ASCOLTIAMO  I TESTIMONI DEL RISORTO

  • DAL VANGELO GV 20,1ss:  HO VISTO IL SIGNORE  
    In quel tempo, Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto».
    Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò subito ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.
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  • Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello.
    Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa.
    «Raccontaci, Maria: che hai visto sulla via?».
    «La tomba del Cristo vivente, la gloria del Cristo risorto,
      Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto. Tu, Re vittorioso, abbi pietà di noi.

     


    1. Le tue mani son piene di fiori dove li portavi, fratello mio?
    Li portavo alla tomba di Cristo ma l’ho trovata vuota, sorella mia.

    RIT.    Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia

    2. I tuoi occhi riflettono gioia dimmi cosa hai visto, fratello mio?
    Ho veduto morire la morte Ecco cosa ho visto, sorella mia. RIT.

    3. Hai portato una mano all’orecchio dimmi cosa ascolti, fratello mio?
    Sento squilli di trombe lontane Sento cori d’angeli, sorella mia. RIT.

    4. Stai cantando un’allegra canzone dimmi perché canti, fratello mio?
    Perché so che la vita non muore, ecco perché canto, fratello mio. RIT

     

Commina con noi, Signore,  lungo lo strada,
quando termina il giorno e, come dopo uno lunga corsa,
il nostro coraggio viene meno davanti alla fatica che ricomincia.
Rendici forti e saldi con il pane dello tua presenza!

Mostraci lo strada, Signore, quando il nostro cuore è cieco
e noi passiamo accanto ai segni che tu poni senza accorgercene!
Vieni con noi, Signore,  la tua presenza
sia fuoco ardente nella nostra vita.

C. Singer

    HO VISTO IL SIGNORE:  LA VOCE DEI TESTIMONI 

 

  • SANTA TERESA D’AVILA (1515-1582), carmelitana, dottore della Chiesa
    «Questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia»Il buon Gesù, vista la necessità del suo aiuto, ricorse a un mezzo ammirevole con il quale ci mostrò il grandissimo amore che ci portava. Ecco perché ha rivolto al Padre, a nome suo e dei suoi fratelli, questa preghiera: «Dacci oggi, Signore, il nostro pane quotidiano» (Mt 6,11). …Ha sentito che doveva risvegliare il nostro amore mettendo il suo davanti ai nostri occhi, e non una volta sola, ma ogni giorno. Così prese la decisione di restare con noi…. Mi ha colpito come solo in questa richiesta ripeta le stesse parole, perché anzitutto prega che ci venga dato questo pane ogni giorno e torna poi a dire: «Daccelo oggi». E’
    come se dicesse a suo Padre che, essendo già stato consegnato alla morte per noi, ed essendo divenuto il nostro bene, Egli non ce lo levi più e lasci che ci serva sino alla fine del mondo… Con l’espressione «oggi», mi sembra che abbia voluto indicare «per un giorno», cioè finché durerà il mondo. Poiché il mondo dura proprio solo un giorno!…  In questo santissimo sacramento la nostra anima troverà ogni gusto e consolazione che potrà desiderare (cf Sap 16,20). E se non è per colpa nostra, non moriremo di fame.
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  •  DON ORIONE :   TANTE SOLUZIONI VENGONO DALL’ALTARE  Caro sig.r prevosto don Cordiglia,     Il Signore sia sempre con noi!           Stanotte ho pensato a quanto mi ha detto jeri sera…Stamattina, al primo svegliarmi, subito il pensiero è andato agli oratori festivi in Genova; e, la farò ridere, se le dirò che li ho anche sognati. Ora vengo da dir Messa, ed è la prima lettera che scrivo in questo caro mese di Maria SS. Ho portato sull’altare il desiderio che sua Eminenza le ha espresso. Caro sig.r prevosto, tante soluzioni vengono dall’altare, tante decisioni dall’altare. Quante e quante volte non sapevo come fare, come uscire da certi imbarazzi, come camminare! e, durante la santa Messa, ecco che, in un momento, quando si è lì a tu a tu con n. Signore, tutto si chiarisce, tutte le difficoltà, che parevano così ardue e impossibili a superarsi, diventano la cosa più semplice: – noi siamo tenebra, ma Gesù è la luce e la soluzione di tutto. Che gran cosa è mai la santa Messa!     
  • BEATO JOHN HENRY NEWMAN (1801-1890), sacerdote  «Rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia infiacchite» (Eb 12,12; Is 35,3)… Preso da Barnaba e Paolo per il loro primo viaggio apostolico, davanti al pericolo, Giovanni [Marco] si separò da loro e ritornò a Gerusalemme (At 13,13 ; 15,38)… Ora, in seguito, egli è stato l’ aiutante di san Pietro a Roma (1Pt 5,13). E’ là che ha scritto il suo vangelo, soprattutto con ciò che l’apostolo gli aveva raccontato. Infine, è stato inviato da Pietro ad Alessandria d’Egitto, dove ha fondato una Chiesa tra
    le più strutturate e potenti, in quei primi tempi… Colui che aveva abbandonato la causa del Vangelo di fronte ai primi pericoli si è dimostrato in seguito… un servitore molto determinato e fedele a Dio… Lo strumento di tale cambiamento sembra essere proprio san Pietro, che ha saputo rinfrancare quel discepolo timido e pavido in modo davvero ammirevole.  
    Ci viene dato un insegnamento attraverso questa storia: con la grazia di Dio, il più debole può diventare forte. Quindi, occorre non fidarsi di se stessi, né disprezzare mai un fratello che dà prova di debolezza, né disperare mai nei suoi confronti, ma invece aiutarlo a portare i propri pesi (Ga 6,2) e ad andare avanti… La storia di Mosè ci fornisce l’esempio di un temperamento fiero orgoglioso ed impulsivo che lo Spirito ha domato al punto da farne un uomo di una mitezza eccezionale: «molto più mansueto di ogni uomo che è sulla terra» (Nm 12,3). … La storia di Marco offre il caso di un cambiamento ancora più raro: il passaggio dalla timidezza all’audacia. … Ammiriamo dunque in san Marco una trasformazione più sorprendente di quella di Mosé: «Per fede … trovarono forza dalla loro debolezza» (Eb 11,34).

