“VENITE A RIPOSARVI UN PO’… (Gesù)

Cari amici oggi, 29 Giugno festa di S. Pietro e Paolo, questo povero prete celebra 50 anni dalla sua ordinazione sacerdotale 1968 – 2018…. non trovo di meglio che soffermarmi un pò con voi a meditare le splendide letture della liturgia odierna…

Grazie, Signore, per i tuoi benefici, perdona le mie incoerenze, e benedici tutte le persone specialmente le più sofferenti che hai messo sul mio cammino…Grazie dei vostri auguri… Vi voglio bene e vi chiedo di pregare per me. dv

Dalla lettera ai Galati di san Paolo, apostolo   1, 15 – 2, 10  INCONTRO DI PIETRO E PAOLO A GERUSALEMME

    FRATELLI, QUANDO COLUI CHE MI SCELSE FIN DAL SENO DI MIA MADRE E MI CHIAMÒ CON LA SUA GRAZIA SI COMPIACQUE DI RIVELARE A ME SUO FIGLIO PERCHÉ LO ANNUNZIASSI IN MEZZO AI PAGANI, SUBITO, SENZA CONSULTARE NESSUN UOMO, SENZA ANDARE A GERUSALEMME DA COLORO CHE ERANO APOSTOLI PRIMA DI ME, MI RECAI IN ARABIA E POI RITORNAI A DAMASCO.
    In seguito, dopo tre anni andai a Gerusalemme per consultare Cefa, e rimasi presso di lui quindici giorni; degli apostoli non vidi nessun altro, se non Giacomo, il fratello del Signore. In ciò che vi scrivo, io attesto davanti a Dio che non mentisco. Quindi andai nelle regioni della Siria e della Cilicia. Ma ero sconosciuto personalmente alle chiese della Giudea che sono in Cristo; soltanto avevano sentito dire: «Colui che una volta ci perseguitava, va ora annunziando la fede che un tempo voleva distruggere». E glorificavano Dio a causa mia.
    DOPO QUATTORDICI ANNI, ANDAI DI NUOVO A GERUSALEMME IN COMPAGNIA DI BARNABA, PORTANDO CON ME ANCHE TITO: VI ANDAI PERÒ IN SEGUITO AD UNA RIVELAZIONE. ESPOSI LORO IL VANGELO CHE IO PREDICO TRA I PAGANI, MA LO ESPOSI PRIVATAMENTE ALLE PERSONE PIÙ RAGGUARDEVOLI, PER NON TROVARMI NEL RISCHIO DI CORRERE O DI AVER CORSO INVANO.
    Da parte dunque delle persone più ragguardevoli – quali fossero allora non m’interessa, perché Dio non bada a persona alcuna – a me, da quelle persone ragguardevoli, non fu imposto nulla di più. ANZI, VISTO CHE A ME ERA STATO AFFIDATO IL VANGELO PER I NON CIRCONCISI, COME A PIETRO QUELLO PER I CIRCONCISI – POICHÉ COLUI CHE AVEVA AGITO IN PIETRO PER FARNE UN APOSTOLO DEI CIRCONCISI AVEVA AGITO ANCHE IN ME PER I PAGANI – E RICONOSCENDO LA GRAZIA A ME CONFERITA, GIACOMO,  CEFA E GIOVANNI, RITENUTI LE COLONNE, DIEDERO A ME E A BÀRNABA LA LORO DESTRA IN SEGNO DI COMUNIONE, PERCHÉ NOI ANDASSIMO VERSO I PAGANI ED ESSI VERSO I CIRCONCISI. SOLTANTO CI PREGARONO DI RICORDARCI DEI POVERI: CIÒ CHE MI SONO PROPRIO PREOCCUPATO DI FARE.

SECONDA LETTURA (2Tm 4,6-8.17-18)
Ora mi resta soltanto la corona di giustizia. Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo 
FIGLIO MIO, IO STO GIÀ PER ESSERE VERSATO IN OFFERTA ED È GIUNTO IL MOMENTO CHE IO LASCI QUESTA VITA. HO COMBATTUTO LA BUONA BATTAGLIA, HO TERMINATO LA CORSA, HO CONSERVATO LA FEDE.
ORA MI RESTA SOLTANTO LA CORONA DI GIUSTIZIA CHE IL SIGNORE, IL GIUDICE GIUSTO, MI CONSEGNERÀ IN QUEL GIORNO; NON SOLO A ME, MA ANCHE A TUTTI COLORO CHE HANNO ATTESO CON AMORE LA SUA MANIFESTAZIONE.
IL SIGNORE PERÒ MI È STATO VICINO E MI HA DATO FORZA, PERCHÉ IO POTESSI PORTARE A COMPIMENTO L’ANNUNCIO DEL VANGELO E TUTTE LE GENTI LO ASCOLTASSERO: E COSÌ FUI LIBERATO DALLA BOCCA DEL LEONE.
IL SIGNORE MI LIBERERÀ DA OGNI MALE E MI PORTERÀ IN SALVO NEI CIELI, NEL SUO REGNO; A LUI LA GLORIA NEI SECOLI DEI SECOLI. AMEN.

Dai «Discorsi» di Sant’Agostino, vescovo              QUESTI MARTIRI HANNO VISTO CIÒ CHE HANNO PREDICATO

