CAMMINO VERSO PASQUA – TERZA SETTIMANA

 

“O Dio, abbi pietà di me peccatore”.

   

+++++++++ 

Mi venga in aiuto la tua mano ! 

 

  • Sant’Amedeo di Lausanne  monaco cistercense        « Mi venga in aiuto la tua mano ! » (Sal 118, 173). Il Figlio unico del Padre, per mezzo del quale egli ha creato tutte le cose, è chiamato la mano di Dio. Questa mano ha operato quando si è incarnata, addossandosi le nostre malattie, caricandosi delle nostre sofferenze (Is 53, 4).  Sicuramente, questa mano, piena di rimedi diversi, ha guarito ogni malattia. Ha respinto ogni causa di morte ; ha risuscitato dai morti ; ha aperto il cielo ; ha elargito lo Spirito di amore nei cuori dei suoi. Questa mano libera i prigionieri e dona la vista ai ciechi ; rialza coloro che sono caduti ; ama i giusti e custodisce i forestieri ; accoglie l’orfano e la vedova. Strappa dalla tentazione coloro che sono in pericolo ; ristora, riconfortandoli, coloro che soffrono ; ridà gioia agli afflitti ; ripara sotto la sua ombra coloro che faticano ;  tocca e benedice il cuore di coloro che pregano ; li rafforza nell’amore, per mezzo del suo contatto ; li fa progredire e perseverare nella sua azione. Infine, li conduce alla patria ; li riporta al Padre.   

 

  • Infatti, si è fatta carne per attrarre l’uomo attraverso l’Uomo, unendo la nostra alla sua carne, per riportare, nel suo amore, la pecora smarrita a Dio, Padre onnipotente e invisibile. Poiché questa pecora, avendo lasciato Dio, era caduta « nella carne », era necessario che questa mano, fatta uomo, venisse a sollevarla « dalla sua carne » per riportarla al Padre (Lc 15,4s).

…e noi la diamo UNA MANO PER RISOLLEVARE CHI E’ CADUTO?

++++++++++++++++++++++++++++++++++++

ANCHE GLI UCCELLI…      PREGANO

  • Dal trattato «L’orazione» di Tertulliano, sacerdote     Quello che richiede il Signore, l’insegna il vangelo: «È giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità» (Gv 4, 23-24).   Noi siamo i veri adoratori e i veri sacerdoti che, pregando in spirito, in spirito offriamo il sacrificio della preghiera, ostia a Dio appropriata e gradita, ostia che egli richiese e si provvide.   Che cosa infatti negherà Dio alla preghiera che procede dallo spirito e dalla verità, egli che così l’ha voluta?         L’antica preghiera liberava dal fuoco, dalle fiere e dalla fame. Quanto è più ampio il campo d’azione dell’orazione cristiana! La preghiera cristiana non chiamerà magari l’angelo della rugiada in mezzo al fuoco, non chiuderà le fauci ai leoni, non porterà il pranzo del contadino all’affamato, ma certo dà la virtù della sopportazione ferma e paziente a chi soffre, potenzia le capacità dell’anima con la fede nella ricompensa, mostra il valore grande del dolore accettato nel nome di Dio.     Essa lava i peccati, respinge le tentazioni, spegne le persecuzioni, conforta i pusillanimi, incoraggia i generosi, guida i pellegrini, calma le tempeste, arresta i malfattori, sostenta i poveri, ammorbidisce il cuore dei ricchi, rialza i caduti, sostiene i deboli, sorregge i forti.      Pregano anche gli angeli, prega ogni creatura. Gli animali domestici e feroci pregano e piegano le ginocchia e, uscendo dalle stalle o dalle tane, guardano il cielo non a fauci chiuse, ma facendo vibrare l’aria di grida nel modo che a loro è proprio.  Anche gli uccelli quando si destano, si levano verso il cielo, e al posto delle mani aprono le ali in forma di croce e cinguettano qualcosa che può sembrare una preghiera.   

    

Ma c’è un fatto che dimostra più di ogni altro il dovere dell’orazione.

Ecco, questo: che il Signore stesso ha pregato.

A lui sia onore e potenza nei secoli dei secoli.

Amen.

    

 

  • Dal Vangelo secondo Matteo  5,17-19    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.  Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

  Se vuoi, puoi essere guarito

“…. Affidati al medico ed egli opererà gli occhi della tua anima e del tuo cuore. Chi è questo medico? È Dio, il quale per mezzo del Verbo e della sapienza guarisce e dà la vita.  Se capisci queste cose, o uomo, e se vivi in purezza, santità e giustizia, puoi vedere Dio.  Quando avrai deposto la tua mortalità e ti sarai rivestito dell’immortalità, allora vedrai Dio secondo i tuoi meriti. Egli infatti fa risuscitare insieme con l’anima anche la tua carne, rendendola immortale e allora, se ora credi in lui, divenuto immortale, vedrai l’Immortale.