 

  •  S. GIUSTINO: TESTIMONE DELLA CELEBRAZIONE DELL’EUCARISTIA…  Gli apostoli nelle memorie da loro lasciate e chiamate vangeli, ci hanno tramandato che Gesù ha comandato così: Preso il pane e rese grazie, egli disse: «Fate questo in memoria di me. Questo è il mio corpo». E allo stesso modo, preso il calice e rese grazie, disse: «Questo è il mio sangue» e lo diede solamente a loro.   Da allora noi facciamo sempre memoria di questo fatto nelle nostre assemblee e chi di noi ha qualcosa, soccorre tutti quelli che sono nel bisogno, e stiamo sempre insieme. Per tutto ciò di cui ci nutriamo benediciamo il creatore dell’universo per mezzo del suo Figlio Gesù e dello Spirito Santo.       E nel giorno, detto del Sole, si fa l’adunanza. Tutti coloro che abitano in città o in campagna convengono nello stesso luogo, e si leggono le memorie degli apostoli o gli scritti dei profeti per quanto il tempo lo permette.   Poi, quando il lettore ha finito, colui che presiede rivolge parole di ammonimento e di esortazione che incitano a imitare gesta così belle.   Quindi tutti insieme ci alziamo ed eleviamo preghiere e, finito di pregare, viene recato pane, vino e acqua. Allora colui che presiede formula la preghiera di lode e di ringraziamento con tutto il fervore e il popolo acclama: Amen!  Infine a ciascuno dei presenti si distribuiscono e si partecipano gli elementi sui quali furono rese grazie, mentre i medesimi sono mandati agli assenti per mano dei diaconi.    Alla fine coloro che hanno in abbondanza e lo vogliono, danno a loro piacimento quanto credono. Ciò che viene raccolto, è deposto presso colui che presiede ed egli soccorre gli orfani e le vedove e coloro che per malattia o per altra ragione sono nel bisogno, quindi anche coloro che sono in carcere e i pellegrini che arrivano da fuori. In una parola, si prende cura di tutti i bisognosi.    Ci raduniamo tutti insieme nel giorno del Sole, perché Gesù Cristo nostro Salvatore risuscitò dai morti nel medesimo giorno.
  • GIOVANNI PAOLO II  – Signore, Tu hai voluto salvare gli uomini ed hai fondato la Chiesa come comunione di fratelli, riuniti nel Tuo Amore. Ottienici dal Padre celeste le guide spirituali di cui le nostre comunità hanno bisogno: veri Sacerdoti del Dio vivente che, illuminati dalla Tua Parola, sappiano parlare di Te ed insegnare a parlare con Te. Le nostre comunità celebrino nel canto e nella lode l’Eucaristia, e sappiano andare per le vie del mondo per comunicare la gioia e la Pace…Volgi, Signore, il Tuo sguardo sull’intera umanità e manifesta la Tua misericordia agli uomini e alle donne che, nella preghiera  e nella rettitudine della vita, Ti cercano senza averti ancora incontrato: mostrati loro come Via che conduce al Padre, Verità che rende liberi, Vita che non ha fine. Donaci, Signore, di vivere nella Tua Chiesa in spirito di fedele servizio e di totale offerta, affinchè la nostra testimonianza sia credibile e feconda. Amen!
  • MADRE TERESA di Calcutta-  Il frutto dell’amore è il servizio:La preghiera attiva è amore, e l’amore attivo è servizio. Siamo tutti figli di Dio, perciò è importante condividere i suoi doni. Ci rendiamo conto che quello che facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma l’oceano senza quella goccia sarebbe più piccolo.
  • P. ANDREA GASPARINO: PREGHIERA PER I PRETI   Signore, ricordati dei preti!  Signore, donaci dei preti nuovi, plasmati su di Te!   Preti adatti al mondo d’oggi Che resistono a tutti gli sbandamenti e  a tutte le mode! Preti pieni di Spirito santo, preti innamorati di Te, dell’Eucarestia, della Parola. Preti spezzati alla preghiera. Preti che non guardano l’orologio quando stanno davanti a Te, preti capaci di pregare di giorno e di notte capaci, come Gesù, di passare anche le notti in preghiera. Preti che insegnano a pregare. Preti appassionati dei giovani,  dei poveri, degli ultimi. Mandaci preti profeti,  forti e umili, che non si scandalizzano di nessuna miseria umana Mandaci preti che si sentano peccatori come noi. Signore, mandaci dei preti da battaglia, umili, senza storie per la testa. Umili e fedeli  alla Chiesa, che insegnano ad amare la Chiesa, che correggono su se stessi i mali della Chiesa che si puntano il dito addosso  prima di puntarlo sulla Chiesa. Mandaci preti senza storie borghesi, allenati al sacrificio, che sanno parlare ai giovani di sacrificio che vivono la povertà evangelica, che sanno dividere tutto quello che hanno con il povero Mandaci preti aggiornati  con una teologia dagli scarponi ferrati che sa resistere alle  mode di pensiero e ai compromessi mondani. Maria, madre dei preti, madre della chiesa, aggiungi tu quello che manca a questa preghiera  e presentala a Cristo per noi. Amen! 
  •  D. MAZZOLARI: nel 25.mo del suo sacerdozio    Qui, davanti all’altare, viviamo la nostra Messa: non la commemoriamo.  Noi siamo il dramma,  siamo la MESSA… La Messa è più che qualche cosa della nostra anima: è la nostra anima. Non si cancella il carattere: non finisce la Messa. La nostra sacerdotalità è eterna come quella di Cristo…  Anche oggi mi è più facile ringraziarti, Signore, Tu mi sopportasti lo stesso. Tu non mi togliesti il tuo dono come all’infingardo. Tu lo aumentasti il tuo dono.  Tu hai fiducia ancora in me. Nonostante le mie  infedeltà, rimango nell’atto di offerta, il calice in mano, in alto. Non siamo noi che diamo, non siamo noi che ci offriamo. Il Signore mi nasconde a me stesso: ogni mattina mi riveste come il prodigo… Poi ricomincio la Messa. Una sola è la Messa. LA MESSA È IL CALVARIO, la montagna più grande del mondo. Le prime messe ne sono le pendici: facili, invitanti. Poi man mano si sale, il monte si fa più brullo, sassoso, impervio, solo.  E SI VA SOLI…Soli senza illusione. Soli, tra tanta gente che ci preme sul cuore e ci divora. Soli, tra tanta folla che oggi t’applaude e domani t’azzanna. Soli, nella sconfinata paternità dell’abbraccio. Soli, senza attese se non… reclinare il capo. Oggi, dopo 25 anni, incomincia la Messa: un povero prete stanco che ogni mattina si distende sulla croce fino a quando i suoi poveri piedi, le sue povere braccia, il suo povero volto, il suo povero cuore… saranno i piedi, le braccia, il volto e il cuore di Cristo.  La Messa del tempo finisce: incomincia la messa dell’eternità.  Ite, Missa est.  Deo gratias.

EDITH STEIN, CARMELITANA, MARTIRE (1891-1942), 

  • NULLA POTRÀ MAI SEPARARMI DAL TUO AMORE (Poesia « Heilige Nacht » )  Mio Signore e mio Dio,  mi hai guidata su un cammino lungo, sassoso, oscuro e faticoso. Sovente sembrava che le mie forze volessero abbandonarmi,  non speravo quasi più di vedere un giorno la luce. Il mio cuore stava pietrificandosi in una sofferenza profonda  quando il chiarore di una dolce stella sorse ai miei occhi.
    Fedele, mi guidò ed io la seguii con passo prima timido, poi più sicuro. Giunsi alfine alla porta della Chiesa. Si aprì.Chiesi di entrare. La tua benedizione mi accoglie attraverso le parole del tuo sacerdote. Il mistero che dovevo tenere nascosto nell’intimo del mio cuore,  posso ormai annunciarlo ad alta voce: Credo, confesso la mia fede!
    Il sacerdote mi conduce ai gradini dell’altare, chino la fronte, l’acqua santa scorre sul mio capo.
    Signore, come si può rinascere quando si è giunti alla metà della propria vita (Gv 3,4)? Tu l’ hai detto, e questo è divenuto per me realtà.  Il peso della colpe e delle pene della mia lunga vita mi ha abbandonato.
    In piedi, ho ricevuto il vestito bianco posto sulle mie spalle, simbolo luminoso di purezza! Ho portato in mano il cero la cui fiamma annuncia che la tua vita santa arde in me. Il mio cuore è ormai il presepio che attende la tua presenza. Per poco tempo! Maria, tua madre che è anche mia, mi ha dato il suo nome. Oh! Nessun cuore umano può concepire ciò che prepari per coloro che ti amano (1 Cor 2,9). Ormai sei mio e non ti lascerò mai più. Dovunque vada la strada della mia vita, sei accanto a me. Nulla potrà mai separarmi dal tuo amore (Rm 8,39). 
  • EDITH STEIN PREGAVA COSÌ… Dove, Signore, dove   saremo portati su questa terra  noi non sappiamo. Ma non dobbiamo nemmeno chiedercelo prima del tempo. Sappiamo soltanto che per coloro che ti amano, Signore, tutte le cose volgono al bene e che le tue vie vanno  oltre questa terra.
  •  Signore,  dammi tutto ciò che  mi conduce a Te, prendi tutto ciò che mi distoglie da Te, Signore, strappa me da me stessa e dammi tutta a Te.
  • MONS. TONINO BELLO:     Cari amici, come vorrei che il mio augurio, invece di giungervi con le formule consumate del vocabolario di circostanza, vi arrivasse con una stretta di mano, con uno sguardo profondo, con un sorriso senza parole!  Come vorrei togliervi dall’anima, quasi dall’imboccatura di un sepolcro, il macigno che ostruisce la vostra libertà, che non dà spiragli alla vostra letizia, che blocca la vostra pace! Posso dirvi però una parola. Sillabandola con lentezza per farvi capire di quanto amore intendo caricarla: CORAGGIO!  La Risurrezione di Gesù Cristo, nostro indistruttibile amore, è il paradigma dei nostri destini. La RISURREZIONE. Non la distruzione. Non la catastrofe. Non l’olocausto planetario. Non la fine. Non il precipitare nel nulla…. La Pasqua frantumi le nostre paure e ci faccia vedere le tristezze, le malattie, i soprusi, e perfino la morte, dal versante giusto: quello del “TERZO GIORNO”. Da quel versante le croci sembreranno antenne, piazzate per farci udire la musica del cielo. Le sofferenze del mondo non saranno per noi i rantoli dell’agonia, ma i travagli del parto. E le stigmate, lasciate dai chiodi nelle nostre mani crocifisse, saranno le feritoie attraverso le quali scorgeremo fin d’ora le luci di un mondo nuovo.”
  • MONS. TONINO BELLO: Coraggio, fratello
     Coraggio, fratello che soffri.  C’è anche per te una deposizione dalla croce. C’è anche per te una pietà sovrumana. Ecco già una mano forata che schioda dal legno la tua… Coraggio. Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio. Tra poco, il buio cederà il posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi colori
    e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga. 
  • S. AGOSTINO AI NUOVI BATTEZZATI – Mi rivolgo a voi, figli appena nati, piccolissimi nel Cristo, grazia del Padre, fecondità della Madre, fiore della nostra collana e frutto della nostra fatica, mia gioia e mia corona, voi tutti qui in piedi davanti al Signore. Oggi, è l’ottava della vostra nascita.
    Oggi, viene  portato a compimento in voi il sigillo della fede,  Perciò, il Signore stesso, spogliando con la sua risurrezione la mortalità della carne, risvegliando un corpo non certo diverso, e tuttavia per sempre immortale,
    ha contrassegnato con la sua risurrezione il giorno della domenica,
    il terzo dopo il giorno della sua passione:  ma nell’ordine dei giorni dopo il sabato, l’ottavo che è anche il primo. Perciò anche voi, senza farlo ancora nella realtà, ma già con una speranza certa – sia perché possederete il sacramento di questa realtà, sia perché avete ricevuto la caparra dello Spirito – «se siete risorti con il Cristo cercate le cose di lassù,
    dove si trova Cristo assiso alla destra Dio». Sant’ Agostino, Discorso ai neofiti, 1 e 3
  • DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA 

 Gesù conosce benississimo i tuoi problemi,le tue paure, i tuoi bisogni ,la tua malattia e ti vuole aiutare. E’ un Padre misericordjoso che ti aspetta a braccia aperte in qualunque momento. Non temere .Ti dice : credi forse che Mi manchi l ‘onnipotenza per venirti in aiuto ? Fidati fidati fidati di Lui.

 

    

«Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io».  

  • CHIARA LUCE: …Rifiutata la morfina perché le toglie lucidità, dona tutto per la Chiesa, i giovani, i non credenti, il Movimento, le missioni… Ripete: Non ho più niente, ma ho ancora il cuore e con quello posso sempre amare”.    La cameretta, in ospedale a Torino e a casa, è luogo di incontro, di apostolato, di unità: è la sua chiesa. Alla mamma che le chiede se soffre molto risponde: «Gesù mi smacchia con la varechina anche i puntini neri e la varechina brucia. Così quando arriverò in Paradiso sarò bianca come la neve».  Ma il male avanza e i dolori aumentano: «Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io». Chiara si prepara all’incontro: «E’ lo Sposo che viene a trovarmi», e sceglie l’abito da sposa, i canti e le preghiere per la “sua” Messa dove «nessuno dovrà piangere!». E lo «Sposo» viene a prenderla all’alba del 7 ottobre 1990. E’ il giorno della Vergine del Rosario. Queste le sue ultime parole: “Mamma, sii felice, perché io lo sono. Ciao”.  + CHIARA LUCE
  • S. AGOSTINO:  QUALE VOLTO HA L’AMORE? IL VOLTO DI DIO 
  • Quale volto ha l’amore? quale forma, quale statura, quali piedi, quali mani? Nessuno lo può dire. Esso tuttavia ha i piedi, che conducono alla Chiesa; ha le mani, che donano ai poveri; ha gli occhi, coi quali si viene a conoscere colui che è nel bisogno…

