SETTIMANA SANTA 2011

Sabato Santo 2011

 

 Risorgi, usciamo di qui!… 

 

CARI AMICI,  Oggi  protagonista è IL SILENZIO… ASCOLTIAMOLO.

  1. Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e  tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano.  Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi.  Certo egli va a cercare il primo padre come la pecorella smarrita. Appena Adamo il progenitore lo vide,  percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse:  “Sia con tutti il mio Signore”  E Cristo rispondendo disse ad Adamo:”  E con il tuo spirito”.  E, presolo per la mano, lo scosse dicendo:  “Svegliati, tu che dormi e risorgi dai morti e Cristo  ti illumineràRisorgi dai morti. Risorgi, opera delle mie mani!  Risorgi mia effigie fatta a mia immagine!  Risorgi, usciamo di qui!… Per te, io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlioGuarda sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te, per poterti restituire a quel primo soffio vitale.  Guarda sulle mie guance gli schiaffi sopportati  per rifare a mia immagine la tua bellezza perduta. Guarda sul mio dorso la flagellazione subita  per liberare le tue spalle dal peso dei tuoi peccati. Guarda le mie mani inchiodate al legno per te  che un tempo avevi malamente allungato la tua mano all’albero…Sorgi, allontaniamoci di qui… Ti fu proibito di toccare la pianta simbolica della vita,  ma io che sono la Vita, ti comunico quello che sono. Il trono celeste è pronto, la sala allestita, la mensa apparecchiata… è preparato per te dai secoli eterni il regno dei cieli
  2. *  Risorgi, usciamo di qui!…cosa significa per noi? In concreto fare Pasqua per me è…? 

  1.  VIENI FUORI…esci dalle tue paure, dal buio appesantito dei tuoi sensi di colpa, dall’egoismo che incatena le tue mani rendendole incapaci di dar vita a sogni e gesti di amore.
  2. Vieni fuori, abbandona ciò che è vecchio, marcio e puzza; spargi il profumo dell’amore, la fragranza del pane spezzato, l’essenza del tuo vivere,  donandoti.
  3. Vieni fuori, asciuga le lacrime  che bagnano il tuo volto e quello di tante sorelle e fratelli avvolti nel dolore; apriti alla speranza di un futuro che avrà i tuoi occhi.
  4. Vieni fuori, abbraccia ogni donna, ogni uomo, ogni creatura. Che la tua vita sia passaggio  di resurrezione e di luce  aperto all’eternità. (D.O. V.)

PREGHIAMO CON TUTTA LA CHIESA

  • Adoriamo e benediciamo il nostro Redentore che patì, morì per noi e fu sepolto, per risorgere a vita immortale. Pieni di riconoscenza e di amore rivolgiamo al Cristo la nostra preghiera: Abbi pietà di noi, Signore.
  • Cristo Salvatore, che hai voluto vicino alla tua croce e al tuo sepolcro la tua Madre addolorata,
    – fa’ che in mezzo alle sofferenze e alle lotte della vita comunichiamo alla tua passione.
  • Cristo Signore, che come il chicco di frumento fosti sepolto nella terra per una sovrabbondante messe di vita eterna,– fa’ che, morti definitivamente al peccato, viviamo con te per il Padre.
  • Maestro divino, che nei giorni della sepoltura ti sei nascosto agli occhi di tutti gli uomini,
    – insegnaci ad amare la vita nascosta con te nel mistero del Padre.
  • Nuovo Adamo, che sei disceso nel regno dei morti per liberare le anime dei giusti prigionieri fin dall’origine del mondo,
    – fa’ che tutti coloro che sono prigionieri del male ascoltino la tua voce e risorgano insieme con te.
  • Padre nostro…

    O Dio eterno e onnipotente, che ci concedi di celebrare il mistero del Figlio tuo Unigenito, disceso nelle viscere della terra, fa’ che, sepolti con lui nel battesimo, risorgiamo con lui nella gloria della risurrezione. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
  •  Santa Maria, donna del Sabato santo

    (don Tonino Bello)

    • Santa Maria, donna del Sabato santo, estuario dolcissimo nel quale almeno per un giorno si è raccolta la fede di tutta la Chiesa. Guidaci per mano alle soglie della luce, di cui la Pasqua è la sorgente suprema.
      Santa Maria, donna del Sabato santo, aiutaci a capire che, in fondo, tutta la vita, sospesa com’ è tra le brume del venerdì e le attese della domenica di Risurrezione, si rassomiglia tanto a quel giorno. È il giorno della speranza, in cui si fa il bucato dei lini intrisi di lacrime e di sangue, e li si asciuga al sole di primavera perché diventino tovaglie di altare. Ripetici, insomma, che non c’è croce che non abbia le sue deposizioni. Non c’è amarezza umana che non si stemperi in sorriso. Non c’è peccato che non trovi redenzione. Non c’è sepolcro la cui pietra non sia provvisoria sulla sua imboccatura.
      Santa Maria, donna del Sabato santo, raccontaci come, sul crepuscolo di quel giorno, ti sei preparata all’incontro col tuo figlio Risorto. Quale tunica hai indossato sulle spalle? Quali sandali hai messo ai piedi per correre più veloce sull’erba? Come ti sei annodata sul capo i lunghi capelli di nazarena? Quali parole d’amore ti andavi ripassando segretamente, per dirgliele tutto d’un fiato non appena ti fosse apparso dinanzi?
      Madre dolcissima, prepara anche noi all’appuntamento con lui. Destaci l’impazienza del suo domenicale ritorno. Adornaci di vesti nuziali. Per ingannare il tempo, mettiti accanto a noi e facciamo le prove dei canti. Perché qui le ore non passano mai…

     

    TU SOLO, SIGNORE, AL SICURO MI FAI RIPOSARE

    • Contempliamo questa Icona umanamente e spiritualmente originale: Maria  si appoggia su Gesù  appena Risorto e apparso a Lei per farla riposare dall’angoscia dei giorni precedenti. Quante volte Lui avrà riposato sulle braccia di Maria. Ora  ricambia e fa riposare la Madre sulla sua spalla di Risorto che conserva evidenti i segni dei chiodi… In questo giorno di meditativo silenzio, in attesa della Risurrezione,  imitiamo Maria, riposiamo anche noi ilcapo stanco sulla spalla di Gesù…
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    Venerdì Santo 2011

    TUTTO E’ COMPIUTO…

     Cari amici, oggi il protagonista assoluto  è IL CROCIFISSO.