    IL MARTIRIO DEI SANTI APOSTOLI PIETRO E PAOLO HA RESO SACRO PER NOI QUESTO GIORNO. NOI NON PARLIAMO DI MARTIRI POCO CONOSCIUTI; INFATTI «PER TUTTA LA TERRA SI DIFFONDE LA LORO VOCE E AI CONFINI DEL MONDO LA LORO PAROLA» (SAL 18, 5). QUESTI MARTIRI HANNO VISTO CIÒ CHE HANNO PREDICATO. HANNO SEGUITO LA GIUSTIZIA. HANNO TESTIMONIATO LA VERITÀ E SONO MORTI PER ESSA.
    IL BEATO PIETRO, IL PRIMO DEGLI APOSTOLI, DOTATO DI UN ARDENTE AMORE VERSO CRISTO, HA AVUTO LA GRAZIA DI SENTIRSI DIRE DA LUI: «E IO TI DICO: TU SEI PIETRO» (MT 16, 18). E PRECEDENTEMENTE PIETRO SI ERA RIVOLTO A GESÙ DICENDO: «TU SEI IL CRISTO, IL FIGLIO DEL DIO VIVENTE» (MT 16, 16). E GESÙ AVEVA AFFERMATO COME RISPOSTA: «E IO TI DICO: TU SEI PIETRO E SU QUESTA PIETRA EDIFICHERÒ LA MIA CHIESA» (MT 16, 18). SU QUESTA PIETRA STABILIRÒ LA FEDE CHE TU PROFESSI. FONDERÒ LA MIA CHIESA SULLA TUA AFFERMAZIONE: «TU SEI IL CRISTO, IL FIGLIO DEL DIO VIVENTE». TU INFATTI SEI PIETRO. PIETRO DERIVA DA PIETRA E NON PIETRA DA PIETRO. PIETRO DERIVA DA PIETRA, COME CRISTIANO DA CRISTO.     IL SIGNORE GESÙ, COME GIÀ SAPETE, SCELSE PRIMA DELLA PASSIONE I SUOI DISCEPOLI, CHE CHIAMÒ APOSTOLI. TRA COSTORO SOLAMENTE PIETRO RICEVETTE L’INCARICO DI IMPERSONARE QUASI IN TUTTI I LUOGHI L’INTERA CHIESA. ED È STATO IN FORZA DI QUESTA PERSONIFICAZIONE DI TUTTA LA CHIESA CHE HA MERITATO DI SENTIRSI DIRE DA CRISTO: «A TE DARÒ LE CHIAVI DEL REGNO DEI CIELI» (MT 16, 19).     GIUSTAMENTE ANCHE DOPO LA RISURREZIONE IL SIGNORE AFFIDÒ ALLO STESSO PIETRO L’INCOMBENZA DI PASCERE IL SUO GREGGE. E QUESTO NON PERCHÉ MERITÒ EGLI SOLO, TRA I DISCEPOLI, UN TALE COMPITO, MA PERCHÉ QUANDO CRISTO SI RIVOLGE AD UNO VUOLE ESPRIMERE L’UNITÀ. SI RIVOLGE DA PRINCIPIO A PIETRO, PERCHÉ PIETRO È IL PRIMO DEGLI APOSTOLI.
    NON RATTRISTARTI, O APOSTOLO. RISPONDI UNA PRIMA, UNA SECONDA, UNA TERZA VOLTA. VINCA TRE VOLTE NELL’AMORE LA TESTIMONIANZA, COME LA PRESUNZIONE È STATA VINTA TRE VOLTE DAL TIMORE. DEVE ESSERE SCIOLTO TRE VOLTE CIÒ CHE HAI LEGATO TRE VOLTE. SCIOGLI PER MEZZO DELL’AMORE CIÒ CHE AVEVI LEGATO PER TIMORE.
    E COSÌ IL SIGNORE UNA PRIMA, UNA SECONDA, UNA TERZA VOLTA AFFIDÒ LE SUE PECORELLE A PIETRO.
    UN SOLO GIORNO È CONSACRATO ALLA FESTA DEI DUE APOSTOLI. MA ANCH’ESSI ERANO UNA COSA SOLA. BENCHÉ SIANO STATI MARTIRIZZATI IN GIORNI DIVERSI, ERANO UNA COSA SOLA. PIETRO PRECEDETTE, PAOLO SEGUÌ. CELEBRIAMO PERCIÒ QUESTO GIORNO DI FESTA, CONSACRATO PER NOI DAL SANGUE DEGLI APOSTOLI.
    AMIAMONE LA FEDE, LA VITA, LE FATICHE, LE SOFFERENZE, LE TESTIMONIANZE E LA PREDICAZIONE.

“So a chi ho dato fiducia:
egli, giudice giusto,
mi renderà il frutto delle mie fatiche
nell’ultimo giorno.
 La grazia di Dio in me non fu vana;
la grazia di Dio non mi abbandona”.

S. P A O L O   E  S. L. O R I O N E

  • S. PAOLO AI ROMANI 12,9      Amatevi gli uni gli altri, come fratelli. Siate pronti a servire il Signore,  allegri nella speranza, pazienti nelle tribolazioni, perseveranti nella preghiera. Chiedete a Dio di benedire  quelli che vi perseguitano…                         SIATE FELICI CON CHI È NELLA GIOIA. PIANGETE CON CHI PIANGE.
  •  LA MESSA DI DON ORIONE …Vorrei farmi  cibo spirituale per i miei fratelli che hanno fame e sete di verità e di Dio; Amare sempre e dare la vita cantando l’Amore!  ABBASSARE, STENDERE SEMPRE LE MANI E IL CUORE E RACCOGLIERE DEBOLEZZE E MISERIE E PORLE SULL’ALTARE… GESÙ È MORTO CON LE BRACCIA APERTE. AVERE UNA GRANDE PIETÀ PER TUTTI!

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Cari amici, vi ripetiamo l’invito affettuoso di Gesù ai suoi discepoli, ricordandovi (modestamente…?!)  che  PER UN RIPOSO INTEGRALE,  VILLA S. BIAGIO  È… L’IDEALE!

  • IN ASCOLTO DEL SILENZIO…  

 

 

 

  • IN ASCOLTO DELL’EUCARISTIA 

    e della tua vita passata, presente  e futura 

  • IN ASCOLTO DELLA PAROLA…

A) CORSI BIBLICI:  2 – 7  LUGLIO 2018: Quando Mosè alzava le mani…” Gioie e fatiche dell’apostolo, oggi. (Esodo

  • 16 – 19 AGOSTO  2018: “Amore io voglio” (OseaImparare ad AMARE per imparare a… VIVERE 

  • B) SERATE  BIBLICHE  MUSICALI                                      24. 27. 31 LUGLIO                       – 3.7.10.14 AGOSTO 

     COL MARE A … 800 metri:

  • FAMIGLIE  IN VACANZA A  VILLA  S. BIAGIO   LUOGO  IDEALE PER LE SUE 4 B:   BED & BREAKFAST BEACH & BIBLE                                   

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S. BIAGIO vi accoglie con gioia per un  riposo… integrale 

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20 comments

  1. RESTARE IN SILENZIO
    (P. NERUDA)

    Ora conteremo fino a dodici
    e tutti resteremo fermi.
    Una volta tanto sulla faccia della terra,
    non parliamo in nessuna lingua;
    fermiamoci un istante,
    e non gesticoliamo tanto.

    Che strano momento sarebbe
    senza trambusto, senza motori;
    tutti ci troveremmo in un improvvisa stravaganza.

    Nel mare freddo il pescatore
    non attenterebbe alle balene
    e l’uomo che raccoglie il sale
    non guarderebbe le sue mani offese.

    Coloro che preparano nuove guerre,
    guerre coi gas, guerre col fuoco,
    vittorie senza sopravvissuti,
    indosserebbero vesti pulite.

    Ciò che desidero non va confuso
    con una totale inattività.
    È della vita che si tratta…

    Se non fossimo così votati
    a tenere la nostra vita in moto
    e per una volta tanto non facessimo nulla,
    forse un immenso silenzio interromperebbe la tristezza
    di non riuscire mai a capirci
    e di minacciarci con la morte.

    Forse la terra ci può insegnare,
    come quando tutto d’inverno sembra morto
    e dopo si dimostra vivo.
    Pablo Neruda

  2. UNA GRANDE PAGINA CRISTOLOGICA DI UN GRANDE PAPA PAOLO VI … NEL 1970 QUASI 50 ANNI FA… A MANILA NELLE FILIPPINE TERRA A ME TANTO CARA

    Dai «Discorsi» di Paolo VI, papa
    (Manila, 29 novembre 1970)
    Noi predichiamo Cristo a tutta la terra

    «GUAI A ME SE NON PREDICASSI IL VANGELO!» (1 Cor 9, 16). Io sono mandato da lui, da Cristo stesso per questo. Io sono apostolo, io sono testimone. Quanto più è lontana la meta, quanto più difficile è la mia missione, tanto più urgente è l’amore che a ciò mi spinge. Io devo confessare il suo nome: Gesù è il Cristo, Figlio di Dio vivo (cfr. Mt 16, 16). Egli è il rivelatore di Dio invisibile, è il primogenito d’ogni creatura (cfr. Col 1, 15). È il fondamento d’ogni cosa (cfr. Col 1, 12). Egli è il Maestro dell’umanità, e il Redentore. Egli è nato, è morto, è risorto per noi. Egli è il centro della storia e del mondo. Egli è colui che ci conosce e che ci ama. Egli è il compagno e l’amico della nostra vita. Egli è l’uomo del dolore e della speranza. È colui che deve venire e che deve un giorno essere il nostro giudice e, come noi speriamo, la pienezza eterna della nostra esistenza, la nostra felicità. IO NON FINIREI PIÙ DI PARLARE DI LUI. Egli è la luce, è la verità, anzi egli è «la via, la verità, la vita» (Gv 14, 6). Egli è il pane, la fonte d’acqua viva per la nostra fame e per la nostra sete, egli è il pastore, la nostra guida, il nostro esempio, il nostro conforto, il nostro fratello. COME NOI, E PIÙ DI NOI, EGLI È STATO PICCOLO, POVERO, UMILIATO, LAVORATORE E PAZIENTE NELLA SOFFERENZA. Per noi egli ha parlato, ha compiuto miracoli, ha fondato un regno nuovo, dove i poveri sono beati, dove la pace è principio di convivenza, dove i puri di cuore e i piangenti sono esaltati e consolati, dove quelli che aspirano alla giustizia sono rivendicati, dove i peccatori possono essere perdonati, dove tutti sono fratelli. Gesù Cristo: voi ne avete sentito parlare, anzi voi, la maggior parte certamente, siete già suoi, siete cristiani. Ebbene, a voi cristiani io ripeto il suo nome, a tutti io lo annunzio: Gesù Cristo è il principio e la fine; l’alfa e l’omega. Egli è il re del nuovo mondo. Egli è il segreto della storia. Egli è la chiave dei nostri destini. Egli è il mediatore, il ponte fra la terra e il cielo; egli è per antonomasia il Figlio dell’uomo, perché egli è il Figlio di Dio, eterno, infinito; è il Figlio di Maria, la benedetta fra tutte le donne, sua madre nella carne, madre nostra nella partecipazione allo Spirito del Corpo mistico.
    GESÙ CRISTO! RICORDATE: QUESTO È IL NOSTRO PERENNE ANNUNZIO, È LA VOCE CHE NOI FACCIAMO RISUONARE PER TUTTA LA TERRA, E PER TUTTI I SECOLI DEI SECOLI.

  3. Atto di Amore
    (s. Giovanni Maria Vianney)

    Ti amo, mio Dio,
    e il mio unico desiderio è di amarti
    fino all’ultimo respiro della mia vita.

    Ti amo, o Dio, infinitamente amabile,
    e preferisco morire amandoti, piuttosto
    che vivere un solo istante senza amarti.

    Ti amo, Signore, e l’unica grazia
    che ti chiedo, è di amarti eternamente.
    Ti amo, mio Dio, e desidero il cielo
    soltanto per avere la felicità
    di amarti perfettamente.

    Mio Dio, se la mia lingua
    non può dire ad ogni istante: ti amo,
    voglio che il mio cuore
    te lo ripeta ogni volta che respiro.

    Ti amo, o mio divino Salvatore,
    perché sei stato crocifisso per me,
    e mi tieni quaggiù crocifisso con te.

    Mio Dio, fammi la grazia
    di morire amandoti e sapendo che ti amo.

  4. DIO PUÒ ESSERE TROVATO NEL CUORE DELL’UOMO
    san Gregorio di Nissa, vescovo

    Nella vita dell’uomo la salute del corpo rappresenta un bene, ma la felicità non consiste nel conoscere la ragione della salute, bensì nel vivere in salute. se uno dopo aver celebrato le lodi della salute, prende cibi che gli causano malattie, che cosa gli possono giovare le lodi della salute ? ALLO STESSO MODO DOBBIAMO INTENDERE IL PRESENTE DISCORSO, QUANDO IL SIGNORE DICE CHE LA FELICITÀ NON CONSISTE NEL CONOSCERE QUALCHE VERITÀ SU DIO, MA NELL’AVERE DIO IN SE STESSI: «BEATI», INFATTI, «I PURI DI CUORE, PERCHÉ VEDRANNO DIO» (MT 5, 8). MI PARE PROPRIO CHE DIO VOGLIA MOSTRARSI A FACCIA A FACCIA A COLUI CHE HA L’OCCHIO DELL’ANIMA BEN PURIFICATO, MA SECONDO QUANTO DICE CRISTO: IL REGNO DI DIO È DENTRO DI VOI (CFR. LC 17, 21). CHI HA PURIFICATO IL SUO CUORE PUÒ CONTEMPLARE L’IMMAGINE DELLA DIVINA NATURA NELLA BELLEZZA DELLA SUA STESSA ANIMA.
    SE DUNQUE LAVERAI LE BRUTTURE CHE HANNO COPERTO IL TUO CUORE, RISPLENDERÀ IN TE LA DIVINA BELLEZZA. COME IL FERRO, LIBERATO DALLA RUGGINE, SPLENDE AL SOLE, COSÌ ANCHE L’UOMO INTERIORE, QUANDO AVRÀ RIMOSSO DA SÉ LA RUGGINE DEL MALE, RICUPERERÀ LA SOMIGLIANZA CON LA FORMA ORIGINALE E PRIMITIVA E SARÀ BUONO.
    QUINDI CHI VEDE SE STESSO, CONTEMPLA CIÒ CHE DESIDERA IN SE STESSO. IN TAL MODO DIVIENE BEATO CHI HA IL CUORE PURO, PERCHÉ MENTRE GUARDA LA SUA PURITÀ, SCORGE, ATTRAVERSO QUESTA IMMAGINE, LA SUA PRIMA E PRINCIPALE FORMA. COLORO CHE VEDONO IL SOLE IN UNO SPECCHIO, BENCHÉ NON FISSINO I LORO OCCHI IN CIELO, VEDONO IL SOLE NON MENO BENE DI QUELLI CHE GUARDANO DIRETTAMENTE L’ASTRO LUMINOSO. COSÌ ANCHE VOI, BENCHÉ LE VOSTRE FORZE NON SIANO SUFFICIENTI PER SCORGERE E CONTEMPLARE LA LUCE INACCESSIBILE, SE RITORNERETE ALLA GRAZIA ORIGINARIA TROVERETE IN VOI CIÒ CHE CERCATE. LA DIVINITÀ INFATTI È PUREZZA, È ASSENZA DI VIZI E DI PASSIONI, È LONTANANZA DA OGNI MALE. SE DUNQUE QUESTE REALTÀ SONO IN TE, DIO È SENZ’ALTRO IN TE. quando pertanto la tua anima sarà pura da ogni sorta di vizi, libera da passioni e difetti e lontana da ogni inquinamento, allora sei felice per l’acutezza e la limpidezza della vista, perché ciò che sfuggirà allo sguardo di coloro che non si sono purificati, tu invece, purificato, lo scorgerai. tolta dagli occhi spirituali l’oscurità materiale, avrai la beata visione nella pura serenità del cuore.
    E QUESTO SUBLIME SPETTACOLO IN CHE COSA CONSISTE? NELLA SANTITÀ, NELLA PUREZZA, NELLA SEMPLICITÀ, E IN TUTTI I LUMINOSI SPLENDORI DELLA NATURA DIVINA PER MEZZO DEI QUALI SI VEDE DIO.

  5. Preghiera per i sacerdoti di Paolo VI

    Signore, da’ a questi Tuoi Ministri un cuore che riassuma tutta la loro educazione e la loro preparazione e che sia cosciente della grande novità che si è prodotta nella loro vita, che si è STAMPATA NELLA LORO ANIMA.
    E che sia quindi capace di tutte queste operazioni, sentimenti nuovi che Tu domandi a chi hai eletto ad esserti Ministro del Tuo Corpo Eucaristico e del Tuo Corpo Mistico della Chiesa.
    O Signore, un cuore puro, capace di amare Te solo con la pienezza, con la gioia, con la profondità che solo Tu puoi dare, quando sei l’esclusivo, il TOTALE OGGETTO dell’amore di un cuore umano; un cuore puro che non conosce il male se non per definirlo, combatterlo e fuggirlo; un cuore puro come quello di un fanciullo, capace di entusiasmarsi e di trepidare.

    O Signore, da’ a questi Tuoi Ministri un cuore grande, aperto ai Tuoi pensieri e chiuso ad ogni meschina ambizione, ad ogni miserabile competizione umana; un cuore grande, capace di eguagliarsi al Tuo e di contenere dentro di sé le proporzioni della Chiesa, le proporzioni del mondo, capace di tutti amare, di tutti servire, di tutti essere interprete.

    E poi, o Signore, un cuore forte, pronto e disposto a sostenere ogni difficoltà, ogni tentazione, ogni debolezza, ogni noia, ogni stanchezza, e che sappia con costanza, con assiduità, con eroismo servire il Ministero che Tu affidi a questi Tuoi figli fatti identici a Te. Un cuore, insomma, o Signore, capace veramente di amare, cioè di comprendere, di accogliere, di servire, di sacrificarsi, di essere beato nel palpitare dei Tuoi sentimenti e dei Tuoi pensieri. Amen.
    (PAOLO VI)

  6. *PERCHÉ LA PREGHIERA DELLA MAMMA È COSÌ FORTE?*
    “`In Luca 7, Gesù osservò un’enorme processione funebre a Nain. Era presente l’intera città.
    Osservò i giovani uomini e donne che piangevano. Osservò i pastori e gli apostoli piangere. Osservò gli anziani piangere. Osservò i padri che piangevano. Osservò i bambini che piangevano. Ha osservato la tristezza sui volti delle persone. Nulla sembrava spostarlo, finché non vide la madre. La Bibbia dice che ebbe compassione quando la vide e immediatamente resuscitò il suo ragazzo dalla morte. (Luca 7: 12-15).
    Era il grido di una madre che muoveva il Cuore di Dio. Ancora oggi, le Madri che piangono davanti al Signore per le loro famiglie, per i loro matrimoni, per le loro case muovono il Cuore di Dio.
    Quando le Madri smettono di pregare, le loro famiglie (specialmente i loro figli) periscono. Satana trova un punto d’appoggio e inizia a distruggere la casa; eppure quando esse tornano al loro legittimo posto, come áncora della casa, le fortezze demoniache vengono demolite.
    Nei Salmi 17, 36, 57, 63 e 91 il ruolo di Dio è paragonabile a quello di una MADRE.
    Come una madre protegge, e difende i suoi figli, così anche Dio ci protegge sotto l’ombra delle sue ali. Troviamo rifugio lì e possiamo nasconderci fino a quando il pericolo è finito.
    Il ruolo di una madre è così vitale che un padre non può ricevere risposta alle sue preghiere se la disonora/non la rispetta (1 Pietro 3: 7). Oggi, come donna di casa, considera te stessa benedetta.

  7. CARI AMICI GODIAMOCI UNA SPLENDIDA PAGINA DEL BEATO AELREDO SULL’AMICIZIA VERA…

    LA VERA, PERFETTA ED ETERNA AMICIZIA
    «L’amicizia spirituale» del beato Aelredo, abate

    Quel nobilissimo fra i giovani, Giònata, non badando al blasone regale, né alla successione del regno, strinse amicizia con Davide e, mettendo sullo stesso piano dell’amore il servo e il suo sovrano, preferì a se stesso lui, scacciato dal padre, latitante nel deserto, condannato a morte, destinato ad essere trucidato, a tal punto che, umiliando se stesso ed esaltando l’altro, gli disse: Tu sarai re ed io sarò secondo dopo di te (cfr. 1 Sam 23, 17).
    O SPECCHIO GRANDE E SUBLIME DI VERA AMICIZIA! MIRABILE COSA! IL RE ERA FURIBONDO CONTRO IL SERVO E GLI ECCITAVA CONTRO, COME AD UN EMULO DEL REGNO, TUTTA LA NAZIONE. Accusando i sacerdoti di tradimento, li fa ammazzare per un solo sospetto. S’aggira per boschi, si inoltra in vallate, attraversa montagne e dirupi con bande armate. Tutti promettono di farsi vendicatori dell’indignazione del re. Solo Giònata, che unico avrebbe potuto, a maggior diritto, portargli invidia, ritenne di doversi opporre al re, di favorire l’amico, di dargli consiglio tra tante avversità e, preferendo l’amicizia al regno, dice: TU SARAI RE ED IO SARÒ SECONDO DOPO DI TE.
    E osserva come il padre del giovanetto ne eccitasse la gelosia contro l’amico, insistendo con invettive, spaventandolo con le minacce di spogliarlo del regno, ricordandogli che sarebbe stato privato dell’onore.
    Avendo infatti quegli pronunziato la sentenza di morte contro Davide, Giònata non abbandonò l’amico. Perché dovrà morire Davide? Cos’ha commesso, cos’ha fatto? Egli mise a repentaglio la sua vita ed abbatté il Filisteo e tu ne fosti felice. Perché dunque dovrebbe morire? (cfr. 1 Sam 20, 32; 19, 3). A queste parole il re, montato in furia, cercò di trafiggere Giònata alla parete con la lancia e, aggiungendo invettive e minacce, gli fece questo oltraggio: Figlio di una donna di malaffare. Io so che tu lo ami per disonore tuo e vergogna della tua madre svergognata (cfr. 1 Sam 20, 30). Poi vomitò tutto il suo veleno sul volto del giovane, ma non trascurò le parole d’incitamento alla sua ambizione, per fomentarne l’invidia e per suscitarne la gelosia e l’amarezza. Fino a quando vivrà il figlio di Iesse, disse, il tuo regno non avrà sicurezza (cfr. 1 Sam 20, 31). Chi non sarebbe rimasto scosso a queste parole, chi non si sarebbe acceso di odio? Non avrebbe forse ciò corroso, sminuito e cancellato qualsiasi amore, qualsiasi stima e amicizia?
    INVECE QUEL GIOVANE AFFEZIONATISSIMO, MANTENENDO I PATTI DELL’AMICIZIA, FORTE DAVANTI ALLE MINACCE, PAZIENTE DI FRONTE ALLE INVETTIVE, SPREGIANDO IL REGNO PER LA FEDELTÀ ALL’AMICO, DIMENTICO DELLA GLORIA, MA MEMORE DELLA STIMA, DISSE: TU SARAI RE ED IO SARÒ SECONDO DOPO DI TE. QUESTA È LA VERA, PERFETTA, SALDA ED ETERNA AMICIZIA, CHE L’INVIDIA NON INTACCA, IL SOSPETTO NON SMINUISCE, L’AMBIZIONE NON RIESCE A ROMPERE. MESSA ALLA PROVA NON VACILLÒ, BERSAGLIATA NON CADDE, BATTUTA IN BRECCIA DA TANTI INSULTI RIMASE INFLESSIBILE, PROVOCATA DA TANTE INGIURIE RESTÒ INCROLLABILE. «VA’, DUNQUE, E FA’ ANCHE TU LO STESSO» (LC 10, 37).

    R. Un amico fedele è una protezione potente.
    * Chi lo trova, trova un tesoro.
    V. Chi teme il Signore, avrà buone amicizie;
    come uno è, così sarà il suo amico.
    R. Chi lo trova, trova un tesoro.

  8. IL CRISTIANO È UN ALTRO CRISTO san Gregorio di Nissa, vescovo

    PAOLO HA CONOSCIUTO CHI È CRISTO MOLTO PIÙ A FONDO DI TUTTI E CON LA SUA CONDOTTA HA DETTO CHIARAMENTE COME DEVE ESSERE COLUI CHE DA CRISTO HA PRESO IL SUO NOME. Lo ha imitato con tanta accuratezza da mostrare chiaramente in se stesso i lineamenti di Cristo e trasformare i sentimenti del proprio cuore in quelli del cuore di Cristo, tanto da non sembrare più lui a parlare. PAOLO PARLAVA, MA ERA CRISTO CHE PARLAVA IN LUI. SENTIAMO DALLA SUA STESSA BOCCA COME AVESSE CHIARA COSCIENZA DI QUESTA SUA PREROGATIVA: «VOI VOLETE UNA PROVA DI COLUI CHE PARLA IN ME, CRISTO» (CFR. 2 COR 13, 3) E ANCORA: «NON SONO PIÙ IO CHE VIVO, MA CRISTO VIVE IN ME» (Gal 2, 20).
    Egli ci ha mostrato quale forza abbia questo nome di Cristo, quando ha detto che è LA FORZA E LA SAPIENZA DI DIO, QUANDO LO HA CHIAMATO PACE E LUCE INACCESSIBILE, SPLENDORE DELLA GLORIA E IMMAGINE DELLA SOSTANZA DIVINA, CREATORE DEI SECOLI, CIBO E BEVANDA SPIRITUALE, PIETRA E ACQUA, FONDAMENTO DELLA FEDE, PIETRA ANGOLARE, IMMAGINE DEL DIO INVISIBILE, CAPO DEL CORPO DELLA CHIESA, PRINCIPIO DELLA NUOVA CREAZIONE, PRIMIZIA DI COLORO CHE SI SONO ADDORMENTATI, ESEMPLARE DEI RISORTI E PRIMOGENITO FRA MOLTI FRATELLI, MEDIATORE TRA DIO E GLI UOMINI, FIGLIO UNIGENITO CORONATO DI ONORE E DI GLORIA, SIGNORE DELLA GLORIA E PRINCIPIO DI OGNI COSA, RE DI GIUSTIZIA, E INOLTRE RE DELLA PACE, RE DI TUTTI I RE, CHE HA IL POSSESSO DI UN REGNO NON LIMITATO DA ALCUN CONFINE.
    Lo ha designato con queste e simili denominazioni, tanto numerose che non è facile contarle. Se tutte queste espressioni si raffrontassero fra loro e si cogliesse il significato di ognuna di esse, ci mostrerebbero la forza mirabile del nome di Cristo e della sua maestà, che non può essere spiegata con parole. CI SVELEREBBERO PERÒ SOLO QUANTO PUÒ ESSERE COMPRESO DAL NOSTRO CUORE E DALLA NOSTRA INTELLIGENZA.
    LA BONTÀ DEL SIGNORE NOSTRO, DUNQUE, CI HA RESI PARTECIPI DI QUESTO NOME CHE È IL PRIMO E PIÙ GRANDE E PIÙ DIVINO FRA TUTTI, E NOI, FREGIATI DEL NOME DI CRISTO, CI DICIAMO «CRISTIANI». Ne consegue necessariamente che tutti i concetti compresi in questo vocabolo, SI POSSONO UGUALMENTE VEDERE ESPRESSI IN QUALCHE MODO NEL NOME CHE PORTIAMO NOI. E PERCHÉ ALLORA NON SEMBRI CHE CI CHIAMIAMO FALSAMENTE «CRISTIANI» È NECESSARIO CHE LA NOSTRA VITA NE OFFRA CONFERMA E TESTIMONIANZA.

  9. Su un vecchio libro di una scuola elementare , oggi ho letto una storiella : mi ha fatto sorridere e pensare ai ” carichi ” della vita , a quei carichi che anche se a volte ” pane di lacrime ” possono diventare ponti e aiuto – e non ostacolo – per volare alto .
    Il corvo e il gabbiano
    Un giorno il corvo e il gabbiano decisero di fare una gara . Avrebbe vinto chi volava più in alto , portando con le zampine un piccolo carico. Il corvo pensò che SE IL CARICO ERA LEGGERO , AVREBBE FATTO MENO FATICA a volare . E perciò prese alcuni fiocchi di cotone .
    Il gabbiano , PRIMA DI DECIDERSI nella scelta , GUARDO’ il cielo . E vide che era carico di nuvoloni neri . Allora portò con sé un sacchettino di sale.
    Poco dopo , mentre volavano , cominciò a piovere .
    Il cotone del corvo si gonfiò e divenne pesante . Invece , con l’acqua , il sale del gabbiano si sciolse . Il gabbiano perciò POTE’ VOLARE PIU’ IN ALTO .

  10. P R E G H I E R A ALLA VERGINE DEL SORRISO PER CHI SOFFRE DI DEPRESSIONE S. Teresina è stata guarita dal sorriso della Vergine.
    O Maria, Madre di Gesù e madre nostra,
    che con un chiaro sorriso vi siete degnata di consolare
    e curare vostra figlia Santa Teresina del Bambin Gesù dalla depressione, restituendole la gioia di vivere e il senso della sua vita in Cristo Risorto, guardate con affetto materno ai figli e figlie che soffrono di depressione e mali psicosomatici.
    Gesù Cristo curi e dia senso alla vita di tante persone
    la cui esistenza a volte è deteriorata.
    Maria, il vostro bel sorriso non lasci che le difficoltà della vita oscurino la nostra anima. Sappiamo che solo vostro figlio Gesù può soddisfare le ansie più profonde del nostro cuore.
    Maria, attraverso la luce che sboccia dal vostro volto
    traspare la misericordia di Dio.
    Il vostro sguardo ci accarezzi e ci convinca che Dio ci ama e non ci abbandona mai, e la vostra tenerezza rinnovi in noi l’autostima, la fiducia nelle nostre capacità,
    l’interesse per il futuro e il desiderio di vivere felici.
    I familiari di quanti soffrono di depressione
    aiutino nel processo di guarigione, non considerandoli mai
    attori della malattia con interessi di comodo,
    ma li valorizzino, li ascoltino, li comprendano e li esortino.
    Vergine del Sorriso, ottenete per noi da Gesù la vera cura
    e liberateci da sollievi temporanei e illusori.
    Curati, ci impegniamo a servire con gioia,
    Gesù come discepoli missionari, con la nostra testimonianza di vita rinnovata. Amen.

  11. ” I PEZZI SCARTATI ”
    Ogni volta che ti senti deluso della tua posizione nella vita,
    pensa al piccolo LEONARDO.
    LEONARDO faceva le prove di una parte nella recita della scuola.
    Ci teneva tantissimo a parteciparvi, ma la mamma temeva
    che non sarebbe stato scelto.
    Il giorno in cui si annunciavano le parti, andò a prenderlo a scuola.
    LEONARDO LE CORSE INCONTRO CON GLI OCCHI CHE GLI BRILLAVANO
    PER L’ORGOGLIO E L’EMOZIONE.
    ” INDOVINA, MAMMA ” urlò , e poi disse quelle parole che rimangono
    per tutti una lezione. ” SONO STATO SCELTO PER APPLAUDIRE “.
    Nella CREAZIONE di DIO NON CI SONO ” SCARTI “.
    (B. FERRERO)

  12. VOCE DI CHI GRIDA NEL DESERTO

    LA CHIESA FESTEGGIA LA NATIVITÀ DI GIOVANNI, ATTRIBUENDOLE UN PARTICOLARE CARATTERE SACRO. DI NESSUN SANTO, INFATTI, NOI CELEBRIAMO SOLENNEMENTE IL GIORNO NATALIZIO; CELEBRIAMO INVECE QUELLO DI GIOVANNI E QUELLO DI CRISTO. GIOVANNI PERÒ NASCE DA UNA DONNA AVANZATA IN ETÀ E GIÀ SFIORITA. CRISTO NASCE DA UNA GIOVINETTA VERGINE. IL PADRE NON PRESTA FEDE ALL’ANNUNZIO SULLA NASCITA FUTURA DI GIOVANNI E DIVENTA MUTO. LA VERGINE CREDE CHE CRISTO NASCERÀ DA LEI E LO CONCEPISCE NELLA FEDE.
    Sembra che Giovanni sia posto come un confine fra due Testamenti, l’Antico e il Nuovo. Infatti che egli sia, in certo qual modo, un limite lo dichiara lo stesso Signore quando afferma: «LA LEGGE E I PROFETI FINO A GIOVANNI» (Lc 16, 16). Rappresenta dunque in sé la parte dell’Antico e l’annunzio del Nuovo. Infatti, per quanto riguarda l’Antico, nasce da due vecchi. Per quanto riguarda il Nuovo, viene proclamato profeta già nel grembo della madre. Prima ancora di nascere, Giovanni esultò nel seno della madre all’arrivo di Maria. Già da allora aveva avuto la nomina, prima di venire alla luce. Viene indicato già di chi sarà precursore, prima ancora di essere da lui visto. Questi sono fatti divini che sorpassano i limiti della pochezza umana. Infine nasce, riceve il nome, si scioglie la lingua del padre. Basta riferire l’accaduto per spiegare l’immagine della realtà.
    ZACCARIA TACE E PERDE LA VOCE FINO ALLA NASCITA DI GIOVANNI, PRECURSORE DEL SIGNORE, E SOLO ALLORA RIACQUISTA LA PAROLA. CHE COSA SIGNIFICA IL SILENZIO DI ZACCARIA SE NON LA PROFEZIA NON BEN DEFINITA, E PRIMA DELLA PREDICAZIONE DI CRISTO ANCORA OSCURA? SI FA MANIFESTA ALLA SUA VENUTA. DIVENTA CHIARA QUANDO STA PER ARRIVARE IL PREANNUNZIATO. IL DISCHIUDERSI DELLA FAVELLA DI ZACCARIA ALLA NASCITA DI GIOVANNI È LO STESSO CHE LO SCINDERSI DEL VELO NELLA PASSIONE DI CRISTO. SE GIOVANNI AVESSE ANNUNZIATO SE STESSO, NON AVREBBE APERTO LA BOCCA A ZACCARIA. SI SCIOGLIE LA LINGUA PERCHÉ NASCE LA VOCE. INFATTI A GIOVANNI, CHE PREANNUNZIAVA IL SIGNORE, FU CHIESTO: «CHI SEI TU?» (GV 1, 19). E RISPOSE: «IO SONO VOCE DI UNO CHE GRIDA NEL DESERTO» (GV 1, 23). VOCE È GIOVANNI, MENTRE DEL SIGNORE SI DICE: «IN PRINCIPIO ERA IL VERBO» (GV 1, 1). GIOVANNI È VOCE PER UN PO’ DI TEMPO; CRISTO INVECE È IL VERBO ETERNO FIN DAL PRINCIPIO.

  13. IL MIO NOME È IO SONO
    STAVO RIMPIANGENDO IL PASSATO E TEMENDO IL FUTURO.
    IMPROVVISAMENTE IL MIO SIGNORE PARLÒ:
    “IL MIO NOME È IO SONO”.
    DIO FECE UNA PAUSA.
    ATTESI. DIO CONTINUÒ:
    QUANDO VIVI NEL PASSATO CON I TUOI ERRORI E RIMPIANTI, È DURO.
    IO NON SONO LÌ. IL MIO NOME NON È IO ERO.
    QUANDO VIVI NEL FUTURO CON I TUOI PROBLEMI E TIMORI, È DURO.
    IO NON SONO LÌ. LL MIO NOME NON È IO SARÒ.
    QUANDO VIVI IN QUESTO MOMENTO NON È DURO.
    IO SONO QUI. IL MIO NOME È IO SONO.

  14. BISOGNA PREGARE NON SOLTANTO CON LE PAROLE, MA ANCHE CON I FATTI
    di san Cipriano, vescovo e martire

    Quale meraviglia, fratelli dilettissimi, se il «Padre nostro» è la preghiera che ci ha insegnato Dio? Egli col suo insegnamento ha compendiato ogni nostra preghiera in queste parole di salvezza. Questo era già stato predetto tramite il profeta Isaia, quando pieno di Spirito Santo aveva parlato della maestà e della misericordia di Dio e della parola che tutto contiene e tutto riassume in chiave di salvezza. Il profeta aveva anche affermato che Dio si sarebbe rivolto a tutta la terra con piccole frasi pregnanti. E, in effetti, quando la Parola di Dio, cioè nostro Signore Gesù Cristo, venne a tutti gli uomini, e quando, radunati insieme i dotti e gli ignoranti, ebbe divulgato a ogni sesso e a ogni età i precetti di salvezza, FECE UN GRANDE COMPENDIO DEI SUOI PRECETTI, PERCHÉ LA MEMORIA DEI DISCEPOLI NON SI AFFATICASSE NELLA DOTTRINA CELESTE, MA IMPARASSE SUBITO CIÒ CHE ERA NECESSARIO ALLA SEMPLICE FEDE.
    Così, insegnando che cosa sia la vita eterna, racchiuse con grande e divina brevità il mistero della vita, dicendo: «QUESTA È LA VITA ETERNA: CHE CONOSCANO TE, L’UNICO E VERO DIO, E COLUI CHE HAI MANDATO, GESÙ CRISTO» (GV 17, 3). SIMILMENTE, VOLENDO STRALCIARE DALL’INSIEME DELLA LEGGE E DEI PROFETI I PRECETTI PRINCIPALI E FONDAMENTALI, DISSE: ASCOLTA, ISRAELE: IL SIGNORE TUO DIO È L’UNICO DIO; E ANCORA: AMERAI IL SIGNORE TUO DIO CON TUTTO IL CUORE, CON TUTTA LA TUA ANIMA E CON TUTTA LA TUA FORZA. QUESTO È IL PRIMO PRECETTO, E IL SECONDO È SIMILE A QUESTO: AMERAI IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO. IN QUESTI DUE PRECETTI È RACCHIUSA TUTTA LA LEGGE E I PROFETI (cfr. Mc 12, 29-31). E di nuovo: Tutti quei beni che volete che gli uomini facciano a voi, fateli anche voi a loro. Questa è infatti la legge e i profeti (cfr. Mt 7, 12).
    DIO CI HA INSEGNATO A PREGARE NON SOLTANTO A PAROLE, MA ANCHE CON I FATTI, PREGANDO E SUPPLICANDO EGLI STESSO FREQUENTEMENTE E DIMOSTRANDO CON LA TESTIMONIANZA DEL SUO ESEMPIO CHE COSA DOBBIAMO FARE ANCHE NOI, COME STA SCRITTO: EGLI POI SI RITIRÒ IN LUOGHI DESERTI E PREGÒ (CFR. LC 5, 16); E ANCORA: SALÌ SUL MONTE A PREGARE, E PASSÒ LA NOTTE NELLA PREGHIERA A DIO (CFR. LC 6, 12).
    CERTO IL SIGNORE PREGAVA E INTERCEDEVA NON PER SÉ – CHE COSA INFATTI DEVE DOMANDARE PER SÉ UN INNOCENTE? – MA PER I NOSTRI PECCATI. LO DICHIARA EGLI STESSO QUANDO DICE RIVOLTO A PIETRO: «ECCO, SATANA VI HA CERCATO PER VAGLIARVI COME IL GRANO; MA IO HO PREGATO PER TE, CHE NON VENGA MENO LA TUA FEDE» (LC 22, 31-32). E DOPO QUESTO SUPPLICA IL PADRE PER TUTTI, DICENDO: «NON PREGO SOLO PER QUESTI, MA ANCHE PER QUELLI CHE PER LA LORO PAROLA CREDERANNO IN ME; PERCHÉ TUTTI SIANO UNA SOLA COSA. COME TU, PADRE, SEI IN ME E IO IN TE, SIANO ANCH’ESSI IN NOI UNA COSA SOLA» (GV 17, 20-21).
    GRANDE FU LA BONTÀ DI DIO PER LA NOSTRA SALVEZZA, GRANDE LA SUA MISERICORDIA! EGLI NON SI ACCONTENTÒ DI REDIMERCI COL SUO SANGUE, MA IN PIÙ VOLLE ANCORA PREGARE PER NOI. E GUARDATE QUALE FU IL SUO DESIDERIO MENTRE PREGAVA: CHE COME IL PADRE E IL FIGLIO SONO UNA COSA SOLA; COSÌ ANCHE NOI RIMANIAMO NELLA STESSA UNITÀ.

  15. CHIAMATI ALLA SANTITÀ …IL SEGRETO DI MARIA
    San Luigi Maria Grignion de Montfort

    ANIMA, VIVA IMMAGINE DI DIO E RISCATTATA DAL SANGUE PREZIOSO DI GESÙ CRISTO, LA VOLONTÀ DI DIO SU DI TE È CHE DIVENTI SANTA COME LUI IN QUESTA VITA E GLORIOSA COME LUI NELL’ALTRA.

    Acquisire la santità di Dio è la tua vocazione assicurata; e là devono tendere tutti i tuoi pensieri, le parole e le azioni, le sofferenze e tutti i movimenti della tua vita; se no, tu resisti a Dio, non facendo ciò per cui ti ha creata e ti conserva in vita.

    OH! CHE OPERA AMMIRABILE! LA POLVERE CAMBIATA IN LUCE, LA SOZZURA IN PUREZZA, IL PECCATO IN SANTITÀ, LA CREATURA NEL CREATORE E L’UOMO IN DIO! OH OPERA AMMIRABILE! Lo ripeto, ma opera difficile in se stessa e impossibile alla sola natura; solo Dio può realizzarla, con una grazia ed una grazia abbondante e straordinaria; e la creazione di tutto l’universo non è un capolavoro più grande di questo…

    ANIMA, COME FARAI? CHE MEZZI SCEGLIERAI PER SALIRE DOVE DIO TI CHIAMA? Tutti conoscono i mezzi per la salvezza e la santità, sono segnati nel Vangelo, sono spiegati dai maestri della vita spirituale, sono praticati dai santi e necessari a tutti coloro che vogliono salvarsi e arrivare alla perfezione; sono: L’UMILTÀ DEL CUORE, LA PREGHIERA CONTINUA, LA MORTIFICAZIONE, L’ABBANDONO ALLA DIVINA PROVVIDENZA, LA CONFORMITÀ ALLA VOLONTÀ DI DIO.

  16. “A MARE SI GIOCA”… scritta da Nino Frassica e Tony Canto per raccontare a bambini e adulti la tragedia dei migranti di Lampedusa.

    A MARE SI GIOCA

    “Si possono fare i castelli di sabbia
    si può stare sotto l’ombrellone a fare le parole crociate
    si può giocare con le racchette e la pallina
    si possono fare volare gli aquiloni
    e si può scrivere il proprio nome sulla sabbia
    a mare …si gioca.

    Si possono fare le gite con il canotto
    si può prendere un materassino e fare il bagno con il bambino
    gli puoi mettere i braccioli, la maschera,
    e poi quando esce dall’acqua starci insieme,
    e giocare con lui, con la paletta e il secchiello
    perché… a mare si gioca.

    A mare si gioca
    i gabbiani lo sanno,
    infatti volano a pelo d’acqua…e urlano
    e poi salgono su su altissimi… e fanno finta di essere delle nuvole;
    i pescatori sono loro amici e gli lanciano i pesci,
    e loro ricambiano riempiendo di allegria bianca
    i quadri, i cieli, le acque e la vita
    a mare si gioca, giocano tutti!

    Si può giocare al “gioco dello scafo”:
    si sale tutti su un gommone
    fino a riempirlo all’inverosimile;
    quando quello che porta il gommone, che comanda,
    dice di buttarsi tutti a mare
    …ci si butta a mare,
    è …”un gioco”
    Quando io ero giovane lavoravo nella guardia costiera, a Lampedusa,
    quante cose che ho visto!
    Una volta mentre giravamo abbiamo visto 366 delfini impigliati nelle reti,
    erano scappati dalle acque dove erano nati,
    forse per fame, forse perché c’era una guerra sottomarina tra pesci,
    noi li abbiamo liberati tutti dalle reti e li abbiamo visti nuotare velocissimi,
    saltare fuori dall’acqua e inseguirsi…giocavano!
    A mare si gioca, si gioca!

