• “VENNE AD ABITARE  IN  MEZZO  A  NOI”
  • PROPOSTE FORMATIVE DI VILLA S. BIAGIO – DICEMBRE 2017  

Cari Amici, Dicembre è il mese delle grandi festività natalizie: il mese adatto per tornare a scuola di Amore da Gesù, Maria e Giuseppe! E ascoltare la tacita richiesta soprattutto dei nostri ragazzi: amore io voglio ! Un clima familiare più sereno e rapporti più cordiali. E non solo il giorno di Natale! Non sarebbe il regalo più utile e gradito ?! Condivido qualche pensiero che possa aiutarci a passare bene questi giorni… con gli auguri più cari a ciascuno di voi e alle vostre famiglie. Dv .

 NOVENA  DI  NATALE  

“IL VERBO SI FECE  UOMO

E MISE LA SUA TENDA IN MEZZO A NOI”

 Venite adoriamo, Gesù che viene a noi!

 16 DICEMBRE – PRIMO GIORNO

  •  UN DECRETO DI CESARE AUGUSTO: In ascolto del Vangelo di Luca 2,1ss In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si  facesse il censimento di tutta la terra.  Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di  Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata  Betlemme,  per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era  incinta.  Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei  i giorni del parto.  Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse  in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per  loro nell’albergo.
  • Da “Gesù di Nazaret”: Sullo sfondo la storia universale – il racconto dell’infanzia di Gesù comincia con le parole:  ”In quei giorni un decreto di Cesare Augusto” (2,1)  Sullo sfondo appare la grande storia universale, rappresentata dall’impero romano. 
  • In contemplazione con Don Orione:  Anch’io sento un grande desiderio di amare il Signore, e di consumare la mia vita davanti a Lui. Io vi dichiaro che non so nulla, e non vado cercando null’altro che Lui! Lui! Lui! 
  •  Preghiamo insieme

PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…

 Cantiamo: 

Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo.
O Bambino mio divino, io ti vedo qui a tremar.
O Dio beato! Ah! Quanto ti costò l’avermi amato.
***

VEDI ALLEGATO: 22 PANINODISANBIAGIO DICEMBRE 2017 DEF

  • SANTA MESSA DELLA DOMENICA: 10.30  -Giorni feriali: 18.30      Dopo la Messa, breve Catechesi: IMPARIAMO A PREGARE CON I SALMI.
  • DOMENICA 17  DICEMBRE  (H. 9)  “COME FA UN PADRE CON I FIGLI”: EDUCARCI PER EDUCARE  – RITIRO SPIRITUALE PER TUTTI
  • LUNEDI 18 DICEMBRE H. 19:   Ritiro per Laici Orionini    
  • MART. – MERC. 19–20 H. 21  AL  “DON ORIONE”    PREPARIAMOCI AL NATALE CON OSEA E S.PAOLO (Let. Filemone)

 VEDI TUTTO IN ALLEGATI…. 22A PROPOSTE FORMATIVE DICEMBRE 2017

DOMENICA 24 DICEMBRE – H.24 

SOLENNE MESSA DI MEZZANOTTE 

Canti e musiche di Natale :  Andrea Bocelli  Astro del ciel, Pargol  divin, mite Agnello Redentor!  Tu che i Vati da lungi sognar, tu che angeliche voci nunziar, luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!  Silent night, Holy night. Son of God,  love’s pure light. Radiant beams from thy holy face. With the dawn of redeeming grace, Jesus, Lord at thY birth.  Jesus, Lord at thy birth.

  • NATALE CON I TUOI…  CAPODANNO A  S. BIAGIO… SE VUOI.
  • Per un capodanno veramente alternativo… Con Ospiti d’onore famosi: Osea, profeta dell’amore. Giovanni, l’evangelista dell’amore. S. Paolo… S. Luigi Orione. Papa Francesco e…Tu con i tuoi cari… per un Anno veramente NUOVO 2.0
  •  27 – 31 DICEMBRE: RITIRO SPIRITUALE DI FINE ANNO     Noi amiamo perché Egli ci ha amato per Primo”  (1Giovanni)
  •  31 DICEMBRE  FESTA S. FAMIGLIA       
  • 9-12: LABORATORIO FIDANZATI E SPOSI CON TOBIA E PAPA FRANCESCO
  • 19.30: S. MESSA E “TE DEUM” DI RINGRAZIAMENTO
  • 21-24: CENA DI FRATERNITÀ…AUGURI ANNO NUOVO 2018 
  • Prenotarsi entro il 26 Dicembre

LEGGI TUTTO IN FILE ALLEGATI:  22D MESSA DI MEZZANOTTE E CAPODANNO ALTERNATIVO 2.0

 Info e prenotazioni: 0721.823175 – 3338890862  

donalesiani@gmail.com  –  www.sanbiagiofano.it

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8 DICEMBRE – FESTA DELL’IMMACOLATA

TUTTA  BELLA  SEI  MARIA.  Per la nostra riflessione e preghiera:

PIENA DI GRAZIA:  E’ IL SUO NOME NUOVO: “Il messaggero saluta Maria come “Piena di grazia”: la chiama così come se fosse questo il suo vero nome; non la chiama col nome che le è proprio: Myriam(= Maria), ma con questo nome nuovo: “piena di grazia”            

LA RISPOSTA DI MARIA:  NELLA PENOMBRA DELLA FEDE: “Maria che si è trovata al centro di quelle “inaccessibili vie” di Dio, vi si conforma nella penombra della fede, accettando pienamente e con cuore aperto tutto ciò che è disposto nel disegno divino”

CON UNA PARTICOLARE FATICA DEL CUORE: “Non è difficile notare in questo inizio una particolare fatica del cuore, unita a una sorte di “notte della fede”- quasi un “velo” attraverso il quale bisogna accostarsi all’Invisibile e vivere nell’intimità col mistero”

INTERCEDE PER NOI PELLEGRINANTI:  “Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora pellegrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata”

SPERIAMO IN UNA SUA “BUONA PAROLA” : Ella ha anche quel ruolo, proprio della madre, di mediatrice di clemenza nella venuta definitiva, quando tutti coloro che sono di Cristo saranno vivificati e “l’ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte”(1Cor.15,26)

FESTA DELLA MAMMA DI GESÙUnico caso nella storia:  Il Figlio ha potuto scegliere e “prepararsi” la madre…

FESTA DEI VALORI: non si è scelta una mamma ricca, potente, rinomata… ma una madre “PIENA DI GRAZIA”.  Ciò che vale davanti agli uomini non si identifica con ciò che vale davanti a Dio: la tua grazia vale più della vita (sl. 63)

BELLEZZA  INTEGRALE DI  MARIACORPO – ANIMA- SPIRITO                                            S. Giovanni Paolo II: la donna, guardando a Maria, trova in lei il segreto per vivere degnamente la sua femminilità.    Alla luce di Maria, la Chiesa legge sul volto della donna  i riflessi di una bellezza che è specchio dei più alti sentimenti:  la totalità oblativa dell’amore; la forza che sa resistere ai più grandi dolori; l’operosità infaticabile; la capacità di coniugare  l’intuizione penetrante con la parola di sostegno… Maria, donaci un pò della tua bellezza… integrale!

LA MADRE (UNGARETTI)

E il cuore quando d’un ultimo battito
Avrà fatto cadere il muro d’ombra,
Per condurmi, Madre, sino al Signore,
Come una volta mi darai la mano.
In ginocchio, decisa,
Sarai una statua di fronte all’Eterno,
Come già ti vedeva
Quando eri ancora in vita.
Alzerai tremante le vecchie braccia,
Come quando spirasti
Dicendo: Mio Dio, eccomi.
E solo quando m’avrà perdonato,
Ti verrà desiderio di guardarmi.
Ricorderai d’avermi atteso tanto,
E avrai negli occhi un rapido sospiro.

N’ A V E   M A R I A  (Trilussa) 

Quand’ero ragazzino, mamma mia
me diceva: “Ricordati fijolo,
quando te senti veramente solo
tu prova a recità ‘n’ Ave Maria
l’anima tua da sola spicca er volo
e se solleva, come pe’ maggia”.
Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato;
da un pezzo s’è addormita la vecchietta,                                                                                 ma quer consijo nun l’ho mai scordato.                                                      

   Come me sento veramente solo
io prego la Madonna benedetta
e l’anima da sola pija er volo!

