VIENI, SPIRITO SANTO! 

 DOMENICA 20  MAGGIO 2018-  FESTA DI PENTECOSTE PREPARIAMOCI A RICEVERE IL DONO DELLO SPIRITO SANTO

Cari amici,

Ieri sera festa di MARIA MADRE DELLA CHIESA, abbiamo iniziato un corso  di esercizi spirituali con l’APOCALISSE:” IO STO ALLA PORTA E BUSSO… E TU MI APRI?”. Mi è caro condividere qualche pensiero  e chiedo a tutti una preghiera .

  •  CAPITOLO   2  1 All’angelo della Chiesa di Efeso scrivi: Così parla Colui che tiene le sette stelle nella sua destra e  cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro: 2 Conosco le tue  opere, la tua fatica   e la tua costanza, per cui non puoi sopportare i  cattivi;       li hai messi alla prova – quelli che si dicono apostoli e non lo  sono  – e li hai trovati bugiardi. 3 Sei costante e hai molto sopportato       per il mio nome, senza stancarti. 4 Ho però da rimproverarti che hai  abbandonato il tuo amore di prima. 5 Ricorda dunque da dove     sei  caduto, ravvediti e compi le opere di prima. Se non ti ravvederai,   verrò da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto.  Tuttavia hai questo di buono, che detesti le opere dei Nicolaìti,  che anch’io detesto. 7 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese: Al  vincitore darò da mangiare dell’albero della vita, che sta nel paradiso  di Dio.

LAODICEA c. 3 14 ALL’ANGELO DELLA CHIESA DI LAODICÈA SCRIVI:  Così parla l’Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della  creazione di Dio: 15 Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né  caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! 16 Ma poiché sei tiepido, non sei  cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. 17 Tu dici ricco, mi sono arricchito; non ho bisogno di nulla”,     ma non sai  di essere un infelice, un miserabile, un povero,   cieco e nudo. Ti  consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco   per diventare  ricco, vesti bianche per coprirti e nascondere la vergognosa tua  nudità e collirio per ungerti gli occhi e ricuperare la vista. 19 Io tutti  quelli che amo li rimprovero e li castigo. Mostrati dunque zelante e  ravvediti. 20 Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta   la mia  voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui   ed egli con me.  21 Il vincitore lo farò sedere presso di me, sul mio trono, come io ho  vinto e mi sono assiso presso il Padre mio sul suo trono.     22 Chi ha  orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese.

CI INTEPIDIAMO, MA TU CI RIACCENDI.  L’anima mia è molto sbigottita. Rimango attonito e considero che i cieli non sono puri ai tuoi occhi. Caddero le stelle dal cielo (cfr. Ap 6, 13), e io, polvere, che cosa presumo? Alcuni uomini che sembravano seguire una condotta sublime, caddero nel più basso; e chi mangiava il pane degli angeli, l’ho poi visto compiacersi delle ghiande dei porci. Non c’è , dunque, nessuna santità, se tu, Signore, sottrai la tua mano. Nessuna sapienza giova, se tu smetti di governare. Nessuna fortezza vale, se tu cessi di sostenere. Se siamo abbandonati, affondiamo e periamo. Se invece siamo visitati, c’innalziamo e viviamo. Siamo instabili, ma da te siamo fatti saldi. Ci intepidiamo, ma tu ci riaccendi. «Imitazione di Cristo»  (Lib. 3, 14)

ETTY HILLESUM Le minacce e il terrore crescono di giorno in giorno. M’innalzo intorno la preghiera come un muro oscuro che offre riparo, mi ritiro nella preghiera come nella cella di un convento, ne esco fuori più “raccolta”, concentrata e forte. Questo ritirarmi nella chiusa cella della preghiera, diventa per me una realtà sempre più grande. Dappertutto c’erano cartelli che ci vietavano le strada per la campagna: Ma sopra quell’unico pezzo di strada che ci rimane c’è pur sempre il cielo, tutto quanto. Non possono farci nulla, non possono veramente farci niente. Possono renderci la vita un po’ spiacevole, possono provarci di qualche bene materiale e di un po’ di libertà di movimento, ma siamo noi stessi a privarci delle nostre forze migliori col nostro atteggiamento sbagliato: Dobbiamo pregare di tutto cuore che succeda qualcosa di buono. Infatti, se il nostro odio ci fa degenerare in bestie come lo sono loro, non servirà a nulla.    L’unica cosa che possiamo salvare in questi tempi … è un piccolo pezzo di te in noi stessi, mio Dio. Sì mio Dio sembra che tu non possa far molto per modificare le circostanze attuali. Io non chiamo in causa la tua responsabilità… tu non puoi aiutarci, ma tocca a noi aiutare te, difendere fino all’ultimo la tua casa in noi.

DON ORIONE E LE SUE “ESPERIENZE” DEL SIGNORE 

Ieri mi trovavo nella camera di un buon prete e là mi cadde lo sguardo su queste parole: Dio solo! Il mio sguardo in quel momento era pieno di stanchezza e di dolore, e la mente ripensava a tante giornate piene di affanno come quelle di ieri, e sopra il turbinio di tante angosce, e sopra il suono confuso di tanti sospiri, mi pareva fosse la voce affabile e buona del mio angelo: Dio solo!, anima sconsolata, Dio solo! E mi pareva che l’anima si rialzasse, e che una voce di pace e di conforto scendesse da quel cuore trafitto, e mi invitasse a salire in alto, a confidare a Dio i miei dolori e a pregare. Che silenzio dolce e pieno di pace! e nel silenzio andavo ripetendo tra me Dio solo! E allora vidi dietro di me la ragione delle pene presenti: vidi che invece di cercare nel mio lavoro di piacere a Dio solo! era da anni che andavo mendicando la lode degli uomini, ed ero in una continua ricerca, in un continuo affanno di qualcuno che mi potesse vedere, apprezzare, applaudire, e conchiusi tra me: bisogna cominciare vita nuova anche qui: lavorare cercando Dio solo!

 

donalesiani@gmail.comwww.sanbiagiofano.it

“Io  sto  alla  porta  e  busso…”

E tu mi apri?  (Apocalisse)

 

  • Sulla strada dei nostri interrogativi, delle nostre inquietudini, talvolta delle nostre cocenti delusioni, il divino Viandante continua a farsi nostro compagno per introdurci, con l’interpretazione delle Scritture, alla comprensione dei misteri di Dio. Quando l’incontro diventa pieno, alla luce della Parola subentra quella che scaturisce dal «Pane di vita», (MND N. 2.)
  • COME CI TROVIAMO STASERA ? NMI: DUC IN ALTUM!  “Questa parola risuona oggi per noi, e ci invita a fare memoria grata del passato, a vivere con passione il presente, ad aprirci con fiducia al futuro: « Gesù Cristo è lo stesso, ieri, oggi e sempre! » (Eb 13,8)
  •  COME SI TROVAVANO I CRISTIANI   alla fine del primo secolo? SITUAZIONE STORICO-GEOGRAFICA:
  1. CHIESA ALL’ESTERNO:  Siamo in Asia minore – fine primo secolo- A Roma imperatore Domiziano perseguita i cristiani …
  2. LA CHIESA AL SUO INTERNO: Sorgono le prime eresie e lassismo morale
  3. GIOVANNI SCRIVE PER 3 MOTIVI PRINCIPALI:
  4. Ri-Velare Gesù Cristo  
  5. – Dare Forza Ai Martiri                                                                           
  6. – Richiamare al primitivo Fervore

– APOCALISSE:  TESTO  difficile e affascinante: dalle 1000 interpretazioni:

  • CELEBRARE UNA LITURGIA VIVA: beato chi legge – chi ascolta – chi pratica
  • UN GRANDE SEGNO DI CROCE che si fa vita e speranza : Padre – Figlio – Spirito Santo CAP.  1 1 Rivelazione di Gesù Cristo che Dio gli diede per render noto ai  suoi servi le cose che devono presto accadere, e che egli  manifestò inviando il suo angelo al suo servo Giovanni. 2 Questi  attesta la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, riferendo  ciò che ha visto. 3 Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le  parole di questa profezia e mettono in pratica le cose che vi sono  scritte. Perché il tempo è vicino. 4 Giovanni alle sette Chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da  Colui che è, che era e che viene, dai sette spiriti che stanno davanti al  suo trono, 5 e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei  morti e il principe dei re della terra. 
  • DON ORIONE: Anch’io sento un grande desiderio di amare il Signore, e di consumare la mia vita davanti a lui, con me mi pare che ci debbano essere altri tanti, ma io non è questo che cerco, ma lui che mi preme e mi soffoca, e di cui ho bisogno di vivere e di morire: della sua vita e della sua morte.    Io vi dichiaro che non so nulla, e non vado cercando null’altro che Lui Lui! Lui! Ho deposto la mia vita ai Suoi piedi per restare sempre là, e anche il sollevare la mente a pensare ma poi come sarà, sarà così o sarà così non lo posso più fare, fiat voluntas Tua sicut in coelo et in terra: ecco l’unica cosa che io posso dire al Signore

++++++++++++++++++++++++++++++++++

               QUELLA SUA MANO SULLA SPALLA…

A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo  sangue, 6 che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e  Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.  7Ecco, viene sulle nubi  e ognuno  lo vedrà;  anche quelli che lo  trafissero   e tutte le nazioni della terra si batteranno per lui il petto . Sì, Amen!  8 Io sono l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Dio, Colui che è, che era  e che viene, l’Onnipotente!

VISIONE PREPARATORIA: 9 Io, Giovanni, vostro fratello e vostro compagno nella tribolazione, nel regno e nella costanza in Gesù, mi trovavo nell’isola chiamata  Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza resa a Gesù.  10 Rapito in estasi, nel giorno del Signore, udii dietro di me una voce  potente, come di tromba, che diceva: 11 Quello che vedi, scrivilo in un  libro e mandalo alle sette Chiese: a E`feso, a Smirne, a Pèrgamo, a  Tiàtira, a Sardi, a Filadèlfia e a Laodicèa. 12 Ora, come mi voltai per  vedere chi fosse colui che mi parlava, vidi sette candelabri d’oro 13 e in  mezzo ai candelabri c’era uno  simile a figlio di uomo, con un abito  lungo fino ai piedi  e  cinto  al petto con una fascia  d’oro .  14  I capelli della  testa erano candidi, simili a lana  candida,  come neve. Aveva gli occhi   fiammeggianti come fuoco, 15  i piedi avevano l’aspetto del bronzo  splendente  purificato nel crogiuolo.  La voce era simile al fragore di  grandi acque . 16 Nella destra teneva sette stelle, dalla bocca gli usciva  una spada affilata a doppio taglio e il suo volto somigliava al sole  quando splende in tutta la sua forza. 17 Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando  su di me la destra, mi disse: Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo  18 e il Vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra  la morte e sopra gli inferi. 19 Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle che sono e quelle che accadranno dopo. 20 Questo è il senso recondito  delle sette stelle che hai visto nella mia destra e dei sette candelabri  d’oro, eccolo: le sette stelle sono gli angeli delle sette Chiese e le  sette lampade sono le sette Chiese.

++++++++++++++++++++++++++++++++++++++

 Cari amici,  Maria vuole  invocare anche sulla Chiesa di oggi e su ciascuno di noi lo Spirito Santo, lo Spirito del suo Figlio… Ne abbiamo tanto bisogno. Guidati da Lei potremo trovare luce e forza per testimoniare il vangelo nel mondo…

 VIENI, SPIRITO SANTO!

Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto; ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto.
O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei fedeli.
Senza la tua forza, nulla è nell’uomo, nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato.
Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna.

  • LO SPIRITO SANTO ALL’OPERA NEGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
  1. PAOLO SI LASCIAVA GUIDARE COSI’… ATTI, 20. Da Milèto mandò a chiamare subito ad Efeso gli anziani della  Chiesa. 18 Quando essi giunsero disse loro: “Voi sapete come mi sono  comportato con voi fin dal primo giorno in cui arrivai in Asia e per  tutto questo tempo: 19 ho servito il Signore con tutta umiltà, tra le  lacrime e tra le prove che mi hanno procurato le insidie dei Giudei.22 Ed ecco ora, avvinto dallo Spirito, io vado a  Gerusalemme senza sapere ciò che là mi accadrà.. 24 Non ritengo tuttavia la mia vita meritevole di nulla,  purché conduca a termine la mia corsa e il servizio che mi fu affidato  dal Signore Gesù, di rendere testimonianza al messaggio della grazia  di Dio.
  2. LA CHIESA ANCHE OGGI GUIDATA E’ DALLO SPIRITO SANTO  (NN. 4. 12) Lo Spirito dimora nella Chiesa e nei cuori dei fedeli come in un tempio (cfr. 1 Cor 3, 16; 6, 19) e in essi prega e rende testimonianza della adozione filiale (cfr. Gal 4, 6); Rm 8, 15-16 e 26). Egli guida la Chiesa verso tutta intera la verità ( Gv 16, 13), la unifica nella comunione e nel servizio, la provvede di diversi doni gerarchici e carismatici, coi quali la dirige e la abbellisce dei suoi frutti (cfr. Ef 4, 11-12; 1 Cor 12, 4; Gal 5, 22). Con la forza del Vangelo la fa ringiovanire, la rinnova continuamente e la conduce alla perfetta unione col suo Sposo. Infatti lo Spirito e la Sposa dicono al Signore Gesù: Vieni! (cfr. Ap 22, 17).
  3. + LA MISSIONE DELLO SPIRITO SANTO NELLA CHIESA O Signore, permettici di parlare tutte le lingue del mondo contemporaneo: della cultura e della civiltà, del rinnovamento sociale, economico e politico,  della informazione e dei mezzi di comunicazione sociale.
  • GESÙ HA MANTENUTO LA SUA PROMESSA: Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio.
  1. COME AVVICINARSI AI LONTANI OGGI?  Lo Spirito Santo, ci precede: a noi il compito di obbedirgli  c. 8 26 Un angelo del Signore parlò intanto a Filippo: “Alzati, e và verso il mezzogiorno, sulla strada che discende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta”. 27 Egli si alzò e si mise in cammino, quand’ecco  un Etiope, un eunuco, funzionario di Candàce, regina di Etiopia,  sovrintendente a tutti i suoi tesori, venuto per il culto a Gerusalemme, 28 se ne ritornava, seduto sul suo carro da viaggio, leggendo il  profeta Isaia. 29 Disse allora lo Spirito a Filippo: “Và avanti, e  raggiungi quel carro”. 30 Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il  profeta Isaia, gli disse: “Capisci quello che stai leggendo?”. 31 Quegli  rispose: “E come lo potrei, se nessuno mi istruisce?”. E invitò Filippo  a salire e a sedere accanto a lui. …Filippo,  prendendo a parlare e partendo da quel passo della Scrittura, gli  annunziò la buona novella di Gesù. 36 Proseguendo lungo la strada,  giunsero a un luogo dove c’era acqua e l’eunuco disse: “Ecco qui c’è  acqua; che cosa mi impedisce di essere battezzato?”.  Fece  fermare il carro e discesero tutti e due nell’acqua, Filippo e l’eunuco,  ed egli lo battezzò.
  2. QUALI STRATEGIE PASTORALI INVENTARE PER IL 3° MILLENNIO?  Saper vedere lo Spirito all’opera anche nei lontani:  10 44 Pietro stava dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo  scese sopra tutti coloro che ascoltavano il discorso. E i fedeli  circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliavano che anche  sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo;  Allora Pietro disse: “Forse  che si può proibire che siano battezzati con l’acqua questi che hanno  ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi?”. Se dunque Dio ha dato a  loro lo stesso dono che a noi per aver creduto nel Signore Gesù  Cristo, chi ero io per porre impedimento a Dio?”.
  3. MA COME SI FA UN PROGETTO DI COMUNITÀ? Ascoltando lo Spirito che parla in una comunità fervorosa  ATTI 13 1 C’erano nella comunità di Antiochia profeti e dottori:  Barnaba, Simeone soprannominato Niger, Lucio di Cirène, Manaèn, compagno d’infanzia di Erode tetrarca, e  Saulo. 2 Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e  digiunando, lo Spirito Santo disse: “Riservate per me Barnaba e  Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati”. 3 Allora, dopo aver  digiunato e pregato, imposero loro le mani e li accomiatarono. 4 Essi dunque, inviati dallo Spirito Santo, discesero a Selèucia…
  • PAOLO  NE PARLA PER ESPERIENZA AI ROMANI… C. 8  … Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.
  1. I DONI DELLO SPIRITO Vieni Spirito di Sapienza: facci gustare la dolcezza della Parola di Dio, la tenerezza del suo Amore, la pace che ci viene dal rispondere alla chiamata di  Dio.
  2. Vieni Spirito d’Intelletto: donaci di saper guardare con verità il nostro cuore per scoprirvi la presenza di Dio; sii tu il Maestro interiore che ci guida  a comprendere il progetto d’amore di Dio per noi.
  3. Vieni Spirito di Scienza: rendici capaci di conoscere, amare e seguire Cristo nel cammino della vita;  insegnaci a pensare, ad agire, a scegliere come Gesù ha pensato, agito, scelto.
  4. Vieni Spirito di Fortezza: irrobustisci la nostra fede, perché possiamo  rendere ragione della nostra chiamata; donaci il coraggio che ci fa essere autentici testimoni del nome di Cristo.
  5. Vieni Spirito di Consiglio ricordaci sempre le Parole del Maestro perché in ogni situazione della nostra vita possiamo individuare la strada giusta da percorrere per giungere alla gioia piena.
  6. Vieni Spirito di Pietà: crea in noi la coscienza di essere figli amati da Dio Padre, fatti ad immagine del Figlio Gesù e ricolmi della gioia dello Spirito che da la vita.
  7. Vieni Spirito di Timore di Dio: rendici consapevoli dell’amore paterno di Dio e facci sempre attenti a accogliere, nel nostro cammino, i segni e le persone con cui Dio ci rivela la sua volontà.
  •  LO SPIRITO SANTO  ALL’OPERA (cfr. Atti Degli Apostoli)  Quale il primo requisito per servire  i poveri?   Essere pieni di saggezza e di Spirito santo:
  • c.6 1 In quei giorni, mentre aumentava il numero dei discepoli, sorse  un malcontento fra gli ellenisti verso gli Ebrei, perché venivano  trascurate le loro vedove nella distribuzione quotidiana. 2 Allora  i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: “Non è giusto  che noi trascuriamo la parola di Dio per il servizio delle mense.  3 Cercate dunque, fratelli, tra di voi sette uomini di buona reputazione, PIENI DI SPIRITO E DI SAGGEZZA, ai quali affideremo quest’incarico4 Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al ministero della  parola”. 5 Piacque questa proposta a tutto il gruppo ed ELESSERO  STEFANO, UOMO PIENO DI FEDE E DI SPIRITO SANTO, Filippo, Pròcoro,  Nicànore, Timòne, Parmenàs e Nicola, un proselito di Antiochia. 6 Li  presentarono quindi agli apostoli i quali, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
  •  S. PAOLO  NE PARLA PER ESPERIENZA AI ROMANI…c. 8 Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza Ritengo infatti che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio. Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Nella speranza infatti siamo stati salvati. Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.
  • I PADRI DELLA CHIESA LO SPIEGAVANO AI FEDELI COSÌ...LETTERA A DIOGNETO –Sebbene ne sia odiata, l`anima ama la carne e le sue membra,  così anche i cristiani amano coloro che li odiano. L`anima è rinchiusa nel corpo, ma essa a sua volta sorregge il corpo.  Anche i cristiani sono trattenuti nel mondo come in una prigione, ma sono essi che sorreggono il mondo. 
  • Cfr.  I cristiani nel mondo – LETT. A DIOGNETO
  • PAPA FRANCESCO LUNEDÌ 9 GIUGNO 2014 Lo Spirito Santo ci insegna la via; ci ricorda e ci spiega le parole di Gesù; ci fa pregare e dire Padre a Dio, ci fa parlare agli uomini nel dialogo fraterno e ci fa parlare nella profezia.​«Tutti furono colmati di Spirito Santo» (At 2,4). Parlando agli Apostoli nell’Ultima Cena, Gesù disse che, dopo la sua partenza da questo mondo, avrebbe inviato loro il dono del Padre, cioè lo Spirito Santo (cfr Gv 15,26). Questa promessa si realizza con potenza nel giorno di Pentecoste, quando lo Spirito Santo discende sui discepoli riuniti nel Cenacolo. Quella effusione, benché straordinaria, non è rimasta unica e limitata a quel momento, ma è un evento che si è rinnovato e si rinnova ancora. Cristo glorificato alla destra del Padre continua a realizzare la sua promessa, inviando sulla Chiesa lo Spirito vivificante, che ci insegna e ci ricorda e ci fa parlare.
  • Lo Spirito Santo ci insegna: è il Maestro interiore. Ci guida per il giusto cammino, attraverso le situazioni della vita. Lui ci insegna la strada, la via. Nei primi tempi della Chiesa, il Cristianesimo era chiamato “la via” (cfr At9,2), e Gesù stesso è la Via. Lo Spirito Santo ci insegna a seguirlo, a camminare sulle sue orme. Più che un maestro di dottrina, lo Spirito Santo è un maestro di vita. E della vita fa parte certamente anche il sapere, il conoscere, ma dentro l’orizzonte più ampio e armonico dell’esistenza cristiana.
  • Lo Spirito Santo ci ricorda, ci ricorda tutto quello che Gesù ha detto. E’ la memoria vivente della Chiesa. E mentre ci fa ricordare, ci fa capire le parole del Signore. Questo ricordare nello Spirito e grazie allo Spirito non si riduce a un fatto mnemonico, è un aspetto essenziale della presenza di Cristo in noi e nella sua Chiesa. Lo Spirito di verità e di carità ci ricorda tutto ciò che Cristo ha detto, ci fa entrare sempre più pienamente nel senso delle sue parole. Noi tutti abbiamo questa esperienza: un momento, in qualsiasi situazione, c’è un’idea e poi un’altra si collega con un brano della Scrittura… E’ lo Spirito che ci fa fare questa strada: la strada della memoria vivente della Chiesa. E questo chiede da noi una risposta: più la nostra risposta è generosa, più le parole di Gesù diventano in noi vita, diventano atteggiamenti, scelte, gesti, testimonianza.
  • CI FA PARLARE CON DIO NELLA PREGHIERA. La preghiera è un dono che riceviamo gratuitamente; è dialogo con Lui nello Spirito Santo, che prega in noi e ci permette di rivolgerci a Dio chiamandolo Padre, Papà, Abbà (cfr Rm 8,15;Gal 4,4); e questo non è solo un “modo di dire”, ma è la realtà, noi siamo realmente figli di Dio. «Infatti, tutti coloro che sono guidati dallo Spirito Santo di Dio, costoro sono figli di Dio» (Rm 8,14).
  • Ricapitolando: lo Spirito Santo ci insegna la via; ci ricorda e ci spiega le parole di Gesù; ci fa pregare e dire Padre a Dio, ci fa parlare agli uomini nel dialogo 

