PROPOSTE FORMATIVE DI “VILLA S. BIAGIO” 2016 – 2017


FOTONSB1

Cari amici, La pace del Signore Gesù! 

  • Sono certamente le tristi vicende del terremoto nella terra della mia infanzia, a suggerirmi  questo titolo: COSTRUIAMO SULLA SABBIA O SULLA ROCCIA? Ma  questa domanda ci invita a una riflessione molto più ampia che riguarda tutta l’impostazione della nostra vita: COSTRUIAMO SULLA SABBIA O SULLA ROCCIA?
  • Gesù ci ha ammonitoGESU CONFIDO3 «Chi ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà simile a un uomo intelligente che ha costruito la sua casa sulla roccia.  È venuta la pioggia, i fiumi sono straripati, i venti hanno soffiato con violenza contro quella casa, ma essa non è crollata, perché le sue fondamenta erano sulla roccia».
  • «Al contrario, chi ascolta queste mie parole e non le mette in pratica sarà simile a un uomo sciocco che ha costruito la sua casa sulla sabbia. È venuta la pioggia, i fiumi sono straripati, i venti hanno soffiato con violenza contro quella casa, e la casa è crollata.          

TERREMOTO MACERIEÈ la sua rovina fu grande».

(Mt. 7,24ss)

LASCIA CHE LUI SI RIVELI (Paulo Coelho)

DICONO I MISTICI CHE,  quando intraprendiamo il nostro cammino spirituale, vogliamo parlare molto con Dio e finiamo per non ascoltare   ciò che Egli ha da dirci. Perciò, è sempre consigliabile   rilassarsi un po’.  Ciò non è facile: noi abbiamo la tendenza naturale a fare  e pensiamo  che potremo riuscire a migliorare il nostro spirito   solo se lavoreremo senza sosta. E’ importante tentare, cadere, rialzarsi;  ma dobbiamo lasciare che Dio ci aiuti.       Dobbiamo guardare noi stessi…

BAMBINI DEPORTATI

 MA ALLO STESSO TEMPO DOBBIAMO CONSENTIRE

 CHE EGLI SI RIVELI E CI GUIDI.  

DOBBIAMO PERMETTERE,  DI TANTO IN TANTO,

  CHE EGLI CI PRENDA IN BRACCIO.

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15 SETTEMBRE:

FESTA DELLA MADONNA ADDOLORATA

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Ecco tuo figlio!

Ecco tua madre!

 Gv 19,25-27
 
  Gesù allora, vedendo la madre

e accanto a lei il discepolo che egli amava,

disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!».

Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!».

E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

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  • La Madre di Gesù stava presso la croce      Il martirio della Vergine viene celebrato tanto nella profezia di Simeone, quanto nella storia stessa della passione del Signore. Egli è posto, dice del bambino Gesù il santo vegliardo, quale segno di contraddizione, e una spada, dice poi rivolgendosi a Maria, trapasserà la tua stessa anima (cfr. Lc 2, 34-35).
  • Una spada ha trapassato veramente la tua anima, o santa Madre nostra! Del resto non avrebbe raggiunto la carne del Figlio se non passando per l’anima della Madre. Certamente dopo che il tuo Gesù, che era di tutti, ma specialmente tuo, era spirato, la lancia crudele non potè arrivare alla sua anima. Quando, infatti, non rispettando neppure la sua morte, gli aprì il costato, ormai non poteva più recare alcun danno al Figlio tuo. Ma a te sì. A te trapassò l’anima.
  • Ti fu detto infatti: «Donna, ecco il tuo figlio» (Gv 19, 26). Quale scambio! Ti viene dato Giovanni al posto di Gesù, il servo al posto del Signore, il discepolo al posto del maestro, il figlio di Zebedeo al posto del figlio di Dio, un semplice uomo al posto del Dio vero. Come l’ascolto di queste parole non avrebbe trapassato la tua anima tanto sensibile, quando il solo ricordo riesce a spezzare anche i nostri cuori, che pure sono di pietra e di ferro?  Non meravigliatevi, o fratelli, quando si dice che Maria è martire nello spirito.
  •  Nel Figlio operò l’amore superiore a ogni altro amore. Nella Madre operò l’amore, al quale dopo quello di Cristo nessun altro amore si può paragonare
  • DON ORIONE: DON-ORIONE-MESSA-216x300

Fiat! Fiat! In questi giorni di mortale tristezza, io ve la grido dal fondo dell’anima desolata, m’inabisso in questa parola suprema con tutto ciò che più amo: Fiat! Fiat!    Lavorate, lavorate questo fango, o mio Dio, dategli una forma e poi spezzatela ancora: O quanti sforzi, o Signore, per arrivare sino a questo punto! Quanto di umano Si è dovuto abbattere e calpestare!  Ora vi ringrazio dal profondo del cuore!  Fiat! Fiat! Sofferente, innalzato, abbassato, utile a qualche cosa od inutile a tutti, io vi adorerò sempre e sarò sempre vostro, o mio Dio! Nessuno mi staccherà da Voi! Nelle gioie e nei dolori sarò sempre tuo, o dolcissimo mio amore Gesù. 

