17-20  AGOSTO:   A VILLA S. BIAGIO ESERCIZI SPIRITUALI CON IL CANTICO DEI CANTICI   

 

CASA DI SPIRITUALITA’ VILLA S. BIAGIO – FANO
 GUARDANDO  AL 17 AGOSTO: “SI PARTE”  

IL CAMMINO E’ IN SALITA…MA CI ASPETTA UN PANORAMA MOZZAFIATO…

 

17- 20  AGOSTO

AD AMARE SI IMPARA… CON IL CANTICO DEI CANTICI  

ESERCIZI SPIRITUALI PER GIOVANI –

20 AGOSTO 2013:  METTIMI COME SIGILLO  SUL TUO CUORE

TERMINIAMO OGGI GLI ESERCIZI SPIRITUALI GIOVANI

  • PENSIERI E PROPOSITI  Frammenti  che raggiungono vertici di  poesia e sintetizzano tutto il CDC  Ritorno dall’esilio, appoggiandosi al Diletto! Per superare momenti di deserto…appoggiamoci a Lui.  Meglio se insieme!  Sotto il melo ti ho svegliata; là, dove ti concepì tua madre, là, dove la tua genitrice ti partorì.
  •   La sposa riassume la sua esperienza d’amore con 5 simboli:

1. Mettimi come sigillo sul tuo cuore: come sigillo sul tuo braccio; Amore-sigillo: il sigillo è la persona stessa che mette la …firma.  Il mio essere nelle relazioni con l’esterno. Tu sei il mio sigillo: sei la mia carta di identità, mi fai essere quello che sono, senza di te non sono nulla,  Colui che mi autentica, mi fa essere …

 2. perché forte come la morte è l’amore, tenace come gli inferi è la passione:   Amore-morte:l’amore è più forte. Cfr. in Gesù con la sua morte ci ha liberati dalla morte cfr. 1Pt1, Apoc. 7. 

3. le sue vampe son vampe di fuoco, una fiamma del Signore! Amore-fuoco:   Come i fulmini rivelano la potenza distruttiva, così l’amore è teofania: manifestazione della forza e del calore di Dio per il suo popolo. L’amore manifesta Dio: cfr 1Gv 4: Dio non l’ha mai visto nessuno, se ci amiamo Dio dimora in noi.

 4. Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo. Amore-acque:le acque sono simbolo di tutti i mali, dei pericoli, delle sofferenze (L’acqua mi giunge alla gola…) Quante difficoltà si affrontano e si superano, quanti sacrifici si fanno quando c’è l’amore… Nelle tempeste della vita l’unica roccia che resta è l’amore. Salvare ad ogni costo l’amore. E a livello mistico salvare a tutti i costi il suo amore:  Roccia del mio cuore è Dio!

 5. Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa  in cambio dell’amore, non ne avrebbe che dispregio.

Amore-ricchezze:  Nella vita quanti sacrifici si fanno per il denaro… Magari trascurando valori del dialogo, con la sposa con i figli, con Dio…: Torna l’antitesi Dio-denaro.  amore-denaro. fare una scelta: al di sopra di tutto vi sia la carità. Cfr. 1Cor 13 Decidersi a scoprire la perla dell’amore umano e divino e “vendere” tutto pur di salvarlo.

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Alzati, amica mia, mia bella, e vieni!    



SECONDO POEMA  Nel primo poema era la sposa che correva in cerca dello sposo,  ora è lo sposo che corre in cerca di lei, che lo riconosce… Dio ci è corso incontro dall’eternità e in Gesù veramente  ha messo la sua tenda in mezzo a noi! (GV 1,14)
  •  Una voce! Il mio diletto! Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline.  Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra, spia attraverso le inferriate.10  Ora parla il mio diletto e mi dice: “Alzati, amica mia, mia bella, e vieni!11  Perché, ecco, l’inverno è passato, è cessata la pioggia, se n’è andata;12  i fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna.13  Il fico ha messo fuori i primi frutti e le viti fiorite spandono fragranza.    