PREGHIAMO:

Spirito Divino, rinnova le tue meraviglie in questo nostro tempo come in una nuova Pentecoste e concedi che la tua Chiesa, pregando incessantemente e insistentemente con un solo cuore ed una sola mente insieme con Maria, la Madre di Gesù, guidata da Pietro, promuova il regno del Divino Salvatore, regno di giustizia, di amore e di pace. (Giovanni XXIII)

 I PADRI DELLA CHIESA LO SPIEGAVANO AI FEDELI… Anzitutto lo Spirito illumina la mente di colui che lo riceve e poi, per mezzo di questi, anche degli altri. E come colui che prima si trovava nelle tenebre, all’apparire improvviso del sole riceve la luce nell’occhio del corpo e ciò che prima non vedeva, vede ora chiaramente, così anche colui che è stato ritenuto degno del dono dello Spirito Santo, viene illuminato nell’anima e, elevato al di sopra dell’uomo, vede cose che prima non conosceva.

Cfr  S. Cirillo+ ACQUA VIVA DELLO SPIRITO – S. CIRILLO GER.   

Riflettiamo e invochiamo lo spirito per ricevere i suoi doni  Senza lo Spirito Santo  Dio è lontano, Cristo rimane nel passato, il Vangelo è lettera morta, la Chiesa è una semplice organizzazione, l’autorità è una dominazione, la missione una propaganda, il culto una evocazione, e l’agire dell’essere umano una morale da schiavi.

  • MA NELLO SPIRITO SANTO: IL COSMO È SOLLEVATO E GEME NELLA GESTAZIONE DEL REGNO, CRISTO RISORTO È PRESENTE, IL VANGELO È POTENZA DI VITA,
  • LA CHIESA SIGNIFICA COMUNIONE TRINITARIA, L’AUTORITÀ È UN SERVIZIO LIBERATORE, LA MISSIONE È UNA PENTECOSTE, LA LITURGIA È MEMORIALE E ANTICIPAZIONE, L’AGIRE UMANO È DIVINIZZATO.(Patriarca Atenagora)

***************************************************************************

 CIRILLO DI ALESSANDRIA: I FRUTTI DELLO SPIRITO «Commento sul vangelo di Giovanni» FINCHÉ CRISTO VIVEVA ANCORA CON IL SUO CORPO INSIEME AI FEDELI, EGLI STESSO, A MIO PARERE, DISPENSAVA LORO OGNI BENE. Quando invece giunse il momento stabilito di salire al Padre celeste, era necessario che fosse presente ai suoi seguaci per mezzo dello Spirito ed abitasse per mezzo della fede nei nostri cuori, perché, avendolo in noi, potessimo dire con fiducia «Abbà, Padre» e praticassimo con facilità ogni virtù…LO SPIRITO TRASFORMA, PER COSÌ DIRE, IN UN`ALTRA IMMAGINE COLORO NEI QUALI ABITA…  INFATTI PORTA CON FACILITÀ DAL GUSTO DELLE COSE TERRENE A QUELLO DELLE SOLE COSE CELESTI E DA UNA IMBELLE TIMIDEZZA AD UNA FORZA D`ANIMO PIENA DI CORAGGIO E DI GRANDE GENEROSITÀ. I DISCEPOLI ERANO COSÌ DISPOSTI E COSÌ RINFRANCATI NELL`ANIMO DALLO SPIRITO SANTO, DA NON ESSERE PER NULLA VINTI DAGLI ASSALTI DEI PERSECUTORI, MA FORTEMENTE STRETTI ALL`AMORE DI CRISTO.

 

L'immagine può contenere: 1 persona…Come non pensare oggi al nostro santo Fondatore e al rapporto personalissimo che ciascuno di noi suoi figli e figlie abbiamo con Lui. Personalmente debbo a Lui l’iniziativa di rivelarmisi nella SUA SPIRITUALE GRANDEZZA condensata in quel suo programma da vertigini:”INSTAURARE OMNIA IN CHRISTO” E debbo anche un grazie grande a S. Giovanni Paolo II che osò paragonarlo a S.Paolo quando in occasione della sua Beatificazione affermò: “DON ORIONE EBBE LA TEMPRA E IL CUORE DELL’APOSTOLO PAOLO”. Sarebbe bello oggi FESTEGGIARE IL NOSTRO SANTO non solo con solenni celebrazioni ma SCAMBIANDOCI PENSIERI E CONSONANZE SPIRITUALI COL NOSTRO PADRE FONDATORE. Tipo: HO INCONTRATO DON ORIONE, COSI….che ne dite? donalesiani@gmail.com o www.sanbiagiofano.it

  • Ho incontrato Don Orione…” Una esperienza soffertaLa prima mossa l’ha fatta Lui, cercatore di vocazioni povere, con uno sconto di…11.000 lire! Mia risposta: tentativo di …imbroglio con fuga architettata Un profondo disagio interiore, tra ampiezza di visione biblica e piccolezze educative… in una cripta di fronte a quella scritta sullo stemma della congregazione “INSTAURARE OMNIA IN CHRISTO”  – 26 Ottobre 1980: davanti alla TV: “Ebbe la tempra e il cuore dell’Apostolo Paolo”
  • ALLA RICERCA DI CONSONANZE PROFONDE Umili origini contadine…quel suo spigolare, la povertà dignitosa e l’educazione della mamma  Mia madre mise a me, che ero il quarto figlio, i vestiti del mio primo fratello, che ha tredici anni di più, e la povera donna, quei vestiti, li aveva fatti passare a tre altri, prima di me; ma ci ha lasciato un po’ di denaro, che, in parte, andò per i primi orfanelli della Divina Provvidenza, e ci ha cresciuti bene, all’onore del mondo, come si dice: tutti gli stracci li sapeva combinare e ci cavava dei vestitini, e la famiglia trionfava nella povertà onesta e discreta.     (…)Quella povera vecchia contadina di mia madre si alzava alle tre di notte e via a lavorare, e pareva sempre un fuso che andasse, e sempre faceva e s’industriava: faceva da donna e, con i suoi figli, sapeva fare anche da uomo, perché nostro padre era lontano, a lavorare sul Monferrato: batteva il falcetto per fare l’erba, e lo affilava essa, senza portarlo all’arrotino; faceva la tela con canapa filata da essa; e i miei fratelli si divisero tante lenzuola, tanta bella biancheria, povera mia madre! Teneva da conto fin i coltelli rotti…. Non correva a comperare, se proprio non poteva farne a meno; e, quando è morta, le abbiamo ancora messo il suo vestito da sposa, dopo cinquantun anni che si era sposata: se l’era fatto tingere in nero, e faceva ancora la sua bella figura, ed era ancora il suo vestito più bello!
  •  QUESTO AMORE ALL’ESSENZIALITÀ  E NIENTE FRONZOLI

Hai ragione di richiedere tre aule, perché sono tre classi distinte; ma le tre aule già la Divina Provvidenza ve le ha date, cari miei figli.     Solo succede che i vostri occhi sono velati dal velo onde è un po’ velato lo spirito che anticipatamente risplendeva in noi: avete le aule e non le vedete e non le trovate.  Ma sai, mio carissimo don Cremaschi, che è questa una grande pena per don Orione?     Dietro la cappella, quante aule ci sono? Tre! Ecco le tre aule. Mi dirai: “Ma è la sacrestia”!. Rispondo: almeno fino a che non farete le aule, se ne faccia a meno della sacrestia, e i sacerdoti si vestano in presbiterio. E forse supremamente necessaria la sacrestia? Ah! come si vede che non siete stati in paesi di missione! E il cenacolo, aveva la sacrestia? Se era come è attualmente, no! Del resto, e perché la mattina il sacerdote non potrà vestirsi anche in un’aula scolastica? Ah Cremaschi, Cremaschi!, caro mio buon don Cremaschi, torniamo poveri, torniamo ai primi tempi! Formiamo i novizi che vivano di buono spirito, di povertà, di sacrificio.     Che m’importano le sacrestie e le cerimonie, quando mancasse lo spirito, che deve essere proprio dei Figli della Divina Provvidenza? Non sempre si può avere tutto: sappiamo un po’ comprendere i tempi e i momenti della Congregazione     Avessimo tanto posto in paradiso, caro don Cremaschi! Io, caro don Cremaschi, trovo da far scuola da per tutto – è una grazia di Dio – e voi non ne trovate! E che male c’è, dato il nostro bisogno e i momenti che attraversiamo, che male c’è a far scuola in una cappella?  (da lettera del 5 – X – 1939)    L. II, 552 s.

A)   4 PILASTRI: GESU’ – POVERI – CHIESA-PAPA – MARIA

 CENTRALITÀ DI CRISTO NELLA STORIA DELLA SALVEZZA LET. 1903

L’opera della Divina Provvidenza, nei secoli avanti la nascita di Nostro Signor Gesù Cristo, era coordinata a disporre l’umanità a ricevere Gesù Cristo Redentore; e, dopo la venuta di Nostro Signore nel corso dei secoli nei quali la Santa Chiesa milita sulla terra, l’opera della Divina Provvidenza consiste nell’instaurare omnia in Christo: illuminare cioè e santificare le anime nella conoscenza e nella carità di Dio, e instaurare successivamente tutte le istituzioni e tutte le cose, anche appartenenti alla società esterna degli uomini, in Nostro Signore Gesù Cristo Crocifisso, facendole entrare nello spirito e nella vita del Cattolicesimo, , perché appunto di tutte le umane creature e le umane istituzioni si faccia un solo ovile, sotto la guida di un solo Pastore: « ut fiat unum ovile et unus Pastore ».

  1. Ascoltato nella Parola di Dio  E di che cosa vi scriverò oggi? Sentite: oggi ho riletta la lettera dell’Apostolo San Paolo agli Ebrei, lettera che ben può chiamarsi la lettera della Fede, poiché l’Apostolo vi fa un mirabile elogio della Fede. E perché, oggi, ho voluto rileggere la lettera di San Paolo che tratta della Fede? Perché, se ieri era l’anniversario della mia nascita, oggi, festa di S. Giovanni Battista, è il giorno benedetto del mio battesimo, onde mi fu dato il nome di Giovanni. Col santo battesimo ebbi la vera rigenerazione, operatasi in me da Cristo, per divina misericordia, ed ho ricevuto il dono inestimabile della Fede.
  1. Adorato nel silenzio dell’Eucarestia – Apro un libro di pensieri serafici, ammassati dai Santi nei loro intimi colloqui con Dio; pagine preziose, dalle quali già trassi lumi e grazie in copia; ma il libro mi si chiude tra le mani, né so più leggere fino a che non abbia gettato tutto il mio povero cuore nel Tuo: Signore Gesù, Ti amo, Ti amo e Ti amo ! Non sciolgo inni di lode, né prego quasi, penso; penso a Te, che mi sei così vicino: al Tuo cuore che non mi sarà mai straniero né freddo: al Tuo amore, che è sempre uguale a se stesso ! Oggi ero molto afflitto, o mio Dio, e mi pareva proprio di non potere più tirare avanti, – adesso invece i dolori non mi turbano più, e sono contento di patire. O Signore, amore soavissimo e vita mia, fa che da ogni ferita di spina, che mi trafigge l’anima, esca la gran voce del mio amore: Ti amo, o Gesù mio, Ti amo e Ti amo ! … A Te, che vegli, apro il mio cuore, con Te esamino le occupazioni della giornata: a Te espongo pensieri ed affetti; ascolto la voce Tua, studio il Tuo volere, mentre Ti guardo e Ti amo, Ti amo e Ti amo ! E anche Tu mi ami; oh se mi ami ! Dimmi una parola, o Signore, che mi additi il sentiero nel quale Tu vuoi che io cammini; illuminami, o Signore, con un raggio di Tua luce divina, che le tenebre si addensano intorno a me: ed io Ti risponderò che Ti amo, Ti amo e Ti amo !
  1. SERVITO NEI POVERI .   Nel nome della Divina Provvidenza, ho aperto le braccia e il cuore a sani e ad ammalati, di ogni età, di ogni religione, di ogni nazionalità: a tutti avrei voluto dare, col pane del corpo, il divino balsamo della Fede, ma specialmente ai nostri fratelli più sofferenti e abbandonati. Tante volte ho sentito Gesù Cristo vicino a me, tante volte l’ho come intravisto, Gesù, nei più reietti e più infelici.  
  1. B) “TOGLIERE L’ABISSO…” AMORE ALLA CHIESA E AL PAPA stile di vita come linguaggio, iniziative popolari, pellegrinaggi, ortodossia e attenzione alle persone in difficoltà….. Ma, a meglio riuscire a salvare anime, bisogna pur saper adottare certi metodi, e non fossilizzarci nelle forme, se le forme non piacciono più, se diventano, o sono diventate, antiquate e fuori uso…Anche quelle forme, quelle usanze, che a noi possano sembrare un po’ laiche, rispettiamole, e adottiamole, occorrendo, senza scrupoli, senza piccolezze di testa; salvare la sostanza bisogna! Questo è il tutto. I tempi corrono velocemente e sono alquanto cambiati, e noi, in tutto che non tocca la dottrina, la vita cristiana e della Chiesa, dobbiamo andare e camminare alla testa dei tempi e dei popoli, e non alla coda, e non farci trascinare . Per poter tirare e portare i popoli e la gioventù alla Chiesa e a Cristo bisogna camminare alla testa. Allora toglieremo l’abisso che si va facendo tra il popolo e Dio, tra il popolo e la Chiesa.

 C) PADRE E MADRE DEI POVERI 

  • QUELLI DI CASA : 25.MO DI SACERDOZIO…E allora il chierico Don Camillo Secco ora è suddiacono -che fa da infermiere, e che è forte assai, alzò il caro malato diritto sul letto, e abbiamo cambiato tutto, e il letto e il malato, e così mentre gli altri pranzavano, con dell’acqua tiepida io lo lavavo e pulivo, facendo, col nostro caro Viano, quegli uffici umili sì, ma santi, che una madre fa con i suoi bambini.  Ho guardato in quel momento il chierico Camillo, ed ho visto che piangeva. Ci eravamo chiusi in infermeria, perchè nessuno entrasse, e fuori picchiavano con insistenza che andassi giù a pranzo; ma io pensavo che meglio assai era compiere, con amore di Dio e umiltà, quell’opera santa, e veramente di Dio; e dicevo tra me: -Oh molto meglio questo che tutte le prediche che ho fatto! Ora vedo che veramente Gesù mi ama, se mi dà modo di purificare la mia vita e di santificare cosi questo XXV anniversario di mio Sacerdozio. E sentivo che mai avevo più sublimemente né più santamente servito a Dio nel mio prossimo, come in quel momento, ben più grande che tutte le opere fatte nei 25 anni di ministero sacerdotale. E Deo gratias! E Deo gratias!   Vedi? Così noi ci amiamo!
  • REGALUCCI DALL’AMERICA PER I POVERELLI Se piacerà a Dio, spero di rivedervi presto: la mia prima visita sarà per voi, e vi racconterò tante cose belle; sarò tutto per voi, cari i miei poveri, buone vecchierelle, cari malati, cari i miei vecchi, cari miei orfanelli! – Verrò e vi porterò i regalucci dell’America; parte ve li mandano i poveri di qui, i nostro fratelli di qui.