PIETà

Io vorrei tanto parlare con te  di quel figlio che amavi:
    io vorrei tanto ascoltare da te quello che pensavi:
    quando hai udito che tu  non saresti più stata tua
    e questo figlio che non aspettavi  non era per te. Ave Maria

Io vorrei tanto sapere da te se quand’era bambino
    tu gli hai spiegato che cosa sarebbe successo di Lui
    e quante volte anche tu, di nascosto, piangevi, Madre,
    quando sentivi che presto l’avrebbero ucciso, per noi. Ave Maria

Io ti ringrazio per questo silenzio che resta tra noi
    io benedico il coraggio di vivere sola con Lui
    ora capisco che fin da quei giorni pensavi a noi
    per ogni Figlio dell’uomo che muore ti prego così. Ave Maria

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14 SETTEMBRE:  ESALTAZIONE DELLA CROCE

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Cristo umiliò se stesso, per questo Dio lo esaltò.
Fil 2,6-11
 
Cristo Gesù,
pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
risorto3 
Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre.

Dai «Discorsi» di sant’Andrea di Creta, vescovo

 La croce è gloria ed esaltazione di Cristo

  1. Celebriamo la festa della santa croce, e così, insieme al Crocifisso, veniamo innalzati e sublimati anche noi.  Se infatti non ci fosse la croce, non ci sarebbe nemmeno il Cristo crocifisso. SE NON CI FOSSE LA CROCE, LA MORTE NON SAREBBE STATA VINTA, l’inferno non sarebbe stato spogliato. È dunque la croce una risorsa veramente stupenda e impareggiabile, perchè, per suo mezzo, abbiamo conseguito molti beni, tanto più numerosi quanto più grande ne è il merito, dovuto però in massima parte ai miracoli e alla passione di Cristo. È preziosa poi la croce perchè è insieme simbolo e trofeo di Dio. Patibolo per la sua volontaria morte su di essa. Trofeo perchè con essa fu vinto il diavolo e col diavolo fu sconfitta la morte. Inoltre la potenza dell’inferno venne fiaccata, e così la croce è diventata la salvezza comune di tutto l’universo.
  2. LA CROCE È GLORIA DI CRISTO, ESALTAZIONE DI CRISTO. LA CROCE È IL CALICE PREZIOSO E INESTIMABILE CHE RACCOGLIE TUTTE LE SOFFERENZE DI CRISTO, È LA SINTESI COMPLETA DELLA SUA PASSIONE. PER CONVINCERTI CHE LA CROCE È LA GLORIA DI CRISTO, SENTI QUELLO CHE EGLI DICE: «ORA IL FIGLIO DELL’UOMO È STATO GLORIFICATO E ANCHE DIO È STATO GLORIFICATO IN LUI, E LO GLORIFICHERÀ SUBITO» (GV 13, 31-32).     E DI NUOVO: «GLORIFICAMI, PADRE, CON QUELLA GLORIA CHE AVEVO PRESSO DI TE PRIMA CHE IL MONDO FOSSE» (GV 17, 5). E ANCORA: «PADRE GLORIFICA IL TUO NOME. VENNE DUNQUE UNA VOCE DAL CIELO: L’HO GLORIFICATO E DI NUOVO LO GLORIFICHERÒ» (GV 12, 28), PER INDICARE QUELLA GLORIFICAZIONE CHE FU CONSEGUITA ALLORA SULLA CROCE. CHE POI LA CROCE SIA ANCHE ESALTAZIONE DI CRISTO, ASCOLTA CIÒ CHE EGLI STESSO DICE: QUANDO SARÒ ESALTATO, ALLORA ATTIRERÒ TUTTI A ME (CFR. GV 12, 32). VEDI DUNQUE CHE LA CROCE È GLORIA ED ESALTAZIONE DI CRISTO.

DON ORIONE INSTAURARES. LUIGI ORIONE:
 
Io non sento che una infinita, divina sinfonia di spiriti, palpitanti attorno alla Croce.   Dalla Croce Cristo
grida “Sitio”. 
Terribile grido di arsura, che non è della carne,ma è grido di sete di anime, ed è per questa sete delle anime nostre che Cristo muore. Io non vedo che un regno di Dio,il regno della carità  e del perdono dove tutta  la moltitudine delle genti è eredità di Cristo  e regno di Cristo.   Ponimi, o Signore, sulla  bocca dell’inferno, perché io, per la misericordia tua la chiuda. Che il mio segreto martirio  per la salvezza delle anime, di tutte le anime, sia il mio paradiso  e la suprema mia beatitudine. Amore delle anime, anime, anime! Scriverò la mia vita con le lacrime e col sangue.

