NON POSSIAMO VIVERE SENZA LA CENA DEL SIGNORE…

 

29 Giugno: SS. Pietro e Paolo

 

  Il martirio dei santi apostoli Pietro e Paolo ha reso sacro per noi questo giorno.  Un solo giorno è consacrato alla festa dei due apostoli. Ma anch’essi erano una cosa sola. Benché siano stati martirizzati in giorni diversi, erano una cosa sola. Pietro precedette, Paolo seguì. Celebriamo perciò questo giorno di festa, consacrato per noi dal sangue degli apostoli.   Amiamone la fede, la vita, le fatiche, le sofferenze, le testimonianze e la predicazione.

Cari amici,  Oggi molti preti  ricordano la loro ordinazione sacerdotale… PREGHIAMO CON LORO E PER LORO

 “Padre, non ti chiedo di toglierli dal mondo…

 ma di custodirli dal maligno”  (Gesù)

 Preti così: – Don Mazzolari

  • Qui, davanti all’altare, viviamo la nostra Messa: non la commemoriamo.  Noi siamo il dramma,  siamo la MESSA… La Messa è più che qualche cosa della nostra anima: è la nostra anima. Non si cancella il carattere: non finisce la Messa.  Tu non mi togliesti il tuo dono come all’infingardo. Tu lo aumentasti il tuo dono.  Tu hai fiducia ancora in me. Nonostante le mie  infedeltà, rimango nell’atto di offerta, il calice in mano, in alto. Non siamo noi che diamo, non siamo noi che ci offriamo. Il Signore mi nasconde a me stesso: ogni mattina mi riveste come il prodigo… Poi ricomincio la Messa. Una sola è la Messa. LA MESSA È IL CALVARIO, la montagna più grande del mondo. Le prime messe ne sono le pendici: facili, invitanti. Poi man mano si sale, il monte si fa più brullo, sassoso, impervio, solo.  E SI VA SOLI…Soli senza illusione. Soli, tra tanta gente che ci preme sul cuore e ci divora. Soli, tra tanta folla che oggi t’applaude e domani t’azzanna. Soli, nella sconfinata paternità dell’abbraccio. Soli, senza attese se non… reclinare il capo. Oggi, dopo 25 anni, incomincia la Messa: un povero prete stanco che ogni mattina si distende sulla croce fino a quando i suoi poveri piedi, le sue povere braccia, il suo povero volto, il suo povero cuore… saranno i piedi, le braccia, il volto e il cuore di Cristo.  La Messa del tempo finisce: incomincia la messa dell’eternità.  Ite, Missa est.  Deo gratias.
  •  

PRETI  COSI: S. LUIGI ORIONE

  • Ho pensato che se V. E. fosse stata qui mi avrebbe data la benedizione, ed ho pensato a tutte quelle anime e a Gesù Cristo,e che mia madre mi diceva che, in mancanza di cavalli, trottano gli asini, e noi siamo proprio gli asinelli della Divina Provvidenza o, almeno, desideriamo esserli… mi permetta di pregarla di lasciarmi qui più che può,  e, se Dio la ispirasse,  di lasciarmi qui per sempre…  mi lasci qui sempre, o mi interni e mi getti dove meglio crederà in Domino,  ché sarò sempre felicissimo in Domino. Voglio amare i poveri, gli orfani, la classe povera,  gli operai, i comunisti: vorrei morire per questi miei fratelli, e vorrei essere dimenticato da tutti, vivere e morire dimenticato da tutti, sotto i piedi di tutti, e solo amare Gesù,  la santa Chiesa e tutti. E perdermi nel Signore  io, indegnissimo che ho tanto peccato, che sono stato tanto cattivo col Signore e con la Madonna, e non ho tesoreggiato i doni del Signore!. Mi aiuti, caro Padre visitatore, mi aiuti! Mi faccia amare il Signore, mi faccia riparare”