+++++++++++++++++++++++++++++++++

  

 

Non sette volte tu perdonerai,

ma settanta volte sette,

dice il Signore

  • La preghiera bussa, il digiuno ottiene, la misericordia riceve   (S. Pietro Crisologo)

         Tre sono le cose, tre, o fratelli, per cui sta salda la fede, perdura la devozione, resta la virtù: la preghiera, il digiuno, la misericordia. Ciò per cui la preghiera bussa, lo ottiene il digiuno, lo riceve la misericordia. Queste tre cose, preghiera, digiuno, misericordia, sono una cosa sola e ricevono vita l’una dall’altra.  Il digiuno è l’anima della preghiera e la misericordia la vita del digiuno. Nessuno le divida, perché non riescono a stare separate. Perciò chi prega, digiuni. Chi digiuna abbia misericordia. Chi digiuna comprenda bene cosa significhi per gli altri non aver da mangiare. Abbia compassione, chi spera compassione.   Perciò preghiera, digiuno, misericordia siano per noi un’unica forza mediatrice presso Dio, siano per noi un’unica difesa, un’unica preghiera sotto tre aspetti.  Il digiuno non germoglia se non è innaffiato dalla misericordia. Ciò che è la pioggia per la terra, è la misericordia per il digiuno. Pertanto, o uomo, perché tu non abbia a perdere col voler tenere per te, elargisci agli altri e allora raccoglierai. Da’ a te stesso, dando al povero, perché ciò che avrai lasciato in eredità ad un altro, tu non lo avrai.

S. AGOSTINO

Se rivolgi il tuo pensiero a Cristo, e desideri ricevere quello che egli ti ha promesso, non essere pigro nel fare quel che egli ha ordinato. Cosa infatti ha promesso? La vita eterna. E cosa ha ordinato? Di perdonare il fratello. Come se ti dicesse: Tu, uomo, da’ il perdono all’uomo affinché io, Dio, ti possa perdonare…

 

Nel più misero degli uomini brilla l’immagine di Dio. Chi dà al povero, dà a Dio e avrà dalla mano di Dio la ricompensa.

+++++++++++++++++++++

12 MARZO 1940: DON ORIONE MUORE A S. REMO

Dopo un ennesimo attacco di cuore…aveva accettato di andare a S. REMO A RIPOSARSI UN PO’…salutò così i suoi figli spirituali in quella memorabile ultima “buona notte” del 8 Marzo: 

  • « Sono venuto a darvi la buona notte… Sono venuto anche a salutarvi, perchè piacendo a Dio domani mi assenterò per qualche tempo, per poco o per molto, o anche per sempre, come piacerà al Signore. Nessuno più di me sa e sente che la mia vita benché apparentemente sia, data l’età, florida, nessuno più me sente che la mia vita, che questa vita è attaccata ad un filo e che tutti i momenti possono essere gli ultimi.  Desiderano che vada a San Remo, dove da tanti anni non sono più andato…Ora mi vogliono mandare a S. Remo, perchè pensano che là quelle aure, quel clima, quel sole, quel riposo possono portare qualche giovamento a quel poco di vita che può essere in me. Però non è tra le palme che io voglio vivere e morire e se potessi esprimere un desiderio direi che non è tra le palme che voglio vivere e morire, ma tra i poveri che sono Gesù Cristo. Dunque partire di qui senza dirvi nulla sarebbe stata cosa ripugnante, cosa che ripugna al mio cuore, e forse avrebbe fatto male anche a voi. …
  • Vogliate bene a quelli che piangono, a quelli che soffrono. Dice la sacra scrittura: “Andrai più volentieri nella casa del dolore e del pianto che a quella del tripudio e de trionfo”.  Sono venuto dunque a darvi la buona notte. Potrebbe, anche sapete, essere l’ultima!… Ma nulla ci deve essere più caro che di compiere in noi la volontà del Signore.
  • RACCOMANDAZIONI PATERNE: Anche voi vogliate vivere sempre alla presenza del Signore. Cari figliuoli, sono venuto per darvi la buona notte, potrebbe essere l’ultima! Viviamo umili e piccoli ai piedi della Chiesa, come bambini, con piena adesione di mente, di cuore e di opere, con pieno abbandono ai piedi dei Vescovi, della Chiesa: non dico del Papa, perchè quando si dice dei Vescovi, a fortiori del Papa che è il Vescovo dei Vescovi, il  dolce Cristo in terra.  Cercate di amare sempre il Signore, camminate nella via di Dio, non desiderate altro che il vivere secondo le leggi di Dio, secondo la vostra vocazione, non solo quella che è legge di Dio, i Comandamenti di Dio, ma anche quelli che sono i consigli della perfezione, i voti religiosi, coi quali vi siete legati alla Chiesa e alla Congregazione.
  •  LE TRE GRANDI MADRI La prima grande Madre è Maria SS.ma, la seconda madre è la santa Chiesa, la terza, piccola ma pur grande, madre è la nostra Congregazione.  Siate tutti di Maria SS., siate tutta roba della Chiesa. Amate molto il Signore: siate devotissimi della Madonna, evitate ad ogni costo, a costo di qualunque sacrificio il peccato, tutti i peccati. La morte, ma non peccati, diceva Savio Domenico. In queste parole del discepolo più caro di Don Bosco, c’è tutto quello che il Signore vuole da me e da voi.  Se qualche volta ci sentiamo deboli raccomandiamoci al Signore e a Maria SS.ma, confessiamoci bene, bene, non per abitudine, non per abitudine. Dunque addio o cari figliuoli (si ferma un istante, china il capo appoggiandosi alla balaustra, commosso piange). Pregherete per me e io vi porterò tutti i giorni sull’altare e pregherò per voi. Buona notte ».
  •  Quasi per tacita convenzione, nessuno si muove dai banchi. Don Orione s’inginocchia e appoggia la testa sulle braccia intrecciate sopra la mensa dell’altare. Si sente un silenzio pieno di commozione: parecchi piangono. Passano alcuni minuti; poi il Canonico Perduca, che aveva in quei giorni predicato agli ordinandi, si decide a pregare un chierico perchè chieda al Direttore la benedizione per tutti.Il Direttore si alza, recita un’Ave Maria e benedice con ampio gesto…