  • GIUSEPPE MOSCATI, IL MEDICO SANTO – + MOSCATI
  1.  Ama la verità, mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi. E se la verità ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio.” 
  2.  UN ESEMPIO: “Ti spiace accompagnarmi?” Sentì chiedersi lo studente dal giovane Primario a cui riconosceva tutta Napoli un prestigio già fuor dall’ordinario per aver legato saldamente alla Scienza la Fede più fervente.  “Non è per esercizio di diagnostica che desidero averti insieme a me. Le discussioni sopra i casi clinici le sai fare benissimo da te. Vorrei che da cristiano già temprato tu vedessi l’autentico “malato”. Si avviarono in un dedalo di vicoli stretti e fangosi, non sensa disagio. Poi, dentro il corridoio di un tugurio,  si spinsero all’estremo pianerottolo contemplando uno squallido spettacolo: un uomo dall’aspetto cadaverico sopra una branda retta per miracolo fissò lo sguardo sopra il professore, quasi in attesa del suo salvatore. Il quale, prontamente inginocchiatosi presso il giaciglio come a un rituale, conchiuse un minuzioso esame clinico con la puntura di un medicinale, furtivamente alla famiglia ansiosa, lasciando anche un’offerta generosa. Poche parole al bravo allievo espressero il senso di quel gesto (abituale al Maestro) e so quanto ne orientarono l’esimia attività professionale: Ricordalo: tu hai visto nettamente l’immagine del Cristo Sofferente!” [Dall’Osservatore Romano 23/11/1975]
  •  S. TERESA DI CALCUTTA: Non cercate Gesù in terre lontane: Lui non è là. E’ vicino a voi. E’ con voi. Basta che teniate il lume acceso e Lo vedrete sempre. Continuate a riempire il lume con piccole gocce d’amore.  
  • S. LUIGI ORIONE:  Nel nome della Divina Provvidenza, ho aperto le braccia e il cuore a sani e ad ammalati, di ogni età, di ogni religione, di ogni nazionalità: a tutti avrei voluto dare, col pane del corpo, il divino balsamo della Fede, ma specialmente ai nostri fratelli più sofferenti e abbandonati. Tante volte ho sentito Gesù Cristo vicino a me, tante volte l’ho come intravisto, Gesù, nei più reietti e più infelici.   …Non ai ricchi, ma ai poveri e ai più poveri e al popolo, mi ha mandato il Signore.  
  • SHAHBAZ BHATTI – TESTAMENTO SPIRITUALE… Fu l’amore di Gesù che mi indusse ad offrire i miei servizi alla Chiesa. Ricordo un venerdì di Pasqua quando avevo solo tredici anni: ascoltai un sermone sul sacrificio di Gesù per la nostra redenzione e per la salvezza del mondo. E pensai di corrispondere a quel suo amore donando amore ai nostri fratelli e sorelle, ponendomi al servizio dei cristiani, specialmente dei poveri, dei bisognosi e dei perseguitati che vivono in questo paese islamico. Mi è stato richiesto di porre fine alla mia battaglia, ma io ho sempre rifiutato, persino a rischio della mia stessa vita. La mia risposta è sempre stata la stessa. Non voglio popolarità, non voglio posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo.  LEGGI TUTTO: + Non ho più paura S. BHATTI
  • QUANDO MI CHIAMÒ PER NOME: «MARIA!».
    Quante volte mi aveva chiamato così,  eppure mai avevo sentito tanta dolcezza nella sua voce. Ancora oggi, quando chiudo gli occhi, sento la sua voce chiamarmi con la stessa dolcezza con cui mi ha chiamata quell’ultima volta: «Maria!». Mi chiama così da allora, la sua voce mi accompagna, e io non sento più altro.  Mi hanno messa da parte, con delicatezza, con affetto: a chi serve, infatti, che io continui a sentire dentro di me  la sua voce e solo la sua voce?  In quella chiamata c’era il mantenimento di una promessa, c’era l’adempimento del suo amore per me, per Maria di Magdala, sì, proprio quella Maria dalla quale aveva scacciato sette demoni, come vi piace ricordare, un amore totale per ciascuno di noi, con il suo nome, con il suo corpo, con la sua povera vita. Solo allora riconobbi quello sconosciuto, da come pronunciò il mio nome, «Maria!», e gli caddi ai piedi: «Rabboni!», esclamai, ed ero felice. Mi parve così naturale che prima non lo avessi riconosciuto che neppure oggi, dopo tanto tempo, posso spiegarne il perché. Ora so che non era possibile riconoscerlo prima che mi avesse chiamato. Neppure voi potrete riconoscerlo prima che egli vi chiami anche se egli è lì, dinanzi a voi da sempre, eppure voi non sapete chi sia finché non vi avrà chiamato per nome. Questo è il semplice segreto di Maria di Magdala. Vi prego: non dormite. (Ferruccio Parazzoli)

  Ed ecco Gesù Risorto entra in casa a porte chiuse per dare loro la sua pace e il suo SpiritoLa sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

  1. NON C’E’ PIU’…

 Io credo, Signore, che al termine del cammino non c’è ancora da camminare
ma la fine del pellegrinaggio.
Credo, Signore, che alla fine della notte non c’è più notte
ma l’aurora.
Credo, Signore, che alla fine dell’inverno non c’è più inverno
ma la primavera.
Credo, Signore, che dopo la disperazione non c’è ancora disperazione
ma la speranza.
Credo, Signore, che al termine dell’attesa non c’è ancora attesa
ma l’incontro.
Credo, Signore, che dopo la morte non c’è ancora morte
ma la vita.

