PROPOSTE DI “VILLA S. BIAGIO”: 

PREPARIAMOCI ALLA PASQUA CON “WEEK-END DELLO SPIRITO”

 

Cari amici,  avvicinandosi il 40.mo anniversario di “Casa di Spiritualità” 

VILLA S. BIAGIO  

  •  Ricorda orario S. Messa:

DOMENICA E FESTIVI: H. 10.30

GIORNI FERIALI:  H. 18.30

  • In preparazione alla Pasqua propone: 

WEEK-END DELLO SPIRITO: MINI-RITIRI SPIRITUALI

24 ORE DI PACE IN ASCOLTO DI 

PERSONAGGI BIBLICI E DI PAPA FRANCESCO.

25 – 26  M A R Z O  2017   

Gli immigrati: tutta gente pericolosa? 

– RUT  (libera rielaborazione)             

  •  rut 2  Ero ragazza. Sentivo spesso gli anziani parlare di una grave carestia  abbattutasi  nei paesi  circostanti. Nel territorio di Moab invece, grazie a Dio, c’era ancora  pane in abbondanza. Ogni giorno incontravo famiglie di immigrati in cerca di lavoro. Tra tante, mi colpì una proveniente da Betlemme: papà, mamma e due figli poco più grandi di me. L’uomo si chiamava Elimèlech, sua moglie Noemi e i suoi due figli  Maclon e Chilion;
  •  Erano persone dignitose nella loro povertà. E anche simpatiche. Ben presto noi ragazzi diventammo amici, coinvolgendo le nostre famiglie. E così la nostra casa si aprì anche per loro. Soffrii molto quando  a quei due  ragazzi venne a mancare il padre.  Elimèlech, morì ed essa rimase con i due figli.   
  • Vedendoli così precocemente orfani, mi affezionai ancor di più a loro. Soprattutto a uno, devo ammetterlo. Quella mia simpatia, non sfuggì a mio padre che, un giorno,  mi chiamò in disparte per dirmi che Maclon, il ragazzo del mio cuore, mi aveva chiesta in sposa. Mio padre acconsentì,  con un sorriso. Ero fuori di me dalla gioia. Cominciò così la nostra vita in comune. Con tanti sogni e progetti nel cuore. Una felicità  intensa. E tanto fugace…Ancora una volta  la morte infierì, crudele, sulle nostre famiglie.  Maclon e  Chilion morirono tutti e due
  • Alla mia solitudine di giovane vedova e senza figli, si aggiungeva la preoccupazione per Noemi, mia  suocera,  rimasta, in breve tempo priva dei suoi due figli  e del marito. Donna forte, non si perse d’animo. Decise di tornare al suo paese d’origine.  Allora Noemi si alzò con le sue nuore per andarsene dalla campagna di Moab, perché  aveva sentito dire che il Signore aveva visitato il suo popolo, dandogli pane.                                           
  • Ma durante una sosta,  ci prese in disparte e ci parlò con cuore di mamma. Preoccupata più del nostro  futuro che dei suoi guai.  Andate, tornate ciascuna a casa di vostra madre; il Signore usi bontà con voi    
  • E ci salutò, baciandoci. Fu un momento di grande commozione. Tra le lacrime protestammo il nostro desiderio di non lasciarla sola. No, noi  verremo con te al tuo popolo..
  • Ella insisteva sulla convenienza per noi giovani vedove, di rifarci una vita. Tornate indietro, figlie mie, andate! 
  • Era commovente nel  suo amore  disinteressato. Mia cognata si lasciò convincere …

. leggi tutto in: 16E. RUT

ADORAZIONE EUCARI

IL SILENZIO E’…

IL SILENZIO È MITEZZA
quando non rispondi alle offese
quando non reclami i tuoi diritti,
quando lasci a Dio la difesa del tuo onore.

IL SILENZIO È MISERICORDIA
quando non riveli le colpe dei fratelli,
quando perdoni senza indagare il passato,
quando non condanni, ma intercedi nell’intimo.

IL SILENZIO È PAZIENZA  quando soffri senza lamentarti,
quando non cerchi consolazione tra gli uomini
quando attendi che il seme germogli lentamente.

IL SILENZIO È UMILTÀ  quando taci per lasciare emergere i fratelli, quando celi nel riserbo i doni di Dio, quando lasci che il tuo agire venga interpretato male, quando lasci ad altri la gloria dell’impresa.

IL SILENZIO È FEDE    quando taci perché è Lui che agisce,
quando rinunci alle voci del mondo, per stare alla sua presenza, quando non cerchi comprensione perché ti basta sapere di essere amato da Lui.

IL SILENZIO È ADORAZIONE    quando abbracci la Croce senza chiedere perché nell’intima certezza
che questa è l’unica via giusta.

vedi PPT: IL SILENZIO è…

PREGA OGNI CREATURA 

PREGHIERA NEI CAMPI

Dal trattato «l’orazione» di Tertulliano, sacerdote

  •     L’orazione è un sacrificio spirituale, che ha cancellato gli antichi sacrifici. «Che m’importa», dice, «dei vostri sacrifici senza numero? Sono sazio degli olocausti di montoni e del grasso di giovenchi; il sangue di tori e di agnelli e di capri io non lo gradisco» (Is 1, 11). Chi richiede da voi queste cose? (cfr. Is 1, 12). Quello che richiede il Signore, l’insegna il vangelo: «È GIUNTO IL MOMENTO, ED È QUESTO, IN CUI I VERI ADORATORI ADORERANNO IL PADRE IN SPIRITO E VERITÀ; PERCHÉ IL PADRE CERCA TALI ADORATORI. DIO È SPIRITO E QUELLI CHE LO ADORANO DEVONO ADORARLO IN SPIRITO E VERITÀ» (Gv 4, 23-24).  Noi siamo i veri adoratori e i veri sacerdoti che, pregando in spirito, in spirito offriamo il sacrificio della preghiera, ostia a Dio appropriata e gradita
  •  SOLO LA PREGHIERA VINCE DIO. MA CRISTO NON VOLLE CHE FOSSE CAUSA DI MALE E LE CONFERÌ OGNI POTERE DI BENE. Essa lava i peccati, respinge le tentazioni, spegne le persecuzioni, conforta i pusillanimi, incoraggia i generosi, guida i pellegrini, calma le tempeste, arresta i malfattori, sostenta i poveri, ammorbidisce il cuore dei ricchi, rialza i caduti, sostiene i deboli, sorregge i forti.   PREGANO ANCHE GLI ANGELI, PREGA OGNI CREATURA. Gli animali domestici e feroci pregano e piegano le ginocchia e, uscendo dalle stalle o dalle tane, guardano il cielo non a fauci chiuse, ma facendo vibrare l’aria di grida nel modo che a loro è proprio.    ANCHE GLI UCCELLI QUANDO SI DESTANO, SI LEVANO VERSO IL CIELO, E AL POSTO DELLE MANI APRONO LE ALI IN FORMA DI CROCE E CINGUETTANO QUALCOSA CHE PUÒ SEMBRARE UNA PREGHIERA.  Ma c’è un fatto che dimostra più di ogni altro il dovere dell’orazione. Ecco, questo: CHE IL SIGNORE STESSO HA PREGATO.  A lui sia onore e potenza nei secoli dei secoli. Amen.
  • LEGGI TUTTO IN COMMENTI

I cristiani nel mondo  

BAMBINI IN PREGHIERA

Dalla «Lettera a Diogneto»

  1. I cristiani non si differenziano dal resto degli uomini né per territorio, né per lingua, né per consuetudini di vita.  Infatti non abitano città particolari, né usano di un qualche strano linguaggio, né conducono uno speciale genere di vita.
  2. Abitano in città sia greche che barbare, come capita, e pur seguendo nel vestito, nel vitto e nel resto della vita le usanze del luogo, si propongono una forma di vita meravigliosa e, per ammissione di tutti, incredibile.
  3. Abitano ciascuno la loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutte le attività di buoni cittadini e accettano tutti gli oneri come ospiti di passaggio. Ogni terra straniera è patria per loro, mentre ogni patria è per essi terra straniera.

CITTADINI DEL MONDO…

Il tuo cristo è ebreo, La tua democrazia è greca

La tua scrittura è latina, I tuoi numeri sono arabi,

 la tua auto è giapponese, Il tuo caffè brasiliano,

Il tuo orologio è svizzero,  il tuo walkman è coreano,

La tua pizza è italiana,  la tua camicia è hawaiana,

Le tue vacanze sono turche, tunisine o marocchine.