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13 SETTEMBRE: S. GIOVANNI CRISOSTOMO

s. g. crisostomo

PER ME IL VIVERE È CRISTO

E IL MORIRE UN GUADAGNO

  •  Molti marosi e minacciose tempeste ci sovrastano, ma non abbiamo paura di essere sommersi, perché siamo fondati sulla roccia.  Infuri pure il mare, non potrà sgretolare la roccia.  S’innalzino pure le onde, non potranno affondare la navicella di Gesù. Cosa, dunque, dovremmo temere?
  •  La morte? « Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno>> (Fil 1, 21). Allora l’esilio? «Del Signore è la terra e quanto contiene » (Sal 23,1).  La confisca dei beni?,« Non abbiamo portato nulla in questo mondo e nulla possiamo portarne via » (1, Trn 6, -7).  
  • CRISTO È CON ME, DI CHI AVRÒ PAURA?  Anche se si alzano contro di me i cavalloni di tutti i mari o il furore dei principi, tutto questo per me vale di meno di semplici ragnatele.  
  •  VOI SIETE I MIEI CONCITTADINI, I MIEI GENITORI, I MIEI FRATELLI, I MIEI FIGLI, LE MIE MEMBRA, IL MIO CORPO, LA MIA LUCE, PIÙ AMABILE DELLA LUCE DEL GIORNO.  IL RAGGIO SOLARE PUÒ RECARMI QUALCOSA DI PIÙ GIOCONDO DELLA VOSTRA CARITÀ?  IL RAGGIO MI È UTILE NELLA VITA PRESENTE, MA LA VOSTRA CARITÀ MI INTRECCIA LA CORONA PER LA VITA FUTURA.
  • LEGGI TUTTO IN COMMENTI…

DOMENICA 11 SETTEMBRE

          PADRE HO PECCATO…

figlio 2…Si alzò e tornò da suo padre.

  • Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”.
  • Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”.
  • E cominciarono a far festa.

S. PAOLO: 1TIM 1,12SS … S.-PAOLO-232x300Prima ero un bestemmiatore,

un persecutore e un violento… 

MA MI E’ STATA USATA MISERICORDIA…

  • Rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento.
  • Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede, e così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù. Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti:
  • Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Cristo Gesù ha voluto in me, per primo, dimostrare tutta quanta la sua magnanimità, e io fossi di esempio a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna.

RICORDATI DI ME, SIGNORE, NEL TUO AMORE.

preghiera11

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. R.
 
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito. R.
 
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi. R.

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 LE PROPOSTE FORMATIVE DI “VILLA S. BIAGIO” PER L’ANNO 2016-2017

 Corsi biblici e Lectio divina

Scuola di preghiera

Esercizi spirituali serali

Laboratori educativi per famiglie

Discernimento vocazionale

 week-end dello spirito per giovani

Serate bibliche  e  musicali

  • Vorrebbero essere un piccolo aiuto a costruire la nostra vita  sulla ROCCIA DELLA PAROLA DI DIO …
  •  SCARICA ALLEGATO: DEPLIANT 2016 – ’17

I GRANDI TESTIMONI DELLA CARITA’…

HANNO COSTRUITO SULLA ROCCIA DELL’AMORE A GESU’ E AI POVERI

DOMENICA 4 SETTEMBRE 2016

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SANTA MADRE TERESA DI CALCUTTA

“piccola matita nelle mani di Dio”

  • Nel 1950, Madre Teresa fondò la congregazione delle Missionarie della carità, la cui missione era quella di prendersi cura dei “più poveri dei poveri” Stabilì come divisa un semplice sari bianco a strisce azzurre, perché era il più economico perché aveva i colori della casta degli intoccabili, la più povera dell’India.   
  • Nel 1979 ottenne il Premio Nobel per la Pace. Tra  le motivazioni, venne indicato il suo impegno per i più poveri tra i poveri e il suo rispetto per il valore e la dignità di ogni singola persona.  Madre Teresa rifiutò il convenzionale banchetto cerimoniale per i vincitori, e chiese che i 6000 dollari di fondi fossero destinati ai poveri di Calcutta”.
  • VITA SPIRITUALE: “PICCOLA MATITA NELLE MANI DI DIO” Madre Teresa diceva: “siamo delle contemplative che vivono in mezzo al mondo. La nostra vita deve essere una preghiera continua” Questa sua spiritualità, che aveva tratti di ispirazione francescana, era sintetizzata da Madre Teresa con l’immagine, in cui si riconosceva, della “piccola matita nelle mani di Dio

