VILLA S. BIAGIO: MESE DI MAGGIO CON MARIA, MADRE DI MISERICORDIA (on line)

 

FESTA DELLA SS.MA TRINITA

trinita

Battezzate tutti i popoli
nel nome del Padre e del Figlio
e dello Spirito Santo.
 
Dal Vangelo Mt 28,16-20 
Gesù si avvicinò e disse loro:
«A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.
Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli
nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo,
insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato.
Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni,
fino alla fine del mondo».

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Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto; ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto.

O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei fedeli.
Senza la tua forza, nulla è nell’uomo, nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna.

CARI AMICI,   crocIFISSO52-300x225 nel clima spirituale della Pentecoste, a Villa S. Biagio si sta svolgendo un corso di ESERCIZI SPIRITUALI DAL TITOLO: TUTTO POSSO IN COLUI CHE MI DA’ FORZA… LECTIO DIVINA SULLA LETTERA AI FILIPPESI.  LA FEDELTA’ E’ POSSIBILE…A QUALE PREZZO?  Vi facciamo partecipi di qualche riflessione e voi pregate per noi… fraternamente dv

TUTTO POSSO

MNTAGNA

IN COLUI CHE MI DA’ FORZA…

  • 1Perciò, fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete in questo modo saldi nel Signore, carissimi! Esorto Evodia ed esorto anche Sintiche ad andare d’accordo nel Signore. 3E prego anche te, mio fedele cooperatore, di aiutarle, perché hanno combattuto per il Vangelo insieme con me, con Clemente e con altri miei collaboratori, i cui nomi sono nel libro della vita. 4Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti.   5La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino! 6Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.
  • E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù. 8In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri.  9Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi!
  • 10Ho provato grande gioia nel Signore perché finalmente avete fatto rifiorire la vostra premura nei miei riguardi: l’avevate anche prima, ma non ne avete avuto l’occasione. 11Non dico questo per bisogno, perché ho imparato a bastare a me stesso in ogni occasione. 12So vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza.
  • 13Tutto posso in colui che mi dà la forza. 14Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni. 15Lo sapete anche voi, Filippesi, che all’inizio della predicazione del Vangelo, quando partii dalla Macedonia, nessuna Chiesa mi aprì un conto di dare e avere, se non voi soli; 16e anche a Tessalonica mi avete inviato per due volte il necessario. 17Non è però il vostro dono che io cerco, ma il frutto che va in abbondanza sul vostro conto. 18Ho il necessario e anche il superfluo; sono ricolmo dei vostri doni ricevuti da Epafrodito, che sono un piacevole profumo, un sacrificio gradito, che piace a Dio.    
  • Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù. 20Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen. 21Salutate ciascuno dei santi in Cristo Gesù.  22Vi salutano i fratelli che sono con me. Vi salutano tutti i santi, soprattutto quelli della casa di Cesare.  23La grazia del Signore Gesù Cristo sia con il vostro spirito.

ETTY HILLESUM:

ETTY HILLESUMETTY

UN FIORE CRESCIUTO SUL MARCIUME DI AUSCHWITZ…

3. Ieri, per un momento, ho pensato  che non avrei potuto continuare a vivere, che avevo bisogno di aiuto. La vita e il dolore avevano perso il loro significato, avevo la sensazione di “sfasciarmi” sotto un peso enorme, ma anche questa volta ho combattuto una battaglia che poi all’improvviso mi ha permesso di andare avanti con maggiore forza.  Ho provato a guardare in faccia il “dolore dell’umanità”.

4. Mio Dio, prendimi per mano, ti seguirò da brava, non farò troppa resistenza. Non mi sottrarrò a nessuna delle cose che mi verranno addosso in questa vita, cercherò di accettare tutto e nel modo migliore. Ma concedimi di tanto in tanto un breve momento di pace. Il calore e la sicurezza mi piacciono, ma non mi ribellerò se mi toccherà stare al freddo purché tu mi tenga per mano. Andrò dappertutto e cercherò di non aver paura. A volte credo di desiderare l’isolamento di un chiostro. Ma dovrò realizzarmi tra gli uomini.  

5. Il marciume che c’è negli altri c’è anche in noi; non vedo nessun’altra soluzione, che quella di raccoglierci in noi stessi e di strappare via il nostro marciume. Non credo più che si possa migliorare qualcosa nel mondo esterno senza aver prima fatto la nostra parte dentro di noi. E’ l’unica soluzione di questa guerra: dobbiamo cercare in noi stessi, non altrove.

6. Si deve anche avere la forza di soffrire da soli e di non pesare sugli altro con le proprie paure e con i propri fardelli. Lo dobbiamo ancora imparare e ci si dovrebbe reciprocamente educare a ciò, se possibile con la dolcezza e altrimenti con la severità.

LEGGI TUTTO: 5D. UN FIORE CRESCIUTO SUL MARCIUME DI AUSCHWITZ

 

 bilancia

Per lui ho rifiutato tutto questo

come cose da buttar via per guadagnare Cristo,

  • FIL. 3  1Del resto, fratelli miei, rallegratevi perché siete uniti al Signore. Torno a ripetervi quanto vi ho già detto: a me non costa fatica ed è meglio per voi. Siamo noi che abbiamo la vera circoncisione: noi che serviamo Dio guidati dal suo Spirito, noi che siamo fieri di appartenere a Cristo e non mettiamo la nostra fiducia in valori soltanto umani.
  • Eppure, volendo, anch’io potrei vantarmi di queste cose più di chiunque altro 5Sono stato circonciso otto giorni dopo la nascita, sono un vero Israelita, appartengo alla tribù di Beniamino, sono un Ebreo discendente di Ebrei, ho ubbidito alla legge di Mosè con lo scrupolo del fariseo, 6fui zelante fino al punto di perseguitare la chiesa, mi consideravo giusto perché seguivo la Legge in modo irreprensibile. 
  • Ma tutte queste cose che prima avevano per me un grande valore, ora che ho conosciuto Cristo, le ritengo da buttar via. 8Tutto è una perdita di fronte al vantaggio di conoscere Gesù Cristo, il mio Signore. Per lui ho rifiutato tutto questo come cose da buttar via per guadagnare Cristo, per essere unito a lui nella salvezza. Questa salvezza non viene dall’ubbidienza alla Legge, ma si ottiene per mezzo della fede in Cristo, e Dio la dà a coloro che credono.
  • Voglio solo conoscere Cristo e la potenza della sua risurrezione. Voglio soffrire e morire in comunione con lui, nella speranza di giungere anch’io alla risurrezione dei morti. Io non sono ancora arrivato al traguardo, non sono ancora perfetto! Continuo però la corsa per tentare di afferrare il premio, perché anch’io sono stato afferrato da Cristo Gesù. 13Fratelli miei, io non penso davvero di avere già conquistato il premio. Faccio una cosa sola: dimentico quel che sta alle mie spalle e mi slancio verso quel che mi sta davanti. 14Continuo la mia corsa verso il traguardo per ricevere il premio della vita alla quale Dio ci chiama per mezzo di Gesù Cristo.
  • Tutti noi, che siamo maturi nella fede, comportiamoci in questo modo. Se invece qualcuno di voi la pensa diversamente, Dio lo illuminerà. 16Intanto, dal punto al quale siamo giunti, continuiamo ad andare avanti come abbiamo fatto finora. 17Fratelli miei, fate come me, guardate a quelli che seguono il nostro esempio.
  • È vero, non pochi si comportano come nemici della croce di Cristo. Ve l’ho già detto più volte e ve lo ripeto ancora tra le lacrime. Per questa gente il ventre è il loro dio, ma stanno camminando verso la rovina. Si vantano di cose vergognose e pensano soltanto alle soddisfazioni di questo mondo.
  • Noi invece, cittadini del cielo, è di là che aspettiamo il nostro Salvatore, Gesù Cristo, il Signore. Egli, con il potere che ha di sottomettere l’universo, trasformerà il nostro misero corpo mortale e lo renderà somigliante al suo corpo glorioso.

                                                                                s. Benedetto       

“NULLA ASSOLUTAMENTE ANTEPORRE

ALL’AMORE DI CRISTO”

(San Benedetto)

***

  • LETTERA AI FILIPPESI C. 1,27ss
  1.   Comportatevi da cittadini degni del vangelo,  perché nel caso che io venga e vi veda o che di lontano senta parlare  di voi, sappia che state saldi in un solo spirito e che combattete  unanimi per la fede del vangelo, senza lasciarvi intimidire in nulla  dagli avversari.  Questo è per loro un presagio di perdizione, per voi  invece di salvezza, e ciò da parte di Dio; perché a voi è stata  concessa la grazia non solo di credere in Cristo; ma anche di soffrire  per lui,  sostenendo la stessa lotta che mi avete veduto sostenere e  che ora sentite dire che io sostengo.
  • C  2 1  Se c’è pertanto qualche consolazione in  Cristo, se c’è conforto  derivante dalla carità, se c’è qualche comunanza di spirito, se ci  sono sentimenti di amore e di compassione, 2 rendete piena la  mia gioia con l’unione dei vostri spiriti, con la stessa carità, con i  medesimi sentimenti. Non fate nulla per spirito di rivalità o per  vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri  superiori a se stesso, 4 senza cercare il proprio interesse, ma anche  quello degli altri.         

