversato quindi vivevo miseramente alla insaputa di tutti. Il giorno di Natale andai in una trattoria, ma alla fine il conto superò la cifra in mio possesso. L’oste volle il mio consunto impermeabile come pegno per il resto della somma. Pioveva. Uscito, ricordai che pochi giorni prima avevo visto Don Orione passare in carrozzella. Decisi di recarmi a cercarlo a Sant’Anna. Il portiere non voleva farmi entrare. Insistetti e mentre confabulavo con il portiere, Don Orione scese e dopo avermi salutato ficcò una mano in tasca e poi mise in mano a me una somma di poco superiore a quanto dovevo pagare. Cosa singolare il gesto di Don Orione, al quale fino a quel giorno mai avevo chiesto denaro”. (silone)
  • Il “vino della pace”: capacità di chiedere e dare perdono   Gentilissimo e Caro Sig. Decano, Ho capito che Lei  deve essere un po’ in collera con me, ma io desidero far pace, perché D. Orione è sempre stato e deve essere l’uomo della concordia e della pace. E mi spiace di non essere a Roma che verrei da Lei personalmente.  Quando potrò venire, Le darò tutte le spiegazioni possibili e tutte le scuse che sento di dover fare. Ma intanto voglio che siamo sempre buoni Amici, e Don Orione, che ha sbagliato, è giusto che paghi, e quindi La prego di gradire amichevolmente alcune bottiglie,  due delle quali sono proprio il vino della pace. Lei  è tanto bravo  che non dubito vorrà restituirmi tutta la sua antica e cara amicizia. E intanto gradisca i più fervidi e santi Auguri di buon Natale, sia a Lei e che alla Sua  gentile Signora, e mentre nella Messa  del  Natale pregherò  le più celesti benedizioni da Gesù Bambino  su Lei e su tutti i Suoi  Cari.   E mi abbia  per suo dev.mo e obbl.mo servo in Gesù Cristo. Don L. Orione Scr.43,192

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 LETTERE DEI BAMBINI A GESÙ BAMBINO 

  1. Caro Gesù Bambino, quando tuo padre ha fatto tutto l’ universo non era meglio che invece che la domenica si riposava anche gli altri giorni di scuola? Enrico.
    2. Caro Gesù Bambino è giusto che fai tante religioni. Ma non ti confondi mai? Franco.
    3. Caro Gesù, mi piace tanto il padrenostro. Ti è venuta subito o l’hai dovuta fare tante volte? Io quello che scrivo lo devo rifare un sacco di volte. Andrea.
    4. Caro Gesù, la giraffa la volevi proprio così o è stato un incidente? Mi piacerebbe sapere come si chiamavano  il tuo bue e il tuo asino.
    5. Caro Gesù Bambino, i peccati li segni in rosso come la maestra?
    6. Caro Gesù ecco una poesia:  Ti amo perché con quello che ci dai, vivere ci fai  ma tu mi devi dire perché ci fai morire? Daniele
    7. Caro Gesù Bambino grazie per il fratellino, ma io veramente avevo pregato per un cane.   Gianluca.

PREGHIERA ALLA SANTA FAMIGLIA  

Gesù, Maria e Giuseppe, in voi contempliamo lo splendore dell’amore vero, a voi con fiducia ci rivolgiamo. Santa Famiglia di Nazareth, rendi anche le nostre famiglie luoghi di comunione e cenacoli di preghiera, autentiche scuole del Vangelo e piccole Chiese domestiche.  Santa Famiglia di Nazareth, mai più nelle famiglie si faccia esperienza di violenza, chiusura e divisione: chiunque è stato ferito o scandalizzato conosca presto consolazione e guarigione. Gesù, Maria e Giuseppe, ascoltate, esaudite la nostra supplica. Amen.  

  • COSA e’ stato ed… È PER TE NATALE?
  • Risonanze spirituali: cosa sottolineeresti di questi pensieri?                                                                         ————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————–

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26 DICEMBRE 2016 s-stefano“IL NATALE DI S. STEFANO”

IL NATALE DI…SANTO  STEFANO!

La  gente mi conosce perché  la mia festa capita il 26 di Dicembre, giorno dopo Natale. Uno stesso clima natalizio dunque per la nascita di Gesù e per il mio martirio,  la mia nascita al cielo. Qui in Paradiso ringrazio continuamente il Signore Gesù. Io non l’ho conosciuto nella sua vita terrena. Anche perché sono nato fuori di Palestina. Solo quando andai a Gerusalemme a perfezionare i miei studi, ho sentito parlare di Lui. Con altri miei compagni di università abbiamo cominciato  ad avvicinarci a quel nuovo gruppo di credenti che si era formato all’interno dell’Ebraismo. Li chiamavamo i Nazareni. Erano Ebrei come noi. Ma essendo stati   con Gesù per ben tre anni ne erano rimasti affascinati. Quando parlavano di lui avevano tutta la forza dei  testimoni.:

 INFATTI, NON PER ESSERE ANDATI DIETRO A FAVOLE ARTIFICIOSAMENTE  INVENTATE VI ABBIAMO FATTO CONOSCERE LA POTENZA E LA VENUTA DEL  SIGNORE NOSTRO GESÙ CRISTO, MA PERCHÉ SIAMO STATI TESTIMONI OCULARI  DELLA SUA GRANDEZZA. (2Pt1,16)

All’inizio rimanevamo alquanto perplessi sulle pretese messianiche di questo Gesù  morto  su una croce e poi, a sentir loro,  risorto dai morti . La cosa comunque ci stimolava. Cominciammo a rileggere le  Scritture, con un’altra ottica. Per trovare conferme a quanto essi annunciavano.  Ma la cosa che più ci convinse fu il loro modo di vivere. Provenivano da diverse situazioni di vita. Alcuni ebrei, altri pagani, eppure stavano insieme e si volevano bene. Condividendo ogni cosa.

TUTTI COLORO CHE ERANO DIVENTATI CREDENTI STAVANO  INSIEME E TENEVANO OGNI COSA IN COMUNE; 45 CHI AVEVA PROPRIETÀ E  SOSTANZE LE VENDEVA E NE FACEVA PARTE A TUTTI, SECONDO IL BISOGNO DI  CIASCUNO.

Era una novità assoluta. Ci affascinava. Abbracciammo la fede cristiana in pienezza. Nella convinzione di non rinnegare nulla, ma di portare a compimento le attese della nostra fede ebraica. Certo che col passare del tempo, nelle difficoltà della convivenza e dei problemi quotidiani, quella atmosfera di perfetta comunione si ridimensionò. Cominciarono i problemi.

 In quei giorni, mentre aumentava il numero dei discepoli, sorse un malcontento fra gli ellenisti verso gli Ebrei, perché venivano  trascurate le loro vedove nella distribuzione quotidiana. (Atti 6)

Cose che succedono in tutti i gruppi umani. Bisognava affrontare il problema, parlandone insieme nella comunità. Apprezzai  il comportamento  degli Apostoli. Volendo salvaguardare il primato della Parola di Dio e favorire la corresponsabilità ci coinvolsero:

Non è giusto  che noi trascuriamo la parola di Dio per il servizio delle mense.   Cercate dunque, fratelli, tra di voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di saggezza, ai quali affideremo quest’incarico.

Bisognava dunque far discernimento comunitario. Non serviva continuare a lamentarsi. Era necessario rimboccarsi le maniche. Si procedette  all’elezione di 7 di noi disponibili per un servizio di carità.

Piacque questa proposta a tutto il gruppo ed elessero  Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro,  Nicànore, Timòne, Parmenàs e Nicola, un proselito di Antiochia.

Mi ritrovai ad essere eletto per primo. Confuso per la stima dimostratami. E contento di rendermi utile  in favore dei poveri. Agli apostoli spettò il compito di imporci le mani come segno di un ministero affidatoci ufficialmente dalla Comunità.

 Li  presentarono quindi agli apostoli i quali, dopo aver pregato, imposero loro le mani.

LEGGI TUTTO: il-natale-di-s-stefano

  • .QUANTO È VERACE QUELLA VITA, FRATELLI, DOVE PAOLO NON RESTA CONFUSO PER L’UCCISIONE DI STEFANO, MA STEFANO SI RALLEGRA DELLA COMPAGNIA DI PAOLO, PERCHÉ LA CARITÀ ESULTA IN TUTTI E DUE.SÌ, LA CARITÀ DI STEFANO HA SUPERATO LA CRUDELTÀ DEI GIUDEI, LA CARITÀ DI PAOLO HA COPERTO LA MOLTITUDINE DEI PECCATI, PER LA CARITÀ ENTRAMBI HANNO MERITATO DI POSSEDERE IL REGNO DEI CIELI” (S. FULGENZIO DI RUSPE)

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papafam

” IL NATALE DI SOLITO È UNA FESTA RUMOROSA: 

CI FAREBBE BENE UN PÒ DI SILENZIO  

  PER ASCOLTARE LA VOCE DELL’AMORE.

  • Natale sei tu, quando decidi di nascere di nuovo ogni giorno e lasciare entrare Dio nella tua anima.
  • L’albero di natale sei tu quando resisti ai venti e difficoltà della vita.
  • Gli addobbi di natale sei tu quando le tue virtù adornano la vita.
  • La campana di natale sei tu quando chiami, e cerchi di unire.
  • Sei anche luce di natale quando illumini con la tua vita il cammino degli altri con la bontà, la pazienza, l’allegria e la generosità.
  • Gli angeli di natale sei tu quando canti al mondo un messaggio di pace di giustizia e di amore.
  • La stella di natale sei tu quando conduci qualcuno all’incontro  con il Signore.
  • La musica di natale sei tu quando conquisti l’armonia dentro di te.             
  • Il regalo di natale sei tu quando sei un vero amico e fratello di tutti.                                                                                                          
  • Gli auguri di Natale sei tu quando perdoni e ristabilisci la pace  anche quando soffri.
  • Il cenone di Natale sei tu quando sazi di pane e di speranza il povero.
  • Tu sei la notte di Natale quando cosciente ricevi nel silenzio della notte il Salvatore del mondo senza  rumori né grandi celebrazioni;                                                           

 TU SEI SORRISO DI CONFIDENZA E TENEREZZA

NELLA PACE INTERIORE DI UN NATALE PERENNE

CHE STABILISCE IL REGNO DENTRO DI TE.

           

Info e prenotazioni: 0721.823.175 – 3338890862     donalesiani@gmail.com   –   www.sanbiagiofano.it

  •  Cari amici, C’era una volta un bambino…  Poteva avere 4-5 anni. Non di più. Una gelida mattina d’inverno,   accostandosi al fuoco appena riacceso dalla mamma, vide appesa al camino la… calza della Befana. Con gli occhi sbarrati di meraviglia, tirò fuori un …arancio, grande e profumato. Conosceva bene tante specie di frutti: mele, pere, ciliegie che mangiava cogliendole direttamente dall’albero… ma un arancio non l’ aveva mai visto. Pieno di gioia, non lo mangiò subito… voleva goderselo a lungo. E si mise ad accarezzarlo. Per tutta la giornata…lo accarezzò. Solo alla sera, seduto sulle ginocchia di papà e mamma che lo aiutarono a sbucciarlo, si concesse il piacere di mangiarlo… L’attesa lo aveva reso ancora più buono… Per quel bambino si è fatta sera ormai… Voltandosi indietro,  questo tenero ricordo d’infanzia gli sembra la parabola di tutta la sua vita. Un dono di Dio. La vita stessa, la fede in Gesù, la consacrazione a Lui, il costante tentativo di conoscere e far conoscere qualcosa del grande mistero dell’Incarnazione: “IL VERBO SI E’ FATTO CARNE ED È VENUTO AD ABITARE IN MEZZO A NOI…” (Gv.1,14) Questo e solo questo dovrebbe essere l’oggetto delle nostre riflessioni in questo Avvento. In attesa del GRANDE AVVENTO, il giorno beato in cui “L’Amore che cerca casa…” ci avrà riuniti tutti nella Sua tenda. Buon cammino di Avvento e buone feste…così ! Dv

NOVENA DI NATALE  2016


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“MISE LA SUA TENDA  IN MEZZO A NOI” (Gv. 1,14)

VIENI DI NOTTE

CIELO STELL
MA NEL NOSTRO CUORE E’ SEMPRE NOTTE:

DUNQUE VIENI SEMPRE , SIGNORE.

  • Vieni in silenzio, noi non sappiamo più cosa dirci: e dunque vieni sempre, Signore.
  • Vieni in solitudine, ma ognuno di noi è sempre più solo: e dunque vieni sempre, Signore.
  • Vieni, Figlio della pace, noi ignoriamo cosa sia la pace: e dunque vieni sempre, Signore.
  • Vieni a liberarci, noi siamo sempre più schiavi:  E dunque vieni sempre, Signore.
  • Vieni a consolarci, noi siamo sempre più tristi: e dunque vieni sempre, Signore.
  • Vieni a cercarci, noi siamo sempre più perduti: e dunque vieni sempre, Signore.
  • Vieni, tu che ci ami: nessuno è in comunione col fratello se prima non è con te, o Signore.
  • Vieni. Vieni sempre, Signore.  David Maria Turoldo

 FAI NATALE COSÌ…

gesù bambino mio

  •  Se hai nemici riconciliati:  il Natale è pace!

 

Se hai peccati convertiti: il Natale è amicizia con Dio! 

 

Se hai amici cercali: il Natale è comunione!

 

Se hai poveri al tuo fianco aiutali: il Natale è dono!

 

Se hai superbia interrala: il Natale è umiltà!
Se sei nelle tenebre, cerca la luce: il Natale è luce!

 

Se sei nell’errore rifletti: il Natale è verità!

 

Se sei triste rallegrati: il Natale è gioia!

 

 Se hai odio, dimenticalo: il Natale è amore

ECCO QUALCHE RIFLESSIONE CHE PUO’ NUTRIRE IL NOSTRO SILENZIO MEDITATIVO DI QUESTI GIORNI…

 

  1.  Se ti senti tanto povero e a mani vuote davanti a Dio: – A-chi-dare-Gesù 
  2. Se pensi di aver smarrito la strada Bonhoeffer  Cristo nella mangiatoia
  3. Se hai bisogno di ritrovare la speranza : + LE QUATTRO CANDELE
  4. Prima di fare un regalo … Pensaci bene. + REGALI DI NATALE
  5. Per non fare auguri scontati: + TANTI AUGURI SCOMODI
  6. Se ti senti  inutile e messo da parte + LA PECORA NERA
  7. Per riscoprire il silenzio: +Torniamo a scuola a…Nazaret
  8. Perché la gente possa confonderci con…Gesù:  + SEI TU GESU def
  9. Per imparare cosa vuole Gesù da noi: + Devo finire questa maglia di lana 
  10. Per vincere  la paura della morte :  : + TI TERRÒ PER MANO FIGLIO MIO
  11. Fai fatica a perdonare? Guarda a S. Stefano:  S T E F A N O
  12.  Per tornare un pò bambini …+ lettere dei bambini a Gesù

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22 DICEMBRE – SETTIMO GIORNO 

  • Dal libro del profeta Isaia 49, 14  bimba-e-mamma

Può una donna dimenticare il suo bambino, 

non sentire pietà per il figlio delle sue viscere? 

Anche se vi fosse una donna che si dimenticasse,

 io non ti dimenticherò mai, dice il Signore. 

Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato…

Anche se vi fosse una donna che si dimenticasse,
io non ti dimenticherò mai, dice il Signore.
  • Da “Gesù di Nazaret”: Chi conosce il Padre?  A  conoscerlo  non sono gli scribi, coloro che si occupano professionalmente di Dio; essi restano impigliati nelle loro conoscenze dei dettagli. La purezza del cuore permette di vedere. Essere figlio è un concetto di relazione. Comporta l’abbandono dell’autonomia che si chiude in se  stessa e include ciò che Gesù intende col diventare bambini. Gesù si fa bambino e chiama Dio “Abbà” , titolo impensabile nell’ambiente di Gesù: in esso si esprime l’unicità del “figlio”.  Solo il figlio conosce davvero il Padre: la conoscenza richiede sempre in qualche modo l’uguaglianza.
  •  In contemplazione con Don Orione-  Perché i pastori antichi erano poveri, semplici e pii, ad essi apparve l’Angelo; e, chiamati alla grotta di Betlemme, il loro cuore s’intenerì davanti a Gesù Bambino. Il Signore parla agli umili, ai puri, ai semplici. Erano uomini di buona volontà, e gli Angeli chiamarono su di essi la pace.
  •  Preghiamo insieme: PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…
  •  A CHI DARE GESÙ?  Tutte le statuine del presepio erano in agitazione, si davano un gran da fare per preparare i doni da portare a Gesù.   Una statuina più povera di tutte, cercava, cercava e non trovava niente di presentabile. Era sconsolata quando le sue compagne si misero in fila per andare alla grotta con le mani piene di doni e tutte sorridenti. Anche la statuina più povera, pur non avendo nulla, si mise in processione.  Restò sulla soglia: aveva le mani vuote e il cuore pieno di tristezza. Ripeteva dentro di sé: Signore, non ho niente da offrirti, proprio nulla.  Accadde allora un fatto degno di essere ricordato. Maria che teneva in braccio Gesù bambino, per prendere più facilmente i doni che le venivano offerti dalle varie statuine. Voleva cedere il Figlio divino a San Giuseppe, ma questi era indaffarato nel chiudere gli spiragli da dove entrava il freddo.  A chi dare Gesù?  Guardò intorno e vide sulla soglia l’unica statuina che aveva le mani libere.  Maria allora le porse suo Figlio.  Così quella statuina che non aveva nulla, ebbe tutto.

 Cantiamo:

GIOVANE DONNA   attesa dall’umanità;

un desiderio d’amore e pura libertà.

Il Dio lontano è qui vicino a te voce e silenzio,

annuncio di novità. AVE MARIA

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21 DICEMBRE – SESTO GIORNO

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  • SANT’AMBROGIO, VESCOVO: LA VISITAZIONE DI MARIA
  1. Maria  si avviò in fretta verso la montagna …perché era lieta della promessa e desiderosa di compiere devotamente un servizio, con lo slancio che le veniva dall’intima gioia.
  2. DOVE ORMAI, RICOLMA DI DIO, POTEVA AFFRETTARSI AD ANDARE SE NON VERSO L’ALTO? LA GRAZIA DELLO SPIRITO SANTO NON COMPORTA LENTEZZE.
  3. Subito si fanno sentire i benefici della venuta di Maria e della presenza del Signore. Infatti appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, esultò il bambino nel seno di lei, ed ella fu ricolma di Spirito Santo (cfr. Lc 1, 41).  Esultò Giovanni, esultò anche lo spirito di Maria.   
  4. Sia in ciascuno l’anima di Maria per magnificare il Signore; sia in ciascuno lo spirito di Maria per esultare in Dio. Se c’è una sola madre di Cristo secondo la carne, secondo la fede, invece, CRISTO È IL FRUTTO DI TUTTI, POICHÉ OGNI ANIMA RICEVE IL VERBO DI DIO, PURCHÉ, IMMACOLATA E IMMUNE DA VIZI, CUSTODISCA LA CASTITÀ CON INTEMERATO PUDORE. OGNI ANIMA CHE POTRÀ MANTENERSI COSÌ, MAGNIFICA IL SIGNORE, COME MAGNIFICÒ IL SIGNORE L’ANIMA DI MARIA, E IL SUO SPIRITO ESULTÒ IN DIO SALVATORE.
  • don orione e bambini argentiniIn contemplazione con Don Orione :  Nel nome della Divina Provvidenza, ho aperto le braccia e il cuore a sani e ad ammalati, di ogni età, di ogni religione, di ogni nazionalità: a tutti avrei voluto dare, col pane del corpo, il divino balsamo della Fede (Lett. 88) O Gesù dolce, Gesù amore! Noi ti vogliamo amare e servire in carità grande e santa letizia, sempre contenti per la beata speranza, amando e vivendo delle cose umili e povere, come, o Gesù, ci hai insegnato con la tua nascita, la tua vita e la tua morte. 

madre_teresaE’ Natale:  

  • Per pregare facciamo silenzio…  e mettiamoci in Ascolto!  
  • La cosa più importante è il silenzio! L’essenziale non è quello che diciamo noi, ma quello che ci dice Dio e che Egli dice agli altri per mezzo nostro… 
  • Gesù ci aspetta sempre in silenzio! Nel silenzio possiamo ASCOLTARE la Sua voce. In questo silenzio scopriremo una nuova energia  
  • Tutte le nostre parole saranno inutili, se non vengono dal profondo del cuore. 
  • Le parole che non diffondono la luce di Cristo aumentano l’oscurità! 
  • (Madre Teresa di Calcutta)

Preghiamo insieme

PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…

Cantiamo

Venite fedeli,  l’angelo c’invita,

venite, venite  a Betlemme.