  •   Si “riposò” per tre giorni…9-10-11 Marzo. Scrivendo piu di 70 lettere… eccone una scritta il 12 marzo.  Dunque  poche ore prima di morire. Gli sembra di stare meglio: “Sono qui da tre giorni e va meglio.”  Per questo, dimentico di sé e della sua malattia, si dilunga nell’ esortare  una nobile  signora  alla  pace e all’abbandono in Dio.  Svela a Lei e a tutti noi suoi figli un grande segreto: “riposare sul cuore  paterno  del Signore  e tra le braccia della Santa Chiesa “ Poche ore dopo, alle 22,45 di quello stesso giorno,  arriverà il Signore a prendere il suo servo buono e fedele. Che si abbandonerà  alle sue braccia,  ripetendo l’invocazione abituale di  tutta la sua vita: Gesù, Gesù. Vado!  
  • *****Anime! Anime!    San Remo, 12 marzo 1940Nobile Signora, Ricevo il suo gradito biglietto.  Sono qui da tre giorni e va meglio. Grazie delle preghiere per la mia salute. Iddio rimeriti largamente. Prego per tutti i suoi Cari, Signora Contessa, e in particolare per Lei perché Iddio allontani dal suo spirito ogni nube di tristezza, e Le dia quella serenità di animo di cui una Mamma tanto abbisogna e nel caso suo per crescere sempre più nella luce della fede e forti nelle virtù cristiane le sue belle bimbe.   Che Dio rinsaldi ogni giorno di più l’edificio religioso della sua vita, Signora Contessa, con la divina base della fede, com’è detto nelle Sacre Scritture che“il giusto vive di fede”. Né per credere è necessario Ella abbia la soluzione di tutti i dubbi che le possono nascere nella mente contro le verità particolari della Fede.  Ella, Signora Contessa, voglia dare ascolto a questo povero Sacerdote, che Le scrive: confidi grandemente nella bontà del Signore, nella grazia e misericordia di Gesù Cristo Nostro Signore;  Poi, Signora Contessa, elevi ogni tanto il suo spirito a Dio, e dica a Lui: Signore voglio oggi e sempre riposare sul Tuo paterno cuore, e tra le braccia della Santa Chiesa Madre dei Santi e anche della mia fede e della mia anima. Si direbbe che il Signore ci voglia, in un certo senso, sempre bambini, sempre lieti, sereni.  Proprio così, il Signore si ama e si serve in santa letizia, non nella tristezza, onde è che S. Francesco di Sales non credeva alla santità melanconica e triste, e soleva dire “Santo triste, tristo Santo”.   Ho conosciuto Don Bosco, era sempre allegro e di buon umore, anche quando gli levarono la Messa. Santa Teresa diceva:  “niente ti turbi”. Che predicone, Signora Contessa, che predicone!  Meno male che siamo in Quaresima! Valga per tutte le volte che non Le ho risposto. La conforto dunque, e La ossequio, e La prego di porgere i miei ossequi, pieni di grato animo, a suo Marito.   Invoco amplissima sulla Loro Casa la benedizione di Dio, e buona Pasqua!    Don L. Orione Scr. 44,145

 

