GIUGNO 2012: RISCOPRIAMO L’EUCARISTIA

 

  

Cari amici,  il mese di Giugno  mi ricorda i fiori di ginestra che da bambino raccoglievo per spargerli con infantile commozione, sulle strade dove passava la  processione del CORPUS DOMINI…  

 

Si, per noi cristiani, Giugno “odora” di EUCARISTIA.  NELL’ANNO DELLA FEDE, vogliamo impegnarci a riscoprirne i tesori… nei prossimi giorni puoi già trovare qualcosa anche nel nostro sito:  www.sanbiagiofano.it    

 Condividiamo qualche pensiero, canto, belle foto… per ripetere davanti all’Eucaristia il nostro piccolo eccomi, insieme con l’ECCOMI di Maria e di Gesù: QUESTO E’ IL MIO CORPO OFFERTO PER VOI… Fraternamente dv

 



·      Prima del sorgere del sole

“Fin dai tempi apostolici “il primo giorno dopo il Sabato”, primo della settimana, cominciò a caratterizzare il ritmo stesso della vita dei discepoli di Cristo (cfr. 1Cor. 16,2; At. 20,7ss; )In questi primi tempi della Chiesa.. i giorni festivi del calendario greco e romano non coincidevano con la Domenica cristiana . si spiega così perché i fedeli fossero costretti a riunirsi prima del sorgere del sole” (22)

·      La Domenica, preannunzio della vita senza fine “La Domenica oltre che primo giorno è anche “giorno ottavo” posto cioè, rispetto alla successione settimanale dei giorni, in una posizione unica e trascendente, evocatrice non solo dell’inizio del tempo ma anche della sua fine…la domenica è il preannunzio incessante della vita che rianima la speranza dei cristiani e li incoraggia nel loro cammino” (26)

·      Il giorno di Cristo-luce “Un’accorta intuizione pastorale suggerì alla Chiesa di cristianizzare, per la Domenica, la connotazione di “giorno del sole” espressione con cui i romani denominavano questo giorno e che ancora emerge in alcune lingue contemporanee “(cfr. l’inglese Sunday!) S. Giustino, utilizza la terminologia corrente per annotare che i cristiani facevano la loro adunanza “nel giorno detto del sole”, ma il riferimento a questa espressione assume ormai per i credenti un senso nuovo, perfettamente evangelico.  Cristo è infatti la luce del mondo.“sole che sorge per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte” (Lc 1,78)

 

 PREGHIAMO  

  • Cristo nella Cena pasquale  ha donato il suo Corpo e il suo Sangue per la vita del mondo. Riuniti nella preghiera di lode, invochiamo il suo nome: Cristo, pane del cielo, da’ a noi la vita eterna.

 

 

 Cristo, Figlio del Dio vivo, che ci hai comandato di celebrare l’Eucaristia in tua memoria,

 

 

– fa’ che vi partecipiamo sempre con fede e amore a beneficio di tutta la Chiesa.
 Cristo, unico e sommo sacerdote, che hai affidato ai tuoi sacerdoti i santi misteri,
– fa’ che essi esprimano nella vita ciò che celebrano nel sacramento.
 Cristo, che riunisci in un solo corpo quanti si nutrono di uno stesso pane,
– accresci nella nostra comunità la concordia e la pace.
 Cristo, che nell’Eucaristia ci dai il farmaco dell’immortalità e il pegno della risurrezione,
– dona la salute agli infermi e il perdono ai peccatori.
 Cristo, che nell’Eucaristia ci dai la grazia di annunziare la tua morte e risurrezione fino al giorno della tua venuta,
– rendi partecipi della tua gloria i nostri fratelli defunti.

 

 

  • SIGNORE, SE CI INNAMORASSIMO DI TE, IL MONDO CAMBIEREBBE…

Accresci la nostra tenerezza per la tua Eucaristia.

Siamo diventati aridi, come ciottoli di un greto…

Signore, in Te le fatiche si placano, i linguaggi si unificano, 

 la vita riacquista sempre il sapore della libertà.

Insegnaci a portare avanti nel mondo e dentro di noi la Tua Risurrezione.

