+  SU DI TE SIA PACE…

SABATO 16 APRILE 2011

SU DI TE SIA PACE…

  • Cari amici, ancora un giorno e poi comincia la GRANDE SETTIMANA. La settimana “SANTA” per eccellenza perché in essa riviviamo i misteri fondamentali della nostra fede: LA PASSIONE-MORTE-RISURREZIONE DEL SIGNORE GESÙ. Domani cominceremo ricordando l’ingresso di Gesù a Gerusalemme…oggi CON IL SALMO 122 vogliamo già pregustare  la gioia dei pellegrini che salivano a Gerusalemme. Unagioia che era cominciata fin dall’inizio del viaggio, ora esplode nel vedere all’improvviso la città santa ai loro piedi. Vanno a chiedere la pace per la città e per i parenti ed amici lasciati a casa. Chiediamola anche noi e prepariamoci alla grande celebrazione della benedizione dei rami d’ulivo…procuriamoci qualche rametto ma soprattutto cominciamo a ristabilire rapporti cordiali con chi ci sta attorno. A ognuno auguriamo di cuore: SU DI TE SIA PACE.
  • Salmo 122: Quale gioia, quando mi dissero: “Andremo alla casa del Signore”.   E ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme!   Gerusalemme è costruita come città salda e compatta.   Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, secondo la legge di Israele, per lodare il nome del Signore.   Là sono posti i seggi del giudizio, i seggi della casa di Davide. Domandate pace per Gerusalemme: sia pace a coloro che ti amano,   sia pace sulle tue mura, sicurezza nei tuoi baluardi.   Per i miei fratelli e i miei amici io dirò: “Su di te sia pace!”.  Per la casa del Signore nostro Dio,  chiederò per te il bene.
  • IN PARTICOLARE AFFIDIAMO AL SIGNORE LE NOSTRE FAMIGLIE con tutti i problemi che assillano: dalla casa al lavoro, dalla sicurezza, ai figli…: Il salmo 127 li passa in rassegna ripetendo una parola “INVANO”…Come dire:  se questi problemi non li affrontiamo CON IL SIGNORE, lavoriamo INVANO.  

Preghiamo INSIEME:    

  1. Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori
  2. Invano vi alzate di buon mattino, tardi andate a riposare e mangiate pane di sudore: il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno. 
  3.  Ecco, dono del Signore sono i figli, è sua grazia il frutto del grembo.   Come frecce in mano a un eroe sono i figli della giovinezza.   Beato l’uomo che ne ha piena la faretra: non resterà confuso quando verrà a trattare alla porta con i propri nemici.

 

  • PER  VIVERE LA SETTIMANA SANTA…Dai «Discorsi» di san Gregorio Nazianzeno, vescovo
    Saremo partecipi del mistero pasquale
    Saremo partecipi della Pasqua…  offriamo ogni giorno a Dio noi stessi e tutte le nostre attività. Facciamo come le parole stesse ci suggeriscono. Con le nostre sofferenze imitiamo le sofferenze, cioè la passione di Cristo. Con il nostro sangue onoriamo il sangue di Cristo. Saliamo anche noi di buon animo sulla sua croce. Dolci sono infatti i suoi chiodi, benché duri. Siamo pronti a patire con Cristo e per Cristo, piuttosto che desiderare le allegre compagnie mondane. 
    Se sei Simone di Cirene prendi la croce e segui Cristo. Se sei il ladro e se sarai appeso alla croce, se cioè sarai punito, fai come il buon ladrone e riconosci onestamente Dio, che ti aspettava alla prova. Egli fu annoverato tra i malfattori per te e per il tuo peccato, e tu diventa giusto per lui. Adora colui che è stato crocifisso per te. Se vieni crocifisso per tua colpa, trai profitto dal tuo peccato. Compra con la morte la tua salvezza, entra con Gesù in paradiso e così capirai di quali beni ti eri privato. Se sei Giuseppe d’Arimatèa, richiedi il corpo a colui che lo ha crocifisso, assumi cioè quel corpo e rendi tua propria, così, l’espiazione del mondo.
    Se sei Nicodemo, il notturno adoratore di Dio, seppellisci il suo corpo e ungilo con gli unguenti di rito, cioè circondalo del tuo culto e della tua adorazione.
    E se tu sei una delle Marie, spargi al mattino le tue lacrime. Fà di vedere per prima la pietra rovesciata, vai incontro agli angeli, anzi allo stesso Gesù. Ecco che cosa significa rendersi partecipi della Pasqua di Cristo.

    Buona settimana santa!

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VENERDì 15 APRILE 2011

 SPEZZA LE NOSTRE CATENE…

Cari amici,  mi colpisce la Preghiera che oggi a Messa il Sacerdote a nome  di tutta la comunità rivolge al Signore: Perdona, Signore, i nostri peccati, e nella tua misericordia spezza le catene che ci tengono prigionieri a causa delle nostre colpe, e guidaci alla libertà che Cristo ci ha conquistata. Per Gesù Cristo nostro Signore.

  • Sono innumerevoli le nostre schiavitùprovenienti dal mondo esterno oppure da dentro di noi… anche Geremia doveva farci i conti. Ascoltiamo il suo sfogo col Signore. Che alla fine lo libera…

 

  1. Prima Lettura    Ger 20, 10-13 :Il Signore è al mio fianco come un prode valoroso.
    Sentivo la calunnia di molti: «Terrore all’intorno! Denunciàtelo! Sì, lo denunceremo». Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta: «Forse si lascerà trarre in inganno, così noi prevarremo su di lui, ci prenderemo la nostra vendetta».  Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso, per questo i miei persecutori vacilleranno e non potranno prevalere; Cantate inni al Signore, lodate il Signore, perché ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori.
  2. Si solo il Signore può liberarci da certe situazioni… Lo conferma  il Salmo 17  Nell’angoscia t’invoco: salvami, Signore.
    Ti amo, Signore, mia forza, Signore, mia roccia,  mia fortezza, mio liberatore.
    Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio; mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
    Invoco il Signore, degno di lode, e sarò salvato dai miei nemici.
    Mi circondavano flutti di morte, mi travolgevano torrenti infernali; già mi avvolgevano i lacci degli ínferi, già mi stringevano agguati mortali. Nell’angoscia invocai il Signore, nell’angoscia gridai al mio Dio: dal suo tempio ascoltò la mia voce, a lui, ai suoi orecchi, giunse il mio grido 

Una delle schiavitù più terribili: voler conservare odio denro di sé…

Perdonare è liberare un prigioniero  e scoprire che quel prigioniero eri tu…

Chi perdona spezza la catena  che lo tiene legato a sè stesso…

  • Il Popolo d’Israele ha più volte sperimentato la gioia della liberazione…un canto incontenibile…Quando il Signore (Salmo 126)

1. Quando il Signore le nostre catene, strappò e infranse fu come un sogno.
Tutte le bocche esplosero in grida, inni fiorirono in tutte le gole.