Nato vedete  Cristo  Redentore.

Venite adoriamo, venite adoriamo,

venite  adoriamo  il  Cristo Signor. 

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20 DICEMBRE – QUINTO GIORNO

  • Dal Vangelo secondo Matteo: 6,9ss Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano,e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
  • Da “Gesù di Nazaret”:  una grande consolazione Il Padre nostro comincia con una grande consolazione: Noi possiamo dire Padre perché il Figlio ci ha rivelato il Padre. Questa parola “nostro” è impegnativa ci chiede di uscire dal recinto chiuso del nostro io e di entrare nella comunità degli altri figli di Dio. Diciamo si alla Chiesa vivente. Il padre nostro fa di noi una sola famiglia al di là di ogni confine. Dacci oggi il nostro pane quotidiano: Come già nell’invocazione Padre nostro,anche qui si parla del pane nostro. Anche qui preghiamo nella comunione dei figli di Dio e pertanto nessuno può pensare solo a se stesso. Chi ha pane in abbondanza è chiamato alla condivisione.
  • In contemplazione con Don Orione Nel nome della Divina Provvidenza, ho aperto le braccia e il cuore a sani e ad ammalati, di ogni età, di ogni religione, di ogni nazionalità: a tutti avrei voluto dare, col pane del corpo, il divino balsamo della Fede (Lett. 88)

SEI TU GESU’?

BAMBINA CHE PREGA2

  • Un gruppo di venditori furono invitati ad un convegno. Tutti avevano promesso alle proprie famiglie che sarebbero arrivati in tempo per la cena il venerdi sera. Il convegno terminó un pò più tardi del previsto, ed arrivarono in ritardo all’aereoporto. Entrarono tutti con i loro biglietti e portafogli, correndo tra i corridoi dell’aereoporto… All’improvviso, e senza volerlo, uno dei venditori inciampò in un banco che aveva un cesto di mele. Le mele caddero e si sparsero per terra . Senza trattenersi, nè guardando indietro, i venditori continuarono a correre, e riuscirono a salire sull’aereo. Tutti meno UNO.
  • Quest’ultimo si trattenne, respirò a fondo, e sperimentò un sentimento di compassione per la padrona del banco di mele. Disse ai suoi amici di continuare senza di lui e chiese ad uno di loro che all’arrivo avvertisse sua moglie e le spiegasse che sarebbe arrivato con un altro volo un po’ più tardi, visto che non era sicuro di riuscire ad avvisarla in tempo. Dopo tornò al Terminal e si trovò con tutte le mele sparse a terra. La sorpresa fu enorme, quando si rese conto che la padrona delle mele era una bambina cieca. La trovò piangendo, con grandi lacrime che scorrevano  sulle sue guance. Toccava il pavimento, cercando, invano, di raccogliere le mele, mentre moltitudini di persone passavano senza fermarsi; senza che a nessuno importasse nulla dell’accaduto.
  • L’uomo inginocchiatosi con lei, mise le mele nella cesta e l’aiutò a montare di nuovo il banco. Mentre lo faceva, si rese conto che molte cadendo si erano rovinate. Le prese e le mise nella cesta. Quando terminó, tirò fuori il portafoglio e disse alla bambina: Prendi, per favore, questi cento euro per il danno che abbiamo fatto”.  Tu stai bene?” Lei, sorridendo, annuì con la testa. Lui continuò dicendole:- “Spero di non aver rovinato la tua giornata”. Il venditore cominciò ad allontanarsi e la bambina gridò:  – “Signore…” Lui si fermò e si girò a guardare i suoi occhi ciechi.  Lei continuó: “SEI TU GESÙ…?”  Lui si fermò immobile, girandosi un pò di volte, prima di dirigersi per andare a prendere il volo, con questa domanda che gli bruciava e vibrava nell’anima: “SEI TU GESÙ?”
  •  E a te, la gente, ti confonde con Gesù? Perchè è questo il nostro destino, non è così? Sarebbe così bello il mondo se tutti assomigliassimo sempre così tanto a Gesù al punto da non riuscire più a notarne la differenza. Cerchiamo allora, con tutte le nostre forze, di assomigliare sempre più a Gesù, in un mondo che è cieco davanti al suo Amore, alla sua Vita e alla sua Grazia, per la nostra felicità e per quella del nostro prossimo. Tu sei la pupilla dei suoi occhi, anche quando sei stato colpito per le cadute. Lui ha lasciato tutto e ha preso Te e me nel Calvario; e ha pagato la Nostra frutta Rovinata Cominciamo a cercare di vivere come se già valessimo il prezzo che Lui ha pagato! Cominciamo oggi!
  •  Preghiamo insieme: PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…

 Cantiamo

Venite fedeli,  l’angelo c’invita,

venite, venite  a Betlemme.

Nato vedete  Cristo  Redentore.

Venite adoriamo, venite adoriamo,

venite  adoriamo  il  Cristo Signor.

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19 DICEMBRE – QUARTO GIORNO 

SIGNORE, INSEGNACI A PREGARE

GESù7

  • Preghiamo col salmo 73:   Riflettevo per comprendere: ma fu arduo agli occhi miei,  finché non entrai nel santuario di Dio…Quando si agitava il mio cuore *  e nell’intimo mi tormentavo, io ero stolto e non capivo, * davanti a te stavo come una bestia. Ma io sono con te sempre: *  tu mi hai preso per la mano destra. Mi guiderai con il tuo consiglio * e poi mi accoglierai nella tua gloria. Chi altri avrò per me in cielo? *  Fuori di te nulla bramo sulla terra. Vengono meno la mia carne e il mio cuore; †   ma la roccia del mio cuore è Dio, *   è Dio la mia sorte per sempre. Il mio bene è stare vicino a Dio: *   nel Signore Dio ho posto il mio rifugio…
  • Dal vangelo secondo Luca  11,1s:  Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando  ebbe finito uno dei discepoli gli disse: “Signore, insegnaci  a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi  discepoli”. (11,1)
  • Da “Gesù di Nazaret”: Partecipi del Suo pregare  L’incontro con il pregare di Gesù desta nei discepoli il desiderio di apprendere da lui a pregare. Egli ci rende così partecipi del suo pregare,  ci introduce nel dialogo interiore dell’amore trinitario, solleva per così dire le nostre umane necessità fino al cuore di Dio.
  • In contemplazione con Don Orione “Non importa dire molte preghiere, ma importa dirle bene. Io sono contento che se ne dica la metà, un quarto, un Padre Nostro solo, purché sia detto bene, col cuore”(14.9.30)
  •  Preghiamo insieme: PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…

 Cantiamo

R./ Vieni  Gesù,  resta con  noi  resta  con  noi.

– Dio s’è fatto  come  noi, per farci  come  lui .

– Viene dal  grembo di una  donna,  la Vergine Maria.

– Tutta la  storia l’aspettava, il nostro  Salvatore. 

– Egli era un  uomo come  noi e ci ha chiamati amici . 

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DOMENICA 18 DICEMBRE

  • VANGELO Mt 1,18-24  

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «GIUSEPPE, FIGLIO DI DAVIDE, NON TEMERE DI PRENDERE CON TE MARIA, TUA SPOSA. INFATTI IL BAMBINO CHE È GENERATO IN LEI VIENE DALLO SPIRITO SANTO; ELLA DARÀ ALLA LUCE UN FIGLIO E TU LO CHIAMERAI GESÙ: EGLI INFATTI SALVERÀ IL SUO POPOLO DAI SUOI PECCATI». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

  • MA IL FESTEGGIATO DOV’È?

Festività Natalizie: Giornate intense, un po’ troppo frenetiche se vogliamo, ma belle in fondo, tanto che nessuno vorrebbe rinunciarci.…La domanda seria è:  come le viviamo? Chi festeggiamo? Quanto è presente il Festeggiato? Come riuscire a difenderci spazi di vero riposo, di consapevolezza di noi stessi,  in un più intimo dialogo con Dio e con i nostri cari…S. Giuseppe può darci una mano a ritrovare atmosfere perdute. Ascoltiamolo

  • S. GIUSEPPE  (Libera rielaborazione di Luca cc. 1-2 e Matteo cc. 1-2)

Quando sento parlare delle vostre feste natalizie, mi viene un poco da sorridere. Perché davvero non mi ci ritrovo molto, io che ho  vissuto quel primo ed unico Natale di 2000 anni fa. Vincendo la mia naturale ritrosia a parlare, voglio raccontarvi come andarono veramente le cose. Del resto raccontare di me, significa parlare di Maria e di Gesù. La mia vita è stata legata alla loro. Fin dal principio. Ero un giovane poco più che ventenne, ma già avevo un lavoro. Mio padre mi aveva insegnato l’arte del falegname. Mi piaceva. E,  devo ammetterlo, alcuni lavoretti mi riuscivano anche bene. Erano apprezzati  e ben retribuiti. Potevo ormai pensare a formarmi una famiglia. Da tempo avevo messo gli occhi su Maria, una ragazza di qualche anno più giovane di me. Era bella, Maria. Soprattutto era molto buona. Mi era bastato vederla una volta per sentire che la  mia vita sarebbe stata legata alla sua. Per sempre. Per questo un giorno mi feci coraggio e mi recai in casa di  suo padre Gioachino, a manifestargli le mie serie intenzioni. Egli acconsentì a darmela in sposa. Maria, in un angolo della piccola stanza, abbozzò un sorriso. Felice. Ci incontravamo di rado. Poche parole e tanti piccoli progetti per poter presto andare a vivere insieme. Ma una mattina Maria  venne di corsa a trovarmi sul  lavoro.  Mi prese le mani tra le sue e con  voce tremante mi raccontò di una  visione angelica:

L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,  a una vergine, promessa sposa di  un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe.

Mi disse del suo turbamento per uno strano  saluto :

“Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te” Ma l’Angelo l’aveva rassicurata: “Non  temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.” “Credimi, Giuseppe, aggiunse,  mi sono sentita come invasa dalla potenza dell’Altissimo. Non potevo resistere…Ho dato la mia piena disponibilità” “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. Mi confidò che …

LEGGI TUTTO…. 00-s-giuseppe

In contemplazione con Don Orione: 

“Oh divina luce di Gesù Bambino!

Tutto l’odio, tutto il male, tutte le tenebre di questo mondo,

che sono mai davanti alla luce della notte di Natale?

Nulla! Davanti a Gesù e a Gesù bambino,

sono proprio un nulla”.

  •  Preghiamo insieme PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…
  • “NON TARDARE”

Gesù ti sto aspettando. “Non tardare”
Ti sto aspettando, ma io so che Tu vieni a cercarmi per lavorare nel tuo cantiere:
ti aspettano i bambini poveri che hanno fame, fa’ che io porti loro il pane quotidiano dell’amore;
ti aspettano le persone che soffrono,
fa’ che io porti loro il pane quotidiano della speranza, andandoli a trovare e stringendo le loro mani;
ti aspettano tanti uomini che hanno tutto ma non sono felici, perché non hanno te,
fa’ che io porti loro il pane quotidiano della fede, che brilla come luce nella notte del peccato.
Gesù ti sto aspettando. “Non tardare”.
Ti sto aspettando, ma io so che tu vieni a cercarmi per lavorare nel cantiere del tuo amore.

 

Cantiamo: 

In notte placida, pel muto sentier,

dai campi dei cieli discese l’Amor,

all’alme fedeli il Redentor.

Nell’aura è il palpito di un grande mister

nel nuovo Israel è nato il Signor, 

il fiore più bello dei nostri cuor!

 

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17 DICEMBRE – SECONDO GIORNO

  • Dal vangelo di Giovanni, 14,5ss –  Gli disse Tommaso: “Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?”. Gli disse Gesù: “Io sono la via, la  verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.  Filippo gli chiese:- Signore, mostraci il Padre: questo ci basta. Gesù rispose:- Filippo, sono stato con voi per tanto tempo e non mi conosci ancora? Chi ha visto me ha visto il Padre.maria-sangue-gesù1-202x300
  •  Da “Gesù di Nazaret”: MA CHE COSA HA PORTATO GESU?  La risposta è molto semplice: ha portato Dio. Ora noi conosciamo il suo volto. Ora conosciamo la strada che come uomini dobbiamo prendere in questo mondo. Gesù ha portato Dio e con Lui la verità sul nostro destino: la fede, la speranza e l’amore. Solo la nostra durezza di cuore ci fa ritenere che ciò sia poco. I regni del mondo … sono tutti crollati.  Ma la gloria di Cristo, umile e disposta a soffrire, la gloria del suo amore non è tramontata e non tramonta.
  •  Dalle «Lettere» di san Leone Magno: LA NOSTRA RI-NASCITA SPIRITUALE.

 In contemplazione con Don Orione:  C’era un altro re, un re mansueto, padre dolce del suo popolo. Egli non aveva soldati, non ne volle avere mai. Non volle inciso il suo nome su le rocce dei monti, ma nei cuori degli uomini! L’effusione del Cuore di Dio non va perduta per i mali della terra, e l’ultimo a vincere è Lui, sarà il Signore! E il Signore vince sempre nella misericordia!(L. 23)                                                                                  

Preghiamo insieme PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…

 Cantiamo:

Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!
Tu che i Vati da lungi sognar, tu che angeliche voci nunziar,
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor! 

 

16 DICEMBRE – PRIMO GIORNO

Nel nome del Padre, del Figlio e dello spirito Santo. Amen

Rit. Venite adoriamo, Gesù che viene a noi!

  • In ascolto del Vangelo: Luca 2,1ss –  In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si  facesse il censimento di tutta la terra.  Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di  Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata  Betlemme,  per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era  incinta.  Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei  i giorni del parto.  Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse  in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per  loro nell’albergo.
  1.  Da “Gesù di Nazaret”:  Sullo sfondo la storia universale –  Mentre il dato temporale concernente il Battista resta all’interno della storia ebraica, “al tempo di Erode, re della Giudea”(1,5),  il racconto dell’infanzia di Gesù comincia con le parole: ”In quei giorni un decreto di Cesare Augusto” (2,1)  Sullo sfondo appare la grande storia universale, rappresentata dall’impero romano.
  2. Dal «Commento sui salmi» di sant’Agostino- preghiera11 IL TUO DESIDERIO È LA TUA PREGHIERA
    MI FACEVA URLARE IL GEMITO DEL MIO CUORE (CFR. SAL 37, 9). C’È UN GEMITO SEGRETO DEL CUORE CHE NON È AVVERTITO DA ALCUNO. Ma se il tormento di un desiderio afferra il cuore in modo che la sofferenza intima venga espressa e udita, allora ci si domanda quale ne sia la causa. Chi ascolta dice fra sé: Forse geme per questo, forse gli è accaduto quest’altro. MA CHI LO PUÒ CAPIRE SE NON COLUI AI CUI OCCHI, ALLE CUI ORECCHIE SI LEVA IL GEMITO? I gemiti, che gli uomini odono se qualcuno geme, sono per lo più i gemiti del corpo, ma non è percepito il gemito del cuore.  Non davanti agli uomini, che non possono percepire il cuore, ma davanti a te sta ogni mio desiderio. Se il tuo desiderio è davanti a lui, il Padre, che vede nel segreto, lo esaudirà.    IL TUO DESIDERIO È LA TUA PREGHIERA: SE CONTINUO È IL TUO DESIDERIO, CONTINUA È PURE LA TUA PREGHIERA.  SE C’È IL DESIDERIO, C’È PURE IL GEMITO: QUESTO NON SEMPRE ARRIVA ALLE ORECCHIE DEGLI UOMINI, MA NON CESSA DI GIUNGERE ALLE ORECCHIE DI DIO…. leggi tutto in commenti
  3. In contemplazione con Don Orione:  sento un  grande desiderio di amare il Signore, e di consumare la mia vita davanti a Lui. Io vi dichiaro che non so nulla, e non vado cercando null’altro che Lui! Lui! Lui! 
  4.  Preghiamo insieme:  PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…

 Cantiamo:

Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo.
O Bambino mio divino, io ti vedo qui a tremar.
O Dio beato! Ah! Quanto ti costò l’avermi amato.
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L’AMORE CERCA CASA…

  • Sembra essere una legge di natura. Chi non resta stupito, a primavera, davanti all’instancabile volare di  uccelli e rondini in cerca di materiale per preparare un nido confortevole  ai loro piccoli?  Ma è soprattutto dolce (a volte sofferta…) esperienza umana. Quando due giovani  cominciano a fare sul serio nel loro rapporto affettivo, pensano a un focolare che custodisca il loro progetto d’amore. 
  •  E’ la storia di tutti gli innamorati. Anche…di Dio.  Si direbbe che non gli basti il cielo stellato. Stupefacente nella sua bellezza, ma incapace di dialogo col suo Creatore. Che decide subito di imbarcarsi in una storia d’amore con noi. Davanti alla prima coppia umana, non gli par vero di poter rivolgere loro la  parola:   Dio li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi,  riempite la terra” (Gen 1,28)
  • Vorrebbe intrattenersi con loro con la spontaneità di chi fa due passi per incontrare gli amici… Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno. Il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: “Dove sei?” (Gen. 3,9)
  • Davanti  alle umane debolezze che subito affiorano, non demorde.E  un giorno, prende l’iniziativa di una visita a domicilio ad un amico, Abramo, con cui si è impegnato seriamente. A tal punto che non riesce più a nascondergli nulla.   Il Signore diceva:  “Devo io tener nascosto ad Abramo quello che sto per fare?  (Gen 18,18)
  • Quando il suo popolo in fuga dalla schiavitù, si trova in pericolo,  sta …sveglio tutta la notte. Pronto a intervenire:   Notte di veglia fu questa per il Signore per farli uscire dal paese d’Egitto.  (Es. 12,42)  
  • Certo  esprime il desiderio che Gli costruiscano una Tenda e più tardi un Tempio. Segno visibile della sua presenza e luogo idoneo a dialoghi intimi. Come fra amici.   Così il Signore parlava con Mosè a faccia a faccia,  come un uomo parla con un altro. (Es.33,11)
  • Ma poi quasi si pente. Perché l’uomo non comprende. Sa costruire sontuosi edifici a Dio. Ma fa fatica a fargli posto nel proprio cuore.   In quale luogo potrei fissare la dimora? Su chi volgerò lo sguardo? Sull’umile e su chi ha lo spirito contrito e su chi teme la mia parola.  (IS. 66,1-2) E la divina sapienza  ricomincia a cercare casa. Con maggiore determinazione.   Il mio creatore mi disse: “Fissa la tenda in Giacobbe  e prendi in eredità Israele” (Sap 24,8)
  • Ha nel cuore un Divino Progetto. Da realizzare nella pienezza dei tempi. Manderà il Figlio suo a prendere dimora tra noi.  Così non abiterà più  in templi di pietra. Ma nel cuore del  Figlio suo fatto Uomo. E dalla terra salirà finalmente la preghiera a Lui gradita:   Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: “Ecco, io vengo  per fare, o Dio, la tua volontà” (Eb. 10,5.7)
  • In fase di attuazione, lo sguardo della divina compiacenza si fissa su una fanciulla di Nazareth. Che, nella penombra della fede, si abbandona, umile e fiduciosa:
    Eccomi, sono la serva del Signore si compia in me la tua parola!
    (Lc 1,38)   E quel giorno,  di fronte allo stupore di tutto il creato:       

IL VERBO   SI  FECE  UOMO  

E POSE LA SUA TENDA  natale-presepe-in-una-tenda …IN MEZZO A NOI

  • Per condividere le nostre gioie  e le nostre lacrime.   Nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche  con forti grida e lacrime a colui che poteva  liberarlo da morte… (EB.5,7)
  • Prima di cadere, come  seme fecondo nella  terra della sua Passione, quella sera nel Cenacolo, si intrattiene con i suoi amici:   Non vi chiamo più servi, ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò  che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi. (Gv 15)
  • Esprime  il desiderio di stare con noi ed in noi per sempre.   “Se uno  mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi  verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. (Gv 14,23)
  • Per superare la limitazione del tempo, penserà Lui a una dimora  dove l’intimità possa  fiorire in pienezza.          Io vado a  prepararvi un posto;  quando vi avrò preparato un  posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove  sono io. (GV 14,1ss)
  • Per essere  sempre insieme. Come amici d’infanzia. Sotto un’unica tenda che una Mano materna stenderà su di noi:  Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro.
  • Liberi dal pianto e dalla paura, saremo finalmente nella pace.   E tergerà ogni lacrima dai loro occhi.  non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno,  perché le cose di prima sono passate”. (Ap. 21 )              
  • E l’Amore potrà esultare per aver realizzato il suo sogno:    Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro  ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il “Dio-con-loro” (Ap 21)
  • E la nostra speranza avrà un nome:  GESÙ. L’EMMANUELE. DIO-CON-NOI! 