(Joseph Folliet)

  • L’annunzio della Parola, compito prioritario dell’apostolo  6,2ss Allora  i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: “Non è giusto  che noi trascuriamola parola di Dio per il servizio delle mense.  Cercate dunque, fratelli, tra di voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di saggezza, ai quali affideremo quest’incarico.  4 Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al ministero della  parola”.5 Piacque questa proposta a tutto il gruppo
  • la Parola di Dio si diffonde 6,7 Intanto la parola di Dio si diffondeva e si moltiplicava grandemente il numero dei discepoli a Gerusalemme; anche un gran  numero di sacerdoti aderiva alla fede.
  • La persecuzione favorisce la diffusione della Parola 8,1ss Saulo era fra coloro che approvarono la sua uccisione. In quel  giorno scoppiò una violenta persecuzione contro la Chiesa di  Gerusalemme e tutti, ad eccezione degli apostoli, furono  dispersi nelle regioni della Giudea e della Samaria. Persone pie  seppellirono Stefano e fecero un grande lutto per lui.  Saulo intanto  infuriava contro la Chiesa ed entrando nelle case prendeva uomini e  donne e li faceva mettere in prigione.  4 Quelli però che erano stati dispersi andavano per il paese e  diffondevano la parola di Dio.
  • “PIETRO ANDAVA A FAR VISITA A TUTTI”  Pietro traditore come tutti a Pentecoste è portavoce di tutti  C. 214 Allora Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta  così: “Uomini di Giudea, e voi tutti che vi trovate a Gerusalemme, vi sia  ben noto questo e fate attenzione alle mie parole:  Questi uomini non  sono ubriachi come voi sospettate, essendo appena le nove del mattino.  Accade invece quello che predisse il profeta Gioele: Negli ultimi giorni, dice il Signore, Io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona…
  •  Qual’è la vera ricchezza della Chiesa? Il nome di Gesù  C.3 1 Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la  preghiera verso le tre del pomeriggio.  2 Qui di solito veniva  portato un uomo, storpio fin dalla nascita e lo ponevano ogni  giorno presso la porta del tempio detta “Bella” a chiedere l’elemosina a coloro che entravano nel tempio. 3 Questi, vedendo Pietro e  Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò loro l’elemosina.   Allora Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: “Guarda verso di noi”. Ed egli si volse verso di loro,  aspettandosi di ricevere qualche cosa.  Ma Pietro gli disse: “Non  possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di  Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!”.  E, presolo per la mano  destra, lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono  e balzato in piedi camminava; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio.

leggi tutto: + LECTIO 1 LA PAROLA DI DIO SI DIFFONDEVA

LEGGI TUTTO: + LECTIO 2 PIETRO ANDAVA A FAR VISITA A TUTTI    

  1.  

     
     
     
     
     
     
    GLI AUGURI DI DON ORIONE : Cristo è risorto!  Oh! risorga Cristo anche in noi se mai fossimo venuti meno lungo la via: viva in noi con la sua grazia, e noi viviamo in Lui e di Lui,ché fuori di Lui non c’è vita né consolazione che valga. Vivere Cristo e far vivere tutto il mondo di Cristo! Che la vittoria del Signore sia anche la nostra vittoria, e la morte, anche per noi, sia un passaggio a vita novella, e abbia a renderci un dì radioso questo corpo…Cristo è risorto ! Ma è ancora in mezzo a noi, è sempre con noi, per asciugare ogni lagrima, e trasformare tutti i dolori in amore
    • In quel tempo, Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero:«Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo».Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò subito ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto

 

HO VISTO IL SIGNORE: LA VOCE DEI TESTIMONI

21 comments

  1. Caro Vincenzino dolcissimo
    Ho aperto,al fine, questo sito, frettolosomante, come ormai quasi tutto nella mia vita.
    E mi son fermato. Finalmente.
    Quanta ricchezza.
    Quanta umanità.
    Quanta sapienza e soprattutto quanta sete di fede. E quanta fede.
    Ho divorato tutto senza sosta.
    Ho avuto precisa la percezione di essere cellula di un ” Corpo” alla quale la condivisione di molte altre cellule portava medicina, sollievo, fraternità.
    Condivisione appunto.
    E’ bello sentirsi in sintonia con chi neppure sai, o meglio sai, perchè scopri un fratello una sorella con le stesse paure, gli stessi dubbi, le stesse speranze.
    La stessa sete di Verità che poi, per nostra “fortuna” è una Persona.
    Grazie caro DonVi per esserti fatto strumento.
    Per essere l’araldo in cerca di araldi.
    Per tutti noi.
    Sarò più presente. La Grazia mi sta braccando.
    Mi assedia e mi perseguita dolcissimamente in questo periodo.
    Per una nuova conversione, in vista del traguardo. Ti voglio bene.
    Sandro

  2. … e ripenso alla nostra conversazione …dicevi che lo sforzo che dovesti fare fu quello di abbracciare il tuo carapace di gesso…accarezzarlo tutti i giorni, come fosse tuo amico, non la gabbia che ti soffocava…e cosi’ anche la morte, Don vincenzo? sara’ cosi’ anche per la morte,
    ” per sora nostra morte corporale”‘:la dobbiamo accarezzare, la dobbiamo ringraziare, farla nostra, accoglierla come parte di noi…e cosi’ anche la malattia?,
    e cosi’ anche quella del tuo amico e confratello? sara’ cosi’, solo cosi’,
    credo- conosceremo Cristo che ci trae fuori dalle tenebre e ci fa vivere alla luce.sara’ questo che diceva Seneca:”si muore un po’ per giorno”. accarezziamo questa ralta’ nostra, tutta umana, come la stanchezza, la terza eta’, la voglia e il desiderio,scomposti o assenti..il buio della depressione
    che si chiamava Demonio , o demone meridiano o la strisciante accidia.Che bella Pasqua che abbiamo riso e goduto ancora insieme!Che belle argomentazioni, combattimenti, risate,
    alleanze, piu’o meno sante!!quante verita’ umane!Quant’e’ bello essere uomini! con tutto cio’ che questa condizione comporta.Anche con la paura della morte, il buio, l’imprevisto dal quale bastano 4 egregi “sconosciuti” attorno ad un tavolo, che si ritrovano fratelli di sempre,
    per riconoscere le braccia di Cristo che ti vengono a cavare fuori dal buio pesto
    della consueta incomunicabilita’
    … e ti danno il brivido della Pasqua!
    caterina

  3. Vittima della Carità

    Ai tuoi piedi o Padre depongo la vita che mi hai dato.
    Nello Spirito Santo Ti appartengo vittima della Carità di Cristo.
    Non ho niente, né oro, né argento, questo corpo mi hai dato.
    Eccolo nel Corpo Mistico sono corpo
    L’acqua delle mie vene in Cristo sangue che cola benefico sul mondo.
    Nell’Offerta Pura e Santa partecipe dell’Offerta unica a Te gradita
    Vittima, brama il mio cuore
    Per ogni necessità e bisogno
    Per ogni dolore e prova
    Per ogni dubbio e ricerca
    Per ogni speranza e desiderio
    Per ogni bisogno che abita l’uomo
    La storia, il tempo, la terra e il cielo
    Per ogni realtà vorrei essere vittima e,
    nelle Tue mani Padre che penetri i cuori e i pensieri:
    ECCOMI!
    Non ho nulla che io possa dire mio,
    ma nella potenza dello Spirito
    in Cristo,
    io,
    Vittima della Carità

  4. Come sono belle le parole di questi testimoni che ha messo a conferma della Resurrezione! Aveva già postato le parole di don Mazzolari, ma ogni volta come sono belle!! Mi commuovono, mi appartengono, mi fanno sperare..Deo Gratias!