2. Genti dicevano al nostro passaggio:  “Dio per loro ha fatto prodigi”.
Dio per noi ha fatto prodigi, abbiamo il cuore ubriaco di gioia.

3. I nostri esuli, Dio riporta, come torrenti in terra riarsa.
Chi la semente ha gettato nel pianto  canti prepari al dì del raccolto.

4. Alla fatica van tutti piangendo per il sudore che irrora la semina:
ma torneranno con passo di danza portando a spalle i loro covoni.

  • Quali le nostre schiavitù più pericolose? Abbiamo qualche esperienza di “liberazione” di cui ringraziare il Signore… a edificazione dei fratelli? Se vogliamo uno spunto…ce lo dà S. Paolo nella lettera ai Romani c. 7: Egli sente e vive in sé il  disagio di essere dominato dalla schiavitù del peccatoE lancia un urlo. Me infelice! Chi mi libererà? … “Non riesco a capire ciò che faccio: infatti io faccio non quello che voglio, ma quello che detesto… quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. Infatti nel mio intimo acconsento alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un’altra legge, che combatte contro la legge della mia ragione e mi rende schiavo della legge del peccato, che è nelle mie membra. Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore!” (Rm. 7,15ss) 

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14 APRILE 2011: CAMMINO VERSO PASQUA…

CAMMINO DI SANTITA’…

Cari amici, buona giornata. Ieri sera abbiamo terminato gli incontri di PREPARAZIONE ALLA PASQUA CON LA FIGURA DEL SERVO SOFFERENTE… Bello costatare la gioia spirituale della gente che scopre tesori nascosti… Grazie, Signore. Stamattina  ho davanti a me la riflessione che il Papa ha fatto ieri nell’udienza del mercoledì…ve ne rilancio qualche battuta. Mi sembra possa aiutarci in questo cammino verso la Pasqua ormai vicina…  Non scoraggiamoci nel fare il bene…Buon cammino verso Pasqua…

Cari fratelli e sorelle, nelle Udienze generali di questi ultimi due anni ci hanno accompagnato le figure di tanti Santi e Sante: abbiamo imparato a conoscerli più da vicino e a capire che tutta la storia della Chiesa è segnata da questi uomini e donne che con la loro fede, con la loro carità, con la loro vita sono stati dei fari per tante generazioni, e lo sono anche per noi. I Santi hanno lasciato che Cristo afferrasse così pienamente la loro vita da poter affermare con san Paolo “non vivo più io, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20). Al termine di questo ciclo di catechesi, vorrei allora offrire qualche pensiero su che cosa sia la santità.

  1. Che cosa vuol dire essere santi? Chi è chiamato ad essere santo? Spesso si è portati ancora a pensare che la santità sia una meta riservata a pochi eletti. San Paolo, invece, parla del grande disegno di Dio e afferma: “In lui – Cristo – Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità” (Ef 1,4). E parla di noi tutti. Il Concilio Vaticano II parla con chiarezza della chiamata universale alla santità, affermando che nessuno ne è escluso: “Nei vari generi di vita e nelle varie professioni un’unica santità è praticata da tutti coloro che sono mossi dallo Spirito di Dio e … seguono Cristo povero, umile e carico della croce, per meritare di essere partecipi della sua gloria” (n. 41).
  2. Ma posso farlo con le mie forze? La risposta è chiara: una vita santa non è frutto principalmente del nostro sforzo, delle nostre azioni, perché è Dio, il tre volte Santo che ci rende santi, è l’azione dello Spirito Santo che ci anima dal di dentro, è la vita stessa di Cristo Risorto che ci è comunicata e che ci trasforma. …Ma Dio rispetta sempre la nostra libertà e chiede che accettiamo questo dono e viviamo le esigenze che esso comporta, chiede che ci lasciamo trasformare dall’azione dello Spirito Santo, conformando la nostra volontà alla volontà di Dio.
  3. Come può avvenire che il nostro modo di pensare e le nostre azioni diventino il pensare e l’agire con Cristo e di Cristo? Qual è l’anima della santità?  Di nuovo il Concilio Vaticano II precisa; ci dice che la santità cristiana non è altro che la carità pienamente vissuta. “«Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui» (1Gv 4,16). Ora, Dio ha largamente diffuso il suo amore nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo, che ci fu dato (cfr Rm 5,5); perciò il dono primo e più necessario è la carità, con la quale amiamo Dio sopra ogni cosa e il prossimo per amore di Lui. Ma perché la carità, come un buon seme, cresca nell’anima e vi fruttifichi, ogni fedele deve ascoltare volentieri la parola di Dio e, con l’aiuto della sua grazia, compiere con le opere la sua volontà, partecipare frequentemente ai sacramenti, soprattutto all’Eucaristia e alla santa liturgia; applicarsi costantemente alla preghiera, all’abnegazione di se stesso, al servizio attivo dei fratelli e all’esercizio di ogni virtù.
  4. Forse dobbiamo dire le cose in modo ancora più semplice. Che cosa è essenziale?  Essenziale è non lasciare mai una domenica senza un incontro con il Cristo Risorto nell’Eucaristia; questo non è un peso aggiunto, ma è luce per tutta la settimana. Non cominciare e non finire mai un giorno senza almeno un breve contatto con Dio. E, nella strada della nostra vita, seguire gli “indicatori stradali” che Dio ci ha comunicato nel Decalogo letto con Cristo, che è semplicemente l’esplicitazione di che cosa sia carità in determinate situazioni.
  5. Ecco perché sant’Agostino, può affermare una cosa coraggiosa: “Dilige et fac quod vis“, “Ama e fa’ ciò che vuoi”. E continua: “Sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli, parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; vi sia in te la radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene” (7,8: PL 35). Chi è guidato dall’amore, chi vive la carità pienamente è guidato da Dio, perché Dio è amore. Così vale questa parola grande:Dilige et fac quod vis“, “Ama e fa’ ciò che vuoi”.
  6. In realtà devo dire che anche per la mia fede personale molti santi, non tutti, sono vere stelle nel firmamento della storia. E vorrei aggiungere che per me non solo alcuni grandi santi che amo e che conosco bene sono “indicatori di strada”, ma proprio anche i santi semplici, cioè le persone buone che vedo nella mia vita, che non saranno mai canonizzate. Sono persone normali, per così dire, senza eroismo visibile, ma nella loro bontà di ogni giorno vedo la verità della fede. Questa bontà, che hanno maturato nella fede della Chiesa, è per me la più sicura apologia del cristianesimo e il segno di dove sia la verità.

