• “VENNE AD ABITARE  IN  MEZZO  A  NOI”
  • PROPOSTE FORMATIVE DI VILLA S. BIAGIO – DICEMBRE 2017  

Cari Amici, Dicembre è il mese delle grandi festività natalizie: il mese adatto per tornare a scuola di Amore da Gesù, Maria e Giuseppe! E ascoltare la tacita richiesta soprattutto dei nostri ragazzi: amore io voglio ! Un clima familiare più sereno e rapporti più cordiali. E non solo il giorno di Natale! Non sarebbe il regalo più utile e gradito ?! Condivido qualche pensiero che possa aiutarci a passare bene questi giorni… con gli auguri più cari a ciascuno di voi e alle vostre famiglie. Dv . 

31 DICEMBRE 2017 –  TE DEUM DI RINGRAZIAMENTO

 

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VENITE FEDELI,  L’ANGELO C’INVITA, venite, venite  a Betlem. Nato vedete  Cristo  Redentore. Venite adoriamo, venite adoriamo, venite  adoriamo  il  Cristo Signor. – La luce del  mondo  brilla in una grotta; la  fede ci  guida a Betlem. – La notte risplende  tutto il mondo attende; seguiamo i pastori a Betlem.

  •   Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo.   T –  Amen. –  Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. T –  Benedetto nei secoli il Signore. 
  • –  O Gesù, che hai voluto stabilire in mezzo a noi la tua presenza di amore e di pace, noi ti ringraziamo e ti adoriamo. Tu che «sei venuto nel mondo ad annunciare la pace e ad unificare ipopoli, abbattendo i muri di divisione e di inimicizia», fa’ che diventiamo operatori di pace. Allontana, o Signore, da tutti i popoli i flagelli della guerra e dona a noi e a tutti gli uomini quella pace che il mondo non può dare. Tu solo infatti «sei la nostra pace», perché tu hai distrutto con la tua morte in croce ogni ingiustizia e hai rappacificato gli uomini con Dio.  Rit. VENITE, ADORIAMO! 
  • –  Nell’umanità del tuo Figlio, o Padre, hai ricreato l’uomo perché la morte non deformasse in lui la tua immagine viva. È la grazia della tua pietà che ci salva: il tuo amore ci da vita. Rit. 

Preghiera di ringraziamento

  • G –  Il mondo è più ricco di un anno di opere umane e di cose di questa terra. Noi ti ringraziamo, o Dio, perché nelle nostre opere continuamente sei nato e cresciuto.           T –  Tu, o Dio dell’eternità, ti sei fatto uomo per noi. Tu sei il Signore della storia. Il nostro tempo, unito a te, diventa eternità. Anche quest’anno trascorso non muore più. 
  • G –  Signore, il tempo scorrendo continuamente ingoia la nostra storia. Ma con te, essa è salva e costruisce cieli nuovi e terra nuova dove nulla è perduto. La tecnica dell’uomo ha fatto grandi progressi ed è cresciuta la lotta alle malattie; la solidarietà ed il volontariato hanno impegnato molti uomini, il mondo si è fatto più globale…
  • –  Abbiamo impegnato energie e lavorato per costruire un mondo migliore. Come il servo che torna dalla campagna e si prende cura del suo padrone (Lc 12,37). 
  • G –  O Dio, fatto uomo per noi, Signore della storia, Dio dell’eternità, da te è nata la Chiesa che attraverso di noi si edifica nel tempo e nello spazio. Alla nostra Comunità, povera di risorse e di ministri, hai dato l’energia di laici profetici e l’impegno di fedeli operosi T –  Tutto infatti hai sottomesso ai piedi del Cristo e lo hai costituito su tutte le cose a capo della Chiesa, che è il suo corpo (Ef 1,22). E a ciascuno hai dato una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune (1Cor 12,7). 
  •  G –  In questo anno abbiamo fatto anche il male. Non siamo stati capaci di superare la tentazione della violenza: Molte cose sono rimaste oscure, sconosciute a noi stessi ed agli altri. Sono la morte di tanti innocenti per inutili violenze, le vite stroncate dai disastri ambientali, la fame e la malattia di popolazioni inermi, la durezza del cuore dell’uomo. Le tenebre della notte sembrano avere il  sopravvento. T –  Fa’ che ricordiamo sempre che tu sei il Signore: Sulle tue spalle è il segno della sovranità. Tu sei il consigliere mirabile, Dio potente e padre per sempre, Principe della pace. Signore, di fronte alla morte ed alla sofferenza tu ci dici che dobbiamo convertirci. E tu Dio dimostri il tuo amore per noi perché,  mentre eravamo ancora peccatori,  Cristo è morto per noi

G –  Un anno è passato ed uno viene, in questa sera si condensano minuti ed ore, giorni e stagioni, avvenimenti grandi e piccoli. Un anno dunque in cui abbiamo costruito e distrutto, unito e diviso, generato ed ucciso. A tirare le somme il bilancio è passivo, ma tu Signore sei la nostra ricchezza.  Certa è questa parola: Se moriamo con te, vivremo anche con te; se con te perseveriamo, con te anche regneremo; se noi manchiamo di fede, tu però rimani fedele, perché non puoi rinnegare te stesso (2 Tim 2,11).

COSA RENDERTI – Cosa renderti, come offrirmi a te- Come dirti il mio grazie? Non ho nulla tu lo sai,  Non ho altro che la mia povertà. Padre accettala, Padre accoglila,  Nel tuo pane con Gesù  Ogni cosa mia appartiene a  TE  Ogni attimo è tuo do

  • Noi ti lodiamo Dio *  ti proclamiamo Signore.
  • O eterno Padre, *   tutta la terra ti adora.
  • A te cantano gli angeli *   e tutte le potenze dei cieli:
  • Santo, santo, santo * il Signore Dio dell’universo.
  • I cieli e la terra *   sono pieni della tua gloria.
  • Ti acclama il coro degli Apostoli * e la candida schiera dei martiri;
  • le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; * la santa chiesa proclama la tua gloria,
  • adora il tuo unico Figlio *   e lo Spirito Santo  Paraclito.
  • O Cristo, re della gloria, *   eterno figlio del Padre,
  • tu nascesti dalla vergine Madre *  per la salvezza dell’uomo.
  • Vincitore della morte, * hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
  • Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. * Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
  • Soccorri i tuoi figli, Signore, * che hai redento col tuo sangue prezioso.
  • Accoglici nella tua gloria *   nell’assemblea dei santi.
  • Salva il tuo popolo, Signore, *  guida e proteggi i tuoi figli.
  • Ogni giorno ti benediciamo, * lodiamo il tuo nome per sempre.
  • Degnati oggi Signore, *  di custodirci senza peccato.
  • Sia sempre con noi la tua misericordia: *in te abbiamo sperato.
  • Pietà di noi, Signore, *  Pietà di noi.
  • Tu sei la nostra speranza, *non saremo confusi in eterno.
  •  

     La

    bontà

    vince sempre

    l’amore vince l’odio;

    il  bene vince il male;

    la luce vince le tenebre!

    Tutto l’odio,  tutto  il  male,

    tutte le tenebre di questo mondo,

    che sono mai davanti alla luce di questa

    notte di Natale?  Nulla! Davanti a Gesù

    e a Gesù Bambino, sono proprio un nulla!

    Confortiamoci  ed  esultiamo  nel Signore!

    E l’ultimo a vincere è Lui,  sarà  il Signore !

    E il Signore vince sempre nella misericordia!

    Tutto passa: solo Cristo resta!  E’ Dio e resta!

    Resta per illuminarci,  resta per consolarci

  • Gesù  resta  e  vince,

    ma nella misericordia

    (S. Luigi  Orione)

    Astro del ciel      Andrea Bocelli

    Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!  Tu che i Vati da lungi sognar, tu che angeliche voci nunziar, luce dona alle genti, pace infondi nei cuor! 

    Silent night, Holy night. Son of God,  love’s pure light. Radiant beams from thy
    holy face. With the dawn of redeeming grace, Jesus, Lord at thy birth.  Jesus, Lord at thy birth.

     

    PREGHIERA Celine Dion e A. Bocelli      I pray you’ll be our eyes- And watch us where we go – And help us to be wise – In times when we don’t know – Let this be our prayer- When we lose our way  Lead us to the place – Guide us with your grace – To a place where we’ll be safe

    La luce che tu dai nel cuore resterà – A ricordarci che  L’eterna stella sei Sogniamo un mondo  senza più violenza, un mondo di giustizia e di speranza OGNUNO DIA LA MANO AL SUO VICINO SIMBOLO DI PACE DI FRATERNITÀ                  La forza che ci dai – E’ il desiderio che ognuno trovi amor intorno e dentro sé

     E LA FEDE CHE HAI ACCESO IN NOI  SENTO CHE CI SALVERÀ

     

    donalesiani@gmail.com  www.sanbiagiofano.it

LEGGI TUTTO   IN:   22C TE DEUM DI RINGRAZIAMENTO 2017

 

DON ORIONE, CI DAI UNA MANO A VIVERE BENE              

            L’ANNO NUOVO?  

  • UN EX-CARCERATO … DOMANDA   Caro Don Orione Non mi è sembrato vero quando, due mesi fa, mi si sono aperte le porte del carcere. Dopo 5  anni. Interminabili. Ho sbagliato. Ed era giusto che pagassi il mio debito alla società. Ma ora vorrei rifarmi una vita. Ho tentato in questi giorni di bussare a varie porte, in cerca di un lavoro che mi permetta di vivere. Ma sembra che la gente mi legga in faccia il mio passato. Respiro aria di diffidenza. Siamo vicini alle feste natalizie. E la gente ha altro da pensare… Entrando furtivo in una chiesa tenuta dai tuoi religiosi, ho sentito parlare di te e del tuo cuore aperto a tutti. Anche ai carcerati. E’ vero che da giovane seminarista andavi a suonare “qualcosa” sotto le finestre del carcere? Sentendo questi curiosi dettagli della tua vita, mi è venuto in mente di scriverti queste due righe sgangherate. Non tanto per un aiuto materiale. Quella santa donna di mia mamma, non mi fa mancare il necessario. Nonostante tutto… sono sempre suo figlio, mi ripete. Da te, Don Orione, vorrei una parola di fiducia nella vita. Per poter ritrovare la forza  di ricominciare. O per me non c’è  più  nessuna speranza? G. M.– ex-carcerato)
  • DON ORIONE RISPONDE – Caro  figliolo  Permettimi di chiamarti così. Lo facevo con tutti i giovani, specie con quelli che mi procuravano qualche dispiacere. Certo, hai sbagliato. Ma ciò che conta è che ora vuoi ricominciare. E’ vero, in questi giorni, la gente è indaffarata dietro i regali, per festeggiare non si sa bene chi o che cosa. Io sto pensando di fare gli auguri con un “REGALO” originale. Invierò a tutti una lettera che ho riscoperto in questi giorni. L’ha scritta S. Paolo A Filemone suo discepolo che, diventato cristiano, si era messo a servizio dei fratelli. In quei mesi però era disgustato perché Onesimo, uno dei suoi schiavi più fidati, era fuggito, portandosi via anche una bella somma di denaro. Roba vecchia, mi dirai. Si, di circa 2000 anni.  Ma, ti assicuro, li porta bene. E profuma  ancora di sentimenti di bontà e delicatezza che tutti  vorremmo respirare in questi giorni di feste. Una vera lettera “natalizia”. Ho pensato di mandarla a te per primo. Perché… è un poco la tua storia. Rileggiamola insieme.             Senti come comincia:
  • Paolo, prigioniero a causa di Gesù Cristo, e Timòteo nostro fratello scrivono a te, Filèmone, amico e compagno di lavoro, alla nostra sorella Appia e ad Archippo, nostro compagno nella lotta, e alla comunità cristiana che si riunisce nella tua casa. Dio nostro Padre e Gesù Cristo nostro Signore diano a voi grazia e pace.  Seguono parole di ringraziamento  per quanto l’amico Filemone sta facendo  per i fratelli cristiani:
  • Quando prego mi ricordo sempre di te e ringrazio il mio Dio, perché sento parlare del tuo amore verso tutti i cristiani e della tua fede nel Signore Gesù. Carissimo amico, tu hai saputo dare sollievo e conforto a molti cristiani e questo tuo amore generoso ha dato grande gioia e consolazione anche a me. Filemone sente di non meritare tutti questi elogi. Sta soltanto  ricambiando il grande dono della fede che ha ricevuto. Certo non gli mancano le prove. E qualche cocente delusione come quella procuratagli da Onesimo. Paolo sembra intuire. E mette  subito il dito sulla piaga…Ma con la delicatezza di chi chiede un favore.
  • Con la forza che mi viene da Cristo, potrei facilmente ordinarti di compiere quel che devi fare. Tuttavia, preferisco farti una richiesta in nome dell’amore.  Io, Paolo, vecchio e ora anche prigioniero a causa di Gesù Cristo,  ti chiedo un favore per Onèsimo…   
  • Gli comunica di averlo conosciuto  in carcere e di averlo come  rigenerato a vita nuova. E’ diventato cristiano anche lui. Lo sente un poco suo figlio, ora.  Qui in prigione egli è diventato per me come un figlio.  È quell’Onèsimo che un tempo non ti è servito a nulla; ora invece può essere molto utile sia a te che a me.   Ebbene lo avvisa che fra qualche giorno… gli  si presenterà  davanti. Disposto a  chiedergli  perdono.
  •  Egli è come una parte di me stesso: io te lo rimando. Avrebbe potuto aiutarmi al posto tuo. Ma non voglio obbligarti a questo favore: preferisco che tu agisca spontaneamente. Perciò ho deciso di non far nulla senza che tu sia d’accordo.  E  mentre gli chiede di accoglierlo, suggerisce una lettura  provvidenziale di quanto è successo:  Forse Onèsimo è stato separato da te, per qualche tempo, perché tu possa riaverlo per sempre.
  • Come dire che  se  non fosse fuggito, non avrebbe incontrato Paolo. Non  sarebbe cristiano. Insomma, Dio scrive dritto  sulle nostre righe storte. Gli chiede pertanto di…  purificare il cuore e  di accoglierlo  come  un fratello.
  • Ora non accoglierlo più come uno schiavo. Egli è molto più che uno schiavo: è per te un caro fratello. È carissimo a me, tanto più deve esserlo a te,  sia come uomo sia come fratello nel Signore. Arriva a chiedergli di riceverlo con  l’affetto e le  premure che riserverebbe a lui in persona. Dunque se mi consideri tuo amico, accogli  Onèsimo come accoglieresti me.     
  •  E il denaro  rubato? Niente paura. Metta tutto sul suo conto. Pagherà Paolo di tasca sua.    E se egli ti ha offeso o se deve restituirti qualcosa, metti tutto sul mio conto. Ecco la garanzia scritta di mia mano: io, Paolo, pagherò per lui.     
  •  Un vero artista della persuasione. E scherzando bonariamente, continua:  Vorrei però ricordarti che anche tu hai qualche debito verso di me: mi devi te stesso. E  poi l’argomento più convincente: in Gesù siamo ormai tutti fratelli.  Bisognerà agire di conseguenza.
  • Sì, fratello mio, per amore del Signore fammi contento!Per amore di Cristo dammi questa consolazione.  
  • Come si fa a resistere a una richiesta fatta in questo modo, con tanta delicatezza?  E quasi per farsi perdonare,  Paolo chiede… un altro favore. Perché sa che  quando si è veri amici, chiedersi reciprocamente  un favore è come  farsi un regalo.   Ti ho scritto pieno di fiducia, sicuro che farai quel che ti chiedo,  anzi so che farai anche di più. Nel frattempo, prepara un posto anche per me; perché spero che le vostre preghiere riescano a farmi tornare in mezzo a voi.   Gli fa capire così che sarà  presto liberato e spera di essere suo ospite. Per passare qualche giorno insieme. E godere di una fraternità  mai sperimentata prima.  Grazie a Gesù, Fratello Primogenito. Che tutti ci unisce in comunione  ineffabile. Con  Dio e fra  noi: Lui la Grazia del Padre. E la fonte della  fraternità universale.                                   
  • Ti saluta Èpafra, che è in prigione con me a causa di Cristo Gesù.  Anche Marco, Aristarco, Dema e Luca, miei compagni di lavoro, ti salutano.  La grazia di Gesù Cristo nostro Signore sia con voi.                                                                                
  • Caro figliolo, sono certo che hai apprezzato la gentilezza di Paolo nel chiedere le cose e la sua capacità di intuire grandi  possibilità di bene, anche in chi ha sbagliato.   E’ proprio vero che 
  • Dio scrive dritto sulle righe storte”. Anche i nostri errori, i miei e i tuoi ,“riciclati” possono diventare  preziosa esperienza di vita. Per noi stessi.  E per gli altri.  BUON ANNO

ECCOMI…PENSIERI E CANTI DI NATALE

“IL VERBO SI FECE  UOMO

E MISE LA SUA TENDA IN MEZZO A NOI”

  • ECCOMI…Sono nato povero, perché tu mi consideri l’unica ricchezza.
  • Sono nato debole, perché tu non abbia mai paura di me.
  • Sono nato per amore perché tu non dubiti mai del mio amore.
  • Sono nato perseguitato perché tu sappia accettare le difficoltà.
  • Sono nato in semplicità perché tu smetta di essere complicato 
  • Sono nato nella tua vita, per portare tutti alla casa del Padre. (Lambert Noben)

28 DICEMBRE 2017

– FESTA DEI SANTI INNOCENTI –

VANGELO (Mt 2,13-18)
Erode mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme.

+ Dal Vangelo secondo Matteo
I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi.  Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremìa:
«Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande:
Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più».

