PROPOSTE FORMATIVE DI  VILLA S. BIAGIO –  Ottobre 2016

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Cari amici, 

 quasi certamente nei mesi passati, abbiamo fatto la confortante esperienza di attraversare la “porta santa” di qualche Chiesa o Santuario… Avvicinandoci ormai alla fine dell’Anno Santo, ho pensato che nel prossimo mese di Ottobre, dedicato alle missioni,  sarebbe bello aiutarci a capire che la missione deve cominciare dalle nostre famiglie e dalla comunità in cui viviamo.                                

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LA PRIMA “PORTA SANTA”

DA ATTRAVERSARE E’ QUELLA DI … CASA NOSTRA. 

PROPOSTE FORMATIVE DI  VILLA S. BIAGIO

–  Ottobre 2016  –

  • OGNI DOMENICA ORE 10.30: S. MESSA …Al termine, ore 11.20,  breve catechesi sulla esortazione di Papa Francesco: LA GIOIA DELL’AMORE
  • DOMENICA 16 OTTOBRE: VIAGGIO ALLE SORGENTI

         Ore 9–16: RITIRO SPIRITUALE CON il VANGELO DI GIOVANNI

  • DOMENICA 30 OTTOBRE: PER FIDANZATI  E FAMIGLIE – Laboratori di spiritualità  familiare con “AMORIS LAETITIA”

PROGRAMMA:  15.30: Ascolto della Parola  16.30: Preghiera e dialogo di coppia  17.30: Scambio di esperienze – merenda insieme – 18.30: Preghiera conclusiva

  • PER TUTTI:  PRESSO  Santuario S. GIOVANNI BOSCO – Iniziamo sabato 8 ottobre (ore 16) terminiamo 1° Aprile 2017

 A)- “PRENDI  e  MANGIA” -Lettura commentata della Bibbia “Costruiamo muri o ponti?”  Qual è il  compito  del cristiano, oggi? La Chiesa e la famiglia nella Lettera agli Efesini

B)- SABATO 29 (ORE 16)“La famiglia cristiana, ieri e oggi”  Iniziamo sabato 8 ottobre (ore 16) terminiamo 1° Aprile 2017

C) – ALLA SCUOLA DEI TESTIMONI: I SANTI SPOSATI: I GENITORI DI S. TERESA DEL BAMBIN GESÙ     Vedi allegati…

Info e prenotazioni:   0721.823.175  / 3338890862   

donalesiani@gmail.com  –  www.sanbiagiofano.it

19 OTTOBRE  2016

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S. PAOLO DELLA CROCE

OGGI LA LITURGIA CI OFFRE DUE LETTURE MOLTO UTILI PER SUPERARE I MOMENTI DI PROVA…

  1. PREDICHIAMO CRISTO CROCIFISSO Dalle « Lettere » di san Paolo della Croce, sacerdote  E cosa nobile e santa meditare sulla passione di Cristo; questo è il modo di arrivare alla santa unione con Dio. In questa santissima scuola s’impara la vera sapienza: qui l’hanno imparata i santi.  L’amore fa proprie le pene dell’amato Bene. Un tal fuoco, che penetra fin nelle midolla delle ossa, trasforma l’amante nell’amato e unisce in modo così sublime l’amore col dolore, il dolore coll’amore, da formare un insieme di amore e di dolore tanto unito che non si distingue né l’amore dal dolore, né il dolore dall’amore. L’ANIMA AMANTE GIOISCE NEL SUO DOLORE E FA FESTA NEL SUO DOLOROSO AMORE.  Fate che non solamente nell’interno ma anche nell’esterno si veda da tutti CHE PORTATE L’IMMAGINE DI GESÙ CROCIFISSO, TUTTO DOLCE, MANSUETO, PAZIENTE. Chi infatti si mantiene interiormente unito con il Figliuolo del Dio vivo, ne porta l’immagine anche al di fuori, con un continuo esercizio d’eroica virtù e massime d’un patire virtuoso, Che Non Si Lamenta Né Di Dentro Né Di Fuori. Statevene così tutti nascosti in Gesù Crocifisso, senza desiderare altro che d’essere tutti trasformati per amore in ciò che egli vuole in tutto, in tutto. Così, divenuti veri innamorati dei Crocifisso, CELEBRERETE OGNI MOMENTO LA FESTA DELLA CROCE NEL TEMPIO INTERIORE, IN UN SILENZIOSO PENARE SENZA APPOGGIO A CREATURA ALCUNA. E POICHÉ LE FESTE SI CELEBRANO CON ALLEGREZZA, COSÌ LA FESTA DELLA CROCE DEI DEVOTI DEL CROCIFISSO SI FA PENANDO E TACENDO CON VOLTO ILARE E SERENO, PERCHÉ TAL FESTA SIA PIÙ SEGRETA ALLE CREATURE E SCOPERTA SOLAMENTE AL SOMMO BENE. IN QUESTA FESTA SI FA SEMPRE SOLENNE BANCHETTO, PERCHÉ CI SI NUTRE DELLA DIVINA VOLONTÀ, AD ESEMPIO DEL NOSTRO AMORE CROCIFISSO.
  2. PREGHIERA DI ESTER C. 4 NEL MOMENTO PIU’ DIFFICILE DELLA SUA VITA LEGGI IN COMMENTI

18 OTTOBRE 2016

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FESTA DI S. LUCA, EVANGELISTA 

SOLO LUCA E’ CON ME… (2Tm 4,11)  La fedeltà è ancora un valore ?

  1. 2TIM  4,1 Davanti a Dio e davanti a Cristo Gesù che si manifesterà come re, quando verrà a giudicare i vivi e i morti, voglio farti una raccomandazione:   predica la parola di Dio, insisti in ogni occasione, rimprovera, raccomanda e incoraggia, usando tutta la tua pazienza e la tua capacità d’insegnare.
  2. Perché ci sarà un tempo nel quale gli uomini non vorranno più ascoltare la sana dottrina, ma seguiranno le loro voglie: si procureranno molti nuovi maestri, i quali insegneranno le cose che essi avranno voglia di ascoltare.  Non daranno più ascolto alla verità e andranno dietro alle favole.  Tu pero sta’ sempre in guardia, sopporta le sofferenze, continua il tuo lavoro di predicatore del vangelo, porta a termine il tuo impegno a servizio di Dio.
  3. Quanto a me, ormai è giunta l’ora di offrire la mia vita come sacrificio a Dio. È il momento di iniziare il mio ultimo viaggio.  Ho combattuto la buona battaglia, sono arrivato fino al termine della mia corsa e ho conservato la fede.  Ora mi aspetta il premio della vittoria: il Signore, che è giudice giusto, mi consegnerà la corona di uomo giusto.
  4. Nell’ultimo giorno egli la consegnerà non solo a me, ma anche a tutti quelli che aspettano con amore il momento del suo ritorno.
  5. Fa’ il possibile per venire presto da me, perché Dema mi ha abbandonato: ha preferito le cose di questo mondo ed è andato a Tessalonica. Anche Crescente e Tito sono andati via, uno verso la Galazia e l’altro in Dalmazia.  Soltanto Luca è con me.
  6. Venendo, portami il mantello che ho lasciato a Tròade in casa di Carpoe i libri, soprattutto le pergamene.  
  7. Porta con te anche Marco, perché mi sarà utile nel lavoro a servizio di Dio.  Tìchico l’ho mandato a Efeso. Figlio mio, Dema mi ha abbandonato… Crescente è andato in Galazia, Tito in Dalmazia. Solo Luca è con me. Prendi con te Marco e portalo, perché mi sarà utile per il ministero.
  8. La prima volta che ho dovuto difendermi in tribunale, nessuno mi è rimasto vicino. Mi hanno abbandonato tutti. Dio non voglia tenerne conto!  Però il Signore è rimasto con me e mi ha dato la forza: di modo che, anche in quella occasione, io ho potuto annunziare il suo messaggio e farlo ascoltare a tutti quelli che non conoscono Dio.