C’è l’invito alla sposa ad ALZARSI:e andare incontro allo sposo…con lui tutto si trasforma…e si fa primavera dentro. Le stagioni interiori … le stagioni dell’amore! Tra noi ( e con Gesù!) come  sono: eterna primavera? O autunno con nebbia…in val padana? La primavera non è il presupposto per l’incontro ma una sua conseguenza: dove c’è l’amore (=Dio) lì c’è Primavera anche se il termometro segna 20 sotto zero!

  • Alzati, amica mia, mia bella, e vieni!14  O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave, il tuo viso è leggiadro”. 

Un attimo di sospensione e di  …paura! Attenzione alle piccole volpi: che guastano la vigna dell’amore (gelosie, parole, nervosismi,   orgoglio, routine…  come si chiamano le vostre “piccole volpi”?)

  • 15  Prendeteci le volpi, le volpi piccoline  che guastano le vigne, perché le nostre vigne sono in fiore.16  Il mio diletto è per me e io per lui.  Egli pascola il gregge fra i gigli. 17  Prima che spiri la brezza del giorno e si allunghino le ombre, ritorna, o mio diletto, somigliante alla gazzella o al cerbiatto, sopra i monti degli aromi.

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  • 1Cantico dei Cantici, di Salomone. 2Mi baci con i baci della sua bocca!  Sì, migliore del vino è il tuo amore. 3Inebrianti sono i tuoi profumi per la fragranza, aroma che si spande è il tuo nome: per questo le ragazze di te si innamorano. 4Trascinami con te, corriamo!
  • M’introduca il re nelle sue stanze: gioiremo e ci rallegreremo di te, ricorderemo il tuo amore più del vino. A ragione di te ci si innamora!

   Dio non viene mai quando lo vogliamo,  

 ma è sempre in orario.

 

Ore 17.00 – 18.00: Arrivi e accoglienza – 19.00: Vespri

-19.30 cena in fraternità – 21.00 – Ci presentiamo sotto le stelle … Introduzione  al corso: Parliamo di amore…Ma quale amore?

  •  DOMENICA 18 AGOSTO 2013

7.00:  Footing mariano… 9.00:  I Med: Profumo olezzante è il tuo nome

Riflessione personale…risonanze spirituali – 13.00 Pranzo in fraternità

15.30    II Med.:Alzati, amica mia, mia bella, e vieni!    riflessione personale… Lavori di gruppo …ore 19.30: Cena dei poveri

21.00 Eucaristia nella notte – Adorazione notturna…

v      LUNEDI 19 AGOSTO 2013

7.15: Destinazione mare… lodi sugli scogli di FLOWER’S BEACH

9.30: III medL’ho cercato, ma non l’ho trovato. TESTIMONIANZE .            

11.30: Lavori di gruppo – 13.00 Pranzo…  Pausa …

15.00:   IV Med. Mettimi come sigillo sul tuo cuore

 Visita alle ragazze di “Casa serena” – S. MESSA insieme

  tempo per dialogo e confessioni – 22.00: Momento mariano

  •     MARTEDI 20 AGOSTO 2013

7.45:    LODI MATTUTINE  9.00  – “DIETA DI MANTENIMENTO” – Verifica

11.30:   CELEBRAZIONE EUCARISTIA:           12.30 Pranzo e saluti

Dove:   Villa San Biagio – Fano – 0721-823.175

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  • GUARDANDO  A MARIA …

PREPARIAMOCI ALLA FESTA DELL’ASSUNTA

  • MARTEDI 13: ULTIMO INCONTRO SULL’APOCALISSE
  • MERCOLEDI 14: INCONTRO DI PREGHIERA SULL’AVE MARIA
  • GIOVEDI 15: ORE 10.30 S. MESSA – SEGUE PRANZO IN FRATERNITA’
  • LA GRANDE SPERANZA… CHE CI ATTENDE

 

ECCO LA DIMORA DI DIO CON GLI UOMINI!  