CITTADINO  DEL  MONDO 

Non  rimproverare  il  tuo  vicino

di  essere  straniero…

(graffito su un muro  di Berlino)

COL CUORE  DI  DON ORIONEDON-ORIONE-3

  • I bei giorni della Chiesa « Felici gli occhi che vedranno l’Occidente e l’Oriente unirsi per formare i bei giorni della Chiesa! » E quella sarà l’ora di Dio, sarà la grande giornata di Gesù Cristo, Signore, Salvatore e Dio nostro! E Gesù vincerà il mondo così: nella carità, nella misericordia. (Lett. I, 310)
  • Ecumenismo della carità:MALATO-300x263 “È venuto da me un  signore, il quale mi ha detto: – Voglio fondare un Ospizio Cattolico, e lei si sente di mandarmi i suoi preti? – Ed io: – Se per cattolico intende universale, cioè dove si possono accettare tutti, sì che accetto di mandare il personale; ma se vuole fondare un Ospedale esclusivamente per i cattolici, no che non accetto – (e fa segno con la testa e con la mano).
  • Tenete a mente queste parole, perché, quando si presenta uno che ha un dolore, non si stà lì a domandare se ha il battesimo, ma se ha un dolore“ Parola VIII, 19- 196

“ACCOGLIERE, PROTEGGERE, 

PROMUOVERE E INTEGRARE”   

PAPA E RAGAZZI STRADA                                  PAPA FRANCESCO VERSO I MIGRANTI                                  

  • “ACCOGLIERE.    Di fronte a questa indole del rifiuto, urge un cambio di atteggiamento, per superare l’indifferenza e anteporre ai timori un atteggiamento di accoglienza verso coloro che bussano alle nostre porte.    Per quanti fuggono da guerre e persecuzioni terribili, spesso intrappolati nelle spire di organizzazioni criminali senza scrupoli, occorre aprire canali umanitari accessibili e sicuri.
  •  “PROTEGGERE. l’esperienza migratoria rende spesso le persone più vulnerabili allo sfruttamento, all’abuso e alla violenza. Parliamo di milioni di lavoratori e lavoratrici migranti  di profughi e richiedenti asilo, di vittime della tratta. prediligendo processi costruttivi attuando programmi tempestivi e umanizzanti nella lotta contro i “trafficanti di carne umana” che lucrano sulle sventure altrui;  
  • PROMUOVERE.   La promozione umana dei migranti e delle loro famiglie comincia dalle comunità di origine, là dove deve essere garantito, assieme al diritto di poter emigrare, anche il diritto di non dover emigrare , ossia il diritto di trovare in patria condizioni che permettano una dignitosa realizzazione dell’esistenza.    
  •  “INTEGRARE.    L’integrazione, che non è né assimilazione né incorporazione, è un processo bidirezionale, che si fonda essenzialmente sul mutuo riconoscimento della ricchezza culturale dell’altro:  Per Noi Cristiani, L’ospitalità Offerta Al Forestiero Bisognoso È Offerta A GESÙ CRISTO STESSO: «ERO STRANIERO E MI AVETE ACCOLTO» (MT 25,35).        

bimboche dorme– BE STILL, MY SOUL (Bocelli 14)  

the lord is on thy side. Bear patiently the cross of grief or pain.

Leave to thy God to order and provide; In every change, He faithful will remain.

Be still, my soul: when dearest friends depart, And all is darkened in the vale of tears, Then shalt thou better know His love, His heart, Who comes to soothe thy sorrow and thy fears. Be still, my soul…

VEDI PPT: Lettera al FRATELLO MAROCCHINO-D.T.Bello

Parliamone insieme…

  • Quali sentimenti suscitano in  te   Noemi e  Rut, la moabita?
  • Cosa pensi degli immigrati? Rientrano anch’essi nel piano della Provvidenza che vuole fare  di tutti i popoli  una sola famiglia? 
  • Noi potremmo fare qualcosa di più per loro? che cosa?

 

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A P R I L E  2017

  • 1-2: Curare piante e animali. Più dei bambini…? – GIONA    
  • 8-9: Il dolore degli innocenti…Perché ?    -IL SERVO DI DIO
  • 15-16: Gesù, quando siamo tristi, Tu dove sei?  – EMMAUS  

                         P  R  O  G  R  A  M  M  A 

  • SABATO ore 16: Accoglienza … Presentazione dei partecipanti
  • 16.30:. Meditazione – preghiera personale
  • 18.30: Celebrazione di vespri e S. Messa
  • 19.30: Cena fraterna… momento contemplativo nel parco.
  • 21.00: Risonanze spirituali – turni di adorazione notturna
  • DOMENICA ore 7.00: sveglia “musicale” -Footing “mariano” (chi vuole)
  • 9.00: Lectio divina – riflessione  e preghiera personale…
  • 10.30: SANTA MESSA DOMENICALE – Verifica e impegni di vita…
  • 12.45: foto di gruppo – pranzo – saluti… arrivederci            

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SAN GIUSEPPE , IL FEDELE CUSTODE

S. GIUSEPPE CUSTODE

   Giuseppe fece come gli aveva ordinato

l’angelo del Signore. 

  •  Dal Vangelo secondo Matteo Mt 1,16.18-21.24  
    Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
    Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
  • Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse:
  • «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». 
  • Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.

 

  • S. GIUSEPPE, IL FEDELE CUSTODE  santa-famiglia1
  •   … Egli fu scelto dall’eterno Padre come fedele custode dei suoi principali tesori, il Figlio suo e la sua sposa, e assolse questo incarico con la più grande assiduità. Perciò il Signore gli dice: Servo buono e fedele, entra nella gioia del tuo Signore (cfr. Mt 25, 21).   
  • Se poni san Giuseppe dinanzi a tutta la Chiesa di Cristo, egli è l’uomo eletto e singolare, per mezzo del quale e sotto il quale Cristo fu introdotto nel mondo in modo ordinato e onesto. Se dunque tutta la santa Chiesa è debitrice alla Vergine Madre, perché fu stimata degna di ricevere Cristo per mezzo di lei, COSÌ IN VERITÀ DOPO DI LEI DEVE A GIUSEPPE UNA SPECIALE RICONOSCENZA E RIVERENZA. 
  •  Certamente Cristo non gli ha negato in cielo quella familiarità, quella riverenza e quell’altissima dignità che gli ha mostrato mentre viveva fra gli uomini, come figlio a suo padre, ma anzi l’ha portata al massimo della perfezione.    
  • RICÒRDATI DUNQUE DI NOI, O BEATO GIUSEPPE, e intercedi presso il tuo Figlio putativo con la tua potente preghiera; ma rendici anche propizia la beatissima Vergine tua sposa, che è Madre di colui che con il Padre e lo Spirito Santo vive e regna nei secoli infiniti. Amen. SAN BERNARDINO DA SIENA

Beato il papà…Padre-con-bambinoDEF-300x171

  • Beato il papà che chiama alla vita e sa donare la vita per i figli.
  • Beato il papà che non teme di essere tenero e affettuoso.
  • Beato il papà che sa giocare con i figli e perdere tempo con loro.
  • Beato il papà per il quale i figli contano più degli hobby e della partita.
  • Beato il papà che sa ascoltare e dialogare anche quando è stanco.
  • Beato il papà che dà sicurezza con la sua presenza e il suo amore.
  • Beato il papà che sa pregare con i figli e confrontare la vita con il Vangelo.
  • Beato il papà convinto che un sorriso vale più di un rimprovero,  un abbraccio più di una predica.
  • Beato il papà che cresce insieme ai figli e li aiuta a diventare se stessi.
  • Beato il papà che sa capire e perdonare gli sbagli dei figli e riconoscere i propri.
  • Beato il papà che non sommerge i figli di cose, ma li educa alla sobrietà e alla condivisione.
  • Beato il papà che non si ritiene perfetto e sa ironizzare sui propri limiti.
  • Beato il papà che cammina con i figli verso orizzonti sconfinati aperti all’uomo, al mondo, all’eternità

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BOLLE DI SAPONE E BIMBA

Cari amici,

Dopo il ritiro con OSEA (Amore io voglio…Ma quale?)

vi ricordo il prossimo mini-ritiro  SABATO 18 E DOMENICA 19 marzo… QOELET, personaggio biblico contro corrente, ci aiuterà a riflettere sui veri valori della vita… Una domanda fra tante:  FAR CARRIERA VA BENE MA… A TUTTI I COSTI?

Risponde Qoelet …  Qualche assaggio?!