…PER SAPERNE UN PO’ DI PIU’…LEGGI:  019 Luca (deff)

17 OTTOBRE 2016

S. IGNAZIO DI ANTIOCHIA

S. IGNAZIO DI ANTIOCHIA – MARTIRE

UN’ACQUA VIVA MORMORA DENTRO DI ME E MI DICE:

VIENI AL PADRE

  •   A nulla mi gioveranno le attrattive del mondo né i regni di questa terra. È meglio per me morire per Gesù Cristo che estendere il mio impero fino ai confini della terra. IO CERCO COLUI CHE È MORTO PER NOI, VOGLIO COLUI CHE PER NOI È RISORTO. È VICINO IL MOMENTO DELLA MIA NASCITA.
       Abbiate compassione di me, fratelli: non impeditemi di vivere, non vogliate che io muoia. Non abbandonate al mondo e alle seduzioni della materia chi vuol essere di Dio. Lasciate che io raggiunga la pura luce; giunto là, sarò veramente un uomo. Lasciate che io imiti la passione del mio Dio.
  • NON SIATE DI QUELLI CHE PROFESSANO GESÙ CRISTO E AMANO IL MONDO. Anche se vi supplicassi, quando sarò tra voi, non datemi ascolto. Credete piuttosto a quel che vi scrivo ora, nel pieno possesso della mia vita. Vi scrivo che desidero morire.
  •    OGNI MIO DESIDERIO TERRENO È CROCIFISSO E NON C’È PIÙ IN ME FIAMMA ALCUNA PER LA MATERIA, MA UN’ACQUA VIVA MORMORA DENTRO DI ME E MI DICE: VIENI AL PADRE.    Non voglio più vivere la vita di quaggiù. E il mio desiderio si realizzerà, se voi lo vorrete.
  •    RICORDATEVI NELLE VOSTRE PREGHIERE DELLA CHIESA DI SIRIA, che ha Dio come pastore al posto mio. Solo Gesù Cristo la governerà come vescovo, e la vostra carità. Io mi vergogno di dirmi membro di quella comunità. NON NE SONO DEGNO, PERCHÉ SONO L’ULTIMO DI TUTTI E COME UN ABORTO. MA OTTERRÒ PER MISERICORDIA D’ESSERE QUALCUNO SE RAGGIUNGERÒ DIO.
    LEGGI TUTTO IN COMMENTI…

15  OTTOBRE 2016

S. TERESA AVILARICORDIAMOCI  DELL’AMORE DI CRISTO
Chi ha come amico Cristo Gesù 

può certo sopportare ogni cosa;

Gesù infatti aiuta e dà forza,

non viene mai meno ed ama sinceramente.

  • Ne ho fatto molte volte l’esperienza, e me l’ha detto il Signore stesso. Ho visto nettamente che dobbiamo passare per questa porta, se desideriamo che la somma Maestà ci mostri i suoi grandi segreti. Non bisogna cercare altra strada, anche se si è raggiunto il vertice della contemplazione, perché per questa via si è sicuri. E’ da lui, Signore nostro, che ci vengono tutti i beni. Egli ci istruirà. Meditando la sua vita, non si troverà modello più perfetto.
  • Che cosa possiamo desiderare di più, quando abbiamo al fianco un così buon amico che non ci abbandona mai nelle tribolazioni e nelle sventure, come fanno gli amici del mondo? Beato colui che lo ama per davvero e lo ha sempre con sé!
  • Guardiamo il glorioso apostolo Paolo che non poteva fare a meno di avere sempre sulla bocca il nome di Gesù, perché l’aveva ben fisso nel cuore. Bisogna percorrere questa strada con grande libertà, abbandonandoci nelle mani di Dio.
  • Se egli desidera innalzarci fra i principi della sua corte, accettiamo volentieri tale grazia. Ogni volta poi, che pensiamo a Cristo, ricordiamoci dell’amore che lo ha spinto a concederci tante grazie e dell’accesa carità che Dio ci ha mostrato dandoci in lui un pegno della tenerezza con cui ci segue: amore infatti domanda amore. Perciò sforziamoci di considerare questa verità e di eccitarci ad amare.
  • Se il Signore ci facesse la grazia, una volta, di imprimerci nel cuore questo amore, tutto ci diverrebbe facile e faremmo molto, in breve e senza fatica.

Dalle «Opere» di santa Teresa di Gesù, Vergine
LEGGI – Santa Teresa dI GESù

 

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MADONNA DEL S. ROSARIO

MISTERI del ROSARIO – MISTERI di VITA 

S. BERNARDO: SE EGLI NON FOSSE VENUTO IN MEZZO A NOI, CHE IDEA SI SAREBBE POTUTO FARE DI DIO L’UOMO, SE NON QUELLA DI UN IDOLO, FRUTTO DI FANTASIA? Sarebbe rimasto incomprensibile e inaccessibile, invisibile e del tutto inimmaginabile. INVECE ha voluto essere veduto, ha voluto essere immaginato. Dirai: DOVE E QUANDO SI RENDE A NOI VISIBILE?

APPUNTO NEL PRESEPIO, nativitagi_44503432

 MENTRE PREDICA SULLA MONTAGNA, MENTRE PASSA LA NOTTE IN PREGHIERA,
MENTRE PENDE SULLA CROCEmaria-sangue-gesù1-202x300 E ILLIVIDISCE NELLA MORTE, 
OPPURE MENTRE, LIBERO TRA I MORTI,

 RISORGE IL TERZO GIORNO E MOSTRA AGLI APOSTOLI LE TRAFITTURE DEI CHIODIPASQUA11, QUALI SEGNI DI VITTORIA, E, FINALMENTE, MENTRE SALE AL CIELO SOTTO I LORO SGUARDI. NON È FORSE COSA GIUSTA, PIA E SANTA MEDITARE TUTTI QUESTI MISTERI? Quando la mia mente li pensa, vi trova Dio, vi sente colui che in tutto e per tutto è il mio Dio. È dunque vera sapienza fermarsi su di essi in contemplazione. È DA SPIRITI ILLUMINATI RIANDARVI PER COLMARE IL PROPRIO CUORE DEL DOLCE RICORDO DEL CRISTO.

MISTERI GAUDIOSI “… vi annuncio una grande gioia!” 

  • I° MISTERO: Maria si apre, mente e cuore, all’annuncio divino e nel suo grembo verginale il Verbo si fa carne.  E’ LA GIOIA DEL SI’ A DIO…
  •  TESTO BIBLICO: “…Maria disse: Eccomi, sono la serva del Signore…” (Lc 1,38) “…per questo entrando nel mondo Cristo dice: Ecco io vengo…” (Ebr 10,7)
  •  PREGHIAMO CON MARIA perchè il nostro cuore oggi si apra alla Parola di Dio e siamo disponibili a dire in ogni circostanza -SI’,VOLENTIERI, PER TE, SIGNORE!– PADRE NOSTRO… 10 AVE MARIA…

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  •  2° MISTERO: Maria si reca sollecita e premurosa da Elisabetta. E’  LA G I O I A DEL SI` Al FRATELLI
  •  TESTO BIBLICOIn quei giorni Maria si mise in viaggio verso La montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda…” (Lc 1,39)
  • PREGHIAMO CON MARIA perchè riusciamo oggi ad amare concretamente i fratelli portando loro aiuto e serenità.

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  •  III. MISTERO: Maria Vergine in una grotta di Betlemme diventa Madre di Gesù, primogenito tra molti fratelli. E’ LA GIOIA DELL’INCARNAZIONE, DI DIO-CON-NOI
  •  TESTO BIBLICO: ” Il verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.” (Gv 1,14) 
  • PREGHIAMO CON MARIA perchè Gesù continui ad incarnarsi in noi e le nostre vite siano ancora oggi “Gloria a Dio e pace agli uomini”.

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  • 4° MISTERO: Gesù presentato al tempio viene proclamato dal vecchio Simeone luce e salvezza delle genti. E’ LA GIOIA DEL NOSTRO QUOTIDIANO RIOFFRIRCI A DIO
  •  TESTO BIBLICO: “…portarono il Bambino a Gerusalemme per offrirlo a1 Signore.” (Lc 2,22) 
  • PREGHIAMO CON MARIA perchè la nostra offerta al Signore si trasformi in conforto e luce per quanti incontreremo oggi sul nostro cammino.

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  •  5* MISTERO: Gesù ritrovato nel tempio manifesta la sua vera realtà di Figlio di Dio e la volontà di vivere solo per il Padre. E’ LA GIOIA DEL PRIMATO DI DIO NELLA NOSTRA VITA
  •  TESTO BIBLICO: “…non sapevate che devo attendere alle cose del Padre mio?” (Lc 2,49) 
  • PREGHIAMO CON MARIA perchè le cose di Dio siano davvero al primo posto in questa nostra giornata e tutto facciamo nel nome del Signore.

 

LEGGI TUTTO: MISTERI DELLA GIOIA

MISTERI DELLA GLORIA

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I figli d’Adamo * non gemano più:

 è vinta la morte, * risorto è Gesù.



MISTERI GLORIOSI

  1. I figli d’Adamo * non gemano più: è vinta la morte, * risorto è Gesù.
  • Cristo è risorto! Ma è ancora in mezzo, di noi, è sempre con noi, per asciugare ogni lagrima e trasformare tutti i dolori in amore. Cristo è risorto! Ohi risorga Cristo anche in noi …
  1. Gesù nostro capo * ascende su in ciel, e un posto prepara .* ai figli fedel.
  • Fratelli, i popoli sono stanchi, sono disillusi; sentono che tutta è vana tutta è vuota 1a vita, senza Dio. Siamo noi all’alba d’una grande rinascita cristiana ? Cristo ha pietà delle turbe Cristo vuole risorgere, vuol riprendere il suo posto Cristo avanza: l’avvenire è di Cristo!
  1. In lingue di fuoco * discende dal cielo lo Spirito Santo * maestro fedel.
  • Stendi, o Chiesa del Dio vivente, le tue grandi braccia, e avvolgi nella tua luce salvatrice le genti. Mille volte ti benedico e mille volte ti amo
  1. In cielo assunta * accanto a Gesù, tu veglia e proteggi .* i figli quaggiù:
  • O Vergine Madre, ricordati di noi; parla al Tuo Divin Figlio per noi peccatori;! E che io pianga, tra le tue braccia materne,  le mie grandi miserie, pianga di dolore, pianga di amore;  
  1. Regina dei Santi * t’elesse il Signor, recinse il tuo capo * di gloria ed onor.
  •  Dacci,’ Maria, un animo grande, cuore grande e magnanimo, arrivi a tutti i dolori e a tutte le lagrime. E poi… e poi il santo Paradiso Vicini a Te, Maria: sempre con  Gesù, sempre con Te, seduti ai tuoi piedi, o Madre nostra, in Paradiso, in Paradiso!