  • NON PARLANO ANCORA E GIÀ CONFESSANO CRISTO 

IL GRANDE RE NASCE PICCOLO BAMBINO. I magi vengono da lontano, guidati dalla stella e giungono a Betlemme, per adorare colui che giace ancora nel presepio, ma regna in cielo e sulla terra. Quando i magi annunziano ad Erode che è nato il Re, egli si turba e, PER NON PERDERE IL REGNO, CERCA DI UCCIDERLO, MENTRE, CREDENDO IN LUI, sarebbe stato sicuro in questa vita e avrebbe regnato eternamente nell’altra. Che cosa temi, o Erode, ora che hai sentito che è nato il Re? CRISTO NON È VENUTO PER DETRONIZZARTI, MA PER VINCERE IL DEMONIO. TU, QUESTO NON LO COMPRENDI, PERCIÒ TI TURBI E INFIERISCI; anzi, per togliere di mezzo quel solo che cerchi, diventi crudele facendo morire tanti bambini.
Le madri che piangono non ti fanno tornare sui tuoi passi, non ti commuove il lamento dei padri per l’uccisione dei loro figli, non ti arresta il gemito Straziante dei bambini. La paura che ti serra il cuore ti spinge ad uccidere i bambini e, mentre cerchi di uccidere la Vita stessa, pensi di poter vivere a lungo, se riuscirai a condurre a termine ciò che brami. Ma egli, fonte della grazia, piccolo e grande nello stesso tempo, pur giacendo nel presepio, fa tremare il tuo trono; si serve di te che non conosci i suoi disegni e libera le anime dalla schiavitù del demonio. Ha accolto i figli dei nemici e li ha fatti suoi figli adottivi. I BAMBINI, SENZA SAPERLO, MUOIONO PER CRISTO, mentre i genitori piangono i martiri che muoiono. 

LEGGI TUTTO IN COMMENTI

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BONHOEFFER:  Cristo nella mangiatoia. Dio non si vergogna della bassezza dell’uomo, dove gli uomini dicono “perduto”, lì egli dice “salvato”; Dove gli uomini dicono “spregevole”, lì Dio esclama “beato”. Dove pensiamo che anche Dio dovrebbe vergognarsi di noi,  proprio lì Dio ci è vicino come mai lo era stato prima, affinché comprendiamo il miracolo del suo amore e della sua misericordia. 

   Dostoevskij: “Sappiamo che la vita e la salvezza dalla disperazione,si racchiudono nelle parole:  IL VERBO SI E’ FATTO CARNE”

 

27 DICEMBRE 2017

S. GIOVANNI EVANGELISTA

IL DISCEPOLO CHE GESU’ AMAVA – LIBERA RIELABORAZIONE

Sono vecchio, ormai. Spesso mi guardo attorno e vedo che sono rimasto solo. Tutti i  miei compagni, Pietro, Andrea, mio fratello Giacomo, tutti, se ne sono andati… mi è di conforto stare con i  cristiani della comunità qui a Efeso.  Ogni giorno mi chiedono di raccontare loro qualcosa di Gesù. E vi confesso mi è dolce abbandonarmi ai ricordi …Mi dicono che parlo sempre del comandamento dell’amore, lasciatoci dal Signore…. Ma sapete come siamo noi anziani:  ripetiamo sempre le stesse cose. Quelle che contano e  sono il condensato della nostra vita. Come si fa a tenersi per sé una esperienza come quella che abbiamo fatto con Lui?: Ciò che noi abbiamo udito, ciò che  noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita …noi lo annunziamo anche a voi. Ricordo ancora, dopo 60 anni, l’ora esatta del mio primo incontro con Lui. “Erano circa le quattro del pomeriggio” E quelle sue prime parole che mi scavarono nell’anima “Che cercate?” e l’invito  a fare un’esperienza con Lui: “venite e vedete” Un’esperienza di  poche ore  che mi cambiò la vita. Ne parlai a mio fratello Giacomo… Qualche giorno dopo, mentre eravamo al lavoro,  Lui ripassò. Ci chiamò. Irresistibilmente. Ed essi, lasciato il  loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono. Ero il più giovane dei discepoli . Forse per questo tutti mi volevano bene . Ma soprattutto mi voleva bene Lui, Gesù. Se ne erano accorti tutti, tanto che i miei compagni hanno cominciato a chiamarmi: “IL DISCEPOLO CHE  GESÙ AMAVA”    Devo ammetterlo, era un po’ vero. E spesso approfittando di questo,  riuscivo a stargli anche fisicamente  vicino e a carpirgli qualche sguardo più intenso che mi allargava il cuore. Altre volte ho condiviso questa fortuna con Pietro e mio fratello Giacomo,. Ricordo in particolare quando ci ha portati con sé in casa di Giairo, il capo della sinagoga a cui era morta la figlioletta di 12 anni  E non  permise a nessuno di seguirlo fuorchè a Pietro, Giacomo e Giovanni,  fratello di Giacomo. Entrammo in casa… La gente attorno piangeva disperata…Gesù mandò via tutti dicendo una frase un po’ strana “La bambina non è  morta, ma dorme”. Era la prima volta che vedevo una ragazzina di soli 12 anni, morta! Gesù le si avvicinò, la prese per mano e gridò forte: ”Talità Kum, fanciulla alzati” La vidi riaprire gli occhi, come svegliandosi da un sonno profondo. Gesù le sorrise, come sapeva sorridere Lui, e le chiese se …aveva fame! La fanciulla, scendendo dal lettuccio, rispose di si. Mentre la riconsegnava, viva, ai  suoi genitori “Gesù ordinò di darle da mangiare” Era la prima volta che costatavo  così da vicino la bontà del Signore. Mi fece tanta impressione. Anche perché,  a quel tempo ero tutt’altro che mite e umile di cuore .Quanta pazienza di Gesù nel correggere la impulsività mia e di mio fratello. Ci aveva appioppato anche un nomignolo: ci chiamava  Boanèrghes, cioè figli del tuono Eravamo per le soluzioni radicali . Un giorno, passando per un villaggio della Samaria, avevamo invocato il fuoco sugli abitanti che non ci avevano accolti:  “Signore, vuoi che  diciamo che  scenda un fuoco dal cielo e li consumi ?”. Gesù ci diede una bella lavata di capo : Ma Gesù si  voltò e li rimproverò. Un’altra volta,( mi vergogno perfino a ricordarlo!) mentre salivamo a Gerusalemme e Gesù ci stava parlando del suo destino di umiliazione e di morte, io e mio fratello sfacciatamente ci siamo fatti  avanti e gli abbiamo chiesto: “Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra” Questo scatenò ovviamente la gelosia degli altri: All’udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e  Giovanni. Eravamo tutti tanto meschini. E Gesù continuava con pazienza a educarci all’umiltà e alla tolleranza. Eravamo ormai verso la fine della vita di Gesù. Stavamo andando a Gerusalemme.  Ci eravamo fermati a mangiare un boccone seduti sul ciglio della strada, quando Gesù venne fuori un’altra volta con un discorso strano sulla sua prossima fine dolorosa. La cosa  non ci era piaciuta affatto. Gesù se ne accorse e una  mattina… 

LEGGI TUTTO IN  023a GIOVANNI evangelista defff

DON ORIONE: “Gesù dal presepio ci grida:  “Carità! Carità! Carità!”.  È la carità, o miei cari, e solo la carità che salverà il mondo” (7SPA005)

 

S. STEFANO PRIMO MARTIRE 

Libera rielaborazione della figura di Stefano  negli Atti (cfr.Atti 6,1ss; Lc 2, 14; Gv 14,1ss.  Comm. S. Fulgenzio di Ruspe)

  • Come tutti sanno,  la mia festa  è  il 26 di Dicembre. Uno stesso “clima natalizio” avvolge la nascita di Gesù qui in terra e  la mia nascita al cielo, il mio martirio. Mi sento onorato di questo accostamento. E ne ringrazio sempre il Signore. Io non l’ho conosciuto durante la sua vita terrena. Sono nato fuori della Palestina. Un anno recandomi a Gerusalemme per la festa di Pentecoste, fui spettatore di cose meravigliose. Alcuni uomini semplici e senza cultura, si misero a parlare di Gesù con grande entusiasmo.  Erano Ebrei come noi. Ma avevano vissuto  con Lui per  tre anni. Ne erano rimasti affascinati. Ed erano diventati suoi   annunciatori con la forza dei  testimoni:  Con grande forza  gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore  Gesù e tutti godevano di grande simpatia.
  • Cominciai a frequentare la comunità cristiana di Gerusalemme. Conquistato non tanto dalle loro parole quanto dalla loro vita. Ebrei e pagani,  schiavi e liberi, uomini e donne, per la prima volta li vedevo vivere insieme.  Volendosi bene e  condividendo ogni cosa.Tutti coloro che erano diventati credenti stavano  insieme e tenevano ogni cosa in comune;  chi aveva proprietà e  sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di  ciascuno. ….
  • ….un giorno fui trascinato davanti alla suprema autorità:E così  sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso,  lo catturarono e lo trascinarono davanti al sinedrio. Accusato come il peggiore dei malfattori e bestemmiatori.  “Costui non cessa di proferire  parole contro questo luogo sacro e contro la legge. 
  • Mi confortava pensare che le stesse accuse le avevano mosse a Gesù:Lo abbiamo  udito dichiarare che Gesù il Nazareno distruggerà questo luogo e  sovvertirà i costumi tramandatici da Mosè. Nel sentir pronunciare il nome benedetto di Gesù,  istintivamente alzai gli occhi al cielo come per  invocarlo. Con grande pace nel cuore.  E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo volto come quello di un angelo.
  • Sentivo su di me gli occhi minacciosi di tutta l’assemblea. Aspettavano che mi difendessi. Dovevo parlare. Li invitai a rileggere la nostra storia con occhi  sereni, per vedervi una tensione  verso Gesù. Una secolare invocazione di Lui. Non ci fu verso. All’udire queste cose, fremevano in cuor loro e digrignavano i  denti contro di lui. Non era piu tempo di parole. Mi raccolsi in preghiera.Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo,  vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destraFu la visione chiara di quanto avevo tentato di spiegare loro con le mie povere parole. Gesù, morto su una croce ignominiosa, era stato assunto alla gloria del Padre. Con la semplicità di un bambino, lo gridai forte: “Ecco,  io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di  Dio”. Reagirono inorriditi. Proruppero allora in grida altissime turandosi gli orecchi
  • A quel punto la scena mi divenne confusa. SI  scagliarono tutti insieme contro di lui,  lo trascinarono fuori della  città e si misero a lapidarlo. Ma prima di cadere sotto i loro colpi,  intravvidi, in un angolo, un giovane che mi trafiggeva col suo sguardo. E i testimoni deposero il loro mantello ai  piedi di un giovane, chiamato Saulo 
  • Lo raccomandai a Gesù. Chiedendo  perdono per lui e per tutti. “Signore, non imputar loro questo  peccato”. “Signore Gesù, accogli il mio spirito”. Detto questo, morì.
  • E il Signore Gesù venne ad accogliermi, secondo la sua promessa Qualche anno piu tardi, quel giovane che approvava la mia lapidazione, Saulo di Tarso, fu anche lui afferrato dalla grazia divina e si convertì al Signore. Con  donazione totale. Fino a confessare:non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita  nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e  ha dato se stesso per me. Quando  giunse tra noi, martire anche Lui,  lo accolsi come Gesù aveva accolto me. Quassù le cose sono tanto diverse. L’unica “vendetta”  è il perdono. L’unica gioia, la contemplazione della divina carita’ che ci  avvolge tutti. Quanto è verace quella vita, fratelli, dove Paolo non resta confuso per l’uccisione di Stefano, ma Stefano si rallegra della compagnia di Paolo, perché la carità esulta in tutti e dueStefano,  martire di Cristo
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  • E ALLORA QUANDO E’ NATALE PER NOI?            

QUANDO DAVANTI A QUELLA GROTTA  prendiamo coscienza del grande dono che è  Gesù nato per noi…  «Non temete: oggi è nato per voi un Salvatore…». 2,8ss

QUANDO IN QUEL BAMBINO dalle braccia aperte vediamo tutto l’amore di Dio per noi, fonte della nostra pace: «Gloria a Dio e sulla terra pace agli uomini, che egli ama». 

QUANDO COME MARIA E GIUSEPPE, continuiamo a fare la nostra parte ripetendo ogni giorno il NOSTRO ECCOMI.

 

La

bontà

vince sempre

l’amore vince l’odio;

il  bene vince il male;

la luce vince le tenebre!

Tutto l’odio,  tutto il male,

tutte le tenebre di questo mondo,

che sono mai davanti alla luce di questa

notte di Natale?  Nulla! Davanti a Gesù

e a Gesù Bambino, sono proprio un nulla!

Confortiamoci  ed  esultiamo  nel Signore!

E l’ultimo a vincere è Lui,  sarà  il Signore !

E il Signore vince sempre nella misericordia!

Tutto passa: solo Cristo resta!  E’ Dio e resta!

Resta per illuminarci,  resta per consolarci,

                  resta per dare a noi,  nella   sua   vita,                                                                                 

la sua misericordia!

Gesù resta e vince,

ma nella misericordia

(D. Orione)

Astro del ciel Andrea Bocelli

Astro del ciel, Pargol  divin, mite Agnello Redentor! 

Tu che i Vati da lungi sognar, tu che angeliche voci nunziar,

luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!  Silent night, Holy night. Son of God,  love’s pure light. Radiant beams from thy  holy face. With the dawn of redeeming grace, Jesus, Lord at thy birth.  Jesus, Lord at thy birth.

 Info e prenotazioni: 0721.823175 – 3338890862

donalesiani@gmail.com  –  www.sanbiagiofano.it

BUON  COMPLEANNO, GESÙ.

Eccolo. Ancora. Atteso eppure sempre stupefacente. Dio nasce. Viene. È un neonato che vagisce, spogliato di ogni grandiosità. Il Dio creatore dell’Universo, ora è qui. Diventato uomo perché l’uomo possa diventare come dio.                 Perché l’uomo torni ad essere uomo. L’incarnazione è uno dei pilastri di questa nostra fede ingenua e folle. Talmente ingenua e folle da essere incomprensibile se non accettiamo il fatto che è Dio ad avercela donata. Io credo che Dio si è fatto uomo. Contro ogni ragionevolezza. Credo che Dio sia talmente folle da scegliere di diventare uomo in Gesù, per raccontare la sua profonda identità. Oggi, stanotte, ci siamo ripetuti tutto questo. Poi, lo so, lo abbiamo farcito di emozioni, di buoni sentimenti, di lucine intermittenti e di luoghi comuni. Ma se avete il coraggio, se osate affacciarvi a quella grotta a Betlemme, se ci disarmiamo davanti a questo Dio disarmato, allora le cose cambiano. E il Natale, ogni Natale, questo Natale, ci ricorda cosa accade quando Dio viene. E VIENE QUI. PER ME. SE MI TROVA.

  • COSÌ DIO  Potrebbe entrare nella storia dal portone d’ingresso principale, …Entra dalla porta di servizio, come fanno i servi. Potrebbe scegliere un tempo come il nostro iper-connesso per annunciare il suo Vangelo con maggiore efficacia. Sceglie un’epoca e un luogo dove ci si sposta a piedi. Potrebbe nascere in una famiglia nobile della capitale dell’Impero. Nasce in un paesino sperduto di una provincia occupata. Potrebbe rivolgersi ai teologi, ai devoti. Si rivolge ai pastori, gli zingari del tempo. Sceglie come madre un’adolescente, determinata ma comunque una quattordicenne. E come padre un silenzioso falegname poco avvezzo alle cose divine. Dio si spoglia, si consegna, di dona. Rischia. Per amore. Solo per amore. Perché l’amore ha dei momenti di autentica follia. Potrebbe cadere in terra quel neonato. O morire ucciso dalla furia di Erode. O finire annegato su uno dei barconi, insieme a sua madre, primo profugo fra mille profughi. Quanto è fragile e rischiosa questa follia.
  • COSÌ NOI Eccomi, Signore. Eccomi. No, non voglio scappare. O girare lo sguardo. Eccomi, dopo tanti Natali, alcuni belli, altri sanguinanti. Eccomi lì in fondo, dietro i pastori, in un angolo. Guardo senza disturbare. Voglio assorbire tutto ciò che vedo, tutto ciò che sento, tutto ciò che capisco. Lascio dilagare l’emozione, anche se sono un omaccione attempato. Hai scommesso, Signore. Hai osato. Non riuscivamo a raggiungerti, abbiamo così lungamente stravolto il tuo aspetto. Ma non importa, ora. Hai deciso di venire. Sei qui, ancora. Non dev’essere così male la vita, se decidi di diventare uomo.     Non l’hai fuggita, anche quando si è fatta scura e caliginosa. E l’hai fatto tu perché io potessi imparare. È bella la vita, se donata. È bella se aperta agli altri. Che follia: vorrei un Dio che mi risolvesse i problemi. E tu continui a crearmene. Vorrei un Dio forte e interventista.                    Mi trovo davanti ad un neonato che necessita di tutto. Sia, immenso e inatteso volto di Dio. Sia.  BUON COMPLEANNO, GESÙ.   BUON NATALE, AMICI  (CURTAZ)

GLI AUGURI DI DON ORIONE

La

bontà

vince sempre

l’amore vince l’odio;

il  bene vince il male;

la luce vince le tenebre!

Tutto l’odio,  tutto il male,

tutte le tenebre di questo mondo,

che sono mai davanti alla luce di questa

notte di Natale?  Nulla! Davanti a Gesù

e a Gesù Bambino, sono proprio un nulla!

Confortiamoci  ed  esultiamo  nel Signore!

E l’ultimo a vincere è Lui,  sarà  il Signore !

E il Signore vince sempre nella misericordia!

Tutto passa: solo Cristo resta!  E’ Dio e resta!

Resta per illuminarci,  resta per consolarci,

resta per dare a noi,

nella  sua  vita,  la

sua misericordia!