 

23 comments

  1. CARI FIGLI, VI INVIAMO… QUESTO PENSIERO…
    …PER AUGURARVI UN SANTO NATALE, perché questo giorno possa illuminare la vostra famiglia e guidarla sulla via del bene. Vi sembrerà strano augurarvi buon Natale con l’immagine di un’alba, ma in realtà è così che accade, il Giorno di Dio ha un Alba speciale, si Chiama Gesù, sembra un bambino, ma in realtà è un Re e Salvatore, lo Splendore del Giorno. E’ solo l’amore che ci fa famiglia, che ci fa fedeli uno all’altra, capaci di trasmettere cose buone ai figli. Avere un Padre così ci assicura che non siamo mai soli, che ogni fatica compiendo il bene, è sicurezza del Suo aiuto. Questi sono tempi davvero difficili e abbiamo bisogno di sicurezza e di speranza, per noi e per i nostri figli, DIO PADRE ATTRAVERSO LA SANTA CHIESA CI DICE CHE È TEMPO DI NATALE, OGNI ANNO VIENE QUESTO TEMPO E OGNI ANNO LUI SI ASPETTA CHE CI CREDIAMO DAVVERO, CHE CI FIDIAMO, CHE È COSÌ CHE SI DIVENTA ADULTI, RICONOSCENDOLO COME PADRE E RICONOSCENDO CHE LUI HA MANDATO GESÙ A DIRCI L’AMORE CHE HA PER NOI. Una famiglia non è fata solo di cose materiali, di lavoro per comprare sempre più cose da possedere, la famiglia è unità d’amore dove i figli imparano la fedeltà del matrimonio, l’accoglienza alla vita, la fatica dell’educare e la gioia del crescere con i figli e per i figli. La famiglia per essere tale non è egoismo e neppure arroganza, ma dono e stima uno per l’altro, quando viviamo queste cose siamo famiglia secondo Dio, il suo progetto si compie in noi. IN QUESTI 50 ANNI DI VITA INSIEME NOI ABBIAMO IMPARATO QUESTE COSE, SOLO L’AMORE UNO PER L’ALTRA CI HA IMPEDITO DI PERDERCI, CI HA FATTO AFFRONTARE TANTE SOFFERENZE E CI HA INSEGNATO A CERCARE IL MEGLIO PER I FIGLI. Vi auguriamo di diventare benedizione per i vostri figli e per chi vi vive accanto, Vi auguriamo un Santo Natale così…Buon Natale cari figli, siete nei nostri cuori e nelle nostre preghiere costantemente, vi amiamo e vi stimiamo Maria e Giuseppe vi mostrino Gesù Bambino ed Egli vi guidi ogni giorno al Bene. Papà e Mamma

  2. BEATO ISACCO DELLA STELLA, ABATE

    MARIA E LA CHIESA
    Il Figlio di Dio è il primogenito tra molti fratelli; essendo unico per natura, mediante la grazia si è associato molti, perché siano uno solo con lui. Infatti «a quanti l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio» (Gv 1, 12). DIVENUTO PERCIÒ FIGLIO DELL’UOMO, HA FATTO DIVENTARE FIGLI DI DIO MOLTI. SE NE È DUNQUE ASSOCIATI MOLTI, LUI CHE È UNICO NEL SUO AMORE E NEL SUO POTERE; ED ESSI, PUR ESSENDO MOLTI PER GENERAZIONE CARNALE, SONO CON LUI UNO SOLO PER GENERAZIONE DIVINA.
    Il Cristo è unico, perché Capo e Corpo formano un tutt’uno. Il Cristo è unico perché è figlio di un unico Dio in cielo e di un’unica madre in terra.
    Si hanno insieme molti figli e un solo figlio. Come infatti Capo e membra sono insieme un solo figlio e molti figli, COSÌ MARIA E LA CHIESA SONO UNA SOLA E MOLTE MADRI, UNA SOLA E MOLTE VERGINI. AMBEDUE MADRI, AMBEDUE VERGINI, AMBEDUE CONCEPISCONO PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO SENZA CONCUPISCENZA, AMBEDUE DANNO AL PADRE FIGLI SENZA PECCATO. MARIA SENZA ALCUN PECCATO HA GENERATO AL CORPO IL CAPO, LA CHIESA NELLA REMISSIONE DI TUTTI I PECCATI HA PARTORITO AL CAPO IL CORPO.
    Tutt’e due sono madri di Cristo, ma nessuna delle due genera il tutto senza l’altra.
    Perciò giustamente nelle Scritture divinamente ispirate quel ch’è detto in generale della vergine madre Chiesa, s’intende singolarmente della vergine madre Maria; e quel che si dice in modo speciale della vergine madre Maria, va riferito in generale alla vergine madre Chiesa; e quanto si dice d’una delle due, può essere inteso indifferentemente dell’una e dell’altra.
    ANCHE LA SINGOLA ANIMA FEDELE PUÒ ESSERE CONSIDERATA COME SPOSA DEL VERBO DI DIO, MADRE FIGLIA E SORELLA DI CRISTO, VERGINE E FECONDA. VIENE DETTO DUNQUE IN GENERALE PER LA CHIESA, IN MODO SPECIALE PER MARIA, IN PARTICOLARE ANCHE PER L’ANIMA FEDELE, dalla stessa Sapienza di Dio che è il Verbo del Padre: Fra tutti questi cercai un luogo di riposo e nell’eredità del Signore mi stabili (cfr. Sir 24, 12). Eredità del Signore in modo universale è la Chiesa, in modo speciale Maria, in modo particolare ogni anima fedele. NEL TABERNACOLO DEL GREMBO DI MARIA CRISTO DIMORÒ NOVE MESI, NEL TABERNACOLO DELLA FEDE DELLA CHIESA SINO ALLA FINE DEL MONDO, NELLA CONOSCENZA E NELL’AMORE DELL’ANIMA FEDELE PER L’ETERNITÀ.

  3. CARI AMICI, mi ha colpito tanto questa lettera ad AVVENIRE così ben commentata (come sempre…) da Marina Corradi e … ve ne faccio dono perché tutti possiamo farne oggetto di pacata riflessione. Come sacerdote da 50 anni ormai, sento, anche per esperienza personale, quanto triste e grave sia la situazione evocata. Un invito alla preghiera e alla vicinanza a queste situazioni purtroppo sempre più frequenti…

    «SEPARATO E ISOLATO DA TUTTA LA COMUNITA’»
    Marina Corradi venerdì 15 dicembre 2017

    Caro Avvenire, è il secondo Natale che passerò da separato. Separato da una moglie e tre splendidi figli e questo è un grandissimo dolore. Ma un altro dolore me lo ha dato la nostra comunità. Mia moglie e io eravamo catechisti in parrocchia entrambi. … frequentavamo l’oratorio, nonché un gruppo famiglie. Ebbene, nessuna delle catechiste e dei catechisti mi ha cercato, contattato, avvicinato. Nessuno del gruppo famiglie mi ha fatto una telefonata, neanche per chiedere come stavo. Nessuno dei sacerdoti mi ha fatto un gesto di carità, né dato una parola di conforto. Insomma una famiglia dopo 25 anni di matrimonio si sfascia e non interessa niente a nessuno. Tante parole sulla famiglia, la sacralità della famiglia, la famiglia al centro della comunità… Tante catechesi sull’amore sponsale. Poi nessuno soccorre le famiglie in crisi. Nessuno si avvicina. Mi sono sentito davvero solo. Finché tutto va bene, tanti sorrisi, facciamo le cerimonie, allestiamo i mercatini parrocchiali, festeggiamo il compleanno del parroco o l’ordinazione del nuovo diacono. Un momento di crisi e non ti trovi nessuno al fianco. La crisi va avanti e tutti scompaiono. Nessuno sa cosa dire. Che delusione. Che sconforto. Questa è la Chiesa in cui sono cresciuto, sono stato formato e poi ho formato giovani e coppie nella catechesi prematrimoniale? Un augurio di un Santo Natale. Lettera firmata