Salve Regina … GPL II rosario Fede e coraggio, o miei figliuoli: 

Ave Maria, e avanti!

  •  Signore, pietà   Cristo, pietà  
  • Cristo, ascoltaci  Padre celeste, Dio pietà di noi Figlio redentore del mondo, Dio pietà di noi Spirito Santo, Dio pietà di noi
  • Santa Trinità,unico Dio pietà di noi
  • Vergine di Nazareth     prega per noi
  • Sposa di Giuseppe operaio    prega per noi
  • Madre per opera dello Spirito Santo prega per noi
  • Ancella del Signore prega per noi
  • O benedetta fra tutte 1e donne prega per noi
  • Madre  del Signore prega per noi
  • Madre,che presentasti Gesù al tempio prega per noi
  • Madre,che i Magi trovarono col Bambino prega per noi
  • Madre,che Giuseppe condusse in Egitto prega per noi
  • Madre,che cercasti Gesù per tre giorni prega per noi
  • Vergine,che conservavi tutto nel tuo cuore prega per noi
  • O Maria,tu che scegliesti la parte migliore prega per noi
  • O beata,che ascoltavi la Parola di Dio prega per noi
  • O beata,che vivevi la Parola di Dio prega per noi
  • O Madre,che ferma stavi sotto la Croce prega per noi
  • O Maria,con gli Apostoli perseverante in preghiera prega per noi
  • Madre della Chiesa prega per noi
  • Agnello di Dio che prendi su di Te i peccati del mondo (3v.) – Abbi pietà di noi !

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4 OTTOBRE: s. francesco 2 S. FRANCESCO D’ASSISI

Francesco poverello, rivestito di grazia,

ascende lieto in gloria nel regno dei beati.

Esce umile e nudo dalla scena del mondo,

ed entra ricco in cielo festeggiato dagli angeli.

Dolce padre dei poveri, amico della pace,

tu splendi come un sole nella Chiesa di Dio!

s. francesco4

Laudato si’, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,

spetialmente messer lo frate sole, lo qual è iorno; et allumini noi per lui.
 Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: de te, Altissimo, porta significatione.
 Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle: in celu l’hai formate clarite et pretiose et belle.
 Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale alle tue creature dai sustentamento.
 Laudato si’, mi’ Signore, per sora acqua, la quale è molto utile et humile et pretiosa et casta.
 Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte;
et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
 Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fiori et herba.
 Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore,
et sostengon infirmitate et tribulatione. Beati quelli ke le sosterranno in pace
ka da te, Altissimo, saranno incoronati.
 Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale, da la quale nullo homo vivente pò skappare.
 Guai a quelli ke morranno ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda nol farà male.
  • DALLA «LETTERA A TUTTI I FEDELI» DI SAN FRANCESCO D’ASSISI

 Dobbiamo essere semplici, umili e puri

  1.  O come sono beati e benedetti coloro che amano il Signore e ubbidiscono al suo Vangelo!  Amiamo dunque Dio e adoriamolo con cuore puro e pura mente, perché egli stesso questo ricerca sopra ogni cosa quando dice «I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità» (Gv 4, 23). Rivolgiamo a lui giorno e notte lodi e preghiere, perché dobbiamo sempre pregare e non stancarci mai (cfr. Lc 18, 1), e diciamogli: «Padre nostro, che sei nei cieli» (Mt 6, 9).
  2. Amiamo il prossimo come noi stessi. Siamo caritatevoli, siamo umili, facciamo elemosine perché esse lavano le nostre anime dalle sozzure del peccato.   Gli uomini perdono tutto quello che lasciano in questo mondo. Portano con sé solo la mercede della carità e delle elemosine che hanno fatto. È il Signore che dà loro il premio e la ricompensa.
  3. Non dobbiamo essere sapienti e prudenti secondo la carne, ma piuttosto semplici, umili e casti. Non dobbiamo mai desiderare di essere al di sopra degli altri, ma piuttosto servi e sottomessi a ogni umana creatura per amore del Signore. E su tutti coloro che avranno fatte tali cose e perseverato fino alla fine, riposerà lo Spirito del Signore.
  4. Egli porrà in essi la sua dimora ed abitazione. Saranno figli del Padre celeste perché ne compiono le opere. Saranno considerati come fossero per il Signore o sposa o fratello o madre.++++++++++++++++++++++++++++++++

2 OTTOBRE 2016

ANGELOFESTA DEGLI  ANGELI CUSTODI

  • S. BERNARDO: «Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi». Queste parole quanta riverenza devono suscitare in te, quanta devozione recarti, quanta fiducia infonderti!
  • Siamo dunque devoti, siamo grati a protettori così grandi, riamiamoli, onoriamoli quanto possiamo e quanto dobbiamo. Tutto l’amore e tutto l’onore vada a Dio, dal quale deriva interamente quanto è degli angeli e quanto è nostro. Da lui viene la capacità di amare e di onorare, da lui ciò che ci rende degni di amore e di onore.
  • Amiamo affettuosamente gli angeli di Dio, come quelli che saranno un giorno i nostri coeredi, mentre nel frattempo sono nostre guide e tutori, costituiti e preposti a noi dal Padre.

RICORDATI… 

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Santa Teresa del Bambin Gesù

  1. Ricordati della divina tenerezza che riversavi sui più piccoli…Voglio anch’io le tue carezze!  Non hai detto spesso: “Il Cielo appartiene ai bambini? RICORDATI. 
  2. Venite a me, povere anime affaticate  I vostri pesanti fardelli presto diverranno più leggeri .  Ho sete, mio Gesù ! Desidero quell’Acqua – Degnati d’inondare la mia anima dei suoi torrenti  per fissare la mia dimora  nell’Oceano d’Amore. ARRIVO DA TE!
  3. Ricordati che, figlia della luce, spesso dimentico di servire bene il mio Re. Oh! Abbi pietà della mia grande miseria – Nel tuo amore, Gesù, perdonami,  degnati di farmi capace delle cose del Cielo Mostrami i segreti nascosti nel Vangelo – Oh! Questo Libro d’oro è il mio più grande tesoro RICORDATI.
  4. Ricordati della festa degli Angeli, ricordati dell’armonia dei Cieli e della gioia delle sublime schiere  quando un peccatore torna a te (Lc 15,10).  Oh! Voglio far crescere questa gioia Gesù, voglio pregare senza sosta per i peccatori
    La mia vita al Carmelo sia per popolare il tuo Cielo … RICORDATI.

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1 Ottobre 2016:

 S. TERESA DI GESU B s. teresa del Bambin Gs. teresa del Bambin G

S. Teresa di Gesù Bambino

-1873,  2 Gennaio: nasce ad Alençon – -1888, 9 Aprile: entra nel Carmelo

-1897,  30 Settembre: muore  -1921: eroicità delle virtù      

-1923: Proclamata Beata -1925: Proclamata Santa

-1927: Patrona delle missioni 1997: Dottore  della Chiesa

  • La mia vocazione è l’amore!

“Durante l’orazione, i miei desideri mi facevano soffrire un vero martirio: aprii le epistole di S. Paolo per cercare una risposta…E l’Apostolo spiega come i doni più perfetti sono  nulla  senza l’Amore. Finalmente avevo trovato il riposo. Capii che l’amore solo fa agire le membra della Chiesa, che, se l’amore si spegnesse, gli apostoli non annuncerebbero più il Vangelo, i martiri rifiuterebbero di versare il loro sangue…Capii che l’amore racchiude tutte le vocazioni, che l’amore è tutto…Allora nell’eccesso della mia gioia delirante, esclamai: Gesù amore mio, la mia vocazione l’ho trovata finalmente, la mia vocazione è l’amore! Si ho trovato il mio posto nella Chiesa e questo posto, Dio mio, me l’avete dato voi! el cuore della Chiesa,  mia madre, io sarò l’amore.”(251-254)

  •  un gran numero di piccole anime…

O Gesù, sento che se, cosa impossibile, tu trovassi un’anima più debole, più piccola della mia ti compiaceresti di colmarla con favori anche più grandi, se si abbandonasse con fiducia completa alla tua misericordia infinita…Sì, ti scongiuro di farlo, ti supplico di abbassare il tuo sguardo divino sopra un gran numero di piccole anime…Ti supplico di scegliere una legione di piccole vittime degne del tuo Amore…(265)

Þ      L’ascensore: le vostre braccia, Gesù!

