26 FEBBRAIO 2014: papafam1

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  • Care famiglie, mi presento alla soglia della vostra casa per parlarvi di un evento che si svolgerà nel prossimo mese di ottobre in Vaticano. Si tratta dell’Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei Vescovi, convocata per discutere sul tema “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”.  Oggi, infatti, la Chiesa è chiamata ad annunciare il Vangelo affrontando anche le nuove urgenze pastorali che riguardano la famiglia.  Questo importante appuntamento coinvolge tutto il Popolo di Dio.
  • Il sostegno della preghiera è quanto mai necessario e significativo specialmente da parte vostra, care famiglie. Infatti, questa Assemblea sinodale è dedicata in modo speciale a voi, alla vostra vocazione e missione nella Chiesa e nella società, ai problemi del matrimonio, della vita familiare, dell’educazione dei figli, e al ruolo delle famiglie nella missione della Chiesa. Pertanto vi chiedo di pregare intensamente lo Spirito Santo, affinché illumini i Padri sinodali e li guidi nel loro impegnativo compito.
  • Preghiamo dunque tutti insieme perché, attraverso questi eventi, la Chiesa compia un vero cammino di discernimento e adotti i mezzi pastorali adeguati per aiutare le famiglie ad affrontare le sfide attuali con la luce e la forza che vengono dal Vangelo.  
  • leggi tutto: – Care famiglie…lettera di Papa Francesco alle famiglie

25 FEBBRAIO 2014:

S. Gregorio di Nissa, vescovo

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Tempo di nascere e tempo di morire

  • TEMPO«C’è un tempo per nascere», dice, «e un tempo per morire» (Qo. 3, 2). Voglia il cielo che sia concesso anche a me di nascere al tempo giusto e di morire al momento più opportuno.  
  • Noi infatti siamo in certo modo padri di noi stessi, quando per mezzo delle buone disposizioni di animo e del libero arbitrio, formiamo, generiamo, diamo alla luce noi stessi.  Questo poi lo realizziamo quando accogliamo Dio in noi stessi e diveniamo figli suoi, figli della virtù e figli dell’Altissimo.
  • Mentre invece rimaniamo imperfetti e immaturi, finché non si è formata in noi,  «l’immagine di Cristo». È necessario però che l’uomo di Dio sia integro e perfetto. Ecco la vera nascita nostra.  
  • LEGGI TUTTO: – S. GREGORIO DI NISSA Tempo di nascere e tempo di morire

Sant’ Agostino: 

Quando amo il mio Dio …

… Amo una luce e una voce,
un profumo, un cibo, un abbraccio,
quando amo il mio Dio;
luce, voce, profumo, cibo e abbraccio
in cui brilla per la mia anima ciò che lo spazio non contiene,
risuona ciò che il tempo rapace non prende,
si espande un profumo che il vento non dissipa,
si gusta un cibo che voracità non distrugge,

ABBRACCIO1

…si stringe abbraccio che sazietà non disserra

DOMENICA 23 FEBBRAIO:

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AMATE I VOSTRI NEMICI…

  • Dal Vangelo secondo Matteo  In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”.
  • Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. 
  • Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
  • Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

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S. AMBROGIO: gesù8 APRIAMO LA PORTA A CRISTO

  • Parla, o uomo, quando ti corichi affinché non ti sorprenda il sonno di morte. 
  • Quando ti alzi, parlagli per eseguire ciò che ti è comandato.
  • Senti come Cristo ti sveglia. La tua anima dice: «Un rumore! È il mio diletto che bussa» 
  • Cristo dice: “APRIMI , SORELLA MIA, MIA AMICA”( Ct 3, 5). L’amore è Cristo.
 VERGOGNARSI FA BENE…

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il Papa parla della Confessione

  • confessioni2‘Padre mi vergogno, ma anche la vergogna è buona, è salute avere un pò di vergogna perché vergognarsi è salutare: quando una persona non ha vergogna nel mio Paese diciamo che è un “senza vergogna”, ma la vergogna fa bene perché ci fa più umili, e il sacerdote riceve con amore e con tenerezza questa confessione e in nome di Dio perdona.
  • Anche dal punto di vista umano, per sfogarsi è buono parlare col fratello e dire al sacerdote queste cose che sono tanto pesanti nel mio cuore, e Dio sente che ci si sfoga davanti alla Chiesa, non avere paura della confessione, uno quando è nella coda per confessarsi sente tutte queste cose, questa pesantezza, anche la vergogna, ma quando ha finito esce bello bianco perdonato, felice, e questo è il bello della confessione”. 
  • La “icona biblica” è l’episodio della guarigione del paralitico, dove Gesù si rivela allo stesso tempo medico delle anime e dei corpi”. Il sacramento che “chiamiamo confessione,  scaturisce direttamente dal mistero pasquale, infatti la stessa sera il Signore apparve ai discepoli chiusi nel cenacolo e rivolse loro il saluto ‘pace a voi, ricevete lo Spirito Santo, a coloro cui perdonerete, i peccati saranno perdonatì. Non posso dire ‘io mi perdono i peccati, il perdono si chiede a un Altro, e nella confessione chiediamo il perdono a Gesù, perdono non frutto dei nostri sforzi, ma dono dello Spirito Santo che ci ricolma”.  
  • leggi tutto: – CONFESSARSI FA BENE

14 FEBBRAIO:

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S. VALENTINO – Santo dell’Amore

  • LA STORIA  La più antica notizia di S.Valentino è in un documento ufficiale della Chiesa dei secc.V-VI dove compare il suo anniversario di morte. Altri testi del sec. VI, raccontano che S.Valentino, cittadino e vescovo di Terni dal 197, divenuto famoso per la santità della sua vita, per la carità ed umiltà, per lo zelante apostolato e per i miracoli che fece. Imprigionato sotto l’Imperatore Aureliano fu decollato a Roma. Era il 14 febbraio 273. La festa del vescovo e martire Valentino si riallaccia agli antichi festeggiamenti di Greci, Italici e Romani che si tenevano il 15 febbraio in onore del dio Pane, Fauno e Luperco. La Chiesa cristianizzò quel rito pagano della fecondità anticipandolo al giorno 14 di febbraio attribuendo al martire ternano la capacità di proteggere i fidanzati e gli innamorati indirizzati al matrimonio e ad un’unione allietata dai figli. Da questa vicenda sorsero alcune leggende. Le più interessanti sono quelle che dicono il santo martire amante delle rose, fiori profumati che regalava alle coppie di fidanzati per augurare loro un’unione felice. Oggi la festa di S.Valentino è celebrata ovunque come Santo dell’Amore. L’invito e la forza dell’amore che è racchiuso nel messaggio di S.Valentino deve essere considerato anche da altre angolazioni, oltre che del rapporto tra uomo e donna. L’Amore è Dio stesso e caratterizza l’uomo, immagine di Dio. Nell’Amore risiede la solidarietà e la pace, l’unità della famiglia e dell’intera umanità.
  • PAPA FRANCESCO: Signore, dacci oggi il nostro amore quotidiano”.L’amore, è una realtà che cresce” e che “si costruisce come una casa”…E la casa “si costruisce assieme, non da soli!”. Questa “casa”,  non va fondata “sulla sabbia dei sentimenti che vanno e vengono, ma sulla roccia dell’amore vero, l’amore che viene da Dio”. Dunque “la paura del per sempre” si cura “giorno per giorno affidandosi al Signore Gesù in una vita che diventa un cammino spirituale quotidiano, fatto di passi piccoli di crescita comune, fatto di impegno a diventare donne e uomini maturi nella fede”
  • “Perché, cari fidanzati, il ‘per sempre’ non è solo una questione di durata!” “Un matrimonio non è riuscito solo se dura, ma è importante la sua qualità”. “Stare insieme e sapersi amare per sempre è la sfida degli sposi cristiani”. Ed anche per voi, il Signore può moltiplicare il vostro amore e donarvelo fresco e buono ogni giorno. Ne ha una riserva infinita!”.  “Chiedete a Gesù di moltiplicare il vostro amore” Signore, dacci oggi il nostro amore quotidiano”.
  • La creatura che hai al fianco è mia
  • LETTERA D’AMORE…
  • PER I BAMBINI AMORE E’…

14 FEBBRAIO: SANTI CIRILLO E METODIO

SS. CIRILLO E METODIO

Dalla «Vita» in lingua slava di Costantino

Fa’ crescere la tua Chiesa e raccogli tutti nell’unità

  •      Costantino Cirillo, stanco dalle molte fatiche, cadde malato e sopportò il proprio male per molti giorni. Fu allora ricreato da una visione di Dio, e cominciò a cantare così: Quando mi dissero: «andremo alla casa del Signore», il mio spirito si è rallegrato e il mio cuore ha esultato  Sal 121, 1).
  • Dopo aver indossato le sacre vesti, rimase per tutto il giorno ricolmo di gioia e diceva: «Da questo momento non sono più servo né dell’imperatore né di alcun uomo sulla terra, ma solo di Dio onnipotente. Non esistevo, ma ora esisto ed esisterò in eterno. Amen». 
  •   Il giorno dopo vestì il santo abito monastico e aggiungendo luce a luce si impose il nome di Cirillo. Così vestito rimase cinquanta giorni.  Giunta l’ora della fine e di passare al riposo eterno, levate le mani a Dio, pregava tra le lacrime, dicendo: «Signore, Dio mio,  tu che ascolti sempre coloro che fanno la tua volontà e ti temono e osservano i tuoi precetti; ascolta la mia preghiera e conserva nella fede il tuo gregge, a capo del quale mettesti me, tuo servo indegno ed inetto.   Liberali dalla malizia empia e pagana di quelli che ti bestemmiano; fa’ crescere di numero la tua Chiesa e raccogli tutti nell’unità. 
  • Rendi santo, concorde nella vera fede e nella retta confessione il tuo popolo, e ispira nei cuori la parola della tua dottrina. È tuo dono infatti l’averci scelti a predicare il vangelo del tuo Cristo, a incitare i fratelli alle buone opere e a compiere quanto ti è gradito.  Quelli che mi hai dato, te li restituisco come tuoi; guidali ora con la tua forte destra, proteggili all’ombra delle tue ali, perché tutti lodino e glorifichino il tuo nome di Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen».
  •   Avendo poi baciato tutti col bacio santo, disse: «Benedetto Dio, che non ci ha dato in pasto ai denti dei nostri invisibili avversari, ma spezzò la loro rete e ci ha salvati dalla loro voglia di mandarci in rovina». 
  • E così, all’età di quarantadue anni, si addormentò nel Signore.

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11 FEBBRAIO 2014: MADONNA DI LOURDES – GIORNATA DEL MALATO 

 

 

  • Cari amici, terminate le celebrazioni in onore di S. Biagio, sento il bisogno di ringraziare il Signore, perché è andato tutto bene e  con tanta gente tradizionalmente devota a S. Biagio… Ora ci prepariamo alla GIORNATA DEL MALATO… ci riguarda tutti da vicino. Direttamente o indirettamente. Da anni ormai la giornata del malato è collegata con Lourdes.  Si direbbe che Lourdes e ammalati sono un binomio inscindibile. E perciò fa bene la Chiesa a festeggiare la Madonna di Lourdes con L A GIORNATA DEL MALATO. Ecco pertanto qualche riflessione che può aiutarci… COMUNICHIAMOCI qualche preoccupazione o riflessione  che fa bene riguardo a questa realtà così umana della malattia… fraternamente dv

COSA E’ SUCCESSO A LOURDES?

     

Ce lo racconta  BERNARDETTA SOUBIROUS …          LOURDES4                     

  • Dalla «Lettera» di santa Maria Bernardetta Soubirous (Lettera a P. Gondrand, a. 1861)
    Un giorno, recatami sulla riva del fiume Gave
    per raccogliere legna insieme con due fanciulle, sentii un rumore. Mi volsi verso il prato ma vidi che gli alberi non si muovevano affatto, per cui levai la testa e guardai la grotta. Vidi una Signora rivestita di vesti candide. Indossava un abito bianco ed era cinta da una fascia azzurra. Su ognuno dei piedi aveva una rosa d’oro, che era dello stesso colore della corona del rosario. A quella vista mi stropicciai gli occhi, credendo a un abbaglio. Misi le mani in grembo, dove trovai la  mia corona del rosario.  Leggi tutto … + lettera Bernardetta Soubirous

PREGHIERA  NELLA  GIORNATA  DEL  MALATO

 Padre, sorgente di ogni dono,
a Te affidiamo la nostra vita, nella certezza del Tuo amore.

Accresci la nostra fede
perché possiamo riconoscere in Gesù il nostro unico Salvatore.

La grazia del Tuo Spirito
risani le nostre ferite e sostenga la nostra speranza.

Maria, Salute degli infermi,
veglia sul nostro cammino e intercedi per noi. Amen!

+ Madre degli infermi

Madre degli infermi      

Rimani, Maria, accanto a tutti gli ammalati del mondo,
di colo­ro che hanno perso conoscenza e stanno per morire;
di coloro che stanno iniziando una lunga agonia,
di coloro che hanno perso ogni speranza di guarigione;
di coloro che gridano e piangono per la sofferenza;
di coloro che non possono curarsi per­ché poveri;
di quelli che vorrebbero camminare e devono restare immobili;
di quelli che vorrebbero riposare e la miseria costringe a lavorare.
di quelli che cercano una sistemazione e non la trovano;
di quelli tormentati dal pensiero della famiglia in miseria;
di quanti devono rinunciare ai loro proget­ti più cari per il futuro;
di quanti soprattutto non credono in una vita migliore;
di quanti si ribellano e bestemmiano Dio;
di quanti non sanno che il Cristo ha sofferto come loro.

 GIULIA GABRIELI:      

Ora so che la mia storia può finire solo in due modi:  – o, grazie a un miracolo, con la completa guarigione, che io chiedo al Signore perché ho tanti progetti da realizzare. E li vorrei realizzare proprio io.  – Oppure incontro al Signore che è una bellissima cosa. Sono entrambi due bei finali…    + GIULIA GABRIELI morta di tumore a 14 anni

CHIARA LUCE BADANO      

  • «Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io». Chiara si prepara all’incontro: «E’ lo Sposo che viene a trovarmi», e sceglie l’abito da sposa, i canti e le preghiere per la “sua” Messa; il rito dovrà essere una «festa», dove «nessuno dovrà piangere!». + CHIARA LUCE BADANO SE LO VUOI TU

 

 COME STARE ACCANTO A UN AMMALATO ?

Dalla “DEUS CARITAS EST ” nn. 31 ss. )

 

  1.  Secondo il modello del Buon Samaritano, la carità cristiana è dapprima semplicemente la risposta a ciò che, in una determinata situazione, costituisce la necessità immediata – La competenza professionale è una prima fondamentale necessità, ma da sola non basta. Si tratta, infatti, di esseri umani, e gli esseri umani necessitano sempre di qualcosa in più di una cura solo tecnicamente corretta.
  2.  Hanno bisogno di umanità. Hanno bisogno dell’attenzione del cuore. Perciò, oltre alla preparazione professionale, a tali operatori è necessaria anche, e soprattutto, la « formazione del cuore »: occorre condurli a quell’incontro con Dio in Cristo che susciti in loro l’amore e apra il loro animo all’altro, così che per loro l’amore del prossimo non sia più un comandamento imposto per così dire dall’esterno, ma una conseguenza derivante dalla loro fede che diventa operante nell’amore (cfr Gal 5, 6).          
  3. IL  PROGRAMMA DEL CRISTIANO  – del buon Samaritano, il programma di Gesù , è « un cuore che vede ». Questo cuore vede dove c’è bisogno di amore e agisce in modo conseguente. 
  4.  I  SANTI,  STRUMENTI NELLE MANI DEL SIGNORE   La beata Teresa di Calcutta è un esempio molto evidente del fatto che il tempo dedicato a Dio nella preghiera non solo non nuoce all’efficacia ed all’operosità dell’amore verso il prossimo, ma ne è in realtà l’inesauribile sorgente. Figure di Santi come Francesco d’Assisi, Ignazio di Loyola, Giovanni di Dio, Camillo de Lellis, Vincenzo de’ Paoli, Luisa de Marillac, Giuseppe B. Cottolengo, Giovanni Bosco, Luigi Orione, Teresa di Calcutta , rimangono modelli insigni di carità sociale per tutti gli uomini di buona volontà. I santi sono i veri portatori di luce all’interno della storia, perché sono uomini e donne di fede, di speranza e di amore.

 

« Risplenda la vostra luce davanti agli uomini »

 Se siamo cristiani, dobbiamo assomigliare a Cristo.
Se vorrete impararla, l’arte della premura vi farà assomigliare sempre di più a Cristo,
perché il suo cuore era sempre attento ai bisogni degli uomini.
Una grande santità comincia con tale premura pergli altri ;
per essere bella, la nostra vocazione deve essere piena di tale premura.
 Mi ha creata, mi ha scelta,  perché aveva bisogno di me.
  Essere cristiano, è accogliere veramente Cristo e diventare un altro Cristo.
È amare così come siamo amati, come Cristo ci ha amati sulla croce.
(M. Teresa)
  • Fa freddo???….  Scaldiamoci un poco con questo bel raccontino sulla SUOCERA DI PIETRO…

LA SUOCERA DI PIETRO E QUEL TIZIO: GESÙ (Mc 1,29-31) 

  •  Gira su di me una buffa storia. Ma voi non ci dovete credere. Be’, pare proprio che io sia finita all’inferno: almeno così la raccontano. Guardate un po’ se son cose da dire sul conto di una povera vecchia.                             LEGGI TUTTO  + LA SUOCERA DI PIETRO 

Una testimonianza: ho ricevuto da un caro amico una concreta testimonianza di cosa voglia dire continuare a promuovere la vita. Mi ha fatto tanto bene. Ve la propongo…

  • Mio padre è affetto dal morbo di Parkinson…l’ha scoperto ormai da tempo, e i sintomi diventano sempre più palesi… io non ho  avuto un buon rapporto con lui: non ha mai cercato di capirmi, ma di dirmi solo quale fosse la cosa giusta da fare, sempre. È  stato un buon padre, in fin dei conti, ma è sempre mancato un certo calore. Ho imparato ad accettare i limiti di mio padre; ora che lo vedo fragile e malato mi sono sforzato di accettare i suoi limiti cercando di amarlo così come è  non come vorrei che fosse. E allora babbo vai… se ti sporchi quando mangi e non riesco a vestirti … avrò pazienza se quando parli ripeti sempre le stesse cose … non ti interromperò quando ad un certo punto non riesci a ricordare… Un giorno scoprirò che nonostante i tuoi errori hai sempre voluto il meglio per me.
  • Ti darò un po’ del mio tempo, un po’ della mia pazienza; ti darò una spalla su cui poggiare la testa. Ti aiuterò  con amore e pazienza in cambio tu mi darai un sorriso e l’immenso amore che hai sempre avuto per me. 
  • La sofferenza ci porta via tutto, ma non Gesù. E invece succede che sentiamo la sofferenza delle persone care come una perdita senza compenso, come una lacerazione che non ha rimedio. Abbiamo la percezione chiara che il mondo diventa meno bello  e che non riusciremo più a guardarlo, il mondo, con tutto il desiderio ingenuo di prima. Forse un motivo è che la mia fede è così piccola che non raggiunge il granello di senape.
  • Allora mi rimane solo la preghiera La preghiera, che è il canto del mio cuore, spero   giunga alle orecchie di Dio anche se confusa in mezzo alle grida e ai lamenti di migliaia di voci. ….  Col cuore, la mente e l’anima. T.S.
  • leggi tutto: Caro amico mio deff

MADRE TERESA DI CALCUTTA  

  1. La vita è bellezza,  ammirala. La vita è un’opportunità,  coglila.
  2. La vita è beatitudine, assaporala. La vita è un sogno, fanne una realtà.  
  3. La vita è una sfida,  affrontala.  La vita è un dovere,  compilo. 
  4.  La vita è un gioco, giocalo. La vita è preziosa, abbine cura.  
  5. La vita è una ricchezza,  conservala. La vita è amore,  donala.  
  6.  La vita è un mistero, scoprilo. La vita è promessa, adempila. 
  7.  La vita è tristezza,  superala. La vita è un inno,  cantalo.  
  8. La vita è felicità,  meritala. La vita è la vita,  difendila.

 DON TONINO BELLO        LO STUPORE DELLA VITA…

LO STUPORE DELLA VITA: La vita non spenga mai  dentro di voi la poesia della tenerezza, lo stupore delle cose grandi …Possiate essere capaci di stupirvi di tutto:  Che la vostra vita sia un’eucaristia, un rendimento di grazie continuo. Possiate essere capaci di dire grazie sempre, grazie al Signore,  grazie alla vita, grazie a tutto,  nonostante tutto  Don Tonino Bello

  •  SPUNTI  PEDAGOGICI
  1. Basta non… ammazzare? Ma in quanti modi si può ”ammazzare” una persona? Non ci sono parole, gesti, sguardi che ammazzano…?
  2.  Bisogna aggiornare il catechismo…e considerare le violenze di ogni genere: Morti sul lavoro o in incidenti stradali per guida pericolosa o in stato di ebrezza. Violenza negli stadi, a scuola… forme di bullismo
  3. Cura della salute: Vale ancora il proverbio: ne uccide più la gola che la spada?  da una parte il corpo diventato idolo… dall’altra esposto a tutti i pericoli: abuso di cibo, alcol, stupefacenti . Uso inconsulto della propria e altrui realtà sessuale e affettiva…
  4.  Mille forme di indifferenza…uccidono: Peccati di omissione: Lutero: quando lasci che uno se ne vada nudo mentre tu potresti vestirlo, l’hai lasciato morire di freddo. Quando vedi qualcuno che soffre la  fame e non lo rifocilli, tu lo lasci morire di fame… ecco tu l’hai ucciso…tu gli hai sottratto quell’amore e gli hai negato quel beneficio grazie a cui egli avrebbe potuto rimanere in vita…

 S. LUIGI ORIONE        dare la vita cantando l’Amore!

  • VORREI FARMI CIBO SPIRITUALE  per i miei fratelli  che hanno fame e sete di verità e di Dio; vorrei dare la luce di Dio ai ciechi,  e farmi servo dei servi distribuendo la mia vita ai più indigenti e derelitti. 
  • Amare sempre e dare la vita cantando l’Amore! Seminare la carità lungo ogni sentiero; seminare Dio in tutti i modi, in tutti i solchi. Stendere sempre le mani e il cuore a raccogliere pericolanti debolezze e miserie e porle sull’altare, perché in Dio diventino le forze di Dio e grandezza di Dio.(037PG
DARE TO LIVE (L. Pausini – Bocelli)
  •  Try looking at tomorrow not yesterday – And all the things you left behind- All those tender words you did not say – The gentle touch you couldn’t find -In these days of nameless faces There is no one truth but only pieces   My life is all I have to give Dare to live until the very last  -Dare to live forget about the past Dare to live giving something of yourself  to others  Even when it seems there’s nothing more left to give…Ma se tu vedessi l’uomo,  Davanti al tuo portone che dorme avvolto in un cartone,  POI, DI DIO C’E SOLO DIO. Vivere, nessuno mai ce l’ha insegnato,  Vivere, non si può vivere senza passato, Vivere è bello anche se non l’hai chiesto mai, Una canzone ci sarà, qualcuno che la canterà  Perché, perché non vivi questa sera? Perché, perché, perché non vivi ora? Perché non l’hai vissuta mai – Vivere!  I will say no – I will say yes – Say dare to live – Dare to live
  • PARLIAMONE INSIEME:
  1. Giocare con la vita? Quali le forme più pericolose e insensate di oggi? Perché succede?
  2. Il corpo: lo adoriamo? Lo roviniamo? Lo curiamo in modo equilibrato? Che senso ha abbandonarsi ad abbuffate per poi…correre in palestra? Chi comanda a “casa nostra”?
  3. Stiamo tutti molto attenti alla dieta… e la nostra realtà interiore come la nutriamo? (passioni, sentimenti, volontà, socialità… spiritualità)
  4. Morire per alcol-droga-fumogiochi pericolosi e “ammazzarsi” di fatica per serietà e amore di qualcuno…è la stessa cosa? Giocarsi la vita e investirla tutta per una causa nobile…vale la pena? Dove stai investendo di più?
  5. LIFE IS NOW?  Nel nostro piccolo, stiamo “dando vita” a qualcuno? COME?  Esperienze… 

LA VITA: CI GIOCHI O…TE LA GIOCHI?

+ 05a GIOVANI APERTI ALLA VITA

+ DAL DIARIO DI UN RAGAZZO

+ IL VANGELO DELLA VITA DEF  (SINTESI)

+ ACCANTO AI MALATI -NOTA PASTORALE DELLA CEI

 

+ LETTERA AGLI ANZIANI

+ CARA COLLEGA… LETTERA A UNA OSS

+ 6C GEN VERDE COME IL PELLICANO

Per maggiori informazioni d.alesiani@virgilio.it  

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12 comments

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  2. ..i benefici di un abbraccio..

    E mi parla tanto questa immagine di ABBRACCIO , accostata a una Parola così : “perchè abbiano la VITA in abbondanza ” .

    Sì , di fondo , ci sentiamo Vivi quando ci sentiamo Abbracciati .

    Il problema siamo noi quando ci voltiamo dall’altra parte , quando pensiamo di bastare a noi stessi , quando cadiamo … Ma poi , con fatica , ci rialziamo perchè lo sappiamo bene che Abbraccio e Vita si accompagnano : quell’ Abbraccio di altri che dobbiamo meritare… , quell’ Abbraccio SUO che dobbiamo accogliere…sono la nostra Vera Forza , sono il nostro Vero Riposo .

    Forse ci vorrà tempo per risanare qualche fatica e ferita.. ma perseveranza , volontà e la SUA Misericordia ” ce la faranno!” anche questa volta … e della nostra fatica ora, resterà “solo” una cicatrice su cui lavorare e Rinforzarci .

  3. Tutta la vita non basterebbe a scrivere cose, frasi, fatti, concetti che “colpiscono”. Uno scaccia l’altro, o piuttosto, “fanno la fila” per essere scrupolosamente esaminati.
    Eccone uno, sentito/ascoltato/ruminato oggi, una iniezione del “vaccino anti-influenzale MM”, contro il virus della Mentalità Mondana: “siate SANTI”. Tradotto significa: “siate… DIVERSI” (da una mentalità…troppo UMANA!). Non avevo MAI sentito questa traduzione!

  4. BUONA DOMENICA CON…

    “…Appariva il deserto ma non potevano smarrirsi perché erano sotto la guida di Dio.(!)
    Furono raminghi per quarant’anni, ma il loro viaggio si sarebbe potuto compiere in pochissime tappe… Veniva rallentata la loro marcia, perché erano messi alla prova, non perché fossero abbandonati.(!) Siamo messi alla prova dagli affanni terreni e riceviamo esperienza dalle tentazioni della vita presente. Ma se non vogliamo morire assetati in questo deserto (!) , beviamo la carità. Siamo esortati ad amare Dio. Lo potremmo amare, se egli non ci avesse amati per primo? (!)Se fummo pigri nell’intraprendere l’amore, non siamo pigri nel ricambiare l’amore! Egli ci ha amato per primo e in un modo tale come neppure noi sappiamo amare noi stessi. Amò dei peccatori, ma tolse il loro peccato: sì, amò dei peccatori, ma non li radunò in una comunità di peccato. Amò degli ammalati, ma li visitò per guarirli. Però, fratelli miei, quando parliamo di carità vicendevole dobbiamo guardarci dall’identificarla con la pusillanimità o con un’inerte passività. Avere la carità non significa certo essere imbelli e corrivi.
    Non credere di amare il tuo domestico unicamente per il fatto che gli risparmi la meritata punizione, o che vuoi bene a tuo figlio solo perché lo lasci in balìa di se stesso, o che porti amore al prossimo solo perché non gli fai nessuna correzione. Questa non è carità, ma mollezza. La carità è una forza che sollecita a correggere ed elevare gli altri. La carità si diletta della buona condotta e si sforza di emendare quella cattiva. Non amare l’errore, ma l’uomo. L’uomo è da Dio, l’errore dall’uomo. Ama ciò che ha fatto Dio, non ciò che ha fatto l’uomo. Se ami veramente l’uomo lo correggi. Anche se talvolta devi mostrarti alquanto duro, fallo proprio per amore del maggior bene del prossimo.

  5. Carissimo D.Vincenzo,
    ho ascoltato, in diretta, il Papa durante l’udienza di mercoledì scorso e sono felice di aver riletto dal tuo sito ciò che disse per quanto riguarda la confessione.
    Questo Papa mi piace in maniera particolare e ciò che dice è proprio vero.
    Lui afferma che la vergogna fa bene, è salute….
    Credo fortemente nel valore del Sacramento, ma ho bisogno di avere vicino un MINISTRO che conosce i miei difetti perchè solo così posso essere aiutata a migliorare.Non ho mai voluto sconti o chiesto…attenuanti.
    Ti confesso che la fede mi fa SUPERARE LA VERGOGNA. E ti aggiungo che quando sono davanti al confessore, immagino di essere davanti a Cristo e non posso e non voglio nascondergli niente.Leggo sempre con commozione il vangelo di Mc. 5, 25-34 in cui viene riportato l’episodio dell’emorroissa. Quella donna aveva sofferto 12 anni e non si vergognò di dire apertamente che era stata lei a toccare Gesù, perchè aveva fede.
    E Gesù elogiò la sua fede. La fede fa superare tutto: anche la vergogna!
    Buona notte!

  6. Quando la stanchezza degli eventi ACCECA GLI OCCHI DEL CUORE,
    e le cose da svolgere nel loro aspetto spesso ripugnanti sembrano non avere alcun senso,
    ecco la bella pagina di don Orione a soccorrere la passiva rassegnazione che abbassa lo sguardo,
    una sorta di “cataratta” che non è in grado di trascendere le apparenze, ed impedisce lo slancio dello spirito, SU, IN ALTO…TRA LE OPERE UMILI, dove è LA VERA RICCHEZZA.

  7. AVVICINANDOSI LA GIORNATA DEL MALATO, MI VIENE IN MENTE LA PAGINA DI DON ORIONE IN CUI DESCRIVE COME HA FESTEGGIATO IL SUO 25.MO DI SACERDOZIO…UN CAPOLAVORO DI DELICATEZZA NELLO STARE VICINO A UN CONFRATELLO MALATO…

    “Quel giorno io dovevo passarlo a Bra, nel silenzio; ma, la vigilia, mi accorsi che il caro Chierico Viano andava peggiorando, e allora mi fermai a Tortona. La notte la passai presso il letto di Viano…. Venuta l’ora del pranzo, ti dirò come l’ho passata. Viano andava peggiorando, ma era sempre presente a se stesso; da più giorni quel povero figlio, malgrado gli enteroclismi, non aveva avuto più beneficio di corpo, quando, verso mezzodì ebbe come un rilassamento di corpo, e non si fece a tempo, perché anche lui non avvertì a tempo o non se ne è neanche accorto, poveretto! E allora il chierico Don Camillo Secco che fa da infermiere, e che è forte assai, alzò il caro malato diritto sul letto, e abbiamo cambiato tutto, e il letto e il malato, e così mentre gli altri pranzavano, con dell’acqua tiepida io lo lavavo e pulivo, facendo, col nostro caro Viano, quegli uffici umili sì, ma santi, che una madre fa con i suoi bambini. Ho guardato in quel momento il chierico Camillo, ed ho visto che piangeva. Ci eravamo chiusi in infermeria, perché nessuno entrasse, e fuori picchiavano con insistenza che andassi giù a pranzo; ma io pensavo che meglio assai era compiere, con amore di Dio e umiltà, quell’opera santa, e veramente di Dio; e dicevo tra me: -Oh molto meglio questo che tutte le prediche che ho fatto! E sentivo che mai avevo più sublimemente né più santamente servito a Dio nel mio prossimo, come in quel momento, ben più grande che tutte le opere fatte nei 25 anni di ministero sacerdotale“ (29,116).

  8. “…di morire X AVER ANNUNCIATO IL VANGELO e di RINGRAZIARE Dio
    x un BENEFICIO così PREZIOSO.”

    Potessi, POTER MORIRE X IL VANGELO, RINGRAZIANDOLO e DESIDERANDO di averne anche la FORZA e il CORAGGIO e la LETIZIA di reputarlo… BENEFICIO PREZIOSO!!

  9. Cari amici, OGGI RICORDIAMO S. PAOLO MIKI E COMPAGNI MARTIRI GIAPPONESI…ecco una pagina che descrive il loro martirio. Viene spontanea una domanda: Chi dava loro tanta forza e pace nel soffrire per Cristo e con Cristo?

    Il nostro fratello Paolo Miki, vedendosi innalzato sul pulpito più onorifico che mai avesse avuto, per prima cosa dichiarò ai presenti di essere giapponese e di appartenere alla Compagnia di Gesù, di morire per aver annunziato il vangelo e di ringraziare Dio per un beneficio così prezioso. Quindi soggiunse: «Giunto a questo istante, penso che nessuno tra voi creda che voglia tacere la verità. Dichiaro pertanto a voi che non c’è altra via di salvezza, se non quella seguita dai cristiani. Poiché questa mi insegna a perdonare ai nemici e a tutti quelli che mi hanno offeso, io volentieri perdono all’imperatore e a tutti i responsabili della mia morte, e li prego di volersi istruire intorno al battesimo cristiano».
    Si rivolse quindi ai compagni, giunti ormai all’estrema battaglia, e cominciò a dir loro parole di incoraggiamento. Sui volti di tutti appariva una certa letizia, ma in Ludovico era particolare. A lui gridava un altro cristiano che presto sarebbe stato in paradiso, ed egli, con gesti pieni di gioia, delle dita e di tutto il corpo, attirò su di sé gli sguardi di tutti gli spettatori.
    Antonio, che stava di fianco a Ludovico, con gli occhi fissi al cielo, dopo aver invocato il santissimo nome di Gesù e di Maria, intonò il salmo Laudate, pueri, Dominum, che aveva imparato a Nagasaki durante l’istruzione catechistica; in essa infatti vengono insegnati ai fanciulli alcuni salmi a questo scopo. Altri infine ripetevano: «Gesù! Maria!», con volto sereno. Alcuni esortavano anche i circostanti ad una degna vita cristiana; con questi e altri gesti simili dimostravano la loro prontezza di fronte alla morte.
    Allora quattro carnefici cominciarono ad estrarre dal fodero le spade in uso presso i giapponesi. Alla loro orribile vista tutti i fedeli gridarono: «Gesù! Maria!» e, quel che è più, seguì un compassionevole lamento di più persone, che salì fino al cielo. I loro carnefici con un primo e un secondo colpo, in brevissimo tempo, li uccisero.

    RESPONSORIO Cfr. Gal 6, 14; Fil 1, 29
    R. Il nostro unico vanto è nella croce del Signore Gesù Cristo,
    vita e salvezza e risurrezione per noi:
    * egli ci ha salvati e liberati.
    V. A voi è stata concessa la grazia
    non solo di credere in Cristo, ma anche di soffrire per lui:
    R. egli ci ha salvati e liberati.

  10. “Forse che IL FINE della vita è vivere
    Forse che i figli di Dio RESTERANNO CON FERMI PIEDI SU QUESTA MISERABILE TERRA?
    Non vivere ma “morire” e DARE IN LETIZIA CIò CHE ABBIAMO.
    QUI STA LA GIOIA, LA LIBERTA’, LA GRAZIA, LA GIOVINEZZA ETERNA.
    Che vale la vita se non PER ESSERE DATA?
    E perché tormentarsi quando è così “SEMPLICE” OBBEDIRE?”
    (Paul Claudel)

  11. Carissimo Don Vincenzo,
    sono tornata a casa da poco ed aprendo il pc, ho visto che la festa di S.Biagio è andata bene (questo mi fa piacere) e che già hai presentato la giornata del malato.
    Io ero fuori casa perchè ho partecipato al funerale di un sacerdote mio concittadino e…quasi mio coetaneo. Ci ha lasciato un PRETE SANTO. Aveva una intelligenza brillante, direi….superiore dalla norma, ma ciò che lo rendeva UNICO, era la sua bontà. UN VERO PRETE SECONDO IL CUORE DI GESU’.Dalla diocesi di Mantova sono arrivate circa 30 persone: il vicario del Vescovo attuale che ha celebrato con tutti gli altri sacerdoti presenti, alcuni seminaristi e tanti laici amici.
    Durante l’omelia, il vicario celebrante ha ringraziato la comunità per aver donato alla loro diocesi un sacerdote santo!

    AL.

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