    Ci sono bambini
    che giocano a stare …immobili con la faccia in acqua,
    senza respirare, perché tanto lo sanno
    che sta per arrivare …la mano forte del Papà
    che “LI PRENDERA’ E LI FARA’ GIOCARE”.

  17. DIMMI CHE NON SARÀ LA MORTE
    (Donata Doni)
    SARÀ COME INCONTRARTI
    PER LE STRADE DI GALILEA
    e sentire il battito di luce delle tue pupille divine
    riscaldare il mio volto.
    SARÀ LA TUA MANO A PRENDERE LA MIA
    con un gesto d’amore ignoto alla mia carne.
    Dimmi che non sarà la morte, ma soltanto
    UN RITROVO
    DI AMICI SEPARATI DA CATENE D’ESILIO.
    Dimmi che non saranno paludi d’ombra
    a sommergermi, né acque profonde a travolgermi.
    SOLO IL TUO VOLTO,
    SOLO IL TUO INCONTRO, SIGNORE.

  18. 21 giugno 2017 alle 07:59
    Dalla «Lettera alla madre» di san Luigi Gonzaga
    Canterò senza fine le grazie del Signore
    Io invoco su di te, mia signora, il dono dello Spirito Santo e consolazioni senza fine. Quando mi hanno portato la tua lettera, mi trovavo ancora in questa regione di morti. Ma facciamoci animo e puntiamo le nostre aspirazioni verso il cielo, dove loderemo Dio eterno nella terra dei viventi. Per parte mia avrei desiderato di trovarmici da tempo e, sinceramente, speravo di partire per esso già prima d’ora.
    La carità consiste, come dice san Paolo, nel «rallegrarsi con quelli che sono nella gioia e nel piangere con quelli che sono nel pianto». Perciò, madre illustrissima, devi gioire grandemente perché, per merito tuo, Dio mi indica la vera felicità e mi libera dal timore di perderlo. Ti confiderò, o illustrissima signora, che meditando la bontà divina, mare senza fondo e senza confini, la mia mente si smarrisce. NON RIESCO A CAPACITARMI COME IL SIGNORE GUARDI ALLA MIA PICCOLA E BREVE FATICA E MI PREMI CON IL RIPOSO ETERNO E DAL CIELO MI INVITI A QUELLA FELICITÀ CHE IO FINO AD ORA HO CERCATO CON NEGLIGENZA E OFFRA A ME, CHE ASSAI POCHE LACRIME HO SPARSO PER ESSO, QUEL TESORO CHE È IL CORONAMENTO DI GRANDI FATICHE E PIANTO. O illustrissima signora, guàrdati dall’offendere l’infinita bontà divina, piangendo come morto chi vive al cospetto di Dio e che con la sua intercessione può venire incontro alle tue necessità molto più che in questa vita. LA SEPARAZIONE NON SARÀ LUNGA. CI RIVEDREMO IN CIELO E INSIEME UNITI ALL’AUTORE DELLA NOSTRA SALVEZZA GODREMO GIOIE IMMORTALI, lodandolo con tutta la capacità dell’anima e cantando senza fine le sue grazie. Egli ci toglie quello che prima ci aveva dato solo per riporlo in un luogo più sicuro e inviolabile e per ornarci di quei beni che noi stessi sceglieremmo.
    Ho detto queste cose solo per obbedire al mio ardente desiderio che tu, o illustrissima signora, e tutta la famiglia, consideriate la mia partenza come un evento gioioso. E tu continua ad assistermi con la tua materna benedizione, mentre sono in mare verso il porto di tutte le mie speranze. Ho preferito scriverti perché niente mi è rimasto con cui manifestarti in modo più chiaro l’amore ed il rispetto che, come figlio, devo alla mia madre.

  19. CHI DIEDE LA VITA, INSEGNÒ ANCHE A PREGARE Dal trattato sul «Padre nostro» di san Cipriano, vescovo e martire
    Dio volle che molte cose fossero dette e ascoltate per mezzo dei profeti, suoi servi. MA IMMENSAMENTE PIÙ SUBLIMI SONO LE REALTÀ CHE COMUNICA ATTRAVERSO IL SUO FIGLIO…EGLI FRA GLI ALTRI SALUTARI SUOI AMMONIMENTI E DIVINI PRECETTI, CON I QUALI VENNE IN AIUTO AL SUO POPOLO PER LA SALVEZZA, DIEDE ANCHE LA NORMA DELLA PREGHIERA, CI SUGGERÌ E INSEGNÒ QUEL CHE DOVEVAMO DOMANDARE. Colui che ha dato la vita, ha insegnato anche a pregare, con la stessa benevolenza con la quale sì è degnato di dare e fornire tutto il resto; e ciò perché parlando noi al Padre con la supplica e l’orazione che il Figlio insegnò, fossimo più facilmente ascoltati.
    QUALE PREGHIERA AL PADRE PUÒ ESSERE PIÙ VERA DI QUELLA CHE È STATA PROFERITA DALLA BOCCA DEL FIGLIO, CHE È VERITÀ? PREGHIAMO, DUNQUE, FRATELLI, COME DIO, NOSTRO MAESTRO, CI HA INSEGNATO. E` PREGHIERA AMICA E FAMILIARE PREGARE DIO CON LE SUE PAROLE, FAR SALIRE AI SUOI ORECCHI LA PREGHIERA DI CRISTO. RICONOSCA IL PADRE LE PAROLE DEL FIGLIO SUO QUANDO PREGHIAMO; EGLI CHE ABITA DENTRO IL NOSTRO CUORE, SIA ANCHE NELLA NOSTRA VOCE. E POICHÉ È NOSTRO AVVOCATO PRESSO IL PADRE, USIAMO LE PAROLE DEL NOSTRO AVVOCATO, QUANDO, COME PECCATORI, SUPPLICHIAMO PER I NOSTRI PECCATI. SE EGLI HA DETTO CHE QUALUNQUE COSA CHIEDEREMO AL PADRE NEL SUO NOME CI SARÀ DATA, IMPETREREMO PIÙ EFFICACEMENTE QUEL CHE DOMANDIAMO IN NOME DI CRISTO, SE LO DOMANDEREMO CON LA SUA PREGHIERA.

  20. E’ affascinante la natura… sono cresciuta ascoltando i suoi “rumori” da molto vicino visto che le mie conversazioni silenziose erano con ….gli alberi i cui rami mi sostenevano come braccia, sussurrando agli orecchi dell’anima parole senza vocaboli …mi rassicuravano . povere foglie che agitate dai venti cadevano a terra, silenziose; mentre di quelle ancora attaccate ai rami si udiva lo stormire, era un pianto di paura e di dolore …x la separazione di quelle che erano cadute dalle braccia dei rami, x trasformarsi e divenire un tutt’uno con la terra e rinascere. Poi il fiume, e il canto della sua acqua frasca verde e trasparente dove fissavo lo sguardo x interi pomeriggi e alla quale affidavo i miei mesti arcani pensieri. Volevo scriverti su quel <> che mi colpisce particolarmente …

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