– PASQUA:  IL GIORNO FATTO DAL  SIGNORE:  RALLEGRIAMOCI E… RIPOSIAMO IN ESSO! 

  Cari amici,  questa sera venerdì 19 aprile iniziamo il RITIRO DI PRIMAVERA PER GIOVANI che  ha per tema: CRESCERE SI PUO’… parola di  Marco.

 

In questo ritiro avremo un particolare ricordo del nostro caro D. Sergio che ci ha lasciati l’anno scorso proprio in questo mese di Aprile…

Mandateci qualche ricordo e testimonianza di Lui   che tanto ha aiutato i giovani a crescere in tutti i sensi…Siamo sicuri che ci accompagnerete con la vostra preghiera…Fraternamente dv

MARCO IN LINEA…

  • Nel vangelo parli di un ragazzo “misterioso”: eri tu per caso? Dietro a Gesù veniva un ragazzo, coperto soltanto con un lenzuolo. Le guardie cercarono di prenderlo,  ma egli lasciò cadere il lenzuolo e scappò via nudo. (Mc 14,1.51.52)
  • A quanto pare, Pietro era di casa nella tua famiglia? Raccontaci…  Pietro liberato dal carcere andò verso la casa di Maria, madre di Giovanni detto anche Marco. Là si erano riuniti molti cristiani per pregare. Pietro bussò alla porta d’ingresso, e una ragazza che si chiamava Rode venne ad aprirgli. Essa riconobbe subito la voce di Pietro e per la gioia non pensò neppure di aprire la porta ma tornò indietro e riferì che Pietro era là fuori. Pietro continuava a bussare alla porta. Quando finalmente gli aprirono, videro che era proprio lui e rimasero sbalorditi.  (At. 12,12ss) 
  •  Eri un ragazzo quando sei partito con Barnaba e Paolo? Bàrnaba e Saulo andarono nella città di Selèucia e di qui si imbarcarono per Cipro.  Arrivarono nella città di Salamina e si misero ad annunziare la parola di Dio nelle sinagoghe degli Ebrei. Avevano con loro anche Giovanni Marco che li aiutava. (Atti 13,5s) 
  • poi  hai mollato tutto e sei tornato a casa…Perché? Paolo e i compagni lasciarono la città di Pafo e giunsero a Perge. Qui Giovanni si separò da loro per ritornare a Gerusalemme.  (At.13,13)  
  • Paura, incostanza giovanile? Hai previsto le conseguenze? Paolo disse a Bàrnaba: «Ritorniamo a visitare i fratelli. Bàrnaba voleva prendere con sé anche Giovanni Marco.  Paolo invece era contrario, perché nel viaggio precedente si era staccato da loro e non li aveva più aiutati nella loro missione. Il disaccordo fu tale che alla fine si separarono: Bàrnaba prese con sé Marco e si imbarcò verso l’isola di Cipro; Paolo invece scelse Sila e partì. (At. 15,39s)
  • Che hai fatto per ritrovare la stima di Paolo? Che ti raccomandò… Aristarco, che è in prigione con me, e Marco, il cugino di Bàrnaba, vi mandano i loro saluti. Riguardo a Marco ricordatevi: se viene da voi, fategli buona accoglienza.(Col 4,10)
  • Anche Paolo divenne più saggio e cominciò ad avere fiducia di te Ti saluta Epafra, che è in prigione con me. Anche Marco, Aristarco, Dema e Luca, miei compagni di lavoro, ti salutano. (Filemone 24)   
  • Addirittura in carcere ti vuole accanto: ha bisogno di te Vieni presto da me. Porta con te anche Marco, perché mi sarà utile nel ministero.  (2Tim 4)                                                    
  • Poi ti sei messo a servizio di Pietro: perché? Ti capiva? La comunità cristiana che abita in questa Babilonia vi saluta. Anche Marco, mio figlio, vi saluta.  Salutatevi a vicenda con un bacio fraterno. (1Pt 5,12ss)

Ci pare di capire che Lui raccontava di Gesù e tu  scrivevi…  E così grazie al “tuo” vangelo, sei diventato caro anche a noi oggi: Ecco perché ci è caro San Marco: egli ci riporta il profilo di Cristo, visto da San Pietro. (Benedetto XVI)

 Ps. Lasciatelo dire: ci sei anche simpatico,  perché sei stato un ragazzo normale. Entusiasta e  incostante come molti. E come spesso capita, anche tu  hai fatto bisticc

Bramo la tua voce, o Dio

(Tagore)

Quando mi fermo stanco sulla lunga strada e la sete mi opprime sotto il solleone;
quando mi punge la nostalgia di sera e lo spettro della notte copre la mia vita,
bramo la tua voce, o Dio, sospiro la tua mano sulle spalle.

Fatico a camminare per il peso del cuore
carico dei doni che non ti ho donati.

Mi rassicuri la tua mano nella notte, la voglio riempire di carezze,
tenerla stretta: i palpiti del tuo cuore segnino i ritmi del mio pellegrinaggio.

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 I SANTI NON SONO “CADUTI DAL CIELO”

Anche tra santi ci sono contrasti, discordie…E questo a me appare molto consolante, perché vediamo che i santi non sono “caduti dal cielo”. Sono uomini come noi… La santità non consiste nel non aver mai sbagliato ma nella disponibilità a ricominciare.  E così Paolo, che era stato piuttosto aspro e amaro nei confronti di Marco, alla fine si ritrova con lui. Non è quindi il non aver mai sbagliato, ma la capacità di riconciliazione e di perdono che ci fa santi.(Benedetto XVI

  • PROGRAMMA  VENERDI’ 19 APRILE

18.00   arrivi ed accoglienza – 19.30 cena in allegria

21.00   presentazione: sotto le stelle …

22.00  Marco in linea, si presenta …

 SABATO 20 APRILE

7.30          Destinazione mare… Colazione

9.30         I meditazione: Sì,ho sbagliato… ma poi sono cresciuto…-Riflessione personale

11.30   Lavori di gruppo – 13.00 Pranzo…  Pausa – giochi

16.00   II Meditazione: Crescere, si ma come? D. Sergio mi ha aiutato così…testimonianze – tempo dialogo–confessioni

19.00   Vespro – 19.30: Cena  21.00 Serata di fraternità

22.30  Esposizione Eucaristia – Adorazione notturna…

 

DOMENICA 21 APRILE

8.00    Celebriamo le lodi – colazione

9.00    Incontro di verifica e preparazione della Santa Messa

11.30   Santa Messa con la comunità di S. Biagio

12.30   Pranzo e saluti

Benedetto XVI: …

i santi non sono “caduti dal cielo”. Sono uomini come noi… La santità non consiste nel non aver mai sbagliato ma nella disponibilità a ricominciare

Papa Francesco:

seguiamo Gesù, ma soprattutto sappiamo che Lui ci accompagna e ci carica sulle sue spalle: qui sta la nostra gioia, la speranza che dobbiamo portare in questo nostro mondo. E, per favore, non lasciatevi rubare la speranza!

Non lasciatevi rubare la speranza! Quella che ci dà Gesù. 

 

 

  

 Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 21,1-19
 
  • In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
  • Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!».
  • Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

 

      
  • Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».
DON ORIONE:  Signore Gesù, Ti amo, Ti amo e Ti amo !
  •   Apro un libro di pensieri serafici…ma il libro mi si chiude tra le mani, né so più leggere fino a che non abbia gettato tutto il mio povero cuore nel Tuo: Signore Gesù, Ti amo, Ti amo e Ti amo !
  • Non sciolgo inni di lode, né prego quasi, penso; penso a Te, che mi sei così vicino: al Tuo cuore che non mi sarà mai straniero né freddo: al Tuo amore, che è sempre uguale a se stesso ! Oggi ero molto afflitto, o mio Dio, e mi pareva proprio di non potere più tirare avanti, – adesso invece i dolori non mi turbano più, e sono contento di patire. O Signore, amore soavissimo e vita mia, fa che da ogni ferita di spina, che mi trafigge l’anima, esca la gran voce del mio amore:  Ti amo, o Gesù mio, Ti amo e Ti amo !
  • … A Te, che vegli, apro il mio cuore, con Te esamino le occupazioni della giornata: a Te espongo pensieri ed affetti; ascolto la voce Tua, studio il Tuo volere, mentre Ti guardo e Ti amo, Ti amo e Ti amo ! E anche Tu mi ami; oh se mi ami ! Dimmi una parola, o Signore, che mi additi il sentiero nel quale Tu vuoi che io cammini; illuminami, o Signore, con un raggio di Tua luce divina, che le tenebre si addensano intorno a me: ed io Ti risponderò che Ti amo, Ti amo e Ti amo !  (Scr. 92. 91)

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  •  Cari amici, vengo a  chiedervi una preghiera particolare per i preti che da ieri sera  sono a  Villa S. Biagio per un corso di ESERCIZI SPIRITUALI in forma di LECTIO DIVINA  SUL LIBRO DI GIOBBE…Vi faccio partecipi volentieri di qualche pensiero…  su temi fondamentali per la nostra vita di fede..

 

  •  c. 42 1Giobbe prese a dire al Signore: 2«Comprendo che tu puoi tutto e che nessun progetto per te è impossibile. 3Chi è colui che, da ignorante, può oscurare il tuo piano? Davvero ho esposto cose che non capisco, cose troppo meravigliose per me, che non comprendo. Ascoltami e io parlerò, io t’interrogherò e tu mi istruirai!  IO TI  CONOSCEVO PER SENTITO DIRE, MA ORA I MIEI OCCHI TI HANNO VEDUTO. Perciò mi ricredo e mi pento sopra polvere e cenere».

   UNA PREGHIERA: 

  • Avevo chiesto a Dio la forza per raggiungere il successo, ho ricevuto la debolezza affinché imparassi a ubbidire. Avevo chiesto la salute per fare cose grandi,  ho ricevuto l’infermità perché facessi cose vere.
    Avevo chiesto la ricchezza perché potessi essere felice, 
    ho ricevuto la povertà perché potessi essere saggio. Avevo chiesto il potere per avere l’ammirazione degli uomini, ho ricevuto la debolezza perché potessi sentire il bisogno di Dio.
  •  Non ho ricevuto nulla di quello che avevo chiesto,  ma ho ricevuto tutto quello che avevo sperato.  A dispetto di me stesso le mie preghiere sono state esaudite.  Tra tutti gli uomini sono colui che è stato maggiormente arricchito.

 CANTA E CAMMINA.  (Sant’Agostino, vescovo)

O felice quell’alleluia cantato lassù!

  • Là nessuno ci sarà nemico, là non perderemo mai nessun amico.
  •  Ivi risuoneranno le lodi di Dio. Certo risuonano anche ora qui. Qui però nell’ansia, mentre lassù nella tranquillità. Qui cantiamo da morituri, lassù da immortali. Qui nella speranza, lassù nella realtà. Qui da esuli e pellegrini, lassù nella patria. Cantiamo pure ora, non tanto per goderci il riposo, quanto per sollevarci dalla fatica. Cantiamo da viandanti.

CANTA MA CAMMINA.

Canta per alleviare le asprezze della marcia, ma cantando non indulgere alla pigrizia.

CANTA E CAMMINA.

Che significa camminare? Andare avanti nel bene, progredire nella santità.

Se progredisci è segno che cammini, ma devi camminare nel bene,

devi avanzare nella retta fede, devi progredire nella santità.

CANTA E CAMMINA.

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  • GIOBBE   C.   28: ELOGIO DELLA SAPIENZA La sapienza resta  inaccessibile all’uomo… non se la può procurare né col suo lavoro, né con la scienza, né con la sua sapienza. ESSA E’ DONO DI DIO ALL’UOMO RELIGIOSO
  1.  Certo, per l’argento vi sono miniere,  per l’oro luoghi dove esso si raffina. 2 Il ferro si cava dal suolo …4 Forano pozzi lungi dall’abitato coloro che perdono l’uso dei piedi: pendono sospesi lontano dalla gente e vacillano. Contro la selce l’uomo porta la mano, sconvolge le montagne:10 nelle rocce scava gallerie e su quanto è prezioso posa l’occhio: 11 scandaglia il fondo dei fiumi e quel che vi è nascosto porta alla luce.
  2.  MA LA SAPIENZA DA DOVE SI TRAE? E il luogo dell’intelligenza dov’è? 13 L’uomo non ne conosce la via, essa non si trova sulla terra dei viventi. 14 L’abisso dice: “Non è in me!” e il mare dice:“Neppure presso di me!”. 15 Non si scambia con l’oro più scelto, Coralli e perle  non meritano menzione, vale più scoprire la sapienza che le gemme..
  3. Ma da dove viene la sapienza? E il luogo dell’intelligenza dov’è? 21 E` nascosta agli occhi di ogni vivente ed è ignota agli Uccelli del cielo. 22 L’abisso e la morte dicono:“Con gli orecchi ne udimmo la fama”.
  4. DIO SOLO NE CONOSCE LA VIA, Lui solo sa dove si trovi, 24 perché volge lo sguardo fino alle estremità della terra, vede quanto è sotto la volta del cielo. 25 Quando diede al vento un peso e ordinò alle acque entro una misura, 26 quando impose una legge alla pioggia e una via al lampo dei tuoni; 27 allora la vide e la misurò, la comprese e la scrutò appieno 28 e disse all’uomo:
  5. “Ecco, temere Dio, questo è sapienza e schivare il male, questo è INTELLIGENZA …

ETTY HILLESUM  

A ogni nuovo crimine o orrore dovremo opporre un nuovo pezzettino di amore e di bontà che avremo conquistato in noi stessi. Possiamo soffrire ma non dobbiamo soccombere.  E se sopravviveremo intatti a questo tempo, corpo e anima ma soprattutto anima, senza amarezza, senza odio, allora avremo anche il diritto di dire la nostra parola a guerra finita. Credo in Dio e negli uomini e oso dirlo senza falso pudore. La vita è difficile ma non è grave: dobbiamo cominciare a prendere sul serio il nostro lato serio, il resto verrà da sé. Una pace futura potrà essere veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in se stesso; se ogni uomo si sarà liberato dall’odio contro il prossimo, di qualunque razza o popolo; se avrà superato quest’odio e l’avrà trasformato in qualcosa di diverso, forse alla lunga in amore, se non è chiedere troppo. E’ l’unica soluzione possibile. E’ quel pezzettino d’eternità che ci portiamo dentro. Sono una persona felice e lodo questa vita, nell’anno del Signore 1942, l’ennesimo anno di guerra.

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  1.      QUALE E’ IL NOSTRO RAPPORTO CON DIO? Giobbe ci aiuta nel discorso essenziale di fede: Per sentito dire o per esperienza?  Ritrovare il suo volto, superando barriere che frapponiamo tra  noi e LUI: libri-meditazioni-letture-canti-riunioni- -apostolato: sono muri o elementi facilitanti l’incontro?
  •  L’uomo sa amare gratuitamente o è sempre interessato?
  •   Le prove vengono per tutti o i buoni sono risparmiati?
  • La prova non sarà il banco di prova del vero amore amicale, sponsale, religioso?
  • Perdersi in tanti perché o accettare il mistero ?
  • GIOBBE: c.   7 1 Non ha forse un duro lavoro l’uomo sulla terra  e i suoi giorni non sono come quelli d’un mercenario? 2 Come lo schiavo sospira l’ombra e come il mercenario aspetta il suo salario,  3 così a me son toccati mesi d’illusione e notti di dolore mi sono state assegnate. 4 Se mi corico dico: “Quando mi alzerò?”. Si allungano le ombre e sono stanco di rigirarmi fino all’alba. 5 Ricoperta di vermi e croste è la mia carne, raggrinzita è la mia pelle e si disfà. 6 I miei giorni sono stati più veloci d’una spola, sono finiti senza speranza.7 Ricordati che un soffio è la mia vita: il mio occhio non rivedrà più il bene. …13 Quando io dico: “Il mio giaciglio mi darà sollievo, il mio letto allevierà la mia sofferenza”, 14 tu allora mi spaventi con sogni e con fantasmi tu mi atterrisci. 15 Preferirei essere soffocato, la morte piuttosto che questi miei dolori!  Lasciami, perché un soffio sono i miei giorni. Fino a quando da me non toglierai lo sguardo e non mi lascerai inghiottire la saliva? 20 Se ho peccato, che cosa ti ho fatto, o custode dell’uomo? Perché m’hai preso a bersaglio e ti son diventato di peso? 21 Perché non cancelli il mio peccato e non dimentichi la mia iniquità? Ben presto giacerò nella polvere,  mi cercherai, ma più non sarò!

  • Gli amici deludono … Preferisce rivolgersi a Dio il suo vero INTERLOCUTORE! Ricordati…Mi spaventi… Lasciami… Ti diverti a tirarmi addosso le tue frecce… Se anche avessi peccato… Ti pentirai di trattarmi così… Ricercherai…ti mancherò!!! Sotto una apparente insolenza c’è grande confidenza e intimità, amore…
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    ETTY HILLESUM …Dappertutto c’erano cartelli che ci vietavano le strada per la campagna: Ma sopra quell’unico pezzo di strada che ci rimane c’è pur sempre il cielo, tutto quanto. Non possono farci nulla, non possono veramente farci niente. Possono renderci la vita un po’ spiacevole, possono provarci di qualche bene materiale e di un po’ di libertà di movimento, ma siamo noi stessi a provarci delle nostre forze migliori col nostro atteggiamento sbagliato: col nostro sentirci perseguitati, umiliati ed oppressi, col nostro odio e con la millanteria che maschera la paura. Certo che ogni tanto si può essere tristi e abbattuti per quello che ci fanno, è umano e comprensibile che sia così. E tuttavia: siamo soprattutto noi stessi a derubarci da soli.Si deve anche avere la forza di soffrire da soli e di non pesare sugli altro con le proprie paure e con i propri fardelli. Dobbiamo pregare di tutto cuore che succeda qualcosa di buono… Infatti, se il nostro odio ci fa degenerare in bestie come lo sono loro, non servirà a nulla.    L’unica cosa che possiamo salvare in questi tempi e anche l’unica che veramente conti è un piccolo pezzo di te in noi stessi, mio Dio. E forse possiamo anche contribuire a disseppellirti dai cuori devastati di altri uomini. Sì mio Dio sembra che tu non possa far molto per modificare le circostanze attuali. Io non chiamo in causa la tua responsabilità, più tardi sarai tu a dichiarare responsabili noi. E quasi ad ogni battito del mio cuore cresce la mia certezza: tu non puoi aiutarci, ma tocca a noi aiutare te, difendere fino all’ultimo la tua casa in noi.

    

  •   Allora Giobbe si alzò e si stracciò le vesti, si rase il capo, cadde a  terra, si prostrò 21 e disse:   “Nudo uscii dal seno di mia madre,   e nudo vi ritornerò.  Il Signore ha dato, il Signore ha tolto,   sia benedetto il nome del Signore!”. 
  •   Etty Hillesum: Mio Dio è un periodo troppo duro per persone fragili come me. So che seguirà un periodo diverso, un periodo di umanesimo. Vorrei tanto poter trasmettere ai tempi futuri tutta l’umanità che conservo in me stessa, malgrado le mie esperienze quotidiane. L’unico modo che abbiamo di preparare questi tempi nuovi è di prepararli fin d’ora in noi stessi. Vorrei tanto vivere per aiutare a preparare questi tempi nuovi: verranno di certo, non sento forse che stanno crescendo in me, ogni giorno?La miseria che c’è qui è veramente terribile, eppure alla sera tardi quando il giorno si è inabissato dentro di noi,mi capita spesso di camminare di buon passo lungo il filo spinato e allora dal mio cuore s’innalza sempre una voce: non ci posso far niente, è così, è di una forza elementare e questa voce dice: la vita è una cosa splendida e grande, più tardi dovremo costruire Un mondo completamente nuovo

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ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE

  • LETTERA AGLI EBREI 10,4-10. Entrando nel mondo, Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto:
  • ECCO, IO VENGO, O DIO, PER FARE LA TUA VOLONTA’. Ed è appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre.

VANGELO DI LUCA 

L’angelo Gabriele  disse:

«Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». 

 «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.

Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.

«Come è possibile? Non conosco uomo». 

«Lo Spirito Santo scenderà su di te

 Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.

«Eccomi, sono la serva del Signore,

 

avvenga di me quello che hai detto».

 

  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

  • LA CHIESA NEL CONCILIO VAT. II « Lumen Gentium », § 56

    “Ecco l’ancella del Signore” Il Padre delle misericordie ha voluto che l’accettazione da parte della predestinata madre precedesse l’incarnazione, perché così, come una donna aveva contribuito a dare la morte (Gen 3), una donna contribuisse a dare la vita.

  • Giustamente quindi i santi Padri ritengono che Maria non fu strumento meramente passivo nelle mani di Dio, ma che cooperò alla salvezza dell’uomo con libera fede e obbedienza, divenendo «con la sua obbedienza causa di salvezza per sé e per tutto il genere umano » (Sant’Ireneo).
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    PAPA FRANCESCO:

    Cari fratelli e sorelle, lasciamoci avvolgere dalla misericordia di Dio;  

    abbiamo il coraggio di tornare nella sua casa,

    di dimorare nelle ferite del suo amore,

     lasciandoci amare da Lui, di incontrare la sua misericordia nei Sacramenti.

    Sentiremo la sua tenerezza, sentiremo il suo abbraccio

    e saremo anche noi più capaci di misericordia,

    di pazienza, di perdono, di amore”.

    Gesù:

    non si scandalizza per la mia fatica di credere!

    (Gv 20,19-31)

  •  Viene Gesù e si rivolge a Tommaso. Nel piccolo gregge cerca proprio colui che dubita. Metti qua il tuo dito, stendi la tua mano, tocca! Ecco Gesù: non si scandalizza di tutti i miei dubbi, non si impressiona per la mia fatica di credere, non pretende la mia fede piena, ma tende le mani a me Chi si fa vicino, tende la mano, non ti giudica ma ti incoraggia, è Gesù. Non ti puoi sbagliare! 
  • Tommaso si arrende. Si arrende all’amore che ha scritto il suo racconto sul corpo di Gesù con l’alfabeto delle ferite, ferite incancellabili come l’amore che ha per noi. Ferite che Gesù non nasconde, anzi esibisce: il foro dei chiodi, toccalo; lo squarcio nel  fianco, puoi entrarci con una mano. Piaghe che non ci saremmo aspettati, pensavamo che la risurrezione avrebbe cancellato, rimarginato e chiuso le ferite del Venerdì Santo. E invece no!  le piaghe  sono l’alfabeto del suo amore. Il Risorto è il Crocifisso.
  • Gesù risorto non porta altro che le ferite del Crocifisso, da cui non sgorga più sangue, ma luce, porta l’oro delle sue ferite. Penso alle ferite di tanta gente, per debolezza, per dolore, per disgrazia. Nelle ferite c’è l’oro.
  • Le ferite sono sacre, c’è Dio nelle ferite, come una goccia d’oro. Tu puoi essere un guaritore ferito, che dalla tua ferita ricavi farmaci per altri. Proprio quelli che parevano colpi duri o insensati della vita ci hanno resi capaci di comprendere altri, di venire in aiuto ad altri. La nostra debolezza diventa una forza.
  •  Alla fine Tommaso si arrende.  Si arrende non al toccare, ma a Cristo che si fa incontro; «Pace a voi!».  
    Quella sua pace scende ancora sui cuori stanchi, e ogni cuore è stanco, scende sulla nostra vicenda di dubbi e di sconfitte, come una benedizione. Tommaso passa dall’incredulità all’estasi: «Mio Signore e mio Dio!».
  • Voglio custodire questo aggettivo «mio», piccola parola che cambia tutto, che non evoca il Dio dei libri, il Dio dei teologi, ma il Dio intrecciato con la mia vita, annodato al mio respiro, lui parte di me e io parte di lui,  «Mio Signore e mio Dio!». Per due volte Tommaso ripete quel piccolo aggettivo «mio», che viene dal Cantico dei Cantici (6,3: «Io sono del mio amato e il mio amato è mio»), che indica non possesso ma appartenenza: «mio» perché mi fa vivere, è la parte migliore di me. «Mio», come lo è il cuore. E senza non sarei. «Mio», come lo è il respiro. E senza non vivrei. (P. Ermes Ronchi)

VIVERE DA “RISORTI”  COSI…( S. Paolo – Col 3, 1-17)  

  •  Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. 
  • Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e quell’avarizia insaziabile che è idolatria, …deponete anche voi tutte queste cose: ira, passione, malizia, maldicenze e parole oscene dalla vostra bocca. Non mentitevi gli uni gli altri.
  • Vi siete infatti spogliati dell’uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova, per una piena conoscenza, ad immagine del suo Creatore. Qui non c’è più Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro o Scita, schiavo o libero, ma Cristo è tutto in tutti.
  • Rivestitevi, dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo della perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti!
  • La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali. E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre.

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  • Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete».
  • La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatrè grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare»

 

PAPA FRANCESCO:                

  •  “In questo mondo che ci offre tanti salvatori”, è solo il nome di Gesù che salva. In molti  per risolvere i loro problemi ricorrono ai maghi o ai tarocchi. Ma solo Gesù salva “e dobbiamo dare testimonianza di questo! Lui è l’unico”.   “Nella curia di Buenos Aires lavora un uomo umile, da 30 anni lavora; padre di otto figli. Prima di uscire, prima di andare a fare le cose che fa, sempre dice: ‘Gesù!’. E io, una volta, gli ho chiesto: ‘Ma perchè sempre dici ‘Gesu”?’. ‘Ma quando io dico ‘Gesu” – mi ha detto questo uomo umile – mi sento forte, mi sento di poter lavorare, e io so che Lui è al mio fianco, che Lui mi custodisce‘. Quest’uomo  non ha studiato teologia, ha soltanto la grazia del Battesimo e la forza dello Spirito. E questa testimonianza  a me ha fatto tanto bene”: perchè ci ricorda che “in questo mondo che ci offre tanti salvatori”, è solo il nome di Gesù che salva.

 

PREGHIAMO CRISTO PANE DI VITA,

che darà la risurrezione gloriosa a coloro che si assidono degnamente

alla mensa della sua parola e del suo corpo:

Donaci, Signore, la tua gioia pasquale.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

  • Cristo, che risuscitato dai morti
sei diventato principio e fonte della vita immortale,
– benedici e santifica tutti gli uomini della terra.
 
  • Tu che doni ai credenti la gioia e la pace,
– fa’ che camminiamo in novità di vita nella luce della tua Pasqua.
 
  • Conferma nella fede la tua Chiesa pellegrina sulla terra,
– perché renda testimonianza al mondo della tua risurrezione.
 
  • Tu che attraverso la passione sei entrato nella gloria del Padre,
– trasforma in gioia perfetta i lutti e i dolori del mondo.

 

PAPA FRANCESCO:

MAMME E DONNE, AVANTI CON QUESTA TESIMONIANZA!

  • «Anzitutto notiamo che le prime testimoni di questo evento furono le donne. All’alba, esse si recano al Sepolcro per ungere il corpo di Gesù, e trovano il primo segno: la tomba vuota. Segue poi l’incontro con un Messaggero di Dio che annuncia: Gesù di Nazaret, il Crocifisso, non è qui, è risorto. Le donne sono spinte dall’amore e sanno accogliere questo annuncio con fede: credono, e subito lo trasmettono, non lo tengono per sé. Lo trasmettono». «La gioia di sapere che Gesù è vivo, la speranza che riempie il cuore, non si possono contenere. Questo dovrebbe avvenire anche nella nostra vita. Sentiamo la gioia di essere cristiani! Noi crediamo in un Risorto che ha vinto il male e la morte! Abbiamo il coraggio di “uscire” per portare questa gioia e questa luce in tutti i luoghi della nostra vita! La Risurrezione di Cristo è la nostra più grande certezza; è il tesoro più prezioso!».                                           
  • «Mamme e donne avanti con questa testimonianza» «Per Dio conta il cuore, quanto siamo aperti a Lui, se siamo come i bambini che si fidano. Ma questo ci fa riflettere anche su come le donne, nella Chiesa e nel cammino di fede, abbiano avuto e abbiano anche oggi un ruolo particolare nell’aprire le porte al Signore, nel seguirlo e nel comunicare il suo Volto, perché lo sguardo di fede ha sempre bisogno dello sguardo semplice e profondo dell’amore. Gli Apostoli e i discepoli fanno più fatica a credere, le donne no”. Dunque, i discepoli fanno più fatica a credere: “Pietro corre al sepolcro, ma si ferma alla tomba vuota; Tommaso deve toccare con le sue mani le ferite del corpo di Gesù. Anche nel nostro cammino di fede è importante sapere e sentire che Dio ci ama, non aver paura di amarlo: la fede si professa con la bocca e con il cuore, con la parola e con l’amore”.
    • Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro,
    • PRESE IL PANE, RECITO’ LA BENEDIZIONE, LO SPEZZO’ E LO DIEDE LORO. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
    • Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

     

    • SANT’AGOSTINO: “Camminava con loro”

     Il Signore Gesù, risorto da morte, si fa incontro a due suoi discepoli
    lungo la via e trova che parlano fra loro degli ultimi avvenimenti. Dice
    loro: “Che significano questi discorsi fra voi che vi rendono così
    tristi?”. Questo racconto ci dà una grande lezione, se la sappiamo
    comprendere. Gesù appare: i discepoli lo vedevano con gli occhi, ma senza
    riconoscerlo. Il Maestro camminava con loro per via, anzi egli stesso era
    la via (Gv 14,6), ma loro non camminavano per quella via. Egli stesso
    dovette constatare che erano andati fuori della via. Nel tempo trascorso
    con loro prima della passione, infatti, egli aveva predetto ogni cosa: che
    avrebbe patito, che sarebbe morto, che il terzo giorno sarebbe risorto.
    Aveva predetto tutto, ma la sua morte fu per loro come una perdita di
    memoria… Dicono: “Noi speravamo che egli fosse il redentore
    d’Israele”. O discepoli, l’avevate sperato. Vuol dire che adesso non lo
    sperate più? Ecco, Cristo vive, ma in voi la speranza è morta? Sì, Cristo è
    veramente vivo; ma questo Cristo vivo trova morti i cuori dei discepoli.
    Appare ai loro occhi, ma essi non lo riconoscono; era visibile e insieme
    nascosto… Camminava per via come un compagno di viaggio, anzi era lui che
    li conduceva. Quindi lo vedevano, ma non erano in grado di riconoscerlo
    poiché “i loro occhi – dice il testo – erano impediti dal riconoscerlo”…
    L’assenza del Signore non è assenza. Abbi fede, e colui che non vedi è con te.

     

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     

      
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     

     

     

    DONNA, PERCHÉ PIANGI? CHI CERCHI?”
    Omelia monastica anonima del 13° secolo

    ***

    « Donna, perché piangi ? Chi cerchi? » 

    • Angeli santi, eppure voi sapete bene chi ella piange e chi cerca. Perché rendere ancor più amare le sue lacrime rinnovando il ricordo di lui? Ma Maria può dar libero corso al suo dolore e al suo pianto, poiché s’avvicina la gioia di una consolazione insperata.  Si volge e vede Gesù in piedi, ma non lo riconosce. Scena piena di dolcezza e bontà, dove colui che è desiderato e cercato si mostra e pure si nasconde. Si nasconde per essere cercato con più ardore, trovato con più gioia, trattenuto con più tenerezza, fino ad essere introdotto, per restarvi, nella dimora dell’amore (cfr Ct 3,4). Ecco come la Sapienza si diletta sul globo terrestre, ponendo le sue delizie tra i figli dell’uomo(Pr 8,31). « Donna, perché piangi ? Chi cerchi? » Tu hai colui che cerchi e l’ignori? Hai la vera gioia eterna e piangi? L’hai in te colui che cerchi fuori. Veramente stai fuori in lacrime vicino a una tomba. La mia tomba è il tuo cuore; non vi sto morto, ma vi riposo, vivo per l’eternità. La tua anima è il mio giardino. Avevi ragione a pensare che sono giardiniere. Nuovo Adamo, coltivo il mio paradiso e lo custodisco. Le tue lacrime, il tuo amore ed il tuo desiderio sono la mia opera. Mi possiedi in te senza saperlo: ecco perché mi cerchi fuori. Sto per mostrami a te là anche per farti rientrare in te stessa così che tu possa trovare dentro colui che cerchi fuori.

    ————————-

     “Siamo spesso stanchi, delusi, tristi, 

     sentiamo il peso dei nostri peccati, pensiamo di non farcela…

    Non perdiamo la fiducia, non rassegniamoci mai:

    non ci sono situazioni che Dio non possa cambiare,

     non c’è peccato che non possa perdonare  se ci apriamo a Lui”.

    (Papa Francesco)

    • DON ORIONE: Cristo è risorto !  Ma è ancora in mezzo a noi, è sempre con noi, per asciugare ogni lagrima, e trasformare tutti i dolori in amoreLeviamo lo sguardo della fede, o fratelli: ecco Cristo che viene vivo coi vivi, a darci vita con la sua vita, nell’effusione copiosa della redenzione. 
    •  Avanza al grido angoscioso dei popoli: Cristo viene portando sul suo cuore la Chiesa, e, nella sua mano, le lacrime e il sangue dei poveri: la causa degli afflitti, degli oppressi, delle vedove, degli orfani, degli umili, dei reietti. E dietro a Cristo si aprono nuovi cieli: è come l’aurora del trionfo di Dio.
    • Sono genti nuove, nuove conquiste, è tutto un trionfo non più visto di grande, di universale carità, poiché l’ultimo a vincere è Lui, Cristo,  e Cristo vince nella carità e nella misericordia. 

     

    •   GV. 20  VIDE E CREDETTE:  Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al  sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide  che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. 
    • Corse allora e  andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava,  e disse loro: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non  sappiamo dove l’hanno posto!”. 
    • Uscì allora Simon Pietro insieme  all’altro discepolo, e si recarono al sepolcro.  Correvano insieme tutti  e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per  primo al sepolcro.  Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò.   Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel  sepolcro e vide le bende per terra,  e il sudario, che gli era stato posto  sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte.  
    • Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al  sepolcro, e vide e credette.  Non avevano infatti ancora compreso la  Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti. 

     PER MEDITARE…

    • QUEL GIORNO…  Il giorno di Pasqua è il cuore della fede cristiana. La grande occasione per prendere coscienza delle meraviglie che Dio ha operato per noi nella morte e risurrezione di Gesù.  Lo scorso anno ci siamo soffermati su quella “stanza al piano superiore” …Essa ha dato accoglienza, quasi “protezione” a eventi salvifici che fanno vibrare l’anima dei credenti. In questa Pasqua dell’anno della Fede vogliamo sottolineare la dimensione temporale di quel giorno della Risurrezione di Gesù.
    • Quel Giorno che ha cambiato la storia del mondo.
    • Quel Giorno  in cui si è verificato un duello cosmico tra morte e vita… Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto;  ma ora, vivo, trionfa.
    • Quel Giorno in cui il nostro sole “impallidì” di fronte  allo splendore divino del Sole di Giustizia apparso all’orizzonte dell’umanità.  Sfolgora il Sole di Pasqua – risuona il cielo di canti, esulta di gioia la terra 
    • Ma che giorno era, quel giorno?  leggi tutto: + 08 IL GIORNO DEL SOLE APRILE 2013def

     

    • PROPOSTE APRILE 2013

    05 V  ADORAZIONE NOTTURNA  In via 4 Novembre 47

    08 – 13:   ESERCIZI SPIRITUALI Per Preti – religiosi e   Diaconi – “Ti conoscevo solo per sentito dire…” Giobbe: La fede nelle prove della vita  

     13 S   SCUOLA DI PREGHIERA  h. 16 – lettera ai Romani  In via 4 Novembre 47 – Fano

     19 – 21   PER GIOVANI: RITIRO DI PRIMAVERACrescere si può. Cammino verso la maturità con Marco.. e nel ricordo di D. Sergio nel primo anniversario della morte 

     26 – 28 RITIRO  PER FIDANZATI E SPOSI:  La fede, luce e forza nel  viaggio della vita. Lectio divina con Tobia  

     28 D  RITIRO PER FAMIGLIE h 15.30 laboratori educativi

      29 Aprile – 1 Maggio: RITIRO PER SPOSI E FAMIGLIE:   la fede nella coppia e in famiglia. Come viverla e come trasmetterla

    •  E’ APPARSO ANCHE A ME… 1COR. 151 Vi rendo noto, fratelli, il vangelo che vi ho annunziato e  che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi,  e dal quale  anche ricevete la salvezza, se lo mantenete in quella forma  in cui ve l’ho annunziato. Altrimenti, avreste creduto invano! Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch’io ho  ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le  Scritture,  fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le  Scritture,  e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici. 
    • In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la  maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti.  Inoltre  apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. 
    • Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.  Io infatti sono l’infimo degli apostoli, e  non sono degno neppure di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio.  Per grazia di Dio però sono quello che sono, e  la sua grazia in me non è stata vana; anzi ho faticato più di tutti loro, non  io però, ma la grazia di Dio che è con me.  Pertanto, sia io che loro, così  predichiamo e così avete creduto.

     Per info e prenotazioni:

    Don Vincenzo Alesiani – Casa di Spiritualità Villa San Biagio
    61032 FANO (PU) tel. 0721 – 823.175
    e-mail: d.alesiani@virgilio.it  www.sanbiagiofano.it

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  •  Cristo, che risuscitato dai morti sei diventato principio e fonte della vita immortale, – benedici e santifica tutti gli uomini della terra.
  •  Tu che doni ai credenti la gioia e la pace, – fa’ che camminiamo nella luce della tua Pasqua.
  •  Conferma nella fede la tua Chiesa pellegrina sulla terra, – perché renda testimonianza al mondo della tua risurrezione.
  • Tu che attraverso la passione sei entrato nella gloria del Padre, – trasforma in gioia perfetta i lutti e i dolori del mondo.

10 comments

  1. “Ecco , temere Dio è sapienza e schivare il male , questo è intelligenza ”

    Ma a volte tradurre nel quotidiano resta così difficile ..e anche noi ci sentiamo un pò quel Giobbe in fatica .. o ci ritroviamo a voler essere i “padroni” del nostro attimo presente..
    ma ci basta poi avere il coraggio del Silenzio e della Sincerità con noi stessi per capire che la strada della PACE non è questa .
    Penso che , a volte, la strada della PACE passi per quella dell”APPARTENERE , del non voltarci dall’altra parte …ma del riconoscerci “SUOI” SUO popolo SUOI figli SUE pecore ritrovate SUA vigna !!

    E anche se in superfice il mare si fa agitato e lottiamo ..ci arrabbiamo e fatichiamo..e qualche attimo ci sentiamo impotenti e proprio ci manca il fiato … in profondità in questo senso di appartenenza a LUI troviamo davvero un DIO “custode dell’uomo ” “custode nostro ” , troviamo LA strada ..quella CONCRETA su cui poggiare il piede …

    Non è facile ..donaci il coraggio , l’umiltà, la fermezza di cui abbiamo bisogno ..aiutaci davvero a “sentirci TUOI”

  2. A proposito di
    “Giobbe”, e “Ritrovare il Suo volto, alcuni tra i pensieri sui quali stanno riflettendo, meditando, pregando i preti in questi giorni di ESERCIZI SPIRITUALI resi partecipi a tutti, mi tornano alla memoria alcuni versetti de: “L’IMITAZIONE DI CRISTO”
    libro III, cap. XXXIV, che, in punta di piedi, mi sembra bello condividere perché mi pare intonato coi temi, eccolo:

    “Mio Dio e mio tutto. Che voglio di più?
    In verità, SE TU SEI CON NOI, RECANO GIOA TUTTE LE COSE;
    se, invece, Tu sei lontano, tutto… infastidisce.
    Sei Tu che dai PACE AL CUORE.”

    “Barriere tra noi e Lui”, “muri” abbattuti diventano “elementi FACILITANTI l’INCONTRO”: uno tra gli spunti di riflessione di cui siamo resi partecipi e su cui poter pregare insieme ai preti in tempo di ESERCIZI SPIRITUALI.

  3. Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e quell’avarizia insaziabile che è idolatria, …deponete anche voi tutte queste cose: ira, passione, malizia, maldicenze e parole oscene dalla vostra bocca. Non mentitevi gli uni gli altri. Da questo orientamento ci riconosciamo risorti, altrimenti ci stiamo prendendo in giro. Se la nostra vita non cambia è perchè non abbiamo incontrato realmente il Risorto! Allora cerchiamolo perchè ci mostri le sue piaghe gloriose e anche noi come Tommaso facciamo la nostra professione di fede-: Mio Signore e mio Dio!

  4. QUANTO ABBIAMO BISOGNO DELLA SPERANZA !!
    A volte corriamo dalla parte opposta : ci lasciamo trasportare da qualche nostra personale ferita , dalla fatica del quotidiano , dalla tentazione , da certi drammi sentiti al telegiornale ..Sì, a volte ci lasciamo curvare..ma non spezzare ! e allora rialziamo la testa .

    Grazie per la SPERANZA che ci aiuti a respirare in queste pagine sito.

    Sì, abbiamo le giuste armi per non farci rubare LA SPERANZA …usiamole !..e mentre penso a questo mi preparo per andare a MESSA .

    RS.

  5. Ho ricevuto e passo agli amici le SOTTOLINEATURE DI PAPA FRANCESCO SULLE DONNE DEL VANGELO…

    Cari fratelli e sorelle!
    1. Nel Vangelo di questa Notte luminosa della Veglia Pasquale incontriamo per prime le donne che si recano al sepolcro di Gesù con gli aromi per ungere il suo corpo (cfr Lc 24,1-3). Vanno per compiere un gesto di compassione, di affetto, di amore, un gesto tradizionale verso una persona cara defunta, come ne facciamo anche noi. Avevano seguito Gesù, l’avevano ascoltato, si erano sentite comprese nella loro dignità e lo avevano accompagnato fino alla fine, sul Calvario, e al momento della deposizione dalla croce. Possiamo immaginare i loro sentimenti mentre vanno alla tomba: un certa tristezza, il dolore perché Gesù le aveva lasciate, era morto, la sua vicenda era terminata. Ora si ritornava alla vita di prima. Però nelle donne continuava l’amore, ed è l’amore verso Gesù che le aveva spinte a recarsi al sepolcro.

    2. C’è un ultimo semplice elemento che vorrei sottolineare del Vangelo di questa luminosa Veglia Pasquale. LE DONNE SI INCONTRANO con la novità di Dio: Gesù è risorto, è il Vivente! Ma di fronte alla tomba vuota e ai due uomini in abito sfolgorante, la loro prima reazione è di timore: «tenevano il volto chinato a terra» – nota san Luca -, non avevano il coraggio neppure di guardare. Ma quando ascoltano l’annuncio della Risurrezione, l’accolgono con fede. E i due uomini in abito sfolgorante introducono un verbo fondamentale: «Ricordatevi come vi parlò, quando era ancora in Galilea… Ed esse si ricordarono delle sue parole» (Lc 24,6.8). È l’invito a fare memoria dell’incontro con Gesù, delle sue parole, dei suoi gesti, della sua vita; ed è proprio questo ricordare con amore l’esperienza con il Maestro che conduce le donne a superare ogni timore e a portare l’annuncio della Risurrezione agli Apostoli e a tutti gli altri (cfr Lc 24,9). Fare memoria di quello che Dio ha fatto e fa per me, per noi, fare memoria del cammino percorso; e questo spalanca il cuore alla speranza per il futuro. Impariamo a fare memoria di quello che Dio ha fatto nella nostra vita!

  6. E’ apparso anche a me!!
    Ricordare è un verbo importante, ripercorrere la via da questo incontro salvifico è essenziale. Non un incontro finito, ma un divenire continuo per non perdere la speranza. Quando il cammino è in salita e siamo col viso rivolto al suolo, allora ricordare è necessario. Rinfrescare l’evento, rinvigorire l’impegno, sentire lo Spirito che ancora ci fa nuovi.
    Si, anche quest’anno la Santa Chiesa ci annuncia la Pasqua, evento unico ed eterno, tempo di grazia in cui incontrare il Risorto!
    Non dubitiamo di incontrarlo, ora non è più il Gesù dei Vangeli, ora è il nostro fratello che ci viene incontro. Sorga in noi il dubbio: Sei Tu mio Signore!
    Ascoltiamo il nostro nome ricolmato d’amore dalla Sua adorabile voce.
    Sono Io, non temere!

  7. Che sorpresa Cara Fiorella, speravo di incontrarti ma non sono riuscita fino ora, comunque ti sento accanto al nostro Signore Gesu, il Risorto.
    condivido con te e altri le parole del Papa commentando il Vangelo nella veglia pasquale
    “C’è un ultimo semplice elemento che vorrei sottolineare nel Vangelo di questa luminosa Veglia Pasquale. Le donne si incontrano con la novità di Dio: Gesù è risorto, è il Vivente! Ma di fronte alla tomba vuota e ai due uomini in abito sfolgorante, la loro prima reazione è di timore: «tenevano il volto chinato a terra» – nota san Luca -, non avevano il coraggio neppure di guardare. Ma quando ascoltano l’annuncio della Risurrezione, l’accolgono con fede. E i due uomini in abito sfolgorante introducono un verbo fondamentale: ricordate. «Ricordatevi come vi parlò, quando era ancora in Galilea… Ed esse si ricordarono delle sue parole» (Lc 24,6.8). Questo è l’invito a fare memoria dell’incontro con Gesù, delle sue parole, dei suoi gesti, della sua vita; ed è proprio questo ricordare con amore l’esperienza con il Maestro che conduce le donne a superare ogni timore e a portare l’annuncio della Risurrezione agli Apostoli e a tutti gli altri (cfr Lc 24,9). Fare memoria di quello che Dio ha fatto e fa per me, per noi, fare memoria del cammino percorso; e questo spalanca il cuore alla speranza per il futuro. Impariamo a fare memoria di quello che Dio ha fatto nella nostra vita! “

  8. Grazie di cuore a sr. Justine… x la significativa ed impegnativa preghiera condivisa con …tutto il mondo:
    è seme di speranza x chi la riceve,
    pace profonda x chi la dona largamente.

    A ringraziarti è ..una tra le tue compagne di.. “giustiniana”! Buona Pasqua “VELOMA”!

  9. Carissimo,
    ricambio volentieri gli auguri di una Felice Pasqua a te e a tutte le persone care !
    Che lo Spirito Santo possa fare veramente breccia in tutti i nostri cuori, affinché possiamo sempre comunque e ovunque fare solo e unicamente la Volontà di Dio, anche quando ci sentiamo inutili e quando quello che facciamo sembra andare addirittura contro i disegni di Dio: abbandoniamoci con gioia nelle mani sapienti di Dio !Auguro soprattutto a te e a tutti quelli che parteciperanno agli incontri spirituali di San Biagio di rinnovarvi fortemente nelle promesse battesimali e diventare veri apostoli di Cristo Risorto.
    Che Dio ti benedica ora e sempre !
    Auguri di cuore !
    Se siamo uniti nella preghiera vivremo uniti per sempre. emanuele

  10. Pasqua
    Oggi è risorto per voi un Salvatore
    che è Cristo Signore.
    Ogni lacrima asciugata è Pasqua.
    Ogni gioia condivisa è Pasqua.
    Ogni amicizia offerta è Pasqua.
    Ogni conflitto risolto è Pasqua.
    Ogni gesto di tenerezza è Pasqua.
    Ogni incontro e ogni aiuto è Pasqua.
    Ogni sorriso regalato è Pasqua
    Ogni nuovo posto di lavoro è Pasqua.
    Ogni luce di speranza per gli ultimi è Pasqua.
    Ogni annuncio di lode e di pace è Pasqua.
    Che nessuno si limiti a celebrare la Pasqua
    Che ognuno sia Pasqua per l’altro

    BUONA PASQUA A TUTTI

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