  1. Vanità delle vanità… tutto è vanità. Non c’è niente di nuovo sotto il sole. Qualcuno forse dirà: “Guarda, questo è nuovo!”. Invece quella cosa esisteva già molto tempo prima che noi nascessimo.
  2. Io ho detto in cuor mio: “Vieni, dunque, ti voglio mettere alla prova con la  gioia: Gusta il piacere!”. Ma ecco anche questo è vanità.  Del riso ho detto: “Follia!” e della gioia: “A che giova?”
  3. Non ho negato  ai miei occhi nulla di ciò che bramavano, né ho rifiutato alcuna soddisfazione al  mio cuore. Ho considerato tutte le opere fatte dalle mie mani e tutta la fatica che  avevo durato a farle: ecco, tutto mi è apparso vanità e un inseguire il vento:
  4. Infatti la sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoiono  queste muoiono quelli;  Chi sa se il soffio vitale dell’uomo salga in alto e se quello della bestia scenda in  basso nella terra?
  5. Ricordati del tuo Creatore finché sei giovane, prima che arrivi l’età degli acciacchi. Sta lieto, o giovane,  nella tua giovinezza. Segui pure le vie del tuo cuore  e i desideri dei tuoi occhi. Sappi però che su tutto questo  Dio ti convocherà in giudizio.  Caccia la malinconia dal tuo cuore…  perché la giovinezza e i capelli neri sono un soffio.

giovani bagaglio

  • FAR CARRIERAE’ la grande aspirazione. “Bruciare” gli altri. Senza troppi scrupoli: il fine giustifica i mezzi. Di ogni  genere. Se serve, anche la corruzione, il doping, la droga. L’importante è riuscire  nella scalata.  Ma non si rischia così di trascurare altri valori fondamentali quali l’onestà,  gli affetti familiari, la dimensione spirituale?  E di  ritrovarsi magari con un buon conto in banca ma stressati, soli, con la famiglia sfasciata e  i figli sbandati?  Vale la pena far carriera a questi costi? Un sapiente di 23 secoli fa,  ci confida le sue riflessioni. Forse alquanto  pessimiste, ma frutto di esperienza personale. Non ci converrà ascoltarlo almeno in parte, prima che sia  troppo tardi?
  •  Oggi la gente corre e si affanna tutto il giorno. Cosa succedeva ai tuoi tempi? Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità: tutto è vanità. L’uomo si affatica e tribola per tutta una vita. Ma che cosa ci guadagna? Passa una generazione e ne viene un’altra; ma il mondo resta sempre lo stesso. (1,2ss)
  • E’ proprio vero, che non c’è niente di nuovo sotto il sole! Il sole sorge, il sole tramonta; si alza e corre verso il luogo  da dove rispunterà di nuovo. Tutto ciò che è già avvenuto  accadrà ancora;  Non c’è niente di nuovo sotto il sole. (1,9ss)
  • Sei stato un osservatore della realtà. Cosa hai concluso? Io, Qoelet, ho messo tutte le mie forze per indagare e scoprire il senso di tutto ciò che accade in questo mondo. Ho meditato su tutto quel che gli uomini fanno,   per arrivare alla conclusione che tutto il loro affannarsi è inutile. È come se andassero a caccia di vento. (1,12ss)
  • Neanche tu eri un santo… ti sei dato spesso alla pazza gioia. Con quale risultato? Ho cercato il piacere nel bere… Mi son dato alla pazza gioia.  Volevo vedere se questo dà felicità all’uomo durante i pochi giorni della sua vita.  Ma tutto mi lasciava sempre  un senso di vuoto. Il divertimento lascia insoddisfatti,  l’allegria non serve a niente. (2.1ss)
  • Però sei stato anche un gran lavoratore. Hai realizzato progetti importanti… Ho fatto anche grandi lavori. Ho fabbricato palazzi, ho piantato vigneti. Ho costruito giardini e parchi. Avevo molti servi in casa mia. Ho fatto venire nel mio palazzo  cantanti e ballerine: per i miei piaceri, tante belle donne. (2,4ss)
  • PERCHé accontentarsi delle piccole gioie quotidiane? Unica gioia per l’uomo è mangiare e bere e godere i frutti del suo lavoro. Ma ho capito che anche questo è un dono di Dio.   (2,24ss)
  • – Tutto sommato però, la vita è bella. Come dirlo ai giovani, spesso annoiati e tristi? Dolce è la luce! Perciò, godi la vita, ragazzo!  Sii felice, finché sei ancora giovane.  Fa’ quello che ti piace  e segui i desideri del tuo cuore. Ma non dimenticare che Dio  ti chiederà conto di tutto (11,7)
  • anziani22E come aiutare gli anziani  ad accettare i limiti dell’età? Ricordati del tuo Creatore  finché sei giovane,  prima che arrivi l’età degli acciacchi.  Verranno gli anni in cui dirai:  “Non ho più voglia di vivere”. Allora il sole, la luna e le stelle per te non saranno più luminosi e il cielo sarà sempre nuvoloso. Allora le tue braccia  tremeranno; le tue gambe, che ti hanno sostenuto,  diventeranno deboli. I tuoi denti saranno troppo pochi per masticare il cibo; i tuoi occhi non vedranno più chiaramente. Le tue orecchie diventeranno sorde al rumore della strada. Non sentirai quasi più il canto degli uccelli. La tua voce sarà debole e tremante. Avrai paura di camminare in salita e ad ogni passo sarai in pericolo di cadere.( 12,1) Ricordati del tuo Creatore  finché sei giovane,  prima che arrivi l’età degli acciacchi.  Verranno gli anni in cui dirai:  “Non ho più voglia di vivere”. Allora il sole, la luna e le stelle per te non saranno più luminosi e il cielo sarà sempre nuvoloso. Allora le tue braccia  tremeranno; le tue gambe, che ti hanno sostenuto,  diventeranno deboli. I tuoi denti saranno troppo pochi per masticare il cibo; i tuoi occhi non vedranno più chiaramente. Le tue orecchie diventeranno sorde al rumore della strada. Non sentirai quasi più il canto degli uccelli. La tua voce sarà debole e tremante. Avrai paura di camminare in salita e ad ogni passo sarai in pericolo di cadere.( 12,1)
  •  Cosa ci consigli per vivere bene e non dimenticare Colui che… ci attende? La vita finirà come si rompe un filo d’argento,  o come va in pezzi una lampada d’oro…  Il tuo corpo ritornerà alla polvere della terra  dalla quale fu tratto; il tuo spirito vitale  ritornerà a Dio che te l’ha dato. Credi in Dio e osserva i suoi comandamenti. E questo solo vale per ogni uomo. Dio giudicherà tutto quel che facciamo  di bene e di male,  anche le azioni fatte in segreto .(12,6ss)
  • chiara-luce-badano-300x183 SE LO VUOI TU, GESÙ, LO VOGLIO  ANCH’IO»                            Sassello, il 29 ottobre 1971 nasce Chiara Badano  Chiara di nome e di fatto, intelligente e volitiva, vivace, viene educata dalla mamma a parlare con Gesù e a dirgli «sempre sì». Chiara è una ragazzina normale, ma con un qualcosa in più: è docile alla grazia e al disegno di Dio su di lei, che le si svelerà a poco a poco. Dai suoi quaderni dei primi anni delle elementari traspare la gioia e lo stupore nello scoprire la vita: è una bambina felice. Nel giorno della prima Comunione riceve in dono il libro dei Vangeli. Sarà per lei un «magnifico libro» affermerà: «Come per me è facile imparare l’alfabeto, così deve esserlo anche vivere il Vangelo!». A 9 anni entra come Gen nel Movimento dei Focolari. Da allora la sua vita sarà tutta in ascesa, nella ricerca di «mettere Dio al primo posto». Prosegue gli studi fino al Liceo classico, quando a 17 anni, all’improvviso un lancinante spasimo alla spalla sinistra svela tra esami e inutili interventi un osteosarcoma, dando inizio a un calvario che durerà circa tre anni. Appresa la diagnosi, Chiara non piange, non si ribella: subito rimane assorta in silenzio, ma dopo soli 25 minuti dalle sue labbra esce il sì alla volontà di Dio. Ripeterà spesso: «Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io». Non perde il suo luminoso sorriso; mano nella mano con i genitori, affronta cure dolorosissime e trascina nello stesso Amore chi l’avvicina. Rifiutata la morfina perché le toglie lucidità, dona tutto per la Chiesa, i giovani, i non credenti, il Movimento, le missioni…, Ripete:Non ho più niente, ma ho ancora il cuore e con quello posso sempre amare”.    La cameretta, in ospedale a Torino e a casa, è luogo di incontro, di apostolato, di unità: è la sua chiesa. Alla mamma che le chiede se soffre molto risponde: «Gesù mi smacchia con la varechina anche i puntini neri e la varechina brucia. Così quando arriverò in Paradiso sarò bianca come la neve».  Ma il male avanza e i dolori aumentano:  «Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io». Chiara si prepara all’incontro: «E’ lo Sposo che viene a trovarmi», e sceglie l’abito da sposa, i canti e le preghiere per la “sua” Messa dove «nessuno dovrà piangere!». E lo «Sposo» viene a prenderla all’alba del 7 ottobre 1990. E’ il giorno della Vergine del Rosario. Queste le sue ultime parole: Mamma, sii felice, perché io lo sono. Ciao”.   

