+  LO VIDE…NE EBBE COMPASSIONE…GLI SI FECE VICINO…

+   DON ORIONE,  buon samaritano dei poveri…

8 APRILE  2011: «Và e anche tu fà così»

Cari amici, dicevamo ieri che Gesù è il BUON SAMARITANO DEL MONDO.  Se ci rileggiamo la parabola in questa chiave…quei verbi applicati a Cristo acquistano un significato straordinario.

Lc 10,29ss  «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

  • QUEST’ULTIMA FRASE  invita ciascuno di noi a imitare Gesù  in questi atteggiamenti di compassione e aiuto a chi è in difficoltà…in una parola nel FARCI PROSSIMI AI FRATELLI: vide  –  ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite,  lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. 7 verbi che sono un vero programma di vita. E possono aiutarci in un profondo esame di coscienza…Proviamoci…
  •  Benedetto XVI ci aiuta sintetizzando tutto questo in un bel passo della “Deus  caritas est”
  1.  31. IL PROGRAMMA DEL CRISTIANO del buon Samaritano, il programma di Gesù , è « un cuore che vede ». Questo cuore vede dove c’è bisogno di amore e agisce in modo conseguente.
  2. 40. GUARDIAMO AI SANTI: Figure di Santi come Francesco d’Assisi, Ignazio di Loyola, Giovanni di Dio, Camillo de Lellis, Vincenzo de’ Paoli, Luisa de Marillac, Giuseppe B. Cottolengo, Giovanni Bosco, Luigi Orione, Teresa di Calcutta , rimangono modelli insigni di carità sociale per tutti gli uomini di buona volontà. I santi sono i veri portatori di luce all’interno della storia, perché sono uomini e donne di fede, di speranza e di amore.
  • S. LUIGI ORIONE : Nel nome della Divina Provvidenza, ho aperto le braccia e il cuore a sani e ad ammalati, di ogni età, di ogni religione, di ogni nazionalità: a tutti avrei voluto dare, col pane del corpo, il divino balsamo della Fede. Tante volte ho sentito Gesù Cristo vicino a me, tante volte l’ho come intravisto, Gesù, nei più reietti e più infelici.   (Let.88)

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7 APRILE 2011: LO VIDE E NE EBBE COMPASSIONE

 

GESU’,  BUON SAMARITANO DELL’UMANITÀ…

Carissimi, le letture della liturgia  di questi giorni sono davvero belle. Oggi mi colpisce  la riflessione di san Massimo, Confessore. Tutti conosciamo la Parabola del Buon Samaritano. Ma Gesù ha potuto raccontarla perché … “È LUI  IL BUON SAMARITANO DELL’UMANITÀ”

 1. GESU IL BUON SAMARITANO: “Il Verbo divino non solo guarì le nostre malattie con la potenza dei miracoli, ma prese anche su di sé l’infermità delle nostre passioni, pagò il nostro debito mediante il supplizio della croce, come se fosse colpevole, lui innocente. Ci liberò da molti e terribili peccati. Inoltre con molti esempi ci stimolò ad essere simili a lui nella comprensione, nella cortesia e nell’amore perfetto verso i fratelli. Per questo disse: «Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi» (Lc 5, 32). E ancora: «Non sono i santi che hanno bisogno del medico, ma i malati» (Mt 9, 12). Disse inoltre di essere venuto a cercare la pecorella smarrita … Il buon samaritano del vangelo curò con olio e vino e fasciò le ferite di colui che era incappato nei ladri ed era stato spogliato di tutto e abbandonato sanguinante e mezzo morto sulla strada. Lo pose sulla sua cavalcatura, lo portò all’albergo, pagò quanto occorreva e promise di provvedere al resto. Cristo è il buon samaritano dell’umanità” (Dalle lettere di S. Massimo Confessore)

2. DA QUALI  NEMICI CI HA SALVATO?  Allora prima di pensare a fare un poco i “Buoni samaritani” dobbiamo riflettere che  noi siamo quel poveraccio assalito dai ladroni… E che  Gesù è venuto a darci una mano. Come?Aiutandoci a vincere i  due grandi nemici dell’uomo di sempre: il peccato e la morte. Ma chiediamo il parere  a un esperto di queste cose…

A) S. PAOLO SENTE DI ESSERE SCHIAVO DEL PECCATO…E lancia un urlo. Rm. 7,15ss Non riesco a capire ciò che faccio: infatti io faccio non quello che voglio, ma quello che detesto… quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. Infatti nel mio intimo acconsento alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un’altra legge, che combatte contro la legge della mia ragione e mi rende schiavo della legge del peccato, che è nelle mie membra. Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore!

B)  LA MORTE CONTINUERÀ A DOMINARCI? No, è stata vinta in Gesù.  Vi proclamo, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto. A voi ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici. In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta…Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto. Ora, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?  Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!

3. CHE FARE ? CONTINUARE A FARE I FURBI O… FARE PASQUA? Fatti furbo… È diventato un ritornello. Fin da ragazzi. Hai copiato il compito? Non farti scoprire dalla prof. Fatti furbo.  Hai rubato qualcosa? Nascondila. Fatti furbo.  Non hai voglia di fare un lavoro che ti spetta? Lascialo al collega che viene dopo. Fatti furbo. E via di seguito. Ma onestà e sincerità, non sono più valori? “E’ tempo che ci svegliamo dal sonno…” e ritroviamo la dignità, la serietà e l’orgoglio santo di essere persone oneste e di parola. 

 Svegliati, tu che dormi…

  

Risorgi, usciamo di qui!

 

 Usciamo di qui, ci ricorderà l’autore di una famosa omelia del sabato santo. Con Gesù che ci prende per mano, si può uscire dagli inferi dei nostri egoismi.  E si può vivere di verità, onestà e bellezza. Solo così sarà Pasqua vera.

 4. LA PASQUA DI SHAHBAZ BHATTI: Ministro pakistano ucciso il 2.3.2011  Il suo testamento spirituale «Il mio nome è Shahbaz Bhatti. Sono nato in una famiglia cattolica. Mio padre, insegnante in pensione, e mia madre, casalinga, mi hanno educato secondo i valori cristiani e gli insegnamenti della Bibbia, che hanno influenzato la mia infanzia. Fin da bambino ero solito andare in chiesa e trovare profonda ispirazione negli insegnamenti e nella crocifissione di Gesù. Fu l’amore di Gesù che mi indusse ad offrire i miei servizi alla Chiesa.  Ricordo un venerdì di Pasqua quando avevo solo tredici anni: ascoltai un sermone sul sacrificio di Gesù per la nostra redenzione e per la salvezza del mondo. E pensai di corrispondere a quel suo amore donando amore ai nostri fratelli e sorelle, ponendomi al servizio dei cristiani, specialmente dei poveri, dei bisognosi e dei perseguitati che vivono in questo paese islamico. Mi è stato richiesto di porre fine alla mia battaglia, ma io ho sempre rifiutato, persino a rischio della mia stessa vita. La mia risposta è sempre stata la stessa. Non voglio popolarità, non voglio posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo. Tale desiderio è così forte in me che mi considererei privilegiato qualora Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita. Voglio vivere per Cristo e per Lui voglio morire. Non provo alcuna paura in questo paese. Molte volte gli estremisti mi hanno minacciato…. Io dico che, finché avrò vita, fino al mio ultimo respiro, continuerò a servire Gesù e questa povera, sofferente umanità, i cristiani, i bisognosi, i poveri.  Credo che i cristiani del mondo che hanno teso la mano ai musulmani colpiti dalla tragedia del terremoto del 2005 abbiano costruito dei ponti di solidarietà, d’amore, di cooperazione e di tolleranza tra le due religioni. Se tali sforzi continueranno sono convinto che riusciremo a vincere i cuori e le menti degli estremisti. Credo che i bisognosi, i poveri, gli orfani qualunque sia la loro religione vadano considerati innanzitutto come esseri umani. Penso che quelle persone siano parte del mio corpo in Cristo…Se noi portiamo a termine questa missione, allora ci saremo guadagnati un posto ai piedi di Gesù ed io potrò guardarLo senza provare vergogna». (Dal Corriere- giovedì 3 marzo 2011)

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6 APRILE 2011: VUOI GUARIRE?

GUARISCIMI…

Cari amici, spesso nelle celebrazioni uso un canto che mi è caro: ABBA, PADRE…tra l’altro dice: SONO TUO FIGLIO, GUARISCIMI! Mi è venuto in mente ieri mentre leggevo il Vangelo del Paralitico della piscina. Merita che ci soffermiamo un poco. Perché la malattia è una realtà che, prima o poi,  ci tocca tutti…e spesso a lungo andare può renderci rassegnati, senza la capacità di reagire. E questo sia sul piano fisico che su quello spirituale.

  •  Rileggiamoci la pagina: Gv 5,1ss  Dopo questi fatti, ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzata, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». 7Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Alzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.… Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio».
  • Preghiamo col  Salmo 30 (29) 

 

  1.  Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato…Signore, mio Dio, a te ho gridato e mi hai guarito.
  2.  Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi, mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa.
  3. Cantate inni al Signore, o suoi fedeli, perché la sua collera dura un istante, la sua bontà per tutta la vita. Alla sera ospite è il pianto e al mattino la gioia.
  4. Ascolta, Signore, abbi pietà di me, Signore, vieni in mio aiuto!». Hai mutato il mio lamento in danza, mi hai tolto l’abito di sacco,
  5.  mi hai rivestito di gioia, perché ti canti il mio cuore, senza tacere; Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre.

 

  • DON ORIONE:  DALLA MALATTIA SAPEVA TRARRE LEZIONI DI VITA

Marzo 1940. Restano pochi giorni di vita al nostro Padre. Scrivendo a due vescovi amici,  (1 e 5 marzo) racconta, con semplicità, l’esperienza di una grave infermità da cui si sta faticosamente riprendendo. Comunica, oltre la cronaca,  ciò che ha vissuto interiormente, quali pensieri gli sono passati nel cuore in quei giorni. Sente di aver avuto un “avvertimento” da parte del Signore: deve prepararsi al grande viaggio.  Per ora sembra che le forze  stiano tornando. Le impiegherà fino all’ultimo a “confortare qualche povero di più, e  dare qualche consolazione al cuore del Papa e dei Vescovi”. Ma Lui è sempre  pronto ad  “addormentarsi nel Signore, ai piedi e tra le braccia della santa Chiesa”.  Bella  sintesi di una vita vissuta per il Signore e a servizio della Chiesa  e dei poveri.

  Tortona, il 1 marzo 1940 Caro Eccellenza, il Signore sia sempre con noi! Ti sono molto grato della tua lettera, veramente fraterna, e delle tue preghiere e consigli: Dio ti ricompensi!            Stamattina ho ripreso a celebrare, con un po’ di fatica. Avevo già cominciato a dire la Messa, dopo quei gravi momenti, ma poi ho preso  freddo e una bronchite. E’ solo da ieri che mi alzo alcune ore. Grazie al Signore va meglio, ma non sarò più come prima.  Fiat! Certo è stato un avvertimento e un grande atto di divina misericordia, perché mi metta a posto su parecchie cose, e mi tenga preparato. Lo so che la mia vita è minata, e forse più che non si creda, ma sono nelle mani del Signore. Ora vogliono che vada a Sanremo,  farò come vogliono. Confido nelle tue sante orazioni, sì che possa rimediare e fare ciò che Dio volesse ancora, e poi addormentarmi nel Signore, ai piedi e tra le braccia della santa Chiesa, nostra madre.       Caro Mg.r Albera, fratello mio in Gesù Cristo sin dai primi anni,  ti raccomando la Piccola Opera e tutti i figli della Divina Provvidenza.  Ti ringrazio di quanto hai fatto e di quanto farai: pregherò per te. Tu non dimenticare la povera anima mia. Benedicimi, e abbimi, in terra e poi in Paradiso, dove confido andare per il sangue di n. Signore Gesù Cristo, e per i meriti e intercessione di Maria SS.  Aff.mo tuo Sac. G. Luigi Orione  dei Figli della Div. Provv.

 

 ABBA PADRE

– Guardami Signor, leggi nel mio cuor. Sono tuo figlio, ascoltami!

– Più solo non sarò, a te mi appoggerò. Sono tuo figlio, abbracciami

– Per ogni mio dolor, la pace invocherò. Sono tuo figlio, guariscimi! 

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  5 APRILE 2011: 

CHI SI UMILIA SARA’ ESALTATO…

Cari amici, continuando il nostro cammino con Gesù verso Gerusalemme… chiediamo un pensiero prima di tutti a  Giovanni Battista. Ci ricorda una perla preziosa svalutata  da tanti anni ormai…L’UMILTA’

  • DAL VANGELO DI GIOVANNI: Gv 3.22 Dopo queste cose, Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea, e là si tratteneva con loro e battezzava. Anche Giovanni battezzava a Ennon, vicino a Salim, perché là c’era molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. Giovanni, infatti, non era ancora stato gettato in prigione. Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire».

 Per riflettere: Essere cristiani dunque significa essere “amici dello Sposo”… fare di tutto perché Lui sia conosciuto e seguito. E dopo aver fatto del nostro meglio … ci sapremo ritirare in un angolino, contenti di aver lavorato per Lui e ripeteremo come Giovanni… Lui deve crescere,  io invece diminuire.

  •   CAMMINO NON FACILEma il salmista ci avverte che chi si mette sulla via del SIGNORE…Cresce lungo il cammino il suo vigore, finché compare davanti a Dio in Sion.

  1. Salmo 84 (83) Quanto sono amabili le tue dimore, Signore degli eserciti!
  2. L’anima mia anela e desidera gli atri del Signore. Il mio cuore e la mia carne esultano nel Dio vivente.
  3. Anche il passero trova una casa e la rondine il nido dove porre i suoi piccoli, presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio.
  4. Beato chi abita nella tua casa: senza fine canta le tue lodi. Beato l’uomo che trova in te il suo rifugio e ha le tue vie nel suo cuore. Passando per la valle del pianto la cambia in una sorgente; anche la prima pioggia l’ammanta di benedizioni.
  5. Cresce lungo il cammino il suo vigore, finché compare davanti a Dio in Sion.
  6. Sì, è meglio un giorno nei tuoi atri che mille nella mia casa; stare sulla soglia della casa del mio Dio è meglio che abitare nelle tende dei malvagi.
  7. Perché sole e scudo è il Signore Dio; il Signore concede grazia e gloria, non rifiuta il bene a chi cammina nell’integrità.  
  • DON ORIONE RICORDA L’IMPORTANZA DELL’UMILTA’ a un prete che voleva entrare nella sua congregazione… si scordi la carriera. Lo metterà ultimo in congregazione… Dovrà essere il Facchino della Divina Provvidenza. E’ il titolo più nobile per un sacerdote di Cristo.

