QUESTO E’ IL MIO CORPO PER VOI… FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME – PROPOSTE DI “VILLA S. BIAGIO” PER IL MESE DI GIUGNO 2015

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Cari  amici, giugno è il mese delle grandi feste cristiane. Fra tutte eccelle il CORPUS DOMINI   QUESTO E’ IL MIO CORPO OFFERTO IN SACRIFICIO PER VOI:  ci viene ripetuto ad ogni celebrazione eucaristica. Con l’invito a fare lo stesso anche noi, facendoci “PANE SPEZZATO” PER I FRATELLI: FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME. 

 

30 GIUGNO 2015

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Cari amici, qui a Villa S. Biagio, abbiamo iniziato ieri sera un  corso di ESERCIZI SPIRITUALI… e questa mattina  una persona amica mi invia questa notizia di dolore e di …GIOIA. UN GIOVANE PRETE SOFFERENTE CHE SE NE VA CON GESU’ … è una piccola ma …GRANDE NOTIZIA. Chiediamo a lui anche noi la sua benedizione come gliela chiese Papa Francesco … Farà bene a tanti…

  • Due mesi e mezzo fa commosse tutta l’Italia quando, ormai in fin di vita per un cancro, nella stanza della sua abitazione a Barletta fu ordinato sacerdote coronando il suo sogno. 
    Nel primo pomeriggio di oggi Salvatore Mellone, 38 anni, è morto. I funerali saranno celebrati martedì pomeriggio, alle 16.30 dall’arcivescovo Giovanni Battista Pichierri, nella parrocchia del giovane sacerdote, la chiesa del Santissimo Crocifisso, la stessa dove, il 16 aprile scorso, migliaia di persone assistettero in diretta alla ordinazione sacerdotale. Per Salvatore Mellone, che aveva cominciato il percorso in Seminario nel 2011, la Chiesa aveva fatto un’eccezione, comunque prevista in casi come il suo, anticipando di due anni l’ordinazione che in genere avviene dopo sei anni di Seminario.
  • Ma era stata la telefonata che ricevette da Papa Bergoglio, due giorni prima di essere ordinato, a rendere di dominio pubblico la sua storia e il suo desiderio di diventare sacerdote nonostante la malattia. “La prima benedizione che darai da sacerdote la impartirai a me”, gli disse Papa Francesco. “Scenda sul Papa la benedizione di Dio onnipotente”, furono infatti le prime parole di don Salvatore, appena ordinato.

 

29 GIUGNO: FESTA DI S. PIETRO E S. PAOLO

SS. PT E PL

Uniti nel martirio gli apostoli di Cristo
sigillano nel sangue l’annunzio del vangelo.

Maestri di sapienza e padri nella fede
come fiaccole splendono al popolo di Dio. 

O Gesù, re di gloria,  nel nome degli apostoli
proteggi la tua Chiesa pellegrina nel tempo.

  1. So a chi ho dato fiducia: egli, giudice giusto, mi renderà il frutto delle mie fatiche nell’ultimo giorno.
  2. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa,  ho conservato la fede.

Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo 

  • Il martirio dei santi apostoli Pietro e Paolo ha reso sacro per noi questo giorno. Noi non parliamo di martiri poco conosciuti; infatti «per tutta la terra si diffonde la loro voce e ai confini del mondo la loro parola» (Sal 18, 5).
  • Questi martiri hanno visto ciò che hanno predicato.  Hanno testimoniato la verità e sono morti per essa.   Il beato Pietro, il primo degli apostoli, dotato di un ardente amore verso Cristo, ha avuto la grazia di sentirsi dire da lui: «E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa» (Mt 16,18). Su questa pietra stabilirò la fede che tu professi. Fonderò la mia Chiesa sulla tua affermazione: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Tu infatti sei Pietro. Pietro deriva da pietra e non pietra da Pietro. Pietro deriva da pietra, come cristiano da Cristo. 
  • Il Signore Gesù scelse prima della passione i suoi discepoli, che chiamò apostoli. Tra costoro solamente Pietro ricevette l’incarico di impersonare quasi in tutti i luoghi l’intera Chiesa. Ed è stato in forza di questa personificazione di tutta la Chiesa che ha meritato di sentirsi dire da Cristo: «A te darò le chiavi del regno dei cieli» (Mt 16, 19).
  • Ma queste chiavi le ha ricevute non un uomo solo, ma l’intera Chiesa. Da questo fatto deriva la grandezza di Pietro, perché egli è la personificazione dell’universalità e dell’unità della Chiesa. «A te darò» quello che è stato affidato a tutti. È ciò che intende dire Cristo. E perché sappiate che è stata la Chiesa a ricevere le chiavi del regno dei cieli, ponete attenzione a quello che il Signore dice in un’altra circostanza: «Ricevete lo Spirito Santo» e subito aggiunge: «A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi» (Gv 20, 22-23).
  •    Giustamente anche dopo la risurrezione il Signore affidò allo stesso Pietro l’incombenza di pascere il suo gregge. E questo non perché meritò egli solo, tra i discepoli, un tale compito, ma perché quando Cristo si rivolge ad uno vuole esprimere l’unità. Si rivolge da principio a Pietro, perché Pietro è il primo degli apostoli.  Non rattristarti, o apostolo. Rispondi una prima, una seconda, una terza volta. Vinca tre volte nell’amore la testimonianza, come la presunzione è stata vinta tre volte dal timore. Deve essere sciolto tre volte ciò che hai legato tre volte. Sciogli per mezzo dell’amore ciò che avevi legato per timore.  E così il Signore una prima, una seconda, una terza volta affidò le sue pecorelle a Pietro. 
  •  Un solo giorno è consacrato alla festa dei due apostoli. Ma anch’essi erano una cosa sola. Benché siano stati martirizzati in giorni diversi, erano una cosa sola. Pietro precedette, Paolo seguì. Celebriamo perciò questo giorno di festa, consacrato per noi dal sangue degli apostoli. 
  •   Amiamone la fede, la vita, le fatiche, le sofferenze, le testimonianze e la predicazione.

 UN PRETE DEVE ESSERE…

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  • UN PRETE DEVE ESSERE contemporaneamente grande e piccolo. Nobile di spirito come di stirpe reale, semplice e naturale come fosse di origine contadina. Un eroe della conquista di sé… Un uomo che si è battuto con Dio. Una fonte di santificazione. Un peccatore a cui Dio ha perdonato  Un padrone dei propri desideri. Un servitore per i timidi e per i deboli che non si abbassa davanti ai potenti, ma si curva sui poveri. Discepolo del suo Signore,  capo del suo gregge.Un guerriero sul campo di battaglia Una madre per curare i malati Con la saggezza dell’età, i piedi ben piantati per terra; fatto per la gioia,  conoscitore della sofferenza. Lontano da ogni invidia,  un amico della pace, un nemico dell’inerzia. Costante sempre. Così diverso da me! (Manoscritto  di un prete di Salisburgo)
  • SIGNORE DONACI DEI PRETI NUOVI, PLASMATI SU DI TE!   Preti adatti al mondo d’oggi  Che resistono a tutti gli sbandamenti e  a tutte le mode! Preti pieni di Spirito santo, preti innamorati di Te, dell’Eucarestia, della Parola.

  • Preti spezzati alla preghiera. Preti che non guardano l’orologio quando stanno davanti a Te, preti capaci di pregare di giorno e di notte capaci, come Gesù, di passare anche le notti in preghiera. Preti che insegnano a pregare. Preti appassionati dei giovani,  dei poveri, degli ultimi. Mandaci preti profeti,  forti e umili, che non si scandalizzano di nessuna miseria umana Mandaci preti che si sentano peccatori come noi. Signore, mandaci dei preti da battaglia, umili, senza storie per la testa Umili e fedeli  alla Chiesa, che insegnano ad amare la Chiesa, che correggono su se stessi i mali della Chiesa che si puntano il dito addosso  prima di puntarlo sulla Chiesa.

  • Mandaci preti senza storie borghesi, allenati al sacrificio, che sanno parlare ai giovani di sacrificio, che vivono la povertà evangelica, che sanno dividere tutto quello che hanno con il povero.  Mandaci preti aggiornati  con una teologia dagli scarponi ferrati che sa resistere alle  mode di pensiero e ai compromessi mondani. Maria, madre dei preti, madre della chiesa, aggiungi tu quello che manca a questa preghiera  e presentala a Cristo per noi. Amen!(P. Gasparino)

DOMENICA 28 GIUGNO 2015

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  • Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano.
  • Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!».
  • E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

  «GUAI A ME SE NON PREDICASSI IL VANGELO!»

(1 Cor 9, 16).

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Dai «Discorsi» di Paolo VI, papa (Manila, 29 novembre 1970)

  •     «GUAI A ME SE NON PREDICASSI IL VANGELO!» (1 Cor 9, 16). Io sono mandato da lui, da Cristo stesso per questo. Io sono apostolo, io sono testimone. Quanto più è lontana la meta, quanto più difficile è la mia missione, tanto più urgente è l’amore che a ciò mi spinge. Io devo confessare il suo nome: Gesù è il Cristo, Figlio di Dio vivo (cfr. Mt 16, 16).
  • Egli è il rivelatore di Dio invisibile, è il primogenito d’ogni creatura (cfr. Col 1, 15). È il fondamento d’ogni cosa (cfr. Col 1, 12). Egli è il Maestro dell’umanità, e il Redentore. Egli è nato, è morto, è risorto per noi. Egli è il centro della storia e del mondo. Egli è colui che ci conosce e che ci ama. Egli è il compagno e l’amico della nostra vita. Egli è l’uomo del dolore e della speranza. È colui che deve venire e che deve un giorno essere il nostro giudice e, come noi speriamo, la pienezza eterna della nostra esistenza, la nostra felicità.
  • IO NON FINIREI PIÙ DI PARLARE DI LUI. Egli è la luce, è la verità, anzi egli è «la via, la verità, la vita» (Gv 14, 6). Egli è il pane, la fonte d’acqua viva per la nostra fame e per la nostra sete, egli è il pastore, la nostra guida, il nostro esempio, il nostro conforto, il nostro fratello. COME NOI, E PIÙ DI NOI, EGLI È STATO PICCOLO, POVERO, UMILIATO, LAVORATORE E PAZIENTE NELLA SOFFERENZA.
  • Per noi egli ha parlato, ha compiuto miracoli, ha fondato un regno nuovo, dove i poveri sono beati, dove la pace è principio di convivenza, dove i puri di cuore e i piangenti sono esaltati e consolati, dove quelli che aspirano alla giustizia sono rivendicati, dove i peccatori possono essere perdonati, dove tutti sono fratelli.  
  • Gesù Cristo: voi ne avete sentito parlare, anzi voi, la maggior parte certamente, siete già suoi, siete cristiani. Ebbene, a voi cristiani io ripeto il suo nome, a tutti io lo annunzio: Gesù Cristo è il principio e la fine; l’alfa e l’omega. Egli è il re del nuovo mondo. Egli è il segreto della storia. Egli è la chiave dei nostri destini. Egli è il mediatore, il ponte fra la terra e il cielo; egli è per antonomasia il Figlio dell’uomo, perché egli è il Figlio di Dio, eterno, infinito; è il Figlio di Maria, la benedetta fra tutte le donne, sua madre nella carne, madre nostra nella partecipazione allo Spirito del Corpo mistico.
  •    GESÙ CRISTO! RICORDATE: QUESTO È IL NOSTRO PERENNE ANNUNZIO, È LA VOCE CHE NOI FACCIAMO RISUONARE PER TUTTA LA TERRA, E PER TUTTI I SECOLI DEI SECOLI.

 

 

Preghiera di un convertito 

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(A. Carrel)

  • Mio Dio, quanto mi rammarico di non aver capito nulla della vita, di aver tentato di capire cose che era inutile capire.  
  •  La vita non consiste nel capire, ma nell’amare. Fa’ mio Dio che non sia troppo tardi! Che l’ultima pagina non sia ancora scritta. 
  • E’  stato un deserto la mia vita,  perché non ti ho conosciuto.  Fa’ che il deserto fiorisca. Che ogni minuto che mi resta sia consacrato a te.
  • Che io sia nelle tue mani  come fumo portato dal vento.

 

DOMENICA 21 GIUGNO 2015

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Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
 Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
 E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

IL DONO DELLO STUPORE

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Fa’, o Signore, che non perda mai il senso del sorprendente.  Concedimi il dono dello stupore!
Donami occhi rispettosi del tuo creato,
occhi attenti, occhi riconoscenti.
Signore, insegnami a fermarmi:
l’anima vive di pause;
insegnami a tacere: solo nel silenzio si può capire
ciò che è stato concepito in silenzio. Ovunque hai scritto lettere:
fa’ che sappia leggere la tua firma dolce nell’erba dell’aiuola pettinata,
la tua firma forte nell’acqua del mare agitata. Hai lasciato le tue impronte digitali:
fa’ che sappia vederle nei puntini delle coccinelle nel brillìo delle stelle. Tutto è tempio. tutto è altare! Rendimi, Signore, disponibile alle sorprese:
comprenderò la liturgia pura del sole,
la liturgia mite del fiore; sentirò che c’è un filo conduttore in tutte le cose…
…e salirà il voltaggio dell’anima. Amen.

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15 – 20 GIUGNO 2015 – ESERCIZI SPIRITUALI

ABBIAMO UN TESORO IN VASI DI CRETA (2Corinti)

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GIOIE E SOFFERENZE DELL’APOSTOLATO OGGI

–  Come si trovava PAOLO quando scrive la 2Cor?  

 A) – PAOLO NEL PIENO DEL MINISTERO… GRANDI PROVE:

1.     delusione apostolica:  Si sente respinto dalla maggioranza dei suoi fratelli ebrei…Con essi ha fallito ed è rimasto deluso…cfr fatiche per la chiesa di essere accettata  nella cultura odierna

2.     delusione comunitaria:  Pl sognava una comunità unita. Si ritrova una comunità divisa in partiti, malintesi.

3.     difficoltà esteriori e interiori:  “Battaglie all’esterno, timori  di dentro”(2Cor 7,5)

 B)- PAOLO VA AVANTI  s. paolo arte mod SORRETTO DA CERTEZZE DI FONDO

1.     La certezza della vocazione, del carisma ricevuto, dal dono di Dio, può essere tribolato a non finire ma la roccia del suo rapporto con XTO che Lo ha chiamato non crolla.

2.  l’amore di Paolo per questa sua comunità: è un amore a tutta prova…li sente figli(1Cor. 4)3.     E’ una lettera per apostoli in difficoltà: può capitare di tutto ma va conservato AMORE  a  Cristo e  alla gente!

QUANDO SONO DEBOLE…

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È ALLORA CHE SONO FORTE

  • 2COR. 11 … nessuno mi consideri un pazzo. Se no, ritenetemi pure come un pazzo, perché anch’io possa vantarmi un poco. …Tuttavia, in quello in cui qualcuno osa vantarsi – lo dico da stolto – oso vantarmi anch’io.
  • 22Sono Ebrei? Anch’io! Sono Israeliti? Anch’io! Sono stirpe di Abramo? Anch’io! 23Sono ministri di Cristo? Sto per dire una pazzia, io lo sono più di loro: molto di più nelle fatiche, molto di più nelle prigionie, infinitamente di più nelle percosse, spesso in pericolo di morte.
  • 24Cinque volte dai Giudei ho ricevuto i quaranta colpi meno uno; 25tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato lapidato, tre volte ho fatto naufragio, ho trascorso un giorno e una notte in balìa delle onde. 26Viaggi innumerevoli, pericoli di fiumi, pericoli di briganti, pericoli dai miei connazionali, pericoli dai pagani, pericoli nella città, pericoli nel deserto, pericoli sul mare, pericoli da parte di falsi fratelli; 27disagi e fatiche, veglie senza numero, fame e sete, frequenti digiuni, freddo e nudità.
  • Oltre a tutto questo, il mio assillo quotidiano, la preoccupazione per tutte le Chiese. 29Chi è debole, che anch’io non lo sia? Chi riceve scandalo, che io non ne frema?
  • Se è necessario vantarsi, mi vanterò della mia debolezza. 31Dio e Padre del Signore Gesù, lui che è benedetto nei secoli, sa che non mentisco. 32A Damasco, il governatore del re Areta aveva posto delle guardie nella città dei Damasceni per catturarmi, 33ma da una finestra fui calato giù in una cesta, lungo il muro, e sfuggii dalle sue mani.
  • Bisogna vantarsi? Ma ciò non conviene! Pur tuttavia verrò  alle visioni e alle rivelazioni del Signore. 2 Conosco un  uomo in Cristo che, quattordici anni fa – se con il corpo o  fuori del corpo non lo so, lo sa Dio – fu rapito fino al terzo cielo. 3 E  so che quest’uomo – se con il corpo o senza corpo non lo so, lo sa  Dio – 4 fu rapito in paradiso e udì parole indicibili che non è lecito ad  alcuno pronunziare.
  • 5 Di lui io mi vanterò! Di me stesso invece non mi  vanterò fuorchè delle mie debolezze. 6 Certo, se volessi vantarmi, non  sarei insensato, perché direi solo la verità; ma evito di farlo, perché  nessuno mi giudichi di più di quello che vede o sente da me.
  • 7 Perché non montassi in superbia per la grandezza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un inviato di satana  incaricato di schiaffeggiarmi, perché io non vada in superbia. 8 A  causa di questo per ben tre volte ho pregato il Signore che  l’allontanasse da me. 9 Ed egli mi ha detto: “Ti basta la mia grazia; la  mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza”. Mi  vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in  me la potenza di Cristo

G. PL MALATO

 10 Perciò mi compiaccio nelle mie infermità, 

negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni,

nelle angosce  sofferte per Cristo:

QUANDO SONO DEBOLE,  È ALLORA CHE SONO FORTE

Dal trattato «Sul Padre nostro» di san Cipriano,
Noi che siamo figli di Dio, rimaniamo nella pace di Dio

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  •  Cristo vuole che noi chiediamo a Dio il perdono dei nostri peccati, ma ha condizionato il perdono divino al condono dei debiti che gli altri hanno con noi. Dobbiamo dunque ricordare che non è possibile ottenere ciò che chiediamo per i nostri peccati, se anche noi non avremo fatto altrettanto verso chi ha peccato contro di noi.   
  • Questo dovere viene ribadito fortemente da Cristo e confermato con tutto il peso della sua autorità. Egli dice: «Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro, che è nei cieli, perdoni a voi i vostri peccati» (Mc 11, 25).
  • DON ORIONE  DON ORIONE INSTAURARECOME S. PAOLO: CUORE APERTO A TUTTI… Eccellenza Reverendissima,  Don Sterpi le avrà parlato che si è messo un piede nel centro del Chaco…Ho pensato che se V. E. fosse stato qui mi avrebbe dato la benedizione,e ho pensato a tutte quelle anime e a Gesù Cristo e che  mia madre mi diceva  che, in mancanza di cavalli, trottano gli asini, e noi siamo proprio gli asinelli della Divina Provvidenza, o, almeno, desideriamo esserlo. Se sapessi di star qui, le chiederei di andare io al Chaco, per morirci cioè per consumarmi e vivere da vero missionario, affidato al Signore. Eccellenza, mi permetta di pregarla di lasciarmi qui più che può, e, se Dio la ispirasse,  di lasciarmi qui per sempre…
  • mi lasci qui sempre, o mi interni e mi getti dove meglio crederà in Domino, ché sarò sempre felicissimo in Domino. Voglio amare i poveri, gli orfani,  la classe povera, gli operai, i comunisti: vorrei morire per questi miei fratelli, e vorrei essere dimenticato da tutti, vivere e morire dimenticato da tutti, sotto i piedi di tutti, e solo amare Gesù, la santa Chiesa e tutti. 
  • E perdermi nel Signore  io, indegnissimo che ho tanto peccato, che sono stato tanto cattivo col Signore e con la Madonna, e non ho tesoreggiato i doni del Signore! Mi aiuti, caro Padre visitatore, mi aiuti! Mi faccia amare il Signore, mi faccia riparare” 

 

SACERDOTI SIETE GRANDI…

ADORAZIONE EUCARI

SIATE SANTI!

  • Sacerdoti, io non sono prete e non sono mai stato degno di poterlo diventare. Come fate a vivere, dopo aver celebrato la Messa? Ogni giorno avete il Figlio di Dio tra le mani. Ogni giorno avete una potenza che S. Michele arcangelo non ha.
  • Siete grandi.  Sacerdoti,  ve ne scongiuriamo  siate  santi. Se siete santi voi, noi siamo salvi. Se non siete santi voi, noi siamo perduti…Sacerdoti, noi vi vogliamo ai piedi dell’altare.
  • A costruire opere, fabbricati, giornali, lavoro, a correre di qua e di là…siamo capaci  noi .. Ma a pregare siete capaci voi! State accanto all’altare!  Andate a tenere compagnia al Signore. Preghiera e tabernacolo. Tabernacolo e preghiera.  Abbiamo bisogno di quello.   (Prof. Enrico Medi)

 

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C. 5,14ss –  L’AMORE DEL CRISTO CI POSSIEDE

 

GESù

  • …e noi sappiamo bene che uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti. Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risorto per loro. 
  •   …Se uno è in  Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne  sono nate di nuove.  Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé  mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione.    Vi supplichiamo in nome di  Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.  Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi  potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio.
  • C. 6  1 E poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. 2 Egli dice infatti:   Al momento favorevole ti ho esaudito   e nel giorno della salvezza ti ho soccorso 
  • Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza! 3 Da parte nostra non diamo motivo di scandalo a nessuno, perché  non venga biasimato il nostro ministero; 4 ma in ogni cosa ci presentiamo  come ministri di Dio, con molta fermezza nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle angosce, 5 nelle percosse, nelle prigioni, nei tumulti, nelle  fatiche, nelle veglie, nei digiuni; con purezza, sapienza, pazienza, benevolenza, spirito di santità, amore sincero; 7 con parole di verità, con la  potenza di Dio; con le armi della giustizia a destra e a sinistra; 8 nella  gloria e nel disonore, nella cattiva e nella buona fama. Siamo ritenuti  impostori, eppure siamo veritieri; 9 sconosciuti, eppure siamo notissimi;  moribondi, ed ecco viviamo; puniti, ma non messi a morte; 10 afflitti, ma  sempre lieti; poveri, ma facciamo ricchi molti; gente che non ha nulla e  invece possediamo tutto!

Ti ho cercato  o Signore della vita,

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e tu mi hai fatto il dono di trovarti:
te io voglio amare, mio Dio.

Perde la vita, chi non ama te: chi non vive per te, Signore,
è niente e vive per il nulla.

Accresci in me, ti prego, il desiderio di conoscerti
e di amarti, Dio mio:
dammi, Signore, ciò che ti domando; anche se tu mi dessi il mondo intero,
ma non mi donassi te stesso, non saprei cosa farmene, Signore.

Dammi te stesso, Dio mio!
Ecco, ti amo, Signore:
aiutami ad amarti di più.

(S. ANSELMO)

  • 2COR CAP. 1  1 Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, e il fratello  Timòteo, alla chiesa di Dio che è in Corinto e a tutti i santi  dell’intera Acaia: 2 grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal  Signore Gesù Cristo.  3 Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre  misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni  nostra tribolazione perché possiamo anche noi consolare quelli che si  trovano in qualsiasi genere di afflizione con la consolazione con cui  siamo consolati noi stessi da Dio. 
  • 8 Non vogliamo infatti che ignorate, fratelli, come la tribolazione che ci è capitata in Asia ci ha colpiti oltre misura, al di là delle nostre forze, sì da dubitare anche della vita. Abbiamo addirittura ricevuto su di noi la sentenza di morte per imparare a non riporre fiducia in noi stessi, ma nel Dio che risuscita i morti. 10 Da quella morte però egli ci ha liberato
  • Io chiamo Dio a testimone sulla mia vita, che solo per risparmiarvi non sono più venuto a Corinto.  Noi non intendiamo far da padroni sulla vostra fede; siamo invece i collaboratori della vostra gioia, perché nella fede voi siete già saldi.……4 Vi ho scritto  in un momento di grande afflizione e col cuore angosciato, tra molte  lacrime, però non per rattristarvi, ma per farvi conoscere l’affetto  immenso che ho per voi.
  •  5 Se qualcuno mi ha rattristato, non ha rattristato me soltanto, ma  in parte almeno, senza voler esagerare, tutti voi. 6 Per quel tale però è  gia sufficiente il castigo che gli è venuto dai più, 7 cosicché voi  dovreste piuttosto usargli benevolenza e confortarlo, perché egli non  soccomba sotto un dolore troppo forte. 8 Vi esorto quindi a far  prevalere nei suoi riguardi la carità; 9 e anche per questo vi ho scritto,  per vedere alla prova se siete effettivamente obbedienti in tutto. 10 A  chi voi perdonate, perdono anch’io; perché quello che io ho  perdonato, se pure ebbi qualcosa da perdonare, l’ho fatto per voi,  davanti a Cristo

SIA FATTA…prehiera mani LA TUA VOLONTA’

  • La volontà di Dio dunque è quella che Cristo ha eseguito e ha insegnato. È umiltà nella conversazione, fermezza nella fede, discrezione nelle parole, nelle azioni giustizia, nelle opere misericordia, nei costumi severità.
  • Volontà di Dio è non fare dei torti e tollerare il torto subito, mantenere la pace con i fratelli, amare Dio con tutto il cuore, amarlo in quanto è Padre, temerlo in quanto è Dio…
  • NULLA ASSOLUTAMENTE ANTEPORRE A CRISTO, POICHÉ NEPPURE LUI HA PREFERITO QUALCOSA A NOI.

LEGGI TUTTO IN COMMENTI…

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XI DOMENICA

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É il più piccolo di tutti i semi,

ma diventa più grande di tutte le piante dell’orto.

  • Dal Vangelo Mc 4,26-34
    In quel tempo, Gesù diceva alla folla: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa.   Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spig». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». 
  • Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno. L’infinito di Dio raccontato da un minuscolo seme, il futuro nella freschezza di un germoglio di senape. Accade nel Regno di Dio come quando un uomo semina. Il Regno accade perché Dio è l’instancabile seminatore, che non è stanco di noi, che ogni giorno esce a immettere nell’universo le sue energie in forme seminali, germinali, come un nuovo giardino dell’Eden che sta a noi custodire e coltivare. 
  •   La seconda parabola mostra la sproporzione tra il granello di senapa, il più piccolo di tutti i semi, e il grande albero che ne nascerà. il granello non salverà il mondo. Noi non salveremo il mondo. Ma, dice Gesù, gli uccelli verranno e vi faranno il nido.
  • All’ombra del tuo albero grande accorreranno in molti, all’ombra della tua vita verranno per riprendere fiato, trovare ristoro, fare il nido: immagine della vita che riparte e vince. «Se tu hai aiutato anche uno solo a stare un po’ meglio, la tua vita si è realizzata» (Papa Francesco).

 

FESTA DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

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Insegnaci il silenzio

(Alice Claire Mansfield)

  • Santa Maria, Madre di Dio, che hai conservato tutte le cose meditandole nel tuo cuore, insegnaci il profondo silenzio interiore, che ha avvolto tutta la tua vita.

Il silenzio dell’Annunciazione, di fede, missione ed obbedienza,
-il silenzio della Visitazione, di umiltà, di servizio e lode;
-il silenzio di Betlemme, della nascita, incarnazione e meraviglia;
-il silenzio della fuga in Egitto, di perseveranza, speranza e fede;
-il silenzio di Nazareth, di semplicità, intimità e comunione;
-il silenzio del Calvario, di coraggio, morte ed abbandono;
-il silenzio della Pasqua, di resurrezione, giubilo e gloria;
-il silenzio dell’Ascensione, di realizzazione, trasformazione e nuova creazione;
il silenzio della Pentecoste, di pace, potenza ed amore.

  • Maria, nella tua saggezza insegnaci quel silenzio che ci abilita ad ascolta re la voce lieve, ma ferma del nostro Dio; che ci spinge ad adorare lui solo in spirito e verità.
  • Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi ora e sempre, perché possiamo entrare nel tuo silenzio che ci unisce a Gesù, tuo Figlio, nel mistero del suo silenzio davanti al Padre di misericordia.

FESTA DEL S. CUORE DI GESÙ

GESù

L’AMORE DI DIO SI È MANIFESTATO IN CRISTO

(Romani 8, 28-39)

  1.  Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno.  Che diremo dunque in proposito? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica. Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi?
  2. Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?  Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati.
  3. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore. 

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PRESSO DI TE È LA SORGENTE DELLA VITA

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« Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto » (Gv 19, 37),

 Sorgi, dunque, o anima amica di Cristo.

Sii  come «il passero che ha trovato la sua dimora» (Sal 83, 4),

non cessare di vegliare in questo santuario.

   Corri a questa fonte di vita e di luce con vivo desiderio

 e con l’intima forza del cuore grida a lui…

«in te è la sorgente della vita e alla tua luce vediamo la luce”

(Sal 35, 10)».

E’ INCONCEPIBILE

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E’ inconcepibile, è straordinario,
è qualcosa che incide sempre più profondamente
nel mio animo quel tuo stare lì
in silenzio nel tabernacolo.
Vengo in chiesa la mattina e lì ti trovo.
Corro in chiesa quando t’amo
e lì ti trovo.
Ci passo per caso o per abitudine o per rispetto
e lì ti trovo.
Ed ogni volta mi dici una parola,
mi rettifichi un sentimento,
vai componendo in realtà con note diverse
un unico canto,
che il mio cuore sa a memoria
e mi ripete una parola sola:
eterno amore.
Oh! Dio, non potevi inventare di meglio.

Quel tuo silenzio
in cui il chiasso della nostra vita si smorza,
quel palpito silenzioso che ogni lacrima assorbe;
quel silenzio…
quel silenzio,
più sonoro d’un angelico concento;
quel silenzio che alla mente dice il Verbo,
al cuore dona il balsamo divino;
quel silenzio
in cui ogni voce si ritrova incanalata,
ogni prece si risente trasformata;
quella tua presenza arcana…
Lì è la vita, lì è l’attesa;
lì il nostro piccolo cuore riposa,
per riprendere senza posa
il suo cammino.
(Chiara Lubich)

GUARDATE IL CIELO

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Osservate più spesso le stelle.

Quando avrete un peso nell’animo,

guardate le stelle o l’azzurro del cielo.

Quando vi sentirete tristi, quando vi offenderanno…

intrattenetevi col cielo.

Allora la vostra anima troverà la quiete.

Pavel A. Florenskij

 *****

 

 

 

HO SCELTO TE….

Nel silenzio della notte, io ho scelto te.
Nello splendore del firmamento, io ho scelto te.
Nell’incanto dell’aurora, io ho scelto te.
Nelle bufere più tormentose, io ho scelto te.
Nell’arsura più arida, io ho scelto te.
Nella buona e nella cattiva sorte, io ho scelto te.
Nella gioia e nel dolore, io ho scelto te.
Nel cuore del mio cuore, io ho scelto te

(Charles Lawrence)

 

S.  B A R N A B A 

s. barnaba

Cari amici,  da quando tanti anni fa l’ho “scoperto” sono particolarmente affezionato a S. BARNABA … la sua figura è stata importantissima agli inizi della Chiesa. Basta pensare al suo ruolo fondamentale  nell’accogliere nella comunità Saulo convertito… a cui tutti guardavano con diffidenza. Tempo fa avevo tentato una piccola rielaborazione di questa figura…che oggi vorrei di nuovo mettere a vostra disposizione… se può essere utile…sono contento

  •  VIDE LA GRAZIA DEL  SIGNORE E  SI RALLEGRÒ … ( rielaborazione dagli  ATTI degli Apostoli)
  1. Sono nato nell’isola di Cipro. I miei genitori,  alla loro morte,  mi lasciarono fertili terre che ho coltivato con passione,  per lunghi anni. Il lavoro dei campi  mi ha confermato in una innata tendenza  alla mitezza. Mi piace essere conciliante e positivo con le persone, valorizzandone i doni e incoraggiando sempre.  Forse per questo gli Apostoli, dopo un poco che stavo con loro, mi cambiarono nome: Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Barnaba, che  significa “figlio dell’esortazione”, un levita originario di Cipro,  che  era padrone di un campo, lo vendette e ne consegnò l’importo  deponendolo ai piedi degli apostoli.
  2. Venuto a conoscenza dell’insegnamento di Gesù, me  ne innamorai a tal punto che  volli prendere alla lettera il suo invito al giovane ricco:  “Va vendi quello che hai, dallo ai poveri, poi vieni e seguimi”
  3. Feci proprio così. E, recatomi a Gerusalemme per la Pasqua, vi restai per sempre. Fu una  liberazione per la mia vita. Potevo dedicarmi totalmente,   alla nuova fede e ai poveri  che, numerosi, ogni giorno venivano a chiedere aiuto materiale e una parola di conforto. Un giorno notai  nella comunità un nuovo arrivato, Saulo di Tarso. Un personaggio famoso. Prima per aver perseguitato a morte la nostra fede. E poi per la sua  conversione, improvvisa e radicale. Era sulla bocca di tutti. In realtà  si respirava aria di  diffidenza nei suoi confronti.                         Venuto a Gerusalemme,  S. PAOLO IN CAMMINO Saulo cercava di unirsi con i discepoli, ma  tutti avevano paura di lui, non credendo ancora che fosse un  discepolo.

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DALLA «LETTERA AI ROMANI» DI SANT’IGNAZIO DI ANTIOCHIA
UN’ACQUA VIVA MORMORA DENTRO DI ME E MI DICE: VIENI AL PADRE

  1.    A nulla mi gioveranno le attrattive del mondo né i regni di questa terra. È meglio per me morire per Gesù Cristo che estendere il mio impero fino ai confini della terra. IO CERCO COLUI CHE È MORTO PER NOI, VOGLIO COLUI CHE PER NOI È RISORTO. È VICINO IL MOMENTO DELLA MIA NASCITA. Lasciate che io imiti la passione del mio Dio.
  2. NON SIATE DI QUELLI CHE PROFESSANO GESÙ CRISTO E AMANO IL MONDO. Anche se vi supplicassi, quando sarò tra voi, non datemi ascolto. Credete piuttosto a quel che vi scrivo ora, nel pieno possesso della mia vita. Vi scrivo che desidero morire.
  3.  OGNI MIO DESIDERIO TERRENO È CROCIFISSO E NON C’È PIÙ IN ME FIAMMA ALCUNA PER LA MATERIA, MA UN’ACQUA VIVA MORMORA DENTRO DI ME E MI DICE: VIENI AL PADRE. Non mi diletto più di un cibo corruttibile, né dei piaceri di questa vita. Voglio il pane di Dio, che è la carne di Gesù Cristo, della stirpe di Davide, voglio per bevanda il suo sangue che è la carità incorruttibile.    Non voglio più vivere la vita di quaggiù. 
  4.    RICORDATEVI NELLE VOSTRE PREGHIERE DELLA CHIESA DI SIRIA, che ha Dio come pastore al posto mio. Solo Gesù Cristo la governerà come vescovo, e la vostra carità. Io mi vergogno di dirmi membro di quella comunità. NON NE SONO DEGNO, PERCHÉ SONO L’ULTIMO DI TUTTI E COME UN ABORTO. MA OTTERRÒ PER MISERICORDIA D’ESSERE QUALCUNO SE RAGGIUNGERÒ DIO.
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giovani in preghiera

  • La presenza di Gesù nel tabernacolo deve costituire come un polo di attrazione per un numero sempre più grande di anime innamorate di Lui,  capaci di stare a lungo ad ascoltarne la voce e quasi a sentirne i palpiti del cuore. «Gustate e vedete quanto è buono il Signore!» (Sal 33 [34],9).
  • L’adorazione eucaristica fuori della Messa diventi, un impegno speciale per le singole comunità parrocchiali e religiose.

 AD AMARE SI IMPARA

ADORAZIONE EUCARI

DAVANTI ALL’EUCARISTIA…

  1. Amore che perdona: nella notte in cui fu tradito Egli prese il pane…
  2. Amore che benedice e ringrazia: rese grazie con la preghiera di benedizione
  3. Amore che previene e si offre: Offrendosi liberamente alla sua Passione
  4. Amore totale: questo è il mio corpo…questo è il mio sangue
  5. Amore sacrificato: spezzò il pane… è il mio corpo offerto in sacrificio per voi
  6. Amore personale e universale: il calice del mio sangue versato per voi e per tutti
  7. Amore che nutre i fratelli: prendete e mangiatene… prendete e bevetene tutti
  8. Amore che costruisce comunione: grani macinati e impastati per fare un’ostia …
  9. Amore puro che perdona: sangue versato per la remissione dei peccati
  10. Amore silenzioso e fedele: ricambiato o no, continua ad RIMANERE CON NOI

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I Giovani crescono davanti all’Eucarestia ….

  1. Come potranno i giovani conoscere il Signore se non vengono introdotti al mistero della sua presenza? Come il giovane Samuele, imparando la preghiera del cuore, essi saranno più vicini al Signore che li accompagnerà nella loro crescita spirituale e umana

  2. Tutta la vita interiore ha bisogno di silenzio  e di intimità con Cristo per crescere. Questa intimità progressiva con il Signore permetterà ad alcuni giovani d’impegnarsi nel servizio dell’accolitato e di partecipare più attivamente alla Messa…

  3. Stare presso l’altare è per i giovani anche un’occasione privilegiata per ascoltare la chiamata di Cristo e seguirlo più radicalmente nel ministero sacerdotale.

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  •  11. mistero di Luce  nel totale nascondimento: Il Sacramento eucaristico è «mysterium fidei» per eccellenza. Tuttavia, proprio attraverso il mistero del suo totale nascondimento, Cristo si fa mistero di luce, grazie al quale il credente è introdotto nelle profondità della vita divina. Non è senza una felice intuizione che la celebre icona della Trinità di Rublëv pone l’Eucaristia al centro della vita trinitaria.

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  • 13. Non basta leggere la Bibbia nella propria linguaNon basta che i brani biblici siano proclamati in una lingua comprensibile se la proclamazione non avviene con quella cura, quella preparazione previa, quel ascolto devoto, quel silenzio meditativo, che sono necessari perché la Parola di Dio tocchi la vita e la illumini.
  •  14. «Lo riconobbero nello spezzare il pane» (Lc 24,35) È significativo che i due discepoli di Emmaus, lo abbiano riconosciuto mentre stavano a mensa nel gesto semplice della «frazione del pane». È attraverso i segni che il mistero si apre agli occhi del credente.

SUSSIDI EUCARISTICI:

  1. “La piccola ostia giudica l’uomo. Nessuno conosce se stesso se non si è esaminato alla luce di quest’Ostia, che si innalza sopra il ciborio. Ma Cristo si fa in essa presente perché il suo giudizio sull’uomo sia di amore, non di condanna . Così san Francesco di Sales , in un momento di profonda angoscia, fu consolato da Cristo, indimenticabilmente:  io non mi chiamo colui che condanna; il mio nome è GESÙ’! (p.79)
  2. Forza per non peccare “Il peccato, che un moderno maestro ha scritto essere quello che non si può non fare, diventa, proprio quello che non è loro possibile compiere, nemmeno quando carne e sangue ruggiscono e reclamano. Che cosa dunque sostiene coloro che resistono, o che dalla caduta d’un subito si rialzano correndo a lavarsi alla minima macchia e per i quali non essere puri diviene un’insopportabile sofferenza?” (Mauriac- Giovedi santo)
  3. S. LUIGI  ORIONE  DON-ORIONE-MESSA-216x300 CHE GRAN COSA È MAI LA SANTA MESSA! Tante soluzioni vengono dall’altare, tante decisioni dall’altare. Quante e quante volte non sapevo come fare E durante la santa Messa,  ecco che, in un momento, quando si è lì a tu a tu con n. Signore, tutto si chiarisce, tutte le difficoltà, che parevano così ardue e impossibili a superarsi, diventano la cosa più semplice: noi siamo tenebra, ma Gesù è la luce e la soluzione di tuttoChe gran cosa è mai la santa Messa!
  4. Per un sorriso e una…riflessione.  IL FULMINE…FULMINI1                                                           Durante la celebrazione della Messa domenicale, scoppiò improvvisamente un violento temporale. Un fulmine colpì il campanile e fece tremare le pareti della chiesa, che era gremita di gente. Il celebrante, visibilmente scosso, si rivolse ai fedeli: “Interrompiamo un attimo la Messa”, disse. “E mettiamoci a pregare…” L’abitudine impolvera, incrosta, spegne anche le cose più belle e più grandi. E si finisce a farle “per finta”.  

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  1. 1. «Rimani con noi, Signore, perché si fa sera» (cfr Lc 24,29).

Fu questo l’invito accorato che i due discepoli, incamminati verso Emmaus la sera stessa del giorno della risurrezione, rivolsero al Viandante che si era ad essi unito lungo il cammino. Tra le ombre del giorno in declino e l’oscurità che incombeva nell’animo, quel Viandante era un raggio di luce che risvegliava la speranza ed apriva i loro animi al desiderio della luce piena. «Rimani con noi», supplicarono. Ed egli accettò.

  • 2. L‘icona dei discepoli di Emmaus

Sulla strada dei nostri interrogativi e delle nostre inquietudini, talvolta delle nostre cocenti delusioni, il divino Viandante continua a farsi nostro compagno per introdurci, con l’interpretazione delle Scritture, alla comprensione dei misteri di Dio. Quando l’incontro diventa pieno, alla luce della Parola subentra quella che scaturisce dal «Pane di vita», con cui Cristo adempie in modo sommo la sua promessa di «stare con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo» (cfr Mt 28,20).

 

UN AUGURIO PER TUTTI

ARCOBALENO

Benedetto il tuo volto,
se sul tuo volto sai accettare un po’ di lacrime altrui.
Benedette le tue mani,
se le tue mani sanno accettare il lavoro di un fratello.
Benedette le tue labbra,
se hanno saputo trasmettere un messaggio d’amore
e sanno baciare un nemico.
Benedetti i tuoi occhi,
se hanno saputo conservare, tacere un segreto.
Benedette le tue vesti,
se coperte di povertà e umiltà.
Benedetti i tuoi piedi,
se hanno saputo condurti verso i tuoi fratelli bisognosi,
verso Dio.
Benedetti coloro che seguono Dio,
e sanno scoprirlo.
Ma Dio sa amare anche il nemico,
anche colui che lo tradisce.

 

  •  PROPOSTE DI “VILLA S. BIAGIO” PER I PROSSIMI MESI: 

CORSI BIBLICI ED ESERCIZI SPIRITUALI

  • 15 – 20 GIUGNO 2015:  Abbiamo un tesoro in vasi di creta (2Corinzi)      

Gioie e fatiche dell’ apostolato,  oggi

  •   29 GIUGNO – 4 LUGLIO 2015: Viaggio nella vita… (Tobia)
Custodirsi gli uni gli altri: cosa comporta?
  • 17- 20 AGOSTO 2015  (PER GIOVANI di anni o di spirito…) 
La tua vita, un tesoro. Ci giochi o… te la giochi?

 

NB. I corsi  sono aperti a tutti (Preti – religiose/i – Laici e operatori pastorali)  e si svolgono in forma di “lectio divina”  dei testi biblici e di Papa Francesco

 

B)- FAMIGLIE IN VACANZA

LUGLIO  –  AGOSTO 

2015

 STATE CERCANDO UN POSTO PER ALCUNI GIORNI DI RIPOSO ?

Per un riposo “integrale”…

  foto s. biagio1

Villa S. Biagio è l’ ideale!

 

 PER LE SUE 4 B: BED& BREAKFAST  BEACH&  BIBLE

E LE SERATE  BIBLICO-MUSICALI 

SUL LIBRO DEI SALMI 

“CANTATECI I CANTI DI SION”      

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 Villa S. Biagio ti accoglie con gioia  

per una pausa di riposo fisico e spirituale.    

– Info e prenotazioni: 0721.823.175 

d.alesiani@virgilio.it   –  Sito: www.sanbiagiofano.it

LEGGI TUTTO:

9 MANE NOBISCUM DOMINE SINTESI B5 giugno 2015

9a SUSSIDI EUCARISTICI giugno 2015

HAI UN PROBLEMA?  RISOLVILO IN UN’ORA… + HAI UN PROBLEMA b5

 CARISMA E VITA

SUORE SACRAMENTINE2

DELLE SUORE SACRAMENTINE ADORATRICI NON VEDENTI.

  •  Nell’anno dedicato alla vita Consacrata indetto dal Santo Padre Francesco Bergoglio, con umiltà ed a nome della Comunità, desidero presentare il nostro carisma, che lo Spirito Santo ha donato a San Luigi Orione, per diffondere attraverso l’Adorazione Eucaristica e la privazione della vista, le grandi opere nascoste e feconde che si compiono quotidianamente per mezzo della Preghiera e il sacrificio di noi stesse per il bene nostro, dell’Istituto, della Chiesa e di tutta l’umanità. 
  • La nostra Famiglia religiosa delle Suore Sacramentine Adoratrici non vedenti, ha un carisma attualissimo, frutto dello Spirito Santo ed espresso attraverso la geniale fantasia creatrice di un grande santo del XX secolo, san Luigi Orione, sacerdote amante della vita! Prima di inoltrarmi nel presente articolo, vorrei fare una breve premessa per inquadrare la figura del nostro fondatore, San Luigi Orione. E la faccio con le parole di San Giovanni Paolo II pronunciate sia in occasione della sua beatificazione (26 ottobre 1980) che della canonizzazione (16 maggio 2004).
  • LEGGI TUTTO: – PRESENTAZIONE DEL CARISMA SUORE SACRAMENTINE NON VEDENTI

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  1. TESTIMONIANZE SU D. SALVATORE
    Pur stremato dalla malattia che si era ulteriormente aggravata, don Salvatore ha continuato a celebrare l’Eucaristia nella propria abitazione, per poche persone alla volta.

    “Essere prete è bello”, diceva alle tantissime persone che in questi mesi sono andate a fargli visita. Nonostante la malattia, ha sempre accolto benevolmente tutti quelli che ne facevano richiesta. Tutti ha ascoltato, tutti ha confortato. Tutti, nel suo ministero, ha amato, scrive in un comunicato la diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie.

    Don Salvatore era nato a Barletta il 7 marzo 1977. Giovane sempre impegnato nella vita ecclesiale, ha proseguito la sua formazione prima nella parrocchia Santa Maria degli Angeli e, successivamente, nella Parrocchia del SS. Crocifisso, dedicandosi alla formazione dei giovani.

    Nel 2012 entrò nel Seminario regionale di Molfetta: era uomo di preghiera, di profonda spiritualità e di grande apertura culturale. Era anche giornalista pubblicista e nel 2013 scrisse, con il compagno di seminario Vincenzo de Gregorio, “L’umanità libera sorride a Dio. Agorà e Parola” (Tau editrice), dopo la raccolta di poesie “Le scaglie intorno”, scritto nel 1999 (Albatros-Il Filo).

    Nell’estate del 2014 a don Salvatore fu diagnosticata una neoplasia all’esofago a causa della quale si è dovuto sottoporre a terapie intensive che però non lo hanno mai distolto dal cammino di formazione al presbiterato. Nello stesso anno ha chiesto e ottenuto il nulla osta per l’ammissione all’ordine del diaconato e presbiterato, che è stata celebrata il 26 dicembre 2014 nella parrocchia del SS. Crocifisso di Barletta. Quando le condizioni di salute si aggravarono, don Salvatore espresse al suo parroco prima, don Ruggiero Caporusso, e quindi al vescovo monsignor Pichierri il desiderio di completare il suo percorso formativo. E così fu.

    “Le motivazioni di Salvatore non si possono ridurre semplicemente ad un desiderio personale di diventare presbitero – si legge nel comunicato -, ma sono sostenute e avvalorate da un attento discernimento sulla chiamata, che ha sentito confermata in sé, anche nei momenti della malattia. La sofferenza gli ha fatto percepire una più profonda comunione al mistero di Cristo, per una carità a servizio delle persone più sofferenti”.

    Don Salvatore è stato ordinato presbitero il 16 aprile nella sua abitazione.

    Nell’ultimo anno don Salvatore aveva trascorso molto tempo negli ospedali e nonostante la sua lancinante sofferenza, nelle corsie ha sempre trovato il tempo e le parole giuste per rincuorare e infondere speranza. Da questa forte esperienza è nato in lui il desiderio di aiutare gli ammalati poveri, coloro che nella malattia vivono la solitudine fisica, spirituale e l’indigenza materiale. “Qui si celano i prodromi per il suo sogno che, speriamo Dio, possa vedere la luce al più presto”, si legge ancora nel comunicato.

    Don Salvatore ha avuto anche la grande gioia di amministrare il sacramento del Battesimo alla piccola Jennifer, provvidenzialmente il nome della Venerabile Genoveffa di Foggia a cui don Salvatore negli ultimi giorni si era affidato, pregando davanti alla reliquia che gli avevano portato per l’occasione.

    “Al di là del male, penultima parola, privata del suo senso atroce da Gesù Crocifisso, piagato e risorto, a Pasqua, giorno per cui siamo eredi, giorno di vocazione eterna nella gloria”. Così don Salvatore si espresse in una sua più ampia riflessione sulla condizione personale “di presbitero malato nel corpo” e pubblicata interamente sul mensile la Stadera. E proprio riferendosi alla Pasqua, nei suoi ultimi giorni, ha più volte espresso il desiderio che i suoi funerali fossero vissuti alla luce del Cristo risorto e quindi con canti di speranza e il colore liturgico bianco che richiamano la gioia, la festa, la vita.

  2. FESTA DEI SANTI “PIETRO e PAOLO”
    INNO.
    Potente è la tua misericordia,
    o GESU’,
    Figlio di DIO:
    a colui che ti aveva rinnegato
    affidi le chiavi dei cieli,
    e il nemico della tua Chiesa,
    ecco ora
    la diffonde ovunque.

    Vittoria che è
    frutto della grazia,
    conquistata sulla croce:
    da Simone vacillante sulle acque
    hai tratto la roccia fedele,
    il capo
    e il pastore del tuo gregge
    il custode delle tue vie.

    Hai reso l’ardente Fariseo
    il tuo vaso di elezione:
    un apostolo segnato
    dal tuo soffio
    che libero e forte nel cuore,
    si è reso
    messaggero del tuo regno
    per i suoi e i popoli lontani.

    Beato il giorno in cui,
    fratelli,
    ti han seguito nella morte,
    li hai uniti
    nell’offerta della Pasqua,
    di quel sangue sparso per tutti.
    La loro luce splende nella tua,
    ora vivono nella tua vita.

    (CFC)

  3. Una donna PERSE IL SORRISO. Divenne sempre + esile. Non riusciva + a mangiare e in breve non si alzò + dal letto.
    Preoccupato chi la amava la fece ricoverare in ospedale. Vennero al suo capezzale medici e poi specialisti famosi. NESSUNO…RIUSCIVA a scoprire IL GENERE di “malattia”. Scuotevano la testa e dicevano:”Mah”.
    L’ultimo specialista disse: “Direi semplicemente… che non ha + voglia di vivere.
    Senza parlare, chi l’amava, si sedette accanto al letto e le prese la mano. Poi disse: “Tu non morirai!”.
    “Perché?”, chiese lei in un soffio lieve. “Perché IO, HO BISOGNO CHE TU SIA CON ME, e DEL TUO AMORE che MI DAI DA SEMPRE ed io l’ho disdegnato!”.
    “Perché NON ME LO HAI DETTO PRIMA?”
    Da quel momento la donna cominciò a migliorare, e oggi sta benissimo. Mentre “medici e specialisti” continuano a chiedersi CHE RAZZA DI “MALATTIA” avesse, e “QUALE STRAORDINARIA MEDICINA l’avesse fatta “guarire”.

  4. “L’amore è la vita.
    Vi è una terra dei morti e una dei vivi.
    Chi li distingue è l’amore.
    (B. Ferrero)

  5. TU SEI, LO SO; MA DOVE, CHI PUO’ DIRLO?
    In me ti rassomiglia ciò che vedo…
    Lasciami creder dunque che sei qui.
    E quando verrà l’ora del timore
    che chiuderà questi miei occhi umani,
    aprimene, SIGNORE, altri più grandi
    per contemplare la TUA immensa face,
    e la morte mi sia un più grande nascere.

    (E. MONTALE )

  6. PREGHIERA DI LODE E INTERCESSIONE.

    TU,o DIO, sei principio e fine!
    Ti ringraziamo Signore, perchè come GESU’ci inviti a rivolgerci a TE con il più tenero dei nomi: “PADRE”.

    Grazie perchè in TE ogni essere umano si scopre peccatore, ma anche figlio amato e sognato sin dall’eternità.

    Ti chiediamo la forza di cantare sempre e comunque che in TE ogni uomo è nostro fratello.

    La nostra preghiera quotidiana divenga una scuola di
    libertà, di dono, di perdono ,di disponibilità.
    AMEN
    (M.D.)

  7. “Volontà di Dio è tollerare il torto subìto,
    mantenere la pace con i fratelli”.
    Non è così scontato nemmeno per il cristiano
    l’atteggiamento interiore della “tolleranza”.

    Quando qualcuno ci infligge penose ingiustizie,
    ed il grido lacerante del dolore scava l’anima,
    aumenta Signore la capacità del cuore, incrementa la volontà coraggiosa, lieti di rimanere trafitti dai chiodi della tua croce che abilitano all’arte del perdono.

  8. SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ
    Dal trattato «Sul Padre nostro» di san Cipriano

    PROSEGUENDO NELLA PREGHIERA DICIAMO: «SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ IN CIELO E IN TERRA», NON TANTO PERCHÉ FACCIA DIO CIÒ CHE VUOLE, MA PERCHÉ POSSIAMO FARE NOI CIÒ CHE DIO VUOLE. Infatti chi è capace di impedire a Dio di fare ciò che vuole? Siamo noi invece che non facciamo ciò che Dio vuole, perché contro di noi si alza il diavolo ad impedirci di orientare il nostro cuore e le nostre azioni secondo il volere divino. Per questo preghiamo e chiediamo che si faccia in noi la volontà di Dio. E perché questa si faccia in noi abbiamo bisogno della volontà di Dio, cioè della sua potenza e protezione, poiché nessuno è forte per le proprie forze, ma lo diviene per la benevolenza e la misericordia di Dio. Infine anche il Signore, mostrando che anche in lui c’era la debolezza propria dell’uomo, disse: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice!» (Mt 26, 39). E offrendo l’esempio ai suoi discepoli perché non facessero la volontà loro, ma quella di Dio, aggiunse: «PERÒ NON COME VOGLIO IO, MA COME VUOI TU». La volontà di Dio dunque è quella che Cristo ha eseguito e ha insegnato. È umiltà nella conversazione, fermezza nella fede, discrezione nelle parole, nelle azioni giustizia, nelle opere misericordia, nei costumi severità. Volontà di Dio è non fare dei torti e tollerare il torto subito, mantenere la pace con i fratelli, amare Dio con tutto il cuore, amarlo in quanto è Padre, temerlo in quanto è Dio, NULLA ASSOLUTAMENTE ANTEPORRE A CRISTO, POICHÉ NEPPURE LUI HA PREFERITO QUALCOSA A NOI. Volontà di Dio è stare inseparabilmente uniti al suo amore, rimanere accanto alla sua croce con coraggio e forza, dargli ferma testimonianza quando è in discussione il suo nome e il suo onore, mostrare sicurezza della buona causa, quando ci battiamo per lui, ACCETTARE CON LIETO ANIMO LA MORTE QUANDO ESSA VERRÀ PER PORTARCI AL PREMIO.
    Questo significa voler essere coeredi di Cristo, questo è fare il comando di Dio, questo è adempiere la volontà del Padre.

  9. DAL TRATTATO «SUL PADRE NOSTRO» DI SAN CIPRIANO,
    Sia santificato il tuo nome

    Quanto è preziosa la grazia del Signore! Egli ha voluto che noi celebrassimo la nostra preghiera davanti a lui e lo invocassimo col nome di Padre, e come Cristo è Figlio di Dio, così noi pure ci chiamassimo figli di Dio. Questo nome nessuno di noi oserebbe pronunziarlo nella preghiera, se egli stesso non ci avesse permesso di pregare così. Dobbiamo dunque ricordare e sapere, fratelli carissimi, che, SE DICIAMO DIO NOSTRO PADRE, DOBBIAMO COMPORTARCI COME FIGLI DI DIO perché allo stesso modo con cui noi ci compiacciamo di Dio Padre, così anch’egli si compiaccia di noi.
    Comportiamoci come tempio di Dio, perché si veda che Dio abita in noi. E il nostro agire non sia in contrasto con lo spirito, perché, dal momento che abbiamo incominciato ad essere creature spirituali e celesti, non abbiamo a pensare e compiere se non cose spirituali e celesti. Anche il beato Apostolo in una sua lettera ha scritto: «Non appartenete a voi stessi; infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!» (1 Cor 6, 20). Dopo questo diciamo: «SIA SANTIFICATO IL TUO NOME », NON PERCHÉ AUGURIAMO A DIO CHE SIA SANTIFICATO DALLE NOSTRE PREGHIERE, MA PERCHÉ CHIEDIAMO AL SIGNORE CHE IN NOI SIA SANTIFICATO IL SUO NOME. Perciò noi chiediamo e imploriamo che, santificati dal battesimo, perseveriamo in ciò che abbiamo incominciato ad essere. E questo lo chiediamo ogni giorno. Infatti abbiamo bisogno di una quotidiana santificazione. Siccome pecchiamo ogni giorno, dobbiamo purificarci dai nostri delitti con una ininterrotta santificazione.
    Quale sia poi la santificazione che viene operata in noi dalla misericordia di Dio lo annunzia l’Apostolo dicendo: «Né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio. E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio!» (1 Cor 6, 9-11). Ci dice santificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio. NOI PREGHIAMO PERCHÉ RIMANGA IN NOI QUESTA SANTIFICAZIONE. E poiché il Signore e giudice nostro impone a chi è stato da lui guarito o risuscitato di mai più peccare, perché non abbia ad accadergli qualcosa di peggio, CHIEDIAMOGLI GIORNO E NOTTE DI CUSTODIRE IN NOI QUELLA SANTITÀ E QUELLA VITA, CHE VIENE DALLA SUA GRAZIA.

  10. CARI AMICI, RICEVO E PARTECIPO UNA VERA SUBLIME preghiera scritta da un detenuto nel campo di concentramento di Ravensbruck

    SIGNORE RICORDA…

    “Signore ricorda non solo gli uomini e le donne di buona volontà,
    ma anche quelli di cattiva volontà.

    NON RICORDARE SOLO TUTTE LE SOFFERENZE CHE CI HANNO INFLITTO, RICORDA I FRUTTI CHE ABBIAMO PRODOTTO GRAZIE A QUESTA SOFFERENZA…
    la LEALTA’, l’UMILTA’, il CORAGGIO, la GENEROSITA’, la GRANDEZZA DI CUORE CHE TUTTO QUESTO HA ISPIRATO. E quando saranno davanti a Te per essere giudicati, fa’ che tutti questi frutti che abbiamo generato
    siano la loro ricompensa e il loro perdono”

    (preghiera scritta da un detenuto nel campo di concentramento di Ravensbruck)

  11. IL ” SILENZIO ” E IL ” SI'” DI UN SEME CHE , SOTTO LA TERRA , CI DICE CHE SI PUO’ ESSERE PIU’ FORTI DELLA PAURA , DEL BUIO , DEL ” NON CAPIRE IL COME ” …. perche’ più forte di tutto questo è il suo” credere ” che dentro di se’ porta un grande progetto (quello di un albero che lui non può vedere …ma ugualmente ci crede , lo sente !! ) e lui , così piccolo , umile e fragile , accoglie l’aiuto degli altri , del calore del sole , dell’umidità della terra , delle sostanze nutritive…perchè forte il bisogno di non lasciarsi soffocare , di dare un senso al suo essere seme , di guardare in alto .
    QUESTO SEME : L’ESATTO CONTRARIO DEL FIUME DEL DESERTO CHE dalla paura si lascia vincere , che cerca la sua forza solo in se stesso , che non si fida , che si oppone al cambiamento : due immagini così opposte che oggi mi hanno fatto riflettere tanto..

    “Un fiume , durante la sua tranquilla corsa verso il mare , giunse a un deserto e si fermò . Davanti ora aveva solo rocce disseminate di anfratti e caverne nascoste , dune di sabbia che si perdevano nell’orizzonte . Il fiume fu attanagliato dalla paura . “E’ la mia fine. Non riuscirò ad attraversare questo deserto . La sabbia assorbirà la mia acqua e io sparirò . Non arriverò mai al mare . Ho fallito tutto ” si disperò .
    Lentamente le sue acque cominciarono a intorpidirsi . Il fiume stava diventando una palude e stava morendo . Ma il vento aveva ascoltato i suoi lamenti e decise di salvargli la vita . ” LASCIATI SCALDARE DAL SOLE , salirai in cielo sotto forma di vapore acqueo . Al resto penserò io ” gli suggerì .
    Il fiume ebbe ancora più paura ! ” Io sono fatto per scorrere tra due rive di terra , liquido , pacifico , maestoso . Non sono fatto per volare per aria ” . Il vento rispose ” NON AVERE PAURA . Quando sarai nel cielo sotto forma di vapore acqueo , diventerai una nuvola . Io ti trasporterò di là del deserto e tu potrai cadere di nuovo sulla terra sotto forma di pioggia , e ritornerai fiume e arriverai al mare ”
    Ma il fiume aveva troppa paura e fu divorato dal deserto . ”

    Il seme : l’esatto opposto di questo fiume : il suo SI’ , il suo SILENZIO , la sua PERSEVERANZA NONOSTANTE , IL SUO FIDARSI pur non vedendo ….IL SUO ” LASCIARSI FARE ” senza cadere nel senso del fallimento , della paura …il suo accettare i cambiamenti ( e quelle radichette che spuntano sono sinonimo di vita … ) …

    Il seme /il fiume …

  12. CHE MERAVIGLIA DI PREGHIERA…
    “CREDO” che padre Daniele e i suoi fratelli lebbrosi recitavano ogni mattina
    (padre Daniele da Samarate, Servo di Dio, OFMCap, Missionario Cappuccino in Brasile, Lebbroso)

    Io sono figlio di Dio.
    Dio abita in me.
    Posso essere quello che desidero
    perché Dio è il mio aiuto.
    Non mi stanco mai
    perché Dio è la mia forza.
    Non sono mai ammalato e addolorato
    perché Dio è la mia salute.
    Non mi manca niente
    perché Dio è il mio fornitore.
    Proprio perché sono figlio di Dio,
    sono unito alla Divina Presenza di mio Padre.
    Io sono felice in tutto quello che intraprendo
    perché il mio sapere e le mie conoscenze
    aumentano in me ogni giorno che passa.
    Amen.