    Venticinque anni di matrimonio e figli quasi adulti: quando una famiglia sembra ormai solida…all’improvviso tutto cede e rovina, e appare insanabile ciò che pareva un contrasto da poco, appare insostenibile rimanere sotto allo stesso tetto: mentre i figli assistono sbalorditi e impotenti, sentendo franare la terra su cui sono cresciuti. Sembra impossibile, ma si va dall’avvocato, e veramente ci si divide. E, attorno? Il lettore racconta di una famiglia molto coinvolta in catechesi, oratori, gruppi parrocchiali. Eppure, nessuno che si faccia avanti a dire una parola, nessuno che condivida tanto dolore. È un giudizio negativo, è una condanna morale? Forse è soprattutto un non saper cosa dire, un forte imbarazzo. Di coppie che si dividono ce ne sono sempre di più, purtroppo, ma che questo accada anche fra cattolici praticanti e “militanti”, fra catechisti che da una vita insegnano ai giovani cos’è il matrimonio, lascia chi è attorno senza parole. Quasi che il senso di fallimento riguardasse non solo quella casa, ma anche coloro che la circondano. E allora si resta zitti, forse, semplicemente perché quella separazione porta con sé uno smarrimento corale. A. e B,, possibile, davvero, anche loro? Manca il coraggio di alzare il telefono, come quando si sa di un lutto cocente. MA, CERTO, QUESTA REAZIONE ISTINTIVA È PROFONDAMENTE SBAGLIATA. È PROPRIO ORA, NEL MOMENTO DEL DOLORE, CHE OCCORRE DIMOSTRARE CHE IL BENE DI CUI PARLIAMO È VERO. È ORA, NEI MESI DI SOLITUDINE CHE SEGUONO UNA SEPARAZIONE, CHE C’È BISOGNO DI VOLTI E VOCI INTORNO A CONFORTARCI. CHI SCRIVE È PASSATA, DA BAMBINA, PER QUESTI FRANGENTI, E RICORDA BENE IL SILENZIO, ATTORNO, IL PARLAR D’ALTRO O L’ALLONTANARSI IMBARAZZATO DI CONOSCENTI E AMICI. Un dolore in più: oltre alla divisione in famiglia, il sospettare che nemmeno gli amici fossero veri. DAI SACERDOTI, POI, QUESTO SILENZIO È INESCUSABILE. PROPRIO ORA OCCORRE DISPERATAMENTE UN PADRE, E UN FRATELLO, CHE CONFORTI E ABBRACCI. Che affronti quel dubbio che rode: ma allora, le nostre erano solo belle parole? No. Il lettore che ha fatto il catechista con le giovani coppie ha insegnato cose belle e vere. Solo che poi siamo uomini e donne, e sbagliamo, talvolta anche senza volerlo, senza accorgercene. Impercettibilmente ci allontaniamo dai nostri ideali. RICORDIAMOCI PERÒ CHE CRISTO NON È UN IDEALE, È UNA PERSONA, E VIVA. LUI NON RINNEGA MAI, NEANCHE SE ABBIAMO SBAGLIATO; LUI È PIÙ VICINO AGLI ABBANDONATI, E A CHI È SOLO, A CHI È FERITO E ANCHE A CHI HA FERITO E SI RENDE CONTO DI AVERLO FATTO. CERTO, OCCORRONO VOLTI DI UOMINI E DONNE, CHE CI TESTIMONINO QUESTO BENE. Ma bisogna anche avere il coraggio di domandare aiuto, apertamente, distogliendo chi ci è vicino da imbarazzi e pudori. Lo domandi esplicitamente, caro lettore, quell’affetto che le manca dalla comunità cristiana. Non posso credere che nessuno risponderà. Così che i suoi ragazzi vedranno attorno a sé gli amici che li hanno cresciuti, dentro a un bene certo e forte, nonostante la divisione dei genitori. CHE NON È L’ULTIMA PAROLA SULLA VITA LORO, E NEMMENO VOSTRA; E MENO CHE MAI È RAGIONE DI CONDANNA DALLA COMUNITÀ ATTORNO. SE MAI DI CONDIVISIONE DI UN DOLOROSO UMANO FALLIMENTO. PERCHÉ SEMPRE DI PIÙ I CRISTIANI NEL NOSTRO TEMPO, CI INSEGNA IL PAPA, SONO CHIAMATI A CHINARSI SU CHI CADE, SU CHI RESTA INDIETRO E SOLO. A ESSERE TESTIMONI NON DI UNA SEVERA ASTRATTA LEGGE, MA DI VIVA E CONCRETA MISERICORDIA. MISERICORDIA SIGNIFICA “CON VISCERE MATERNE”. SIAMO CHIAMATI A GUARDARE ALL’ALTRO CON LA TENEREZZA, CON CUI GUARDEREMMO A UN FIGLIO.

  4. Caro don Vincenzo anche quest’anno ripercorreremo l’evento che ha cambiato l’uomo e il mondo, Anche quest’anno il mondo percorre vie altre, nel buio, ignaro, affannato dietro acquisti che soddisfino e colmino i cuori di chi li riceverà. Tutto bello e giusto, è giusto anche questo scambio di doni. Il dono che ci fanno queste vite dei santi però è ben altro, la loro fede ci dice che loro hanno incontrato veramente Gesù, lo hanno seguito e la loro vita è fiorita. E’ questo il vero dono, la vera preziosa realtà del Natale: regalarci Gesù! Anche quest’anno voglio incontrarlo, e donarlo, lo incontrerò nel fratello affamato, nel fratello umiliato, nel fratello sfiduciato e non avrò solo pane o vesti o parole da donargli, gli donerò un po del mio cuore, una briciola di me dove Gesù vive. Lo cerco per donarlo, lo cerco per condividerlo, lo cerco per averlo e per donarlo, perché è questo che serve, cercarlo e donarlo, come fece Maria. Buon Natale mio buon e caro amico, percorriamo l’ultimo tratto desiderando di trovarlo ancora tra le braccia di Maria affinché possiamo donarlo, e allora sarà Natale ancora per il mondo di oggi così ferito e sfiduciato.

  5. Dal trattato «Contro le eresie» di sant’Ireneo, vescovo
    (lib. 5, 19, 1; 20, 2; 21, 1; SC 153, 248-250. 264-269)

    ADAMO E CRISTO; EVA E MARIA
    Il Signore abbracciò la condizione umana e si manifestò nel mondo che era suo. La natura umana portava il Verbo di Dio, ma era il Verbo che sosteneva la natura umana. Nel Cristo c’era quell’umanità che aveva disubbidito presso l’albero del paradiso terrestre, ma in lui la stessa umanità con l’ubbidienza, compiuta sull’albero della croce, distrusse l’antica ribellione. Nel medesimo tempo annullò la seduzione con la quale era stata maledettamente sedotta Eva, la vergine destinata al primo uomo. MA TUTTO CIÒ FU IN GRAZIA DI QUEL MESSAGGIO DI BENEDIZIONE CHE L’ANGELO PORTÒ A MARIA, LA VERGINE GIÀ SOTTOMESSA A UN UOMO. INFATTI MENTRE EVA, SVIATA DAL MESSAGGIO DEL DIAVOLO, DISOBBEDÌ ALLA PAROLA DIVINA E SI ALIENÒ DA DIO, MARIA INVECE, GUIDATA DALL’ANNUNCIO DELL’ANGELO, OBBEDÌ ALLA PAROLA DIVINA E MERITÒ DI PORTARE DIO NEL SUO GREMBO.
    Quella dunque si lasciò sedurre e disobbedì, questa si lasciò persuadere e ubbidì. IN TAL MODO LA VERGINE MARIA POTÉ DIVENIRE AVVOCATA DELLA VERGINE EVA.
    CRISTO RICAPITOLÒ TUTTO IN SE STESSO E COSÌ TUTTO VENNE A FAR CAPO A LUI. DICHIARÒ GUERRA AL NOSTRO NEMICO E SCONFISSE COLUI CHE AL PRINCIPIO, PER MEZZO DI ADAMO, CI AVEVA FATTI TUTTI SUOI PRIGIONIERI. Schiacciò il capo del serpente secondo la parola di Dio riferita nella Genesi: «Porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: egli ti schiaccerà la testa e tu insidierai il suo calcagno» (cfr. Gn 3, 15).
    Con queste parole si proclama in anticipo che colui che sarebbe nato da una vergine, quale nuovo Adamo, avrebbe schiacciato il capo del serpente. Questo è quel discendente di Adamo, di cui parla l’Apostolo nella sua lettera ai Galati: La legge delle opere fu posta finché venisse nel mondo il seme per cui era stata fatta la promessa (cfr. Gal 3, 19).
    Ancor più chiaramente indica questa realtà nella stessa lettera, nel passo in cui dice: «QUANDO VENNE LA PIENEZZA DEL TEMPO, DIO MANDÒ IL SUO FIGLIO, NATO DA DONNA» (GAL 4, 4). IL NEMICO INFATTI NON SAREBBE STATO SCONFITTO SECONDO GIUSTIZIA, SE IL VITTORIOSO NON FOSSE STATO UN UOMO NATO DA DONNA, POICHÉ FIN DALL’INIZIO DELLA STORIA IL DEMONIO HA DOMINATO SULL”UOMO PER MEZZO DI UNA DONNA, OPPONENDOSI A LUI COL SUO POTERE.
    PER QUESTO SI PROCLAMA FIGLIO DELL’UOMO, EGLI CHE RICAPITOLA IN SÉ L’UOMO PRIMORDIALE, DAL QUALE VENNE LA PRIMA DONNA E, ATTRAVERSO QUESTA, L’UMANITÀ. IL GENERE UMANO ERA SPROFONDATO NELLA MORTE CAUSA DELL’UOMO SCONFITTO. ORA RISALIVA ALLA VITA A CAUSA DELL’UOMO VITTORIOSO.