    Guarderanno a Colui che hanno trafitto…

    Silenzio e pentimento:  i sentimenti che ci si addicono…

    • GUARDANDO AL CROCIFISSO: “STOLTEZZA” E POTENZA DI DIO
    1.  Per ritrovare il FONDAMENTO della fede   Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un sapiente  architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento come costruisce. Infatti nessuno può porre  un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù  Cristo.(1cor. 3)
    2. Possiamo ancora sperare in qualcosa?  Di fronte al male…Dio che sta a fare? Se c’è perché non interviene? Non vuole? E’ cattivo! Non può? E’ impotente!
    3. La risposta di  Dio: il  Crocifisso Di fronte a queste due alternative  S. Paolo sceglie di annunziare l’evangelo cristiano: il Cristo Crocifisso E  mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza,  noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza  per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci,  predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio..(1Cor 1,22ss)
    4.  Perché ha scelto quella strada per salvarci? Salvezza da che cosa ? Dal “limite mortale” –L’uomo è cosciente di dover morire: ha la vita ma sente che gli sfugge… Da qui ogni ribellione profonda…non sarebbe meglio affidarsi a Dio da cui tutto ricevere, anche l’immortalità, come dono…non come conquista o furto. 
    • IL RACCONTO FONDANTE: LA CROCIFISSIONE  -LUCA 23, 32-49   Venivano condotti insieme con lui anche due malfattori per  essere giustiziati. 33 Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due  malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra 34 Gesù diceva: “Padre,  perdonali, perché non sanno quello che fanno”.  Dopo essersi poi divise le sue vesti, le tirarono a sorte .35 Il popolo stava  a vedere , i capi invece lo  schernivano  dicendo:  “Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo  eletto”. Anche i soldati lo schernivano, e gli si accostavano per  porgergli  dell’aceto , e dicevano:  “Se tu sei il re dei Giudei, salva te  stesso”.  C’era anche una scritta, sopra il suo capo: Questi è il re dei  Giudei.  Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: “Non sei tu il  Cristo? Salva te stesso e anche noi!”.  Ma l’altro lo rimproverava: “Neanche tu hai timore di Dio  e sei dannato alla stessa pena?   Noi  giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli  invece non ha fatto nulla di male”. E aggiunse: “Gesù, ricordati di  me quando entrerai nel tuo regno”.  Gli rispose: “In verità ti dico,  oggi sarai con me nel paradiso”. Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su  tutta la terra fino alle tre del pomeriggio.  Il velo del tempio si  squarciò nel mezzo.  Gesù, gridando a gran voce, disse: “Padre,   nelle tue mani  consegno il mio spirito “. Detto questo spirò.

     

    1. Siamo dannati noi e Gesù alla stessa pena…Non è il dio potente, ma debole come noi in punto di morte…è un dio impotente condannato come noi, dalla sua testardaggine dettata dall’amore! L’idiota per eccellenza!
    2. Noi tutti, presto o tardi siamo in croce: se Lui vuole incontrarci deve venire qui, con me sulla mia croce. E’ questo il VANGELO La salvezza è questa sua vicinanza nella morte.. Essere in croce è ciò che Dio, nel suo amore “deve”  all’uomo che è in croce. Perché l’amore conosce molti doveri, primo dei quali: stare  con l’amato 
    3. il Buon ladrone chiama Gesù per nome, come si fa tra amici  …Quando siamo in croce possiamo chiamare Dio per nome, come tra amici condannati alla stessa sorte 
    4.  Ricordati di me: uno esiste nella misura in cui si sente ricordato…ogni relazione vera è una vita in più…Il ladrone chiede a Gesù di “salvare” il suo file… Capisce che Gesù ha un regno, è re della misteriosa terra dell’amore
    5. Suonano alle 3 del pomeriggio  le trombe del Tempio per  la preghiera della sera e Gesù si unisce col suo grido al grido dei fratelli giunti al termine del giorno… Padre: La parola prima ed ultima di Gesù nel vangelo di Lc. (2,49; 23,46). E con questa parola trasforma la croce,  luogo dell’abbandono DI Dio,  in abbandono IN Dio si mette nelle mani del Padre: pregando il salmo 31: tira fuori l’alito e lo riconsegna al Padre…  
    6.  Il centurione la persona più lontana è quella che riconosce la  “GLORIA” presente nella croce.  A Betlemme gli angeli riconobbero la Gloria di Dio qui lo fa il responsabile dell’esecuzione. La Gloria torna a Gerusalemme, da dove si è spento il sole sorge nella croce di Gesù il nuovo giorno dell’amore  di Dio per noi. 

      

     

    •  DON  ORIONE…davanti al crocifisso

    “Io non sento che una infinita, divina sinfonia di spiriti, palpitanti attorno alla Croce e la Croce stilla per noi goccia a goccia, attraverso i secoli, il sangue divino sparso per ciascun’anima umana.  Dalla Croce Cristo grida “Sitio”. Terribile grido di arsura, che non è della carne, ma è grido di sete di anime.  La carità di Cristo è di tanta dolcezza e sì ineffabile che il cuore non può pensare, né dire, né l’occhio vedere, né l’orecchio udire. Parole sempre affocate. Soffrire, tacere, pregare, amare, crocifiggersi e adorare. Lume e pace di cuore.  Salirò il mio Calvario come agnello mansueto. Apostolato e martirio;  martirio e apostolato. Edificare Cristo! Edificare sempre! «Petra autem est Christus!»  064PG

    FRATELLO MIO, PARLACI TU CON DIO…

    I.N.R.I.  (L. Dalla)

     Tra mille mondi te ne vai e splendi o appeso in croce in un garage

    io non ho dubbi tu esisti e splendi con quel viso da ragazzo con la barba senza età  ci guardi e splendi 

    – di cercarti non smetterò abbiamo tutti voglia di parlarti   Mi senti?  Mi senti?

    Sono tuo figlio anch’io, Dio  sono tuo figlio anch’io, Dio, Dio 

    Tra i cani zoppi ti confondi e splendi  nei cartoni che son case per chi non le ha

    ti ho visto che splendi  di chiamarti io non smetterò

    abbiamo tutti voglia di abbracciarti

    Mi senti? Mi senti? Sono tuo figlio anch’io, Dio   Sono tuo figlio anch’io, Dio, Dio…

    Su una nave colma, tu ti stringi  ma splendi   nei dipinti insieme ai diavoli o a Maria

    di colpo ritorni di inseguirti io non smetterò  abbiamo tutti voglia di fermarci

     Mi senti? Mi senti? Aiutami, fratello mio, 

    parlaci tu con Dio  sono suo figlio anch’io…Fratello mio, parlaci tu con Dio…

    • …Qesta sera in muta processione andremo a baciare il Crocifisso…COSA GLI DIREMO? 

