IN CAMMINO DI FEDE CON I TESTIMONI DEL VANGELO

 Cari amici,  in tutte le nostre realtà ecclesiali  abbiamo ricominciato il nuovo anno pastorale. Come sempre la Casa di Spiritualità “VILLA S. BIAGIO” , nel suo piccolo, offre qualche  proposta per aiutarci a VIVERE E TRASMETTERE LA FEDE, OGGI…  

 

O T T O B R E  2013:

S. AGOSTINO:

Lungi dunque dalla preghiera ogni verbosità… 

Il pregare consiste nel bussare alla porta di Dio e invocarlo

con insistente e devoto ardore del cuore.

Il dovere della preghiera si adempie meglio con i gemiti che con le parole,

più con le lacrime, che con i discorsi.

Dio, infatti, «pone davanti al suo cospetto le nostre lacrime» (Sal 55, 9 volg.),

e il nostro gemito non rimane nascosto (cfr. Sal 37, 10) 

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  • LA PREGHIERA DEL PADRE NOSTRO:
  1. Tutte le altre formule destinate o a suscitare o ad intensificare il fervore interiore, non contengono nulla che non si trovi già nella preghiera del Signore, purché naturalmente la recitiamo bene e con intelligenza.
  2.  Chiunque prega con parole che non hanno alcun rapporto con questa preghiera evangelica, forse non fa una preghiera mal fatta, ma certo troppo umana e terrestre. Del resto stenterei a capacitarmi che una tale preghiere si possa dire ancor ben fatta per i cristiani. E la ragione è che, essendo essi rinati dallo Spirito, devono pregare solo in modo spirituale.

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DOMENICA 20 OTTOBRE:

GIORNATA MISSIONARIA dal tema: “Sulle strade del mondo”.

  •  “Professare la fede non è solo dire il Credo con la bocca, ma viverla nelle circostanze della vita: già conosciamo il legame tra fede e missione, credere e parlare. Però non basta: occorre andare sulle strade del mondo.
  • “Le strade del mondo sono imprevedibili: occorre la pazienza di camminare, ma anche di comprendere chi si incontra, di vederlo come è, di impararne lingua e cultura, sentimenti e valori, restando insieme soprattutto nei tempi di crisi e di smarrimento”.
  • “Gesù ha percorso le strade della Palestina partendo dalla Galilea, zona di confine, e talvolta si è spinto oltre. “L’uomo Gesù sapeva stare sulle strade perché per lui, così spesso straniero, nessuno era straniero davvero.
  •  Questa è anche la vicenda dei nostri missionari e missionarie su tante strade del mondo, comprese quelle del web, dei social network, senza dimenticare quelle di chi è messo ai margini, reso quasi invisibile.
  • Questa diventa la storia di ogni cristiano che non chiude la fede in spazi e tempi “religiosi”, ma la porta in ogni respiro della vita. Viviamola così e continuiamo ad accompagnare chi ne fa dono ad altri sulle strade del mondo”.

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18 Ottobre: S. Luca evangelista  

  •  Scrivendo il vangelo, cosa ti prefiggevi? Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli  avvenimenti successi tra di noi,  come ce li hanno trasmessi  coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero  ministri della parola, così ho deciso anch’io di fare ricerche accurate,  su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto  ordinato, illustre Teòfilo, perché ti possa rendere conto della solidità  degli insegnamenti che hai ricevuto.(1,1ss)
  • I dati storici sono importanti per la fede? Nell’anno decimoquinto dell’impero di Tiberio Cesare, mentre  Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca  della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturèa e della  Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilène,  sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria,  nel deserto. (3,1ss)
  • D. ORIONE: Anch’io sento un grande desiderio di amare il Signore, e di consumare la mia vita davanti a Lui…Io vi dichiaro che non so nulla, e non vado cercando null’altro che Lui! Lui! Lui!

 

leggi tutto: + 4. LUCA E LA PAROLA

Parliamone:  

  • Credere: si può ancora? E’ ragionevole? E’ necessario oggi fare ricerche accurate” come ha fatto Luca?
  • – Paolo portava con se la Parola di Dio e noi? Quale conoscenza abbiamo della nostra fede?
  • – Don Orione cercava solo Lui…e noi cosa,  CHI CERCHIAMO?