  6. o Cari amici, ecco una pagina MERAVIGLIOSA DI S. AMBROGIO da meditare e … regalare alle TANTE DONNE CHE SI CHIAMANO LUCIA

    LO SPLENDORE DELL’ANIMA ILLUMINA LA GRAZIA DEL CORPO
    Mi rivolgo a te, che vieni dal popolo, dalla gente comune, ma appartieni alla schiera delle vergini. In te lo splendore dell’anima si irradia sulla grazia esteriore della persona. Per questo sei un’immagine fedele della Chiesa. A te dico: CHIUSA NELLA TUA STANZA NON CESSARE MAI DI TENERE FISSO IL PENSIERO SU CRISTO, ANCHE DI NOTTE. ANZI RIMANI AD OGNI ISTANTE IN ATTESA DELLA SUA VISITA. È QUESTO CHE DESIDERA DA TE, PER QUESTO TI HA SCELTA. EGLI ENTRERÀ SE TROVERÀ APERTA LA TUA PORTA. STA’ SICURA, HA PROMESSO DI VENIRE E NON MANCHERÀ ALLA SUA PAROLA. QUANDO VERRÀ COLUI CHE HAI CERCATO, ABBRACCIALO, FAMILIARIZZA CON LUI E SARAI ILLUMINATA. Trattienilo, prega che non se ne vada presto, scongiuralo che non si allontani. Il Verbo di Dio infatti corre, non prova stanchezza, non è preso da negligenza. L’anima tua gli vada incontro sulla sua parola, e s’intrattenga poi sull’impronta lasciata dal suo divino parlare: egli passa via presto. E la vergine da parte sua che cosa dice? L’HO CERCATO MA NON L’HO TROVATO; l’ho chiamato ma non mi ha risposto (cfr. Ct 5, 6). Se così presto se n’è andato via, non credere che egli non sia contento di te che lo invocasti, lo pregasti, gli apristi la porta: spesso egli permette che siamo messi alla prova. Vedi che cosa dice nel vangelo alle folle che lo pregavano di non andarsene: Bisogna che io porti l’annunzio della parola di Dio anche ad altre città, poiché per questo sono stato mandato (cfr. Lc 4, 43).
    MA ANCHE SE TI SEMBRA CHE SE NE SIA ANDATO, VA’ A CERCARLO ANCORA. È DALLA SANTA CHIESA CHE DEVI IMPARARE A TRATTENERE CRISTO. Anzi te l’ha già insegnato, se ben comprendi ciò che leggi: Avevo appena oltrepassato le guardie, QUANDO TROVAI L’AMATO DEL MIO CUORE. L’ho stretto forte e non lo lascerò (cfr. Ct 3, 4). Quali dunque i mezzi con cui trattenere Cristo? Non la violenza delle catene, non le strette delle funi, ma i vincoli della carità, i legami dello spirito. Lo trattiene l’amore dell’anima.
    Se vuoi anche tu possedere Cristo, cercalo incessantemente e non temere la sofferenza. È più facile spesso trovarlo tra i supplizi del corpo, tra le mani dei persecutori. Lei dice: Poco tempo era trascorso da quando le avevo oltrepassate. Infatti una volta libera dalle mani dei persecutori e vittoriosa sui poteri del male, subito, all’istante ti verrà incontro Cristo, né permetterà che si prolunghi la tua prova.
    COLEI CHE COSÌ CERCA CRISTO, CHE HA TROVATO CRISTO, PUÒ DIRE: L’HO STRETTO FORTE E NON LO LASCERÒ FINCHÉ NON LO ABBIA CONDOTTO NELLA CASA DI MIA MADRE, NELLA STANZA DELLA MIA GENITRICE (CFR. CT 3, 4). CHE COS’È LA CASA, LA STANZA DI TUA MADRE, SE NON IL SANTUARIO PIÙ INTIMO DEL TUO ESSERE?
    Custodisci questa casa, purìficane l’interno. Divenuta perfettamente pulita, e non più inquinata da brutture di infedeltà, sorga quale casa spirituale, cementata con la pietra angolare, si innalzi in un sacerdozio santo, e lo Spirito Paraclito abiti in essa. COLEI CHE CERCA CRISTO A QUESTO MODO, COLEI CHE COSÌ PREGA CRISTO, NON È ABBANDONATA DA LUI, ANZI RICEVE FREQUENTI VISITE. EGLI INFATTI È CON NOI FINO ALLA FINE DEL MONDO.

  7. Servire è gioia
    (Rabindranath Tagore)

    Dormivo e sognavo
    CHE LA VITA ERA GIOIA
    Mi svegliai e vidi
    CHE LA VITA ERA SERVIZIO
    Volli servire e vidi
    CHE SERVIRE ERA GIOIA.

  8. ECCO UNA GRANDE PAGINA DI S. GIOVANNI DELLA CROCE…ci aiuta tanto a capire il grande mistero del Natale
    …Ma ora che la fede è basata in Cristo e la legge evangelica è stabilita in quest’èra di grazia, non è più necessario consultare Dio, né che egli parli o risponda come allora. Infatti, donandoci IL FIGLIO SUO, CH’È LA SUA UNICA E DEFINITIVA PAROLA, CI HA DETTO TUTTO IN UNA SOLA VOLTA E NON HA PIÙ NULLA DA RIVELARE.
    • Questo è il senso genuino del testo in cui san Paolo vuole indurre gli Ebrei a lasciare gli antichi modi di trattare con Dio secondo la legge mosaica, e a fissare lo sguardo solamente in Cristo: «Dio che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio» (Eb 1, 1). CON QUESTE PAROLE L’APOSTOLO VUOL FAR CAPIRE CHE DIO È DIVENTATO IN UN CERTO SENSO MUTO, NON AVENDO PIÙ NULLA DA DIRE, PERCHÉ QUELLO CHE UN GIORNO DICEVA PARZIALMENTE PER MEZZO DEI PROFETI, L’HA DETTO ORA PIENAMENTE DANDOCI TUTTO NEL FIGLIO SUO.
    • Perciò chi volesse ancora interrogare il Signore e chiedergli visioni o rivelazioni, non solo commetterebbe una stoltezza, ma offenderebbe Dio, perché non fissa il suo sguardo unicamente in Cristo, e va cercando cose diverse e novità. Dio infatti potrebbe rispondergli: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. ASCOLTATELO» (Mt 17, 5). Se ti ho già detto tutto nella mia Parola ch’è il mio Figlio e non ho altro da rivelare, come posso risponderti o rivelarti qualche altra cosa? FISSA LO SGUARDO IN LUI SOLO E VI TROVERAI ANCHE PIÙ DI QUANTO CHIEDI E DESIDERI: IN LUI TI HO DETTO E RIVELATO TUTTO

  9. Da un Angelus di Papa Francesco:
    TEMPO DI AVVENTO…TEMPO DI SPERANZA CHE NON DELUDE
    “Come nella vita di ognuno di noi c’è sempre bisogno di ripartire, di rialzarsi, di ritrovare il senso della mèta della propria esistenza, così per la grande famiglia umana è necessario rinnovare sempre l’orizzonte comune verso cui siamo incamminati: L’orizzonte della speranza!
    Quello è l’orizzonte per fare un buon cammino.
    Il tempo di Avvento, che oggi di nuovo incominciamo,
    ci restituisce l’orizzonte della speranza, una speranza che non delude
    perché è fondata sulla Parola di Dio.
    Una speranza che non delude, semplicemente perché il Signore non delude mai!
    Lui è fedele! Lui non delude!
    Pensiamo e sentiamo questa bellezza.
    Il modello di questo atteggiamento spirituale,
    di questo modo di essere e di camminare nella vita, è la Vergine Maria.
    Una semplice ragazza di paese, che porta nel cuore tutta la speranza di Dio!
    Nel suo grembo, la speranza di Dio ha preso carne, si è fatta uomo, si è fatta storia: Gesù Cristo.
    Il suo Magnificat è il cantico del Popolo di Dio in cammino,
    e di tutti gli uomini e le donne che sperano in Dio,
    nella potenza della sua misericordia.
    Lasciamoci guidare da Lei, che è Madre, è mamma e sa come guidarci.
    Lasciamoci guidare da Lei in questo tempo di attesa e di vigilanza operosa.”
    Da un Angelus di Papa Francesco

  10. NON STANCHIAMOCI DI FARE IL BENE
    «VANTAGGI DELLA PAZIENZA»
    DI SAN CIPRIANO

    «CHI PERSEVERERÀ SINO ALLA FINE SARÀ SALVO» (Mt 10, 22): questo è comando salutare del nostro Signore e Maestro. E ancora: «Se rimarrete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli, conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8, 31-32).
    BISOGNA PERCIÒ AVERE PAZIENZA E PERSEVERARE, fratelli carissimi, perché, ammessi alla speranza della verità e della libertà, possiamo davvero arrivare alla verità e alla libertà. Il fatto stesso di essere cristiani è questione di fede e di speranza; MA PERCHÉ LA SPERANZA E LA FEDE POSSANO ARRIVARE A PORTARE FRUTTO, È NECESSARIA LA PAZIENZA.
    Noi non miriamo infatti alla gloria presente, ma alla futura, secondo quanto ammonisce l’apostolo Paolo, quando dice: «Nella speranza noi siamo stati salvati. Ora ciò che si spera, se visto, non è più speranza: infatti ciò che uno già vede, come potrebbe ancora sperarlo? MA SE SPERIAMO QUELLO CHE NON VEDIAMO, LO ATTENDIAMO CON PERSEVERANZA» (Rm 8, 24-25). L’attesa e la pazienza sono necessarie perché portiamo a compimento quello che abbiamo cominciato a essere e raggiungiamo quello che speriamo.
    In un altro passo lo stesso Apostolo, insegna loro a essere pazienti dicendo: «PERTANTO, POICHÉ NE ABBIAMO L’OCCASIONE, OPERIAMO IL BENE VERSO TUTTI, SOPRATTUTTO VERSO I FRATELLI NELLA FEDE. E NON STANCHIAMOCI DI FARE IL BENE, E A SUO TEMPO MIETEREMO» (Gal 6, 9-10).
    Egli ammonisce tutti a non venir meno nell’operare per mancanza di pazienza; nessuno, distolto e vinto dalle tentazioni, desista nel bel mezzo del cammino della lode e della gloria, e rovini così le azioni precedentemente compiute, perché non porta a compimento quelle incominciate.
    Infine l’Apostolo, parlando della carità, le unisce anche la sopportazione e la pazienza. «LA CARITÀ, DICE, È PAZIENTE; È BENIGNA LA CARITÀ; NON È INVIDIOSA LA CARITÀ, NON SI VANTA, NON SI GONFIA, … NON SI ADIRA NON TIENE CONTO DEL MALE RICEVUTO. TUTTO COPRE, TUTTO CREDE, TUTTO SPERA, TUTTO SOPPORTA» (1 Cor 13, 4-5). Egli ci fa vedere così che essa può perseverare tenacemente per il fatto che sa sopportare tutto.
    E altrove: «Sopportandovi a vicenda con amore cercando di conservare l’unità dello Spirito con il vincolo della pace» (Ef 4, 2). Con ciò ha voluto dimostrare che non si può conservare né l’unità né la pace SE I FRATELLI NON SI SOSTENGONO VICENDEVOLMENTE CON LA MUTUA SOPPORTAZIONE E NON SERBANO IL VINCOLO DELLA CONCORDIA CON L’AIUTO DELLA PAZIENZA.

  11. NELLA FESTA DI S. AMBROGIO VESCOVO … ECCO UNA BELLA PAGINA SU COME ANNUNCIARE LA PAROLA DI DIO ALLA GENTE ASSETATA…

    LA GRAZIA DELLE TUE PAROLE CONQUISTA IL POPOLO
    HAI RICEVUTO IL SACERDOZIO E, STANDO A POPPA DELLA CHIESA, TU GUIDI LA NAVE SUI FLUTTI. Tieni saldo il timone della fede in modo che le violente tempeste di questo mondo non possano turbare il suo corso. Il mare è davvero grande, sconfinato; ma non aver paura, perché “È lui che l’ha fondata sui mari, e sui fiumi l’ha stabilita” (Sal 23,2).
    PERCIÒ NON SENZA MOTIVO, FRA LE TANTE CORRENTI DEL MONDO, LA CHIESA RESTA IMMOBILE, COSTRUITA SULLA PIETRA APOSTOLICA, E RIMANE SUL SUO FONDAMENTO INCROLLABILE CONTRO L’INFURIARE DEL MARE IN TEMPESTA. È battuta dalle onde ma non è scossa e, sebbene di frequente gli elementi di questo mondo infrangendosi echeggino con grande fragore, ESSA HA TUTTAVIA UN PORTO SICURISSIMO DI SALVEZZA DOVE ACCOGLIERE CHI È AFFATICATO.
    Vi è poi un fiume che si riversa sui suoi santi come un torrente. Chiunque abbia ricevuto dalla pienezza di questo fiume, come l’evangelista Giovanni, come Pietro e Paolo, alza la sua voce; e come gli apostoli hanno diffuso la voce della predicazione evangelica con festoso annunzio fino ai confini della terra, così anche questo fiume incomincia ad annunziare il Signore. Ricevilo dunque da Cristo, perché anche la tua voce si faccia sentire.
    Raccogli l’acqua di Cristo, quell’acqua che loda il Signore. Raccogli da più luoghi l’acqua che lasciano cadere le nubi dei profeti. Chi raccoglie acqua dalle montagne e la convoglia verso di sé, o attinge alle sorgenti, lui pure, come le nubi, la riversa su altri. RIEMPINE DUNQUE IL FONDO DELLA TUA ANIMA, PERCHÉ IL TUO TERRENO SIA INNAFFIATO E IRRIGATO DA PROPRIE SORGENTI. SI RIEMPIE CHI LEGGE MOLTO E PENETRA IL SENSO DI CIÒ CHE LEGGE; E CHI SI È RIEMPITO PUÒ IRRIGARE ALTRI. La Scrittura dice: “Se le nubi sono piene di acqua, la rovesciano sopra la terra” (Qo 11,3).
    I tuoi sermoni siano fluenti, puri, cristallini, sì che il tuo insegnamento morale suoni dolce alle orecchie della gente e la grazia delle tue parole conquisti gli ascoltatori perché ti seguano docilmente dove tu li conduci. IL TUO DIRE SIA PIENO DI SAPIENZA. ANCHE SALOMONE AFFERMA: LE LABBRA DEL SAPIENTE SONO LE ARMI DELLA SAPIENZA, E ALTROVE: LE TUE LABBRA SIANO BEN ADERENTI ALL’IDEA: VALE A DIRE, L’ESPOSIZIONE DEI TUOI DISCORSI SIA LUCIDA, SPLENDA CHIARO IL SENSO SENZA BISOGNO DI SPIEGAZIONI AGGIUNTE; IL TUO DISCORSO SI SAPPIA SOSTENERE E DIFENDERE DA SE STESSO E NON ESCA DA TE PAROLA VANA O PRIVA DI SENSO.