Card. Ballestrero:  Perchè, Signore, hai chiamato me e non altri? Oggi mi sento provocato a interrogarmi se la mia fedeltà è rimasta incrollabile, senza stanchezze, senza paure. Così deve essere. Come quella dell’apostolo Paolo che di Te ha fatto il suo tesoro, la sua scelta, la sua gloria. Solo così la vita può diventare feconda di altre vocazioni. Ti ringrazio, Signore, perchè mi hai fatto dono di una vocazione così grande! Se la mia vita ha conservato una logica e una coerenza, è perchè Tu l’ hai guidata, l’ hai illuminata, l’ hai gratificata con la misericordia dei tuoi doni. Vivere sempre di TE è cosa stupenda perchè TU sai quello che fai e ciò che TU fai è mirabile: dai alla vita di ciascuno la fecondità della Tua bontà. Tu ci conduci per mano. Non siamo orfani, non siamo abbandonati.  Se tutti gli uomini potessero sapere cosa voglia dire lasciarsi condurre da Te, non mancherebbero di coraggio, di perseveranza.

PER I PRETI PREGHIAMO COSI CON P. GASPARINO

  • Signore, ricordati dei preti!  Signore, donaci dei preti nuovi, plasmati su di Te!   Preti adatti al mondo d’oggi Che resistono a tutti gli sbandamenti e  a tutte le mode! Preti pieni di Spirito santo, preti innamorati di Te, dell’Eucarestia, della Parola. Preti spezzati alla preghiera. Preti che non guardano l’orologio quando stanno davanti a Te, preti capaci di pregare di giorno e di notte capaci, come Gesù, di passare anche le notti in preghiera. Preti che insegnano a pregare. Preti appassionati dei giovani,  dei poveri, degli ultimi. Mandaci preti profeti,  forti e umili, che non si scandalizzano di nessuna miseria umana Mandaci preti che si sentano peccatori come noi. Signore, mandaci dei preti da battaglia, umili, senza storie per la testa Umili e fedeli  alla Chiesa, che insegnano ad amare la Chiesa, che correggono su se stessi i mali della Chiesa che si puntano il dito addosso  prima di puntarlo sulla Chiesa. Mandaci preti senza storie borghesi, allenati al sacrificio, che sanno parlare ai giovani di sacrificio che vivono la povertà evangelica, che sanno dividere tutto quello che hanno con il povero Mandaci preti aggiornati  con una teologia dagli scarponi ferrati che sa resistere alle  mode di pensiero e ai compromessi mondani. Maria, madre dei preti, madre della chiesa, aggiungi tu quello che manca a questa preghiera  e presentala a Cristo per noi. Amen!

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Adorazione eucaristica

Dammi la mano

(John Henry Newman)

Guidami, luce amabile,
tra l’oscurità che mi avvolge.
Guidami innanzi, oscura è la notte, lontano sono da casa.
Dove mi condurrai?
Non te lo chiedo, o Signore!
So che la tua potenza m’ha conservato al sicuro da tanto tempo,
e so che ora mi condurrai ancora,
sia pure attraverso rocce e precipizi,
sia pure attraverso montagne e deserti
sino a quando sarà finita la notte.
Non è sempre stato così:
non ho sempre pregato perché tu mi guidassi!
Ho amato scegliere da me il sentiero,
MA ORA TU GUIDAMI!

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ENRICO MEDI, innamorato dell’Eucaristia