  5. Che gran cosa è mai la santa Messa!
    Mi chiedo spesso come si può essere distratti durante la santa Messa! Molto spesso siamo abituati a subire la Messa, abituati a questa incombenza. La santa Messa è il tesoro dei tesori, è come una nuova creazione in cui tutto può compiersi o, non compiersi. Non voglio abituarmi alla santa Messa, non voglio abituarmi al già detto, già sentito. Non è facile, è un impegno, la carne è debole, ha ragione Gesù, ma col Suo aiuto, ogni Messa è davvero un incontro col Risorto.

  6. …ma poi,tante volte,la strada,la chiave,è davvero quel riuscire ad andare “OLTRE “. Riuscire a pensare e a vedere l’oltre”..”OLTRE il cammino,la notte, l’inverno…”, OLTRE la prova, il momento, la tentazione. Andare oltre anche a quel mio fermarmi,talvolta,a guardare negativamente il mio “corpo storpio”. E mi parla tanto l’immagine di Atti 3. Andare “oltre” anche alle nostre debolezze, ai nostri limiti e fatiche ..andare a quel Gesù che con amore FISSA IL SUO SGUARDO SU DI NOI,su di me e,perchè noi da storpi “balziamo in piedi e camminiamo”, ci chiede ,SOLO ci e mi chiede,di “GUARDARE VERSO “. Mi conosce e lo sà che non riesco a fissare lo sguardo su di Lui, ma (è vero!) basta che io mi “volga verso “e Lui “mi prende per la mano, mi solleva ,rinvigorisce,mi fa camminare ed entrare nel tempio”… e , se riesco ad andare”oltre”arriverò anch’io come quello storpio a “saltare e lodarlo” …

    Ricordandovi nella vostra settimana di lectio divina .

  7. AbbracciaCI Gesù
    Fammi “sentire” che in questa Catena di Amore anche la mia “piccola croce” può avere voce.
    Fammi “capire” che anche la mia piccola croce portata con Te e OFFERTA a Te nella MESSA, può diventare un anello di questa catena..
    AbbracciaCI Gesù

  8. IL DOLORE CONDIVISO PUO’ DIVENTARE UNA CATENA D’AMORE
    …Adesso vorrei passare al tema serio del dolore. Il dolore degl’altri che vorremmo fare nostro perchè non sopportiamo vederli soffrire. Aiutarli a portare la loro croce… ma è la loro e ci sono inchiodati sopra…
    è anche la nostra perchè fà male anche a noi… e il dolore diventa tutt’uno.
    E poi c’è un terzo che sta a guardare e vorrebbe… e diventa una catena di
    croci. Si, una catena di croci ma anche una catena di amore. Una corona d’amore da portare con il tuo cuore al tuo amico Sergio. Il Signore gli dia la serenità di accettare questa croce, questo passo della sua vita che solo Dio conosce. Lo so che gli starai vicino… Vi sto vicino con la mia comprensione e vi tengo nel cuore con il vostro dolore. Un abbraccio A. B

  9. Carissimo D.V.,
    sono davanti al pc per la …dose serale di buona lettura. Ho visto che hai aggiunto le parole di D.Tonino Bello e ho deciso di trascriverti un….altro pezzo che a me piace rileggere spesso (sempre di D.Tonino B.) Un piccolo, ma fraterno modo, per farti sentire che ti sono vicina in questo momento di pena e trepidazione per il tuo Confratello.
    ” Cari amici, come vorrei che il mio augurio, invece di giungervi con le formule consumate del vocabolario di circostanza, vi arrivasse con una stretta di mano, con uno sguardo profondo, con un sorriso senza parole!
    Come vorrei togliervi dall’anima, quasi dall’imboccatura di un sepolcro, il macigno che ostruisce la vostra libertà, che non dà spiragli alla vostra letizia, che blocca la vostra pace! Posso dirvi però una parola. Sillabandola con lentezza per farvi capire di quanto amore intendo caricarla: CORAGGIO!
    La Risurrezione di Gesù Cristo, nostro indistruttibile amore, è il paradigma dei nostri destini. La RISURREZIONE. Non la distruzione. Non la catastrofe. Non l’olocausto planetario. Non la fine. Non il precipitare nel nulla….La Pasqua frantumi le nostre paure e ci faccia vedere le tristezze, le malattie, i soprusi, e perfino la morte, dal versante giusto: quello del “TERZO GIORNO”. Da quel versante le croci sembreranno antenne, piazzate per farci udire la musica del cielo. Le sofferenze del mondo non saranno per noi i rantoli dell’agonia, ma i travagli del parto. E le stigmate, lasciate dai chiodi nelle nostre mani crocifisse, saranno le feritoie attraverso le quali scorgeremo fin d’ora le luci di un mondo nuovo.”

  10. Caro D. Vincenzo,
    leggendo il Vangelo di oggi, vorrei dire quale considerazione mi è venuta in mente; mi piace soffermarmi sulla BEATITUDINE che Gesù proclama:”BEATI QUELLI CHE NON HANNO VISTO E HANNO CREDUTO!”
    Io vorrei, a questo punto, ringraziare Dio per il dono della fede e vorrei pregarlo: “Signore, aumenta la mia fede!”
    Inoltre mi piace aggiungere una riflessione sulla frase che Gesù disse ai discepoli dopo la Resurrezione e che fa parte del Vangelo odierno: “Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete non saranno perdonati”.
    Tutte le volte che vado a confessarmi e ascolto dal Sacerdote: “IO TI ASSOLVO…” credo fermamente che in quel momento Cristo cancella i miei peccati e con il SUO SANGUE lava la mia anima. Io Gesù Risorto Lo incontro nei SACRAMENTI e nei Suoi Ministri che me Lo rappresentano.
    E vorrei cantare:LA MIA PASQUA è IL SIGNORE..
    Maria A.

  11. Cari amici
    MENTRE CHIEDO A TUTTI UNA PREGHIERA PER LA SALUTE DEL NOSTRO CARO CONFRATELLO D. SERGIO MURA RICOVERATO IN OSPEDALE A PESARO PER ISCHEMIA…
    metto a vostra disposizione un’acuta riflessione sulle potature… PERDITA O OFFERTA?