 

·      IN ASCOLTO DI UN GIOVANE INQUIETO

E’ noto l’incontro del giovane Ignazio Silone con Don Orione narrato dallo stesso protagonista. (cfr.Incontro con uno strano prete in “Uscita di sicurezza”, Vallecchi, Firenze,p. 25-42) ” Benché Don Orione fosse allora già inoltrato nella quarantina ed io un ragazzo di sedici anni, a un certo momento mi avvidi di un fatto straordinario: era scomparsa fra noi ogni differenza di età Sentivo un piacere infinito a udirlo parlare; provavo una pace e una serenità nuove”Don Orione lo invita a riposare: “Non sei stanco? Non vuoi cercare di dormire?“Vorrei che questo viaggio non finisse mai”, risponde il giovane conquistato ormai dalla sua “pacata tenerezza dello sguardo” “Ricordati di questo” mi disse a un certo momento, “Dio non è solo in chiesa. Nell’avvenire non ti mancheranno momenti di disperazione. Anche se ti crederai solo e abbandonato, non lo sarai. Non dimenticarlo”       UNA LETTERA DI 12 PAGINE Arrivati  a Genova Don Orione chiede al giovane di aiutarlo a imbucare ben trecento cartoline di auguri natalizi per i suoi ex-alunni:”Sono tutti figli di operai e per alcuni di essi sarà  forse l’unica cartolina di Natale” Il ragazzo corre a imbucare le cartoline ma …ne conserva una per sé “In questo modo”, mi scusai, “anch’io avrò i suoi auguri di Natale”

Giungono finalmente a  S. Remo. Quando  Don Orione sta per ripartire, manda a cercare il giovane per salutarlo “Ma io mi nascosi. Non volli ch’egli  mi vedesse piangere…Pochi giorni dopo, la mattina di Natale, ricevetti la prima  lettera di Don Orione, una lunga, affettuosa , straordinaria lettera di dodici pagine”

  • CUORE SENZA CONFINI SOSTENUTO DALL’AMORE DI CRISTO  Le mie regole voi non le conoscete, ma voi conoscete la mia vita e il fine per cui lavoro: niente per me, tutto per Dio e per la santa Chiesa romana, e qualunque sacrificio per farmi santo e salvare e consolare le anime dei miei fratelli.  Un cuore senza confini perché dilatato dalla carità del mio Dio Gesù crocifisso: Io sono niente: tutto è Gesù e la volontà dei superiori.  Se vi sentite di seguire Gesù e di farvi santo, abbracciate la vostra madre, ditele che vi benedica, andate a (vedere) pregare sulla tomba di vostro padre, e partite. Gesù sarà con voi…    Scr. 102,32
  • AMICO DELLE FAMIGLIE E…SACERDOTE SEMPRE:

Si intromette delicatamente nelle famiglie per portare la pace perché…“La pace vale più di tutto!” In una famiglia di benefattori erano sorti dei problemi. Don Orione, malato e sofferente (come si può vedere dalla data della lettera gli restano pochi giorni di vita…), dimentica i suoi guai e si fa mediatore di pace. Con grande delicatezza e forza.  PERCHÉ LA PACE VALE PIÙ DI TUTTO… TORTONA, 16 GENNAIO 1940

  • Per poter aiutare a ristabilire la pace , prega e fa pregare         In questi giorni sto pregando perché la pace, che è il dono di Cristo, sia fonte di bene per le Signorie Vostre e per le distinte Vostre Famiglie. A tale scopo,  mercoledì ho ordinato ai miei ricoverati una giornata di preghiere davanti a Gesù Sacramentato esposto. Ma poi prende il coraggio a due mani e scrive         E oggi mi fo ardito di scrivere la presente perché, vorrei, col divino aiuto, impedire lo scandalo che sta per succedere…            E voglio scrivere con santa libertà di Sacerdote e, se lo permettete, da amico…e quale amico sincero, Vi prego e scongiuro, nel nome santo di Dio, di voler fare tra Voi la pace Aspettare che venga la morte? Non è proprio il caso…        Più in là essa diventerà sempre più impossibile! Voi sapete che le vertenze tra parenti più invecchiano, più indurano i cuori.      Aspettare che venga la morte? – Ma la morte sarebbe il momento più terribile, senza la pace! Bisogna  farla e subito, – se no, non ci sarà più tempo! 
  • Come avere la forza? Pensando ai genitori defunti e ai figli…  Le Signorie Vostre facciano da parte Loro ogni sacrificio nel sacro ricordo di Vostra Madre, di Vostro Padre, e tutto riuscirà. Sarà un buon esempio che lascerete ai vostri Figli! Capisco che, per addivenire alla sospirata pace, si dovrà vincere un bel po’ di amor proprio: Per la pace, per la concordia, si passi sopra ad ogni interesse: ogni sacrificio è poco per la pace; con la buona volontà si fa tutto: la pace vale più di tutto!
  • Con finissima delicatezza chiede scusa se…         Vi chiedo scusa se mai mi fosse sfuggita qualche parola che potesse farVi dispiacere, non era certo nella mia intenzione. Da anni Voi conoscete Don Orione, sapete la stima, l’affetto mio per Voi: guardate al fine per cui ho scritto, guardate allo spirito e non alla parola. Don L. Orione

LA PRESENZA MATERNA DI MARIA: SINTESI DI UNA VITA

Or dunque, discendi e vieni a noi: corri, o Madre,  perché il tempo è breve. Vieni, e infondici una profonda vena di vita interiore e di spiritualità. Fa che arda il nostro cuore dell’amore di Cristo e di Te:. Vivere, palpitare morire ai piedi della Croce o in Croce con Cristo! Ai tuoi piccoli figli, ai Figli della Divina Provvidenza, dona, Beatissima Madre, amore amore; quell’amore che non è terra, che è fuoco di carità e follia della Croce.    Amore e venerazione al    « dolce Cristo in terra »,  amore e divozione ai Vescovi  e alla S. Chiesa; amore alla Patria, sì come Dio lo vuole; amore purissimo  ai fanciulli, orfani e derelitti; amore al prossimo, particolarmente ai fratelli più poveri e doloranti; amore ai reietti a quelli che sono ritenuti quali rottami, rifiuti della società; amore ai lavoratori più umili, agli infermi, agli inabili, agli abbandonati, ai più infelici, ai dimenticati; amore e compatimento per tutti: ai più lontani, ai più colpevoli,  ai più avversi, a tutti; e amore infinito a Cristo.   Dacci, Maria, un animo grande, un cuore grande e magnanimo, che arrivi a tutti i dolori e a tutte le lagrime. Fa che siamo veramente quali ci vuoi: i padri dei poveri! Che tutta la nostra vita sia sacra a dare Cristo al popolo e il popolo alla Chiesa di Cristo; arda essa e splenda di Cristo; e in Cristo si consumi, in una luminosa evangelizzazione dei  poveri; la nostra vita e la nostra morte siano un cantico dolcissimo di carità, e un olocausto al Signore.             

 Or dunque, discendi e vieni a noi: corri, o Madre,  perché il tempo è breve. Vieni, e infondici una profonda vena di vita interiore e di spiritualità. Fa che arda il nostro cuore dell’amore di Cristo e di Te:. Vivere, palpitare morire ai piedi della Croce o in Croce con Cristo! Ai tuoi piccoli figli, ai Figli della Divina Provvidenza, dona, Beatissima Madre, amore amore; quell’amore che non è terra, che è fuoco di carità e follia della Croce.    Amore e venerazione al    « dolce Cristo in terra »,  amore e divozione ai Vescovi  e alla S. Chiesa; amore alla Patria, sì come Dio lo vuole; amore purissimo  ai fanciulli, orfani e derelitti; amore al prossimo, particolarmente ai fratelli più poveri e doloranti; amore ai reietti a quelli che sono ritenuti quali rottami, rifiuti della società; amore ai lavoratori più umili, agli infermi, agli inabili, agli abbandonati, ai più infelici, ai dimenticati; amore e compatimento per tutti: ai più lontani, ai più colpevoli,  ai più avversi, a tutti; e amore infinito a Cristo.   Dacci, Maria, un animo grande, un cuore grande e magnanimo, che arrivi a tutti i dolori e a tutte le lagrime. Fa che siamo veramente quali ci vuoi: i padri dei poveri! Che tutta la nostra vita sia sacra a dare Cristo al popolo e il popolo alla Chiesa di Cristo; arda essa e splenda di Cristo; e in Cristo si consumi, in una luminosa evangelizzazione dei  poveri; la nostra vita e la nostra morte siano un cantico dolcissimo di carità, e un olocausto al Signore.   E POI… E POI IL SANTO PARADISO! – VICINI A TE, MARIA: SEMPRE CON GESÙ, SEMPRE CON TE, SEDUTI AI TUOI PIEDI, O MADRE NOSTRA. IN PARADISO, IN PARADISO!

che ne pensi?

——————————————————————————————————————————————————————————– ————————————–                                        donalesiani@gmail.com  www.sanbiagiofano.it

  • IL MESE DI MAGGIO, particolarmente dedicato alla VERGINE MARIA:  vorremmo viverlo in questo modo (alquanto originale…!?) camminando in silenzio meditativo, lungo il parco di S. Biagio:  ” CON MARIA IN ASCOLTO DEL …SILENZIO”      Vedi allegato 1:     30A1 MESE DI MAGGIO 2018 PROGRAMMA 

IN PARTICOLARE: DOMENICA 13 MAGGIO IN OCCASIONE DELLA FESTA DELLA MAMMA SENTO IL BISOGNO DI CONDIVIDERE CON VOI QUALCHE PENSIERO… COME PICCOLO OMAGGIO A TUTTE LE NOSTRE MAMME CHE SONO ANCORA VIVE O PER QUELLE CHE SONO GIA’ CON GESU’ E …CI ASPETTANO.

  • DONNE DEL VANGELO, DONNE COSÌ… Donne vere. Fatte di grazia e fragilità. Storie di umiliazione e riscatto. Tanto diverse ma tutte segnate da un Evento che ha cambiato la loro vita. E si sono messe al servizio di Gesù e del Vangelo. Ieri come oggi. Donne-madri. Donne-sorelle. Donne capaci di amare. Sì, penso a mia madre. Ma anche a tutte quelle donne che sanno amare con un’ abnegazione e fedeltà a tutta prova. Ne abbiamo bisogno come del pane. Ne ha bisogno il mondo. A volte ci afferra come un intimo  timore di rimanere senza  donne così. Perché,  con l’aria che tira, potrebbero correre il rischio di…estinzione. Dio non voglia! Mese di Maggio, festa della mamma:  una buona occasione per dire grazie alle nostre mamme e sorelle.   A Maria per prima. E a tutte coloro che nei secoli hanno dato la vita per il vangelo e la Chiesa.  Grazie a te, donna! (Giovanni Paolo II)
  • Oltre ai Dodici, Gesù aveva scelto anche voi. Perché?  C’erano con lui  i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi  e da infermità: Maria di Màgdala, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode,  Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni. (cfr Lc 8,2-3).
  • Pur in una cultura maschilista, gli Evangelisti vi dedicano pagine sublimi. «In verità vi dico, dovunque sarà predicato questo vangelo nel mondo intero, sarà detto anche ciò che costei ha fatto, » (Mt 26,13.)  
  • – Commuove il candore della donna guarita dalla sua infermità Impaurita e tremante, venne, gli si gettò davanti  e gli disse tutta la verità. (Mc 5,21) 
  • – Sorprende la fede semplice  e audace della donna Cananea:  Signore, anche i cagnolini si cibano delle  briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni…“Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come  desideri”. ( Mt15,25)
  • – Bella e spontanea la dichiarazione d’affetto di Gesù per Marta e Maria… Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro. Gv 11,4   
  • Qualcuna di voi ha sperimentato in forma particolare il perdono di Gesù “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. “Nessuno, Signore”. “Neanche io ti condanno; và e d’ora in poi non peccare più”. (Gv 8,1ss)
  •  Una donna peccatrice… Fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con  i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato. Gesù le disse: “Ti sono perdonati i tuoi peccati.  Và in pace!” (Lc 7,36s) 
  • Solo voi donne siete rimaste fedeli fino all’ultimo? C’erano anche là molte donne che stavano a osservare da  lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. ….stavano ad  osservare dove veniva deposto.  (cfr Mt 27,56.61;   
  • – Come non provare una santa invidia  per la Maddalena chiamata per nome da LUI?Gesù le disse: “Maria!”.  Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: “Rabbunì!”, che significa: Maestro! Gv 20,18 –
  • – E cosa pensare della missione affidatale da Gesù? Gesù le disse: “Non mi  trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai miei  fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio  vostro”.  Maria di Màgdala andò ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore” e anche ciò che le aveva detto. (Gv 20,11.
  • «APOSTOLA DEGLI APOSTOLI» A Maria di Magdala San Tommaso d’Aquino riserva la singolare qualifica di «apostola degli apostoli»: Come una donna aveva annunciato al primo uomo parole di morte, così una donna per prima annunziò agli apostoli parole di vita  (Benedetto XVI)

IL GRAZIE DELLA CHIESA: 

  • GRAZIE A TE, DONNA-FIGLIA E DONNA-SORELLA    che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità 
  • GRAZIE A TE DONNA-LAVORATRICE, per il contributo che dai all’elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, alla edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità. 
  • GRAZIE A TE, DONNA-CONSACRATA che sull’esempio della più grande delle donne, la madre di Cristo, ti apri all’amore di Dio…  GRAZIE A TE, DONNA, PER IL FATTO STESSO CHE SEI DONNA!  (Giovanni Paolo II)                                                           
  • IL GRAZIE DI DON ORIONE – MIA MADRE:  “Quella povera vecchia contadina di mia madre si alzava alle 3 di notte e via a lavorare,  e faceva da donna e, con i suoi figli, sapeva fare anche da uomo, perché nostro padre era lontano, a lavorare sul Monferrato: batteva il falcetto per fare l’erba, e lo affilava essa, senza portarlo all’arrotino; faceva la tela con canapa filata da essa; e i miei fratelli si divisero tante lenzuola, tanta bella biancheria, povera mia madre! Teneva da conto fin i coltelli rotti… Non correva a comperare, se proprio non poteva farne a meno; e, quando è morta, le abbiamo  messo il suo vestito da sposa, dopo 51 anni che si era sposata: se l’era fatto tingere in nero e faceva ancora la sua più bella figura ed era il suo vestito più bello!(Let. 36)
  • SONO UN POVERO PELLEGRINO…Sono un povero pellegrino che cerco luce e amore:   vengo al Santuario col rosario in mano  per diventare lo sgabello dei piedi immacolati di Maria, in eterno;  vengo a cercarle luce e amore di Dio e delle anime!  Vengo a Lei per non perdermi, dopo esser passato tra profondità,  frane, abissi, oscurità di spirito… Vengo a Lei, e sento sopra di me un’alta pace che si libra: vedo il suo manto distendersi su tutte le tempeste,  e una serenità inoffuscabile  mi avvolge e penetra. In questa luce inebriante mi spogliodell’uomo vecchio e amo.
  • LA MADRE – Ungaretti                                                                                                            E il cuore quando d’un ultimo battito Avrà fatto cadere il muro d’ombra,
    Per condurmi, Madre, sino al Signore, Come una volta mi darai la mano.                 
    In ginocchio, decisa, Sarai una statua di fronte all’Eterno,
    Come già ti vedeva quando eri ancora in vita.   
    Alzerai tremante le vecchie braccia, Come quando spirasti Dicendo: Mio Dio, eccomi.  E solo quando m’avrà perdonato, Ti verrà desiderio di guardarmi.  Ricorderai d’avermi atteso tanto, E avrai negli occhi un rapido sospiro.
  • N’AVE MARIA (Trilussa)  

  • Quann’ero ragazzino, mamma mia, me diceva:   ricordate fijolo,  quanno te senti veramente solo,  tu prova a recità n’ave Maria.   L’anima tua da sola spicca er volo   E se solleva, come pe’ maggìa.
  • Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato.   Da un pezzo s’è addormita la vecchietta   Ma quer consijo non l’ho mai scordato. 
  • Come me sento veramente solo   Io prego la Madonna benedetta   E l’anima da sola pija er volo


Cosa pensi della figura della donna nel Vangelo e nella Chiesa? 
Quando e come “festeggi” la tua mamma?  Quale devozione nutri per Maria? E’  fondata sulla Parola di Dio o solo sul sentimento?   

 donalesiani@gmail.com  –  www.sanbiagiofano.it

  • CANTI     MARIANI  

MADRE IO VORREI   a) -Io vorrei tanto parlare con te  di quel figlio che amavi:  io vorrei tanto ascoltare da te quello che pensavi: quando hai udito che tu  non saresti più stata tua e questo figlio che non aspettavi  non era per te. Ave Maria    b) – Io vorrei tanto sapere da te se quand’era bambino  tu gli hai spiegato che cosa sarebbe successo di Lui  e quante volte anche tu, di nascosto, piangevi, Madre, quando sentivi che presto l’avrebbero ucciso, per noi. Ave  c) – Io ti ringrazio per questo silenzio che resta tra noi  io benedico il coraggio di vivere sola con Lui  ora capisco che fin da quei giorni pensavi a noi  per ogni Figlio dell’uomo che muore ti prego così. Ave Maria  

  • DEUS TI SALVET MARIA
    Deus ti salvet, Maria chi ses de gratzias piena,    de gratzias ses sa vena e-i sa currente.  Su Deus onnipotente cun tegus est istadu   pro chi t’hat preservadu immaculada.  Beneitta e laudada subra tottu gloriosa:  mama, fiza e isposa de su Segnore.  Beneittu su fiore ch’est fruttu de su sinu,   Gesus, fiore divinu, Segnore nostru.
    Pregade a Fizu ‘ostru pro nois peccadores:   chi tottu sos errores nos perdonet.
    E-i sa gratzia nos donet in vida e in sa morte  e-i sa diciosa sorte in Paradisu. Amen.

 

  • IL MESE DI MAGGIO per noi religiosi e laici orionini, è il mese di S. LUIGI ORIONE:  La sua festa viene celebrata proprio il 16 MAGGIO, GIORNO DELLA SUA CANONIZZAZIONE (16 MAGGIO 2004) . Umilmente mi è caro condividere alcuni semplici spunti di riflessione sulla sua spiritualità.      LEGGI allegato 2: “ HO INCONTRATO DON ORIONE”  30 HO INCONTRATO DON ORIONE MAGGIO 2018
  • IL MESE DI MAGGIO infine ci porta a pensare già all’estate ormai vicina:  Quali possibilità di FORMAZIONE e di VACANZE ALTERNATIVE offre  Villa S. Biagio nei prossimi mesi? ECCO: 

“VILLA  S.  BIAGIO”       Casa di Spiritualità

 CORSI BIBLICI  – ESERCIZI SPIRITUALI 

( LECTIO DIVINA …)

  •  21  – 26 MAGGIO 2018: “Io sto alla porta e busso…” E tu mi apri? (Apocalisse)
  • 11 – 16 GIUGNO 2018: “Abbiamo un  tesoro in vasi di creta… come lo custodiamo?” (2 Corinti)
  • 2 – 7  LUGLIO 2018:  “Quando Mosè alzava le mani…”  – Gioie e fatiche dell’apostolato, oggi. (Esodo)
  • 16 – 19 AGOSTO  2018:“Amore io voglio…” (Osea)  Imparare ad AMARE per imparare a… VIVERE
  • LUGLIO-AGOSTO 2018:  

 FAMIGLIE  IN VACANZA: 

Per  un  riposo “integrale” Villa  s. Biagio è  l’ideale!  Per le sue 4 B:  Bed & Breakfast Beach &  Bible…

E LE SERATE BIBLICHE – MUSICALI  

NEL CHIOSTRO

DELLA VILLA…

 

“ VILLA   S.   BIAGIO ”  

-Situata in collina in vista del mare (a… 900 m.)

-IMMERSA NEL VERDE DI UN AMPIO PARCO,

-recentemente ristrutturata,

TI ACCOGLIE CON GIOIA

per momenti  di  riposo fisico e spirituale.

PER TE E LA TUA FAMIGLIA.

 Info e prenotazioni:  0721.823.175  / 3338890862   

 donalesiani@gmail.com  –  www.sanbiagiofano.it

55 comments

  1. TEMPO DI NASCERE E TEMPO DI MORIRE
    S. Gregorio di Nissa, vescovo

    «C’è un tempo per nascere», dice, «e un tempo per morire» (Qo. 3, 2). Voglia il cielo che sia concesso anche a me di nascere al tempo giusto e di morire al momento più opportuno. NOI INFATTI SIAMO IN CERTO MODO PADRI DI NOI STESSI, QUANDO PER MEZZO DELLE BUONE DISPOSIZIONI DI ANIMO E DEL LIBERO ARBITRIO, FORMIAMO, GENERIAMO, DIAMO ALLA LUCE NOI STESSI. Questo poi lo realizziamo quando accogliamo Dio in noi stessi e diveniamo figli suoi, figli della virtù e figli dell’Altissimo. Mentre invece rimaniamo imperfetti e immaturi, finché non si è formata in noi, come dice l’Apostolo, «l’immagine di Cristo». È NECESSARIO PERÒ CHE L’UOMO DI DIO SIA INTEGRO E PERFETTO. ECCO LA VERA NASCITA NOSTRA.
    «C’è un tempo per morire». Per san Paolo ogni tempo era adatto per una buona morte. Grida infatti nei suoi scritti: «Ogni giorno io affronto la morte» (1 Cor 15, 31) e ancora: «Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno» (Rm 8, 36). E proprio in noi stessi portiamo la sentenza di morte. È CHIARO POI IN CHE MODO PAOLO MUOIA OGNI GIORNO, EGLI CHE NON VIVE PER IL PECCATO, MA MORTIFICA IL SUO CORPO E PORTA SEMPRE IN SE STESSO LA MORTIFICAZIONE DEL CORPO DI CRISTO, ED È SEMPRE CROCIFISSO CON CRISTO, LUI CHE NON VIVE MAI PER SE STESSO, MA PORTA IN SÉ IL CRISTO VIVENTE. Questa, secondo me, è stata la morte opportuna che ha dato la vera vita. Infatti dice: Io farò morire e darò la vita (cfr. Dt 32, 39) perché ci si persuada veramente che è un dono di Dio esser morti al peccato e vivificati nello spirito. La parola di Dio, infatti, promette la vita proprio come effetto della morte.