 …Sarei felice se tu venissi a dare la tua vita in questa umile e poverissima Congregazione, e ne ringrazierei Iddio di cuore. Se credi che Iddio ti chiami in questa nascente Congregazione non devi cercare le cariche, ma venire per desiderio di vita più umile, più nascosta e più perfetta, e per metterti di più al sicuro da tanti inganni ed occasioni di peccato. Iddio mi dice di scriverti chiaro e di scriverti così. Se tu vieni, bada che io, finché resto a questo posto, procederò con te con più cautela che con gli altri, perché sento che Iddio molto aspetta da te ed esigerò più prove. … ti metterò l’ultimo della Congregazione e sarai il facchino della Divina Provvidenza.  Nulla ti darò che possa soddisfare od alimentare il tuo amor proprio. Già troppo, o mio fratello, ti sei pasciuto di parecchie vanità.  Ora basta. Non ti offendere, ti scrivo intingendo la penna nella carità di Gesù Cristo. Penso che egli voglia trasformarti in uno strumento grande di misericordia per la salute di molti, ma ti vuole più mortificato e da te chiede un pieno rinnegamento di te stesso. Non resistere.  Molte anime ti aspettano e i loro angeli ti conforteranno e ti conforterà la Madonna  Ma il grano di frumento deve prima morire per germogliare. La natura si ribella a questa rinunzia, e fa di tutto per impedirla: ma bisogna combattere costantemente contro di essa, e pregare e confidare nell’aiuto del Signore, che non manca mai a chi lo chiama. Scr.44,107

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LUNEDI 4 APRILE 2011:  «Tuo figlio vive»

 

CREDETTE LUI CON TUTTA LA SUA FAMIGLIA

 Cari amici, iniziamo una nuova settimana nel nostro cammino quaresimale verso la Pasqua. Idealmente stiamo accompagnando Gesù verso Gerusalemme dove porterà a compimento la sua missione. Mi è venuto in mente di proporvi tre spunti di riflessione:

  1. Uno tratto da un personaggio del vangelo di Giovanni
  2. Un secondo da un salmo tra quelli detti “Salmi delle ascensioni” che i pellegrini pregavano proprio mentre salivano a Gerusalemme
  3. Infine un pensiero da lettere di D. Orione a persone che in qualche modo egli guidava spiritualmente…

 

  •  Dal vangelo secondo Giovanni: Gv 4, 43-54 Va’, tuo figlio vive.
    In quel tempo, Gesù partì dalla Samarìa per la Galilea. …Andò di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire. Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino. Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia.

2. SALMI DELLE ASCENSIONI: SONO  15 salmi (dal 119 al 133): un cammino tipico verso il tempio, modello di tutti i pellegrinaggi.  Gesù li ha celebrati tante volte nei suoi viaggi a Gerusalemme  S. Paolo li ha celebrati quando dopo l’addio agli anziani di Efeso dice: vado a Gerusalemme senza sapere ciò che mi accadrà. E’ il cammino dell’uomo verso la Gerusalemme celeste

  • SALMO 119:  Protagonista un credente disperso  nella diaspora, in un ambiente avverso o per lo meno indifferente… esce in un GRIDO: SI sente straniero non solo per il territorio ma per i valori che rappresenta. La gente non capisce e deride…E’ la tentazione contro la fede: la mia voce non l’ascolta nessuno…mi sento ridicolo come uno che cammina sui carboni accesi…forse colpa mia?   Sono stanco di parlare di pace, del progetto di Dio…non interessa a nessuno. Dire pace è parlare di Gerusalemme… voglio mettermi in viaggio verso Gerusalemme, VERSO LA PACE CHE E’ PER ME TUTTO!  Il Signore ascolta, mi ha ascoltato! Mi metto in cammino! La verità, la pace, sono la mia vita e la mia missione, la mia identità profonda!

Nella mia angoscia ho gridato al Signore ed egli mi ha risposto.   

Signore, libera la mia vita  dalle labbra di menzogna, dalla lingua ingannatrice.  

Me infelice: abito straniero in Mosoch,  dimoro fra le tende di Cedar!

Troppo io ho dimorato  con chi detesta la pace.

Io sono per la pace, ma quando ne parlo, essi vogliono la guerra.

3. DON ORIONE RACCOMANDA LA PACE…LA PACE VALE PIU’ DI TUTTO: In una famiglia di benefattori erano sorti seri problemi di intesa. Don Orione, malato e sofferente (come si può vedere dalla data della lettera,  gli restano pochi giorni di vita…), dimentica i suoi guai e si fa mediatore di pace. Con grande delicatezza e forza.  Nella sua vita,  di opere di carità ne ha fatte tante. Ma quella di aiutare la gente a rifare pace, non è tra le più piccole.  Certo una delle più difficili.  Ma anche  più utili. Perché, è proprio vero, “la pace vale più di tutto”

  • Tortona, 16 Gennaio 1940     Pace! Pace! Pace!   Distintissimi Signori G. e A. miei insigni Benefattori,  Il Signore sia sempre con noi!  In questi giorni sto, in modo particolare, pregando perché la pace, che è il dono di Cristo, sia fonte di bene per distinte Vostre Famiglie.   A tale scopo, ma senza che si sappia, per domani, mercoledì ho ordinato ai miei ricoverati una giornata di preghiere davanti a Gesù Sacramentato esposto. E oggi mi fo ardito di scrivere la presente perché, vorrei, col divino aiuto, impedire lo scandalo che sta per succedereE voglio scrivere con santa libertà di Sacerdote… e, se lo permettete, da amico e quale amico sincero, Vi prego e scongiuro, nel nome santo di Dio, di voler fare tra Voi la pace . Più in là essa diventerà sempre più impossibile!  Voi sapete che le vertenze tra parenti più invecchiano, più induriscono i cuori.     Aspettare che venga la morte?  Ma la morte sarebbe il momento più terribile, senza la pace! Bisogna dunque farla e subito,  se no, non ci sarà più tempo!  Sarà un buon esempio che lascerete ai vostri Figli! Per la pace, per la concordia, si passi sopra ad ogni interesse: ogni sacrificio è poco per la pace; con la buona volontà si fa tutto:la pace vale più di tutto!  Vi dico nel nome del Signore che, fatta la riconciliazione nelle Vostre anime e sulle Vostre Case si spanderà una luce grande di grazia nella pace dello Spirito Santo.  La Vostra salute e quella dei Vostri Cari andrà meglio, la Vostra vita stessa sarà più serena e prolungata. Vi chiedo scusa se mai mi fosse sfuggita qualche parola che potesse farVi dispiacere, non era certo nella mia intenzione. Da anni Voi conoscete Don Orione, sapete la stima, l’affetto mio per Voi: guardate al fine per cui ho scritto, guardate allo spirito e non alla parola.  Vogliate avermi sempre per il Vostro umile e fedele Servitore in Gesù Cristo Don L. Orione   Scr. 41, 107
  • CHE NE PENSI?…BUONA SETTIMANA. SIGNORE AUMENTA LA NOSTRA FEDE…

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DOMENICA 3 APRILE 2011

ALLA TUA LUCE VEDIAMO LA LUCE

  Cari amici, due semplici pensieri.

A) Il primo: ricorre oggi il 12.mo anniversario della morte del nostro caro D. Angelo Vallesi…

 

 “Ci legava una dolce amicizia” direbbe il salmista… Pur tanto diversi, ci dilettavamo fin da studenti a discutere di temi filosofici e pastorali  impegnativi…divenuti sacerdoti a distanza di 3 anni uno dall’altro  eravamo alla ricerca di efficaci  modalità pastorali  per mediare il vangelo nel mondo contemporaneo. Lui lo fece da par suo in mille modi… servendosi in particolare  delle visite artistiche guidate alla città  di Roma cristiana… Era un piacere ascoltarlo per la sua rara capacità di fare efficacissima sintesi tra contenuti artistici e catechetici.