Cari amici, come è grande e bella, e anche semplice, la vocazione cristiana vista in questa luce! Tutti siamo chiamati alla santità:  Vorrei invitare tutti ad aprirsi all’azione dello Spirito Santo, che trasforma la nostra vita, per essere anche noi come tessere del grande mosaico di santità che Dio va creando nella storia, perché il volto di Cristo splenda nella pienezza del suo fulgore. Non abbiamo paura di tendere verso l’alto, verso le altezze di Dio; non abbiamo paura che Dio ci chieda troppo, ma lasciamoci guidare in ogni azione quotidiana dalla sua Parola, anche se ci sentiamo poveri, inadeguati, peccatori: sarà Lui a trasformarci secondo il suo amore. Grazie.

  • LUNGO IL CAMMINO PREGHIAMO IL SALMO 120 ALZO GLI OCCHI VERSO I MONTI…… i monti sembrano difficili da raggiungere ma il Signore ci sostiene . E’ il nostro custode  La custodia del Signore è sempre (giorno e notte), in tutte le situazioni di vita (quando esci e quando torni), nella fatica sotto il sole e nel riposo notturno…nel tempo e nell’eternità. …ma sempre  in forma di OMBRA: non si distacca mai da te (Dio mi segue come la mia ombra…) ma NON PESA.

  1. Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto?   Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto cielo e terra. 
  2.  Non lascerà vacillare il tuo piede, non si addormenterà il tuo custode.  Non si addormenterà, non prenderà sonno, il custode d’Israele. 
  3.  Il Signore è il tuo custode, il Signore è come ombra che ti copre, e sta alla tua destra. 
  4.  Di giorno non ti colpirà il sole, né la luna di notte. 
  5.   Il Signore ti proteggerà da ogni male, egli proteggerà la tua vita. 
  6.   Il Signore veglierà su di te, quando esci e quando entri, da ora e per sempre.

 

    CARI AMICI…CHE NE PENSIAMO? Siamo chiamati anche noi alla santità? Quale santità?

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MERCOLEDI 13 APRILE 2011

Dopo il tormento, vedrà la luce” (Is 53,11)

  • DOMANDE AL “SERVO DI DIO”
  1. Quale era la segreta speranza che ti sorreggeva?  Ecco, il mio servo avrà successo, sarà onorato, esaltato e molto innalzato. I  re davanti a lui si chiuderanno la bocca, poiché vedranno un fatto mai ad essi raccontato e comprenderanno ciò che mai avevano udito. (52,13s)
  2. Per noi bellezza, stima, successo sono la prima cosa: tu potevi contarci? Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. (53,2s)
  3. Ognuno tende a dare la colpa agli altri. Tu invece ti sei addossato le colpe altrui?  Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori.  Noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. (53,4s)
  4. Guariti dalle tue piaghe?  Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. (53,5s)
  5. In un mondo dove ha ragione chi grida più forte, TU hai scelto di tacere?  Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello,  come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo.
  6. Forse avresti potuto salvarti… Perché ti sei offerto spontaneamente? Quando offrirà se stesso in espiazione,  vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore. (53,10s)
  7. Dunque la sofferenza innocente, che tanto ci scandalizza,  sarebbe  salvezza per il  mondo? Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà la loro iniquità.
  8. Per essere efficaci non bastano le parole, occorre ben altro: cosa? Perciò io gli darò in premio le moltitudini,  perché ha consegnato se stesso alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i peccatori. (53,12)

VEDRA’  LA  LUCE…

Sì, a me il Signore ha fatto capire la via dell’amore e del perdono. Prendila anche tu, questa strada. Perdona e prega per i tuoi figli . Forse un giorno capiranno che si vive non per divertirsi ma per amare.  Stretta e faticosa è  la  strada dell’amore. E  spesso conduce  al Calvario. Ma è anche  l’unica via che  si  apre  alla luce della Risurrezione.  Per la vita del mondo.

  • I cristiani come hanno riletto la figura del Servo di DIO?  Ecco cosa dice S. Pietro nella sua prima lettera  2,19ss  Questa è grazia: subire afflizioni, soffrendo ingiustamente a causa della conoscenza di Dio; che gloria sarebbe, sopportare di essere percossi quando si è colpevoli? Ma se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo siete stati chiamati, perché anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca; insultato, non rispondeva con insulti, maltrattato, non minacciava vendetta,ma si affidava a colui che giudica con giustizia. Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti. Eravate erranti come pecore, ma ora siete stati ricondotti al pastore e custode delle vostre anime.

DON ORIONE:   Soffrire, tacere, pregare, amare, crocifiggersi e adorare.  Lume e pace di cuore. Salirò il mio Calvario come agnello mansueto.  Apostolato e martirio; martirio e apostolato  (Don Orione,   Scr.63,226)

  CHI E’ COSTUI  IMMERSO NEL DOLORE?  NESSUNO HA ORMAI PIETA’ DI LUI!

  1. Il volto è sfigurato, non ha grazia ne bellezza: da tutti è disprezzato, da tutti. Portò i nostri affanni, sopportò il dolore: noi lo abbiamo ritenuto percosso da Dio.

  2. Fu trafitto per noi, fu schiacciato per noi, ha offerto la guancia a chi colpiva.
    Eravamo smarriti, come gregge senza guida. Lui per noi fu colpito a morte, per noi.

