VIENI, SPIRITO SANTO! 

 DOMENICA 20  MAGGIO 2018-  FESTA DI PENTECOSTE PREPARIAMOCI A RICEVERE IL DONO DELLO SPIRITO SANTO

Cari amici,

Ieri sera festa di MARIA MADRE DELLA CHIESA, abbiamo iniziato un corso  di esercizi spirituali con l’APOCALISSE:” IO STO ALLA PORTA E BUSSO… E TU MI APRI?”. Mi è caro condividere qualche pensiero  e chiedo a tutti una preghiera .

  •  CAPITOLO   2  1 All’angelo della Chiesa di Efeso scrivi: Così parla Colui che tiene le sette stelle nella sua destra e  cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro: 2 Conosco le tue  opere, la tua fatica   e la tua costanza, per cui non puoi sopportare i  cattivi;       li hai messi alla prova – quelli che si dicono apostoli e non lo  sono  – e li hai trovati bugiardi. 3 Sei costante e hai molto sopportato       per il mio nome, senza stancarti. 4 Ho però da rimproverarti che hai  abbandonato il tuo amore di prima. 5 Ricorda dunque da dove     sei  caduto, ravvediti e compi le opere di prima. Se non ti ravvederai,   verrò da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto.  Tuttavia hai questo di buono, che detesti le opere dei Nicolaìti,  che anch’io detesto. 7 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese: Al  vincitore darò da mangiare dell’albero della vita, che sta nel paradiso  di Dio.

LAODICEA c. 3 14 ALL’ANGELO DELLA CHIESA DI LAODICÈA SCRIVI:  Così parla l’Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della  creazione di Dio: 15 Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né  caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! 16 Ma poiché sei tiepido, non sei  cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. 17 Tu dici ricco, mi sono arricchito; non ho bisogno di nulla”,     ma non sai  di essere un infelice, un miserabile, un povero,   cieco e nudo. Ti  consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco   per diventare  ricco, vesti bianche per coprirti e nascondere la vergognosa tua  nudità e collirio per ungerti gli occhi e ricuperare la vista. 19 Io tutti  quelli che amo li rimprovero e li castigo. Mostrati dunque zelante e  ravvediti. 20 Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta   la mia  voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui   ed egli con me.  21 Il vincitore lo farò sedere presso di me, sul mio trono, come io ho  vinto e mi sono assiso presso il Padre mio sul suo trono.     22 Chi ha  orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese.

CI INTEPIDIAMO, MA TU CI RIACCENDI.  L’anima mia è molto sbigottita. Rimango attonito e considero che i cieli non sono puri ai tuoi occhi. Caddero le stelle dal cielo (cfr. Ap 6, 13), e io, polvere, che cosa presumo? Alcuni uomini che sembravano seguire una condotta sublime, caddero nel più basso; e chi mangiava il pane degli angeli, l’ho poi visto compiacersi delle ghiande dei porci. Non c’è , dunque, nessuna santità, se tu, Signore, sottrai la tua mano. Nessuna sapienza giova, se tu smetti di governare. Nessuna fortezza vale, se tu cessi di sostenere. Se siamo abbandonati, affondiamo e periamo. Se invece siamo visitati, c’innalziamo e viviamo. Siamo instabili, ma da te siamo fatti saldi. Ci intepidiamo, ma tu ci riaccendi. «Imitazione di Cristo»  (Lib. 3, 14)

ETTY HILLESUM Le minacce e il terrore crescono di giorno in giorno. M’innalzo intorno la preghiera come un muro oscuro che offre riparo, mi ritiro nella preghiera come nella cella di un convento, ne esco fuori più “raccolta”, concentrata e forte. Questo ritirarmi nella chiusa cella della preghiera, diventa per me una realtà sempre più grande. Dappertutto c’erano cartelli che ci vietavano le strada per la campagna: Ma sopra quell’unico pezzo di strada che ci rimane c’è pur sempre il cielo, tutto quanto. Non possono farci nulla, non possono veramente farci niente. Possono renderci la vita un po’ spiacevole, possono provarci di qualche bene materiale e di un po’ di libertà di movimento, ma siamo noi stessi a privarci delle nostre forze migliori col nostro atteggiamento sbagliato: Dobbiamo pregare di tutto cuore che succeda qualcosa di buono. Infatti, se il nostro odio ci fa degenerare in bestie come lo sono loro, non servirà a nulla.    L’unica cosa che possiamo salvare in questi tempi … è un piccolo pezzo di te in noi stessi, mio Dio. Sì mio Dio sembra che tu non possa far molto per modificare le circostanze attuali. Io non chiamo in causa la tua responsabilità… tu non puoi aiutarci, ma tocca a noi aiutare te, difendere fino all’ultimo la tua casa in noi.

DON ORIONE E LE SUE “ESPERIENZE” DEL SIGNORE 

Ieri mi trovavo nella camera di un buon prete e là mi cadde lo sguardo su queste parole: Dio solo! Il mio sguardo in quel momento era pieno di stanchezza e di dolore, e la mente ripensava a tante giornate piene di affanno come quelle di ieri, e sopra il turbinio di tante angosce, e sopra il suono confuso di tanti sospiri, mi pareva fosse la voce affabile e buona del mio angelo: Dio solo!, anima sconsolata, Dio solo! E mi pareva che l’anima si rialzasse, e che una voce di pace e di conforto scendesse da quel cuore trafitto, e mi invitasse a salire in alto, a confidare a Dio i miei dolori e a pregare. Che silenzio dolce e pieno di pace! e nel silenzio andavo ripetendo tra me Dio solo! E allora vidi dietro di me la ragione delle pene presenti: vidi che invece di cercare nel mio lavoro di piacere a Dio solo! era da anni che andavo mendicando la lode degli uomini, ed ero in una continua ricerca, in un continuo affanno di qualcuno che mi potesse vedere, apprezzare, applaudire, e conchiusi tra me: bisogna cominciare vita nuova anche qui: lavorare cercando Dio solo!

 

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“Io  sto  alla  porta  e  busso…”

E tu mi apri?  (Apocalisse)

 

  • Sulla strada dei nostri interrogativi, delle nostre inquietudini, talvolta delle nostre cocenti delusioni, il divino Viandante continua a farsi nostro compagno per introdurci, con l’interpretazione delle Scritture, alla comprensione dei misteri di Dio. Quando l’incontro diventa pieno, alla luce della Parola subentra quella che scaturisce dal «Pane di vita», (MND N. 2.)
  • COME CI TROVIAMO STASERA ? NMI: DUC IN ALTUM!  “Questa parola risuona oggi per noi, e ci invita a fare memoria grata del passato, a vivere con passione il presente, ad aprirci con fiducia al futuro: « Gesù Cristo è lo stesso, ieri, oggi e sempre! » (Eb 13,8)
  •  COME SI TROVAVANO I CRISTIANI   alla fine del primo secolo? SITUAZIONE STORICO-GEOGRAFICA:
  1. CHIESA ALL’ESTERNO:  Siamo in Asia minore – fine primo secolo- A Roma imperatore Domiziano perseguita i cristiani …
  2. LA CHIESA AL SUO INTERNO: Sorgono le prime eresie e lassismo morale
  3. GIOVANNI SCRIVE PER 3 MOTIVI PRINCIPALI:
  4. Ri-Velare Gesù Cristo  
  5. – Dare Forza Ai Martiri                                                                           
  6. – Richiamare al primitivo Fervore

– APOCALISSE:  TESTO  difficile e affascinante: dalle 1000 interpretazioni:

  • CELEBRARE UNA LITURGIA VIVA: beato chi legge – chi ascolta – chi pratica
  • UN GRANDE SEGNO DI CROCE che si fa vita e speranza : Padre – Figlio – Spirito Santo CAP.  1 1 Rivelazione di Gesù Cristo che Dio gli diede per render noto ai  suoi servi le cose che devono presto accadere, e che egli  manifestò inviando il suo angelo al suo servo Giovanni. 2 Questi  attesta la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, riferendo  ciò che ha visto. 3 Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le  parole di questa profezia e mettono in pratica le cose che vi sono  scritte. Perché il tempo è vicino. 4 Giovanni alle sette Chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da  Colui che è, che era e che viene, dai sette spiriti che stanno davanti al  suo trono, 5 e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei  morti e il principe dei re della terra. 
  • DON ORIONE: Anch’io sento un grande desiderio di amare il Signore, e di consumare la mia vita davanti a lui, con me mi pare che ci debbano essere altri tanti, ma io non è questo che cerco, ma lui che mi preme e mi soffoca, e di cui ho bisogno di vivere e di morire: della sua vita e della sua morte.    Io vi dichiaro che non so nulla, e non vado cercando null’altro che Lui Lui! Lui! Ho deposto la mia vita ai Suoi piedi per restare sempre là, e anche il sollevare la mente a pensare ma poi come sarà, sarà così o sarà così non lo posso più fare, fiat voluntas Tua sicut in coelo et in terra: ecco l’unica cosa che io posso dire al Signore

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               QUELLA SUA MANO SULLA SPALLA…

A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo  sangue, 6 che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e  Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.  7Ecco, viene sulle nubi  e ognuno  lo vedrà;  anche quelli che lo  trafissero   e tutte le nazioni della terra si batteranno per lui il petto . Sì, Amen!  8 Io sono l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Dio, Colui che è, che era  e che viene, l’Onnipotente!