B) Secondo pensiero: una riflessione sul vangelo del cieco nato… Il testo di Giovanni lo ascolteremo a Messa. Mi permetto proporvi una semplice rielaborazione della sua figura… tentativo alquanto ingenuo ma rispondente a quel bisogno di spezzettare il Pane della parola sulla mensa dei…”piccoli”

  • PRIMA ERO CIECO E ORA CI VEDO…

Sono nato cieco. Non so cosa sia un prato in fiore e l’azzurro del cielo. Passo le giornate chiedendo l’elemosina ai crocicchi delle strade. Ho accettato la mia situazione anche se da sempre, sentendo parlare gli altri di tante cose belle, ho sognato di svegliarmi e vedere, all’improvviso,  uccelli che volano (così mi dicono…) e gli occhi  di mia madre. Un giorno seppi che Gesù stava arrivando a Gerusalemme. Barcollando mi feci avanti come potei. Sentii alcuni che gli chiedevano, riferendosi a me: “Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori,  perché egli nascesse cieco?” …

Leggi tutto…  03 IL CIECO NATO

C)  E infine un pensiero di FRATE AVE MARIA, eremita cieco…

  1.  “Chiedere la grazia di vederci? No, no!   Sono quarant’anni che sono al buio  e sto bene così.  Ciechi veri sono quelli che non vedono Gesù,  quelli che non hanno fede!”  
  2. “Tutti sanno molte cose ed io so una cosa sola:  so soltanto essere felice!  Tutti posseggono più oggetti;  io invece non posseggo che una cosa:  la vera felicità”
  3. “ALLA TUA LUCE, VEDIAMO LA LUCE” Quanto è prezioso il tuo amore, o Dio! Si rifugiano gli uomini all’ombra delle tue ali, tu li disseti al torrente delle tue delizie. È in te la sorgente della vita, alla tua luce vediamo la luce (Salmo 36 )

Qualche tua riflessione?…

Buona Domenica. dv

 

SABATO 2 APRILE 2011

 IMPARIAMO A PREGARE…

O Dio, abbi pietà di me peccatore”.

  • A) UNA CERTEZZA: IL SUO AMORE PER NOI, SICURO E FEDELE
  • 

 Voglio l’amore e non il sacrificio. Os 6, 1-6  «Venite, ritorniamo al Signore: egli ci ha straziato ed egli ci guarirà.
Egli ci ha percosso ed egli ci fascerà. Dopo due giorni ci ridarà la vita e il terzo ci farà rialzare, e noi vivremo alla sua presenza. Affrettiamoci a conoscere il Signore, la sua venuta è sicura come l’aurora.
Verrà a noi come la pioggia d’autunno, come la pioggia di primavera che feconda la terra». Che dovrò fare per te, Èfraim,
che dovrò fare per te, Giuda?  Il vostro amore è come una nube del mattino, come la rugiada che all’alba svanisce. Per questo li ho abbattuti per mezzo dei profeti, li ho uccisi con le parole della mia bocca e il mio giudizio sorge come la luce: poiché voglio l’amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocàusti. 

 

B) – RICONOSCIAMOCI POVERI PECCATORI   Dal Salmo 50 Voglio l’amore e non il sacrificio.

1.Pietà di me, o Dio, nel tuo amore; nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità. Lavami tutto dalla mia colpa, dal mio peccato rendimi puro.

2. Tu non gradisci il sacrificio; se offro olocàusti, tu non li accetti. Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi.

C) – CHI SI UMILIA , SARÀ ESALTATO

Dal vangelo secondo Luca Lc 18, 9-14 In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo:O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

D) – CANTIAMO:

SIGNORE ASCOLTA PADRE, PERDONA

– FA CHE VEDIAMO IL TUO AMORE

  1. A te guardiamo Redentore nostro, da te speriamo gioia di salvezza, fa’ che troviamo grazia di perdono. 
  2. – Ti confessiamo ogni nostra colpa riconosciamo ogni nostro errore e ti preghiamo: dona il tuo perdono.



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1° APRILE 2011  –  VENITE ADORIAMO

          

Cari amici, oggi primo venerdì del mese…vi invito a unirvi spiritualmente a noi questa sera alle ore 21 per l’adorazione notturna nella cappella di S. BIAGIO. Ecco alcuni spunti… Se possono servire. Buona preghiera

  •  VIENI, VIENI SPIRITO D’AMORE –  AD INSEGNAR LE COSE DI DIO.   VIENI,  VIENI, SPIRITO DI PACE,A SUGGERIR LE COSE CHE LUI HA DETTO A NOI.
  • Noi ti invochiamo, Spirito di Cristo, vieni tu dentro di noi. Cambia i nostri occhi, fa’ che noi vediamo la bontà di Dio per noi.
  • Insegnaci a sperare, insegnaci ad amare, insegnaci a lodare Iddio.
    Insegnaci a pregare, insegnaci la via, insegnaci tu l’unità.
  • 

  • PREGHIAMO CON QUESTO SALMO:  Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore? Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò paura? 2Quando mi assalgono i malvagi per divorarmi la carne, sono essi, avversari e nemici, a inciampare e cadere. 3Se contro di me si accampa un esercito, il mio cuore non teme; se contro di me si scatena una guerra, anche allora ho fiducia. 4Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita,  per contemplare la bellezza del Signore e ammirare il suo santuario. 5Nella sua dimora mi offre riparo nel giorno della sventura. Mi nasconde nel segreto della sua tenda, sopra una roccia mi innalza. 6E ora rialzo la testa sui nemici che mi circondano. Ascolta, Signore, la mia voce. Io grido: abbi pietà di me, rispondimi! Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!». Il tuo volto, Signore, io cerco. 9Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo. Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.10Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato, ma il Signore mi ha raccolto.Mostrami, Signore, la tua via, guidami sul retto cammino, perché mi tendono insidie. Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi. 14Spera nel Signore, sii forte, si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.

 MEDITIAMO:   L’EUCARISTIA PRINCIPIO E PROGETTO DI «MISSIONE»

  1.  «Partirono senza indugio» (Lc 24,33)  24. I due discepoli di Emmaus, dopo aver riconosciuto il Signore, «partirono senza indugio» (Lc 24,33), per comunicare ciò che avevano visto e udito. Quando si è fatta vera esperienza del Risorto, nutrendosi del suo corpo e del suo sangue, non si può tenere solo per sé la gioia provata. L’incontro con Cristo, continuamente approfondito nell’intimità eucaristica, suscita nella Chiesa e in ciascun cristiano l’urgenza di testimoniare e di evangelizzare.
  2.  L’esempio dei santi: 31. Stanno davanti ai nostri occhi gli esempi dei Santi, che nell’Eucaristia hanno trovato l’alimento per il loro cammino di perfezione. Quante volte essi hanno versato lacrime di commozione nell’esperienza di così grande mistero ed hanno vissuto indicibili ore di gioia «sponsale» davanti al Sacramento dell’altare.
  3. Ci aiuti soprattutto la Vergine Santa, che incarnò con l’intera sua esistenza la logica dell’Eucaristia. «La Chiesa, guardando a Maria come a suo modello, è chiamata ad imitarla anche nel suo rapporto con questo Mistero santissimo».Il Pane eucaristico che riceviamo è la carne immacolata del Figlio: «Ave verum corpus natum de Maria Virgine».
  • FISSA GLI OCCHI IN GESÙ  da Lui non distoglierli più   e le cose del mondo tu vedi svanir  e una luce di gloria apparir.
    APRI IL TUO CUORE A GESÙ,  è lui il tuo Signor. E’ venuto a salvarti morendo per te e con lui risorto vivrai. ACCOGLI NEL CUORE GESÙ, è il pane di vita per te.  Se in lui per sempre tu resterai gioia e forza lui ti darà

 I SANTI, I MIGLIORI ESEGETI: DON ORIONE

“…il cuore deve essere là, la vita là, là dove è l’Ostia;

ma, con le debite cautele, bisogna che vi buttiate ad un lavoro

che non sia più solo il lavoro che fate in Chiesa”