(Apocalisse 21-22)

  • Egli dimorerà tra di loro  ed essi saranno suo popolo    ed egli sarà il “Dio-con-loro” .  
  • E tergerà ogni lacrima dai loro occhi ;  non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate”.
  • Io sono l’Alfa e l’Omega, il Primo e  l’Ultimo, il principio e la fine.  Beati coloro che lavano le loro vesti:  avranno parte all’albero della vita e potranno entrare per le porte  nella città. 
  • Lo Spirito e la sposa dicono: “Vieni!”. E chi ascolta ripeta:  “Vieni!”. Chi ha sete venga; chi vuole attinga gratuitamente l’acqua  della vita. Colui che attesta queste cose dice:
  • “Sì, verrò presto!”. Amen. Vieni, Signore Gesù.  La grazia del Signore Gesù sia con tutti voi. Amen!

10  AGOSTO:  S. LORENZO DIACONO E MARTIRE

….San Lorenzo fu arcidiacono. I persecutori gli richiedevano  le ricchezze della Chiesa;

Ma ad inasprire la collera del persecutore  Lorenzo disse:

“Vengano avanti con me dei veicoli per caricarvi le ricchezze della Chiesa”.

Vennero mandati dei carri e li riempì di poveri e comandò che tornassero indietro, affermando:

“Queste sono le ricchezze della Chiesa”.

Ed è vero, fratelli, che le necessità dei bisognosi  sono le grandi ricchezze dei cristiani,

 se riusciamo a comprendere dove dobbiamo mettere in serbo quanto possediamo.

Se affideremo loro i nostri tesori, non li perderemo.

Leggi tutto: + S. LORENZO LE RICCHEZZE DELLA CHIESA

DON ORIONE:

CHI DONA  AL POVERO DONA  A  DIO

E AVRA’ DALLE MANI DI DIO LA RICOMPENSA

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9 AGOSTO: S.  BENEDETTA DELLA CROCE

(EDITH STEIN )

  • Edith perse la fede in Dio. ” In piena coscienza e di libera scelta smisi di pregare “.
  • ” Quale giovane studente fui una radicale femminista. … Ora sono alla ricerca di soluzioni puramente obiettive “.
  •  Una sera Edith trovò nella libreria l’autobiografia di Teresa d’Avila. La lesse per tutta la notte. ” Quando rinchiusi il libro mi dissi: questa è la verità “.
  • Nel 1933 La notte scende sulla Germania. ” Avevo già sentito prima delle severe misure contro gli ebrei. Ma ora cominciai improvvisamente a capire che Dio aveva posto ancora una volta pesantemente la Sua mano sul Suo popolo e che il destino di questo popolo era anche il mio destino”                       
  • Edith prende il treno per IL CARMELO DI Colonia. ” Non poteva subentrare una gioia impetuosa. Quello che lasciavo dietro di me era troppo terribile. Ma io ero calmissima – nel porto della volontà di Dio “.
  • il 9 giugno 1939 il suo testamento: ” Già ora accetto con gioia, in completa sottomissione e secondo la Sua santissima volontà, la morte che Iddio mi ha destinato. Io prego il Signore che accetti la mia vita e la mia morte … in modo che il Signore venga riconosciuto dai Suoi e che il Suo regno venga in tutta la sua magnificenza per la salvezza della Germania e la pace del mondo… “. 
  • Il 2 agosto del 1942 arriva la Gestapo. Edith Stein si trova nella cappella, assieme alla altre Sorelle. Nel giro di 5 minuti deve presentarsi, assieme a sua sorella Rosa che si era battezzata nella Chiesa cattolica e prestava servizio presso le Carmelitane di Echt. Le ultime parole di Edith Stein che ad Echt s’odono, sono rivolte a Rosa: “ Vieni, andiamo per il nostro popolo “.
  • All’alba del 7 agosto parte un carico di 987 ebrei in direzione Auschwitz. Fu il giorno 9 agosto nel quale Suor Teresa Benedetta della Croce, assieme a sua sorella Rosa ed a molti altri del suo popolo, morì nelle camere a gas di Auschwitz.  
  • Con la sua beatificazione nel Duomo di Colonia, il 1° maggio del 1987, la Chiesa onorò,  ” una figlia d’Israele, che durante le persecuzioni dei nazisti è rimasta unita con fede ed amore al Signore Crocifisso, Gesù Cristo, quale cattolica ed al suo popolo quale ebrea”.

LEGGI TUTTO: + Teresa Benedetta della croce EDIT STEIN

INSEGNARE COSE SCOMODE

  • Credo che sia necessario incominciare a insegnare cose scomode. Lao Tze diceva: per comprendere che la Via è semplice toglietevi dalla testa che sia facile, smettetela di fare retorica. Incominciamo a dirci che non solo amare il prossimo è difficile, ma che è molto arduo perfino imparare ad amare se stessi.
  • Riprendiamo le parole più dure dei maestri, non quelle che possono incrementare la nostra pigrizia. Creiamo perciò scuole vere, dove si apprenda a pensare e a pregare con la serietà con cui si impara a suonare il violino o ad andare sottacqua.
  • Abbandoniamo la logica novecentesca delle masse, e della massificazione, che riduce la carica di personalizzazione, e fa delle persone branco. Gesù è venuto a renderci divini, ci ha ricordato che siamo la luce del mondo e il sale della terra. Niente di meno, per favore. (Marco Guzzi)
PAPA FRANCESCO:
 
NON LASCIATEVI RUBARE LA SPERANZA
 …e se volesse darti UN APPUNTAMENTO A FANO  17 – 20 AGOSTO 2013? 

15 comments

  1. Non scrivo il mio nome, non vi direbbe niente,
    nessuno tra voi che leggerete mi conosce.
    Sono solamente una persona con una forte depressione,
    anzi ERO una PERSONA, prima che la depressione mi INGOIASSE.
    Ora NON sono.
    Non scrivo per chiedere aiuto,
    ma solo x dire a chi avesse i primi sintomi
    di depressione, di fare attenzione
    a non farsi annientare da essa;
    è una brutta bestia!
    A causa sua sto facendo SOFFRIRE CHI MI AMA
    E AMO PROFONDAMENTE;
    questo è ancora PIU’ DOLOROSO della depressione già dolorosissima.
    Auguro tanta profonda pace a tutti voi.

  2. A proposito di ingiustizie…
    riaffiora il ricordo di un bimbo incrociato in un giorno qualsiasi
    mentre camminavo x strada, senza méta,
    Il bimbo era piccolo,
    e il suo era un volto MOLTO BRUTTO.
    Mi colpii L’INNOCENZA in quegli occhi tristi, su quel viso dai tratti spigolosi
    sul quale nessun passante appoggiava lo sguardo!
    Notai come la gente non appena lo vedeva,
    smetteva di guardarlo, tanto era brutto.
    Altri bambini passavano, ed ogni tanto, come fosse un “merito”, si sentiva qualche complimento rivolto alle mamme dei figli belli.
    Non dimenticherò lo sguardo di quel
    “BELLISSIMO” bimbo DAL VOLTO BRUTTO!

  3. I nostri “nomi” : a volte sì, succede che il mondo ce li cambia , o il tempo e la vita ce li cambiano .. alcuni ci piacciono ..altri ci fanno soffrire..alcuni li scegliamo ..altri li subiamo.. ..eppure c’è QUALCUNO CHE IL MIO NOME – qualunque esso sia – LO PRONUNCIA CON AMORE INFINITO : è quel QUALCUNO capace di asciugare le nostre lacrime , di dare un senso , di scrivere anche sulle nostre righe storte ..sulle mie righe storte .

    Ci sono cose che continuano a farci male : quelle “etichette di giudizi” che noi stessi o gli altri ci mettiamo addosso .

    Ci sono solitudini profonde e a volte devastanti che esigono da noi risposte forti e coraggiose : ognuno ha il “suo” treno , il suo percorso che solo lui può “prendere in mano” ..ma Con LUI e Con chi ci è affianco possiamo guardare e andare AVANTI perchè davvero soli non lo siamo mai .

    Che LUI ci guidi , nelle salite del vivere, a quel SILENZIO profondo che agevola il sentire pronunciare da LUI STESSO il nostro nome .
    Che LUI ci aiuti a tenere stretto l’eco della SUA Voce quando l’abbiamo ascoltata !!!

    Grazie.. perché è anche con la ricchezza di certi “commenti” che mi preparo ora ad andare a MESSA

  4. GRAZIE, caro anonimo, per le belle parole che hai scritto… all’anonima!
    Quante sono le persone che soffrono ingiustamente a causa dell’arroganza, della prepotenza, della presunzione…degli altri che si ritengono perfetti e che… chiamiamo fratelli? Penso che siano tante ( fra queste mi ci metto anch’io ).
    Ho imparato, a mie spese, che nella società (e, purtroppo, anche nella chiesa) -così come diceva Mons. Tonino Bello- c’è un modo di agire che toglie dignità alle persone perchè si viene trattati come oggetti e, forse, anche meno; Don Tonino chiamava questa società “dell’usa e getta”.
    Giustamente tu suggerisci di VOLARE ALTI; io aggiungerei una speranza, anzi, una certezza che dovrebbe dare non solo la forza per VOLARE ALTI, ma anche la gioia: il Signore raccoglie “nel suo otre” tutte le lacrime versate dai suoi figli e che I NOSTRI NOMI SONO SCRITTI NEI CIELI.
    Solo Lui dà DIGNITA’ a tutti!
    Buona domenica!

  5. Quante volte nella storia è capitato
    di prendere atto di come le persone
    quantopiù hanno, tantopiù si arrogano diritti
    (spesso bassi!) di ogni specie, e SCAVANO
    dentro le ferite, anche attraverso piccoli fatti di NESSUNA IMPORTANZA: misero potere!
    E tentano di prevalere e di riservare per sé
    anche ciò che appartiene ad altri,(nulla ci appartiene) che spesso è TUTTO CIO’ CHE DI
    DAVVERO IMPORTANTE HANNO AVUTO.
    La storia è piena di ingiustizie grandi,
    visibili, e di tante altre celate, piccole
    e insieme importanti x la storia
    personalissima di un’anima sensibile che le sofferenze hanno segnato irrimediabilmente, x sempre.
    Ma noi, cara anonima, ci sforzeremo di
    VOLARE ALTI, GRATI A LUI che CI HA MESSO
    ACCANTO QUALCUNO CHE CI COMPRENDE E AMA.

  6. Salve a tutti. Sono una “diversamente abile”;
    è il nome del momento; ogni tanto ce lo cambiano, la sostanza però rimane la stessa.
    Fisicamente sono normalissima; ma sono goffa e diversamente abile in tutte le “cose” in cui voi siete abilissimi.
    E, per compensare (o scompensare) ciò,
    sono ABILISSIMA nelle “cose” in cui voi siete
    goffi. Non giudicate la nostra diversità solo perché il nostro è un mondo parallelo, dove tutto è amplificato (cose, rumori interni ed esterni, eventi, tutto). E quando siamo incomprensibili alla vostra comprensione,
    non fateci sentire ancora più soli di quanto lo siamo, perché la “diversità” è già un duro prezzo da pagare.

  7. Oggi, nella solenità di Maria assunta in cielo, abbiamo celebrato anche il giubileo del 25° di presenza delle Piccole Suore Missionarie della Carità a Madagascar. Sono state tre suore hanno detto “Si” per sempre nella famiglia orionina, e nella veglia sono entrate in noviziato 5 postulantes e 11 suore hanno rinnovato i loro voti. Quanta benedizione e grazie dal Signore. RingraziamoLo di cuore per quanto ha fatto in questa nostra terra malgascia. La santa messa oggi durata tre ore, poi pomeriggio state altre feste con danze e canti. Benediaciamo il Signore insieme.

  8. GRAZIE MARIA, perché sei vicina, sei “porta del cielo” e preghi per noi pecccatori , per noi forse distratti da 1000 cose anche oggi.. perchè per noi preghi e hai pregato con gioia , con fede , con lo sguardo “oltre” , con la Tua vita e i Tuoi tanti SI’ …ma hai pregato anche con le tante tue lacrime di ragazza , di persona che non comprende , di mamma ai piedi della croce.. E oggi è bello pensare che quel DIO che “asciuga ogni lacrima” (bellissima l’immagine dell’Apocalisse)le ha asciugate sul Tuo viso , TI HA ACCOMPAGNATA SEMPRE .

    Forse è un modo semplicistico di pensarTi , ma è il mio modo di farlo oggi , nella festa della Tua Assunzione al cielo .

    AVE MARIA, PREGA PER NOI , ADESSO E NELL’ORA DELLA NOSTRA MORTE. AMEN

    Serena festa a tutti

  9. Carissimo DV, Ho letto in questi gg.di pace relativa, la lettera ai Romani, ma voglio fare seguito a quella meravigliosa ultima parte dell’allegato che mi hai mandato:

    MI HAI RESA COSÌ RICCA, MIO DIO, lasciami anche dispensare agli altri a piene mani. La mia vita è diventata un colloquio ininterrotto con te, Mio Dio, un unico grande colloquio. a volte, quando me ne sto in un angolino del campo, i miei piedi piantati sulla tua terra, i miei occhi rivolti al cielo, le lacrime mi scorrono sulla faccia, lacrime che sgorgano da una profonda emozione e riconoscenza. … a volte vorrei incidere delle piccole massime e storie appassionate ma mi ritrovo prontamente con una parola sola: DIO e questa parola contiene tutto e allora non ho più bisogno di dire quelle altre cose.
    Ecco Dv, il mio “Vivere in Gesù Cristo, vuole essere proprio questo: GUARDARE ALLA VITA CON GESU’CRISTO!Lasciandomi guidare da questo legame tanto misterioso , ma così tanto forte..ed ndispensabile da nn poterne fare MAI a meno.E’ 1 relazione, è 1 colloquio continuo, in ogni momento della giornata, in tutte le mie decisioni, in tutti i miei pensieri, nelle situazioni complicate o dolorose,.E’ questo legame che mi ha protetto e mi protegge dal lasciarmi andare alla depressione, aldilà delle mie battaglie continue nella vita di tutti i gg.E’ il suo Amore che mi spinge ad amare la vita nella sua reale dimensione, a guardare alla Croce ..ma anche a quelle immense Sue braccia aperte x tutti.Vivo grazie a Lui, vivo in LUI, vivo x LUI…, provando a porteae Lui sempre con me, in ogni piccola cosa della mia vita, offrendo il Suo Amore, atrtraverso il mio, a mio fratello malato… nell’educazione ai valori dei figli, nei tanti piccoli e semplici gesti, che fanno parte della mia giornata.Grazie a Lui, io posso vivere il presente, malgrado tutto, pensando al futuro, e quindi vivere di Speranza, potenziando continuamente quelo che di molto poco sono capace di offrire a chi mi sta vicino.
    Vivendo questo e x questo, io vivo in gesù Cristo e mi sento..così…RICCA.. di LUI!

    -Sorgente viva che nasce nel cuore è questo dono che abita in me La tua presenza è un fuoco d’amore – che avvolge l’anima mia, Gesù – Ora il tuo Spirito in me dice “Padre” – Non sono io a parlare, sei Tu Nell’infinito oceano di pace Tu vivi in me, io in Te, Gesù.-

  10. Cari amici, vi giro una bella riflessione su PAPA FRANCESCO ricevuta da persona amica che non si sente “credente fatta e finita”. Ma che privilegia una “ricerca interiore in divenire e un cammino di fede personale, in continua rivisitazione”

    …Nel silenzio di una pausa in attesa e di una domanda in preghiera cielo e terra hanno preparato aria e germogli alla luce. Proprio sul finire dell’inverno, mentre l’opera sotterranea della natura cominciava a guarire dalla nostalgia dei colori, il nuovo Papa si è presentato al mondo e ha accolto il suo popolo prima di farsi accogliere. Quella sera in cui per la prima volta ci salutò e ci chiamò con familiarità, inchinandosi di fronte a Dio e agli uomini per chiedere e per dare protezione, avvertii subito, forte e chiaro, il tepore del ristoro, il temperamento del bene, l’amore di un padre che conforta e incoraggia. Le campane del mio paese si misero a suonare a festa. Aprii la finestra per affidare al loro canto il mio. Guardai il cielo: era buio e umido, ma sembrava giorno, il primo giorno di primavera. Un sorriso rasserenante prese a distendersi dentro di me, ad allargarsi, a levigare ferite e cicatrici, a dissipare ombre e nebbie, a curare sofferenze e paure, a bere lacrime di gioia, di appagamento e di speranza. La sua figura semplice, che avevo notato inquadrata da un’istantanea televisiva, mi bastò per supporre quanto di quell’immagine pulita e sobria corrispondesse alla sua personalità e per accorgermi della sua espressione, seria e dolce nello stesso tempo, assorta e affabile. Mi risposero che “il cardinale senza zucchetto” era di Buenos Aires. Allora dissi che, se avessi avuto facoltà di nominare il nuovo Papa, avrei scelto proprio lui, il cardinale di Buenos Aires! Quella sera, mentre tutti si stupivano perché Bergoglio non era rientrato nella rosa dei papabili, in cuor mio ebbi un altro motivo per abbracciare quella vicinanza, già in parte preavvertita. In attimi come quello, intimamente segreti e scivolati via dal tempo delle lancette e dei calendari, l’anima si muove ed è difficile dire se stia inseguendo un brivido o se sia inseguita da esso. Il fremito si fa subito ascolto e fede … E in questo contatto si sente la carezza di Dio.
    Dopo Albino Luciani, che amo, che ho sentito umanamente e autenticamente in accordo con la mia spiritualità e che ho conosciuto attraverso la sua biografia, la casa d’origine, la testimonianza di fede e la coerenza, per la seconda volta un Papa conquista ora il mio cuore e mi prende per mano. Non mi ritengo una “credente fatta e finita”. Ho sempre privilegiato una ricerca interiore in divenire e un cammino di fede personale, in continua rivisitazione. Ho voluto conservare quel libero arbitrio che ossigena lo spirito di creatività e di produttività, senza schierarmi dentro il comparto di un unico punto di vista o dentro lo scompartimento di un viaggio fermo alla stazione. Sono una pecorella in continua ricerca. E riconosco in Papa Francesco, a immagine e somiglianza, il Buon Pastore che si muove davanti al gregge per guidarlo, in mezzo al gregge perché ne fa parte in quanto pellegrino sulla terra e talvolta anche dietro al gregge perché “le pecore sanno fiutare la strada”. Riconosco la sua voce che chiama il mio cuore per nome. Mi invita, sprona le mie pigrizie, solleva le mie cadute e, se necessario, mi spinge. Riconosco il mio odore, mischiato insieme agli altri, che lo riveste e che porta addosso, con sé. La sua mano sorride. Il suo sguardo abbraccia e indica la Via. La sua tenerezza smuove e commuove intenzioni ed emozioni. All’occorrenza, non porta un esempio, ma lo diventa in prima persona. In mezzo alle acque agitate della nostra epoca, la sua presenza che ci cerca, che ci custodisce e che ci offre l’amore di Dio somiglia a quel punto fermo al quale ci si deve rivolgere quando si soffre il mal di mare per trovare equilibrio e sollievo. Papa Francesco sa “infrangere l’onda della crisi” di identità e di civiltà e rende concreta la possibilità di “prendere il largo nel nome del Signore e di gettare reti feconde”. Uscendo da sé per venirci incontro, fa uscire la parte migliore che dimora in ciascuno di noi. Accorda i nostri cuori, in un’armonia di piano e forte, di tasti bianchi e neri e fa risuonare il canto del salmo:
    “Il Signore è il mio pastore:
    non manco di nulla;
    su pascoli erbosi mi fa riposare,
    ad acque tranquille mi conduce.
    Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
    per amore del suo nome.
    Se dovessi camminare in una valle oscura,
    non temerei alcun male, perché tu sei con me.
    Il tuo bastone e il tuo vincastro
    mi danno sicurezza.”(…)

  11. Di S. Domenico:
    “Privilegiato della grazia”;
    “…parco di parole,
    se apriva la bocca era
    per parlare CON Dio o
    per parlare DI Dio”

    Di Edith Stein:
    “…ma io ero CALMISSIMA
    NEL PORTO della VOLONTA’ DI DIO”

    Colpisce come la preghiera silenziosa,
    del cuore,
    anima della intimità con Dio,
    renda soave e forte/leggero
    il peso del giogo umano.

  12. Mentre faccio gli auguri a tanti amici che festeggiano l’onomastico, vi partecipo una bella pagina sulla vita di S. Domenico…può farci del bene
    dv

    O PARLAVA CON DIO, O PARLAVA DI DIO
    S. Domenico – «storia dell’ordine dei Predicatori»

    Domenico era dotato di grande santità ed era sostenuto sempre da un intenso impeto di fervore divino. Bastava vederlo per rendersi conto di essere di fronte a un privilegiato della grazia. V’era in lui un’ammirabile inalterabilità di carattere, che si turbava solo per solidarietà col dolore altrui. E poiché il cuore gioioso rende sereno il volto, tradiva la placida compostezza dell’uomo interiore con la bontà esterna e la giovialità dell’aspetto. Si dimostrava dappertutto uomo secondo il Vangelo, nelle parole e nelle opere. Durante il giorno nessuno era più socievole, nessuno più affabile con i fratelli e con gli altri. Di notte nessuno era più assiduo e più impegnato nel vegliare e pregare. Era assai parco di parole e, se apriva la bocca, era o per parlare con Dio nella preghiera o per parlare di Dio. Questa era la norma che seguiva e questa pure raccomandava ai fratelli. La grazia che più insistentemente chiedeva a Dio era quella di una carità ardente, che lo spingesse a operare efficacemente alla salvezza degli uomini. Riteneva infatti di poter arrivare a essere membro perfetto del corpo di Cristo solo qualora si fosse dedicato totalmente e con tutte le forze a conquistare anime. Voleva imitare in ciò il Salvatore, offertosi tutto per la nostra salvezza. A questo fine, ispirato da Dio, fondò l’Ordine dei Frati Predicatori, attuando un progetto provvidenziale da lungo accarezzato. Esortava spesso i fratelli, a voce e per lettera, a studiare sempre l’Antico e il Nuovo Testamento. Portava continuamente con sé il vangelo di Matteo e le lettere di san Paolo, e meditava così lungamente queste ultime da arrivare a saperle quasi a memoria. Due o tre volte fu eletto vescovo; ma egli sempre rifiutò, volendo piuttosto vivere con i suoi fratelli in povertà. Conservò illibato sino alla fine lo splendore della sua verginità. Gregorio IX ebbe a dire di lui: «Conosco un uomo, che seguì in tutto e per tutto il modo di vivere degli apostoli; non v’è dubbio che egli in cielo sia associato alla loro gloria».

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