    …Le viti, potate da poco, stavano piangendo…Quei tralci, essendo ormai prossimi a vegetare e pronti a rinnovarsi, pativano la ferita. Nel sacrificio del taglio si compiva una perdita e si manifestava un’offerta. L’una avrebbe consentito all’altra di portare vigore, forza, abbondanza. Stavo assistendo a un mutamento, a un evento di passaggio e, cercando di orientarmi nella direzione della sua necessità, mi facevo strada anche fra le possibili metafore che rappresentava. Quanto di ciò che esce da noi andrebbe potato, guidato, convertito perché rimanga nella pianta e porti frutto? Quante iniziative sprecate, quanta energia superflua, quante diramazioni inutili andrebbero deviate e condotte a vita nuova? Quanto coinvolgimento e quanta consapevolezza servono alla responsabilità per procedere in un senso piuttosto che in un altro, per investire in un modo piuttosto che in un altro? Quanta libertà va gestita ed educata perché non rinneghi la dignità e perché spinga le sue migliori potenzialità verso la pienezza e la vera realizzazione di sé? Quanta onestà servirebbe per denudarsi davanti alla propria coscienza senza che un’apparenza e la giustificazione di turno si facciano belle oppure osino bastare a se stesse? Quanta abilità e quanta esperienza occorrono per rendere produttivo un intervento e per compierlo nel punto giusto, nel momento giusto, prima di causare o di peggiorare un danno? A quanto e a cosa dovremmo rinunciare per farci servi di unawquelle viti accompagnava una scelta e riempiva le interruzioni per lasciare posto e corso a una trasformazione, a una crescita, al cambiamento. Rimasi sospesa tra quell’immagine e le mie domande. Tentai di capire che a volte si deve togliere per riacquistare, si deve perdere per ritrovare. Fu allora che il pianto di una goccia, precipitando dall’alto, schioccò una risposta sulle mie labbra. Bevendola, non la lasciai scivolare via.(I.T)

  12. 7 Aprile 2012 Sabato Santo
    L’amore che ci è dato di vivere, sperimentandone slanci e cadute, impeti e angosce, deve volgersi a quello di Dio come il fiore alla sua luce.
    Gesù si avvicina alle nostre risposte come il sole ai germogli, oltrepassando le pieghe d’ombra, filtrando in trasparenza e permettendo di schiuderci nel Suo incontro.
    A volte, rileggendo ciò che scrivo, mi rendo conto di ricorrere spesso ai fiori, alla natura e ai paragoni che consentono e che ispirano … Forse non so staccarmi da quel po’ di romanticismo che caratterizza la femminilità e che avvolge con la sua patina rassicurante, quasi protettiva. Però, nonostante la realtà mi abbia gettato a terra tante volte e mi abbia fatto sentire il peso e il male dei suoi colpi, persisto nel sollevarmi quanto basta per continuare a sperare e per ripararmi nella bellezza del creato. Buona Pasqua, caro Don Vincenzo … profondamente.Isabel

  13. Le domande che ha espresso caro d. Vincenzo, sono chiare: hai incontrato Gesù, come dove?..raccontalo
    Leggo invece le solite dimostrazioni di male imperante, aborti, sregolatezza della vita, morti tragiche ecc..ecc.
    Dov’è la nostra Pasqua?
    Dov’è la resurrezione di cui siamo testimoni?
    Non vuol essere una critica agli altri interventi, ma mi sembra il catastrofismo di sempre. Ci si chiede la Luce, mostriamo le tenebre. Dov’è la Luce, c’è? L’abbiamo incontrata?
    Ciò che viviamo lo sappiamo, nessuno ha inventato nuovi peccati, poichè l’uomo è sempre identico nonostante le epoche che cambiano.
    Sembra di sentire le parole dei due discepoli di Emmaus. Davvero è cosi, davvero non è cambiato nulla nella nostra vita, nel nostro modo di percepire la realtà che ci sta intorno? Gesù che risorge a fare se non cambia nulla??
    Io dico che l’ho incontrato, ha cambiato la mia vita, i miei occhi vedono la salvezza, nonostante tutto il male, nonostante tante prove e dolori, so che ci sarà un tempo di gioia, so che nonostante tanto male, il Male ha perso, so che è morto per ogni errore, ma che è risorto per confermare che Lui è il vivente. Chi ha incontrato il vivente non può essere pessimista, perchè vede il cielo anche se ha i piedi nel fango.
    Vorrei leggere la gioia dell’incontro, la gioia di riconoscerlo, la gioia di sentirsi amati nonostante tanti errori, la gioia di appartenergli , di dirgli si, di ripeterglielo nonostante la croce che ancora grava su di noi. Vorrei leggere che anche tu fratello o sorella hai questa gioia, questo è Pasqua!

  14. Caro D.V., ho letto ciò che ha scritto il dott.Francesco e che tu hai riportato nel sito per offrire a tutti la possibilità di riflettere e meditare….Ha ragione e lo dico da persona profana ed incompetente: troppe possibilità vengono offerte dalla medicina e dalla farmacologia attuali per riempire non le tombe ma…le fosse comuni…Io la chiamerei LA STRAGE DEGLI INNOCENTI.Si trascura però -secondo me- un particolare importante: oggi LA VITA HA PERSO IL SUO VALORE; viene calpestata a tutti i livelli. Prevale solo tanto egoismo.E pensare che Cristo ha dato la SUA VITA perchè noi potessimo avere la VITA! Si parla dei farmaci…del giorno prima, del giorno dopo…. di aborti terapeutici…. e non si parla di droga, di alcol, di gioco, di vizi vari….Non sono forse, anche questi, mezzi per disprezzare e distruggere la vita? Vuoi un esempio? Eccolo, fresco fresco:
    – La notte di Pasqua, mentre noi facevamo la veglia di RESURREZIONE, un mio concittadino, dopo aver dissipato tutto nel gioco e perso il posto di lavoro per questo, forse in stato di ebrezza alcolica, o sotto l’effetto di droga, senza patente, senza assicurazione, ha perso la vita in un terribile incidente causato dalla folle velocità. Domani ci saranno i suoi funerali. Questo basterebbe per far venire i brividi, ma -purtroppo- non è un caso unico!-Quante sono le vittime della strada? O le vittime di altro??? Sono anche queste: STRAGI QUOTIDIANE. E ora si sono aggiunti anche i suicidi per motivi economici, ma questi i medici e i politici non li prendono in considerazione. Solo…la povera gente! Davvero penso che oggi dovremmo riscoprire il valore della VITA. E dovremmo rispettarci di più ( anche nella Chiesa…); non per niente Gesù diceva e lo dice anche a noi tutti: SAPRANNO CHE SIETE MIEI DISCEPOLI DA COME VI AMERETE. Altrimenti ci prendiamo in giro e le parole che diciamo suonano FALSE.