PENSIERI  DI MADRE TERESA

  • “Se giudichi le persone, non avrai tempo per amarle.”
  • “Il vero amore deve sempre fare male. Deve essere doloroso amare Solo allora si ama sinceramente.”
  • “La fame d’amore è più difficile da rimuovere che la fame di pane.”
  • Non importa quanto si dà ma quanto amore si mette nel dare.
  • Quello che facciamo è soltanto una goccia nell’oceano. ma se non ci fosse quella goccia all’oceano mancherebbe.
  • Non possiamo parlare finchè non ascoltiamo …
  • Fate che chiunque venga a voi se ne vada sentendosi meglio e più felice. Tutti devono vedere la bontà nei vostri occhi, nel vostro sorriso.
  • Se vogliamo amare veramente, dobbiamo imparare a perdonare.
  • Oggi la gente è affamata d’amore. In alcuni paesi non c’è fame di pane, la gente soffre invece di terribile solitudine, disperazione, odio, ha dimenticato come si fa a sorridere.
  • Non cercate Gesu’ in terre lontane: Lui non è là. E’ vicino a voi. E’ con voi. Basta che teniate il lume acceso e Lo vedrete.
  • Abbiamo bisogno di trovare Dio, ma non possiamo trovarLo nel rumore Dio è amico del silenzio. Osservate come la natura – gli alberi, i fiori, e l’erba – cresce in silenzio. Osservate le stelle, la luna e il sole, come si muovono in silenzio.
  • Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso.
  • Ieri è trascorso. Domani deve venire. Abbiamo solo l’oggi.
  • ARIDITÀ SPIRITUALE «Dicono che la pena eterna che soffrono le anime nell’Inferno è la perdita di Dio… Nella mia anima io sperimento proprio questa terribile pena, di Dio che non mi vuole, di Dio che in realtà non esiste. Gesù, ti prego perdona la mia bestemmia». «Voglio vivere in questo mondo così lontano da Dio e che ha voltato le spalle alla luce di Gesù, per aiutare la gente, prendendo su di me qualcosa della loro sofferenza». …scrive al suo padre spirituale: «Sono stata sul punto di dire No… Mi sento come se qualcosa un giorno o l’altro dovesse spezzarsi in me». «Prega per me, che io non rifiuti Dio in quest’ora. Non lo voglio ma temo di poterlo fare».
  • SIGNORE, MANDAMI QUALCUNO DA AMARE
    Signore, quando ho fame, dammi qualcuno che ha bisogno di cibo

    -quando ho freddo, mandami qualcuno da scaldare;
    quando ho un dispiacere, offrimi qualcuno da consolare;
    quando sono povero, guidami da qualcuno nel bisogno;
    -quando non ho tempo, dammi qualcuno che io possa aiutare -quando sono scoraggiato, mandami qualcuno da incoraggiare;
  • L’AMORE COMINCIA DALLA FAMIGLIA. Ogni giorno di più ci rendiamo conto che nel no­stro tempo le sofferenze maggiori  hanno origine nel­la famiglia. Non abbiamo più tempo per guardarci in faccia, per scambiarci un saluto…E così apparteniamo ogni giorno meno alle no­stre famiglie. Qualche tempo fa arrivò un gruppo  di professori dagli Stati Uniti. Mi chiesero: «Ci dica qualcosa che possa esserci utile». Dissi loro: «Sorridetevi scambievolmente». Credo di averlo detto con eccessiva serietà. Uno di loro mi domandò: «Lei è sposata?». Gli risposi: “Sì, e a volte mi riesce difficile sorri­dere a Gesù; perché arriva ad essere troppo esigente”. Credo che l’amore cominci proprio qui: nella famiglia.

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  • PER TUTTI:  DI FRONTE A SCELTE IMPORTANTI una sosta prolungata di riflessione E DISCERNIMENTO.  CORSI BIBLICI – ESERCIZI   SPIRITUALI

7 – 12 NOVEMBRE 2016:  Consolate il mio popolo (ISAIA) – Misericordiosi come il Padre

27 – 31 DICEMBRE  2016:   “E’ giunta l’ora  di sciogliere le vele…”  (2TIMOTEO)

 21 – 25 APRILE  2017: “Goditi la vita, ma sappi che ne devi rendere conto” (QOELET)

 22  – 27 MAGGIO 2017: “Donna,  perché piangi?(Vangelo di GIOVANNI)

 12 – 17 GIUGNO 2017: “E io mi sono lasciato sedurre…” Mi pento o… sono contento? (GEREMIA) 

 3 – 8  LUGLIO 2017: “Abbattere  i muri… e costruire ponti” Il  compito  del cristiano, oggi (EFESINI)

 23 – 28 OTTOBRE 2017: “Camminare secondo lo Spirito” – Siamo liberi o schiavi? (GALATI)

Nb. I corsi  si svolgono in forma di “lectio” dei testi biblici e del magistero di Papa Francesco. Iniziano la sera del primo giorno  e terminano al mattino dell’ultimo giorno.

  • TERZA DOMENICA DEL MESE:  VIAGGIO ALLE…SORGENTI

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Ritiro spirituale PER TUTTI 

 SUL VANGELO DI GIOVANNI

 

  • Domenica 18 settembre 2016
  • Domenica 16 ottobre 2016
  • Domenica 20 novembre 2016
  • Domenica 18 dicembre 2016
  • Domenica 15 gennaio 2017
  • Domenica  19 febbraio 2017
  • Domenica 19 marzo 2017
  • Domenica 21 maggio 2017
  • Domenica 18 Giugno 2017

PROGRAMMA:

