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IL GOLGOTA DEL MONDO CONTEMPORANEO…
Scritto il 26 gennaio 2012 Don Vincenzo Alesiani 2 commenti27 GENNAIO GIORNO DELLA MEMORIA
Mi inginocchio su questo Golgota del mondo contemporaneo…
Cari Amici, mi inginocchio anch’io…sono stato diverse volte ad Auschwitz… anche se, visto una volta, quel luogo non si ha più voglia di vederlo ancora. Fa troppo male… ogni anno aspetto questo giorno per rimeditare su quell’orrore che gli uomini hanno potuto costruire. Davvero ben lo definisce Giovanni Paolo II: IL GOLGOTA DEL MONDO CONTEMPORANEO…e allora una preghiera per le vittime e…per i carnefici. E perché impariamo finalmente a…essere uomini e fratelli.
+ PREGHIERA DI PERDONO -Ravensbruck
+ ETTY HILLESUM UN FIORE CRESCIUTO SUL MARCIUME DI AUSCHWITZ
+ MI INGINOCCHIO DAVANTI A QUESTO GOLGOTA …MESSAGGIO DI G. PAOLO II PELLEGRINO AD AUSCHWITZ
- A) RICORDARE IL PASSATO…
1°- Ricordare deve farsi lezione severa…“Cinquant’anni fa, l’8 maggio 1945, si concludeva sul suolo europeo, la seconda guerra mondiale…A mezzo secolo di distanza, i singoli, le famiglie, i popoli custodiscono ancora il ricordo di quei sei terribili anni: memorie di paure, di violenze, di penuria estrema, di morte…Col trascorrere del tempo, i ricordi non devono impallidire; devono piuttosto farsi lezione severa per la nostra e le future generazioni”
2°-Pellegrini ai campi di sterminio, ci chiediamo: perchè si giunse a tanto? “Auschwitz, accanto a tanti altri lager, resta il simbolo drammaticamente eloquente delle conseguenze del totalitarismo: Il pellegrinaggio a quei luoghi con la memoria e con il cuore, in questo cinquantesimo anniversario, è doveroso. “Mi inginocchio…su questo Golgota del mondo contemporaneo”… Da tale meditazione sgorgano interrogativi che l’umanità non può non porsi. Perchè si giunse ad un simile grado di annientamento dell’uomo e dei popoli? Perchè, finita la guerra, non si sono tratte dalla sua amara lezione le dovute conseguenze per l’insieme del continente Europeo?”
- B) IMPEGNARSI PER IL FUTURO
1°-I credenti in Cristo devono riflettere e impegnarsi per primi “Sotto la croce di Cristo, membri di tutte le Chiese hanno saputo resistere fino al sacrificio supremo…nella condivisione della passione, essi hanno avuto modo di riconoscersi fratelli e sorelle, sperimentando tutta l’illogicità delle loro divisioni. La loro esperienza è per noi un monito: su questa linea occorre proseguire…
2- I credenti di tutte le religioni devono impegnarsi per la pace “ L’onda di dolore che con la guerra si è riversata sulla terra, ha spinto i credenti di tutte le religioni a mettere le loro risorse spirituali al servizio della pace… essi si sentono più responsabili della pace tra gli uomini e hanno cominciato a collaborare tra di loro. La Giornata mondiale di preghiera per la pace” ad Assisi, il 27 ottobre 1986, ha pubblicamente consacrato questo atteggiamento maturato nella sofferenza”
“ Maria, Mediatrice di grazia,
sempre vigile e premurosa verso tutti i suoi figli,
ottenga per l’umanità il dono prezioso della concordia e della pace”
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IL BAMBINO NEL VENTO
Son morto con altri cento. Son morto ch’ero bambino, passato per il camino
e adesso sono nel vento, e adesso sono nel vento.
Ad Auschwitz c’era la neve, il fumo saliva lento
nel freddo giorno d’inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento
Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento..
Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento
Ancora tuona il cannone, ancora non è contento
di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento..
Io chiedo quando sarà che l’uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà…
Io chiedo quando sarà che l’uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare
e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà… Francesco Guccini
- IL SILENZIO DI DIO
Chi è capace non solo di gridare
ma anche di ascoltare, intende la risposta.
Questa risposta è il silenzio. È il silenzio eterno.
Chi è capace non solo di ascoltare, ma anche di amare, intende questo silenzio come la parola di Dio. La parola di Dio è silenzio.
La segreta parola d’amore di Dio non può essere altro che silenzio.