(Lett II, 77)

  1.  QUANTA SETE NEL MIO CUORE:  solo in Dio si spegnerà. Quanta attesa di salvezza: solo in Dio si sazierà. L’acqua viva ch’Egli dà sempre fresca sgorgherà.RIT.  Il Signore è la mia vita, il Signore è la mia gioia.
  2. Se la strada si fa oscura, spero in lui: mi guiderà. Se l’angoscia mi tormenta, spero in lui: mi salverà. Non si scorda mai di me, presto a me riapparirà. RIT.  Il Signore è la mia vita, il Signore è la mia gioia.
  3. Nel mattino io t’invoco:tu, mio Dio, risponderai. Nella  sera rendo grazie:tu, mio Dio ascolterai. Al tuo monte salirò e vicino ti vedrò 

scarica il sussidio + 7 ADORAZIONE VENERDÌ 1 APRILE 2011 

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31 MARZO 2011:  SOLO LA PREGHIERA VINCE…DIO

 Gesù si trovava in un luogo a pregare…

 

  Signore, insegnaci a pregare…  

  • A CHE SERVE PREGARE?  Dal trattato «L’orazione» di Tertulliano, sacerdote
    L’orazione è un sacrificio spirituale, che ha cancellato gli antichi sacrifici. Quello che richiede il Signore, l’insegna il vangelo: «Verrà l’ora», dice, «in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità.  Dio infatti è Spirito» (Gv 4, 23) e perciò tali adoratori egli cerca.  L’antica preghiera liberava dal fuoco, dalle fiere e dalla fame, eppure non aveva ricevuto la forma da Cristo. Quanto è più ampio il campo d’azione dell’orazione cristiana!  Si sente raccontare che in antico la preghiera infliggeva colpi, sbaragliava eserciti nemici, impediva il beneficio della pioggia ai nemici. Ora invece si sa che la preghiera allontana ogni ira della giustizia divina, è sollecita dei nemici, supplica per i persecutori. Ha potuto strappare le acque al cielo, e impetrare anche il fuoco. Solo la preghiera vince Dio. Ma Cristo non volle che fosse causa di male e le conferì ogni potere di bene. Perciò il suo unico compito è richiamare le anime dei defunti dallo stesso cammino della morte, sostenere i deboli, curare i malati, liberare gli indemoniati, aprire le porte del carcere, sciogliere le catene degli innocenti. Essa lava i peccati, respinge le tentazioni, spegne le persecuzioni, conforta i pusillanimi, incoraggia i generosi, guida i pellegrini, calma le tempeste, arresta i malfattori, sostenta i poveri, ammorbidisce il cuore dei ricchi, rialza i caduti, sostiene i deboli, sorregge i forti. Pregano anche gli angeli, prega ogni creatura.

Gli animali domestici e feroci pregano e piegano le ginocchia e, uscendo dalle stalle o dalle tane, guardano il cielo non a fauci chiuse, ma facendo vibrare l’aria di grida nel modo che a loro è proprio. Anche gli uccelli quando si destano, si levano verso il cielo, e al posto delle mani aprono le ali in forma di croce e cinguettano qualcosa che può sembrare una preghiera. Ma c’è un fatto che dimostra più di ogni altro il dovere dell’orazione. Ecco, questo: che il Signore stesso ha pregato. A lui sia onore e potenza nei secoli dei secoli. Amen.

  • DON ORIONE PARLAVA COSI’ DELLA PREGHIERA…
  1.   Ogni casa sia “CASA DI PREGHIERA Non diamoci pace finchè non avremo ottenuto da Dio questa regina delle grazie: la grazia di pregare e di pregare bene, di condurre le anime a Dio con la preghiera. Far pregare e pregare bene. Ogni casa sia “Domus orationis” (casa di preghiera). Noi possiamo piantare ed innaffiare, ma Dio solo può dare l’incremento; e, perciò, il mezzo più efficace di aiutare le opere nostre, le nostre fatiche, è quello di pregare con fervore e costanza. L’orazione è come il sole che dà la luce e il calore, ravviva la vegetazione e matura i frutti insapori  (Da discorso confidenziale del 22.07.1924 a Campocroce Parola III, 33ss )
  2. E prendere d’assalto il tabernacoloLa pietà ci porta ad amare gli uomini in quanto sono figli di Dio, immagini viventi di Dio e nostri veri fratelli; la pietà ci inclina a sopportarci a vicenda gli uni i difetti degli altri e a sopportarci non col broncio, ma con fraterna dolcezza e pazienza…Non contano tanto le prediche, non i privati consigli. Non sa parlare agli uomini di Dio, chi degli uomini a Dio molto non parla!…E prendere d’assalto il tabernacoloE, poi, durante la giornata moltiplichiamo slanci d’affetto, giaculatorie, elevazioni della mente.
  3. 

  • SOPRATTUTTO  PREGAVA COSI’ SOSPIRI A DIO  Apro un libro di pensieri serafici… ma il libro mi si chiude tra le mani, né so più leggere fino a che non abbia gettato tutto il mio povero cuore nel Tuo: Signore Gesù, Ti amo, Ti amo e Ti amo ! Non sciolgo inni di lode, né prego quasi, penso; penso a Te, che mi sei così vicino: al Tuo cuore che non mi sarà mai straniero né freddo: al Tuo amore, che è sempre uguale a se stesso ! Oggi ero molto afflitto, o mio Dio, e mi pareva proprio di non potere più tirare avanti, – adesso invece i dolori non mi turbano più, e sono contento di patire. O Signore, amore soavissimo e vita mia, fa che da ogni ferita di spina, che mi trafigge l’anima, esca la gran voce del mio amore: Ti amo, o Gesù mio, Ti amo e Ti amo ! A Te, che vegli, apro il mio cuore, con Te esamino le occupazioni della giornata: a Te espongo pensieri ed affetti; ascolto la voce Tua, studio il Tuo volere, mentre Ti guardo e Ti amo, Ti amo e Ti amo ! E anche Tu mi ami; oh se mi ami ! Dimmi una parola, o Signore, che mi additi il sentiero nel quale Tu vuoi che io cammini; illuminami, o Signore, con un raggio di Tua luce divina, che le tenebre si addensano intorno a me:  ed io Ti risponderò che Ti amo, Ti amo e Ti amo !  (Scr. 92. 91) 

 

  • …E noi? Siamo convinti che dobbiamo pregare di più e meglio?
  • In che cosa dovremmo migliorare?

  •  IN QUESTO TEMPO DI QUARESIMA PREGHIAMO CON LA CHIESA…
  • Protesi alla gioia pasquale, sulle orme di Cristo Signore,
    seguiamo l’austero cammino della santa Quaresima.

    La legge e i profeti annunziarono dei quaranta giorni il mistero;
    Gesù consacrò nel deserto questo tempo di grazia.

    Sia parca e frugale la mensa, sia sobria la lingua ed il cuore;
    fratelli, è tempo di ascoltare la voce dello Spirito.

    Forti nella fede vigiliamo contro le insidie del nemico:
    ai servi fedeli è promessa la corona di gloria.

    Sia lode al Padre onnipotente, al Figlio Gesù redentore,
    allo Spirito Santo Amore, nei secoli dei secoli. Amen.