  • ore 9.00:  accoglienza… ore 9.15:  Lodi
  • ore 10.30: Eucaristia domenicale
  • ore 00: catechesi sul Vangelo di Giovanni
  • ore 00:  pranzo condiviso …
  • ore 14.30: Preghiera davanti al Santissimo
  • ore 00 – 17.00: condivisione.
  • PER FIDANZATI  E FAMIGLIE:  ULTIMA DOMENICA DEL MESEfidanzati-300x218

Laboratori di spiritualità  familiare con

“AMORIS LAETITIA – la  gioia  dell’amore”

di  Papa Francesco

 

 

 

  • Domenica 30 ottobre  2016
  • Domenica 27 novembre  2016

27 –  31  DICEMBRE 2016:   RITIRO DI FINE ANNO

“ Se tutto è vanità… Cosa resta?”   (Qoelet e  S. Paolo a confronto) 

  • Domenica 29 gennaio 2017
  • Domenica 26 febbraio 2017
  • Domenica 26 marzo 2017

PROGRAMMA:

15.30: Ascolto della Parola

16. 30: Preghiera e dialogo di coppia

17.30: Scambio di esperienze – merenda insieme

18.30: Celebriamo il Vespro

  • PER GIOVANI (…di età o di spiritogiovani bagaglio

TRE SOSTE PER RIPRENDERE IL CAMMINO

 

  • 27 –  31  DICEMBRE 2016:  RITIRO DI FINE ANNO: “ Se tutto è vanità… Cosa resta?” (Qoelet e  S. Paolo a confronto) 
  • 21 – 25 APRILE  2017:  RITIRO  DI PRIMAVERA “Goditi la vita, ma sappi che… ne devi rendere conto” (QOELET)
  • 17 – 20 AGOSTO  2017;  “Il tuo volto, Signore,  io cerco”  Pregiamo di più per vivere… meglio (SALMI)

 

 

PER TUTTI:  NEI MESI INVERNALI  (Ottobre 2016 – Marzo 2017)

santuario s. g. b

“PRENDI  e  MANGIA” – Lettura commentata della Bibbia

  • PRIMO  SABATO DEL MESE (ore 16)

“Costruire muri o… ponti?” Qual è il  compito  del cristiano, oggi?

(Lettera agli  Efesini)

  •  ULTIMO  SABATO  DEL  MESE  (ore 16) “La gioia dell’Amore” – Papa Francesco

 ESERCIZI  SPIRITUALI  SERALI (0re 21)

  •  14 – 15 Dicembre 2016 PREPARIAMOCI AL  NATALE:  “E’ venuto tra  noi…” (Gv. 1,14)
  •  4 – 5 Aprile 2017 PREPARIAMOCI ALLA PASQUA “Ho visto  il Signore”  Maria di Magdala (Gv. 20)

PER LE FAMIGLIE IN VACANZA: MAREMO LUGLIO – AGOSTO 2017

PER UN RIPOSO “INTEGRALE”…    VILLA S. BIAGIO È… L’ IDEALE!

 Per le sue 4 B: Bed&BreakfastBeach &Bible e le Serate Biblico  Musicali

VILLA S. BIAGIO FOTONSB2

Situata in collina in vista del mare (a 800 m.) Immersa nel verde di un ampio parco, completamente rinnovata per l’anno santo della misericordia, ti accoglie  con  gioia per momenti  di  riposo fisico e spirituale.  

Info:  0721.823.175  / 3338890862 donalesiani@gmail.com  –  www.sanbiagiofano.it

 

14 comments

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  2. … UN RINGRAZIAMENTO GRANDE E RICONOSCENTE PER LE
    INTERESSANTI PROPOSTE, UTILI ALLA RIFLESSIONE E ALLA RICARICA SPIRITUALE QUOTIDIANA. (A l’autore)

    La riflessione sulla Conversione di S. PAOLO è sempre un motivo incoraggiante perchè ci invita a rinnovare l’offerta totale a DIO e a rendergli LODE per i SUOI innumerevoli benefici che si verificano nel nostro quotidiano- La lotta da superare che ci insegna l’esperienza di S. PAOLO può verificarsi in ciascuno di noi.Ma la Grazia di DIO non verrà mai meno per chi lo AMA con tutto il CUORE .

    …MI HANNO AIUTATO MOLTO LE ULTIME FRASI DI DON ORIONE…”Tutte le creature.nonostante il loro stato di vita, sono amate da CRISTO…”
    L’INCORAGGIAMENTO E’ MOLTO FORTE E FA MOLTO BENE.

    LE IMMAGINI SULLA PREGHIERA ALL’ANGELO CUSTODE DI
    S. FRANCESCO DI SALES, sono meravigliose, (idea sempre geniale), aiutano nella riflessione per l’incontro costante con il nostro Angelo che ci viene incontro: NELL’AFFLIZIONE, nel TURBAMENTO, nello SPAVENTO, con i quali dobbiamo lottare ogni giorno uscendone, per quanto è possibile ,sempre vincitori.

  3. LASCIA CHE LUI SI RIVELI
    (Paulo Coelho)
    DICONO I MISTICI CHE, quando intraprendiamo il nostro cammino spirituale, vogliamo parlare molto con Dio e finiamo per non ascoltare ciò che Egli ha da dirci. Perciò, è sempre consigliabile rilassarsi un po’.
    Ciò non è facile: noi abbiamo la tendenza naturale a fare e pensiamo che potremo riuscire a migliorare il nostro spirito solo se lavoreremo senza sosta. E’ importante tentare, cadere, rialzarsi; ma dobbiamo lasciare che Dio ci aiuti. Dobbiamo guardare noi stessi, MA ALLO STESSO TEMPO DOBBIAMO CONSENTIRE CHE EGLI SI RIVELI E CI GUIDI. DOBBIAMO PERMETTERE, DI TANTO IN TANTO, CHE EGLI CI PRENDA IN BRACCIO.

  4. … I CARISSIMI SANTI “CORNELIO E CIPRIANO” CI RICORDANO CON QUANTA GENEROSITA’ DI ANIMO DOBBIAMO GIOIRE DEL BENE DEI FRATELLI. TUTTO DEVE CONCORRERE AL BENE COMUNE, CI RICORDA S.PAOLO . NULLA PER LA NOSTRA GLORIA. TUTTO PER IL SIGNORE E SOLO PER LUI.
    SIGNORE! SCRUTA IL NOSTRO CUORE,
    VEDI SE CAMMINIAMO SECONDO IL TUO VOLERE.
    AIUTACI, LIBERACI, RIEMPICI SOLO DI TE.

  5. CIPRIANO A CORNELIO, FRATELLO NELL’EPISCOPATO
    Siamo a conoscenza, fratello carissimo, della tua fede, della tua fortezza e della tua aperta testimonianza. Tutto ciò è di grande onore per te e a me arreca tanta gioia da farmi considerare partecipe e socio dei tuoi meriti e delle tue imprese.
    Siccome infatti una è la Chiesa, uno e inseparabile l’amore, unica e inscindibile l’armonia dei cuori, quale sacerdote, nel celebrare le lodi di un altro sacerdote, non se ne rallegrerebbe come di sua propria gloria?
    E QUALE FRATELLO NON SI SENTIREBBE FELICE DELLA GIOIA DEI PROPRI FRATELLI?
    CERTO NON SI PUÒ IMMAGINARE L’ESULTANZA E LA GRANDE LETIZIA CHE VI È STATA QUI DA NOI QUANDO ABBIAMO SAPUTO COSE TANTO BELLE E CONOSCIUTO LE PROVE DI FORTEZZA DA VOI DATE. TU SEI STATO DI GUIDA AI FRATELLI NELLA CONFESSIONE DELLA FEDE, E LA STESSA CONFESSIONE DELLA GUIDA SI È FORTIFICATA ANCORA PIÙ CON LA CONFESSIONE DEI FRATELLI. COSÌ, MENTRE HAI PRECEDUTO GLI ALTRI NELLA VIA DELLA GLORIA, HAI GUADAGNATO MOLTI COMPAGNI ALLA STESSA GLORIA, E MENTRE TI SEI MOSTRATO PRONTO A CONFESSARE PER PRIMO E PER TUTTI, HAI PERSUASO TUTTO IL POPOLO A CONFESSARE LA STESSA FEDE. In questo modo ci è impossibile stabilire che cosa dobbiamo elogiare di più in voi, se la tua fede pronta e incrollabile, o la inseparabile carità dei fratelli. Si è manifestato in tutto il suo splendore il coraggio del vescovo a guida del suo popolo, ed è apparsa luminosa e grande la fedeltà del popolo in piena solidarietà con il suo vescovo. In voi tutta la chiesa di Roma ha dato la sua magnifica testimonianza, tutta unita in un solo spirito e in una sola voce.
    È brillata così, fratello carissimo, la fede che l’Apostolo constatava ed elogiava nella vostra comunità. Già allora egli prevedeva e celebrava quasi profeticamente il vostro coraggio e la vostra indomabile fortezza. Già allora riconosceva i meriti di cui vi sareste resi gloriosi. Esaltava le imprese dei padri, prevedendo quelle dei figli. Con la vostra piena concordia, con la vostra fortezza, avete dato a tutti i cristiani luminoso esempio di unione e costanza.
    Fratello carissimo, il Signore nella sua provvidenza ci preammonisce che è imminente l’ora della prova. Dio nella sua bontà e nella sua premura per la nostra salvezza ci dà i suoi benèfici suggerimenti in vista del nostro vicino combattimento. Ebbene in nome di quella carità, che ci lega vicendevolmente, aiutiamoci, perseverando con tutto il popolo nei digiuni, nelle veglie, nella preghiera.
    Queste sono per noi quelle armi celesti che ci fanno stare saldi, forti e perseveranti. Queste sono le armi spirituali e gli strali divini che ci proteggono. Ricordiamoci scambievolmente in concordia e fraternità spirituale. PREGHIAMO SEMPRE E IN OGNI LUOGO GLI UNI PER GLI ALTRI, E CERCHIAMO DI ALLEVIARE LE NOSTRE SOFFERENZE CON MUTUA CARITÀ.

  6. settembre è un mese a me caro.Pieno di ricordi e di benedizioni.La mia parrocchia ha come patrona la Vergine Addolorata! Che grande dono!IL dieci di 44 anni fa è la ricorrenza del mio si, il mio matrimonio è sotto la guida e la protezione di questa Madre. A Lei ho affidato in quel giorno il mio essere moglie e madre. Non sono rimasta delusa, grazie su grazie si sono riversate in questi anni. Grata, si nel mio cuore c’è un’incessante :Grazie Madre mia.
    Lei mi ha guidata a Cristo, mi ha fatto scoprire il Figlio, mi ha posto sulla roccia salda della Parola. Nella croce mi ha plasmata e fatta crescere, tanti i venti, tante le tempeste, mi stupisco ancora di questo amore tra me e mio marito. Questo amore è vivo come allora, ancora tenace dopo tante tribolazioni. Aggrappati a questa Croce Gloriosa, sostenuti da questa Madre Addolorata guardiamo con speranza e riconoscenza al domani.

  7. Gesù,
    fammi diventare buona, coraggiosa.
    Fa’ che sia grata di…quello che ho.
    Fa che sia sempre leale, sincera.
    Mi osservi? Mi scruti?
    Vorrei sapere che cosa sai di me?
    Vorrei vedere, guardare nel modo che tu guardi.

  8. S. G. CRISOSTOMO: IL SUO SALUTO AI FEDELI Prima di partire per l’esilio +++++

    PER ME IL VIVERE È CRISTO E IL MORIRE UN GUADAGNO Molti marosi e minacciose tempeste ci sovrastano, ma non abbiamo paura di essere sommersi, perché siamo fondati sulla roccia. Infuri pure il mare, non potrà sgretolare la roccia. S’innalzino pure le onde, non potranno affondare la navicella di Gesù. Cosa, dunque, dovremmo temere?
    La morte? « Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno>> (Fil 1, 21). Allora l’esilio? «Del Signore è la terra e quanto contiene » (Sal 23,1). La confisca dei beni?,« Non abbiamo portato nulla in questo mondo e nulla possiamo portarne via » (1, Trn 6, -7). Disprezzo le potenze di questo mondo e i suoi beni mi fanno ridere. Non, temo la povertà, non bramo ricchezze, non temo la morte’ né desidero vivere, se non per il vostro bene. E’ per questo motivo che ricordo le vicende attuali e vi prego di non perdere la fiducia. Anche se tutto il mondo è sconvolto, HO TRA LE MANI LA SUA SCRITTURA, LEGGO LA SUA PAROLA. Essa è la mia sicurezza la mia difesa. Egli dice: « Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo » (Mt 28, 20). CRISTO È CON ME, DI CHI AVRÒ PAURA? Anche se si alzano contro di me i cavalloni di tutti i mari o il furore dei principi, tutto questo per me vale di meno di semplici ragnatele. Ripeto sempre: « Signore sia fatta la tua volontà » (Mt 26,42). Farò quello che vuoi tu, non quello che vuole il tale o il tal altro. Se Dio vuole questo, bene! Se vuole ch’io rimanga lo ringrazio. Dovunque mi vorrà, gli rendo grazie. Dove sono io, là ci siete anche voi. Dove siete voi, ci sono anch’io. Anche se siamo distanti, siamo uniti dalla carità; anzi neppure la morte ci può separare. VOI SIETE I MIEI CONCITTADINI, I MIEI GENITORI, I MIEI FRATELLI, I MIEI FIGLI, LE MIE MEMBRA, IL MIO CORPO, LA MIA LUCE, PIÙ AMABILE DELLA LUCE DEL GIORNO. IL RAGGIO SOLARE PUÒ RECARMI QUALCOSA DI PIÙ GIOCONDO DELLA VOSTRA CARITÀ? IL RAGGIO MI È UTILE NELLA VITA PRESENTE, MA LA VOSTRA CARITÀ MI INTRECCIA LA CORONA PER LA VITA FUTURA.

  9. “Quando ho camminato fuori dalla porta verso il cancello che avrebbe portato alla mia libertà,
    sapevo che SE NON AVESSI LASCIATO L’AMAREZZA e L’ODIO DIETRO DI ME, SAREI RIMASTO ANCORA IN PRIGIONE”.
    (N. Mandela)

  10. … Sentirsi chiamato: figlio “PRODIGO” favorisce lo sgretolamento dei “COLLI” che impediscono la visione limpida di DIO e di conseguenza la presenza del prossimo nella vita di ogni giorno.
    Allora con fede imploro:

    APRIMI GLI OCCHI, O DIO
    che io veda la tua bellezza.
    Sono come cieco, privo di luce,
    sanami, voglio vederti.

    APRI IL MIO CUORE, O DIO
    sono triste,
    chiuso in me stesso;
    c’è chi ha fame
    e bussa alla porta:
    dimmi cos’è saper dare.