VISIONE PREPARATORIA: 9 Io, Giovanni, vostro fratello e vostro compagno nella tribolazione, nel regno e nella costanza in Gesù, mi trovavo nell’isola chiamata  Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza resa a Gesù.  10 Rapito in estasi, nel giorno del Signore, udii dietro di me una voce  potente, come di tromba, che diceva: 11 Quello che vedi, scrivilo in un  libro e mandalo alle sette Chiese: a E`feso, a Smirne, a Pèrgamo, a  Tiàtira, a Sardi, a Filadèlfia e a Laodicèa. 12 Ora, come mi voltai per  vedere chi fosse colui che mi parlava, vidi sette candelabri d’oro 13 e in  mezzo ai candelabri c’era uno  simile a figlio di uomo, con un abito  lungo fino ai piedi  e  cinto  al petto con una fascia  d’oro .  14  I capelli della  testa erano candidi, simili a lana  candida,  come neve. Aveva gli occhi   fiammeggianti come fuoco, 15  i piedi avevano l’aspetto del bronzo  splendente  purificato nel crogiuolo.  La voce era simile al fragore di  grandi acque . 16 Nella destra teneva sette stelle, dalla bocca gli usciva  una spada affilata a doppio taglio e il suo volto somigliava al sole  quando splende in tutta la sua forza. 17 Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando  su di me la destra, mi disse: Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo  18 e il Vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra  la morte e sopra gli inferi. 19 Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle che sono e quelle che accadranno dopo. 20 Questo è il senso recondito  delle sette stelle che hai visto nella mia destra e dei sette candelabri  d’oro, eccolo: le sette stelle sono gli angeli delle sette Chiese e le  sette lampade sono le sette Chiese.

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 Cari amici,  Maria vuole  invocare anche sulla Chiesa di oggi e su ciascuno di noi lo Spirito Santo, lo Spirito del suo Figlio… Ne abbiamo tanto bisogno. Guidati da Lei potremo trovare luce e forza per testimoniare il vangelo nel mondo…

 VIENI, SPIRITO SANTO!

Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto; ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto.
O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei fedeli.
Senza la tua forza, nulla è nell’uomo, nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato.
Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna.