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14 Dicembre 2016

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S. GIOVANNI DELLA CROCE

La conoscenza del mistero nascosto in Cristo Gesù

  •    Per quanto siano molti i misteri e le meraviglie scoperte dai santi dottori e intese dalle anime sante nel presente stato di vita, tuttavia ne è rimasta da dire e da capire la maggior parte, e quindi c’è ancora molto da APPROFONDIRE IN CRISTO.
  • Questi infatti è come una miniera ricca di immense vene di tesori, dei quali, per quanto si vada a fondo, non si trova la fine; anzi in ciascuna cavità si scoprono nuovi filoni di ricchezze.  Perciò san Paolo dice del Cristo: «In Cristo si trovano nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza» (Col 2, 3) nei quali l’anima non può penetrare, se prima non passa per le strettezze della SOFFERENZA INTERNA ED ESTERNA Infatti, a quel poco che è possibile sapere in questa vita dei misteri di Cristo non si può giungere senza aver sofferto molto, aver ricevuto da Dio numerose grazie intellettuali e sensibili e senza aver fatto precedere un lungo esercizio spirituale, poiché tutte queste grazie sono più imperfette della sapienza dei misteri di Cristo, per la quale servono di semplice disposizione.
  •    OH, SE L’ANIMA RIUSCISSE A CAPIRE che non si può giungere nel folto delle ricchezze e della sapienza di Dio, se non entrando dove più numerose sono le sofferenze di ogni genere, riponendovi la sua consolazione e il suo desiderio! Come chi desidera veramente la sapienza divina, in primo luogo brama di entrare veramente NELLO SPESSORE DELLA CROCE! 
  •  Per questo san Paolo ammoniva i discepoli di Èfeso che non venissero meno nelle tribolazioni, ma stessero forti e radicati e fondati nella carità, e così potessero comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e conoscere l’amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, per essere ricolmi di tutta la pienezza di Dio (cfr. Ef 3, 17).
  • Per accedere alle ricchezze della sapienza divina LA PORTA E’ LA CROCE. Si tratta di una porta stretta nella quale pochi desiderano entrare, mentre sono molti coloro che amano i diletti a cui si giunge per suo mezzo.

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13 DICEMBRE – SANTA LUCIA

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LO SPLENDORE DELL’ANIMA ILLUMINA LA GRAZIA DEL CORPO

  • Mi rivolgo a te, che vieni dal popolo, dalla gente comune, ma appartieni alla schiera delle vergini. In te lo splendore dell’anima si irradia sulla grazia esteriore della persona. Per questo sei un’immagine fedele della Chiesa.
  • A te dico: CHIUSA NELLA TUA STANZA NON CESSARE MAI DI TENERE FISSO IL PENSIERO SU CRISTO, ANCHE DI NOTTE. ANZI RIMANI AD OGNI ISTANTE IN ATTESA DELLA SUA VISITA.
  • È QUESTO CHE DESIDERA DA TE, PER QUESTO TI HA SCELTA. EGLI ENTRERÀ SE TROVERÀ APERTA LA TUA PORTA. STA’ SICURA, HA PROMESSO DI VENIRE E NON MANCHERÀ ALLA SUA PAROLA. QUANDO VERRÀ COLUI CHE HAI CERCATO, ABBRACCIALO, FAMILIARIZZA CON LUI E SARAI ILLUMINATA.
  • Trattienilo, prega che non se ne vada presto, scongiuralo che non si allontani. Il Verbo di Dio infatti corre, non prova stanchezza, non è preso da negligenza. L’anima tua gli vada incontro sulla sua parola, e s’intrattenga poi sull’impronta lasciata dal suo divino parlare: egli passa via presto. MA ANCHE SE TI SEMBRA CHE SE NE SIA ANDATO, VA’ A CERCARLO ANCORA.             …. LEGGI TUTTO IN COMMENTI

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 DOMENICA 11 DICEMBRE  2016 s-giov-batt3

GIOVANNI E’ LA VOCE.  CRISTO LA PAROLA 

  • Giovanni è la voce. Del Signore invece si dice: «In principio era il Verbo» (Gv 1,1). Giovanni è la voce che passa, Cristo è il Verbo eterno che era in principio.  Se alla voce togli la parola, che cosa resta? Dove non c’è senso intelligibile, ciò che rimane è un vago suono. La voce senza parola colpisce bensì l’udito, ma non edifica il cuore.
  • Vediamo in proposito qual è il procedimento che si verifica nella sfera della comunicazione del pensiero. Quando penso ciò che devo dire, nel cuore fiorisce subito la parola. Volendo parlare a te, cerco in qual modo posso fare entrare in te quella parola, che si trova dentro di me. Le do suono e così, mediante la voce, parlo a te.
  • Il suono della voce ti reca il contenuto intellettuale della parola e dopo averti rivelato il suo significato svanisce. Ma la parola recata a te dal suono è ormai nel tuo cuore, senza peraltro essersi allontanata dal mio.  Non ti pare, dunque, che il suono stesso che è stato latore della parola ti dica: «Egli deve crescere e io invece diminuire»? (Gv 3, 30). Il suono della voce si è fatto sentire a servizio dell’intelligenza, e poi se n’è andato quasi dicendo: «Questa mia gioia si è compiuta» (Gv 3, 29). Teniamo ben salda la parola, non perdiamo la parola concepita nel cuore. Tutti crediamo in Cristo, speriamo la salvezza in Cristo: questo volle significare la voce.
  • E siccome è difficile distinguere la parola dalla voce, lo stesso Giovanni fu ritenuto il Cristo. La voce fu creduta la Parola; ma la voce si riconobbe tale per non recare danno alla Parola. «Non sono io, disse, il Cristo, né Elia, né il profeta». Gli fu risposto: «Ma tu allora chi sei?» «Io sono, disse, la voce di colui che grida nel deserto: Preparate la via del Signore» (cfr. Gv 1, 20-21). «Voce di chi grida nel deserto, voce di chi rompe il silenzio». Che significa: Preparate la via, se non: siate umili di cuore?
  • Prendete esempio dal Battista che, scambiato per il Cristo, dice di non essere colui che gli altri credono sia. Si guarda bene dallo sfruttare l’errore degli altri ai fini di una sua affermazione personale. Precisò le debite differenze. Si mantenne nell’umiltà. Vide giusto dove trovare la salvezza. Comprese di non essere che una lucerna e temette di venire spenta dal vento della superbia…

 

8 DICEMBRE
FESTA DELL’IMMACOLATA 

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Tutta bella sei Maria e il peccato originale non è in te.
Tu sei la gloria di Gerusalemme, tu letizia d’Israele,
tu onore del nostro popolo, tu avvocata dei peccatori.

O Maria! O Maria!
Vergine prudentissima, Madre clementissima,
prega per noi, intercedi per noi
presso il Signore  Gesù Cristo.

  • Festa della mamma di Gesù. Unico caso nella storia:  Il Figlio ha potuto scegliere e “prepararsi” la madre…
  • Festa dei valori: non si è scelta una mamma ricca, potente, rinomata…ma una madre “PIENA DI GRAZIA”.  Ciò che vale davanti agli uomini non si identifica con ciò che vale davanti a Dio: la tua grazia vale più della vita (sl 63)
  • Festa di …famiglia, festa della Chiesa: Maria è Colei che ci precede ma tutti noi, in Gesù siamo stati scelti prima della creazione del mondo per essere come lei: “SANTI E IMMACOLATI NELL’AMORE” (Ef. 1,3ss)
  •  Festa della Bellezza integrale di  MariaCORPO – ANIMA – SPIRITO:  Giovanni Paolo II scrive che “la femminilità si trova in una relazione singolare con la Madre del Redentore […]. Si può, pertanto, affermare che la donna, guardando a Maria, trova in lei il segreto per vivere degnamente la sua femminilità ed attuare la sua vera promozione. Alla luce di Maria, la Chiesa legge sul volto della donna i riflessi di una bellezza che è specchio dei più alti sentimenti di cui è capace il cuore umano: la totalità oblativa dell’amore; la forza che sa resistere ai più grandi dolori; la fedeltà illimitata e l’operosità infaticabile; la capacità di coniugare l’intuizione penetrante con la parola di sostegno e di incoraggiamento”. Maria, donaci un pò della tua bellezza!
  • PER LA NOSTRA RIFLESSIONE E PREGHIERA:  appunti da  “REDEMPTORIS MATER”
  1.  PIENA DI GRAZIA: E’ il suo nome nuovo: “Il messaggero saluta Maria come “Piena di grazia”: la chiama così come se fosse questo il suo vero nome; non la chiama col nome che le è proprio all’anagrafe terrena: Myriam(= Maria), ma con questo nome nuovo: “piena di grazia”
  2. La risposta di Maria “Nell’annunciazione Maria si è abbandonata a Dio completamente. prestando il pieno ossequio dell’intelletto e della volontà. Ha risposto dunque, con tutto il suo io umano, femminile”
  3. Nella penombra della fede “Maria che si è trovata al centro stesso di quelle “inaccessibili vie” di Dio, vi si conforma nella penombra della fede, accettando pienamente e con cuore aperto tutto ciò che è disposto nel disegno divino”
  4. Con una particolare fatica del cuore “Non è difficile notare in questo inizio una particolare fatica del cuore, unita a una sorte di “notte della fede”- quasi un “velo” attraverso il quale bisogna accostarsi all’Invisibile e vivere nell’intimità col mistero”
  5. Presenza discreta  ed essenziale nel cenacolo “Maria a Nazareth e Maria nel cenacolo di Gerusalemme. In entrambi i casi la sua presenza discreta, ma essenziale, indica la via della “nascita dallo Spirito. Così colei che è presente nel mistero di Cristo come madre, diventa – per volontà del Figlio e per opera dello Spirito Santo – presente nel mistero della Chiesa”
  6. Sostegno della fede dei credenti “ Coloro che in ogni generazione, fra i diversi popoli e nazioni della terra, accolgono con fede il mistero di Cristo, Verbo Incarnato e Redentore del mondo, non solo si volgono con venerazione e ricorrono con fiducia a Maria come a  sua madre, ma cercano nella fede di Lei il sostegno per la propria fede”
  7. Intercede per noi pellegrinanti “Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora pellegrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata”
  8. Speriamo in una sua “Buona parola” alla venuta di Cristo Ella ha anche quel ruolo, proprio della madre, di mediatrice di clemenza nella venuta definitiva, quando tutti coloro che sono di Cristo saranno vivificati e “l’ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte”(1Cor.15,26)
  9. E noi ci affidiamo a Lei…Affidandosi filialmente a Maria, il cristiano, come l’apostolo Giovanni, accoglie “fra le sue cose proprie” la madre di Cristo e la introduce in tutto lo spazio della propria vita interiore, cioè nel suo “io” umano e cristiano:”La prese con sé”
  10. E la preghiamo: ”Soccorri, o Madre…” La liturgia esclama: ”Soccorri il tuo popolo che cade, ma pur sempre anela a risorgere” la Chiesa , da parte sua, con tutta la comunità dei credenti e in unione con ogni uomo di buona volontà, si rivolge congiuntamente al Redentore e a sua madre con l’invocazione:“Soccorri”
  •  MARIA, VOGLIAMO AMARTI  Siamo tutti tuoi e vogliamo amarti come nessuno ti ha amato mai Con Te sulla tua via il nostro cammino è sicuro. Con Te, ogni passo conduce alla mèta, ed anche nella notte Tu ci sei vicina, trasformi ogni timore in certezza. La tua corona di rose vogliamo essere noi Una corona di figli tutti tuoi….Siamo tutti tuoi e vogliamo amarti come nessuno ti ha amato mai Ave Maria.      

Madre io vorrei:    MADONNA-CON-BIMBOCHE-DORME-169x300Io vorrei tanto parlare con Te di quel Figlio che amavi io vorrei tanto ascoltare da Te quello che pensavi, quando hai udito che Tu non saresti più stata tua
e questo Figlio che non aspettavi, non era per Te.

Ave, Maria! Ave Maria! Ave, Maria! Ave, Maria!

Io vorrei tanto saper da Te, se quand’era bambino,
Tu gli hai spiegato che cosa sarebbe successo di Lui
e quante volte anche Tu di nascosto piangevi, Madre,
quando sentivi che presto l’avrebbero ucciso per noi.

N’ A V E   M A R I A  (Trilussa)

BAMBINI IN PREGHIERA

Quand’ero ragazzino, mamma mia
me diceva: “Ricordati fijolo,
quando te senti veramente solo
tu prova a recità ‘n’ Ave Maria
l’anima tua da sola spicca er volo
e se solleva, come pe’ maggia”.
Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato;
da un pezzo s’è addormita la vecchietta,
ma quer consijo nun l’ho mai scordato.

Come me sento veramente solo
io prego la Madonna benedetta
e l’anima da sola pija er volo!

7 DICEMBRE:  S. AMBROGIO  

s-ambrogio

  • Nel sesto libro delle Confessioni Agostino racconta del suo incontro con Ambrogio, un incontro certamente di grande importanza nella storia della Chiesa. Egli scrive testualmente che, quando si recava dal Vescovo di Milano, lo trovava regolarmente impegnato con caterve di persone piene di problemi, per le cui necessità egli si prodigava. C’era sempre una lunga fila che aspettava di parlare con Ambrogio per trovare da lui consolazione e speranza.
  • LEGGEVA LE SCRITTURE… SOLO CON GLI OCCHI:  Qui Agostino fa le sue meraviglie, perché Ambrogio leggeva le Scritture a bocca chiusa, solo con gli occhi (cfr Confess. 6,3).  Che Ambrogio potesse scorrere le pagine con gli occhi soltanto, segnala ad Agostino ammirato una capacità singolare di lettura e di familiarità con le Scritture. Ebbene, in quella «lettura a fior di labbra», dove il cuore si impegna a raggiungere l’intelligenza della Parola di Dio si può intravedere il metodo della catechesi ambrosiana: è la Scrittura stessa, intimamente assimilata, a suggerire i contenuti da annunciare per condurre alla conversione dei cuori. 
  • Così, stando al magistero di Ambrogio e di Agostino, la catechesi è inseparabile dalla testimonianza di vitaCRISTO È TUTTO PER NOI! Chi educa alla fede non può rischiare di apparire una specie di clown, che recita una parte «per mestiere». Piuttosto  egli deve essere come il discepolo amato, che ha poggiato il capo sul cuore del Maestro, e lì ha appreso il modo di pensare, di parlare, di agire. Alla fine di tutto, il vero discepolo è colui che annuncia il Vangelo nel modo più credibile ed efficace.Come l’apostolo Giovanni, il Vescovo Ambrogio – che mai si stancava di ripetere: «Omnia Christus est nobis!; Cristo è tutto per noi!» – rimane un autentico testimone del Signore.

«Omnia Christus est nobis! 

GESU CONFIDO3

CRISTO E’ TUTTO PER NOI!

Se vuoi curare una ferita, egli è il medico;

Se sei riarso dalla febbre, egli è la fonte;

Se sei oppresso dall’iniquità, egli è la giustizia;

Se hai bisogno di aiuto, egli è la forza;

Se temi la morte, egli è la vita;

Se desideri il cielo, egli è la via;

Se sei nelle tenebre, egli è la luce…

Gustate e vedete come è buono il Signore:

 beato è l’uomo che spera in lui!»

(De virginitate 16,99).

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SECONDA DOMENICA DI AVVENTO

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“VOCE DI UNO CHE GRIDA…”  G I O V A N N I   I L   B A T T I S T A

Libera rielaborazione 

 

Mi sono svegliato presto questa mattina. Con qualche presentimento in più sulla mia fine imminente. Da qualche mese mi trovo  in questa orribile prigione. Mi ci ha rinchiuso  il re  Erode per avergli rimproverato la sua condotta  immorale. NON TI È LECITO TENERE LA  MOGLIE DI TUO FRATELLO

Sono cresciuto in fretta. Forte nel corpo e  nello spirito. Un carattere piuttosto asciutto e rigido. Con me stesso e  con gli altri.IL FANCIULLO CRESCEVA E SI FORTIFICAVA NELLO SPIRITO.

Ben presto mi  resi conto che la gente si era allontanata dalla fede genuina. Tutti sospiravano la venuta del Messia, ma pochi erano disposti a vivere coerentemente. Cominciavo a capire che  il Signore aveva un progetto  su di me: preparargli la strada nel cuore degli uomini. Mi ritirai  nel deserto.  VISSE IN REGIONI  DESERTE FINO AL GIORNO DELLA SUA MANIFESTAZIONE A ISRAELE.

Molto  sobriamente: GIOVANNI ERA VESTITO DI PELI DI CAMMELLO, SI CIBAVA DI LOCUSTE E MIELE SELVATICO

Non c’è bisogno di molte cose quando si ha Dio nel cuore e un grande sogno da realizzare. Senza perdere tempo, mi recai vicino al fiume Giordano e cominciai a gridare a quanti passavano: PREPARATE LA VIA DEL SIGNORE, RADDRIZZATE  I SUOI  SENTIERI!

Riconosco che le mie parole non erano molto delicate. Ma efficaci a  scuotere coscienze addormentate:

RAZZA DI VIPERE, CHI VI HA INSEGNATO A SFUGGIRE ALL’IRA IMMINENTE?

All’inizio, molti mi presero per pazzo. Poi, poco alla volta,  cominciavano a farsi pensosi  e mi chiedevano:

CHE COSA DOBBIAMO FARE?

Raccomandavo  quanto mi ispirava il Signore,  secondo la situazione concreta di ciascuno. Ai  pubblicani che raccoglievano le tasse: NON ESIGETE NULLA DI PIÙ DI QUANTO VI È STATO FISSATO

A quanti avevano beni di questo mondo li scongiuravo: CHI HA DUE TUNICHE, NE DIA UNA A CHI NON NE HA; E CHI HA DA  MANGIARE, FACCIA ALTRETTANTO

Purtroppo  cominciarono a  scambiarmi per il Messia atteso. Con chiarezza risposi: Io Non Son Degno  Di Sciogliere Neppure Il Legaccio Dei Suoi  Sandali

Un giorno notai  tra la folla, una delegazione ufficiale inviata da Gerusalemme per chiedermi: CHI SEI?  CHE COSA DICI DI TE STESSO?

Non avevo dubbi  sulla  mia identità: IO SONO  VOCE DI UNO CHE GRIDA NEL DESERTO:   PREPARATE LA VIA DEL SIGNORE

E un giorno venne anche Lui. Facendosi peccatore con i peccatori.  Si mise in fila. Come gli altri. Lo riconobbi tra mille. Mi rifiutai di battezzarlo, dicendo:  IO HO BISOGNO DI ESSERE BATTEZZATO DA TE E TU VIENI DA ME? 

Ma Egli,  con  sorriso buono di fratello, mi pregò:

 LASCIA FARE PER ORA, POICHÉ CONVIENE CHE COSÌ  ADEMPIAMO OGNI GIUSTIZIA.

Dovetti acconsentire. Lo battezzai,  tremando per la vicinanza del Santo di Dio.  Lo seguii con lo sguardo mentre si allontanava verso il deserto. Qualche giorno dopo,  seppi  che si era messo a battezzare anche Lui  in una località  non lontana. Qualcuno dei miei discepoli, preoccupati per la possibile concorrenza, vennero a dirmi  ECCO STA BATTEZZANDO E TUTTI  ACCORRONO A LUI. 

Li rassicurai. Felice che la  mia missione raggiungesse il suo scopo. EGLI DEVE CRESCERE E IO INVECE DIMINUIRE.

 …Da quel giorno le cose per me precipitarono….  LEGGI TUTTO IN ALLEGATO 08-battista

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S. ANSELMO: Il desiderio della contemplazione di Dio natale-giotto

  • ORSÙ, MISERO MORTALE, FUGGI VIA PER BREVE TEMPO DALLE TUE OCCUPAZIONI, lascia per un po’ i tuoi pensieri tumultuosi. Allontana in questo momento i gravi affanni e metti da parte le tue faticose attività. ATTENDI UN POCO A DIO E RIPOSA IN LUI. Entra nell’intimo della tua anima, escludi tutto tranne Dio e quello che ti aiuta a cercarlo, e, richiusa la porta, cercalo. O mio cuore, di’ ora con tutto te stesso, di’ ora a Dio: CERCO IL TUO VOLTO. «IL TUO VOLTO, SIGNORE, IO CERCO» (SAL 26, 8).  O SIGNORE DIO MIO, MAI IO TI VIDI, NON CONOSCO IL TUO VOLTO.
     CHE COSA FARÀ IL TUO SERVO TORMENTATO DALL’AMORE PER TE E GETTATO LONTANO DAL TUO VOLTO? Anela a vederti e il tuo volto gli è troppo discosto. Desidera avvicinarti e la tua abitazione è inaccessibile. Brama trovarti e non conosce la tua dimora. Si impegna a cercarti e non conosce il tuo volto.
  • “FILIPPO, CHI VEDE ME… HA VISTO IL PADRE” (GV.14)
  • LEGGI TUTTO IN COMMENTI

LEGGI TUTTO: 13-panino-di-natale-2016-lamore-cerca-casa

SCARICA ALLEGATO: 13a-proposte-dicembre-2016-eeserali-ritiro-mlo-ritiro-fine-anno

30 NOVEMBRE – S. ANDREA 

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«Seguitemi, vi farò pescatori di uomini»

  • Quando avevi sentito la voce del Precursore…, quando il Verbo si è fatto carne ed ha portato la Buona Novella della salvezza sulla terra, tu l’hai seguito, offrendo te stesso come primizia, come prima offerta a Colui che poi hai fatto conoscere, lo hai indicato a tuo fratello riconoscendolo nostro Dio (Gv 1,35-41): pregalo di salvarci, illuminarci…
  • Lasci le reti per diventare pescatore di uomini con la ‘canna’ della predicazione e l’amo della fede. Hai salvato i popoli dall’abisso dell’errore, Andrea, fratello del capo del coro degli Apostoli, la cui voce risuona per istruire tutta la terra. Illumina coloro che celebrano la tua dolce memoria, coloro che sono nelle tenebre…  
  • Andrea, primo chiamato fra i tuoi discepoli, Signore, ha voluto imitarti nella Passione; si è fatto simile a te anche nella morte. Per la tua croce ha ripescato dall’abisso dell’ignoranza coloro che vi si erano smarriti per riportarli a te. Perciò cantiamo a te, Signore di bontà: per sua intercessione donaci la pace…
  • Rallegrati, Andrea, che diffondi ovunque la gloria del nostro Dio, come narrano i cieli (Sal 19,2). Tu, il primo a rispondere alla chiamata di Cristo, sei diventato suo intimo amico; imitando il suo amore, rifletti la sua luce su coloro che abitano nelle tenebre. E’ per questo che celebriamo la tua festa e cantiamo: «Per tutta la terra si diffonde la loro voce e ai confini del mondo la loro parola» (Sal 19,5).

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La

bontà

vince sempre

l’amore vince l’odio;

il  bene vince il male;

la luce vince le tenebre!

Tutto l’odio,  tutto il male,

tutte le tenebre di questo mondo,

che sono mai davanti alla luce di questa

notte di Natale?  Nulla! Davanti a Gesù

e a Gesù Bambino, sono proprio un nulla!

Confortiamoci  ed  esultiamo  nel Signore!

E l’ultimo a vincere è Lui,  sarà  il Signore !

E il Signore vince sempre nella misericordia!

Tutto passa: solo Cristo resta!  E’ Dio e resta!

Resta per illuminarci,  resta per consolarci,

resta per dare a noi,

nella  sua  vita,  la

sua misericordia!

Gesù  resta  e  vince,

ma nella misericordia

(S. Luigi  Orione)

COSA È PER TE NATALE?   Risonanze spirituali: cosa sottolineeresti di questi pensieri?                                                              ————————————————————————————————————————————————————-

  • bambino-sulle-ginocchiaNon riesco a ricordare quando mio padre mi teneva sulle ginocchia. Ricordo solo quando mi portava sulla canna della sua bicicletta e, apposta mi sollevava un po’ di qua e un po’ di là con i suoi ginocchi. Ridevo ed ero felice. Sentivo, attraverso quegli scherzosi tocchi di ginocchio, che mio padre mi voleva bene. Ricordo molto bene quando tenevo i miei figli sulle ginocchia e giocavamo a “trotta trotta bel caval…”. Nessun discorso, nessuna paternale. Una filastrocca, due ginocchi in movimento e tanta felicità. Ora che sono grandi, le mie ginocchia sono qui ad aspettare i loro figli. Per dare ancora felicità.     E quando le mie gambe si raffredderanno per sempre e diventeranno polvere nel grembo della terra, chi renderà felice la mia anima bambina?Le ginocchia di Dio! Due grandi mani afferreranno le mie;         due grandi occhi guarderanno i miei; un piccolo sorriso basterà per rivelarmi un grande amore. L’amore di un grande padre. Tra un saltello e l’altro, gli chiederò di mostrarmi il suo primo disegno, il suo primo calcolo, la sua prima fotografia scattata all’alba del primo giorno.
  • Mi farò spiegare tutte le cose che non ho capito bene nella vita. Gli domanderò perché, pur essendo padre, sa amare come una madre. Come ha fatto a concepire, nella sua fantasiosa mente, i tratti dell’uomo e i tratti della donna. A chi si è ispirato per creare i nostri occhi capaci, da piccoli, di esprimere solo gioia e stupore; da grandi, anche odio e dolore. I miei tanti “perché” metteranno a dura prova la sua infinita pazienza.
  • Ma, quando capirò che sarà stanco di darmi delle spiegazioni, smetterò di parlare. Se chiuderà gli occhi per il sonno, ascolterò il suo respiro fino al suo risveglio. Se vorrà farmi saltellare, farò di tutto per non stancargli mai le ginocchia.
  • Sulle ginocchia di Dio, c’è posto per tutti i “BAMBINI” DELL’UNIVERSO, compresi quelli in carne e ossa MAI NATI. Questi ultimi, li vorrò far giocare anch’io, sulle ginocchia di Dio. Ulisse
  • buon-pastoreIl buon Pastore, che ha dato la sua vita per le sue pecore, cerca la pecora smarrita sui monti e sui colli sui quali si offrivano sacrifici agli idoli. Trovatala, se la pone su quelle medesime spalle che avrebbero portato il legno della croce e la riporta alla vita dell’eternità. 
  • Dopo la prima incerta luce del Precursore, viene la Luce stessa, che è tutto fulgore. Dopo la voce viene la Parola, dopo l’amico dello Sposo viene lo Sposo stesso. 
  • Il Signore viene dopo colui che gli preparò un popolo scelto e predispose gli uomini alla effusione dello Spirito Santo mediante la purificazione nell’acqua. 
  • Dio si fece uomo e morì perché noi ricevessimo la vita. Così siamo risuscitati con lui perché con lui siamo morti, siamo stati glorificati perché con lui siamo risuscitati.
QUANDO L’AMORE CERCA CASA… QUANDO L’AMORE CERCA CASA…

LA GRANDE SPERANZA…

PROPOSTE FORMATIVE DI VILLA S. BIAGIO

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NOVEMBRE  2016

O Gesù, re di gloria, unisci i tuoi fedeli

al trionfo pasquale sul male e sulla morte. 

Fa’ che un giorno veniamo incontro a te, Signore,

sulle nubi del cielo nel regno dei beati.

Trasformàti a tua immagine, noi vedremo il tuo volto;

e sarà gioia piena nei secoli dei secoli. Amen.

22 NOVEMBRE: S. CECILIA

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 CANTATE A DIO CON ARTE

NEL GIUBILO DELL’ANIMA

  • ECCO UN’ALTRA BELLA PAGINA DI S. AGOSTINO …«Lodate il Signore con la cetra, con l’arpa a dieci corde a lui cantate. Cantate al Signore un canto nuovo!» (Sal 32, 2. 3). Spogliatevi di ciò che è vecchio ormai; avete conosciuto il nuovo canto. Un uomo nuovo, un testamento nuovo, un canto nuovo. IL NUOVO CANTO NON SI ADDICE AD UOMINI VECCHI. Tutto il nostro amore ad esso sospira e canta un canto nuovo. ELEVI PERÒ UN CANTO NUOVO NON CON LA LINGUA, MA CON LA VITA. Cantate a lui un canto nuovo, cantate a lui con arte (cfr. Sal 32, 3).
  •  Canta nel giubilo. Cantare con arte a Dio consiste proprio in questo: Cantare nel giubilo. CHE COSA SIGNIFICA CANTARE NEL GIUBILO? COMPRENDERE E NON SAPER SPIEGARE A PAROLE CIÒ CHE SI CANTA COL CUORE. COLORO INFATTI CHE CANTANO SIA DURANTE LA MIETITURA, SIA DURANTE LA VENDEMMIA, SIA DURANTE QUALCHE LAVORO INTENSO, PRIMA AVVERTONO IL PIACERE, SUSCITATO DALLE PAROLE DEI CANTI, MA, IN SEGUITO, QUANDO L’EMOZIONE CRESCE, SENTONO CHE NON POSSONO PIÙ ESPRIMERLA IN PAROLE E ALLORA SI SFOGANO IN SOLA MODULAZIONE DI NOTE. QUESTO CANTO LO CHIAMIAMO «GIUBILO».
  • Il giubilo è quella melodia, con la quale il cuore effonde quanto non gli riesce di esprimere a parole. E verso chi è più giusto elevare questo canto di giubilo, se non verso l’ineffabile Dio?

LEGGI TUTTO IN COMMENTI…

 

Cari amici di “VILLA S. BIAGIO”  

Domenica 20 Novembre – FESTA DI CRISTO RE  e per noi orionini,  festa della MADRE DELLA DIVINA PROVVIDENZA tanto cara a don Orione che si esprimeva così:

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·  La divina Provvidenza, ispira carità

  1. O Divina Provvidenza, Nulla è più amabile e adorabile di Te, che maternamente alimenti l’uccello dell’aria e il fiore del campo: i ricchi e i poverelli! In Te ogni nostra fiducia, o Santa Provvidenza del Signore, perché tu ci ami assai più che noi amiamo noi stessi!
  2. No, che col divino aiuto, non ti voglio più indagare; non ti voglio più legare le mani; non ti voglio più storpiare; ma solo voglio  abbandonarmi nelle tue braccia, sereno e tranquillo. Fa’ che Ti prenda come sei, con la semplicità del bambino…
  3.  Divina Provvidenza!  Dà a me, povero servo e ciabattino tuo, e alle anime che pregano e lavorano in silenzio e sacrificio di vita intorno ai poverelli, dà ai cari benefattori nostri quella larghezza  di cuore, di carità che non misura il bene col metro: la carità che è soave e dolce, che ripone la sua felicità nel poter fare ogni bene agli altri silenziosamente: la carità che edifica e unifica in Gesù Cristo.
  4. O Santa Divina Provvidenza! Ispiratrice e madre di quella carità: anima Tu, conforta e ricompensa in terra e in cielo quanti, nel nome di Dio, fanno da padre, da madre, da fratelli, da sorelle agli infelici. ( 20.6.1927)

 

 

  • Don Orione ricorda di essersi ispirato a S. Paolo:  “Fin dai suoi inizî, l’umile Congregazione l’«Opera della Divina Provvidenza», prese, come suo motto e programma l’«Instaurare omnia in Christo» dell’Apostolo” ( Scr. 45, 42)  “ Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo. Egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà:   il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra.  (Ef 1,10) 
  •  Giovane Sacerdote, cerca di spiegare a se stesso e agli altri il motto paolino che gli prendeva la vita. L’opera della Divina Provvidenza, nei secoli avanti la nascita di Nostro Signor Gesù Cristo, era coordinata a disporre l’umanità a ricevere Gesù Cristo Redentore; e dopo la venuta di Nostro Signore l’opera della Divina Provvidenza consiste nell’instaurare omnia in Christo: illuminare cioè e santificare le anime nella conoscenza e nella carità di Dio, e instaurare successivamente tutte le istituzioni e tutte le cose, anche appartenenti alla società esterna degli uomini, in Nostro Signore Gesù Cristo Crocifisso. (Lett. I, 1)
  • Chiede a un religioso competente, di aiutarlo a tradurre in regole di vita, quanto sente dentro. E’ venuta una forte lagnanza, perché non faccio mai le regole: voi, o buon Padre, mi potreste aiutare? Vorrei vivere secondo il santo Evangelo, di una carità grande e con una misericordia grande verso tutti, senza confine. Vorrei amare dolcissimamente e morire d’amore specialmente per i piccoli e per i poveri e per tutti gli afflitti da ogni male e dolore.
  • Una cosa che abbracciasse il cielo e la terra… Io lo sento, ma non lo so spiegare. (Scr. 97,2; 102,44 )
  • “INSTAURARE OMNIA IN CHRISTO”: SOLO UNO STENDARDO? Questo motto venne stampato in testa alle nostre carte e scritto sulle bianche bandiere che adornano e sventolano sulle Case della Divina Provvidenza nei giorni di maggior festa. Poiché l’«Instaurare omnia in Christo» fu per noi sempre quasi una invocazione, l’idea che tutta assomma la missione dell’Opera e i suoi sacrificî: con esso specialmente intendo rivolgere a Dio un voto, un’aspirazione, una preghiera, un desiderio ardentissimo che in Gesù Cristo Signor nostro tutto l’uomo si rinnovi e si rinnovi l’umanità”( Scr. 45, 42)
  •  UN PROGRAMMA CHE INCIDA NELLA SOCIETÀ: seminare, arare Gesù Cristo nella società, fecondarla di Cristo.  Sono nuovi tempi? Via i timori, e non esitiamo. Gettiamoci alle nuove forme, ai nuovi metodi di azione religiosa e sociale, sotto la guida dei Vescovi, con fede ferma, ma con criteri e spirito largo. Niente spirito triste, niente spirito chiuso: sempre a cuore aperto. Non fossilizziamoci. I popoli camminano: camminiamo anche noi, non facciamoci rimorchiare. Tutte le buone iniziative siano in veste moderna, basta riuscire a seminare, basta poter arare Gesù Cristo nella società, e fecondarla di Cristo. Fidati in Dio, noi vogliamo tutto restaurare in Cristo. (Scr.62,92)
  • COME VIVEVA DON ORIONE IL SUO PROGRAMMA? Sento che ho bisogno di correre per tutta la terra e per tutti i mari e mi pare che la carità immensa del nostro Signore Gesù, darà vita a tutte le terre e a tutti i mari, e tutti chiameranno Gesù Cristo. All’ombra di ogni campanile sorgerà una scuola cattolica, all’ombra di ogni croce un ospedale: e tutto sarà instaurato e purificato da Gesù. Sento che non le ho ancora detto niente di ciò che sento.(Scr. 115,142 )
  • DA DOVE COMINCIARE? DA NOI STESSI ! L’«Instaurare omnia in Christo» che fu il grido dell’apostolo San Paolo, ed è il programma della nostra umile Congregazione, dobbiamo cominciare da noi ad applicarlo:  prima rinnovare noi in Cristo, per poi poter rinnovare gli altri: non rinnoveremo in Cristo gli altri, se prima in Cristo non avremo rinnovato noi stessi nel suo santo amore e con la sua santa grazia che, certo, non mancherà” (Scr.62,125; 52,14)

 

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Vi ricordo che LUNEDI  7  Novembre (pomeriggio)  inizia il corso di ESERCIZI SPIRITUALI sul Profeta ISAIA,  dal tema così in sintonia col momento di sofferenza che tutta l’Italia centrale sta passando:

“Consolate il mio popolo” (Isaia cc. 40-55)

e “Evangelii  Gaudium” di Papa Francesco.

  •  Causa lavori  a “Villa S. Biagio”,  il corso si svolgerà presso

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SANTUARIO SAN  GIOVANNI BOSCO

Via 4 novembre 47 – tel. 0721.803742 – 333.8890862

 Seguiteci con la preghiera… e chi vuole anche sul sito: www.sanbiagiofano.it

 Fraternamente. Dv  – donalesiani@gmail.com

Esercizi spirituali 7 – 12 NOV. 2016

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TI HO PRESO PER MANO…

  • QUARTO CARME DEL SERVO
  •   Quale era la segreta speranza che ti sorreggeva? Ecco, il mio servo avrà successo, sarà onorato, esaltato e molto innalzato. I  re davanti a lui si chiuderanno la bocca, poiché vedranno un fatto mai ad essi raccontato e comprenderanno ciò che mai avevano udito. (52,13s)
  • Per noi bellezza,stima, successo sono la prima cosa: e tu? Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. (53,2s)
  •  Ognuno tende a dare la colpa agli altri. Tu invece ti sei addossato le colpe altrui? Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori.  Noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. (53,4s)
  • Guariti dalle tue piaghe? Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. (53,5s)
  •  ha ragione chi grida più forte, TU hai scelto di tacere? Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello,  come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo.
  • avresti potuto salvarti…  Perché ti sei offerto? Quando offrirà se stesso in espiazione,  vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore. (53,10s)
  • Dunque la sofferenza innocente, che tanto ci scandalizza,  sarebbe  salvezza per il  mondo? Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà la loro iniquità.
  •   Per essere efficaci non bastano le parole, cosa ci vuole?Perciò io gli darò in premio le moltitudini,  perché ha consegnato se stesso alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i peccatori. (53,12)


Preti così: dopo 25 anni –DATEGLI TUTTO! |P109
. Il mondo e la Chiesa cercano autentici testimoni di Cristo.  la vita consacrata è un dono che Dio offre perché sia posto davanti agli occhi di tutti 1’«unico necessario»  Voi sapete a Chi avete creduto (cfr 2 Tm 1,12): DATEGLI TUTTO!