    FA’ CHE COMPRENDA, O DIO,
    ogni grido dei miei fratelli;
    con loro piango
    e costretta a mendicare amore:
    VIENI, LENISCI IL DOLORE.

  11. “I suoni se ne stanno nella musica per rendersi conto del silenzio che li separa”.
    (John Cage)

    Una frase così mi conferma come sia vero che il silenzio riempia di significato ogni realtà!

  12. ….. SIGNORE GESU’, AIUTACI, INSEGNACI, EDUCACI IN BRAVI E CONVINTI COSTRUTTORI DELLA NOSTRA VITA
    SULLA VERA ROCCIA: LA “TUA PAROLA” IL “TUO PANE”.
    DESIDERIAMO METTERCI ALL’OPERA COL CHIEDERTI DI NON
    LASCIARCI MAI SOLI. LA “TUA” COSTANTE PRESENZA SARA’ L’INCORAGGIANTE STIMOLO PER NON PERDERCI DI CORAGGIO NEI MOMENTI DIFFICILI E BUI CHE LA VITA SPESSO CI
    REGALA.
    Grazie DV, perchè ci permetti di non fermarci. Con le tue sollecitazioni la nostra anima si scuote da quel torpore che spesso , inevitabilmente, ci opprime.

  13. UNA PAGINA DI S. GREGORIO MAGNO (IL GRANDE…) CHE FA RIFLETTERE…

    Per amore di Cristo non risparmio me stesso nel parlare di lui
    «Figlio dell’uomo, ti ho posto per sentinella alla casa d’Israele» (Ez 3, 16). È da notare che quando il Signore manda uno a predicare, lo chiama col nome di sentinella. La sentinella infatti sta sempre su un luogo elevato, per poter scorgere da lontano qualunque cosa stia per accadere. Chiunque è posto come sentinella del popolo deve stare in alto con la sua vita, per poter giovare con la sua preveggenza.
    Come mi suonano dure queste parole che dico! Così parlando, ferisco me stesso, poiché NÉ LA MIA LINGUA ESERCITA COME SI CONVIENE LA PREDICAZIONE, NÉ LA MIA VITA SEGUE LA LINGUA, ANCHE QUANDO QUESTA FA QUELLO CHE PUÒ.
    Ora io non nego di essere colpevole, e vedo la mia lentezza e negligenza. Forse lo stesso riconoscimento della mia colpa mi otterrà perdono presso il giudice pietoso.
    CERTO, QUANDO MI TROVAVO IN MONASTERO ero in grado di trattenere la lingua dalle parole inutili, e di tenere occupata la mente in uno stato quasi continuo di profonda orazione. Ma da quando ho sottoposto le spalle al peso dell’ufficio pastorale, l’animo non può più raccogliersi con assiduità in se stesso, perchè è diviso tra molte faccende.
    Sono costretto a trattare ora le questioni delle chiese, ora dei monasteri, spesso ad esaminare la vita e le azioni dei singoli; ora ad interessarmi di faccende private dei cittadini; ora a gemere sotto le spade irrompenti dei barbari e a temere i lupi che insidiano il gregge affidatomi.
    ORA DEBBO DARMI PENSIERO DI COSE MATERIALI, perchè non manchino opportuni aiuti a tutti coloro che la regola della disciplina tiene vincolati. A volte debbo sopportare con animo imperturbato certi perdoni, altre volte affrontarli, cercando tuttavia di conservare la carità.
    Quando dunque la mente divisa e dilaniata si porta a considerare una mole così grande e così vasta di questioni, come potrebbe rientrare in se stessa, per dedicarsi tutta alla predicazione e non allontanarsi dal ministero della parola?
    Siccome poi per necessità di ufficio debbo trattare con uomini del mondo, talvolta non bado a tenere a freno la lingua. Se infatti mi tengo nel costante rigore della vigilanza su me stesso, so che i più deboli mi sfuggono e non riuscirò mai a portarli dove io desidero. Per questo succede che molte volte sto ad ascoltare pazientemente le loro parole inutili. E poichè anch’io sono debole, trascinato un poco in discorsi vani, finisco per parlare volentieri di ciò che avevo cominciato ad ascoltare contro voglia, e di starmene piacevolmente a giacere dove mi rincresceva di cadere.
    CHE RAZZA DI SENTINELLA SONO DUNQUE IO, CHE INVECE DI STARE SULLA MONTAGNA A LAVORARE, GIACCIO ANCORA NELLA VALLE DELLA DEBOLEZZA?
    Però il creatore e redentore del genere umano ha la capacità di donare a me indegno l’elevatezza della vita e l’efficienza della lingua, perchè, PER SUO AMORE, NON RISPARMIO ME STESSO NEL PARLARE DI LUI.

  14. Rev.do Padre,
    La ringrazio molto per il Suo documento mandatomi.
    La benedica il Signore ed anche per favore preghi per me affinché io possa costruire la mia vita sulla roccia, invece di sulla sabbia!
    Ancora una volta, grazie mille.
    Con affetto e stima.
    Joseph Van Cu

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