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11 – 12 MARZO 2017

PROFETA OSEA

AMORE IO VOGLIO… Ma quale?  – OSEA –

  • IL TEMA DELL’AMORESempre attuale. Inesauribile. Convegni, fictions  e dibattiti televisivi si sprecano. Col risultato di renderlo sempre più fragile e ambiguo. Ognuno gli dà il significato che vuole.  E nella vita continuiamo a costruire  (e distruggere…) amori stagionali, come bambini che giocano coi castelli di sabbia. Pare che, in Italia, ogni 4 minuti fallisca un matrimonio…Ma l’amore forte e fedele esiste? E’ ancora un valore?   Perché non chiedere un parere a un profeta come Osea che di amore se ne intendeva, per sofferta esperienza personale?  Ma non senti che da tempo proprio parenti, amici e soprattutto i figli ti stanno ripetendo: amore io voglio!?  Un clima familiare più sereno. Non sarebbe il regalo più gradito?
  • Sei passato alla storia come il profeta della misericordia. Ma a quale prezzo? Quando il Signore parlò per la prima volta a Osea gli disse: «Prendi per moglie una prostituta e avrai figli da una simile donna. Anche questa terra non fa che prostituirsi e si allontana da me, il Signore». Osea sposò una donna di nome Gomer.  (1,2ss)
  • Il profeta dunque è uno che paga con la vita, fino a sposare… una prostituta? Il Signore mi disse ancora: «Ama la tua donna, anche se ti tradisce con un amante. Amala, come il Signore ama gli Israeliti, anche se si rivolgono ad altre divinità».   (3,1ss) 
  • Si può recuperare un amore spezzato? Che fare? «Un giorno, io, il Signore, la riconquisterò. La porterò nel deserto e le dirò parole d’amore. Lì, mi risponderà come al tempo della sua giovinezza quando uscì dall’Egitto. Allora mi chiamerà “Marito mio” e non più mio padrone. Israele, ti farò mia sposa. Sarai mia per sempre.». (2,16ss)
  • Il disastro ecologico è lo vediamo tutti. Di chi la colpa? Io, il Signore, voglio fare un processo agli abitanti di questa regione. Dicono falsità, uccidono, rubano e commettono adulterio. Le violenze si moltiplicano. Così la terra si inaridisce, e tutto quel che c’è su di essa muore. Anche gli animali che sono sulla terra, gli uccelli e i pesci, moriranno tutti. (4,1ss)
  • Ma Dio si diverte a farci soffrire? O forse…«Mi allontanerò dal mio popolo finché non avrà sofferto abbastanza per i suoi peccati e verrà a cercarmi. Forse nella sua sofferenza si rivolgerà a me…». (5,15)
  • Il nostro amore è incostante… quello di Dio no! Il Signore dice: «Efraim e Giuda, che dovrò fare per voi? Il vostro amore per me scompare come una nuvola del mattino; è come la rugiada che svanisce all’alba.  Il popolo dice:  «Venite, torniamo al Signore. Egli ci ha feriti e ci curerà! Sforziamoci di conoscere il Signore. La sua venuta è certa come l’aurora, come la pioggia di primavera che bagna la terra». (5,17ss)
  • Quale  esperienza avevi di Dio, bambino-sulle-ginocchia per parlarne così? Quando Israele era un ragazzo io l’ho amato…perché era mio figlio. Io ho insegnato a Efraim a camminare. Ho tenuto il mio popolo tra le mie braccia, ma non ha capito che mi prendevo cura di lui. L’ho attirato a me con affetto e amore.  Sono stato per lui come uno che solleva il suo bambino fino alla guanciaMi sono abbassato fino a lui per imboccarlo. 
  • Immersi nelle cose terrene, non riusciamo a sollevare lo sguardo al cielo. Fino a quando avrà pazienza il Signore? Il mio popolo si ostina a restare lontano da me. È invitato a guardare in alto, ma nessuno alza lo sguardo. Come posso lasciarti, Efraim? Come posso abbandonarti, Israele? Il mio cuore non me lo permette, il mio amore è troppo forte. Nonostante la mia ira, non distruggerò Israele, perché sono Dio e non un uomo. 
  • Per concludere, qual è in sintesi il tuo messaggio? Torna al Signore tuo Dio, popolo d’Israele. Il tuo peccato ti ha fatto inciampare. Torna al Signore, prepara la tua preghiera e digli: «Dimentica tutti i nostri peccati, accetta il bene che possiamo fare, noi non ti offriamo buoi, ma la nostra preghiera di lode” (14,4s)

Gianna Beretta Molla

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la bellezza casta e feconda dell’amore coniugale

  • Fidanzata:  Pietro mio, mancano pochi giorni e mi sento tanto commossa  ad accostarmi a ricevere il sacramento dell’Amore. Diventiamo  collaboratori di Dio nella creazione, possiamo così dare a Lui dei figli che lo amino e lo servano. Pietro, sarò capace di essere la sposa e la mamma che tu hai sempre desiderato? Lo voglio proprio, perché tu lo meriti e perché ti voglio  tanto bene. ( 4 sett. 1955)
  • Sposa così: “Ti amo tanto , Pietro e mi sei sempre presente cominciando dal mattino quando,  durante la santa Messa all’offertorio, offro con il mio il tuo lavoro, le tue gioie, le tue sofferenze…vivendo così, Pietro, giorno dopo giorno  noi raggiungiamo quella santità coniugale che Dio si aspetta da noi… voglio formare con te una famiglia ricca di figli come lo sono state le  nostre belle famiglie nelle  quali siamo nati e cresciuti” 
  • Fibroma all’utero: al dottore che le dice: “Se vogliamo mettere al sicuro la tua vita,  dobbiamo interrompere la gravidanza” risponde: “Non lo permetterò mai…anche se devo rischiare io voglio che il mio bambino viva… Professore, operi in modo che la gravidanza possa continuare…
  • Al Marito: Pietro se dovrete decidere se salvare  la mia vita o quella del bambino, io esigo, salvate il bambino!” Entra nel reparto il venerdi santo 1962  dice: “Sono qui a fare il mio dovere di mamma…sono pronta a tutto pur di salvare la mia creatura”
  • Il fratello prete commenta: sono parole davanti alle quali io mi inginocchio. Non ha pensato mai di fare  un atto eroico, ma solo il suo dovere di mamma!!! Il giorno dopo sabato santo nasce con taglio cesareo Gianna Emanuela… ma per lei comincia l’agonia…  chiede di essere portata a casa per morire nel suo letto di sposa… sente i bambini che si svegliano…due lacrime rigano il suo volto  “Gesù ti amo, Gesù ti amo!” e spira…
  • LA CREATURA CHE HAI AL FIANCO È MIA. Io l’ ho creata: Io le ho voluto bene da sempre. Per lei non ho esitato a dare la mia vita. Te l’affido! La prendi dalle mie mani e ne diventi responsabile. Sono io che ho messo nel tuo cuore l’amore per lei:    è  stato il modo più bello per dirti “te l’affido”.

 

       Ma tu stai alla mia porta… (C.M.Martini)

GESU_Risorto_2

Ma se io, Signore, tendo l’orecchio

ed imparo a discernere
i segni dei tempi,
distintamente odo i segnali
della tua rassicurante presenza alla mia porta.
E quando ti apro e ti accolgo
come ospite gradito della mia casa
il tempo che passiamo insieme mi rinfranca.
Alla tua mensa divido con te
il pane della tenerezza e della forza,
il vino della letizia e del sacrificio,
la parola di sapienza e della promessa,
la preghiera del ringraziamento
e dell’abbandono nelle mani del Padre.
E ritorno alla fatica del vivere
con indistruttibile pace.
Il tempo che è passato con te
sia che mangiamo sia che beviamo
è sottratto alla morte.
Adesso,
anche se è lei a bussare,
io so che sarai tu ad entrare;
il tempo della morte è finito.
Abbiamo tutto il tempo che vogliamo
per esplorare danzando
le iridescenti tracce della Sapienza dei mondi.
E infiniti sguardi d’intesa
per assaporarne la Bellezza.

 

LA CARITÀ FRATERNA  E LESEMPIO DI CRISTOcrocifisso

Dallo «Specchio della carità» di sant’Aelredo

  •    NON C’È NIENTE CHE CI SPINGA AD AMARE I NEMICI, COSA IN CUI CONSISTE LA PERFEZIONE DELL’AMORE FRATERNO, QUANTO LA DOLCE CONSIDERAZIONE DI QUELLA AMMIRABILE PAZIENZA PER CUI EGLI, «IL PIÙ BELLO TRA I FIGLI DELL’UOMO OFFRÌ IL SUO BEL VISO AGLI SPUTI DEI MALVAGI. Infine sopportò pazientemente la croce, i  chiodi, la lancia, il fiele e l’aceto, lui in tutto dolce, mite e clemente.    Alla fine fu condotto via come una pecora al macello, e come un agnello se ne stette silenzioso davanti al tosatore e non aprì bocca (cfr. Is 53, 7). 
  •    Chi, al sentire quella voce meravigliosa piena di dolcezza, piena di carità, piena di inalterabile pacatezza: «Padre, perdonali», non abbraccerebbe subito i suoi nemici con tutto l’affetto? «Padre», dice, «perdonali» (Lc 23, 34). Che cosa si poteva aggiungere di dolcezza, di carità ad una siffatta preghiera? Tuttavia egli aggiunse qualcosa. GLI SEMBRO POCO PREGARE VOLLE ANCHE SCUSARE. «Padre, disse, perdonali, perché non sanno quello che fanno». E invero sono grandi peccatori, ma poveri conoscitori. Perciò: «PADRE, PERDONALI». Lo crocifiggono, ma non sanno chi crocifiggono, perché se l’avessero conosciuto, giammai avrebbero crocifisso il Signore della gloria (cfr. 1 Cor 2, 8); perciò: «PADRE, PERDONALI».. Lo ritengono un trasgressore della legge, un presuntuoso che si fa Dio, lo stimano un seduttore del popolo.    «Ma io ho nascosto da loro il mio volto, non riconobbero la mia maestà». Perciò: «PADRE, PERDONALI»., perché non sanno quello che fanno» (Lc 23, 34). 
  • Ostensorio SE L’UOMO VUOLE AMARE SE STESSO DI AMORE AUTENTICO, NON SI LASCI CORROMPERE DA NESSUN PIACERE DELLA CARNE. PER NON SOCCOMBERE ALLA CONCUPISCENZA DELLA CARNE, RIVOLGA OGNI SUO AFFETTO ALLA DOLCEZZA DEL PANE EUCARISTICO. INOLTRE PER RIPOSARE PIÙ PERFETTAMENTE E SOAVEMENTE NELLA GIOIA DELLA CARITÀ FRATERNA, ABBRACCI DI VERO AMORE ANCHE I NEMICI.
       Perché questo fuoco divino non intiepidisca di fronte alle ingiustizie, guardi sempre con gli occhi della mente la pazienza e la pacatezza del suo amato Signore e Salvatore.

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  • REGALIAMOCI LA GIOIA SPIRITUALE DI UNA PAGINA COSI’…

BUON PASTORE2

IMITIAMO L’ESEMPIO DEL BUON PASTORE

DALLE «OMELIE» DI SANT’ASTÈRIO DI AMASEA, VESCOVO

 

  •    …  Considerate le ricchezze della sua bontà. egli, quando stava per venire tra gli uomini mediante l’incarnazione, mandò avanti GIOVANNI, ARALDO E MAESTRO DI PENITENZA e, prima di Giovanni, tutti i profeti, perché insegnassero agli uomini a ravvedersi, a ritornare sulla via giusta e a convertirsi a una vita migliore. 
  •    Poco Dopo, Quando Venne Egli Stesso, proclamò di persona e con la propria bocca: «VENITE A ME, VOI TUTTI, CHE SIETE AFFATICATI E OPPRESSI E IO VI RISTORERÒ» (MT 11, 28). PERCIÒ, A COLORO CHE ASCOLTARONO LA SUA PAROLA, CONCESSE UN PRONTO PERDONO DEI PECCATI E LI LIBERÒ DA QUANTO LI ANGUSTIAVA. IL VERBO LI SANTIFICÒ, LO SPIRITO LI RESE SALDI, L’UOMO VECCHIO VENNE SEPOLTO NELL’ACQUA, E FU GENERATO L’UOMO NUOVO, CHE FIORÌ NELLA GRAZIA.   DOPO CHE COSA SEGUÌ? Colui che era stato nemico diventò amico, l’estraneo diventò figlio, l’empio diventò santo e pio.   
  • IMITIAMO L’ESEMPIO CHE CI HA DATO IL SIGNORE, IL BUON PASTORE. CONTEMPLIAMO I VANGELI E, AMMIRANDO IL MODELLO DI PREMURA E DI BONTÀ IN ESSI RISPECCHIATO, CERCHIAMO DI ASSIMILARLO BENE.
    Nelle parabole e nelle similitudini vedo un pastore che ha cento pecore. Essendosi una di esse allontanata dal gregge e vagando sperduta, egli non rimane con quelle che pascolavano in ordine, ma messosi alla ricerca dell’altra, supera valli e foreste, scala monti grandi e scoscesi, e, camminando per lunghi deserti con grande fatica, cerca e ricerca fino a che non trova la pecora smarrita. 
  • DOPO AVERLA TROVATA, NON LA BASTONA, NÉ LA COSTRINGE A FORZA  A RAGGIUNGERE IL GREGGE, MA, PRESALA  SULLE SPALLE, E TRATTATALA CON DOLCEZZA, LA RIPORTA AL GREGGE, PROVANDO UNA GIOIA MAGGIORE PER QUELLA SOLA RITROVATA, CHE PER LA MOLTITUDINE DELLE ALTRE.
  • CONSIDERIAMO LA REALTÀ VELATA E NASCOSTA DELLA PARABOLA. QUELLA PECORA NON È AFFATTO UNA PECORA, NÉ QUEL PASTORE UN PASTORE, MA SIGNIFICANO ALTRA COSA. SONO FIGURE CHE CONTENGONO GRANDI REALTÀ SACRE. CI AMMONISCONO, INFATTI, CHE NON È GIUSTO CONSIDERARE GLI UOMINI COME DANNATI E SENZA SPERANZA, E CHE NON DOBBIAMO TRASCURARE COLORO CHE SI TROVANO NEI PERICOLI, NÉ ESSERE PIGRI NEL PORTARE LORO IL NOSTRO AIUTO, MA CHE È NOSTRO DOVERE RICONDURRE SULLA RETTA VIA COLORO CHE DA ESSA SI SONO ALLONTANATI E CHE SI SONO SMARRITI. DOBBIAMO RALLEGRARCI DEL LORO RITORNO E RICONGIUNGERLI ALLA MOLTITUDINE DI QUANTI VIVONO BENE E NELLA PIETÀ.

DON-ORIONE-3DON ORIONE LA PENSAVA ALLO STESSO MODO…

  1. … E vorrei farmi cibo spirituale per i miei fratelli che hanno fame e sete di verità e di Dio; vorrei dare la luce di Dio ai ciechi, …vorrei diventare lo stolto di Cristo e vivere e morire della stoltezza della carità per i miei fratelli! 
  2. Amare sempre e dare la vita cantando l’Amore! Abbassare, stendere sempre le mani e il cuore a raccogliere pericolanti debolezze e miserie e porle sull’altare, perché in Dio diventino le forze di Dio e grandezza di  DIO… 
  3. Gesù è morto con le braccia aperte. È Dio che si è abbassato e immolato con le braccia aperte. Carità! Voglio cantare la carità! Avere una gran pietà per tutti! 036PG

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8 Marzo – FESTA DELLA DONNA

DONNA MIMOSE

  • DONNE COSÌ… Donne vere. Fatte di grazia e di fragilità. Storie di umiliazione e riscatto. Tanto diverse ma tutte segnate da un Evento che ha cambiato la loro vita. Incontrata la Luce, l’hanno accolta con gioia. E si sono messe al servizio di Gesù e del Vangelo. Ieri come oggi. Donne-madri. Donne-sorelle. Donne capaci di amare. Sì, penso a mia madre. Ma anche a tutte quelle donne che sanno amare sul serio. Fino al sacrificio totale di sé. Con un’ abnegazione e fedeltà a tutta prova. Per questo sono perennemente attuali. Ne abbiamo bisogno come del pane. Ne ha bisogno il mondo. A volte addirittura ci afferra come un intimo  timore di rimanere senza  donne così. Perché,  con l’aria che tira, potrebbero correre il rischio di…estinzione. Dio non voglia!

  maddalena

  • Oltre ai Dodici, Gesù aveva scelto anche voi. A quel tempo? C’erano con lui  i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi  e da infermità: Maria di Màgdala, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode,  Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni. (cfr Lc 8,2-3).
  • Gli Evangelisti vi dedicano pagine sublimi. Indimenticabili. «In verità vi dico, dovunque sarà predicato questo vangelo nel mondo intero, sarà detto anche ciò che costei ha fatto, in memoria di lei» (Mt 26,13 La Samaritana Gv 4,1; la donna siro-fenicia Mc 7,24ss;  la donna malata Mt 9,20-22; la peccatrice perdonata Lc 7,36.Marta e Maria Gv 11)
  • Commuove il candore della donna guaritaImpaurita e tremante, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. (Mc 5,21ss)
  • Sorprende la fede semplice e audace della donna Cananea Signore, anche i cagnolini si cibano delle  briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni…“Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come  desideri”. ( Mt15,25)
  • E la “dichiarazione d’amore” di Gesù per Marta e Maria? All’udire questo, Gesù disse: “Questa malattia non è per la  morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga  glorificato”.  Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a  Lazzaro. Gv 11,4s
  • I Dodici fuggirono, voi donne siete rimaste fedeli fino alla croce C’erano anche là molte donne che avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. Tra  costoro Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e  la madre dei figli di Zebedèo.  Intanto Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano ad  osservare dove veniva deposto.  (cfr Mt 27,56.61; Mc 15,47).
  • Che santa invidia per la Maddalena chiamata per nome da LUI?  Gesù le disse: “Maria!”.  Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: “Rabbunì!”, che significa: Maestro! Gv 20,18ss
  • E a lei affidò la missione di andare dagli Apostoli Gesù le disse: “Non mi  trattenere, ma và dai miei  fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio  vostro”. Maria di Màgdala andò ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore” e anche ciò che le aveva detto.Gv 20,11-18).

GRAZIE A madre_teresaTE , DONNA

  1. “Grazie a te, donna-madre che ti fai grembo dell’essere umano nella gioia e nel travaglio di un’esperienza unica.
  2. Grazie a te, donna-sposa che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono.
  3. Grazie a te, donna-figlia e donna-sorella che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità
  4. Grazie a te donna-lavoratrice, per l’indispensabile contrbuto che dai all’elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, alla edificazionedi strutture economiche e politiche più ricche di umanità.
  5. Grazie a te, donna-consacrata che sull’esempio della più grande delle donne, la madre di Cristo, ti apri all’amore di Dio…
  6. Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna!  (Giovanni Paolo II, lettera alle donne)  nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità
  7. Grazie a te donna-lavoratrice, per l’indispensabile contributo che dai all’elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, alla edificazionedi strutture economiche e politiche più ricche di umanità.
  8. Grazie a te, donna-consacrata che sull’esempio della più grande delle donne, la madre di Cristo, ti apri all’amore di Dio…
  9. Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna!  (Giovanni Paolo II, lettera alle donne)

IL GRAZIE DI DON-ORIONE-3 DON ORIONE

  • Mia madre “Quella povera vecchia contadina di mia madre sialzava alle 3 di notte e via a lavorare,  e faceva da donna e, con i suoi figli, sapeva fare anche da uomo, perché nostro padre era lontano, a lavorare sul Monferrato: batteva il falcetto per fare l’erba, e lo affilava essa, senza portarlo all’arrotino; faceva la tela con canapa filata da essa; e i miei fratelli si divisero tante lenzuola, tanta bella biancheria, povera mia madre! Teneva da conto fin i coltelli rotti… Non correva a comperare, se proprio non poteva farne a meno; e, quando è morta, le abbiamo  messo il suo vestito da sposa, dopo 51 anni che si era sposata: se l’era fatto tingere in nero e faceva ancora la sua più bella figura ed era il suo vestito più bello! “ (Let. 36)
  • Quella serenità d’animo di cui una mamma ha tanto bisogno…“Anime! Anime! San Remo, 12 Marzo 1940  “Prego per tutti i suoi cari, Signora contessa, e in particolare per Lei, perchè Iddio allontani dal suo spirito ogni nube di tristezza, e le dia quella serenità d’animo di cui una mamma tanto abbisogna per riempire di sè e confortare tutta la sua casa, e nel caso suo, per crescere sempre più nella luce della fede e forti virtù cristiane le sue belle bimbe. Via dunque ogni tristezza,  via ogni nube, ogni fantasia, ogni pensiero che non porta pace allo spirito, ma inquietudine e turbamento: quelle idee, quei pensieri non sono da Dio, ma dal nemico di ogni pace e di ogni bene.. E raccomandiamoci a Maria santissima, madre di consolazione e di ogni pace.  Che predicone, Signora contessa, che predicone!   Meno male che siamo in quaresima! Valga per tutte le volte che non le ho risposto. La conforto e la ossequio e la prego di porgere i miei ossequi, pieni di grato animo, a suo marito. Invoco amplissima sulla loro casa la benedizione di Dio, e Buona Pasqua!

A MIA MADRE

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Non sempre il tempo la beltà cancella
o la sfioran le lacrime e gli affanni;
mia madre ha sessant’anni,
e più la guardo e più mi sembra bella.

Non ha un detto, un sorriso, un guardo, un atto
che non mi tocchi dolcemente il cuore.
Ah se fossi pittore
farei tutta la vita il suo ritratto.

Vorrei ritrarla quando inchina il viso
perch’io le baci la sua treccia bianca,
o quando inferma e stanca
Nasconde il suo dolor sotto un sorriso.

Ma se fosse un mio prego in cielo accolto
non chiederei del gran pittor d’Urbino
il pennello divino
per coronar di gloria il suo bel volto.

Vorrei poter cangiar vita con vita,
darle tutto il vigor degli anni miei;
vorrei veder me vecchio e lei…
dal sacrificio mio ringiovanita.

 Edmondo De Amicis

A mia madre- Edmondo De Amicis ppt

– 8 MARZO festa della donna 2017

  + LETTERA ALLE DONNE (G. PAOLO II)

+ IMPORTANZA DELLA DONNA NELLA VITA DEL SACERDOTE

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M A R Z O   2017 4-5:   E tu la vorresti una… Ferrari? profeta amos 3

AMOS  

  • QUALE RICCHEZZA? La situazione è sotto gli occhi di tutti. Pochi ricchi continuano a sperperare ingenti somme di denaro mentre molti poveri non sanno come sfamare i loro bambini. Tutto ciò è inammissibile davanti agli uomini e davanti a Dio. Ma  dobbiamo chiederci onestamente se noi che abbiamo fremiti di santo sdegno contro queste ingiustizie, abbiamo uno stile di vita sobrio o rischiamo di desiderare quello che deploriamo negli altri…A quale ricchezza aspiriamo veramente?  Insomma per essere un pò provocante, con i tempi che corrono… la vorresti una Ferrari? Ci colleghiamo in diretta con AMOS uno dei più antichi Profeti d’Israele. Che ha parole forti in proposito e indicazioni preziose anche  per noi, oggi.

AMOS IN LINEA   

  • Sei vissuto 27 secoli fa… Eppure ti sentiamo molto “vicino”. Queste sono le parole di Amos, che era un pastore del villaggio di Tekoa.  Due anni prima del terremoto, mentre Ozia era re di Giuda e Geroboamo figlio di Ioas era re di Israele, Dio rivelò ad Amos tutte queste cose riguardanti Israele. (1,1ss)
  • Da pastore a Profeta: un bel salto. Cosa ti sembrava riprovevole nella gente? Costringono il povero a strisciare nella polvere e rendono la vita difficile al debole. Padri e figli vanno con la stessa donna, e così profanano il mio santo nome.  Nei luoghi di culto osano sdraiarsi sulle vesti avute in pegno dal povero. (2,7ss)
  • Perché lasciare la vita tranquilla di pastore per quella rischiosa del profeta? Dio, il Signore, non agisce senza aver prima rivelato le sue intenzioni ai suoi servi, i profeti.  Quando il leone ruggisce chi può non aver paura? Quando Dio, il Signore, parla chi può evitare di trasmettere il suo messaggio? (3, 7ss)
  • Anche allora c’era gente con la doppia casa e altri che morivano di fame e di freddo? Il Signore dice: «Questa gente non sa nemmeno cosa significa essere onesti. Riempiono i loro palazzi con tesori, frutto di rapine e violenze.  Ascoltate ora… Distruggerò le case invernali e quelle estive, le case decorate in avorio cadranno in rovina e i palazzi saranno spazzati via».(3,10)
  • Queste cose vanno denunciate. Ma con le donne dell’alta società, non hai esagerato? Ascoltate queste parole, donne di Samaria che vi siete ingrassate… Voi violate i diritti dei deboli, opprimete i poveri, ordinate ai vostri mariti di portarvi da bere. Com’è vero che io sono santo, verrà il giorno in cui sarete prese prigioniere. In fila dovrete abbandonare la città passando per le rovine delle mura. (4, 1)
  • Eppure la gente era fedele ai propri doveri religiosi. Non basta? «Israeliti, andate pure al santuario di Betel e peccate! Andate a Galgala e peccate ancora di più! Portate i vostri animali da sacrificare. Vantatevi delle vostre offerte spontanee. Sono queste le cose che vi piacciono! (4,4s)
  • PAPA FRANCESCOPapa Amatrice 4ottobre
    Dio ha delle preferenze?
    Nel cuore di Dio c’è un posto preferenziale per i poveri. Il Salvatore è nato in un presepe, tra gli animali; è cresciuto in una casa di semplici lavoratori e ha lavorato con le sue mani per guadagnarsi il pane. Quando iniziò ad annunciare il Regno agli oppressi dalla povertà, assicurò che Dio li portava al centro del suo cuore: « Beati voi, poveri, perché vostro è il Regno di Dio» (Lc 6,20);
  • poveriiLa Chiesa allora ha una scelta… obbligata?

Questa preferenza divina ha delle conseguenze nella vita di fede di tutti i cristiani, chiamati ad avere «gli stessi sentimenti di Gesù » (Fil 2,5). Ispirata da essa, la Chiesa ha fatto una opzione per i poveri. Per questo desidero una Chiesa povera per i poveri. 

  • LA GRAZIA D’ESSER NATO POVERO. don orione e bambini argentiniFra le grazie che il Signor mi ha fatto, ho avuto quella di essere nato povero. I miei hanno sempre lavorato per poter mangiare. Non ci mancò mai il pane: ma si faceva, una volta al giorno, la polenta; e, nelle invernate, c’era la polenta nel latte. (Da discorso del 21 – I – 1938)
  • QUANDO I RAGAZZI MI PORTAVANO DEI TOZZI DI PANE… Quei tempi erano veramente eroici, tempi di fame e di estrema miseria; tanto che i ragazzi dell’Oratorio portavano qualche tozzo di pane per sfamare quel povero chierico. Allora era fiamma la vita del cuore, ed erano giorni grandi, giorni di fame, giorni di fede, e la fede era fiamma di carità e di amore a Dio. Mai più come quei giorni, mai più; giorni eroici quando i ragazzi dell’Oratorio, vedendo che si pativa la fame, mi portavano dei tozzi di pane da mangiare    XI, 165

LEGGI TUTTO…16C. AMOS

17B. WEEK-END IN QUARESIMA digiuniamo così…

VENERDI’ DOPO LE CENERI…

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Meditazione del giorno:

San Pietro Crisologo (406-450), vescovo di Ravenna

  • Fratelli, sono tre le azioni in cui la fede si fonda, la pietà si manifesta, la virtù si mantiene: la preghiera, il digiuno, la misericordia. La preghiera bussa alla porta, il digiuno ottiene, la misericordia riceve. Preghiera, misericordia, digiuno, sono tre, ma sono una sola cosa e si danno reciprocamente la vita. Infatti, il digiuno è l’anima della preghiera e la misericordia è la vita del digiuno. Nessuno li separi; i tre non possono separarsi. Chi pratica solo uno o due, non ha nulla. Quindi, chi prega deve digiunare e chi digiuna deve aver la pietà. Ascolti l’uomo che chiede e chi chiedendo desidera essere ascoltato; chi non rifiuta di ascoltare gli altri quando lo si supplica, si farà sentire da Dio.
  • Chi pratica il digiuno deve  simpatizzare con l’uomo che ha fame, se vuole che Dio simpatizzi con la sua fame. Chi spera di ottenere misericordia deve fare misericordia; chi vuole beneficiare della bontà deve praticarla; chi vuole che gli si doni, deve donare… Sii la norma della misericordia a tuo riguardo: Se vuoi ricevere misericordia in un certo modo, secondo una certa misura, con una certa prontezza, dona misericordia agli altri con la stessa prontezza, la stessa misura, allo stesso modo.
  • Quindi la preghiera, la misericordia, il digiuno devono formare un solo insieme per raccomandarci a Dio, devono formare una sola supplica, una sola preghiera in nostro favore sotto questa triplice forma.

U n a   c r o c e…

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Il legno della Croce, quel “legno del fallimento”,
è divenuto il parametro vero di ogni vittoria.
Gesù ha operato più salvezza
con le mani inchiodate sulla Croce
che con le mani stese sui malati.
Donaci, Signore, di non sentirci costretti
nell’aiutarti a portare la Croce.
Aiutaci a vedere anche nelle nostre croci
un mezzo per ricambiare il tuo amore;
aiutaci a capire che la nostra storia crocifissa
è già impregnata di risurrezione.
Se ci sentiamo sfiniti, Signore, è perché, purtroppo, 
molti passi li abbiamo consumati
sui viottoli nostri e non tuoi,
ma proprio i nostri fallimenti
possono essere la salvezza della nostra vita.
La Pasqua è la festa degli ex delusi della vita,
nei cuori, all’improvviso, dilaga la speranza.
Cambiare è possibile, per tutti e sempre.
Tonino Bello

  VEDI PPT    UNA CROCE- Don Tonino Bello PPT

MERCOLEDI DELLE CENERI…

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CONVERTITI  E CREDI AL VANGELO

  • A)- CAMMINO QUARESIMALE: inizia col rito austero delle ceneri ma termina con la gioa di Pasqua. Un cammino di verità: – ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai…
  • Ma un cammino pieno di SPERANZA. Le  ceneri sono tratte dall’ ulivo della Domenica delle palme dell’anno precedente. Richiama dunque il mistero della morte e risurrezione di Gesù. Come dire: riconosci la tua povertà, sei cenere. Ma se ti converti e  credi al vangelo, inizi un viaggio che dal “profondo” della tua  miseria accettata e offerta… ti conduce alla  meta:  LA SPERANZA DELLA RISURREZIONE.  
  • LA BELLEZZA DELLA META DA’ FORZA AL NOSTRO CAMMINO…Come dice il salmista che ha iniziato il viaggio verso Gerusalemme: Cresce lungo il cammino il suo vigore,  finché compare davanti a Dio in Sion. Poiché sole e scudo è il Signore Dio;    Beato l’uomo che in te confida (sl 83)

SOLO IN DIO…  bimboche dormeRIPOSA L’ANIMA MIA!

Mi ricordo di te, dell’affetto della tua giovinezza,deserto-caravanadef-300x128 

quando mi seguivi nel deserto,

in terra non seminata.

   Israele era sacro al Signore (Ger. 2)


  • BAMBINI IN PREGHIERALa preghiera è luce dell’anima, vera conoscenza di Dio, mediatrice tra Dio e l’uomo. L’anima, elevata per mezzo suo in alto fino al cielo, abbraccia il Signore con amplessi ineffabili. Come il bambino, che piangendo grida alla madre, l’anima cerca ardentemente il latte divino, brama che i propri desideri vengano esauditi e riceve doni superiori ad ogni essere visibile.                                                                                                             
    + S. G. CRISOSTOMO: LA PREGHIERA È LUCE PER L’ANIMA
  • PAPA EUCARPAPA FRANCESCO: La Quaresima «è il tempo per dire no. No all’asfissia dello spirito per l’inquinamento causato dall’indifferenza, dalla trascuratezza di pensare che la vita dell’altro non mi riguarda; per ogni tentativo di banalizzare la vita, specialmente quella di coloro che portano nella propria carne il peso di tanta superficialità.
  • La Quaresima vuole dire no all’inquinamento intossicante delle parole vuote e senza senso, della critica rozza e veloce, delle analisi semplicistiche che non riescono ad abbracciare la complessità dei problemi umani, specialmente i problemi di quanti maggiormente soffrono.
  • La Quaresima è il tempo di dire no; no all’asfissia di una preghiera che ci tranquillizzi la coscienza, di un’elemosina che ci lasci soddisfatti, di un digiuno che ci faccia sentire a posto.
  • Quaresima è il tempo di dire no all’asfissia che nasce da intimismi che escludono, che vogliono arrivare a Dio scansando le piaghe di Cristo presenti nelle piaghe dei suoi fratelli: quelle spiritualità che riducono la fede a culture di ghetto e di esclusione».

DON ORIONE: DON-ORIONE-3

“Non importa dire molte preghiere,

ma importa dirle bene. 

Io sono contento che se ne dica la metà ,

un quarto, un Pater noster solo,

purché sia detto bene col cuore”

(Disc. 14.9.30)

TIENIMI ALLA TUA PORTA… TIENIMI ALLA TUA PORTA R.Tagore PPT

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  • In attesa di sabato  4 marzo ore 16: profeta amos 3PER COMINCIARE A RIFLETTERE:
  1.  TU LA VORRESTI UNA …FERRARI?  La situazione è sotto gli occhi di tutti. Pochi ricchi continuano a sperperare ingenti somme di denaro mentre molti poveri non sanno come sfamare i loro bambini. Tutto ciò è inammissibile davanti agli uomini e davanti a Dio…
  2.  Anche ai tuoi tempi c’era gente con la doppia casa e altri che morivano di fame e di freddo? Il Signore dice: «Questa gente non sa nemmeno cosa significa essere onesti. Riempiono i loro palazzi con tesori, frutto di rapine e violenze.  Ascoltate ora… Distruggerò le case invernali e quelle estive, le case decorate in avorio cadranno in rovina e i palazzi saranno spazzati via».(3,10)poveri[3]
  3.  Il silenzio di Dio: come interpretarlo? Col tempo, i gusti e gli interessi cambiano Si ha fame d’altro…  «Verranno giorni,  in cui io manderò la carestia in questa regione. Non di pane avranno fame, non di acqua avranno sete, ma di ascoltare la parola del Signore. Ovunque cercheranno con ansia la parola di Dio, da nord a sud e da ovest a est. Ma non la troveranno.   (8,10ss  ) 
  4.  Una raccomandazione finale che fa tremare…  “PREPARATI ALL’INCONTRO CON IL TUO DIO, O ISRAELE!” (4,12)
  5.  QUALE RICCHEZZA SECONDO GESU’? Se un uomo riesce a guadagnare anche il mondo intero, ma poi perde la sua vita o rovina se stesso, che vantaggio ne ricava?…Stolto! Proprio questa notte dovrai morire e a chi andranno le ricchezze che hai accumulato? Questa è la situazione di quelli che accumulano ricchezze solo per se stessi e non si preoccupano di arricchire davanti a Dio. (Lc 9,25)

vedi ppt Lo scrigno -Tagore

Info e prenotazioni: donalesiani@gmail.com  tel. 0721.823.175 – 333.88.90.862 – sito: www.sanbiagiofano.it

 

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  1. GLORIAMOCI ANCHE NOI NELLA CROCE DEL SIGNORE
    dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo

    La passione del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo è pegno sicuro di gloria e insieme ammaestramento di pazienza. Che cosa mai non devono aspettarsi dalla grazia di Dio i cuori dei fedeli! Infatti al Figlio unigenito di Dio, coeterno al Padre, SEMBRANDO TROPPO POCO NASCERE UOMO DAGLI UOMINI, VOLLE SPINGERSI FINO AL PUNTO DI MORIRE QUALE UOMO E PROPRIO PER MANO DI QUEGLI UOMINI CHE AVEVA CREATO LUI STESSO.
    Gran cosa è ciò che ci viene promesso dal Signore per il futuro, ma è molto più grande quello che celebriamo ricordando quanto è già stato compiuto per noi. Dove erano e che cosa erano gli uomini, quando Cristo morì per i peccatori? COME SI PUÒ DUBITARE CHE EGLI DARÀ AI SUOI FEDELI LA SUA VITA, QUANDO PER ESSI EGLI NON HA ESITATO A DARE ANCHE LA SUA MORTE? PERCHÉ GLI UOMINI STENTANO A CREDERE CHE UN GIORNO VIVRANNO CON DIO, QUANDO GIÀ SI È VERIFICATO UN FATTO MOLTO PIÙ INCREDIBILE, QUELLO DI UN DIO MORTO PER GLI UOMINI?
    Chi è infatti Cristo? È colui del quale si dice: «In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio» (Gv 1, 1). Ebbene, questo Verbo di Dio «si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1, 14). Egli non aveva nulla in se stesso per cui potesse morire per noi, se non avesse preso da noi una carne mortale. In tal modo egli immortale poté morire, volendo dare la vita per i mortali. Rese partecipi della sua vita quelli di cui aveva condiviso la morte. Noi infatti non avevamo di nostro nulla da cui aver la vita, come lui nulla aveva da cui ricevere la morte. DONDE LO STUPEFACENTE SCAMBIO: FECE SUA LA NOSTRA MORTE E NOSTRA LA SUA VITA. DUNQUE NON VERGOGNA, MA FIDUCIA SCONFINATA E VANTO IMMENSO NELLA MORTE DEL CRISTO. Prese su di sé la morte che trovò in noi e così assicurò quella vita che da noi non può venire. Ciò che noi peccatori avevamo meritato per il peccato, lo scontò colui che era senza peccato. E allora non ci darà ora quanto meritiamo per giustizia, lui che è l’artefice della giustificazione? COME NON DARÀ IL PREMIO DEI SANTI, LUI FEDELTÀ PERSONIFICATA, CHE SENZA COLPA SOPPORTÒ LA PENA DEI CATTIVI?
    CONFESSIAMO PERCIÒ, O FRATELLI, SENZA TIMORE, ANZI PROCLAMIAMO CHE CRISTO FU CROCIFISSO PER NOI. DICIAMOLO, NON GIÀ CON TIMORE, MA CON GIOIA, NON CON ROSSORE, MA CON FIEREZZA.
    L’apostolo Paolo lo comprese bene e lo fece valere come titolo di gloria. Poteva celebrare le più grandi e affascinanti imprese del Cristo. Poteva gloriarsi richiamando le eccelse prerogative del Cristo, presentandolo quale creatore del mondo in quanto Dio con il Padre, e quale padrone del mondo in quanto uomo simile a noi. Tuttavia non disse altro che questo: «QUANTO A ME NON CI SIA ALTRO VANTO CHE NELLA CROCE DEL SIGNORE NOSTRO GESÙ CRISTO» (Gal 6, 14).

  2. ANCHE UN ATTORE… PUO’ FARCI RIFLETTERE… “IN UN SECOLO CHE CELEBRA SOLO IL CORPO, TRA CUOCHI E LIFTING, DOBBIAMO SOSTARE E PERMETTERE ALLE NOSTRE ANIME DI RAGGIUNGERCI, PERCHÉ SONO RIMASTE INDIETRO” (Roberto Benigni)

  3. Tra le ferite ho considerato attentamente la “capacità” dell’amore umano;
    l’uomo, in senso di umanità, anche il più virtuoso, per quanto si sforzi non è altro che …miseramente uomo, incapace di AMORE “DA DIO”, perché “di dio c’è solo …Dio” cita una canzone di Bocelli.
    Penso ad uno scritto di s. Agostino sul senso delle “cose temporali”, umanità compresa, trattenuta provvisoriamente dentro il limite del tempo:

    “Un fatto è ora limpido e chiaro: né futuro né passato esistono. È inesatto dire che i tempi sono tre: passato, presente e futuro. Forse sarebbe esatto dire che i tempi sono tre: presente del passato, presente del presente, presente del futuro. Queste tre specie di tempi esistono in qualche modo nell’animo e non le vedo altrove: il presente del passato è la memoria, il presente del presente la visione, il presente del futuro l’attesa.”

  4. Ho trovato questa preghiera in una Chiesa di Ospedale …e in questo contesto di fatica , limite ,sofferenza..mi ha dato tanto.
    La condivido, con voi

    ” Amami come sei , figlio mio !
    Se aspetti di saper amare , non amerai mai
    perché non avrai saputo imparare dall’Amore .

    HO SETE , figli miei , della vostra povertà,
    perché solo IN ME si fa ricchezza

    HO SETE  , figli miei ,
    della vostra piccolezza
    perché solo IN ME si fa grandezza

    HO SETE , figli miei , della vostra Sofferenza
    perché IN ME SI FA OFFERTA

    HO SETE  , figli miei , del vostro amore
    perché IN  ME si fa redenzione

    Non aspettate di essere grandi ,
    di essere Guariti, Liberati, Sanati nel corpo e nello spirito
    per donarmi il vostro amore
    perché senza il vostro amore
    io non posso Guarirvi, Liberarvi , Sanarvi.

    Io , Gesù , l’Amore , vi amo ! “

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