  2. S. GREGORIO DI NISSA
    IL SAGGIO HA GLI OCCHI IN FRONTE MA LO STOLTO CAMMINA NEL BUIO…CHI NON PONE LA LUCERNA SUL CANDELABRO MA SOTTO IL LETTO FA SI CHE PER LUI LA LUCE DIVENTA TENEBRA.
    IL grande apostolo PAOLO… AVEVA GLI OCCHI IN FRONTE …LA MIRA PUNTATA SU CRISTO, VIRTU’ ASSOLUTA E PERFETTA….EGLI NELLA SUA SANTITA’ NON SI OCCUPAVA DI NESSUNA DI QUELLE VANITA’ DA CUI NOI SPESSO SIAMO POSSEDUTI INTERAMENTE. DICE INFATTI: NOI STOLTI PER CRISTO COME PER DIRE NOI SIAMO CIECHI DI FRONTE A TUTTE QUELLE COSE CHE RIGUARDANO LA CADUCITA’ DELLA VITA PERCHE’ FISSIAMO L’OCCHIO VERSO LE COSE DI LASSU’… EGLI ERA SENZA TETTO, NON AVEVA UNA SUA MENSA, ERA POVERO ED ERRABONDO. NUDO E PROVATO DALLA FAME E DALLA SETE. CHI NON LO AVREBBE RITENUTO UN MISERABILE VEDENDOLO IN CATENE, PERCOSSO E OLTRAGGIATO? PERO’ BENCHE’ APPARISSE TALE AGLI UOMINI NON DISTOLSE MAI I SUOI OCCHI DA CRISTO MA LI TENNE SEMPRE RIVOLTI AL CAPO DICENDO: CHI CI SEPARERà DALLA CARITà CHE è IN CRISTO GESU’? Anche a noi comanda d fare altrettanto…tenere gli occhi SUL CAPO VALE A DIRE SU…CRISTO!!!!!!!!!!

  3. …” VIENI, O SPIRITO DEL CIELO,
    MANDA UN RAGGIO DI LUCE,
    MANDA IL FUOCO CREATORE.

    Misterioso cuor del mondo,
    o bellezza salvatrice,
    vieni, dono della vita.

    TU SEI IL VENTO DEGLI ABISSI,
    TU IL RESPIRO AL PRIMO ADAMO,
    ORNAMENTO A TUTTO IL CIELO.

    Vieni, luce della luce,
    delle cose tu rivela
    la segreta loro essenza.

    TU SEI IL FUOCO DEL ROVETO,
    SEI LA VOCE DEI PROFETI,
    SEI PAROLA DEL FUTURO.

    VIENI A FARE DELLA TERRA
    UNA NUOVA CREAZIONE,
    DEL SIGNORE UN SOLO TEMPIO.
    (m. turoldo)

  4. ” Vieni, Santo Spirito,
    Consolatore perfetto… dolcissimo sollievo… ”

    Vieni ad illuminare le ” domeniche sera dei nostri cuori “,
    ad illuminarle di Fede e di Speranza .
    Amen

  5. LA MISSIONE DELLO SPIRITO SANTO
    «Contro le eresie» di sant`Ireneo, vescovo

    Il Signore concedendo ai discepoli il potere di far nascere gli uomini in Dio, diceva loro: «Andate, ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28, 19).
    E` questo lo Spirito che, per mezzo dei profeti, il Signore promise di effondere negli ultimi tempi sui suoi servi e sulle sue serve, perché ricevessero il dono della profezia. PERCIÒ ESSO DICESSE ANCHE SUL FIGLIO DI DIO, DIVENUTO FIGLIO DELL`UOMO, abituandosi con lui a dimorare nel genere umano, a riposare tra gli uomini e ad abitare nelle creature di Dio, operando in essi la volontà del Padre e rinnovandoli dall`uomo vecchio alla novità di Cristo.
    LUCA NARRA CHE QUESTO SPIRITO, DOPO L`ASCENSIONE DEL SIGNORE, venne sui discepoli nella Pentecoste con la volontà e il potere di introdurre tutte le nazioni alla vita e alla rivelazione del Nuovo Testamento. SAREBBERO COSÌ DIVENTATE UN MIRABILE CORO PER INTONARE L`INNO DI LODE A DIO IN PERFETTO ACCORTO, PERCHÉ LO SPIRITO SANTO AVREBBE ANNULLATO LE DISTANZE, ELIMINATO LE STONATURE E TRASFORMANO IL CONSESSO DEI POPOLI IN UNA PRIMIZIA DA OFFRIRE A DIO. Perciò il Signore promise di mandare lui stesso il Paraclito per renderci graditi a Dio. Infatti COME LA FARINA NON SI AMALGAMA IN UN`UNICA MASSA PASTOSA, NÉ DIVENTA UN UNICO PANE SENZA L`ACQUA, COSÌ NEPPURE NOI, MOLTITUDINE DISUNITA, POTEVAMO DIVENTARE UN`UNICA CHIESA IN CRISTO GESÙ SENZA L`«ACQUA» CHE SCENDE DAL CIELO. E come la terra arida se non riceve l`acqua non può dare frutti, così anche noi, semplice e nudo legno secco, non avremmo mai PORTATO FRUTTO DI VITA SENZA LA «PIOGGIA» MANDATA LIBERAMENTE DALL`ALTO. IL LAVACRO BATTESIMALE CON L`AZIONE DELLO SPIRITO SANTO CI HA UNIFICATI TUTTI NELL`ANIMA E NEL CORPO IN QUELL`UNITÀ CHE PRESERVA DALLA MORTE. Lo Spirito di Dio discese sopra il Signore come Spirito di sapienza e di intelligenza, Spirito di consiglio e di fortezza, Spirito di scienza e di pietà, Spirito del timore di Dio (cfr. Is 11, 2). Il Signore poi a sua volta diede questo Spirito alla Chiesa, mandando dal cielo il Paraclito su tutta la terra…PERCIÒ È NECESSARIA A NOI LA RUGIADA DI DIO, PERCHÉ NON ABBIAMO A BRUCIARE E A DIVENTARE INFRUTTUOSI E, LÀ DOVE TROVIAMO L`ACCUSATORE, POSSIAMO AVERE ANCHE L`AVVOCATO.
    IL SIGNORE AFFIDA ALLO SPIRITO SANTO QUELL`UOMO INCAPPATO NEI LADRI, CIOÈ NOI. SENTE PIETÀ DI NOI E CI FASCIA LE FERITE, E DÀ I DUE DENARI CON L`IMMAGINE DEL RE. COSÌ IMPRIMENDO NEL NOSTRO SPIRITO, PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO, L`IMMAGINE E L`ISCRIZIONE DEL PADRE E DEL FIGLIO, FA FRUTTIFICARE IN NOI I TALENTI AFFIDATICI PERCHÉ LI RESTITUIAMO POI MOLTIPLICATI AL SIGNORE.

  6. LO SPIRITO SANTO NON SCRIVE PIÙ VANGELI SE NON NEI CUORI; Jean-Pierre de Caussade (1675-1751), gesuita
    “Il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere”
    GESÙ CRISTO VIVE IN NOI FIN DALL’ORIGINE DEL MONDO, E OPERA IN NOI LUNGO TUTTO IL TEMPO DELLA NOSTRA VITA…; HA COMINCIATO IN SE STESSO E CONTINUA NEI SUOI SANTI UNA VITA CHE NON FINIRÀ MAI. … Se “il mondo intero è incapace di contenere tutto quello che si potrebbe scrivere di Gesù”, ciò che ha fatto o detto e la sua vita intima; se il Vangelo non ce ne delinea che pochi piccoli tratti, se la prima ora è così sconosciuta e così feconda, QUANTI VANGELI BISOGNEREBBE SCRIVERE PER FARE LA STORIA DI TUTTI GLI ISTANTI DI QUESTA VITA MISTICA DI GESÙ CRISTO CHE MOLTIPLICA LE MERAVIGLIE ALL’INFINITO E LE MOLTIPLICHERÀ ETERNAMENTE? Poiché tutti i tempi, propriamente parlando, non sono che la storia dell’azione divina! LO SPIRITO SANTO HA FATTO INCIDERE CON CARATTERI INFALLIBILI E INCANCELLABILI ALCUNI MOMENTI DI QUESTA VASTA DURATA, HA RACCOLTO NELLE SCRITTURE QUALCHE GOCCIA DI QUESTO MARE, CI HA SVELATO ATTRAVERSO QUALI SEGRETE E SCONOSCIUTE OPERAZIONI HA REALIZZATO LA COMPARSA DI GESÙ CRISTO NEL MONDO. …

    Così tutto il resto della storia di quest’azione divina che racchiude tutta la vita mistica che Gesù conduce nelle anime sante fino alla fine dei secoli, è destinato a rimanere l’oggetto della nostra fede. … LO SPIRITO SANTO NON SCRIVE PIÙ VANGELI SE NON NEI CUORI; TUTTE LE AZIONI, TUTTE LE ESPERIENZE DEI SANTI SONO IL VANGELO DELLO SPIRITO SANTO. LE ANIME SANTE SONO LA CARTA, LE LORO SOFFERENZE E LE LORO AZIONI SONO L’INCHIOSTRO. LO SPIRITO SANTO, CON LA PENNA DELLA SUA AZIONE, STA SCRIVENDO DEI VANGELI VIVENTI CHE NON POTRANNO ESSERE LETTI CHE NEL GIORNO DELLA GLORIA QUANDO, DOPO ESSERE USCITI DALLA TIPOGRAFIA DI QUESTA VITA, SARANNO PUBBLICATI. CHE BELLA STORIA! CHE LIBRO MERAVIGLIOSO LO SPIRITO SANTO SCRIVE ATTUALMENTE! ESSO È IN CORSO DI STAMPA, ANIME SANTE, E NON C’È GIORNO IN CUI NON SE NE COMPONGANO I CARATTERI, NON VI SI APPLICHI L’INCHIOSTRO, NON SE NE STAMPINO I FOGLI. MA SIAMO NELLA NOTTE DELLA FEDE, LA CARTA È PIÙ NERA DELL’INCHIOSTRO; … È UNA LINGUA DELL’ALTRO MONDO, INCOMPRENSIBILE E NON SI POTRÀ LEGGERE QUESTO VANGELO CHE IN CIELO.

  7. Caro don Vincenzo
    Questo periodo è sempre per me motivo di nostalgia, ma non tristezza ben inteso. Anche nella nostra parrocchia si è festeggiato San Luigi Orione, o don Orione come famigliarmente lo chiamiamo, c’è stata la santa messa e il tradizionale caffè. Ogni volta ripenso a tutti questi anni, a quanti hanno speso le loro energie; fisiche e spirituali per questo territorio, Tanti! Ogni volta che penso a don Orione ho un tuffo al cuore, ripenso a voi, è in voi che ho visto e conosciuto don Orione, l’ho amato da sempre, ho ammirato in lui la povertà e la mitezza, la disponibilità e la familiarità che voi ci trasmettevate. Ci sentivamo in famiglia, uno aveva bisogno di qualcosa, qualsiasi cosa fosse e, trovava sempre, sottolineo, sempre, qualcuno che sfamava il suo bisogno, sia materiale che spirituale. Non bisogna rimpiangere il passato, ma ci mancate tanto… Ricordo la gioia di quel giorno in piazza San Pietro in cui fu dichiarato Santo, quante grazie avrà distribuito quel giorno? Tante ne sono certa, perché anche se nascostamente, come sanno fare i santi, vive in mezzo a noi. Tante cose viste e imparate dai suoi figli sono diventati parte del DNA di tanti di noi. Molte volte il Signore permette anche cose che apparentemente non sembrano bene, non so per quale futuro bene queste cose accadano, abbiamo sempre più bisogno di figure sicure, che ci testimonino che c’è una vita superiore da raggiungere, anche a costo di sofferenza, anche a prezzo di martirio. Il Santo Padre nella sua lettera apostolica sulla santità ce lo ricorda, la santità è la base del cristiano, un cristiano che non aspira alla santità non può definirsi tale. Non tutti siamo chiamati alla Santità degli altari, ma tutti siamo chiamati alla santità di Dio, cioè a vivere la nostra vocazione secondo il desiderio del Padre. Molto spesso sento dire: IO santo? Ma per carità! Questo è sbagliatissimo, noi siamo chiamati alla santità feriale, ognuno nella sua vocazione, santi? si, santi perché di Dio, la Santità Assoluta.
    Ricordateci sempre nelle vostre preghiere, ricordateci come figli di don Orione, ricordateci come frutto del vostro lavoro, della vostra fatica, abbiamo bisogno ancora di voi e nello spirito che è Unitivo, nessuno si può sentire separato, pregate per la nostra santità perché è frutto di San Luigi Orione.
    Vi voglio bene Con profondo affetto Sua sorella in Cristo- L.

  8. A 10 anni Benjamin Giroux, un bambino statunitense di 10 anni scrive una splendida poesia su come sia vivere con la Sindrome di Asperger appartenente allo spettro dell’autismo, a cui è stata diagnosticata.
    I suoi genitori hanno pianto leggendola, al contempo orgogliosi e tristi di sapere che il loro bimbo si sente così.

    “Sono curioso, io sono originale.
    Mi chiedo se lo sei anche tu.
    Sento voci nell’aria.
    Vedo che tu non le senti e questo non è giusto.
    Non voglio sentirmi triste.
    Sono strano, io sono originale.
    Mi comporto come se lo fossi anche tu.
    Mi sento come un bambino nello spazio.
    Tocco le stelle e non mi sento al mio posto.
    Mi preoccupo di quello che pensano gli altri.
    Io piango quando la gente ride, mi fa sentire piccolo.
    Sono strano, io sono originale.
    Ora capisco che lo sei anche tu.
    Dico ‘Mi sento come un naufrago’.
    Sogno di un giorno in cui sarà tutto ok.
    Cerco di trovare il mio posto.
    Spero che un giorno ci riuscirò.
    Sono strano, io sono originale.”

  9. DOMENICA PROSSIMA FESTA DELLA PENTECOSTE: PREPARIAMOCI A RICEVERE IL DONO DELLO SPIRITO SANTO…
    CIRILLO DI ALESSANDRIA:
    I FRUTTI DELLO SPIRITO «Commento sul vangelo di Giovanni» … FINCHÉ CRISTO VIVEVA ANCORA CON IL SUO CORPO INSIEME AI FEDELI, EGLI STESSO, A MIO PARERE, DISPENSAVA LORO OGNI BENE. Quando invece giunse il momento stabilito di salire al Padre celeste, era necessario che fosse presente ai suoi seguaci per mezzo dello Spirito ed abitasse per mezzo della fede nei nostri cuori, perché, avendolo in noi, potessimo dire con fiducia «Abbà, Padre» e praticassimo con facilità ogni virtù…LO SPIRITO TRASFORMA, PER COSÌ DIRE, IN UN`ALTRA IMMAGINE COLORO NEI QUALI ABITA…INFATTI PORTA CON FACILITÀ DAL GUSTO DELLE COSE TERRENE A QUELLO DELLE SOLE COSE CELESTI E DA UNA IMBELLE TIMIDEZZA AD UNA FORZA D`ANIMO PIENA DI CORAGGIO E DI GRANDE GENEROSITÀ. I DISCEPOLI ERANO COSÌ DISPOSTI E COSÌ RINFRANCATI NELL`ANIMO DALLO SPIRITO SANTO, DA NON ESSERE PER NULLA VINTI DAGLI ASSALTI DEI PERSECUTORI, MA FORTEMENTE STRETTI ALL`AMORE DI CRISTO.

  10. Stasera , nel ricordo di don Orione , riprendo un piccolo libretto , dono di un incontro a Tortona qualche anno fa . Ne rileggo anche alcune righe che avevo sottolineato e mi accorgo che tutte contengono : LACRIME e FEDE …lacrime come pane , come ponte verso , come abbandono di figlio…..

    E mi fermo a pensare al suo coraggio di ” GETTARE ” in LUI ” i dolori , di ” GETTARE ” in LEI le sue pene :
    “..là , in Duomo , piansi le lacrime più consolanti della mia vita …”
    Anche nel momento doloroso della chiusura dell’oratorio festivo , la prima domenica di luglio 1893 : “….piansi come piange un bambino , con l abbandono , l innocenza e la fede di un bambino . E pregai la Madonna ….e così , pregando e piangendo e facendo il sacrificio di tutto e offrendo tutto alla Madonna , senza accorgermene , mi addormentai ”
    Il coraggio di ” GETTARE ” in LUI e in Maria i suoi dolori e fatiche : stasera è anche questo che mi colpisce del ” nostro ” santo .
    E tutto questo diventa preghiera , ora

  11. CITTADINO DEL MONDO
    Il tuo Cristo è EBREO
    e la tua democrazia è GRECA.
    La tua scrittura è LATINA
    e i tuoi numeri sono ARABI.
    La tua auto è GIAPPONESE
    e il tuo caffè BRASILIANO.
    Il tuo orologio è SVIZZERO
    e il tuo walkman è COREANO.
    La tua pizza è ITALIANA
    e la tua camicia è HAWAIANA.
    Le tue vacanze sono TURCHE,
    TUNISINE O MAROCCHINE.
    CITTADINO DEL MONDO,
    NON RIMPROVERARE IL TUO VICINO
    DI ESSERE… STRANIERO.

  12. BENEDETTO XVI
    “Spirito di Vita, che in principio aleggiavi sull’abisso,
    aiuta l’umanità del nostro tempo a comprendere
    che l’esclusione di Dio la porta a smarrirsi nel deserto del mondo,
    e che solo dove entra la fede fioriscono la dignità e la libertà
    e la società tutta si edifica nella giustizia.

    Spirito di Pentecoste, che fai della Chiesa un solo Corpo,
    restituisci noi battezzati a un’autentica esperienza di comunione;
    rendici segno vivo della presenza del Risorto nel mondo,
    comunità di santi che vive nel servizio della carità.

    Spirito Santo, che abiliti alla missione,
    donaci di riconoscere che, anche nel nostro tempo,
    tante persone sono in ricerca della verità sulla loro esistenza e sul mondo.
    Rendici collaboratori della loro gioia con l’annuncio del Vangelo di Gesù Cristo,
    chicco del frumento di Dio, che rende buono il terreno della vita e assicura l’abbondanza del raccolto.
    Amen.”