  

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24 comments

  1. Donagli !

    Ti sfioro con tenerezza il viso,
    e t’accarezzo il cuore.
    Lenisco la ferita nascosta,
    invisibilmente ne attenuo il dolore.
    Porto nel cuore il tuo tormento, la paura,
    lo smarrimento dei tempi ,
    vi infondo impercettibile il Suo unguento.
    La mia mano ha radici profonde,
    parte dal cuore, lì, Lui risiede.
    Con il Suo Amore giungo fino a te,
    t’accarezzo con dolcezza il viso
    e prego: Donagli o Signore la Tua Pace

  2. Carissimo D.V.,la sera mi prendo la mia dose di cose belle che inserisci nel sito e mi viene subito la voglia di scrivere. Leggendo che potremmo guardare i Santi per seguirne l’esempio (correggimi se ho capito male) io ritengo che l’unico esempio da seguire è Gesù. Mi spiego meglio: tutti i Santi sono stati portati agli onori degli altari perchè hanno cercato di vivere il messaggio evangelico in maniera radicale. Ogni Santo si è distinto dagli altri ed è stato UNICO in quello che ha fatto, ma tutti hanno cercato di SEGUIRE CRISTO. Io ritengo che non dobbiamo fare quello che hanno fatto loro ma sforzarci di capire ciò che Dio vuole da ciascuno di noi. Il modello é CRISTO, Lui solo dobbiamo seguire e raggiungere; i Santi possiamo considerarli i nostri SEGNALI STRADALI, coloro che ci indicano il possibile cammino da percorrere per raggiungere la méta.
    Dio ha creato UNICO ciascuno di noi e se volessimo fare esattamente quello che ha fatto qualche santo che noi ammiriamo, correremmo il rischio di scoraggiarci.
    E’ pur vero che Gesù ci ha detto : “Siate perfetti come perfetto è il Padre mio”. Non possiamo raggiungere la perfezione perchè l’UNICO PERFETTO è LUI, però è solo Lui il nostro modello di vita. A.M.A.

  3. “E’ tempo che ci svegliamo dal sonno e ritroviamo la dignità, la serietà e l’orgoglio santo.. . E sara’ di nuovo primavera” Ma quando vogliamo viverle parole così ma altro, tanto altro ci trascina in basso e IMPOTENZA è la parola che sovrasta? e ci sembra combattere ma poi siamo costretti in difesa? e ogni giorno credo in quelle parole panino ” è ora di svegliarsi da sonno…” E credo in un Gesù che mi ha salvato una volta e non mi lascerà ma ho paura di non riuscire a seguirlo. C’è una carità più in superficie, una più profonda e sofferta…Mi devo aggrappare…per non perdere “dignità, serietà, orgoglio santo.” E volermi bene …

  4. Andiamo …

    Andiamo a piedi nudi in cerca di ….chissà
    Apriamo piano quell’antica porta,
    mettiamo a nudo la rugginosa serratura,
    spalanchiamola, dando aria al luogo oscuro.

    Finalmente, alla luce della Tua Lampada,
    non c’è più paura.
    Scappan via vecchi fantasmi,
    si rincorrono, sfasciandosi, le paure e le colpe.

    Ora, alla luce che invade la casa,
    ritrovo il profumo che un tempo vi regnò.
    Perché per tanto tempo ho temuto il nulla?
    Vieni, prendimi per mano, …… andiamo

  5. Caro D.V., Hai scritto ieri -sul sito- ciò che disse D.Orione ad un sacerdote che chiedeva di entrare in congregazione; bene, lo accetto, perchè era D.Orione, ma non sempre i superiori sono all’altezza di poter giudicare i loro…inferiori. Io penso che LO SPOSO è solo CRISTO e SOLO LUI DEVE CRESCERE, tutti gli altri devono solo DIMINUIRE. LO SPOSO è CRISTO, L’UNICO MAESTRO è LUI e che se vogliamo bene a Lui dobbiamo (con il nostro esempio) non solo ANNUNCIARE Cristo ma FAR INNAMORARE di Cristo e non di noi…le ferite dello spirito non si cancellano, vengono solo curate e addolcite dalla misericordia di Dio che si fa nostro SAMARITANO. Ricambio con filiale affetto.

  6. COME SEI TU COSI’ SARA’ IL TUO AMICO.
    Nella mia vita, conto solo pochi amici fidati: Ad onor del vero, sono così importanti che meriterebbero di essere nominati e sono coloro che nel marasma della mia vita, hanno concretamente posto rimedio ai miei malesseri morali e materiali, mediante l’ascolto, il consiglio disinteressato e, anche, l’aiuto materiale.
    La vita è certamente condivisione di esperienze, ma l’intimità la vivi con chi sta sulla tua stessa lunghezza d’onda valoriale, tanto che molti – al di là dei meri concetti di utilità opportunista o di semplice circostanza – sono semplicemente dei “passeggeri distratti” nella nostra vita.
    Grazie a Dio, M., S., P., L. e i loro tredici bambini speciali sono tutt’altro che passeggeri distratti, ma presenze che restano ogni giorno nel mio pensiero e nel mio cuore, e che mi accompagnano nel quotidiano vivere, fatto di interrogativi ai quali si risponde con la coerenza della vita.

  7. Penso che l’umiltà sia la virtù più faticosa da raggiungere; si raggiungere, perchè la penso come situata in cima, sulla vetta di un monte. Penso l’umiltà come radice della carità, non si può essere umili se non si ama, e non si ama se non si è umili. Gesù ne ha dato un esempio il Giovedì Santo; ai piedi dei discepoli. Il superiore che si fa inferiore per amore!
    Come arrivare a questa meta?
    Pregando, perchè ci venga concesso di essere umili; perchè questa, lotta continuamente con la nostra superbia e amor proprio.
    Faticosa questa virtù, è una guerra all’IO, continua e costante.
    Molti confondono questa Vitù col servilismo, col buonismo da quattro soldi, non è niente di tutto questo, essa è una spogliazione d’Amore!

  8. LA PRIMAVERA, AIUTA A CAPIRE … La bellezza dell’amore sta nel suo nascere, nel suo darsi, nel suo crescere, nel suo compiersi, al di là delle parole e persino dei sogni. E forse è proprio questa la stagione in cui prenderne piena coscienza, non tanto e non solo perché la primavera sollecita l’innamoramento, ma anche perché la natura è esempio, e manifestazione d’amore. Il suo risveglio si apre, si colora e s’intenerisce. E, fiorendo, produce polline e semenza. Esalta la vita, rigenerandola e rigenerandosi a sua volta. Affida nuove consegne al vento e chiama la terra a farsi grembo sempre fecondo. Ci insegna come emergere e come riemergere. Opera nel silenzio, sfidando tuoni e cieli neri. Ci restituisce l’essenza: quella che non si compiace della propria bellezza, che non la svilisce nella vanità, che non si limita all’apparenza. …L’amore che ci è dato di vivere, sperimentandone slanci e cadute, impeti e angosce, deve volgersi a quello di Dio COME IL FIORE ALLA LUCE. Gesù si avvicina alle nostre risposte COME IL SOLE AI GERMOGLI, oltrepassando le pieghe d’ombra, filtrando in trasparenza e permettendo di schiuderci nel suo incontro. L’alfabeto degli amanti e dell’amore comincia da qui, da questa consapevolezza. L’unica occasione che abbiamo per accorgercene e per curarcene è tutta contenuta nel tempo della nostra vita.

  9. “Sono stanco di parlare di pace, del progetto di Dio…non interessa a nessuno. Dire pace è parlare di Gerusalemme… voglio mettermi in viaggio verso Gerusalemme, VERSO LA PACE CHE E’ PER ME TUTTO!
    Si sembra disfattismo dire :”non interessa a nessuno”; ma poi Dio, mi mette davanti tanto bene, non è vero che non interessa a nessuno. Il male fa la sua parte, è il suo compito quello di offuscare il bene, ma Dio ci apre gli occhi al bene, ci mette degli occhiali speciali, e allora si va avanti…verso Gerusalemme!!

  10. Grazie Don Alesiani, mi verrebbe voglia di dire parafrasando le parole di una canzone “grazie di esistere”! E’ ormai così difficile ricevere degli auguri di Pasqua così veri, giusti: parole che ci aiutino a confermarci nel nostro cammino cercando di stare vicino a Gesù, a chi soffre, cercando un po’ di gioia nel fare del bene… vedi caro Don Alesiani è che a volte anche nel nostro contesto e proprio da chi dovrebbe esser di guida agli altri ( e questo mi fa veramente male…) mi sembra che venga fatto tutto un po’ per finta con una buona dose di falsità e ipocrisia. Speriamo e preghiamo insieme che davvero con l’avvicinarsi della S. Pasqua… si respiri aria di primavera! Ricambio di cuore tanti cari auguri, con affetto P.F.

  11. POTENZA DELL’AMORE…PUO’ SEMPRE RISORGERE E FAR RISORGERE
    A volte parlare d’amore risulta superfluo o sminuente…Eventi recenti, che segneranno per sempre il mio rapporto con la vita, cambiando prospettive e spostando orizzonti, mi hanno insegnato che l’amore, anche quello soffocato, nascosto, compromesso o danneggiato, può sempre riscattarsi, recuperare, risanare, ricostruire, ripartire, restaurare, rinnovare, riscoprire, far
    ritrovare, risorgere e far risorgere. L’amore è via e verità. L’amore è più forte della vita perché la può procreare, rianimare e superare. Le parole, così come le mani, riescono solo a trattenerne le ali per sentir fremere il suo battito. Il resto è viaggio, è volo. Oggi ho aspettato lo schiudersi del primo fiore della nostra magnolia e ho assistito al movimento dei petali … Uno spettacolo commovente, delicatissimo … Un miracolo che la natura e la sua primavera rinnovano. Auguri da profondo del mio cuore.
    IT

  12. Ciao Don Vincenzo,l’altro giorno ho ricevuto con molto piacere il tuo sms….che bello sapere che qualcuno sta pregando per te e per la tua famiglia?!!Grazie veramente di cuore……Sta andando meglio tra me e M….sono orgogliosa di avere una famiglia fondata su delle basi così solide, le basi dell’amore profondo!!Prego tutti i giorni il signore perché mi dia sempre la forza ed il coraggio di fare le scelte giuste….e ti assicuro le cose vanno veramente meglio. Ti sono tanto vicina nell’affetto e nella preghiera.
    Claudia

  13. Mi affaccia alla vita con la meraviglia dei primi occhi aperti sul mondo.
    La stessa sorte di molti vissi ;
    percorsi arrancando , urtando , cadendo , frantumando la carne e ,l’anima una vita .
    Come fosse in quegli anni trascorsa tutta la lunga esistenza del mondo.
    E arrivai sfinita ai piedi del Tuo monte alta e lacerante salì a Te la mia invocazione ;
    mi traesti con Potenza e Amore inesprimibili ,
    mi issasti sul Tuo Trono di dolore; non per morire ,per nascere .
    Inchiodata a Te da chiodi d’amore,
    intrisa della Tua rugiada,
    ferita da ogni ferita d’uomo,
    sgomenta da ogni sgomento,
    attendo come una preghiera che, ogni cosa si compia
    e la Tua gloria risplenda totale ,
    nuovo sole del nuovo mondo .
    Tu , Cristo Signore , vita dell’anima .
    Luce dei primi occhi
    Cammino che giunge al monte .
    Scala che sale al cielo .
    Tu , anima mia Tu .
    Parola infinita d’ Amore .
    Creazione perfetta di Figlio
    Tu che ogni cosa racchiudi;
    perché ogni cosa ha in Te vita e ,
    ogni vita esiste in Te , per Te .
    Tu Signore !
    E il cuore e l’anima
    esplodono in canti infiniti di lode .
    Tu mio bene diletto .

  14. Fare o non fare il furbo? Bella domanda.
    Pagare o no le tasse? Sottostare alle pretese usuraie dello Stato (quello che supera la “decima” è usura!), o no? Fare la carità anche a chi usa il denaro per il proprio piacere (alcool, droga, ecc…), invece di accudire alle necessità della famiglia? e in questo caso ci torna lo Stato: ogni anno si compiono 130.000 aborti in Italia. Con un “prezzo” medio di 1000 €/cad, si tratta di 130 milioni di euro (250 miliardi delle antiche lirette!) dei NOSTRI soldi utilizzati per uccidere innocenti. In questo caso Dio non ci verrà a chiedere come abbiamo impiegato il nostro talento? Forse riabiliterà il servo infedele che almeno non lo ha messo a disposizione di assassini?
    Belle comunque le Sue riflessioni. Avrei forse solo aggiunto anche il riferimento alla Rerum Novarum (mirabile magistero!). Il principio fondamentale per cui il diritto della (giusta) proprietà e del giusto compenso è ANTECEDENTE a tutte le leggi umane, soprattutto a quelle nate dall’illuminismo, la rivoluzione francese e dai socialismi e nazionalismi che ne sono scaturiti.Santa Domenica a Lei e a tutto San Biagio (inteso come località e non come Santo!)A.G.

  15. Rev.do Padre Vincenzo,
    La ringrazio molto per i Suoi attuali documenti mandatimi. Per favore, preghi per me! Molte grazie! La benedica il Signore e BUONA PREPARAZIONE PER LA PASQUA!
    Con affetto,
    Joseph Vancu

  16. Quante volte si fa fatica a pregare! I tanti impegni distraggono e sembra di non avere tempo per concederci una pausa silenziosa per dialogare con Dio. Ma ripensandoci non è pregare quando dedichiamo con amore il nostro tempo agli altri, quando ascoltiamo e condividiamo gli affanni del nostro prossimo, quando sorridiamo ma abbiamo un macigno sul cuore? O mi sbaglio?

  17. RICORDO DI D. ANGELO
    Carissimo D.V.,3 Aprile: GIORNO DI TANTI RICORDI anche per me. Ho visto che hai messo, come prima immagine, il ricordino di D. Angelo; anche io ho avuto il dono, la gioia di conoscerlo e lo ricordo come persona ….imponente ma delicatissima.
    Quando io lo conobbi, lui stava a V. S. Biagio e fu proprio nel periodo pasquale. La prima sera della mia permanenza in quella casa da me tanto amata, trovai per terra, nella mia camera, un biglietto che conservo ancora gelosamente, con una bellissima immagine artistica dell’ultima cena e -sotto- la seguente scritta “ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con te”. All’interno del biglietto è descritta la VITA DI GESU’ e come deve essere LA VITA NOSTRA; le parole conclusive sono queste:
    VIVERE è RICEVERE LA VITA!
    VIVERE è SERVIRE LA VITA!
    GRATIS ABBIAMO RICEVUTO,
    GRATIS SIAMO CHIAMATI A DARE….
    Quando cercai di indagare per sapere chi aveva infilato quel biglietto sotto la porta della mia stanza, D. Angelo mi rispose … con un sorriso; mi sembra di vederlo ancora. Ora lui è nella LUCE e nella gioia eterna così come la mia mamma. Il 3 Aprile, appunto, era nata la mia mamma e festeggerà in cielo i suoi …99 anni.
    E non posso non ricordare il tuo compleanno che ho sempre associato a quello della mia mamma. Sono sufficienti questi ricordi per fare – di questo giorno- un GIORNO CARO, vero?
    T.