  • LO SPIRITO SANTO ALL’OPERA NEGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
  1. PAOLO SI LASCIAVA GUIDARE COSI’… ATTI, 20. Da Milèto mandò a chiamare subito ad Efeso gli anziani della  Chiesa. 18 Quando essi giunsero disse loro: “Voi sapete come mi sono  comportato con voi fin dal primo giorno in cui arrivai in Asia e per  tutto questo tempo: 19 ho servito il Signore con tutta umiltà, tra le  lacrime e tra le prove che mi hanno procurato le insidie dei Giudei.22 Ed ecco ora, avvinto dallo Spirito, io vado a  Gerusalemme senza sapere ciò che là mi accadrà.. 24 Non ritengo tuttavia la mia vita meritevole di nulla,  purché conduca a termine la mia corsa e il servizio che mi fu affidato  dal Signore Gesù, di rendere testimonianza al messaggio della grazia  di Dio.
  2. LA CHIESA ANCHE OGGI GUIDATA E’ DALLO SPIRITO SANTO  (NN. 4. 12) Lo Spirito dimora nella Chiesa e nei cuori dei fedeli come in un tempio (cfr. 1 Cor 3, 16; 6, 19) e in essi prega e rende testimonianza della adozione filiale (cfr. Gal 4, 6); Rm 8, 15-16 e 26). Egli guida la Chiesa verso tutta intera la verità ( Gv 16, 13), la unifica nella comunione e nel servizio, la provvede di diversi doni gerarchici e carismatici, coi quali la dirige e la abbellisce dei suoi frutti (cfr. Ef 4, 11-12; 1 Cor 12, 4; Gal 5, 22). Con la forza del Vangelo la fa ringiovanire, la rinnova continuamente e la conduce alla perfetta unione col suo Sposo. Infatti lo Spirito e la Sposa dicono al Signore Gesù: Vieni! (cfr. Ap 22, 17).
  3. + LA MISSIONE DELLO SPIRITO SANTO NELLA CHIESA O Signore, permettici di parlare tutte le lingue del mondo contemporaneo: della cultura e della civiltà, del rinnovamento sociale, economico e politico,  della informazione e dei mezzi di comunicazione sociale.
  • GESÙ HA MANTENUTO LA SUA PROMESSA: Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio.
  1. COME AVVICINARSI AI LONTANI OGGI?  Lo Spirito Santo, ci precede: a noi il compito di obbedirgli  c. 8 26 Un angelo del Signore parlò intanto a Filippo: “Alzati, e và verso il mezzogiorno, sulla strada che discende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta”. 27 Egli si alzò e si mise in cammino, quand’ecco  un Etiope, un eunuco, funzionario di Candàce, regina di Etiopia,  sovrintendente a tutti i suoi tesori, venuto per il culto a Gerusalemme, 28 se ne ritornava, seduto sul suo carro da viaggio, leggendo il  profeta Isaia. 29 Disse allora lo Spirito a Filippo: “Và avanti, e  raggiungi quel carro”. 30 Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il  profeta Isaia, gli disse: “Capisci quello che stai leggendo?”. 31 Quegli  rispose: “E come lo potrei, se nessuno mi istruisce?”. E invitò Filippo  a salire e a sedere accanto a lui. …Filippo,  prendendo a parlare e partendo da quel passo della Scrittura, gli  annunziò la buona novella di Gesù. 36 Proseguendo lungo la strada,  giunsero a un luogo dove c’era acqua e l’eunuco disse: “Ecco qui c’è  acqua; che cosa mi impedisce di essere battezzato?”.  Fece  fermare il carro e discesero tutti e due nell’acqua, Filippo e l’eunuco,  ed egli lo battezzò.
  2. QUALI STRATEGIE PASTORALI INVENTARE PER IL 3° MILLENNIO?  Saper vedere lo Spirito all’opera anche nei lontani:  10 44 Pietro stava dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo  scese sopra tutti coloro che ascoltavano il discorso. E i fedeli  circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliavano che anche  sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo;  Allora Pietro disse: “Forse  che si può proibire che siano battezzati con l’acqua questi che hanno  ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi?”. Se dunque Dio ha dato a  loro lo stesso dono che a noi per aver creduto nel Signore Gesù  Cristo, chi ero io per porre impedimento a Dio?”.
  3. MA COME SI FA UN PROGETTO DI COMUNITÀ? Ascoltando lo Spirito che parla in una comunità fervorosa  ATTI 13 1 C’erano nella comunità di Antiochia profeti e dottori:  Barnaba, Simeone soprannominato Niger, Lucio di Cirène, Manaèn, compagno d’infanzia di Erode tetrarca, e  Saulo. 2 Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e  digiunando, lo Spirito Santo disse: “Riservate per me Barnaba e  Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati”. 3 Allora, dopo aver  digiunato e pregato, imposero loro le mani e li accomiatarono. 4 Essi dunque, inviati dallo Spirito Santo, discesero a Selèucia…
  • PAOLO  NE PARLA PER ESPERIENZA AI ROMANI… C. 8  … Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.
  1. I DONI DELLO SPIRITO Vieni Spirito di Sapienza: facci gustare la dolcezza della Parola di Dio, la tenerezza del suo Amore, la pace che ci viene dal rispondere alla chiamata di  Dio.
  2. Vieni Spirito d’Intelletto: donaci di saper guardare con verità il nostro cuore per scoprirvi la presenza di Dio; sii tu il Maestro interiore che ci guida  a comprendere il progetto d’amore di Dio per noi.
  3. Vieni Spirito di Scienza: rendici capaci di conoscere, amare e seguire Cristo nel cammino della vita;  insegnaci a pensare, ad agire, a scegliere come Gesù ha pensato, agito, scelto.
  4. Vieni Spirito di Fortezza: irrobustisci la nostra fede, perché possiamo  rendere ragione della nostra chiamata; donaci il coraggio che ci fa essere autentici testimoni del nome di Cristo.
  5. Vieni Spirito di Consiglio ricordaci sempre le Parole del Maestro perché in ogni situazione della nostra vita possiamo individuare la strada giusta da percorrere per giungere alla gioia piena.
  6. Vieni Spirito di Pietà: crea in noi la coscienza di essere figli amati da Dio Padre, fatti ad immagine del Figlio Gesù e ricolmi della gioia dello Spirito che da la vita.
  7. Vieni Spirito di Timore di Dio: rendici consapevoli dell’amore paterno di Dio e facci sempre attenti a accogliere, nel nostro cammino, i segni e le persone con cui Dio ci rivela la sua volontà.
  •  LO SPIRITO SANTO  ALL’OPERA (cfr. Atti Degli Apostoli)  Quale il primo requisito per servire  i poveri?   Essere pieni di saggezza e di Spirito santo:
  • c.6 1 In quei giorni, mentre aumentava il numero dei discepoli, sorse  un malcontento fra gli ellenisti verso gli Ebrei, perché venivano  trascurate le loro vedove nella distribuzione quotidiana. 2 Allora  i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: “Non è giusto  che noi trascuriamo la parola di Dio per il servizio delle mense.  3 Cercate dunque, fratelli, tra di voi sette uomini di buona reputazione, PIENI DI SPIRITO E DI SAGGEZZA, ai quali affideremo quest’incarico4 Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al ministero della  parola”. 5 Piacque questa proposta a tutto il gruppo ed ELESSERO  STEFANO, UOMO PIENO DI FEDE E DI SPIRITO SANTO, Filippo, Pròcoro,  Nicànore, Timòne, Parmenàs e Nicola, un proselito di Antiochia. 6 Li  presentarono quindi agli apostoli i quali, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
  •  S. PAOLO  NE PARLA PER ESPERIENZA AI ROMANI…c. 8 Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza Ritengo infatti che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio. Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Nella speranza infatti siamo stati salvati. Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.
  • I PADRI DELLA CHIESA LO SPIEGAVANO AI FEDELI COSÌ...LETTERA A DIOGNETO –Sebbene ne sia odiata, l`anima ama la carne e le sue membra,  così anche i cristiani amano coloro che li odiano. L`anima è rinchiusa nel corpo, ma essa a sua volta sorregge il corpo.  Anche i cristiani sono trattenuti nel mondo come in una prigione, ma sono essi che sorreggono il mondo. 
  • Cfr.  I cristiani nel mondo – LETT. A DIOGNETO
  • PAPA FRANCESCO LUNEDÌ 9 GIUGNO 2014 Lo Spirito Santo ci insegna la via; ci ricorda e ci spiega le parole di Gesù; ci fa pregare e dire Padre a Dio, ci fa parlare agli uomini nel dialogo fraterno e ci fa parlare nella profezia.​«Tutti furono colmati di Spirito Santo» (At 2,4). Parlando agli Apostoli nell’Ultima Cena, Gesù disse che, dopo la sua partenza da questo mondo, avrebbe inviato loro il dono del Padre, cioè lo Spirito Santo (cfr Gv 15,26). Questa promessa si realizza con potenza nel giorno di Pentecoste, quando lo Spirito Santo discende sui discepoli riuniti nel Cenacolo. Quella effusione, benché straordinaria, non è rimasta unica e limitata a quel momento, ma è un evento che si è rinnovato e si rinnova ancora. Cristo glorificato alla destra del Padre continua a realizzare la sua promessa, inviando sulla Chiesa lo Spirito vivificante, che ci insegna e ci ricorda e ci fa parlare.
  • Lo Spirito Santo ci insegna: è il Maestro interiore. Ci guida per il giusto cammino, attraverso le situazioni della vita. Lui ci insegna la strada, la via. Nei primi tempi della Chiesa, il Cristianesimo era chiamato “la via” (cfr At9,2), e Gesù stesso è la Via. Lo Spirito Santo ci insegna a seguirlo, a camminare sulle sue orme. Più che un maestro di dottrina, lo Spirito Santo è un maestro di vita. E della vita fa parte certamente anche il sapere, il conoscere, ma dentro l’orizzonte più ampio e armonico dell’esistenza cristiana.
  • Lo Spirito Santo ci ricorda, ci ricorda tutto quello che Gesù ha detto. E’ la memoria vivente della Chiesa. E mentre ci fa ricordare, ci fa capire le parole del Signore. Questo ricordare nello Spirito e grazie allo Spirito non si riduce a un fatto mnemonico, è un aspetto essenziale della presenza di Cristo in noi e nella sua Chiesa. Lo Spirito di verità e di carità ci ricorda tutto ciò che Cristo ha detto, ci fa entrare sempre più pienamente nel senso delle sue parole. Noi tutti abbiamo questa esperienza: un momento, in qualsiasi situazione, c’è un’idea e poi un’altra si collega con un brano della Scrittura… E’ lo Spirito che ci fa fare questa strada: la strada della memoria vivente della Chiesa. E questo chiede da noi una risposta: più la nostra risposta è generosa, più le parole di Gesù diventano in noi vita, diventano atteggiamenti, scelte, gesti, testimonianza.
  • CI FA PARLARE CON DIO NELLA PREGHIERA. La preghiera è un dono che riceviamo gratuitamente; è dialogo con Lui nello Spirito Santo, che prega in noi e ci permette di rivolgerci a Dio chiamandolo Padre, Papà, Abbà (cfr Rm 8,15;Gal 4,4); e questo non è solo un “modo di dire”, ma è la realtà, noi siamo realmente figli di Dio. «Infatti, tutti coloro che sono guidati dallo Spirito Santo di Dio, costoro sono figli di Dio» (Rm 8,14).
  • Ricapitolando: lo Spirito Santo ci insegna la via; ci ricorda e ci spiega le parole di Gesù; ci fa pregare e dire Padre a Dio, ci fa parlare agli uomini nel dialogo 

PREGHIAMO:

Spirito Divino, rinnova le tue meraviglie in questo nostro tempo come in una nuova Pentecoste e concedi che la tua Chiesa, pregando incessantemente e insistentemente con un solo cuore ed una sola mente insieme con Maria, la Madre di Gesù, guidata da Pietro, promuova il regno del Divino Salvatore, regno di giustizia, di amore e di pace. (Giovanni XXIII)

 I PADRI DELLA CHIESA LO SPIEGAVANO AI FEDELI… Anzitutto lo Spirito illumina la mente di colui che lo riceve e poi, per mezzo di questi, anche degli altri. E come colui che prima si trovava nelle tenebre, all’apparire improvviso del sole riceve la luce nell’occhio del corpo e ciò che prima non vedeva, vede ora chiaramente, così anche colui che è stato ritenuto degno del dono dello Spirito Santo, viene illuminato nell’anima e, elevato al di sopra dell’uomo, vede cose che prima non conosceva.

Cfr  S. Cirillo+ ACQUA VIVA DELLO SPIRITO – S. CIRILLO GER.   

Riflettiamo e invochiamo lo spirito per ricevere i suoi doni  Senza lo Spirito Santo  Dio è lontano, Cristo rimane nel passato, il Vangelo è lettera morta, la Chiesa è una semplice organizzazione, l’autorità è una dominazione, la missione una propaganda, il culto una evocazione, e l’agire dell’essere umano una morale da schiavi.