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    GIOVEDI SANTO 2011: LA SERA DEI GRANDI MISTERI

     

    Cari amici, eccoci giunti al GIOVEDI SANTO: la sera dei grandi misteri davanti a cui ci mettiamo in gioiosa e trepida adorazione

    1. Gesù lava i piedi ai suoi discepoli…anche a Giuda!
    2. Il mistero dell’eucarestia: questo è il mio corpo
    3. Il mistero del tradimento di Giuda e… di tutti noi
    4. il ministero sacerdotale: fate questo in memoria di me

     

    • 1°- La lavanda dei piedi: Gv.13,1 Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. 2Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, 3Gesù, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri.

    *Col passare degli anni siamo sempre più convinti che dobbiamo metterci a servizio del prossimo? Lo stiamo facendo? Oppure ancora preferiamo essere serviti?

    •  2°- Questo è il mio corpo, che è per voi; Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.  Ciascuno, dunque, esamini se stesso e poi mangi del pane e beva dal calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna.

    * Cosa è l’Eucarestia per noi? La santa Messa è la cosa più importante che ci resta? Facciamo di tutto per parteciparvi attivamente?

     3° – il mistero del tradimento…Gv 13,21  Dette queste cose, Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Gesù intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariota. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte. Pietro disse: «Signore, darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte….

    * Siamo consapevoli di essere tutti fragili e potenzialmente traditori? Chiediamo umilmente perdono al Signore per tutte le nostre infedeltà: Giuda è…”mio fratello” 

    PRETI COSÌ…

    • – D. Mazzolari: Qui, davanti all’altare, Viviamo la nostra Messa: La Messa è più che qualche cosa della nostra anima: è la nostra anima. Tu mi sopportasti lo stesso. Tu hai fiducia ancora in me. Nonostante le mie  infedeltà, rimango nell’atto di offerta, il calice in mano, in alto.  Il Signore mi nasconde a me stesso: ogni mattina mi riveste come il prodigo… Poi ricomincio la Messa. Una sola è la Messa.LA MESSA È IL CALVARIO, la montagna più grande del mondo. Le prime messe ne sono le pendici: facili, invitanti. Poi man mano si sale, il monte si fa più brullo, sassoso, impervio, solo.  E si va Soli… Soli senza illusione. Soli, tra tanta gente che ci preme sul cuore e ci divora. Soli, tra tanta folla che oggi t’applaude e domani t’azzanna. Soli, nella sconfinata paternità dell’abbraccio. Soli, senza attese se non…reclinare il capo. Oggi, dopo 25 anni, incomincia la Messa: un povero prete stanco che ogni mattina si distende sulla croce  fino a quando i suoi poveri piedi, le sue povere braccia,  il suo povero volto, il suo povero cuore…  saranno i piedi, le braccia, il volto e il cuore di Cristo. La Messa del tempo finisce: incomincia la messa dell’eternità…
    •  *S. LUIGI  ORIONE VORREI FARMI CIBO SPIRITUALE  PER I MIEI FRATELLI  che hanno fame e sete di verità e di Dio; vorrei dare la luce di Dio ai ciechi,  aprire i cuori alle innumerevoli miserie umane e farmi servo dei servi distribuendo la mia vita ai più indigenti e derelitti.  Amare sempre e dare la vita cantando l’Amore! Seminare la carità lungo ogni  sentiero; seminare Dio in tutti i modi, in tutti i solchi. Stendere sempre le mani e il cuore a raccogliere pericolanti debolezze e miserie e porle sull’altare, perché in Dio diventino le forze di Dio e grandezza di Dio. (037PG)
    • * COSA CHIEDIAMO AI PRETI? Sacerdoti siete grandi. Siate santi!

    Sacerdoti, io non sono prete e non sono mai stato degno di poterlo diventare. Come fate a vivere, dopo aver celebrato la Messa? Ogni giorno avete il Figlio di Dio tra le mani. Siete grandi.  Sacerdoti, ve ne scongiuriamo siate  santi.  Se siete santi voi, noi siamo salvi. Se non siete santi voi, noi siamo perduti. Sacerdoti, noi vi vogliamo ai piedi dell’altare.  A costruire opere, fabbricati, giornali, lavoro, a correre di qua e di là… siamo capaci  noi. Ma a pregare siete capaci voi! State accanto all’altare!  Andate a tenere compagnia al Signore. Preghiera e tabernacolo. Tabernacolo e preghiera. Abbiamo bisogno di quello.  (Prof. Enrico Medi)

     …* Almeno oggi vogliamo ringraziare e pregare un pò per i nostri sacerdoti?

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      MERCOLEDI SANTO 20  APRILE

    Uscito fuori,

    pianse amaramente…

     

    • Cari amici, mentre ieri ci siamo soffermati a “Fissare lo sguardo su Gesù” … oggi vogliamo LASCIARCI GUARDARE DA LUI. Un po’ come è successo a Pietro… anche lui, come noi, coraggioso a parole, ma assai debole di fronte alle difficoltà…. 
    1.  “Signore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte”. “Pietro, io ti dico: non canterà oggi il gallo prima che tu  per tre volte avrai negato di conoscermi”. Lc 22,31ss
    2. E di fatti dopo poche ore ha mostrato tutta la tua fragilità …  Vedutolo seduto presso la  fiamma, una serva fissandolo disse: “Anche questi era con lui”.  Ma  egli negò dicendo: “Donna, non lo conosco!”. Passata circa un’ora, un altro insisteva: “In verità, anche  questo era con lui; è anche lui un Galileo”. “O  uomo, non so quello che dici”. E in quell’istante, mentre ancora  parlava, un gallo cantò. Lc 22,54ss
    3. Fu quello sguardo di Gesù a salvarlo dalla disperazione… Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro, e Pietro si ricordò delle parole del Signore “Prima  che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte”.   E, uscito, pianse  amaramente. Lc 22,61
    •   SANT’AMBROGIO CI AIUTA A RIFLETTERE
      Fratelli, convertiamoci. Quanto a Pietro, venne avvertito che stava per rinnegare il Signore… Per cui non rimprovero a Pietro di aver rinnegato il Signore; mi congratulo piuttosto con lui per il fatto di aver pianto. Rinnegare dipende dalla nostra comune  condizione ; il piangere è segno di virtù, di forza interiore… Eppure se anche noi lo scusiamo, lui non si è scusato… Ha preferito accusare in prima persona il suo peccato e giustificarlo con una confessione, piuttosto che aggravare la sua situazione negando. E ha pianto…
      Leggo che ha pianto, non leggo che si sia scusato. Quello che non si può difendere, può essere lavato;    le lacrime possono lavare le mancanze che ci si vergogna di confessare ad alta voce. Le lacrime dicono la colpa senza tremare; le lacrime non chiedono il perdono eppure lo ottengono. Buone lacrime che lavano la colpa ! Per questo piangono quelli che Gesù guarda. Pietro ha rinnegato una prima volta e non ha pianto perché il Signore non lo aveva guardato. Ha rinnegato una seconda volta e non ha pianto perché il Signore non lo aveva ancora guardato. Ha rinnegato una terza volta; Gesù l’ha guardato e lui ha pianto amaramente. Guardaci, Signore Gesù, perché sappiamo piangere i nostri peccati.
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    •  LA VOCE DI UNA SANTA
      Anche se avessi sulla coscienza tutti i peccati che si possono commettere, andrei, con il cuore spezzato dal pentimento, a gettarmi tra le braccia di Gesù, perché so quanto ami il figlio prodigo che ritorna a Lui.
      S. Teresa del Bambino Gesù

