“SONO VENUTO PERCHE’ ABBIATE VITA IN ABBONDANZA…” PROPOSTE FORMATIVE DI “VILLA S. BIAGIO” – FEBBRAIO 2016

foto s. biagio1

 Cari amici, la giornata della vita che celebriamo domenica 7 febbraio 2016, nell’Anno santo della Misericordia  prende un suo particolare colore…“Siamo noi il sogno di Dio che, da vero innamorato, vuole cambiare la nostra vita”. Con queste parole , Papa Francesco invita a spalancare il cuore alla tenerezza del Padre, “che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati” e ha fatto fiorire la nostra vita.  

  • Per noi di ” Villa S. Biagio”  poi, la giornata della vita coincide con la FESTA DI S. BIAGIO…

S. BIAGIO 3 FEBR

 PROGRAMMA

  • SABATO 6 FEBBRAIO 2016: SANTA MESSA:  Ore 10.30 – Ore 17.00: S. MESSA PREFESTIVA

  DOMENICA 7 FEBBRAIO 2016

  • Ore 8.30:  SANTA MESSA
  • Ore 11.00:  S. MESSA SOLENNE   Presiede il  nostro Vescovo  ARMANDO TRASARTI   Canta la Corale della Parrocchia del Carmine 
  • Ore 12.45: Pranzo in fraternità  –Ore 15.30: RECITA DEL S. ROSARIO per gli ammalati
  • Ore 16.00: SANTA MESSA DI RINGRAZIAMENTO Concelebrano i sacerdoti dell’opera D. Orione.   Segue rinfresco per tutti.
  1.  Dopo ogni celebrazione: BENEDIZIONE DELLA GOLA…  I Sacerdoti sono disponibili  per le confessioni 
  2.  DURANTE I GIORNI DI FESTA  (dopo le funzioni religiose)  È APERTA UNA MOSTRA DI INCISIONI ARTISTICHE  nel ricordo del  Prof. Toni  Battistini E UNA …“MIRACOLOSA” PESCA DI BENEFICENZA

 Chiediamo al Signore, per intercessione di S. Biagio, 3 GRANDI COSE:  

PACE – SALUTE – GIOIA ETERNA IN PARADISO.

PREGHIAMO COSI  

  • Esaudisci, Signore, la tua famiglia,

    riunita nel ricordo del martire SAN BIAGIO

     donale PACE e SALUTE nella vita presente,

    perché  giunga alla GIOIA DEI BENI ETERNI.  

GESTI CHE…PARLANO:  

Come sapete, dopo ogni S. Messa, si benedice la gola, con le CANDELE: S. BIAGIO3: ci richiamano  la luce di  Cristo  e il nostro   Battesimo.  Poi ognuno prende e porta a casa un PANINOpane benedetto: simbolo della forza che  troviamo in Gesù, Pane di vita per noi nella S. Eucaristia.

  • … in un momento di difficoltà non solo economiche,  S. Biagio, Vescovo e Martirepuò aiutarci a ritrovare e  testimoniare 
  •  i perenni valori della nostra Fede, 
  •  l’impegno per la pace tra i popoli, 
  • il rispetto per tutte le religioni 
  • e la solidarietà con chi è nel bisogno.

DOMENICA 7 FEBBRAIO 2016:

GIORNATA bambino-sulle-ginocchiaDELLA VITA 

 LA VITA È MISERICORDIA:

  • Contagiare di misericordia significa aiutare la nostra società a guarire da tutti gli attentati alla vita. L’elenco è impressionante:     
  • È attentato alla vita la piaga dell’aborto.                                     
  • È attentato alla vita lasciar morire i nostri fratelli sui barconi.                                                                                
  • È attentato alla vita la morte sul lavoro perché non si rispettano le minime condizioni di sicurezza.
  • È attentato alla vita la morte per denutrizione.
  • È attentato alla vita il terrorismo, la guerra, ma anche l’eutanasia.  
  • AMARE LA VITA È SEMPRE PRENDERSI CURA DELL’ALTRO” volere il suo bene, coltivare e rispettare la sua dignità trascendente     
  • Contagiare di misericordia significa affermare che è LA MISERICORDIA IL NUOVO NOME DELLA PACE
  • LA MISERICORDIA FARÀ FIORIRE LA VITA:       
  • – quella dei migranti respinti sui barconi o ai confini dell’Europa,             
  • – la vita dei bimbi costretti a fare i soldati,                                                  
  • – la vita delle persone anziane escluse dal focolare domestico                        
  •  – la vita di chi viene sfruttato da padroni senza scrupoli,                             
  • – la vita di chi non vede riconosciuto il suo diritto a nascere.  
  • Contagiare di misericordia significa osare un cambiamento interiore, attraverso opere di misericordia. Opere di chi esce da se stesso, annuncia l’esistenza ricca in umanità, abita fiducioso i legami sociali, educa alla vita buona del Vangelo e trasfigura il mondo con il sogno di Dio.

PARLIAMONE INSIEME:

  1. Giocare con la vita? Quali secondo te le forme più pericolose e insensate di oggi? Perché succede?
  2. Il corpo: lo adoriamo? Lo roviniamo? Lo curiamo in modo equilibrato? Ha senso esagerare nel mangiare per poi…correre in palestra? Chi comanda a “casa nostra”?
  3. Stiamo tutti molto attenti alla dieta… e la nostra realtà interiore come la nutriamo? (passioni, sentimenti, volontà, socialità…) E la nostra  spiritualità? Morire per alcol-droga-fumogiochi pericolosi e “ammazzarsi” di fatica per serietà e amore di qualcuno…è la stessa cosa?
  4. Giocarsi la vita e investirla tutta per una causa nobile…vale la pena?

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donalesiani@gmail.com  www.sanbiagiofano.it

 

9 comments

  1. <<<<<<>>>>>>>>

    Il coraggio e lo stupore di Pietro ci insegnano
    cos’è la fede, cosa significa veramente abbandonare
    tutto e abbandonarsi alla potenza di DIO, al suo sogno d’amore su di noi scommettendo “SULLA SUA
    PAROLA”.
    ” Dalla liturgia della v Domenica…”

  2. LINGUAGGIO DEL CREATO
    (Il Pellegrino russo)

    Quando io pregavo interiormente, tutto il mondo intorno mi appariva sotto un aspetto meraviglioso: alberi, erbe, uccelli, terra, aria, luce, ogni cosa sembrava dirmi che esisteva per l’uomo e testimoniava l’amore di Dio per lui, implorando e cantando la gloria del Signore. E io capivo da questo mirabile concerto ciò che nella Filocalia si chiama “linguaggio del creato”. Ravvisavo il mezzo attraverso cui si può parlare con le creature di Dio.

  3. Beato sarai se…
    (Don Angelo Saporiti)

    Sarai beato se accoglierai la luce e il buio che convivono dentro te,
    se busserai alla porta di chi sta soffrendo,
    se conterai lentamente sino a dieci prima di sbottare,
    se deporrai l’arma della vendetta,
    se eviterai le discussioni inutili,
    se farai felice almeno una persona al giorno,
    se porterai buon umore attorno a te,
    se inizierai per primo a dare il buon esempio,
    se lavorerai con passione e precisione,
    se ti metterai qualche volta nei panni degli altri,
    se offrirai sempre una possibilità a chi ha sbagliato,
    se penserai prima di parlare,
    se non ricambierai il male con il male,
    se rispetterai chi è diverso da te e dalle tue idee,
    se scoprirai nelle persone il lato migliore,
    se vivrai ogni giornata come se fosse la tua unica occasione per dare il meglio di te.
    Se vivrai così, sarai beato,
    non avrai vissuto inutilmente e
    sarai ricordato con amore.

  4. Sono felice di non essere la sola ha sentire la nostalgia di S. Biagio, in maniera diversa, naturalmente! Questa fa parte della nostra natura umana. I ricordi , le nostalgie , mettiamoli nelle mani di DIO, essi potranno diventare piccole perle per illuminare la strada che conduce a LUI. ANCH’IO AUGURO BUONA FESTA E SOPRATTUTTO, BUON RISULTATO DELLA “PESCA MIRACOLOSA”. S. BIAGIO BENEDICA TUTTI E INTERCEDA PER TUTTI.
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  5. In questo momento si sta celebrando la S.Messa nella carissima Villa S.Biagio; sono lontana fisicamente, ma vicina con il ricordo, tanta nostalgia e la preghiera.
    Mi unisco a voi perchè il Signore, attraverso l’intercessione di S.Biagio, sostenga sempre coloro che guidano questa casa di spiritualità e la colmi delle Sue benedizioni.
    Buona festa!
    A.

  6. DAI «DISCORSI» DI SAN SOFRONIO, VESCOVO

    ACCOGLIAMO LA LUCE VIVA ED ETERNA
    LA LUCE VENNE NEL MONDO (CFR. GV 1, 9) E, DISSIPATE LE TENEBRE CHE LO AVVOLGEVANO, LO ILLUMINÒ. CI VISITÒ COLUI CHE SORGE DALL’ALTO (CFR. LC 1, 78) E RIFULSE A QUANTI GIACEVANO NELLE TENEBRE. Per questo anche noi dobbiamo ora camminare stringendo le fiaccole e correre portando le luci. Così indicheremo che a noi rifulse la luce, e rappresenteremo lo splendore divino di cui siamo messaggeri. Per questo corriamo tutti incontro a Dio. Ecco il significato del mistero odierno.
    La luce vera che illumina ogni uomo che viene in questo mondo (cfr. Gv 1, 9) è venuta. TUTTI DUNQUE, O FRATELLI, SIAMONE ILLUMINATI, TUTTI BRILLIAMO. NESSUNO RESTI ESCLUSO DA QUESTO SPLENDORE, NESSUNO SI OSTINI A RIMANERE IMMERSO NEL BUIO. Ma avanziamo tutti raggianti e illuminati verso di lui. Riceviamo esultanti nell’animo, col vecchio Simeone, la luce sfolgorante ed eterna. Innalziamo canti di ringraziamento al Padre della luce, che mandò la luce vera, e dissipò ogni tenebra, e rese noi tutti luminosi. La salvezza di Dio, infatti, preparata dinanzi a tutti i popoli e manifestata a gloria di noi, nuovo Israele, grazie a lui, la vedemmo anche noi e subito fummo liberati dall’antica e tenebrosa colpa, appunto come Simeone, veduto il Cristo, fu sciolto dai legami della vita presente.
    ANCHE NOI, ABBRACCIANDO CON LA FEDE IL CRISTO CHE VIENE DA BETLEMME, DIVENIMMO DA PAGANI POPOLO DI DIO. EGLI, INFATTI, È LA SALVEZZA DI DIO PADRE. VEDEMMO CON GLI OCCHI IL DIO FATTO CARNE. E PROPRIO PER AVER VISTO IL DIO PRESENTE FRA NOI ED AVERLO ACCOLTO CON LE BRACCIA DELLO SPIRITO, CI CHIAMIAMO NUOVO ISRAELE. NOI ONORIAMO QUESTA PRESENZA NELLE CELEBRAZIONI ANNIVERSARIE, NÉ SARÀ ORMAI POSSIBILE DIMENTICARCENE.

  7. ANDARE A RACCONTARE AMORE!
    Tu vai, Signore Gesù,
    cammini tra la gente
    e annunci il regno del Padre,
    realizzi la Sua Parola,
    sei trasparenza del Suo AMORE.

    Insegnaci ad andare come Te,
    lungo le nostre strade,
    tra la gente, senza paura,
    senza timore di incomprensione,
    senza calcolare i rischi.

    Insegnaci ad andare,
    liberi e leggeri,
    per raccontare al mondo
    l’AMORE di DIO PADRE
    (VVPP)

  8. La prova necessaria per volare!

    “Dio non ci manda mai prove senza darci insieme la forza necessaria per sopportarle”
    (Edith Stein, Santa Teresa Benedetta della Croce)

    Non vi sembri questa frase il pagliativo di una disperata che non riesce a dare un senso alla propria sofferenza; certo Edith nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, non poteva che chiedersi il perché di quella prova.

    Ebbene, a me questa sua frase ha cambiato la vita; non fraintendetemi, non c’è nessuno a cui la vita sorrida sempre, ma, può accadere che, ad un certo punto, si decida di sorridere alla vita, comunque, dovunque e con chiunque essa scorra. Penso sia stata la scelta di Santa Teresa Benedetta della Croce.

    Perché dunque la prova? Perché la sofferenza? Incredibile ma vero: per scoprire le forze che Dio stesso ci ha dato. Essa invero è strumento tramite cui conoscere se stessi, pr endere soprattutto coscienza dei propri limiti, in modo da imparare a confidare in Colui che solo può intervenire in nostro aiuto. Gesù per primo “pur essendo Figlio, imparò tuttavia l’obbedienza dalle cose che patì”(Eb.5,8).

    D’altronde, un padre che vuole insegnare al figlio a camminare, prima o poi, dovrà lasciargli le manine, per fargli sperimentare l’equilibrio. Questo non significa che lo abbandoni: quello stesso padre non starà lì, proprio dietro il figlioletto, con le braccia aperte, pronto a prevenire le cadute, o, se del caso, a rialzarlo? Dal dolore di quelle prime cadute il figlio potrà, in compenso, apprendere l’arte del camminare, indispensabile per affrontare la vita.

    Allo stesso modo, Dio, nostro Padre, ci lascia pian piano le mani, perché, anche provando a volte dolore, possiamo prender coscienza della natura divina che è in noi. Dunque, la prova, la sofferenza, che poi, almeno per quel che mi riguarda, si traduce spesso in un senso di abbandono, non è che quel lasciarci le mani, da parte di Dio, che ci porta ad imparare a camminare verso la Vita Vera in un fiducioso abbandono.

    Passare per lo stretto buco del bozzolo è lo sforzo necessario affinché la farfalla possa trasmettere il fluido del suo corpo alle sue ali, così che possa volare.

    Se Dio ci permettesse di vivere la nostra vita senza mai incontrare ostacoli, saremmo limitati. Non potremmo essere forti come siamo. Non potremmo mai volare!

  9. SEMINA CON GIOIA…

    Semina…semina
    Quello che conta è seminare…
    semina con un tuo sorriso,
    con un tuo saluto.
    Semina con un tuo dolce sguardo,
    con un caloroso abbraccio.
    Semina in ogni occasione e circostanza
    con coraggio ed entusiasmo!
    Semina con fede,
    ma soprattutto con amore;
    così che il tuo seminare
    diventi fecondo.
    E se il seme cadrà su un terreno arido
    senza produrre né frutto né fiori,
    rimarrà comunque in te
    la gioia d’aver seminato.

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