Vorrei anch’io trovare un ascensore per innalzarmi fino a Gesù, perché son troppo piccola per salire la dura scala della perfezione. allora ho cercato nei libri santi l’indicazione dell’ascensore:”Se qualcuno è piccolissimo, venga a me”(Prov. 9,4) “Come una madre carezza il suo bimbo così io vi consolerò, vi porterò sul mio cuore e vi terrò sulle mie ginocchia”(Is 66,12) L’ascensore che deve innalzarmi fino al Cielo sono le vostre braccia, Gesù!(271)

  •  sono veramente felice di soffrire.

Madre cara, lei lo sa bene , il Signore si è degnato di far passare l’anima mia per varie prove; ho sofferto molto da quando sono sulla terra, ma se nella mia infanzia ho sofferto con tristezza, ora non soffro più così, bensì nella gioia e nella pace e sono veramente felice di soffrire.

scarica sintesi: – 3 SANTA TERESA DI LISIEUX 4pg

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30 Settembre 2016 – S. GIROLAMO

S. GIROLAMO

   COSA   POSSIAMO IMPARARE  DA SAN GIROLAMO?

  • Amare la Parola di Dio: Ignorare le Scritture è ignorare Cristo”. Dobbiamo leggere la Sacra Scrittura non come parola del passato, ma come Parola di Dio che si rivolge anche a noi e cercare di capire cosa il Signore voglia dire a noi.
  • La Parola di Dio trascende i tempi. Le opinioni umane vengono e vanno. La Parola di Dio, è Parola di vita eterna, porta in sé l’eternità, ciò che vale per sempre. Portando in noi la Parola di Dio, portiamo in noi l’eterno, la vita eterna.

LEGGERE LA SCRITTURA … parola di Dio è CONVERSARE CON DIO

  1. -a una nobile giovinetta di Roma: «Se preghi, tu parli con lo Sposo; se leggi, è Lui che ti parla»
  2. al sacerdote Nepoziano: «Leggi con molta frequenza le divine Scritture; anzi, che il Libro Santo non sia mai deposto dalle tue mani. Impara qui quello che tu devi insegnare (Ep. 52,7).
  3. – ad una sua figlia spirituale: «Ama la Sacra Scrittura e la saggezza ti amerà; amala teneramente, ed essa ti custodirà; onorala e riceverai le sue carezze. Che essa sia per te come le tue collane e i tuoi orecchini» (Ep. 130,20). «Ama la scienza della Scrittura, e non amerai i vizi della carne»

DON ORIONE: DON-ORIONE-3

Il nostro sommo studio deve essere meditare nella vita di Gesù Cristo. …

si deve studiare per conoscere meglio Iddio

e poterlo meglio amare: per elevarlo a Dio, per meglio assisterlo e salvarlo..

…dobbiamo dalle scienze salire al Dio e Signore delle Scienze:

DOBBIAMO PERVENIRE AL VANGELO.

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  • MA TU CI RIACCENDI…

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DAL LIBRO DELLA «IMITAZIONE DI CRISTO»(3, 14)

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  • Rimango attonito e considero che i cieli non sono puri ai tuoi occhi. Caddero le stelle dal cielo (cfr. Ap 6, 13), e io, polvere, che cosa presumo?
  • Alcuni uomini che sembravano seguire una condotta sublime, caddero nel più basso; e chi mangiava il pane degli angeli,  l’ho poi visto compiacersi delle ghiande dei porci.
  • Non c’è , dunque, nessuna santità, se tu, Signore, sottrai la tua mano. Nessuna sapienza giova, se tu smetti di governare. Nessuna fortezza vale, se tu cessi di sostenere.
  • Se siamo abbandonati, affondiamo e periamo. Se invece siamo visitati, c’innalziamo e viviamo. Siamo instabili, ma da te siamo fatti saldi.
  • Ci intepidiamo, ma tu ci riaccendi…

donalesiani@gmail.com    www.sanbiagiofano.it

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27 SETTEMBRE: S. VINCENZO DE’ PAOLI

S. VINCENZO

Amico dei poveri, sostegno di chi è solo,
Vincenzo rivela a noi il cuore di Dio.

SERVIRE CRISTO NEI POVERI

  • Non dobbiamo regolare il nostro atteggiamento verso i poveri da ciò che appare esternamente in essi e neppure in base alle loro qualità interiori. Dobbiamo piuttosto considerarli al lume della fede. Il Figlio di Dio ha voluto essere povero, ed essere rappresentato dai poveri.
  • Sforziamoci perciò di diventare sensibili alle sofferenze e alle miserie del prossimo. Preghiamo Dio, per questo, che ci doni lo spirito di misericordia e di amore, che ce ne riempia e che ce lo conservi. Il servizio dei poveri deve essere preferito a tutto. Non ci devono essere ritardi.
  • Se nell’ora dell’orazione avete da portare una medicina o un soccorso a un povero, andatevi tranquillamente. Offrite a Dio la vostra azione, unendovi l’intenzione dell’orazione. Non dovete preoccuparvi e credere di aver mancato, se per il servizio dei poveri avete lasciato l’orazione. Non é lasciare Dio, quando si lascia Dio per Iddio, ossia un’opera di Dio per farne un’altra.
  • Se lasciate l’orazione per assistere un povero, sappiate che far questo é servire Dio. La carità é superiore a tutte le regole, e tutto deve riferirsi ad essa. E’ una grande signora: bisogna fare ciò che comanda.Tutti quelli che ameranno i poveri in vita non avranno alcuna timore della morte.

S. vincenzo-de-paoli Serviamo dunque con rinnovato amore i poveri

e cerchiamo i più abbandonati.

Essi sono i nostri signori e padroni.

 Da «Lettere e conferenze spirituali»

di san Vincenzo de’ Paoli”

  • LEGGI TUTTO IN COMMENTI

DOMENICA 26.MA -SPUNTI DI RIFLESSIONE: 

 ABBIAMO TANTI MOTIVI PER BENEDIRE IL SIGNORE:

PREGHIERA

Loda il Signore, anima mia.

Il Signore rimane fedele per sempre rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati. Il Signore libera i prigionieri. R.
 Il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti, il Signore protegge i forestieri. R.
 Egli sostiene l’orfano e la vedova, ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre, il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. R.

 S. PAOLO CI …RACCOMANDA:

S.-PAOLO-232x300

 11 Ma tu, uomo  di Dio,  tendi alla giustizia, alla  pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza. 12 Combatti la  buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla  quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella  professione di fede davanti a molti testimoni. 13 Al cospetto di Dio che dá vita a tutte le cose e di Gesù Cristo che  ha dato la sua bella testimonianza davanti a Ponzio Pilato, 14 ti  scongiuro di conservare senza macchia e irreprensibile il comandamento, fino alla manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo

  • ATTRAVERSIAMO LA PORTA SANTA DI…CASA NOSTRA

FAMIGLIA SEPARATI

SPUNTI DA “AMORIS LAETITIA” DI PAPA FRANCESCO

  • 33. 34. QUALI PERICOLI CORRE LA FAMIGLIA, OGGI? 
  1. – « un individualismo esasperato che finisce per considerare ogni componente della famiglia come un’isola». Le tensioni indotte da una cultura individualistica generano nelle famiglie insofferenza e aggressività».
  2. – Il ritmo della vita attuale, lo stress, l’organizzazione sociale e lavorativa, mettono a rischio la possibilità di scelte permanenti
  3. –  la famiglia,  può trasformarsi in un luogo di passaggio, dove si va a reclamare diritti, mentre i vincoli rimangono abbandonati alla precarietà volubile dei desideri e delle circostanze.
  4. – Oggi è facile confondere la genuina libertà con l’idea che ognuno giudica come gli pare, come se non ci fossero verità, valori, come se tutto fosse uguale e si dovesse permettere qualsiasi cosa.  In tale contesto, l’ideale matrimoniale, con un impegno di esclusività e di stabilità, finisce per essere distrutto dai capricci della sensibilità. Si teme la solitudine, si desidera uno spazio di protezione e di fedeltà, ma cresce il timore di essere catturati da una relazione che possa rimandare il soddisfacimento delle aspirazioni personali.
  • 35. I CRISTIANI CHE IDEALE DI MATRIMONIO PRESENTANO?

A) – Come cristiani non possiamo rinunciare a proporre il matrimonio per non contraddire la sensibilità attuale, per essere alla moda, Priveremmo il mondo dei valori che possiamo e dobbiamo offrire.

B)Certo, non ha senso fermarsi a una denuncia retorica dei mali attuali. Neppure serve pretendere di imporre norme con la forza dell’autorità. FAM 1-Ci è chiesto uno sforzo più responsabile nel presentare

le ragioni e le motivazioni per optare in favore del matrimonio.