    • PREGHIAMO: Sal 41,1  
    1.  Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio. 
    2.  L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?
    3.  Le lacrime sono mio pane giorno e notte, mentre mi dicono sempre: «Dov’è il tuo Dio?».  
    4.  Perché ti rattristi, anima mia, perché su di me gemi? 
    5.  Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, lui, salvezza del mio volto e mio Dio. ++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++                      

      MARTEDI SANTO  19 APRILE

    TENIAMO FISSO LO SGUARDO SU GESU…

    Cari amici, teniamo fisso lo sguardo su Gesù… è il messaggio centrale di questo Martedì santo che sento di proporvi. Momenti di sconforto ci sono per tutti… Continuiamo a fare il bene anche quando viene voglia di mollare…anche i primi cristiani provenienti dal mondo ebraico…si erano scoraggiati. Ecco come li incoraggia l’autore della lettera agli ebrei. Ascoltiamolo. Forse…ci riguarda.

    • Camminiamo con lo sguardo fisso su Gesù: Dalla lettera agli Ebrei 12, 1-13 

      Fratelli, … deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci intralcia, corriamo con perseveranza nella corsa, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. Egli in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l’ignominia, e si è assiso alla destra del trono di Dio. Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di se una così grande ostilità da parte dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella vostra lotta contro il peccato…È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non è corretto dal padre? Perciò rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia infiacchite (Is 35,3) e fate passi diritti con i vostri piedi, perché il piede zoppicante non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire.

     Questa esortazione mi ha fatto pensare a una giovane ragazza morta a 19 anni  di cui oggi ho letto qualcosa …vale la pena. In Gesù CHIARA LUCE ha trovato la forza di dire:

        «Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io».
        A Sassello, il 29 ottobre 1971 nasce Chiara Badano, dopo che i genitori l’hanno attesa per 11 anni.  Chiara di nome e di fatto, con occhi limpidi e grandi, dal sorriso dolce e comunicativo, intelligente e volitiva, vivace, allegra e sportiva, viene educata dalla mamma –attraverso le parabole del Vangelo – a parlare con Gesù e a dirgli «sempre sì».  Fin dall’asilo versa i suoi risparmi in una piccola scatola per i suoi «negretti»; sognerà, poi, di partire per l’Africa come medico per curare quei bambini. Chiara è una ragazzina normale, ma con un qualcosa in più: è docile alla grazia e al disegno di Dio su di lei, che le si svelerà a poco a poco. Dai suoi quaderni dei primi anni delle elementari traspare la gioia e lo stupore nello scoprire la vita: è una bambina felice. Nel giorno della prima Comunione riceve in dono il libro dei Vangeli. Sarà per lei un «magnifico libro» e «uno straordinario messaggio»; affermerà: «Come per me è facile imparare l’alfabeto, così deve esserlo anche vivere il Vangelo!». A 9 anni entra come Gen nel Movimento dei Focolari e a poco a poco vi coinvolge i genitori. Da allora la sua vita sarà tutta in ascesa, nella ricerca di «mettere Dio al primo posto». Prosegue gli studi fino al Liceo classico, quando a 17 anni, all’improvviso un lancinante spasimo alla spalla sinistra svela tra esami e inutili interventi un osteosarcoma, dando inizio a un calvario che durerà circa tre anni. Appresa la diagnosi, Chiara non piange, non si ribella: subito rimane assorta in silenzio, ma dopo soli 25 minuti dalle sue labbra esce il sì alla volontà di Dio. Ripeterà spesso: «Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io». Non perde il suo luminoso sorriso; mano nella mano con i genitori, affronta cure dolorosissime e trascina nello stesso Amore chi l’avvicina. Rifiutata la morfina perché le toglie lucidità, dona tutto per la Chiesa, i giovani, i non credenti, il Movimento, le missioni…, rimanendo serena e forte, convinta che «il dolore abbracciato rende libero». Ripete: “Non ho più niente, ma ho ancora il cuore e con quello posso sempre amare”.    La cameretta, in ospedale a Torino e a casa, è luogo di incontro, di apostolato, di unità: è la sua chiesa. Anche i medici, talvolta non praticanti, rimangono sconvolti dalla pace che le aleggia intorno, e alcuni si riavvicinano a Dio. Si sentivano “attratti come da una calamita” e ancor oggi la ricordano, ne parlano e la invocano. Alla mamma che le chiede se soffre molto risponde: «Gesù mi smacchia con la varechina anche i puntini neri e la varechina brucia. Così quando arriverò in Paradiso sarò bianca come la neve». E’ convinta dell’amore di Dio nei suoi riguardi: afferma, infatti: «Dio mi ama immensamente», e lo riconferma con forza, anche se è attanagliata dai dolori: «Eppure è vero: Dio mi vuole bene!». Dopo una notte molto travagliata giungerà a dire: «Soffrivo molto, ma la mia anima cantava…». Agli amici che si recano da lei per consolarla, ma tornano a casa loro stessi consolati, poco prima di partire per il Cielo confiderà: «…Voi non potete immaginare qual è ora il mio rapporto con Gesù… Avverto che Dio mi chiede qualcosa di più, di più grande. Forse potrei restare su questo letto per anni, non lo so. A me interessa solo la volontà dì Dio, fare bene quella nell’attimo presente: stare al gioco di Dio”. Ma il male avanza e i dolori aumentano. Non un lamento; sulle labbra: «Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io». Chiara si prepara all’incontro: «E’ lo Sposo che viene a trovarmi», e sceglie l’abito da sposa, i canti e le preghiere per la “sua” Messa; il rito dovrà essere una «festa», dove «nessuno dovrà piangere!». E lo «Sposo» viene a prenderla all’alba del 7 ottobre 1990, dopo una notte molto sofferta.  E’ il giorno della Vergine del Rosario. Queste le sue ultime parole: “Mamma, sii felice, perché io lo sono. Ciao”.  La sua “fama di santità” si è estesa in varie parti del mondo; molti i “frutti”. La scia luminosa che Chiara “Luce” ha lasciato dietro di sé porta a Dio nella semplicità e nella gioia di abbandonarsi all’Amore.         E’  un’esigenza acuta della società di oggi e, soprattutto, della gioventù: il significato vero della vita, la risposta al dolore e la speranza in un “poi”, che non finisca mai e sia certezza della “vittoria” sulla morte.