  13. PREPARIAMOCI ALLA FESTA DELLA PENTECOSTE…..LE OPERAZIONI DELLO SPIRITO SANTO
    San Basilio Magno, vescovo

    E’ STATO CHIAMATO SPIRITO DI DIO E SPIRITO DI VERITÀ, che procede dal Padre: Spirito forte, Spirito retto, Spirito creatore. Spirito Santo è l`appellativo che gli conviene di più e che gli è proprio.
    TUTTO CIÒ CHE HA UN CARATTERE SACRO È DA LUI CHE LO DERIVA. Di lui hanno bisogno gli esseri che hanno vita e, come irrorati dalla sua rugiada, ricevono vigore e sostegno nel loro esistere ed agire in ordine al fine naturale per il quale sono fatti.
    EGLI È SORGENTE DI SANTIFICAZIONE E LUCE INTELLIGIBILE. Offre ad ogni creatura ragionevole se stesso e con se stesso luce e aiuto per la ricerca della verità. Inaccessibile per natura, può essere percepito per sua bontà. Tutto riempie con la propria forza, ma si rende manifesto solo a quelli che ne sono degni. Ad essi tuttavia egli non si dà in ugual misura, ma si concede in rapporto all`intensità della fede. EGLI VIENE PARTECIPATO SENZA TUTTAVIA SUBIRE ALCUNA ALTERAZIONE. DI LUI TUTTI SONO PARTECIPI, MA EGLI RESTA INTEGRO, ALLO STESSO MODO DEI RAGGI DEL SOLE, I CUI BENEFICI VENGONO SENTITI DA CIASCUNO COME SE RISPLENDESSERO SOLO PER LUI E TUTTAVIA ILLUMINANO LA TERRA E IL MARE E SI CONFONDONO CON L`ARIA. Così anche lo Spirito Santo, pur essendo presente a ciascuno di quanti ne sono capaci come se fosse presente a lui solo, infonde in tutti una grazia sufficiente ed intera. Di lui gode tutto ciò che di lui partecipa, per quanto è permesso alla natura, ma non per quanto egli può. PER LUI I CUORI SI ELEVANO IN ALTO, I DEBOLI VENGONO CONDOTTI PER MANO, I FORTI GIUNGONO ALLA PERFEZIONE. EGLI RISPLENDE SU COLORO CHE SI SONO PURIFICATI DA OGNI BRUTTURA E LI RENDE SPIRITUALI PER MEZZO DELLA COMUNIONE CHE HANNO CON LUI. E COME I CORPI MOLTO TRASPARENTI E NITIDI AL CONTATTO DI UN RAGGIO DIVENTANO ANCH`ESSI MOLTO LUMINOSI ED EMANANO DA SÉ NUOVO BAGLIORE, COSÌ LE ANIME CHE HANNO IN SÉ LO SPIRITO E CHE SONO ILLUMINATE DALLO SPIRITO DIVENTANO ANCH`ESSE SANTE E RIFLETTONO LA GRAZIA SUGLI ALTRI. DALLO SPIRITO L`ANTICIPATA CONOSCENZA DELLE COSE FUTURE, L`APPROFONDIMENTO DEI MISTERI, LA PERCEZIONE DELLE COSE OCCULTE, LE DISTRIBUZIONI DEI DONI, LA FAMILIARITÀ DELLE COSE DEL CIELO, IL TRIPUDIO CON GLI ANGELI. DA LUI LA GIOIA ETERNA, DA LUI L`UNIONE COSTANTE E LA SOMIGLIANZA CON DIO…

  14. Benedetto XVI
    SIATE TESTIMONI!
    «BISOGNA CHE UNO DIVENGA TESTIMONE, INSIEME A NOI, DELLA RISURREZIONE», DICEVA PIETRO… MIEI FRATELLI E SORELLE, BISOGNA CHE DIVENTIATE … TESTIMONI DELLA RISURREZIONE DI GESÙ. In effetti, se non sarete voi i suoi testimoni nel vostro ambiente, chi lo sarà al vostro posto? Il cristiano è, nella Chiesa e con la Chiesa, un missionario di Cristo inviato nel mondo. Questa è la missione improrogabile di ogni comunità ecclesiale: ricevere da Dio e offrire al mondo Cristo risorto, affinché ogni situazione di indebolimento e di morte sia trasformata, mediante lo Spirito Santo, in occasione di crescita e di vita. …
    NULLA IMPONIAMO, MA SEMPRE PROPONIAMO, COME PIETRO CI RACCOMANDA IN UNA DELLE SUE LETTERE: «ADORATE IL SIGNORE, CRISTO, NEI VOSTRI CUORI, PRONTI SEMPRE A RISPONDERE A CHIUNQUE VI DOMANDI RAGIONE DELLA SPERANZA CHE È IN VOI» (1Pt 3,15). E tutti, alla fine, ce la domandano, anche coloro che sembrano non domandarla. Per esperienza personale e comune, sappiamo bene che è Gesù colui che tutti attendono. INFATTI LE PIÙ PROFONDE ATTESE DEL MONDO E LE GRANDI CERTEZZE DEL VANGELO SI INCROCIANO NELL’IRRECUSABILE MISSIONE CHE CI COMPETE, POICHÉ «SENZA DIO L’UOMO NON SA DOVE ANDARE E NON RIESCE NEMMENO A COMPRENDERE CHI EGLI SIA. DI FRONTE AGLI ENORMI PROBLEMI DELLO SVILUPPO DEI POPOLI CHE QUASI CI SPINGONO ALLO SCONFORTO E ALLA RESA, CI VIENE IN AIUTO LA PAROLA DEL SIGNORE GESÙ CRISTO CHE CI FA CONSAPEVOLI: “SENZA DI ME NON POTETE FAR NULLA” (GV 15,5), E C’INCORAGGIA: “IO SONO CON VOI TUTTI I GIORNI, FINO ALLA FINE DEL MONDO” (MT 28,20)» Sì! Siamo chiamati a servire l’umanità del nostro tempo, confidando unicamente in Gesù, lasciandoci illuminare dalla sua Parola: «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga» (Gv 15,16). QUANTO TEMPO PERDUTO, QUANTO LAVORO RIMANDATO, PER INAVVERTENZA SU QUESTO PUNTO! TUTTO SI DEFINISCE A PARTIRE DA CRISTO

  15. Davvero preziose le serate con Maria che alla fine offre anche il gelato…dopo averci dato una CONSAPEVOLEZZA NUOVA sulla PREGHIERA del ROSARIO che mi colpisce tanto non essere una delle tante “preghiere recitate”, o un ripetersi di parole distratto e noioso, ma la sto assaporandola come una PREGHIERA SILENZIOSA, DI PROFONDA MEDITAZIONE che BUCA IL CIELO.. dentro la STORIA!
    Mi colpisce come CON LA “CONSAPEVOLEZZA” DEI CONTENUTI, il ROSARIO RIPRENDA LA SUA FORMA ORIGINALE, un grande aiuto per avvicinarci a LEI.. che ha VISSUTO …LA “PENOMBRA DELLA FEDE”, LA “FATICA DEL CUORE”! Mi colpiscono quegli opposti di Dante: “vergine madre”, “figlia del tuo Figlio”, “umile e alta”. Mi colpisce il titolo di un foglietto: “CONTEMPLARE CON MARIA IL VOLTO DI CRISTO”.
    Sono tanti i punti e gli spunti che mi stanno dando rivelando il rosario nella sua reale essenza!
    Quanto mi ha fatto riflettere quella seconda parte quando dicendo: …prega per noi peccatori, ADESSO… (e nell’ora della nostra morte), prima di proseguire …”all’ora della morte”, siamo stati INVITATI A “FERMARCI… ad UNA PAUSA… in quell’ADESSO”!
    GRAZIE DI QUESTE SERATE DI CONSAPEVOLEZZA che bucano il Cielo!

  16. FESTA DI S. MATTIA … MOSTRACI, SIGNORE, CHI HAI DESIGNATO
    san Giovanni Crisostomo
    «In quei giorni, Pietro si alzò in mezzo ai fratelli e disse …» (At 1, 15). Dato che era il più zelante e gli era stato affidato da Cristo il gregge, e dato che era il primo nell’assemblea, per primo prende la parola: Fratelli, occorre scegliere uno tra noi (cfr. At 1, 21-22). LASCIA AI PRESENTI IL GIUDIZIO, STIMANDO DEGNI D’OGNI FIDUCIA COLORO CHE SAREBBERO STATI SCELTI E INFINE GARANTENDOSI CONTRO OGNI ODIOSITÀ CHE POTEVA SORGERE. INFATTI DECISIONI COSÌ IMPORTANTI SONO SPESSO ORIGINE DI NUMEROSI CONTRASTI.
    E non poteva essere lo stesso Pietro a scegliere? Certo che poteva, ma se ne astiene per non sembrare di fare parzialità. D’altra parte non aveva ancora ricevuto lo Spirito Santo. «Ne furono proposti, Giuseppe, detto Barsabba che era soprannominato Giusto, e Mattia» (At 1, 23). Non li presentò lui, ma tutti. Lui motivò la scelta, dimostrando che non era sua, ma già contemplata dalla profezia. COSÌ EGLI FU SOLO L’INTERPRETE, NON UNO CHE IMPONE IL PROPRIO GIUDIZIO.
    Continua: Bisogna, dunque, che tra questi uomini che sono radunati con noi … (cfr. At 1, 21). Osserva quanta oculatezza richieda già nei testimoni, anche se doveva ancora venire lo Spirito. Egli comunque tratta con grande diligenza questa scelta.
    Tra questi uomini, prosegue, che sono stati con noi tutto il tempo che visse tra noi il Signore Gesù. Parla di coloro che erano vissuti con Gesù, non quindi semplici discepoli. All’inizio molti lo seguivano: ecco perché afferma: Era uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e avevano seguito Gesù.
    «Per tutto il tempo in cui il Signore Gesù ha vissuto in mezzo a noi, incominciando dal battesimo di Giovanni» (At 1, 21). E sì, perché gli avvenimenti accaduti prima, nessuno li ricordava con esattezza, ma li appresero dallo Spirito. «Fino al giorno in cui (Gesù) è stato di tra noi assunto in cielo, uno divenga insieme a noi testimone della sua risurrezione» (At 1, 22). NON DICE: TESTIMONE DI OGNI COSA, MA «TESTIMONE DELLA SUA RISURREZIONE», SEMPLICEMENTE.
    Infatti era più credibile uno che affermasse: COLUI CHE MANGIAVA, BEVEVA E FU CROCIFISSO, È PROPRIO LO STESSO CHE È RISUSCITATO. PERCIÒ NON ERA NECESSARIO CHE FOSSE TESTIMONE DEL PASSATO NÉ DEL TEMPO SUCCESSIVO E NEPPURE DEI MIRACOLI, MA SOLO DELLA RISURREZIONE. GLI ALTRI AVVENIMENTI ERANO NOTI ED EVIDENTI; LA RISURREZIONE INVECE ERA AVVENUTA DI NASCOSTO ED ERA NOTA SOLO A QUEI POCHI.
    E pregavano insieme dicendo: «Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostra …» (At 1, 24). TU, NON NOI. MOLTO GIUSTAMENTE LO INVOCANO COME COLUI CHE CONOSCE I CUORI: DA LUI, INFATTI, DEV’ESSERE FATTA L’ELEZIONE, NON DA ALTRI. PREGAVANO CON TANTA CONFIDENZA, PERCHÉ ERA PROPRIO NECESSARIO CHE UNO FOSSE ELETTO. NON CHIESERO: SCEGLI, MA: MOSTRA L’ELETTO, «COLUI CHE HAI ELETTO», BEN SAPENDO CHE TUTTO È GIÀ STABILITO DA DIO. «E LI TIRARONO A SORTE». NON SI RITENEVANO DEGNI DI FARE ESSI STESSI L’ELEZIONE, PER QUESTO DESIDERARONO ESSERE GUIDATI DA UN SEGNO.

  17. @@@ “MADRE DI TUTTI”@@@
    Chi guarda la Vergine Maria ? Guarda tutti noi, ciascuno di noi.
    E come ci guarda? Ci guarda come MADRE, con tenerezza, con misericordia, con amore.
    Così ha guardato il fIglio GESU’, in tutti i momenti della sua vita, gioiosi,luminosi, dolorosi, gloriosi,
    come contempliamo nei Misteri del Santo Rosario,semplicemente con amore.
    Quando siamo stanchi, scoraggiati, schiacciati dai problemi, guardiamo a Maria,
    sentiamo il suo sguardo che dice al nostro cuore: “FORZA, FIGLIO, CI SONO IO CHE TI SOSTENGO!”,
    La Madonna ci conosce bene, è mamma, sa bene quali sono le nostre gioie e le nostre difficoltà,
    le nostre speranze e le nostre delusioni. Quando sentiamo il peso delle nostre debolezze,
    dei nostri peccati, guardiamo a Maria, che dice al nostro cuore: ” RIALZATI, VA’ DA MIO FIGLIO
    GESU’, IN LUI TROVERAI ACCOGLIENZA, MISERICORDIA E NUOVA FORZA PER CONTINUARE IL CAMMINO”.
    ( papa francesco)

  18. Col cuore piccolo e semplice di una mamma :
    Figlio/a ” fammi sentire mamma ” : quando e ” se ” sei stanco appoggia per un momento la tua fatica sulla mia spalla. Fammi ” essere ” mamma … …

    E i nostri offrire e affidare e Custodire saranno reciproco aiuto e coraggio nell’ andare verso LUI

  19. DONNE DEL VANGELO , .DONNE COSI’ :
    Donne PERDONATE …donne PERSEVERANTI …donne chiamate per NOME .
    Donne e mamme che sono un intreccio e mistero di Gioia e di Dolore … e che hanno bisogno di LUCE – della SUA LUCE – per Vivere la GIOIA , per Vivere il DOLORE .

    Buona domenica

  20. Oggi nostro Signore Gesù Cristo è asceso al cielo. CON LUI SALGA PURE IL NOSTRO CUORE. Ascoltiamo l’apostolo Paolo che proclama: «SE SIETE RISORTI CON CRISTO, CERCATE LE COSE DI LASSÙ, DOVE SI TROVA CRISTO ASSISO ALLA DESTRA DI DIO. PENSATE ALLE COSE DI LASSÙ, NON A QUELLE DELLA TERRA» (Col 3, 1-2). Come egli è asceso e non si è allontanato da noi, così anche noi già siamo lassù con lui, benché nel nostro corpo non si sia ancora avverato ciò che ci è promesso. Cristo è ormai esaltato al di sopra dei cieli, ma soffre qui in terra tutte le tribolazioni che noi sopportiamo come sue membra. Di questo diede assicurazione facendo sentire quel grido: «SAULO, SAULO, PERCHÉ MI PERSEGUITI?» (AT 9, 4). E COSÌ PURE: «IO HO AVUTO FAME E MI AVETE DATO DA MANGIARE» (MT 25, 35).
    Perché allora anche noi non fatichiamo su questa terra, in maniera da riposare già con Cristo in cielo, noi che siamo uniti al nostro Salvatore attraverso la fede, la speranza e la carità? CRISTO, INFATTI, PUR TROVANDOSI LASSÙ, RESTA ANCORA CON NOI. E NOI, SIMILMENTE, PUR DIMORANDO QUAGGIÙ, SIAMO GIÀ CON LUI. E Cristo può assumere questo comportamento in forza della sua divinità e onnipotenza. A noi, invece, è possibile, non perché siamo esseri divini, ma per l’amore che nutriamo per lui. EGLI NON ABBANDONÒ IL CIELO, DISCENDENDO FINO A NOI; E NEMMENO SI È ALLONTANATO DA NOI, QUANDO DI NUOVO È SALITO AL CIELO. INFATTI EGLI STESSO DÀ TESTIMONIANZA DI TROVARSI LASSÙ MENTRE ERA QUI IN TERRA: NESSUNO È MAI SALITO AL CIELO FUORCHÉ COLUI CHE È DISCESO DAL CIELO, IL FIGLIO DELL’UOMO, CHE È IN CIELO (CFR. GV 3, 1

  21. P. NERUDA

    La Mamadre,
    ecco che arriva con zoccoli di legno.
    Ieri soffiò il vento del polo, si sfondarono i tetti, crollarono i muri e i ponti,
    l’intera notte ringhiò con i suoi puma,
    ed ora, nel mattino del sole freddo, arriva mia madre, dolce come la timida freschezza del sole delle terre tempestose, lanternina minuta che si spegne e si riaccende perché tutti distinguano il sentiero.

    Oh, dolce madre
    mai ho potuto dire matrigna,
    la mia bocca trema a definirti,
    perché appena fui in grado di capire
    vidi la bontà vestita di poveri stracci scuri,
    la santità più utile: quella della farina e dell’acqua,
    e questo fosti: la vita ti fece pane
    e lì ti consumammo nei lunghi inverni desolati
    con la pioggia che grondava dentro la casa
    e la tua ubiqua umiltà che sgranava l’aspro cereale della miseria
    come se tu andassi spartendo un fiume di diamanti.

    Ahi, mamma, come avrei potuto
    vivere senza ricordarti
    ad ogni mio istante?
    Non è possibile. Io porto
    il tuo Marverde nel mio sangue, il cognome
    di quelle dolci mani che ritagliarono da un sacco di farina
    le brachette della mia infanzia, di lei che cucinò, stirò, lavò, seminò, calmò la febbre,
    e, quando ebbe fatto tutto
    e ormai potevo reggermi saldamente,
    si ritirò, cortese, schiva,
    nella piccola bara
    dove rimase in ozio per la prima volta
    sotto la dura pioggia del Temuco.
    (Pablo Neruda)

  22. SAN GIOVANNI MARIA VIANNEY
    CATECHISMO SULLA PREGHIERA
    “SE CHIEDERETE QUALCHE COSA AL PADRE NEL MIO NOME, EGLI VE LA DARÀ”

    Figliuoli miei, il vostro cuore è piccolo, ma la preghiera lo dilata e lo rende capace di amare Dio. La preghiera ci fa pregustare il cielo, cioè qualcosa che discende a noi dal paradiso. NON CI LASCIA MAI SENZA DOLCEZZA. INFATTI È MIELE CHE STILLA NELL’ANIMA E FA CHE TUTTO SIA DOLCE. NELLA PREGHIERA BEN FATTA I DOLORI SI SCIOLGONO COME NEVE AL SOLE. ANCHE QUESTO CI DÀ LA PREGHIERA: IL TEMPO SCORRE CON TANTA VELOCITÀ E TANTA FELICITÀ DELL’UOMO CHE NON SI AVVERTE PIÙ LA SUA LUNGHEZZA…

    Ci sono alcune persone che si sprofondano completamente nella preghiera come un pesce nell’acqua, perché sono tutte dedite al buon Dio. Non c’è divisione alcuna nel loro cuore. O quanto amo queste anime generose! SAN FRANCESCO D’ASSISI E SANTA COLETTA VEDEVANO NOSTRO SIGNORE E PARLAVANO CON LUI COME NOI PARLIAMO FRA NOI. NOI INVECE QUANTE VOLTE VENIAMO IN CHIESA SENZA SAPERE COSA DOBBIAMO FARE O DOMANDARE! MENTRE OGNI VOLTA CI RECHIAMO DA QUALCUNO, SAPPIAMO BENE PERCHÉ CI ANDIAMO. Anzi vi sono alcuni che sembrano dire così al buon Dio: “Ho soltanto due parole da dirti, così mi sbrigherò presto”. Io penso sempre che, quando veniamo ad adorare il Signore, otterremmo tutto quello che domandiamo, SE PREGASSIMO CON FEDE VERAMENTE VIVA E CON CUORE TOTALMENTE PURO.

  23. SAN GREGORIO DI NISSA, VESCOVO
    LA GLORIA CHE HAI DATO A ME L’HO DATA AD ESSI

    … SE DAVVERO L’AMORE RIESCE AD ELIMINARE LA PAURA E QUESTA SI TRASFORMA IN AMORE, ALLORA SI SCOPRIRÀ CHE CIÒ CHE SALVA È PROPRIO L’UNITÀ. LA SALVEZZA STA INFATTI NEL SENTIRSI TUTTI FUSI NELL’AMORE ALL’UNICO E VERO BENE … TUTTO CIÒ LO MOSTRA PIÙ CHIARAMENTE IL SIGNORE NEL VANGELO. GESÙ BENEDICE I SUOI DISCEPOLI, CONFERISCE LORO OGNI POTERE E CONCEDE LORO I SUOI BENI. FRA QUESTI SONO DA INCLUDERE ANCHE LE SANTE ESPRESSIONI CHE EGLI RIVOLGE AL PADRE. MA FRA TUTTE LE PAROLE CHE DICE E LE GRAZIE CHE CONCEDE UNA CE N’È CHE È LA MAGGIORE DI TUTTE E TUTTE LE RIASSUME. ED È QUELLA CON CUI CRISTO AMMONISCE I SUOI A TROVARSI SEMPRE UNITI NELLE SOLUZIONI DELLE QUESTIONI E NELLE VALUTAZIONI CIRCA IL BENE DA FARE; A SENTIRSI UN CUOR SOLO E UN’ANIMA SOLA E A STIMARE QUESTA UNIONE L’UNICO E SOLO BENE; A STRINGERSI NELL’UNITÀ DELLO SPIRITO CON IL VINCOLO DELLA PACE; A FAR UN SOLO CORPO E UN SOLO SPIRITO; A CORRISPONDERE A UN’UNICA VOCAZIONE, ANIMATI DA UNA MEDESIMA SPERANZA. «PERCHÉ TUTTI SIANO UNA SOLA COSA. COME TU, PADRE, SEI IN ME E IO IN TE, SIANO ANCH’ESSI UNA COSA SOLA, PERCHÉ IL MONDO CREDA CHE TU MI HAI MANDATO» (GV 17, 21).
    PERCIÒ COLUI CHE DALLA FANCIULLEZZA È CRESCIUTO RAGGIUNGENDO LA PIENA MATURITÀ DEL CRISTO, VIENE A TROVARSI IN QUELLO STATO TUTTO SPECIALE, CHE SOLO L’INTELLIGENZA, ILLUMINATA DALLA FEDE, PUÒ PERCEPIRE. ALLORA DIVIENE CAPACE DELLA GLORIA DELLO SPIRITO SANTO ATTRAVERSO UNA VITA LONTANA DAI VIZI E IMPRONTATA ALLA SANTITÀ. COSTUI DUNQUE È QUELLA PERFETTA COLOMBA, ALLA QUALE GUARDA LO SPOSO, QUANDO DICE: «UNA SOLA LA MIA COLOMBA, LA MIA PERFETTA».