  13. “FESTA DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA”
    Vergine santa,
    la spada che sul,monte
    ti ha trafitta
    seme è in te
    per generarti madre.

    Vergine saggia,
    osservi il riposo
    della Legge,
    volta nel cuore
    verso quella pietra.

    Vergine forte,
    ravviva la lucerna
    della fede,

    fino a che CRISTO
    SPLENDA in ogni cuore.

  14. FESTA DEL S. CUORE DI GESÙ
    a- Dalla lettera ai Romani di san Paolo, apostolo 8, 28-39

    L’AMORE DI DIO SI È MANIFESTATO IN CRISTO

    Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha riconosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati. Che diremo dunque in proposito? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica. Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi?
    Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello (Sal 43, 22).
    Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.

    b- PRESSO DI TE È LA SORGENTE DELLA VITA
    Dalle «Opere» di san Bonaventura, vescovo
    Considera anche tu, o uomo redento, chi, quanto grande e di qual natura sia colui che pende per te dalla croce. La sua morte dà la vita ai morti, alsuo trapasso piangono cielo e terra, le dure pietre si spaccano.
    Inoltre, perché dal fianco di Cristo morto in croce fosse formata la Chiesa e si adempisse la Scrittura che dice: « Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto » (Gv 19, 37), per divina disposizione è stato permesso che un soldato trafiggesse e aprisse quel sacro costato. Ne uscì sangue ed acqua, prezzo della nostra salvezza. Lo sgorgare da una simile sorgente, cioè dal segreto del cuore, dà ai sacramenti della Chiesa la capacità di conferire la vita eterna ed è, per coloro che già vivono in Cristo, bevanda di fonte viva «che zampilla per la vita eterna» (Gv 4, 14).
    Sorgi, dunque, o anima amica di Cristo. Sii come colomba «che pone il suo nido nelle pareti di una gola profonda» (Ger 48, 28). Come «il passero che ha trovato la sua dimora» (Sal 83, 4), non cessare di vegliare in questo santuario. Ivi, come tortora, nascondi i tuoi piccoli, nati da un casto amore. Ivi accosta la bocca per attingere le acque dalle sorgenti del Salvatore (cfr. Is 12, 3). Da qui infatti scaturisce la sorgente che scende dal centro del paradiso, la quale, divisa in quattro fiumi (cfr. Gn 2, 10) e, infine, diffusa nei cuori che ardono di amore, feconda ed irriga tutta la terra.
    CORRI A QUESTA FONTE DI VITA E DI LUCE CON VIVO DESIDERIO, chiunque tu sia, o anima consacrata a Dio, e con l’intima forza del cuore grida a lui: «O ineffabile bellezza del Dio eccelso, o splendore purissimo di luce eterna! Tu sei vita che vivifica ogni vita, luce che illumina ogni luce e che conserva nell’eterno splendore i multiformi luminari che brillano davanti al trono della tua divinità fin dalla prima aurora.
    O eterno e inaccessibile, splendido e dolce fluire di fonte nascosta agli occhi di tutti i mortali! La tua profondità è senza fine, la tua altezza senza termine, la tua ampiezza è infinita, la tua purezza imperturbabile! Da te scaturisce il fiume “che rallegra la città di Dio” (Sal 45, 5), perché “in mezzo ai canti di una moltitudine in festa” (Sal 41, 5) possiamo cantare cantici di lode, dimostrando, con la testimonianza dell’esperienza, che “IN TE È LA SORGENTE DELLA VITA E ALLA TUA LUCE VEDIAMO LA LUCE” (Sal 35, 10)».

  15. ..eppure…anche quando è amore non corrisposto o sofferto-offerto… anche quando sembra impotente e non capiamo… anche quando è fatto di piccoli gesti.. anche allora : ” LA SOLA COSA CHE SI POSSIEDE E’ L’AMORE CHE SI DA’!” ( I. Allende )

  16. SPIRITO DI DIO ,
    fa’ della Tua Chiesa un roveto che arde di amore per gli ultimi .
    Alimentane il fuoco col tuo olio,
    perchè l’ olio brucia anche.
    Dà alla Tua Chiesa TENEREZZA e CORAGGIO ,
    LACRIME e SORRISI .
    Rendila spiaggia dolcissima per chi è solo e triste e povero .
    Disperdi la cenere dei suoi peccati . Fà un rogo delle sue cupidigie.

    E QUANDO ,
    DELUSA DAI SUOI AMANTI ,
    TORNERA’ STANCA E PENTITA A TE ,
    COPERTA DI FANGO
    E DI POLVERE DOPO TANTO CAMMINARE ,
    CREDILE SE TI CHIEDE PERDONO ,
    NON LA RIMPROVERARE
    MA UNGI TENERAMENTE LE MEMBRA DI QUESTA SPOSA DI CRISTO
    con le fragranze del tuo profumo e con l’olio di letizia .
    E poi introducila , divenuta senza macchie e senza rughe ,
    ALL’ INCONTRO CON LUI
    PERCHE’ POSSA GUARDARLO NEGLI OCCHI
    SENZA TROPPO ARROSSIRE ,
    E POSSA DIRGLI F I N A L M E N T E : ” SPOSO MIO ”

    (Don Tonino Bello )

  17. INNAMORACI di TE, SIGNORE,
    al punto SUPREMO di considerare la CROCE una “SCUOLA DI AMORE” PER ECCELLENZA, IL DOLCE LEGNO DELLA GIOIA PERFETTA.

  18. DALLA «LETTERA AI ROMANI» DI SANT’IGNAZIO DI ANTIOCHIA,

    UN’ACQUA VIVA MORMORA DENTRO DI ME E MI DICE: VIENI AL PADRE

    A nulla mi gioveranno le attrattive del mondo né i regni di questa terra. È meglio per me morire per Gesù Cristo che estendere il mio impero fino ai confini della terra. IO CERCO COLUI CHE È MORTO PER NOI, VOGLIO COLUI CHE PER NOI È RISORTO. È VICINO IL MOMENTO DELLA MIA NASCITA.
    Abbiate compassione di me, fratelli: non impeditemi di vivere, non vogliate che io muoia. Non abbandonate al mondo e alle seduzioni della materia chi vuol essere di Dio. Lasciate che io raggiunga la pura luce; giunto là, sarò veramente un uomo. Lasciate che io imiti la passione del mio Dio. NON SIATE DI QUELLI CHE PROFESSANO GESÙ CRISTO E AMANO IL MONDO. NON TROVI POSTO IN VOI L’INVIDIA. Anche se vi supplicassi, quando sarò tra voi, non datemi ascolto. Credete piuttosto a quel che vi scrivo ora, nel pieno possesso della mia vita. Vi scrivo che desidero morire.
    OGNI MIO DESIDERIO TERRENO È CROCIFISSO E NON C’È PIÙ IN ME FIAMMA ALCUNA PER LA MATERIA, MA UN’ACQUA VIVA MORMORA DENTRO DI ME E MI DICE: VIENI AL PADRE. Non mi diletto più di un cibo corruttibile, né dei piaceri di questa vita. Voglio il pane di Dio, che è la carne di Gesù Cristo, della stirpe di Davide, voglio per bevanda il suo sangue che è la carità incorruttibile.
    Non voglio più vivere la vita di quaggiù. E il mio desiderio si realizzerà, se voi lo vorrete. Vogliatelo, vi prego, per trovare anche voi benevolenza. Ve lo domando con tutta semplicità, credetemi. Gesù Cristo vi farà comprendere che dico il vero. Egli è la bocca veritiera per mezzo della quale il Padre ha parlato in verità. Chiedete per me che io possa raggiungerlo. Non vi scrivo con mire umane, ma secondo il volere di Dio. Se soffrirò, vorrà dire che mi avete voluto bene. Se sarò rimesso in libertà, è segno che mi avete odiato.
    RICORDATEVI NELLE VOSTRE PREGHIERE DELLA CHIESA DI SIRIA, che ha Dio come pastore al posto mio. Solo Gesù Cristo la governerà come vescovo, e la vostra carità. Io mi vergogno di dirmi membro di quella comunità. NON NE SONO DEGNO, PERCHÉ SONO L’ULTIMO DI TUTTI E COME UN ABORTO. MA OTTERRÒ PER MISERICORDIA D’ESSERE QUALCUNO SE RAGGIUNGERÒ DIO.
    Vi saluta il mio spirito e la carità delle chiese, che mi hanno accolto nel nome di Gesù Cristo, e non come un semplice pellegrino. Vi salutano pure quelle chiese che, pur essendo fuori del mio itinerario, pur di potermi vedere, mi precedevano nelle città per le quali passavo

  19. NON VOGLIO SOLO CHIAMARMI CRISTIANO,
    MA ESSERLO REALMENTE
    Ignazio di Antiochia

    Chiedete per me soltanto la forza esterna ed interna perché io sia deciso non solo nel parlare, ma anche nel volere, PERCHÉ NON SOLO SIA DETTO CRISTIANO, MA SIA ANCHE TROVATO TALE.
    Se tale sarò trovato, potrò essere chiamato cristiano e quando il mondo non mi vedrà più, allora sarò un vero fedele. Niente di quel che si vede ha valore. Il nostro Dio Gesù Cristo, ora che è tornato al Padre, si manifesta di più. Dinanzi alle persecuzioni del mondo IL CRISTIANESIMO NON SI SOSTIENE CON PAROLE DELL’UMANA SAPIENZA, MA CON LA FORZA DI DIO.
    Scrivo a tutte le chiese, e a tutti annunzio che morrò volentieri per Dio, se voi non me lo impedirete. Vi scongiuro, non dimostratemi una benevolenza che sarebbe inopportuna. LASCIATE CHE IO SIA PASTO DELLE BELVE, per mezzo delle quali mi è dato di raggiungere Dio. Sono frumento di Dio e sarò macinato dai denti delle fiere per DIVENIRE PANE PURO DI CRISTO. Quando il mondo non vedrà più il mio corpo, allora sarò veramente discepolo di Gesù Cristo. Supplicate Cristo per me, perché per opera di queste belve io divenga ostia per Dio. Perdonatemi, io so quello che va bene per me. Ora incomincio ad essere un vero discepolo. Nessuna delle cose visibili o invisibili mi trattenga dal raggiungere Gesù Cristo. Fuoco e croce, branchi di bestie feroci, i più crudeli tormenti del diavolo ben vengano tutti su di me, PURCHÉ IO POSSA RAGGIUNGERE GESÙ CRISTO.

  20. Il breve racconto “LA BAMBOLA” mi incoraggia a esprimere un pensiero sulle “SOLITUDINI” di oggi. Tante sono! neanche possiamo immaginarle! Alcune le vediamo,altre facciamo finta di non vederle, oppure non le vediamo affatto perchè nascoste dalle mura domestiche.Basterebbe molto poco a far sorridere una creatura; Regalare un sorriso, e perchè no , anche una carezza in mancanza di altro. Questi piccoli gesti non ci costano niente, sono preziosi ,vanno direttamente nel cuore.

  21. LA BAMBOLA”

    La mia amica che ha 50 anni andava a letto con una piccola bambola, e per questo l’hanno messa in manicomio.

    Mi hanno detto che prima di morire accarezzò la bambola e versò qualche lacrima.
    Io sono sicura che la mia amica non era matta.
    Era “soltanto” MOLTO SOLA perché NON LA VOLEVA NESSUNO.

    Fukui (Giappone)
    Una bambina di dieci anni

  22. INNO (Turoldo)

    Così Dio ha amato il mondo
    da mandarci il Figlio suo,
    ed è Lui la nostra Pasqua:
    sacramento e sacrificio.

    Sacrificio in cui s’eterna
    la memoria della croce:
    morte e vita qui s’alterna
    per l’intera umanità.

    “Fate questo in mia memoria,
    proclamate la mia morte,
    annunziate che Io vivo,
    attendete il mio ritorno”.

    Ate,Padre di clemenza,
    per il Figlio tuo splendore,
    nello Spirito tuo Amore,
    lodi e gloria in verità.

  23. OGGI, sulla strada delle inquietudini “ho visto”… il Signore
    TRA L’OSCURITA’ CHE INCOMBEVA in UN “RAGGIO DI LUCE” che mi ha RISVEGLIATO SPERANZA e… DESIDERIO di LUCE PIENA!!

    SUPPLICANDO di RIMANERE HA… ACCETTATO!!
    GRAZIE, Signore della “STORIA… UMANA”.

  24. CALMA IL MIO CUORE(P. Anon)

    Calma il mio cuore, Signore,
    acquieta i pensieri della mia mente.

    Rallenta i miei passi frettolosi
    con la visione lieta del tempo
    che placido si distende nell’eterno.

    Dona al tormento dei miei giorni
    la pace dei colli eterni.

    Sciogli la tensione dell’animo,
    con il ricordo dei ruscelli
    che mormoravano nelle valli.

    Incanta le mie notti insonni
    con la magia di sogni beati.

    Dona carezze alle mie mani,
    alla mia bocca dolci parole,
    al mio cuore palpiti d’amore.

    Lascia, Signore, che affidi
    al solco della vita valori perenni
    perché il mio Spirito si levi sicuro
    verso le stelle.

  25. In prossimità della festa del “CORPUS DOMINI” un invito più gradito di: “TORNARE A SCUOLA DI…AMORE” non potevamo riceverlo. Ora inginocchiamoci……
    ” DAVANTI AL TABERNACOLO”
    Il Tabernacolo è il luogo di incontro privilegiato per gli appuntamenti del cuore.
    E’ la casa di GESU’!
    Vi sono custodite le OSTIE CONSACRATE,dove GESU’è presente”VIVO,VERO,REALE,IN CORPO,SANGUE, ANIMA, DIVINITA’ e UMANITA’;vero UOMO e vero DIO”.(Cf. concilio di Trento.)
    E’ presente con CUORE UMANO e con CUORE DIVINO e quindi con un CUORE traboccante di AMORE,desideroso solo di riversarlo copiosamente in chi lo chiede e lo accoglie.
    GESU’ nel TABERNACOLO non “riceve per appuntamento”; è disponibile sempre, ognuno può parlarGLI quando e quanto vuole.La risposta non si fa attendere per chi ha un cuore semplice,per chi crede al SUO AMORE, per chi non ha fretta. Dal TABERNACOLO EGLI ti vede, ti sente,ti sorride, ti abbraccia, ti stringe idealmente a sè.
    Tu guardalo con amore, anche se i tuoi occhi non vedono il SUO volto. Lasciati guardare, lasciati amare, lasciati accarezzare…Rimani in silenzio e contemplalo senza tante parole, senza pronunciare formule già preparate. Lascia parlare il cuore, il tuo cuore. CREDIMI… La risposta arriva.

  26. …grazie per questi momenti di meditazione che ci offri continuamente. Mi piacerebbe condividere questa meditazione che ho trovato in una novena dedicata al Corpus Domini:
    “Quando sei venuto in mezzo a noi,
    in terra di Palestina,
    nascosta era la tua divinità,
    evidente la tua umanità.
    Ora nel mistero eucaristico,
    velata rimane anche la tua umanità.
    Questo esige fede grande,
    questo reclama fede viva.
    Signore accresci la mia fede,
    Signore donami una fede che ama”.

    Un abbraccio in Gesù e Maria,
    emanuele

  27. FESTA DI S. GIUSTINO: UN TESTIMONE DELL’AMORE A GESU’ FINO ALLA MORTE…

    Dagli «Atti del martirio» dei santi Giustino e compagni
    HO ADERITO ALLA VERA DOTTRINA
    … Dopo il loro arresto, i santi furono condotti dal prefetto di Roma di nome Rustico. Comparsi davanti al tribunale, il prefetto Rustico disse a Giustino: «Anzitutto credi agli dèi e presta ossequio agli imperatori ».
    Giustino disse: «Di nulla si può biasimare o incolpare chi obbedisce ai comandamenti del Salvatore nostro Gesù Cristo».
    Il prefetto Rustico disse: «Quale dottrina professi? ». Giustino rispose: «Ho tentato di imparare tutte le filosofie, poi ho aderito alla vera dottrina, a quel-la dei cristiani, sebbene questa non trovi simpatia presso coloro che sono irretiti dall’errore».
    Il prefetto Rustico disse: «E tu, miserabile, trovi gusto in quella dottrina?». Giustino rispose: «Sì, perché io la seguo con retta fede».
    Il prefetto Rustico disse: «E qual è questa dottrina? ». Giustino rispose: «Quella di adorare il Dio dei cristiani, che riteniamo unico creatore e artefice, fin da principio, di tutto l’universo, delle cose visibili e invisibili; e inoltre il Signore Gesù Cristo Figlio di Dio, che fu preannunziato dai profeti come colui che doveva venire tra gli uomini araldo di salvezza e maestro di buone dottrine. E io, da semplice uomo, riconosco di dire ben poco di fronte alla sua infinita Deità. Riconosco che questa capacità è propria dei profeti che preannunziarono costui che poco fa ho detto essere Figlio di Dio. So bene infatti che i profeti per divina ispirazione predissero la sua venuta tra gli uomini».
    Rustico disse: «Sei dunque cristiano?». Giustino rispose: «Sì, sono cristiano».
    Il prefetto disse a Giustino: «Ascolta, tu che sei ritenuto sapiente e credi di conoscere la vera dottrina; se dopo di essere stato flagellato sarai decapitato, ritieni di salire al cielo?». Giustino rispose: «Spero di entrare in quella dimora se soffrirò questo. Io so infatti che per tutti coloro che avranno vissuto santamente, è riservato il favore divino sino alla fine del mondo intero».
    Il prefetto Rustico disse: «Tu dunque ti immagini di salire al cielo, per ricevere una degna ricompensa? ». Rispose Giustino: «Non me l’immagino, ma lo so esattamente e ne sono sicurissimo». Il prefetto Rustico disse: «Orsù, torniamo al discorso che ci siamo proposti e che urge di più. Riunitevi insieme e sacrificate concordemente agli dèi». Giustino rispose: «Nessuno che sia sano di mente passerà dalla pietà all’empietà».
    Il prefetto Rustico disse: «Se non ubbidirete ai miei ordini, sarete torturati senza misericordia». Giustino rispose: «Abbiamo fiducia di salvarci per nostro Signore Gesù Cristo se saremo sottoposti alla pena, perché questo ci darà salvezza e fiducia davanti al tribunale più temibile e universale del nostro Signore e Salvatore».
    Altrettanto dissero anche tutti gli altri martiri: «Fa’ quello che vuoi; noi siamo cristiani e non sacrifichiamo agli idoli».
    Il prefetto Rustico pronunziò la sentenza dicendo: «Coloro che non hanno voluto sacrificare agli dèi e ubbidire all’ordine dell’imperatore, dopo essere stati flagellati siano condotti via per essere decapitati a norma di legge».
    I santi martiri glorificando Dio, giunti al luogo solito, furono decapitati e portarono a termine la testimonianza della loro professione di fede nel Salvatore.

  28. PREGHIERA PER I SACERDOTI
    (Richard Cushing)

    Dio onnipotente ed Eterno, guarda con amore il volto del tuo Figlio e per l’amore che hai verso di lui, che è il Sommo ed Eterno Sacerdote, abbi misericordia dei tuoi sacerdoti.

    Ricordati, Signore, che sono fragili e deboli essere umani.
    Rinnova in loro il dono della vocazione, che in modo mirabile fu consolidato per l’imposizione delle mani dei tuoi Vescovi.

    Conservali sempre vicino a te e in cerca di te.
    Non permettere che il nemico l’abbia vinta su di loro affinché non abbiano mai la benché minima mancanza nei confronti di così sublime vocazione.

    Signore Gesù, ti prego per i tuoi sacerdoti fedeli e fervorosi, e per quelli infedeli e tiepidi;
    per i sacerdoti che lavorano nel proprio paese
    e per quelli che lavorano in terre e missioni lontane,
    per i tuoi sacerdoti tentati, per quelli che sentono la solitudine, la noia o la stanchezza,
    per i sacerdoti giovani
    per quelli che stanno per morire,
    e anche per le anime dei sacerdoti nel purgatorio.

    Ti raccomando i sacerdoti che più apprezzo:
    il sacerdote che mi battezzò,
    quello che mi ha assolto dai miei peccati,
    i sacerdoti alla cui Messa ho partecipato
    e mi hanno dato il tuo Corpo e Sangue nella Comunione,
    i sacerdoti che mi hanno consigliato, consolato o spronato,
    e quelli verso i quali sono in debito per il loro aiuto.
    Gesù, conservali tutti vicino al tuo Cuore
    e dà loro abbondanti benedizioni. Amen.

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