  • Mamme, quando avete messo al mondo un figlio e lo avete stretto forte forte la prima volta  fra le braccia, quali parole gli avete detto? “ Ti mangio tutto!”  Perché grande è stato il vostro desiderio di riprenderlo, di riformare una sola carne, in un immedesimarsi sostanziale di un amore consumante. Questa è l’EUCARESTIA! Ciò che noi poveri uomini, Signore, non possiamo fare, Tu lo hai fatto. Tu  Dio di ogni cosa, hai creato l’universo perché questo fosse e hai fatto sì che potessi impazzire d’amore ogni mattina quando la Tua carne viene in me per divorare la mia, quando il Tuo sangue entra nelle mie vene per bruciare il mio e trasformare tutto il mio essere nel Tuo. Ecco la comunione! Non voglio sapere Signore, come fai: che me ne importa? Non me lo dire… Se no quasi perderei tutta la poesia e la bellezza dei nostri incontri. Tu me l’hai già detto “la mia carne è veramente cibo, il mio sangue è veramente bevanda”. A me che me ne importa del resto?  Io che non capisco come funzionano le forze elettro-magnetiche dentro un atomo… io che non so neanche cosa vuol dire un fotone… io che non so come si comporta la luce e se in essa prevale la natura ondulatoria o corpuscolare… No, che posso capire di Te, diventato umile pane? Vedi, incontrarti per strada può essere bello, ma come faccio ad abbracciarti? Mi vedono tutti e poi come faccio a tornare a casa… ad andare in ufficio… e quando ti ho abbracciato?  Beh, un momento ti ho stretto al mio cuore… poi è finito! Invece così…nel silenzio della mattina! Tu ti nascondi, sei là… tutto vero! In quell’Ostia bianca non c’è nulla che non sia Te!  Quegli atomi, quelle molecole che a me sembrano dal di fuori molecole e atomi e cellule di pane, sono TE. Vedi che sono? E’ inutile che ti nascondi, io lo so. Ed è soltanto così che puoi entrare nella mia bocca, poi entrare nel mio cuore, prendere pezzetto per pezzetto nella mia carne e crogiolarmi nell’amore tuo, di modo che incantati in questo abbandono neppure gli angeli possono sapere se sono io o sei Tu, e sei soltanto Tu! E’ così in adorazione che io scompaio in Te e gli angeli adorano me. Grazie Signore: diventato Padre, Figlio e Spirito Santo! E quella carne che è dentro di me e quel sangue che è dentro di me è la carne e il sangue formati dal cuore della mamma Tua. Vive dentro di me la carne ed il sangue di Maria. Ho tutto il paradiso! Grazie, Signore Eucaristia!

NASCITA DI S. GIOVANNI BATTISTA

  • Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e si è ricordato della sua santa alleanza… E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati. Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall’alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte,  e dirigere i nostri passi sulla via della pace».  Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. 

 SCEGLIE LA VITA DEL FIGLIO  a prezzo della propria…

 

  • CHIARA CORBELLA … Se n’è andata tra i canti del marito Enrico, che ha accompagnato il rito funebre con la sua voce e la sua chitarra. Se ne è andata, Chiara. «Chiara non è morta per Francesco. Chiara  gli ha dato la vita». Questa “piccola donna” ha tanto desiderato il suo bambino che non ha voluto iniziare, proprio durante la gravidanza, la chemioterapia che – nelle speranze – avrebbe potuto aiutarla invece a sconfiggere la malattia. Chiara, da cattolica, ne era convinta: la vita è altrove. Una storia, quella dei giovani sposi Corbella Petrillo in parte simile a quella di Gianna Beretta Molla – proclamata santa nel 2004 -, che scoprendo di essere affetta da un tumore sceglie di salvare la vita del bimbo che porta nel grembo a discapito della propria. Quello di Chiara è un meraviglioso disegno divino che ci sfugge…Io personalmente non so cosa Dio abbia preparato attraverso questa donna ma è sicuramente qualcosa che non possiamo perdere, perciò raccogliamone l’eredità…ci ricorda di dare il giusto valore all’amore e alla carità racchiusi in ogni piccolo, o grande, gesto quotidiano». Chiara ed Enrico di prove difficili ne hanno avuto però tante ma – sorretti da una incrollabile fede – non hanno mai avuto dubbi da che parte stare. «La morte di Chiara è stata il compimento di una preghiera», Da quando le viene confermato di essere una malata terminale, la ragazza smette di chiedere il miracolo per sé ma chiede a Dio la serenità di accettare quanto stava per compiersi. «E noi abbiamo visto morire una donna felice». Enrico legge poi la lettera che Chiara ha scritto per il loro bambino, perché sappia cosa è stato volere lui, e i due fratellini prima: «Non eravate nostri, non eravate per noi perché è il possesso il contrario dell’amore (…). Qualunque cosa farai nella vita, non scoraggiarti figlio mio: se Dio toglie è per darti di più e tu sei speciale, hai una missione grande (…), fidati di Lui, ne vale la pena».  A terra, accanto alla bara, migliaia di piantine che a conclusione del rito sono state offerte dalla famiglia a quanti hanno partecipato al funerale, a simboleggiare il dono della vita.

*… E SE ANCORA NEL 2012 IN  QUESTA NOSTRA TERRA  NASCONO FIORI DI TALE BELLEZZA… GRAZIE,  SIGNORE. 

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L’ EUCARISTIA NEGLI ATTI DEGLI APOSTOLI:

  • L’Eucarestia crea sinceri legami di fraternità: Detto questo, si inginocchiò con tutti loro e pregò. Tutti  scoppiarono in un gran pianto e gettandosi al collo di Paolo lo  baciavano, 38 addolorati soprattutto perché aveva detto che non avrebbero più rivisto il suo volto. E lo accompagnarono fino alla  nave.

 L’Eucarestia nelle tempeste della vita e della storia c. 27 33 Finché non spuntò il giorno, Paolo esortava tutti a prendere cibo: “Oggi è il quattordicesimo giorno che passate digiuni nell’attesa,  senza prendere nulla.  34 Per questo vi esorto a prendere cibo; è  necessario per la vostra salvezza.  Neanche un capello del vostro capo andrà perduto”.  35 Ciò detto, prese il pane, rese grazie a Dio davanti a  tutti,  lo spezzò e cominciò a mangiare.  Tutti si Sentirono rianimati, e  anch’essi presero cibo.  37 Eravamo complessivamente sulla nave  duecentosettantasei persone. Quando si furono rifocillati, alleggerirono la nave, gettando il frumento in mare.  …. Levarono le ancore e le lasciarono  andare in mare; al tempo stesso allentarono i legami dei timoni e  spiegata al vento la vela maestra, mossero verso la spiaggia. Ma  incapparono in una secca e la nave vi si incagliò; mentre la prua  arenata rimaneva immobile, la poppa minacciava di sfasciarsi sotto la  violenza delle onde. I soldati pensarono allora di uccidere i  prigionieri, perché nessuno sfuggisse gettandosi a nuoto, ma il  centurione, volendo salvare Paolo, impedì loro di attuare questo  progetto; diede ordine che si gettassero per primi quelli che sapevano  nuotare e raggiunsero la terra; poi gli altri, chi su tavole, chi su altri  rottami della nave. E così tutti poterono mettersi in salvo a terra.

Riflessioni personali: partecipare alla stessa eucaristia, ci aiuta a sentirci fratelli. Ci fa capire che dobbiamo “alleggerire” la navicella della nostra vita…per salvare LA VITA?

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  • L’Eucaristia uno dei 4 pilastri della vita  della comunità cristiana c. 2,42s:  Erano assidui  nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e  nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere.
  •  Uno dei  frutti dell’Eucarestia la condivisione di ciò che siamo e abbiamo:  Un  senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera  degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano  insieme e tenevano ogni cosa in comune;   chi aveva proprietà e  sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di  ciascuno.
  • L’Eucaristia specifica la comunità e quindi la celebrano nelle case:  Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio  e  spezzavano il pane a casa  prendendo i pasti con letizia e semplicità di  cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo.   

 

QUESTO E’ IL MIO CORPO 

                  

In contemplazione del medesimo Signore presente nell’Ostia e nel  povero…

  • Nella povertà delle apparenze 

Un semplice pezzo di pane: “Nella notte in cui fu tradito Egli prese il pane…” (1Cor 11,24) I Poveri non sono appariscenti, non sono “belli”, come il servo di Dio: “Non ha apparenza né bellezza” (Is. 53)
  •  La presenza di Cristo in mezzo a noi 
“Prendete e mangiatene tutti: questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi” (dalla liturgia) “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di  questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25)
  •  Immagine di Dio fatta persona 
Egli è l’immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura…”(Col. 1,15)  Nel più misero degli uomini brilla l’immagine di Dio (Don Orione)
  •  I veri tesori della Chiesa 
“Il sacrificio eucaristico, fonte e apice di tutta la vita cristiana” (LG 11) “Portami, Vergine benedetta ad accogliere gli orfanelli e i poveri…i tesori della Chiesa” (Don Orione)
  •  Fonte del nostro perdono 
“Questo è il mio sangue, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati…”(dalla liturgia) “La carità copre una moltitudine di peccati (1Pt 4,8)“Il Signore perdona tante cose per un’opera di misericordia”(D. Orione) 
  •  La nostra salvezza o la nostra condanna… 
“Chi mangia di questo pane vivrà in eterno” (Gv 6)“Chi mangia  e beve senza riconoscere il corpo del Signore,  mangia e beve la propria condanna” (1Cor. 11,29)  “Venite, benedetti del Padre mio…l’avete fatto a me!Lontano da me, maledetti…avevo fame…avevo sete…ero malato e non mi avete assistito”(cfr. Mt25) 

*La Messa è uno dei pilastri della nostra vita? Quali effetti produce in noi?  Come “guardiamo” ai poveri che incontriamo?

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  • Dalla Messa domenicale un’onda di carità… “Dalla Messa domenicale parte un’onda di carità destinata ad espandersi in tutta la vita dei fedeli…invitare a tavola con sé qualche persona sola, far visita a degli ammalati, procurare da mangiare a qualche famiglia bisognosa, dedicare qualche ora a specifiche iniziative di volontariato e di solidarietà, sarebbe certamente un modo per portare nella vita la carità di Cristo attinta alla Mensa eucaristica” (72)
  • Il tempo: bara o culla?  “La Domenica acquista anche un valore di testimonianza e di annuncio. Essa è l’annuncio che il tempo, abitato da Colui che è il Risorto e  il Signore della storia, non è la bara delle nostre illusioni, ma la culla di un futuro sempre nuovo, l’opportunità che ci viene data per trasformare i momenti fugaci di questa vita in semi di eternità”(84)
  • Conclusione:  “E’ davvero di capitale importanza che ciascun fedele si convinca di non poter vivere la sua fede, nella piena partecipazione alla vita della comunità  cristiana, senza prendere regolarmente  parte all’assemblea eucaristica domenicale”(81)
  •  Una Domenica di Don Orione missionario in Brasile… “E’ dall’8 settembre che predico in portoghese; ieri che era domenica, ho predicato più volte;  ho detto due Messe, una qui e l’altra a 16 km. di qui, dove giunsi alle dodici e mezzo, in un paese ove non c’è sacerdote. Tutta la gente stava aspettandomi e, quando mi videro comparire, si misero a sventolare i fazzoletti per la gioia. Erano là ad aspettare da tutta la mattina, povera gente! E la loro chiesa è uno squallore e mi venne da piangere, e sull’altare ho giurato ancora una volta  al Signore di essere un buon sacerdote, vedendo tutta la fede di quel popolo abbandonato.   La chiesa era “cheia” (piena), e hanno cantato, ed io a quei canti piangevo di amore a Dio e alle anime, e di dolore nel vedere quel popolo senza sacerdote che battezzasse i loro bambini, che confortasse i loro malati, che benedicesse le tombe dei loro morti! Ho fatto il vangelo, ho fatto i battesimi, ho fatto le pubblicazioni di matrimonio, ho accolto i loro fanciulli, e visto i loro malati!  Cari miei figli, qui la nostra messe delle spighe d’oro abbonda ogni dì più, e il campo del lavoro, il campo della carità, delle anime, si allarga, ma le braccia sono poche! Fate presto a formarvi, fate presto a crescere, fate presto a venire” (Mar de Espanha, 17 Ott. 1921)
  • E  noi  per che cosa  aspettiamo la Domenica?  Come la viviamo? Più importante la Messa o…la partita?