Tu sei presente nel PANE, ma Ti si riconosce nello spezzare il pane…

Aiutaci a riconoscere il Tuo Corpo nei tabernacoli scomodi della miseria e della solitudine.

Rendici frammenti eucaristici, come tante particole che il vento dello Spirito,

soffiando sull’altare, dissemina lontano, dilatando il Tuo “TABERNACOLO”.

(Tonino Bello)

 
  • RISCOPRIAMO LA DOMENICA:  week-end  o  giorno  del  Signore?
  •  Benedetto XVI  AL FAMILY DAY DI MILANO ha raccomandato :  “Care famiglie, pur nei ritmi serrati della nostra epoca, non perdete il senso del giorno del Signore!”… esortando i fedeli a non dimenticare mai la partecipazione della Messa domenicale come una “oasi in cui fermarsi per assaporare la gioia dell’incontro e dissetare la nostra sete di Dio”.

  •  RIPOSARE NEL SIGNORE: “Il riposo assume una tipica valenza sacra: il fedele è invitato a riposare non solo come Dio ha riposato ma a riposare nel Signore, riportando a lui tutta la creazione, nella lode , nel rendimento di grazie nell’intimità filiale e nell’amicizia sponsale (16)
  • CELEBRARE LE MERAVIGLIE OPERATE DA DIO  “Ricordati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là…(Dt. 15) Il contenuto del precetto non è dunque primariamente una qualunque interruzione del lavoro, ma la celebrazione delle meraviglie operate da Dio (n. 17)  

“Il fedele è invitato a riposare nel Signore, riportando a lui tutta la creazione, nella lode , nel rendimento di grazie, nell’intimità filiale e nell’amicizia sponsale”

  • DON ORIONE: Signore, voglio riposare sul Tuo cuore . …Poi, Signora Contessa, elevi ogni tanto il suo spirito a Dio, e dica a Lui: Signore voglio oggi e sempre riposare sul Tuo paterno cuore, e tra le braccia della Santa Chiesa Madre dei Santi e anche della mia fede e della mia anima. Scr. 44,145

 

  • DOMENICA, CELEBRAZIONE DELLE OPERE DI DIO

 

  1. La sosta di Dio di fronte all’opera uscita dalle sue mani: Il riposo divino del settimo giorno sottolinea la pienezza della realizzazione compiuta e quasi esprime la sosta di Dio di fronte all’opera molto buona uscita dalle sue mani per volgere ad essa uno sguardo colmo di gioioso compiacimento: una sguardo contemplativo, che mira a godere la bellezza di quanto è stato compiuto. E’ uno sguardo in cui si può in qualche modo già intuire la  dinamica sponsale che Dio vuole stabilire con la creatura fatta a sua immagine, chiamandola ad impegnarsi in un patto di amore…”Ti farò  mia sposa per sempre e tu conoscerai il Signore” (n.12)
  2.  Tutto è di Dio! “Il rapporto dell’uomo con Dio ha bisogno anche di momenti di esplicita preghiera, in cui il rapporto si fa dialogo intenso…Il giorno del Signore è per eccellenza il giorno di questo rapporto in cui l’uomo eleva a Dio il suo canto, facendosi voce dell’intera creazione …Proprio per questo è anche il giorno del riposoTutto è di Dio! Il giorno del Signore  torna continuamente ad affermare questo principio..” (15)

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Che cosa significa un’esistenza eucaristica? Ci risponde Isaia (61, 1-3):
è una vita «a»; è una vita «per».
Una vita che non si chiude in sé nell’ansia dell’autorealizzazione….
Una vita aperta a un compito al di là di me stesso, il cui centro non sono più io.
Isaia descrive questa vita così: a portare il Vangelo ai poveri;
a fasciare i cuori spezzati; a proclamare la libertà per gli schiavi, 
a promulgare l’anno di misericordia del Signore
Sono quattro «a» che descrivono una vita dedicata all’annuncio.
Nella seconda parte del testo del profeta, si parla di una vita:
per consolare; per allietare; per dare una corona invece di cenere,
olio di letizia invece dell’abito da lutto,  canto di lode invece di un cuore mesto.
Tre «per» che qualificano una vita per la gioia e il conforto degli altri. 
Seconda Lettera ai Corinzi (2 Cor 4, 1-2): questa vita genera una coscienza
libera dalla paura e dai compromessi, proprio perché non si tratta più di me. 
«Non ci perdiamo d’animo; ci presentiamo con semplicità davanti a tutti».
«Noi non siamo che vostri servitori per amore di Gesù!».
Non è la nostra causa: è sua. Noi siamo liberi da ogni preoccupazione di successo o insuccesso personale,
perché il problema è il suo e noi siamo servitori di lui «per voi».
Da dove viene questa qualità di vita?  Chi ne è l’autore?
È lo stesso Gesù che dà la vita per noi per amore;
l’Eucaristia è la garanzia, la forza permanente dell’uomo eucaristico.
Cardinale Carlo Maria Martini

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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  •  Giovanni Paolo II: scrisse una bella lettera che vogliamo rileggere nei punti essenziali
  1. “D i e s   D o m i n i “:  Il giorno del Signore  “Il giorno del Signore ha avuto sempre nella storia della Chiesa, una considerazione privilegiata…E’ la Pasqua della settimana in cui si celebra la vittoria di Cristo sul peccato e della morte. E’ invito a rivivere l’esperienza dei due discepoli  di Emmaus che sentirono ardere il cuore nel petto mentre il Signore si affiancava a loro lungo il cammino” (n. 1)
  2. Il “giorno del Signore” è “il signore dei giorni”  Commemorando non solo una volta all’anno, ma ogni Domenica il giorno della risurrezione di Cristo la Chiesa intende additare ad ogni generazione ciò che costituisce l’asse portante della storia. Il “giorno del Signore” è “il signore dei giorni” (2)
  3. Domenica o “fine settimana”? Quando la Domenica perde il significato originario e si riduce a puro “fine settimana” può capitare che l’uomo  rimanga chiuso in un orizzonte tanto ristretto che non gli consente più di vedere il “cielo”. Allora per quanto vestito a festa, diventa intimamente incapace di “far festa” (n 4)
  4. Tempo perduto o guadagnato? “Vorrei oggi invitare tutti con forza a riscoprire la Domenica: non abbiate paura di dare il vostro tempo a Cristo. (n.7) “Il tempo donato a Cristo non è mai tempo perduto,  ma piuttosto tempo guadagnato per l’umanizzazione profonda dei nostri rapporti e della nostra vita”.

* Perché aspettiamo la Domenica e …come la viviamo?

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INNO

 * O Trinità beata, oceano di pace, la Chiesa a te consacra la sua lode perenne.
 
* Padre d’immensa gloria, Verbo d’eterna luce, Spirito di sapienza e carità perfetta.
 
* Rovéto inestinguibile di verità e d’amore, ravviva in noi la gioia dell’àgape fraterna.
 
* O principio e sorgente  della vita immortale, rivelaci il tuo volto nella gloria dei cieli. Amen.

 

 PROPOSTE PER I MESI ESTIVI

 
  • GIUGNO 2012:  17 – 23 GIUGNO 2012 Esercizi spirituali con gli  ATTI DEGLI APOSTOLI 
  •  LUGLIO 2012:  1 – 7 LUGLIO 2012  Consolate  il mio popolo-  lectio divina con IL PROFETA ISAIA
  •  AGOSTO 2012:  16 – 19 Agosto 2012  ESERCIZI SPIRITUALI PER GIOVANI – YES, WE CAN!  Tutto posso in Colui che mi dà la forza  (S.Paolo)

 

  

  •  Dalla Trinità all’Eucarestia… Dall’Eucaristia alla vita: La Trinità entra nella nostra storia e noi entriamo nella Trinità portando il nostro carico di sofferenza  che Dio in Gesù  è venuto a condividere.   Nella Messa: è il momento della consacrazione…La messa è sacrificio in quanto memoriale della morte e risurrezione del Signore…E’ pane spezzato per noi Nella vita significa che ogni autentico amore, è capace di immolazione…Prese il pane, benedisse, lo spezzò…lo diede! 
  •  PER INSEGNARCI L’AMORE TRINITARIO  Le tre persone con atteggiamento di rispetto e riverenza l’una verso l’altra: Sono una per l’altra e insieme sono la vita del mondo…    FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME : 
  • AD AMARE SI IMPARA DAVANTI ALL’EUCARISTIA

  1. Amore che perdona: nella notte in cui fu tradito Egli prese il pane…
  2. Amore che benedice e ringrazia: rese grazie con la preghiera di benedizione
  3. Amore che previene e si offre: Offrendosi liberamente alla sua Passione
  4. Amore totale: questo è il mio corpo…questo è il mio sangue
  5. Amore sacrificato: spezzò il pane… il mio corpo offerto in sacrificio per voi
  6. Amore personale e universale: il calice del mio sangue versato per voi e per tutti
  7. Amore che nutre i fratelli: prendete e mangiatene…prendete e bevetene tutti
  8. Amore che costruisce comunione: grani macinati e impastati per fare un’ostia …
  9. Amore purissimo che libera dal male: sangue della alleanza…per la remissione dei peccati
  10. Amore silenzioso e fedele… ricambiato o no, continua ad esserci…
  • FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME:  1 Cor. 11 Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME».  Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.

 

  • SO CHE SEI QUI in questo istante  so che sei qui dentro di me abiti qui in questo niente ed io lo so che vivi in me. CHE MAI DIRO’ AL MIO SIGNORE? che mai dirò? Tutto tu sai! ti ascolterò nel mio silenzio e aspetterò che parli tu. E mi dirai cose mai udite, mi parlerai del Padre. Mi colmerai d’amore e scoprirò chi sei.  IO SENTO IN ME LA TUA PACE,  la gioia che tu solo dai. Attorno a me io sento il cielo, un mondo di felicità. MIO DIO SEI QUI! QUALE MISTERO. VERBO DI DIO E UMANITA’. Non conta più lo spazio e il tempo,  è scesa qui l’eternità. Cosa sara’ il paradiso? Cosa sarà la vita? Sarai con noi per sempre, sempre. Tu tutto in noi, noi in Te.”

 

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Ecco il pane degli angeli, pane dei pellegrini, vero pane dei figli.

6 comments

  1. In qualunque circostanza della vita,non smettere mai e poi mai d’invocare Dio,nell’Eucarestia sta la medicina per qualunque tipo di tormento,avere fede e speranza sono i segreti per raggiungere l’amore di Cristo.

  2. NEL GIORNO DEL CORPUS DOMINI…ADORIAMO IL GRANDE MISTERO e…sorridiamo un pò.

    Il dettaglio
    (Bruno Ferrero, Il segreto dei pesci rossi)
    Un parroco preparava con cura meticolosa le manifestazioni esterne della sua parrocchia. Soprattutto la solenne processione del Corpus Domini. Voleva che la festa fosse un vero avvenimento per il paese.
    Tre mesi prima della data, radunava un apposito comitato e organizzava i gruppi di lavoro. Il giorno della festa tutto il paese era mobilitato.
    Alle dieci e trenta in punto, la processione cominciò a snodarsi. I chierichetti con i candelabri, i paggetti nei costumi colorati, le bambine con il vestito bianco che spargevano petali di rosa, i giovanotti della società sportiva con le tute gialle e blu, gli uomini e le donne delle confraternite con i labari colorati e i nastri azzurri, gialli, rossi, poi l’Azione Cattolica, i ragazzi dell’Oratorio, la gente, la teoria dei chierichetti e la banda musicale del paese. Una processione magnifica!
    Quando la banda intonò il pezzo più solenne, dal portale della chiesa uscì lentamente il baldacchino di broccato dorato con i pennacchi rossi e bianchi, sorretto da quattro baldi giovani. Sotto il baldacchino, incedeva il parroco, rivestito del piviale più prezioso, che reggeva il pesante ostensorio d’oro tempestato di pietre preziose. Improvvisamente il viceparroco, che accompagnava i chierichetti, si avvicinò allarmato al parroco e gli sussurrò: “Prevosto, nell’ostensorio non c’è l’ostia!”. Il parroco ribatté seccato: “Non vedi a quante cose devo pensare? Non posso occuparmi anche dei dettagli!”.

    Gesù solo un dettaglio? Per tanti, troppi, è così.

  3. Così difficile scrivere di Eucarestia forse proprio perchè è mistero e momento intimo grande, perchè è da vivere in quel Silenzio che solo la Presenza di Dio e l’abbandonarsi alla fede possono riempire.
    Così grande scoprire che è la “strada per eccellenza” e provare a percorrerla nella crescente consapevolezza di quanto ne ho bisogno.
    Forse è la parola “PANE” che dobbiamo riscoprire : ne abbiamo perso il valore così indaffarati a riempire anche quello terreno di salumi e paciughi vari.

    Grazie per tutto questo angolo di sito, grazie anche per il racconto del cardellino.. Per “entrare” in questo così grande mistero abbiamo anche bisogno di questa semplicità. A me aiuta tanto il pensare e il sentire l’ Eucarestia parallela a quel dono e spettacolo grande che è l’alba !
    Così come quel sole , atteso, subito ci scalda, così nell’Eucarestia impariamo a “lasciarci amare, a lasciarci scaldare” da LUI . Ci sono attimi in cui anche l’atteggiamento del corpo è così simile : l’abbandonarsi, il “lasciare fare” all’altro , il sentirsi guardati e il chiudere gli occhi, il lasciare che il sole, che LUI siano IL Centro e il sentirsene parte ..quasi a nascondersi in loro per divenire un tutt’uno . Per me l’ ALBA è la migliore scuola di Eucarestia : la fatica del sole a farsi strada nel cielo è la fatica a volte di lasciarLO davvero entrare in noi , i Colori così decisi, forti ..così unici ogni mattina..quei colori della sofferenza Sua e della nostra che acquista un valore così “eterno” in quelle due gocce di acqua nel vino, il cinguettio crescente degli uccelli che è Ringraziamento, la calma che si respira, il Riposo..quello “dell’intimità filiale, dell’amicizia sponsale…” E poi..poi l’alba c’è anche quando nelle fredde mattine sembrano le spesse nuvole a vincere..certo nostro modo grigio di vivere l’Eucarestia ..certe nostre scelte. Non diamo per scontato l’abbraccio del sole e dell’Eucarestia!e ripenso ad anni in cui ho vissuto molto incoerentemente la Comunione.., e ripenso ad un breve e sofferto momento in cui ne ho “dovuto” fare a meno. Non diamo per scontato , non banalizziamo l’abbraccio, il pane del sole e dell’ Eucarestia : sono la nostra Vita .

    E anche l’alba, così come l’Eucarestia ,non si improvvisa perchè prima che il sole si mostri c’è tutto un lavorare , un prepararsi della natura , del cielo..e quando l’alba arriva non c’è altro intorno , l’assapori , ci sei in mezzo.. ..e poi , poi ti metti in movimento perchè è lì che inizia la giornata

  4. Ricevo e trasmetto volentieri un simpatico raccontino …può far bene a piccoli e…grandi. E prepararci alla Festa del Corpus Domini facendoci capire con semplicità l’amore di Gesù per noi nella santa eucaristia

    Carissimo D.V., Questa sera, pensando al PANE EUCARISTICO e che siamo già alla vigilia del CORPUS DOMINI, mi è venuto in mente un raccontino di Bruno Ferrero che ho presentato ai bambini durante la settimana intensiva che usiamo fare con loro nell’ultima settimana che precede la loro PRIMA COMUNIONE. I bambini rimasero colpiti da quel racconto; anche a me ha fatto riflettere tanto…
    Una volta un cardellino fu ferito ad un’ala da un cacciatore: Per qualche tempo riuscì a sopravvivere con quello che trovava per terra. Poi, terribile e gelido, arrivò l’ inverno.
    Un freddo mattino, cercando qualcosa da mettere nel becco, il cardellino si posò su uno spaventapasseri. Era uno spaventapasseri molto distinto, grande amico di gazze, cornacchie e volatili vari.
    Aveva il corpo di paglia infagottato in un vecchio abito da cerimonia; la testa era una grossa zucca arancione; i denti erano fatti con granelli di mais; per naso aveva una carota e due noci per occhi.
    ” Che ti capita, cardellino?” chiese lo spaventapasseri, gentile come sempre.
    ” Va male, -sospirò il cardellino- il freddo mi sta uccidendo e non ho un rifugio. Per non parlare del cibo. Penso che non rivedrò la primavera”.
    ” Non aver paura. Rifugiati quì sotto la giacca. La mia paglia è asciutta e calda”.
    Così il cardellino trovò una casa nel cuore di paglia dello spaventapasseri. Restava il problema del cibo. Era sempre più difficile, per il cardellino, trovare bacche o semi. Un giorno in cui tutto rabbrividiva sotto il velo gelido della brina, lo spaventapasseri disse dolcemente al cardellino: “Cardellino, mangia i miei denti; sono ottimi granelli di mais”. “Ma tu resterai senza bocca”. “Sembrerò molto più saggio”.
    Lo spaventapasseri rimase senza bocca, ma era contento che il suo piccolo amico vivesse. E gli sorrideva con occhi di noce.
    Dopo qualche giorno fu la volta del naso di carota.
    “Mangialo. E’ ricco di vitamine”, diceva lo spaventapasseri al cardellino.
    Toccò poi alle noci che servivano da occhi. “Mi basteranno i tuoi racconti”, diceva lui.
    Infine lo spaventapasseri offrì al cardellino anche la zucca che gli faceva da testa.
    Quando arrivò la primavera, lo spaventapasseri non c’era più. Ma il cardellino era vivo e spiccò il volo nel cielo azzurro.

    Gesù, IL FIGLIO DI DIO, ha dato tutto se stesso perchè noi avessimo la vita!
    Dovremmo piangere di gioia e gratitudine tutte le volte che ci accostiamo alla Mensa Eucaristica. Sì, è Lui che ci dà la forza per superare le difficoltà della vita, che ci dà il coraggio per andare avanti, che ci dà la VITA CHE NON HA MAI FINE. E….di spiccare il volo nel cielo azzurro….

  5. Caro Vincenzino dolcissimo
    Ho aperto,al fine, questo sito, frettolosomante, come ormai quasi tutto nella mia vita.
    E mi son fermato. Finalmente.
    Quanta ricchezza.
    Quanta umanità.
    Quanta sapienza e soprattutto quanta sete di fede. E quanta fede.
    Ho divorato tutto senza sosta.
    Ho avuto precisa la percezione di essere cellula di un ” Corpo” alla quale la condivisione di molte altre cellule portava medicina, sollievo, fraternità.
    Condivisione appunto.
    E’ bello sentirsi in sintonia con chi neppure sai, o meglio sai, perchè scopri un fratello una sorella con le stesse paure, gli stessi dubbi, le stesse speranze.
    La stessa sete di Verità che poi, per nostra “fortuna” è una Persona.
    Grazie caro DonVi per esserti fatto strumento.
    Per essere l’araldo in cerca di araldi.
    Per tutti noi.
    Sarò più presente. La Grazia mi sta braccando.
    Mi assedia e mi perseguita dolcissimamente in questo periodo.
    Per una nuova conversione, in vista del traguardo. Ti voglio bene.
    Sandro

  6. Carissimo D.V.,
    innanzitutto voglio dirti “GRAZIE”…Com’è bello ascoltare la voce di chi, anche se lontano, anche se per telefono, riesce a…capirti, a darti la gioia di esistere, la voglia di CONTINUARE. Oggi voglio esprimere il rammarico che provo nel constatare che dall’inizio di giugno,nel sito che tu curi con tanta costanza, non c’è stato nessun commento sull’importanza della domenica, della Pasqua settimanale e soprattutto sull’importanza del PANE EUCARISTICO. Com’è possibile? Da noi si usa dire che “il Signore dà il pane a chi non riesce a masticarlo”. Io penso che davvero si dovrebbe RISCOPRIRE QUESTO GRANDE DONO CHE GESU’ CI HA LASCIATO: TUTTO SE STESSO. Oggi non si crede più nel VERO CIBO e si va alla ricerca dei… surrogati… Io spesso mi rileggo una preghiera di Mons. Tonino Bello. Te la scrivo…Un filiale abbraccio L. M

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