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  1. Qui, davanti all’altare, Viviamo la nostra Messa: non la commemoriamo.  Commemora chi può staccarsi, chi può veder passare. NOI SIAMO IL DRAMMA,  SIAMO IL FIUME CHE VA, SIAMO LA MESSA… La Messa è più che qualche cosa della nostra anima: è la nostra anima. Non si TU HAI FIDUCIA ANCORA IN ME. Nonostante le mie  infedeltà, rimango nell’atto di offerta….
  2. LA MESSA È IL CALVARIO, la montagna più grande del mondo. Le prime messe ne sono le pendici: facili, invitanti. Poi man mano si sale, il monte si fa più brullo, sassoso, impervio, solo.    E SI VA SOLI…
  3. Soli senza illusione. Soli, tra tanta gente che ci preme sul cuore e ci divora. Soli, tra tanta folla che oggi t’applaude e domani t’azzanna. Soli, nella sconfinata paternità dell’abbraccio.  Soli, senza attese se non…reclinare il capo.
  4. Oggi, dopo 25 anni, incomincia la Messa: un povero prete stanco che ogni mattina si distende sulla croce  fino a quando i suoi poveri piedi, le sue povere braccia, il suo povero volto,  il suo povero cuore…saranno i piedi, le braccia, il volto e il cuore di Cristo.
  5. La Messa del tempo finisce: incomincia la messa dell’eternità. Ite, Missa est. Deo gratias.Don Mazzolari

 PAPA MAMMA INCINTA

  • ATTENTI AI LADRI: NON LASCIAMOCI DERUBARE
  1. Non lasciamoci derubare L’ENTUSIASMO MISSIONARIO
  2. Non lasciamoci derubare LA GIOIA DELL’EVANGELIZZAZIONE
  3. Non lasciamoci derubare LA SPERANZA
  4. Non lasciamoci derubare LA COMUNITÀ
  5. Non lasciamoci derubare IL VANGELO
  6. Non lasciamoci derubare l’AMORE FRATERNO
  7. Non lasciamoci derubare LA FORZA MISSIONARIA

“PILLOLE” DI SAGGEZZA PASTORALE   papa con bimbo 10 Sms di Papa Francesco alla Chiesa

  1. La Chiesa non cresce per proselitismo ma per attrazione (14)
  2. Un’eccessiva centralizzazione non fa bene alla chiesa (32)
  3. Il Confessionale non deve essere luogo di tortura ma di misericordia (44)
  4. L’Eucaristia non è un dono per i perfetti ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli (47)
  5. Più che la paura di sbagliare spero che ci muova la paura di rinchiuderci nelle strutture che ci danno una falsa sicurezza (49)
  6. La Globalizzazione dell’indifferenza…(54)
  7. La Preoccupazione esagerata per i propri spazi di autonomia (78)
  8. La Psicologia della tomba che poco a poco trasformano i cristiani in mummie da museo (83)
  9. Delusi dalla Chiesa vivono la tentazione di una tristezza dolciastra senza speranza il piu prezioso elisir del demonio (83)
  10. Il Peccato del… “si dovrebbe fare” (96)

EVANGELIZZATORIPAPA F150CON SPIRITO (nn.259 – 274)

  • Bel titolo ma…che significa? Vuol dire evangelizzatori che si aprono senza paura all’azione dello Spirito Santo che infonde la forza per annunciare la novità del Vangelo con audacia, in ogni tempo e luogo, anche controcorrente. Come vorrei trovare le parole per incoraggiare una stagione evangelizzatrice più fervorosa, piena d’amore fino in fondo!
  • Non basta pregare? Evangelizzatori con Spirito significa evangelizzatori che pregano e lavorano. La Chiesa non può fare a meno del polmone della preghiera… Senza momenti prolungati di adorazione, di dialogo sincero con il Signore, ci indeboliamo e il fervore si spegne. Nello stesso tempo si deve respingere la tentazione di una spiritualità intimistica. C’è il rischio che alcuni momenti di preghiera diventino una scusa per evitare di donare la vita nella missione. È salutare ricordarsi dei primi cristiani e di tanti fratelli lungo la storia che furono pieni di gioia, instancabili nell’annuncio. Impariamo dai santi che ci hanno preceduto.
  • QUALI MOTIVAZIONI CI SOSTENGONO? L‘incontro personale con Gesù. La prima motivazione per evangelizzare è l’amore di Gesù, l’esperienza di essere salvati da Lui. Che dolce è stare davanti a un crocifisso, o in ginocchio davanti al Santissimo!  Però, che amore è quello che non sente la necessità di parlare della persona amata, di farla conoscere?
  • 2. Di che cosa ha bisogno la gente?  E’ urgente riscoprire ogni giorno che siamo depositari di un bene che umanizza. Il Vangelo risponde alle necessità più profonde delle persone: l’amicizia con Gesù e l’amore fraterno. La nostra tristezza infinita si cura con un infinito amore.
  •   3. Con Gesù o senza Gesù: è la stessa cosa?  Non si può perseverare in un’evangelizzazione piena di fervore se non si resta convinti che non è la stessa cosa aver conosciuto Gesù o non conoscerlo, camminare con Lui o camminare a tentoni. Non è la stessa cosa poterlo contemplare, riposare in Lui, o non poterlo fare.  Il vero missionario sa che Gesù cammina con lui, parla con lui, lavora con lui. Se uno non lo scopre presente nel cuore stesso dell’impresa missionaria, presto perde l’entusiasmo e smette di essere sicuro di ciò che trasmette. E una persona che non è convinta, innamorata, non convince nessuno.
  • Essere innamorati di Gesù: basta? Occorre anche sviluppare il gusto spirituale di rimanere vicini alla vita della gente. La missione è una passione per Gesù ma, al tempo stesso, una passione per il suo popolo.
  • Gesù come si avvicinava alla gente? Se parlava con qualcuno, guardava i suoi occhi con una profonda attenzione piena d’amore: «Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò» (Mc 10, 21). Affascinati da tale modello, condividiamo la vita con tutti, ci rallegriamo con coloro che sono nella gioia, piangiamo con quelli che piangono.
  • E con chi sbaglia? È vero che, nel nostro rapporto con il mondo, siamo invitati a dare ragione della nostra speranza, ma non come nemici che puntano il dito e condannano.“Sia fatto con dolcezza e rispetto » (1 Pt 3,16)
  • Questa è una Sua opinione personale? Questa non è l’opinione di un Papa; sono indicazioni della Parola di Dio così chiare che non hanno bisogno di interpretazioni. Viviamole “sine glossa”, senza commenti.
  • Apriamo il cuore o siamo condannati al …suicidio? Questa apertura del cuore è fonte di felicità, perché « si è più beati nel dare che nel ricevere» (At 20,35). Non si vive meglio fuggendo dagli altri… Ciò non è altro che un lento suicidio.
  • La vita: un mestiere o una missione? Io sono una missione su questa terra, per questo mi trovo in questo mondo. Bisogna riconoscere sé stessi come marcati a fuoco da tale missione di illuminare, guarire, liberare. Lì si rivela l’infermiera nell’animo, il maestro nell’animo, il politico nell’animo, quelli che hanno deciso nel profondo di essere con gli altri e per gli altri
  • Ma la gente merita così tanto? Per donarci generosamente, abbiamo bisogno di riconoscere che ogni persona è degna della nostra dedizione perché è opera di Dio, sua creatura…oggetto dell’infinita tenerezza del Signore. Gesù Cristo ha donato il suo sangue prezioso sulla croce per quella persona. Ciascuno è immensamente sacro e merita il nostro affetto e la nostra dedizione. Perciò, se riesco ad aiutare una sola persona a vivere meglio, questo è già sufficiente a giustificare il dono della mia vita.
  • Perché impegnarsi tanto se non cambia nulla? Gesù Cristo vive veramente. “Il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola» (Mc 16,20). Questo accade anche oggi. La sua risurrezione non è una cosa del passato; contiene una forza di vita che ha penetrato il mondo. È vero che a volte sembra che Dio non esista: vediamo ingiustizie, cattiverie, indifferenze. Però è altrettanto certo che nel mezzo dell’oscurità sempre sboccia qualcosa di nuovo. Questa è la forza della risurrezione…
  • Gesù è risorto… invano? La fede significa credere che veramente ci ama, che è vivo, che non ci abbandona, che trae il bene dal male. La risurrezione del Signore ha già penetrato la trama nascosta di questa storia, perché Gesù non è risuscitato invano.
  • Dopo tutti i nostri sforzi, cosa resta? A volte ci sembra di non aver ottenuto alcun risultato, ma la missione non è un progetto aziendale. Impariamo a riposare nella tenerezza delle braccia del Padre. Andiamo avanti, mettiamocela tutta, ma lasciamo che sia Lui a rendere fecondi i nostri sforzi.
  • Bisogna fidarsi e basta… Qual è la sua esperienza? Questa fiducia nell’invisibile è come immergersi in un mare dove non sappiamo che cosa incontreremo. Io stesso l’ho sperimentato tante volte. Tuttavia non c’è maggior libertà che quella di lasciarsi portare dallo Spirito, e permettere che Egli ci illumini, ci guidi, dove Lui desidera.

DON ORIONE:

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Mi faccia amare il Signore

Don Sterpi le avrà parlato che si è messo un piede nel centro del Chaco…Ho pensato che se V. E. fosse stato qui mi avrebbe dato la benedizione, e ho pensato a tutte quelle anime e a Gesù Cristo e che  mia madre mi diceva  che, in mancanza di cavalli, trottano gli asini, e noi siamo proprio gli asinelli della Divina Provvidenza, o, almeno, desideriamo esserlo.Se sapessi di star qui, le chiederei di andare io al Chaco, per morirci cioè per consumarmi e vivere da vero missionario, affidato al Signore. Eccellenza, mi permetta di pregarla di lasciarmi qui più che può, e, se Dio la ispirasse, di lasciarmi qui per sempre… mi lasci qui sempre, o mi interni e mi getti dove meglio crederà in Domino,ché sarò sempre felicissimo in Domino. Voglio amare i poveri, gli orfani, la classe povera, gli operai, i comunisti: vorrei morire per questi miei fratelli, e vorrei essere dimenticato da tutti, vivere e morire dimenticato da tutti,sotto i piedi di tutti, e solo amare Gesù, la santa Chiesa e tutti.  E perdermi nel Signore  io, indegnissimo che ho tanto peccato, che sono stato tanto cattivo col Signore e con la Madonna, e non ho tesoreggiato i doni del Signore!. Mi aiuti, caro Padre visitatore, mi aiuti!  Mi faccia amare il Signore, mi faccia riparare”

 

PREGHIERA Celine Dion e A. Bocelli

I pray you’ll be our eyes And watch us where we go

– And help us to be wise – In times when we don’t know

– Let this be our prayer – When we lose our way

Lead us to the place – Guide us with your grace

– To a place where we’ll be safe …

La luce che tu dai nel cuore resterà

– A ricordarci che  L’eterna stella sei

Sogniamo un mondo  senza più violenza,

un mondo di giustizia e di speranza  

Ognuno dia la mano al suo vicino simbolo di pace di fraternità                

La forza che ci dai – E’ il desiderio che ognuno trovi amor intorno e dentro sé.

E la fede che hai acceso in noi  sento che ci salverà.

 

 

 

 

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  • Una vocazione la tua con radici profonde…IS. 49 1 Ascoltatemi, o isole,  udite attentamente, nazioni lontane;  il Signore dal seno materno mi ha chiamato,  fino dal grembo di mia madre ha pronunziato il mio nome. 2 Ha reso la mia bocca come spada affilata, mi ha nascosto all’ombra della sua mano,  mi ha reso freccia appuntita, mi ha riposto nella sua faretra. 3 Mi ha detto: “Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria”.
  • Nei momenti di scoraggiamento, dove trovavi la forza? Io ho risposto: “Invano ho faticato, per nulla e invano ho consumato le mie forze.  Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore,  la mia ricompensa presso il mio Dio”.
  • Un giorno hai sentito che la tua missione si ampliava?  Ora disse il Signore che mi ha plasmato suo servo dal seno materno per ricondurre a lui Giacobbe e a lui riunire Israele,  mi disse: “E` troppo poco che tu sia mio servo  per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti di Israele.  Ma io ti renderò luce delle nazioni  perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra”.
  •  «Il Signore mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato». 15Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai. 16Ecco, sulle palme delle mie mani ti ho disegnato, le tue mura sono sempre davanti a me. 17I tuoi figli accorrono, i tuoi distruttori e i tuoi devastatori si allontanano da te.

3° CARME DEL SERVO DI DIO  50,4ss

  • Ma questo avrebbe comportato maggior sofferenza? CROCIFISSOULTTENTAZ-300x1854 Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli. Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro. Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. 
  • Cresceva anche la sensazione della Sua vicinanza? Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso.   8È vicino chi mi rende giustizia: chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci. Chi mi accusa? Si avvicini a me.      9Ecco, il Signore Dio mi assiste: chi mi dichiarerà colpevole? (50,7s)
  • “Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati”.Basta guardare in controluce questa beatitudine e leggerla come in filigrana sul volto dello stesso Gesù di Nazaret. Perché anche lui ha pianto: quando si è imbattuto nel dolore della vedova di Nain, Ha pianto alla vista della Città santa. Ed ha condiviso lo strazio delle sorelle di Lazzaro per la morte del giovane fratello, suo intimo amico. Ma ha pianto anche nella sua agonia al Getsemani… tra “forti grida e lacrime” (Ebr 5,7). Ma dove se ne sta Dio quando a noi tocca piangere? Dov’è il buon Dio? Dov’è Dio? si chiedeva qualcuno ad Auschwitz, mentre i prigionieri assistevano all’impiccagione di tre loro compagni, tra cui un bambino. “Dietro di me – ricordava lo scrittore ebreo Elie Wiesel, che assisteva all’esecuzione – udii un uomo domandare: Dov’è dunque Dio? e io sentivo in me una voce che gli rispondeva: Dov’è? Eccolo, è appeso lì, a quella forca”. Dio è presente come vittima e nelle vittime. Ecco dov’era Dio. Ecco dov’è. Cristo c’era quel 14 di Nisan dell’anno 30, sul Golgotha.  La croce di Cristo non elimina il chiaroscuro della fede, ma trasforma l’enigma in mistero. L’enigma è un giallo; il mistero è un’avventura. E’ una traversata con una fragile barca a vela, su un mare, spesso in tempesta. E Dio ci chiede di salire in barca con noi. Non sempre Lui placa la tempesta. Ma ci aiuta ad orientare la vela e a non affondare.

 

TESTIMONI: etty-hillesumDAL DIARIO DI ETTY HILLESUM                                     

  • Ieri, per un momento, ho pensato che non avrei potuto continuare a vivere, che avevo bisogno di aiuto. La vita e il dolore avevano perso il loro significato, avevo la sensazione di “sfasciarmi” sotto un peso enorme, ma anche questa volta ho combattuto una battaglia che poi all’improvviso mi ha permesso di andare avanti con maggiore forza. IL MARCIUME CHE C’È NEGLI ALTRI C’È ANCHE IN NOI, continuavo a predicare; non vedo nessun’altra soluzione, veramente non ne vedo nessun altra, che quella di raccoglierci in noi stessi e di strappare via il nostro marciume. Non credo si possa migliorare qualcosa nel mondo esterno senza aver prima fatto la nostra parte dentro di noi.
  • COSTRUIRE UN MONDO NUOVO…Esistono persone che all’ultimo momento si preoccupano di mettere in salvo aspirapolveri, forchette e cucchiai d’argento, invece di salvare te, mio Dio. Mio Dio è un periodo troppo duro per persone fragili come me. La miseria che c’è qui è veramente terribile, eppure alla sera tardi quando il giorno si è inabissato dentro di noi,mi capita spesso di camminare di buon passo lungo il filo spinato e allora dal mio cuore s’innalza sempre una voce: questa voce dice: la vita è una cosa splendida e grande, più tardi dovremo costruire un mondo completamente nuovo…
  • UN COLLOQUIO ININTERROTTO CON TE, ausch-shoah_00039MIO DIO UEL PEZZETTINO D’ETERNITÀ  A ogni nuovo crimine o orrore dovremo opporre un nuovo pezzettino di amore e di bontà che avremo conquistato in noi stessi. Possiamo soffrire ma non dobbiamo soccombere.  E se sopravviveremo intatti a questo tempo, corpo e anima ma soprattutto anima, senza amarezza, senza odio, allora avremo anche il diritto di dire la nostra parola a guerra finita. Credo in Dio e negli uomini e oso dirlo senza falso pudore. La vita è difficile ma non è grave: dobbiamo cominciare a prendere sul serio il nostro lato serio, il resto verrà da sé. Una pace futura potrà essere veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in se stesso; se ogni uomo si sarà liberato dall’odio contro il prossimo, di qualunque razza o popolo; se avrà superato quest’odio e l’avrà trasformato in qualcosa di diverso, forse alla lunga in amore, se non è chiedere troppo. E’ l’unica soluzione possibile. E’ quel pezzettino d’eternità che ci portiamo dentro. Sono una persona felice e lodo questa vita, nell’anno del Signore 1942, l’ennesimo anno di guerra
  • MI HAI RESA COSÌ RICCA, MIO DIO, lasciami anche dispensare agli altri a piene mani. La mia vita  è diventata un colloquio ininterrotto con te, Mio Dio, un unico grande colloquio. a volte, quando me ne sto in un angolino del campo, i miei piedi piantati sulla tua terra, i miei occhi rivolti al cielo, le lacrime mi scorrono sulla faccia, lacrime che sgorgano da una profonda emozione e riconoscenza. … a volte vorrei incidere delle piccole massime e storie appassionate ma mi ritrovo prontamente con una parola sola: DIO e questa parola contiene tutto e allora non ho più bisogno di dire quelle altre cose.  

C. 42  – E’ il primo carme del Servo di Jahvè…

  •  Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni. Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta; proclamerà il diritto con verità.
  • Non verrà meno e non si abbatterà, finché non avrà stabilito il diritto sulla terra, e le isole attendono il suo insegnamento. Così dice il Signore Dio, che crea i cieli e li dispiega,  6«Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e TI HO PRESO PER MANO; ti ho formato e ti ho stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni, 7perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre. 8Io sono il Signore: questo è il mio nome; non cederò la mia gloria ad altri, né il mio onore agli idoli. 9I primi fatti, ecco, sono avvenuti e i nuovi io preannuncio; prima che spuntino, ve li faccio sentire». 10Cantate al Signore un canto nuovo, lodatelo dall’estremità della terra; voi che andate per mare  e quanto esso contiene, isole e loro abitanti. Diano gloria al Signore e nelle isole narrino la sua lode. «Per molto tempo ho taciuto, ho fatto silenzio, mi sono contenuto; ora griderò come una partoriente, gemerò e mi affannerò insieme.  Farò camminare i ciechi per vie che non conoscono,  li guiderò per sentieri sconosciuti; trasformerò davanti a loro le tenebre in luce, i luoghi aspri in pianura.  Tali cose io ho fatto e non cesserò di fare».
  • CAPITOLO  43 Tenerezza di Dio con il suo popolo… 1 Ora così dice il Signore che ti ha creato, o Giacobbe, che ti ha plasmato, o Israele: «Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni. Se dovrai attraversare le acque, sarò con te, i fiumi non ti sommergeranno; se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, la fiamma non ti potrà bruciare, poiché io sono il Signore, tuo Dio, il Santo d’Israele, il tuo salvatore. Perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo…Non temere, perché io sono con te; «Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche! Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa.
  • Il popolo che io ho plasmato per me celebrerà le mie lodi. Invece tu non mi hai invocato, o Giacobbe; anzi ti sei stancato di me, o Israele. Io non ti ho molestato con richieste di offerte, né ti ho stancato esigendo incenso. Ma tu mi hai dato molestia con i peccati, mi hai stancato con le tue iniquità. Io, io cancello i tuoi misfatti per amore di me stesso, e non ricordo più i tuoi peccati. Fammi ricordare, discutiamo insieme; parla tu per giustificarti.

  PAPA FRANCESCO SI CONFESSA…

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  1. ‘Padre mi vergogno, ma anche la vergogna è buona, è salute avere un pò di vergogna perché vergognarsi è salutare: quando una persona non ha vergogna nel mio Paese diciamo che è un “senza vergogna”, ma la vergogna fa bene perché ci fa più umili, e il sacerdote riceve con amore e con tenerezza questa confessione e in nome di Dio perdona. Anche dal punto di vista umano, – ha aggiunto – per sfogarsi è buono parlare col fratello e dire al sacerdote queste cose che sono tanto pesanti nel mio cuore, e Dio sente che ci si sfoga davanti alla Chiesa, non avere paura della confessione, uno quando è nella coda per confessarsi sente tutte queste cose, questa pesantezza, anche la vergogna, ma quando ha finito esce bello bianco perdonato, felice, e questo è il bello della confessione”.  La “icona biblica” è l’episodio della guarigione del paralitico, dove Gesù si rivela allo stesso tempo medico delle anime e dei corpi”. Il sacramento che “chiamiamo confessione,  scaturisce direttamente dal mistero pasquale, infatti la stessa sera il Signore apparve ai discepoli chiusi nel cenacolo e rivolse loro il saluto ‘pace a voi, ricevete lo Spirito Santo, a coloro cui perdonerete, i peccati saranno perdonati.
  2. Non posso dire ‘io mi perdono i peccati, il perdono si chiede a un Altro, e nella confessione chiediamo il perdono a Gesù, perdono non frutto dei nostri sforzi, ma dono dello Spirito Santo che ci ricolma”.   Quando andiamo a confessarci sentiamo nell’animo un po’ di tristezza, e quando sentiamo il perdono di Gesù siamo in pace, con quella pace dell’anima tanto bella che soltanto Gesù può dare“.  “Gesù è più buono dei preti: ti riceve con tanto amore. Sii coraggioso e avanti con la confessione”.
  3. La riconciliazione  è sacramento di guarigione. Quando io vado a confessarmi è per guarire l’anima o il cuore, di qualcosa che ho fatto che non sta bene”. “Il sacerdote  riceve con amore e tenerezza questa confessione, e in nome di Dio perdona”. “Uno può dire: ‘io mi confesso soltanto con Dio’. Sì, puoi dire: ‘Dio perdonami e dire i tuoi peccati, ma i nostri peccati sono anche contro i fratelli, contro la Chiesa, e per questo è necessario chiedere perdono alla Chiesa e ai fratelli nella persona del sacerdote“. “All’inizio  la confessione si faceva pubblicamente, si è passati poi dalla forma pubblica a quella personale, riservata”.
  • La sofferenza dei buoni:giogo-muccheUn discepolo chiese al maestro: “Rabbì, perché i buoni soffrono più dei cattivi?”. Rispose il maestro: “Ascoltami.  Un contadino aveva due mucche, una robusta, l’altra debole. A quale mette il giogo?”.
  • “Certamente a quella forte”. Concluse il rabbino:
  • “Così fa il Misericordioso, che benedetto sia! 
  • Per tirare avanti il mondo, mette il giogo ai buoni”.