    • In un momento di preghiera oggi possiamo cantare
    1.  FISSA GLI OCCHI IN GESÙ  da Lui non distoglierli più e le cose del mondo tu vedi svanir  e una luce di gloria apparir.
    2. APRI IL TUO CUORE A GESÙ,  è lui il tuo Signor. E’ venuto a salvarti morendo per te e con lui risorto vivrai.
    3. ACCOGLI NEL CUORE GESÙ, è il pane di vita per te.  Se in lui per sempre tu resterai gioia e forza lui ti darà

    …e ripetergli con Chiara Luce:  «Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io».

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    LUNEDI SANTO 2011

       Ecco il mio servo che io sostengo…

       Cari amici, la liturgia di questa settimana ci vuole educare alla consapevolezza e allo stupore davanti a Gesù che soffre e muore per noi… Chi è? Perché lo fa? In che cosa possiamo noi imitarlo?

    • Avere nei nostri comportamenti dolcezza e comprensione per i deboli, ma insieme tanta forza e perseveranza nel portare avanti la nostra missione nella vita… DAL LIBRO DEL PROFETA ISAÌA  42, 1-7 «Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni. Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta; proclamerà il diritto con verità. Non verrà meno e non si abbatterà, finché non avrà stabilito il diritto sulla terra, e le isole attendono il suo insegnamento». 
    •  Qual è la mia missione ? Dove attingere  forza? Nel Signore mia luce e mia salvezza. Salmo 26
      Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore? Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò paura?
      Quando mi assalgono i malvagi per divorarmi la carne, sono essi, avversari e nemici, a inciampare e cadere.
      Se contro di me si accampa un esercito, il mio cuore non teme; se contro di me si scatena una guerra, anche allora ho fiducia.
      Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi. Spera nel Signore, sii forte, si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. 
    • Ci dobbiamo vergognare del Crocifisso? O è il solo nostro vanto?…ce lo spiega  S. Agostino Perché gli uomini stentano a credere che un giorno vivranno con Dio, quando già si è verificato un fatto molto più incredibile, quello di un Dio morto per gli uomini? Chi è infatti Cristo? Egli non aveva nulla in se stesso per cui potesse morire per noi, se non avesse preso da noi una carne mortale. In tal modo egli immortale poté morire, volendo dare la vita per i mortali. Rese partecipi della sua vita quelli di cui aveva condiviso la morte. Fece sua la nostra morte e nostra la sua vita. Dunque non vergogna, ma fiducia sconfinata e vanto immenso nella morte del Cristo. Confessiamo perciò, o fratelli, senza timore, anzi proclamiamo che Cristo fu crocifisso per noi. Diciamolo, non già con timore, ma con gioia, non con rossore, ma con fierezza. L’apostolo Paolo lo comprese bene e lo fece valere come titolo di gloria. Poteva celebrare le più grandi e affascinanti imprese del Cristo, presentandolo quale creatore del mondo e quale padrone del mondo… Tuttavia non disse altro che questo: «Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo» (Gal 6, 14). 
    •  In questi giorni  cerchiamo di passare un po’ di tempo in meditazione davanti al Crocifisso                                                           

     

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    DOMENICA DELLE PALME 2011

     BENEDETTO COLUI CHE VIENE…

    CARI AMICI, iniziamo oggi la settimana santa. Partecipando alla processione delle Palme, siamo invitati a “stendere” non i mantelli ma le nostre persone davanti a Gesù… Che viene con un somarello. Niente di solenne. Un povero asinello. Ma IL SIGNORE NE HA BISOGNO. Quanto amo questa pagina…mi salva dal sentirmi chissà chi…ma anche dal senso di totale inutilità…Sono un povero asinello ma…IL SIGNORE NE HA BISOGNO. Nulla di più confortante per dare senso a questi quattro giorni di vita tra alterne vicende…

    Preghiamo.

    1.  O Gesù redentore, immagine del Padre,
      luce d’eterna luce, accogli il nostro canto.
    2. Per radunare i popoli nel patto dell’amore,
      distendi le tue braccia sul legno della croce.
    3. Dal tuo fianco squarciato effondi sull’altare
      i misteri pasquali della nostra salvezza.
    4. A te sia lode, o Cristo, speranza delle genti,
      al Padre e al Santo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
       
    •  BENEDETTO COLUI CHE VIENE NEL NOME DEL SIGNORE: UN SALMO DI PROCESSIONE MEDITANDO …
    1. Celebrate il Signore, perché è buono; * perché eterna è la sua misericordia.  Dica Israele che egli è buono: * eterna è la sua misericordia. 
    2. Nell’angoscia ho gridato al Signore, * mi ha risposto, il Signore, e mi ha tratto in salvo. Il Signore è con me, non ho timore; * che cosa può farmi l’uomo? 
    3. E’ meglio rifugiarsi nel Signore * che confidare nell’uomo. E’ meglio rifugiarsi nel Signore * che confidare nei potenti. 
    4. Mi avevano spinto con forza per farmi cadere, * ma il Signore è stato mio aiuto. Mia forza e mio canto è il Signore, * egli è stato la mia salvezza. Il Signore mi ha provato duramente, *ma non mi ha consegnato alla morte.
    5. Ti rendo grazie, perché mi hai esaudito,  perché sei stato la mia salvezza.  La pietra scartata dai costruttori *
      è divenuta testata d’angolo;  ecco l’opera del Signore: * una meraviglia ai nostri occhi. 
    6. Questo è il giorno fatto dal Signore: * rallegriamoci ed esultiamo in esso.  Dona, Signore, la tua salvezza, *
      dona, Signore, la tua vittoria! 
    7. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Ordinate il corteo con rami frondosi * fino ai lati dell’altare.  Celebrate il Signore, perché è buono: *eterna è la sua misericordia.
    •  MEDITIAMO ( «Discorsi» di sant’Andrea di Creta, vescovo…)
      Venite, e saliamo insieme sul monte degli Ulivi, e andiamo incontro a Cristo che oggi ritorna da Betània e si avvicina spontaneamente alla venerabile e beata passione, per compiere il mistero della nostra salvezza. Viene di sua spontanea volontà verso Gerusalemme. E’ disceso dal cielo, per farci salire con sé lassù … Corriamo anche noi insieme a colui che si affretta verso la passione, e imitiamo coloro che gli andarono incontro. Non però per stendere davanti a lui lungo il suo cammino rami d’olivo o di palme, tappeti o altre cose del genere, ma come per stendere in umile prostrazione e in profonda adorazione dinanzi ai suoi piedi le nostre persone. Stendiamo noi stessi rivestiti della sua grazia…Agitando i rami spirituali dell’anima, anche noi ogni giorno, assieme ai fanciulli, acclamiamo santamente: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele».
    • Seconda Lettura  Fil 2,6-11
      A) – UMILIAZIONE: Cristo umiliò se stesso, per questo Dio lo esaltò. Cristo Gesù,  pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio  l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo,  umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.  B) GLORIFICAZIONE Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre.

     “Il  SIGNORE NE HA BISOGNO”

     
      
      Gesù inviò due discepoli dicendo:  “Andate nel villaggio di  fronte; entrando, troverete un puledro legato…scioglietelo e portatelo qui. E se qualcuno vi chiederà:  Perché lo sciogliete?, direte così: “Il Signore ne ha bisogno”.  Gli  inviati andarono e trovarono tutto come aveva detto. Mentre  scioglievano il puledro, i proprietari dissero loro: “Perché sciogliete il  puledro?”. Essi risposero: “Il Signore ne ha bisogno”. (Lc. 19,34)

    SIAMO DISPOSTI A LASCIARCI…USARE COME ASINELLI?

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    17 comments

    1. “DOPO DUE GIORNI ci ridarà la vita e il terzo ci farà rialzare e noi vivremo alla sua presenza”
      In questo SILENZIO..terribile silenzio di oggi..che toglie il respiro perchè sembra sinonimo della parola “Fine”,perchè ci svuota della forza di combattere, perchè sembra che la morte sia la vincitrice.. In queste nostre “morti”,quando chiusi nei nostri bui e nei nostri sensi di colpa, nelle nostre lacrime e nella nostra impotenza, quando chiusi in ciò che è vuota apparenza ,che è vecchio e puzza,..anche noi facciamo esperienza di sepolcro. AIUTACI ad ascoltare quel tuo “RISORGI, USCIAMO DI QUI!”, AIUTACI a crederci, AIUTACI a perseverare nell’agire e nella speranza, AIUTACI a fidarci e lasciare che le TUE MANI stringano forte le nostre fino a sollevarci e a farci uscire ..SEI rimasto nel silenzio e nella profonda tristezza del sepolcro anche TE …hai scelto questa strada per poter essere CON NOI nel silenzio e nella profonda tristezza dei nostri sepolcri, per gridarci quel tuo ” USCIAMO!”, e non un semplice..”esci”. “USCIAMO!”..
      Ci chiedi di avere sete di primavera, di resurrezione.Poi ci dai le tue mani …e allora “Ce la possiamo fare” ad uscire dal buio e dal freddo del nostro sepolcro…”CE LA POSSIAMO FARE”, anche oggi …lo abbiamo già sperimentato…

    2. RIPARTIAMO DA DIO! – Carlo Maria Martini –

      “Sto tenendo fra le mani l’ostensorio con il pane consacrato che è il Signore Gesù morto e risorto per noi…Contemplo il Signore e mi prende come un brivido di spavento per la sua inermità. È qui osannato da tanta gente, eppure è debole e tutto si lascia fare dalle nostre mani. Potremmo fare di Lui qualunque cosa e non reagirebbe, come non ha reagito nella Passione. Eppure Tu, o Signore Gesù, sei qui per noi e l’ostia che contemplo è la Tua vita per noi.Tu sei il nostro tutto, Colui al di là del quale non possiamo cercare altro, perché in Te vediamo il Padre. Sì, ne sono certo: da Dio occorre ripartire, dall’Essenziale, da ciò che unicamente conta, da ciò che dà a tutto essere e senso.
      (…) Di tale essenzialità, che è poi il primato di Dio, vorrei parlare in questa lettera.Anche per rispondere a un interrogativo corrente:
      la Chiesa che parla spesso di solidarietà, di giustizia sociale ecc. sa ancora parlare di Dio?
      Quindici anni fa vi ho proposto “la dimensione contemplativa della vita” come chiave antropologica per l’oggi, come asse portante del nostro essere e del nostro agire quale Chiesa. Oggi vengo a riproporvi l’assoluto primato di Dio. Perché? Direi per le stesse ragioni di allora, ripensate oggi, rilette nel contesto odierno.
      Che cosa intendevo allora proporre, sottolineando il valore della contemplazione nella nostra civiltà convulsa e anche nella nostra Chiesa? Intendevo ricordare un unico e molteplice primato:
      • il primato di Dio rispetto a ogni iniziativa o attività umana,
      • il primato di Gesù Cristo sulla Chiesa,
      • quello della grazia sulla morale,
      • quello della persona sulle strutture,
      • quello dell’interiorità sul fare esteriore.
      …Avere a cuore l’Eterno è al tempo stesso la sfida più profonda e l’offerta più grande che sia possibile vivere: testimoniare questo primato di Dio è il compito più alto che i credenti possano assolvere in questo tempo di cambiamento e di inquietudine…”
      “Per l’anima nostra e per tutta la nostra vita: Dio solo! Dio solo, figli miei, Dio solo!” Don Orione

    3. VENERDì SANTO.
      COSA DIRO’ DINANZI AL CROCIFISSO QUESTA SERA?: “Gesù aumenta la mia fede! Fammi credere che la morte non è la fine di tutto ma è l’inizio della vita senza fine, che i miei cari sono nella vera gioia e nella pace”. Però…quanta fatica!
      Corro anch’io, tante volte -quasi tutti i giorni- alle loro tombe e ogni volta c’è da stringere i denti per nascondere le lacrime che soffocano il respiro.Pianse anche Lui dinanzi alla tomba di Lazzaro. Il 22 per me rimane il giorno del grande e immenso dolore…A.A.