  • 39. VIVIAMO NELLA CULTURA DEL “USA E GETTA”?
  1. Mi riferisco alla rapidità con cui le persone passano da una relazione affettiva ad un’altra. Credono che l’amore, come nelle reti sociali, si possa connettere o disconnettere a piacimento del consumatore. Penso al timore che suscita la prospettiva di un impegno permanente, all’ossessione per il tempo libero, alle relazioni che calcolano costi e benefici.
  2. Si trasferisce alle relazioni affettive quello che accade con gli oggetti e con l’ambiente: ciascuno usa e getta, spreca e rompe, sfrutta e spreme finché serve. E poi addio.

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  1. IL PRIMO DISCEPOLO, ANDREA, dopo aver incontrato Gesù va subito ad annunciarlo a suo fratello Simone: ” Andrea, incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: “Abbiamo trovato il Messia e lo condusse da Gesù” (GV.1,35s)
  2. MADRE  TERESA  diceva: L’AMORE COMINCIA DALLA FAMIGLIA. Ogni giorno di più ci rendiamo conto che nel no­stro tempo le sofferenze maggiori hanno origine nel­la famiglia. Non abbiamo più tempo per guardarci in faccia, per scambiarci un saluto… Qualche tempo fa arrivò un gruppo di professori dagli Stati Uniti. Mi chiesero: «Ci dica qualcosa che possa esserci utile». Dissi loro: «Sorridetevi scambievolmente». Credo di averlo detto con eccessiva serietà. Uno di loro mi domandò: «Lei è sposata?». Gli risposi: “Sì, e a volte mi riesce difficile sorri­dere a Gesù; perché arriva ad essere troppo esigente”. Credo che l’amore cominci proprio qui: nella famiglia.
  3. AMORIS   LAETITIA: Cap. 1° – ALLA LUCE DELLA PAROLA (nn. 8 – 30)                            Quale salmo celebra in particolare i valori della famiglia? «Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie. Della fatica delle tue mani ti nutrirai. La tua sposa come vite feconda nell’intimità della tua casa; i tuoi figli come virgulti d’ulivo intorno alla tua mensa. Possa tu vedere  il bene di Gerusalemme tutti i giorni della tua vita! Possa tu vedere i figli dei tuoi figli! Pace su Israele!»  (Sal 128,1-6).

         9. Tu e la tua sposa: qual è il progetto primordiale di Dio?

  1. Varchiamo la soglia di questa casa serena, con la sua famiglia seduta intorno alla mensa festiva. Al centro troviamo la coppia del padre e della madre con tutta la loro storia d’amore. In loro si realizza quel disegno primordiale che Cristo evoca con intensità: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina?» (Mt 19,4). «Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne» (Gen2,24).
    • 10. 11.12 Gesù cosa dice della coppia umana?

    Gesù ci rimanda a un’altra pagina della Genesi, il c. 2, dove appare un mirabile ritratto della coppia con dettagli luminosi. Il primo è l’inquietudine dell’uomo che cerca «un aiuto che gli corrisponda» (vv. 18.20), una relazione diretta, quasi “frontale”- gli occhi negli occhi, in un dialogo anche tacito, perché nell’amore i silenzi sono spesso più eloquenti delle parole.

    • 13. Uomo e donna, una carne sola: cosa significa?

    Ripete Gesù: «Si unirà a sua moglie e i due saranno un’unica carne» (Mt 19,5; Il verbo “unirsi” indica un’adesione fisica e interiore, fino al punto che si utilizza per descrivere l’unione con Dio:           «A te si stringe l’anima mia» (Sal 63,9) Il frutto di questa unione è “diventare un’unica carne”, sia nell’abbraccio fisico, sia nell’unione dei due cuori e della vita e, forse, nel figlio che nascerà dai due, il quale porterà in sé,  le due “carni”.

    • 14. I tuoi figli come virgulti d’ulivo o frecce da lanciare?

    Nel canto del Salmista compaiono, dentro la casa dove l’uomo e la sua sposa sono seduti a mensa, i figli, che li accompagnano «come virgulti d’ulivo» (Sal 128,3) Nel Salmo 127 si esalta il dono dei figli « Come frecce in mano a un guerriero sono i figli avuti in giovinezza. Beato l’uomo che ne ha piena la faretra: non dovrà vergognarsi quando verrà alla porta a trattare con i propri nemici» (vv. 1.3-5).

    • 19. 20. Vita in famiglia: idillio o cammino sofferto?

    La Parola di Dio è testimone di questa dimensione oscura quando, con il peccato, la relazione d’amore tra l’uomo e la donna si trasforma in un dominio: «Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ed egli ti dominerà» (Gen 3,16)… a partire dalla violenza fratricida di Caino su Abele per giungere poi alle tragedie che riempiono di sangue la famiglia di Davide, fino alle difficoltà familiari che solcano il racconto di Tobia o l’amara confessione di Giobbe abbandonato: «I miei fratelli si sono allontanati da me, mi sono diventati estranei.Il mio fiato è ripugnante per mia moglie e faccio ribrezzo ai figli del mio grembo»(Gb 19,13).

    • 21.22. E nel Vangelo quali ambienti familiari troviamo?

    Gesù stesso nasce in una famiglia modesta, che ben presto deve fuggire in una terra straniera. Egli entra nella casa di Pietro dove la suocera di lui giace malata (cfr Mc 1,30-31); si lascia coinvolgere nel dramma della morte nella casa di Lazzaro (cfr Gv 11,1-44); ascolta il grido disperato della vedova di Nain davanti a suo figlio morto (Lc 7,11-15); la Parola di Dio si mostra come compagna di viaggio anche per le famiglie che sono in crisi o attraversano qualche dolore, e indica loro la meta del cammino, quando Dio «asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno» (Ap 21,4).

    • 30. C’è un modello a cui ispirarsi?

    Davanti ad ogni famiglia si presenta l’icona della famiglia di Nazaret.

    Nel tesoro del cuore di Maria ci sono anche tutti gli avvenimenti delle nostre famiglie, che ella conserva premurosamente. Perciò può aiutarci a interpretarli per riconoscere nella storia familiare il messaggio di Dio.

PROPOSTE FORMATIVE DI  VILLA S. BIAGIO

–  Ottobre 2016  –

  • OGNI DOMENICA ORE 10.30: S. MESSA …Al termine, ore 11.20,  breve catechesi sulla esortazione di Papa Francesco: LA GIOIA DELL’AMORE
  • DOMENICA 16 OTTOBRE: VIAGGIO ALLE SORGENTI

         Ore 9–16: RITIRO SPIRITUALE CON il VANGELO DI GIOVANNI

  • DOMENICA 30 OTTOBRE: PER FIDANZATI  E FAMIGLIE – Laboratori di spiritualità  familiare con “AMORIS LAETITIA”

PROGRAMMA:  15.30: Ascolto della Parola  16.30: Preghiera e dialogo di coppia  17.30: Scambio di esperienze – merenda insieme – 18.30: Preghiera conclusiva

  • PER TUTTI:  PRESSO  Santuario S. GIOVANNI BOSCO – Iniziamo sabato 8 ottobre (ore 16) terminiamo 1° Aprile 2017

 A)- “PRENDI  e  MANGIA” -Lettura commentata della Bibbia “Costruiamo muri o ponti?”  Qual è il  compito  del cristiano, oggi? La Chiesa e la famiglia nella Lettera agli Efesini

B)- SABATO 29 (ORE 16)“La famiglia cristiana, ieri e oggi”  Iniziamo sabato 8 ottobre (ore 16) terminiamo 1° Aprile 2017

C) – ALLA SCUOLA DEI TESTIMONI: I SANTI SPOSATI: I GENITORI DI S. TERESA DEL BAMBIN GESÙ     Vedi allegati…

Info e prenotazioni:   0721.823.175  / 3338890862   

donalesiani@gmail.com  –  www.sanbiagiofano.it

19 comments

  1. NELLA PROVA
    IO SONO CON TE.
    NEL DOLORE
    IO SONO CON TE.
    NELLA PAURA
    IO SONO CON TE.
    NELLA TUA VITA
    IO SONO CON TE.
    ADESSO….
    IO SONO CON TE PERCHE’ TI AMO!
    (vita carismatica)

  2. “Per giungere a ciò che non sai,
    DEVI PASSARE PER DOVE NON SAI”.

    “Dio stima di più in te l’INCLINAZIONE all’ARIDITA’ e alla SOFFERENZA per amor Suo,
    che tutte le consolazioni spirituali che tu possa avere”.