Gesù  resta  e  vince,

ma nella misericordia

(S. Luigi  Orione)

COSA È PER TE NATALE?    Cosa sottolineeresti di questi pensieri?                ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

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22 DICEMBRE – SETTIMO  GIORNO 

“TI BENEDICO, O PADRE…”

  • Dal vangelo secondo Matteo: 11,25  In quel tempo Gesù disse: “Ti benedico, o Padre, Signore del  cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti  e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.  Sì, o Padre, perché così è  piaciuto a te.  Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce  il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e  colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.
  •  Da “Gesù di Nazaret”: CHI CONOSCE IL PADRE?  … A  conoscerlo  non sono gli scribi, coloro che si occupano professionalmente di Dio; essi restano impigliati nelle loro conoscenze dei dettagli. La purezza del cuore permette di vedere. Essere figlio è un concetto di relazione. Comporta l’abbandono dell’autonomia che si chiude in se  stessa e include ciò che Gesù intende col diventare bambini. Gesù si fa bambino e chiama Dio “Abbà” , titolo impensabile nell’ambiente di Gesù: in esso si esprime l’unicità del “figlio”.  Solo il figlio conosce davvero il Padre: la conoscenza richiede sempre in qualche modo l’uguaglianza.
  • In contemplazione con Don Orione:  Perché i pastori antichi erano poveri, semplici e pii, ad essi apparve l’Angelo; e, chiamati alla grotta di Betlemme, il loro cuore s’intenerì davanti a Gesù Bambino. Il Signore parla agli umili, ai puri, ai semplici. Erano uomini di buona volontà, e gli Angeli chiamarono su di essi la pace.
  •  Preghiamo insieme: PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…

 Cantiamo: 

GIOVANE DONNA   attesa dall’umanità; un desiderio d’amore e pura libertà. Il Dio lontano è qui vicino a te, voce e silenzio, annuncio di novità. AVE MARIA

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MARIA SERBAVA QUESTE COSE NEL SUO CUORE. 

Dal vangelo secondo Luca: Lc 2,19                Maria, da parte sua, serbava tutte  queste cose meditandole nel suo cuore. I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per  tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

  • Da “Gesù di Nazaret”: Questo ricordare di Maria La memoria di Maria è un confronto interiore con gli avvenimenti. Così lei penetra nel lato interno, vede gli eventi nel contesto e impara a comprenderli…
  • In contemplazione con Don Orione:   O Gesù dolce, Gesù amore! Noi ti vogliamo amare e servire in carità grande e santa letizia, sempre contenti per la beata speranza, amando e vivendo delle cose umili e povere, come, o Gesù, ci hai insegnato con la tua nascita, la tua vita e la tua morte.
  • Preghiamo insieme: PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…
  •  Cantiamo:  Maria  tu che hai atteso nel silenzio  la sua Parola d’amor           R./  Aiutaci ad accogliere il  Figlio tuo che ora  vive in  noi 
  1. Maria, tu che sei stata così  docile  dinanzi al tuo Signor …
  2.  Maria,  tu che hai portato dolcemente  l’immenso dono d’amor…

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DACCI  OGGIIL NOSTRO PANE QUOTIDIANO

  • Dal Vangelo secondo Matteo: 6,9ss  Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano,e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
  • Da “Gesù di Nazaret”: una grande consolazione Il Padre nostro comincia con una grande consolazione: Noi possiamo dire Padre perché il Figlio ci ha rivelato il Padre. Questa parola “nostro” è impegnativa ci chiede di uscire dal recinto chiuso del nostro io e di entrare nella comunità degli altri figli di Dio. Diciamo si alla Chiesa vivente. Il padre nostro fa di noi una sola famiglia al di là di ogni confine. Dacci oggi il nostro pane quotidiano: Come già nell’invocazione Padre nostro,anche qui si parla del pane nostro. Anche qui preghiamo nella comunione dei figli di Dio e pertanto nessuno può pensare solo a se stesso. Chi ha pane in abbondanza è chiamato alla condivisione.
  • In contemplazione con Don Orione Nel nome della Divina Provvidenza, ho aperto le braccia e il cuore a sani e ad ammalati, di ogni età, di ogni religione, di ogni nazionalità: a tutti avrei voluto dare, col pane del corpo, il divino balsamo della Fede (Lett. 88)
  •  Preghiamo insieme: PADRE NOSTRO… AVE MARIA… GLORIA AL PADRE… 
  •  Cantiamo Venite fedeli,  l’angelo c’invita, venite, venite  a Betlemme. Nato vedete  Cristo  Redentore. Venite adoriamo, venite adoriamo, venite  adoriamo  il  Cristo Signor.

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19 DICEMBRE – QUARTO GIORNO

SIGNORE, INSEGNACI  A PREGARE

  • Dal vangelo secondo Luca  11,1ss Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando  ebbe finito uno dei discepoli gli disse: “Signore, insegnaci  a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi  discepoli”. (11,1)
  • Da “Gesù di Nazaret”: I° – IN MATTEO  La preghiera è preceduta da una catechesi:No alla preghiera-esibizione. E’mistero di unicità che non può essere divulgata davanti agli uomini. Si esige discrezione che è essenziale in una relazione di amore.Si alla preghiera continua: la silenziosa presenza di Dio sul fondo del nostro pensare, meditare ed essere.                   
  •  II° – IN LUCA- L’incontro con il pregare di Gesù desta nei discepoli il desiderio di apprendere da lui a pregare. Egli ci rende così partecipi del suo pregare,  ci introduce nel dialogo interiore dell’amore trinitario, solleva per così dire le nostre umane necessità fino al cuore di Dio.
  • In contemplazione con Don Orione:  “Non importa dire molte preghiere, ma importa dirle bene. Io sono contento che se ne dica la metà, un quarto, un Padre Nostro solo, purché sia detto bene, col cuore”(14.9.30)
  • PREGHIAMO INSIEME 

 PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…

 Cantiamo R./ Vieni  Gesù,  resta con  noi  resta  con  noi   – Dio s’è fatto  come  noi, per farci  come  lui .Viene dal  grembo di una  donna la Vergine Maria.– Tutta la  storia l’aspettava, il nostro  Salvatore. – Egli era un  uomo come  noi e ci ha chiamati amici . 

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18 DICEMBRE – TERZO GIORNO 

  • MA IO VI DICO…Dal vangelo di Matteo 5,29ss Avete inteso che fu detto:  Amerai il tuo prossimo  e odierai il tuo  nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri  persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa  sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i  giusti e sopra gli ingiusti.
  • Da “Gesù di Nazaret”: acqua zuccherata?  In Gesù Ora Dio parla molto da vicino, da uomo agli uomini. Ma anche questo avrà la conseguenza che gli ascoltatori dicono: “Questo linguaggio è duro: chi può intenderlo? (Gv 6,60)  Anche la nuova bontà del Signore non è acqua zuccherata. E’ il vero “sentiero di alta montagna” della vita; solo sulla via dell’amore, si dischiude la ricchezza della vita, la grandezza della vocazione dell’uomo.
  • In contemplazione con Don Orione 

La

bontà

vince sempre

l’amore vince l’odio;

il  bene vince il male;

la luce vince le tenebre!

Tutto l’odio,  tutto il male,

tutte le tenebre di questo mondo,

che sono mai davanti alla luce di questa

notte di Natale?  Nulla! Davanti a Gesù

e a Gesù Bambino, sono proprio un nulla!

Confortiamoci  ed  esultiamo  nel Signore!

E l’ultimo a vincere è Lui,  sarà  il Signore !

E il Signore vince sempre nella misericordia!

Tutto passa: solo Cristo resta!  E’ Dio e resta!

Resta per illuminarci,  resta per consolarci,

resta per dare a noi,

nella  sua  vita,  la

sua misericordia!

Gesù  resta  e  vince,

ma nella misericordia

(S. Luigi  Orione)

  •  Preghiamo insieme PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…
  •  Cantiamo:  In notte placida, pel muto sentier, dai campi dei cieli discese l’Amor, all’alme fedeli il Redentor. Nell’aura è il palpito di un grande mister nel nuovo Israel è nato il Signor,  il fiore più bello dei nostri cuor!

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17 DICEMBRE – SECONDO GIORNO

  • CHI HA VISTO ME, HA VISTO IL PADRE. Dal vangelo di Giovanni, 14,5ss   Gli disse Tommaso: “Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?”. Gli disse Gesù: “Io sono la via, la  verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.  Filippo gli chiese:- Signore, mostraci il Padre: questo ci basta. Gesù rispose:- Filippo, sono stato con voi per tanto tempo e non mi conosci ancora? Chi ha visto me ha visto il Padre. 
  • Da “Gesù di Nazaret”: Ma che cosa ha portato Gesù?  La risposta è molto semplice: ha portato Dio. Ora noi conosciamo il suo volto. Ora conosciamo la strada che come uomini dobbiamo prendere in questo mondo. Gesù ha portato Dio e con Lui la verità sul nostro destino: la fede, la speranza e l’amore. Solo la nostra durezza di cuore ci fa ritenere che ciò sia poco. I regni del mondo che satana poté allora mostrare al Signore, nel frattempo sono tutti crollati. Ma la gloria di Cristo, umile e disposta a soffrire, la gloria del suo amore non è tramontata e non tramonta.
  • In contemplazione con Don Orione… C’era un altro re, un re mansueto, padre dolce del suo popolo. Egli non aveva soldati, non ne volle avere mai. Non volle inciso il suo nome su le rocce dei monti, ma nei cuori degli uomini! L’effusione del Cuore di Dio non va perduta per i mali della terra, e l’ultimo a vincere è Lui, sarà il Signore! E il Signore vince sempre nella misericordia!(L. 23)   
  •  Preghiamo insieme:

PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…

Cantiamo: Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!
Tu che i Vati da lungi sognar, tu che angeliche voci nunziar,
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor! 

  16 DICEMBRE – PRIMO GIORNO

  •  UN DECRETO DI CESARE AUGUSTO: In ascolto del Vangelo di Luca 2,1ss In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si  facesse il censimento di tutta la terra.  Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di  Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata  Betlemme,  per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era  incinta.  Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei  i giorni del parto.  Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse  in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per  loro nell’albergo.
  • Da “Gesù di Nazaret”: Sullo sfondo la storia universale – il racconto dell’infanzia di Gesù comincia con le parole:  ”In quei giorni un decreto di Cesare Augusto” (2,1)  Sullo sfondo appare la grande storia universale, rappresentata dall’impero romano. 
  • In contemplazione con Don Orione:  Anch’io sento un grande desiderio di amare il Signore, e di consumare la mia vita davanti a Lui. Io vi dichiaro che non so nulla, e non vado cercando null’altro che Lui! Lui! Lui! 
  •  Preghiamo insieme

PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…

 Cantiamo: 

Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo.
O Bambino mio divino, io ti vedo qui a tremar.
O Dio beato! Ah! Quanto ti costò l’avermi amato.
***

VEDI ALLEGATO: 22 PANINODISANBIAGIO DICEMBRE 2017 DEF

  • SANTA MESSA DELLA DOMENICA: 10.30  -Giorni feriali: 18.30      Dopo la Messa, breve Catechesi: IMPARIAMO A PREGARE CON I SALMI.
  • DOMENICA 17  DICEMBRE  (H. 9)  “COME FA UN PADRE CON I FIGLI”: EDUCARCI PER EDUCARE  – RITIRO SPIRITUALE PER TUTTI
  • LUNEDI 18 DICEMBRE H. 19:   Ritiro per Laici Orionini    
  • MART. – MERC. 19–20 H. 21  AL  “DON ORIONE”    PREPARIAMOCI AL NATALE CON OSEA E S.PAOLO (Let. Filemone)

 VEDI TUTTO IN ALLEGATI…. 22A PROPOSTE FORMATIVE DICEMBRE 2017

DOMENICA 24 DICEMBRE – H.24 

SOLENNE MESSA DI MEZZANOTTE 

Canti e musiche di Natale :  Andrea Bocelli  Astro del ciel, Pargol  divin, mite Agnello Redentor!  Tu che i Vati da lungi sognar, tu che angeliche voci nunziar, luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!  Silent night, Holy night. Son of God,  love’s pure light. Radiant beams from thy holy face. With the dawn of redeeming grace, Jesus, Lord at thY birth.  Jesus, Lord at thy birth.

  • NATALE CON I TUOI…  CAPODANNO A  S. BIAGIO… SE VUOI.
  • Per un capodanno veramente alternativo… Con Ospiti d’onore famosi: Osea, profeta dell’amore. Giovanni, l’evangelista dell’amore. S. Paolo… S. Luigi Orione. Papa Francesco e…Tu con i tuoi cari… per un Anno veramente NUOVO 2.0
  •  27 – 31 DICEMBRE: RITIRO SPIRITUALE DI FINE ANNO     Noi amiamo perché Egli ci ha amato per Primo”  (1Giovanni)
  •  31 DICEMBRE  FESTA S. FAMIGLIA       
  • 9-12: LABORATORIO FIDANZATI E SPOSI CON TOBIA E PAPA FRANCESCO
  • 19.30: S. MESSA E “TE DEUM” DI RINGRAZIAMENTO
  • 21-24: CENA DI FRATERNITÀ…AUGURI ANNO NUOVO 2018 
  • Prenotarsi entro il 26 Dicembre

LEGGI TUTTO IN FILE ALLEGATI:  22D MESSA DI MEZZANOTTE E CAPODANNO ALTERNATIVO 2.0

 Info e prenotazioni: 0721.823175 – 3338890862  

donalesiani@gmail.com  –  www.sanbiagiofano.it

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8 DICEMBRE – FESTA DELL’IMMACOLATA

TUTTA  BELLA  SEI  MARIA.  Per la nostra riflessione e preghiera:

PIENA DI GRAZIA:  E’ IL SUO NOME NUOVO: “Il messaggero saluta Maria come “Piena di grazia”: la chiama così come se fosse questo il suo vero nome; non la chiama col nome che le è proprio: Myriam(= Maria), ma con questo nome nuovo: “piena di grazia”            

LA RISPOSTA DI MARIA:  NELLA PENOMBRA DELLA FEDE: “Maria che si è trovata al centro di quelle “inaccessibili vie” di Dio, vi si conforma nella penombra della fede, accettando pienamente e con cuore aperto tutto ciò che è disposto nel disegno divino”

CON UNA PARTICOLARE FATICA DEL CUORE: “Non è difficile notare in questo inizio una particolare fatica del cuore, unita a una sorte di “notte della fede”- quasi un “velo” attraverso il quale bisogna accostarsi all’Invisibile e vivere nell’intimità col mistero”

INTERCEDE PER NOI PELLEGRINANTI:  “Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora pellegrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata”

SPERIAMO IN UNA SUA “BUONA PAROLA” : Ella ha anche quel ruolo, proprio della madre, di mediatrice di clemenza nella venuta definitiva, quando tutti coloro che sono di Cristo saranno vivificati e “l’ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte”(1Cor.15,26)

FESTA DELLA MAMMA DI GESÙUnico caso nella storia:  Il Figlio ha potuto scegliere e “prepararsi” la madre…

FESTA DEI VALORI: non si è scelta una mamma ricca, potente, rinomata… ma una madre “PIENA DI GRAZIA”.  Ciò che vale davanti agli uomini non si identifica con ciò che vale davanti a Dio: la tua grazia vale più della vita (sl. 63)

BELLEZZA  INTEGRALE DI  MARIACORPO – ANIMA- SPIRITO                                            S. Giovanni Paolo II: la donna, guardando a Maria, trova in lei il segreto per vivere degnamente la sua femminilità.    Alla luce di Maria, la Chiesa legge sul volto della donna  i riflessi di una bellezza che è specchio dei più alti sentimenti:  la totalità oblativa dell’amore; la forza che sa resistere ai più grandi dolori; l’operosità infaticabile; la capacità di coniugare  l’intuizione penetrante con la parola di sostegno… Maria, donaci un pò della tua bellezza… integrale!

LA MADRE (UNGARETTI)

E il cuore quando d’un ultimo battito
Avrà fatto cadere il muro d’ombra,
Per condurmi, Madre, sino al Signore,
Come una volta mi darai la mano.
In ginocchio, decisa,
Sarai una statua di fronte all’Eterno,
Come già ti vedeva
Quando eri ancora in vita.
Alzerai tremante le vecchie braccia,
Come quando spirasti
Dicendo: Mio Dio, eccomi.
E solo quando m’avrà perdonato,
Ti verrà desiderio di guardarmi.
Ricorderai d’avermi atteso tanto,
E avrai negli occhi un rapido sospiro.

N’ A V E   M A R I A  (Trilussa) 

Quand’ero ragazzino, mamma mia
me diceva: “Ricordati fijolo,
quando te senti veramente solo
tu prova a recità ‘n’ Ave Maria
l’anima tua da sola spicca er volo
e se solleva, come pe’ maggia”.
Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato;
da un pezzo s’è addormita la vecchietta,                                                                                 ma quer consijo nun l’ho mai scordato.                                                      

   Come me sento veramente solo
io prego la Madonna benedetta
e l’anima da sola pija er volo!

 

39 comments

  1. GRAZIE. LETTERA DI UN PRETE a Dio. Fin da giovane ha sofferto di una grave malattia al cuore e ai reni che lo costrinse ad essere in dialisi per molti anni.
    “GRAZIE. Con questa parola potrei concludere questa lettera, Dio, o “amore mio”. Perché questo è tutto quello che ho da dire: grazie, grazie. Se dall’alto dei miei 55 anni mi guardassi indietro, cosa troverei se non la catena senza fine del tuo amore? Non c’è una singola parte della mia storia in cui non abbia avuto la tua misericordia su di me. Non c’è stato un momento in cui non abbia sperimentato la tua presenza amorevole e paterna accarezzare la mia anima. Ieri ho ricevuto una lettera da un’amica che ha appena saputo dei miei problemi di salute, e mi ha scritto arrabbiata: “Una grande rabbia invade tutto il mio essere, mi ribello ancora di più contro il Dio che permette alle persone come te di soffrire”. Poverina! Il suo affetto non le fa vedere la verità. Perché la mia vita è la testimonianza di due cose: nei miei cinquant’anni ho sofferto non poco per mano degli uomini. Da loro ho ricevuto ferite e offese, solitudine e incomprensioni. Ma da te non ho avuto nulla, se non infiniti gesti di affetto. La mia ultima malattia è uno di loro. Mi hai dato, prima di tutto, il fatto di essere. Questa meraviglia di essere un uomo. La gioia di respirare la bellezza del mondo. Il fatto di trovarmi a mio agio nella famiglia umana. La consapevolezza che, dopo tutto, se dovessi fare un bilancio delle ferite ricevute queste sarebbero comunque molto di meno rispetto al grande amore che gli stessi uomini hanno messo sull’altro lato della bilancia della mia vita. Sono stato un uomo fortunato e fuori dal comune? Probabilmente. Ma in definitiva, ho avuto più sostegno e comprensione che difficoltà? E poi, tu hai accompagnato il dono di essere con quello della fede. Nella mia infanzia ho percepito la sua presenza in ogni momento. Per me, l’immagine era quella di un Dio semplice. Non sono mai stato spaventato dal tuo nome. E ho piantato nell’anima quella favolosa sensazione di sapere che ho amato, di sentirmi amato, di sperimentare la tua presenza quotidiana con il passare delle ore. Sono stato tra uomini che hanno maledetto il giorno della propria nascita, che hanno urlato che non hanno chiesto di nascere. Neanche io l’ho chiesto, perché prima non esistevo. Credo che sia stato assolutamente decisivo nascere nella famiglia che tu hai scelto per me. Oggi non avrei tutto ciò che in seguito ho ottenuto, se non avessi avuto i genitori e i fratelli che ho avuto. Da loro ho imparato ad amare te e quindi ad amare tutti e tutto. Sarebbe stato assurdo non amarti. Poi ho anche imparato che il dolore era parte del gioco. Non una maledizione, ma qualcosa collegato con quanto dà la vita; qualcosa che, in ogni caso, non avrebbe mai potuto togliere la gioia del tutto. Grazie a tutto questo il dolore non mi fa male, né l’amarezza mi addolora. Non perché io sia coraggioso, ma semplicemente perché ho imparato da bambino a concentrarmi sugli aspetti positivi della vita. Un altro amico mi ha scritto dicendo che io potrei sopportare la dialisi “ubriacandomi di Dio”. Perché per vari motivi in te mi sento sempre protetto da un’armatura contro la sofferenza. “

  2. “Gli uomini, non avendo potuto guarire la morte, la miseria, l’ignoranza,
    hanno “risolto”, per vivere felici, di non pensarci.”
    (Pascal)

  3. SAN QUODVULTDEUS, VESCOVO

    NON PARLANO ANCORA E GIÀ CONFESSANO CRISTO
    Il grande Re nasce piccolo bambino. I magi vengono da lontano, guidati dalla stella e giungono a Betlemme, per adorare colui che giace ancora nel presepio, ma regna in cielo e sulla terra. Quando i magi annunziano ad Erode che è nato il Re, egli si turba e, PER NON PERDERE IL REGNO, CERCA DI UCCIDERLO, MENTRE, CREDENDO IN LUI, SAREBBE STATO SICURO IN QUESTA VITA E AVREBBE REGNATO ETERNAMENTE NELL’ALTRA.
    Che cosa temi, o Erode, ora che hai sentito che è nato il Re? CRISTO NON È VENUTO PER DETRONIZZARTI, MA PER VINCERE IL DEMONIO. TU, QUESTO NON LO COMPRENDI, PERCIÒ TI TURBI E INFIERISCI; ANZI, PER TOGLIERE DI MEZZO QUEL SOLO CHE CERCHI, DIVENTI CRUDELE FACENDO MORIRE TANTI BAMBINI.
    Le madri che piangono non ti fanno tornare sui tuoi passi, non ti commuove il lamento dei padri per l’uccisione dei loro figli, non ti arresta il gemito straziante dei bambini. La paura che ti serra il cuore ti spinge ad uccidere i bambini e, mentre cerchi di uccidere la Vita stessa, pensi di poter vivere a lungo, se riuscirai a condurre a termine ciò che brami. Ma egli, fonte della grazia, piccolo e grande nello stesso tempo, pur giacendo nel presepio, fa tremare il tuo trono; si serve di te che non conosci i suoi disegni e libera le anime dalla schiavitù del demonio. Ha accolto i figli dei nemici e li ha fatti suoi figli adottivi.
    I BAMBINI, SENZA SAPERLO, MUOIONO PER CRISTO, mentre i genitori piangono i martiri che muoiono. Cristo rende suoi testimoni quelli che non parlano ancora. Colui che era venuto per regnare, regna in questo modo. Il liberatore incomincia già a liberare e il salvatore concede già la sua salvezza.
    Ma tu, o Erode, che tutto questo non sai, ti turbi e incrudelisci e mentre macchini ai danni di questo bambino, senza saperlo, già gli rendi omaggio.
    O MERAVIGLIOSO DONO DELLA GRAZIA! QUALI MERITI HANNO AVUTO QUESTI BAMBINI PER VINCERE IN QUESTO MODO? NON PARLANO ANCORA E GIÀ CONFESSANO CRISTO! NON SONO ANCORA CAPACI DI AFFRONTARE LA LOTTA, PERCHÉ NON MUOVONO ANCORA LE MEMBRA E TUTTAVIA GIÀ PORTANO TRIONFANTI LA PALMA DELLA VITTORIA.

  4. LA VITA SI È MANIFESTATA NELLA CARNE
    «CIÒ CHE ERA FIN DA PRINCIPIO, CIÒ CHE NOI ABBIAMO UDITO, CIÒ CHE NOI ABBIAMO VEDUTO CON I NOSTRI OCCHI E CIÒ CHE LE NOSTRE MANI HANNO TOCCATO DEL VERBO DELLA VITA» (CFR. 1 GV 1, 1). Chi è che tocca con le mani il Verbo, se non perché «il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi?» (cfr. Gv 1, 14).
    IL VERBO CHE SI È FATTO CARNE, PER POTER ESSERE TOCCATO CON MANO, COMINCIÒ AD ESSERE CARNE DALLA VERGINE MARIA; ma non cominciò allora ad essere Verbo, perché è detto: «Ciò che era fin da principio». Vedete se la lettera di Giovanni non conferma il suo vangelo, dove ora avete udito: «In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio» (Gv 1, 1).
    Forse qualcuno prende l’espressione «Verbo della vita» come se fosse riferita a Cristo, ma non al corpo di Cristo toccato con mano. Ma fate attenzione a quel che si aggiunge: «LA VITA SI È FATTA VISIBILE» (1 GV 1, 2). E’ CRISTO DUNQUE IL VERBO DELLA VITA.
    E come si è fatta visibile? Esisteva fin dal principio, ma non si era ancora manifestata agli uomini; si era manifestata agli angeli ed era come loro cibo. Ma cosa dice la Scrittura? «L’uomo mangiò il pane degli angeli» (Sal 77, 25).
    DUNQUE LA VITA STESSA SI È RESA VISIBILE NELLA CARNE; SI È MANIFESTATA PERCHÉ LA COSA CHE PUÒ ESSERE VISIBILE SOLO AL CUORE DIVENTASSE VISIBILE ANCHE AGLI OCCHI E RISANASSE I CUORI. SOLO CON IL CUORE INFATTI PUÒ ESSERE VISTO IL VERBO, LA CARNE INVECE ANCHE CON GLI OCCHI DEL CORPO. SI VERIFICAVA DUNQUE ANCHE LA CONDIZIONE PER VEDERE IL VERBO: IL VERBO SI È FATTO CARNE, PERCHÉ LA POTESSIMO VEDERE E FOSSE RISANATO IN NOI CIÒ CHE CI RENDE POSSIBILE VEDERE IL VERBO.
    DISSE: «NOI RENDIAMO TESTIMONIANZA E VI ANNUNZIAMO LA VITA ETERNA, CHE ERA PRESSO IL PADRE E SI È RESA VISIBILE» (1 GV 1, 2), OSSIA, SI È RESA VISIBILE FRA DI NOI; O MEGLIO, SI È MANIFESTATA A NOI.
    «Quello dunque che abbiamo veduto e udito, lo annunziamo anche a voi» (1 Gv 1, 3). Comprenda bene il vostro amore: «Quello che abbiamo veduto e udito, lo annunziamo anche a voi». Essi videro il Signore stesso presente nella carne e ascoltarono le parole dalla bocca del Signore e lo annunziarono a noi. Anche noi perciò abbiamo udito, ma non abbiamo visto.
    SIAMO DUNQUE MENO FORTUNATI DI COLORO CHE HANNO VISTO E UDITO? E come mai allora aggiunge: «Perché anche voi siate in comunione con noi»? (1 Gv 1, 3). Essi hanno visto, noi no eppure siamo in comunione, perché abbiamo una fede comune.
    «La nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la vostra gioia sia perfetta» (cfr. 1 Gv. 1, 3-4). AFFERMA LA PIENEZZA DELLA GIOIA NELLA STESSA COMUNIONE, NELLO STESSO AMORE, NELLA STESSA UNITÀ.

  5. LA SCALA DELLA CARITA’
    Dai «Discorsi» di san Fulgenzio di Ruspe
    *** Ieri abbiamo celebrato la nascita nel tempo del nostro Re eterno, oggi celebriamo la passione trionfale del soldato. Il nostro Re, l’Altissimo, venne per noi umile, ma non poté venire a mani vuote; infatti portò un grande dono ai suoi soldati, con cui non solo li arricchì abbondantemente, ma nello stesso tempo li ha rinvigoriti perché combattessero con forza invitta. Portò il dono della carità, che conduce gli uomini alla comunione con Dio. La carità che fece scendere Cristo dal cielo sulla terra, innalzò Stefano dalla terra al cielo. La carità, che fu prima nel Re, rifulse poi nel soldato. Stefano per meritare la corona che il suo nome significa, aveva per armi la carità e con essa vinceva dovunque.
    Per mezzo della carità non cedette ai Giudei che infierivano contro di lui; per la carità verso il prossimo pregò per quanti lo lapidavano. Con la carità confutava gli erranti perché si ravvedessero; con la carità pregava per i lapidatori perché non fossero puniti. Sostenuto dalla forza della carità, vinse Saulo che infieriva crudelmente e meritò di avere compagno in cielo colui che ebbe in terra persecutore. La stessa carità santa e instancabile desiderava di conquistare con la preghiera coloro che non poté convertire con le parole. Ed ecco che ora Paolo è felice con Stefano, con Stefano gode della gloria di Cristo, con Stefano esulta, con Stefano regna. Dove Stefano, ucciso dalle pietre di Paolo, lo ha preceduto, là Paolo lo ha seguito per le preghiere di Stefano.
    Quanto è verace quella vita, fratelli, dove Paolo non resta confuso per l’uccisione di Stefano, ma Stefano si rallegra della compagnia di Paolo, perché la carità esulta in tutt’e due. Sì, la carità di Stefano ha superato la crudeltà dei Giudei, la carità di Paolo ha coperto la moltitudine dei peccati, per la carità entrambi hanno meritato di possedere insieme il regno dei cieli.
    La carità dunque è la sorgente e l’origine di tutti i beni, ottima difesa, via che conduce al cielo. Colui che cammina nella carità non può errare, né aver timore. Essa guida, essa protegge, essa fa arrivare al termine.
    Perciò, Fratelli, poiché CRISTO CI HA DATO LA SCALA DELLA CARITÀ, per mezzo della quale ogni cristiano può giungere al cielo, conservate vigorosamente integra la carità, dimostratevela a vicenda e crescete continuamente in essa.

  6. • IL NOSTRO SALVATORE, CARISSIMI, OGGI È NATO: RALLEGRIAMOCI!
    NON C’È SPAZIO PER LA TRISTEZZA NEL GIORNO IN CUI NASCE LA VITA, UNA VITA CHE DISTRUGGE LA PAURA DELLA MORTE E DONA LA GIOIA DELLE PROMESSE ETERNE. Nessuno è escluso da questa felicità: la causa della gioia è comune a tutti perché il nostro Signore, vincitore del peccato e della morte, non avendo trovato nessuno libero dalla colpa, è venuto per la liberazione di tutti.
    • ESULTI IL SANTO, PERCHÉ SI AVVICINA AL PREMIO; GIOISCA IL PECCATORE, PERCHÉ GLI È OFFERTO IL PERDONO; O carissimi, rendiamo grazie a Dio Padre per mezzo del suo Figlio nello Spirito Santo, perché nella infinita misericordia, con cui ci ha amati, ha avuto pietà di noi e, mentre eravamo morti per i nostri peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo (cfr. Ef 2, 5) perché fossimo in lui creatura nuova, nuova opera delle sue mani…
    • RINUNZIAMO ALLE OPERE DELLA CARNE. RICONOSCI, CRISTIANO, LA TUA DIGNITÀ E, RESO PARTECIPE DELLA NATURA DIVINA, NON VOLER TORNARE ALL’ABIEZIONE DI UN TEMPO CON UNA CONDOTTA INDEGNA. Ricòrdati chi è il tuo Capo e di quale Corpo sei membro. Ricòrdati che, strappato al potere delle tenebre, sei stato trasferito nella luce del regno di Dio.
    • CON IL SACRAMENTO DEL BATTESIMO SEI DIVENTATO TEMPIO DELLO SPIRITO SANTO! NON METTERE IN FUGA UN OSPITE COSÌ ILLUSTRE CON UN COMPORTAMENTO RIPROVEVOLE E NON SOTTOMETTERTI DI NUOVO ALLA SCHIAVITÙ DEL DEMONIO. RICORDA CHE IL PREZZO PAGATO PER IL TUO RISCATTO È IL SANGUE DI CRISTO.

  7. A NATALE INGINOCCHIATI DAVANTI ALLA GROTTA E… ARRENDITI
    L’uomo non si è mai accontentato di ciò che mangia, da sempre ha dentro una voragine che lo attrae, gli fa male e che lui, tenta di colmare. Che gli fa guardare al futuro con una sorta di paura. E poi quelle domande che ci martellano in testa e ci svegliano nel cuore della notte: ma, poi, davvero finisce tutto? E se ci fosse un Oltre? E la mente che si arrovella a pensare all’origine della vita. Tutti, credenti, agnostici, atei, non possono non avvertire le vertigini quando si mettono a indagare. Ma da dove è sbucato il sole? E quell’ immenso, sterminato oceano di stelle? E la mia, la tua vita? Da impazzire. La nostra mente non regge. Tutto è così strano, così folle, così vero. Tutto è così bello. Siamo avvolti nel mistero. Questa vita, bella o brutta, ricca o povera, è nostra, ci appartiene. E noi la stiamo attraversando. Questo è il nostro tempo, un altro non ci sarà dato. La vita è nostra ma non ne siamo i padroni.
    Dio, poi, che dire? Nessuno lo ha mai visto. C’era il rischio che gli uomini si sbagliassero su di lui. Che lo immaginassero collerico e dispotico. Prepotente e vendicativo. Non doveva accadere. Perciò venne in mezzo a noi, si fece uomo come noi. L’Incarnazione è la prova che l’uomo non ha prezzo. Non potrà essere comprato o venduto; ingannato o barattato. Vale più di tutto l’universo. Nel bimbo di nome Gesù, Dio annulla le distanze tra il cielo e la terra. Ci dice chi siamo, di che cosa abbiamo bisogno. Ci fa la diagnosi e ci dona la terapia. Dal giorno in cui venne ad abitare in mezzo a noi tutti possono gustare, se vogliono, la felicità. Chiunque può raggiungere la vetta della sua stessa umanità e di là contemplare il Vero, il Bello, il Buono. Gesù di Nazareth ci mette in guardia da noi stessi; dai rischi e dai pericoli che ci insidiano. Non solo ci indica la via, ma Egli stesso si fa via. Ci fa toccar con mano la bellezza e la fragilità della nostra vita e ci invita a dissetarci alla pienezza della Sua.Ci implora: « Venite alla sorgente. Non si paga niente. Venite. Comprate senza denaro vino e latte…». Tutto è dono. Tutto è grazia. Suo Padre è anche mio padre. Dal giorno in cui l’ Emmanuele fece il suo ingresso nella storia, il mondo non è più lo stesso. Dio ama abitare e riposare in mezzo a noi. Da quando il vagito del bambino Gesù scaldò la gelida notte di Betlemme la speranza non è più una parola vuota. Dio si è fatto uomo per stare accanto all’uomo. Incredibile. Stupendo. Gesù, vero Dio e vero uomo, ci dice che ogni uomo gli appartiene. E di te è geloso. Uomo per te Dio è nato, per te Dio è morto. A te Dio si dona. E riterrà fatto a sé tutto il bene che qualcuno avrà fatto a te. Che tu avrai fatto a tuo fratello. Asciuga, dunque, le sue lacrime, dagli da mangiare, sorreggilo quando vacilla. Ti assicuro: niente andrà perduto. Anzi, per l’eternità – ritornano le vertigini! – sarai ringraziato e ricompensato. Punta al Verità. Bussa. Cerca. Indaga. Ne hai il diritto. Fallo, prima che questo breve giorno lentamente ti consegni all’ombra della sera.
    FIDATI DELLE ISTANZE PIÙ PROFONDE DEL TUO CUORE. IN QUESTO DOLCISSIMO E MISTERIOSO GIORNO DI NATALE, ARRENDITI. INGINOCCHIATI DAVANTI ALLA GROTTA E, SE NE HAI VOGLIA, PIANGI. NON NE PROVAR VERGOGNA. POI GETTA SUL BAMBINO IL PESO CHE TI OPPRIME E LASCIATI CULLARE. NON RESTERAI DELUSO. PASSERAI DI LUCE IN LUCE. DI GLORIA IN GLORIA. BUON NATALE, SORELLE E FRATELLI CARISSIMI, BUON NATALE.

  8. MEDITANDO IL MISTERO… CON S. AGOSTINO
    • SVÉGLIATI, O UOMO: PER TE DIO SI È FATTO UOMO. «SVÉGLIATI, O TU CHE DORMI, DESTATI DAI MORTI E CRISTO TI ILLUMINERÀ» (Ef 5, 14). Per te, dico, Dio si è fatto uomo. Saresti morto per sempre, se egli non fosse nato nel tempo. UNA PERPETUA MISERIA TI AVREBBE POSSEDUTO, SE NON FOSSE STATA ELARGITA QUESTA MISERICORDIA. NON AVRESTI RIAVUTO LA VITA, SE EGLI NON SI FOSSE INCONTRATO CON LA TUA STESSA MORTE.
    • PREPARIAMOCI A CELEBRARE IN LETIZIA LA VENUTA DELLA NOSTRA SALVEZZA, DELLA NOSTRA REDENZIONE; A CELEBRARE IL GIORNO DI FESTA IN CUI IL GRANDE ED ETERNO GIORNO VENNE DAL SUO GRANDE ED ETERNO GIORNO IN QUESTO NOSTRO GIORNO TEMPORANEO COSÌ BREVE. L’uomo che crede nel Cristo, nato per noi, non riceve la salvezza da se stesso, ma da Dio. «La verità è germogliata dalla terra«, perché «il Verbo si fece carne» (Gv 1, 14).
    • «LA VERITÀ È GERMOGLIATA DALLA TERRA»: LA CARNE DA MARIA. Dal cielo, per la nascita del Signore dalla Vergine… si fece udire l’inno degli angeli: «Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace sulla terra agli uomini di buona volontà» (Lc 2, 14). Come poté venire la pace sulla terra, se non perché la verità è germogliata dalla terra, cioè Cristo è nato dalla carne?
    • «Egli è la nostra pace, colui che di due popoli ne ha fatto uno solo» (Ef 2, 14) perché fossimo uomini di buona volontà, legati dolcemente dal vincolo dell’unità. Rallegriamoci dunque di questa grazia perché nostra gloria sia la testimonianza della buona coscienza. Non ci gloriamo in noi stessi, ma nel Signore. E’ stato detto: «Sei mia gloria e sollevi il mio capo» (Sal 3, 4): e quale grazia di Dio più grande ha potuto brillare a noi? Avendo un Figlio unigenito, Dio l’ha fatto figlio dell’uomo, e così viceversa ha reso il figlio dell’uomo figlio di Dio. CERCA IL MERITO, LA CAUSA, LA GIUSTIZIA DI QUESTO, E VEDI SE TROVI MAI ALTRO CHE GRAZIA.

  9. INTERVISTA A N. MANDELA

    Rivolgendosi a Nelson Mandela:
    “Come ha fatto a passare trent’anni in una minuscola cella e a perdonare quelli che ce l’avevano con lei?” –
    Rispose:
    “Quando ho camminato fuori dalla porta verso il cancello che avrebbe portato alla mia LIBERTA’,
    sapevo che se non avessi lasciato l’amarezza e l’odio DIETRO …DI ME, SAREI RIMASTO ANCORA IN PRIGIONE”.
    (Nelson Mandela)

  10. CON I GENITORI SEPARATI, FESTEGGIARE IL NATALE É DURA…

    Ciao don non so se ti ricordi di me, sono venuta a San Biagio questa estate. …ho fatto un secondo campo a fine agosto in cui ognuno doveva prendersi cura di una persona disabile… “LE PERLE DI DIO”… ho rafforzato bellissime amicizie e ogni anno mi sembra di sentire emozioni forti e sempre nuove.…Quest’anno tra l’altro parteciperò ad un Capodanno fuori le mura, torneremo alla Capanna di Betlemme di Chieti: una casa che accoglie le persone in difficoltà, ragazze di strada e senzatetto. Don Oreste ha fatto veramente tante cose grandi e bellissime, e mi sarebbe piaciuto conoscerlo veramente tanto…. Ho avuto ancora momenti di difficoltà e di dubbio in cui mi sentivo persa e meno sicura di me, ma queste esperienze non smettono mai di farmi innamorare. Mi accorgo che nella quotidianità di ogni giorno riesco a fermarmi con il Signore solo con un pensiero e a volte ho paura che non mi ascolti, allora a volte prendo il libretto, la chitarra e canto… É IL MIO MODO PER PARLARGLI, RINGRAZIARLO E SENTIRMI VICINA A LUI ANCHE QUANDO NON LO SENTO VICINO A ME. ULTIMAMENTE NON STO PASSANDO UN BEL PERIODO IN FAMIGLIA E CON LA SITUAZIONE IN CASA E I GENITORI SEPARATI FESTEGGIARE IL NATALE É DURA. Mio padre soffre tanto… mi sono offerta di passare il pranzo di Natale con lui, ma lui dice che non é colpa mia, mi ringrazia molto . Questa situazione mi fa soffrire perché vorrei poter far qualcosa ma non posso… Anche tra i parenti …ci sono situazioni simili e questo é il mio secondo Natale difficile. A scuola va bene e cerco di concentrarmi su quella, per il resto si va avanti. Grazie per quello che hai fatto per me! A VOLTE SONO VERAMENTE I PICCOLI GESTI A FARE LA DIFFERENZA, E MI SONO SENTITA MENO SOLA IN UN MOMENTO DI DIFFICOLTÀ!! GI. la ragazza che “rideva” e che … inizia a ridere veramente.

  11. Dal «Commento su san Luca» di sant’Ambrogio, vescovo
    (2, 19. 22-23. 26-27; CCL 14, 39-42)

    LA VISITAZIONE DI MARIA
    L’angelo, che annunziava il mistero, volle garantirne la veridicità con una prova e annunziò alla vergine Maria la maternità di una donna vecchia e sterile, per dimostrare così che a Dio è possibile tutto ciò che vuole. APPENA MARIA EBBE UDITO CIÒ, SI AVVIÒ IN FRETTA VERSO LA MONTAGNA, non perché fosse incredula della profezia o incerta dell’annunzio o dubitasse della prova, ma perché era lieta della promessa e desiderosa di compiere devotamente un servizio, con lo slancio che le veniva dall’intima gioia. DOVE ORMAI, RICOLMA DI DIO, POTEVA AFFRETTARSI AD ANDARE SE NON VERSO L’ALTO? LA GRAZIA DELLO SPIRITO SANTO NON COMPORTA LENTEZZE.
    Subito si fanno sentire i benefici della venuta di Maria e della presenza del Signore. Infatti «appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, esultò il bambino nel seno di lei, ed ella fu ricolma di Spirito Santo» (cfr. Lc 1, 41). Si deve fare attenzione alla scelta delle singole parole e al loro significato. ELISABETTA UDÌ PER PRIMA LA VOCE, MA GIOVANNI PERCEPÌ PER PRIMO LA GRAZIA; ESSA UDÌ SECONDO L’ORDINE DELLA NATURA, EGLI ESULTÒ IN VIRTÙ DEL MISTERO; ESSA SENTÌ L’ARRIVO DI MARIA, EGLI DEL SIGNORE; LA DONNA L’ARRIVO DELLA DONNA, IL BAMBINO L’ARRIVO DEL BAMBINO. Esse parlano delle grazie ricevute, essi nel seno delle loro madri realizzano la grazia e il mistero della misericordia a profitto delle madri stesse: e queste per un duplice miracolo profetizzano sotto l’ispirazione dei figli che portano.
    DEL FIGLIO SI DICE CHE ESULTÒ, DELLA MADRE CHE FU RICOLMA DI SPIRITO SANTO. NON FU PRIMA LA MADRE A ESSERE RICOLMA DELLO SPIRITO, MA FU IL FIGLIO, RIPIENO DI SPIRITO SANTO, A RICOLMARE ANCHE LA MADRE.
    Esultò Giovanni, esultò anche lo spirito di Maria. Ma mentre di Elisabetta si dice che fu ricolma di Spirito santo allorché Giovanni esultò, di Maria, che già era ricolma di Spirito santo, si dice che allora il suo spirito esultò. Colui che è incomprensibile, operava in modo incomprensibile nella madre. L’una, Elisabetta, fu ripiena di Spirito Santo dopo la concezione, Maria invece prima della concezione.
    «Beata — disse — tu che hai creduto» (cfr. Lc 1, 45). MA BEATI ANCHE VOI CHE AVETE UDITO E CREDUTO: OGNI ANIMA CHE CREDE CONCEPISCE E GENERA IL VERBO DI DIO E RICONOSCE LE SUE OPERE. Sia in ciascuno l’anima di Maria per magnificare il Signore; sia in ciascuno lo spirito di Maria per esultare in Dio. SE C’È UNA SOLA MADRE DI CRISTO SECONDO LA CARNE, SECONDO LA FEDE, INVECE, CRISTO È IL FRUTTO DI TUTTI, POICHÉ OGNI ANIMA RICEVE IL VERBO DI DIO, PURCHÉ, IMMACOLATA E IMMUNE DA VIZI, CUSTODISCA LA CASTITÀ CON INTEMERATO PUDORE. OGNI ANIMA, CHE POTRÀ MANTENERSI COSÌ, MAGNIFICA IL SIGNORE COME MAGNIFICÒ IL SIGNORE L’ANIMA DI MARIA, E IL SUO SPIRITO ESULTÒ IN DIO SALVATORE.

  12. Papà di bambina autistica

    Nella grotta del nostro piccolo presepe, dentro la culla ancora vuota, ho trovato una letterina indirizzata a Gesù bambino.
    E’ di mia figlia, la mia bambina di 14 anni; frequenta il primo anno di liceo classico, è AUTISTICA.
    Scrive:
    “Caro Gesù bambino, ti scrivo lo stesso una letterina anche se sono grande ormai per queste cose e sembrerò stupida… ma non mi importa perché mi aiuta a credere che tu la leggerai, e ti SOFFERMERAI principalmente TRA LE RIGHE NON SCRITTE CON L’INCHIOSTRO.
    Fin da bambina non ti ho mai chiesto regali materiali. Non me ne faccio granché, sono freddi, non parlano, non guardano, non sentono; non entrano in sintonia con i miei pensieri strani, bizzarri, addirittura ermetici, dicono! Che strano, come fanno a dirlo se neppure li conoscono!
    Però ti ho sempre chiesto un vocabolario di lingua “Pianeta Terra – Pianeta Asperger”, per aiutarmi a tradurre e a farmi tradurre queste due lingue distanti anni luce.
    Mi è arrivato davvero un “VOCABOLARIO”, con sfumature di significato davvero eccellenti!! Traduceva ed interpretava in PROFONDITA’ la mia “lingua”. Era come fosse VIVO!
    Poi …qualcuno me l’ha sottratto!
    Ed io sono lentamente/di colpo sono precipitata nel mio abisso di solitudine e separazione; un genere di separazione che per noi autistici dura tutta la vita, tu lo sai!
    Caro Gesù bambino, l’anno scorso ti avevo chiesto di riportarmi QUEL VOCABOLARIO.
    Quest’anno non ti chiedo nulla. Vorrei soltanto che quando vieni, mi tenessi con te dentro quella culla vuota; e poi, finito il Natale e si “disfa” il presepe, vorrei che tu mi portassi nel tuo Pianeta.”

    Come genitore vorrei dare una speranza a tutti i genitori con un figlio autistico: sono ragazzi che vanno inondati di amore e attenzione particolari. Solo allora brilleranno!
    La luce di Gesù illumini i nostri cuori e ci infonda tanta Speranza e Pace.
    Buon Natale Sereno a tutti

  13. Si, anche questo Natale troverà molti cuori nel dolore, nell’affanno,nella fatica del credere. Possiamo consolare con parole umane, ma non bastano a sanare la ferita dei cuori, ci vuole altro, ci vuole il Cuore del Padre,ci vuole Gesù. Lui sa fasciare le ferite, Lui è il Samaritano, niente e nessuno è fuori dal Suo cuore. Viene per prenderlo su di se il nostro dolore, si fa Lui dolore affinché in noi nasca la gioia. La gioia cristiana non nasce perché siamo senza problemi, nasce quando ci sentiamo amati. Anche quest’anno ci sarà dato un Figlio, si sa, un bambino porta gioia, ma questo Bambino porta la Gioia. Bisogna accoglierlo e amarlo, e Lui ci insegnerà la Gioia. Tutto ciò che è dolore Lui lo ha assunto, nessuno può dirsi solo, nessuno dimenticato, nessuno scartato. Si c’è un dolore profondo nel cuore dell’uomo, ma nonostante tutto la Santa Chiesa ci dice che non siamo sterili, ci viene dato un Figlio, un Bambino nascerà per noi, crediamoci veramente che questo Bambino è per ogni uomo. Buon Natale

  14. NON TEMERE MARIA – S. BERNARDO

    L’hai udito, o Vergine, tu concepirai e partorirai un figlio. L’hai udito: non sarà per opera di un uomo, ma per opera dello Spirito Santo. L’ANGELO ATTENDE LA TUA RISPOSTA: deve ritornare a Dio, che l’ha inviato. Anche noi, miserabili, attendiamo la parola di misericordia. Ecco: Ti si offre il prezzo della nostra salvezza: accettalo e noi saremo liberati. Pronuncia una parola e noi saremo richiamati alla vita… VERGINE MARIA, AFFRETTATI A DARE LA TUA RISPOSTA… O NOSTRA SIGNORA, PRONUNCIA LE PAROLE CHE STANNO ASPETTANDO LA TERRA, ED IL CIELO! Il Re e Signore di tutte le cose, anche Lui aspetta il Tuo assenso. Gli sei piaciuta per il tuo silenzio; ancor più ora gli piacerai per la tua parola. Lui stesso da Lassù ti chiama: «O bellissima tra le donne, fammi sentire la tua voce» (Can 1,8; 2,14)… SÌ, RISPONDI PRESTO ALL’ANGELO, O MEGLIO ATTRAVERSO L’ANGELO RISPONDI AL SIGNORE. RISPONDI UNA PAROLA E ACCOGLI LA PAROLA; lascia uscire la parola che passa e racchiudi in te quella eterna…
    “ECCOMI, SONO LA
    SERVA DEL SIGNORE, AVVENGA DI ME QUELLO CHE HAI DETTO”.

  15. CARA/0 AMICI DEL SITO DI S. BIAGIO FANO. Ho letto le vostre dolorose espressioni, non sono riuscita a rimanerne indifferente. Purtruppo queste esperienze dolorose ce le sentiamo ripetere ogni giorno , può capitare di farci l’abitudine. No, non è così ! il dolore va condiviso e non sottovalutato. Anche se non si può fare nulla di concreto per poterlo alleviare, ci si può pregare , dire a GESU’ DI RIMANERE ACCANTO AL CUORE CHE SOFFRE, SCALDARLO CON IL SUO INFINITO AMORE , INCORAGGIARLO A NON PERDERE LA FIDUCIA , LUI C’E’ SEMPRE NON ABBANDONA NESSUNO, ASCIUGA CONTINUAMENTE LE NOSTRE LACRIME. A NOI RIMANE ” L’OFFRIRE”
    Ecco il mio augurio per questa SANTA RICORRENZA, GESU’ E’ SEMPRE IN MEZZO A NOI. CARI SALUTI. S. N.

  16. …e mi ritrovo sulla lettera di separato e del suo ” enorme dolore ” ,  pubblicata da Avvenire.  
    Anch’ io sto dentro a questo ” sembra IMPOSSIBILE  ma si va dall’avvocato e VERAMENTE ci  si divide ” . 
    E conosco la tanta  fatica a RELAZIONARE CON ME STESSA  , ad accettare , a starmene ” impotente e sbalordita ” davanti ai COCCI  di un vaso di cristallo che avrei voluto ( e pensato ) indistruttibile e per sempre .
    SI , la separazione RESTA UN ” DOLOROSO UMANO FALLIMENTO ” ..resta lo stordimento , la SOLITUDINE  ..
    È il VUOTO del perdere un ” tuo Importante  Nome ”  …è la fatica di DOVERLO RIELABORARE .
    Ma , a volte , accanto a giudizi e a superficialità che ferisce ,  c’è anche chi comprende e si siede accanto , dandoti la forza di NON buttare via la tua vita. .. ….
    E mi ritrovo commossa a pensare e a pregare , e le parole di d. Orione diventano risposta e speranza  perché. …
    ”  TUTTE LE TENEBRE , TUTTO IL MALE .di questo mondo che sono mai davanti alla LUCE DI QUESTA NOTTE DI NATALE ?  ”
    E i cocci RESTANO cocci , così come certi sbagli o impotenza,  certa tenebra o fallimento… MA  ” DAVANTI ALLA LUCE DI QUESTA NOTTE DI NATALE ” anche io , separata , UMILMENTE  mi chino , mi domando il PERCHE’ …e poi provo a vincere  la paura e il mettere me stessa al centro …. e allora provo anch’ io a LASCIARMI AMARE DA UN DIO BAMBINO. ..UN DIO ” PASTORE” . …UN DIO ETERNO AMORE .

  17. CARI FIGLI, VI INVIAMO… QUESTO PENSIERO…
    …PER AUGURARVI UN SANTO NATALE, perché questo giorno possa illuminare la vostra famiglia e guidarla sulla via del bene. Vi sembrerà strano augurarvi buon Natale con l’immagine di un’alba, ma in realtà è così che accade, il Giorno di Dio ha un Alba speciale, si Chiama Gesù, sembra un bambino, ma in realtà è un Re e Salvatore, lo Splendore del Giorno. E’ solo l’amore che ci fa famiglia, che ci fa fedeli uno all’altra, capaci di trasmettere cose buone ai figli. Avere un Padre così ci assicura che non siamo mai soli, che ogni fatica compiendo il bene, è sicurezza del Suo aiuto. Questi sono tempi davvero difficili e abbiamo bisogno di sicurezza e di speranza, per noi e per i nostri figli, DIO PADRE ATTRAVERSO LA SANTA CHIESA CI DICE CHE È TEMPO DI NATALE, OGNI ANNO VIENE QUESTO TEMPO E OGNI ANNO LUI SI ASPETTA CHE CI CREDIAMO DAVVERO, CHE CI FIDIAMO, CHE È COSÌ CHE SI DIVENTA ADULTI, RICONOSCENDOLO COME PADRE E RICONOSCENDO CHE LUI HA MANDATO GESÙ A DIRCI L’AMORE CHE HA PER NOI. Una famiglia non è fata solo di cose materiali, di lavoro per comprare sempre più cose da possedere, la famiglia è unità d’amore dove i figli imparano la fedeltà del matrimonio, l’accoglienza alla vita, la fatica dell’educare e la gioia del crescere con i figli e per i figli. La famiglia per essere tale non è egoismo e neppure arroganza, ma dono e stima uno per l’altro, quando viviamo queste cose siamo famiglia secondo Dio, il suo progetto si compie in noi. IN QUESTI 50 ANNI DI VITA INSIEME NOI ABBIAMO IMPARATO QUESTE COSE, SOLO L’AMORE UNO PER L’ALTRA CI HA IMPEDITO DI PERDERCI, CI HA FATTO AFFRONTARE TANTE SOFFERENZE E CI HA INSEGNATO A CERCARE IL MEGLIO PER I FIGLI. Vi auguriamo di diventare benedizione per i vostri figli e per chi vi vive accanto, Vi auguriamo un Santo Natale così…Buon Natale cari figli, siete nei nostri cuori e nelle nostre preghiere costantemente, vi amiamo e vi stimiamo Maria e Giuseppe vi mostrino Gesù Bambino ed Egli vi guidi ogni giorno al Bene. Papà e Mamma

  18. BEATO ISACCO DELLA STELLA, ABATE

    MARIA E LA CHIESA
    Il Figlio di Dio è il primogenito tra molti fratelli; essendo unico per natura, mediante la grazia si è associato molti, perché siano uno solo con lui. Infatti «a quanti l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio» (Gv 1, 12). DIVENUTO PERCIÒ FIGLIO DELL’UOMO, HA FATTO DIVENTARE FIGLI DI DIO MOLTI. SE NE È DUNQUE ASSOCIATI MOLTI, LUI CHE È UNICO NEL SUO AMORE E NEL SUO POTERE; ED ESSI, PUR ESSENDO MOLTI PER GENERAZIONE CARNALE, SONO CON LUI UNO SOLO PER GENERAZIONE DIVINA.
    Il Cristo è unico, perché Capo e Corpo formano un tutt’uno. Il Cristo è unico perché è figlio di un unico Dio in cielo e di un’unica madre in terra.
    Si hanno insieme molti figli e un solo figlio. Come infatti Capo e membra sono insieme un solo figlio e molti figli, COSÌ MARIA E LA CHIESA SONO UNA SOLA E MOLTE MADRI, UNA SOLA E MOLTE VERGINI. AMBEDUE MADRI, AMBEDUE VERGINI, AMBEDUE CONCEPISCONO PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO SENZA CONCUPISCENZA, AMBEDUE DANNO AL PADRE FIGLI SENZA PECCATO. MARIA SENZA ALCUN PECCATO HA GENERATO AL CORPO IL CAPO, LA CHIESA NELLA REMISSIONE DI TUTTI I PECCATI HA PARTORITO AL CAPO IL CORPO.
    Tutt’e due sono madri di Cristo, ma nessuna delle due genera il tutto senza l’altra.
    Perciò giustamente nelle Scritture divinamente ispirate quel ch’è detto in generale della vergine madre Chiesa, s’intende singolarmente della vergine madre Maria; e quel che si dice in modo speciale della vergine madre Maria, va riferito in generale alla vergine madre Chiesa; e quanto si dice d’una delle due, può essere inteso indifferentemente dell’una e dell’altra.
    ANCHE LA SINGOLA ANIMA FEDELE PUÒ ESSERE CONSIDERATA COME SPOSA DEL VERBO DI DIO, MADRE FIGLIA E SORELLA DI CRISTO, VERGINE E FECONDA. VIENE DETTO DUNQUE IN GENERALE PER LA CHIESA, IN MODO SPECIALE PER MARIA, IN PARTICOLARE ANCHE PER L’ANIMA FEDELE, dalla stessa Sapienza di Dio che è il Verbo del Padre: Fra tutti questi cercai un luogo di riposo e nell’eredità del Signore mi stabili (cfr. Sir 24, 12). Eredità del Signore in modo universale è la Chiesa, in modo speciale Maria, in modo particolare ogni anima fedele. NEL TABERNACOLO DEL GREMBO DI MARIA CRISTO DIMORÒ NOVE MESI, NEL TABERNACOLO DELLA FEDE DELLA CHIESA SINO ALLA FINE DEL MONDO, NELLA CONOSCENZA E NELL’AMORE DELL’ANIMA FEDELE PER L’ETERNITÀ.

  19. CARI AMICI, mi ha colpito tanto questa lettera ad AVVENIRE così ben commentata (come sempre…) da Marina Corradi e … ve ne faccio dono perché tutti possiamo farne oggetto di pacata riflessione. Come sacerdote da 50 anni ormai, sento, anche per esperienza personale, quanto triste e grave sia la situazione evocata. Un invito alla preghiera e alla vicinanza a queste situazioni purtroppo sempre più frequenti…

    «SEPARATO E ISOLATO DA TUTTA LA COMUNITA’»
    Marina Corradi venerdì 15 dicembre 2017

    Caro Avvenire, è il secondo Natale che passerò da separato. Separato da una moglie e tre splendidi figli e questo è un grandissimo dolore. Ma un altro dolore me lo ha dato la nostra comunità. Mia moglie e io eravamo catechisti in parrocchia entrambi. … frequentavamo l’oratorio, nonché un gruppo famiglie. Ebbene, nessuna delle catechiste e dei catechisti mi ha cercato, contattato, avvicinato. Nessuno del gruppo famiglie mi ha fatto una telefonata, neanche per chiedere come stavo. Nessuno dei sacerdoti mi ha fatto un gesto di carità, né dato una parola di conforto. Insomma una famiglia dopo 25 anni di matrimonio si sfascia e non interessa niente a nessuno. Tante parole sulla famiglia, la sacralità della famiglia, la famiglia al centro della comunità… Tante catechesi sull’amore sponsale. Poi nessuno soccorre le famiglie in crisi. Nessuno si avvicina. Mi sono sentito davvero solo. Finché tutto va bene, tanti sorrisi, facciamo le cerimonie, allestiamo i mercatini parrocchiali, festeggiamo il compleanno del parroco o l’ordinazione del nuovo diacono. Un momento di crisi e non ti trovi nessuno al fianco. La crisi va avanti e tutti scompaiono. Nessuno sa cosa dire. Che delusione. Che sconforto. Questa è la Chiesa in cui sono cresciuto, sono stato formato e poi ho formato giovani e coppie nella catechesi prematrimoniale? Un augurio di un Santo Natale. Lettera firmata

    Venticinque anni di matrimonio e figli quasi adulti: quando una famiglia sembra ormai solida…all’improvviso tutto cede e rovina, e appare insanabile ciò che pareva un contrasto da poco, appare insostenibile rimanere sotto allo stesso tetto: mentre i figli assistono sbalorditi e impotenti, sentendo franare la terra su cui sono cresciuti. Sembra impossibile, ma si va dall’avvocato, e veramente ci si divide. E, attorno? Il lettore racconta di una famiglia molto coinvolta in catechesi, oratori, gruppi parrocchiali. Eppure, nessuno che si faccia avanti a dire una parola, nessuno che condivida tanto dolore. È un giudizio negativo, è una condanna morale? Forse è soprattutto un non saper cosa dire, un forte imbarazzo. Di coppie che si dividono ce ne sono sempre di più, purtroppo, ma che questo accada anche fra cattolici praticanti e “militanti”, fra catechisti che da una vita insegnano ai giovani cos’è il matrimonio, lascia chi è attorno senza parole. Quasi che il senso di fallimento riguardasse non solo quella casa, ma anche coloro che la circondano. E allora si resta zitti, forse, semplicemente perché quella separazione porta con sé uno smarrimento corale. A. e B,, possibile, davvero, anche loro? Manca il coraggio di alzare il telefono, come quando si sa di un lutto cocente. MA, CERTO, QUESTA REAZIONE ISTINTIVA È PROFONDAMENTE SBAGLIATA. È PROPRIO ORA, NEL MOMENTO DEL DOLORE, CHE OCCORRE DIMOSTRARE CHE IL BENE DI CUI PARLIAMO È VERO. È ORA, NEI MESI DI SOLITUDINE CHE SEGUONO UNA SEPARAZIONE, CHE C’È BISOGNO DI VOLTI E VOCI INTORNO A CONFORTARCI. CHI SCRIVE È PASSATA, DA BAMBINA, PER QUESTI FRANGENTI, E RICORDA BENE IL SILENZIO, ATTORNO, IL PARLAR D’ALTRO O L’ALLONTANARSI IMBARAZZATO DI CONOSCENTI E AMICI. Un dolore in più: oltre alla divisione in famiglia, il sospettare che nemmeno gli amici fossero veri. DAI SACERDOTI, POI, QUESTO SILENZIO È INESCUSABILE. PROPRIO ORA OCCORRE DISPERATAMENTE UN PADRE, E UN FRATELLO, CHE CONFORTI E ABBRACCI. Che affronti quel dubbio che rode: ma allora, le nostre erano solo belle parole? No. Il lettore che ha fatto il catechista con le giovani coppie ha insegnato cose belle e vere. Solo che poi siamo uomini e donne, e sbagliamo, talvolta anche senza volerlo, senza accorgercene. Impercettibilmente ci allontaniamo dai nostri ideali. RICORDIAMOCI PERÒ CHE CRISTO NON È UN IDEALE, È UNA PERSONA, E VIVA. LUI NON RINNEGA MAI, NEANCHE SE ABBIAMO SBAGLIATO; LUI È PIÙ VICINO AGLI ABBANDONATI, E A CHI È SOLO, A CHI È FERITO E ANCHE A CHI HA FERITO E SI RENDE CONTO DI AVERLO FATTO. CERTO, OCCORRONO VOLTI DI UOMINI E DONNE, CHE CI TESTIMONINO QUESTO BENE. Ma bisogna anche avere il coraggio di domandare aiuto, apertamente, distogliendo chi ci è vicino da imbarazzi e pudori. Lo domandi esplicitamente, caro lettore, quell’affetto che le manca dalla comunità cristiana. Non posso credere che nessuno risponderà. Così che i suoi ragazzi vedranno attorno a sé gli amici che li hanno cresciuti, dentro a un bene certo e forte, nonostante la divisione dei genitori. CHE NON È L’ULTIMA PAROLA SULLA VITA LORO, E NEMMENO VOSTRA; E MENO CHE MAI È RAGIONE DI CONDANNA DALLA COMUNITÀ ATTORNO. SE MAI DI CONDIVISIONE DI UN DOLOROSO UMANO FALLIMENTO. PERCHÉ SEMPRE DI PIÙ I CRISTIANI NEL NOSTRO TEMPO, CI INSEGNA IL PAPA, SONO CHIAMATI A CHINARSI SU CHI CADE, SU CHI RESTA INDIETRO E SOLO. A ESSERE TESTIMONI NON DI UNA SEVERA ASTRATTA LEGGE, MA DI VIVA E CONCRETA MISERICORDIA. MISERICORDIA SIGNIFICA “CON VISCERE MATERNE”. SIAMO CHIAMATI A GUARDARE ALL’ALTRO CON LA TENEREZZA, CON CUI GUARDEREMMO A UN FIGLIO.

  20. Caro don Vincenzo anche quest’anno ripercorreremo l’evento che ha cambiato l’uomo e il mondo, Anche quest’anno il mondo percorre vie altre, nel buio, ignaro, affannato dietro acquisti che soddisfino e colmino i cuori di chi li riceverà. Tutto bello e giusto, è giusto anche questo scambio di doni. Il dono che ci fanno queste vite dei santi però è ben altro, la loro fede ci dice che loro hanno incontrato veramente Gesù, lo hanno seguito e la loro vita è fiorita. E’ questo il vero dono, la vera preziosa realtà del Natale: regalarci Gesù! Anche quest’anno voglio incontrarlo, e donarlo, lo incontrerò nel fratello affamato, nel fratello umiliato, nel fratello sfiduciato e non avrò solo pane o vesti o parole da donargli, gli donerò un po del mio cuore, una briciola di me dove Gesù vive. Lo cerco per donarlo, lo cerco per condividerlo, lo cerco per averlo e per donarlo, perché è questo che serve, cercarlo e donarlo, come fece Maria. Buon Natale mio buon e caro amico, percorriamo l’ultimo tratto desiderando di trovarlo ancora tra le braccia di Maria affinché possiamo donarlo, e allora sarà Natale ancora per il mondo di oggi così ferito e sfiduciato.

  21. Dal trattato «Contro le eresie» di sant’Ireneo, vescovo
    (lib. 5, 19, 1; 20, 2; 21, 1; SC 153, 248-250. 264-269)

    ADAMO E CRISTO; EVA E MARIA
    Il Signore abbracciò la condizione umana e si manifestò nel mondo che era suo. La natura umana portava il Verbo di Dio, ma era il Verbo che sosteneva la natura umana. Nel Cristo c’era quell’umanità che aveva disubbidito presso l’albero del paradiso terrestre, ma in lui la stessa umanità con l’ubbidienza, compiuta sull’albero della croce, distrusse l’antica ribellione. Nel medesimo tempo annullò la seduzione con la quale era stata maledettamente sedotta Eva, la vergine destinata al primo uomo. MA TUTTO CIÒ FU IN GRAZIA DI QUEL MESSAGGIO DI BENEDIZIONE CHE L’ANGELO PORTÒ A MARIA, LA VERGINE GIÀ SOTTOMESSA A UN UOMO. INFATTI MENTRE EVA, SVIATA DAL MESSAGGIO DEL DIAVOLO, DISOBBEDÌ ALLA PAROLA DIVINA E SI ALIENÒ DA DIO, MARIA INVECE, GUIDATA DALL’ANNUNCIO DELL’ANGELO, OBBEDÌ ALLA PAROLA DIVINA E MERITÒ DI PORTARE DIO NEL SUO GREMBO.
    Quella dunque si lasciò sedurre e disobbedì, questa si lasciò persuadere e ubbidì. IN TAL MODO LA VERGINE MARIA POTÉ DIVENIRE AVVOCATA DELLA VERGINE EVA.
    CRISTO RICAPITOLÒ TUTTO IN SE STESSO E COSÌ TUTTO VENNE A FAR CAPO A LUI. DICHIARÒ GUERRA AL NOSTRO NEMICO E SCONFISSE COLUI CHE AL PRINCIPIO, PER MEZZO DI ADAMO, CI AVEVA FATTI TUTTI SUOI PRIGIONIERI. Schiacciò il capo del serpente secondo la parola di Dio riferita nella Genesi: «Porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: egli ti schiaccerà la testa e tu insidierai il suo calcagno» (cfr. Gn 3, 15).
    Con queste parole si proclama in anticipo che colui che sarebbe nato da una vergine, quale nuovo Adamo, avrebbe schiacciato il capo del serpente. Questo è quel discendente di Adamo, di cui parla l’Apostolo nella sua lettera ai Galati: La legge delle opere fu posta finché venisse nel mondo il seme per cui era stata fatta la promessa (cfr. Gal 3, 19).
    Ancor più chiaramente indica questa realtà nella stessa lettera, nel passo in cui dice: «QUANDO VENNE LA PIENEZZA DEL TEMPO, DIO MANDÒ IL SUO FIGLIO, NATO DA DONNA» (GAL 4, 4). IL NEMICO INFATTI NON SAREBBE STATO SCONFITTO SECONDO GIUSTIZIA, SE IL VITTORIOSO NON FOSSE STATO UN UOMO NATO DA DONNA, POICHÉ FIN DALL’INIZIO DELLA STORIA IL DEMONIO HA DOMINATO SULL”UOMO PER MEZZO DI UNA DONNA, OPPONENDOSI A LUI COL SUO POTERE.
    PER QUESTO SI PROCLAMA FIGLIO DELL’UOMO, EGLI CHE RICAPITOLA IN SÉ L’UOMO PRIMORDIALE, DAL QUALE VENNE LA PRIMA DONNA E, ATTRAVERSO QUESTA, L’UMANITÀ. IL GENERE UMANO ERA SPROFONDATO NELLA MORTE CAUSA DELL’UOMO SCONFITTO. ORA RISALIVA ALLA VITA A CAUSA DELL’UOMO VITTORIOSO.

  22. o Cari amici, ecco una pagina MERAVIGLIOSA DI S. AMBROGIO da meditare e … regalare alle TANTE DONNE CHE SI CHIAMANO LUCIA

    LO SPLENDORE DELL’ANIMA ILLUMINA LA GRAZIA DEL CORPO
    Mi rivolgo a te, che vieni dal popolo, dalla gente comune, ma appartieni alla schiera delle vergini. In te lo splendore dell’anima si irradia sulla grazia esteriore della persona. Per questo sei un’immagine fedele della Chiesa. A te dico: CHIUSA NELLA TUA STANZA NON CESSARE MAI DI TENERE FISSO IL PENSIERO SU CRISTO, ANCHE DI NOTTE. ANZI RIMANI AD OGNI ISTANTE IN ATTESA DELLA SUA VISITA. È QUESTO CHE DESIDERA DA TE, PER QUESTO TI HA SCELTA. EGLI ENTRERÀ SE TROVERÀ APERTA LA TUA PORTA. STA’ SICURA, HA PROMESSO DI VENIRE E NON MANCHERÀ ALLA SUA PAROLA. QUANDO VERRÀ COLUI CHE HAI CERCATO, ABBRACCIALO, FAMILIARIZZA CON LUI E SARAI ILLUMINATA. Trattienilo, prega che non se ne vada presto, scongiuralo che non si allontani. Il Verbo di Dio infatti corre, non prova stanchezza, non è preso da negligenza. L’anima tua gli vada incontro sulla sua parola, e s’intrattenga poi sull’impronta lasciata dal suo divino parlare: egli passa via presto. E la vergine da parte sua che cosa dice? L’HO CERCATO MA NON L’HO TROVATO; l’ho chiamato ma non mi ha risposto (cfr. Ct 5, 6). Se così presto se n’è andato via, non credere che egli non sia contento di te che lo invocasti, lo pregasti, gli apristi la porta: spesso egli permette che siamo messi alla prova. Vedi che cosa dice nel vangelo alle folle che lo pregavano di non andarsene: Bisogna che io porti l’annunzio della parola di Dio anche ad altre città, poiché per questo sono stato mandato (cfr. Lc 4, 43).
    MA ANCHE SE TI SEMBRA CHE SE NE SIA ANDATO, VA’ A CERCARLO ANCORA. È DALLA SANTA CHIESA CHE DEVI IMPARARE A TRATTENERE CRISTO. Anzi te l’ha già insegnato, se ben comprendi ciò che leggi: Avevo appena oltrepassato le guardie, QUANDO TROVAI L’AMATO DEL MIO CUORE. L’ho stretto forte e non lo lascerò (cfr. Ct 3, 4). Quali dunque i mezzi con cui trattenere Cristo? Non la violenza delle catene, non le strette delle funi, ma i vincoli della carità, i legami dello spirito. Lo trattiene l’amore dell’anima.
    Se vuoi anche tu possedere Cristo, cercalo incessantemente e non temere la sofferenza. È più facile spesso trovarlo tra i supplizi del corpo, tra le mani dei persecutori. Lei dice: Poco tempo era trascorso da quando le avevo oltrepassate. Infatti una volta libera dalle mani dei persecutori e vittoriosa sui poteri del male, subito, all’istante ti verrà incontro Cristo, né permetterà che si prolunghi la tua prova.
    COLEI CHE COSÌ CERCA CRISTO, CHE HA TROVATO CRISTO, PUÒ DIRE: L’HO STRETTO FORTE E NON LO LASCERÒ FINCHÉ NON LO ABBIA CONDOTTO NELLA CASA DI MIA MADRE, NELLA STANZA DELLA MIA GENITRICE (CFR. CT 3, 4). CHE COS’È LA CASA, LA STANZA DI TUA MADRE, SE NON IL SANTUARIO PIÙ INTIMO DEL TUO ESSERE?
    Custodisci questa casa, purìficane l’interno. Divenuta perfettamente pulita, e non più inquinata da brutture di infedeltà, sorga quale casa spirituale, cementata con la pietra angolare, si innalzi in un sacerdozio santo, e lo Spirito Paraclito abiti in essa. COLEI CHE CERCA CRISTO A QUESTO MODO, COLEI CHE COSÌ PREGA CRISTO, NON È ABBANDONATA DA LUI, ANZI RICEVE FREQUENTI VISITE. EGLI INFATTI È CON NOI FINO ALLA FINE DEL MONDO.

  23. Servire è gioia
    (Rabindranath Tagore)

    Dormivo e sognavo
    CHE LA VITA ERA GIOIA
    Mi svegliai e vidi
    CHE LA VITA ERA SERVIZIO
    Volli servire e vidi
    CHE SERVIRE ERA GIOIA.

  24. ECCO UNA GRANDE PAGINA DI S. GIOVANNI DELLA CROCE…ci aiuta tanto a capire il grande mistero del Natale
    …Ma ora che la fede è basata in Cristo e la legge evangelica è stabilita in quest’èra di grazia, non è più necessario consultare Dio, né che egli parli o risponda come allora. Infatti, donandoci IL FIGLIO SUO, CH’È LA SUA UNICA E DEFINITIVA PAROLA, CI HA DETTO TUTTO IN UNA SOLA VOLTA E NON HA PIÙ NULLA DA RIVELARE.
    • Questo è il senso genuino del testo in cui san Paolo vuole indurre gli Ebrei a lasciare gli antichi modi di trattare con Dio secondo la legge mosaica, e a fissare lo sguardo solamente in Cristo: «Dio che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio» (Eb 1, 1). CON QUESTE PAROLE L’APOSTOLO VUOL FAR CAPIRE CHE DIO È DIVENTATO IN UN CERTO SENSO MUTO, NON AVENDO PIÙ NULLA DA DIRE, PERCHÉ QUELLO CHE UN GIORNO DICEVA PARZIALMENTE PER MEZZO DEI PROFETI, L’HA DETTO ORA PIENAMENTE DANDOCI TUTTO NEL FIGLIO SUO.
    • Perciò chi volesse ancora interrogare il Signore e chiedergli visioni o rivelazioni, non solo commetterebbe una stoltezza, ma offenderebbe Dio, perché non fissa il suo sguardo unicamente in Cristo, e va cercando cose diverse e novità. Dio infatti potrebbe rispondergli: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. ASCOLTATELO» (Mt 17, 5). Se ti ho già detto tutto nella mia Parola ch’è il mio Figlio e non ho altro da rivelare, come posso risponderti o rivelarti qualche altra cosa? FISSA LO SGUARDO IN LUI SOLO E VI TROVERAI ANCHE PIÙ DI QUANTO CHIEDI E DESIDERI: IN LUI TI HO DETTO E RIVELATO TUTTO

  25. Da un Angelus di Papa Francesco:
    TEMPO DI AVVENTO…TEMPO DI SPERANZA CHE NON DELUDE
    “Come nella vita di ognuno di noi c’è sempre bisogno di ripartire, di rialzarsi, di ritrovare il senso della mèta della propria esistenza, così per la grande famiglia umana è necessario rinnovare sempre l’orizzonte comune verso cui siamo incamminati: L’orizzonte della speranza!
    Quello è l’orizzonte per fare un buon cammino.
    Il tempo di Avvento, che oggi di nuovo incominciamo,
    ci restituisce l’orizzonte della speranza, una speranza che non delude
    perché è fondata sulla Parola di Dio.
    Una speranza che non delude, semplicemente perché il Signore non delude mai!
    Lui è fedele! Lui non delude!
    Pensiamo e sentiamo questa bellezza.
    Il modello di questo atteggiamento spirituale,
    di questo modo di essere e di camminare nella vita, è la Vergine Maria.
    Una semplice ragazza di paese, che porta nel cuore tutta la speranza di Dio!
    Nel suo grembo, la speranza di Dio ha preso carne, si è fatta uomo, si è fatta storia: Gesù Cristo.
    Il suo Magnificat è il cantico del Popolo di Dio in cammino,
    e di tutti gli uomini e le donne che sperano in Dio,
    nella potenza della sua misericordia.
    Lasciamoci guidare da Lei, che è Madre, è mamma e sa come guidarci.
    Lasciamoci guidare da Lei in questo tempo di attesa e di vigilanza operosa.”
    Da un Angelus di Papa Francesco

  26. NON STANCHIAMOCI DI FARE IL BENE
    «VANTAGGI DELLA PAZIENZA»
    DI SAN CIPRIANO

    «CHI PERSEVERERÀ SINO ALLA FINE SARÀ SALVO» (Mt 10, 22): questo è comando salutare del nostro Signore e Maestro. E ancora: «Se rimarrete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli, conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8, 31-32).
    BISOGNA PERCIÒ AVERE PAZIENZA E PERSEVERARE, fratelli carissimi, perché, ammessi alla speranza della verità e della libertà, possiamo davvero arrivare alla verità e alla libertà. Il fatto stesso di essere cristiani è questione di fede e di speranza; MA PERCHÉ LA SPERANZA E LA FEDE POSSANO ARRIVARE A PORTARE FRUTTO, È NECESSARIA LA PAZIENZA.
    Noi non miriamo infatti alla gloria presente, ma alla futura, secondo quanto ammonisce l’apostolo Paolo, quando dice: «Nella speranza noi siamo stati salvati. Ora ciò che si spera, se visto, non è più speranza: infatti ciò che uno già vede, come potrebbe ancora sperarlo? MA SE SPERIAMO QUELLO CHE NON VEDIAMO, LO ATTENDIAMO CON PERSEVERANZA» (Rm 8, 24-25). L’attesa e la pazienza sono necessarie perché portiamo a compimento quello che abbiamo cominciato a essere e raggiungiamo quello che speriamo.
    In un altro passo lo stesso Apostolo, insegna loro a essere pazienti dicendo: «PERTANTO, POICHÉ NE ABBIAMO L’OCCASIONE, OPERIAMO IL BENE VERSO TUTTI, SOPRATTUTTO VERSO I FRATELLI NELLA FEDE. E NON STANCHIAMOCI DI FARE IL BENE, E A SUO TEMPO MIETEREMO» (Gal 6, 9-10).
    Egli ammonisce tutti a non venir meno nell’operare per mancanza di pazienza; nessuno, distolto e vinto dalle tentazioni, desista nel bel mezzo del cammino della lode e della gloria, e rovini così le azioni precedentemente compiute, perché non porta a compimento quelle incominciate.
    Infine l’Apostolo, parlando della carità, le unisce anche la sopportazione e la pazienza. «LA CARITÀ, DICE, È PAZIENTE; È BENIGNA LA CARITÀ; NON È INVIDIOSA LA CARITÀ, NON SI VANTA, NON SI GONFIA, … NON SI ADIRA NON TIENE CONTO DEL MALE RICEVUTO. TUTTO COPRE, TUTTO CREDE, TUTTO SPERA, TUTTO SOPPORTA» (1 Cor 13, 4-5). Egli ci fa vedere così che essa può perseverare tenacemente per il fatto che sa sopportare tutto.
    E altrove: «Sopportandovi a vicenda con amore cercando di conservare l’unità dello Spirito con il vincolo della pace» (Ef 4, 2). Con ciò ha voluto dimostrare che non si può conservare né l’unità né la pace SE I FRATELLI NON SI SOSTENGONO VICENDEVOLMENTE CON LA MUTUA SOPPORTAZIONE E NON SERBANO IL VINCOLO DELLA CONCORDIA CON L’AIUTO DELLA PAZIENZA.

  27. NELLA FESTA DI S. AMBROGIO VESCOVO … ECCO UNA BELLA PAGINA SU COME ANNUNCIARE LA PAROLA DI DIO ALLA GENTE ASSETATA…

    LA GRAZIA DELLE TUE PAROLE CONQUISTA IL POPOLO
    HAI RICEVUTO IL SACERDOZIO E, STANDO A POPPA DELLA CHIESA, TU GUIDI LA NAVE SUI FLUTTI. Tieni saldo il timone della fede in modo che le violente tempeste di questo mondo non possano turbare il suo corso. Il mare è davvero grande, sconfinato; ma non aver paura, perché “È lui che l’ha fondata sui mari, e sui fiumi l’ha stabilita” (Sal 23,2).
    PERCIÒ NON SENZA MOTIVO, FRA LE TANTE CORRENTI DEL MONDO, LA CHIESA RESTA IMMOBILE, COSTRUITA SULLA PIETRA APOSTOLICA, E RIMANE SUL SUO FONDAMENTO INCROLLABILE CONTRO L’INFURIARE DEL MARE IN TEMPESTA. È battuta dalle onde ma non è scossa e, sebbene di frequente gli elementi di questo mondo infrangendosi echeggino con grande fragore, ESSA HA TUTTAVIA UN PORTO SICURISSIMO DI SALVEZZA DOVE ACCOGLIERE CHI È AFFATICATO.
    Vi è poi un fiume che si riversa sui suoi santi come un torrente. Chiunque abbia ricevuto dalla pienezza di questo fiume, come l’evangelista Giovanni, come Pietro e Paolo, alza la sua voce; e come gli apostoli hanno diffuso la voce della predicazione evangelica con festoso annunzio fino ai confini della terra, così anche questo fiume incomincia ad annunziare il Signore. Ricevilo dunque da Cristo, perché anche la tua voce si faccia sentire.
    Raccogli l’acqua di Cristo, quell’acqua che loda il Signore. Raccogli da più luoghi l’acqua che lasciano cadere le nubi dei profeti. Chi raccoglie acqua dalle montagne e la convoglia verso di sé, o attinge alle sorgenti, lui pure, come le nubi, la riversa su altri. RIEMPINE DUNQUE IL FONDO DELLA TUA ANIMA, PERCHÉ IL TUO TERRENO SIA INNAFFIATO E IRRIGATO DA PROPRIE SORGENTI. SI RIEMPIE CHI LEGGE MOLTO E PENETRA IL SENSO DI CIÒ CHE LEGGE; E CHI SI È RIEMPITO PUÒ IRRIGARE ALTRI. La Scrittura dice: “Se le nubi sono piene di acqua, la rovesciano sopra la terra” (Qo 11,3).
    I tuoi sermoni siano fluenti, puri, cristallini, sì che il tuo insegnamento morale suoni dolce alle orecchie della gente e la grazia delle tue parole conquisti gli ascoltatori perché ti seguano docilmente dove tu li conduci. IL TUO DIRE SIA PIENO DI SAPIENZA. ANCHE SALOMONE AFFERMA: LE LABBRA DEL SAPIENTE SONO LE ARMI DELLA SAPIENZA, E ALTROVE: LE TUE LABBRA SIANO BEN ADERENTI ALL’IDEA: VALE A DIRE, L’ESPOSIZIONE DEI TUOI DISCORSI SIA LUCIDA, SPLENDA CHIARO IL SENSO SENZA BISOGNO DI SPIEGAZIONI AGGIUNTE; IL TUO DISCORSO SI SAPPIA SOSTENERE E DIFENDERE DA SE STESSO E NON ESCA DA TE PAROLA VANA O PRIVA DI SENSO.

  28. GRAZIE GESU’ per la ” SETE DI TE ” che metti in noi
    Per la SETE CHE TU, ACQUA  VIVA ( e NON salata…), APPAGHI 
    ….e sei ” RIPOSO e CONSOLAZIONE ” 
    …e sei forza e luce anche nelle nostre notti 
    Grazie, Gesù
    E che questo verbo  ” CUSTODIRE ”  sia reciproco : che noi custodiamo TE , la PAROLA , il TUO spazio in noi , il TUO  viso nel nostro …la TUA CROCE nelle nostre piccole croci…
    ….e TU CUSTODISCI noi …nei nostri cammini…donaci la forza del PERSEVERARE ….
    Grazie Gesù.

  29. GESÙ È NOSTRO RIPOSO E NOSTRA CONSOLAZIONE.
    SAN BERNARDO, ABATE

    CONOSCIAMO UNA TRIPLICE VENUTA DEL SIGNORE. Una venuta occulta si colloca infatti tra le altre due che sono manifeste. NELLA PRIMA IL VERBO FU VISTO SULLA TERRA E SI INTRATTENNE CON GLI UOMINI, quando, come egli stesso afferma, lo videro e lo odiarono. Nell’ultima venuta «ogni uomo vedrà la salvezza di Dio» (Lc 3, 6) e vedranno colui che trafissero (cfr. Gv 19, 37). Occulta è invece la venuta intermedia, IN CUI SOLO GLI ELETTI LO VEDONO ENTRO SE STESSI, E LE LORO ANIME NE SONO SALVATE.
    Nella prima venuta dunque egli venne nella debolezza della carne, in questa intermedia viene nella potenza dello Spirito, nell’ultima verrà nella maestà della gloria.
    QUINDI QUESTA VENUTA INTERMEDIA È, PER COSÌ DIRE, UNA VIA CHE UNISCE LA PRIMA ALL’ULTIMA: NELLA PRIMA CRISTO FU NOSTRA REDENZIONE, NELL’ULTIMA SI MANIFESTERÀ COME NOSTRA VITA, IN QUESTA È NOSTRO RIPOSO E NOSTRA CONSOLAZIONE.
    Ma perché ad alcuno non sembrino per caso cose inventate quelle che stiamo dicendo di questa venuta intermedia, ascoltate lui: SE UNO MI AMA, – DICE – CONSERVERÀ LA MIA PAROLA: E IL PADRE MIO LO AMERÀ E NOI VERREMO A LUI (cfr. Gv 14, 23). Ma che cosa significa: Se uno mi ama, conserverà la mia parola? Ho letto infatti altrove: Chi teme Dio, opererà il bene (cfr. Sir 15, 1), ma di chi ama è detto qualcosa di più: CHE CONSERVERÀ LA PAROLA DI DIO. DOVE SI DEVE CONSERVARE? SENZA DUBBIO NEL CUORE, COME DICE IL PROFETA: «CONSERVO NEL CUORE LE TUE PAROLE PER NON OFFENDERTI CON IL PECCATO» (SAL 118, 11).
    POICHÉ SONO BEATI COLORO CHE CUSTODISCONO LA PAROLA DI DIO, TU CUSTODISCILA IN MODO CHE SCENDA NEL PROFONDO DELLA TUA ANIMA E SI TRASFONDA NEI TUOI AFFETTI E NEI TUOI COSTUMI. NUTRITI DI QUESTO BENE E NE TRARRÀ DELIZIA E FORZA LA TUA ANIMA. NON DIMENTICARE DI CIBARTI DEL TUO PANE, PERCHÉ IL TUO CUORE NON DIVENTI ARIDO E LA TUA ANIMA SIA BEN NUTRITA DEL CIBO SOSTANZIOSO.
    Se conserverai così la parola di Dio, non c’è dubbio che tu pure sarai conservato da essa. Verrà a te il Figlio con il Padre, verrà il grande Profeta che rinnoverà Gerusalemme e farà nuove tutte le cose. QUESTA SUA VENUTA INTERMEDIA FARÀ IN MODO CHE «COME ABBIAMO PORTATO L’IMMAGINE DELL’UOMO DI TERRA, COSÌ PORTEREMO L’IMMAGINE DELL’UOMO CELESTE» (1 COR 15, 49). COME IL VECCHIO ADAMO SI DIFFUSE PER TUTTO L’UOMO OCCUPANDOLO INTERAMENTE, COSÌ ORA LO OCCUPI INTERAMENTE CRISTO, CHE TUTTO L’HA CREATO, TUTTO L’HA REDENTO E TUTTO LO GLORIFICHERÀ.

  30. IL TEMPO (autore anonimo)

    “Per capire il valore di un anno:
    Chiedi a uno studente che è stato bocciato all’esame finale.

    Per capire il valore di un mese:
    Chiedi a una madre che ha messo al mondo un bambino prematuro.

    Per capire il valore di una settimana:
    Chiedi all’editore di un settimanale.

    Per capire il valore di un’ora:
    Chiedi agli innamorati che stanno aspettando di incontrarsi.

    Per capire il valore di un minuto:
    Chiedi a una persona che ha perso il treno, l’autobus o l’aereo.

    Per capire il valore di un secondo:
    Chiedi a una persona che è sopravvissuta a un incidente.

    IL TEMPO NON ASPETTA NESSUNO. FAI TESORO DI OGNI MOMENTO CHE HAI.”

  31. L’Avvento in terra, l’Avvento in cielo
    (Tonino Bello)
    MI VIENE DA PENSARE CHE ANCHE IN CIELO OGGI COMINCIA L’AVVENTO, IL PERIODO DELL’ATTESA. QUI SULLA TERRA È L’UOMO CHE ATTENDE IL RITORNO DEL SIGNORE; LASSÙ NEL CIELO È IL SIGNORE CHE ATTENDE IL RITORNO DELL’UOMO, RITORNO CHE SI POTRÀ REALIZZARE CON LA PREGHIERA, CON UNA VITA DI POVERTÀ, DI GIUSTIZIA, DI LIMPIDEZZA, DI PUREZZA, DI AMORE, CON LA TESTIMONIANZA EVANGELICA E CON UNA FORTE PASSIONE DI SOLIDARIETÀ.

  32. IL DONO DELL’AVVENTO
    Dai «Discorsi» di san Bernardo

    FRATELLI, CELEBRATE COME SI CONVIENE, CON GRANDE FERVORE DI SPIRITO, L’AVVENTO DEL SIGNORE, CON VIVA GIOIA PER IL DONO CHE VI VIENE FATTO E CON PROFONDA RICONOSCENZA PER L’AMORE CHE VI VIENE DIMOSTRATO.
    Non meditate però solo sulla prima venuta del Signore, quando egli entrò nel mondo per cercare e salvare ciò che era perduto, ma anche sulla seconda, QUANDO RITORNERÀ PER UNIRCI A SÉ PER SEMPRE.
    FATE OGGETTO DI CONTEMPLAZIONE LA DOPPIA VISITA DEL CRISTO, RIFLETTENDO SU QUANTO CI HA DONATO NELLA PRIMA E SU QUANTO CI HA PROMESSO PER LA SECONDA.
    «Il Salvatore trasfigurerà» con la sua venuta «il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso» solo se già prima troverà rinnovato e conformato nell’umiltà al suo il nostro cuore. Per questo dice: «IMPARATE DA ME CHE SONO MITE ED UMILE DI CUORE» (MT 11, 29). CONSIDERA IN QUESTE PAROLE LA DOPPIA SPECIE DI UMILTÀ, QUELLA DI CONOSCENZA E QUELLA DI VOLONTÀ. QUEST’ULTIMA QUI VIENE CHIAMATA UMILTÀ DI CUORE. CON LA PRIMA CONOSCIAMO IL NOSTRO NIENTE, COME DEDUCIAMO DALL’ESPERIENZA DI NOI STESSI E DELLA NOSTRA DEBOLEZZA. CON LA SECONDA RIFIUTIAMO LA GLORIA FATUA DEL MONDO. NOI IMPARIAMO L’UMILTÀ DEL CUORE DA COLUI CHE «SPOGLIÒ SE STESSO, ASSUMENDO LA CONDIZIONE DI SERVO» (FIL 2, 7), DA COLUI CHE, QUANDO FU RICHIESTO PER ESSERE FATTO RE, FUGGÌ; INVECE QUANDO FU RICERCATO PER ESSERE COPERTO DI OLTRAGGI E CONDANNATO ALL’IGNOMINIA E AL SUPPLIZIO DELLA CROCE, SI OFFRÌ DI PROPRIA SPONTANEA VOLONTÀ.

  33. BRUNO FERRERO

    “C’era una volta un’anziana signora che passava in pia preghiera molte ore della giornata. Un giorno sentì la voce di Dio che le diceva: “Oggi verrò a farti visita”. Figuratevi la gioia e l’orgoglio della vecchietta. Cominciò a pulire e lucidare, impastare e infornare dolci. Poi indossò il vestito più bello e si mise ad aspettare l’arrivo di Dio.
    Dopo un po’, qualcuno bussò alla porta. La vecchietta corse ad aprire. Ma era solo la sua vicina di casa che le chiedeva in prestito un pizzico di sale. La vecchietta la spinse via: “Per amore di Dio, vattene subito, non ho proprio tempo per queste stupidaggini! Sto aspettando Dio, nella mia casa! Vai via!”. E sbatté la porta in faccia alla mortificata vicina.
    Qualche tempo dopo, bussarono di nuovo. La vecchietta si guardò allo specchio, si rassettò e corse ad aprire. Ma chi c’era? Un ragazzo infagottato in una giacca troppo larga che vendeva bottoni e saponette da quattro soldi. La vecchietta sbottò: “Io sto aspettando il buon Dio. Non ho proprio tempo. Torna un’altra volta!”. E chiuse la porta sul naso del povero ragazzo.
    Poco dopo bussarono nuovamente alla porta. La vecchietta aprì e si trovò davanti un vecchio cencioso e male in arnese. “Un pezzo di pane, gentile signora, anche raffermo… E se potesse lasciarmi riposare un momento qui sugli scalini della sua casa”, implorò il povero.
    “Ah, no! Lasciatemi in pace! Io sto aspettando Dio! E stia lontano dai miei scalini!” disse la vecchietta stizzita. Il povero se ne partì zoppicando e la vecchietta si dispose di nuovo ad aspettare Dio.
    La giornata passò, ora dopo ora. Venne la sera e Dio non si era fatto vedere. La vecchietta era profondamente delusa. Alla fine si decise ad andare a letto. Stranamente si addormentò subito e cominciò a sognare. Le apparve in sogno il buon Dio che le disse: “Oggi, per tre volte sono venuto a visitarti, e per tre volte non mi hai ricevuto”.

  34. ANCHE questo Natale 2017 ” passerà nel mondo una sola volta ” , ed è ADESSO , allora , che dobbiamo viverne l’attesa , accoglierne il messaggio , essere aperti alla speranza e ad uno sguardo ” oltre ” . 

    Attesa.. Messaggio.. Speranza.. Sguardo e Pace profondi.. anche quando Tanto ci sembra avere il sapore del contradditorio  , e nella scalata restano forti tanto il Cielo del Suo  Amore Per Noi , quanto il Pericolo dello scivolare nello Scoraggiamento …
    SI’, anche questo Natale 2017  ” passerà nel mondo una sola volta ” , così come noi , e allora Buon cammino di  avvento a tutti ,  meditando sulla SUA PRIMA  VENUTA  , restando in attesa della SUA SECONDA VENUTA ..

    buon avvento , in una reciproca preghiera

  35. LE DUE VENUTE DI CRISTO
    Dalle «Catechesi» di san Cirillo di Gerusalemme

    Noi annunziamo che Cristo verrà. Infatti non è unica la sua venuta, ma ve n’è una seconda, la quale sarà molto più gloriosa della precedente. LA PRIMA, INFATTI, EBBE IL SIGILLO DELLA SOFFERENZA, L’ALTRA PORTERÀ UNA CORONA DI DIVINA REGALITÀ. Si può affermare che quasi sempre nel nostro Signore Gesù Cristo ogni evento è duplice. Duplice è la generazione, una da Dio Padre, prima del tempo, e l’altra, la nascita umana, da una vergine nella pienezza dei tempi.
    DUE SONO ANCHE LE SUE DISCESE NELLA STORIA. Una prima volta è venuto in modo oscuro e silenzioso, come la pioggia sul vello. Una seconda volta verrà nel futuro in splendore e chiarezza davanti agli occhi di tutti.
    NELLA SUA PRIMA VENUTA FU AVVOLTO IN FASCE E POSTO IN UNA STALLA, NELLA SECONDA SI VESTIRÀ DI LUCE COME DI UN MANTO. Nella prima accettò la croce senza rifiutare il disonore, nell’altra avanzerà scortato dalle schiere degli angeli e sarà pieno di gloria.
    PERCIÒ NON LIMITIAMOCI A MEDITARE SOLO LA PRIMA VENUTA, MA VIVIAMO IN ATTESA DELLA SECONDA.
    Il Salvatore verrà non per essere di nuovo giudicato, ma per farsi giudice di coloro che lo condannarono.
    ALLORA IN UN DISEGNO DI AMORE MISERICORDIOSO VENNE PER ISTRUIRE GLI UOMINI CON DOLCE FERMEZZA, MA ALLA FINE TUTTI, LO VOGLIANO O NO, DOVRANNO SOTTOMETTERSI PER FORZA AL SUO DOMINIO REGALE.
    Il profeta Malachia preannunzia le due venute del Signore: «E subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate» (Ml 3, 1). Ecco la prima venuta. E poi riguardo alla seconda egli dice: «Ecco l’angelo dell’alleanza, che voi sospirate, ecco viene … Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai. Siederà per fondere e purificare» (Ml 3, 1-3).
    ANCHE PAOLO PARLA DI QUESTE DUE VENUTE SCRIVENDO A TITO IN QUESTI TERMINI: «È APPARSA LA GRAZIA DI DIO, APPORTATRICE DI SALVEZZA PER TUTTI GLI UOMINI, CHE CI INSEGNA A RINNEGARE L’EMPIETÀ E I DESIDERI MONDANI E A VIVERE CON SOBRIETÀ, GIUSTIZIA E PIETÀ IN QUESTO MONDO, NELL’ATTESA DELLA BEATA SPERANZA E DELLA MANIFESTAZIONE DELLA GLORIA DEL NOSTRO GRANDE DIO E SALVATORE GESÙ CRISTO» (Tt 2, 11-13). Vedi come ha parlato della prima venuta ringraziandone Dio? Della seconda invece fa capire che è quella che aspettiamo.
    QUESTA È DUNQUE LA FEDE CHE NOI PROCLAMIAMO: CREDERE IN CRISTO CHE È SALITO AL CIELO E SIEDE ALLA DESTRA DEL PADRE. EGLI VERRÀ NELLA GLORIA A GIUDICARE I VIVI E I MORTI. E IL SUO REGNO NON AVRÀ FINE.
    VERRÀ DUNQUE, VERRÀ IL SIGNORE NOSTRO GESÙ CRISTO DAI CIELI; VERRÀ NELLA GLORIA ALLA FINE DEL MONDO CREATO, NELL’ULTIMO GIORNO. VI SARÀ ALLORA LA FINE DI QUESTO MONDO, E LA NASCITA DI UN MONDO NUOVO.

  36. (CALVINO)

    “In un epoca in cui tutti si fanno in quattro per proclamare opinioni o giudizi,
    il signor P. ha preso l’abitudine di “mordersi” la lingua tre volte PRIMA DI FARE QUALSIASI AFFERMAZIONE.
    Se al terzo morso di lingua è ancora convinto della cosa che stava per dire, la dice; se no sta zitto.
    Di fatto, passa SETTIMANE E MESI INTERI IN SILENZIO”.

  37. CANTA, MA CAMMINA… Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo
    +++
    Cantiamo qui l’alleluia, mentre siamo ancora privi di sicurezza, per poterlo cantare un giorno lassù, ormai sicuri. Anche quaggiù tra i pericoli e le tentazioni, si canti l’alleluia. «Dio infatti è fedele; e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze» (1Cor 10,13). Perciò anche quaggiù cantiamo l’alleluia. L’uomo è ancora colpevole, ma Dio è fedele.
    Ma quando questo corpo sarà diventato immortale e incorruttibile, allora cesserà anche ogni tentazione…Ora infatti il nostro corpo è nella condizione terrestre, mentre allora sarà in quella celeste.
    O FELICE QUELL’ALLELUIA CANTATO LASSÙ!
    Alleluia di sicurezza e di pace! Là nessuno ci sarà nemico, là non perderemo mai nessun amico. Ivi risuoneranno le lodi di Dio. Certo risuonano anche ora qui. Qui però nell’ansia, lassù nella tranquillità. Qui cantiamo da morituri, lassù da immortali. Qui nella speranza, lassù nella realtà. Qui da esuli e pellegrini, lassù nella patria. Cantiamo pure ora, per sollevarci dalla fatica. Cantiamo da viandanti. CANTA, MA CAMMINA.
    Canta per alleviare le asprezze della marcia, ma cantando non indulgere alla pigrizia.
    CANTA E CAMMINA. Che significa camminare? Andare avanti nel bene,
    progredire nella santità. Se progredisci è segno che cammini,
    ma devi camminare nel bene, devi avanzare nella retta fede,
    devi progredire nella santità.
    CANTA E CAMMINA.

  38. UNA POESIA D’AMORE
    (Bruno Ferrero, 40 storie nel deserto) “Le cose che non hai fatto”.
    Ricordi il giorno che presi a prestito la tua macchina nuova e l’ammaccai? Credevo che mi avresti uccisa, ma tu non l’hai fatto. E ricordi quella volta che ti trascinai alla spiaggia, e tu dicevi che sarebbe piovuto, e piovve? Credevo che avresti esclamato: “Te l’avevo detto!”. Ma tu non l’hai fatto. Ricordi quella volta che civettavo con tutti per farti ingelosire, e ti eri ingelosito? Credevo che mi avresti lasciata, ma tu non l’hai fatto. Ricordi quella volta che rovesciai la torta di fragole sul tappetino della tua macchina? Credevo che mi avresti picchiata, ma tu non l’hai fatto. E ricordi quella volta che dimenticai di dirti che la festa era in abito da sera e ti presentasti in jeans? Credevo che mi avresti mollata, ma tu non l’hai fatto. Sì, ci sono tante cose che non hai fatto. Ma avevi pazienza con me, e mi amavi, e mi proteggevi.
    C’erano tante cose che volevo farmi perdonare quando tu saresti tornato dal Vietnam. Ma tu non l’hai fatto.
    MA TU NON SEI TORNATO.
    UNA REGOLA D’ORO: passeremo nel mondo una sola volta. Tutto il bene che possiamo fare o la gentilezza che possiamo manifestare a qualunque essere umano, facciamoli subito. NON RIMANDIAMOLO A PIÙ TARDI, POICHÉ NON PASSEREMO NEL MONDO … DUE VOLTE.

  39. CACCIATA LA PAURA DELLA MORTE, PENSIAMO ALL’IMMORTALITÀ
    San Cipriano, vescovo e martire

    Non dobbiamo fare la nostra volontà, ma quella di Dio. È una grazia che il Signore ci ha insegnato a chiedere ogni giorno nella preghiera. Ma è una contraddizione pregare che si faccia la volontà di Dio, e poi, QUANDO EGLI CI CHIAMA E CI INVITA AD USCIRE DA QUESTO MONDO, MOSTRARSI RILUTTANTI AD OBBEDIRE AL COMANDO DELLA SUA VOLONTÀ! CI IMPUNTIAMO E CI TIRIAMO INDIETRO COME SERVITORI CAPARBI. SIAMO PRESI DA PAURA E DOLORE AL PENSIERO DI DOVER COMPARIRE DAVANTI AL VOLTO DI DIO. E ALLA FINE USCIAMO DA QUESTA VITA NON DI BUON GRADO, MA PERCHÉ COSTRETTI E PER FORZA. PRETENDIAMO POI ONORI E PREMI DA DIO DOPO CHE LO INCONTRIAMO TANTO DI MALAVOGLIA!
    Ma allora, domando io, perché preghiamo e chiediamo che venga il regno dei cieli, SE CONTINUA A PIACERCI LA PRIGIONIA DELLA TERRA? Perché con frequenti suppliche domandiamo ed imploriamo insistentemente che si affretti a venire il tempo del regno, se poi coviamo nell’animo MAGGIORI DESIDERI E BRAME DI SERVIRE QUAGGIÙ IL DIAVOLO ANZICHÉ DI REGNARE CON CRISTO?
    Dal momento che il mondo odia il cristiano, PERCHÉ AMI CHI TI ODIA E NON SEGUI PIUTTOSTO CRISTO, CHE TI HA REDENTO E TI AMA? GIOVANNI IN UNA SUA LETTERA GRIDA PER ESORTARCI A NON AMARE IL MONDO, ANDANDO DIETRO AI DESIDERI DELLA CARNE. «NON AMATE NÉ IL MONDO», CI DICE, «NÉ LE COSE DEL MONDO! SE UNO AMA IL MONDO, L’AMORE DEL PADRE NON È IN LUI; PERCHÉ TUTTO QUELLO CHE È NEL MONDO, LA CONCUPISCENZA DELLA CARNE, LA CONCUPISCENZA DEGLI OCCHI E LA SUPERBIA DELLA VITA, NON VIENE DAL PADRE, MA DAL MONDO.
    E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno!» (1 Gv 2, 15-17). Piuttosto, fratelli carissimi, con mente serena, fede incrollabile e animo grande, siamo pronti a fare la volontà di Dio. CACCIAMO LA PAURA DELLA MORTE, PENSIAMO ALL’IMMORTALITÀ CHE ESSA INAUGURA. MOSTRIAMO CON I FATTI CIÒ CHE CREDIAMO DI ESSERE.
    Dobbiamo considerare e pensare spesso che noi abbiamo rinunziato al mondo e nel frattempo dimoriamo quaggiù solo come ospiti e pellegrini. Accettiamo con gioia il giorno che assegna ciascuno di noi alla nostra vera dimora, il giorno che, dopo averci liberati da questi lacci del secolo, ci restituisce liberi al paradiso e al regno eterno. CHI, TROVANDOSI LONTANO DALLA PATRIA, NON SI AFFRETTEREBBE A RITORNARVI? LA NOSTRA PATRIA NON È CHE IL PARADISO. LÀ CI ATTENDE UN GRAN NUMERO DI NOSTRI CARI, CI DESIDERANO I NOSTRI GENITORI, I FRATELLI, I FIGLI IN FESTOSA E GIOCONDA COMPAGNIA, SICURI ORMAI DELLA PROPRIA FELICITÀ, MA ANCORA TREPIDANTI PER LA NOSTRA SALVEZZA. VEDERLI, ABBRACCIARLI TUTTI: CHE GIOIA COMUNE PER LORO E PER NOI! CHE DELIZIA IN QUEL REGNO CELESTE NON TEMERE MAI PIÙ LA MORTE; E CHE FELICITÀ VIVERE IN ETERNO!
    Ivi è il glorioso coro degli APOSTOLI, la schiera esultante dei PROFETI; ivi l’esercito innumerevole dei MARTIRI, coronati di gloria per avere vinto nelle lotte e resistito nei tormenti; LE VERGINI TRIONFANTI, che vinsero la concupiscenza della carne e del corpo con la virtù della continenza; ivi sono ricompensati i MISERICORDIOSI, che esercitarono la beneficenza, nutrendo e aiutando in varie maniere i poveri, e così osservarono i precetti del Signore e, con le ricchezze terrene, si procurarono i tesori celesti. AFFRETTIAMOCI CON TUTTO L’ENTUSIASMO A RAGGIUNGERE LA COMPAGNIA DI QUESTI BEATI. DIO VEDA QUESTO NOSTRO PENSIERO; QUESTO PROPOSITO DELLA NOSTRA MENTE, DELLA NOSTRA FEDE, LO SCORGA CRISTO, IL QUALE ASSEGNERÀ, NEL SUO AMORE, PREMI MAGGIORI A COLORO CHE AVRANNO AVUTO DI LUI UN DESIDERIO PIÙ ARDENTE.

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