  • ECCO LA PAGINA CHE FORSE MEGLIO RIASSUME I VALORI PER CUI VISSE E IL FUOCO APOSTOLICO CHE GLI INCENDIAVA LA VITA…

Non saper vedere e amare nel mondo che le anime dei nostri fratelli. Anime di piccoli, anime di poveri,anime di peccatori, anime di giusti,anime di traviati,anime di penitenti,anime di ribelli alla volontà di Dio,anime ribelli alla Santa Chiesa di Cristo,anime di figli degeneri,anime di sacerdoti sciagurati e perfidi,anime sottomesse al dolore,anime bianche come colombe,anime semplici pure angeliche di vergini,anime cadute nella tenebra del sensoe nella bassa bestialità della carne,anime orgogliose del male,anime avide di potenza e di oro,anime piene di sé, che solo vedono sé,anime smarrite che cercano una via,anime dolenti che cercano un rifugio o una parola di pietà,anime urlanti nella disperazione della condanna,o anime inebriate dalle ebbrezze della verità vissuta: tutte sono amate da Cristo, per tutte Cristo è morto, tutte Cristo vuole salve tra le Sue braccia e sul Suo Cuore trafitto.  La nostra vita e tutta la nostra Congregazionedeve essere un cantico insieme e un olocausto di fraternità universale in Cristo.Vedere e sentire Cristo nell’uomo. Dobbiamo avere in noi la musica profondissima della carità. Per noi il punto centrale dell’universo è la Chiesa di Cristo e il fulcro del dramma cristiano, l’anima.   Io non sento che una infinita, divina sinfonia di spiriti,palpitanti attorno alla Croce,e la Croce stilla per noi goccia a goccia, attraverso i secoli,il sangue divino sparso per ciascun’anima umana.  Dalla Croce Cristo grida “Sitio”.Terribile grido di arsura, che non è della carne,ma è grido di sete di anime, ed è per questa sete delle anime nostre che Cristo muore.   Ponimi, o Signore, sulla bocca dell’inferno,perché io, per la misericordia tua, la chiuda.Che il mio segreto martirio per la salvezza delle anime,di tutte le anime,sia il mio paradiso e la suprema mia beatitudine.Amore delle anime, anime, anime!Scriverò la mia vita con le lacrime e col sangue. L’ingiustizia degli uomini non ci affievolisca la fiducia piena nella bontà di Dio. Sono alimentato e condotto dal soffio di speranze immortali e rinnovatrici. La nostra carità è un dolcissimo e folle amore di Dio e degli uomini che non è della terra. Parole sempre affocate. Soffrire, tacere, pregare, amare, crocifiggersi e adorare. Lume e pace di cuore. Salirò il mio Calvario come agnello mansueto. Apostolato e martirio; martirio e apostolato. Le nostre anime e le nostre parole devono essere bianche, caste, quasi infantili e devono portare a tutti un soffio di fede, di bontà, di confortoche elevi verso il Cielo. Teniamo fermo l’occhio ed il cuore nella divina bontà. EDIficare Cristo! Edificare sempre! «Petra autem est Christus!»064PG

 ***************************************************

  • Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi  
    Fratelli, mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio. Infatti ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.
  •  Dal Vangelo secondo Giovanni 2,13-25  Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo

  •  IL CANTO DELL’AMORE
    Se dovrai attraversare il deserto non temere io sarò con te
    se dovrai camminare nel fuoco la sua fiamma non ti brucerà
    seguirai la mia luce nella notte sentirai la mia forza nel cammino
    io sono il tuo Dio, il Signore.
  • Sono io che ti ho fatto e plasmato ti ho chiamato per nome
    io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore
    perché tu sei prezioso ai miei occhi  vali più del più grande dei tesori
    io sarò con te dovunque andrai.
  • Non pensare alle cose di ieri cose nuove fioriscono già
    aprirò nel deserto sentieri darò acqua nell’aridità
    perché tu sei prezioso ai miei occhi vali più del più grande dei tesori
    io sarò con te dovunque andrai perché tu sei prezioso ai miei occhi
    vali più del più grande dei tesori io sarò con te dovunque andrai.
  • Io ti sarò accanto sarò con te per tutto il tuo viaggio sarò con te
    io ti sarò accanto sarò con te per tutto il tuo viaggio sarò con te.
    (fra Federico Russo)

 

  • MEDITIAMO: La croce di Cristo è stato l’evento più “insensato” di tutta la storia.
    Il Padre ha compiuto attraverso di essa il suo disegno di salvezza e, paradossalmente, una situazione di morte ingiusta e violenta è divenuta fonte di vita per l’umanità intera. Da allora non esiste evento assurdo, disperato, doloroso che non possa essere caricato di senso. – Contempliamo Gesù Crocifisso e deponiamo davanti a lui una situazione personale o sociale alla quale facciamo fatica a dare un significato.
    – Lasciamo che le braccia spalancate del Crocifisso accolgano ciò che portiamo nel cuore.
    – Invochiamo il dono di uno sguardo di fede per cogliere tale situazione nell’ottica di Dio.

 

PREGHIAMO:     Signore, la tua parola sia la nostra luce

Signore, la tua parola sia guida per i nostri pensieri e le nostre azioni,
sia  lampada che guida i nostri passi, sia forza per vivere come figli della luce.
Signore, quando il mondo ci affascina, la tua parola ci aiuti a ricordare
che la tua umile stoltezza è più sapiente della nostra presuntuosa sapienza.