  3. Fu sepolto tra malfattori, eppure era giusto e Dio l’ha schiacciato nel dolore.
    Perciò vedrà la luce e la gioia l’inonderà:  guiderà tutti i popoli alla vita di Dio.

  • PARLIAMONE INSIEME

  1. Cosa ti  colpisce  del Servo di Jahvé?
  2. Secondo te, si vive per divertirsi o per amare e donarsi agli altri?
  3. Amare comporta solo sacrifici o procura gioia di fondo  e senso di vita?
  4. FARE PASQUA PER ME E’…

d.alesiani@virgilio.it   sito: www.sanbiagiofano.it 

 

 12 APRILE 2011: IL SERVO DI DIO

TU SEI PREZIOSO AI MIEI OCCHI

All’interno del Libro di  Isaia si trovano  4 brani  identificati come “I carmi del Servo di Jahvé” (Is 42,1ss; 49,1ss;  50,4ss; 52,1ss).  I primi cristiani li hanno subito riletti e interpretati alla luce di Gesù. (Mt 12,17-21; Mc 1,11; Lc 3,22; Atti 8,32ss ; 1Pt 2,21ss) Vogliamo accostarci anche noi a questa  Figura del Servo, con le domande  che da sempre ci inquietano. Le sue risposte esercitano ancora un misterioso fascino.

  • IL  CONTESTO: la tenerezza di Dio con il suo popolo…C.  43: 1 Ora così dice il Signore che ti ha creato, o Giacobbe, che ti ha plasmato, o Israele: «Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni. Se dovrai attraversare le acque, sarò con te, i fiumi non ti sommergeranno; se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, la fiamma non ti potrà bruciare, poiché io sono il Signore, tuo Dio, il Santo d’Israele, il tuo salvatore. Perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo…Non temere, perché io sono con te; Così dice il Signore, che aprì una strada nel mare e un sentiero in mezzo ad acque possenti, che fece uscire carri e cavalli, esercito ed eroi a un tempo; «Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche! Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa. Mi glorificheranno le bestie selvatiche, sciacalli e struzzi, perché avrò fornito acqua al deserto, fiumi alla steppa, per dissetare il mio popolo, il mio eletto. Il popolo che io ho plasmato per me celebrerà le mie lodi.

 SECONDO  CARME  49,1ss    Intervista al Servo di Dio  

  1. UNA VOCAZIONE LA TUA CON RADICI PROFONDE…RACCONTACI: 1 Ascoltatemi, o isole,  udite attentamente, nazioni lontane; il Signore dal seno materno mi ha chiamato,  fino dal grembo di mia madre ha pronunziato il mio nome. 2 Ha reso la mia bocca come spada affilata, mi ha nascosto all’ombra della sua mano,  mi ha reso freccia appuntita, mi ha riposto nella sua faretra. 3 Mi ha detto: “Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria”.
  2.  Nei momenti di scoraggiamento, dove hai trovato  la forza? Io ho risposto: “Invano ho faticato, per nulla e invano ho consumato le mie forze.  Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore,  la mia ricompensa presso il mio Dio”. 
  3. Un giorno hai sentito che la tua missione si ampliava?    Ora disse il Signore che mi ha plasmato suo servo dal seno materno per ricondurre a lui Giacobbe e a lui riunire Israele,  mi disse: “E` troppo poco che tu sia mio servo  per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti di Israele.  Ma io ti renderò luce delle nazioni  perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra”. Ti ho formato e ti ho stabilito come alleanza del popolo, per far risorgere la terra, per farti rioccupare l’eredità devastata, per dire ai prigionieri: “Uscite”, e a quelli che sono nelle tenebre: “Venite fuori”.  Non avranno né fame né sete e non li colpirà né l’arsura né il sole, perché colui che ha misericordia di loro li guiderà, li condurrà alle sorgenti d’acqua.
  4. Ma allora il Signore ci ama davvero? Possiamo continuare a dubitarne?   Sion ha detto: «Il Signore mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato». Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai. Ecco, sulle palme delle mie mani ti ho disegnato, le tue mura sono sempre davanti a me.  
  5.  Ma ti rendevi conto che questo avrebbe comportato maggior sofferenza per te? Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli. Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro. Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi.  
  6. Cresceva anche in te  la sensazione della Sua vicinanza?  Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso. È vicino chi mi rende giustizia: chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci. Chi mi accusa? Si avvicini a me. Ecco, il Signore Dio mi assiste: chi mi dichiarerà colpevole? (50,7s)

 

  • DOV’E’ DIO QUANDO NOI SOFFRIAMO?   

 “Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati”.  Basta guardare in controluce questa beatitudine e leggerla come in filigrana sul volto dello stesso Gesù di Nazaret. Perché anche lui ha pianto: quando si è imbattuto nel dolore della vedova di Nain, ha pianto alla vista della Città santa. Ed ha condiviso lo strazio delle sorelle di Lazzaro per la morte del giovane fratello, suo intimo amico. Ma ha pianto anche nella sua agonia al Getsemani… tra “forti grida e lacrime” (Ebr 5,7). Ma dove se ne sta Dio quando a noi tocca piangere? Dov’è il buon Dio? Dov’è Dio? si chiedeva qualcuno ad Auschwitz, mentre i prigionieri assistevano all’impiccagione di tre loro compagni, tra cui un bambino. “Dietro di me – ricordava lo scrittore ebreo Elie Wiesel, che assisteva all’esecuzione – udii un uomo domandare: Dov’è dunque Dio? e io sentivo in me una voce che gli rispondeva: Dov’è? Eccolo, è appeso lì, a quella forca”.  Dio è presente come vittima e nelle vittime. Ecco dov’era Dio. Ecco dov’è. Cristo c’era quel 14 di Nisan dell’anno 30, sul Golgotha.  La croce di Cristo non elimina il chiaroscuro della fede, ma trasforma l’enigma in mistero. L’enigma è un giallo; il mistero è un’avventura. E’ una traversata con una fragile barca a vela, su un mare, spesso in tempesta. E Dio ci chiede di salire in barca con noi. Non sempre Lui placa la tempesta. Ma ci aiuta ad orientare la vela e a non affondare. (BENEDETTO XVI)

  • E LA SOFFERENZA SERVE A QUALCOSA ?  S. Paolo:  “Lodiamo Dio, Padre di Gesù Cristo! E’ il Padre che ha compassione di noi, e ci consola in tutte le nostre sofferenze, perché anche a noi sia possibile consolare tutti quelli che soffrono, portando quelle stesse consolazioni che Lui ci dà”.
  • Una preghiera:

 Avevo chiesto a Dio la forza per raggiungere il successo,   ho ricevuto la debolezza affinché imparassi a ubbidire.