 

 ABBIATE IN VOI GLI STESSI SENTIMENTI

CHE FURONO IN CRISTO GESÙ…

CROCE2

 

 

IL QUALE, PUR ESSENDO DI NATURA DIVINA,

 non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; 

ma spogliò se stesso,  assumendo la condizione di servo

e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, 

umiliò se stesso  facendosi obbediente

fino alla morte e alla morte di croce 

PER QUESTO …Dio lo ha esaltato e gli ha dato un nome

che è al di sopra di ogni altro nome

perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi

e ogni lingua proclami che GESU CRISTO E’ IL SIGNORE

A GLORIA DI DIO PADRE

 

 

  • SPLENDERE COME ASTRI NEL MONDO c. 2, 12ss  Quindi, miei cari, voi che siete stati sempre obbedienti, non solo quando ero presente ma molto più ora che sono lontano, dedicatevi alla vostra salvezza con rispetto e timore. È Dio infatti che suscita in voi il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore. Fate tutto senza mormorare e senza esitare, per essere irreprensibili e puri, figli di Dio innocenti in mezzo a una generazione malvagia e perversa. In mezzo a loro voi risplendete come astri nel mondo, tenendo salda la parola di vita.
  • 19 Ho speranza nel Signore Gesù di potervi presto inviare Timòteo,  per essere anch’io confortato nel ricevere vostre notizie. Infatti, non  ho nessuno d’animo uguale al suo e che sappia occuparsi così di cuore  delle cose vostre, perché tutti cercano i propri interessi, non quelli  di Gesù Cristo. 22 Ma voi conoscete la buona prova da lui data, poiché  ha servito il vangelo con me, come un figlio serve il padre. Spero  quindi di mandarvelo presto, non appena avrò visto chiaro nella mia  situazione.  Ma ho la convinzione nel Signore che presto verrò  anch’io di persona.  
  • Per il momento ho creduto necessario mandarvi Epafrodìto,  questo nostro fratello che è anche mio compagno di lavoro e di lotta,  vostro inviato per sovvenire alle mie necessità;  lo mando perché  aveva grande desiderio di rivedere voi tutti e si preoccupava perché  eravate a conoscenza della sua malattia.  E` stato grave, infatti, e  vicino alla morte. Ma Dio gli ha usato misericordia, e non a lui solo  ma anche a me, perché non avessi dolore su dolore.  L’ho mandato  quindi con tanta premura perché vi rallegriate al vederlo di nuovo e  io non sia più preoccupato. Accoglietelo dunque nel Signore con  piena gioia e abbiate grande stima verso persone come lui; perché  ha rasentato la morte per la causa di Cristo, rischiando la vita, per  sostituirvi nel servizio presso di me.

 «SE LO VUOI TU, GESU’, LO VOGLIO ANCH’IO».

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  • A Sassello, il 29 ottobre 1971 nasce Chiara Badano.  Chiara di nome e di fatto, intelligente e volitiva,  viene educata dalla mamma a parlare con Gesù e a dirgli «sempre sì».  Chiara è una ragazzina normale, ma con un qualcosa in più: è docile alla grazia e al disegno di Dio su di lei, che le si svelerà a poco a poco. Dai suoi quaderni dei primi anni delle elementari traspare la gioia e lo stupore nello scoprire la vita: è una bambina felice. Nel giorno della prima Comunione riceve in dono il libro dei Vangeli. Sarà per lei un «magnifico libro»: «Come per me è facile imparare l’alfabeto, così deve esserlo anche vivere il Vangelo!». A 9 anni entra nel Movimento dei Focolari e a poco a poco vi coinvolge i genitori. Da allora la sua vita sarà tutta in ascesa, nella ricerca di «mettere Dio al primo posto». Prosegue gli studi fino al Liceo classico…
  • quando a 17 anni, all’improvviso un lancinante spasimo alla spalla sinistra svela tra esami e inutili interventi un osteosarcoma, dando inizio a un calvario che durerà circa tre anni. Appresa la diagnosi, Chiara non piange, non si ribella: subito rimane assorta in silenzio, ma dopo soli 25 minuti dalle sue labbra esce il sì alla volontà di Dio. Ripeterà spesso: «Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io». Non perde il suo luminoso sorriso; mano nella mano con i genitori, affronta cure dolorosissime e trascina nello stesso Amore chi l’avvicina.
  • Rifiutata la morfina perché le toglie lucidità, dona tutto per la Chiesa, i giovani, i non credenti, il Movimento, le missioni…  Ripete:Non ho più niente, ma ho ancora il cuore e con quello posso sempre amare”.    La cameretta, in ospedale a Torino e a casa, è luogo di incontro, di apostolato, di unità: è la sua chiesa. Alla mamma che le chiede se soffre molto risponde:
  • «Gesù mi smacchia con la varechina anche i puntini neri e la varechina brucia. Così quando arriverò in Paradiso sarò bianca come la neve».  Ma il male avanza e i dolori aumentano: «Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io». Chiara si prepara all’incontro: «E’ lo Sposo che viene a trovarmi», e sceglie l’abito da sposa, i canti e le preghiere per la “sua” Messa dove «nessuno dovrà piangere!». E lo «Sposo» viene a prenderla all’alba del 7 ottobre 1990. E’ il giorno della Vergine del Rosario. Queste le sue ultime parole: “Mamma, sii felice, perché io lo sono. Ciao”. 

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  • Paolo e Timoteo, servi di Cristo Gesù, a tutti i santi in Cristo  Gesù che sono a Filippi, con i vescovi e i diaconi. Grazia a voi e  pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo. Ringrazio il mio Dio ogni volta ch’io mi ricordo di voi, pregando  sempre con gioia per voi in ogni mia preghiera, 5 a motivo della vostra  cooperazione alla diffusione del vangelo dal primo giorno fino al  presente, 6 e sono persuaso che colui che ha iniziato in voi quest’opera  buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.
  •  E`  giusto, del resto, che io pensi questo di tutti voi, perché vi porto nel  cuore, voi che siete tutti partecipi della grazia che mi è stata concessa  sia nelle catene, sia nella difesa e nel consolidamento del vangelo. Infatti Dio mi è testimone del profondo affetto che ho per tutti voi  nell’amore di Cristo Gesù. E perciò prego che la vostra carità si  arricchisca sempre più in conoscenza e in ogni genere di discernimento, perché possiate distinguere sempre il meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo,  ricolmi di quei frutti di giustizia  che si ottengono per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.
  • SITUAZIONE PERSONALE DI PAOLO:  Desidero che sappiate, fratelli, che le mie vicende si sono volte  piuttosto a vantaggio del vangelo, 13 al punto che in tutto il pretorio e  dovunque si sa che sono in catene per Cristo;  in tal modo la maggior  parte dei fratelli, incoraggiati nel Signore dalle mie catene, ardiscono  annunziare la parola di Dio con maggior zelo e senza timore alcuno.  Alcuni, è vero, predicano Cristo anche per invidia e spirito di  contesa, ma altri con buoni sentimenti. Questi lo fanno per amore,  sapendo che sono stato posto per la difesa del vangelo; quelli invece  predicano Cristo con spirito di rivalità, con intenzioni non pure,  pensando di aggiungere dolore alle mie catene. Ma questo che  importa? Purché in ogni maniera, per ipocrisia o per sincerità, Cristo  venga annunziato, io me ne rallegro e continuerò a rallegrarmene.  19 So infatti che tutto  questo servirà alla mia salvezza , grazie alla vostra  preghiera e all’aiuto dello Spirito di Gesù Cristo, 20 secondo la mia  ardente attesa e speranza che in nulla rimarrò confuso; anzi nella  piena fiducia che, come sempre, anche ora Cristo sarà glorificato nel  mio corpo, sia che io viva sia che io muoia.
  • 21 Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno. 22 Ma se il  vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che  cosa debba scegliere. Sono messo alle strette infatti tra queste due  cose: da una parte il desiderio di essere sciolto dal corpo per essere  con Cristo, il che sarebbe assai meglio; d’altra parte, è più  necessario per voi che io rimanga nella carne. Per conto mio, sono  convinto che resterò e continuerò a essere d’aiuto a voi tutti, per il  progresso e la gioia della vostra fede, 26 perché il vostro vanto nei miei  riguardi cresca sempre più in Cristo, con la mia nuova venuta tra voi.

Riflessione Personale –  risonanze e  preghiera

  • 1.     Quali frasi sottolineeresti? Perché?
  • 2.     Quali desideri e attese in questa fase della MIA VITA?  Per me vivere cos’è…?   Di fronte alle difficoltà dove trovo la forza? 

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…E  TUTTI  FURONO COLMATI  DI SPIRITO SANTO

  • Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo.

  • RIFLETTIAMO CON S. IRENEO:
  1. … come la farina non si amalgama in un’unica massa pastosa, né diventa un unico pane senza l’acqua, così neppure noi, moltitudine disunita, potevamo diventare un’unica Chiesa in Cristo Gesù senza l’«Acqua» che scende dal cielo.   Il lavacro battesimale con l’azione dello Spirito Santo ci ha unificati tutti nell’anima e nel corpo in quell’unità che preserva dalla morte. 
  2.   Lo Spirito di Dio discese sopra il Signore come Spirito di sapienza e di intelligenza, Spirito di consiglio e di fortezza, Spirito di scienza e di pietà, Spirito del timore di Dio (cfr. Is 11, 2).    Il Signore poi a sua volta diede questo Spirito alla Chiesa, mandando dal cielo il Paràclito su tutta la terra.
  3. Perciò è necessaria a noi la rugiada di Dio, perché non abbiamo a bruciare e a diventare infruttuosi e, là dove troviamo l’accusatore, possiamo avere anche l’avvocato. 
  4. Il Signore affida allo Spirito Santo quell’uomo incappato nei ladri, cioè noi. Sente pietà di noi e ci fascia le ferite, e dà i due denari con l’immagine del re. Così imprimendo nel nostro spirito, per opera dello Spirito Santo, l’immagine e l’iscrizione del Padre e del Figlio, fa fruttificare in noi i talenti affidatici perché li restituiamo poi moltiplicati al Signore.
  • PREGHIAMO: Trascorsi i giorni dell’antica Pentecoste    scese dal cielo sugli apostoli lo Spirito consolatore. Celebrando il grande mistero, preghiamo Dio Padre perché lo rinnovi in noi: Manda il tuo Spirito e rinnova la faccia della terra. 
  1. Tu che hai creato il mondo e lo hai redento per mezzo del tuo Figlio, — manda il tuo Spirito a rinnovare il volto della terra.
  2. Tu che hai formato l’uomo a tua immagine e gli hai dato un’anima immortale, —manda lo Spirito Santo alla tua Chiesa, perché configurata a Cristo diventi l’anima del mondo.
  3. Fa’ risplendere fra gli uomini del nostro tempo la luce del tuo Spirito, — dov’è l’odio, fa’ fiorire l’amore, dov’è il dolore metti la gioia, dov’è la guerra la pace. 

PER LA NOSTRA RIFLESSIONE E PREGHIERA:

  • Senza lo Spirito Santo  Dio è lontano,
  • Cristo rimane nel passato, il Vangelo è lettera morta,
  • la Chiesa è una semplice organizzazione, l’autorità è una dominazione,
  • la missione una propaganda, il culto una evocazione,
  • e l’agire dell’essere umano una morale da schiavi.

 

MA NELLO SPIRITO SANTO:

 IL COSMO È SOLLEVATO

E GEME NELLA GESTAZIONE DEL REGNO,

CRISTO RISORTO È PRESENTE, 

IL VANGELO È POTENZA DI VITA,

LA CHIESA SIGNIFICA COMUNIONE TRINITARIA,

L’AUTORITÀ È UN SERVIZIO LIBERATORE,

LA MISSIONE È UNA PENTECOSTE,

LA LITURGIA È MEMORIALE E ANTICIPAZIONE,

L’AGIRE UMANO È DIVINIZZATO.
(Patriarca Atenagora)

                                                    

PREGHIAMO CON S. AGOSTINO

preghiera11

QUANDO MI SARO’ UNITO A TE CON TUTTO IL MIO ESSERE
non sentirò più dolore o pena;
la mia sarà vera vita, tutta piena di Te.
Tu sollevi in alto colui che riempi di Te.
Io, invece, non sono ancora pieno di Te,
sono di peso a me stesso.
Gioie di cui dovrei piangere
contrastano in me con pene di cui dovrei gioire;
non so da che parte stia la vittoria;
false tristezze contrastano in me
con gioie vere, e non so da che parte stia la vittoria.
Abbi pietà di me, Signore!
Non ti nascondo le mie ferite.
Tu sei il medico, io sono il malato;
Tu sei il Signore, io il povero.
Sant’ Agostino

LA MANO…      mani unite                                                 

  • Un uomo che aveva subito un intervento a cuore aperto raccontava la sua esperienza. Il giorno prima dell’intervento un’ infermiera era venuta nella sua stanza per visitarlo.
    Le aveva preso la mano, l’aveva stretta e poi le aveva detto di sentire la sua e di stringerla a sua volta. “Ascolti”, disse la donna, “durante l’operazione di domani lei verrà separato dal suo cuore e tenuto in vita solo dalle macchine.    Quando il suo cuore sarà finalmente sistemato e l’operazione terminata, riprenderà conoscenza e si sveglierà in una stanza di rianimazione. Tuttavia, dovrà restare immobile per sei ore. Potrebbe non riuscire a fare alcun movimento, a parlare, persino ad aprire gli occhi, ma sarà cosciente; sentirà e comprenderà tutto ciò che le succede intorno. Durante quelle sei ore io rimarrò al suo fianco e le terrò la mano, proprio come sto facendo ora.  Starò con lei finché non si sarà ripreso completamente.   Anche se potrà sentirsi inerme, quando sentirà la mia mano saprà che io non la lascerò”. “Successe esattamente quello che l’infermiera mi aveva detto” spiegava l’uomo. “Mi svegliai ma non riuscivo a fare nulla.   Potevo però sentire la sua mano che stringeva la mia, per ore,  e fu questo a fare la differenza”.

 LO SPIRITO SANTO

che Gesù ha promesso ai suoi amici,  è proprio così:

ci tiene la mano, per tutta la vita.

ED È QUESTO A FARE LA DIFFERENZA.

(Bruno Ferrero)

  • Vieni, Spirito Santo, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce
    Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la Madre di Gesù, e con i fratelli di lui. At 1, 14 

  • Nella Pentecoste, nel fuoco bruciante dello Spirito si apre come un fiume il domani della Chiesa, la speranza. Se c’è qualcosa che colpisce in questo momento di Maria è la resa incondizionata all’azione dello Spirito. Maria è modello di fede, di amore, di speranza, di resa incondizionata all’azione dello Spirito.

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 14-15-16 Maggio 2015

DON ORIONE ASINELLODON ORIONE ASINELLOdonorione-chiavi-147x300

FESTA DI S. LUIGI ORIONE

  • DON ORIONE AFFIDA LE CHIAVI DELLE SUE OPERE ALLA MADONNA…   Dacci, Maria, un animo grande, un cuore grande e magnanimo, che arrivi a tutti i dolori e a tutte le lacrime. Fa che tutta la nostra vita sia sacra a dare Cristo al popolo e il popolo alla Chiesa di Cristo; arda essa e splenda di Cristo, e in Cristo si consumi in una luminosa evangelizzazione dei poveri; la nostra vita e la nostra morte siano un cantico dolcissimo di carità, e un olocausto al Signore. E poi… e poi il santo Paradiso! Vicini a Te, Maria: sempre con Gesù, sempre con Te, seduti ai tuoi piedi, o Madre nostra, in Paradiso, in Paradiso! 058PG
  • IGNAZIO  SILONE LO RICORDAVA COSI…:  “Sono io don Orione…Scusami se non mi sono presentato”. Rimasi assai male all’inattesa rivelazione… e balbettai alcune scuse… per avergli lasciato trasportare le valigie e il resto.Egli sorrise e mi confidò la sua felicità di poter talvolta portare valigie per ragazzi impertinenti come me. Adoperò anzi un’immagine che mi piacque enormemente e mi commosse: “Portare valigie come un asinello”, disse esattamente. E mi confessò: “La mia vera vocazione, è un segreto che voglio rivelarti, sarebbe poter vivere come un autentico asino di Dio, un autentico asino della Divina Provvidenza”… Egli cominciò a parlare con me di questioni gravi, di cui, a torto, gli adulti non usano discorrere coi ragazzi. Ciò che di lui mi è rimasto più impresso, era la pacata tenerezza dello sguardo. “Ricordati di questo”, mi disse a un certo momento, “Dio non è solo in Chiesa. Nell’avvenire non ti mancheranno momenti di disperazione. Anche se ti crederai solo e abbandonato, non lo sarai. Non dimenticarlo”.  (Ignazio Silone-Uscita di sicurezza)
  • APOSTOLATO E MARTIRIO:  Non saper vedere e amare nel mondo che le anime dei nostri fratelli. Anime di piccoli, anime di poveri, anime di peccatori, anime di giusti, anime di traviati, anime di penitenti, anime di ribelli alla volontà di Dio… tutte sono amate da Cristo, per tutte Cristo è morto, tutte Cristo vuole salve tra le Sue braccia e sul Suo Cuore trafitto.  Ponimi, o Signore, sulla bocca dell’inferno, perché io, per la misericordia tua, la chiuda. Scriverò la mia vita con le lacrime e col sangue. L’ingiustizia degli uomini non ci affievolisca la fiducia piena nella bontà di Dio. Soffrire, tacere, pregare, amare, crocifiggersi e adorare. Lume e pace di cuore. Salirò il mio Calvario come agnello mansueto. Apostolato e martirio; martirio e apostolato. Le nostre anime e le nostre parole devono essere bianche, caste, quasi infantili e devono portare a tutti un soffio di fede, di bontà, di conforto che elevi verso il Cielo. 064PG
  •  CARITA’ SPIRITUALE E MATERIALE:   E vorrei farmi cibo spirituale per i miei fratelli che hanno fame e sete di verità e di Dio; vorrei vestire di Dio gli ignudi, dare la luce di Dio ai ciechi, aprire i cuori alle innumerevoli miserie umane farmi servo dei servi distribuendo la mia vita ai più indigenti e derelitti; Amare sempre e dare la vita cantando l’Amore! Spogliarmi di tutto! Seminare la carità lungo ogni sentiero; seminare Dio in tutti i modi, in tutti i solchi;  Fare che i solchi diventino luminosi di Dio; diventare un uomo buono tra i miei fratelli; abbassare, stendere sempre le mani e il cuore a raccogliere pericolanti debolezze e miserie e porle sull’altare, perché in Dio diventino le forze di Dio e grandezza di Dio.  Gesù è morto con le braccia aperte. È Dio che si è abbassato e immolato con le braccia aperte. Carità! Voglio cantare la carità! Avere una gran pietà per tutti!036PG

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ORAZIONE

O Dio, che hai concesso a san Luigi Orione, sacerdote, di amare il Cristo tuo Figlio nella persona dei poveri e di formarlo nel cuore dei giovani; dona a noi di esercitare come lui le opere di misericordia, per far sperimentare ai fratelli la tenerezza della tua Provvidenza e la maternità della Chiesa. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA A SAN LUIGI ORIONE

O Santissima Trinità, Padre, Figlio e

Spirito Santo, Ti adoriamo e Ti ringraziamo

dell’immensa carità che hai diffuso

nel cuore di san Luigi Orione e di averci

dato in lui l’apostolo della carità, il

padre dei poveri, il benefattore dell’umanità

dolorante ed abbandonata.

Concedici di imitare l’amore ardente

E generoso che san Luigi Orione ha portato

a Te, alla cara Madonna, alla Chiesa,

al Papa, a tutti gli afflitti.

Per i suoi meriti e la sua intercessione,

concedici la grazia che Ti domandiamo

per sperimentare la Tua Divina

Prowidenza.

Amen.

S. LUIGI ORIONE,  PREGA PER NOI!

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  • Attenzioni materne: anche l’uovo sbattuto…   “Il mattino, fai dare all’Ing. Marengo sempre un uovo e anche due, sbattuti nel latte e caffè. Usagli ogni riguardo nel cibo. Vedi che in parecchi giorni della settimana, egli ha scuola alle 8. Andando in Cappella alle 6 ½, tra Messa, Meditazione e Colazione, non ce la farà ad entrare in Classe già alle 8, o arriverà col boccone in bocca, e gli farà male. Quindi, in quei giorni, che ha scuola alle 8, lo dispenso dalla Meditazione in comune, dopo Messa vada subito e fagli trovare pronta la colazione. Mi raccomando” .(Scr.8,59)
  • Cari orfani del terremoto don orione e bimbi“Cari miei figlioli gli orfani dell’Abruzzo e di Sora… Non so partire per Avezzano se non vi lascio una parola. Giovedì, dopo domani, è l’anniversario della morte dei vostri amati genitori, l’anniversario del grande dolore della vostra vita e della vostra terra, o miei figlioli, e non vi so dire quanto vivamente amerei esservi vicino. Cari orfani del terremoto, che siete i miei più cari orfani e i più cari miei figlioli nel Signore, vi prometto che, fin che Dio mi darà vita e fin che potrò, con la grazia del Signore, prometto che vi aiuterò sempre e vi farò da padre in Gesù Cristo. Vi abbraccio in Gesù Cristo, e vi benedico tutti e ad uno ad uno nel nome del Padre e del Figliolo e dello Spirito Santo. Amen!” ( Scr. 52,102)
  • La cura di un malato più importante di tutto.    Qui di feste non se ne sono fatte; non ho permesso che se ne facessero pel mio XXV di Sacerdozio. Quel giorno io dovevo passarlo a Bra, nel silenzio e in Domino; ma, la vigilia, mi accorsi che il caro Chierico Viano  andava peggiorando, e allora mi fermai a Tortona. La notte la passai presso il letto di Viano… Venuta l’ora del pranzo, ti dirò come l’ho passata. Viano andava peggiorando, ma era sempre presente a se stesso; da più giorni quel povero figlio, malgrado gli enteroclismi, non aveva avuto più beneficio di corpo, quando, verso mezzodì ebbe come un rilassamento di corpo, e non si fece a tempo, perchè anche lui non avvertì a tempo o non se ne è neanche accorto, poveretto!  E allora il chierico Don Camillo Secco che fa da infermiere, e che è forte assai, alzò il caro malato diritto sul letto, e abbiamo cambiato tutto, e il letto e il malato, e così mentre gli altri pranzavano, con dell’acqua tiepida io lo lavavo e pulivo, facendo, col nostro caro Viano, quegli uffici umili sì, ma santi, che una madre fa con i suoi bambini.  Ho guardato in quel momento il chierico Camillo, ed ho visto che piangeva. Ci eravamo chiusi in infermeria, perchè nessuno entrasse, e fuori picchiavano con insistenza che andassi giù a pranzo; ma io pensavo che meglio assai era compiere, con amore di Dio e umiltà, quel opera santa, e veramente di Dio; e dicevo tra me: -Oh molto meglio questo che tutte le prediche che ho fatto! E sentivo che mai avevo più sublimemente servito a Dio nel mio prossimo, come in quel momento, ben più grande che tutte le opere fatte nei 25 anni di ministero sacerdotale. (Let. 18) 

  • Voglio amare i poveri… gli orfani, la classe povera, gli operai, i comunisti: vorrei morire per questi miei fratelli, e vorrei essere dimenticato da tutti, vivere e morire dimenticato da tutti, sotto i piedi di tutti, e solo amare Gesù, la santa Chiesa e tutti. E perdermi nel Signore  io, indegnissimo che ho tanto peccato, che sono stato tanto cattivo col Signore e con la Madonna!. Mi aiuti, caro Padre visitatore, mi aiuti! Mi faccia amare il Signore, mi faccia riparare. (Scr. 50,24)

LEGGI TUTTO: – LAMORE-DI-CRISTO-CI-SPINGE-DEF-16pg

  •      DON ORIONE, don ORIONE SU ASINELLOASINELLO DELLA PROVVIDENZA
  • Essa è per lui  come l’aria che respira. L’ombra che lo  copreMa tutto questo non significa per Don Orione, vuoto misticismo e  attesa inerte della …manna dal cielo. Grato per le visite di Dio, sente ogni volta che deve subito  rimboccarsi le maniche e rimettersi  a sua completa  disposizione. Non per nulla ama definirsi asinello e  facchino della Provvidenza.  (Scr. 36,146).  Il suo lavoro senza sosta in favore dei poveri ha questo principale obiettivo: fare sperimentare ad essi la paternità di Dio.  E allora,  si fa buon samaritano per  quanti incontra,  stanchi o feriti,  ai margini  della vita. Non si da tregua nel dare loro  pane, umano conforto  e il divino  balsamo della fede. Le suggestioni  che seguono, possono aiutarci  a ritrovare da una parte  la pace dell’abbandono in Dio. E dall’altra  la disponibilità a farci  anche noi facchini della carità e della Provvidenza
  • Fin da bambino, andando a  spigolare con la mamma, era rimasto colpito dalla pagina del Vangelo: Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non affannatevi dunque dicendo:  Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?  Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste  infatti sa che ne avete bisogno.   (Mt 6,25ss)
  • Fatto adulto e avendo più volte  sperimentato la  Provvidenza di Dio, decide di abbandonarsi ad essa  con la fiducia  e la semplicità di un  bambino. O Divina Provvidenza, o Divina Provvidenza! Nulla è più amabile e adorabile di Te, che maternamente alimenti l’uccello dell’aria e il fiore del campo: i ricchi e i poverelli! In Te ogni nostra fiducia, o Santa Provvidenza del Signore, perché tu ci ami assai più che noi amiamo noi stessi! No, che col divino aiuto, non ti voglio più indagare; no, che non ti voglio più legare le mani; no, che non ti voglio più storpiare; ma solo voglio interamente abbandonarmi nelle tue braccia, sereno e tranquillo. ( Sui passi… 226-227)
  • A un monsignore che gli domanda: “Ma lei, Don Orione, non sente la crisi?” può rispondere con fiducia…“Ma io, no!”, gli risposi. Ed egli: “Ma come mai, tutti si lamentano della crisi, e lei invece…” “Ma che crisi! Le crisi l’hanno gli uomini; la Divina Provvidenza non sente crisi!”. Infatti ci è forse mancato, cari figliuoli, il pane o vi è diminuita la pietanza? Noi non sentiamo crisi! A Genova abbiamo cinque Case e la Provvidenza dà pane a più di mille persone tra Suore e ricoverati” (6SPA017)

LEGGI TUTTO: + DON ORIONE, ASINELLO DELLA PROVVIDENZA

 

13 MAGGIO  2015

papa fatima

MADONNA DI FATIMA

  • Giunto sul sagrato di San Pietro, papa Francesco si è fermato per alcuni istanti in preghiera davanti alla statua della Madonna di Fatima, portata oggi dai disabili dell’Unitalsi in occasione della ricorrenza della prima apparizione mariana nella località portoghese a tre piccoli pastori, il 13 maggio 1917.
  • Durante il percorso in jeep in Piazza San Pietro, ad un certo punto papa Francesco ha fatto fermare l’auto ed è sceso per salutare un gruppo di bambini. Il Papa si è intrattenuto per alcuni istanti con gli scolari, accompagnati dalle insegnanti e da un sacerdote che gli ha consegnato un dono in una confezione di cartone, scambiandoci alcune battute.
  • Alla fine, prima di risalire sull’auto ha fatto fare ai bambini il segno della croce e ha detto “pregate per me”. Oggi tra l’altro ricorre l’anniversario dell’attentato a papa Wojtyla, compiuto il 13 maggio del 1981 

 

  MARIA RU         mamma1

Cari amici,
nel giorno della festa della Mamma, nel mese di Maria,
in preparazione alla Festa di S. Luigi Orione (16 Maggio)
ho la gioia di  ricordarvi i corsi di  Esercizi spirituali che si svolgeranno  nella casa di spiritualità  “Villa  S. Biagio”  – Fano (Pu)  nelle prossime settimane:
 
  •     25 – 30 Maggio 2015 

Tutto posso in Colui che mi dà la forza (Filippesi)

La fedeltà  è possibile… A quale prezzo?

  •     15 – 20 Giugno 2015 

 Abbiamo un tesoro in vasi di creta(2Corinzi)         

Gioie e fatiche dell’ apostolato,  oggi

  •   29 Giugno – 4 Luglio 2015

Viaggio nella vita… andata e ritorno (Tobia)

Custodirsi gli uni gli altri: cosa comporta?

 NB. I corsi  sono aperti a tutti (PRETI – RELIGIOSI/E – DIACONI – LAICI – OPERATORI PASTORALI)  e si svolgono in forma di “lectio divina”  dei testi biblici e di Papa Francesco

  •  Villa S. Biagio ti accoglie con gioia per una pausa  di riposo fisico e spirituale. 
  • Info e prenotazioni: 0721.823.175.  d.alesiani@virgilio.it       Sito: www.sanbiagiofano.it

 Fraternamente ti aspettiamo . D. Vincenzo alesiani

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V DOMENICA DI PASQUA

VIGNAAA

Chi rimane in me e io in lui

porta molto frutto…

  • VANGELOGv 15,1-8  .
    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
  • Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.  Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

ROSARIO, 

 FAM IN PREG

 PREGHIERA DELLA FAMIGLIA

GPL II rosario

  • Preghiera per la pace,  il Rosario è anche, da sempre, preghiera della famiglia e per la famiglia. Molti problemi delle famiglie dipendono dal fatto che diventa sempre più difficile comunicare. Non si riesce a stare insieme, e magari i rari momenti dello stare insieme sono assorbiti dalle immagini di un televisore.
  • Riprendere a recitare il Rosario in famiglia significa immettere nella vita quotidiana ben altre immagini, quelle del mistero che salva: l’immagine del Redentore, l’immagine della sua Madre Santissima. Bisogna tornare a pregare in famiglia.  
  • La famiglia che prega unita, resta unita. Il Santo Rosario, per antica tradizione, si presta particolarmente ad essere preghiera in cui la famiglia si ritrova.  Pregare col Rosario per i figli e con i figli, educandoli fin dai teneri anni a questo momento giornaliero di  « sosta orante » della famiglia, non è, certo, la soluzione di ogni problema, ma è un aiuto spirituale da non sottovalutare.

 

MARIA VISITA ELISABETTA   

MARIA E ELIS

  • CANTIAMO:  Da sua cugina * la Vergine andò, e un inno ispirato * in gaudio cantò. Ave, Ave, Ave Maria.
  •  TESTO BIBLICO:  Elisabetta fu piena di  Spirito Santo  ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!  Allora Maria disse:  L’anima mia  magnifica  il Signore e il mio spirito  esulta in Dio, mio salvatore…D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. (Lc 1,39ss)
  •  CONTEMPLIAMO: Maria si reca sollecita e premurosa da Elisabetta. E’ LA  GIOIA  DEL  SI detto AI  FRATELLI nel bisogno
  •  CON DON ORIONE: Quando le parole di Elisabetta le faranno sentire la sua grande dignità di Madre di Dio, allora il suo non sarà un senso di compiacenza, ma di ringraziamento a Dio, e il suo pensiero si eleverà per benedire Lui solo: Magnificat anima mea Dominum!  (Let. 82) 
  • PREGHIAMO CON MARIA perchè riusciamo oggi ad amare concretamente i fratelli portando loro aiuto e un po’ di serenità. PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…

 MARIA,  FONTE DELLA NOSTRA GIOIA, PREGA PER NOI!

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  1. – Contemplando la sua nascita impara la sacralità della vita,
  2. – guardando alla casa di Nazareth apprende la verità originaria sulla famiglia.
  3. – seguendolo sulla via del Calvario, impara il senso del dolore  
  4. – contemplando Cristo e sua Madre nella gloria, vede il traguardo a cui ciascuno di noi è chiamato.
  5. Ripensando alle prove che non sono mancate,  mi sento di ribadire, quasi come un caldo invito rivolto a tutti perché ne facciano personale esperienza: sì, davvero il Rosario « batte il ritmo della vita umana », per armonizzarla col ritmo della vita divina.  (Giovanni Paolo II)
 MISTERI DEL ROSARIO.  MISTERI DI VITA

MARIA Avvento

 Annunciazione a Maria

 CANTIAMO:  L’annuncio a Maria * Gabriele portò e il Verbo di Dio * in lei s’incarnò. Ave, Ave, Ave Maria.

 TESTO BIBLICO: “Maria disse: Eccomi, sono la serva del Signore, si compia in me la tua parola” (Lc 1,38)

 CONTEMPLIAMO: Maria si apre, mente e cuore, all’annuncio divino e nel suo grembo verginale il Verbo si fa carne.  E’ LA GIOIA DEL SI’ A DIO 

CON DON ORIONE Fiat! Pronunciatela questa soave parola, o figli e amici miei, pronunciatela ad ogni respiro, ad ogni battito del cuore, ad ogni movimento delle labbra. E per voi sarà la luce che vi mostrerà il cammino.

 PREGHIAMO CON MARIA… perchè il nostro cuore oggi si apra alla Parola di Dio e siamo disponibili a dire in ogni circostanza: SI’, PER TE, SIGNORE!

 PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…

 MARIA,  FONTE DELLA NOSTRA GIOIA, PREGA PER NOI!

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  1. PRESSO LA CROCE,  maria-sangue-gesù1-202x300 MARIA è testimone delle parole di perdono che escono dalle labbra di Gesù. Il perdono supremo offerto a chi lo ha crocifisso ci mostra fin dove PUO ARRIVARE LA MISERICORDIA DI DIO.
  2. Rivolgiamo a lei la preghiera antica e sempre nuova della Salve Regina, perché non si stanchi mai di RIVOLGERE A NOI I SUOI OCCHI MISERICORDIOSI
  3. e ci renda degni di CONTEMPLARE IL VOLTO DELLA MISERICORDIA, SUO FIGLIO GESU’

ANNO SANTO MISERICORDIA

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VERGINE IMMACOLATA,
prendi il sì della mia risposta alla chiamata dei Signore
e custodiscilo dentro il tuo sì, meravigliosamente fedele.
Donami la gioia che trasmettesti ad Elisabetta
entrando nella sua povera casa.
Fa’ che la passione di salvare mi renda missionario infaticabile,
totalmente libero per donarmi veramente agli altri.
Rendimi umile e obbediente fino alla Croce
per essere una cosa sola con Gesù,
O Maria, affido a te tutte le persone
che ho incontrato e che incontrerò nel viaggio della fede:
illuminaci il cammino, riscaldaci il cuore,
portaci alla casa e alla festa dell’Amore
che non avrà mai fine. Amen.

(Angelo Comastri)

N’AVE MARIA (Trilussa)

rosario in mano1
Quand’ero ragazzino, mamma mia
me diceva: “Ricordati fijolo,
quando te senti veramente solo
tu prova a recità ‘n’ Ave Maria
l’anima tua da sola spicca er volo
e se solleva, come pe’ maggia”.
Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato;
da un pezzo s’è addormita la vecchietta,
ma quer consijo nun l’ho mai scordato

Come me sento veramente solo
io prego la Madonna benedetta
e l’anima da sola pija er volo!

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  d.alesiani@virgilio.it     Sito:  http://www.sanbiagiofano.it 

 

21 comments

  1. INNO IN ONORE ALLA = TRINITA’ =
    O Trinità beata,
    oceano di pace,
    la Chiesa a te consacra
    una lode perenne.

    Padre d’immensa gloria,
    Verbo d’eterna luce,
    Spirito di sapienza
    e carità perfetta.

    Roveto inestinguibile
    di verità e d’amore,
    ravviva in noi la gioia
    dell’agape fraterna.

    Principio e sorgente
    della vita immortale
    rivelaci il tuo volto
    nella gloria dei cieli. AMEN

  2. GRAZIE per la condivisione su sito di questa lettera ai Filippesi , di questi vostri giorni ritiro

    La fedeltà è possibile ?? a quale prezzo ??
    è possibile ” non lasciarci intimidire dagli avversari ” che troviamo fuori e dentro di noi ? ? è possibile vivere da “cittadini del Vangelo ….in mezzo a una generazione malvagia e perversa ” ? ?
    E in questa lettera
    ho trovato ” nomi ” importanti : ” santi ” , ” figli di Dio “… ,
    ho sottolineato impegni importanti : “essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo ” ” dedicatevi alla vostra salvezza con rispetto e timore ”
    ho visto strade : le catene come strumento , come porta aperta alla grazia , ….la bilancia come strada ” Tutto è una perdita di fronte al vantaggio di conoscere Gesù Cristo, il mio Signore”…
    MA ogni volta che ho provato e provo a rispondere a questo interrogativo : La fedeltà è possibile ? ? a quale prezzo ? ? ritorno a queste righe :
    ” SONO PERSUASO CHE COLUI CHE HA INIZIATO IN VOI QUEST ‘ OPERA BUONA , LA PORTERA’ A COMPIMENTO FINO AL GIORNO DI CRISTO GESU’ ”
    ” È Dio infatti che suscita in voi il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore ”

    LA FEDELTA’ E’ POSSIBILE ???
    Se guardo a me stessa ho tanta Paura , se penso alle tentazioni , alla mia fragilità , alle prove …Tremo .
    Ma SE faccio memoria di quello che LUI mi ha guidato a capire , a scoprire , a vivere … SE faccio memoria delle persone che LUI mi ha messo affianco… delle prove superate… allora ” chiudo gli occhi ” e ancora una volta “salto ” nell’affidarmi a LUI .
    Forse la fedeltà E’ POSSIBILE PERCHE’ fatta di questi piccoli , quotidiani ” salti nell’affidarci ” , nel gridare a LUI e a LUI chiedere aiuto : ” dacci OGGI il nostro pane QUOTIDIANO “..anche il pane della fedeltà a TE !
    ” NON abbandonarci alla tentazione ” anche quando si fa astuta e strisciante ..

    Forse la fedeltà è quello che Hillesum aveva scoperto in un campo di concentramento ” Ho capito che DIO rinnova sempre le mie forze . ..ci sono momenti in cui mi sento come un uccello nascosto in una grande mano protettiva “.

    IL PREZZO DELLA FEDELTA’ ?? anche quando si fa più alto perchè abbiamo paura e ci sentiamo sul bordo strada con affianco un precipizio ..anche quando vorremmo scappare …e NON capiamo …forse il PREZZO della fedeltà E’ il mettere LUI e NON noi stessi al centro , fissare un cielo stellato , un’ alba o un fiore e NON le nostre capacità o le nostre fragilità ..mettere LUI al centro e NON noi stessi … lasciare la nostra ” carne” , i nostri falsi-tesori , i nostri idoli-sicurezza.. lasciare il nostro “piatto di lenticchie” ..quel “finito” che si tocca.. ..per buttarci in quell’infinito che NON si tocca ..

  3. Godiamoci una grande immortale pagina dalle Confessioni di S. Agostino

    TARDI TI HO AMATO, O BELLEZZA COSÌ ANTICA E COSÌ NUOVA, tardi ti ho amato! Ed ecco che tu eri dentro e io fuori, e lì ti cercavo. Deforme come ero, mi gettavo su queste cose belle che hai creato. TU ERI CON ME, MA IO NON ERO CON TE. Mi tenevano lontano da te le tue creature, che non esisterebbero se non fossero in te. MI HAI CHIAMATO, HAI GRIDATO, E HAI VINTO LA MIA SORDITÀ. HAI MANDATO BAGLIORI, HAI BRILLATO, E HAI DISSIPATO LA MIA CECITÀ. HAI DIFFUSO LA TUA FRAGRANZA, IO L’HO RESPIRATA, E ORA ANELO A TE. TI HO ASSAPORATO, E HO FAME E SETE. MI HAI TOCCATO, E ASPIRO ARDENTEMENTE ALLA TUA PACE.
    Quando aderirò a te con tutto me stesso, non vi sarà più posto per il dolore e la fatica, e la mia vita sarà viva, tutta piena di te. È un fatto che tu sollevi chi riempi; e poiché io non sono ancora pieno di te, sono di peso a me stesso. In me le mie deprecabili gioie contrastano con le mie tristezze di cui dovrei rallegrarmi, e non so da quale parte stia la vittoria.
    Ahimè! Abbi pietà di me, Signore. Abbi pietà di me, Signore! Ahimè! Ecco, io non nascondo le mie ferite: TU SEI IL MEDICO, IO IL MALATO; TU SEI MISERICORDIOSO, IO MISERO. … E allora ogni mia speranza è posta nella tua grande misericordia.

  4. “VIENI A BONACCIA…”
    Sotto il manto della mamma troviamo sempre rifugio e sicura protezione
    Quando ancor piccolo, con la mamma sono andato a raccogliere l’erba per i conigli e le oche, una siamo stati sorpresi dal cattivo tempo. “Vieni a bonaccia!” mi ha gridato la mia mamma, in gergo dialettale, invitandomi a correre per ripararmi con lei dentro il capanno degli attrezzi di lavoro. Vento, pioggia improvvisa o momentanee burrascate erano l’occasione per correre a ripararsi nel fragile, ma prezioso rifugio, in aperta campagna. Un riparo lontano da casa.
    Durava pochi minuti il temporale, ma sufficienti per valutare oltre ogni stima quella baracchetta fatta di assi sconnesse, paglia e fieno. Fragile perché agli urti del vento la vedevamo barcollare e nelle folate più violente ne avvertivamo filtrare l’aria; umile ma preziosa perché ti lasciava non solo immaginare, ma anche quantificare la portata del pericolo da cui ti riparava.
    Sentivo la violenza minacciosa del vento e dell’acqua e nello stesso tempo una particolare sensazione di protezione. “Ringrazieremo il nonno – aggiungeva la mamma – che ha costruito questo riparo fortunoso ma opportuno”.
    Stando fermo, immobile e muto volevo manifestare silenziosamente il mio grazie non solo al capanno e al nonno, ma soprattutto alla mamma, vero riparo in ogni avversità.
    Man mano che nella mia vita si sono verificati, e ancor oggi si presentano, burrasche o temporali, schianti o fulmini a ciel sereno, sento che Maria vuol farmi capire che entrando sempre nel suo “capanno” sono stato, sono e sarò sempre altamente protetto, riparato.
    Questa “sensazione” di altissima protezione suscita in me profonda riconoscenza a Colei che invochiamo “rifugio”, e mi spinge a gridare ai miei fratelli in pericolo di “venire a bonaccia” e a stare sempre al suo sicuro riparo.
    SOTTO IL MANTO DELLA MAMMA troviamo sempre rifugio e sicura protezione.
    Ciao da p. Andrea

  5. VIENI , O SPIRITO SANTO ,
    e donami un cuore puro ,
    PRONTO ad amare Cristo Signore
    con la pienezza , la profondità
    e la gioia che tu solo sai infondere .
    Donami un cuore puro,
    come quello di un fanciullo ,
    che non conosca il male
    se non per combatterlo e fuggirlo.
    ……….
    ….
    Vieni , o Spirito Santo
    e donami un cuore grande ,
    forte e COSTANTE FINO AL SACRIFICIO ,
    felice solo di palpitare CON il cuore di Cristo ,
    e di compiere UMILMENTE , FEDELMENTE e CORAGGIOSAMENTE la volontà di Dio .
    Amen
    (Paolo VI )

    SI’ , ..Umilmente , Fedelmente , Coraggiosamente.. ..oggi.

  6. Sören Kierkegaard

    NOI PARLIAMO DI TE
    come se ci avessi amati per primo
    una volta sola.
    Invece, continuamente,
    di giorno in giorno,
    TU CI AMI PER PRIMO.

    QUANDO AL MATTINO MI SVEGLIO
    ed elevo il mio spirito a te,
    tu sei il primo,
    TU MI AMI PER PRIMO.

    SE MI ALZO ALL’ALBA
    ed immediatamente elevo a te
    il mio spirito e la mia preghiera,
    tu mi precedi.
    TU MI HAI GIÀ AMATO PER PRIMO.
    È sempre così.

    E NOI INGRATI,
    che parliamo come se
    TU CI AVESSI AMATO PER PRIMO
    UNA VOLTA SOLA

  7. // UNA LUCE PER TRASFIGURARE LA SETTIMANA \\
    “La tua ascensione al cielo,GESU’,è per noi un compimento ed un inizio.Non sei lontano da noi,anzi ora sei più che mai vicino,anche se in un altro modo.E sei veramente il Signore della storia,proprio tu,il Crocifisso,che si illudevano di aver tolto di mezzo.Il tuo amore non ha più barriere:tu lo offri a tutti,uomini e donne di ogni epoca e di ogni regione.Ecco perchè anche noi,come gli apostoli,possiamo andare per le strade del mondo senza timori,senza paure,sicuri di essere accompagnati dalla tua luce e dalla tua forza.In fondo è tuo questo Vangelo,parola di misericordia e di pace,che hai messo nelle nostre mani.E sei tu che ci doni di trovare le lingue nuove con cui parlare al cuore degli uomini, i diversi idiomi che tutti possono intendere perchè ispirati dall’amore,dalla tenerezza e dalla compassione.Grazie al tuo Vangelo le forze del male sono vinte e gli esseri umani non costituiscono più una facile preda della cattiveria.Grazie al tuo Vangelo possiamo attraversare indenni anche le regioni oscure dell’odio,del rancore, del sospetto..”
    (ROBERTO LAURITA)

  8. En este aniversario de la subida de Don Orione al Cielo recordemos algo de lo que dijo de él, el Papa San Juan Pablo II el día de su canonización para que inflame nuestro corazón del ardor apostólico que llevó a Don Orione a entregar su vida a favor de los más necesitados:
    El corazón de este estratega de la caridad “no conoció confines, porque estaba dilatado por la caridad de Cristo” . El celo por Cristo fue el alma de su vida intrépida, el impulso interior de un altruismo sin reservas y el manantial siempre fresco de una esperanza indestructible.
    Este humilde hijo de un empedrador proclama que “sólo la caridad salvará al mundo” y repite a todos que “la perfecta alegría está sólo en la entrega perfecta de sí a Dios y a los hombres, a todos los hombres”

  9. ” CORAGGIO! E’ PER FARTI SANTO , che ti gioverà tutto il resto se non sarai santo ? ” ( d. Orione)

    ” CORAGGIO! E’ PER FARTI SANTO ” Ci sono momenti in cui si accavallano fatiche e a volte vorresti che il mondo intorno a te girasse in modo diverso , vorresti vedere la piantina spuntata e non sentire quel freddo del seme ancora sotto terra ..vorresti che la tua famiglia fosse diversa… e che il mondo dei giovani fosse tutto più sano e sereno…vorresti davanti a te un po’ di strada piana in più , un po’ di rispetto in più ..e meno paura. Vorresti sentirti meno impotente e magari anche meno sbagliata.

    ” CORAGGIO! E’ PER FARTI SANTO , che ti gioverà tutto il resto se non sarai santo ? ”

    ” è PER farti santo ” ..se ci credo ..se ci lasciamo lavorare anche dai nostri momenti di fatica e NON CHIEDIAMO AIUTO AL ” MONDO ” MA CERCHIAMO RIPOSO IN LUI ..sì , forse allora , anche questi tratti di strada in salita ci aiuteranno a crescere , e QUALCUNO scriverà dritto sulle nostre righe storte.

    Dacci occhi e cuore per affidarci e affidare

  10. 16 MAGGIO 2015 Festa di SAN LUIGI ORIONE Fondatore della famiglia “ORIONINA”. Per la sua squisita delicatezza d’animo, desidero dedicargli questa breve ma bella poesia di”TAGORE”.
    “”””””””””””””””
    Non tardare a cogliere
    questo fiore;
    ho paura che cada
    nella polvere.
    Non so se troverà posto
    nella tua corona,
    ma possa avere la tua grazia
    d’esser colto da te.
    Non tardare a cogliere
    questo fiore.
    finiva il giorno
    e scendeva la notte,
    in silenzio passerà
    l’ora dell’adorazione.
    +++

  11. IN ASCOLTO DEI PADRI DELLA FEDE: San Gregorio Nisseno
    “QUESTO È IL GIORNO FATTO DAL SIGNORE”
    La generazione della nuova creazione
    (Rm 8,22)
    È venuto il regno della vita ed è stato distrutto il dominio della morte. Una diversa generazione è apparsa, e una vita diversa e un diverso modo di vivere. La nostra natura ha subito una trasformazione. Questa nuova nascita non scaturisce dal sangue, né da volere di uomo, né da volere di carne, ma è stata creata da Dio (Gv 1, 13)…“QUESTO È IL GIORNO FATTO DAL SIGNORE” (Sal 118, 24), giorno ben diverso da quelli dell’inizio del mondo poiché IN QUESTO GIORNO DIO CREA UN CIELO NUOVO E UNA TERRA NUOVA, come afferma il profeta (Is 65, 17). E quale cielo? Il firmamento della fede in Cristo. E quale terra? Un cuore buono, come dice il Signore, una terra avida della pioggia che la irriga e che produce abbondante messe (Lc 8, 15). In questa creazione, il sole rappresenta una vita pura, e le stelle le virtù; l’aria una buona condotta; il mare è la profondità e la ricchezza della sapienza e della scienza di Dio (Rm 11, 33). Le erbe e i germogli sono la buona dottrina e la Sacra Scrittura, di cui si nutre il popolo, gregge di Dio. Gli alberi da frutta poi rappresentano la pratica dei comandamenti. IN QUESTO GIORNO VIENE CREATO IL VERO UOMO A IMMAGINE E SOMIGLIANZA DI DIO (Gen 1, 27).
    E non è tutto un mondo fatto per te in “questo giorno che ha fatto il Signore”? … Il più grande privilegio di questo giorno di grazia è che ha distrutto le sofferenze della morte e ha dato al mondo il primogenito di coloro che risuscitano dai morti (Col 1,18)… CHE NOTIZIA CONFORTANTE E SPLENDIDA! COLUI CHE SI È FATTO PER NOI COME NOI, PER RENDERCI SUOI FRATELLI, PORTA AL PADRE LA SUA UMANITÀ, PER PORTARVI CON SÉ TUTTO IL GENERE UMANO.

  12. MI VANTO
    D’UNA VITA VANA.
    Senza di TE
    io sono vuoto in una casa piena.
    L’opera quotidiana si è inabissata
    nel nulla.
    Almeno l’adorazione della sera
    non passi senza frutto.
    Abbassami,abbassami
    sotto i tuoi piedi
    (TAGORE)

  13. TU HAI CHIAMATO
    (S. Agostino)

    Tu hai chiamato, hai gridato,
    e hai superato la mia sordità.
    Tu hai sfolgorato,
    e hai aperto i miei occhi.
    Tu hai sparso i profumi,
    li ho respirati
    son corso dietro a te!

    Io ti ho gustato,
    e ho fame e sete di te.
    Tu mi hai toccato,
    e io brucio dal desiderio
    della tua pace.
    Quando sarò più vicino a te,
    la mia sofferenza sarà finita.

    O Signore, abbi pietà di me,
    non nascondo le mie ferite;
    tu sei il medico e io l’infermo.
    Tu sei misericordioso,
    e io tanto povero.

    Donami ciò che tu comandi,
    e poi comanda ciò che tu vuoi.

  14. AL MIO NASCERE TU MI HAI RACCOLTO
    Sal 22,11

    Al mio nascere.
    E quante cose,dopo di me e davanti a me,ogni giorno nascono,un bimbo,un’alba,un seme,un fiore,una parola,un sorriso,un pensiero,un sentimento,una nuvola,un gioco di bimbi…
    E tutto questo è VITA,è annuncio di vita:un miracolo che da millenni continua la creazione,non più sotto gli occhi stupiti e meravigliati di Adamo ed Eva,ma sotto lo sguardo disincantato e freddo di chi è abituato a premere un pulsante e a godere solo di ciò che è frutto dei propri calcoli e delle proprie operazioni.
    Eppure questa VITA non si programma, non si produce e nemmeno accade,ma semplicemente nasce: sorge da e per un disegno che preesiste.
    E venendo alla luce, ogni cosa entra nel fiume della vita, nel grande progetto di Dio che la raccoglie nella sua premura di Padre, l’ama e la finalizza a gloria sua e a bene nostro.
    E della sua creazione il Signore fa un DONO quotidiano con cui ci colma le mani. Solo nella misura in cui riconosciamo questo dono e ci scopriamo dono,riusciamo a sentire tutta la vita come il segno di un mistero d’amore gratuito:una realtà che ci supera, che non ci appartiene,ma dentro la quale respiriamo pure noi e di fronte alla quale l’atteggiamento più giusto è quello dello stupore e della contemplazione.
    Da: “Al mio nascere” di (SERGIO DEISON)

  15. Quando si apre la finestra al mattino presto, il “rumore ” dominante è il cinguettio polifonico di uccelli di ogni specie. Sembra un inno di lode rivolto a Dio all’inizio della giornata senza sapere cosa accadrà… ringraziano, è un istinto naturale! Certo non sanno che poco + in là saranno la preda di un cacciatore annoiato appostato tra le fronde a spezzare quel volo! Eppure… ringraziano.
    Forse l’uomo dovrebbe imparare da loro a ringraziare all’inizio di ogni nuovo giorno, anche quando appollaiato ad aspettare la propia preda si nasconde qualche pseudonimo sciacallo “cacciatore… d’anime” (x es. la…depressione, le ingiuste sofferenze, qualche tradimento da chi non ce lo si aspetta, le ingiustizie, ecc) che imbraccia fucili d’ogni specie x colpire senza pietà.
    Nonostante il sentiero impervio della vita che ad alcuni si propone + sassoso, quando la nebbia non fa vedere oltre i 3 metri…anzi a volte neanche oltre i 3 cm, dovremmo avere la capacità di respirare a pieni polmoni quel piccolo soffio che Lui ci alita addosso x darci il respiro necessario x la scalata verso il cielo, dentro alle nebbie della vita.

  16. “IO SONO LA VITE, VOI I TRALCI. CHI RIMANE IN ME, E IO IN LUI, PORTA MOLTO FRUTTO, PERCHè SENZA DI ME NON POTETE FAR NULLA”(Gv 15,5).Lode a te,signore della vita! TU ci innesti alla vite come i tralci che portano frutto. Ci poti e hai cura di noi,affinchè possiamo portare ancora più frutto.Innestati in TE, ci rendi capaci di sperare, di gioire,di amare.
    (V Domenica di Pasqua)

  17. Mi piace il commento e che mi aiuta a mdditare e desidereri riceverlo per favore. Questo commento aiuta tanti a meditare perche scende con frase pratiche e belli.