Signore, la tua parola ci aiuti a non umiliare la vita che tu ci hai donato a luogo di mercato,

ma a farla essere tua limpida casa e tuo tempio santo.

************************* 

 
 
Nascondimi,  Signore… 
 
  
  •  Nascondimi, Signore Coprimi con le tue piaghe.
    Nascondi la mia nudità con la veste della tua santa umanità. Il manto della tua misericordia celi, agli occhi dei miei fratelli, o Signore, le ferite che mi sono procurato durante la mia assenza dalla tua casa.
    Cibami dei tuoi baci e delle tue carezze, perché non muoia di tristezza e di veleni di cui mi sono nutrito, nel campo in cui pascolavo i porci. Allarga la soglia della tua casa perché possa, con i bagagli dei miei stracci raccolti durante il cammino del mio ritorno, oltrepassare ed entrare nell’intimità del tuo amore e del tuo cuore.
    (L.R.)
     °°°°°°°°°°°°°°°
    Rientrate nei vostri cuori, voi che siete lontani da Dio,

     
    e aderite a Dio che vi ha creato.
    Rimanete stabilmente con Lui e sarete salvi;
    riposate in Lui e avrete pace.
    Dove volete andare?  In cerca di sofferenze?
    Dove volete andare?
    Il bene che desiderate viene da Lui.
     
     
     
    (S. AGOSTINO)
     
     
     QUESTI E’ IL FIGLIO MIO, L’AMATO.
     
    «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
    Non giudicate e non sarete  giudicati; non condannate e non sarete condannati;
    perdonate e sarete perdonati…
    con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio»
    Dal Vangelo secondo Luca  
     
    Quando il sole si eclissa…
    rimanici accanto…

     

    Solo quando avremo taciuto noi, Dio potrà parlare.
    Comunicherà a noi solo sulle sabbie del deserto.
    Nel silenzio maturano le grandi cose della vita:
    la conversione, l’amore, il sacrificio.
    Quando il sole si eclissa pure per noi,
    e il cielo non risponde al nostro grido,
    e la terra rimbomba cava sotto i passi,
    e la paura dell’abbandono rischia di farci disperare,
    rimanici accanto.
    In quel momento, rompi pure il silenzio:
    per dirci parole d’amore!
    E sentiremo i brividi della Pasqua.

    (Tonino Bello)

     
       * A VOLTE IL SIGNORE SEMBRA CHIEDERCI COSE ASSURDE…
    • *E QUANDO LA  NOTTE DEL DOLORE AVVOLGE L’ANIMA, CHE FARE?
    • Ho creduto anche quando dicevo: «Sono troppo infelice». Agli occhi del Signore è preziosa la morte dei suoi fedeli. Ti prego, Signore, perché sono tuo servo:tu hai spezzato le mie catene.  A te offrirò un sacrificio di ringraziamento e invocherò il nome del Signore.

      * NEL CAMMINO  UNA CERTEZZA CI ACCOMPAGNA… Seconda Lettura Rm 8,31-34
      Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui? Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica! Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi!
      * E ALLORA … LA BELLEZZA DELLA META CI DONA FORZA NEL CAMMINO
      Dal Vangelo secondo Marco 9,2-10  -In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli.  Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

     

  •  RIFLETTIAMO SULLA TRASFIGURAZIONE DI GESU E…LA NOSTRA (S. Leone Magno, papa)
    • Coprimi con le tue piaghe, Signore. Il manto della tua misericordia celi,
      agli occhi dei miei fratelli, o Signore, le ferite che mi sono procurato                                                                                durante la mia assenza dalla tua casa. Cibami dei tuoi baci e delle tue carezze,
      perché non muoia di tristezza e di veleni di cui mi sono nutrito, stupidamente, nel campo in cui pascolavo i porci. Allarga la soglia della tua casa perché possa, con i bagagli dei miei stracci raccolti durante il cammino del mio ritorno, oltrepassare ed entrare nell’intimità del tuo amore e del tuo cuore. (L.R.)
  •         Il Signore manifesta la sua gloria alla presenza di molti testimoni e fa risplendere quel corpo, che gli è comune con tutti gli uomini, di tanto splendore, che la sua faccia diventa simile al fulgore del sole e le sue vesti uguagliano il candore della neve.    Questa trasfigurazione, senza dubbio, mirava soprattutto a rimuovere dall’animo dei discepoli lo scandalo della croce, perché l’umiliazione della Passione, volontariamente accettata, non scuotesse la loro fede, dal momento che era stata rivelata loro la grandezza sublime della dignità nascosta del Cristo.         Ma egli dava un fondamento solido alla speranza della santa Chiesa, perché tutto il Corpo di Cristo prendesse coscienza di quale trasformazione sarebbe stato oggetto, e perché anche le membra si ripromettessero la partecipazione a quella gloria, che era brillata nel Capo.  «Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio! Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria» (Col 3, 3. 4). All’annunzio del vangelo si rinvigorisca dunque la fede di voi tutti, e nessuno si vergogni della croce di Cristo, per mezzo della quale è stato redento il mondo.  Nessuno esiti a soffrire per la giustizia, nessuno dubiti di ricevere la ricompensa promessa, perché attraverso la fatica si passa al riposo e attraverso la morte si giunge alla vita. Avendo egli assunto le debolezze della nostra condizione, anche noi, se persevereremo nella confessione e nell’amore di lui, riporteremo la sua stessa vittoria e conseguiremo il premio promesso.  