  24. IL FILO DEL VESTITO MADELEINE DELBREL

    NELLA MIA COMUNITÀ, SIGNORE, AIUTAMI AD AMARE,
    AD ESSERE COME IL FILO DI UN VESTITO.
    ESSO TIENE INSIEME I VARI PEZZI
    E NESSUNO LO VEDE SE NON IL SARTO CHE CE L’HA MESSO.
    TU, SIGNORE, MIO SARTO, SARTO DELLA COMUNITÀ,
    RENDIMI CAPACE DI ESSERE NEL MONDO
    SERVENDO CON UMILTÀ,
    PERCHÉ SE IL FILO SI VEDE TUTTO È RIUSCITO MALE.
    RENDIMI AMORE IN QUESTA TUA CHIESA,
    PERCHÉ È L’AMORE CHE TIENE INSIEME I VARI PEZZI.

  25. LE DUE VITE
    Sant’Agostino, vescovo

    La Chiesa conosce due vite che le sono state divinamente predicate ed affidate: UNA È NELLA FEDE, L’ALTRA NELLA VISIONE; UNA NEL TEMPO DEL PELLEGRINAGGIO, L’ALTRA NELL’ETERNITÀ DELLA DIMORA; UNA NELLA FATICA, L’ALTRA NEL RIPOSO; UNA LUNGO LA VIA, L’ALTRA NELLA PATRIA; UNA NELL’ATTIVITÀ, L’ALTRA NEL PREMIO DELLA CONTEMPLAZIONE.
    La prima vita è stata rappresentata dall’apostolo Pietro, la seconda da Giovanni. La vita terrena si svolge sino alla fine di questo mondo e trova la sua conclusione nell’aldilà; la vita celeste, nella sua fase perfetta, verrà dopo la fine di questo mondo, ma nell’eternità non avrà termine. Perciò il Signore dice a Pietro: «SEGUIMI» (GV 21, 19); MENTRE DI GIOVANNI DICE: «SE VOGLIO CHE EGLI RIMANGA FINCHÉ IO VENGA, CHE IMPORTA A TE? TU SEGUIMI» (Gv 21, 22).
    Il significato della risposta di Gesù è il seguente: Tu seguimi nel tollerare i mali temporali. Lui rimanga in attesa fino a quando non ritornerò per concedere i beni eterni. O più chiaramente: Mi segua l’opera che, sul modello della mia passione, è già terminata. Rimanga in attesa, fino a quando non verrò a renderla totale, la contemplazione appena iniziata. EFFETTIVAMENTE CHI ACCETTA TUTTO SANTAMENTE PERSEVERANDO FINO ALLA MORTE, SEGUE CRISTO. INVECE LA CONOSCENZA DI CRISTO, PRIMA DI ARRIVARE AL SUO CULMINE, DEVE ATTENDERE LA SUA VENUTA. SI TRATTA DI DUE ASPETTI CONNESSI CON LE DUE FASI DELL’ESISTENZA TERRENA E CELESTE DEL CRISTIANO. NELLA PRIMA SI SOPPORTANO I MALI DI QUESTO MONDO PROPRI DELLA TERRA DEI MORENTI, NELLA SECONDA SI VEDRANNO I BENI DEL SIGNORE CARATTERISTICI DELLA TERRA DEI VIVENTI.
    E questo atteggiamento lo riproducono non solo essi, MA TUTTA LA CHIESA, SPOSA DI CRISTO, TUTTA TESA DA UNA PARTE A SUPERARE LE PROVE DI QUESTO MONDO E DALL’ALTRA A POSSEDERE LA FELICITÀ DELLA VITA FUTURA. DUE VITE DUNQUE SIMBOLEGGIATE DAI DUE APOSTOLI PIETRO E GIOVANNI, OGNUNO DEI QUALI SIGNIFICA UN TIPO SOLO DI VITA, ANCHE SE TUTTI E DUE VISSERO LA VITA TEMPORALE NELLA FEDE E TUTTI E DUE AVREBBERO GODUTO L’ALTRA VITA NELLA VISIONE.
    PIETRO, PRIMO DEGLI APOSTOLI, HA RICEVUTO LE CHIAVI DEL REGNO DEI CIELI. Con esse lega e scioglie i peccati di tutti i santi, congiunti inseparabilmente al corpo di Cristo (cfr. Mt 16, 19), ed indica ai fedeli la giusta rotta da seguire in questa vita agitata da tutte le tempeste. Invece Giovanni, l’evangelista, posò il capo sul petto di Cristo. Il gesto fa pensare al riposo dei santi, al riposo, che troveranno in quel seno pienamente riparato dai flutti e segreto, che è la vita beata.
    PERÒ NON SOLO PIETRO LEGA E SCIOGLIE I PECCATI, MA TUTTA LA CHIESA. NON SOLO GIOVANNI HA ATTINTO DALLA SORGENTE CHE ERA CRISTO. Non solo lui gode del Verbo – che era in principio, Dio presso Dio – e di tutte le prerogative divine del Cristo. NON SOLO LUI CONTEMPLA tutte quelle realtà sublimi che si riferiscono alla Trinità divina e all’unità delle tre divine Persone. NON È SOLO LUI IL PRIVILEGIATO CHE SI SAZIA DI QUELLE COSE CHE SI CONTEMPLANO FACCIA A FACCIA NEL REGNO CELESTE, DOPO ESSERE STATE VISTE COME IN UNO SPECCHIO E IN MANIERA CONFUSA IN QUESTA TERRA (CFR. 1 COR 13, 12). NON È SOLO LUI CHE ATTINGE TUTTI QUESTI TESORI DAL PETTO DI CRISTO, MA A TUTTI È APERTA DAL SIGNORE STESSO LA FONTE DEL VANGELO, PERCHÉ TUTTI IN TUTTA LA TERRA BEVANO, OGNUNO SECONDO LA PROPRIA CAPACITÀ.

  26. .S Leone Magno, papa
    L’ASCENSIONE DEL SIGNORE ACCRESCE LA NOSTRA FEDE

    Nella festa di Pasqua la risurrezione del Signore è stata per noi motivo di grande letizia. Così ora è causa di ineffabile gioia la sua ascensione al cielo. OGGI INFATTI RICORDIAMO E CELEBRIAMO IL GIORNO IN CUI LA NOSTRA POVERA NATURA È STATA ELEVATA IN CRISTO FINO AL TRONO DI DIO PADRE, AL DI SOPRA DI TUTTE LE MILIZIE CELESTI, SOPRA TUTTE LE GERARCHIE ANGELICHE, SOPRA L’ALTEZZA DI TUTTE LE POTESTÀ. L’intera esistenza cristiana si fonda e si eleva su una arcana serie di azioni divine per le quali l’amore di Dio rivela maggiormente tutti i suoi prodigi. Pur trattandosi di misteri che trascendono la percezione umana e che ispirano un profondo timore riverenziale, non per questo vien meno la fede, vacilla la speranza e si raffredda la carità.
    Credere senza esitare a ciò che sfugge alla vista materiale e fissare il desiderio là dove non si può arrivare con lo sguardo, è forza di cuori veramente grandi e luce di anime salde. DEL RESTO, COME POTREBBE NASCERE NEI NOSTRI CUORI LA CARITÀ, O COME POTREBBE L’UOMO ESSERE GIUSTIFICATO PER MEZZO DELLA FEDE, SE IL MONDO DELLA SALVEZZA DOVESSE CONSISTERE SOLO IN QUELLE COSE CHE CADONO SOTTO I NOSTRI SENSI? Questa fede si accrebbe con l’ascensione del Signore e fu resa ancor più salda dal dono dello Spirito Santo. NON RIUSCIRONO AD ELIMINARLA CON IL LORO SPAVENTO NÉ LE CATENE, NÉ IL CARCERE, NÉ L’ESILIO, NÉ LA FAME O IL FUOCO, NÉ I MORSI DELLE FIERE, NÉ I SUPPLIZI PIÙ RAFFINATI, ESCOGITATI DALLA CRUDELTÀ DEI PERSECUTORI. PER QUESTA FEDE IN OGNI PARTE DEL MONDO HANNO COMBATTUTO FINO A VERSARE IL SANGUE, NON SOLO UOMINI, MA ANCHE DONNE; NON SOLO FANCIULLI, MA ANCHE TENERE FANCIULLE. QUESTA FEDE HA MESSO IN FUGA I DEMONI, HA VINTO LE MALATTIE, HA RISUSCITATO I MORTI.
    Gli stessi santi apostoli, nonostante la conferma di numerosi miracoli e benché istruiti da tanti discorsi, S’ERANO LASCIATI ATTERRIRE DALLA TREMENDA PASSIONE DEL SIGNORE ED AVEVANO ACCOLTO, NON SENZA ESITAZIONE, LA REALTÀ DELLA SUA RISURREZIONE. PROPRIO ALLORA, O DILETTISSIMI, IL FIGLIO DELL’UOMO SI DIEDE A CONOSCERE NELLA MANIERA PIÙ SUBLIME E PIÙ SANTA COME FIGLIO DI DIO, QUANDO RIENTRÒ NELLA GLORIA DELLA MAESTÀ DEL PADRE, E COMINCIÒ IN MODO INEFFABILE A FARSI PIÙ PRESENTE PER LA SUA DIVINITÀ, LUI CHE, NELLA SUA UMANITÀ VISIBILE, SI ERA FATTO PIÙ DISTANTE DA NOI.

  27. COSA E’ SUCCESSO TRA LA RISURREZIONE E L’ASCENSIONE DEL SIGNORE
    San Leone Magno, Papa

    Miei cari, i giorni intercorsi tra la risurrezione del Signore e la sua ascensione non sono passati inutilmente, ma in essi sono stati CONFERMATI GRANDI MISTERI E SONO STATE RIVELATE GRANDI VERITÀ.
    Venne eliminato il timore di una morte crudele, e venne annunziata non solo l’immortalità dell’anima, ma anche quella del corpo. Durante quei giorni, in virtù del soffio divino, venne effuso su tutti gli apostoli lo Spirito Santo, e a san Pietro apostolo, dopo la consegna delle chiavi del Regno, venne affidata la cura suprema del gregge del Signore.
    IN QUESTI GIORNI IL SIGNORE SI UNISCE, COME TERZO, AI DUE DISCEPOLI LUNGO IL CAMMINO, e per dissipare in noi ogni ombra di incertezza, biasima la fede languida di quei due spaventati e trepidanti. Quei cuori da lui illuminati s’infiammano di fede e, mentre prima erano freddi, diventano ardenti, man mano che il Signore spiega loro le Scritture. Quando egli spezza il pane, anche lo sguardo di quei commensali si apre. Si aprono gli occhi dei due discepoli come quelli dei progenitori. Ma quanto più felicemente gli occhi dei due discepoli dinanzi alla glorificazione della propria natura, manifestata in Cristo, che gli occhi dei progenitori dinanzi alla vergogna della propria prevaricazione!
    Perciò, o miei cari, durante tutto questo tempo trascorso tra la risurrezione del Signore e la sua ascensione, LA DIVINA PROVVIDENZA QUESTO HA AVUTO DI MIRA, QUESTO HA COMUNICATO, QUESTO HA VOLUTO INSINUARE NEGLI OCCHI E NEI CUORI DEI SUOI: LA FERMA CERTEZZA CHE IL SIGNORE GESÙ CRISTO ERA VERAMENTE RISUSCITATO, COME REALMENTE ERA NATO, REALMENTE AVEVA PATITO ED ERA REALMENTE MORTO.
    Perciò i santi apostoli e tutti i discepoli, che avevano trepidato per la tragedia della croce ed erano dubbiosi nel credere alla risurrezione, FURONO TALMENTE RINFRANCATI DALL’EVIDENZA DELLA VERITÀ, CHE, AL MOMENTO IN CUI IL SIGNORE SALIVA NELL’ALTO DEI CIELI, NON SOLO NON NE FURONO AFFATTO RATTRISTATI, MA ANZI FURONO RICOLMI DI GRANDE GIOIA.
    Ed avevano davvero un grande e ineffabile motivo di rallegrarsi. ESSI INFATTI, INSIEME A QUELLA FOLLA FORTUNATA, CONTEMPLAVANO LA NATURA UMANA MENTRE SALIVA AD UNA DIGNITÀ SUPERIORE A QUELLA DELLE CREATURE CELESTI. Essa oltrepassava le gerarchie angeliche, per essere innalzata al di sopra della sublimità degli arcangeli, senza incontrare a nessun livello, per quanto alto, un limite alla sua ascesa. Infine, chiamata a prender posto presso l’eterno Padre, venne associata a lui nel trono della gloria, mentre era unita alla sua natura nella Persona del Figlio.

  28. “E’ BENE PER VOI CHE IO ME NE VADA” – IL VINO DELLO …SPIRITO SANTO

    Lo Spirito Santo ha coperto Maria con la sua ombra (Lc 1,35) e, il giorno della Pentecoste, ha reso forti gli apostoli; desiderava “rivestirli della potenza dell’alto” (Lc 24,49), cioè la carità più ardente… COME AVREBBERO POTUTO, NELLA LORO DEBOLEZZA, ADEMPIERE LA MISSIONE DI TRIONFARE SULLA MORTE SENZA QUESTO “AMORE FORTE COME LA MORTE” E DI NON LASCIARE “LE PORTE DEGLI INFERI PREVALERE CONTRO DI ESSI” SENZA QUESTO “AMORE TENACE COME GLI INFERI”? (Mt 16,18; Ct 8,6) Vedendo quello zelo, alcuni li credevano ebbri (At 2,13). Effettivamente, essi erano ebbri, ma di un vino nuovo…, quello che la “vera vigna” aveva lasciato scorrere dall’alto dei cieli, quello “che allieta il cuore dell’uomo” (Gv 15,1; Sal 104,15)… ERA UN VINO NUOVO PER GLI ABITANTI DELLA TERRA, MA IN CIELO SI TROVAVA IN ABBONDANZA…, SCORREVA A FIOTTI NELLE STRADE E SULLE PIAZZE DELLA CITTÀ SANTA, DOVE DIFFONDEVA LA GIOIA DEL CUORE…

    Così, c’era in cielo un vino particolare che la terra non conosceva. Ma anche la terra aveva qualcosa di suo, che era la sua gloria – la carne di Cristo – ed i cieli erano assetati della presenza di quella carne. Chi potrebbe impedire lo scambio così certo e ricco di grazia tra cielo e terra, tra angeli ed apostoli, in modo che la terra possieda lo Spirito Santo e il cielo la carne di Cristo? … “Se non me ne vado – dice Gesù – non verrà a voi il Consolatore”. Cioè, se non lasciate andare ciò che amate, non otterrete ciò che desiderate. “E’ BENE PER VOI CHE IO ME NE VADA” E CHE VI PORTI DALLA TERRA AL CIELO, DALLA CARNE ALLO SPIRITO; POICHÉ IL PADRE È SPIRITO, IL FIGLIO È SPIRITO, E LO SPIRITO SANTO È PURE SPIRITO… E IL PADRE “CHE È SPIRITO, CERCA GLI ADORATORI CHE LO ADORINO IN SPIRITO E VERITÀ” (GV 4,23-24).

  29. Non avere mai preso l’aereo e volare D ALTISSIMA QUOTA CON IL VANGELO secondo GIOVANNI che mi colpiva in questi versetti:
    “…ma IO HO SCELTO VOI”
    “LA MIA… GIOIA sia in voi”;
    “…dare LA SUA VITA per i PROPRI AMICI. VOI SIETE…MIEI AMICI, SE FATE QUEL CHE VI COMANDO”;
    Bella questa SUPERLATIVA OPPORTUNITA’, nel nostro piccolo, di potergli DIMOSTRARE…DI ESSERE SUOI AMICI in questo “SE FATE quel che…”, mi colpisce, da meditare più che seriamente!
    Poi è stupefacente anche: “…AMICI, perché TUTTO CIO’ CHE HO UDITO DAL PADRE MIO L’HO FATTO CONOSCERE A VOI”; meravigliosamente sublime come coinvolga noi pulviscolo di polvere… IN QUESTA SUA PROFONDA INTIMITA’ COL PADRE e così ci rende INTIMI A LUI, è strabiliante!.

  30. San Giovanni Paolo II (1920-2005)
    “… VERRÀ L’ORA IN CUI CHIUNQUE VI UCCIDERÀ CREDERÀ DI RENDERE CULTO A DIO”

    « VI HO DETTE QUESTE COSE, PERCHÉ ABBIATE PACE IN ME. VOI AVRETE TRIBOLAZIONE NEL MONDO, MA ABBIATE FIDUCIA: IO HO VINTO IL MONDO! »(Gv 16,33). Questo primo capitolo del Vangelo della sofferenza, che parla delle persecuzioni, cioè delle tribolazioni a motivo di Cristo, contiene in sé una speciale chiamata al coraggio ed alla fortezza, sostenuta dall’eloquenza della risurrezione. Cristo ha vinto il mondo definitivamente con la sua risurrezione; tuttavia, grazie al rapporto di essa con la passione e la morte, ha vinto al tempo stesso questo mondo con la sua sofferenza. Si, la sofferenza è stata in modo singolare inserita in quella vittoria sul mondo, che si è manifestata nella risurrezione. CRISTO CONSERVA NEL SUO CORPO RISORTO I SEGNI DELLE FERITE DELLA CROCE SULLE SUE MANI, SUI PIEDI E NEL COSTATO. MEDIANTE LA RISURREZIONE EGLI MANIFESTA LA FORZA VITTORIOSA DELLA SOFFERENZA, E VUOLE INFONDERE LA CONVINZIONE DI QUESTA FORZA NEL CUORE DI COLORO CHE HA SCELTO COME SUOI APOSTOLI E DI COLORO CHE CONTINUAMENTE SCEGLIE ED INVIA. L’apostolo Paolo dirà: « Tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati »(2Tim 3,12).

  31. …LA RECITA DEL ROSARIO , A ME PUO’ SEMBRARE UNA PREGHIERA RIPETITIVA, MA RECITATA CON FEDE E CON IL CUORE, DA’ ALLA MIA ANIMA IL SOLLIEVO DI DIO. SE LA CHIESA CI INCORAGGIA A RECITARLA VUOL DIRE CHE HA IL SUO GRANDE TEOLOGICO SIGNIFICATO. IL CRISTIANO CHE DESIDERA METTERSI IN PREGHIERA DINANZI A MARIA RIVIVE TUTTA LA VITA DI GESU’ NOSTRO DIO E NOSTRO TUTTO. GRAZIE A CHI SI PRODIGA AD INCULCARE
    QUESTA BELLA E PREZIOSA PREGHIERA. ….AVE MARIA, AVE MARIA, AVE MARIA!!!.

  32. • «ROSARIO BENEDETTO DI MARIA, CATENA DOLCE CHE CI RANNODI A DIO »
    39. Quanto fin qui s’è detto, esprime ampiamente la ricchezza di questa preghiera tradizionale, che ha la semplicità di una preghiera popolare, ma anche la profondità teologica di una preghiera adatta a chi avverte l’esigenza di una contemplazione più matura. OGGI ALL’EFFICACIA DI QUESTA PREGHIERA CONSEGNO VOLENTIERI LA CAUSA DELLA PACE NEL MONDO E QUELLA DELLA FAMIGLIA.
    • LA PACE
    40 Il Rosario è preghiera orientata per sua natura alla pace, per il fatto stesso che consiste nella contemplazione di Cristo, Principe della pace e « nostra pace » (Ef 2,14). È poi preghiera di pace anche per i frutti di carità che produce. SE BEN RECITATO COME VERA PREGHIERA MEDITATIVA, IL ROSARIO, FAVORENDO L’INCONTRO CON CRISTO NEI SUOI MISTERI, NON PUÒ NON ADDITARE ANCHE IL VOLTO DI CRISTO NEI FRATELLI, SPECIE IN QUELLI PIÙ SOFFERENTI.
    o COME SI POTREBBE FISSARE, NEI MISTERI GAUDIOSI, IL MISTERO DEL BIMBO NATO A BETLEMME SENZA PROVARE IL DESIDERIO DI ACCOGLIERE, DIFENDERE E PROMUOVERE LA VITA, FACENDOSI CARICO DELLA SOFFERENZA DEI BAMBINI IN TUTTE LE PARTI DEL MONDO?
    o E COME CONTEMPLARE IL CRISTO CARICO DELLA CROCE E CROCIFISSO, SENZA SENTIRE IL BISOGNO DI FARSI SUOI « CIRENEI » IN OGNI FRATELLO AFFRANTO DAL DOLORE O SCHIACCIATO DALLA DISPERAZIONE?
    o COME SI POTREBBE, INFINE, FISSARE GLI OCCHI SULLA GLORIA DI CRISTO RISORTO E SU MARIA INCORONATA REGINA, SENZA PROVARE IL DESIDERIO DI RENDERE QUESTO MONDO PIÙ BELLO, PIÙ GIUSTO, PIÙ VICINO AL DISEGNO DI DIO?
    o INSOMMA, MENTRE CI FA FISSARE GLI OCCHI SU CRISTO, IL ROSARIO CI RENDE ANCHE COSTRUTTORI DELLA PACE NEL MONDO.