    (S. Giovanni della Croce)

  3. CARI AMICI VOGLIO FARVI DONO DELLA PREGHIERA DI ESTER NEL MOMENTO PIU DIFFICILE DELLA SUA VITA…

    PREGHIERA DI ESTER C. 4

    …LA REGINA ESTER CERCÒ RIFUGIO PRESSO IL SIGNORE, PRESA DA UN’ANGOSCIA MORTALE. Si tolse le vesti di lusso e indossò gli abiti di miseria e di lutto; invece dei superbi profumi si riempì la testa di ceneri e di immondizie. Poi supplicò il Signore e disse: 17 ”Mio Signore, nostro re, tu sei l’unico! VIENI IN AIUTO A ME CHE SONO SOLA E NON HO ALTRO SOCCORSO SE NON TE, PERCHÉ UN GRANDE PERICOLO MI SOVRASTA.
    …abbiamo peccato contro di te e ci hai messi nelle mani dei nostri nemici, per aver noi dato gloria ai loro dei. Tu sei giusto, Signore! Non consegnare, Signore, il tuo scettro a dei che neppure esistono. Ricordati, Signore; manifèstati nel giorno della nostra afflizione e a me dá coraggio, o re degli dei e signore di ogni autorità. METTI NELLA MIA BOCCA UNA PAROLA BEN MISURATA DI FRONTE AL LEONE. Quanto a noi, salvaci con la tua mano e vieni in mio aiuto, PERCHÉ SONO SOLA E NON HO ALTRI CHE TE, SIGNORE! Tu hai conoscenza di tutto…Tu sai che mi trovo nella necessità, che detesto l’emblema della mia fastosa posizione che cinge il mio capo nei giorni in cui devo fare comparsa; lo detesto come un panno immondo e non lo porto nei giorni in cui mi tengo appartata. La tua serva da quando ha cambiato condizione fino ad oggi, NON HA GIOITO DI NULLA, SE NON DI TE, SIGNORE, DIO DI ABRAMO.
    Dio, che su tutti eserciti la forza, ascolta la voce dei disperati e liberaci dalla mano dei malvagi; LIBERA ME DALLA MIA ANGOSCIA!”.

  4. …. chissà quante volte ho letto il passo di S. Paolo nella ( 2Tm 4,11) e non mi ero mai soffermata sulla frase che sembra voglia far trapelare la solitudine che sta provando quando dice: solo LUCA è con me, gli altri dove sono? sente come se tutti lo avessero abbandonato , tale mancanza lo rattrista . Allora si raccomanda che gli venga inviato il mantello , i libri come se questi oggetti dovessero compensare la mancata presenza dei suoi amici, mi sono chiesta: Anche i giganti della fede hanno sofferto la solitudine , la nostalgia, la mancanza di affetti veri che sono un sostegno in certi momenti della vita.!!! Tutti gli esseri umani , anche se grandi, hanno un cuore che ama , desidera essere ricambiato e vanno soggetti a queste debolezze.

  5. PARTECIPO RISONANZA A PROPOSITO DELLA “MONTAGNA DELLA PREGHIERA”…DELLA MESSA DI DOMENICA

    … preferisco pensare alla preghiera come a 1 ATTO ININTERROTTO Quando vedo la gente “pregare” mi sento NON ALL’ALTEZZA, non riesco a mettere a fuoco quel.. “ADESSO…STO PREGANDO, e POI… “INTERROMPO”?! C’è forse un “PRIMA” e… un “DOPO” ?! FINO A POCO “PRIMA” che si stava facendo?! Poi, 1 volta alzàti da quel sedile, COS’E’ che si fa… “DOPO”?!?!
    La MONTAGNA della PREGHIERA… mi ha sempre AFFASCINATO: “DIALOGO”, “ASCOLTO”, “AMORE” e “intuivo” la bellezza ineffabile, sublime, che mi pareva non dipendesse da uno sforzo umano ma da un abbandono a Lui. Lo ricordo così.
    Non so davvero COSA SIA PREGARE, COME si prega, QUALE la “VERA preghiera”. X me è fatta di GRIDA INTERIORI, di PIANTO STREMATO, SUPPLICHEVOLE, oppure di GAUDIO, di LODE e RINGRAZIAMENTO, “STUPORE”…di fronte alle meraviglie che compie
    ma anche di “collera” con Lui, CERTE LITIGATE… CHI è CHE MI HA FORMATO NELLE VISCERE?! Insomma la preghiera x me è OGNI MOVIMENTO dell’ANIMA “NUDA”, DAVANTI A LUI, SENZA INTERRUZIONE.

  6. DALLA «LETTERA AI ROMANI» DI SANT’IGNAZIO DI ANTIOCHIA,

    UN’ACQUA VIVA MORMORA DENTRO DI ME E MI DICE: VIENI AL PADRE

    A nulla mi gioveranno le attrattive del mondo né i regni di questa terra. È meglio per me morire per Gesù Cristo che estendere il mio impero fino ai confini della terra. IO CERCO COLUI CHE È MORTO PER NOI, VOGLIO COLUI CHE PER NOI È RISORTO. È VICINO IL MOMENTO DELLA MIA NASCITA.
    Abbiate compassione di me, fratelli: non impeditemi di vivere, non vogliate che io muoia. Non abbandonate al mondo e alle seduzioni della materia chi vuol essere di Dio. Lasciate che io raggiunga la pura luce; giunto là, sarò veramente un uomo. Lasciate che io imiti la passione del mio Dio. NON SIATE DI QUELLI CHE PROFESSANO GESÙ CRISTO E AMANO IL MONDO. NON TROVI POSTO IN VOI L’INVIDIA. Anche se vi supplicassi, quando sarò tra voi, non datemi ascolto. Credete piuttosto a quel che vi scrivo ora, nel pieno possesso della mia vita. Vi scrivo che desidero morire.
    OGNI MIO DESIDERIO TERRENO È CROCIFISSO E NON C’È PIÙ IN ME FIAMMA ALCUNA PER LA MATERIA, MA UN’ACQUA VIVA MORMORA DENTRO DI ME E MI DICE: VIENI AL PADRE. Non mi diletto più di un cibo corruttibile, né dei piaceri di questa vita. Voglio il pane di Dio, che è la carne di Gesù Cristo, della stirpe di Davide, voglio per bevanda il suo sangue che è la carità incorruttibile.
    Non voglio più vivere la vita di quaggiù. E il mio desiderio si realizzerà, se voi lo vorrete. Vogliatelo, vi prego, per trovare anche voi benevolenza. Ve lo domando con tutta semplicità, credetemi. Gesù Cristo vi farà comprendere che dico il vero. Egli è la bocca veritiera per mezzo della quale il Padre ha parlato in verità. Chiedete per me che io possa raggiungerlo. Non vi scrivo con mire umane, ma secondo il volere di Dio. Se soffrirò, vorrà dire che mi avete voluto bene. Se sarò rimesso in libertà, è segno che mi avete odiato.
    RICORDATEVI NELLE VOSTRE PREGHIERE DELLA CHIESA DI SIRIA, che ha Dio come pastore al posto mio. Solo Gesù Cristo la governerà come vescovo, e la vostra carità. Io mi vergogno di dirmi membro di quella comunità. NON NE SONO DEGNO, PERCHÉ SONO L’ULTIMO DI TUTTI E COME UN ABORTO. MA OTTERRÒ PER MISERICORDIA D’ESSERE QUALCUNO SE RAGGIUNGERÒ DIO.
    Vi saluta il mio spirito e la carità delle chiese, che mi hanno accolto nel nome di Gesù Cristo, e non come un semplice pellegrino. Vi salutano pure quelle chiese che, pur essendo fuori del mio itinerario, pur di potermi vedere, mi precedevano nelle città per le quali passavo

  7. OGGI S. TERESA DI GESU’ MI INCORAGGIA IN QUESTO MODO:
    “Quando impari ad amare veramente, tutto diventa più facile e leggero, e non costa neanche fatica”.
    Cosa aspetti? Mettiti all’opera e impara ad amare veramente! 15 ottobre 2016

  8. GODIAMOCI UNA SUBLIME PAGINA DI S. AGOSTINO…

    DAMMI UNO CHE AMI, E CAPIRÀ
    Dai «Trattati su Giovanni»

    «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre» (Gv 6, 44).
    Non pensare di essere attirato contro la tua volontà: l’anima è attirata anche dall’amore. Anche il piacere ha una tale forza di attrazione.
    Che significa essere attratti dal piacere? «Cerca la gioia nel Signore, esaudirà i desideri del tuo cuore» (Sal 36, 4). Esiste dunque una certa delizia del cuore, per cui esso gode di quel pane celeste. Il poeta Virgilio poté affermare: Ciascuno è attratto dal proprio piacere. Non dunque dalla necessità, ma dal piacere, non dalla costrizione, ma dal diletto. Tanto più noi possiamo dire che viene attirato a Cristo l’uomo che trova la sua delizia nella verità, nella beatitudine, nella giustizia, nella vita eterna, dal momento che Cristo è proprio tutto questo.
    O forse che i sensi del corpo hanno i loro piaceri e l’anima non dovrebbe averli? Se l’anima non ha le sue delizie, come mai il salmo dice: «Si rifugiano gli uomini all’ombra delle tue ali, si saziano dell’abbondanza della tua casa, e li disseti al torrente delle tue delizie.
    È in te la sorgente della vita e alla tua luce vediamo la luce»? (Sl 35, 8).
    DAMMI UNO CHE AMI, E CAPIRÀ QUELLO CHE STO DICENDO. DAMMI UNO CHE ARDA DI DESIDERIO, UNO CHE ABBIA FAME, CHE SI SENTA PELLEGRINO E ASSETATO IN QUESTO DESERTO, UNO CHE SOSPIRI ALLA FONTE DELLA PATRIA ETERNA, DAMMI UNO CHE SPERIMENTI DENTRO DI SÉ TUTTO QUESTO ED EGLI CAPIRÀ LA MIA AFFERMAZIONE. SE INVECE PARLO AD UN CUORE FREDDO E INSENSIBILE, NON POTRÀ CAPIRE CIÒ CHE DICO. TU MOSTRI AD UNA PECORA UN RAMOSCELLO VERDE E TE LA TIRI DIETRO. MOSTRI AD UN FANCIULLO DELLE NOCI, ED EGLI VIENE ATTRATTO E LÀ CORRE DOVE SI SENTE ATTRATTO: È ATTIRATO DALL’AMORE, È ATTIRATO SENZA SUBIRE COSTRIZIONE FISICA; È ATTIRATO DAL VINCOLO CHE LEGA IL CUORE. SE, DUNQUE, QUESTE DELIZIE E PIACERI TERRENI, PRESENTATI AI LORO AMATORI, ESERCITANO SU DI LORO UNA FORTE ATTRATTIVA – PERCHÉ RIMANE SEMPRE VERO CHE CIASCUNO È ATTRATTO DAL PROPRIO PIACERE – COME NON SARÀ CAPACE DI ATTRARCI CRISTO, CHE CI VIENE RIVELATO DAL PADRE? Che altro desidera più ardentemente l’anima, se non la verità? Dice il Signore: «Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia», quaggiù, «perché saranno saziati», lassù (Mt 5, 6).