Avevo chiesto la salute per fare cose grandi, ho ricevuto l’infermità perché facessi cose vere.
Avevo chiesto la ricchezza perché potessi essere felice, ho ricevuto la povertà perché potessi essere saggio.
Avevo chiesto il potere per avere l’ammirazione degli uomini, ho ricevuto la debolezza perché potessi sentire il bisogno di Dio.  Non ho ricevuto nulla di quello che avevo chiesto,  ma ho ricevuto tutto quello che avevo sperato.  A dispetto di me stesso le mie preghiere sono state esaudite.   Tra tutti gli uomini sono colui che è stato maggiormente arricchito.

  •   DON ORIONE: “Devo fare uno sforzo nel vedere tante nuove devozioni… perché vedo che le devozioni preliminari, basilari, fondamentali sono trascurate! Io ho paura che queste devozioncelle abbiano a spegnere la devozione a Gesù Crocifisso. Ed anche quando si parla della “regalità di Cristo”, molte volte mi fa spavento. La Liturgia ci dice: Regnavit a ligno Deus. Gesù regnò dalla Croce. Ecco, devozione a Gesù Crocifisso, alla santa Eucarestia, al Cuore di Gesù  (e ricordiamoci che il Cuore di Gesù è stato squarciato)… Queste sono le devozioni che dobbiamo coltivare”.

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11 APRILE 2011: CONSOLATE IL MIO POPOLO 

Cari amici,  iniziamo questa sera la nostra preparazione alla Pasqua. Gli incontri si svolgono dalle 21 alle 22.30 per dare possibilità di partecipare anche a chi lavora fino a tardi. Tratteremo della Figura del “Servo di Dio” di cui ci parla il profeta dell’esilio cosiddetto secondo Isaia… sono 4 “canti” piuttosto “Misteriosi” che hanno un fascino particolare  perché i primi cristiani li hanno subito riletti alla luce di Gesù morto e risorto per noi…Gli esercizi serali sono  per S. Biagio da tanti anni ormai un’esperienza consolidata e commovente per me perché in questi anni ho visto tante persone che stanche di una giornata di lavoro a volte saltano cena per venire a pregare un pò e prepararsi alla Pasqua…E per voi, amici on line, eccovi alcuni spunti di riflessione e di preghiera. Aiutiamoci a vicenda. Ogni vostra risonanza è gradita e fa del bene.

  • PREMESSA: UN GRANDE PROFETA SENZA NOME. Si lascia talmente prendere dalla Parola di Dio che vi scompare dentro.
  • I SUOI CARMI SONO ALL’INTERNO DEL LIBRO DELLA CONSOLAZIONE ( IS. 40-66)  E SI CHIAMA COSI dalle prime parole: “Consolate, consolate…il mio popolo”. Perché c’è una grande bella notizia-evento di Dio che viene a visitare-salvare-il suo Popolo. 
  1. PRIMA STROFA vv 1-2: Consolatenon si sa chi deve consolare- si sa il destinatario: Gerusalemme in  rovina nello sfondo e in primo piano questi esuli che sono a Babilonia prostrati nella polvere come la loro città: ammasso di rovine.  C.  40  1 “Consolate, consolate il mio popolo,  dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme  e gridatele  che è finita la sua schiavitù,  è stata scontata la sua iniquità,  perché ha ricevuto dalla mano del Signore  doppio castigo per tutti i suoi peccati”. 
  2.  SECONDA STROFA  vv3-5 : una voce grida nel deserto…quel Dio che aveva seguito il Popolo nel deserto (esodo) e che era andato con gli esiliati in esilio (Ezechiele) ora   torna con gli esuli per preparare loro la strada… Insomma Dio sempre con noi!!!    Una voce grida:  “Nel deserto preparate  la via al Signore,  appianate nella steppa  la strada per il nostro Dio.   Ogni valle sia colmata,  ogni monte e colle siano abbassati;  il terreno accidentato si trasformi in piano  e quello scosceso in pianura.   Allora si rivelerà la gloria del Signore e ogni uomo la vedrà,  poiché la bocca del Signore ha parlato”.
  3. TERZA STROFA: vv 6-8:  una voce interpella il Profeta imbarazzato: GRIDA! E NON SA COSA GRIDARE! Dice solo che lui è erba secca come tutti…fiore appassito come tutti…ma Dio si serve di noi povera erba secca!!   Una voce dice: “Grida”  e io rispondo: “Che dovrò gridare?”.  Ogni uomo è come l’erba e tutta la sua gloria è come un fiore del campo.   Secca l’erba, appassisce il fiore,  ma la parola del nostro Dio dura sempre.  Veramente il popolo è come l’erba.
  4. QUARTA STROFA: 9-11 Il Profeta fiore appassito come tutti, deve dire cose belle, lieto annuncio, inebriante di gioia: DIO forte e tenero come un Pastore sta arrivando portando in braccio gli agnellini incapaci di camminare  Sali su un alto monte, tu che rechi liete notizie in Sion;  alza la voce con forza. Alza la voce, non temere; annunzia alle città di Giuda: “Ecco il vostro Dio! Ecco, il Signore Dio viene con potenza, con il braccio egli detiene il dominio. Ecco, egli ha con sé il premio e i suoi trofei lo precedono. Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul seno e conduce pian piano le pecore madri”.
  • CAPITOLO  42  E’ il primo carme del Servo di Jahvè …Tutto il creato invitato a cantare un inno per quest’opera del Signore…    ma la gente non capisce…                                 
  •  1Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni. 2Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, 3non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta; proclamerà il diritto con verità. 4Non verrà meno e non si abbatterà, finché non avrà stabilito il diritto sulla terra, e le isole attendono il suo insegnamento.«Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano; ti ho formato e ti ho stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni, perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre. Farò camminare i ciechi per vie che non conoscono, li guiderò per sentieri sconosciuti; trasformerò davanti a loro le tenebre in luce, i luoghi aspri in pianura. Tali cose io ho fatto e non cesserò di fare».