  12. GRAZIE GESU’ per la ” SETE DI TE ” che metti in noi
    Per la SETE CHE TU, ACQUA  VIVA ( e NON salata…), APPAGHI 
    ….e sei ” RIPOSO e CONSOLAZIONE ” 
    …e sei forza e luce anche nelle nostre notti 
    Grazie, Gesù
    E che questo verbo  ” CUSTODIRE ”  sia reciproco : che noi custodiamo TE , la PAROLA , il TUO spazio in noi , il TUO  viso nel nostro …la TUA CROCE nelle nostre piccole croci…
    ….e TU CUSTODISCI noi …nei nostri cammini…donaci la forza del PERSEVERARE ….
    Grazie Gesù.

  13. GESÙ È NOSTRO RIPOSO E NOSTRA CONSOLAZIONE.
    SAN BERNARDO, ABATE

    CONOSCIAMO UNA TRIPLICE VENUTA DEL SIGNORE. Una venuta occulta si colloca infatti tra le altre due che sono manifeste. NELLA PRIMA IL VERBO FU VISTO SULLA TERRA E SI INTRATTENNE CON GLI UOMINI, quando, come egli stesso afferma, lo videro e lo odiarono. Nell’ultima venuta «ogni uomo vedrà la salvezza di Dio» (Lc 3, 6) e vedranno colui che trafissero (cfr. Gv 19, 37). Occulta è invece la venuta intermedia, IN CUI SOLO GLI ELETTI LO VEDONO ENTRO SE STESSI, E LE LORO ANIME NE SONO SALVATE.
    Nella prima venuta dunque egli venne nella debolezza della carne, in questa intermedia viene nella potenza dello Spirito, nell’ultima verrà nella maestà della gloria.
    QUINDI QUESTA VENUTA INTERMEDIA È, PER COSÌ DIRE, UNA VIA CHE UNISCE LA PRIMA ALL’ULTIMA: NELLA PRIMA CRISTO FU NOSTRA REDENZIONE, NELL’ULTIMA SI MANIFESTERÀ COME NOSTRA VITA, IN QUESTA È NOSTRO RIPOSO E NOSTRA CONSOLAZIONE.
    Ma perché ad alcuno non sembrino per caso cose inventate quelle che stiamo dicendo di questa venuta intermedia, ascoltate lui: SE UNO MI AMA, – DICE – CONSERVERÀ LA MIA PAROLA: E IL PADRE MIO LO AMERÀ E NOI VERREMO A LUI (cfr. Gv 14, 23). Ma che cosa significa: Se uno mi ama, conserverà la mia parola? Ho letto infatti altrove: Chi teme Dio, opererà il bene (cfr. Sir 15, 1), ma di chi ama è detto qualcosa di più: CHE CONSERVERÀ LA PAROLA DI DIO. DOVE SI DEVE CONSERVARE? SENZA DUBBIO NEL CUORE, COME DICE IL PROFETA: «CONSERVO NEL CUORE LE TUE PAROLE PER NON OFFENDERTI CON IL PECCATO» (SAL 118, 11).
    POICHÉ SONO BEATI COLORO CHE CUSTODISCONO LA PAROLA DI DIO, TU CUSTODISCILA IN MODO CHE SCENDA NEL PROFONDO DELLA TUA ANIMA E SI TRASFONDA NEI TUOI AFFETTI E NEI TUOI COSTUMI. NUTRITI DI QUESTO BENE E NE TRARRÀ DELIZIA E FORZA LA TUA ANIMA. NON DIMENTICARE DI CIBARTI DEL TUO PANE, PERCHÉ IL TUO CUORE NON DIVENTI ARIDO E LA TUA ANIMA SIA BEN NUTRITA DEL CIBO SOSTANZIOSO.
    Se conserverai così la parola di Dio, non c’è dubbio che tu pure sarai conservato da essa. Verrà a te il Figlio con il Padre, verrà il grande Profeta che rinnoverà Gerusalemme e farà nuove tutte le cose. QUESTA SUA VENUTA INTERMEDIA FARÀ IN MODO CHE «COME ABBIAMO PORTATO L’IMMAGINE DELL’UOMO DI TERRA, COSÌ PORTEREMO L’IMMAGINE DELL’UOMO CELESTE» (1 COR 15, 49). COME IL VECCHIO ADAMO SI DIFFUSE PER TUTTO L’UOMO OCCUPANDOLO INTERAMENTE, COSÌ ORA LO OCCUPI INTERAMENTE CRISTO, CHE TUTTO L’HA CREATO, TUTTO L’HA REDENTO E TUTTO LO GLORIFICHERÀ.

  14. IL TEMPO (autore anonimo)

    “Per capire il valore di un anno:
    Chiedi a uno studente che è stato bocciato all’esame finale.

    Per capire il valore di un mese:
    Chiedi a una madre che ha messo al mondo un bambino prematuro.

    Per capire il valore di una settimana:
    Chiedi all’editore di un settimanale.

    Per capire il valore di un’ora:
    Chiedi agli innamorati che stanno aspettando di incontrarsi.

    Per capire il valore di un minuto:
    Chiedi a una persona che ha perso il treno, l’autobus o l’aereo.

    Per capire il valore di un secondo:
    Chiedi a una persona che è sopravvissuta a un incidente.

    IL TEMPO NON ASPETTA NESSUNO. FAI TESORO DI OGNI MOMENTO CHE HAI.”

  15. L’Avvento in terra, l’Avvento in cielo
    (Tonino Bello)
    MI VIENE DA PENSARE CHE ANCHE IN CIELO OGGI COMINCIA L’AVVENTO, IL PERIODO DELL’ATTESA. QUI SULLA TERRA È L’UOMO CHE ATTENDE IL RITORNO DEL SIGNORE; LASSÙ NEL CIELO È IL SIGNORE CHE ATTENDE IL RITORNO DELL’UOMO, RITORNO CHE SI POTRÀ REALIZZARE CON LA PREGHIERA, CON UNA VITA DI POVERTÀ, DI GIUSTIZIA, DI LIMPIDEZZA, DI PUREZZA, DI AMORE, CON LA TESTIMONIANZA EVANGELICA E CON UNA FORTE PASSIONE DI SOLIDARIETÀ.

  16. IL DONO DELL’AVVENTO
    Dai «Discorsi» di san Bernardo

    FRATELLI, CELEBRATE COME SI CONVIENE, CON GRANDE FERVORE DI SPIRITO, L’AVVENTO DEL SIGNORE, CON VIVA GIOIA PER IL DONO CHE VI VIENE FATTO E CON PROFONDA RICONOSCENZA PER L’AMORE CHE VI VIENE DIMOSTRATO.
    Non meditate però solo sulla prima venuta del Signore, quando egli entrò nel mondo per cercare e salvare ciò che era perduto, ma anche sulla seconda, QUANDO RITORNERÀ PER UNIRCI A SÉ PER SEMPRE.
    FATE OGGETTO DI CONTEMPLAZIONE LA DOPPIA VISITA DEL CRISTO, RIFLETTENDO SU QUANTO CI HA DONATO NELLA PRIMA E SU QUANTO CI HA PROMESSO PER LA SECONDA.
    «Il Salvatore trasfigurerà» con la sua venuta «il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso» solo se già prima troverà rinnovato e conformato nell’umiltà al suo il nostro cuore. Per questo dice: «IMPARATE DA ME CHE SONO MITE ED UMILE DI CUORE» (MT 11, 29). CONSIDERA IN QUESTE PAROLE LA DOPPIA SPECIE DI UMILTÀ, QUELLA DI CONOSCENZA E QUELLA DI VOLONTÀ. QUEST’ULTIMA QUI VIENE CHIAMATA UMILTÀ DI CUORE. CON LA PRIMA CONOSCIAMO IL NOSTRO NIENTE, COME DEDUCIAMO DALL’ESPERIENZA DI NOI STESSI E DELLA NOSTRA DEBOLEZZA. CON LA SECONDA RIFIUTIAMO LA GLORIA FATUA DEL MONDO. NOI IMPARIAMO L’UMILTÀ DEL CUORE DA COLUI CHE «SPOGLIÒ SE STESSO, ASSUMENDO LA CONDIZIONE DI SERVO» (FIL 2, 7), DA COLUI CHE, QUANDO FU RICHIESTO PER ESSERE FATTO RE, FUGGÌ; INVECE QUANDO FU RICERCATO PER ESSERE COPERTO DI OLTRAGGI E CONDANNATO ALL’IGNOMINIA E AL SUPPLIZIO DELLA CROCE, SI OFFRÌ DI PROPRIA SPONTANEA VOLONTÀ.

  17. BRUNO FERRERO

    “C’era una volta un’anziana signora che passava in pia preghiera molte ore della giornata. Un giorno sentì la voce di Dio che le diceva: “Oggi verrò a farti visita”. Figuratevi la gioia e l’orgoglio della vecchietta. Cominciò a pulire e lucidare, impastare e infornare dolci. Poi indossò il vestito più bello e si mise ad aspettare l’arrivo di Dio.
    Dopo un po’, qualcuno bussò alla porta. La vecchietta corse ad aprire. Ma era solo la sua vicina di casa che le chiedeva in prestito un pizzico di sale. La vecchietta la spinse via: “Per amore di Dio, vattene subito, non ho proprio tempo per queste stupidaggini! Sto aspettando Dio, nella mia casa! Vai via!”. E sbatté la porta in faccia alla mortificata vicina.
    Qualche tempo dopo, bussarono di nuovo. La vecchietta si guardò allo specchio, si rassettò e corse ad aprire. Ma chi c’era? Un ragazzo infagottato in una giacca troppo larga che vendeva bottoni e saponette da quattro soldi. La vecchietta sbottò: “Io sto aspettando il buon Dio. Non ho proprio tempo. Torna un’altra volta!”. E chiuse la porta sul naso del povero ragazzo.
    Poco dopo bussarono nuovamente alla porta. La vecchietta aprì e si trovò davanti un vecchio cencioso e male in arnese. “Un pezzo di pane, gentile signora, anche raffermo… E se potesse lasciarmi riposare un momento qui sugli scalini della sua casa”, implorò il povero.
    “Ah, no! Lasciatemi in pace! Io sto aspettando Dio! E stia lontano dai miei scalini!” disse la vecchietta stizzita. Il povero se ne partì zoppicando e la vecchietta si dispose di nuovo ad aspettare Dio.
    La giornata passò, ora dopo ora. Venne la sera e Dio non si era fatto vedere. La vecchietta era profondamente delusa. Alla fine si decise ad andare a letto. Stranamente si addormentò subito e cominciò a sognare. Le apparve in sogno il buon Dio che le disse: “Oggi, per tre volte sono venuto a visitarti, e per tre volte non mi hai ricevuto”.

  18. ANCHE questo Natale 2017 ” passerà nel mondo una sola volta ” , ed è ADESSO , allora , che dobbiamo viverne l’attesa , accoglierne il messaggio , essere aperti alla speranza e ad uno sguardo ” oltre ” . 

    Attesa.. Messaggio.. Speranza.. Sguardo e Pace profondi.. anche quando Tanto ci sembra avere il sapore del contradditorio  , e nella scalata restano forti tanto il Cielo del Suo  Amore Per Noi , quanto il Pericolo dello scivolare nello Scoraggiamento …
    SI’, anche questo Natale 2017  ” passerà nel mondo una sola volta ” , così come noi , e allora Buon cammino di  avvento a tutti ,  meditando sulla SUA PRIMA  VENUTA  , restando in attesa della SUA SECONDA VENUTA ..

    buon avvento , in una reciproca preghiera

  19. LE DUE VENUTE DI CRISTO
    Dalle «Catechesi» di san Cirillo di Gerusalemme

    Noi annunziamo che Cristo verrà. Infatti non è unica la sua venuta, ma ve n’è una seconda, la quale sarà molto più gloriosa della precedente. LA PRIMA, INFATTI, EBBE IL SIGILLO DELLA SOFFERENZA, L’ALTRA PORTERÀ UNA CORONA DI DIVINA REGALITÀ. Si può affermare che quasi sempre nel nostro Signore Gesù Cristo ogni evento è duplice. Duplice è la generazione, una da Dio Padre, prima del tempo, e l’altra, la nascita umana, da una vergine nella pienezza dei tempi.
    DUE SONO ANCHE LE SUE DISCESE NELLA STORIA. Una prima volta è venuto in modo oscuro e silenzioso, come la pioggia sul vello. Una seconda volta verrà nel futuro in splendore e chiarezza davanti agli occhi di tutti.
    NELLA SUA PRIMA VENUTA FU AVVOLTO IN FASCE E POSTO IN UNA STALLA, NELLA SECONDA SI VESTIRÀ DI LUCE COME DI UN MANTO. Nella prima accettò la croce senza rifiutare il disonore, nell’altra avanzerà scortato dalle schiere degli angeli e sarà pieno di gloria.
    PERCIÒ NON LIMITIAMOCI A MEDITARE SOLO LA PRIMA VENUTA, MA VIVIAMO IN ATTESA DELLA SECONDA.
    Il Salvatore verrà non per essere di nuovo giudicato, ma per farsi giudice di coloro che lo condannarono.
    ALLORA IN UN DISEGNO DI AMORE MISERICORDIOSO VENNE PER ISTRUIRE GLI UOMINI CON DOLCE FERMEZZA, MA ALLA FINE TUTTI, LO VOGLIANO O NO, DOVRANNO SOTTOMETTERSI PER FORZA AL SUO DOMINIO REGALE.
    Il profeta Malachia preannunzia le due venute del Signore: «E subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate» (Ml 3, 1). Ecco la prima venuta. E poi riguardo alla seconda egli dice: «Ecco l’angelo dell’alleanza, che voi sospirate, ecco viene … Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai. Siederà per fondere e purificare» (Ml 3, 1-3).
    ANCHE PAOLO PARLA DI QUESTE DUE VENUTE SCRIVENDO A TITO IN QUESTI TERMINI: «È APPARSA LA GRAZIA DI DIO, APPORTATRICE DI SALVEZZA PER TUTTI GLI UOMINI, CHE CI INSEGNA A RINNEGARE L’EMPIETÀ E I DESIDERI MONDANI E A VIVERE CON SOBRIETÀ, GIUSTIZIA E PIETÀ IN QUESTO MONDO, NELL’ATTESA DELLA BEATA SPERANZA E DELLA MANIFESTAZIONE DELLA GLORIA DEL NOSTRO GRANDE DIO E SALVATORE GESÙ CRISTO» (Tt 2, 11-13). Vedi come ha parlato della prima venuta ringraziandone Dio? Della seconda invece fa capire che è quella che aspettiamo.
    QUESTA È DUNQUE LA FEDE CHE NOI PROCLAMIAMO: CREDERE IN CRISTO CHE È SALITO AL CIELO E SIEDE ALLA DESTRA DEL PADRE. EGLI VERRÀ NELLA GLORIA A GIUDICARE I VIVI E I MORTI. E IL SUO REGNO NON AVRÀ FINE.
    VERRÀ DUNQUE, VERRÀ IL SIGNORE NOSTRO GESÙ CRISTO DAI CIELI; VERRÀ NELLA GLORIA ALLA FINE DEL MONDO CREATO, NELL’ULTIMO GIORNO. VI SARÀ ALLORA LA FINE DI QUESTO MONDO, E LA NASCITA DI UN MONDO NUOVO.

  20. (CALVINO)

    “In un epoca in cui tutti si fanno in quattro per proclamare opinioni o giudizi,
    il signor P. ha preso l’abitudine di “mordersi” la lingua tre volte PRIMA DI FARE QUALSIASI AFFERMAZIONE.
    Se al terzo morso di lingua è ancora convinto della cosa che stava per dire, la dice; se no sta zitto.
    Di fatto, passa SETTIMANE E MESI INTERI IN SILENZIO”.

  21. CANTA, MA CAMMINA… Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo
    +++
    Cantiamo qui l’alleluia, mentre siamo ancora privi di sicurezza, per poterlo cantare un giorno lassù, ormai sicuri. Anche quaggiù tra i pericoli e le tentazioni, si canti l’alleluia. «Dio infatti è fedele; e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze» (1Cor 10,13). Perciò anche quaggiù cantiamo l’alleluia. L’uomo è ancora colpevole, ma Dio è fedele.
    Ma quando questo corpo sarà diventato immortale e incorruttibile, allora cesserà anche ogni tentazione…Ora infatti il nostro corpo è nella condizione terrestre, mentre allora sarà in quella celeste.
    O FELICE QUELL’ALLELUIA CANTATO LASSÙ!
    Alleluia di sicurezza e di pace! Là nessuno ci sarà nemico, là non perderemo mai nessun amico. Ivi risuoneranno le lodi di Dio. Certo risuonano anche ora qui. Qui però nell’ansia, lassù nella tranquillità. Qui cantiamo da morituri, lassù da immortali. Qui nella speranza, lassù nella realtà. Qui da esuli e pellegrini, lassù nella patria. Cantiamo pure ora, per sollevarci dalla fatica. Cantiamo da viandanti. CANTA, MA CAMMINA.
    Canta per alleviare le asprezze della marcia, ma cantando non indulgere alla pigrizia.
    CANTA E CAMMINA. Che significa camminare? Andare avanti nel bene,
    progredire nella santità. Se progredisci è segno che cammini,
    ma devi camminare nel bene, devi avanzare nella retta fede,
    devi progredire nella santità.
    CANTA E CAMMINA.

  22. UNA POESIA D’AMORE
    (Bruno Ferrero, 40 storie nel deserto) “Le cose che non hai fatto”.
    Ricordi il giorno che presi a prestito la tua macchina nuova e l’ammaccai? Credevo che mi avresti uccisa, ma tu non l’hai fatto. E ricordi quella volta che ti trascinai alla spiaggia, e tu dicevi che sarebbe piovuto, e piovve? Credevo che avresti esclamato: “Te l’avevo detto!”. Ma tu non l’hai fatto. Ricordi quella volta che civettavo con tutti per farti ingelosire, e ti eri ingelosito? Credevo che mi avresti lasciata, ma tu non l’hai fatto. Ricordi quella volta che rovesciai la torta di fragole sul tappetino della tua macchina? Credevo che mi avresti picchiata, ma tu non l’hai fatto. E ricordi quella volta che dimenticai di dirti che la festa era in abito da sera e ti presentasti in jeans? Credevo che mi avresti mollata, ma tu non l’hai fatto. Sì, ci sono tante cose che non hai fatto. Ma avevi pazienza con me, e mi amavi, e mi proteggevi.
    C’erano tante cose che volevo farmi perdonare quando tu saresti tornato dal Vietnam. Ma tu non l’hai fatto.
    MA TU NON SEI TORNATO.
    UNA REGOLA D’ORO: passeremo nel mondo una sola volta. Tutto il bene che possiamo fare o la gentilezza che possiamo manifestare a qualunque essere umano, facciamoli subito. NON RIMANDIAMOLO A PIÙ TARDI, POICHÉ NON PASSEREMO NEL MONDO … DUE VOLTE.

  23. CACCIATA LA PAURA DELLA MORTE, PENSIAMO ALL’IMMORTALITÀ
    San Cipriano, vescovo e martire

    Non dobbiamo fare la nostra volontà, ma quella di Dio. È una grazia che il Signore ci ha insegnato a chiedere ogni giorno nella preghiera. Ma è una contraddizione pregare che si faccia la volontà di Dio, e poi, QUANDO EGLI CI CHIAMA E CI INVITA AD USCIRE DA QUESTO MONDO, MOSTRARSI RILUTTANTI AD OBBEDIRE AL COMANDO DELLA SUA VOLONTÀ! CI IMPUNTIAMO E CI TIRIAMO INDIETRO COME SERVITORI CAPARBI. SIAMO PRESI DA PAURA E DOLORE AL PENSIERO DI DOVER COMPARIRE DAVANTI AL VOLTO DI DIO. E ALLA FINE USCIAMO DA QUESTA VITA NON DI BUON GRADO, MA PERCHÉ COSTRETTI E PER FORZA. PRETENDIAMO POI ONORI E PREMI DA DIO DOPO CHE LO INCONTRIAMO TANTO DI MALAVOGLIA!
    Ma allora, domando io, perché preghiamo e chiediamo che venga il regno dei cieli, SE CONTINUA A PIACERCI LA PRIGIONIA DELLA TERRA? Perché con frequenti suppliche domandiamo ed imploriamo insistentemente che si affretti a venire il tempo del regno, se poi coviamo nell’animo MAGGIORI DESIDERI E BRAME DI SERVIRE QUAGGIÙ IL DIAVOLO ANZICHÉ DI REGNARE CON CRISTO?
    Dal momento che il mondo odia il cristiano, PERCHÉ AMI CHI TI ODIA E NON SEGUI PIUTTOSTO CRISTO, CHE TI HA REDENTO E TI AMA? GIOVANNI IN UNA SUA LETTERA GRIDA PER ESORTARCI A NON AMARE IL MONDO, ANDANDO DIETRO AI DESIDERI DELLA CARNE. «NON AMATE NÉ IL MONDO», CI DICE, «NÉ LE COSE DEL MONDO! SE UNO AMA IL MONDO, L’AMORE DEL PADRE NON È IN LUI; PERCHÉ TUTTO QUELLO CHE È NEL MONDO, LA CONCUPISCENZA DELLA CARNE, LA CONCUPISCENZA DEGLI OCCHI E LA SUPERBIA DELLA VITA, NON VIENE DAL PADRE, MA DAL MONDO.
    E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno!» (1 Gv 2, 15-17). Piuttosto, fratelli carissimi, con mente serena, fede incrollabile e animo grande, siamo pronti a fare la volontà di Dio. CACCIAMO LA PAURA DELLA MORTE, PENSIAMO ALL’IMMORTALITÀ CHE ESSA INAUGURA. MOSTRIAMO CON I FATTI CIÒ CHE CREDIAMO DI ESSERE.
    Dobbiamo considerare e pensare spesso che noi abbiamo rinunziato al mondo e nel frattempo dimoriamo quaggiù solo come ospiti e pellegrini. Accettiamo con gioia il giorno che assegna ciascuno di noi alla nostra vera dimora, il giorno che, dopo averci liberati da questi lacci del secolo, ci restituisce liberi al paradiso e al regno eterno. CHI, TROVANDOSI LONTANO DALLA PATRIA, NON SI AFFRETTEREBBE A RITORNARVI? LA NOSTRA PATRIA NON È CHE IL PARADISO. LÀ CI ATTENDE UN GRAN NUMERO DI NOSTRI CARI, CI DESIDERANO I NOSTRI GENITORI, I FRATELLI, I FIGLI IN FESTOSA E GIOCONDA COMPAGNIA, SICURI ORMAI DELLA PROPRIA FELICITÀ, MA ANCORA TREPIDANTI PER LA NOSTRA SALVEZZA. VEDERLI, ABBRACCIARLI TUTTI: CHE GIOIA COMUNE PER LORO E PER NOI! CHE DELIZIA IN QUEL REGNO CELESTE NON TEMERE MAI PIÙ LA MORTE; E CHE FELICITÀ VIVERE IN ETERNO!
    Ivi è il glorioso coro degli APOSTOLI, la schiera esultante dei PROFETI; ivi l’esercito innumerevole dei MARTIRI, coronati di gloria per avere vinto nelle lotte e resistito nei tormenti; LE VERGINI TRIONFANTI, che vinsero la concupiscenza della carne e del corpo con la virtù della continenza; ivi sono ricompensati i MISERICORDIOSI, che esercitarono la beneficenza, nutrendo e aiutando in varie maniere i poveri, e così osservarono i precetti del Signore e, con le ricchezze terrene, si procurarono i tesori celesti. AFFRETTIAMOCI CON TUTTO L’ENTUSIASMO A RAGGIUNGERE LA COMPAGNIA DI QUESTI BEATI. DIO VEDA QUESTO NOSTRO PENSIERO; QUESTO PROPOSITO DELLA NOSTRA MENTE, DELLA NOSTRA FEDE, LO SCORGA CRISTO, IL QUALE ASSEGNERÀ, NEL SUO AMORE, PREMI MAGGIORI A COLORO CHE AVRANNO AVUTO DI LUI UN DESIDERIO PIÙ ARDENTE.

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