SPUNTI DI RIFLESSIONE  E  SUSSIDI PASTORALI PER  LA QUARESIMA

 

 

PRENDIMI PER MANO, DIO MIO
GUIDAMI NEL MONDO A MODO TUO

LA STRADA E’ TANTO LUNGA E TANTO DURA
PERO’ CON TE NEL CUOR NON HO PAURA.

  • Mt 23,1-12.  Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:  «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno.
    Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: amano posti d’onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare “rabbì”dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non fatevi chiamare “maestri”, perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato.
  • Macario « Chi si abbasserà sarà innalzato »     LA TUA UMILTA’…     Un giorno, mentre Abba Macario tornava dalla palude alla sua cella, portando delle palme, il diavolo gli venne incontro con una falce da mietitore : volle infliggergli un colpo, ma senza successo. Allora il diavolo gli disse : « Macario, sopporto molti tormenti per causa tua, perché non ti posso vincere. Eppure faccio tutto ciò che fai : tu digiuni, e io non mangio mai ; vegli, e io non dormo affatto. C’è soltanto un punto sul quale sono sconfitto. » – « Quale punto ? » domandò Macario  –  « LA TUA UMILTA’. Essa mi impedisce di vincerti. »

 

SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA

Dalla nube luminosa, si udì la voce del Padre:

«Questi è il mio Figlio, l’amato: ascoltatelo!».

R. Il Signore è mia luce e mia salvezza.

Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore?

Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò paura? R.

Ascolta, Signore, la mia voce. Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!

Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!» Il tuo volto, Signore, io cerco. R.

Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo.

Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza. R.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.

Spera nel Signore, sii forte, si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. R.

  • Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa   Questa trasfigurazione,  mirava soprattutto a rimuovere dall’animo dei discepoli lo scandalo della croce, perché l’umiliazione della Passione, volontariamente accettata, non scuotesse la loro fede, dal momento che era stata rivelata loro la grandezza sublime della dignità nascosta del Cristo.
  •  Ma, secondo un disegno non meno previdente, egli dava un fondamento solido alla speranza della santa Chiesa, perché tutto il Corpo di Cristo prendesse coscienza di quale trasformazione sarebbe stato oggetto, e perché anche le membra si ripromettessero la partecipazione a quella gloria, che era brillata nel Capo.  Di questa gloria lo stesso Signore, parlando della maestà della sua seconda venuta, aveva detto: «Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro» (Mt 13, 43). La stessa cosa affermava anche l’apostolo Paolo dicendo: «Io ritengo che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi» (Rm 8, 18). 
  •  All’annunzio del vangelo si rinvigorisca dunque la fede di voi tutti, e nessuno si vergogni della croce di Cristo, per mezzo della quale è stato redento il mondo.   Nessuno esiti a soffrire per la giustizia, nessuno dubiti di ricevere la ricompensa promessa, perché attraverso la fatica si passa al riposo e attraverso la morte si giunge alla vita. Avendo egli assunto le debolezze della nostra condizione, anche noi, se persevereremo nella confessione e nell’amore di lui, riporteremo la sua stessa vittoria e conseguiremo il premio promesso.    Quindi, , risuoni sempre alle nostre orecchie la voce del Padre, che dice: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo» (Mt 17, 5).

 

22 FEBBRAIO: FESTA DELLA CATTEDRA DI S. PIETRO

 «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente»; 

 

Simone, Simone, ecco:

Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano;

MA IO HO PREGATO PER TE, PERCHE’ LA TUA FEDE NON VENGA MENO.

E TU, UNA VOLTA CONVERTITO, CONFERMA I TUOI FRATELLI». (LC 22)

  • PREGHIAMO:    Concedi, o Dio onnipotente, che tra gli sconvolgimenti del mondo non si turbi la tua Chiesa, che hai fondato sulla roccia con la professione di fede dell’apostolo Pietro. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

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  • S. ASTERIO  vescovo : Imitiamo l’esempio del buon Pastore
    •     Nelle parabole e nelle similitudini vedo un pastore che ha cento pecore. Essendosi una di esse allontanata dal gregge e vagando sperduta, egli non rimane con quelle che pascolavano in ordine, ma messosi alla ricerca dell’altra, supera valli e foreste, scala monti grandi e scoscesi, e, camminando per lunghi deserti con grande fatica, cerca e ricerca fino a che non trova la pecora smarrita.
    •    Dopo averla trovata, non la bastona,  ma, presala sulle spalle, e trattatala con dolcezza, la riporta al gregge, provando una gioia maggiore per quella sola ritrovata, che per la moltitudine delle altre.
    • Quella pecora non è affatto una pecora, né quel pastore un pastore, ma significano altra cosa. Sono figure che contengono grandi realtà sacre. Ci ammoniscono, infatti, che non è giusto considerare gli uomini come dannati e senza speranza, e che non dobbiamo trascurare coloro che si trovano nei pericoli, né essere pigri nel portare loro il nostro aiuto, ma che è nostro dovere ricondurre sulla retta via coloro che da essa si sono allontanati e che si sono smarriti. Dobbiamo rallegrarci del loro ritorno e ricongiungerli alla moltitudine di quanti vivono bene e nella pietà.

     SIGNORE, INSEGNACI A PREGARE

    • Dal Vangelo secondo Matteo   In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  
    «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.  Voi dunque pregate così:
    Padre nostro che sei nei cieli,
    sia santificato il tuo nome,
    venga il tuo regno,
    sia fatta la tua volontà,
    come in cielo così in terra.
    Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
    e rimetti a noi i nostri debiti
    come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
    e non abbandonarci alla tentazione,
    ma liberaci dal male.
      Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».
    • S. CIPRIANO:   Preghiamo, dunque, fratelli, come Dio, nostro Maestro, ci ha insegnato. È preghiera amica e familiare pregare Dio con le sue parole, far salire ai suoi orecchi la preghiera di Cristo.    Riconosca il Padre le parole del Figlio suo quando preghiamo; egli che abita dentro il nostro cuore sia anche nella nostra voce. E poiché è nostro avvocato presso il Padre, usiamo le parole del nostro avvocato, quando, come peccatori, supplichiamo per i nostri peccati. Se egli ha detto che qualunque cosa chiederemo al Padre nel suo nome ci sarà data, impetreremo più efficacemente quel che domandiamo in nome di Cristo, se lo domanderemo con la sua preghiera.
    • 

     « SIGNORE, INSEGNACI A PREGARE »
    San Francesco d’Assisi

    Santissimo « Padre nostro »:

    Creatore, Redentore, Consolatore e Salvatore nostro.

