27  GENNAIO 2015-  GIORNATA DELLA MEMORIA

 

 MI INGINOCCHIO

SU QUESTO GOLGOTA DEL MONDO CONTEMPORANEO

  •  Cari Amici, mi inginocchio anch’io… sono stato diverse volte ad Auschwitz… anche se, visto una volta, quel luogo non si ha più voglia di vederlo. Fa troppo male… ogni anno aspetto questo giorno per  rimeditare su quell’orrore .
  • Davvero ben lo definisce Giovanni Paolo II: IL GOLGOTA DEL MONDO CONTEMPORANEO… e allora una preghiera per le vittime e…per i carnefici.
  • E perché impariamo finalmente a…essere uomini e fratelli.

                 

IO, ELISA SPRINGER, AUSCH ELISA SPRINGERHO VISTO DIO

  • IO, ELISA SPRINGER, HO VISTO DIO. Ho visto Dio, percosso e flagellato, sommerso dal fango, inginocchiato a scavare dei solchi profondi sulla terra, con le mani rivolte verso il cielo, che sorreggevano i pesanti mattoni dell’indifferenza.                                
  • Ho visto Dio dare all’uomo forza, per la sua disperazione, coraggio alle sue paure, pietà alle sue miserie, dignità al suo dolore.                                                                                              
  • Poi lo avevo smarrito, avvolto dal buio dell’odio e dell’indifferenza, dalla morte del mondo, dalla solitudine dell’uomo e dagli incubi della notte che scendeva su Auschwitz.                                                           
  • Lo avevo smarrito… insieme al mio nome, diventato numero sulla carne bruciata, inciso nel cuore con l’inchiostro del male, e scolpito nella mente, dal peso delle mie lacrime…    
  • Lo avevo smarrito… nella mia disperazione che cercava un pezzo di pane, coperta dagli insulti, le umiliazioni, gli sputi, resa invisibile dall’indifferenza, mentre mi aggiravo fra schiene ricurve e vite di morti senza memoria.
  • Ho ritrovato Dio… mentre spingeva le mie paure al di là dei confini del male e mi restituiva alla vita, con una nuova speranza: io ero viva in quel mondo di morti.  Dio era lì, che raccoglieva le mie miserie e sollevava il velo della mia oscurità.   Era lì, immenso e sconfitto, davanti alle mie lacrime.
  1. Lo strazio più grande, in questi 50 è stato quello di dover subire l’indifferenza e la vigliaccheria di coloro che, ancora adesso, negano l’evidenza dello sterminio.
  2. Come tanti altri sopravvissuti mi ero imposta di non parlare, di soffocare le mie lacrime nello spazio più profondo e nascosto della mia anima, per essere io sola, testimone del mio silenzio; così è stato fino a oggi!”
  3. “Ho taciuto e soffocato il mio vero “io”, le mie paure, per il timore di non essere capita o, peggio ancora, creduta. Ho soffocato i miei ricordi, vivendo nel silenzio una vita che non era la mia; non è giusto che io muoia, portando con me il mio silenzio.”

PER APPROFONDIMENTI:

1°- Ricordare deve farsi lezione severa…Cinquant’anni fa, l’8 maggio 1945, si concludeva sul suolo europeo, la seconda guerra mondiale…A mezzo secolo di distanza, i singoli, le famiglie, i popoli custodiscono ancora il ricordo di quei sei terribili anni: memorie di paure, di violenze, di penuria estrema, di morte…Col trascorrere del tempo, i ricordi non devono impallidire; devono piuttosto farsi lezione severa per la nostra e le future generazioni” 

2°-Pellegrini ai campi di sterminio, ci chiediamo: perchè si giunse a tanto? Auschwitz, accanto a tanti altri lager, resta il simbolo drammaticamente eloquente delle conseguenze del totalitarismo: Il pellegrinaggio a quei luoghi con la memoria e con il cuore, in questo cinquantesimo anniversario, è doveroso. Mi inginocchio…su questo Golgota del mondo contemporaneo”… Da tale  meditazione sgorgano interrogativi che l’umanità non può non porsi. Perchè si giunse ad un simile grado di annientamento dell’uomo e dei popoli? Perchè, finita la guerra, non si sono tratte dalla sua amara lezione le dovute conseguenze per l’insieme del continente Europeo?”

  • B) IMPEGNARSI PER IL FUTURO

1°-I credenti in Cristo devono riflettere e impegnarsi per primi “Sotto la croce di Cristo, membri di tutte le Chiese hanno saputo resistere fino al sacrificio supremo…nella condivisione della passione, essi hanno avuto modo di riconoscersi fratelli e sorelle, sperimentando tutta l’illogicità delle loro divisioni. La loro esperienza è per noi un monito: su questa linea occorre proseguire…

2- I credenti di tutte le religioni devono impegnarsi per la pace “ L’onda di dolore che con la guerra si è riversata sulla terra, ha spinto i credenti di tutte le religioni a mettere le loro risorse spirituali al servizio della paceessi si sentono più responsabili della pace tra gli uomini e hanno cominciato a collaborare tra di loro. La Giornata mondiale di preghiera per la pace” ad Assisi, il 27 ottobre 1986, ha pubblicamente consacrato questo atteggiamento maturato nella sofferenza”

 “ Maria, Mediatrice di grazia,

sempre vigile e premurosa verso tutti i suoi figli,

ottenga per l’umanità il dono prezioso

della concordia e della pace”

 IL BAMBINO NEL VENTO

Son morto con altri cento.

Son morto ch’ero bambino, passato per il camino

e adesso sono nel vento, e adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz c’era la neve, il fumo saliva lento

nel freddo giorno d’inverno e adesso sono nel vento,

adesso sono nel vento

Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:

è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento..

Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello

eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento

Ancora tuona il cannone, ancora non è contento

di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento..

Io chiedo quando sarà che l’uomo potrà imparare

a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà…

Io chiedo quando sarà che l’uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare

e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà… 

Francesco Guccini

  • IL SILENZIO DI DIO… Chi è capace non solo di gridare ma anche di ascoltare, intende la risposta. Questa risposta è il silenzio. È il silenzio eterno. Chi è capace non solo di ascoltare, ma anche di amare, intende questo silenzio come la parola di Dio. La parola di Dio è silenzio. La segreta parola d’amore di Dio non può essere altro che silenzio. Cristo è il silenzio di Dio. Come non c’è albero simile alla Croce, così non c’è un’armonia come il silenzio di Dio.    Simone Weil
  •  I FALSI PROFETI Ci sono dei falsi profeti che vanno gridando la morte di Dio. Ci sono degli insegnanti, professori che vanno parlando contro Dio in nome della scienza, nel momento in cui il fulgore della Sua Sapienza infinita penetra nella mente dell’uomo, attraverso la scintillante verità delle più profonde cose e misteri della fisica, della chimica, dell’astronautica e dell’astronomia. Bene, il mio primo pensiero è questo… Giovani, noi crediamo! Noi crediamo con tutte le forze, con tutta l’anima, con tutto il cuore, con tutta la mente. Crediamo a tutto. E basta con le fantasie dovute alla superbia che rende idioti gli uomini e li fa balbettanti di inutile sciocchezza.  Servo di Dio Enrico Medi
  • D. ORIONE:   “Bisogna andare al popolo, e sacrificarsi e farsi ammazzare, ma rifarlo cristiano. Non si facciano illusioni le autorità: con le baionette e la galera a nulla approderanno, anzi sarà peggio. Il fuoco arde sotto la cenere e domani, può divampare più furibondo di ieri …Il moto rivoluzionario dei giorni trascorsi(1-2 Maggio 1917) deve servirci a fare un buon esame di coscienza. Che abbiamo fatto noi per il popolo? Siamo noi sempre il sale della terra e la luce del mondo? Sentiamo, o fratelli, la grave responsabilità che ci sta sulla testa…Con la mitragliatrice all’imbocco delle strade si trattiene un popolo per qualche ora, ma non si ricostruisce la società. Domani verrà un’ondata, e con le anime spazzerà via anche i nostri altari. E noi dormiamo?” (Cfr. Papasogli, 281)

3 comments

  1. Il percorso nel tempo, esperienza comune, “uguale” per tutti eppure nel contempo… così DIFFERENTE per ciascuno!
    Un susseguirsi di fatti “esterni” ed “interni” spesso severamente contradditori tra loro, eppure la vita… ci sbatte addosso gli uni e gli altri, diventa in un certo senso obbligatorio conciliarli tra loro per PACIFICARNE la forzata convivenza nella nostra vita, che a nostro misero parere umanissimo sembrano essere non adatti a noi.

    Diceva Etty Hillesum: “La vita…e la morte, il dolore…e la gioia, le vesciche ai piedi estenuati dal camminare e il gelsomino dietro la casa, le persecuzioni, le innumerevoli atrocità…tutto, TUTTO E’ IN ME COME UN UNICO POTENTE INSIEME, E COME TALE LO ACCETTO e comincio a capirlo sempre meglio anche se ancora non riesco bene a SPIEGARLO…AGLI ALTRI; troverò la vita UGUALMENTE RICCA DI SIGNIFICATO”.

  2. …ho visto la montagna che ancora devo scalare, devo alleggerire lo zaino altrimenti non ci riuscirò mai, quando penso di volare….mi accorgo che era solo un piccolo saltello. La seconda lettura di ieri alla Messa comincia ad aver senso, vivere come se… mi si è aperta una finestra su un nuovo panorama Ho capito! penso d’aver capito! che giro mi sta facendo fare Dio? vuole che mi abbandoni piano piano tra le sue braccia e che mi fidi di Lui, è vero Lui chiama!! Gesù chiama! I miei figli: la cosa che più non voglio è vederli soffrire ma quella posso essere io! a noi ci sembra che siano sempre gli altri a farli star male, poi invece i nostri comportamenti, i comportamenti di noi genitori sono quelli che segnano la loro vita , nel bene o nel male…. e allora come potrò essere un buon genitore se non chiedo a chi li ama molto più di me di custodirli anche dai nostri sbagli?

  3. QUESTA GIORNATA è COME UNA FERITA NELL’ANIMA, UN DOLORE CHE NON PASSA. GUAI SE DIMENTICHIAMO, GUAI A NOI SE LASCIAMO CADERE IL RICORDO DI COME PUO’ L’UOMO DISTRUGGERE L’UOMO, DELLA VORAGINE INFERNALE IN CUI SI PUO’SPROFONDARE TRASCINATI DA IDEE DI SUPREMAZIA E DI TOTALITARISMI.RICORDARE E’ SACRO, COME SACRO E’ IL NOME DI OGNI VITTIMA DI OGNI GENOCIDIO DI IERI E PURTROPPO DI OGGI, PERCHE’ NON ABBIAMO ANCORA IMPARATO, E ALLORA RICORDARE E’SACRO. SACRO COME FOSSE UNA PREGHIERA, PERCHE’ SE E’ VERO CHE DIO TACE E’ PUR VERO CHE TACE ASPETTANDO LA NOSTRA RISPOSTA E LA RISPOSTA CHE ASPETTA E’ “PACE”.

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