  18. SANTA MARIA, MADRE DI DIO

    ***
    “Santa Maria, Madre di Dio, conservami un cuore di fanciullo, puro e limpido come l’acqua di sorgente.Dammi un cuore semplice,
    che non si ripieghi ad assaporare le proprie tristezze.Ottienimi un cuore magnanimo nel donarsi, che non dimentichi alcun bene e non serbi rancore di alcun male.
    Formami un cuore dolce e umile, che ami senza esigere di essere riamato.
    Un cuore che ami, contento di scomparire in altri cuori,sacrificandosi davanti al tuo divin Figlio. Donami un cuore grande e indomabile, così che nessuna ingratitudine lo possa chiudere, e nessuna indifferenza lo possa stancare.
    Donami un cuore tormentato dalla gloria di Gesù Cristo, ferito dal Suo Amore,
    con una piaga che non si rimargini se non in cielo.” (Giovanni Paolo II)

  19. PRIMA DI TUTTO L’UOMO
    (Nazim Hikmet, lettera al figlio)
    ***********
    Non vivere su questa terra come un estraneo o come un turista nella natura. Vivi in questo mondo come nella casa di tuo padre: credi al grano, alla terra, al mare, ma prima di tutto credi all’uomo. Ama le nuvole, le macchine, i libri, ma prima di tutto ama L’uomo. Senti la tristezza del ramo che secca, dell’astro che si spegne, dell’animale ferito che rantola, ma prima di tutto senti la tristezza e il doloRE dell’uomo. Ti diano gioia tutti i beni della terra: l’ombra e la luce ti diano gioia, le quattro stagioni ti diano gioia,
    ma soprattutto a piene mani ti dia gioia l’uomo!

  20. SII SACRIFICIO E SACERDOTE DI DIO
    S. Pietro Crisologo, vescovo

    VI PREGO PER LA MISERICORDIA DI DIO (cfr. Rm 12, 1). È Paolo che chiede, anzi è Dio per mezzo di Paolo che chiede, perché vuole essere più amato che temuto. Dio chiede perché vuol essere non tanto Signore, quanto Padre. IL SIGNORE CHIEDE PER MISERICORDIA, PER NON PUNIRE NEL RIGORE.
    Ma forse vi copre di confusione la gravità della passione che mi avete inflitto. NON ABBIATE TIMORE. QUESTA CROCE NON È UN PUNGIGLIONE PER ME, MA PER LA MORTE. QUESTI CHIODI NON MI PROCURANO TANTO DOLORE, QUANTO IMPRIMONO PIÙ PROFONDAMENTE IN ME L’AMORE VERSO DI VOI. QUESTE FERITE NON MI FANNO GEMERE, MA PIUTTOSTO INTRODUCONO VOI NEL MIO INTERNO. IL MIO CORPO DISTESO, ANZICHÉ ACCRESCERE LA PENA, ALLARGA GLI SPAZI DEL CUORE PER ACCOGLIERVI. IL MIO SANGUE NON È PERDUTO PER ME, MA È DONATO IN RISCATTO PER VOI.
    Venite, dunque, ritornate. Sperimentate almeno la mia tenerezza paterna, che ricambia il male col bene, le ingiurie con l’amore, ferite tanto grandi con una carità così immensa.
    Ma ascoltiamo adesso l’Apostolo: «VI ESORTO», DICE, «AD OFFRIRE I VOSTRI CORPI» (RM 12, 1). L’APOSTOLO COSÌ VEDE TUTTI GLI UOMINI INNALZATI ALLA DIGNITÀ SACERDOTALE PER OFFRIRE I PROPRI CORPI COME SACRIFICIO VIVENTE.
    O IMMENSA DIGNITÀ DEL SACERDOZIO CRISTIANO! L’uomo è divenuto vittima e sacerdote per se stesso. L’uomo non cerca fuori di sé ciò che deve immolare a Dio, ma porta con sé e in sé ciò che sacrifica a Dio per sé.
    Mirabile sacrificio, quello dove si offre il corpo senza ferimento del corpo e il sangue senza versamento di sangue. «VI ESORTO PER LA MISERICORDIA DI DIO AD OFFRIRE I VOSTRI CORPI COME SACRIFICIO VIVENTE».
    Fratelli, questo sacrificio è modellato su quello di Cristo e risponde al disegno che egli si prefisse, perché, per dare vita al mondo, egli immolò e rese vivo il suo corpo; e davvero egli fece il suo corpo ostia viva perché, ucciso, esso vive. In questa vittima, dunque, è corrisposto alla morte il suo prezzo. Ma la vittima rimane, la vittima vive e la morte è punita. Da qui viene che i martiri nascono quando muoiono, cominciano a vivere con la fine, vivono quando sono uccisi, brillano nel cielo essi che sulla terra erano creduti estinti.
    Vi prego, dice, fratelli, per la misericordia di Dio, di offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo (cfr. Rm 12, 1). Questo è quanto il profeta ha predetto: Non hai voluto sacrificio né offerta, ma mi hai dato un corpo (cfr. Sal 39, 7 volgata). SII, O UOMO, SII SACRIFICIO E SACERDOTE DI DIO; NON PERDERE CIÒ CHE LA DIVINA VOLONTÀ TI HA DATO E CONCESSO. RIVESTI LA STOLA DELLA SANTITÀ. CINGI LA FASCIA DELLA CASTITÀ. CRISTO SIA LA PROTEZIONE DEL TUO CAPO. LA CROCE PERMANGA A DIFESA DELLA TUA FRONTE. ACCOSTA AL TUO PETTO IL SACRAMENTO DELLA SCIENZA DIVINA. FA’ SALIRE SEMPRE L’INCENSO DELLA PREGHIERA COME ODORE SOAVE. AFFERRA LA SPADA DELLO SPIRITO, FA’ DEL TUO CUORE UN ALTARE, E COSÌ PRESENTA CON FERMA FIDUCIA IL TUO CORPO QUALE VITTIMA A DIO.
    DIO CERCA LA FEDE, NON LA MORTE. HA SETE DELLA TUA PREGHIERA, NON DEL TUO SANGUE. VIENE PLACATO DALLA VOLONTÀ, NON DALLA MORTE.

  21. ECCOVI, AMICI, UNA GRANDE PAGINA DI S. ANSELMO SULLA VERGINE IMMACOLATA

    Dai «Discorsi» di sant’Anselmo, vescovo
    (Disc. 52; PL 158, 955-956)

    O VERGINE PER LA CUI BENEDIZIONE E’ BENEDETTA OGNI CREATURA

    Cielo, stelle, terra, fiumi, giorno, notte e tutte le creature che sono sottoposte al potere dell’uomo o disposte per la sua utilità si rallegrano, o Signora, di essere stati per mezzo tuo in certo modo risuscitati allo splendore che avevano perduto, e di avere ricevuto una grazia nuova inesprimibile. Erano tutte come morte le cose, poiché avevano perduto la dignità originale alla quale erano state destinate. Loro fine era di servire al dominio o alle necessità delle creature cui spetta di elevare la lode a Dio. Erano schiacciate dall’oppressione e avevano perso vivezza per l’abuso di coloro che s’erano fatti servi degli idoli. Ma agli idoli non erano destinate. Ora invece, quasi risuscitate, si rallegrano di essere rette dal dominio e abbellite dall’uso degli uomini che lodano Dio.
    Hanno esultato come di una nuova e inestimabile grazia sentendo che Dio stesso, lo stesso loro Creatore, non solo invisibilmente le regge dall’alto, ma anche, presente visibilmente tra di loro, le santifica servendosi di esse. Questi beni così grandi sono venuti dal FRUTTO BENEDETTO DEL GREMBO BENEDETTO DI MARIA BENEDETTA.
    Per la pienezza della tua grazia anche le creature che erano negl’inferi si rallegrano nella gioia di essere liberate, e quelle che sono sulla terra gioiscono di essere rinnovate. Invero per il medesimo GLORIOSO FIGLIO DELLA TUA GLORIOSA VERGINITA’ esultano, liberati dalla loro prigionia, tutti i giusti che sono morti prima della sua morte vivificatrice, e gli angeli si rallegrano, perché è rifatta nuova la loro città diroccata.
    O DONNA PIENA E SOVRABBONDANTE DI GRAZIA, ogni creatura rinverdisce, inondata dal traboccare della tua pienezza. O vergine benedetta e più che benedetta, per la cui benedizione ogni creatura è benedetta dal suo Creatore, e il Creatore è benedetto da ogni creatura.
    A Maria Dio diede il Figlio suo unico che aveva generato dal suo seno uguale a se stesso e che amava come se stesso, e da Maria plasmò il Figlio, non un altro, ma il medesimo, in modo che secondo la natura fosse l’unico e medesimo figlio comune di Dio e di Maria. Dio creò ogni creatura, e Maria generò Dio: Dio, che aveva creato ogni cosa, SI FECE LUI STESSO CREATURA DI MARIA, e ha ricreato così tutto quello che aveva creato. E mentre aveva potuto creare tutte le cose dal nulla, dopo la loro rovina non volle restaurarle senza Maria. DIO DUNQUE E’ IL PADRE DELLE COSE CREATE, MARIA E’ LA MADRE DELLE COSE RICREATE. Dio è padre della fondazione del mondo, Maria la madre della sua riparazione, poiché Dio ha generato colui per mezzo del quale tutto è stato fatto, e Maria ha partorito colui per opera del quale tutte le cose sono state salvate. Dio ha generato colui senza del quale niente assolutamente è, e Maria ha partorito colui senza del quale niente è bene.
    DAVVERO CON TE E’ IL SIGNORE CHE VOLLE CHE TUTTE LE CREATURE E LUI STESSO INSIEME DOVESSERO TANTO A TE…

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