  • Ringraziamo il Signore perché sempre viene a tirarci fuori dai guai…se glielo permettiamo.
  1. O Gesù redentore, immagine del Padre, luce d’eterna luce, accogli il nostro canto.
  2. Per radunare i popoli,  nel patto dell’amore,  distendi le tue braccia sul legno della croce.
  3. Dal tuo fianco squarciato effondi sull’altare  i misteri pasquali della nostra salvezza.
  4. A te sia lode, o Cristo, speranza delle genti, al Padre e al Santo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.

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9 – 10 APRILE 2011:  LAZZARO, VIENI FUORI

SCIOGLIETELO…

Cari amici, oggi nel pomeriggio avrà luogo l’incontro consueto di “Scuola di Preghiera”… E’ l’ultimo previsto per quest’anno ed è sul vangelo di Giovanni.  Vorrei farvi in qualche modo partecipi almeno della  breve riflessione sulla risurrezione di Lazzaro. Così possiamo  prepararci un poco alla celebrazione della Liturgia di Domenica…

  • DAL VANGELO DI GV C. 11

Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era già da quattro  giorni nel sepolcro.

Il Signore Gesù, incarnandosi,  è venuto a condividere la nostra vita. In tutti i suoi aspetti: la gioia di un matrimonio a Cana   e il pianto  di un funerale a Betania…

Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli  andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a  Gesù: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!

Accoglie lo sfogo di dolore  di una sorella e ne sostiene la fede…Non con generiche  parole di conforto ma con affermazioni che squarciano il tempo e la storia:

Gesù le disse: “Io  sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà. chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. ”.  Marta andò a chiamare di nascosto Maria, sua  sorella, dicendo: “Il Maestro è qui e ti chiama”.

E’ di grande  conforto, nel nostro dolore, pensare che Egli è presente e soffre con noi.  E, nel suo silenzio, parla e chiama… Il Signore è qui e ti chiama. Così la disgrazia può trasformarsi in…grazia! Per la Sua presenza.

Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora quando la vide piangere e  piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse  profondamente, si turbò e disse: “Dove l’avete posto?”. Gli dissero:  “Signore, vieni a vedere!”. Gesù scoppiò in pianto.

Questa nostra terra, bagnata anche dalle Sue lacrime…. Come dubitare ancora della sua vicinanza e della sua comprensione?

Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, si recò al  sepolcro.

Ma non abbiamo solo bisogno di uno in più che pianga con noi…siamo già in  tanti! Ci serve Uno  che ci liberi dalla morte! Per questo…

 Disse  Gesù: “Togliete la pietra!”. Gli rispose Marta, la sorella del morto:  “Signore, già manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni”. Le  disse Gesù: “Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?”. Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: “Padre,  ti ringrazio che mi hai ascoltato. E, detto questo, gridò a gran voce:  “Lazzaro, vieni fuori!”. Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in  bende, e il volto coperto da un sudario.

Siamo di fronte al mistero di Gesù:  fattosi per noi fragile  uomo in pianto, resta pur sempre il  Figlio del  Dio vivente, che libera l’amico Lazzaro dai legami della morte…

Gesù disse loro: “Scioglietelo  e lasciatelo andare”.

Gesù è venuto a spezzare le nostre catene e a sciogliere ogni legame che ci impedisce di camminare spediti. E un giorno,  grazie alla sua risurrezione,  libererà tutti coloro che “per paura della morte erano soggetti a schiavitù per tutta la vita”(cfr. Eb. 2).  Anche noi.  Liberi per sempre dalla grande nemica dell’uomo, la morte. E’ la buona notizia per eccellenza, l’Evangelo cristiano. Il nucleo della gioia pasquale. Il fondamento per  poter finalmente  “varcare la soglia della speranza” . La speranza ora ha un nome: si CHIAMA GESU’.

Buona Pasqua, così!

  • SHAHBAZ BHATTI: UN CRISTIANO CHE …HA FATTO PASQUA

  Ministro pakistano per le minoranze religiose ucciso il 2.3.2011: «Il mio nome è Shahbaz Bhatti. Sono nato in una famiglia cattolica. Mio padre, insegnante in pensione, e mia madre, casalinga, mi hanno educato secondo i valori cristiani e gli insegnamenti della Bibbia, che hanno influenzato la mia infanzia. Fin da bambino ero solito andare in chiesa e trovare profonda ispirazione negli insegnamenti e nella crocifissione di Gesù. Fu l’amore di Gesù che mi indusse ad offrire i miei servizi alla Chiesa.  Ricordo un venerdì di Pasqua quando avevo solo tredici anni: ascoltai un sermone sul sacrificio di Gesù per la nostra redenzione e per la salvezza del mondo. E pensai di corrispondere a quel suo amore donando amore ai nostri fratelli e sorelle, ponendomi al servizio dei cristiani, specialmente dei poveri, dei bisognosi e dei perseguitati che vivono in questo paese islamico. Mi è stato richiesto di porre fine alla mia battaglia, ma io ho sempre rifiutato, persino a rischio della mia stessa vita. La mia risposta è sempre stata la stessa. Non voglio popolarità, non voglio posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo. Tale desiderio è così forte in me che mi considererei privilegiato qualora Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita. Voglio vivere per Cristo e per Lui voglio morire. Non provo alcuna paura in questo paese. Molte volte gli estremisti mi hanno minacciato…. Io dico che, finché avrò vita, fino al mio ultimo respiro, continuerò a servire Gesù e questa povera, sofferente umanità, i cristiani, i bisognosi, i poveri.  Credo che i cristiani del mondo che hanno teso la mano ai musulmani colpiti dalla tragedia del terremoto del 2005 abbiano costruito dei ponti di solidarietà, d’amore, di cooperazione e di tolleranza tra le due religioni. Se tali sforzi continueranno sono convinto che riusciremo a vincere i cuori e le menti degli estremisti. Credo che i bisognosi, i poveri, gli orfani qualunque sia la loro religione vadano considerati innanzitutto come esseri umani. Penso che quelle persone siano parte del mio corpo in Cristo…Se noi portiamo a termine questa missione, allora ci saremo guadagnati un posto ai piedi di Gesù ed io potrò guardarLo senza provare vergogna». Corriere- giovedì 3 marzo 2011

CRUX FIDELIS  inter omnes arbor una nobilis  nulla talem silva profert flore, fronde, germine.

DULCE LIGNUM, DULCES CLAVOS, DULCE PONDUS SUSTINENS!

  • ABBA PADRE
  1.  – Guardami Signor, leggi nel mio cuor. Sono tuo figlio, ascoltami!
  2. – Più solo non sarò, a te mi appoggerò. Sono tuo figlio, abbracciami
  3. -Per ogni mio dolor, la pace invocherò. Sono tuo figlio, guariscimi!

 

Lunedì 11 -martedì 12 – mercoledì 13: (ore 21-22.30) 

ESERCIZI SPIRITUALI SERALI

PREPARIAMOCI ALLA PASQUA  

Dopo il tormento, vedrà la Luce…

(Is 53,11)

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11 comments

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  2. SPEZZA LE NOSTRE CATENE..quelle fuori..quelle dentro..! E penso parole così siano LA STRADA per la “mia” Settimana Santa. Le sento FORTE INVITO a non scappare dalla Settimana ma a VIVERLA…accompagneranno momenti forti che cercherò. Ci saranno e significano tanto.
    Grazie P D V

  3. Il bacio..

    Mi baciasti con un bacio amico,
    era menzogna,
    strappami il cuore
    poiché mi tradisci baciandomi.
    Amica!……amica!
    Stillavi veleno,
    coprendolo
    lo chiamasti pace.
    Baciandomi mi hai tradita
    senza rispetto
    avevi già dato il verdetto.
    Quanti denari per la mia condanna?
    Tu mi baciasti sapendolo,
    il veleno arrivò al cuore
    l’antidoto fu l’amore!

  4. Non desiderare la santità è come non aver capito niente di Dio. Siate santi come Io sono santo; certo questa meta non è alta, è altissima, ma anche le montagne più alte sono fatte di piccoli granelli di polvere.
    In questa settimana la nostra parrocchia ci ha proposto un piccolo percorso spirituale per sposi: attraverso un piccolo sussidio, ogni giorno ci fermiamo con una preghiera e la lettura di un passo della Lettera di Giacomo. Proprio ieri ci dicevamo (io e Pino) come Dio ci ha fatto camminare in questi anni; come ha trasmormato l’amore, i bisogni, le scelte. La fede senza le opere è morta; le opere sono le azioni buone che facciamo secondo il cuore di Dio. La santità la desidero come fondamentale per il mio percorso di vita, guai a me se non vi aspirassi, vorrebbe dire che non prendo sul serio Gesù e il Suo mandato d’Amore.

  5. “..Perdona e prega per i tuoi figli.FORSE un giorno capiranno che si vive non per divertirsi ma per amare”
    FORSE un giorno capiranno..capiremo.FORSE un giorno anche noi nella nostra vita raccoglieremo i frutti di qualche nostra fatica di oggi..FORSE!
    FORSE,invece,continueremo a non essere capiti e saremo maggiormente rifiutati..
    Ma intanto nel mare mosso dei nostri “forse”, dei nostri “se..” e dei nostri “ma..”,NON ANNEGHIAMO PERCHE’ GESU’ NON E’UN “FORSE”!! E’LA NOSTRA CERTEZZA.E non sono un “forse” il SUO Amore per noi,la Sua vita terrena, il Suo sostenerci.. E allora fare Pasqua per me è volermi aggrappare a LUI,mio-nostro salvagente anche quando il mare si fa mosso,perchè è permettere a LUI Risorto di entrare nella mia vita e nel mio agire..è farLO entrare,con tutto ciò che comporta(!!)e che regala.. Lo voglio.Ci provo.

  6. Senza la croce non incontriamo Gesù, non crediamo; è la croce, strano a dirsi, che ci rende credibile Gesù. Non so per quale mistero di grazia ma, è come se a un certo punto veniamo come immersi in questo mistero di dolore del Crocefisso. Ne sentiamo il dolore, lo strazio, è come se quei chiodi e quelle ferite trapassassero anche noi. Dentro il nostro cuore nasce questa consapevolezza di appartenenza personale di quel dolore. Non è più questione di dire o pensare: E’ morto per tutti. E’ la sicurezza che è morto “per me”.
    E’ in questo incontro col Risorto che ci mostra le sue piaghe vive che, noi veniamo per alchimia d’Amore, uniti al Mistero Crucis. Lo conosciamo quel mistero come fosse un episodio della nostra vita, della nostra storia. Guardando Cristo; “Il Trafitto”, noi crediamo, perché in quell’incontro ci sia una forza d’Amore cosi densa, cosi diretta che, noi non possiamo non vedere in esso anche noi, il nostro peccato, la nostra Redenzione. Avrebbe potuto compiere mille miracoli, dire le cose più alte e sublimi, forse anche risorgere dopo una morte dolce e normale, ma niente di tutto questo ce lo avrebbe fatto sentire cosi nostro come sulla croce. Era necessaria la croce, indispensabile, credibile ora questo amore; senza parole, senza gesti, senza vesti. Ora parla l’Amore, con parole cosi alte, con vibrazioni cosi intense che scuotono e provoca terremoti e tempeste. Questa croce non dobbiamo mai scrollarcela di dosso, perché è il pegno dell’Amore più grande che possiamo cercare e trovare. E’ pegno di Resurrezione, di Eternità. Questa croce non ce la mostra un Dio terribile che, ci vuole punire e ammonire duramente, la croce ce la mostra “Il Risorto”come pegno d’Amore eterno.
    E’ il nostro patto sponsale, è cosi che Cristo ci giura che avrà per noi misericordia, con la Potenza dell’Amore Crocefisso, con la Potenza di un Dio Crocefisso per amore nostro, per amore mio!. Sulla croce Gesù si spezza, diventa il vero Pane che nutre, il solo Pane che ci sazia. Gesù essendo il solo cibo che nutre cielo e terra, è anche il solo necessario per la Vita. In questo cibo siamo uniti alla stessa Trinità; perché è il Padre che ci da il Pane, è il Figlio che spezzandosi si da come pane che ci nutre della vera vita attraverso lo Spirito che ci unisce a Lui. Chi cerca il bene, cerca Dio che è il solo Bene, cercando il solo Bene, viene da Dio Padre stesso attirato, ammaestrato ,mandato a Cristo che, lo nutre e lo rigenera nello Spirito; Gesù è il compiersi di Dio in noi.