  • MA NELLO SPIRITO SANTO: IL COSMO È SOLLEVATO E GEME NELLA GESTAZIONE DEL REGNO, CRISTO RISORTO È PRESENTE, IL VANGELO È POTENZA DI VITA,
  • LA CHIESA SIGNIFICA COMUNIONE TRINITARIA, L’AUTORITÀ È UN SERVIZIO LIBERATORE, LA MISSIONE È UNA PENTECOSTE, LA LITURGIA È MEMORIALE E ANTICIPAZIONE, L’AGIRE UMANO È DIVINIZZATO.(Patriarca Atenagora)

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 CIRILLO DI ALESSANDRIA: I FRUTTI DELLO SPIRITO «Commento sul vangelo di Giovanni» FINCHÉ CRISTO VIVEVA ANCORA CON IL SUO CORPO INSIEME AI FEDELI, EGLI STESSO, A MIO PARERE, DISPENSAVA LORO OGNI BENE. Quando invece giunse il momento stabilito di salire al Padre celeste, era necessario che fosse presente ai suoi seguaci per mezzo dello Spirito ed abitasse per mezzo della fede nei nostri cuori, perché, avendolo in noi, potessimo dire con fiducia «Abbà, Padre» e praticassimo con facilità ogni virtù…LO SPIRITO TRASFORMA, PER COSÌ DIRE, IN UN`ALTRA IMMAGINE COLORO NEI QUALI ABITA…  INFATTI PORTA CON FACILITÀ DAL GUSTO DELLE COSE TERRENE A QUELLO DELLE SOLE COSE CELESTI E DA UNA IMBELLE TIMIDEZZA AD UNA FORZA D`ANIMO PIENA DI CORAGGIO E DI GRANDE GENEROSITÀ. I DISCEPOLI ERANO COSÌ DISPOSTI E COSÌ RINFRANCATI NELL`ANIMO DALLO SPIRITO SANTO, DA NON ESSERE PER NULLA VINTI DAGLI ASSALTI DEI PERSECUTORI, MA FORTEMENTE STRETTI ALL`AMORE DI CRISTO.

 

L'immagine può contenere: 1 persona…Come non pensare oggi al nostro santo Fondatore e al rapporto personalissimo che ciascuno di noi suoi figli e figlie abbiamo con Lui. Personalmente debbo a Lui l’iniziativa di rivelarmisi nella SUA SPIRITUALE GRANDEZZA condensata in quel suo programma da vertigini:”INSTAURARE OMNIA IN CHRISTO” E debbo anche un grazie grande a S. Giovanni Paolo II che osò paragonarlo a S.Paolo quando in occasione della sua Beatificazione affermò: “DON ORIONE EBBE LA TEMPRA E IL CUORE DELL’APOSTOLO PAOLO”. Sarebbe bello oggi FESTEGGIARE IL NOSTRO SANTO non solo con solenni celebrazioni ma SCAMBIANDOCI PENSIERI E CONSONANZE SPIRITUALI COL NOSTRO PADRE FONDATORE. Tipo: HO INCONTRATO DON ORIONE, COSI….che ne dite? donalesiani@gmail.com o www.sanbiagiofano.it

  • Ho incontrato Don Orione…” Una esperienza soffertaLa prima mossa l’ha fatta Lui, cercatore di vocazioni povere, con uno sconto di…11.000 lire! Mia risposta: tentativo di …imbroglio con fuga architettata Un profondo disagio interiore, tra ampiezza di visione biblica e piccolezze educative… in una cripta di fronte a quella scritta sullo stemma della congregazione “INSTAURARE OMNIA IN CHRISTO”  – 26 Ottobre 1980: davanti alla TV: “Ebbe la tempra e il cuore dell’Apostolo Paolo”
  • ALLA RICERCA DI CONSONANZE PROFONDE Umili origini contadine…quel suo spigolare, la povertà dignitosa e l’educazione della mamma  Mia madre mise a me, che ero il quarto figlio, i vestiti del mio primo fratello, che ha tredici anni di più, e la povera donna, quei vestiti, li aveva fatti passare a tre altri, prima di me; ma ci ha lasciato un po’ di denaro, che, in parte, andò per i primi orfanelli della Divina Provvidenza, e ci ha cresciuti bene, all’onore del mondo, come si dice: tutti gli stracci li sapeva combinare e ci cavava dei vestitini, e la famiglia trionfava nella povertà onesta e discreta.     (…)Quella povera vecchia contadina di mia madre si alzava alle tre di notte e via a lavorare, e pareva sempre un fuso che andasse, e sempre faceva e s’industriava: faceva da donna e, con i suoi figli, sapeva fare anche da uomo, perché nostro padre era lontano, a lavorare sul Monferrato: batteva il falcetto per fare l’erba, e lo affilava essa, senza portarlo all’arrotino; faceva la tela con canapa filata da essa; e i miei fratelli si divisero tante lenzuola, tanta bella biancheria, povera mia madre! Teneva da conto fin i coltelli rotti…. Non correva a comperare, se proprio non poteva farne a meno; e, quando è morta, le abbiamo ancora messo il suo vestito da sposa, dopo cinquantun anni che si era sposata: se l’era fatto tingere in nero, e faceva ancora la sua bella figura, ed era ancora il suo vestito più bello!
  •  QUESTO AMORE ALL’ESSENZIALITÀ  E NIENTE FRONZOLI

Hai ragione di richiedere tre aule, perché sono tre classi distinte; ma le tre aule già la Divina Provvidenza ve le ha date, cari miei figli.     Solo succede che i vostri occhi sono velati dal velo onde è un po’ velato lo spirito che anticipatamente risplendeva in noi: avete le aule e non le vedete e non le trovate.  Ma sai, mio carissimo don Cremaschi, che è questa una grande pena per don Orione?     Dietro la cappella, quante aule ci sono? Tre! Ecco le tre aule. Mi dirai: “Ma è la sacrestia”!. Rispondo: almeno fino a che non farete le aule, se ne faccia a meno della sacrestia, e i sacerdoti si vestano in presbiterio. E forse supremamente necessaria la sacrestia? Ah! come si vede che non siete stati in paesi di missione! E il cenacolo, aveva la sacrestia? Se era come è attualmente, no! Del resto, e perché la mattina il sacerdote non potrà vestirsi anche in un’aula scolastica? Ah Cremaschi, Cremaschi!, caro mio buon don Cremaschi, torniamo poveri, torniamo ai primi tempi! Formiamo i novizi che vivano di buono spirito, di povertà, di sacrificio.     Che m’importano le sacrestie e le cerimonie, quando mancasse lo spirito, che deve essere proprio dei Figli della Divina Provvidenza? Non sempre si può avere tutto: sappiamo un po’ comprendere i tempi e i momenti della Congregazione     Avessimo tanto posto in paradiso, caro don Cremaschi! Io, caro don Cremaschi, trovo da far scuola da per tutto – è una grazia di Dio – e voi non ne trovate! E che male c’è, dato il nostro bisogno e i momenti che attraversiamo, che male c’è a far scuola in una cappella?  (da lettera del 5 – X – 1939)    L. II, 552 s.

A)   4 PILASTRI: GESU’ – POVERI – CHIESA-PAPA – MARIA

 CENTRALITÀ DI CRISTO NELLA STORIA DELLA SALVEZZA LET. 1903

L’opera della Divina Provvidenza, nei secoli avanti la nascita di Nostro Signor Gesù Cristo, era coordinata a disporre l’umanità a ricevere Gesù Cristo Redentore; e, dopo la venuta di Nostro Signore nel corso dei secoli nei quali la Santa Chiesa milita sulla terra, l’opera della Divina Provvidenza consiste nell’instaurare omnia in Christo: illuminare cioè e santificare le anime nella conoscenza e nella carità di Dio, e instaurare successivamente tutte le istituzioni e tutte le cose, anche appartenenti alla società esterna degli uomini, in Nostro Signore Gesù Cristo Crocifisso, facendole entrare nello spirito e nella vita del Cattolicesimo, , perché appunto di tutte le umane creature e le umane istituzioni si faccia un solo ovile, sotto la guida di un solo Pastore: « ut fiat unum ovile et unus Pastore ».

  1. Ascoltato nella Parola di Dio  E di che cosa vi scriverò oggi? Sentite: oggi ho riletta la lettera dell’Apostolo San Paolo agli Ebrei, lettera che ben può chiamarsi la lettera della Fede, poiché l’Apostolo vi fa un mirabile elogio della Fede. E perché, oggi, ho voluto rileggere la lettera di San Paolo che tratta della Fede? Perché, se ieri era l’anniversario della mia nascita, oggi, festa di S. Giovanni Battista, è il giorno benedetto del mio battesimo, onde mi fu dato il nome di Giovanni. Col santo battesimo ebbi la vera rigenerazione, operatasi in me da Cristo, per divina misericordia, ed ho ricevuto il dono inestimabile della Fede.
  1. Adorato nel silenzio dell’Eucarestia – Apro un libro di pensieri serafici, ammassati dai Santi nei loro intimi colloqui con Dio; pagine preziose, dalle quali già trassi lumi e grazie in copia; ma il libro mi si chiude tra le mani, né so più leggere fino a che non abbia gettato tutto il mio povero cuore nel Tuo: Signore Gesù, Ti amo, Ti amo e Ti amo ! Non sciolgo inni di lode, né prego quasi, penso; penso a Te, che mi sei così vicino: al Tuo cuore che non mi sarà mai straniero né freddo: al Tuo amore, che è sempre uguale a se stesso ! Oggi ero molto afflitto, o mio Dio, e mi pareva proprio di non potere più tirare avanti, – adesso invece i dolori non mi turbano più, e sono contento di patire. O Signore, amore soavissimo e vita mia, fa che da ogni ferita di spina, che mi trafigge l’anima, esca la gran voce del mio amore: Ti amo, o Gesù mio, Ti amo e Ti amo ! … A Te, che vegli, apro il mio cuore, con Te esamino le occupazioni della giornata: a Te espongo pensieri ed affetti; ascolto la voce Tua, studio il Tuo volere, mentre Ti guardo e Ti amo, Ti amo e Ti amo ! E anche Tu mi ami; oh se mi ami ! Dimmi una parola, o Signore, che mi additi il sentiero nel quale Tu vuoi che io cammini; illuminami, o Signore, con un raggio di Tua luce divina, che le tenebre si addensano intorno a me: ed io Ti risponderò che Ti amo, Ti amo e Ti amo !
  1. SERVITO NEI POVERI .   Nel nome della Divina Provvidenza, ho aperto le braccia e il cuore a sani e ad ammalati, di ogni età, di ogni religione, di ogni nazionalità: a tutti avrei voluto dare, col pane del corpo, il divino balsamo della Fede, ma specialmente ai nostri fratelli più sofferenti e abbandonati. Tante volte ho sentito Gesù Cristo vicino a me, tante volte l’ho come intravisto, Gesù, nei più reietti e più infelici.  
  1. B) “TOGLIERE L’ABISSO…” AMORE ALLA CHIESA E AL PAPA stile di vita come linguaggio, iniziative popolari, pellegrinaggi, ortodossia e attenzione alle persone in difficoltà….. Ma, a meglio riuscire a salvare anime, bisogna pur saper adottare certi metodi, e non fossilizzarci nelle forme, se le forme non piacciono più, se diventano, o sono diventate, antiquate e fuori uso…Anche quelle forme, quelle usanze, che a noi possano sembrare un po’ laiche, rispettiamole, e adottiamole, occorrendo, senza scrupoli, senza piccolezze di testa; salvare la sostanza bisogna! Questo è il tutto. I tempi corrono velocemente e sono alquanto cambiati, e noi, in tutto che non tocca la dottrina, la vita cristiana e della Chiesa, dobbiamo andare e camminare alla testa dei tempi e dei popoli, e non alla coda, e non farci trascinare . Per poter tirare e portare i popoli e la gioventù alla Chiesa e a Cristo bisogna camminare alla testa. Allora toglieremo l’abisso che si va facendo tra il popolo e Dio, tra il popolo e la Chiesa.

 C) PADRE E MADRE DEI POVERI 

  • QUELLI DI CASA : 25.MO DI SACERDOZIO…E allora il chierico Don Camillo Secco ora è suddiacono -che fa da infermiere, e che è forte assai, alzò il caro malato diritto sul letto, e abbiamo cambiato tutto, e il letto e il malato, e così mentre gli altri pranzavano, con dell’acqua tiepida io lo lavavo e pulivo, facendo, col nostro caro Viano, quegli uffici umili sì, ma santi, che una madre fa con i suoi bambini.  Ho guardato in quel momento il chierico Camillo, ed ho visto che piangeva. Ci eravamo chiusi in infermeria, perchè nessuno entrasse, e fuori picchiavano con insistenza che andassi giù a pranzo; ma io pensavo che meglio assai era compiere, con amore di Dio e umiltà, quell’opera santa, e veramente di Dio; e dicevo tra me: -Oh molto meglio questo che tutte le prediche che ho fatto! Ora vedo che veramente Gesù mi ama, se mi dà modo di purificare la mia vita e di santificare cosi questo XXV anniversario di mio Sacerdozio. E sentivo che mai avevo più sublimemente né più santamente servito a Dio nel mio prossimo, come in quel momento, ben più grande che tutte le opere fatte nei 25 anni di ministero sacerdotale. E Deo gratias! E Deo gratias!   Vedi? Così noi ci amiamo!
  • REGALUCCI DALL’AMERICA PER I POVERELLI Se piacerà a Dio, spero di rivedervi presto: la mia prima visita sarà per voi, e vi racconterò tante cose belle; sarò tutto per voi, cari i miei poveri, buone vecchierelle, cari malati, cari i miei vecchi, cari miei orfanelli! – Verrò e vi porterò i regalucci dell’America; parte ve li mandano i poveri di qui, i nostro fratelli di qui.

 

·      IN ASCOLTO DI UN GIOVANE INQUIETO

E’ noto l’incontro del giovane Ignazio Silone con Don Orione narrato dallo stesso protagonista. (cfr.Incontro con uno strano prete in “Uscita di sicurezza”, Vallecchi, Firenze,p. 25-42) ” Benché Don Orione fosse allora già inoltrato nella quarantina ed io un ragazzo di sedici anni, a un certo momento mi avvidi di un fatto straordinario: era scomparsa fra noi ogni differenza di età Sentivo un piacere infinito a udirlo parlare; provavo una pace e una serenità nuove”Don Orione lo invita a riposare: “Non sei stanco? Non vuoi cercare di dormire?“Vorrei che questo viaggio non finisse mai”, risponde il giovane conquistato ormai dalla sua “pacata tenerezza dello sguardo” “Ricordati di questo” mi disse a un certo momento, “Dio non è solo in chiesa. Nell’avvenire non ti mancheranno momenti di disperazione. Anche se ti crederai solo e abbandonato, non lo sarai. Non dimenticarlo”       UNA LETTERA DI 12 PAGINE Arrivati  a Genova Don Orione chiede al giovane di aiutarlo a imbucare ben trecento cartoline di auguri natalizi per i suoi ex-alunni:”Sono tutti figli di operai e per alcuni di essi sarà  forse l’unica cartolina di Natale” Il ragazzo corre a imbucare le cartoline ma …ne conserva una per sé “In questo modo”, mi scusai, “anch’io avrò i suoi auguri di Natale”

Giungono finalmente a  S. Remo. Quando  Don Orione sta per ripartire, manda a cercare il giovane per salutarlo “Ma io mi nascosi. Non volli ch’egli  mi vedesse piangere…Pochi giorni dopo, la mattina di Natale, ricevetti la prima  lettera di Don Orione, una lunga, affettuosa , straordinaria lettera di dodici pagine”

  • CUORE SENZA CONFINI SOSTENUTO DALL’AMORE DI CRISTO  Le mie regole voi non le conoscete, ma voi conoscete la mia vita e il fine per cui lavoro: niente per me, tutto per Dio e per la santa Chiesa romana, e qualunque sacrificio per farmi santo e salvare e consolare le anime dei miei fratelli.  Un cuore senza confini perché dilatato dalla carità del mio Dio Gesù crocifisso: Io sono niente: tutto è Gesù e la volontà dei superiori.  Se vi sentite di seguire Gesù e di farvi santo, abbracciate la vostra madre, ditele che vi benedica, andate a (vedere) pregare sulla tomba di vostro padre, e partite. Gesù sarà con voi…    Scr. 102,32
  • AMICO DELLE FAMIGLIE E…SACERDOTE SEMPRE:

Si intromette delicatamente nelle famiglie per portare la pace perché…“La pace vale più di tutto!” In una famiglia di benefattori erano sorti dei problemi. Don Orione, malato e sofferente (come si può vedere dalla data della lettera gli restano pochi giorni di vita…), dimentica i suoi guai e si fa mediatore di pace. Con grande delicatezza e forza.  PERCHÉ LA PACE VALE PIÙ DI TUTTO… TORTONA, 16 GENNAIO 1940