    Gli concedo quello che ama, gli rendo quello che spera.
    Vedrà quello che ora senza vedere accetta per fede.
    Si ciberà di ciò di cui ora ha fame,
    sarà dissetato con ciò di cui ora ha sete.
    Ma quando e dove? Nella risurrezione dei morti, perché:
    «Io lo risusciterò nell’ultimo giorno» (Gv 6, 54).

  9. …LIBERACI, SIGNORE, E CUSTODISCICI NELLA LIBERTA’

    Aprici gli occhi,SIGNORE, perchè riconosciamo le nostre schiavitù interiori,così da consentirti di liberarci.

    Aprici gli occhi, SIGNORE, perchè riconosciamo le nostre ipocrisie e impariamo a camminare nella trasparenza della vita.

    Aprici gli occhi, SIGNORE,perchè riconosciamo le nostre false sicurezze per uscire da noi stessi e incontrare gli altri nella via della condivisione.

  10. Ecco una pagina di S. Gregorio magno sul SENSO DI RESPONSABILITÀ NEL MINISTERO… preziosa per preti e laici
    Dalle «Omelie sui vangeli»

    Perciò riflettete attentamente, fratelli carissimi, sulla parola del Signore: «Pregate il padrone della messe, perché mandi operai per la sua messe». Pregate voi per noi, perché siamo in grado di operare per voi come si conviene; perché la lingua non resti inattiva dall’esortare, e il nostro silenzio non condanni, presso il giusto giudice, noi, che abbiamo assunto l’ufficio di predicatori. Spesso infatti la lingua dei predicatori perde la sua scioltezza a causa delle loro colpe; spesso invece viene tolta la possibilità della predicazione a coloro che sono a capo per colpa dei fedeli. Non è sempre facile però sapere per colpa di chi al predicatore venga tolta la parola. Ma si sa con tutta certezza che il silenzio del pastore nuoce talvolta a lui stesso, e sempre ai fedeli a lui soggetti. Vi sono altre cose che mi rattristano sul modo di vivere dei pastori. E perché non sembri offensivo per qualcuno quello che sto per dire, accuso nel medesimo tempo anche me, quantunque mi trovi a questo posto non certo per mia libera scelta, ma piuttosto costretto dai tempi calamitosi in cui viviamo. Ci siamo ingolfati in affari terreni, e altro è ciò che abbiamo assunto con l’ufficio sacerdotale, altro ciò che mostriamo con i fatti. Noi abbandoniamo il ministero della predicazione e siamo chiamati vescovi, ma forse piuttosto a nostra condanna, dato che possediamo il titolo onorifico e non le qualità. Coloro che ci sono stati affidati abbandonano Dio e noi stiamo zitti. Giacciono nei loro peccati e noi non tendiamo loro la mano per correggerli. Ma come sarà possibile che noi emendiamo la vita degli altri, se trascuriamo la nostra? Tutti rivolti alle faccende terrene, diventiamo tanto più insensibili interiormente, quanto più sembriamo attenti agli affari esteriori. Posti a custodi delle vigne, non custodiamo affatto la vigna, perché, implicati in azioni estranee, trascuriamo il ministero che dovremmo compiere.

  11. MEDITARE I MISTERI DELLA SALVEZZA
    Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate

    Il santo che nascerà da te, sarà chiamato Figlio di Dio (cfr. Lc 1, 35), fonte della sapienza, Verbo del Padre nei cieli altissimi.
    Il Verbo, o Vergine santa, si farà carne per mezzo tuo, e colui che dice: «Io sono nel Padre e il Padre è in me» (Gv 10, 38) dirà anche: «Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo» (Gv 16, 28).
    Dunque «In principio era il Verbo», cioè già scaturiva la fonte, ma ancora unicamente in se stessa, perchè al principio «il Verbo era presso Dio» (Gv 1, 1), abitava la sua luce inaccessibile. Poi il Signore cominciò a formulare un piano: Io nutro progetti di pace e non di sventura (cfr. Ger 29, 11). Ma il progetto di Dio rimaneva presso di lui e noi non eravamo in grado di conoscerlo. Infatti: chi conosce il pensiero del Signore e chi può essergli consigliere? (cfr. Rm 11, 24). E allora il pensiero di pace si calò nell’opera di pace: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1, 14); venne ad abitare particolarmente nei nostri cuori per mezzo della fede. Divenne oggetto del nostro ricordo, del nostro pensiero e della nostra stessa immaginazione.
    SE EGLI NON FOSSE VENUTO IN MEZZO A NOI, CHE IDEA SI SAREBBE POTUTO FARE DI DIO L’UOMO, SE NON QUELLA DI UN IDOLO, FRUTTO DI FANTASIA?
    Sarebbe rimasto incomprensibile e inaccessibile, invisibile e del tutto inimmaginabile. Invece ha voluto essere compreso, ha voluto essere veduto, ha voluto essere immaginato. Dirai: DOVE E QUANDO SI RENDE A NOI VISIBILE? APPUNTO NEL PRESEPIO, IN GREMBO ALLA VERGINE, MENTRE PREDICA SULLA MONTAGNA, MENTRE PASSA LA NOTTE IN PREGHIERA, MENTRE PENDE SULLA CROCE E ILLIVIDISCE NELLA MORTE, OPPURE MENTRE, LIBERO TRA I MORTI, COMANDA SULL’INFERNO, O ANCHE QUANDO RISORGE IL TERZO GIORNO E MOSTRA AGLI APOSTOLI LE TRAFITTURE DEI CHIODI, QUALI SEGNI DI VITTORIA, E, FINALMENTE, MENTRE SALE AL CIELO SOTTO I LORO SGUARDI. NON È FORSE COSA GIUSTA, PIA E SANTA MEDITARE TUTTI QUESTI MISTERI? Quando la mia mente li pensa, vi trova Dio, vi sente colui che in tutto e per tutto è il mio Dio. È dunque vera sapienza fermarsi su di essi in contemplazione. È DA SPIRITI ILLUMINATI RIANDARVI PER COLMARE IL PROPRIO CUORE DEL DOLCE RICORDO DEL CRISTO.

  12. NEL MESE DELLA MADONNA DEL ROSARIO GODIAMO SPIRITUALMENTE NEL LEGGERE UNA IMPORTANTE PAGINA RIGUARDANTE LO SVILUPPO DELLA FEDE CRISTIANA

    LO SVILUPPO DEL DOGMA (S. Vincenzo di Lérins, sacerdote)

    Qualcuno forse potrà domandarsi: non vi sarà mai alcun progresso della religione nella Chiesa di Cristo? Vi sarà certamente e anche molto grande. È necessario dunque che, con il progredire dei tempi, CRESCANO E PROGREDISCANO QUANTO PIÙ POSSIBILE LA COMPRENSIONE, LA SCIENZA E LA SAPIENZA COSÌ DEI SINGOLI COME DI TUTTI, TANTO DI UNO SOLO, QUANTO DI TUTTA LA CHIESA. Devono però rimanere sempre uguali il genere della dottrina, la dottrina stessa, il suo significato e il suo contenuto. La religione delle anime segue la stessa legge che regola la vita dei corpi. Questi infatti, pur crescendo e sviluppandosi con l’andare degli anni, rimangono i medesimi di prima. Vi è certamente molta differenza tra il fiore della giovinezza e la messe dalla vecchiaia, ma sono gli stessi adolescenti di una volta quelli che diventano vecchi. Si cambia quindi l’età e la condizione, ma resta sempre il solo medesimo individuo. Unica e identica resta la natura, unica e identica la persona.
    LE MEMBRA DEL LATTANTE SONO PICCOLE, PIÙ GRANDI INVECE QUELLE DEL GIOVANE. PERÒ SONO LE STESSE. LE MEMBRA DELL’UOMO ADULTO NON HANNO PIÙ LE PROPORZIONI DI QUELLE DEL BAMBINO. TUTTAVIA QUELLE CHE ESISTONO IN ETÀ PIÙ MATURA ESISTEVANO GIÀ, COME TUTTI SANNO, NELL’EMBRIONE, SICCHÈ QUANTO A PARTI DEL CORPO, NIENTE DI NUOVO SI RISCONTRA NEGLI ADULTI CHE NON SIA STATO GIÀ PRESENTE NEI FANCIULLI, SIA PURE ALLO STATO EMBRIONALE.
    Non vi è alcun dubbio in proposito. Questa è la vera e autentica legge del progresso organico. Questo è l’ordine meraviglioso disposto dalla natura per ogni crescita. NELL’ETÀ MATURA SI DISPIEGA E SI SVILUPPA IN FORME SEMPRE PIÙ AMPIE TUTTO QUELLO CHE LA SAPIENZA DEL CREATORE AVEVA FORMATO IN ANTECEDENZA NEL CORPICCIUOLO DEL PICCOLO.
    Se coll’andar del tempo la specie umana si cambiasse talmente da avere una struttura diversa oppure si arricchisse di qualche membro oltre a quelli ordinari di prima, oppure ne perdesse qualcuno, ne verrebbe di conseguenza che tutto l’organismo ne risulterebbe profondamente alterato o menomato. In ogni caso non sarebbe più lo stesso.
    ANCHE IL DOGMA DELLA RELIGIONE CRISTIANA DEVE SEGUIRE QUESTE LEGGI. PROGREDISCE, CONSOLIDANDOSI CON GLI ANNI, SVILUPPANDOSI COL TEMPO, APPROFONDENDOSI CON L’ETÀ. È NECESSARIO PERÒ CHE RESTI SEMPRE INTATTO E INALTERATO.
    I nostri antenati hanno seminato già dai primi tempi nel campo della Chiesa il seme della fede. Sarebbe assurdo e incredibile che noi, loro figli, invece della genuina verità del frumento, raccogliessimo il frutto della frode cioè dell’errore della zizzania.
    È anzi giusto e del tutto logico escludere ogni contraddizione tra il prima e il dopo. Noi mietiamo quello stesso frumento di verità che fu seminato e che crebbe fino a maturazione.
    POICHÈ DUNQUE C’È QUALCOSA DELLA PRIMITIVA SEMINAGIONE CHE PUÒ ANCORA SVILUPPARSI CON L’ANDAR DEL TEMPO, ANCHE OGGI ESSA PUÒ ESSERE OGGETTO DI FELICE E FRUTTUOSA COLTIVAZIONE.

  13. ….Aprendo il sito e ammirando l’immagine dei”PESCHI
    IN FIORE” , ho provato una grande emozione e il forte desiderio di ringraziare DIO per le cose belle create
    per noi.Spesso basta poco per innalzare lo sguardo e chinare il capo dinanzi a tante bellezze .
    GRAZIE SIGNORE PER TUTTE LE COSE BELLE CHE CI DAI!!!

  14. E SE DIO ci custodisse anche …così ??….

    Un re ricevette in omaggio due pulcini di falco e li consegnò al maestro di falconeria perchè li addestrasse a volare .
    Dopo qualche mese , il maestro comunicò al re che uno dei due falchi era perfettamente addestrato e l’altro invece si comportava in modo strano . Nessuno riesce a smuoverlo dal ramo dell’albero su cui è stato posato il primo giorno . Ogni giorno qualcuno deve portargli il cibo dove è appollaiato. Non si trovò nessuno che riuscisse a smuovere il falchetto dalla sua posizione , finchè un giorno si presentò un giovane cacciatore che si disse pronto ad intervenire . Il giorno seguente il re vide il falchetto volare superbamente e volle sapere dal giovane come avesse fatto a farlo volare . Alla domanda del re ” Come hai fatto a far volare il falco? Sei un mago , per caso? ” Il giovane spiegò : ” Non è stato difficile, , maestà. Io ho semplicemente tagliato il ramo sul quale era appollaiato. Il falco si è reso conto di avere le ali e ha cominciato a volare”.

    Talvolta Dio permette a qualcuno di tagliare il ramo a cui siamo tenacemente attaccati , affinchè ci rendiamo conto di avere le ali.

    E penso a quei momenti di così grande fatica , paura , panico per quel ” Povero Falco “…Si sarà domandato il perchè qualcuno tagliasse il suo ramo , la sua sicurezza …….si sarà sentito mancare il respiro…..ma ” Poi , Ce l’ha Fatta !!” ….
    E il re che da sempre ne aveva avuto cura, anche ora lo guardava , nel suo volare….

  15. ” CUSTODISCIMI ”

    Ho detto a DIO: Senza di TE
    alcun bene non ho CUSTODISCIMI.
    Magnifica è la mia eredità
    Benedetto sei TU, sempre sei con me.

    CUSTODISCIMI, MIA FORZA SEI TU
    CUSTODISCIMI, MIA GIOIA, GESU’.

    Ti pongo sempre innanzi a me
    al sicuro sarò, mai vacillerò
    Via Verità e Vita sei
    Mio DIO credo che Tu mi guiderai

    CUSTODISCIMI, MIA FORZA SEI TU
    CUSTODISCIMI, MIA GIOIA, GESU’.

  16. INNO AGLI ANGELI DI (M. T.)

    PADRE Santo,che a ogni vivente
    dai respiro e potenza
    più grande per trascendere
    il limite fisso.

    Nella tua sconfinata bontà
    ci proteggi
    e ci guidi alla vita, rivelando
    l’eterno messaggio di salvezza
    per uomini e cose.

    I TUOI ANGELI MANDI
    A MOSTRARE DOVE IL REGNO
    FIORISCE E MATURA,
    dove l’uomo
    è operante presenza
    di un disegno
    che è oltre l’umano.

    E ci doni lo SPIRITO SANTO
    per rivelarci
    il TUO GRANDE MISTERO
    CHE SI COMPIE
    già ora nel tempo, il MISTERO
    ANNUNCIATO DA CRISTO.

  17. “CARITA’ e VERITA’ non sono nemiche;
    come non lo sono SCIENZA e FEDE,
    PENSIERO UMANO e PENSIERO DIVONO;
    estrema ELABORAZIONE UMANA ed estrema SEMPLICITA’ MISTICA.”
    (Paolo VI)

  18. SERVIRE CRISTO NEI POVERI
    UNA GRANDE PAGINA DI S. VINCENZO DE’ PAOLI A CUI SI ISPIRO’ ANCHE DON ORIONE…

    Non dobbiamo regolare il nostro atteggiamento verso i poveri da ciò che appare esternamente in essi e neppure in base alle loro qualità interiori. Dobbiamo piuttosto considerarli al lume della fede. Il Figlio di Dio ha voluto essere povero, ed essere rappresentato dai poveri.
    Sforziamoci perciò di diventare sensibili alle sofferenze e alle miserie del prossimo. Preghiamo Dio, per questo, che ci doni lo spirito di misericordia e di amore, che ce ne riempia e che ce lo conservi. Il servizio dei poveri deve essere preferito a tutto. Non ci devono essere ritardi.
    Se nell’ora dell’orazione avete da portare una medicina o un soccorso a un povero, andatevi tranquillamente. Offrite a Dio la vostra azione, unendovi l’intenzione dell’orazione. Non dovete preoccuparvi e credere di aver mancato, se per il servizio dei poveri avete lasciato l’orazione. Non é lasciare Dio, quando si lascia Dio per Iddio, ossia un’opera di Dio per farne un’altra.
    Se lasciate l’orazione per assistere un povero, sappiate che far questo é servire Dio. La carità é superiore a tutte le regole, e tutto deve riferirsi ad essa. E’ una grande signora: bisogna fare ciò che comanda.Tutti quelli che ameranno i poveri in vita non avranno alcuna timore della morte. Serviamo dunque con rinnovato amore i poveri e cerchiamo i più abbandonati. Essi sono i nostri signori e padroni. Da «Lettere e conferenze spirituali» di san Vincenzo de’ Paoli”

  19. ” LA PAROLA DI DIO SI MOSTRA COME COMPAGNA DI VIAGGIO ANCHE PER le famiglie che sono in CRISI o attraversano qualche DOLORE , e indica loro la META DEL CAMMINO , quando Dio asciugherà OGNI LACRIMA dai loro occhi ” …!

    Quanto straordinari la grandezza e l’Amore di un DIO che si serve anche delle nostre fragilità e strade storte per portarci a LUI ,
    che rende Tesoro certe Lacrime ,
    che nel Buio ci mostra le Sue stelle
    e nella nostra inquietudine la Sua Pace ,
    che riempie certe nostre Solitudini con la Sua Mano e certi nostri perche’ con la Sua Croce
    …..se solo noi riuscissimo a fissare su LUI il nostro sguardo e a LUI donare e affidarci…..

    Donaci l’umiltà e il coraggio del RINGRAZIARE…

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