  7. …ma SE il SIgnore si serve di me,povera erba secca,SE è Pastore che prende in braccio gli agnellini incapaci di camminare.., SE ci consola e fa camminare i ciechi per vie che non conoscono..SE ci libera e ci guida..,Lui trasformerà davanti a noi le tenebre in luce. Lo ha già fatto!..continuerà a farlo..SE solo noi smettessimo di credere più in noi erba secca che nella Sua Mano,SE smettessimo di fissare i nostri grossi limiti e le paure che ci schiacciano…SE LO pensassimo e vivessimo un pò più così come Lui è : PAPA’ Nostro. Allora potremo essere canne incrinate dalla fatica MA NON spezzate, fiamme smorte dalla paura MA NON spente, stanchi delle salite MA NON abbattuti…

  8. Buona giornata! DAI IL MEGLIO DI TE.
    Se fai il bene: ti attribuiranno secondi fini egoistici. Non importa: FA IL BENE.
    Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici. Non importa: REALIZZA I TUOI OBIETTIVI. Il bene che fai, verrà domani dimenticato. Non importa: FA IL BENE…
    L’onestà e la sincerità ti rendono VULNERABILE. Non importa: SII SINCERO E ONESTO…Dà al mondo il meglio di te, e TI PRENDERANNO A CALCI. Non importa: DAI IL MEGLIO DI TE…(Madre Teresa )

  9. IN CAMMINO VERSO PASQUA… Riflessioni di Don Tonino Bello…

    SINTETIZZO quanto ho ricevuto e metto a vs disposizione…Possono aiutarci davvero a riprovare il passo giusto verso PASQUA…

     VOGLIA DI CAMMINARE
    Coraggio, gente! La Pasqua ci dice che la nostra storia ha un senso, e non è una serie di inutili sussulti. Che quelli che stiamo percorrendo non sono sentieri interrotti… Che la nostra esistenza personale non è sospesa nel vuoto nè consiste in uno spettacolo senza rete. Precipitiamo in Dio. In lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo. Coraggio, gente! La Pasqua vi prosciughi i ristagni di disperazione sedimentati nel cuore. E, insieme al coraggio di esistere, vi ridia la voglia di camminare.

     UN MONDO NUOVO
    Riconciliamoci con la gioia. La Pasqua sconfigga il nostro peccato, frantumi le nostre paure e ci faccia vedere le tristezze, le malattie, i soprusi e perfino la morte, dal versante giusto: quello del “terzo giorno”. Da quel versante, le croci sembreranno antenne, piazzate per farci udire la musica del cielo. Le sofferenze del mondo non saranno per noi i rantoli dell’agonia, ma i travagli del parto. E le stigmate, lasciate dai chiodi nelle nostre mani crocifisse, saranno le feritoie attraverso le quali scorgeremo fin d’ora le luci di un mondo nuovo.

     CORAGGIO, FRATELLO CHE SOFFRI
    Coraggio, fratello che soffri. C’e’anche per te una deposizione dalla croce. Ecco già una mano forata che schioda dal legno la tua. Ecco un grembo dolcissimo di donna che ti avvolge di tenerezza. Tra quelle braccia materne si svelerà, finalmente,tutto il mistero di un dolore che ora ti sembra assurdo. Coraggio. Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio. Tra poco, il buio cederà il posto alla luce la terra riacquisterà i suoi colori e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga.

     UNA GRANDE SPERANZA
    Aiutaci, Signore, a portare nel mondo e dentro di noi la tua risurrezione. Metti una grande speranza nel cuore degli uomini, specialmente di chi piange. Concedi a chi non crede in te di comprendere che la tua Pasqua è l’unica forza della storia perennemente eversiva. E poi, finalmente, o Signore, restituisci anche noi, tuoi credenti, alla nostra condizione di uomini. Amen

  10. Croce Santa

    E’ sulla croce infisso il mio peccato!
    Non ancora nata e già il mio peccato era.
    Ti ha umiliato, oltraggiato, denudato,
    squarciato, inchiodato.

    Mi ha preceduto, il mio peccato,
    ha urlato la mia disobbedienza,
    la mia ribellione a Dio,
    Ti ha disprezzato e annichilito nel rifiuto .

    Sulla croce infissa la carne di peccato,
    ha vinto il peccato.
    Sulla croce io, ancora non nata,
    ero già redenta .

    Sulla croce io salvata, io innalzata,
    io sublimata come offerta in Te,
    in Te che morivi nel darmi la Vita .

    Sulla croce m’hai amata,
    attesa prima che nascessi,
    perché ci fosse per me
    la Luce nel nascere,
    perdono nella colpa,
    salvezza nella conversione,
    Grazia e Gioia, Santità,
    perseveranza e Amore .

    Amore contro ogni speranza;
    quando non speravo già più,
    quando il masso ormai posto
    all’imboccatura della grotta,
    quando tutto ormai finito : …….Tu !

    Aurora senza fine
    Gioia dei santi
    Salute dei malati
    Perdono di Dio
    Misericordia di Dio
    Dio con noi
    Dio per noi
    Salvezza Potente contro il Male
    Vittoria Eterna sul Male
    Restauratore della casa
    Dio per sempre .
    Tu mio Signore e mio Dio!

    Un augurio di Santa Pasqua a tutti voi caro d. Vincenzo, il Signore ricompensi con abbondanza il tuo apostolato.

  11. Carissimo D.V.,dinanzi al Vangelo che oggi tu hai scelto per l’ incontro di preghiera e che io ho letto solo ora, non ci sono commenti; ho solo da dire…”SIGNORE AUMENTA LA MIA FEDE! Tu che hai pianto dinanzi alla tomba del tuo amico Lazzaro, capisci la mia sofferenza, le lacrime che verso dinanzi alle tante tombe dei miei cari e mi doni la speranza che tu hai vinto la morte; anzi, la mia speranza ha un nome: il TUO, Gesù perché TU sei la RESURREZIONE E LA VITA”.
    Voglio dirti ancora grazie per il quotidiano aiuto che ci offri SPEZZANDO LA PAROLA tramite la rete. Vi seguirò…idealmente e con la preghiera durante gli Es. serali.

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