  18. Caro don Vincenzo, grazie per tutte le proposte mensili che ci invii. Sono pagine che ci aiutano e ci fanno riflettere sulla nostra povera vita terrena….Approfitto per inviarti i migliori auguri di buon compleanno e di una santa Pasqua. Ricordaci nelle tue preghiere. Pina

  19. Secondo giorno delle “Quarant’ore” e questa Parola si presenta scomoda!
    Gesù non se ne fa niente di sacrifici, parole, presunzione; vuole l’amore, concreto, vissuto.
    Davanti a Lui mi ritrovo piccola e bisognosa, vado a mendicare l’Amore.
    Il confessore mi ha detto oggi: Sii lieta delle tue croci, delle tue tribolazioni, non è la tristezza che vuole Gesù, ma chi dona con gioia. Gesù sa che sei debole, che sei bisognosa, ma è Lui che è forte, è quando sei vuota e non riesci a fare nulla che Lui è forte, perché non c’è più il tuo io che comanda. Non è quando va tutto bene che devi stare tranquilla, ma è il contrario. Quando siamo provati, siamo uniti a Lui nella sofferenza che Lui ha già portato.
    Come sono grata al Signore per il dono di questo vecchio sacerdote!
    Questa quaresima è una via crucis, stamattina ero molto provata, ma ecco che il Signore mi ha consolato, con le parole della Parola, del sacerdote nella confessione, con la grazia del Sacramento della Penitenza.
    Lui sa sempre come ridarmi coraggio, Lui sa parlare al mio cuore come nessuno.
    Spesso pensiamo che seguire Gesù voglia dire che ci va tutto bene, ma è nella croce la nostra salvezza, se non siamo uniti a Lui nella croce, non lo siamo nemmeno nella gloria.
    Stare in croce è scomodo, molto scomodo!
    Ave Maria e avanti, con amore e fede grande!

  20. Cari amici, a proposito di “SIGNORE, INSEGNACI A PREGARE”, ho ricevuto il contributo prezioso di una CONSACRATA LAICA ( che cioè vive la sua donazione totale al Signore con i voti di povertà-castità-obbedienza ma rimanendo nel suo ambito familiare e lavorativo…)Pur conservando doverosamente l’anonimato mi sembra utile farlo conoscere perché ci apre una finestra sulla varietà di doni e di situazioni di vita in cui possiamo vivere la nostra fede e il nostro servizio ai fratelli nella grande famiglia della Chiesa… ringraziamo il Signore e sosteniamoci a vicenda.

    IL SIGNORE E’ LA MIA VITA…
    Caro Dv, non so se la vostra ADORAZIONE si è conclusa (sicuramente) ma vi ho pensato tanto e guardando l’immagine del Tabernacolo che hai inserito, idealmene ho raggiunto la cappella di V. S. Biagio. Vorrei dirti cosa è per me la preghiera: insieme alla Comunione Sacramentale, la Preghiera diventa per me il rapporto d’amore con la PERSONA che amo. Spero di non averti scandalizzato ma (almeno così penso) io non avverto la solitudine fisica, anzi, la vivo con gioia perchè ho la possibilita, nei momenti in cui sono sola, di dialogare – e a volte anche ad alta voce – con Lui, al quale ho donato la mia vita.
    Non posso affermare che non ci sono stati e non ci sono i momenti bui, di angoscia, di difficoltà… così come possono esistere in una coppia, però so che Lui è la mia VITA. Comunque non cesso mai di chiedere il dono della fede e confesso che nei momenti in cui l’ho sentita vacillare, il primo pensiero angosciante che mi è passato per la mente, è stato: HO SPRECATO LA VITA, ho rinunziato alla gioia di una famiglia, ho rinunziato al dono che per una donna è il più bello (i figli)… Ho cercato di mandare via questo pensiero come si scaccia una tentazione terribile, dicendo a me stessa: ” NO, non l’ho sprecata, l’ho donata” e subito dopo ” Signore aumenta la mia fede, sostieni la mia fragilità, stammi vicino con il Tuo amore, fammi credere che tu sei la Via, la Verità, la Vita…” Solo pensando così, posso credere che le persone care che non sono più con noi continuano a vivere in Lui e posso sentirle vicine così come sento Lui e che un giorno ritorneremo a vivere insieme nella gioia e nel SUO ABBRACCIO ETERNO. SIGNORE DA CHI ANDREMO? TU SOLO HAI PAROLE DI VITA ETERNA.
    Dimmi se sono una idealista o -come spero- una innamorata! La mia confessione serale te l’ho fatta, ora con affetto filiale posso dirti BUONANOTTE

  21. “Acchiappo”anch’io,e mi ci aggrappo anche… al tuo invito di unirci spiritualmente a voi in cappella stasera. E mi fermo su parole e realtà così grandi e impegnative, così meravigliose e difficili nello stesso tempo:”..se contro di me si scatena una guerra, ANCHE ALLORA HO FIDUCIA. Il Signore MI NASCONDE NEL SEGRETO DELLA SUA TENDA, sopra una roccia mi innalza.E ora RIALZO LA TESTA sui nemici che mi circondano ” NEMICI “fuori” e “dentro” di noi…. Signore,AIUTACI a lasciarci davvero guidare sul retto cammino,perchè ci tendono insidie..,aiutaci a non smettere di Ringraziarti,ad essere Forti,a Sperare in TE …e a sperimentare l’Eucarestia come Alimento per il cammino…

  22. Rientro ora dall’adorazione delle “40 ore” che c’è nella mia Parrocchia. Vi ho portati tutti nel cuore davanti a Gesù, tutto e tutti Gli ho ricordato. Mentre ero li mi è venuto in mente un fatto che è accaduto tempo fa.
    Ero a Messa, davanti a me una vecchietta, di quelle ancora con la gonna del tipico costume sardo, dimessa, curva, quasi rannichiata. La guardavo e provavo tenerezza per questao suo stato. Al momento della S. comunione, lei si è alzata con uno scatto cosi fresco e anelante che mi ha lasciata stupita. Il suo desiderio era cosi manifesto che l’ho invidiata di cuore. OH! -ho pensato- come ti desidera quest’anima Gesù, dammi anche a me questo desiderio di Te.
    Sembrava una giovane gazzella che pregusta l’erba fresca, una giovinezza interiore , un desiderio dell’amato che mi ha lasciata sorpresa. Dopo una settimana tornando dalla S. Messa, dopo aver ricevuto Gesù, questa povera vecchina è spirata nel sonno!
    Io penso che Gesù ci fa vedere questi piccoli tesori per infiammarci e desiderali sempre di più e meglio,bisogna stare attenti alle piccole cose intorno a noi e cogliere le mille meraviglie di Dio. Buona adorazione!

  23. Nelle tue mani dolorose e piene di grazie io; Madre della mia gioia, pongo la mia preghiera e la mia aspirazione.
    Possa io essere gradita a Gesù; perchè io, nella ferita del Suo costato(Nel costato che partorisce la Chiesa),mi pongo come preghiera continua per la santità dei sacerdoti.
    Non mi basta chiedere dei ministri qualsiasi; che magari non amano d’amore soave la Sposa, ma prego per dei ministri santi.
    E’ lo sposo che santifica la sposa, e loro chiamati ad essere sposi della Sposa a cosa vale se non sono santi! Ti prego perchè dalla loro santità( che è la medesima che scende da Te) la Sposa sia ricolma di Grazia e di santità; perchè la loro vita sia esempio forte e sicuro del Regno e del Signore che viene.
    Questa preghiera che metto nelle vostre mani o Madre cara e caro Gesù, non ha parole, non riempirò la mia bocca di litanie, voglio che sia fatta di carne, di sangue, di lacrime, di dolore, di gioia, di carità, di fede, di Speranza, di forza nella Tua Parola Dio Padre, di fuoco ardente di Spirito Santo, di obbedienza sempre pronta alla Volontà del Padre come Tu mi insegni mio dolce Gesù Cristo, Signore della mia vita.
    Assistetemi e concedetemi questa grazia per la Vostra Gloria o Trinità Beata e amata.

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