  • Per poter aiutare a ristabilire la pace , prega e fa pregare         In questi giorni sto pregando perché la pace, che è il dono di Cristo, sia fonte di bene per le Signorie Vostre e per le distinte Vostre Famiglie. A tale scopo,  mercoledì ho ordinato ai miei ricoverati una giornata di preghiere davanti a Gesù Sacramentato esposto. Ma poi prende il coraggio a due mani e scrive         E oggi mi fo ardito di scrivere la presente perché, vorrei, col divino aiuto, impedire lo scandalo che sta per succedere…            E voglio scrivere con santa libertà di Sacerdote e, se lo permettete, da amico…e quale amico sincero, Vi prego e scongiuro, nel nome santo di Dio, di voler fare tra Voi la pace Aspettare che venga la morte? Non è proprio il caso…        Più in là essa diventerà sempre più impossibile! Voi sapete che le vertenze tra parenti più invecchiano, più indurano i cuori.      Aspettare che venga la morte? – Ma la morte sarebbe il momento più terribile, senza la pace! Bisogna  farla e subito, – se no, non ci sarà più tempo! 
  • Come avere la forza? Pensando ai genitori defunti e ai figli…  Le Signorie Vostre facciano da parte Loro ogni sacrificio nel sacro ricordo di Vostra Madre, di Vostro Padre, e tutto riuscirà. Sarà un buon esempio che lascerete ai vostri Figli! Capisco che, per addivenire alla sospirata pace, si dovrà vincere un bel po’ di amor proprio: Per la pace, per la concordia, si passi sopra ad ogni interesse: ogni sacrificio è poco per la pace; con la buona volontà si fa tutto: la pace vale più di tutto!
  • Con finissima delicatezza chiede scusa se…         Vi chiedo scusa se mai mi fosse sfuggita qualche parola che potesse farVi dispiacere, non era certo nella mia intenzione. Da anni Voi conoscete Don Orione, sapete la stima, l’affetto mio per Voi: guardate al fine per cui ho scritto, guardate allo spirito e non alla parola. Don L. Orione

LA PRESENZA MATERNA DI MARIA: SINTESI DI UNA VITA

Or dunque, discendi e vieni a noi: corri, o Madre,  perché il tempo è breve. Vieni, e infondici una profonda vena di vita interiore e di spiritualità. Fa che arda il nostro cuore dell’amore di Cristo e di Te:. Vivere, palpitare morire ai piedi della Croce o in Croce con Cristo! Ai tuoi piccoli figli, ai Figli della Divina Provvidenza, dona, Beatissima Madre, amore amore; quell’amore che non è terra, che è fuoco di carità e follia della Croce.    Amore e venerazione al    « dolce Cristo in terra »,  amore e divozione ai Vescovi  e alla S. Chiesa; amore alla Patria, sì come Dio lo vuole; amore purissimo  ai fanciulli, orfani e derelitti; amore al prossimo, particolarmente ai fratelli più poveri e doloranti; amore ai reietti a quelli che sono ritenuti quali rottami, rifiuti della società; amore ai lavoratori più umili, agli infermi, agli inabili, agli abbandonati, ai più infelici, ai dimenticati; amore e compatimento per tutti: ai più lontani, ai più colpevoli,  ai più avversi, a tutti; e amore infinito a Cristo.   Dacci, Maria, un animo grande, un cuore grande e magnanimo, che arrivi a tutti i dolori e a tutte le lagrime. Fa che siamo veramente quali ci vuoi: i padri dei poveri! Che tutta la nostra vita sia sacra a dare Cristo al popolo e il popolo alla Chiesa di Cristo; arda essa e splenda di Cristo; e in Cristo si consumi, in una luminosa evangelizzazione dei  poveri; la nostra vita e la nostra morte siano un cantico dolcissimo di carità, e un olocausto al Signore.             

 Or dunque, discendi e vieni a noi: corri, o Madre,  perché il tempo è breve. Vieni, e infondici una profonda vena di vita interiore e di spiritualità. Fa che arda il nostro cuore dell’amore di Cristo e di Te:. Vivere, palpitare morire ai piedi della Croce o in Croce con Cristo! Ai tuoi piccoli figli, ai Figli della Divina Provvidenza, dona, Beatissima Madre, amore amore; quell’amore che non è terra, che è fuoco di carità e follia della Croce.    Amore e venerazione al    « dolce Cristo in terra »,  amore e divozione ai Vescovi  e alla S. Chiesa; amore alla Patria, sì come Dio lo vuole; amore purissimo  ai fanciulli, orfani e derelitti; amore al prossimo, particolarmente ai fratelli più poveri e doloranti; amore ai reietti a quelli che sono ritenuti quali rottami, rifiuti della società; amore ai lavoratori più umili, agli infermi, agli inabili, agli abbandonati, ai più infelici, ai dimenticati; amore e compatimento per tutti: ai più lontani, ai più colpevoli,  ai più avversi, a tutti; e amore infinito a Cristo.   Dacci, Maria, un animo grande, un cuore grande e magnanimo, che arrivi a tutti i dolori e a tutte le lagrime. Fa che siamo veramente quali ci vuoi: i padri dei poveri! Che tutta la nostra vita sia sacra a dare Cristo al popolo e il popolo alla Chiesa di Cristo; arda essa e splenda di Cristo; e in Cristo si consumi, in una luminosa evangelizzazione dei  poveri; la nostra vita e la nostra morte siano un cantico dolcissimo di carità, e un olocausto al Signore.   E POI… E POI IL SANTO PARADISO! – VICINI A TE, MARIA: SEMPRE CON GESÙ, SEMPRE CON TE, SEDUTI AI TUOI PIEDI, O MADRE NOSTRA. IN PARADISO, IN PARADISO!

che ne pensi?

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  • IL MESE DI MAGGIO, particolarmente dedicato alla VERGINE MARIA:  vorremmo viverlo in questo modo (alquanto originale…!?) camminando in silenzio meditativo, lungo il parco di S. Biagio:  ” CON MARIA IN ASCOLTO DEL …SILENZIO”      Vedi allegato 1:     30A1 MESE DI MAGGIO 2018 PROGRAMMA 

IN PARTICOLARE: DOMENICA 13 MAGGIO IN OCCASIONE DELLA FESTA DELLA MAMMA SENTO IL BISOGNO DI CONDIVIDERE CON VOI QUALCHE PENSIERO… COME PICCOLO OMAGGIO A TUTTE LE NOSTRE MAMME CHE SONO ANCORA VIVE O PER QUELLE CHE SONO GIA’ CON GESU’ E …CI ASPETTANO.

  • DONNE DEL VANGELO, DONNE COSÌ… Donne vere. Fatte di grazia e fragilità. Storie di umiliazione e riscatto. Tanto diverse ma tutte segnate da un Evento che ha cambiato la loro vita. E si sono messe al servizio di Gesù e del Vangelo. Ieri come oggi. Donne-madri. Donne-sorelle. Donne capaci di amare. Sì, penso a mia madre. Ma anche a tutte quelle donne che sanno amare con un’ abnegazione e fedeltà a tutta prova. Ne abbiamo bisogno come del pane. Ne ha bisogno il mondo. A volte ci afferra come un intimo  timore di rimanere senza  donne così. Perché,  con l’aria che tira, potrebbero correre il rischio di…estinzione. Dio non voglia! Mese di Maggio, festa della mamma:  una buona occasione per dire grazie alle nostre mamme e sorelle.   A Maria per prima. E a tutte coloro che nei secoli hanno dato la vita per il vangelo e la Chiesa.  Grazie a te, donna! (Giovanni Paolo II)
  • Oltre ai Dodici, Gesù aveva scelto anche voi. Perché?  C’erano con lui  i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi  e da infermità: Maria di Màgdala, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode,  Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni. (cfr Lc 8,2-3).
  • Pur in una cultura maschilista, gli Evangelisti vi dedicano pagine sublimi. «In verità vi dico, dovunque sarà predicato questo vangelo nel mondo intero, sarà detto anche ciò che costei ha fatto, » (Mt 26,13.)  
  • – Commuove il candore della donna guarita dalla sua infermità Impaurita e tremante, venne, gli si gettò davanti  e gli disse tutta la verità. (Mc 5,21) 
  • – Sorprende la fede semplice  e audace della donna Cananea:  Signore, anche i cagnolini si cibano delle  briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni…“Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come  desideri”. ( Mt15,25)
  • – Bella e spontanea la dichiarazione d’affetto di Gesù per Marta e Maria… Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro. Gv 11,4   
  • Qualcuna di voi ha sperimentato in forma particolare il perdono di Gesù “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. “Nessuno, Signore”. “Neanche io ti condanno; và e d’ora in poi non peccare più”. (Gv 8,1ss)
  •  Una donna peccatrice… Fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con  i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato. Gesù le disse: “Ti sono perdonati i tuoi peccati.  Và in pace!” (Lc 7,36s) 
  • Solo voi donne siete rimaste fedeli fino all’ultimo? C’erano anche là molte donne che stavano a osservare da  lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. ….stavano ad  osservare dove veniva deposto.  (cfr Mt 27,56.61;   
  • – Come non provare una santa invidia  per la Maddalena chiamata per nome da LUI?Gesù le disse: “Maria!”.  Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: “Rabbunì!”, che significa: Maestro! Gv 20,18 –
  • – E cosa pensare della missione affidatale da Gesù? Gesù le disse: “Non mi  trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai miei  fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio  vostro”.  Maria di Màgdala andò ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore” e anche ciò che le aveva detto. (Gv 20,11.
  • «APOSTOLA DEGLI APOSTOLI» A Maria di Magdala San Tommaso d’Aquino riserva la singolare qualifica di «apostola degli apostoli»: Come una donna aveva annunciato al primo uomo parole di morte, così una donna per prima annunziò agli apostoli parole di vita  (Benedetto XVI)