17 ottobre: S. IGNAZIO DI ANTIOCHIA

…il predicatore “di fuoco”

che scalda gli animi dei cristiani d’ogni tempo!

  •   Arrestato e condannato ad bestias, Ignazio fu condotto in catene sino a Roma attraverso un lungo e straziante viaggio. Giunto nell’Urbe nell’anno 107, venne sottoposto a un crudele martirio all’interno del Colosseo: sbranato e divorato dalle belve nell’ambito degli spettacoli in onore delle vittorie romane in Dacia. Fu durante il viaggio che lo condusse da Antiochia a Roma che Ignazio scrisse sette lettere indirizzate a diverse comunità (Efesini, Magnesii, Tralliani, Romani, Filadelfii, Smirnei) e a San Policarpo, vescovo della chiesa di Smirne. Le sue lettere trasudano di un caldo amore per Cristo e per la Chiesa, oltre che di un vigoroso zelo apostolico. 
  • Dalla «Lettera ai Romani»  sono frumento di Dio: sarò macinato dai denti delle fiere…  Scrivo a tutte le chiese, e a tutti annunzio che morrò volentieri per Dio, se voi non me lo impedirete. Vi scongiuro, non dimostratemi una benevolenza inopportuna. Lasciate che io sia pasto delle belve, per mezzo delle quali mi sia dato di raggiungere Dio.
  • Sono frumento di Dio, e sarò macinato dai denti delle fiere per divenire pane puro di Cristo. Supplicate Cristo per me, perché per opera di queste belve io divenga ostia per il Signore. 
  •  Io cerco colui che è morto per noi, voglio colui che per noi è risorto. È vicino il momento della mia nascita.
  • “È meglio tacere ed essere che parlare e non essere. Insegnare è efficace se chi parla fa. Uno solo è il maestro, che disse e fu fatto, e le cose che egli ha fatto nel silenzio sono degne del Padre”. (15 – 101,102)

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15 ottobre – S. TERESA D’AVILA

  • Che cosa possiamo desiderare di più, quando abbiamo al fianco un così buon amico che non ci abbandona mai nelle tribolazioni e nelle sventure, come fanno gli amici del mondo? Beato colui che lo ama per davvero e lo ha sempre con sé!
  • Guardiamo il glorioso apostolo Paolo che non poteva fare a meno di avere sempre sulla bocca il nome di Gesù, perché l’aveva ben fisso nel cuore. Bisogna percorrere questa strada con grande libertà, abbandonandoci nelle mani di Dio. Se egli desidera innalzarci fra i principi della sua corte, accettiamo volentieri tale grazia.
  • Ogni volta poi, che pensiamo a Cristo, ricordiamoci dell’amore che lo ha spinto a concederci tante grazie e dell’accesa carità che Dio ci ha mostrato dandoci in lui un pegno della tenerezza con cui ci segue: amore infatti domanda amore. Perciò sforziamoci di considerare questa verità e di eccitarci ad amare. Se il Signore ci facesse la grazia, una volta, di imprimerci nel cuore questo amore, tutto ci diverrebbe facile e faremmo molto, in breve e senza fatica.  «Il libro della vita», cap. 22, 6-7, 14) 

LEGGI TUTTO: 2 lettura della memoria

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DOMENICA 13

   

ATTO DI AFFIDAMENTO A MARIA

Beata Maria Vergine di Fatima,
con rinnovata gratitudine per la tua presenza materna
uniamo la nostra voce a quella di tutte le generazioni 
che ti dicono beata. Celebriamo in te le grandi opere di Dio,
che mai si stanca di chinarsi con misericordia sull’umanità,
afflitta dal male e ferita dal peccato, per guarirla e per salvarla.

Accogli con benevolenza di Madre l’atto di affidamento che oggi facciamo con fiducia,
dinanzi a questa tua immagine a noi tanto cara.

Siamo certi che ognuno di noi è prezioso ai tuoi occhi
e che nulla ti è estraneo di tutto ciò che abita nei nostri cuori.

Ci lasciamo raggiungere dal tuo dolcissimo sguardo
e riceviamo la consolante carezza del tuo sorriso.

Custodisci la nostra vita fra le tue braccia:
benedici e rafforza ogni desiderio di bene; ravviva e alimenta la fede;
sostieni e illumina la speranza; suscita e anima la carità; guida tutti noi nel cammino della santità. 

Insegnaci il tuo stesso amore di predilezione per i piccoli e i poveri, per gli esclusi e i sofferenti, per i peccatori e gli smarriti di cuore: raduna tutti sotto la tua protezione   e tutti consegna   al tuo diletto Figlio, il Signore nostro Gesù. Amen.

  • Tutti i nodi del cuore, tutti i nodi della coscienza possono essere sciolti. Chiedo a Maria che mi aiuti ad avere fiducia nella misericordia di Dio, per scioglierli, per cambiare?
  • Lei, donna di fede, di sicuro ci dirà: Vai avanti, vai dal Signore: Lui ti capisce”. E lei ci porta per mano, Madre, Madre, all’abbraccio del Padre, del Padre della misericordia.

 

 

  • Quale presenza ha la donna nella Chiesa? Può essere valorizzata maggiormente? E’ una realtà che mi sta molto a cuore e per questo ho voluto incontrarvi – contro il regolamento, perché non è previsto un incontro del genere – e benedire voi e il vostro impegno. Grazie, portiamolo avanti insieme! Maria Santissima, grande donna, Madre di Gesù e di tutti i figli di Dio, ci accompagni. Grazie.

    LEGGI TUTTO: – la donna nella Chiesa

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    Lo sviluppo della fede? …

    come le membra di un bambino che cresce

    1. Le membra del lattante sono piccole, più grandi invece quelle del giovane. Però sono le stesse. Le membra dell’uomo adulto non hanno più le proporzioni di quelle del bambino. Tuttavia quelle che esistono in età più matura esistevano già, come tutti sanno, nell’embrione, sicché quanto a parti del corpo, niente di nuovo si riscontra negli adulti che non sia stato già presente nei fanciulli, sia pure allo stato embrionale.
    2.   Non vi è alcun dubbio in proposito. Questa è la vera e autentica legge del progresso organico. Questo è l’ordine meraviglioso disposto dalla natura per ogni crescita. Nell’età matura si dispiega e si sviluppa in forme sempre più ampie tutto quello che la sapienza del creatore aveva formato in antecedenza nel corpicciuolo del piccolo.   
    3. Anche il dogma della religione cristiana deve seguire queste leggi. Progredisce, consolidandosi con gli anni, sviluppandosi col tempo, approfondendosi con l’età. È necessario però che resti sempre assolutamente intatto e inalterato. (S. Vincenzo di Lerin)

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    PREGATE COSI…

    • La preghiera dei figli di Dio San Cipriano (ca 200-258), vescovo di Cartagine e martire  
    1. Dice il Signore: “Pregate così: Padre nostro che sei nei Cieli”… L’uomo nuovo, rinato e rifatto dal suo Dio per mezzo della sua grazia, in primo luogo dice «Padre», perché ha già incominciato ad essergli figlio.
    2.  Chi, dunque, ha creduto nel suo nome ed è diventato figlio di Dio, deve cominciare di qui, dal rendere grazie e professarsi figlio di Dio allorché indica che Dio gli è Padre nei cieli…. 
    3. Quanto è preziosa la grazia del Signore, quanto alta la sua degnazione e magnifica la sua bontà verso di noi! Egli ha voluto che noi celebrassimo la nostra preghiera davanti a lui e lo invocassimo col nome di Padre, e come Cristo è Figlio di Dio, così noi pure ci chiamassimo figli di Dio. Questo nome nessuno di noi oserebbe pronunziarlo nella preghiera, se egli stesso non ci avesse permesso di pregare così.
    4. Dobbiamo dunque ricordare e sapere, fratelli carissimi, che, se diciamo Dio nostro Padre, dobbiamo comportarci come figli di Dio perché allo stesso modo con cui noi ci compiacciamo di Dio Padre, così anch’egli si compiaccia di noi. Comportiamoci come tempio di Dio, perché si veda che Dio abita in noi.

    NON DIRE PADRE NOSTRO SE… NON DIRE PADRE NOSTRO SE…

    •  PAPA FRANCESCO:
    1. …E perché Giona fuggì da Dio? Perché il sacerdote fuggì da Dio? Perché il levita fuggì da Dio? Perché avevano il cuore chiuso, e quando tu hai il cuore chiuso, non può sentire la voce di Dio. Invece, un samaritano che era in viaggio ‘vide e ne ebbe compassione: aveva il cuore aperto, era umano. E l’umanità lo avvicinò”.
    2. “Io mi domando, a me, e domando anche a voi: ci lasciamo scrivere la vita, la nostra vita, da Dio o vogliamo scriverla noi? E questo ci parla della docilità: siamo docili alla Parola di Dio?   ‘

    7 OTTOBRE: MADONNA DEL ROSARIO

    • ROSARIO,  PREGHIERA DELLA FAMIGLIA
    1.   La famiglia che prega unita, resta unita. Il Santo Rosario, per antica tradizione, si presta particolarmente ad essere preghiera in cui la famiglia si ritrova. 
    2. Pregare col Rosario per i figli e con i figli, educandoli fin dai teneri anni a questo momento giornaliero di  « sosta orante » della famiglia, non è, certo, la soluzione di ogni problema, ma è un aiuto spirituale da non sottovalutare.
    3. – Contemplando la sua nascita impara la sacralità della vita, – guardando alla casa di Nazareth apprende la verità originaria sulla famiglia. – seguendolo sulla via del Calvario, impara il senso del dolore  – contemplando Cristo e sua Madre nella gloria, vede il traguardo a cui ciascuno di noi è chiamato.
    4. Ripensando alle prove che non sono mancate,  mi sento di ribadire, quasi come un caldo invito rivolto a tutti perché ne facciano personale esperienza: sì, davvero il Rosario « batte il ritmo della vita umana », per armonizzarla col ritmo della vita divina.   (Giovanni Paolo II)
    5. 

    • DON ORIONE: Sono un povero pellegrino che cerco luce e amore: vengo al Santuario col rosario in mano. Vengo a cercarle luce e amore di Dio e delle anime! Vengo a Lei per non perdermi, dopo esser passato tra profondità, altezze, abissi, oscurità di spirito, ombre nere…Vengo a Lei e sento sopra di me un’alta pace che si libra: vedo il suo manto distendersi su tutte le tempeste e una serenità inoffuscabile che mi avvolge e penetra. E in questa luce inebriante mi spoglio dell’uomo vecchio e amo.
    • 

      4 OTTOBRE – S. FRANCESCO D’ASSISI       

    • PAPA FRANCESCO: Che cosa testimonia san Francesco a noi, oggi?
    1.  La prima cosa che ci dice, la realtà fondamentale che ci testimonia è questa: essere cristiani è un rapporto vitale con la Persona di Gesù, è rivestirsi di Lui, è assimilazione a Lui. Da dove parte il cammino di Francesco verso Cristo?
    2. Parte dallo sguardo di Gesù sulla croce. Lasciarsi guardare da Lui nel momento in cui dona la vita per noi e ci attira a Lui. Francesco ha fatto questa esperienza in modo particolare nella chiesetta di san Damiano, pregando davanti al crocifisso, che anch’io oggi potrò venerare.
    3. In quel crocifisso Gesù non appare morto, ma vivo! Il sangue scende dalle ferite delle mani, dei piedi e del costato, ma quel sangue esprime vita. Gesù non ha gli occhi chiusi, ma aperti, spalancati: uno sguardo che parla al cuore. E il Crocifisso non ci parla di sconfitta, di fallimento; paradossalmente ci parla di una morte che è vita, che genera vita, perché ci parla di amore, perché è l’Amore di Dio incarnato, e l’Amore non muore, anzi, sconfigge il male e la morte.
    4. Chi si lascia guardare da Gesù crocifisso viene ri-creato, diventa una «nuova creatura». Da qui parte tutto: è l’esperienza della Grazia che trasforma, l’essere amati senza merito, pur essendo peccatori. Per questo Francesco può dire, come san Paolo: «Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo» (Gal 6,14).
    5. 

    Ci rivolgiamo a te, Francesco, e ti chiediamo:

    insegnaci a rimanere davanti al Crocifisso,

    a lasciarci guardare da Lui, a lasciarci perdonare, ricreare dal suo amore.

    PREGHIAMO CON S. FRANCESCO

    Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace.

    Dov’è odio, fa’ che io porti l’amore; dov’è offesa, che io porti il perdono;

    dov’è discordia, che io porti l’armonia; dov’è errore, che io porti la verità;

    dov’è dubbio, che io porti la fede; dov’è disperazione, che io porti la speranza;

    dove sono le tenebre, che io porti la luce; dov’è tristezza, che io porti la gioia.

    Signore, fa’ che io non cerchi di essere consolato, quanto di consolare;

    di essere compreso, quanto di comprendere;

    di essere amato, quanto di amare. Perché è dando che si riceve.

    E’ perdonando che si è perdonati. E’ morendo che si resuscita a vita eterna.

     

     – CANTICO DELLE CREATURE –

    Altissimo, onnipotente, bon Signore
    Tue so’ le laude, la gloria et l’honore et onne benedictione.
    A te solo, Altissimo, se konfanno Et nullo homo ene digno te mentovare.
    Laudato si’, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,
    specialmente messer lo frate sole


    lo quale è iorno et allumini noi per lui,
    et ellu è bellu e radiante, cum grande splendore:
    de te, Altissimo, porta significatione.
    Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle:


    in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
    Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento
    et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
    per lo quale alle tue creature dai sostentamento.
    Laudato si’, mi’ Signore, per sora acqua,
    la quale è molto utile et humile et pretiosa et casta.


    Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu per lo quale enallumini la nocte
    ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
    Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra madre terra,
    la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti fiori et herba.
    Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore,
    et sostengo’ infirmitate et tribolatione.
    Beati quelli ke le sosterranno in pace ka da te, Altissimo, sirano incoronati.
    Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale
    da la quale nullo homo vivente po’ skappare.
    Guai a quelli ke morranno ne le peccata mortali;
    beati quelli ke trovarà ne le sue sanctissime volutati,
    ka la morte secunda nol farrà male.
    Laudate et benedicete mi’ Signore, et rengratiate et serviteli
    cum grande humilitate.

    (S. Francesco d’Assisi)

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    • CERCATE DIO  (Martin Luther King)

    • Cercate Dio, trovatelo e fate di Lui una forza nella vostra vita. 

    • Senza di Lui tutti i nostri sforzi si riducono in cenere e le nostre aurore diventano le più oscure delle notti. Senza di Lui, la vita è un dramma senza senso a cui mancano le scene decisive.

    • Ma con Lui noi possiamo passare dalla fatica della disperazione alla serenità della speranza.
      Con Lui noi possiamo passare dalla notte della disperazione all’alba della gioia.

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    1 OTTOBRE: S. Teresa del Bambino Gesù

    • Tutta la vita: frutto delle misericordie del Signore “Gesù mi ha fatto sentire che, obbedendo con semplicità, avrei fatto piacere a Lui; del resto faccio una cosa sola: comincio a cantare quello che debbo ripetere eternamente: ”Le misericordie del Signore!” (1)  
    • Gesù non chiama quelli che sono degni, bensì chi vuole Lui:  “Questo, proprio questo, il mistero della mia vocazione, della mia vita tutta e in particolare il mistero dei privilegi di Gesù sull’anima mia. Gesù non chiama quelli che sono degni, bensì chi vuole Lui…”
    • Vorrei percorrere la terra, predicare il tuo nome… una sola missione non mi basterebbe vorrei al tempo stesso annunciare il vangelo nelle 5 parti del mondo, e fino nelle isole più remote… Ma vorrei soprattutto, amato mio Salvatore, vorrei versare il mio sangue per te, fino all’ultima goccia… Durante l’orazione, i miei desideri mi facevano soffrire un vero martirio: aprii le epistole di S. Paolo per cercare una risposta…E l’apostolo spiega come i doni più perfetti sono  nulla  senza l’Amore. Finalmente avevo trovato il riposo. Capii che l’amore solo fa agire le membra della Chiesa, che, se l’amore si spegnesse, gli apostoli non annuncerebbero più il Vangelo, i martiri rifiuterebbero di versare il loro sangue…Capii che l’amore racchiude tutte le vocazioni, che l’amore è tutto…Allora nell’eccesso della mia gioia delirante, esclamai: Gesù amore mio, la mia vocazione l’ho trovata finalmente, la mia vocazione è l’amore! Si ho trovato il mio posto nella Chiesa e questo posto, Dio mio, me l’avete dato voi! nel cuore della chiesa mia madre, io sarò l’amore.”(251-254)

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13 comments

  1. “…E la ragione è che,
    essendo rinati dallo Spirito,
    devono pregare solo in modo spirituale”,

    allora ecco le parole di Peter Calvay:
    “Se la preghiera è la via per cui noi
    permettiamo a Dio di far passare il suo amore
    nella nostra vita,
    bisogna concludere che la preghiera
    è la cosa più importante della nostra vita;
    la vita spirituale comincia quando
    permettiamo a questa forza di agire”

  2. Leggendo i commenti molto belli di ciascuno,
    mi sento di dire anche io una parolina
    non è luminosa come la vostra, purtroppo!
    Ma spero possa ALMENO SERVIRE A QUALCUNO,
    fosse anche ad una sola persona
    a non cadere nello stesso tranello
    in cui mi trovo ingrovigliato io.

    Scrissi sul sito verso la fine di agosto.
    Nessuno tra voi mi conosce,
    mi presentai con una forte depressione
    che sta inghiottendomi
    fino al punto di non sapere più niente di me.
    Ancora una volta non scrivo per chiedere aiuto
    ma solo x “supplicare” chi avesse I PRIMI SINTOMI di depressione, di COMBATTERLI SUBITO
    x non lasciare che essa si insinui
    come con me: è una brutta bestia!

    RINGRAZIO DIO, PER AVERMI MESSO ACCANTO
    CHI CON PAZIENZA, AMORE, DEDIZIONE
    MI SOPPORTA e NON SMETTE DI AMARMI PER COME SONO!! ed ATTENDE CON FIDUCIA
    la sconfitta della depressione.

    Ecco, io non ho da darvi che questa miseria,
    mentre auguro a tutti tanta pace profonda.

  3. ” DIO pone davanti al SUO cospetto le nostre lacrime ” , LUI asciugherà ogni lacrima !

    Ci può essere immagine più Paterna e Consolazione più grande????

    Asciugare lacrime : lo abbiamo sperimentato asciugandole , più col cuore che con le mani , sul viso delle persone alle quali vogliamo bene e che, in qualche modo, in quell’istante ci sono diventati un pò “figli” , “bambini feriti ” .

    Abbiamo incontrato persone che hanno asciugato le nostre , facendoci intravvedere un pezzetto di Paradiso .

    Dio asciugherà ogni lacrima : non è forse un aiuto e una spinta in più per imparare ad accogliere ed abbracciare quel pezzetto di croce che Gesù vuole portare con noi??

  4. Carissimo o carissima pdb,
    la tua osservazione può sembrare giusta e non so se dipende dal fatto che non mi sono spiegata bene o non hai capito bene ciò che intendevo dire, ma ciò che affermi è…presunzione.
    Cerco perciò di…spiegarmi meglio!
    Hai ragione, se proviamo interesse per qualcosa o per una persona, vogliamo conoscere i fatti. Ma con Gesù le cose cambiano e sai perchè?
    Tu dici che la conoscenza è sinonimo di intelligenza,ma secondo me, la fede deve superare la conoscenza perchè DEVI CREDERE pur non avendo visto. Lo dice Gesù stesso,aggiungendo una BEATITUDINE che nel discorso evangelico delle Beatitudini manca e sai che cosa afferma? “BEATI COLORO CHE PUR NON AVENDO VISTO CREDERANNO.”
    Tu parli di Gesù come un uomo vissuto in un contesto storico,con tutte le caratteristiche umane, con tutti i sentimenti belli che una persona possiede e ti fermi… alla morte (come tutte le persone del mondo)
    Ma lo sai che Gesù è l’UNICO RISORTO?
    Dinanzi alla RESURREZIONE, l’intelligenza DEVE lasciare il posto alla FEDE.
    E la fede può crescere solo con la PREGHIERA.
    Ora sono stata sufficientemente chiara?
    Buon cammino di fede a tutti!

  5. Rispondo ad A.M.A.
    Parli di PREGHIERA come a qualcosa di “STACCATO” dai FATTI.
    Gesù è NATO e VISSUTO in un PRECISO PERIODO STORICO;
    ha GIOITO, SOFFERTO, PIANTO, LAVORATO,
    si è COMMOSSO, sentito ABBANDONATO,
    è MORTO nella storia umana intessuta di FATTI!
    CONOSCERLI.. è INTELLIGENZA, non presunzione.
    Il cristianesimo non è una favola.
    Quanto ad “AMORE VERO”,
    come è possibile AMARE ciò o chi
    NON SI.. CONOSCE?!

  6. CREDERE: si può ancora?

    Sì, certo, ma è necessario PREGARE tanto per non PERDERE LA FEDE.
    La preghiera è l’unica arma che -a me- resta per difendermi dalla tentazione… di mollare.
    Non è la conoscenza dei fatti che aiuta a credere! Anzi, oggi è proprio la presunzione di sapere tutto che allontana da Cristo, che allontana i cristiani tra di loro e i cristiani dalla Chiesa.
    Per credere bisogna essere umili e amare.
    Personalmente penso che soltanto da Lui mi può venire la forza e la gioia e che solo se mi …butto tra le sue braccia posso ricevere misericordia e AMORE VERO.

  7. Carissimo D.V.
    ho letto ciò che tu hai inserito nel sito e che riguarda il santo di oggi.
    Secondo me è importante conoscere i fatti storici: se una persona ci interessa, desideriamo conoscere tutto di lei.
    Però, la FEDE è cosa diversa. AVER FEDE significa CREDERE. La fede non può essere legata solo alle conoscenze.
    Cerco di spiegarmi meglio e prendo come esempio un fatto storico del nostro secolo: la strage degli Ebrei e che in questi ultimi giorni sta interessando tanto la cronaca quotidiana per la morte di..un boia di quella strage.Vivono ancora i testimoni di quell’ ORRORE eppure… c’è chi vuole NEGARE LA SHOAH! Ti ho allegato anche l’ultima omelia del Papa che aiuta a credere.
    Quando si ama, è bello sapere tutto della persona amata, ma è ancora più bello dirle: TI VOGLIO BENE, TI AMO…TI AMO…TI AMO DA MORIRE.

  8. Donaci Signore un genere di fede
    che non cerca di TRARRE DALLA VITA,
    tutto, o almeno qualcosa..PER NOI;

    ma di TRARRE DA NOI,
    tutto, o almeno qualcosa..DA NOI,
    da DONARE alla VITA..
    x TUTTI.

    E donaci un genere di fede che
    creda di esserne capaci.

  9. ….Secondo me, la fede come la vita , sono DONO di Dio.Ogni uomo è tale sia allo stato embrionale che nell’età adulta: le sue membra sono le stesse sia da bambino che da adulto; non aumentano, non cambiano….ma hanno bisogno di crescere. Una vita che non viene alimentata, non cresce : è un aborto.
    E la vita cresce solo se c’è chi la ama, la nutre, la sostiene…. Così è la fede. Io sono certa che Dio la dona a tutti e se in alcuni non cresce è perchè non c’è chi la nutre e la sostiene. E’ pur vero che ognuno è responsabile di se stesso ma chi ha già questo dono grande che è la FEDE in maniera matura e adulta, è RESPONSABILE dei propri fratelli che la possiedono in forma embrionale.
    Siamo tutti poveri peccatori ma Cristo ha bisogno degli uomini per essere annunziato!
    T.

  10. Non vedo NIENTE!
    Cieco dalla nascita,
    muto da pochi anni di vita in poi,
    ma NON SORDO: IL mio AMICO mi ha parlato,
    STRETTO A SE’, SOFFERTO CON e PER ME, AMATO!
    Tornerò a vedere, a parlare,
    forse anche a…cantare;
    è stato il MIO AMICO a scrivere qui per me.

    Lo dico a TUTTO IL MONDO:
    IL SUO AMORE, HA SCRITTO PER ME!

  11. Oggi Santa Teresa di Gesù Bambino mi ha fatto un regalo, di capire meglio cosa vuole dire essere Amore nella Chiesa e Il senso dell’Infanzia spirituale.
    Nel lontano 2001, sono venuti in Madagascar due giovani, una ragazza con suo ragazzo, tornando in Italia si sono lasciati. Ma la ragazza è rimasta sempre in contatto con me. Adesso sono arrivata in Italia io, l’ho chiamata per telefono due settimane fa, e mi ha risposto che ci incontreremo. Mi trovavo a Padova , lei mi ha chiamato che se posso venire alla scuola dell’infanzia, dove lavora, sempre a Milano, ho detto di Si. E mi ha detto di parlare un po dei bambini malgasci ai suoi bambini a scuola. Mi sono messa da fare a preparare un filmino di 10 mn con bambini malgasci e qualche attività delle suore nella missione a Madagascar. Cosi, oggi sono andata a trovare questi bambini, erano 76 bambini tutti 5 anni, con 10 maestre. ho parlato un po, poi ho fatto vedere il filmato. appena finito hanno applaudito e hanno alzato le manini per le domande. Sapete cosa hanno detto ” Perche sono scalzi, e povero, pero sono felici? Cosa mangiano? Con che cosa giocano ecc…. Ma interssante poi, alla fine una maestra diceva:” conoscete chi sono questa persona perche, ha vestito particolare cosi, alcuni hanno risposto : si sono suore. Poi una bambina diceva : perche la suora riesci a lavorare coi bambini, con scuola, e zappare nel campo (perche nella foto c’erano le suore nell’orto a lavorare), e capace anche a ballare(perche anche li c’era filmino di suore danzavano)? subito altra risposta: perche sono le migliore amiche di Gesù, poi un altro bambino diceva; “anche perche portano sempre il crocifisso.
    E ho detto, guarda che osservazione, e questa è una missione, io ho portato la mia esperienza ma loro hanno dato piu significato il mio esere e la mia esperienza.
    Che Dio li benedica questi bambini, mi hanno sorpreso davvero.
    Grazie .

  12. Cari amici
    Ho ricevuto e trasmetto a voi tutti una bella preghiera di S. Teresa del Bambino Gesù…ci fa bene.

    VIVERE D’AMORE
    Signore Gesù, tu hai detto: «Se uno mi ama,
    metterà in pratica la mia parola, e il Padre mio lo amerà.
    Io verrò da lui con il Padre mio e abiteremo con lui…
    Come il Padre ha amato me, così io ho amato voi: rimanete nel mio amore». Vivere d’amore è custodirti, Verbo incarnato, Parola del mio Dio. Io ti amo e tu lo sai, o Gesù.
    Lo Spirito di amore mi incendia col suo fuoco. Amando te, Gesù, attiro il Padre nel mio debole cuore, come tu hai detto. O Trinità, tu sei prigioniera del mio amore.
    Vivere d’amore non è piantare la tenda sulla cima del Tabor, ma salire con te sul Calvario, o Gesù, e desiderare il tesoro della croce. Vivrò in cielo esultante, quando ogni prova sarà passata per sempre. Ma quaggiù voglio vivere d’amore, costi quel che costi, pagando il prezzo della sofferenza. Vivere d’amore quaggiù è un darsi smisurato, senza chiedere nessuna ricompensa. Senza far conti io mi dono, sicura come sono che quando si ama non si fanno calcoli. lo ho dato tutto al Cuore divino che trabocca di tenerezza! Non ho più nulla. La mia sola ricchezza è vivere d’amore. Leggera è la fatica del cammino, ma se cado, o Gesù, a ogni passo tu mi raggiungi. Di volta in volta mi sollevi, mi avvolgi nel tuo abbraccio, e mi dai la tua grazia.
    Io vivo di amore. Vivere d’amore è un navigare incessante, seminando nei cuori la gioia e la pace. Mi incita la carità, o mio Gesù, perché ti vedo in tutte le anime sorelle. La carità, ecco la mia sola stella. Alla sua luce, vogo diritta. E sulla vela è scritto il mio motto: Vivere d’amore. Vivere d’amore, che strana pazzia! Il mondo mi dice: smettila di cantare e bada a non sprecare la tua vita. I talenti che hai, impiegali utilmente! Ma amarti, Gesù, che perdita feconda! Tutto ciò che sono e che ho è tuo, Gesù. Io voglio cantare lasciando il mondo.
    Io muoio di amore. Morire d’amore, ecco la mia speranza: quando vedrò spezzati i miei lacci, Dio sarà la mia ricompensa: non voglio altri beni. Sono tutta presa dal suo amore, e venga dunque a stringermi a sé per sempre. Ecco il mio cielo, il mio destino: vivere d’amore.

  13. “…Gesù chiama CHI VUOLE LUI”!
    Grazie Gesù perché
    TU CONTINUI A CHIAMARE
    CHI VUOI TU, PUR CONOSCENDO FINO IN FONDO
    LE MISERE POVERTA’
    NON TI PENTI,
    SCEGLI poi RISCEGLI
    IN VIRTU’ DELLA TUA FEDELTA’
    che ci dà la FORZA di
    ABBANDONARCI ALLA TUA.

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