    Costringimi alla bellezza, Signore!  
     Fa’ che non ti lasci mai. Fa’ che mi ricordi di questo momento bello
    anche quando sarò immerso nelle cose brutte di tutti i giorni.
     Tu, Signore, sei l’immenso che mi abita la luce che mi illumina,
    la bellezza che mi rasserena. Resta con me, resta con noi, Signore!
      Rendimi capace di scoprire la bellezza che si svela nel saper perdonare
    chi mi ha fatto soffrire.  A te, Signore, che sei lo splendido,
    il bellissimo in assoluto chiedo solo che tu mi costringa alla bellezza,
    che tu mi costringa a tirare fuori tutto il bello e lo splendido che c’è in me.
     Io ti lascerò fare, Signore. E ti riscoprirò vivo.
    E ti ritroverò risorto.
    Amen.

     

    Signore, quando fidarci di te diventa incerto, pesante e difficile,
    la tua fedeltà senza limiti  supplisca alla nostra debole fede.

    Signore, quando siamo impauriti dalla potenza e arroganza del male,
    ricordaci che tu sei con noi,  ed è accanto a noi il tuo figlio Gesù.

    Signore, quando lo sguardo si oscura e incerto diventa il cammino,
    concedici un lampo di Tabor,  per riscoprire che è bello stare con te.
    Tonino Lasconi

    Comunicherà a noi solo sulle sabbie del deserto.
    Nel silenzio maturano le grandi cose della vita:
    la conversione, l’amore, il sacrificio.
    Quando il sole si eclissa pure per noi,
    e il cielo non risponde al nostro grido,
    e la terra rimbomba cava sotto i passi,
    e la paura dell’abbandono rischia di farci disperare,
    rimanici accanto.
    In quel momento, rompi pure il silenzio:
    per dirci parole d’amore!
    E sentiremo i brividi della Pasqua.

     Quando il sole si eclissa…  rimanici accanto.

    Prima Lettura Gen 22,1-2.9.10-13.15-18  In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò». Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito».
    Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.

   

«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato». 
  •  S. G. CRISOSTOMO …Molti marosi e minacciose tempeste ci sovrastano, ma non abbiamo paura di essere sommersi, perché siamo fondati sulla roccia.  Infuri pure il mare, non potrà sgretolare la roccia.  S’innalzino pure le onde, non potranno affondare la navicella di Gesù. Cosa, dunque, dovremmo temere?  La morte? « Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno>> (Fil 1, 21). Allora l’esilio? «Del Signore è la terra e quanto contiene » (Sal 23,1).  La confisca dei beni?,« Non abbiamo portato nulla in questo mondo e nulla possiamo portarne via » (1, Trn 6, -7).  Disprezzo  le potenze di questo mondo e i suoi beni mi fanno ridere.  Non, temo la povertà, non bramo ricchezze, non temo la morte’ né desidero vivere, se non per il vostro bene.  E’ per questo motivo che ricordo le vicende attuali e vi prego di non perdere la fiducia. Anche se tutto il mondo è sconvolto, ho tra le mani la sua Scrittura, leggo la sua parola.  Essa è la mia sicurezza la mia difesa.  Egli dice: « Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo » (Mt 28, 20). Cristo è con me, di chi avrò paura?  Anche se si alzano contro di me i cavalloni di tutti i mari o il furore dei principi, tutto questo per me vale di meno di semplici ragnatele.  Ripeto sempre: « Signore sia fatta la tua volontà » (Mt 26,42). Farò quello che vuoi tu, non quello che vuole il tale o il tal altro.  Se Dio vuole questo, bene!  Se vuole ch’io rimanga lo ringrazio.  Dovunque mi vorrà, gli rendo grazie.   Dove sono io, là ci siete anche voi.  Dove siete voi, ci sono anch’io.  Anche se siamo distanti, siamo uniti dalla carità; anzi neppure la morte ci può separare.  Voi siete i miei concittadini, i miei genitori, i miei fratelli, i miei figli, le mie membra, il mio corpo, la mia luce, più amabile della luce del giorno.  Il raggio solare può recarmi qualcosa di più giocondo della vostra carità?  Il raggio mi è utile nella vita presente, ma la vostra carità mi intreccia la corona per la vita futura.
  • Oggi SABATO 17 alla scuola di preghiera rifletteremo sulla figura di S. G. CRISOSTOMO. Unisciti a noi meditando su questa sua  famosa  «Omelia» prima di andare in esilio  …