Cristo è il silenzio di Dio. Come non c’è albero simile alla Croce, così non c’è un’armonia
come il silenzio di Dio. Simone Weil-
I falsi profeti Ci sono dei falsi profeti che vanno gridando la morte di Dio. Ci sono degli insegnanti, professori che vanno parlando contro Dio in nome della scienza, nel momento in cui il fulgore della Sua Sapienza infinita penetra nella mente dell’uomo, attraverso la scintillante verità delle più profonde cose e misteri della fisica, della chimica, dell’astronautica e dell’astronomia. Bene, il mio primo pensiero è questo… Giovani, noi crediamo! Noi crediamo con tutte le forze, con tutta l’anima, con tutto il cuore, con tutta la mente. Crediamo a tutto. E basta con le fantasie dovute alla superbia che rende idioti gli uomini e li fa balbettanti di inutile sciocchezza. Servo di Dio Enrico Medi
- D. ORIONE: “Bisogna andare al popolo, e sacrificarsi e farsi ammazzare, ma rifarlo cristiano. Non si facciano illusioni le autorità: con le baionette e la galera a nulla approderanno, anzi sarà peggio. Il fuoco arde sotto la cenere e domani, può divampare più furibondo di ieri …Il moto rivoluzionario dei giorni trascorsi(1-2 Maggio 1917) deve servirci a fare un buon esame di coscienza. Che abbiamo fatto noi per il popolo? Siamo noi sempre il sale della terra e la luce del mondo? Sentiamo, o fratelli, la grave responsabilità che ci sta sulla testa…Con la mitragliatrice all’imbocco delle strade si trattiene un popolo per qualche ora, ma non si ricostruisce la società. Domani verrà un’ondata, e con le anime spazzerà via anche i nostri altari. E noi dormiamo?” (Cfr. Papasogli, 281)
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Ci diciamo l’un l’altro in questo giorno:
Mai più!
Non dimentichiamo!
Tutto questo è giusto, non dimentichiamo l’orrore, l’abisso nel quale uomini hanno sprofondato altri uomini. Non dimentichiamo le vittime, tutte, senza distinzione, non dimentichiamo i carnefici, perché anche loro erano uomini, a cui altri uomini hanno dato il potere di annientare altri uomini, donne, bambini.
Non dimentichiamo, o meglio ancora continuiamo a ricordare questo orrore, ma non dimentichiamo gli infiniti orrori che in tante parti del mondo ora, oggi, si vivono, ancora!
Pare che quell’orrore unico e delimitabile, si sia sparso nei vari campi di concentramento del mondo odierno.
No, non abbiamo ricordato!
Abbiamo dimenticato!
Abbiamo dimenticato altrimenti non ci sarebbero uomini, donne, bambini che, vengono torturati nei vari paesi sotto totalitarismi, nelle varie carceri, nei vari posti dove la supremazia delle idee di alcuni, fa si che ci siano ancora vittime.
Abbiamo dimenticato se riteniamo giusto che giustizia faccia rima con vendetta.
Abbiamo dimenticato se dei soldati profanano le loro vittime.
Abbiamo dimenticato se nelle carceri le persone sono condannate all’annientamento, al posto del recupero.
Abbiamo dimenticato se un bimbo può essere ucciso fin dal grembo di sua madre nel segno della libertà.
Abbiamo dimenticato se nei vari punti di raccolta i senza terra sono stipati come fossero in carcere.
Abbiamo dimenticato se riteniamo giusto decidere per porre fine alla vita di chi soffre.
Abbiamo dimenticato se un bimbo disabile è condannato ad essere abortito, in nome della razza perfetta.
Abbiamo dimenticato se ancora l’uomo si sente superiore ad un altro uomo solo per il colore della pelle, al credo religioso, alle idee personali, alla cultura, all’avere, al sapere.
Abbiamo dimenticato se è giusto seviziare un altro essere umano per estorcergli notizie, per un piacere sessuale, per umiliarlo, per rubargli la dignità.
Io dico oggi, fermiamo gli orrori che conosciamo, perché non dobbiamo permettere a nessuno di sentirsi migliori di qualsiasi altro.
Preghiamo Dio, il Dio della vita, il Dio che ha creato e ama l’uomo che, ponga una mano su di lui perché, mai più male, mai più odio, mai più guerre!! -
Liliana 26th gennaio, 2012 alle 15:56
Per la sola colpa d’essere nata
Calma la voce,
il tempo ha sedimentato il dolore,
la rabbia, l’impotenza, l’orrore.
Ripercorri la via che t’ha condotta all’oggi.Per la sola colpa d’essere nata!
E’ un intercalare sommesso,
quasi uno stupore.
E tu bimba,
hai ricevuto in dono dal dolore,
un figlio che t’era padre.T’hanno scarnificata,
eppure vivi.Non dimenticate!
E’ la voce della vittima
Che nonostante tutto è vittoriosa.
Non sconfitta tu,
lucida ripercorri la storia,
come un resoconto di cronaca.Secca, stringata,
questi i fatti,
questo l’abominio,
unica la logica:per la sola colpa d’essere nata!
Questa poesia l’ho scritta ascoltando il racconto di una soprovvissuta all’olocausto in cui il padre le è stato rivelato come un figlio; mi ha traffito il suo racconto; come leggere i libri di Levi. Ad una domanda del cronista sulla sua famiglia lei rispose: Amo i miei figli, ma chi ho amato di più è stato quel figlio.
Quel figlio è il padre che si rannicchiava sul suo grembo di bambina, dopo essere stato torturato. Quanta fede, quanta grazia, quanto amore nonostante il male!Tutto questo abisso non ha sconfitto Dio! Ora che in mille modi si cerca di far morire Dio, vigiliamo, ricordiamo, imploriamo!
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Liliana 27th gennaio, 2012 alle 20:25