IL GRAZIE DELLA CHIESA: 

  • GRAZIE A TE, DONNA-FIGLIA E DONNA-SORELLA    che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità 
  • GRAZIE A TE DONNA-LAVORATRICE, per il contributo che dai all’elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, alla edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità. 
  • GRAZIE A TE, DONNA-CONSACRATA che sull’esempio della più grande delle donne, la madre di Cristo, ti apri all’amore di Dio…  GRAZIE A TE, DONNA, PER IL FATTO STESSO CHE SEI DONNA!  (Giovanni Paolo II)                                                           
  • IL GRAZIE DI DON ORIONE – MIA MADRE:  “Quella povera vecchia contadina di mia madre si alzava alle 3 di notte e via a lavorare,  e faceva da donna e, con i suoi figli, sapeva fare anche da uomo, perché nostro padre era lontano, a lavorare sul Monferrato: batteva il falcetto per fare l’erba, e lo affilava essa, senza portarlo all’arrotino; faceva la tela con canapa filata da essa; e i miei fratelli si divisero tante lenzuola, tanta bella biancheria, povera mia madre! Teneva da conto fin i coltelli rotti… Non correva a comperare, se proprio non poteva farne a meno; e, quando è morta, le abbiamo  messo il suo vestito da sposa, dopo 51 anni che si era sposata: se l’era fatto tingere in nero e faceva ancora la sua più bella figura ed era il suo vestito più bello!(Let. 36)
  • SONO UN POVERO PELLEGRINO…Sono un povero pellegrino che cerco luce e amore:   vengo al Santuario col rosario in mano  per diventare lo sgabello dei piedi immacolati di Maria, in eterno;  vengo a cercarle luce e amore di Dio e delle anime!  Vengo a Lei per non perdermi, dopo esser passato tra profondità,  frane, abissi, oscurità di spirito… Vengo a Lei, e sento sopra di me un’alta pace che si libra: vedo il suo manto distendersi su tutte le tempeste,  e una serenità inoffuscabile  mi avvolge e penetra. In questa luce inebriante mi spogliodell’uomo vecchio e amo.
  • LA MADRE – Ungaretti                                                                                                            E il cuore quando d’un ultimo battito Avrà fatto cadere il muro d’ombra,
    Per condurmi, Madre, sino al Signore, Come una volta mi darai la mano.                 
    In ginocchio, decisa, Sarai una statua di fronte all’Eterno,
    Come già ti vedeva quando eri ancora in vita.   
    Alzerai tremante le vecchie braccia, Come quando spirasti Dicendo: Mio Dio, eccomi.  E solo quando m’avrà perdonato, Ti verrà desiderio di guardarmi.  Ricorderai d’avermi atteso tanto, E avrai negli occhi un rapido sospiro.
  • N’AVE MARIA (Trilussa)  

  • Quann’ero ragazzino, mamma mia, me diceva:   ricordate fijolo,  quanno te senti veramente solo,  tu prova a recità n’ave Maria.   L’anima tua da sola spicca er volo   E se solleva, come pe’ maggìa.
  • Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato.   Da un pezzo s’è addormita la vecchietta   Ma quer consijo non l’ho mai scordato. 
  • Come me sento veramente solo   Io prego la Madonna benedetta   E l’anima da sola pija er volo


Cosa pensi della figura della donna nel Vangelo e nella Chiesa? 
Quando e come “festeggi” la tua mamma?  Quale devozione nutri per Maria? E’  fondata sulla Parola di Dio o solo sul sentimento?   

 donalesiani@gmail.com  –  www.sanbiagiofano.it

  • CANTI     MARIANI  

MADRE IO VORREI   a) -Io vorrei tanto parlare con te  di quel figlio che amavi:  io vorrei tanto ascoltare da te quello che pensavi: quando hai udito che tu  non saresti più stata tua e questo figlio che non aspettavi  non era per te. Ave Maria    b) – Io vorrei tanto sapere da te se quand’era bambino  tu gli hai spiegato che cosa sarebbe successo di Lui  e quante volte anche tu, di nascosto, piangevi, Madre, quando sentivi che presto l’avrebbero ucciso, per noi. Ave  c) – Io ti ringrazio per questo silenzio che resta tra noi  io benedico il coraggio di vivere sola con Lui  ora capisco che fin da quei giorni pensavi a noi  per ogni Figlio dell’uomo che muore ti prego così. Ave Maria  

  • DEUS TI SALVET MARIA
    Deus ti salvet, Maria chi ses de gratzias piena,    de gratzias ses sa vena e-i sa currente.  Su Deus onnipotente cun tegus est istadu   pro chi t’hat preservadu immaculada.  Beneitta e laudada subra tottu gloriosa:  mama, fiza e isposa de su Segnore.  Beneittu su fiore ch’est fruttu de su sinu,   Gesus, fiore divinu, Segnore nostru.
    Pregade a Fizu ‘ostru pro nois peccadores:   chi tottu sos errores nos perdonet.
    E-i sa gratzia nos donet in vida e in sa morte  e-i sa diciosa sorte in Paradisu. Amen.

 

  • IL MESE DI MAGGIO per noi religiosi e laici orionini, è il mese di S. LUIGI ORIONE:  La sua festa viene celebrata proprio il 16 MAGGIO, GIORNO DELLA SUA CANONIZZAZIONE (16 MAGGIO 2004) . Umilmente mi è caro condividere alcuni semplici spunti di riflessione sulla sua spiritualità.      LEGGI allegato 2: “ HO INCONTRATO DON ORIONE”  30 HO INCONTRATO DON ORIONE MAGGIO 2018
  • IL MESE DI MAGGIO infine ci porta a pensare già all’estate ormai vicina:  Quali possibilità di FORMAZIONE e di VACANZE ALTERNATIVE offre  Villa S. Biagio nei prossimi mesi? ECCO: 

“VILLA  S.  BIAGIO”       Casa di Spiritualità

 CORSI BIBLICI  – ESERCIZI SPIRITUALI 

( LECTIO DIVINA …)

  •  21  – 26 MAGGIO 2018: “Io sto alla porta e busso…” E tu mi apri? (Apocalisse)
  • 11 – 16 GIUGNO 2018: “Abbiamo un  tesoro in vasi di creta… come lo custodiamo?” (2 Corinti)
  • 2 – 7  LUGLIO 2018:  “Quando Mosè alzava le mani…”  – Gioie e fatiche dell’apostolato, oggi. (Esodo)
  • 16 – 19 AGOSTO  2018:“Amore io voglio…” (Osea)  Imparare ad AMARE per imparare a… VIVERE
  • LUGLIO-AGOSTO 2018:  

 FAMIGLIE  IN VACANZA: 

Per  un  riposo “integrale” Villa  s. Biagio è  l’ideale!  Per le sue 4 B:  Bed & Breakfast Beach &  Bible…

E LE SERATE BIBLICHE – MUSICALI  

NEL CHIOSTRO

DELLA VILLA…

 

“ VILLA   S.   BIAGIO ”  

-Situata in collina in vista del mare (a… 900 m.)

-IMMERSA NEL VERDE DI UN AMPIO PARCO,

-recentemente ristrutturata,

TI ACCOGLIE CON GIOIA

per momenti  di  riposo fisico e spirituale.

PER TE E LA TUA FAMIGLIA.

 Info e prenotazioni:  0721.823.175  / 3338890862   

 donalesiani@gmail.com  –  www.sanbiagiofano.it

55 comments

  1. Signore, vuoi le mie mani?
    (Madre Teresa di Calcutta)
    Signore, vuoi le mie mani
    per passare questa giornata
    aiutando i poveri e i malati che ne hanno bisogno?
    SIGNORE, OGGI TI DO LE MIE MANI.
    Signore, vuoi i miei piedi
    per passare questa giornata
    visitando coloro che hanno bisogno di un amico?
    SIGNORE, OGGI TI DO I MIEI PIEDI.
    Signore, vuoi la mia voce
    per passare questa giornata
    parlando con quelli che hanno bisogno di parole d’amore?
    SIGNORE, OGGI TI DO LA MIA VOCE.
    Signore, vuoi il mio cuore
    per passare questa giornata
    amando ogni uomo solo perché è uomo?
    SIGNORE, OGGI TI DO IL MIO CUORE.

  2. san Gregorio di Agrigento, vescovo

    L’anima mia esulti nel Signore Va’, mangia con gioia il tuo pane, bevi con cuore lieto il tuo vino perché Dio ha già gradito le opere tue (Qo 9, 7).
    Potremmo prendere queste parole come una sicura e sana norma di saggezza umana per la vita di tutti i giorni. Tuttavia la spiegazione anagogica ci porta ad una considerazione più alta, e ci insegna a considerare il pane celeste e mistico che è disceso dal cielo e ha portato la vita nel mondo. Così pure bere il vino spirituale con cuore sereno significa dissetarsi di quel vino che uscì dal costato della vera vite, al momento della sua passione salvifica. Di essi così parla il vangelo della nostra salvezza: Avendo preso del pane, dopo averlo benedetto, Gesù disse ai suoi discepoli: Prendete e mangiate: questo è il mio corpo, offerto in sacrificio per voi in remissione dei peccati. Similmente prese anche il calice e disse: Bevetene tutti: questo è il mio sangue della nuova alleanza, sparso per voi e per molti in remissione dei peccati (cfr. Mt 26, 26-28). Coloro dunque che mangiano questo pane e bevono questo mistico vino gioiscono ed esultano e possono esclamare a gran voce: Hai portato la gioia nel nostro cuore (cfr. Sal 4, 7).
    A mio giudizio, è proprio a questo pane e a questo vino che si riferisce la Sapienza di Dio sussistente, cioè Cristo nostro salvatore, quando ci invita alla comunione vitale con se stesso, Verbo divino. Lo fa con le parole del libro dei Proverbi: «Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato» (Pro 9, 5). Coloro ai quali viene rivolto questo invito, devono compiere opere di luce, in modo da avere le loro anime splendenti non meno della luce stessa, come dice il Signore nel vangelo: «Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli» (Mt 5, 16). Anzi in tal caso vedranno scendere sul loro capo anche l’olio, cioè lo Spirito di verità, che li proteggerà e li preserverà da ogni maleficio di peccato.

  3. UNA CONFORTANTE PAGINA PER NOI…
    San Giovanni Crisostomo IL SALE DELL’UMILTÀ

    SE VUOI ESSER GRANDE, NON ESSERE ORGOGLIOSO COME IL FARISEO DELLA PARABOLA (Lc 18,9ss), e allora sarai veramente grande. Credi di essere senza meriti e allora ne avrai. Il pubblicano, lui, si è riconosciuto peccatore e così è diventato giusto; quanto più il giusto che si riconosce peccatore vedrà crescere la sua giustizia e i suoi meriti! POICHÉ L’UMILTÀ FA DEL PECCATORE UN GIUSTO, IN QUANTO RICONOSCE LA VERITÀ DELLA VITA; e nell’anima dei giusti la vera umiltà agisce con ancor più potenza.

    Non perdere dunque con la vana gloria il frutto che avrai guadagnato col tuo lavoro, il salario delle tue pene, la ricompensa dell’impegno della vita. DIO CONOSCE MEGLIO DI TE IL BENE CHE FAI. SARÀ RICOMPENSATO UN SEMPLICE BICCHIERE D’ACQUA. DIO GRADISCE LA PIÙ PICCOLA OFFERTA, O, SE NON PUOI DAR NULLA, ANCHE UN SOSPIRO DI COMPASSIONE. ACCOGLIE TUTTO, SI RICORDERÀ DI TUTTO PER RENDERTI IL CENTUPLO.
    SMETTIAMO PERCIÒ DI CONTARE I NOSTRI MERITI E DI SBANDIERARLI IN PUBBLICO. SE VANTIAMO I NOSTRI MERITI, NON SAREMO LODATI DA DIO. PIANGIAMO PIUTTOSTO SULLA NOSTRA MISERIA E DIO CI INNALZERÀ DAVANTI AGLI ALTRI. NON VUOLE CHE SI PERDA IL FRUTTO DEL NOSTRO IMPEGNO. NEL SUO AMORE ARDENTE VUOLE CORONARE LE NOSTRE PIÙ PICCOLE AZIONI; CERCA TUTTE LE OCCASIONI PER LIBERARCI DALL’INFERNO.

  4. SAN GREGORIO DI NISSA, VESCOVO
    LA GLORIA CHE HAI DATO A ME L’HO DATA AD ESSI

    … SE DAVVERO L’AMORE RIESCE AD ELIMINARE LA PAURA E QUESTA SI TRASFORMA IN AMORE, ALLORA SI SCOPRIRÀ CHE CIÒ CHE SALVA È PROPRIO L’UNITÀ. LA SALVEZZA STA INFATTI NEL SENTIRSI TUTTI FUSI NELL’AMORE ALL’UNICO E VERO BENE … TUTTO CIÒ LO MOSTRA PIÙ CHIARAMENTE IL SIGNORE NEL VANGELO. GESÙ BENEDICE I SUOI DISCEPOLI, CONFERISCE LORO OGNI POTERE E CONCEDE LORO I SUOI BENI. FRA QUESTI SONO DA INCLUDERE ANCHE LE SANTE ESPRESSIONI CHE EGLI RIVOLGE AL PADRE. MA FRA TUTTE LE PAROLE CHE DICE E LE GRAZIE CHE CONCEDE UNA CE N’È CHE È LA MAGGIORE DI TUTTE E TUTTE LE RIASSUME. ED È QUELLA CON CUI CRISTO AMMONISCE I SUOI A TROVARSI SEMPRE UNITI NELLE SOLUZIONI DELLE QUESTIONI E NELLE VALUTAZIONI CIRCA IL BENE DA FARE; A SENTIRSI UN CUOR SOLO E UN’ANIMA SOLA E A STIMARE QUESTA UNIONE L’UNICO E SOLO BENE; A STRINGERSI NELL’UNITÀ DELLO SPIRITO CON IL VINCOLO DELLA PACE; A FAR UN SOLO CORPO E UN SOLO SPIRITO; A CORRISPONDERE A UN’UNICA VOCAZIONE, ANIMATI DA UNA MEDESIMA SPERANZA. «PERCHÉ TUTTI SIANO UNA SOLA COSA. COME TU, PADRE, SEI IN ME E IO IN TE, SIANO ANCH’ESSI UNA COSA SOLA, PERCHÉ IL MONDO CREDA CHE TU MI HAI MANDATO» (GV 17, 21).
    PERCIÒ COLUI CHE DALLA FANCIULLEZZA È CRESCIUTO RAGGIUNGENDO LA PIENA MATURITÀ DEL CRISTO, VIENE A TROVARSI IN QUELLO STATO TUTTO SPECIALE, CHE SOLO L’INTELLIGENZA, ILLUMINATA DALLA FEDE, PUÒ PERCEPIRE. ALLORA DIVIENE CAPACE DELLA GLORIA DELLO SPIRITO SANTO ATTRAVERSO UNA VITA LONTANA DAI VIZI E IMPRONTATA ALLA SANTITÀ. COSTUI DUNQUE È QUELLA PERFETTA COLOMBA, ALLA QUALE GUARDA LO SPOSO, QUANDO DICE: «UNA SOLA LA MIA COLOMBA, LA MIA PERFETTA».

  5. ” Siamo instabili, ma da te siamo fatti saldi. Ci intepidiamo, ma tu ci riaccendi ”
    Pecore malferme ma TU ci prometti : ” Nessuno le rapirà dalla mia mano ” .
    La nostra fragilità e la nostra tiepidezza ci fanno Paura ma TU ci inviti a chiedere PERSEVERANZA , fino alla fine , anche “con” e ” in ” ogni riga del PADRE NOSTRO .

    Restiamo , e ci riconosciamo fiacche , malferme , invalide ….ma poi lo sguardo sale a TE , Pastore Fedele e a TE sale la nostra preghiera : donaci mani per aprire , fino alla fine , quella porta dietro la quale TU bussi . Per aprirla ..spalancarla.. a un Pastore glorioso ma anche Crocifisso .. a Te Pastore nostro .

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