Molti marosi e minacciose tempeste ci sovrastano, ma non abbiamo paura di essere sommersi, perché siamo fondati sulla roccia.  Infuri pure il mare, non potrà sgretolare la roccia.  S’innalzino pure le onde, non potranno affondare la navicella di Gesù. Cosa, dunque, dovremmo temere?  La morte? « Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno>> (Fil 1, 21). Allora l’esilio? «Del Signore è la terra e quanto contiene » (Sal 23,1).  La confisca dei beni?,« Non abbiamo portato nulla in questo mondo e nulla possiamo portarne via » (1, Trn 6, -7).  Disprezzo  le potenze di questo mondo e i suoi beni mi fanno ridere.  Non, temo la povertà, non bramo ricchezze, non temo la morte’ né desidero vivere, se non per il vostro bene.  E’ per questo motivo che ricordo le vicende attuali e vi prego di non perdere la fiducia. Anche se tutto il mondo è sconvolto, ho tra le mani la sua Scrittura, leggo la sua parola.  Essa è la mia sicurezza la mia difesa.  Egli dice: « Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo » (Mt 28, 20). Cristo è con me, di chi avrò paura?  Anche se si alzano contro di me i cavalloni di tutti i mari o il furore dei principi, tutto questo per me vale di meno di semplici ragnatele.  Ripeto sempre: « Signore sia fatta la tua volontà » (Mt 26,42). Farò quello che vuoi tu, non quello che vuole il tale o il tal altro.  Se Dio vuole questo, bene!  Se vuole ch’io rimanga lo ringrazio.  Dovunque mi vorrà, gli rendo grazie.   Dove sono io, là ci siete anche voi.  Dove siete voi, ci sono anch’io.  Anche se siamo distanti, siamo uniti dalla carità; anzi neppure la morte ci può separare.  Voi siete i miei concittadini, i miei genitori, i miei fratelli, i miei figli, le mie membra, il mio corpo, la mia luce, più amabile della luce del giorno.  Il raggio solare può recarmi qualcosa di più giocondo della vostra carità?  Il raggio mi è utile nella vita presente, ma la vostra carità mi intreccia la corona per la vita futura.

8 comments

  1. Grazie don Vincenzo!
    Anche questa pagina è piena di cose preziose per l’anima, di cibo spirituale,cioè quello fondamentale. Attingo con avidità a quello che lei, carissimo don Vincenzo, condivide con tutti attraverso questo sito!

  2. Tempo fa ti ho scritto una mail a proposito di Don Mario Guidi. Adesso che ci ha lasciati mi piace riproportela:
    “Sono stata a messa e, peccato che non si possa registrare l’omelia. Don Mario è sempre stato molto bravo, ma da quando sta male è proprio toccante. Non si dovrebbe guardare il -dito- che indica la -Luna- , è vero. Lui però mostra molto umilmente che c’è un tempo quando bisogna abbracciare la croce. La sua fede è palpabile e diventa un filo conduttore, non solo un -dito- che indica più in là. Dopo aver ascoltato e consolato tanta gente: gli orientali direbbero che completa il suo cerchio! ”
    Adesso dico: “sono felice di averlo conosciuto!” AB.

  3. ..questa mano che è Gesù e che ci libera , ci dona la vista e ci rialza, che strappa dalla Tentazione.. ed è riparo e conforto. Questa mano che è il nostro PERSEVERARE e che ci vuole riportare al Padre .
    Basterebbe aggrapparci a lei . Basterebbe stringerla con la fiducia e l’abbandono di quel bambino della foto .
    A volte mi giro dalla parte opposta ma poi il pensiero ritorna lì perchè è di lei che ho bisogno . A volte la stringo distrattamente , a volte sono sì bambina ma capricciosa e viziata e invece di pensare alla Vita che lei mi vuole donare mi soffermo su ciò che mi chiede…
    Ma oggi il messaggio di questa foto mi ha regalato un profondo sorriso dentro : è stato importante .
    grazie….

  4. Caro Don Vincenzo, eccomi a te.
    Qui sono passati due cicloni forti e abbatute alberi ecc.. Sono caduti anche tanti pali che portano luce dal nostro villaggio della missione, per cui un bel po non abbiamo avuto luce. Proprio deserto in certo senso. Voglio arivare a dirti che non sapevo la mortae della tua sorella, come sorpresa oggi tornata luce ho apperta la posta. Comunque non è tardi per pregare per la sua anima che sono sicura già purificata da anni. prego anche per il conforto a tutti familiari.
    Ieri abbiamo avuto una giornata di ritiro per tutti religiosi della nostra diocesi, in un posto alto dove si vede anche lago grande. E mi ha portato a pensare quanto è grande il Signore e quanto è immenso il suo amore.
    Ringrazio Dio perché ci dà l’opportunità di fermarci e dimorare accanto a Lui, questo è la sorgente che a volte ci manca. Ho pensato ad una lampada che non si accende quando non arriva l’olio. Anche noi se non torniamo alla sorgente non saremo mai luce del mondo néanche attorno a noi. Buona domenica carissimo sempre uniti nel Signora
    NB. Oggi non abbiamo la celebrazione Eucaristica perche il parroco è in tournée in altra chiesetta, a vedere altre pecore, facciamo la paraliturgia e siamo sicure che LUI è i mezzo a noi.
    Ciao Sr M. Justine