 CHI CI SEPARERÀ DAL SUO AMORE,

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la tribolazione, forse la spada ? Né morte o vita

ci separerà dall’amore in Cristo Signore.

Chi ci separerà dalla sua pace

la persecuzione, forse il dolore ?

Chi ci separerà dalla sua gioia

chi potrà strapparci il suo perdono ?

Nessuno al mondo ci allontanerà

dalla vita in Cristo Signore.

LACRIME5

“Consolate il mio popolo”

  • 40 1 “Consolate, consolate il mio popolo,  dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme  e gridatele  che è finita la sua schiavitù,  è stata scontata la sua iniquità,  perché ha ricevuto dalla mano del Signore  doppio castigo per tutti i suoi peccati”. 6 Una voce dice: “Grida”  e io rispondo: “Che dovrò gridare?”. Ogni uomo è come l’erba e tutta la sua gloria è come un fiore del campo. Secca l’erba, il fiore appassisce  quando il soffio del Signore spira su di essi. Secca l’erba, appassisce il fiore,  ma la parola del nostro Dio dura sempre.  Veramente il popolo è come l’erba.  Sali su un alto monte, tu che rechi liete notizie in Sion;  alza la voce con forza,  tu che rechi liete notizie in Gerusalemme. Alza la voce, non temere; annunzia alle città di Giuda:  “Ecco il vostro Dio! 
  • AGNELLINI SUL PETTO Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul seno e conduce pian piano le pecore madri”. “Mio servo tu sei, ti ho scelto, non ti ho rigettato”. Non temere, perché io sono con te; non smarrirti. Poiché io sono il Signore tuo Dio che ti tengo per la destra e ti dico: “Non temere, io ti vengo in aiuto”.
  •  Non temere, vermiciattolo di Giacobbe, io vengo in tuo aiuto – oracolo del Signore- tuo redentore è il Santo di Israele. I miseri e i poveri cercano acqua ma non ce n’è, la loro lingua è riarsa per la sete; io, il Signore, li ascolterò; io, Dio di Israele, non li abbandonerò.  Farò scaturire fiumi su brulle colline, fontane in mezzo alle valli;  cambierò il deserto in un lago d’acqua, la terra arida in sorgenti.
  • Pianterò cedri nel deserto, albero1 acacie, mirti e ulivi; porrò nella steppa cipressi, olmi insieme con abeti; perché vedano e sappiano che questo ha fatto la mano del Signore, lo ha creato il Santo di Israele.
  • DIO APRIRA’ UNA VIA viandante-579-rr-400x314DOVE SEMBRA NON CI SIA

Come opera non so, ma una nuova via vedrò.

Dio mi guiderà, mi terrà vicino a sé.

Per ogni giorno amore e forza Lui mi donerà,

una via aprirà. Traccerà una strada nel deserto

 fiumi d’acqua viva io vedrò.

Se tutto passerà la Sua parola resterà. 

Una cosa nuova Lui farà.

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Di Cristo è il seme,  Di Cristo è il raccolto
Nel granaio di Dio  Possiamo noi essere portati.
Di Cristo è il mare  Di Cristo è il pesce
Nelle reti di Dio, Possiamo noi essere catturati.
Dalla nascita alla vecchiaia  e dalla vecchiaia alla morte
Che le tue braccia, o Cristo, Siano strette intorno a noi.
Dalla morte alla fine Non la fine ma una rinascita
Nel Paradiso della Grazia, Possiamo noi restare.

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SOGNANDO    LA VITA …  GEMELLI

  • In un grembo, vennero concepiti due gemelli. Passavano le settimane ed i bambini crescevano. Nella misura in cui cresceva la loro coscienza, aumentava la gioia: «Di’, non è fantastico che siamo stati concepiti? Non è meraviglioso che viviamo?».                 I gemelli iniziarono a scoprire il loro mondo. Quando scoprirono il cordone ombelicale, che li legava alla madre dando loro nutrimento, cantarono di gioia: «Quanto grande è l’amore di nostra madre, che divide con noi la sua stessa vita!».
  •  A mano a mano che le settimane passavano, però, trasformandosi poi in mesi, notarono improvvisamente come erano cambiati.   «Che cosa significa?», chiese uno. «Significa», rispose l’altro, «che il nostro soggiorno in questo mondo presto volgerà alla fine!».  
  • «Ma io non voglio andarmene», ribatté il primo, «vorrei restare qui per sempre!».  «Non abbiamo scelta», replicò l’altro, «ma forse c’è una vita dopo la nascita!». «E come può essere», domandò il primo, dubbioso, «perderemo il nostro cordone di vita, e come faremo a vivere senza di esso? E per di più, altri prima di noi hanno lasciato questo grembo, e nessuno di loro è tornato a dire che c’è una vita dopo la nascita.
  • No, la nascita è la fine!».  Così, uno di loro cadde in un profondo affanno, e disse: «Se il concepimento termina con la nascita, che senso ha la vita nell’utero? È assurda… Magari non esiste nessuna madre dietro tutto ciò!».
  • «Ma deve esistere», protestò l’altro, «altrimenti come avremmo fatto ad entrare qua dentro? E come faremmo a sopravvivere?». «Hai mai visto nostra madre?», domandò l’uno. «Magari vive soltanto nella nostra immaginazione. Ce la siamo inventata, perché così possiamo comprendere meglio la nostra esistenza!». E così, gli ultimi giorni nel grembo della madre, furono pieni di mille domande e di grande paura.
  • Infine, venne il momento della nascita. Quando i gemelli ebbero lasciato il loro mondo, aprirono gli occhi. GRIDARONO…  CIÒ CHE VIDERO SUPERAVA I LORO SOGNI PIÙ ARDITI!  UN GIORNO, FINALMENTE, NASCEREMO!

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  • La  grande  speranza  Cari amici, Il mese di  Novembre, tradizionalmente dedicato al ricordo dei defunti,  ci offre  l’opportunità di riflettere sulla speranza che ci sostiene nel “viaggio della vita”. 
  • UMANI   INTERROGATIVI …
  1. – Constatazione del Salmista: Sl.89 Gli anni della nostra vita sono settanta,  ottanta per i più robusti, ma quasi tutti sono fatica, dolore;  passano presto e noi ci dileguiamo.

2- Immagine del poeta (Ungaretti)FOGLIE

 Si sta /come d’autunno

/sugli alberi /le foglie
3- Non  resta che piangere? Io piangevo molto perché non si  trovava nessuno degno di aprire il libro e di leggerlo. (Ap. 5,1ss)

4- Una luce dopo il tunnel: Gesù Morto e risorto: ci vuole accanto a sé per sempre: “Abbiate fede in Dio e  abbiate fede anche in me. Io  quando sarò andato e vi avrò preparato un  posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove  sono io.(Gv 14,1s)

5- Qualcuno ci asciugherà le lacrime (Ap. 7,13) “Colui che  siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro.  Non avranno più fame, né avranno più sete,  perché l’Agnello che sta in mezzo al trono  sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita. Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi”.

LA MORTE NON ESISTE…(don Oreste Benzi)

gesùsalveNel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra, la gente che sarà vicino dirà: è morto. In realtà è una bugia. Sono morto per chi mi vede, per chi sta lì. Le mie mani saranno fredde, il mio occhio non potrà più vedere, ma in realtà la morte non esiste perché appena chiudo gli occhi a questa terra mi apro all’infinito di Dio. Noi lo vedremo, come ci dice Paolo, faccia a faccia, così come Egli è (1Cor 13,12). E si attuerà quella parola che la sapienza dice al capitolo 3: Dio ha creato l’uomo immortale, per l’immortalità, secondo la sua natura l’ha creato. Dentro di noi, quindi, c’è già l’immortalità, per cui la morte non è altro che lo sbocciare per sempre della mia identità, del mio essere con Dio.

La morte è il momento dell’abbraccio col Padre,

  1. figliol-prodigo21-192x300
    atteso intensamente nel cuore di ogni uomo,

  2. nel cuore di ogni creatura.

 

 

 

SINTESI DELL’ENCICLICA “SPE SALVI” DI BENEDETTO XVI

 

  • L’INCONTRO CON LUI,  NOSTRO GIUDICE E… “AVVOCATO”Alcuni teologi recenti sono dell’avviso che il fuoco che brucia e insieme salva sia Cristo stesso, il Giudice e Salvatore. L’incontro con Lui è l’atto decisivo del Giudizio. È l’incontro con Lui che, bruciandoci, ci trasforma e ci libera per farci diventare veramente noi stessi.  Ma nel dolore di questo incontro, in cui l’impuro ed il malsano del nostro essere si rendono a noi evidenti, sta la salvezza.
  • Il suo sguardo, il tocco del suo cuore ci risana.  È un dolore beato, in cui il suo amore ci penetra come fiamma. Il nostro modo di vivere non è irrilevante, ma la nostra sporcizia non ci macchia eternamente, se almeno siamo rimasti protesi verso Cristo, verso la verità e verso l’amore. Il dolore dell’amore diventa la nostra salvezza e la nostra gioia. La grazia consente a noi tutti di sperare e di andare pieni di fiducia incontro al Giudice che conosciamo come nostro   « avvocato »(1Gv 2,1)- Leggi tutto allegato:

                       PROPOSTE   FORMATIVE:    OTTOBRE – NOVEMBRE 2016

  • OGNI DOMENICA ORE 10.30: S. MESSA. Al termine, breve catechesi sulla esortazione di Papa Francesco: LA GIOIA DELL’AMORE in FAMIGLIA
  •  DOMENICA 30 OTTOBRE: FIDANZATI E SPOSI Laboratori di  spiritualità familiare con “AMORIS LAETITIA”             

PROGRAMMA:15.30: Ascolto della Parola -16.30: Preghiera e dialogo di coppia  17.30: Scambio di esperienze – 18.30: Preghiera conclusiva

  • 1–2 NOVEMBRE: ore 10.30 – S. MESSA RICORDANDO TUTTI I SANTI E I NOSTRI CARI DEFUNTI
  •  DOMENICA 20: VIAGGIO ALLE SORGENTI Ore 9–16: Ritiro Spirituale con il Vangelo di Giovanni
  •  DOMENICA 27 Novembre : FIDANZATI E SPOSILaboratori di spiritualità familiare con “AMORIS LAETITIA”                                    

 SANTUARIO  SAN  GIOVANNI BOSCO 

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  1.  Sabato 5 NOV.(h.16)- “Costruiamo muri o ponti?” Lettera Efesini                                    
  2.  7 – 12 NOVEMBRE : ESERCIZI SPIRITUALI – Preti e consacrati“Consolate il mio popolo” – Isaia 40-55 e Evangelii  gaudium
  3.  SABATO 26 (ore 16)- “La famiglia cristiana, ieri e oggi”    – Alla Scuola dei Santi Sposati:                                                    

PER RIFLETTERE…

 SE C’E’ DIO, ANCH’IO SONO IMMORTALE

(I demoni F. Dostoevskij)

“La mia immortalità è indispensabile,

perché Dio non vorrà commettere un’iniquità

e spegnere del tutto il fuoco di amore

dopo che questo si è acceso per lui nel mio cuore.

 E che cosa c’è di più eterno dell’amore?

Se ho cominciato ad amarlo e mi sono rallegrato del suo amore,

è possibile che lui spenga me e la mia gioia e ci converta in zero?

Se c’è Dio, anch’io sono immortale”.

  • S. LUIGI ORIONE:    Don_Orione-alla-guardia La fede mi fa sentire la vicinanza dei miei cari defunti, come si sente nel silenzio il battito del cuore di un amico che veglia su di noi  La persuasione che presto mi incontrerò con i loro sguardi mi incoraggia a vivere in modo da non dover arrossire dinanzi a loro… O fede! Come consoli l’anima in questi giorni in cui tutto è mestizia e dolore! 
    Ogni foglia che cade  FOGLIE mi avverte che la vita si dilegua; ogni rondine che emigra mi ricorda i miei cari che lasciarono questa terra per l’eternità e mentre la natura non mi parla che di dolore, la fede non mi parla che di speranza. Sei tu, o santa chiesa cattolica, che sola porti sul sepolcro la consolazione e la luce.  E in segno di questa speranza, tu prepari ai nostri morti una terra benedetta e ve li deponi con l’affetto di una madre che adagioa la sera il suo bambino nella culla e lo bacia in fronte per rivederlo l’indomani!

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DAL VANGELO:  Mt 5,1-12

«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati. Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati. Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno,
vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
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TALITÀ KUM”,

“FANCIULLA, IO TI DICO,  ALZATI!”.

 Mc.  5, 21ss: Essendo passato di nuovo Gesù all’altra riva, gli si radunò  attorno molta folla. Si recò da lui uno dei  capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, vedutolo, gli si gettò ai  piedi e lo pregava con insistenza:“La mia figlioletta è agli estremi;  vieni a imporle le mani perché sia guarita e viva”.  Gesù andò con  lui.  Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno….. Mentre ancora parlava, dalla casa del capo della sinagoga  vennero a dirgli: “Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il  Maestro?”.  Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della  sinagoga: “Non temere, continua solo ad aver fede!”.  E non  permise a nessuno di seguirlo fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni,  fratello di Giacomo.  Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed  egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava. Entrato, disse  loro: “Perché fate tanto strepito e piangete? La bambina non è  morta, ma dorme”. Ed essi lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti  fuori, prese con sé il padre e la madre della fanciulla e quelli che  erano con lui, ed entrò dove era la bambina.  Presa la mano della  bambina, le disse: TALITÀ KUM”, “FANCIULLA, IO TI DICO,  ALZATI!”. Subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare; aveva  dodici anni. Gesù raccomandò  loro che nessuno venisse a saperlo e ordinò di darle da  mangiare.

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  • DESIDERIO DI CIELO (FAUSTINA K.) S. FAUSTINA

O  GIORNO  DESIDERATO

  • Giorno eterno, giorno desiderato, ti attendo con nostalgia ed impazienza, tra non molto l’amore scioglierà i veli,  tu diverrai la mia salvezza. Giorno stupendo, momento impareggiabile,  in cui vedrò per la prima volta il mio Dio,  lo Sposo della mia anima  e il Signore dei Signori,  sento che  la mia anima non proverà timore. 
  •   Giorno solennissimo,  giorno luminoso, in cui l’anima conoscerà Dio nella sua potenza, e s’immergerà tutta nel Suo amore,   constatando che sono finite le miserie dell’esilio.
  • Giorno felice, giorno benedetto,  nel quale il mio cuore arderà per Te di ardore eterno poiché fin d’ora  Ti sento,  sia pure attraverso i veli,  Tu, Gesù, in vita e in morte sei per me estasi ed incanto.
  • Giorno che attendo da tutta la vita, ed attendo  Te, Dio poiché desidero soltanto Te. Solo Tu sei nel mio cuore, tutto il resto è nulla per me.
  • Giorno di delizia, di eterne dolcezze, Dio di grande Maestà, mio Sposo. Poserò il mio capo sul Tuo  dolce  Cuore.

LEGGI TUTTO:

12. PANINO LA GRANDE SPERANZA NOVEMBRE 2016 ULT.

  •  PARLIAMONE TRA NOI

 d.alesiani@virgilio.it  –  donalesiani@gmail.com   www.sanbiagiofano.it

LA GRANDE SPERANZA… LA GRANDE SPERANZA…

ATTRAVERSIAMO LA PORTA SANTA DI…CASA NOSTRA

PROPOSTE FORMATIVE DI  VILLA S. BIAGIO –  Ottobre 2016

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Cari amici, 

 quasi certamente nei mesi passati, abbiamo fatto la confortante esperienza di attraversare la “porta santa” di qualche Chiesa o Santuario… Avvicinandoci ormai alla fine dell’Anno Santo, ho pensato che nel prossimo mese di Ottobre, dedicato alle missioni,  sarebbe bello aiutarci a capire che la missione deve cominciare dalle nostre famiglie e dalla comunità in cui viviamo.                                

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LA PRIMA “PORTA SANTA”

DA ATTRAVERSARE E’ QUELLA DI … CASA NOSTRA. 

PROPOSTE FORMATIVE DI  VILLA S. BIAGIO

–  Ottobre 2016  –

  • OGNI DOMENICA ORE 10.30: S. MESSA …Al termine, ore 11.20,  breve catechesi sulla esortazione di Papa Francesco: LA GIOIA DELL’AMORE
  • DOMENICA 16 OTTOBRE: VIAGGIO ALLE SORGENTI

         Ore 9–16: RITIRO SPIRITUALE CON il VANGELO DI GIOVANNI

  • DOMENICA 30 OTTOBRE: PER FIDANZATI  E FAMIGLIE – Laboratori di spiritualità  familiare con “AMORIS LAETITIA”

PROGRAMMA:  15.30: Ascolto della Parola  16.30: Preghiera e dialogo di coppia  17.30: Scambio di esperienze – merenda insieme – 18.30: Preghiera conclusiva

  • PER TUTTI:  PRESSO  Santuario S. GIOVANNI BOSCO – Iniziamo sabato 8 ottobre (ore 16) terminiamo 1° Aprile 2017

 A)- “PRENDI  e  MANGIA” -Lettura commentata della Bibbia “Costruiamo muri o ponti?”  Qual è il  compito  del cristiano, oggi? La Chiesa e la famiglia nella Lettera agli Efesini

B)- SABATO 29 (ORE 16)“La famiglia cristiana, ieri e oggi”  Iniziamo sabato 8 ottobre (ore 16) terminiamo 1° Aprile 2017

C) – ALLA SCUOLA DEI TESTIMONI: I SANTI SPOSATI: I GENITORI DI S. TERESA DEL BAMBIN GESÙ     Vedi allegati…

Info e prenotazioni:   0721.823.175  / 3338890862   

donalesiani@gmail.com  –  www.sanbiagiofano.it

19 OTTOBRE  2016

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S. PAOLO DELLA CROCE

OGGI LA LITURGIA CI OFFRE DUE LETTURE MOLTO UTILI PER SUPERARE I MOMENTI DI PROVA…

  1. PREDICHIAMO CRISTO CROCIFISSO Dalle « Lettere » di san Paolo della Croce, sacerdote  E cosa nobile e santa meditare sulla passione di Cristo; questo è il modo di arrivare alla santa unione con Dio. In questa santissima scuola s’impara la vera sapienza: qui l’hanno imparata i santi.  L’amore fa proprie le pene dell’amato Bene. Un tal fuoco, che penetra fin nelle midolla delle ossa, trasforma l’amante nell’amato e unisce in modo così sublime l’amore col dolore, il dolore coll’amore, da formare un insieme di amore e di dolore tanto unito che non si distingue né l’amore dal dolore, né il dolore dall’amore. L’ANIMA AMANTE GIOISCE NEL SUO DOLORE E FA FESTA NEL SUO DOLOROSO AMORE.  Fate che non solamente nell’interno ma anche nell’esterno si veda da tutti CHE PORTATE L’IMMAGINE DI GESÙ CROCIFISSO, TUTTO DOLCE, MANSUETO, PAZIENTE. Chi infatti si mantiene interiormente unito con il Figliuolo del Dio vivo, ne porta l’immagine anche al di fuori, con un continuo esercizio d’eroica virtù e massime d’un patire virtuoso, Che Non Si Lamenta Né Di Dentro Né Di Fuori. Statevene così tutti nascosti in Gesù Crocifisso, senza desiderare altro che d’essere tutti trasformati per amore in ciò che egli vuole in tutto, in tutto. Così, divenuti veri innamorati dei Crocifisso, CELEBRERETE OGNI MOMENTO LA FESTA DELLA CROCE NEL TEMPIO INTERIORE, IN UN SILENZIOSO PENARE SENZA APPOGGIO A CREATURA ALCUNA. E POICHÉ LE FESTE SI CELEBRANO CON ALLEGREZZA, COSÌ LA FESTA DELLA CROCE DEI DEVOTI DEL CROCIFISSO SI FA PENANDO E TACENDO CON VOLTO ILARE E SERENO, PERCHÉ TAL FESTA SIA PIÙ SEGRETA ALLE CREATURE E SCOPERTA SOLAMENTE AL SOMMO BENE. IN QUESTA FESTA SI FA SEMPRE SOLENNE BANCHETTO, PERCHÉ CI SI NUTRE DELLA DIVINA VOLONTÀ, AD ESEMPIO DEL NOSTRO AMORE CROCIFISSO.
  2. PREGHIERA DI ESTER C. 4 NEL MOMENTO PIU’ DIFFICILE DELLA SUA VITA LEGGI IN COMMENTI

18 OTTOBRE 2016

s. luca

FESTA DI S. LUCA, EVANGELISTA 

SOLO LUCA E’ CON ME… (2Tm 4,11)  La fedeltà è ancora un valore ?

  1. 2TIM  4,1 Davanti a Dio e davanti a Cristo Gesù che si manifesterà come re, quando verrà a giudicare i vivi e i morti, voglio farti una raccomandazione:   predica la parola di Dio, insisti in ogni occasione, rimprovera, raccomanda e incoraggia, usando tutta la tua pazienza e la tua capacità d’insegnare.
  2. Perché ci sarà un tempo nel quale gli uomini non vorranno più ascoltare la sana dottrina, ma seguiranno le loro voglie: si procureranno molti nuovi maestri, i quali insegneranno le cose che essi avranno voglia di ascoltare.  Non daranno più ascolto alla verità e andranno dietro alle favole.  Tu pero sta’ sempre in guardia, sopporta le sofferenze, continua il tuo lavoro di predicatore del vangelo, porta a termine il tuo impegno a servizio di Dio.
  3. Quanto a me, ormai è giunta l’ora di offrire la mia vita come sacrificio a Dio. È il momento di iniziare il mio ultimo viaggio.  Ho combattuto la buona battaglia, sono arrivato fino al termine della mia corsa e ho conservato la fede.  Ora mi aspetta il premio della vittoria: il Signore, che è giudice giusto, mi consegnerà la corona di uomo giusto.
  4. Nell’ultimo giorno egli la consegnerà non solo a me, ma anche a tutti quelli che aspettano con amore il momento del suo ritorno.
  5. Fa’ il possibile per venire presto da me, perché Dema mi ha abbandonato: ha preferito le cose di questo mondo ed è andato a Tessalonica. Anche Crescente e Tito sono andati via, uno verso la Galazia e l’altro in Dalmazia.  Soltanto Luca è con me.
  6. Venendo, portami il mantello che ho lasciato a Tròade in casa di Carpoe i libri, soprattutto le pergamene.  
  7. Porta con te anche Marco, perché mi sarà utile nel lavoro a servizio di Dio.  Tìchico l’ho mandato a Efeso. Figlio mio, Dema mi ha abbandonato… Crescente è andato in Galazia, Tito in Dalmazia. Solo Luca è con me. Prendi con te Marco e portalo, perché mi sarà utile per il ministero.
  8. La prima volta che ho dovuto difendermi in tribunale, nessuno mi è rimasto vicino. Mi hanno abbandonato tutti. Dio non voglia tenerne conto!  Però il Signore è rimasto con me e mi ha dato la forza: di modo che, anche in quella occasione, io ho potuto annunziare il suo messaggio e farlo ascoltare a tutti quelli che non conoscono Dio.

…PER SAPERNE UN PO’ DI PIU’…LEGGI:  019 Luca (deff)

17 OTTOBRE 2016

S. IGNAZIO DI ANTIOCHIA

S. IGNAZIO DI ANTIOCHIA – MARTIRE

UN’ACQUA VIVA MORMORA DENTRO DI ME E MI DICE:

VIENI AL PADRE

  •   A nulla mi gioveranno le attrattive del mondo né i regni di questa terra. È meglio per me morire per Gesù Cristo che estendere il mio impero fino ai confini della terra. IO CERCO COLUI CHE È MORTO PER NOI, VOGLIO COLUI CHE PER NOI È RISORTO. È VICINO IL MOMENTO DELLA MIA NASCITA.
       Abbiate compassione di me, fratelli: non impeditemi di vivere, non vogliate che io muoia. Non abbandonate al mondo e alle seduzioni della materia chi vuol essere di Dio. Lasciate che io raggiunga la pura luce; giunto là, sarò veramente un uomo. Lasciate che io imiti la passione del mio Dio.
  • NON SIATE DI QUELLI CHE PROFESSANO GESÙ CRISTO E AMANO IL MONDO. Anche se vi supplicassi, quando sarò tra voi, non datemi ascolto. Credete piuttosto a quel che vi scrivo ora, nel pieno possesso della mia vita. Vi scrivo che desidero morire.
  •    OGNI MIO DESIDERIO TERRENO È CROCIFISSO E NON C’È PIÙ IN ME FIAMMA ALCUNA PER LA MATERIA, MA UN’ACQUA VIVA MORMORA DENTRO DI ME E MI DICE: VIENI AL PADRE.    Non voglio più vivere la vita di quaggiù. E il mio desiderio si realizzerà, se voi lo vorrete.
  •    RICORDATEVI NELLE VOSTRE PREGHIERE DELLA CHIESA DI SIRIA, che ha Dio come pastore al posto mio. Solo Gesù Cristo la governerà come vescovo, e la vostra carità. Io mi vergogno di dirmi membro di quella comunità. NON NE SONO DEGNO, PERCHÉ SONO L’ULTIMO DI TUTTI E COME UN ABORTO. MA OTTERRÒ PER MISERICORDIA D’ESSERE QUALCUNO SE RAGGIUNGERÒ DIO.
    LEGGI TUTTO IN COMMENTI…

15  OTTOBRE 2016

S. TERESA AVILARICORDIAMOCI  DELL’AMORE DI CRISTO
Chi ha come amico Cristo Gesù 

può certo sopportare ogni cosa;

Gesù infatti aiuta e dà forza,

non viene mai meno ed ama sinceramente.

  • Ne ho fatto molte volte l’esperienza, e me l’ha detto il Signore stesso. Ho visto nettamente che dobbiamo passare per questa porta, se desideriamo che la somma Maestà ci mostri i suoi grandi segreti. Non bisogna cercare altra strada, anche se si è raggiunto il vertice della contemplazione, perché per questa via si è sicuri. E’ da lui, Signore nostro, che ci vengono tutti i beni. Egli ci istruirà. Meditando la sua vita, non si troverà modello più perfetto.
  • Che cosa possiamo desiderare di più, quando abbiamo al fianco un così buon amico che non ci abbandona mai nelle tribolazioni e nelle sventure, come fanno gli amici del mondo? Beato colui che lo ama per davvero e lo ha sempre con sé!
  • Guardiamo il glorioso apostolo Paolo che non poteva fare a meno di avere sempre sulla bocca il nome di Gesù, perché l’aveva ben fisso nel cuore. Bisogna percorrere questa strada con grande libertà, abbandonandoci nelle mani di Dio.
  • Se egli desidera innalzarci fra i principi della sua corte, accettiamo volentieri tale grazia. Ogni volta poi, che pensiamo a Cristo, ricordiamoci dell’amore che lo ha spinto a concederci tante grazie e dell’accesa carità che Dio ci ha mostrato dandoci in lui un pegno della tenerezza con cui ci segue: amore infatti domanda amore. Perciò sforziamoci di considerare questa verità e di eccitarci ad amare.
  • Se il Signore ci facesse la grazia, una volta, di imprimerci nel cuore questo amore, tutto ci diverrebbe facile e faremmo molto, in breve e senza fatica.

Dalle «Opere» di santa Teresa di Gesù, Vergine
LEGGI – Santa Teresa dI GESù

 

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MADONNA DEL S. ROSARIO

MISTERI del ROSARIO – MISTERI di VITA 

S. BERNARDO: SE EGLI NON FOSSE VENUTO IN MEZZO A NOI, CHE IDEA SI SAREBBE POTUTO FARE DI DIO L’UOMO, SE NON QUELLA DI UN IDOLO, FRUTTO DI FANTASIA? Sarebbe rimasto incomprensibile e inaccessibile, invisibile e del tutto inimmaginabile. INVECE ha voluto essere veduto, ha voluto essere immaginato. Dirai: DOVE E QUANDO SI RENDE A NOI VISIBILE?

APPUNTO NEL PRESEPIO, nativitagi_44503432

 MENTRE PREDICA SULLA MONTAGNA, MENTRE PASSA LA NOTTE IN PREGHIERA,
MENTRE PENDE SULLA CROCEmaria-sangue-gesù1-202x300 E ILLIVIDISCE NELLA MORTE, 
OPPURE MENTRE, LIBERO TRA I MORTI,

 RISORGE IL TERZO GIORNO E MOSTRA AGLI APOSTOLI LE TRAFITTURE DEI CHIODIPASQUA11, QUALI SEGNI DI VITTORIA, E, FINALMENTE, MENTRE SALE AL CIELO SOTTO I LORO SGUARDI. NON È FORSE COSA GIUSTA, PIA E SANTA MEDITARE TUTTI QUESTI MISTERI? Quando la mia mente li pensa, vi trova Dio, vi sente colui che in tutto e per tutto è il mio Dio. È dunque vera sapienza fermarsi su di essi in contemplazione. È DA SPIRITI ILLUMINATI RIANDARVI PER COLMARE IL PROPRIO CUORE DEL DOLCE RICORDO DEL CRISTO.

MISTERI GAUDIOSI “… vi annuncio una grande gioia!” 

  • I° MISTERO: Maria si apre, mente e cuore, all’annuncio divino e nel suo grembo verginale il Verbo si fa carne.  E’ LA GIOIA DEL SI’ A DIO…
  •  TESTO BIBLICO: “…Maria disse: Eccomi, sono la serva del Signore…” (Lc 1,38) “…per questo entrando nel mondo Cristo dice: Ecco io vengo…” (Ebr 10,7)
  •  PREGHIAMO CON MARIA perchè il nostro cuore oggi si apra alla Parola di Dio e siamo disponibili a dire in ogni circostanza -SI’,VOLENTIERI, PER TE, SIGNORE!– PADRE NOSTRO… 10 AVE MARIA…

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  •  2° MISTERO: Maria si reca sollecita e premurosa da Elisabetta. E’  LA G I O I A DEL SI` Al FRATELLI
  •  TESTO BIBLICOIn quei giorni Maria si mise in viaggio verso La montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda…” (Lc 1,39)
  • PREGHIAMO CON MARIA perchè riusciamo oggi ad amare concretamente i fratelli portando loro aiuto e serenità.

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  •  III. MISTERO: Maria Vergine in una grotta di Betlemme diventa Madre di Gesù, primogenito tra molti fratelli. E’ LA GIOIA DELL’INCARNAZIONE, DI DIO-CON-NOI
  •  TESTO BIBLICO: ” Il verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.” (Gv 1,14) 
  • PREGHIAMO CON MARIA perchè Gesù continui ad incarnarsi in noi e le nostre vite siano ancora oggi “Gloria a Dio e pace agli uomini”.

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  • 4° MISTERO: Gesù presentato al tempio viene proclamato dal vecchio Simeone luce e salvezza delle genti. E’ LA GIOIA DEL NOSTRO QUOTIDIANO RIOFFRIRCI A DIO
  •  TESTO BIBLICO: “…portarono il Bambino a Gerusalemme per offrirlo a1 Signore.” (Lc 2,22) 
  • PREGHIAMO CON MARIA perchè la nostra offerta al Signore si trasformi in conforto e luce per quanti incontreremo oggi sul nostro cammino.

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  •  5* MISTERO: Gesù ritrovato nel tempio manifesta la sua vera realtà di Figlio di Dio e la volontà di vivere solo per il Padre. E’ LA GIOIA DEL PRIMATO DI DIO NELLA NOSTRA VITA
  •  TESTO BIBLICO: “…non sapevate che devo attendere alle cose del Padre mio?” (Lc 2,49) 
  • PREGHIAMO CON MARIA perchè le cose di Dio siano davvero al primo posto in questa nostra giornata e tutto facciamo nel nome del Signore.

 

LEGGI TUTTO: MISTERI DELLA GIOIA

MISTERI DELLA GLORIA

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I figli d’Adamo * non gemano più:

 è vinta la morte, * risorto è Gesù.



MISTERI GLORIOSI

  1. I figli d’Adamo * non gemano più: è vinta la morte, * risorto è Gesù.
  • Cristo è risorto! Ma è ancora in mezzo, di noi, è sempre con noi, per asciugare ogni lagrima e trasformare tutti i dolori in amore. Cristo è risorto! Ohi risorga Cristo anche in noi …
  1. Gesù nostro capo * ascende su in ciel, e un posto prepara .* ai figli fedel.
  • Fratelli, i popoli sono stanchi, sono disillusi; sentono che tutta è vana tutta è vuota 1a vita, senza Dio. Siamo noi all’alba d’una grande rinascita cristiana ? Cristo ha pietà delle turbe Cristo vuole risorgere, vuol riprendere il suo posto Cristo avanza: l’avvenire è di Cristo!
  1. In lingue di fuoco * discende dal cielo lo Spirito Santo * maestro fedel.
  • Stendi, o Chiesa del Dio vivente, le tue grandi braccia, e avvolgi nella tua luce salvatrice le genti. Mille volte ti benedico e mille volte ti amo
  1. In cielo assunta * accanto a Gesù, tu veglia e proteggi .* i figli quaggiù:
  • O Vergine Madre, ricordati di noi; parla al Tuo Divin Figlio per noi peccatori;! E che io pianga, tra le tue braccia materne,  le mie grandi miserie, pianga di dolore, pianga di amore;  
  1. Regina dei Santi * t’elesse il Signor, recinse il tuo capo * di gloria ed onor.
  •  Dacci,’ Maria, un animo grande, cuore grande e magnanimo, arrivi a tutti i dolori e a tutte le lagrime. E poi… e poi il santo Paradiso Vicini a Te, Maria: sempre con  Gesù, sempre con Te, seduti ai tuoi piedi, o Madre nostra, in Paradiso, in Paradiso!

Salve Regina … GPL II rosario Fede e coraggio, o miei figliuoli: 

Ave Maria, e avanti!

  •  Signore, pietà   Cristo, pietà  
  • Cristo, ascoltaci  Padre celeste, Dio pietà di noi Figlio redentore del mondo, Dio pietà di noi Spirito Santo, Dio pietà di noi
  • Santa Trinità,unico Dio pietà di noi
  • Vergine di Nazareth     prega per noi
  • Sposa di Giuseppe operaio    prega per noi
  • Madre per opera dello Spirito Santo prega per noi
  • Ancella del Signore prega per noi
  • O benedetta fra tutte 1e donne prega per noi
  • Madre  del Signore prega per noi
  • Madre,che presentasti Gesù al tempio prega per noi
  • Madre,che i Magi trovarono col Bambino prega per noi
  • Madre,che Giuseppe condusse in Egitto prega per noi
  • Madre,che cercasti Gesù per tre giorni prega per noi
  • Vergine,che conservavi tutto nel tuo cuore prega per noi
  • O Maria,tu che scegliesti la parte migliore prega per noi
  • O beata,che ascoltavi la Parola di Dio prega per noi
  • O beata,che vivevi la Parola di Dio prega per noi
  • O Madre,che ferma stavi sotto la Croce prega per noi
  • O Maria,con gli Apostoli perseverante in preghiera prega per noi
  • Madre della Chiesa prega per noi
  • Agnello di Dio che prendi su di Te i peccati del mondo (3v.) – Abbi pietà di noi !

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4 OTTOBRE: s. francesco 2 S. FRANCESCO D’ASSISI

Francesco poverello, rivestito di grazia,

ascende lieto in gloria nel regno dei beati.

Esce umile e nudo dalla scena del mondo,

ed entra ricco in cielo festeggiato dagli angeli.

Dolce padre dei poveri, amico della pace,

tu splendi come un sole nella Chiesa di Dio!

s. francesco4

Laudato si’, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,

spetialmente messer lo frate sole, lo qual è iorno; et allumini noi per lui.
 Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: de te, Altissimo, porta significatione.
 Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle: in celu l’hai formate clarite et pretiose et belle.
 Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale alle tue creature dai sustentamento.
 Laudato si’, mi’ Signore, per sora acqua, la quale è molto utile et humile et pretiosa et casta.
 Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte;
et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
 Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fiori et herba.
 Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore,
et sostengon infirmitate et tribulatione. Beati quelli ke le sosterranno in pace
ka da te, Altissimo, saranno incoronati.
 Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale, da la quale nullo homo vivente pò skappare.
 Guai a quelli ke morranno ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda nol farà male.
  • DALLA «LETTERA A TUTTI I FEDELI» DI SAN FRANCESCO D’ASSISI

 Dobbiamo essere semplici, umili e puri

  1.  O come sono beati e benedetti coloro che amano il Signore e ubbidiscono al suo Vangelo!  Amiamo dunque Dio e adoriamolo con cuore puro e pura mente, perché egli stesso questo ricerca sopra ogni cosa quando dice «I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità» (Gv 4, 23). Rivolgiamo a lui giorno e notte lodi e preghiere, perché dobbiamo sempre pregare e non stancarci mai (cfr. Lc 18, 1), e diciamogli: «Padre nostro, che sei nei cieli» (Mt 6, 9).
  2. Amiamo il prossimo come noi stessi. Siamo caritatevoli, siamo umili, facciamo elemosine perché esse lavano le nostre anime dalle sozzure del peccato.   Gli uomini perdono tutto quello che lasciano in questo mondo. Portano con sé solo la mercede della carità e delle elemosine che hanno fatto. È il Signore che dà loro il premio e la ricompensa.
  3. Non dobbiamo essere sapienti e prudenti secondo la carne, ma piuttosto semplici, umili e casti. Non dobbiamo mai desiderare di essere al di sopra degli altri, ma piuttosto servi e sottomessi a ogni umana creatura per amore del Signore. E su tutti coloro che avranno fatte tali cose e perseverato fino alla fine, riposerà lo Spirito del Signore.
  4. Egli porrà in essi la sua dimora ed abitazione. Saranno figli del Padre celeste perché ne compiono le opere. Saranno considerati come fossero per il Signore o sposa o fratello o madre.++++++++++++++++++++++++++++++++

2 OTTOBRE 2016

ANGELOFESTA DEGLI  ANGELI CUSTODI

  • S. BERNARDO: «Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi». Queste parole quanta riverenza devono suscitare in te, quanta devozione recarti, quanta fiducia infonderti!
  • Siamo dunque devoti, siamo grati a protettori così grandi, riamiamoli, onoriamoli quanto possiamo e quanto dobbiamo. Tutto l’amore e tutto l’onore vada a Dio, dal quale deriva interamente quanto è degli angeli e quanto è nostro. Da lui viene la capacità di amare e di onorare, da lui ciò che ci rende degni di amore e di onore.
  • Amiamo affettuosamente gli angeli di Dio, come quelli che saranno un giorno i nostri coeredi, mentre nel frattempo sono nostre guide e tutori, costituiti e preposti a noi dal Padre.

RICORDATI… 

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Santa Teresa del Bambin Gesù

  1. Ricordati della divina tenerezza che riversavi sui più piccoli…Voglio anch’io le tue carezze!  Non hai detto spesso: “Il Cielo appartiene ai bambini? RICORDATI. 
  2. Venite a me, povere anime affaticate  I vostri pesanti fardelli presto diverranno più leggeri .  Ho sete, mio Gesù ! Desidero quell’Acqua – Degnati d’inondare la mia anima dei suoi torrenti  per fissare la mia dimora  nell’Oceano d’Amore. ARRIVO DA TE!
  3. Ricordati che, figlia della luce, spesso dimentico di servire bene il mio Re. Oh! Abbi pietà della mia grande miseria – Nel tuo amore, Gesù, perdonami,  degnati di farmi capace delle cose del Cielo Mostrami i segreti nascosti nel Vangelo – Oh! Questo Libro d’oro è il mio più grande tesoro RICORDATI.
  4. Ricordati della festa degli Angeli, ricordati dell’armonia dei Cieli e della gioia delle sublime schiere  quando un peccatore torna a te (Lc 15,10).  Oh! Voglio far crescere questa gioia Gesù, voglio pregare senza sosta per i peccatori
    La mia vita al Carmelo sia per popolare il tuo Cielo … RICORDATI.

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1 Ottobre 2016:

 S. TERESA DI GESU B s. teresa del Bambin Gs. teresa del Bambin G

S. Teresa di Gesù Bambino

-1873,  2 Gennaio: nasce ad Alençon – -1888, 9 Aprile: entra nel Carmelo

-1897,  30 Settembre: muore  -1921: eroicità delle virtù      

-1923: Proclamata Beata -1925: Proclamata Santa

-1927: Patrona delle missioni 1997: Dottore  della Chiesa

  • La mia vocazione è l’amore!

“Durante l’orazione, i miei desideri mi facevano soffrire un vero martirio: aprii le epistole di S. Paolo per cercare una risposta…E l’Apostolo spiega come i doni più perfetti sono  nulla  senza l’Amore. Finalmente avevo trovato il riposo. Capii che l’amore solo fa agire le membra della Chiesa, che, se l’amore si spegnesse, gli apostoli non annuncerebbero più il Vangelo, i martiri rifiuterebbero di versare il loro sangue…Capii che l’amore racchiude tutte le vocazioni, che l’amore è tutto…Allora nell’eccesso della mia gioia delirante, esclamai: Gesù amore mio, la mia vocazione l’ho trovata finalmente, la mia vocazione è l’amore! Si ho trovato il mio posto nella Chiesa e questo posto, Dio mio, me l’avete dato voi! el cuore della Chiesa,  mia madre, io sarò l’amore.”(251-254)

  •  un gran numero di piccole anime…

O Gesù, sento che se, cosa impossibile, tu trovassi un’anima più debole, più piccola della mia ti compiaceresti di colmarla con favori anche più grandi, se si abbandonasse con fiducia completa alla tua misericordia infinita…Sì, ti scongiuro di farlo, ti supplico di abbassare il tuo sguardo divino sopra un gran numero di piccole anime…Ti supplico di scegliere una legione di piccole vittime degne del tuo Amore…(265)

Þ      L’ascensore: le vostre braccia, Gesù!

Vorrei anch’io trovare un ascensore per innalzarmi fino a Gesù, perché son troppo piccola per salire la dura scala della perfezione. allora ho cercato nei libri santi l’indicazione dell’ascensore:”Se qualcuno è piccolissimo, venga a me”(Prov. 9,4) “Come una madre carezza il suo bimbo così io vi consolerò, vi porterò sul mio cuore e vi terrò sulle mie ginocchia”(Is 66,12) L’ascensore che deve innalzarmi fino al Cielo sono le vostre braccia, Gesù!(271)

  •  sono veramente felice di soffrire.

Madre cara, lei lo sa bene , il Signore si è degnato di far passare l’anima mia per varie prove; ho sofferto molto da quando sono sulla terra, ma se nella mia infanzia ho sofferto con tristezza, ora non soffro più così, bensì nella gioia e nella pace e sono veramente felice di soffrire.

scarica sintesi: – 3 SANTA TERESA DI LISIEUX 4pg

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30 Settembre 2016 – S. GIROLAMO

S. GIROLAMO

   COSA   POSSIAMO IMPARARE  DA SAN GIROLAMO?

  • Amare la Parola di Dio: Ignorare le Scritture è ignorare Cristo”. Dobbiamo leggere la Sacra Scrittura non come parola del passato, ma come Parola di Dio che si rivolge anche a noi e cercare di capire cosa il Signore voglia dire a noi.
  • La Parola di Dio trascende i tempi. Le opinioni umane vengono e vanno. La Parola di Dio, è Parola di vita eterna, porta in sé l’eternità, ciò che vale per sempre. Portando in noi la Parola di Dio, portiamo in noi l’eterno, la vita eterna.

LEGGERE LA SCRITTURA … parola di Dio è CONVERSARE CON DIO

  1. -a una nobile giovinetta di Roma: «Se preghi, tu parli con lo Sposo; se leggi, è Lui che ti parla»
  2. al sacerdote Nepoziano: «Leggi con molta frequenza le divine Scritture; anzi, che il Libro Santo non sia mai deposto dalle tue mani. Impara qui quello che tu devi insegnare (Ep. 52,7).
  3. – ad una sua figlia spirituale: «Ama la Sacra Scrittura e la saggezza ti amerà; amala teneramente, ed essa ti custodirà; onorala e riceverai le sue carezze. Che essa sia per te come le tue collane e i tuoi orecchini» (Ep. 130,20). «Ama la scienza della Scrittura, e non amerai i vizi della carne»

DON ORIONE: DON-ORIONE-3

Il nostro sommo studio deve essere meditare nella vita di Gesù Cristo. …

si deve studiare per conoscere meglio Iddio

e poterlo meglio amare: per elevarlo a Dio, per meglio assisterlo e salvarlo..

…dobbiamo dalle scienze salire al Dio e Signore delle Scienze:

DOBBIAMO PERVENIRE AL VANGELO.

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  • MA TU CI RIACCENDI…

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DAL LIBRO DELLA «IMITAZIONE DI CRISTO»(3, 14)

***

  • Rimango attonito e considero che i cieli non sono puri ai tuoi occhi. Caddero le stelle dal cielo (cfr. Ap 6, 13), e io, polvere, che cosa presumo?
  • Alcuni uomini che sembravano seguire una condotta sublime, caddero nel più basso; e chi mangiava il pane degli angeli,  l’ho poi visto compiacersi delle ghiande dei porci.
  • Non c’è , dunque, nessuna santità, se tu, Signore, sottrai la tua mano. Nessuna sapienza giova, se tu smetti di governare. Nessuna fortezza vale, se tu cessi di sostenere.
  • Se siamo abbandonati, affondiamo e periamo. Se invece siamo visitati, c’innalziamo e viviamo. Siamo instabili, ma da te siamo fatti saldi.
  • Ci intepidiamo, ma tu ci riaccendi…

donalesiani@gmail.com    www.sanbiagiofano.it

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27 SETTEMBRE: S. VINCENZO DE’ PAOLI

S. VINCENZO

Amico dei poveri, sostegno di chi è solo,
Vincenzo rivela a noi il cuore di Dio.

SERVIRE CRISTO NEI POVERI

  • Non dobbiamo regolare il nostro atteggiamento verso i poveri da ciò che appare esternamente in essi e neppure in base alle loro qualità interiori. Dobbiamo piuttosto considerarli al lume della fede. Il Figlio di Dio ha voluto essere povero, ed essere rappresentato dai poveri.
  • Sforziamoci perciò di diventare sensibili alle sofferenze e alle miserie del prossimo. Preghiamo Dio, per questo, che ci doni lo spirito di misericordia e di amore, che ce ne riempia e che ce lo conservi. Il servizio dei poveri deve essere preferito a tutto. Non ci devono essere ritardi.
  • Se nell’ora dell’orazione avete da portare una medicina o un soccorso a un povero, andatevi tranquillamente. Offrite a Dio la vostra azione, unendovi l’intenzione dell’orazione. Non dovete preoccuparvi e credere di aver mancato, se per il servizio dei poveri avete lasciato l’orazione. Non é lasciare Dio, quando si lascia Dio per Iddio, ossia un’opera di Dio per farne un’altra.
  • Se lasciate l’orazione per assistere un povero, sappiate che far questo é servire Dio. La carità é superiore a tutte le regole, e tutto deve riferirsi ad essa. E’ una grande signora: bisogna fare ciò che comanda.Tutti quelli che ameranno i poveri in vita non avranno alcuna timore della morte.

S. vincenzo-de-paoli Serviamo dunque con rinnovato amore i poveri

e cerchiamo i più abbandonati.

Essi sono i nostri signori e padroni.

 Da «Lettere e conferenze spirituali»

di san Vincenzo de’ Paoli”

  • LEGGI TUTTO IN COMMENTI

DOMENICA 26.MA -SPUNTI DI RIFLESSIONE: 

 ABBIAMO TANTI MOTIVI PER BENEDIRE IL SIGNORE:

PREGHIERA

Loda il Signore, anima mia.

Il Signore rimane fedele per sempre rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati. Il Signore libera i prigionieri. R.
 Il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti, il Signore protegge i forestieri. R.
 Egli sostiene l’orfano e la vedova, ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre, il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. R.

 S. PAOLO CI …RACCOMANDA:

S.-PAOLO-232x300

 11 Ma tu, uomo  di Dio,  tendi alla giustizia, alla  pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza. 12 Combatti la  buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla  quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella  professione di fede davanti a molti testimoni. 13 Al cospetto di Dio che dá vita a tutte le cose e di Gesù Cristo che  ha dato la sua bella testimonianza davanti a Ponzio Pilato, 14 ti  scongiuro di conservare senza macchia e irreprensibile il comandamento, fino alla manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo

  • ATTRAVERSIAMO LA PORTA SANTA DI…CASA NOSTRA

FAMIGLIA SEPARATI

SPUNTI DA “AMORIS LAETITIA” DI PAPA FRANCESCO

  • 33. 34. QUALI PERICOLI CORRE LA FAMIGLIA, OGGI? 
  1. – « un individualismo esasperato che finisce per considerare ogni componente della famiglia come un’isola». Le tensioni indotte da una cultura individualistica generano nelle famiglie insofferenza e aggressività».
  2. – Il ritmo della vita attuale, lo stress, l’organizzazione sociale e lavorativa, mettono a rischio la possibilità di scelte permanenti
  3. –  la famiglia,  può trasformarsi in un luogo di passaggio, dove si va a reclamare diritti, mentre i vincoli rimangono abbandonati alla precarietà volubile dei desideri e delle circostanze.
  4. – Oggi è facile confondere la genuina libertà con l’idea che ognuno giudica come gli pare, come se non ci fossero verità, valori, come se tutto fosse uguale e si dovesse permettere qualsiasi cosa.  In tale contesto, l’ideale matrimoniale, con un impegno di esclusività e di stabilità, finisce per essere distrutto dai capricci della sensibilità. Si teme la solitudine, si desidera uno spazio di protezione e di fedeltà, ma cresce il timore di essere catturati da una relazione che possa rimandare il soddisfacimento delle aspirazioni personali.
  • 35. I CRISTIANI CHE IDEALE DI MATRIMONIO PRESENTANO?

A) – Come cristiani non possiamo rinunciare a proporre il matrimonio per non contraddire la sensibilità attuale, per essere alla moda, Priveremmo il mondo dei valori che possiamo e dobbiamo offrire.

B)Certo, non ha senso fermarsi a una denuncia retorica dei mali attuali. Neppure serve pretendere di imporre norme con la forza dell’autorità. FAM 1-Ci è chiesto uno sforzo più responsabile nel presentare

le ragioni e le motivazioni per optare in favore del matrimonio.

  • 39. VIVIAMO NELLA CULTURA DEL “USA E GETTA”?
  1. Mi riferisco alla rapidità con cui le persone passano da una relazione affettiva ad un’altra. Credono che l’amore, come nelle reti sociali, si possa connettere o disconnettere a piacimento del consumatore. Penso al timore che suscita la prospettiva di un impegno permanente, all’ossessione per il tempo libero, alle relazioni che calcolano costi e benefici.
  2. Si trasferisce alle relazioni affettive quello che accade con gli oggetti e con l’ambiente: ciascuno usa e getta, spreca e rompe, sfrutta e spreme finché serve. E poi addio.

++++++++++++++++++++++++++++++++++++++

  1. IL PRIMO DISCEPOLO, ANDREA, dopo aver incontrato Gesù va subito ad annunciarlo a suo fratello Simone: ” Andrea, incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: “Abbiamo trovato il Messia e lo condusse da Gesù” (GV.1,35s)
  2. MADRE  TERESA  diceva: L’AMORE COMINCIA DALLA FAMIGLIA. Ogni giorno di più ci rendiamo conto che nel no­stro tempo le sofferenze maggiori hanno origine nel­la famiglia. Non abbiamo più tempo per guardarci in faccia, per scambiarci un saluto… Qualche tempo fa arrivò un gruppo di professori dagli Stati Uniti. Mi chiesero: «Ci dica qualcosa che possa esserci utile». Dissi loro: «Sorridetevi scambievolmente». Credo di averlo detto con eccessiva serietà. Uno di loro mi domandò: «Lei è sposata?». Gli risposi: “Sì, e a volte mi riesce difficile sorri­dere a Gesù; perché arriva ad essere troppo esigente”. Credo che l’amore cominci proprio qui: nella famiglia.
  3. AMORIS   LAETITIA: Cap. 1° – ALLA LUCE DELLA PAROLA (nn. 8 – 30)                            Quale salmo celebra in particolare i valori della famiglia? «Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie. Della fatica delle tue mani ti nutrirai. La tua sposa come vite feconda nell’intimità della tua casa; i tuoi figli come virgulti d’ulivo intorno alla tua mensa. Possa tu vedere  il bene di Gerusalemme tutti i giorni della tua vita! Possa tu vedere i figli dei tuoi figli! Pace su Israele!»  (Sal 128,1-6).

         9. Tu e la tua sposa: qual è il progetto primordiale di Dio?

  1. Varchiamo la soglia di questa casa serena, con la sua famiglia seduta intorno alla mensa festiva. Al centro troviamo la coppia del padre e della madre con tutta la loro storia d’amore. In loro si realizza quel disegno primordiale che Cristo evoca con intensità: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina?» (Mt 19,4). «Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne» (Gen2,24).
    • 10. 11.12 Gesù cosa dice della coppia umana?

    Gesù ci rimanda a un’altra pagina della Genesi, il c. 2, dove appare un mirabile ritratto della coppia con dettagli luminosi. Il primo è l’inquietudine dell’uomo che cerca «un aiuto che gli corrisponda» (vv. 18.20), una relazione diretta, quasi “frontale”- gli occhi negli occhi, in un dialogo anche tacito, perché nell’amore i silenzi sono spesso più eloquenti delle parole.

    • 13. Uomo e donna, una carne sola: cosa significa?

    Ripete Gesù: «Si unirà a sua moglie e i due saranno un’unica carne» (Mt 19,5; Il verbo “unirsi” indica un’adesione fisica e interiore, fino al punto che si utilizza per descrivere l’unione con Dio:           «A te si stringe l’anima mia» (Sal 63,9) Il frutto di questa unione è “diventare un’unica carne”, sia nell’abbraccio fisico, sia nell’unione dei due cuori e della vita e, forse, nel figlio che nascerà dai due, il quale porterà in sé,  le due “carni”.

    • 14. I tuoi figli come virgulti d’ulivo o frecce da lanciare?

    Nel canto del Salmista compaiono, dentro la casa dove l’uomo e la sua sposa sono seduti a mensa, i figli, che li accompagnano «come virgulti d’ulivo» (Sal 128,3) Nel Salmo 127 si esalta il dono dei figli « Come frecce in mano a un guerriero sono i figli avuti in giovinezza. Beato l’uomo che ne ha piena la faretra: non dovrà vergognarsi quando verrà alla porta a trattare con i propri nemici» (vv. 1.3-5).

    • 19. 20. Vita in famiglia: idillio o cammino sofferto?

    La Parola di Dio è testimone di questa dimensione oscura quando, con il peccato, la relazione d’amore tra l’uomo e la donna si trasforma in un dominio: «Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ed egli ti dominerà» (Gen 3,16)… a partire dalla violenza fratricida di Caino su Abele per giungere poi alle tragedie che riempiono di sangue la famiglia di Davide, fino alle difficoltà familiari che solcano il racconto di Tobia o l’amara confessione di Giobbe abbandonato: «I miei fratelli si sono allontanati da me, mi sono diventati estranei.Il mio fiato è ripugnante per mia moglie e faccio ribrezzo ai figli del mio grembo»(Gb 19,13).

    • 21.22. E nel Vangelo quali ambienti familiari troviamo?

    Gesù stesso nasce in una famiglia modesta, che ben presto deve fuggire in una terra straniera. Egli entra nella casa di Pietro dove la suocera di lui giace malata (cfr Mc 1,30-31); si lascia coinvolgere nel dramma della morte nella casa di Lazzaro (cfr Gv 11,1-44); ascolta il grido disperato della vedova di Nain davanti a suo figlio morto (Lc 7,11-15); la Parola di Dio si mostra come compagna di viaggio anche per le famiglie che sono in crisi o attraversano qualche dolore, e indica loro la meta del cammino, quando Dio «asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno» (Ap 21,4).

    • 30. C’è un modello a cui ispirarsi?

    Davanti ad ogni famiglia si presenta l’icona della famiglia di Nazaret.

    Nel tesoro del cuore di Maria ci sono anche tutti gli avvenimenti delle nostre famiglie, che ella conserva premurosamente. Perciò può aiutarci a interpretarli per riconoscere nella storia familiare il messaggio di Dio.

PROPOSTE FORMATIVE DI  VILLA S. BIAGIO

–  Ottobre 2016  –

  • OGNI DOMENICA ORE 10.30: S. MESSA …Al termine, ore 11.20,  breve catechesi sulla esortazione di Papa Francesco: LA GIOIA DELL’AMORE
  • DOMENICA 16 OTTOBRE: VIAGGIO ALLE SORGENTI

         Ore 9–16: RITIRO SPIRITUALE CON il VANGELO DI GIOVANNI

  • DOMENICA 30 OTTOBRE: PER FIDANZATI  E FAMIGLIE – Laboratori di spiritualità  familiare con “AMORIS LAETITIA”

PROGRAMMA:  15.30: Ascolto della Parola  16.30: Preghiera e dialogo di coppia  17.30: Scambio di esperienze – merenda insieme – 18.30: Preghiera conclusiva

  • PER TUTTI:  PRESSO  Santuario S. GIOVANNI BOSCO – Iniziamo sabato 8 ottobre (ore 16) terminiamo 1° Aprile 2017

 A)- “PRENDI  e  MANGIA” -Lettura commentata della Bibbia “Costruiamo muri o ponti?”  Qual è il  compito  del cristiano, oggi? La Chiesa e la famiglia nella Lettera agli Efesini

B)- SABATO 29 (ORE 16)“La famiglia cristiana, ieri e oggi”  Iniziamo sabato 8 ottobre (ore 16) terminiamo 1° Aprile 2017

C) – ALLA SCUOLA DEI TESTIMONI: I SANTI SPOSATI: I GENITORI DI S. TERESA DEL BAMBIN GESÙ     Vedi allegati…

Info e prenotazioni:   0721.823.175  / 3338890862   

donalesiani@gmail.com  –  www.sanbiagiofano.it

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  • ECCO TUO FIGLIO… ECCO TUA MADRE!

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    MESE DI MAGGIO 2014 MESE MARIANO ON LINE      GPL II rosario  CON SAN GIOVANNI PAOLO II  www.sanbiagiofano.it CARI AMICI… Vogliamo vivere bene il MESE DI MAGGIO dedicato a Maria. Sarà Lei a guidarci in tutto il mese nelle piccole iniziative formative che “Villa… --->
  • COME FA UN PADRE CON I SUOI FIGLI…EDUCARCI PER EDUCARE

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    IN ASCOLTO DI S. PAOLO, DON ORIONE E…PAPA FRANCESCO * COSTRUIAMO  SULLA SABBIA O SULLA ROCCIA?  CARI AMICI, se potete concedervi una pausa… Ecco un modo davvero alternativo di fare…il “PONTE” DI MAGGIO. Villa S. Biagio offre la possibilità di… --->
  • BUONA PASQUA CON PAPA FRANCESCO…

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    COME RITROVARE LA GIOIA DEL VANGELO? INTERVISTA A PAPA FRANCESCO…  Cari amici, il Signore ci ha donato un Papa che sta dando una svolta importante alla vita della Chiesa… con i suoi gesti e con le sue parole ci indica… --->
  • GRAZIE A TE, DONNA…

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  • FA’ BUON VIAGGIO NELLA VITA…

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  • RISCOPRIAMO IL “TESORO” DELLA FAMIGLIA.

    Scritto il 20 aprile 2013 Don Vincenzo Alesiani 6 commenti
    Cari amici, ho la gioia di dirvi che questa settimana Villa S. Biagio sarà allietata dalla presenza di tante famiglie provenienti per lo più da Albizzate (Varese)…Vengono per il loro annuale RITIRO SPIRITUALE SUL TEMA: La fede in famiglia oggi: come viverla e come trasmetterla? – Vi invito a pregare per loro e a gustare qualche pensiero che metteremo nel sito. Fraternamente dv