    4. E SE Giuda i piedi non se li fosse lasciati lavare? SE con parole pesanti miste a indifferenza e superiorità se ne fosse andato,magari sbattendo forte la porta?? A volte ci proviamo, anche noi, anche nei nostri “piccoli”sentirci traditi,a lavare i piedi all’altro.Ci illudiamo l’altro accetti, capisca il nostro gesto per quanto possa essere piccolo e maldestro..e invece l’altro non smette di sbatterci addosso e con violenza il suo RIFIUTO,e così restiamo SOLI COL NOSTRO ASCIUGAMANO che sa di profonda tristezza e impotenza e con il quale avremo voluto..,e restiamo con in gola e nelle mani nostre,PAROLE E GESTI che l’altro NON CI HA PERMESSO di dire e fare…
      Ma non possiamo sentirci così sconfitti perchè FORSE è anche in questi momenti che noi laviamo i piedi ..e allora dobbiamo perseverare nel provarci,perseverare nella speranza.Non possiamo sentirci così sconfitti, perchè resta la preghiera…quella resta sempre!,resta un Gesù che ha vissuto per primo anche l’esperienza amara del RIFIUTO proprio da parte delle persone più vicine,che ci insegna ad andare avanti,ad amare fino alla fine,che diventa EUCARESTIA. Resta un Gesù che lava i piedi a me,nelle mie titubanze,nelle mie paure,nel mio tradirlo quando…
      Ho molto per cui ringraziare, molto da imparare…e anche qualche briciola da offrire:il mio piccolo vissuto,anche quello di Oggi. Lo metto davanti a LUI per te, per voi sacerdoti

    5. Nella santa Messa di quest’oggi vi ricorderò; tutti voi sacerdoti orionini che avete faticato qui nella Parrocchia dell’Addolorata, pregherò per voi e per ogni sacerdote.Grande è questo mistero, ma ancor più grande è che Gesù voglia stare ancora in mezzo a noi. Attraverso le mani di sacerdoti questo Dio immenso e meraviglioso perpetua il Suo darsi. Le parole antiche e nuove fanno scendere il Santo , cibo per il Suo Corpo mistico. Guai a noi il giorno che cesserà il Sacrificio perchè gli uomini sono sordi alla Sua chiamata. Guai a noi se non ci sarà chi dica la Parola e spezzi il Pane. Una preghiera costante, viva quotidiana salga a Dio per voi, GRAZIE!

    6. Giovedì Santo: è il giorno in cui godo nel ricordare al Signore i miei fratelli e amici sacerdoti. Tra questi ci sei anche tu.
      Grazie di cuore per la tua presenza nella mia storia di amicizia con Gesù e per il tuo servizio nella Chiesa! L.

    7. Questa sera, desidero solo DIRE GRAZIE. Farlo è DOVEROSO. Si dice che il GRAZIE è la memoria del cuore e che il ricordare è RIDARE IL CUORE. A chi dire grazie? Logicamente a CRISTO per aver donato, a noi, tutto se stesso; un dono che si rinnova ogni giorno e perchè questo fosse possibile si è fatto NOSTRO CIBO. E poi il GRAZIE ai Suoi Apostoli, ai Sacerdoti che offrono le loro mani, la loro voce perchè questo miracolo possa ripetersi. Beh, quì non posso non concordare con Enrico Medi! E poi… RIDARE IL CUORE : a chi? La risposta è solo una: a DIO. Però, anche per questo, LUI ha chiesto ai Preti di prestarGli la voce per donare il SUO PERDONO. Siamo già a giovedì, il grande giorno per tutti i ministri di Cristo. Come non essere grati al Signore per la fiducia immensa riposta negli uomini? Il mio GRAZIE, questa notte, va a LUI e a te D.V.: te lo ripeto con tutto il cuore, con la gratitudine di cui sono capace. BUON GIOVEDI’ SANTO .T

    8. Caro Don Vincenzo; passato il bel mezzo del cammin di nostra vita, verrebbe naturale pensare, se non alla “pensione”, un poco a sè in retrospettiva, e percorsa la giornata della nostra vita, guardare alla prospettiva che ci attende; rileggo ogni tanto Paolo e mi commuovo sempre: “ho combattuto la buona battaglia….”; quale gioia poteva provare Paolo! NOn ti viene da invidiarlo? Come ti dicevo è “pericoloso” passare da Fano. Al ritorno il mio Vescovo mi ha nominato v direttore diocesano della caritas con tutta la mia sorpresa; è stato un pò come quando il mio caro parroco, dieci anni or sono, finita la celebrazione della S. Messa mi disse: “Hai mai pensato di essere diacono?”. Allora consapevole della mia pochezza, di tutti i miei limiti, rionosco che da solo non sarò utile per la salvezza nemmeno a me stesso. E’ necessaria un’ALLEANZA DI PREGHIERA che mi sorregga e mi faccia rettamente camminare non sui miei ma sui Suoi sentieri. Mi ha sempre fortemente colpito il passo del Vangelo di MAtteo “Non abbiamo noi profetato nel tuo nome, SIgnore? Non abbiamo compiuto miracoli nel tuo nome?.Via da me operatori di iniquità!”. Cosa capiterà quindi a me che non faccio miracoli, non profetizzo?!; Mi pare che l’esempio tracciato da S. Luigi Orione possa essere illuminante. Premesso il tutto, considerando che ormai il “peggio” è passato, appena ho un attimo disponibile faccio un salto a trovarti. Il SIgnore che risorge venga a camminare con noi! Luciano

    9. Caro Don Vincenzo, eccoci in uno dei periodi piu’ importanti dell’anno. E la sera, quando arriva la costante compagnia della solitudine, avverti che l’amicizia nel Signore e’ un dono inestimabile, non e’ un caso ed e’ al di sopra di ogni distanza.
      Purtroppo, sai anche che le lacerazioni interiori e le prigioni psicologiche che ci costruiamo sono le piu’ difficili da superare e da abbattere. Tutto si e’ spezzato dentro, quel giorno di tanti anni fa, quando mio marito ha chiuso per sempre la porta di casa dietro le sue spalle. Il resto sono state tutte conseguenze di un cammino disorientato e sofferente…Rimane la preghiera, costante e instancabile, che offriamo insieme alle nostre debolezze e fragilita’
      Un abbraccio, in questa settimana di attesa della Resurrezione, senza di cui ogni speranza sarebbe vana. B. g.

    10. Caro D.V., mi permetto di non condividere pienamente ciò che hai scritto nel sito per quanto concerne il pentimento di Pietro. Secondo me lui non ha pianto perchè Gesù lo ha GUARDATO, lui ha pianto perchè ha riconosciuto il suo errore, il suo peccato ma ha CREDUTO nella misericordia e nel PERDONO di Gesù e per lui c’è stata la salvezza.
      A differenza di Giuda: a lui non solo fu rivolto lo sguardo , ma Gesù gli parlò pure! Però chiuse il cuore alla speranza. E poi ci sono i due ladroni messi in croce insieme a Gesù: uno lo insultava, l’altro -invece- riconosceva non solo il suo errore, ma riteneva giusta la condanna a morte in croce, ma nel suo cuore credeva che Gesù poteva salvarlo e implorava “RICORDATI DI ME”….. E Gesù: “OGGI SARAI CON ME IN PARADISO”. Gesù ha dato la vita per tutti; sta a noi saper accogliere il SUO AMORE e la sua misericordia riconoscendo i nostri errori e tradimenti e dargli la possibilità di perdonarci; non può essere SPRECATA LA SUA MORTE.! Non so se parlo così per l’esperienza vissuta ma io non cessavo di credere alla misericordia di Dio. Sinceramente, un pò di angoscia la provavo quando mi rendevo conto che passavano i giorni e non riuscivo a trovare la possibilità di poterGli dire: abbi pietà di me.
      TOF

    11. Jesús, hijo de Dios y hermano nuestro,
      el Resucitado,Hombre Nuevo de las primicias del Reino.Tú eres el Camino, la Verdad y la Vida.Tú nos llamas a la libertad,
      a la justicia y a la fraternidad.
      Danos tu Espíritu, hermano mayor.
      Haznos pasar por la Pascua.Pon en crisis nuestras vidas instaladas.Perdona nuestras falsas seguridades.Derriba los ídolos que todos tenemos.Sacude nuestras cadenas.
      Déjanos solos ante la cruz del seguimiento.
      Para que podamos recomenzar el camino
      que haga nuestras tus opciones.
      Para redescubrir la verdad que haga nuestras tus palabras.
      Para volver a practicar el amor, la vida,
      que haga nuestras tus actitudes. No tengan miedo,dice el Señor,Jesús el Hombre Nuevo,
      que camina a nuestro lado.Para volver a empezar,llena nuestra mente y nuestro corazón
      de conversión permanente,don del Espíritu
      que se derrama,como la luz de esa mañana,
      primera, de resurrección y vida.Mañana del Hombre Nuevo.Amanecer del Reino.
      Esperanza en marcha.
      Aquí estoy, Señor,aquí estamos,para volver a caminar,siguiendo tus pasos,para ser hombres y mujeres nuevas,costructores del Reino.
      Signos en el mundo de nuevas mañanas
      que hagan tu presencia, entre nosotros,
      más cercana, transparente y cotidiana.

      -Que así sea, Señor de la esperanza- Marcelo Murúa Te deseamos ¡Feliz Pascua de Resurrección! Un fuerte abrazo:
      ISO de Uruguay

    12. Grazie don Vincenzo, per le meditazioni che ho potuto gustare,in particolare perchè coincidono con inizio della Settimana Santa,giorni in cui veramente dovremmo il più possibile fissare il ns sguardo su Gesù,che non ha disdegnato di offrire se stesso fino all’ultima goccia di sangue,per darci la salvezza,non c’era nulla in noi di dovuto o meritevole,ma Lui per Amore infinito l’ha fatto,come essere insensibili a tutto questo
      amore!!!!!!!Non dobbiamo noi almeno sentirci
      in grande debito verso questo Sposo Fedele e
      Misericordioso?

    13. . Non avete ancora resistito fino al sangue nella vostra lotta contro il peccato…È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non è corretto dal padre? Perciò rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia infiacchite (Is 35,3) e fate passi diritti con i vostri piedi, perché il piede zoppicante non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire.

    14. IL CIOTTOLO
      A me piace tanto una preghiera del Card. Ballestrero che propongo agli amici e che apre il cuore alla speranza e alla gioia; eccola:

      Lo so, non mi farai fare brutta figura,
      non mi farai sentire creatura
      che non serve a niente,
      perchè TU sei fatto così:
      quando ti serve una pietra
      per la Tua costruzione,
      prendi il primo CIOTTOLO che incontri,
      lo guardi con infinita tenerezza
      e lo rendi quella pietra di cui hai bisogno:
      ora splendente come un diamante,
      ora opaca e ferma come una roccia,
      ma sempre adattta al TUO scopo.
      Cosa farai di questo ciottolo
      che sono io, di questo piccolo sasso
      che Tu hai creato e che lavori ogni giorno
      con la potenza della Tua pazienza,
      con la forza invincibile
      del Tuo amore trasfigurante?
      Tu fai cose inaspettate, gloriose.
      Getti là le cianfrusaglie
      e ti metti a cesellare la mia vita.
      Se mi metti sotto un pavimento
      che nessuno vede
      ma che sostiene lo splendore dello zafffiro
      o in cima a una cupola che tutti guardano
      e ne restano abbagliati, ha poca importanza.
      Importante è trovarmi ogni giorno là
      dove TU mi metti, senza ritardi.
      E io, per quanto pietra,
      sento di avere una voce:
      voglio gridarti,o Dio,la mia felicità
      di trovarmi nelle Tue mani malleabile,
      per renderti servizio,
      per essere tempio dellla TUA GLORIA.

    15. LA SOFFERENZA…

      Caro D.V.,Ho letto ciò che hai scritto per OGGI, con la bellissima testimonianza di CHIARA LUCE… Sinceramente in me c’è un rifiuto netto, non accetto che ” è per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli e qual’è il figlio che non è corretto dal padre?” Non è così! Io penso che proprio le persone che non hanno bisogno di correzione sono coloro che soffrono maggiormente; cominciando dai santi (compresa CHIARA LUCE). Senza parlare, poi, di Gesù -SUO FIGLIO PREDILETTO- che si è caricato di tutti i nostri peccati! Io considero le nostre sofferenze come la continuazione della passione di Cristo. Solo così la sofferenza può essere accettata e offerta; è un COLLABORARE con Lui per la redenzione di tutti. Se è vero che non si può giudicare è pur vero che non si possono accettare e giustificare le tante cattiverie esistenti nel mondo anche verso bambini ed innocenti. E il più delle volte le persone più cattive sono quelle che soffrono meno. Scusami per questa affermazione; chiedo perdono anche a Dio, ma per me un papà è colui che chiede la COLLABORAZIONE dei figli più MALLEABILI per realizzare i suoi progetti. Io, DIO, lo immagino e lo amo così. Per questo mi piace tanto la preghiera” IL CIOTTOLO ” del card. Ballestrero. O.F.

    16. Sono disposta a lasciarmi usare come asinello?? un asinello che,comunque,porta LUI ,e noi, e me, verso un cammino che sarà anche angoscia, apparente fallimento, passione e morte. Ne ho paura. Ma è cammino nel quale LUI non ci lascia soli, CI STRINGE LA MANO…,ed è passione e morte che porta ad Amare sul serio. E allora provo a lasciare che quell’asinello salvi anche me dalla tentazione di quel “senso di totale inutilità”, di incapacità e forte impotenza che, in momenti, mi circonda e assale.
      “Il Signore ne ha bisogno”, e asinello diventa spinta in avanti

    17. Carica il Tuo dolce peso, O Signore …
      … ma non ti adirare se anch’io come un asinello, a volte mi impunto e mi rifiuto di andare avanti … e raglio e protesto …
      Carica il tuo dolce peso … e “mi” farò portare dove Tu vorrai …

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