  15. Ricevo importante riflessione “pasquale” del DR. FRANCESCO A. Ringrazio e faccio conoscere. Ci fa bene a tutti…

    … viviamo in tempo di crisi ma, vi assicuro percorrendo i corridoi dei nostri ospedali tutti i giorni non ho mai registrato lamentele di ordine politico economico; perché la vita è molto di più di ciò che ci manca e la vera paura non è per ciò che ci viene negato quanto per l’incertezza di fronte alla morte; eppure lo stesso venerdì santo ci offre l’opportunità di intravedere uno spiraglio di speranza; mi ha colpito la cura così dettagliata del corpo di Gesù … La cura per la sepoltura è già in sé un segno di grande speranza; accade proprio in questi giorni che il comune di Firenze abbia concesso la facoltà di seppellire i feti abortiti; una concessione da alcuni definita macabra, da altri volgarmente lesiva perfino della legge 194 eppure un grande avvenimento che ovviamente non merita che la 15. ma pagina dei giornali e più per la carica polemica che per altro; “Ella One’’ la pillola dei 5 giorni ha finalmente trovato cittadinanza in Italia; è sbarcata nel silenzio incosciente in una civiltà “capace di rendere superflua ogni pratica di umana compassione perché nulla si vede e quindi ‘’nulla esiste’’, ma non è così. Per quanto sia triste questo accanimento antiumano c’è una tomba vuota per ognuno di coloro che nel silenzio viene eliminato in nome dei diritti riproduttivi; ( ovvero degli inviolabili diritti individuali); qualche anno fa durante un incontro per fidanzati una farmacista mi raccontava che in una farmacia della nostra città venivano vendute 70 scatole di pillola del giorno dopo in una sola notte tra sghignazzi e imbarazzo; per qualcuno sarà considerato il successo della prevenzione; quanto siamo prossimi a questa triste realtà; Forse è venuto il momento….se non ora, quando? Che la tomba vuota ci faccia rinascere il desiderio di indicare quei frammenti di risurrezione perché, come per i discepoli di Emmaus sono accanto a noi. Se la Pasqua non ci parla di vita, di che cosa ci parla? Ieri, Pasqua di risurrezione ospiti a casa mia amici siciliani che hanno accolto nella loro famiglia due ragazzi abbandonati di cui uno Down; ebbene quest’ultimo, vedendo il proprio fratello triste gli si è rivolto con fare paterno dicendogli: ‘’Sorridi alla vita, almeno qualche volta! ‘’ Le membra più deboli sono le più necessarie , ricordava sempre Don Benzi; La mamma mi diceva che attraverso di loro passa lo Spirito. Di fronte alla tomba vuota o c’è il ghigno irridente della disperazione o il sorriso della speranza; Dio ci parla con il linguaggio sapiente di coloro che lasciano il cuore aperto alla sua parola; forse anche noi abbiamo bisogno di quel cromosoma in più per comprenderlo anziché chiudere il cuore alla parola di Dio; il nostro mondo vive una Downfobia che ha condotto a una strage degli innocenti senza paragoni nella storia; l’accanimento della ricerca scientifica e tecnologica li ha scovati ovunque con la precisione delle bombe intelligenti che non fanno rumore( soprattutto nelle nostre coscienze) ma…La tomba è vuota! Buona Pasqua.

  16. A dir la verità, per molto tempo non mi interessava neanche se il sepolcro ci fosse, se fosse chiuso dalla pietra o se fosse vuoto… Io ero qui, Lui era “là”, dovunque fosse.
    Ma poi di angeli ne è piena la terra, di questo ne sono convinta, e i miei angeli sono stati tanti… tanti davvero! e tutti insieme hanno rotolato per me la pietra che mi divideva dal… sepolcro vuoto!
    Sì, perchè solo allora ho scoperto che il Signore non era “dentro” la tomba, ma mi era già accanto, come lo era alla Maddalena: anch’io non me ne ero accorta, che fosse proprio Lui. Ma poi ti senti chiamare per nome, ti senti “conosciuta” e allora cambia tutto…
    E non si può spiegare la gioia che si riceve nell’ “incontrarlo” vivo nelle persone che sono più indifese, nelle più semplici, nelle nostre “perle”… è lì che ti dona il suo amore, la sua vicinanza, che comprendi quanto abbia sete del tuo amore e della tua vicinanza, e come il donare in realtà ritorni a te centuplicato, perchè ritorna trasformato dal Suo Amore.
    E posso ascoltarLo nella Sua Parola, lì dove lo sento davvero “vivo”, perchè mi legge dentro e comprende ciò che vivo e che provo, e mi dà sempre speranza e forza… e chi non è davvero vivente non può essere così tempestivo e così reale nell’esserti vicino, con le giuste parole che solo Chi ti conosce da sempre può trovare.
    E si dona nell’Eucarestia, in modo così silenzioso e così efficace, che solo chi è Dio può lasciarti la libertà di accoglierlo e di amarlo, se vuoi e trasformarti.
    Gesù è davvero il Vivente, Gesù è davvero il Dio-con-noi! Ogni volta che guardo una croce spoglia del Crocifisso, sorrido al pensiero che Lui non è più lì perchè è il Risorto per sempre, ed anche se io posso aver preso per un poco il suo posto sulla croce, condividerò con Lui anche la Vita eterna, quella per sempre… Auguri per una vita da risorti a tutti, auguri affinchè possiamo avere occhi aperti per riconoscerlo nei mille modi in cui Lui ci è accanto.
    Ciao dv, felice Pasqua di Resurrezione soprattutto a te… che ci aiuti a rotolare la pietra che ci divide dalla gioia e dall’amore, con la pazienza e la discrezione… solo chi fa esperienza di Dio, può essere certo che prima o poi Lui si farà riconoscere da chi lo cerca.

  17. Grazie delle preziose riflessioni pasquali : come sempre sono originali ed efficaci.
    Per me quest’anno va molto bene che Gesù mi chieda “dov’è la mia stanza?”… E mentre tento di dargli una risposta di vita, chiedo a Lui di illuminarmi e accompagnare i miei passi quotidiani per avere la tranquillità di poterla trovare anche altrove… Ti auguro una Santa Pasqua che sia una sintesi delle tante proposte spirituali che tu hai regalato a me e a tante persone. e spero di avere un ‘occasione bella per poter parlare con te ed essere da te illuminata e confermata nei miei progetti in nome del Signore.S.G.

  18. Perchè la Sua resurrezione comincia a trasformare la nostra vita presente: perchè tutto il nostro Amore non è quello che pnsiamo di avere già dato.., o diamo ogni giorno, ma quello che abbiamo ancora da dare..!.”ai poveri, agli indigenti, ai piccoli
    abbandonati, pochi pensano, mentre sono in grandissimo numero ed abbisognano di tutto: di un pane che li sfami, di un vestito che li copra, di un letto ove riposare, soprattutto di un cuore che non li rigetti, che non li tema, che non senta per loro aborrimento, ma li avvicini, li ami.” (S.Luigi Orione)
    Auguri di buona Pasqua.
    P.M

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