  5. Ma perché il Cristo è stato crocifisso? Perché ti era necessario il legno della sua umiltà. Infatti ti eri gonfiato di superbia e per questo eri stato cacciato lontano dalla tua Patria, la Gerusalemme Celeste. La via era stata interrotta. Egli è venuto per riportarti di là. Ci ha procurato il legno con cui attraversare il mare. Nessuno infatti può attraversare il mare di questo secolo se non è portato dalla Croce di Cristo.
    Credi ne lCrocifisso e potrai raggiungere la meta. (SANT’AGOSTINOV-comm Vang Gv 2,4.2)

  6. Cari amici, mi servo anche di questo modestissimo sito per ringraziare di cuore quanti mi sono stati vicini in questi giorni passati in occasione della morte della mia sorella Erminia. E’ stato di grande conforto per me e per tutti i familiari. Aveva un cuore buono, mia sorella e ha sofferto tanto per lunghissimi anni…il Signore l’accolga ora nel Suo abbraccio e riposi in pace. Grazie ancora.
    Fraternamente
    dv

  7. …Voglio aggiungerti delle riflessioni che ho fatto questa mattina leggendo le letture del mattutino ed in modo particolare: dalle “Catechesi” di S. Giovanni Crisostomo, vescovo. Lui ci fa notare la differenza enorme che c’è tra il cibo che nutriva il popolo nel deserto e il CIBO che ci offre Gesù -se stesso- sulla mensa Eucaristica. Lui è il nostro sostegno, Lui è LA SORGENTE DELLA VITA. E poi vorrei aggiungere una confidenza sul Vangelo di ieri, riguardante la trasfigurazione di Gesù. Sai, io penso -per quanto mi riguarda- che Dio ci trasfigura, MI TRASFIGURA tutte le volte che un Suo Ministro solleva la mano e mi dice: “IO TI ASSOLVO”. In quel momento il cuore diventa candido come le vesti di Gesù nella trasfigurazione; così candido che nessun lavandaio potrebbe far meglio! E, con la gioia che si prova, nasce la speranza e il desiderio di conservare quel candore. Purtroppo c’è…da tornare a valle e da ammettere e accettare con umiltà i propri limiti, i propri difetti e da cozzare con una realtà non sempre facile. A questo punto c’è da prendere il nutrimento che aiuta nel cammino della vita: IL PANE DI VITA. Sì, solo Lui che ha fatto prima di noi il cammino, si fa nostro cibo e nostro sostegno per affrontare le difficoltà della vita, la croce e la morte e per raggiungere la vera vita. C’è da dirGli GRAZIE! BUONA GIORNATA.

  8. Carissimo D.V.,aprendo il pc questa sera e vedendo che hai scritto tanto, sento il bisogno di dirti GRAZIE perchè nonostante le sofferenze di questi giorni, hai avuto la forza per riprendere il colloquio con gli amici del sito….
    Gesù fino a quel momento era apparso un uomo come gli altri; invece, sul Tabor appare in tutta la Sua Gloria e gli apostoli sono presi e incantati da quella visione tanto che Pietro propone di poter rimanere lì quasi come se volesse fermare il tempo e vivere sempre in quella situazione di benessere. Invece c’è da tornare a valle, da passare -prima- attraverso la croce e la morte per poter arrivare arrivare alla gloria. La strada la indica il Padre che ripete le stesse parole dette al Figlio durante il Battesimo al Giordano ma con una differenza importante: durante il Battesimo dice a Gesù “TU SEI IL MIO FIGLIO L’AMATO, IN TE HO POSTO IL MIO COMPIACIMENTO”. Sul Tabor le parole sono rivolte agli apostoli e quindi a tutti noi: “QUESTI é IL FIGLIO MIO PREDILETTO: ASCOLTATELO”. Se vogliamo raggiungere la gloria ed essere raggianti come Cristo, non solo dobbiamo guardare a Lui, ascoltare i suoi insegnamenti e seguirlo, ma c’è da passare anche attraverso la croce e la morte.
    Non ci sono altre strade anche se a volte di fronte al dolore, alle sofferenze, alla morte… viene la tentazione di ribellarci; specialmente per alcune sofferenze, per alcune morti non troviamo una spiegazione razionale e ci chiediamo :”Perchè?” Ma l’ottica di Dio non è un’ottica umana e c’è solo da credere in Lui e accettare con fede la Sua volontà.BUONA NOTTE.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *