COME RIACCENDERE IL FUOCO DELLA FEDE IN FAMIGLIA?

29 APRILE:  SANTA CATERINA DA SIENA

HO GUSTATO E VEDUTO…

Dal «Dialogo della Divina Provvidenza» di santa Caterina da Siena, vergine

  • Io ho gustato e veduto con la luce dell’intelletto nella tua luce il tuo abisso, o Trinità eterna, e la bellezza della tua creatura.   Tu infatti, Trinità eterna, sei creatore e io creatura; e ho conosciuto – perché tu me ne hai data l’intelligenza, quando mi hai ricreata con il sangue del Figlio – che tu sei innamorato della bellezza della tua creatura.
  • O abisso, o Trinità eterna, o Deità, o mare profondo! E che più potevi dare a me che te medesimo? Tu sei un fuoco che arde sempre e non si consuma. Sei tu che consumi col tuo calore ogni amor proprio dell’anima.
  • Tu sei fuoco che toglie ogni freddezza, e illumini le menti con la tua luce, con quella luce con cui mi hai fatto conoscere la tua verità.
  • Specchiandomi in questa luce ti conosco come sommo bene, bene sopra ogni bene, bene felice, bene incomprensibile, bene inestimabile. Bellezza sopra ogni bellezza. Sapienza sopra ogni sapienza. Anzi, tu sei la stessa sapienza. Tu cibo degli angeli, che con fuoco d’amore ti sei dato agli uomini.
  • Tu vestimento che ricopre ogni mia nudità. Tu cibo che pasci gli affamati con la tua dolcezza. Tu sei dolce senza alcuna amarezza. O Trinità eterna!

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« GESU’ BUSSA ALLA NOSTRA PORTA… »

Cari amici, ho la gioia di dirvi che questa settimana Villa S. Biagio sarà allietata dalla presenza di tante famiglie provenienti per lo più da Albizzate (Varese)…Vengono per il loro annuale RITIRO SPIRITUALE SUL TEMA:  La fede in famiglia oggi: come viverla e come trasmetterla? – Vi invito a pregare per loro e a gustare qualche pensiero che metteremo nel sito. Fraternamente dv

IN FAMIGLIA: SCAVIAMO LA FOSSA o …

PREPARIAMO IL PANE ? (Tb 8)

  • C  8  LA  TOMBA 1 Quando ebbero finito di mangiare e di bere, decisero di andare a dormire.  Accompagnarono il giovane e lo introdussero nella camera da letto. 2 Tobia  allora si ricordò delle parole di Raffaele: prese dal suo sacco il fegato e il cuore del  pesce e li pose sulla brace dell’incenso. 3 L’odore del pesce respinse il demonio. 4 Gli altri intanto erano usciti e avevano chiuso la porta  della camera. Tobia si alzò dal letto e disse a Sara:  “Sorella, alzati! Preghiamo e  domandiamo al Signore che ci dia grazia e salvezza”.
  • 5 Essa si alzò e si misero a  pregare e a chiedere che venisse su di loro la salvezza, dicendo: “Benedetto sei tu,  Dio dei nostri padri! Ti  benedicano i cieli e tutte le creature per tutti i secoli! 6 Tu hai creato Adamo e hai  creato Eva sua moglie, perché gli fosse di aiuto e di sostegno. Tu hai detto: non è cosa buona che l’uomo resti solo;  facciamogli un aiuto simile a lui. 7 Ora non per lussuria io prendo questa mia  parente, ma con rettitudine d’intenzione.  Dègnati di aver misericordia di me e di  lei e di farci giungere insieme alla vecchiaia”. 8 E dissero insieme: “Amen, amen!”. Poi dormirono per tutta la notte.
  • Ma Raguele si alzò; chiamò i servi e andò con loro a scavare una fossa. Diceva  infatti: “Caso mai sia morto, non abbiamo a diventare oggetto di scherno e di  ribrezzo”. 11 Quando ebbero terminato di scavare la tomba, Raguele tornò in casa;  chiamò la moglie 12 e le disse: “Manda in camera una delle serve a vedere se è vivo;  così, se è morto, lo seppelliremo senza che nessuno lo sappia”. 13 Mandarono avanti  la serva, accesero la lampada e aprirono la porta; essa entrò e li trovò che  dormivano insieme, immersi in un sonno profondo.
  • La serva uscì e riferì loro che  era vivo e che non era successo nulla di male. 15 Benedissero allora il Dio del cielo:  “Tu sei benedetto, o Dio, con ogni pura benedizione. Ti benedicano per tutti i  secoli!.  Concedi loro, Signore, grazia e  salvezza e falli giungere fino al termine della loro vita in mezzo alla gioia e alla  grazia”. Allora ordinò ai servi di riempire la fossa prima che si facesse giorno.
  • Raguele ordinò alla moglie di fare il pane in abbondanza; andò a prendere  dalla mandria due vitelli e quattro montoni; li fece macellare e cominciarono così a  preparare il banchetto. 20 Poi chiamò Tobia e sotto giuramento gli disse: “Per quattordici giorni non te ne  andrai di qui, ma ti fermerai da me a mangiare e a bere e così allieterai l’anima già  tanto afflitta di mia figlia. 21 Di quanto possiedo prenditi la metà e torna sano e  salvo da tuo padre. Quando io e mia moglie saremo morti, anche l’altra metà sarà  vostra. Coraggio, figlio! Io sono tuo padre ed Edna è tua madre; noi apparteniamo  a te come a questa tua sorella da ora per sempre. Coraggio, figlio!”.

Per la nostra riflessione Sorella, alzati! Preghiamo …Rinforzare le radici della fede…come? Quali mezzi abbiamo a nostra disposizione? E quali sono quelli che ci aiutano di più come coppia e come famiglia?

  • Tobia è l’ottavo sposo…dopo 7 morti …E’ il Messia che “dormendo”(= morendo!) con l’umanità vince la morte… morendo ha distrutto la morte e risorgendo ha ridato a noi la vita  Quando ormai tutti vanno a scavare la fossa Una serva annuncia che era vivo!!! la Maddalena in Gv 20: Ho visto il Signore
  • E noi siamo portati più a dire: è morto.  E a scavare …fosse?  O  a dire: è vivo!  E a  fare il Pane della Risurrezione?
  • allietare  l’anima del coniuge? Cosa vuol dire?  E come si fa?
  • Io sono tuo padre ed Edna è tua madre.  suoceri: un dono, una ricchezza  o…?
  • fare Pasqua  Che vorrà dire: Personalmente?  come coppia? come famiglia? Per i nostri figli?

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  • COSA RENDERTI , come offrirmi a te Come dirti il mio grazie?  Non ho nulla tu lo sai,  Non ho altro che la mia povertà. Padre accettala, Padre accoglila,  Nel tuo pane con Gesù Ogni cosa mia appartiene a te- ogni attimo è tuo dono

SALMO 120: IL SIGNORE E’ IL TUO  CUSTODE

Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto?

2 Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto cielo e terra.

3 Non lascerà vacillare il tuo piede, non si addormenterà il tuo custode.

Non si addormenterà, non prenderà sonno, il custode d’Israele.

5 Il Signore è il tuo custode,

il Signore è come ombra che ti copre, e sta alla tua destra.

6 Di giorno non ti colpirà il sole, né la luna di notte.

7 Il Signore ti proteggerà da ogni male,

egli proteggerà la tua vita. 8 Il Signore veglierà su di te,

quando esci e quando entri, da ora e per sempre.

PER RIFLETTERE E PREGARE: ALZO GLI OCCHI VERSO I MONTI…

  • un colloquio del pellegrino con se stesso. Momento di solitudine …I monti sono una difficoltà ma in qualche modo anche una anticipazione di quel monte su cui sta  posta Gerusalemme: BARRIERA E ANTICIPAZIONE. 6 volte ricorre il termine CUSTODIRE: il Signore è il mio custode. La custodia del Signore è sempre (giorno e notte), in tutte le situazioni di vita (quando esci e quando torni), nella fatica sotto il sole e nel riposo notturno…nel tempo e nell’eternità… ma sempre  in forma di OMBRA: non si distacca mai da te ma NON PESA.

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Programma:

GIOVEDI 25:   arrivi – accoglienza – 19.00: Celebriamo Vespri  19.30: cena in fraternità

VENERDI 26: mattino-  pellegrinaggio a Loreto – S. MESSA

ORE 19.00: Celebriamo Vespri  19.30: cena in fraternità 21.00: Introduzione al ritiro – Preghiera personale e di coppia…

SABATO 27: 7.30: -Vogliamo svegliare l’aurora: Celebriamo le Lodi

9.00: –Lectio divina con Tobia – Preghiera personale …dialogo

11.45: CELEBRAZIONE EUCARISTICA

12.45: Pranzo – fraternità … 16.00: Lectio divina con Tobia – Preghiera personale …dialogo

18.00: RISONANZE…davanti all’Eucaristia

21.00: Quel tuo cuore, Maria – momento mariano

DOMENICA 28: 7.15 –Footing  mattutino con… Maria di Nazaret

9.00:  Dieta di mantenimento … 10.30: Eucaristia domenicale con la comunità di s. Biagio

12.30: Pranzo – saluti

  • Il Signore si stabilisce in un’anima fervente. Come la casa abitata dal suo padrone è tutta grazia, ordine e bellezza, così l’anima con la quale e nella quale il Signore dimora è tutta ordine e bellezza. Possiede il Signore e tutti i suoi tesori
  • Invece, orrenda è la casa il cui padrone e assente, il cui Signore è lontano ! Va in rovina, crolla, si riempie di sozzure e di disordine.
  • Com’è infelice quell’anima che non può rialzarsi dalla sua caduta funesta, che giunge ad odiare il suo sposo e strappare i suoi pensieri da Gesù Cristo !
  • Ma quando il Signore la vede raccogliersi e cercare giorno e notte il suo Signore, gridare verso di lui  com’egli stesso la invita , allora « Dio le farà giustizia »  e la purificherà da ogni cattiveria. La farà sua sposa « senza macchia, né ruga » (Ef 5, 27).  Credi nella sua promessa ; è verità. Guarda se la tua anima ha già trovato la luce che rischiara i suoi passi e il Signore che è suo cibo e bevanda.
  • Queste cose ti mancano ancora ? Cercale giorno e notte, le troverai. (Pseudo-Macario)

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SIGNORE SONO QUI AI TUOI PIEDI.

Accoglimi, perdonami, la tua grazia invoco su di me.

Liberami, guariscimi e in te risorto per sempre io vivrò!

Signore sono qui ai tuoi piedi, Signore chiedo forza a te.

Signore, sono qui ai tuoi piedi, Signore dono il cuore a te.

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  • LA PREGHIERA DELLA FAMIGLIA: Dalla «Lettera a Proba» di sant’Agostino A noi sono necessarie le parole per richiamarci alla mente e considerare quello che chiediamo, ma non crediamo di dovere informare con esse il Signore, o piegarlo ai nostri voleri.
  • Quando  diciamo: «Sia santificato il tuo nome», stimoliamo noi stessi a desiderare che il suo nome, che è sempre santo, sia ritenuto santo anche presso gli uomini, cioè non sia disprezzato.
  • quando poi diciamo: «Venga il tuo regno» … eccitiamo la nostra aspirazione verso quel regno, perché venga per noi e meritiamo di regnare in esso.
  • Quando diciamo: «Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra», gli domandiamo la grazia dell’obbedienza, perché la sua volontà sia adempiuta da noi, come in cielo viene eseguita dagli angeli.
  • Dicendo: «Dacci oggi il nostro pane quotidiano», con la parola «oggi» intendiamo nel tempo presente. Con il termine «pane» chiediamo tutto quello che ci è necessario, indicandolo con quanto ci occorre maggiormente per il sostentamento quotidiano. Domandiamo anche il sacramento dei fedeli, necessario nella vita presente per conseguire la felicità, non quella temporale, ma l’eterna.
  • Quando diciamo: «Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori», richiamiamo alla memoria sia quello che dobbiamo domandare, sia quello che dobbiamo fare per meritare di ricevere il perdono.
  • Quando diciamo: «E non ci indurre in tentazione», siamo esortati a chiedere l’aiuto indispensabile per non cedere alle tentazioni e per non rimanere vinti dall’inganno o dal dolore.
  • Quando diciamo: «Liberaci dal male», ricordiamo a noi stessi che non siamo ancora in possesso di quel bene nel quale non soffriremo più alcun male. Questa domanda è l’ultima dell’orazione domenicale. Essa ha un significato larghissimo. Perciò, in qualunque tribolazione si trovi il cristiano, con essa esprima i suoi gemiti, con essa accompagni le sue lacrime, da essa inizi la sua preghiera, in essa la prolunghi e con essa la termini.
  • Chiunque prega con parole che non hanno alcun rapporto con questa preghiera evangelica, forse non fa una preghiera mal fatta, ma certo troppo umana e terrestre. Del resto stenterei a capacitarmi che una tale preghiera si possa dire ancora ben fatta per i cristiani. E la ragione è che, essendo essi rinati dallo Spirito, devono pregare solo in modo spirituale.
  • I TEMPI FISSI DELLA PREGHIERA: Manteniamo sempre vivo il desiderio della vita beata, che ci viene dal Signore Dio e non cessiamo mai di pregare. Ma, a questo fine, è necessario che stabiliamo certi tempi fissi per richiamare alla nostra mente il dovere della preghiera, distogliendola da altre occupazioni o affari, che in qualche modo raffreddano il nostro desiderio, ed eccitandoci con le parole dell’orazione a concentrarci in ciò che desideriamo. Facendo così, eviteremo che il desiderio, tendente a intiepidirsi, si raffreddi del tutto o si estingua per mancanza di un frequente stimolo.     Stando così le cose, non è certo male o inutile pregare a lungo, quando si è liberi, cioè quando non si è impediti dal dovere di occupazioni buone o necessarie. Però anche in questo caso, come ho detto, si deve sempre pregare con quel desiderio. Infatti il pregare a lungo non è, come qualcuno crede, lo stesso che pregare con molte parole. Altro è un lungo discorso, altro uno stato d’animo prolungato. Sappiamo che gli eremiti d’Egitto fanno preghiere frequenti, ma tutte brevissime. Esse sono come rapidi messaggi che partono all’indirizzo di Dio. Lungi dunque dalla preghiera ogni verbosità.   Il pregare consiste nel bussare alla porta di Dio e invocarlo con insistente e devoto ardore del cuore. Il dovere della preghiera si adempie meglio con i gemiti che con le parole, più con le lacrime, che con i discorsi. Dio, infatti, «pone davanti al suo cospetto le nostre lacrime» (Sal 55, 9 volg.), e il nostro gemito non rimane nascosto (cfr. Sal 37, 10) a lui che tutto ha creato per mezzo del suo Verbo, e non cerca le parole degli uomini.

6 comments

  1. Cara Bernardina,
    sono gradite e belle le tue parole,
    tutti ne siamo convinti;
    anche il più derelitto, se vuole, è in grado di “donare un sorriso”, come spieghi bene tu.
    Ma… “CERTI MISTERI” PROFONDI, DIMORANO OLTRE le parole e gli edificanti gesti.

  2. Tutti possiamo avere persone care da aspettare, anche quaNdo siamo soli. Volgete gli occhi INTORNO a voi: quante persone sole sono lì “in attesa” che qualcuno gli”aspetti” … o più semplicemente che qualcuno si accorga di loro. Donate loro un sorriso … non amareggiatevi di essere soli; SIATE QUALCUNO PER ALTRI. Comincia da voi il non essere “soli”. Bisogna aprire la propria solitudine … accogliere la solitudine altrui … E NON SI SARA’ PIU’ SOLI.

  3. Non conosco nessuno che non abbia sofferenze, o problemi di sorta;
    ma x quanto pesante o doloroso sia il peso, sono persuasa che chi ha persone CARE (non persone e basta ma… CARE, che la sera vi aspettano con gioia o brontolando, docili oppure riluttanti, sono comunque sempre le persone a VOI CARE CHE…VI ASPETTANO, e voi ASPETTATE LORO anche solo x preparare un boccone a cui faranno la bocca storta, più che per cattiveria, forse per “confidenza” o grettezza a volte ma sono pur sempre LE VOSTRE PERSONE CARE che vi tolgono il sonno, che vi fanno innervosire, che a volte vorreste non avere tra i piedi, o averle di più…tra i piedi, invece hanno la loro vita da COMPIERE, e voi la vostra; ma… SAPETE che rientrano, in casa; avete da aspettarle, preparando la solita “noiosa” cena: buon segno, state aspettando che torni qualcuno a voi caro! Chi non ha nessuno da o ad aspettare, neanche un figlio, che darà tanti problemi, ma e allora siate gioiosi,voi aspettate, almeno!forse AVETE Un figlio o qualcun altro CARO, mentre c’è chi…NON ha nessuno a cui preparare una cena!

  4. GRAZIE Liliana per le tue parole che ci spingono a guardare e a puntare in alto.
    GRAZIE Bernardina per la tua condivisione e sensibilità e vicinanza a chi è nel pianto.
    GRAZIE a quelle famiglie ora a s. Biagio perchè indirettamente ci parlano ..ci parlano tanto!! non molliamo ..non molliamo mai nonostante tutto ..anche quando l’altro ci costringe a forti punti e a capo , anche quando non abbiamo uno ma almeno dieci motivi per non sperare .. , non molliamo nemmeno quando la solitudine ci vorrebbe buttare nel non voler bene a noi stessi ..non molliamo ! Restiamo ” FEDELI a noi stessi , ai nostri momenti migliori , a Dio ” per arrivare a respirare la PACE in noi , con gli altri , con LUI .
    Regaliamoci , in questi giorni ,lo scambio di una preghiera ..

  5. Potrei ascoltare da te, che sei la verità , avvicinare alla tua bocca l’orecchio del mio cuore, per farmi dire come il pianto possa riuscire dolce agli infelici? Eppure, se non potessimo piangere contro le tue orecchie, non rimarrebbe nulla della nostra speranza. Come può essere dunque che dall’amarezza della vita si coglie un soave frutto di gemiti, di pianto, di sospiri, di lamenti? La dolcezza nasce forse dalla speranza che tu li ascolti? Ciò accade giustamente nelle preghiere, perché sono animate dal desiderio di giungere fino a te…
    O forse il pianto è una realtà amara e ci diletta per il disgusto delle realtà un tempo godute e ora aborrite?
    (Sant’Agostino)

    … per chi è nel pianto, perché sappia che il Signore non gliè lontano …

  6. La settimana che va dal 14 Aprile al 21, abbiamo avuto la fortuna di accogliere nella nostra Parrocchia, l’effige della Madonna pellegrina di Fatima. E’ stata una settimana di grazie, di fede, di preghiera incessante. Dalle 7,30 del mattino a mezzanotte abbiamo avuto un pellegrinaggio continuo di persone. Famiglie, giovani, bambini,vecchi, malati, sono accorsi da tutta la Diocesi.Abbiamo assististo stupiti a questo evento, ho avuto la percezione del Paradiso. Tante sono le cose accadute, tante da tenere nel cuore e meditare, ma questo sta anche a indicare il bisogno di Dio che ha il popolo.
    Forse Dio ci spaventa un po, allora Lui ha mandato avanti la Sua Mamma, di una mamma non si ha paura. Una mamma accoglie, consola, incoraggia, infonde forza e speranza. Lei ci ha indicato Gesù continuamente, nelle preghiere, nelle Liturgie, nelle Adorazioni Eucaristiche. Che momenti di grazia,penso che noi mamme abbiamo molto da imparare da Maria. Se vogliamo una famiglia cristiana, se vogliamo un matrimonio santo, affidiamoci a Lei, non resteremo delusi. E poi pazienza, tanta, con la crescita dei figli, con la loro vita che non ci appartiene, con i nostri sposi. Si guardiamo più che mai a Maria e alla Sua vita di sposa e di mamma per imparare oggi a essere santi.

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