    « Che sei nei cieli »

    negli Angeli e nei Santi illuminandoli a conoscere che tu, Signore, sei luce; infiammandoli ad amare, perché tu, Signore, sei amore; inabitando in essi, pienezza della loro gioia poiché tu, Signore, sei il sommo bene, eterno, dal quale viene ogni bene, senza il quale non vi è alcun bene.
    leggi tutto:  + S. FRANCESCO… PADRE NOSTRO
     

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    • S. IPPOLITO, SACERDOTE E MARTIRE: Venite, voi che avete amato i poveri e i forestieri. Venite, voi che siete rimasti fedeli al mio amore, perché sono l’amore. Venite, voi che avete scelto in sorte la pace, perché sono la pace.
    • Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il Regno preparato per voi. Non avete onorato la ricchezza, ma avete fatto l’elemosina ai poveri.
    • Avete soccorso gli orfani, aiutato le vedove, dato da bere agli assetati e da mangiare agli affamati.
    • Avete ospitato i forestieri, vestito quelli che erano nudi, visitato i malati, riconfortato i carcerati, portato aiuto ai ciechi. Avete mantenuto intatto il sigillo della fede e siete stati pronti a riunirvi nelle chiese. 
    •  Avete ascoltato le mie Scritture e desiderato udire le mie parole. Avete osservato la mia legge, notte e giorno (Sal 1,2) e preso parte alle mie sofferenze, come dei soldati coraggiosi, per trovar grazia presso di me, vostro re celeste.
    • Venite, ricevete in eredità il Regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo. Ecco il mio Regno è preparato e il mio cielo aperto. Ecco, la mia immortalità appare in tutta la sua bellezza. Venite tutti, ricevete in eredità il Regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo”.

    DON ORIONE:      

    • Un giorno Gesù, chiamando gli eletti alla sua destra, dirà loro: Venite, benedetti dal Padre mio, avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere, ero nudo e mi avete vestito, ero orfanello e mi avete accolto.     Meravigliati di tal lode, domanderanno: O Signore, quando mai ti abbiamo fatto tutto questo?     Cristo risponderà: Tutto quello che avrete fatto ai miei poveri ed ai miei minimi per l’amor mio, I’avrete fatto a me.     Il nostro Dio è un Dio appassionato di amore, Dio ci ama più che un padre ami il proprio figlio; Cristo Dio non ha esitato a sacrificarsi per amor dell’umanità.  
    • Nel più misero degli uomini brilla l’immagine di Dio.  Chi dà al povero, dà a Dio ed avrà dalla mano di Dio la ricompensa.  Oh ci mandi la Provvidenza gli uomini della carità!       Siamo apostoli di carità, soggioghiamo le nostre passioni, rallegriamoci del bene altrui come di bene nostro; 
    •  Seminiamo a larga mano sui nostri passi, opere di bontà e di amore, asciughiamo le lagrime di chi piange.      Sentiamo, o fratelli, il grido angoscioso di tanti altri nostri fratelli, che soffrono e anelano a Cristo; andiamo loro incontro da buoni Samaritani, serviamo la verità, la Chiesa, la Patria nella carità.   
    •  Fare del bene a tutti, fare del bene sempre, del male a nessuno.    Lettere II. 327 ss

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    PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA

     Dal Vangelo secondo Luca  Lc 4,1-13

    •  In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».
    •  Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». 
    • Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».  Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

     

    1. S. AGOSTINO:   … Leggevamo ora nel vangelo che il Signore Gesù era tentato dal diavolo nel deserto. Precisamente Cristo fu tentato dal diavolo, ma in Cristo eri tentato anche tu. Perché Cristo prese da te la sua carne, ma da sé la tua salvezza, da te la morte, da sé la tua vita, da te l’umiliazione, da sé la tua gloria, dunque prese da te la sua tentazione, da sé la tua vittoria.     Se siamo stati tentati in lui, sarà proprio in lui che vinceremo il diavolo. Tu fermi la tua attenzione al fatto che Cristo fu tentato; perché non consideri che egli ha anche vinto?  Fosti tu ad essere tentato in lui, ma riconosci anche che in lui tu sei vincitore. Egli avrebbe potuto tener lontano da sé il diavolo; ma, se non si fosse lasciato tentare, non ti avrebbe insegnato a vincere, quando sei tentato
    2.  

    • BENEDICIAMO  il nostro Redentore che ci ha meritato questo tempo di salvezza e preghiamo perché ci conceda il dono della conversione:
    • Crea in noi, Signore, uno spirito nuovo,  
    • donaci di camminare oggi con te nella vita nuova
    •  concedi anche a noi di essere sempre pronti al servizio dei fratelli.                  

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      PREGHIAMO:  15  FEBBRAIO:  LA PREGHIERA, LUCE  PER L’ANIMA

      • S. GIOVANNI CRISOSTOMO:  La preghiera, o dialogo con Dio, è un bene sommo. E’, infatti, una comunione intima con Dio. Come gli occhi del corpo vedendo la luce ne sono rischiarati, così anche l’anima che è tesa verso Dio viene illuminata dalla luce ineffabile della preghiera. Deve essere, però, una preghiera non fatta per abitudine, ma che proceda dal cuore. Non deve essere circoscritta a determinati tempi od ore, ma fiorire continuamente, notte e giorno. Non bisogna infatti innalzare il nostro animo a Dio solamente quando attendiamo con tutto lo spirito alla preghiera.
      • SALE DELLA VITA …Occorre che, anche quando siamo occupati in altre faccende, sia nella cura verso i poveri, sia nelle altre attività, impreziosite magari dalla generosità verso il prossimo, abbiamo il desiderio e il ricordo di Dio, perché, insaporito dall’amore divino, come da sale, tutto diventi cibo gustosissimo al Signore dell’universo.
      • UN GRIDO A DIO:  Come il bambino, che piangendo grida alla madre, l’anima cerca ardentemente il latte divino, brama che i propri desideri vengano esauditi e riceve doni superiori ad ogni essere visibile. La preghiera funge da augusta messaggera dinanzi a Dio, e nel medesimo tempo rende felice l’anima perché appaga le sue aspirazioni. Parlo, però, della preghiera autentica e non delle sole parole. Essa è un desiderare Dio, un amore ineffabile che non proviene dagli uomini, ma è prodotto dalla grazia divina. Di essa l’Apostolo dice: Non sappiamo pregare come si conviene, ma lo Spirito stesso intercede per noi con gemiti inesprimibili (cfr. Rm 8, 26b). Se il Signore dà a qualcuno tale modo di pregare, è una ricchezza da valorizzare, è un cibo celeste che sazia l’anima; chi l’ha gustato si accende di desiderio celeste per il Signore, come di un fuoco ardentissimo che infiamma la sua anima.
      • ABBELLISCI LA TUA CASA di modestia e umiltà mediante la pratica della preghiera. Rendi splendida la tua abitazione con la luce della giustizia; orna le sue pareti con le opere buone come di una patina di oro puro e al posto dei muri e delle pietre preziose colloca la fede e la soprannaturale magnanimità, ponendo sopra ogni cosa, in alto sul fastigio, la preghiera a decoro di tutto il complesso. Così prepari per il Signore una degna dimora, così lo accogli in splendida reggia. Egli ti concederà di trasformare la tua anima in tempio della sua presenza.
      • LEGGI TUTTO: 05a1 LA PREGHIERA LUCE DELL’ANIMA

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      14 FEBBRAIO : S. CIRILLO E METODIO

      • Risuoni nella Chiesa da oriente ad occidente l’ecumenica lode di Cirillo e Metodio. 
      • Maestri di sapienza e padri nella fede splendono come fiaccole sul cammino dei popoli. 

      • Con la potenza inerme della croce di Cristo raccolsero le genti nella luce del Regno.
      • Nella preghiera unanime delle lingue diverse si rinnovò il prodigio della Chiesa nascente.
      •  O Dio trino e unico, a te l’incenso e il canto, l’onore e la vittoria, a te l’eterna gloria. Amen.

            PREGHIAMO:   O Dio, ricco di misericordia, che nella missione apostolica dei santi fratelli Cirillo e Metodio hai donato ai popoli slavi la luce del vangelo, per la loro comune intercessione fa’ che tutti gli uomini accolgano la tua parola e formino il tuo popolo santo concorde nel testimoniare la vera fede. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.         R. Amen.

      • FESTA DI S. VALENTINO:

      La rosa della riconciliazione:
      Passeggiando per il suo giardino, Valentino un giorno udì due fidanzati litigare. Invitando i due ragazzi alla ragione, egli porse loro una rosa affinché la stringessero facendo attenzione a non pungersi con le spine e pregando perché il loro amore fosse eterno. I due giovani si riconciliarono immediatamente e dopo non molto tempo, si recarono nuovamente dal Santo per celebrare il matrimonio ed invocare la sua benedizione.

      • I bambini:
        Il giardino della casa di San Valentino era un luogo di gioia ed amore, dove spesso gli abitanti della città di Terni si recavano, per ricevere i preziosi consigli del santo. Particolari ed abituali frequentatori del giardino erano i bambini della zona, che lì si recavano per giocare. Valentino, rallegrandosi della loro spensieratezza e della loro purezza, spesso si fermava ad osservarli, soprattutto per essere certo che non corressero pericolo alcuno. Quando il sole iniziava a tramontare, egli si recava tra loro e a ciascuno regalava un fiore, che i bambini avrebbero dovuto portare alle loro mamme. Un piccolo stratagemma, per essere certo che i fanciulli si dirigessero subito a casa, senza far troppo tardi…

      LEGGI:  S. VALENTINO CENNI BIOGRAFICI

      PER I BAMBINI AMORE E’…

      La creatura che hai al fianco è mia

      LETTERA D’AMORE…

      • Avevo appena scritto queste poche righe quando è giunta inattesa la GRANDE NOTIZIA DI OGGI:

      • Carissimi Fratelli, vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato.
      • Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice.
      • Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio.

      AMMIRATI E COMMOSSI  PER TANTA UMILTA’ E CORAGGIO, CI STRINGIAMO CON FILIALE AFFETTO  ATTORNO A BENEDETTO XVI E PREGHIAMO PER LUI E PER LA CHIESA.

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      13 Febbraio  – LE CENERI    

      • Nella santa assemblea, o nel segreto dell’anima
        prostriamoci e imploriamo la divina clemenza.
         
        Dall’ira del giudizio liberaci, o Padre buono;
        non togliere ai tuoi figli il segno della tua gloria.
         
        Ricorda che ci plasmasti col soffio del tuo Spirito:
        siam tua vigna, tuo popolo e opera delle tue mani.
         
        Perdona i nostri errori, sana le nostre ferite,
        guidaci con la tua grazia alla vittoria pasquale.
         
        Sia lode al Padre altissimo, al Figlio e al Santo Spirito
        com’era nel principio, ora e nei secoli eterni. Amen

         

      PREGHIAMO:       Concedi, Signore, al popolo cristiano di iniziare con questo digiuno un cammino di vera conversione, per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.         R. Amen.

         

       

       

       

       

       

       

       

       

       

       
       
        
       
       
       
       
       
       
       
       
       
       
       
       
       
       
       

       

      • LASCIATEVI RICONCILIARE CON DIO (2Cor. 5,14ss)   -Poiché l’amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto  per tutti e quindi tutti sono morti.  Ed egli è morto per tutti, perché  quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è  morto e risuscitato per loro. Quindi se uno è in  Cristo, è una creatura nuova; Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé  mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione.   E` stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non  imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della  riconciliazione.  Noi fungiamo da ambasciatori per Cristo,  come se Dio esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo in nome di  Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.  vi  esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti:  Al momento favorevole ti ho esaudito   e nel giorno della salvezza ti ho soccorso . Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!     
      • Da parte nostra non diamo motivo di scandalo a nessuno, perché  non venga biasimato il nostro ministero; ma in ogni cosa ci presentiamo  come ministri di Dio, con molta fermezza nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle angosce, nelle percosse, nelle prigioni,  nelle  fatiche, nelle veglie, nei digiuni; con purezza, sapienza, pazienza, benevolenza, spirito di santità, amore sincero; con parole di verità, con la  potenza di Dio; nella  gloria e nel disonore, nella cattiva e nella buona fama. Siamo ritenuti  impostori, eppure siamo veritieri; sconosciuti, eppure siamo notissimi;  moribondi, ed ecco viviamo; puniti, ma non messi a morte;  afflitti, ma  sempre lieti; poveri, ma facciamo ricchi molti; gente che non ha nulla e  invece possediamo tutto!   

      SAN LEONE MAGNO

      • « Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza » (2 Cor 6, 2) 
        In ogni tempo, la grazia di Dio ci apre  l’accesso alla sua misericordia. Tuttavia, ecco ora il momento in cui occorre che tutti i cuori siano stimolati con un ardore più grande, nel progresso spirituale, con maggiore fiducia. Per noi, in mezzo alle attività di questa vita, a causa della debolezza della carne, lo zelo si infiacchisce…  « Purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello Spirito » (2 Cor 7, 1). 
      • Non c’è nessun profitto nel sottrare il cibo al corpo se il cuore non si distoglie dall’ingiustizia, se la lingua non si astiene dalla calunnia…Questo è il tempo della mitezza, della pazienza, della pace…che l’anima forte si abitui a perdonare le ingiustizie, a non contare gli affronti, a dimenticare le ingiurie… Tuttavia, che il contegno dello spirito non sia triste ; che sia santo. Che non si senta il mormorio dei gemiti ; che ci sia una vera gioia.

      S. LUIGI ORIONE: 

      • “… Devo fare uno sforzo nel vedere tante nuove devozioni: non perché io le abbia o le possa disapprovare, ma perché vedo che le devozioni preliminari, basilari, fondamentali sono trascurate! Io ho paura che queste devozioncelle abbiano a spegnere la devozione a Gesù Crocifisso. Ed anche quando si parla della “regalità di Cristo”, molte volte mi fa spavento. La Liturgia ci dice: Regnavit a ligno Deus. Gesù regnò dalla Croce. Perciò questa devozione ci è venuta, a guardar bene, dalla Festa in cui si devono meditare i misteri della Passione. Ed è la devozione che deve maggiormente avvicinarci al Signore in questi giorni della Settimana Santa. (…)   Ecco, devozione a Gesù Crocifisso, alla santa Eucarestia, al Cuore di Gesù  (e ricordiamoci che il Cuore di Gesù è stato squarciato)… E la Santissima Vergine dobbiamo onorarla come “Madre di Dio”. Queste sono le devozioni che dobbiamo coltivare”. 

      SUSSIDI PASTORALI :

      + SEGNO DELLA CROCE

      + IL CROCIFISSO

      +VIA CRUCIS OGGI

      + COLLOCAZIONE PROVVISORIA

      +PREGA COSI’

      +In Quaresima DIGIUNIAMO COSI

      +Il Padre gli corse incontro… MI CONFESSO COSI’

      + 10 COSE CHE LUI CI CHIEDERA’

      O Dio, nostro Padre,

      con la celebrazione di questa Quaresima,

      segno sacramentale della nostra conversione,

      concedi a noi tuoi fedeli

      di crescere nella conoscenza del mistero di Cristo

      e di testimoniarlo con una degna condotta di vita.

      Per il nostro Signore Gesù Cristo…

      Gesù, medico dei corpi e delle anime, guarisci le profonde ferite della nostra umanità,

      – perché possiamo godere pienamente dei doni della tua redenzione.

      •   O Dio, nostro Padre, con la celebrazione di questa Quaresima, segno sacramentale della nostra conversione, concedi a noi tuoi fedeli di crescere nella conoscenza del mistero di Cristo e di testimoniarlo con una degna condotta di vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.         R. Amen.

       

        Signore, che sei passato fra la gente, sanando e beneficando tutti,

       

       

        R. Amen.

22 comments

  1. Il papa ci ha comunicato e spiegato con estrema chiarezza e serenità le ragioni delle sue dimissioni: noi Chiesa, lo sosteniamo con la preghiera.

  2. Cari amici, vi giro una bella testimonianza di un Missionario comboniano…ci fa riflettere davvero!

    LA VITA NON È AMATA….Una violenza mai vista prima d’ora, si sono creati strumenti di tortura subdoli, nascosti, camuffati che fanno morire generazioni
    intere consumandole lentamente …E tu disperato vorresti aggrapparti ma quello che ti lasciano come appiglio è falso e così cadi sempre più nel vuoto…un baratro di morte.
    Ci hanno ammazzato l’ amore, la capacità di amare: amare una donna per tutta la vita, amare i figli da consumarsi giorno dopo giorno per loro, amare l’acqua che ti disseta e si sporca per lasciarti pulito, l’aria che
    ogni tre secondi ti ossigena fondendosi con il tuo essere, amare una pianta che ti lascia stupito per il suo crescere senza che tu sappia come, amare una poesia capace di svelare e immortalare i sentimenti più
    profondi, una musica che ti trasporta fino ad assaporare l’eterno, amare Dio sorgente di ogni amore.
    Ci hanno ammazzato la capacità di sentirci amati e di amare… Prima ci hanno resi macchine che devono produrre e consumare…senza cuore e senza cervello… ridotti ad essere solo ventre…e poi adesso siamo macchine fuori uso… siamo scartati… chiamati “inutili” perché ci sono altre macchine umane che producono di piú ea minor costo.
    Sono al centro di Medellin, una cittá di due milioni di abitanti, a 200 metri dalla cattedrale…fin dalle dieci del mattino c’é gente che si mette in fila per il pasto quotidiano. Alle 12.00 prendono posto 150 persone primo turno..poi alle 13.00 segue il
    secondo…altri 150. Sono uomini e donne che vivono sulla strada…si accomodano cercando quel posto a tavola che li sfama ancora per un giorno. Camerieri improvvisati, tra cui anche Paolo un giovane volontario italiano, servono con agilitá e gioia…Conoscendo
    alcuni di questi fratelli ti accorgi che il mondo della strada é popolato da persone comuni che avevano una famiglia, un lavoro, ambizioni e sogni. una vita detta “normale”.. poi il dramma…un giorno per distinte
    ragioni hanno incontrato la droga…trappola mortale…non riescono piú a venirne fuori.
    Arnoldo, psichiatra aveva uno studio eccellente… poteva attendere i casi
    piú disperati…ricchissimo perché ammirato e stimato…peró un giorno ha iniziato a provare la droga per poter capire meglio i meccanismi che attanagliano i suoi pazienti… dove arrivava il limite del “non piú ritorno”…ha oltrepassato la soglia e ha perso tutto…professione, famiglia, casa… distrutto fisicamente invecchiato…rimpiange il suo passato senza avere la forza di tornare. Poi c’é Ramon 12 anni di strada…di droga, di disprezzo, di degrado fisico
    e spirituale…Un giorno per Ramón é successo il miracolo…ha creduto che Dio gli ridonava la dignitá di figlio suo…si é aggrappato all’Amore… Ha vinto la vita…É una persona nuova, sta aiutando gli altri a credere
    che é possibile rinascere. ( vi manderó le foto…) Penso a voi tutti e vi esorto a credere che l’Amore é VIVO….
    Che nessuno si arrenda e che insieme possiamo rialzarci…che possiamo riacquistare le nostre capacitá della mente e del cuore…disintossicarci da tanto individualismo e andare incontro all’altro. Ogni giorno dobbiamo scegliere tra ció che da vita o semina morte. Un abbraccio che desidera vita per tutti…vi voglio bene gabriele.

  3. Buongiorno Don Vincenzo,
    risuonano ancora in me molti dei bei pensieri che ci ha lasciato ieri.
    La ringrazio dell’accoglienza, del calore umano con cui ci ha accolto e della bella domenica passata assieme nel nome del Signore.
    E’ stato un bellissimo ritiro di catechesi, siamo tornati a casa pieni, non solo del “buon pranzo” che abbiamo consumato in quel di Fano, ma della parola del Signore.
    Eravamo una piccola rappresentanza di un gruppo di famiglie; ciononostante lei ci ha accolto come i più graditi degli amici. Ci siamo sentiti subito a casa, “di famiglia”.
    E vorremmo tornarci ancora in questa bella famiglia, a bere all’acqua di quel pozzo.
    Ho apprezzato molto anche la delicatezza e la sua umanità nel parlare del peccato, il senso della misericordia, il suo essere al passo dei tempi, le immagini che ha saputo trasmetterci.
    Cercherò di seguire l’attività e le iniziative che promuovete, nella certezza che ci rivedremo.
    La ringrazio anche delle belle parole in difesa della vita e per il suo impegno nel diffondere l’adozione spirituale del bambino concepito.
    Lascio questa mia testimonianza su questa pagina internet, per segnalare a tutti che a Fano, c’è un “piccolo” grande tesoro, su una collinetta con una vista che ti apre il cuore e Don Vincenzo che te lo riempie della parola del Signore. Dico a tutti: provate questa esperienza!
    Ed ai suoi fedeli di Fano dico: approfittatene di questo grande sacerdote, voi che avete la fortuna di poterlo seguire quotidianamente.
    Grazie ancora Don Vincenzo, grazie al Signore e a Maria del dono di questa bella domenica assieme.

    Paolo
    Repubblica di San Marino)

  4. In occasione del 60°della nostra Parrocchia; si è svolta, nella nostra Parrocchia, una settimana Bibblica. Per imparare a conoscere la Parola di Dio e a camminare alla sua luce. La domanda di molti è stata: Come possiamo imparare ad amare la Parola, cosa dobbiamo fare.
    Si potrebbero dare ricette ad uso, si potrebbero inventare formule, come siamo umanamente abituati nella vita comune, per superare difficoltà e ignoranze. Nella vita di fede non vi sono ricette, nella vita di fede, si crede, ci si affida!
    Io penso che questa esperienza della Trasfigurazione di Gesù è un po ciò che succede quando ci convertiamo. Quando aderiamo a questa Parola del Vangelo, ecco che essa si Trasfigura, appare chiaramente che Gesù dei Vangeli è il Cristo, il Figlio di Dio. Siamo avvolti dalla sua Gloria, in questo attimo di svelamento, è come stare in cima ad una montagna. Siamo immesssi nella pienezza, vorremmo veramente stare li, non ritornare alla vita banale del quotidiano. Ma questo svelamento non è per stare sul monte, ma per stare nel mondo, portare i pesi e portare la speranza. Molto spesso mi accorgo che abbiamo perso la coscenza della Potenza della Parola; che è Eterna, cioè si compie in continuazione nel tempo, poichè è senza tempo. Potenza perchè è di Dio questa Parola; Colui che può tutto. Si svela e si rivela perchè è sempre nuova, sempre in cerca di cuori in cui mettere radici e far germogliare la vita nuova, un germoglio giusto. Giusto nel senso di Dio, cioè convertito a Lui, nato da Lui, dalla Sua grazia. Non più nati da carne e sangue, ma da Dio, e questo è lo Splendore della Parola, di Gesù, del Cristo che ce ne danno la conferma e l’accesso; noi battezzati nella sua Morte e risurrezione.

  5. 23 FEBBRAIO SAN POLICARPO
    vescovo e martire (70-155/156)
    Già solo guardando la DATA DELLA NASCITA E DELLA MORTE, possiamo capire l’importanza di questo santo per la storia della Chiesa… GODIAMOCI qualche notizia della sua vita e gli ATTI DEL SUO MARTIRIO…scritti da un testimone oculare!!!!

    Fu educato dagli Apostoli, specialmente da GIOVANNI, come attestano Ireneo ed Eusebio: “Policarpo non solo fu educato dagli Apostoli e visse con molti di quelli che avevano visto il Signore; ma fu anche dagli Apostoli stabilito nell’ Asia come vescovo di Smirne”.Durante il suo episcopato, Policarpo si distinse per il suo zelo nel conservare fedelmente la dottrina degli Apostoli, nel diffondere il Vangelo tra i pagani e nel combattere le nascenti eresie. Nel 107 accolse a Smirne IGNAZIO, vescovo di Antiochia, mentre stava per essere condotto a Roma, onde subire il martirio. … Appena ritornato da Roma a Smirne, Policarpo vi subì il martirio, e precisamente il 23 febbraio dell’anno 155, verso le due del pomeriggio. I particolari della sua gloriosa fine ci sono dati dal Martyrium Polycarpi, che è il più antico esempio di Acta Martyrum autentici, e che fu inviato dalla Chiesa di Smirne “a tutte le comunità cristiane della santa Chiesa cattolica, che sono in ogni luogo” (Martyr. Polyc., saluto).

    Dalla «LETTERA DELLA CHIESA DI SMIRNE SUL MARTIRIO DI S. POLICARPO»
    ….Quando il rogo fu pronto, Policarpo si spogliò di tutte le vesti e, sciolta la cintura, tentava anche di togliersi i calzari, cosa che prima non faceva, perché sempre tutti i fedeli andavano a gara a chi più celermente riuscisse a toccare il suo corpo. Anche prima del martirio era stato trattato con ogni rispetto, per i suoi santi costumi. Subito fu circondato di tutti gli strumenti che erano stati preparati per il suo rogo. Ma quando stavano per configgerlo con i chiodi disse: «Lasciatemi così: perché colui che mi dà la grazia di sopportare il fuoco mi concederà anche di rimanere immobile sul rogo senza la vostra precauzione dei chiodi». Quelli allora non lo confissero con i chiodi ma lo legarono.Egli dunque, con le mani dietro la schiena e legato, come un bell’ariete scelto da un gregge numeroso, quale vittima accetta a Dio preparava per il sacrificio, levando gli occhi al cielo disse: «Signore, Dio onnipotente, Padre del tuo diletto e benedetto Figlio Gesù Cristo, per mezzo del quale ti abbiamo conosciuto; Dio degli Angeli e delle Virtù, di ogni creatura e di tutta la stirpe dei giusti che vivono al tuo cospetto: io ti benedico perché mi hai stimato degno in questo giorno e in quest’ora di partecipare, con tutti i martiri, al calice del tuo Cristo, per la risurrezione dell’anima e del corpo nella vita eterna, nell’incorruttibilità per mezzo dello Spirito Santo. Possa io oggi essere accolto con essi al tuo cospetto quale sacrificio ricco e gradito, così come tu, Dio senza inganno e verace, lo hai preparato e me l’hai fatto vedere in anticipo e ora l’hai adempiuto. Per questo e per tutte le cose io ti lodo, ti benedico, ti glorifico insieme con l’eterno e celeste sacerdote Gesù Cristo, tuo diletto Figlio, per mezzo del quale a te e allo Spirito Santo sia gloria ora e nei secoli futuri. Amen». Dopo che ebbe pronunciato l’Amen e finito di pregare, gli addetti al rogo accesero il fuoco. Levatasi una grande fiammata, NOI, A CUI FU DATO DI SCORGERLO PERFETTAMENTE, VEDEMMO ALLORA UN MIRACOLO E SIAMO STAI CONSERVATI IN VITA PER ANNUNZIARE AGLI ALTRI LE COSE CHE ACCADDERO.
    Il fuoco si dispose a forma di arco a volta come la vela di una nave gonfiata dal vento e avvolse il corpo del martire come una parete. Il corpo stava al centro di essa, ma non sembrava carne che bruciasse, bensì pane cotto oppure oro e argento reso incandescente. E noi sentimmo tanta soavità di profumo, come di incenso o di qualche altro aroma prezioso.

  6. Caro Don Vincenzo
    grazie per il suo augurio di buona quaresima.
    Bella e adatta la preghierina. La reciteremo sicuramente. Le racconto una cosa. Quando con mio marito sediamo sul divano per recitare il Rosario la pappagalla Mango, vicino a noi, vuole partecipare ma dice solo “ciao” così si sentono ripetuti e ravvicinati “ciao-ciao-ciao-ciao-ciao-” è il suo modo di essere con noi.
    Ricambiamo gli auguri di buona quaresima e le inviamo un forte e affettuoso abbraccio.
    G. e R.

  7. …COSA PUÒ FARCI L UOMO?? tanto,tutto.Può scoraggiarci , mettere in noi paura , tentarci..distrarci. Può fare tutto. Può distruggere tutto . Può arrivare a nascondere il sole così come oggi le nuvole .Può giocare con noi e spremerci fino all’ ultimo e non arrendersi nella sua cattiveria .Può cogliere in te stanchezza e giocarci…tanto può fare e farti scivolare. MA SE NOI lo GUARDIAMO PER IL SOFFIO CHE lui E’ E SE NON PERDIAMO DI VISTA LA NOSTRA META , ECCO CHE l’uomo NON PUO’ FARCI PIU’ NIENTE !..ALLORA “RESTA” L’UOMO /MANO DI DIO.QUELLO CHE NON CONTRASTA CON LA NOSTRA META , QUELLO CHE NON LO NASCONDE IL SOLE MA CE LO MOSTRA ..QUELLO CHE TI FA VEDERE E NON TI SCHIACCIA . RESTA CHI , in LUI E con LUI, TI VUOLE DAVVERO BENE , E CHE TI MOSTRA CON IL SUO ESSERCI UN PROGETTO PIU’ GRANDE E FORSE QUESTO TI SPAVENTA O TI DA’ GIOIA .SICURAMENTE TI RITROVI A DOMANDARTI “PERCHE’?” E A PENSARE CHE DI CERTI DONI SARAI CHIAMATO AD RENDERE CONTO…quanta fatica in certi momenti ma…anche questo PUO’ DIVENTARE UN SENTIRCI ED ESSERE “SUOI”. Dove altro trovare risposte a quelle seti che abbiamo dentro? …E la “PAURA della prova” posso anche provare a chiamarla “la FORZA della mia risposta alla tentazione ” E mi ritrovo a chiamare solo “fatica” quella che INVECE davvero può essere anche “preghiera”. LA TUA PREGHIERA PIU’ VERA…NON SARA’ PROPRIO QUESTA LOTTA!?”

  8. la preghiera (del cuore), alito di Dio che soffiando nelle profondità dell anima le fa gustare porzioni di Cielo…

  9. PRENDIMI PER MANO DIO MIO ,
    aiutami ad imparare.. aiuta anche me ad essere un pò..”profetica” nella mia vita
    ..a vedere nelle mie scelte presenti le radici di quello che sarà il mio domani .. a scorgere quello che , con le mie scelte di oggi , PERDERO’ o GUADAGNERO’ domani ….

    Un uomo che 44 anni fà è stato capace di fermarsi a PROFETIZZARE ANCHE IL SOFFERTO E IL DOVER RIPARTIRE , è un uomo profondo e coraggioso !!
    GRAZIE per avercelo dato come Papa e perchè anche nel profetizzare una Chiesa in fatica non ha “dimenticato” di guardarla “GREGGE ” ! ..piccolo ma pur sempre ” SUO Gregge ” nel quale trovare “speranza” e “risposta” , gregge di un Pastore al quale ancora affidarci .

  10. Giunga presto la realizzazione di questa profezia; del nostro amato Papa, possa davvero essere ricostruita dalle macerie che in 2000 anni abbiamo accumulato sullo splendore di Cristo e della Sua Sposa. Il Signore abbia pietà di noi e ci aiuti con la Sua Misericordia a riedificare ciò che giace in miseria. Vorrei dire tanto, ma tacio, proprio per amore della mia Chiesa.

  11. Cari amici, vi trasmetto una PAGINA PROFETICA sulla Chiesa scritta da BENEDETTO XVI nel 1969, 44 ANNI FA…! Ci fa bene di questi tempi.

    “Dalla crisi odierna emergerà una Chiesa che avrà perso molto. Diverrà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi. Non sarà più in grado di abitare gli edifici che ha costruito in tempi di prosperità. Con il diminuire dei suoi fedeli, perderà anche gran parte dei privilegi sociali. Ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza che rimetterà la Fede al centro dell’esperienza. Sarà una Chiesa più spirituale, che non si arrogherà un mandato politico flirtando ora con la Sinistra e ora con la Destra. Sarà povera e diventerà la Chiesa degli indigenti. Allora la gente vedrà quel piccolo gregge di credenti come qualcosa di totalmente nuovo: lo scopriranno come una speranza per se stessi, la risposta che avevano sempre cercato in segreto.” (Joseph Ratzinger, 1969)

  12. …S.Agostino dice: tardi ti ho amato e aveva 30 anni!io quando potrò dire tardi ti ho amato! Vorrei tanto sentire tutti i giorni quel solletico al cuore che sento quando lei mi parla dell’amore misericordioso di Dio, Lui mi ama nè sono convinta poi non sò perchè… mi salgono tanti dubbi ma chi penso d’essere che Dio in questo universo immenso pensa a me lo so che questo vuol dire non avere fede ma mamma mia quanto è difficile essere Cristiani,quando pensi d’aver capito qualche cosa si apre un altro capitolo e sei al punto di partenza, quanto non vorrei mai avergli detto “fai di me un tuo strumento” ora capisco di non essere forte come invece pensavo, sono solo capace a costruirmi muri,spero solo che passi velocemente questo periodo buio e che la Sua luce mi guidi. CRI

  13. La tentazione.. Aiutaci a guardare con STUPORE e GRATITUDINE alla realtà del Vangelo di oggi anche quando la tentazione con il suo essere così ingannevole,illusoria, pericolosa ci spaventa e ci stanca ..quando ci attacca nei nostri “avere fame” e ci mette davanti a bivi ..quando resta in agguato o strisciante e “furba” ci coglie di sorpresa ..

    Aiutaci a guardare con stupore e gratitudine al grande dono di un Dio così VICINO, e a RIPOSARCI nel pensare che CON TE è possibile “vincere” Sì, “se non Ti fossi lasciato tentare, non ci avresti insegnato a vincere , quando siamo tentati ” !

    Aiutaci ad essere semplici e umili per imparare… e a non “dimenticare” un Vangelo /buona novella così grande

  14. Carissime tutte, condivido con voi la gioia dei doni che ricevo da Gesù . ( di quelli di cui mi accorgo, bisogna precisare !! ). Persone diverse, in luoghi diversi, dopo aver ascoltato quanto dicevo, mi hanno chiesto la stessa cosa , cioè : “ Ma raccontalo ! Dillo a chi incontri…”. Così, se può servire a qualcuno, scrivo il fatto, il DONO ricevuto .
    Avevo scritto varie volte a una mia carissima amica , molto più preparata di me in tanti campi, che certe sue frasi, dette in varie occasioni tra tanta gente, a me , personalmente , avevano fatto soffrire, non erano necessarie, non le condividevo, e le spiegavo il perché con gentilezza e buone maniere .ATTENDEVO da lei una qualsiasi risposta, la PRETENDEVO almeno per educazione, pregavo per lei, offrivo questa attesa, soffrivo perché ogni contatto era finito, ogni saluto negato e io NON
    ACCETTAVO questo silenzio, questo comportamento . E intanto GIUDICAVO . Così ho smago-nato per tanto, tanto tempo , e aspettavo, e speravo, ma non digerivo questo silenzio.Nella cappella dell’ospedale, ogni martedì, dalle 9 alle 12, si espone Gesù per l’adorazione silenzio-sa . Per me è il giorno che non si tocca per nessuna necessità; ogni volta , nel silenzio, “succede” qualcosa di nuovo, di bello, di grande.E se qualcuno mi cerca, sa dove trovarmi al martedì.
    In uno di questi martedi , nel silenzio, ecco la voce di Gesù, ecco la risposta chiara, giusta, vera, “ Angela, non devi ATTENDERE niente da nessuno…non devi PRETENDERE niente da nessuno,devi ACCETTARE ogni persona così com’è, non devi GIUDICARE e fare invasione nella libertà altrui….”
    Trovato “ il mio peccato “, l’ho consegnato a Gesù e da quel momento nuoto in un oceano di PACE. Ho incontrato tante altre volte la mia Amica, l’ho salutata “ col cuore libero, aperto, sereno,sincero, caldo…” . Vi ricordate cosa diceva don Orione? “ Ci vuole Gesù ! Ci vuole Gesù ! “ Ma non finisce qui, e perché? Perché con questo dono ricevuto ho iniziato a rileggere la mia vita in un altro modo, a rivedere i fatti con altri occhi, a incontrare le persone con un altro cuore, a chiedere perdono anche a chi sulla terra in questo tempo non c’è più fisicamente…Che lacrime dolci son queste !!! E così sono ritornata al mio discorrere con Dio continuamente, perché è vergognoso permettere che pensieri di cose da nulla spezzino il nostro dialogo con Dio, la nostra unione con Lui. Ricominciare sempre, per diventare preghiera. Così scriveva un umile fratello laico, carmelitano, calzolaio, senza istruzione, Fratel Lorenzo della Risurrezione, la cui fama di santità si estese a tutta Parigi. Anche prelati e vescovi lo consultavano sulla preghiera. Morì il 12 febbraio 1691.Copio dal libretto: Dio non si smentisce: quando una persona è bene unita a Dio, irradia luce sul mondo.Anche alzare una paglia per amore a Dio ci riempie di felicità, rende d’oro la paglia e rende bella la vita. “ VIVERE ALLA PRESENZA DI DIO NON E’ VIVERE DI TANTO IN TANTO DAVANTI A DIO, MA VIVERE CONTINUAMENTE CON LUI “ ( fratel Lorenzo).Tu che leggi, non hai proprio niente da condividere con noi? Facci dono ! Racconta i doni di Dio!! Ciao ! Un abbraccio a tutte in questo viaggio, immerse nel mistero di un amore che ci supera e che ci salva A. B.

  15. Cari amici vi giro almeno alcuni punti di un bel articolo di M. Corradi…può farci del bene in questi giorni “particolari” per la Chiesa, pensare che abbiamo una…”sovrana certezza”
    dv

    SOVRANA CERTEZZA
    14 febbraio 2013 Marina Corradi
    «Mi sostiene e mi illumina la certezza che la Chiesa è di Cristo, che non le farà mai mancare la sua guida e la sua cura». La prima parola di Benedetto XVI ieri mattina in Udienza è stata questa: il ricordare che la Chiesa è di Cristo, e che dunque anche nelle circostanze più avverse Cristo non la abbandona. E noi, semplici fedeli … abbiamo riconosciuto in quella prima parola la volontà paterna di dire, a quelli come noi, di non aver paura. In questi due giorni abbiamo sentito di tutto, sul gesto di Benedetto XVI, lodi e plausi, e contestazioni…E ci occorreva davvero che proprio Benedetto XVI, il maestro che abbiamo amato e continueremo a amare, ci ricordasse, ci confermasse in questa semplice antica certezza: la Chiesa è di Cristo, che non l’abbandona. La Chiesa è di Cristo, è il suo corpo, e non è mai riducibile solo agli uomini, strutture, gerarchie che la compongono, con i loro peccati, i loro umani sforzi… Questo aspetto non visibile, non sperimentabile è tanto fondante quanto non compreso nemmeno dai più fini intellettuali, che parlano di Chiesa come di un fatto solo storico, sociologico, umano. E spesso anche fra noi, credenti, questa memoria ontologica facilmente sbiadisce; allora in giorni come questi ci smarriamo: e adesso? È a questo sommesso tremare dei semplici che il Papa ieri ha teso la mano con una frase per nulla debole, e anzi colma di certezza sovrana: la Chiesa è di Cristo, che non l’abbandona.
    …. chi si imbarca sul grande millenario naviglio di Pietro, se tiene viva la fede, si trova a fare scelte scomode o perfino, secondo il mondo, stolte; ad amare i deboli, e la vita dell’uomo fin dal suo più debole invisibile inizio. Ad amare per sempre, e a generare figli, quando il mondo attorno ripete che la vita è cosa da prendere e usare, come e finché si vuole. Quell’altro sguardo, quell’altro respiro s’è visto bene ancora ieri sera, in San Pietro gremita di uomini e donne stretti attorno a Benedetto nel giorno delle Ceneri «Risuoni forte in noi l’invito alla conversione, a ritornare a Dio con tutto il cuore, accogliendo la sua grazia che ci fa uomini nuovi», è stato il filo teso nelle parole del Papa. Di nuovo, parole affatto stanche, anzi straordinariamente audaci in tempi di pensiero debole, di rassegnati orizzonti. Tornare a Dio, è l’imperativo di quest’uomo il cui cuore sembra tutto fuorché piegato, o vecchio. Quaerere Deum, è la parola che ci lascia un grande Papa in un Anno della Fede indetto perché ciò che è vero torni a essere concreto, e vivo fra noi. Perché la Chiesa è di Cristo, e tutto il suo essere tenda a Cristo – Colui che ricapitolerà in sé tutte le cose, quelle della terra e quelle del cielo. E il grande applauso a Benedetto XVI ieri sera in San Pietro testimonia la fede e la forza del popolo cristiano. Peccatori, certo; gente però che sa da dove viene, e verso Chi va.

  16. Carissimo Dv,
    …Mi hai messo in testa 1 altra frase, che non vuole + lasciarmi:”Prima o poi, per tutti la vita si fa cammino… in salita…”
    Ma ho capito, con non poca difficoltà, e dopo tanto e tante prove che comunque è “Bella una vita completamente donata al Signore come quella di chi ama e si sente amato” ..xkè proprie paure si affrontano soprattutto avendo FIDUCIA nelle ns possibilità, sapendo che LUI non ci lascia MAI da soli nelle prove della vita… Coraggio è dunque, innanzitutto accettare le ns fragilità.. toccare il fondo, sentire forte i ns limiti e capire come gestirli, sperimentare l’incertezza del decidere o del non agire nel contesto della ns vita di ogni giorno. Tutto questo credo davvero sia 1 passaggio obbligato x la ns crescita e serva soprattutto come metodo educativo x i ns ragazzi a livello personale e relazionale. Gli adolescenti devono affrontare tante “sfide”: valori diversi..idee diverse e reazioni diverse e tante provocazioni nel confronto con gli altri. Capire e quindi a ns volta far capire che accettare questa realtà ci permette di attribuire 1 valore fondamentale al ns rapporto con Dio, ke abbiamo bisogno di Lui xkè ci accompagni e ci sostenga… ed essere lontani da Lui vuol dire far vincere tutte le paure e soccombere. Ma soprattutto far emergere in questo discorso educativo, i valori necessari x il cristiano: Il potere dell’Amore..! Inteso come riceverne x poterlo donare a ns volta Quando riusciamo ad amare veramente, quando sperimentiamo l’essere amati senza riserve, capiamo veramente cosa siamo e qual è il progetto del Signore x noi e le paure e le ns fragilità diventano ns forza x e forza gli altri. E non posso non pensare al mio Signore, che appeso a quella croce , simbolo di tutta la fragilità umana, ha allargato quelle braccia straordinarie su tutti noi, lasciandoci il + grande messaggio d’AMORE!
    Ora devo scappare… i miei problemi mi sembrano davvero tanto lontani… ci sono e ci saranno sempre…ma credo di aver sperimentato tutto quanto detto sopra.. e cioè ke dalla mia fargilità ho ricevuto FORZA e ke questa serve x aiutare i miei cari…!P. M.

  17. Caro Don Vincenzo,
    le invio gli auguri per una buona settimana con sempre più ritardo causa stanchezza. Sapere che anche il Papa ha dovuto molto umilmente e molto umanamente arrendersi all’età e agli acciacchi mi consola, anche se deve essergli costata una sofferenza spirituale e fisica immane, possiamo solo pregare per lui.
    La mia riflessione dopo la scuola di preghiera è stata sull’importanza del battesimo come sottolinea San Paolo. Per questo quando uno dei presenti alla scuola di preghiera diceva che i genitori andrebbero preparati, mi chiedo se davvero sia fondamentale, certo è importante avere consapevolezza del sacramento, ma lo si può negare ai bambini? Il frutto dello Spirito si vede dopo e non prima, no? Ricordo chiaramente che quando ho ricevuto la cresima non avevo bene idea di cosa fosse, ma ho avuto la chiara consapevolezza che il mio cammino spirituale fosse cominciato subito dopo. Il sacramento è un punto di partenza e non di arrivo, no? Il problema vero poi è che i genitori non vengono a messa e i bambini di conseguenza: adesso a catechismo stiamo preparando e spiegando la messa, ma parliamo di una cosa di cui non hanno idea e l’anno prossimo dovranno ricevere la Prima Comunione! Che tristezza… La colpa è anche di noi che ci professiamo cattolici, ci chiedeva sabato quanti di noi conoscono bene le lettere di San Paolo, quanti? Io stessa confesso la mia ignoranza e noi dovremmo essere il sale della terra, poveri noi…
    Comunque grazie a lei sto scoprendo San Paolo che è di una bellezza unica! E’ di una spiritualità, di una profondità e di una cultura teologica meravigliosa! Davvero certe vette sono per pochi eletti..sono arrivata a fine del capitolo 8 quando dice che niente potrà separarci dall’amore di Dio, è di una bellezza indescrivibile! a presto
    A.Maria

  18. Sconcertata e in riflessione per quanto avvenuto, mi chiedo quale sia il limite per ognuno di noi nella vita, quale il confine tra giusto lavoro e ….. non riesco a trovare le parole giuste! C’è davvero di cui riflettere! Sicuramente con gioia so che il Santo Padre pregherà ancora a lungo per e con noi su questa terra! E PIETRO mi indicherà la via!

  19. “Ti ho chiesto, Signore,
    la forza in vista del successo…
    Tu mi hai reso debole,
    perchè imparassi ad obbedire.

    Ti ho chiesto la salute
    per fare delle grandi cose.
    Ho ricevuto l’infermità
    per fare delel cose migliori.

    Ti ho chiesto la ricchezza
    per essere felice.
    Ho ricevuto la povertà
    per essere saggio.

    Ti ho chiesto il potere
    per essere apprezzato dagli uomini
    Ho ricevuto la debolezza
    per avere bisogno di te.

    Ti ho chiesto l’amicizia,
    per non vivere solo.
    Tu mi hai dato un cuore
    per amare tutti i fratelli.

    Ti ho chiesto tutte le cose
    che avrebbero potuto rallegrare la mia vita.
    Tu mi hai dato la vita
    perchè mi rallegrassi di tutte le cose.

    Non ho avuto nulla
    di quello che avevo chiesto.
    HO RICEVUTO TUTTO QUELLO
    CHE AVEVO SPERATO.

    … quasi mio malgrado,
    le mie preghiere non formulate
    sono state esaudite.
    Grazie, Signore!”

    (da un’iscrizione nella sala di attesa di un ospedale di New York)

    … in questa Quaresima, Signore, più che penitenze “costrette” e “di routine”, forse mi/ci serve ancora di più riconoscerTi e gioire del Tuo Amore e della Tua vicinanza… per scoprirci davvero Tuoi Figli… e risorgere con Te!

  20. hallo fr allesiani,
    i usually recieve the writings in italian share them with my chritians in the parish in kiwwahili. as we look forward to lent please do find some inspirational thoughts also on fasting ,alms giving and self mortification thank you very much
    fr peter nairobi kenya

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