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Dal Vangelo secondo Marco    
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

In quel tempo, Gesù diceva alla folla: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».  È come un granello di senape  … che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».

 … accogliamo il SEME DELLA PAROLA  E DIAMO RIFUGIO a qualche persona che ha bisogno…

 Buona Domenica così

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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SACRO CUORE DI GESU

CONFIDO IN TE…

Venite a me,  voi che siete stanchi e oppressi, e io vi farò riposare.

Prendete il mio giogo su di voi, * imparate da me.

  •  Sorgi, dunque, o anima amica di Cristo. Sii come colomba «che pone il suo nido nelle pareti di una gola profonda» (Ger 48, 28). Come «il passero che ha trovato la sua dimora» (Sal 83, 4), non cessare di vegliare in questo santuario. Ivi, come tortora, nascondi i tuoi piccoli, nati da un casto amore. Ivi accosta la bocca per attingere le acque dalle sorgenti del Salvatore (cfr. Is 12, 3). Da qui infatti scaturisce la sorgente che scende dal centro del paradiso, la quale, divisa in quattro fiumi (cfr. Gn 2, 10) e, infine, diffusa nei cuori che ardono di amore, feconda ed irriga tutta la terra.
  • Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Gesù mite e umile di cuore:
    Mostraci, o Signore, la tua misericordia.
     
    Gesù, che possiedi i tesori della sapienza e della scienza,
    – rivela nella santa Chiesa la multiforme sapienza del Padre.
     
    Gesù, Figlio prediletto, nel quale il Padre ha riposto la sua compiacenza,
    – fa’ che ascoltiamo fedelmente la tua parola   e la testimoniamo con la coerenza della vita.
     
    Gesù, dalla cui pienezza riceviamo ogni bene,
    – riversa su di noi la grazia e la verità del Padre.
     
    Gesù, fonte di vita e di santità,
    – rinnovaci e santificaci nel tuo amore.

     

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  • DIO SI RIPOSA CON L’UOMO

“Dice Ambrogio: Grazie al Signore  Dio nostro che fece un’opera ove egli potesse trovare riposo. Fece il cielo, ma non leggo che ivi abbia riposato; fece le stelle, la luna, il sole e neppure qui leggo che abbia in essi riposato. “Leggo invece che fece l’uomo  e che allora si riposò, avendo in lui uno al quale  poteva perdonare i peccati” (59)

  • Il giorno del riposo, del dialogo, della contemplazione

“Attraverso il riposo domenicale, le preoccupazioni e i compiti quotidiani possono ritrovare la loro giusta dimensione: le cose materiali per le quali ci agitiamo lasciano posto ai valori dello spirito; le persone con le quali viviamo riprendono, nell’incontro e nel dialogo più pacato, il loro vero volto. Le stesse bellezze della natura possono essere riscoperte e profondamente gustate”(67)

  • “QUESTO E’ IL MIO CORPO”          

San Giovanni Crisostomo:”Vuoi onorare il corpo di Cristo? Non trascurarlo quando si trova nudo. Non rendergli onore qui nel tempio con stoffe di seta, per poi trascurarlo fuori, dove patisce freddo e nudità. Colui che ha detto “Questo è il mio corpo” è il medesimo che ha detto “Voi mi avete visto affamato e non mi avete nutrito”

 

A che serve che la tavola eucaristica sia sovraccarica di calici d’oro quando Lui muore di fame? Comincia a saziare lui affamato, poi con quello che resterà potrai ornare anche l’altare”( 71)

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  • Dalla Messa alla missione: Ricevendo il pane di vita, i discepoli di Cristo si dispongono ad affrontare, con la forza del Risorto e del suo Spirito, i compiti che li attendono nella loro vita ordinaria…dopo lo scioglimento dell’assemblea il discepolo di Cristo torna nel suo ambiente abituale con l’impegno di fare di tutta la sua vita un dono, un sacrificio spirituale gradito a Dio…Egli si sente debitore verso i fratelli di ciò che nella celebrazione ha ricevuto…(45)
  • Il precetto domenicale, un’esigenza “E’ senza alcun timore che abbiamo celebrato la cena del Signore, perché non la si può tralasciare; è la nostra legge…noi non possiamo stare senza la Cena del Signore”n. 46 “Sì, sono andata all’assemblea e ho celebrato la cena del Signore con i miei fratelli, perché sono cristiana…“Noi non possiamo stare senza la Cena del Signore” (I martiri di Abitine)
  • Dalla Messa la forza per non essere sopraffatti  “Oggi, come ai tempi eroici degli inizi, in molte regioni del mondo si ripropongono situazioni difficili per tanti che intendono vivere con coerenza la propria fede. L’ambiente è a volte dichiaratamente ostile, altre volte, e più spesso, indifferente e refrattario al messaggio evangelico. Il credente se non vuole essere sopraffatto, deve poter contare sul sostegno della comunità cristiana…. E perciò necessario che egli si convinca dell’importanza decisiva che per la sua vita di fede ha il riunirsi la Domenica con gli altri fratelli per celebrare la Pasqua del Signore”(48)

  • La messa diventi stile di vita “Il giorno del Signore è vissuto bene  se è tutto segnato dalla memoria grata ed operosa dei gesti salvifici di Dio...uno stile che aiuti a far emergere la pace e la gioia del Risorto nel tessuto ordinario della vita.(il più tranquillo ritrovarsi dei genitori e dei figli…iniziative di preghiera …celebrazione dei Vespri, momenti di catechesi)
  • HAI UN PROBLEMA? RISOLVILO A MESSA…+ HAI UN PROBLEMA b5

DON ORIONE E LA MESSA :    

  •  tante soluzioni vengono dall’altare…Caro sig.r prevosto don Cordiglia… Stanotte ho pensato a quanto mi ha detto jeri sera…Stamattina, al primo svegliarmi, subito il pensiero è andato agli oratori festivi in Genova; e, la farò ridere, se le dirò che li ho anche sognati. Ora vengo da dir Messa, ed è la prima lettera che scrivo in questo caro mese di Maria SS. Ho portato sull’altare il desiderio che sua Eminenza le ha espresso. Caro sig.r prevosto, tante soluzioni vengono dall’altare, tante decisioni dall’altare. Quante e quante volte non sapevo come fare, come uscire da certi imbarazzi, come camminare! e, durante la santa Messa, ecco che, in un momento, quando si è lì a tu a tu con n. Signore, tutto si chiarisce, tutte le difficoltà, che parevano così ardue e impossibili a superarsi, diventano la cosa più semplice: – noi siamo tenebra, ma Gesù è la luce e la soluzione di tutto. Che gran cosa è mai la santa Messa! Dunque stamattina, dopo aver ricevuto nostro Signore, mi sono fermato un po’ con lui sugli oratori di sua Eminenza. Dunque senta: vada su a Paverano: veda bene quell’appezzamento di terreno che è verso corso Sardegna… È tutta seminata ad orto; Se le pare che possa servire per oratorio, lo misuri, ci dica su un Pater Noster e una buona Ave Maria, e tutto si farà, anzi, per me, tutto è fatto. Faccio togliere i cavoli e l’insalata, e ci piantiamo dei ragazzi. Gesù! Gesù! Gesù! Se si farà, è tutto Gesù che farà: noi siamo servi inutili e la sua ciabatta. – Preghi per me sempre.  Sac. Luigi Orione ¨V044P245

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                                                                                                        e io vi farò riposare.

                                                                            Io sono mite ed umile di cuore: imparate da me.

8 comments

  1. Carissimo D.V.,
    Ciò che maggiormente mi piace di quello che ha scritto Enrico Medi è questo:…nel silenzio della mattina, Tu sei là…tutto vero! In quell’OSTIA bianca non c’è nulla che non sia TE. Io penso che i preti, se considerassero veramente la loro “GRANDEZZA”, piangerebbero di gioia ed invece… Forse per questo, a Pietro, Gesù chiese -per ben TRE VOLTE: “MI AMI TU?”…Un filiale abbraccio.

  2. Difficile anche a MESSA, stasera, non pensare a Chiara Corbella nel sentire le prime parole della lettura del profeta Isaia ” il Signore dal seno materno mi ha chiamato, ha pronunciato il mio nome, mi ha nascosto all’ombra della Sua mano, mi ha reso freccia appuntita ” . Quanto diverse le Sue vie rispetto alle nostre vie, e quale grande disegno di eternità ci aspetta dopo questa vita . Certo che sulla bocca di questa madre e donna straordinaria che ha sperimentato e vissuto la sofferenza nella certezza del Suo Amore , parole come ” Qualunque cosa farai nella vita, non scoraggiarti figlio mio : se Dio toglie è per darti di più e tu sei speciale, hai una missione grande …, fidati di Lui, ne vale la pena” , ogni parola detta da lei ci insegna e parla davvero TANTO , SCONVOLGE i nostri dubbi , le nostre mezze misure , i nostri “occhiali ” nel vedere le cose e lascia solo Spazio a LUI .

  3. Grazie per aver ricordato Chiara Cordella. Splendida figura di mamma, donna, cristiana!

  4. Grazie, carissimo don Vincenzo per queste perle preziose che continua a distribuirci! Ne abbiamo tanto bisogno!

  5. … “e il nostro cuore è inquieto, finché non riposa in TE” … S.Agostino

    Quando o Signore troveremo pace ?
    Quando smetteremo di cercare cose vane?
    Quando o Signore, lascerai che il tuo servo possa riposare in pace ?

  6. …E DIAMO RIFUGIO A QUALCHE PERSONA CHE HA BISOGNO.
    – ma TU riempi e dai senso alla sofferenza di noi che ci vediamo rifiutati …
    – ma TU aiutaci nel momento in cui ci sentiamo seme piccolo nel buio e freddo terreno e la primavera è Lontana
    – ma TU non permetterci di lanciare l’occhio là dove poi rovi ci soffocherebbero
    – ma TU non farci sentire così tanto deboli quando il vento delle difficoltà del quotidiano ci sembra non brezza ma quasi uragano
    TU , SIGNORE, dacci un’unica forza in questi momenti : QUELLA DI RINGRAZIARE PERCHE’ questa forza ci regala, sempre, occhiali migliori, perchè con lei possiamo sempre credere che “CE LA FAREMO”

  7. …e anche oggi è ritornata, in tuoi importanti spunti di sito, quella parola “..e io vi farò RIPOSARE ”
    Riposo domenicale.. in MESSA.. Riposo di Dio e Riposo nostro in Gesù !
    Ne abbiamo bisogno..anche quando non riusciamo ad “affrontare con la forza del Risorto e del suo Spirito, i compiti della vita ordinaria ” e il fare di “tutta la vita un dono , un sacrificio spirituale gradito a Dio” ci sembra così “troppo alto” . Ne abbiamo bisogno per non essere “sopraffatti” da cose, sentimenti e persone .

    Oggi,provvidenzialmente, mi sono ritrovata di fronte a poche parole lette una volta su breviario e che mi avevano colpito molto ” e se non riesci a…RIPOSATI NELLA PASSIONE DI CRISTO ” Penso sia davvero un ..grande riposare!

  8. La cena del Signore si gusta bene,se si accoglie con amore i propri fratelli.Un continuo donarsi per Amore,senza ricevere nulla in cambio,invece la preghiera superficiale non permette di percepire la sua Presenza.

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