    M I S T E R I G L O R I O S I
    1. I figli d’Adamo * non gemano più: è vinta la morte, * risorto è Gesù.
    DON ORIONE: Cristo è risorto! Ma è ancora in mezzo, di noi, è sempre con noi, per asciugare ogni lagrima e trasformare tutti i dolori in amore. Cristo è risorto! Oh risorga Cristo anche in noi, viva in noi con la sua grazia, e noi viviamo in Lui e di Lui, chè fuori di Lui non c’è vita…
    2. Gesù nostro capo * ascende su in ciel, e un posto prepara .* ai figli fedel.
    DON ORIONE: Fratelli, i popoli sono stanchi, sono disillusi; sentono che tutta è vana, tutta è vuota 1a vita, senza Dio. Siamo noi all’alba d’una grande rinascita cristiana ? Cristo vuole risorgere, vuol riprendere il suo posto: l’avvenire è di Cristo! Vedo Gesù che torna: non è un fantasma, no! E’ Lui, il Maestro, è Gesù che cammina sulle acque limacciose di questo mondo così torbido, così spaventoso.
    3. In lingue di fuoco discende dal cielo lo Spirito Santo maestro fedel
    DON ORIONE: Stendi, o Chiesa del Dio vivente, le tue grandi braccia, e avvolgi nella tua luce salvatrice le genti. O Chiesa veramente cattolica, unica vera Chiesa di Cristo, nata a dar pace agli uomini! Mille volte ti benedico e mille volte ti amo. Oh come vorrei delle lacrime del mio sangue e del mio amore far un balsamo da confortare i tuoi dolori e da versare sulle piaghe de’ miei fratelli!
    4. In cielo assunta * accanto a Gesù, tu veglia e proteggi i figli quaggiù
    DON ORIONE: O Vergine Madre, ricordati di noi, al cospetto di Dio; parla ai Tuo Divin Figlio per noi peccatori; per noi offri le Tue lacrime, o santa Madre del Signore! E che io pianga, tra le tue braccia materne, le mie grandi miserie, pianga di dolore, pianga di amore; Che questo Tuo povero figlio, sia in vita, in morte et ultra, il pazzo della carità, l’inebriato della Croce e del’ Sangue di Cristo Crocefisso
    5. Regina dei Santi * t’elesse il Signor, recinse il tuo capo * di gloria ed onor.
    DON ORIONE: Dacci,’ Maria, un animo grande, cuore grande e magnanimo, arrivi a tutti i dolori e a tutte le lagrime. E poi… e poi il santo Paradiso Vicini a Te, Maria: sempre con Gesù, sempre con Te, seduti ai tuoi piedi, o Madre nostra, in Paradiso, in Paradiso!
    • AD JESUM PER MARIAM… MARIA CI CONDUCE A GESÙ
    24 A ciascun battezzato è rivolto l’auspicio della Lettera agli Efesini: « Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di conoscere l’amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio » (3, 17-19). Il Rosario si pone a servizio di questo ideale, offrendo il ‘segreto’ per aprirsi più facilmente a una conoscenza profonda di Cristo. Potremmo dirlo la via di Maria. È la via dell’esempio della Vergine di Nazareth, donna di fede, di silenzio e di ascolto.
    • CERCARE IN MARIA IL« FRUTTO BENEDETTO DEL SUO GREMBO» (Lc 1, 42).
    I misteri di Cristo sono anche, in certo senso, i misteri della Madre, persino quando non vi è direttamente coinvolta, per il fatto stesso che Ella vive di Lui e per Lui. Facendo nostre nell’Ave Maria le parole dell’angelo Gabriele e di sant’Elisabetta, ci sentiamo spinti a cercare sempre in Maria, tra le sue braccia e nel suo cuore, il « frutto benedetto del suo grembo » (cfr Lc 1, 42).
    • MISTERO DI CRISTO, ‘MISTERO’ DELL’UOMO
    25. Chi si pone in contemplazione di Cristo ripercorrendo le tappe della sua vita, non può non cogliere in Lui anche la verità sull’uomo. Seguendo il cammino di Cristo, nel quale il cammino dell’uomo è « ricapitolato », svelato e redento, il credente si pone davanti all’immagine dell’uomo vero.
     CONTEMPLANDO LA SUA NASCITA IMPARA LA SACRALITÀ DELLA VITA,
     GUARDANDO ALLA CASA DI NAZARETH APPRENDE LA VERITÀ ORIGINARIA SULLA FAMIGLIA
     ASCOLTANDO IL MAESTRO NEI MISTERI DELLA VITA PUBBLICA ATTINGE LA LUCE PER ENTRARE NEL REGNO DI DIO
     SEGUENDOLO SULLA VIA DEL CALVARIO, IMPARA IL SENSO DEL DOLORE SALVIFICO.
     INFINE, CONTEMPLANDO CRISTO E SUA MADRE NELLA GLORIA, VEDE IL TRAGUARDO A CUI CIASCUNO DI NOI È CHIAMATO.
    • il Rosario « batte il ritmo della vita umana »,
    A distanza di venticinque anni, ripensando alle prove che non sono mancate nemmeno nell’esercizio del ministero petrino, mi sento di ribadire, quasi come un caldo invito rivolto a tutti perché ne facciano personale esperienza: sì, davvero il Rosario « batte il ritmo della vita umana », per armonizzarla col ritmo della vita divina…

  33. BELLE PAGINE!! Oso scrivere sottovoce una piccola risonanza su alcune delle frasi che mi hanno particolarmente colpito:

    – …accanto a Maria, per penetrare con Lei nell’abisso dell’amore di Dio per l’uomo e sentirne tutta la forza rigeneratrice.
    – L’ascolto e la meditazione si nutrono di silenzio.
    – La riscoperta del silenzio è uno dei segreti della contemplazione.
    – …fermi a fissare lo sguardo sul mistero meditato
    – Non dire SIA FATTA LA TUA VOLONTA’ se non l’accetti quando è dolorosa.
    – Non dire NON LASCIARCI CADERE IN TENTAZIONE se hai intenzione di continuare a peccare.
    – Fiat ! Fiat !Lavorate, lavorate questo fango, o mio Dio, dategli una forma e poi spezzatela ancora: essa è vostra.
    – Iddio ama tutte le sue creature, ma la sua Provvidenza non può non prediligere i miseri, gli afflitti, i tribolati d’ogni maniera, dopo che Gesù li elevò all’onore di suoi fratelli.
    – OFFRIRE, TACERE, PREGARE, AMARE, CROCIFIGGERSI e ADORARE.
    LUME e PACE DI CUORE.
    – Gesù è morto con le braccia aperte. E’ Dio che si è abbassato e immolato con le braccia aperte. Carità! ….

  34. PERCHE’ CANTIAMO L’ALLELUJA
    Dai «Commenti sui salmi» di sant`Agostino, vescovo

    La meditazione della nostra vita presente deve svolgersi nella lode del Signore, perché l`eterna felicità della nostra vita futura consisterà nella lode di Dio; E NESSUNO SARÀ ATTO ALLA VITA FUTURA, SE ORA NON SI SARÀ PREPARATO. PERCIÒ LODIAMO DIO ADESSO, ma anche innalziamo a lui la nostra supplica. La nostra lode racchiude gioia, la nostra supplica racchiude gemito. Infatti ci è stato promesso ciò che attualmente non possediamo; e poiché è verace colui che ha promesso, noi ci rallegriamo nella speranza, anche se, non possedendo ancora quello che desideriamo, IL NOSTRO DESIDERIO APPARE COME UN GEMITO. E` fruttuoso per noi perseverare nel desiderio fino a quando ci giunga ciò che è stato promesso e così passi il gemito e gli subentri solo la lode. LA STORIA DEL NOSTRO DESTINO HA DUE FASI: UNA CHE TRASCORRE ORA IN MEZZO ALLE TENTAZIONI E TRIBOLAZIONI DI QUESTA VITA, L`ALTRA CHE SARÀ NELLA SICUREZZA E NELLA GIOIA ETERNA. PER QUESTO MOTIVO È STATA ISTITUITA PER NOI ANCHE LA CELEBRAZIONE DEI DUE TEMPI, CIOÈ QUELLO PRIMA DI PASQUA E QUELLO DOPO PASQUA. Il tempo che precede la Pasqua raffigura la tribolazione nella quale ci troviamo; invece quello che segue la Pasqua, rappresenta la beatitudine che godremo. Ciò che celebriamo prima di Pasqua, è anche quello che operiamo. Ciò che celebriamo dopo Pasqua, indica quello che ancora non possediamo. Per questo trascorriamo il primo tempo in digiuni e preghiere. L`altro, invece, dopo la fine dei digiuni lo celebriamo nella lode. ECCO PERCHÉ CANTIAMO: ALLELUIA. INFATTI IN CRISTO, NOSTRO CAPO, È RAFFIGURATO E MANIFESTATO L`UNO E L`ALTRO TEMPO. LA PASSIONE DEL SIGNORE CI PRESENTA LA VITA ATTUALE CON IL SUO ASPETTO DI FATICA, DI TRIBOLAZIONE E CON LA PROSPETTIVA CERTA DELLA MORTE. INVECE LA RISURREZIONE E LA GLORIFICAZIONE DEL SIGNORE SONO ANNUNZIO DELLA VITA CHE CI VERRÀ DONATA. PER QUESTO, FRATELLI, VI ESORTIAMO A LODARE DIO; ED È QUESTO CHE NOI TUTTI DICIAMO A NOI STESSI QUANDO PROCLAMIAMO: ALLELUIA. LODATE IL SIGNORE, TU DICI A UN ALTRO. E L`ALTRO REPLICA A TE LA STESSA COSA. Impegnatevi a lodare con tutto il vostro essere: cioè non solo la vostra lingua e la vostra voce lodino Dio, ma anche la vostra coscienza, la vostra vita, le vostre azioni. NOI LODIAMO IL SIGNORE IN CHIESA QUANDO CI RADUNIAMO. AL MOMENTO IN CUI CIASCUNO RITORNA ALLE PROPRIE OCCUPAZIONI, QUASI CESSA DI LODARE DIO. NON BISOGNA INVECE SMETTERE DI VIVERE BENE E DI LODARE SEMPRE DIO. BADA CHE TRALASCI DI LODARE DIO QUANDO TI ALLONTANI DALLA GIUSTIZIA E DA CIÒ CHE A LUI PIACE. INFATTI SE NON TI ALLONTANI MAI DALLA VITA ONESTA, LA TUA LINGUA TACE, MA LA TUA VITA GRIDA E L`ORECCHIO DI DIO È VICINO AL TUO CUORE. LE NOSTRE ORECCHIE SENTONO LE NOSTRI VOCI, LE ORECCHIE DI DIO SI APRONO AI NOSTRI PENSIERI

  35. CONTEMPLARE CON MARIA IL VOLTO DI CRISTO
    Lettera di Giovanni Paolo II SUL ROSARIO
    • VENERDÌ: MISTERI DEL DOLORE
    22. Il culmine della rivelazione dell’amore ed è qui la sorgente della nostra salvezza. Il Rosario sceglie alcuni momenti della Passione, inducendo l’orante a fissarvi lo sguardo del cuore e a riviverli. I misteri del dolore portano il credente a rivivere la morte di Gesù ponendosi sotto la croce accanto a Maria, per penetrare con Lei nell’abisso dell’amore di Dio per l’uomo e sentirne tutta la forza rigeneratrice.
    IL SILENZIO: COSÌ DIFFICILE E … NECESSARIO
    31. L’ascolto e la meditazione si nutrono di silenzio. È opportuno che, dopo l’enunciazione del mistero e la proclamazione della Parola, per un congruo periodo di tempo ci si fermi a fissare lo sguardo sul mistero meditato, prima di iniziare la preghiera vocale. La riscoperta del silenzio è uno dei segreti della contemplazione.
    IV° – IL « PADRE NOSTRO »
    32. Dopo l’ascolto della Parola e la focalizzazione del mistero è naturale che l’animo si innalzi verso il Padre. Gesù, in ciascuno dei suoi misteri, ci porta sempre al Padre, a cui Egli continuamente si rivolge, perché nel suo ‘seno’ riposa (cfr. Gv 1, 18).
    NON DIRE PADRE NOSTRO SE…
    Non dire PADRE se ogni giorno non ti comporti da figlio.
    Non dire NOSTRO se vivi isolato nel tuo egoismo.
    Non dire CHE SEI NEI CIELI se pensi solo alle cose terrene.
    Non dire SIA SANTIFICATO IL TUO NOME se non lo onori.
    Non dire VENGA IL TUO REGNO se lo confondi con il tuo successo.
    Non dire SIA FATTA LA TUA VOLONTA’ se non l’accetti quando è dolorosa.
    Non dire DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO se non ti preoccupi della gente che ha fame, che è senza mezzi per vivere.
    Non dire RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI se conservi rancore contro tuo fratello.
    Non dire NON LASCIARCI CADERE IN TENTAZIONE se hai intenzione di continuare a peccare.
    Non dire LIBERACI DAL MALE se non prendi posizione contro il male.
    1. Nell’Orto, bagnato * di sangue e sudor, pregando agonizza * Gesù Redentor. DON ORIONE: Fiat! Fiat ! in questi giorni di mortale tristezza, io ve la grido dal fondo dell’anima desolata: Fiat ! Fiat !Lavorate, lavorate questo fango, o mio Dio, dategli una forma e poi spezzatela ancora: essa è vostra e non avrà mai più nulla a ridire. O quanti sforzi, Signore, per arrivare a questo punto! Quanto di umano si è dovuto abbattere e calpestare ! Ora vi ringrazio dal profondo del cuore
    2. Gesù flagellato * a sangue, non ha- chi l’ami e soffrendo ne senta pietà. (Ave) DON ORIONE: Iddio ama tutte le sue creature, ma la sua Provvidenza non può non prediligere i miseri, gli afflitti, i tri¬bolati d’ogni maniera, dopo che Gesù li elevò all’onore di suoi fratelli. L’occhio della Divina Provvidenza è, in special modo, rivolto alle creature più sventurate e derelitte. Il Piccolo Cottolengo terrà la porta sempre aperta a qualunque specie di miseria morale o materiale. Agli afflitti della vita di qualunque nazionalità siano, di .qualunque religione siano, anche fossero .senza religione: Dio è Padre di tutti! La porta del Piccolo Cottolengo non domanderà a chi entra se abbia un nome, ma se abbia un dolore.
    3. Per noi coronato * di spine è i1 Signor, il re della gloria, * l’eterno splendor. DON ORIONE: Parole sempre affocate. Offrire, tacere, pregare, amare, crocifiggersi e adorare. Lume e pace di cuore. Salirò il mio Calvario come agnello mansueto. Apostolato e martirio; martirio e apostolato. Scriverò la mia vita con !e lacrime e col sangue….
    4. Portando la croce -Gesù stanco va. Chi fino al Calvario- seguirlo vorrà? DON ORIONE: Se, dopo questa, altre e altre pene verranno – come prego e come spero -,se altre morti seguiranno, e il nostro cuore, o fratelli, sanguinerà e n’andrà spezzato, invochiamo l’aiuto del Signore, che non mancherà, e poi venga, ben venga i1 Signore a piantare, e dentro e fuori e sopra di noi, la sua Croce adorabile, pegno divino del suo amore; ben venga Gesù Cristo a regnare sovrano sui frantumi della nostra umanità, e ogni dolore provochi un’offerta più generosa, una risoluzione più santa,
    5. Venite, adoriamo Gesù redentor, che in croce confitto * sul Golgota muor. DON ORIONE: Gesù è morto con le braccia aperte. E’ Dio che si è abbassato e immolato con le braccia aperte. Carità! Voglio cantare la carità! Avere una gran pietà per tutti! Amare sempre e dare la vita cantando . l’Amore!
    V° – LE DIECI « AVE MARIA »
    33. ALLA LUCE DELL’AVE MARIA BEN COMPRESA, si avverte con chiarezza che il carattere mariano non solo non si oppone a quello cristologico, ma anzi lo sottolinea e lo esalta.
    A) – LA PRIMA PARTE DELL’AVE MARIA, desunta dalle parole rivolte a Maria dall’angelo Gabriele e da sant’Elisabetta, è contemplazione adorante del mistero che si compie nella Vergine di Nazareth. Esse esprimono, per così dire, l’ammirazione del cielo e della terra e fanno, trapelare l’incanto di Dio stesso nel contemplare il suo capolavoro – l’incarnazione del Figlio nel grembo verginale di Maria … Il ripetersi dell’Ave Maria, ci pone sull’onda dell’incanto di Dio: è giubilo, stupore, riconoscimento del più grande miracolo della storia.
    B) – IL BARICENTRO DELL’AVE MARIA, È IL NOME DI GESÙ… Ma è proprio dall’accento che si dà al nome di Gesù e al suo mistero che si contraddistingue una significativa e fruttuosa recita del Rosario. Già Paolo VI ricordò… l’uso praticato in alcune regioni di dar rilievo al nome di Cristo, aggiungendovi una clausola evocatrice del mistero che si sta meditando. È un uso lodevole, specie nella recita pubblica.
    C) – Dallo specialissimo rapporto con Cristo, che fa di Maria la Madre di Dio, la Theotòkos, deriva la forza della supplica con la quale a Lei ci rivolgiamo nella seconda parte della preghiera, affidando alla sua materna intercessione la nostra vita e l’ora della nostra morte.
    VI° – IL « GLORIA » PERCHÉ NON CANTARLO?
    34. La dossologia trinitaria è il traguardo della contemplazione cristiana. È importante che il Gloria, culmine della contemplazione, sia messo bene in evidenza nel Rosario. Nella recita pubblica potrebbe essere cantato, per dare opportuna enfasi a questa prospettiva qualificante di ogni preghiera cristiana.

  36. QUALCHE PENSIERO DELLA PRIMA SERATA A S. BIAGIO CON MARIA IN ASCOLTO DEL …SILENZIO CONTEMPLARE CON MARIA IL VOLTO DI CRISTO
    Lettera di Giovanni Paolo II SUL ROSARIO
    INTRODUZIONE: Il rosario per ridire, anzi ‘gridare’ Cristo al mondo

    • IL ROSARIO DELLA VERGINE MARIA, ben s’inquadra nel cammino spirituale di un cristianesimo che, dopo duemila anni, non ha perso nulla della freschezza delle origini…
    • PREGHIERA DAL CUORE CRISTOLOGICO. Il Rosario, pur caratterizzato dalla sua fisionomia mariana, è preghiera dal cuore cristologico. Nella sobrietà dei suoi elementi, concentra in sé la profondità dell’intero messaggio evangelico, di cui è come un compendio.
    • IL ROSARIO MI HA ACCOMPAGNATO Fin dai miei anni giovanili questa preghiera ha avuto un posto importante nella mia vita spirituale. Il Rosario mi ha accompagnato nei momenti della gioia e in quelli della prova.
    • RECITARE IL ROSARIO È… Recitare il Rosario, non è altro che
    contemplare con Maria il volto di Cristo.
    • IL ROSARIO È IN CRISI? 4. C’è chi pensa che la centralità della
    Liturgia, abbia come conseguenza una diminuzione dell’importanza del Rosario. In realtà, questa preghiera non solo non si oppone alla Liturgia, ma le fa da supporto, giacché ben la introduce e la riecheggia, consentendo di viverla raccogliendone frutti nella vita quotidiana.
    • VIA DI CONTEMPLAZIONE
    5. Ma il motivo più importante per riproporre con forza la pratica del Rosario è il fatto che esso costituisce un mezzo validissimo per favorire tra i fedeli quell’impegno di contemplazione del mistero cristiano « C’è bisogno di un cristianesimo che si distingua innanzitutto nell’arte della preghiera ». …è più che mai urgente che le nostre comunità cristiane diventino « autentiche ‘scuole’ di preghiera ».
    • PREGHIERA PER LA PACE E PER LA FAMIGLIA ,
    riscoprire il Rosario significa immergersi nella contemplazione del mistero di Colui che « è la nostra pace » avendo fatto « dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l’inimicizia » (Ef 2, 14).
    • IL RILANCIO DEL ROSARIO NELLE FAMIGLIE CRISTIANE
    Il rilancio del Rosario nelle famiglie cristiane, nel quadro di una più larga pastorale della famiglia, si propone come aiuto efficace per arginare gli effetti devastanti di questa crisi epocale.
    GIOVEDI: M I S T E R I DELLA G I O I A
    1. L’annuncio a Maria * Gabriele portò e il Verbo di Dio * in lei s’incarnò. Ave, Ave, Ave Maria.
    DON ORIONE: Fiat ! Pronunciate questa parola, voi che siete in¬certi sulla strada da scegliere e per voi sarà la luce che vi mostrerà il cammino. Fiat ! Pronunciatela questa soave parola, o figli e amici miei, pronunciatela ad ogni respiro, ad ogni battito del cuore, ad ogni movimento delle labbra: Dio la comprenderà sempre ora come preghiera, ora come atto di fede, nel dubbio, come atto di speranza nel timore, e sempre come atto di amore.
    2. Da sua cugina *la Vergine andò, e un inno ispirato * in gaudio cantò. .
    DON ORIONE Le nostre madri ‘passano, muoiono Maria, Madre delle madri nostre, è la gran Madre che non muore. Sono passati 20 secoli, ed è più viva oggi di. quando cantò il Magnificat e profetizzò che tutte le generazioni avrebbero chiamata beata.
    3. “Sia gloria nei cieli * e pace quaggiù’; chè in umil capanna * è nato Gesù.
    DON ORIONE …Ai piedi della culla di Gesù, e ai ledi della Croce di Gesù, troviamo Maria, Mare di Dio; il suo cuore è tutt’uno con la vita e col cuore di Dio. Come non sentire palpiti per Maria? O lacerare le pagine del Vangelo, o cadere in ginocchio a venerarla.
    4. Maria coi bimbo al tempio salì, il Santo Vegliardo l’accolse e gioì. DON ORIONE …Sorgi, o anima mia, e corri incontro alla nuova Luce, che è Gesù . O Gesù dolce, Gesù amore! Noi ti vogliamo amare e servire in carità grande e santa letizia, sempre contenti, amando e vivendo delle cose umili e povere, come, o Gesù, ci hai insegnato con la tua nascita, la tua vita e la tua morte. Far del bene sempre e del bene a tutti, benedicendo sempre e non maledicendo mai
    5. Tre giorni-piangendo * la Vergin cercò- finchè là nei tempio * Gesù ritrovò-. DON ORIONE… E ci vuole generosità, ma una generosità non comune, una generosità grande e corag¬giosa, fondata nel nostro Dio, una generosità ardente per spirito di fede e per giovanile ardimento. Il nostro carattere deve essere ardente, leale, magnanimo, ma tenero insieme e vivi¬ficato dalla carità del Signore, e, nella carità, generosissimo sempre. Generosissimi con Dio, senza limiti, e generosissimi con le anime dei fratelli, per la carità di Cristo.

  37. Preghiera per vivere il presente
    (Soren Kierkegaard)
    SIGNORE,
    AIUTACI A VIVERE L’OGGI,
    A NON INDUGIARE NEL PASSATO.
    CIÒ CHE È STATO È STATO,
    E TUTTO IL MIO RAMMARICO
    NON LO FARÀ RISORGERE.
    IL MOMENTO IMMEDIATAMENTE PRESENTE
    È QUASI SEMPRE TOLLERABILE.
    SOLTANTO IL RIMPIANTO DEL PASSATO
    E L’APPRENSIONE DEL FUTURO
    LO RENDONO INSOPPORTABILE.
    ADATTARSI ALLE CIRCOSTANZE
    È ASSAI PIÙ FACILE
    CHE PIEGARLE ALLA NOSTRA VOLONTÀ.
    AIUTACI A CAPIRE
    CHE ACCETTARE IL DONO DI OGNI GIORNO
    È LASCIARSI GUIDARE
    DOCILMENTE DA TE.

  38. Signore Gesù, quando nel nostro cuore affiora la nostalgia di quella dimora a cui tu ci chiami; quando il desiderio di rimanere con te si fa più intenso; quando la tua parola penetra in noi e ci rivela la tua comunione con il Padre; salga allora dal nostro cuore quella domanda che un giorno Filippo ti fece: «Signore, mostraci il Padre e ci basta!».

    P. Massimo.

  39. PREGHIERA DI UNA MAMMA …
    ..Come la cerva anela ai corsi d’acqua così il suo cuore cerca TE …Vieni e manda LA TUA LUCE SUI suoi PASSI . Vieni e GUIDA il suo CAMMINO. Lo affido a TE , Gesù , alla TUA FEDELTA’ …TU sei IL SOLE che rischiara le sue TENEBRE ….lo affido a TE ,GESU e in TE RIPOSERA’ ..perché so che la sua VITA TU RINNOVERAI ” ” oggi lui viene davanti al TUO altare per ADORARE TE Signore Nelle tue mani depone TUTTI GLI AFFANNI E OGNI suo DOLORE Vieni e manda TUA LUCE….vieni e GUIDA …. TU sei il SOLE….in TE RIPOSERA ..LA SUA VITA TU RINNOVERAI . Lo affido a TE , alla TUA FEDELTA ..”

  40. San Luigi Maria Grignion de Montfort
    GESÙ, NOSTRO TUTTO…
    GESÙ È L’UNICO MAESTRO che deve insegnarci, L’UNICO SIGNORE da cui dobbiamo dipendere, L’UNICO CAPO al quale essere uniti, L’UNICO MODELLO al quale conformarci, L’UNICO MEDICO CHE DEVE GUARIRCI, L’UNICO PASTORE che deve nutrirci, L’UNICA VIA che deve condurci, l’unica verità che dobbiamo credere, L’UNICA VITA che deve vivificarci e l’unico tutto in ogni cosa che deve bastarci. NON C’È ALTRO nome sotto il cielo che il nome di Gesù, per il quale dobbiamo essere salvati. Dio non ha messo altro fondamento alla nostra salvezza, perfezione e gloria, che Gesù Cristo: ogni edificio che non poggia su questa pietra solida è fondato sulle sabbie mobili e PRESTO O TARDI CADRÀ SICURAMENTE. Ogni fedele che non è unito a lui come un ramo al ceppo della vigna cadrà, seccherà e non servirà che a essere gettato nel fuoco. SE SIAMO IN GESÙ CRISTO E GESÙ CRISTO È IN NOI, NON ABBIAMO A TEMERE ALCUNA CONDANNA; NÉ GLI ANGELI DEL CIELO, NÉ GLI UOMINI DELLA TERRA, NÉ I DEMONI NEGLI INFERI, NÉ ALCUNA CREATURA PUÒ NUOCERCI, PERCHÉ NON PUÒ SEPARARCI DALL’AMORE DI DIO CHE È IN GESÙ Cristo.

  41. UNA PAGINA DI ALTISSIMA TEOLOGIA SPIEGATA CON STUPEFACENTE SEMPLICITA’ ….

    DISTRUSSE LA MORTE COME FA IL FUOCO CON UNA FOGLIOLINA SECCA…
    Dai «Discorsi» di sant’Atanasio, vescovo

    Il Verbo di Dio, immateriale e privo di sostanza corruttibile, si stabilì tra noi, anche se prima non ne era lontano. Nessuna regione dell’universo infatti fu mai priva di lui, perché esistendo insieme col Padre suo, riempiva ogni realtà della sua presenza.
    VENNE DUNQUE PER AMORE VERSO DI NOI E SI MOSTRÒ A NOI IN MODO SENSIBILE. PRESO DA COMPASSIONE PER IL GENERE UMANO E LA NOSTRA INFERMITÀ E MOSSO DALLA NOSTRA MISERIA, NON VOLLE RIMANESSIMO VITTIME DELLA MORTE. Non volle che quanto era stato creato andasse perduto che l’opera creatrice del Padre nei confronti dell’umanità fosse vanificata. Per questo prese egli stesso un corpo, e un corpo uguale al nostro perché egli non volle semplicemente abitare un corpo o soltanto sembrare un uomo. Se infatti avesse voluto soltanto apparire uomo, avrebbe potuto scegliere un corpo migliore. Invece scelse proprio il nostro.
    EGLI STESSO SI COSTRUÌ NELLA VERGINE UN TEMPIO, CIOÈ IL CORPO E, ABITANDO IN ESSO, NE FECE UN ELEMENTO PER POTERSI RENDERE MANIFESTO. PRESE UN CORPO SOGGETTO, COME QUELLO NOSTRO, ALLA CADUCITÀ E, NEL SUO IMMENSO AMORE, LO OFFRÌ AL PADRE ACCETTANDO LA MORTE. Così annullò la legge della morte in tutti coloro che sarebbero morti in comunione con lui. Avvenne che LA MORTE, COLPENDO LUI, NEL SUO SFORZO SI ESAURÌ COMPLETAMENTE, PERDENDO OGNI POSSIBILITÀ DI NUOCERE AD ALTRI. GLI UOMINI RICADUTI NELLA MORTALITÀ FURONO RESI DA LUI IMMORTALI E RICONDOTTI DALLA MORTE ALLA VITA. Infatti in virtù del corpo che aveva assunto e della risurrezione che aveva conseguito DISTRUSSE LA MORTE COME FA IL FUOCO CON UNA FOGLIOLINA SECCA. Egli dunque prese un corpo mortale perché questo, reso partecipe del Verbo sovrano, potesse soddisfare alla morte per tutti. IL CORPO ASSUNTO, PERCHÉ INABITATO DAL VERBO, DIVENNE IMMORTALE E MEDIANTE LA RISURREZIONE, RIMEDIO DI IMMORTALITÀ PER NOI. OFFRÌ ALLA MORTE IN SACRIFICIO E VITTIMA PURISSIMA IL CORPO CHE AVEVA PRESO E OFFRENDO IL SUO CORPO PER GLI ALTRI LIBERÒ DALLA MORTE I SUOI SIMILI.
    Il Verbo di Dio a tutti superiore offrì e consacrò per tutti il tempio del suo corpo e versò alla morte il prezzo che le era dovuto. In tal modo l’immortale Figlio di Dio con tutti solidale per il comune corpo di morte con la promessa della risurrezione rese immortali tutti a titolo di giustizia. LA MORTE ORMAI NON HA PIÙ NESSUNA EFFICACIA SUGLI UOMINI PER MERITO DEL VERBO, CHE HA POSTO IN ESSI LA SUA DIMORA MEDIANTE UN CORPO IDENTICO AL LORO.

  42. Da un vecchio piccolo libro di preghiere che ogni tanto ” riprendo in mano “…saltandone puntualmente le pagine in latino , ma apprezzandone tutta la sua “particolare saggezza “…
    Bello condividerne una pagina , oggi

    ORAZIONE DI SANT’AGOSTINO A MARIA VERGINE
    O felice Maria , veramente degnissima d’ogni laude , Genitrice di Dio , o Madre sublime nel cui ventre si racchiuse l’ Autor del cielo e della terra…..accettate con animo benigno queste nostre deboli preghiere..
    Fate che tutti quelli , che divotamente celebrano il vostro santo nome , SENTANO CONSOLAZIONE . Abbiate COMPASSIONE degli afflitti , usate pietà verso i PELLEGRINI del regno dei cieli . E quando VI VEDETE PIENA DI CONSOLAZIONE , PRESENTATE , VI PREGHIAMO , INNANZI A DIO I NOSTRI PIANTI , E PREGATE il vostro Figliuolo per noi . Noi siamo molto afflitti nel mondo , siamo ingiuriati, abbiamo FAME E SETE , patiamo SONNO e siamo tenuti nelle CARCERI , ma Voi siete stata fatta superiore a tutti gli Angeli , e seguitate l’Agnello ovunque sen va . ….Voi , avendo in quella felicissima regione dei beati acquistato il primo luogo , camminate per l’amenità del paradiso , colle viole , che MAI si seccheranno . Voi , senza MAI stancarvi , gridate : Santo , Santo .
    Voi state nella camera del Re delle beatitudini , adorna di gemme e margarite .
    A Voi è stato APPARECCHIATO TRA GLI ANGELI IL LETTO REALE e la camera del Re. Voi siete quella , la quale , il Re de’ re , riconoscendo come madre ed amando più che ogni altra creatura , ABBRACCIA e bacia . Né di ciò è a maravigliarsi , perché ancor voi , mentre ch’egli era fanciullo come gli altri uomini , tante volte l’ AVETE ABBRACCIATO e baciato .
    ESSENDO DUNQUE VOI NELLA FELICITA’ , RIGUARDATE , VI PREGHIAMO , LE NOSTRE MISERIE . ..NON MANCATE MAI di pregare per questo VOSTRO popolo , poiché , come benedetta da Dio , meritaste portare il Redentor del mondo , il quale vive e regna per tutti i secoli dei secoli . Così sia. ”

    AVE , O MARIA ….

  43. I L P E R D O N O

    Un fedele buono, ma piuttosto debole, si confessava di solito dal parroco. Le sue confessioni sembravano però un disco rotto: sempre le stesse mancanze, e soprattutto sempre lo stesso grosso peccato. “Basta!” gli disse, un giorno, in tono severo il parroco. “Non devi prendere in giro il Signore. È l’ultima volta che ti assolvo per questo peccato. Ricordatelo!”. Ma quindici giorni dopo, il fedele era di nuovo là a confessare il suo solito peccato. Il confessore perse davvero la pazienza: “Ti avevo avvertito: non ti dò l’assoluzione. Così impari …”. Avvilito e colmo di vergogna, il pover’uomo si alzò. Proprio sopra il confessionale, appeso al muro, troneggiava un grande crocifisso di gesso. L’uomo lo guardò. In quell’istante, il Gesù di gesso del crocifisso si animò, sollevò un braccio dalla sua secolare posizione e tracciò il segno dell’assoluzione: “IO TI ASSOLVO DAI TUOI PECCATI….. ”.

    OGNUNO DI NOI È LEGATO A DIO CON UN FILO. Quando commettiamo un peccato, il filo si rompe. Ma quando ci pentiamo della nostra colpa, DIO FA UN NODO NEL FILO,
    CHE DIVIENE PIÙ CORTO DI PRIMA.
    DI PERDONO IN PERDONO CI AVVICINIAMO A DIO. “ VI ASSICURO CHE IN CIELO SI FA PIÙ FESTA
    PER UN PECCATORE CHE SI CONVERTE
    CHE PER NOVANTANOVE GIUSTI
    CHE NON HANNO BISOGNO DI CONVERSIONE”
    (LC 15,7).

  44. Se tu credi che l’essere DIVERSI costituisce una “ricchezza e non un pericolo”,
    se tu preferisci la SPERANZA al sospetto,
    se L’IN GIUSTIZIA fatta agli altri ti suscita ribellione come se l’avessi subita TU STESSO,
    se sai donare GRATUITAMENTE,
    se DIVIDI il “tuo” pane,
    se puoi ASCOLTARE gli infelici che ti fanno perdere tempo e CONSERVARE il sorriso,
    se sai ACCOGLIERE un consiglio DIVERSO DAL TUO e adottarlo,
    se ti rifiuti di versare sul petto ALTRUI la TUA colpa,
    se per te la COLLERA è una DEBOLEZZA e non una prova di forza,
    se preferisci essere abbandonato tu anziché fare torto a qualcuno,
    se ti schieri dalla parte del POVERO e dell’OPPRESSO
    senza pretendere di essere un …”eroe”,
    se tu credi che L’AMORE E’ LA SOLA FORZA della discussione,
    se tu credi che LA PACE sia possibile,
    allora …LA PACE VERRA’!
    (Gilbert)

  45. “NEL NOME DI MARIA”
    Maggio ritorna!
    Ritorna con i suoi fiori, con il suo sole, con il suo verde.
    A Maggio torna anche LEI, soave come una madre, luminosa come l’aurora, sfavillante come una stella, mite come la luna; torna ad incontrarsi con i figli.
    Più bella che mai si presenta in questo mese MARIA SANTISSIMA, mentre ai suoi piedi si prostrano devoti i fedeli
    per porgerLe l’omaggio, per ascoltarne la voce, per accogliere la sua benedizione.
    Dalle labbra del popolo cristiano si sprigiona un canto di lode, e ciascuno nel suo
    “…sen regale
    la sua spregiata lacrima depone,
    e a Te, beata,della sua immortale
    alma gli affanni espone”. (Manzoni, il Nome di Maria).
    E sempre stato vero che ogni omaggio a nulla serve e nulla dice, se non è accompagnato dal cuore.
    Le lodi più toccanti nulla dicono se non parlano di un cuore che ama, di un affetto che palpita.
    MARIA ci porta a GESU’. Affidiamoci a LEI, per ” fare tutto quello che LUI ci dirà” (Gv 2,5).

  46. “Abituata alla PATINA di rumore, alla parola d’ordine della promozione, alle relazioni pubbliche, e alla ricerca di mercato,
    la società è sospettosa di coloro che apprezzano il SILENZIO”.
    (John Lahr)

    “Il SILENZIO è un dono universale che pochi sanno apprezzare.
    Forse perché non può essere comprato.
    I ricchi comprano rumore.
    L’animo umano si diletta nel silenzio della natura, che si rivela solo a chi lo cerca.”
    (Charlie Chaplin)

  47. GRANDE LEZIONE DI UMILTA’ IN UN TEMPO DI… VOLER APPARIRE A TUTTI I COSTI…

    “CHI CREDE IN ME, COMPIRÀ LE OPERE CHE IO COMPIO
    E NE FARÀ DI PIÙ GRANDI”
    SAN VINCENZO DE’ PAOLI

    Nostro Signore ha detto: “Beati i poveri in spirito” (Mt 5,3); qui la Sapienza eterna mostra bene quanto gli operai del vangelo devono evitare la grandiosità di azioni e parole, ed assumere un MODO D’AGIRE E PARLARE UMILE E NORMALE. Abbiate in mente il modo di fare di nostro Signore, così umile e completamente opposto.

    POTEVA DARE GRANDE RISONANZA ALLE SUE OPERE E SOVRANA POTENZA ALLE SUE PAROLE, MA NON L’HA FATTO. “Voi farete – diceva ai discepoli – quello che io ho fatto ed anche di più”. Ma, Signore, perché vuoi che facciamo ciò che hai fatto, e anche più di te? E’ PERCHÉ NOSTRO SIGNORE VUOL LASCIARSI SUPERARE NELLE AZIONI PUBBLICHE, PER ECCELLERE NELLE UMILI E NASCOSTE; VUOLE I FRUTTI DEL VANGELO E NON I RUMORI DEL MONDO; E PER QUESTO HA OPERATO DI PIÙ ATTRAVERSO I SUOI SERVI CHE DA SE STESSO.

    Ha voluto che san Pietro convertisse, una volta tremila persone, e un’altra volta cinquemila (At 2,41; 4,4), e che tutta la terra fosse illuminata dagli apostoli. E QUANTO A LUI, BENCHÉ FOSSE LA LUCE DEL MONDO (GV 8,12), HA PREDICATO SOLO A GERUSALEMME E DINTORNI, ED HA PREDICATO LÌ SAPENDO CHE SAREBBE RIUSCITO MENO CHE ALTROVE… PERCIÒ HA FATTO BEN POCO, E I SUOI POVERI DISCEPOLI IGNORANTI E ROZZI, ANIMATI DALLA SUA VIRTÙ [FORZA], NE HANNO FATTE PIÙ DI LUI. PERCHÉ? E’ CHE COSÌ HA VOLUTO ESSERE UMILE.

  48. “È silenzioso non chi ha le labbra cucite ma colui che, potendo parlare, non proferisce alcuna parola inutile”. (Mahatma Gandhi)

    “Esiste qualcosa di più grande e più puro rispetto a ciò che la bocca pronuncia. Il silenzio illumina l’anima, sussurra ai cuori e li unisce. Il silenzio ci porta lontano da noi stessi, ci fa veleggiare nel firmamento dello spirito, ci avvicina la cielo”.
    (Khalil Gibran)

    Osservo il silenzio. Perché il silenzio non si sente, ma si vede.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *