Cari amici, quest’anno gli AUGURI  non vorrei farveli io con le solite e un pò scontate parole di circostanza… Per questo ho chiesto aiuto  a 6  illustri  PERSONAGGI che mi hanno rilasciato una “INTERVISTA” in esclusiva di cui  vi riporto le prime righe…una specie di ”Apericena”  per farvi venire l’appetito.  E accogliere  un caldo INVITO a ciascuno di voi e alle vostre famiglie a concedervi un pò di tempo di silenzio e di pace per vivere in modo veramente ALTERNATIVO gli ultimi giorni dell’anno. Vi  aspetta GESÙ, IL FESTEGGIATO  e  vi aspettiamo anche noi di Villa S. Biagio… Fraternamente dv

1. GIUSEPPE IN LINEA   Quando sento parlare delle vostre feste natalizie, mi viene un poco da sorridere. Perché davvero non mi ci ritrovo molto, io che ho  vissuto quel primo ed unico Natale di 2000 anni fa. Vincendo la mia naturale ritrosia a parlare, voglio raccontarvi come andarono veramente le cose. Del resto raccontare di me, significa parlare di Maria e di Gesù. La mia vita è stata legata alla loro. Fin dal principio. Ero un giovane poco più che ventenne, ma già avevo un lavoro. Mio padre mi aveva insegnato l’arte del falegname. Mi piaceva. E,  devo ammetterlo, alcuni lavoretti mi riuscivano anche bene. Erano apprezzati  e ben retribuiti. Potevo ormai pensare a formarmi una famiglia. Da tempo avevo messo gli occhi su Maria, una ragazza di qualche anno più giovane di me. Era bella, Maria. Soprattutto era molto buona. Mi era bastato vederla una volta per sentire che la  mia vita sarebbe stata legata alla sua. Per sempre. Per questo un giorno mi feci coraggio e…( CONTINUA … RITIRO FINE ANNO 27 – 30 DIC. )

2. STEFANO IN LINEA: Libera rielaborazione  (Atti 6,1ss; Lc 2, 14; Gv 14,1s) 

 Come tutti sanno,  la mia festa  è  il 26 di Dicembre. Uno stesso “clima natalizio” avvolge la nascita di Gesù qui in terra e  la mia nascita al cielo, il mio martirio. Mi sento onorato di questo accostamento. E ne ringrazio sempre il Signore. Io non l’ho conosciuto durante la sua vita terrena. Sono nato fuori della Palestina. Un anno recandomi a Gerusalemme per la festa di Pentecoste, fui spettatore di cose meravigliose. Alcuni uomini semplici e senza cultura, si misero a parlare di Gesù con grande entusiasmo.  Erano Ebrei come noi. Ma avevano vissuto  con Lui per  tre anni. Ne erano rimasti affascinati  Cominciai a frequentare la comunità cristiana di Gerusalemme. Conquistato non tanto dalle loro parole quanto dalla loro vita. Ebrei e pagani,  schiavi e liberi, uomini e donne, per la prima volta li vedevo vivere insieme.  Volendosi bene e  condividendo ogni cosa. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano  insieme e tenevano ogni cosa in comune;  chi aveva proprietà e  sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di  ciascuno. …( CONTINUA… RITIRO FINE ANNO 27 – 30 DIC. )

3.  BARNABA IN LINEA  (Libera rielaborazione da ATTI)

Sono nato nell’isola di Cipro. I miei genitori,  alla loro morte,  mi lasciarono fertili terre che ho coltivato con passione,  per lunghi anni. Il lavoro dei campi  mi ha confermato in una innata tendenza  alla mitezza. Mi piace essere conciliante e positivo con le persone, valorizzandone i doni e incoraggiando sempre.  Forse per questo gli Apostoli, dopo un poco che stavo con loro, mi cambiarono nomeGiuseppe, soprannominato dagli apostoli Barnaba, che  significa “figlio dell’esortazione”, un levita originario di Cipro,  che  era padrone di un campo, lo vendette e ne consegnò l’importo  deponendolo ai piedi degli apostoli. Venuto a conoscenza dell’insegnamento di Gesù, me  ne innamorai a tal punto che  volli prendere alla lettera il suo invito al giovane ricco:  “Va vendi quello che hai, dallo ai poveri, poi vieni e seguimi” Feci proprio così. E, recatomi a Gerusalemme per la Pasqua, vi restai per sempre. Fu una  liberazione per la mia vita. Potevo dedicarmi totalmente,   alla nuova fede e ai poveri  che, numerosi, ogni giorno venivano a chiedere aiuto materiale e una parola di conforto. Un giorno notai  nella comunità un nuovo arrivato…   ( CONTINUA… RITIRO FINE ANNO 27 – 30 DIC. )

4. S.  PAOLO VI:  IL SUO TESTAMENTO 

E’ giunto il tempo di sciogliere le vele (2 Tim. 4,6). Vedo che la considerazione prevalente si fa estremamente personale: io, chi sono? che cosa resta di me? dove vadoL’ora viene. Da qualche tempo ne ho il presentimento. Più ancora che la stanchezza fisica, il dramma delle mie responsabilità sembra suggerire come soluzione provvidenziale  il mio esodo da questo mondo. Ma, in ogni snodo, sembra che il congedo debba esprimersi in un grande e semplice atto di riconoscenza, anzi di gratitudine: questa vita mortale è, nonostante i  suoi travagli, i suoi oscuri misteri, le sue sofferenze, la sua fatale caducità, un fatto bellissimo, un prodigio sempre originale e commovente, un avvenimento degno d’essere cantato in gaudio e in gloria: la vita, la vita dell’uomo. questo mondo immenso, misterioso, magnifico, questo universo dalle mille bellezze, dalle mille profondità. è un panorama, incantevole. Perché non ho studiato abbastanza, esplorato, ammirato la stanza nella quale la vita si svolge? ( CONTINUA… RITIRO FINE ANNO 27 – 30 DIC. )

5. S. LUIGI ORIONE :La sua carità nascosta …(Ignazio Silone)  

“Avevo circa vent’anni e facevo il giornalista in un periodico molto avversato… vivevo miseramente alla insaputa di tutti. Il giorno di Natale andai in una trattoria, ma alla fine il conto superò la cifra in mio possesso. L’oste volle il mio consunto impermeabile come pegno per il resto della somma. Pioveva. Uscito, ricordai che pochi giorni prima avevo visto Don Orione passare in carrozzella. Decisi di recarmi a cercarlo a Sant’Anna. Il portiere non voleva farmi entrare. Insistetti e mentre confabulavo con il portiere, Don Orione scese e dopo avermi salutato ficcò una mano in tasca e poi mise in mano a me una somma di poco superiore a quanto dovevo pagare. Cosa singolare il gesto di Don Orione, al quale fino a quel giorno mai avevo chiesto denaro”. (I. Silone)  ( CONTINUA… RITIRO FINE ANNO 27 – 30 DIC. )

6.  BENEDETTO XVI:  DA “GESU’ DI NAZARET”

Questo libro non è assolutamente un atto magisteriale, ma è unicamente espressione della mia ricerca personale del “volto del Signore” (Sal 27, 8). Al libro su Gesù sono giunto dopo un lungo cammino interiore…  Io ho fiducia nei Vangeli:  Per la mia presentazione di Gesù questo significa anzitutto che io ho fiducia nei Vangeli. Ho voluto fare il tentativo di presentare il Gesù dei Vangeli come il vero Gesù, come il “Gesù storico” nel vero senso della espressione. Io ritengo che proprio questo Gesù – quello dei Vangeli – sia una figura storicamente sensata e convincenteSolo se era successo qualcosa di straordinario, se la figura e le parole di Gesù superavano radicalmente tutte le speranze e le aspettative dell’epoca, si spiegano la sua crocifissione e la sua efficacia. Lo scopo principale dell’opera? Favorire nel lettore la crescita di un vivo rapporto con Gesù Cristo.

PROGRAMMA COMPLETO:

 17 – 24 DICEMBRE: Novena di Natale in famiglia con brani tratti da “Gesù di Nazarethdi BENEDETTO XVI vedi ogni giorno in sito:  www.sanbiagiofano.it

 LUNEDI 17 DICEMBRE:  H. 19 –21: RITIRO LAICI ORIONINI

LUNEDÌ 24 DICEMBRE:  MESSA  DI   MEZZANOTTE

 La

 bontà

vince sempre

l’amore vince l’odio;

il  bene vince il male;

Tutto l’odio,  tutto il male,

tutte  le  tenebre  di  questo  mondo,

che sono mai davanti alla luce di questa

notte di Natale?  Nulla! Davanti a Gesù

e a Gesù Bambino, sono proprio un nulla!

Tutto passa:

 solo Cristo resta!

E’ Dio e resta!

Gesù resta e vince,

ma nella  misericordia

(S. Luigi  Orione)

  MARTEDÌ  25   S. NATALEORE 10.30:  S. MESSA   SOLENNE 

Al termine bacio del Bambino – Canti e musiche di Natale 

  •  MERCOLEDÌ  26: S. STEFANOORE 10.30   MESSA 
  •  27 – 30 DICEMBRE:  RITIRO DI FINE ANNO (inizia alle ore 18 del 27 Dic.) “Dio è più grande del nostro cuore” – PRIMA LETTERA DI  GIOVANNI –   “Insegnaci a contare i nostri giorni”  –SALMI SAPIENZIALI 

 31 DICEMBRE  2018:  

– H.16… Pomeriggio di “deserto”… silenzio e preghiera

 H. 20:  S. MESSA –  Te Deum di Ringraziamento

– H. 21 – 24: CAPODANNO ALTERNATIVO

per singoli e famiglie!

Info e Prenotazioni:   donalesiani@gmail.com   

 333.8890862 – 3452657330  – 3383506532

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TUTTA  BELLA  SEI  MARIA… 

Per la nostra riflessione e preghiera:

PIENA DI GRAZIA:  E’ IL SUO NOME NUOVO: “Il messaggero saluta Maria come “Piena di grazia”: la chiama così come se fosse questo il suo vero nome; non la chiama col nome che le è proprio: Myriam(= Maria), ma con questo nome nuovo: piena di grazia”                              

LA RISPOSTA DI MARIA:  NELLA PENOMBRA DELLA FEDE: “Maria che si è trovata al centro di quelle “inaccessibili vie” di Dio, vi si conforma nella penombra della fede, accettando pienamente e con cuore aperto tutto ciò che è disposto nel disegno divino”

CON UNA PARTICOLARE FATICA DEL CUORE: “Non è difficile notare in questo inizio una particolare fatica del cuore, unita a una sorte di “notte della fede”- quasi un “velo” attraverso il quale bisogna accostarsi all’Invisibile e vivere nell’intimità col mistero”

INTERCEDE PER NOI PELLEGRINANTI:  “Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora pellegrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata”

SPERIAMO IN UNA SUA “BUONA PAROLA” : Ella ha anche quel ruolo, proprio della madre, di mediatrice di clemenza nella venuta definitiva, quando tutti coloro che sono di Cristo saranno vivificati e “l’ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte”(1Cor.15,26)                                                         

FESTA DELLA MAMMA DI GESÙUnico caso nella storia:  Il Figlio ha potuto scegliere e “prepararsi” la madre…              FESTA DEI VALORI: non si è scelta una mamma ricca, potente, rinomata… ma una madre “PIENA DI GRAZIA”.  Ciò che vale davanti  agli uomini non si identifica con ciò che vale davanti a Dio:  la tua grazia vale più della vita (sl. 63)

BELLEZZA  INTEGRALE DI  MARIACORPO – ANIMA- SPIRITO  S. Giovanni Paolo II: la donna, guardando a Maria, trova in lei il  segreto per vivere degnamente la sua femminilità. Alla luce di Maria,  la Chiesa legge sul volto della donna i riflessi  di una bellezza che è specchio dei più alti sentimenti: la totalità oblativa dell’amore; la forza  che sa resistere  ai più grandi dolori; l’operosità infaticabile; la capacità di coniugare  l’intuizione penetrante con la parola di sostegno  Maria, donaci un pò della tua bellezza… integrale!

LA MADRE (UNGARETTI)

E IL CUORE QUANDO D’UN ULTIMO BATTITO
AVRÀ FATTO CADERE IL MURO D’OMBRA,
PER CONDURMI, MADRE, SINO AL SIGNORE,
COME UNA VOLTA MI DARAI LA MANO.
IN GINOCCHIO, DECISA,
SARAI UNA STATUA DI FRONTE ALL’ETERNO,
COME GIÀ TI VEDEVA  QUANDO ERI ANCORA IN VITA.
ALZERAI TREMANTE LE VECCHIE BRACCIA,
COME QUANDO SPIRASTI
DICENDO: MIO DIO, ECCOMI.
E SOLO QUANDO M’AVRÀ PERDONATO,
TI VERRÀ DESIDERIO DI GUARDARMI.
RICORDERAI D’AVERMI ATTESO TANTO,
E AVRAI NEGLI OCCHI UN RAPIDO SOSPIRO.

N’ A V E   M A R I A  (TRILUSSA)

Quand’ero ragazzino, mamma mia
me diceva: “Ricordati fijolo,
quando te senti veramente solo
tu prova a recità  ‘n’ Ave Maria
l’anima tua da sola spicca er volo
e se solleva, come pe’ maggia”.
Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato;
da un pezzo s’è addormita la vecchietta,
ma quer consijo nun l’ho mai scordato.                                    COME ME SENTO VERAMENTE SOLO
IO PREGO LA MADONNA BENEDETTA                                   E L’ANIMA DA SOLA PIJA ER VOLO!

NATALE  A VILLA  SAN  BIAGIO 

“OGGI VI  E’ NATO UN  SALVATORE”   

MEDITIAMO CON MARIA I VANGELI DELL’INFANZIA   NATALE: COSA CAMBIA NELLA NOSTRA  VITA?

  • 7– 8 – 9 DICEMBRE  2018: WEEK- END DELL’IMMACOLATA

VENERDÌ 7:  h.18.30 S. Messa – H. 19.45: Cena in fraternità         SABATO 8:  FESTA DELL’IMMACOLATA – h. 9:  CATECHESI BIBLICA …H. 10.30:  S. MESSA  – h.15.30: SCUOLA DI PREGHIERA                  h. 22: Adorazione Notturna                          – DOMENICA 9: h.8: “Svegliamo l’aurora” – LODI al sorgere del sole 9 – Lectio Divina … H. 10.30:  S. MESSA – breve catechesi –h. 12.45: Pranzo in fraternità – saluti – partenze  

  • LUNEDI 17 DICEMBRE H. 19 – 21: RITIRO SPIRITUALE PER LAICI ORIONINI
  • LUNEDÌ 24 DICEMBRE: SOLENNE MESSA DI MEZZANOTTE

  • MARTEDÌ  25  S. NATALE:  ORE 10.30       S. MESSA – Al termine bacio del Bambino – Canti e musiche di Natale

La

bontà

vince sempre

l’amore vince l’odio;

il  bene vince il male;

la luce vince le tenebre!

Tutto l’odio,  tutto il male,

tutte le tenebre di questo mondo,

che sono mai davanti alla luce di questa

notte di Natale?  Nulla! Davanti a Gesù

e a Gesù Bambino, sono proprio un nulla!

Confortiamoci  ed  esultiamo  nel Signore!

E l’ultimo a vincere è Lui,  sarà  il Signore !

E il Signore vince sempre nella misericordia!

Tutto passa: solo Cristo resta!  E’ Dio e resta!

Resta per illuminarci,  resta per consolarci,

resta  per dare  a  noi,

nella  sua  vita,

la sua misericordia!

Gesù resta e vince,

ma  nella  misericordia

(S. Luigi  Orione)

  • MERCOLEDÌ 26: S. STEFANO  10.30 S. MESSA   27 – 30 DICEMBRE  2018:  RITIRO DI FINE ANNO “Dio è più grande del nostro cuore” – 1LETTERA DI GIOVANNI    “Insegnaci a contare i nostri giorni”  – SALMI SAPIENZIALI     31 DICEMBRE  2018: h.15.00: Pomeriggio di deserto”  H. 20:  S. MESSA E TE DEUM DI RINGRAZIAMENTO H. 21-24: CAPODANNO ALTERNATIVO  PER LE FAMIGLIE !

 

 

INFO E PRENOTAZIONI: 333.8890.862 – 0721.823.175

donalesiani@gmail.com- www.sanbiagiofano.it

CARI AMICI, VILLA S. BIAGIO HA LA GIOIA DI FARVI UN PICCOLO …REGALO NATALIZIO: UNA SINTESI DEL DOCUMENTO FINALE DEL SINODO SUI GIOVAN  CON ALCUNE CONSONANZE DI DON ORIONE SUI GIOVANI: SOLE O TEMPESTA?

SINTESI DOCUMENTO FINALE – INTERVISTA AI PARTECIPANTI – CONSONANZE ORIONINE

  • CHE ESPERIENZA  AVETE  FATTO?
  1. «Su tutti effonderò il mio Spirito; i vostri figli e le vostre figlie profeteranno, i vostri giovani avranno visioni e i vostri anziani faranno sogni» (Gl 3,1). È l’esperienza che abbiamo fatto camminando insieme e ponendoci in ascolto della voce dello Spirito che ci ha colmato della sua forza per portare al mondo la speranza.
  • C’ERA CON VOI ANCHE PAPA FRANCESCO?Abbiamo camminato insieme, con il successore di Pietro, che ci ha confermato nella fede e rinvigoriti nell’entusiasmo della missione.   Pur provenendo da contesti diversi abbiamo avvertito fin dall’inizio una sintonia spirituale, ci siamo sentiti un solo corpo che soffre e gioisce. Vogliamo condividere l’esperienza di grazia che abbiamo vissuto e trasmettere alle Chiese e al mondo la gioia del Vangelo.
  • E I GIOVANI CHE PARTE HANNO AVUTO? La presenza dei giovani ha segnato una novità: attraverso di loro è risuonata nel Sinodo la voce di tutta una generazione. Camminando con loro, pellegrini alla tomba di Pietro, abbiamo sperimentato che la vicinanza crea le condizioni perché la Chiesa sia spazio di dialogo e testimonianza di fraternità che affascina. Il Signore continua a ripeterci: Non temete, io sono con voi.

 VEDI TUTTO IN ALLEGAT– C 12A SINODO DOCUMENTO FINALE sintesi

22 comments

  1. … Come non accettare gli auguri fatti scaturire da interviste rivolte a Personaggi importanti della nostra storia cristiana?. E’ importante e bello trasmettere ciò che lo Spirito suggerisce, arricchisce e dà tanta serenità a coloro che sollecitati dalla Parola riescono a farne tesoro. Molto spesso mi viene in mente che, accogliere e far fruttificare, non è sempre facile, il lavorio interiore è interminabile, è necessario aggiungere sempre qualcosa per poter entrare in quella “PORTA STRETTA” con fatica, ma con gioia. E’ S. Paolo che ci entusiasma, ricordandoci che solo facendo in quel modo vedremo ” COSE MAI VISTE E UDITE”. Ci sono fatti che spesso ci addolorano… OFFERTI E DIGERITI BENE, prendono tutti un altro sapore e anche diverso colore. Gettare un semino spesso dà vigore ad un grosso albero; senza arrivare a tanto, accontentiamoci di un piccolo germoglio. Grazie della Parola che offri, desidero servirmene per amare fortemente il nostro Signore Gesù. …

  2. DAL «CANTICO SPIRITUALE» DI SAN GIOVANNI DELLA CROCE, SACERDOTE.
    LA CONOSCENZA DEL MISTERO NASCOSTO IN CRISTO GESÙ

    Per quanto siano molti i misteri e le meraviglie scoperte dai santi dottori e intese dalle anime sante nel presente stato di vita, tuttavia ne è rimasta da dire e da capire la maggior parte e QUINDI C`È ANCORA MOLTO DA APPROFONDIRE IN CRISTO. QUESTI INFATTI È COME UNA MINIERA RICCA DI IMMENSE VENE DI TESORI, DEI QUALI, PER QUANTO SI VADA A FONDO, NON SI TROVA LA FINE; ANZI IN CIASCUNA CAVITÀ SI SCOPRONO NUOVI FILONI DI RICCHEZZE.
    Perciò san Paolo dice del Cristo: «IN CRISTO SI TROVANO NASCOSTI TUTTI I TESORI DELLA SAPIENZA E DELLA SCIENZA» (Col 2, 3) nei quali l’anima non può penetrare, se prima non passa per le strettezze della sofferenza interna ed esterna. Infatti, a quel poco che è possibile sapere in questa vita dei misteri di Cristo non si può giungere senza aver sofferto molto, aver ricevuto da Dio numerose grazie intellettuali e sensibili e senza aver fatto precedere un lungo esercizio spirituale, poiché tutte queste grazie sono più imperfette della sapienza dei misteri di Cristo, per la quale servono di semplice disposizione.
    OH, SE L’ANIMA RIUSCISSE A CAPIRE CHE NON SI PUÒ GIUNGERE NEL FOLTO DELLE RICCHEZZE E DELLA SAPIENZA DI DIO, SE NON ENTRANDO DOVE PIÙ NUMEROSE SONO LE SOFFERENZE DI OGNI GENERE RIPONENDOVI LA SUA CONSOLAZIONE E IL SUO DESIDERIO! Come chi desidera veramente la sapienza divina, IN PRIMO LUOGO BRAMA DI ENTRARE VERAMENTE NELLO SPESSORE DELLA CROCE!
    PER QUESTO SAN PAOLO AMMONIVA I DISCEPOLI DI EFESO CHE NON VENISSERO MENO NELLE TRIBOLAZIONI, MA STESSERO FORTI E RADICATI E FONDATI NELLA CARITÀ, E COSÌ POTESSERO COMPRENDERE CON TUTTI I SANTI QUALE SIA L’AMPIEZZA, LA LUNGHEZZA, L’ALTEZZA E LA PROFONDITÀ E CONOSCERE L’AMORE DI CRISTO CHE SORPASSA OGNI CONOSCENZA PER ESSERE RICOLMI DI TUTTA LA PIENEZZA DI DIO (CFR. EF 3, 17). PER ACCEDERE ALLE RICCHEZZE DELLA SAPIENZA DIVINA LA PORTA È LA CROCE. SI TRATTA DI UNA PORTA STRETTA NELLA QUALE POCHI DESIDERANO ENTRARE, MENTRE SONO MOLTI COLORO CHE AMANO I DILETTI A CUI SI GIUNGE PER SUO MEZZO.

  3. Cari amici, ecco una pagina MERAVIGLIOSA DI S. AMBROGIO da meditare e …regalare alle TANTE DONNE CHE SI CHIAMANO LUCIA
    LO SPLENDORE DELL’ANIMA ILLUMINA LA GRAZIA DEL CORPO
    Mi rivolgo a te, che vieni dal popolo, dalla gente comune, ma appartieni alla schiera delle vergini. In te lo splendore dell’anima si irradia sulla grazia esteriore della persona. Per questo sei un’immagine fedele della Chiesa.
    A te dico: CHIUSA NELLA TUA STANZA NON CESSARE MAI DI TENERE FISSO IL PENSIERO SU CRISTO, ANCHE DI NOTTE. ANZI RIMANI AD OGNI ISTANTE IN ATTESA DELLA SUA VISITA. È QUESTO CHE DESIDERA DA TE, PER QUESTO TI HA SCELTA. EGLI ENTRERÀ SE TROVERÀ APERTA LA TUA PORTA. STA’ SICURA, HA PROMESSO DI VENIRE E NON MANCHERÀ ALLA SUA PAROLA. QUANDO VERRÀ COLUI CHE HAI CERCATO, ABBRACCIALO, FAMILIARIZZA CON LUI E SARAI ILLUMINATA. Trattienilo, prega che non se ne vada presto, scongiuralo che non si allontani. Il Verbo di Dio infatti corre, non prova stanchezza, non è preso da negligenza. L’anima tua gli vada incontro sulla sua parola, e s’intrattenga poi sull’impronta lasciata dal suo divino parlare: egli passa via presto.
    E la vergine da parte sua che cosa dice? L’ho cercato ma non l’ho trovato; l’ho chiamato ma non mi ha risposto (cfr. Ct 5, 6). Se così presto se n’è andato via, non credere che egli non sia contento di te che lo invocasti, lo pregasti, gli apristi la porta: spesso egli permette che siamo messi alla prova. Vedi che cosa dice nel vangelo alle folle che lo pregavano di non andarsene: Bisogna che io porti l’annunzio della parola di Dio anche ad altre città, poiché per questo sono stato mandato (cfr. Lc 4, 43).
    MA ANCHE SE TI SEMBRA CHE SE NE SIA ANDATO, VA’ A CERCARLO ANCORA. È DALLA SANTA CHIESA CHE DEVI IMPARARE A TRATTENERE CRISTO. Anzi te l’ha già insegnato, se ben comprendi ciò che leggi: Avevo appena oltrepassato le guardie, quando trovai l’amato del mio cuore. L’ho stretto forte e non lo lascerò (cfr. Ct 3, 4). Quali dunque i mezzi con cui trattenere Cristo? Non la violenza delle catene, non le strette delle funi, ma i vincoli della carità, i legami dello spirito. Lo trattiene l’amore dell’anima.
    Se vuoi anche tu possedere Cristo, cercalo incessantemente e non temere la sofferenza. È più facile spesso trovarlo tra i supplizi del corpo, tra le mani dei persecutori. Lei dice: Poco tempo era trascorso da quando le avevo oltrepassate. Infatti una volta libera dalle mani dei persecutori e vittoriosa sui poteri del male, subito, all’istante ti verrà incontro Cristo, né permetterà che si prolunghi la tua prova.
    COLEI CHE COSÌ CERCA CRISTO, CHE HA TROVATO CRISTO, PUÒ DIRE: L’HO STRETTO FORTE E NON LO LASCERÒ FINCHÉ NON LO ABBIA CONDOTTO NELLA CASA DI MIA MADRE, NELLA STANZA DELLA MIA GENITRICE (CFR. CT 3, 4). CHE COS’È LA CASA, LA STANZA DI TUA MADRE, SE NON IL SANTUARIO PIÙ INTIMO DEL TUO ESSERE?
    Custodisci questa casa, purìficane l’interno. Divenuta perfettamente pulita, e non più inquinata da brutture di infedeltà, sorga quale casa spirituale, cementata con la pietra angolare, si innalzi in un sacerdozio santo, e lo Spirito Paraclito abiti in essa. COLEI CHE CERCA CRISTO A QUESTO MODO, COLEI CHE COSÌ PREGA CRISTO, NON È ABBANDONATA DA LUI, ANZI RICEVE FREQUENTI VISITE. EGLI INFATTI È CON NOI FINO ALLA FINE DEL MONDO.

  4. S. AGOSTINO: LE PROMESSE DI DIO SONO COMPIUTE PER MEZZO DEL CRISTO SUO FIGLIO

    DIO STABILÌ UN TEMPO PER LE SUE PROMESSE E UN TEMPO PER IL COMPIMENTO DI ESSE. DAI PROFETI FINO A GIOVANNI BATTISTA FU IL TEMPO DELLE PROMESSE; DA GIOVANNI BATTISTA FINO ALLA FINE DEI TEMPI È IL TEMPO DEL LORO COMPIMENTO.
    FEDELE È DIO CHE SI FECE NOSTRO DEBITORE non perché abbia ricevuto qualcosa da noi, ma perché ci ha promesso cose davvero grandissime. Pareva poco la promessa: Egli volle vincolarsi anche con un patto scritto, come obbligandosi con noi con la cambiale delle sue promesse, perché, quando cominciasse a pagare ciò che aveva promesso, noi potessimo verificare l’ordine dei pagamenti. Dunque il tempo dei profeti era di predizione delle promesse.
    DIO PROMISE LA SALVEZZA ETERNA E LA VITA BEATA SENZA FINE CON GLI ANGELI E L’EREDITÀ INCORRUTTIBILE, LA GLORIA ETERNA, LA DOLCEZZA DEL SUO VOLTO, LA DIMORA SANTA NEI CIELI, E, DOPO LA RISURREZIONE, LA FINE DELLA PAURA DELLA MORTE. QUESTE LE PROMESSE FINALI VERSO CUI È VOLTA TUTTA LA NOSTRA TENSIONE SPIRITUALE: QUANDO LE AVREMO CONSEGUITE, NIENTE PIÙ CERCHEREMO, NIENTE PIÙ DOMANDEREMO.
    Ma nel promettere e nel preannunciare Dio volle anche indicare per quale via si giungerà alle realtà ultime. Promise agli uomini la divinità, ai mortali l’immortalità, ai peccatori la giustificazione, ai disprezzati la glorificazione. Sembrava però incredibile agli uomini ciò che Dio prometteva: che essi dalla loro condizione di mortalità, di corruzione, di miseria, di debolezza, da polvere e cenere che erano, sarebbero diventati uguali agli angeli di Dio. E perché gli uomini credessero, oltre al patto scritto, DIO VOLLE ANCHE UN MEDIATORE DELLA SUA FEDELTÀ. E VOLLE CHE FOSSE NON UN PRINCIPE QUALUNQUE O UN QUALUNQUE ANGELO O ARCANGELO, MA IL SUO UNICO FIGLIO, PER MOSTRARE, PER MEZZO DI LUI, PER QUALE STRADA CI AVREBBE CONDOTTI A QUEL FINE CHE AVEVA PROMESSO. Ma era poco per Dio fare del suo Figlio colui che indica la strada: rese lui stesso via perché tu camminassi guidato da lui sul suo stesso cammino.
    Si doveva dunque preannunciare con profezie che l’unico Figlio di Dio sarebbe venuto tra gli uomini, avrebbe assunto la natura umana e sarebbe così diventato uomo e sarebbe morto, risorto, asceso al cielo, si sarebbe assiso alla destra del Padre; egli avrebbe dato compimento tra i popoli alle promesse e, dopo questo, avrebbe anche COMPIUTO LA PROMESSA DI TORNARE A RISCUOTERE I FRUTTI DI CIÒ CHE AVEVA DISPENSATO, A DISTINGUERE I VASI DELL’IRA DAI VASI DELLA MISERICORDIA, RENDENDO AGLI EMPI CIÒ CHE AVEVA MINACCIATO, AI GIUSTI CIÒ CHE AVEVA PROMESSO.
    TUTTO CIÒ DOVEVA ESSERE PREANNUNZIATO, PERCHÉ ALTRIMENTI EGLI AVREBBE DESTATO SPAVENTO. E COSÌ FU ATTESO CON SPERANZA PERCHÉ GIÀ CONTEMPLATO NELLA FEDE.

  5. S. GIOVANNI DELLA CROCE:
    • …Ma ora che la fede è basata in Cristo e la legge evangelica è stabilita in quest’èra di grazia, non è più necessario consultare Dio, né che egli parli o risponda come allora. Infatti, donandoci IL FIGLIO SUO, CHE È LA SUA UNICA E DEFINITIVA PAROLA, CI HA DETTO TUTTO IN UNA SOLA VOLTA E NON HA PIÙ NULLA DA RIVELARE.
    • Questo è il senso genuino del testo in cui san Paolo vuole indurre gli Ebrei a lasciare gli antichi modi di trattare con Dio secondo la legge mosaica, e a fissare lo sguardo solamente in Cristo: «Dio che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio» (Eb 1, 1). CON QUESTE PAROLE L’APOSTOLO VUOL FAR CAPIRE CHE DIO È DIVENTATO IN UN CERTO SENSO MUTO, NON AVENDO PIÙ NULLA DA DIRE, PERCHÉ QUELLO CHE UN GIORNO DICEVA PARZIALMENTE PER MEZZO DEI PROFETI, L’HA DETTO ORA PIENAMENTE DANDOCI TUTTO NEL FIGLIO SUO.
    • Perciò chi volesse ancora interrogare il Signore e chiedergli visioni o rivelazioni, non solo commetterebbe una stoltezza, ma offenderebbe Dio, perché non fissa il suo sguardo unicamente in Cristo, e va cercando cose diverse e novità. Dio infatti potrebbe rispondergli: «QUESTI E’ IL MIO FIGLIO PREDILETTO, nel quale mi sono compiaciuto. ASCOLTATE LUI» (Mt 17, 5). Se ti ho già detto tutto nella mia Parola che è il mio Figlio e non ho altro da rivelare, come posso risponderti o rivelarti qualche altra cosa? FISSA LO SGUARDO IN LUI SOLO E VI TROVERAI ANCHE PIÙ DI QUANTO CHIEDI E DESIDERI: IN LUI TI HO DETTO E RIVELATO TUTTO

  6. “Voce di uno che grida nel deserto…”
    GIOVANNI IL BATTISTA
    Libera rielaborazione
    *
    Mi sono svegliato presto questa mattina. Con qualche presentimento in più sulla mia fine imminente. Da qualche mese mi trovo in questa orribile prigione. Mi ci ha rinchiuso il re Erode per avergli rimproverato la sua condotta immorale.
    Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello
    Sono cresciuto in fretta. Forte nel corpo e nello spirito. Un carattere piuttosto asciutto e rigido. Con me stesso e con gli altri.
    Il fanciullo cresceva e si fortificava nello spirito.
    Ben presto mi resi conto che la gente si era allontanata dalla fede genuina. Tutti sospiravano la venuta del Messia, ma pochi erano disposti a vivere coerentemente. Cominciavo a capire che il Signore aveva un progetto su di me: preparargli la strada nel cuore degli uomini. Mi ritirai nel deserto.
    Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele. Giovanni era vestito di peli di cammello, si cibava di locuste e miele selvatico
    Non c’è bisogno di molte cose quando si ha Dio nel cuore e un grande sogno da realizzare. Com’era successo ai Profeti prima di me, mi sentii anch’io come investito da una forza dall’alto:
    Sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.
    Senza perdere tempo, mi recai vicino al fiume Giordano e cominciai a gridare a quanti passavano:
    Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!
    Riconosco che le mie parole non erano molto delicate. Ma efficaci a scuotere coscienze addormentate:
    Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all’ira imminente?
    All’inizio, molti mi presero per pazzo. Poi, poco alla volta, cominciavano a farsi pensosi e mi chiedevano:
    Che cosa dobbiamo fare?
    Raccomandavo quanto mi ispirava il Signore, secondo la situazione concreta di ciascuno. Ai pubblicani che raccoglievano le tasse:
    non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato
    A quanti avevano beni di questo mondo li scongiuravo:
    Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto
    Purtroppo cominciarono a scambiarmi per il Messia atteso. Risposi:
    io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei suoi sandali
    Un giorno notai tra la folla, una delegazione ufficiale inviata da Gerusalemme per chiedermi:
    Chi sei? Che cosa dici di te stesso?
    Non avevo dubbi sulla mia identità:
    Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore
    E un giorno venne anche Lui. Facendosi peccatore con i peccatori. Si mise in fila. Come gli altri. Lo riconobbi tra mille. Mi rifiutai di battezzarlo, dicendo:
    Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?
    Ma Egli, con sorriso buono di fratello, mi pregò:
    Lascia fare per ora, poiché conviene che adempiamo ogni giustizia.
    Dovetti acconsentire. Lo battezzai, tremando per la vicinanza del Santo di Dio. Lo seguii con lo sguardo mentre si allontanava verso il deserto. Qualche giorno dopo, seppi che si era messo a battezzare anche Lui in una località non lontana. Qualcuno dei miei discepoli, preoccupati per la possibile concorrenza, vennero a dirmi
    ecco sta battezzando e tutti accorrono a lui.
    Li rassicurai. Felice che la mia missione raggiungesse il suo scopo.
    Egli deve crescere e io invece diminuire.
    Da quel giorno le cose per me precipitarono. A corte erano venuti a conoscenza delle mie posizioni critiche nei loro confronti. I potenti non perdonano chi osa rimproverarli. E cosi mi hanno rinchiuso in questa fortezza, pensando di chiudermi la bocca per sempre. Con la forza che mi viene dall’alto, sento che né le loro lusinghe né le sofferenze del carcere, varranno a intaccare la mia volontà di conservarmi integro sino alla fine.
    Mi giungono notizie di Gesù e del suo operato. Ne sono felice, anche se a volte penso che sia troppo buono con la gente. Rimango perplesso. Tempo fa ho mandato alcuni amici a chiedergli
    Sei tu colui che viene, o dobbiamo aspettare un altro?.
    Al ritorno mi hanno riferito cose meravigliose:
    i ciechi riacquistano la vista, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunziata la buona novella
    E una frase che mi è suonata come benevolo rimprovero:
    Beato è chiunque non sarà scandalizzato di me!
    A suo giudizio sarei troppo rigido. E forse ha ragione. A pensarci bene, Dio si è servito di me per scuotere i peccatori. Ora si serve di Lui, il Figlio, per mostrare loro tutta la tenerezza di Padre. Anche qui, Lui deve crescere e io diminuire. Mi conforta però il suo apprezzamento:
    Tra i nati di donna non c’è nessuno più grande di Giovanni.
    Possa io essere la sua voce fino alla fine. Ho saputo che oggi è festa grande a corte.
    Erode per il suo compleanno fece un banchetto per i grandi della sua corte, gli ufficiali e i notabili della Galilea.
    Conosco gli ingredienti di feste come queste. Non mancheranno certo musiche e danze di belle fanciulle :
    Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali.
    E le folli promesse di uomini accecati dalla passione:
    Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno
    E deliranti consigli di perfide madri:
    “Che cosa devo chiedere? …La testa di Giovanni il Battista”. “Voglio che tu mi dia subito su un vassoio la testa di Giovanni il Battista”.
    E infine i soliti compromessi di coscienza .
    Il re divenne triste; ma a motivo del giuramento e dei commensali, non volle opporle un rifiuto. Subito mandò una guardia con l’ordine che gli fosse portata la testa …
    Sento rumori di passi. All’improvviso la cella si rischiara di luce sinistra . Una guardia entra con una torcia in mano. Intravedo il luccichio di una spada sguainata. Ho capito. Oggi sarà festa anche per me. Nella corte del mio Signore.
    Lo Sposo viene. L’amico dello sposo esulta di gioia:
    Ora questa mia gioia è compiuta. Egli deve crescere e io invece diminuire.
    Giovanni il Battista, l’amico dello Sposo

  7. Mi colpisce questo soave “frammento” di SUBLIME INTUIZIONE, tratta da “LIBERA RIELABORAZIONE”

    “…riprendemmo [Maria Giuseppe e Gesù] la via del borgo.
    Tutto come prima. E tutto tanto diverso.
    Perché ora c’era Lui con noi.
    Illuminava le nostre giornate. Ci riempiva di senso la vita.
    E quando la sera, LE NOSTRE MANI SI SFIORAVANO NEL MUTO LINGUAGGIO DI UNA TENEREZZA SPONSALE,
    incontravano le Sue, congiunte in preghiera.
    Tutti ce lo invidiavano, un Bambino così”.

  8. PREGHIERA ALLA IMMACOLATA CONCEZIONE

    O Vergine purissima TU hai scelto di manifestarti splendente di DOLCEZZA e BELLEZZA
    nella grotta di LOURDES, rivelandoti come L’IMMACOLATA CONCEZIONE.

    Vergine IMMACOLATA, TU conosci i nostri desideri, i nostri bisogni, le nostre sofferenze.
    Volgi su di noi i TUOI OCCHI MISERICORDIOSI . Accogli con AMORE
    le nostre preghiere, e rispondi favorevolmente alle nostre suppliche.

    INTERCEDI per noi presso il TUO FIGLIO GESU’ e con la TUA DOLCEZZA e COMPASSIONE
    aiutaci nella nostra missione di essere veri e autentici figli e fratelli di GESU’.
    NOI CONFIDIAMO NEL TUO AMORE. AMEN.
    (AN)

  9. LORENZO PEROSI

    “Neve non tocca la tua veste appare,
    cingi una zona del color del mare.
    E A QUEI CHE A TANTA ALTEZZA T’HA LEVATA,
    VOLGI GLI OCCHI SOAVI, O IMMACOLATA.
    PIU’ TI CONTEMPLO e dal caduco limo
    PIU’ LIBERO MI SENTO E MI SUBLIMO.”

  10. S. Ambrogio, vescovo
    LA GRAZIA DELLE TUE PAROLE CONQUISTA IL POPOLO

    HAI RICEVUTO IL SACERDOZIO E, STANDO A POPPA DELLA CHIESA, TU GUIDI LA NAVE SUI FLUTTI. Tieni saldo il timone della fede in modo che le violente tempeste di questo mondo non possano turbare il suo corso. Il mare è davvero grande, sconfinato; ma non aver paura, perché “È lui che l’ha fondata sui mari, e sui fiumi l’ha stabilita” (Sal 23,2).
    PERCIÒ NON SENZA MOTIVO, FRA LE TANTE CORRENTI DEL MONDO, LA CHIESA RESTA IMMOBILE, COSTRUITA SULLA PIETRA APOSTOLICA, E RIMANE SUL SUO FONDAMENTO INCROLLABILE CONTRO L’INFURIARE DEL MARE IN TEMPESTA. È battuta dalle onde ma non è scossa e, sebbene di frequente gli elementi di questo mondo infrangendosi echeggino con grande fragore, ESSA HA TUTTAVIA UN PORTO SICURISSIMO DI SALVEZZA DOVE ACCOGLIERE CHI È AFFATICATO.
    Vi è poi un fiume che si riversa sui suoi santi come un torrente. Chiunque abbia ricevuto dalla pienezza di questo fiume, come l’evangelista Giovanni, come Pietro e Paolo, alza la sua voce; e come gli apostoli hanno diffuso la voce della predicazione evangelica con festoso annunzio fino ai confini della terra, così anche questo fiume incomincia ad annunziare il Signore. Ricevilo dunque da Cristo, perché anche la tua voce si faccia sentire.
    Raccogli l’acqua di Cristo, quell’acqua che loda il Signore. Raccogli da più luoghi l’acqua che lasciano cadere le nubi dei profeti. Chi raccoglie acqua dalle montagne e la convoglia verso di sé, o attinge alle sorgenti, lui pure, come le nubi, la riversa su altri. RIEMPINE DUNQUE IL FONDO DELLA TUA ANIMA, PERCHÉ IL TUO TERRENO SIA INNAFFIATO E IRRIGATO DA PROPRIE SORGENTI. SI RIEMPIE CHI LEGGE MOLTO E PENETRA IL SENSO DI CIÒ CHE LEGGE; E CHI SI È RIEMPITO PUÒ IRRIGARE ALTRI. La Scrittura dice: “Se le nubi sono piene di acqua, la rovesciano sopra la terra” (Qo 11,3).
    I tuoi sermoni siano fluenti, puri, cristallini, sì che il tuo insegnamento morale suoni dolce alle orecchie della gente e la grazia delle tue parole conquisti gli ascoltatori perché ti seguano docilmente dove tu li conduci. IL TUO DIRE SIA PIENO DI SAPIENZA. ANCHE SALOMONE AFFERMA: LE LABBRA DEL SAPIENTE SONO LE ARMI DELLA SAPIENZA, E ALTROVE: LE TUE LABBRA SIANO BEN ADERENTI ALL’IDEA: VALE A DIRE, L’ESPOSIZIONE DEI TUOI DISCORSI SIA LUCIDA, SPLENDA CHIARO IL SENSO SENZA BISOGNO DI SPIEGAZIONI AGGIUNTE; IL TUO DISCORSO SI SAPPIA SOSTENERE E DIFENDERE DA SE STESSO E NON ESCA DA TE PAROLA VANA O PRIVA DI SENSO.

  11. GESÙ È NOSTRO RIPOSO E NOSTRA CONSOLAZIONE.
    SAN BERNARDO, ABATE

    CONOSCIAMO UNA TRIPLICE VENUTA DEL SIGNORE. Una venuta occulta si colloca infatti tra le altre due che sono manifeste. NELLA PRIMA IL VERBO FU VISTO SULLA TERRA E SI INTRATTENNE CON GLI UOMINI, quando, come egli stesso afferma, lo videro e lo odiarono. Nell’ultima venuta «ogni uomo vedrà la salvezza di Dio» (Lc 3, 6) e vedranno colui che trafissero (cfr. Gv 19, 37). Occulta è invece la venuta intermedia, IN CUI SOLO GLI ELETTI LO VEDONO ENTRO SE STESSI, E LE LORO ANIME NE SONO SALVATE.
    Nella prima venuta dunque egli venne nella debolezza della carne, in questa intermedia viene nella potenza dello Spirito, nell’ultima verrà nella maestà della gloria.
    QUINDI QUESTA VENUTA INTERMEDIA È, PER COSÌ DIRE, UNA VIA CHE UNISCE LA PRIMA ALL’ULTIMA: NELLA PRIMA CRISTO FU NOSTRA REDENZIONE, NELL’ULTIMA SI MANIFESTERÀ COME NOSTRA VITA, IN QUESTA È NOSTRO RIPOSO E NOSTRA CONSOLAZIONE.
    Ma perché ad alcuno non sembrino per caso cose inventate quelle che stiamo dicendo di questa venuta intermedia, ascoltate lui: SE UNO MI AMA, – DICE – CONSERVERÀ LA MIA PAROLA: E IL PADRE MIO LO AMERÀ E NOI VERREMO A LUI (cfr. Gv 14, 23). Ma che cosa significa: Se uno mi ama, conserverà la mia parola? Ho letto infatti altrove: Chi teme Dio, opererà il bene (cfr. Sir 15, 1), ma di chi ama è detto qualcosa di più: CHE CONSERVERÀ LA PAROLA DI DIO. DOVE SI DEVE CONSERVARE? SENZA DUBBIO NEL CUORE, COME DICE IL PROFETA: «CONSERVO NEL CUORE LE TUE PAROLE PER NON OFFENDERTI CON IL PECCATO» (SAL 118, 11).
    POICHÉ SONO BEATI COLORO CHE CUSTODISCONO LA PAROLA DI DIO, TU CUSTODISCILA IN MODO CHE SCENDA NEL PROFONDO DELLA TUA ANIMA E SI TRASFONDA NEI TUOI AFFETTI E NEI TUOI COSTUMI. NUTRITI DI QUESTO BENE E NE TRARRÀ DELIZIA E FORZA LA TUA ANIMA. NON DIMENTICARE DI CIBARTI DEL TUO PANE, PERCHÉ IL TUO CUORE NON DIVENTI ARIDO E LA TUA ANIMA SIA BEN NUTRITA DEL CIBO SOSTANZIOSO.
    Se conserverai così la parola di Dio, non c’è dubbio che tu pure sarai conservato da essa. Verrà a te il Figlio con il Padre, verrà il grande Profeta che rinnoverà Gerusalemme e farà nuove tutte le cose. QUESTA SUA VENUTA INTERMEDIA FARÀ IN MODO CHE «COME ABBIAMO PORTATO L’IMMAGINE DELL’UOMO DI TERRA, COSÌ PORTEREMO L’IMMAGINE DELL’UOMO CELESTE» (1 COR 15, 49). COME IL VECCHIO ADAMO SI DIFFUSE PER TUTTO L’UOMO OCCUPANDOLO INTERAMENTE, COSÌ ORA LO OCCUPI INTERAMENTE CRISTO, CHE TUTTO L’HA CREATO, TUTTO L’HA REDENTO E TUTTO LO GLORIFICHERÀ.

  12. san Gregorio Nazianzeno, vescovo
    O MERAVIGLIOSO SCAMBIO! san Gregorio Nazianzeno, vescovo

    Il Verbo stesso di Dio…viene in aiuto alla sua propria immagine E SI FA UOMO PER AMORE DELL’UOMO. Ecco perché è divenuto uomo in tutto come noi, tranne che nel peccato. Dio, in un certo senso, assumendo l’umanità, la completò quando riunì nella sua persona due realtà distanti fra loro, cioè la natura umana e la natura divina. COLUI CHE DÀ AD ALTRI LA RICCHEZZA SI FA POVERO. CHIEDE IN ELEMOSINA LA MIA NATURA UMANA PERCHÉ IO DIVENTI RICCO DELLA SUA NATURA DIVINA. E COLUI CHE È LA TOTALITÀ, SI SPOGLIA DI SÉ FINO ALL’ANNULLAMENTO. Oh sovrabbondante ricchezza della divina bontà!
    Ma che cosa significa per noi questo grande mistero? Ecco: io ho ricevuto l’immagine di Dio, ma non l’ho saputa conservare intatta. ALLORA EGLI ASSUME LA MIA CONDIZIONE UMANA PER SALVARE ME, FATTO A SUA IMMAGINE E PER DARE A ME, MORTALE, LA SUA IMMORTALITÀ.
    ERA CERTO CONVENIENTE CHE LA NATURA UMANA FOSSE SANTIFICATA MEDIANTE LA NATURA UMANA ASSUNTA DA DIO. Fu Cristo che ci meritò tutti questi beni e tutto operò per la gloria del Padre.
    IL BUON PASTORE, CHE HA DATO LA SUA VITA PER LE SUE PECORE, CERCA LA PECORA SMARRITA SUI MONTI E SUI COLLI SUI QUALI SI OFFRIVANO SACRIFICI AGLI IDOLI. TROVATALA SE LA PONE SU QUELLE MEDESIME SPALLE, CHE AVREBBERO PORTATO IL LEGNO DELLA CROCE, E LA RIPORTA ALLA VITA DELL’ETERNITÀ.
    Dopo la prima incerta luce del Precursore, viene la Luce stessa, che è tutto fulgore. DOPO LA VOCE VIENE LA PAROLA, DOPO L’AMICO DELLO SPOSO, VIENE LO SPOSO STESSO.
    Il Signore viene dopo colui che gli preparò un popolo scelto e predispose gli uomini alla effusione dello Spirito Santo mediante la purificazione nell’acqua.
    DIO SI FECE UOMO E MORÌ PERCHÉ NOI RICEVESSIMO LA VITA. COSÌ SIAMO RISUSCITATI CON LUI PERCHÉ CON LUI SIAMO MORTI, SIAMO STATI GLORIFICATI PERCHÉ CON LUI SIAMO RISUSCITATI.

  13. 3 DICEMBRE: LASCIAMOCI SCUOTERE DA S. FRANCESCO SAVERIO MISSIONARIO NELLE INDIE
    GUAI A ME SE NON PREDICHERÒ IL VANGELO!
    Abbiamo percorso i villaggi dei neòfiti, che pochi anni fa avevano ricevuto i sacramenti cristiani. Questa zona non è abitata dai Portoghesi, perché estremamente sterile e povera, e i cristiani indigeni, privi di sacerdoti, non sanno nient’altro se non che sono cristiani. Non c’è nessuno che celebri le sacre funzioni, nessuno che insegni loro il Credo, il Padre nostro, l’Ave e i Comandamenti della legge divina.
    DA QUANDO DUNQUE ARRIVAI QUI NON MI SONO FERMATO UN ISTANTE; PERCORRO CON ASSIDUITÀ I VILLAGGI, AMMINISTRO IL BATTESIMO AI BAMBINI CHE NON L’HANNO ANCORA RICEVUTO. I FANCIULLI POI NON MI LASCIANO NÉ DIRE L’UFFICIO DIVINO, NÉ PRENDERE CIBO, NÉ RIPOSARE FINO A CHE NON HO LORO INSEGNATO QUALCHE PREGHIERA; ALLORA HO COMINCIATO A CAPIRE CHE A LORO APPARTIENE IL REGNO DEI CIELI.
    Perciò, non potendo senza empietà respingere una domanda così giusta, a cominciare dalla confessione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnavo loro il Simbolo apostolico, il Padre nostro e l’Ave Maria. Mi sono accorto che sono molto intelligenti e, se ci fosse qualcuno a istruirli nella legge cristiana, non dubito che diventerebbero ottimi cristiani.
    MOLTISSIMI, IN QUESTI LUOGHI, NON SI FANNO ORA CRISTIANI SOLAMENTE PERCHÉ MANCA CHI LI FACCIA CRISTIANI. MOLTO SPESSO MI VIENE IN MENTE DI PERCORRERE LE UNIVERSITÀ D’EUROPA, SPECIALMENTE QUELLA DI PARIGI, E DI METTERMI A GRIDARE QUA E LÀ COME UN PAZZO E SCUOTERE COLORO CHE HANNO PIÙ SCIENZA CHE CARITÀ… Oh! se costoro, come si occupano di lettere, così si dessero pensiero anche di questo, onde poter rendere conto a Dio della scienza e dei talenti ricevuti!
    In verità moltissimi di costoro, turbati a questo pensiero, dandosi alla meditazione delle cose divine, si disporrebbero ad ascoltare quanto il Signore dice al loro cuore e, MESSE DA PARTE LE LORO BRAME E GLI AFFARI UMANI, SI METTEREBBERO TOTALMENTE A DISPOSIZIONE DELLA VOLONTÀ DI DIO. GRIDEREBBERO CERTO DAL PROFONDO DEL LORO CUORE: «SIGNORE, ECCOMI; CHE COSA VUOI CHE IO FACCIA?» (AT 9, 6 VOLGATA). MANDAMI DOVE VUOI, MAGARI ANCHE IN INDIA.

  14. L’AVE MARIA
    Beato Alano della Rupe
    QUANDO DICO AVE MARIA, il Cielo esulta, la terra si riempie di stupore.
    QUANDO DICO AVE MARIA, Satana fugge, trema l’inferno.
    QUANDO DICO AVE MARIA il mondo perde valore, il cuore si strugge di Amore per Dio.
    QUANDO DICO AVE MARIA, sparisce l’accidia, ogni istinto si placa.
    QUANDO DICO AVE MARIA, sparisce la tristezza, il cuore si riempie di gioia.
    QUANDO DICO AVE MARIA, si accresce la devozione, inizia il pentimento dei peccati.
    QUANDO DICO AVE MARIA, il cuore è colmo di speranza e di consolazione.
    QUANDO DICO AVE MARIA, l’anima è forte e ricolma di Amor di Dio.

  15. LE DUE VENUTE DI CRISTO
    Dalle «Catechesi» di san Cirillo di Gerusalemme
    Noi annunziamo che Cristo verrà. Infatti non è unica la sua venuta, ma ve n’è una seconda, la quale sarà molto più gloriosa della precedente. LA PRIMA, INFATTI, EBBE IL SIGILLO DELLA SOFFERENZA, L’ALTRA PORTERÀ UNA CORONA DI DIVINA REGALITÀ. Si può affermare che quasi sempre nel nostro Signore Gesù Cristo ogni evento è duplice. Duplice è la generazione, una da Dio Padre, prima del tempo, e l’altra, la nascita umana, da una vergine nella pienezza dei tempi.
    DUE SONO ANCHE LE SUE DISCESE NELLA STORIA. Una prima volta è venuto in modo oscuro e silenzioso, come la pioggia sul vello. Una seconda volta verrà nel futuro in splendore e chiarezza davanti agli occhi di tutti.
    NELLA SUA PRIMA VENUTA FU AVVOLTO IN FASCE E POSTO IN UNA STALLA, NELLA SECONDA SI VESTIRÀ DI LUCE COME DI UN MANTO. Nella prima accettò la croce senza rifiutare il disonore, nell’altra avanzerà scortato dalle schiere degli angeli e sarà pieno di gloria.
    PERCIÒ NON LIMITIAMOCI A MEDITARE SOLO LA PRIMA VENUTA, MA VIVIAMO IN ATTESA DELLA SECONDA.
    Il Salvatore verrà non per essere di nuovo giudicato, ma per farsi giudice di coloro che lo condannarono.
    ALLORA IN UN DISEGNO DI AMORE MISERICORDIOSO VENNE PER ISTRUIRE GLI UOMINI CON DOLCE FERMEZZA, MA ALLA FINE TUTTI, LO VOGLIANO O NO, DOVRANNO SOTTOMETTERSI PER FORZA AL SUO DOMINIO REGALE.
    Il profeta Malachia preannunzia le due venute del Signore: «E subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate» (Ml 3, 1). Ecco la prima venuta. E poi riguardo alla seconda egli dice: «Ecco l’angelo dell’alleanza, che voi sospirate, ecco viene … Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai. Siederà per fondere e purificare» (Ml 3, 1-3).
    ANCHE PAOLO PARLA DI QUESTE DUE VENUTE SCRIVENDO A TITO IN QUESTI TERMINI: «È APPARSA LA GRAZIA DI DIO, APPORTATRICE DI SALVEZZA PER TUTTI GLI UOMINI, CHE CI INSEGNA A RINNEGARE L’EMPIETÀ E I DESIDERI MONDANI E A VIVERE CON SOBRIETÀ, GIUSTIZIA E PIETÀ IN QUESTO MONDO, NELL’ATTESA DELLA BEATA SPERANZA E DELLA MANIFESTAZIONE DELLA GLORIA DEL NOSTRO GRANDE DIO E SALVATORE GESÙ CRISTO» (Tt 2, 11-13). Vedi come ha parlato della prima venuta ringraziandone Dio? Della seconda invece fa capire che è quella che aspettiamo.
    QUESTA È DUNQUE LA FEDE CHE NOI PROCLAMIAMO: CREDERE IN CRISTO CHE È SALITO AL CIELO E SIEDE ALLA DESTRA DEL PADRE. EGLI VERRÀ NELLA GLORIA A GIUDICARE I VIVI E I MORTI. E IL SUO REGNO NON AVRÀ FINE.
    VERRÀ DUNQUE, VERRÀ IL SIGNORE NOSTRO GESÙ CRISTO DAI CIELI; VERRÀ NELLA GLORIA ALLA FINE DEL MONDO CREATO, NELL’ULTIMO GIORNO. VI SARÀ ALLORA LA FINE DI QUESTO MONDO, E LA NASCITA DI UN MONDO NUOVO.

  16. (DAVID MARIA TUROLDO)

    E cielo e terra e mare invocano
    la nuova luce
    che sorge sul mondo,
    luce che irrompe
    nel cuore dell’uomo,
    luce allo stesso
    splendore del giorno.

    Tu come un sole percorri la via,
    passi attraverso
    la notte dei tempi
    e dentro il grido
    di tutto il creato,
    sopra la voce
    di tutti i profeti.

    Viviamo ogni anno
    l’attesa antica,
    sperando ogni anno
    di nascere ancora,
    di darti carne e sangue e voce,
    che da ogni corpo
    tu possa risplendere.

  17. IL PRIMO SERVIZIO: ASCOLTARE Dietrich Bonhoeffer
    Il primo servizio che si deve al prossimo è quello di ascoltarlo. Come l’amore di Dio incomincia con l’ascoltare la sua Parola, così l’inizio dell’amore per il fratello sta nell’imparare ad ascoltarlo. Chi non sa ascoltare il fratello, ben presto non saprà neppure più ascoltare Dio. Anche di fronte a Dio sarà sempre lui a parlare.

  18. CANTA E CAMMINA. Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo

    CANTIAMO QUI L’ALLELUIA, MENTRE SIAMO ANCORA PRIVI DI SICUREZZA, PER POTERLO CANTARE UN GIORNO LASSÙ, ORMAI SICURI. Perché qui siamo nell’ansia e nell’incertezza. Non vuoi che io mi senta malsicuro, quando la tentazione è così frequente, che la stessa preghiera ci fa ripetere: «Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori»? (Mt 6,12).VUOI CHE IO RESTI TRANQUILLO QUANDO TUTTI I GIORNI DEVO DOMANDARE PERDONO DEI PECCATI E AIUTO NEI PERICOLI? INFATTI, DOPO AVER DETTO PER I PECCATI PASSATI: «RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI, COME NOI LI RIMETTIAMO AI NOSTRI DEBITORI», SUBITO, PER I PERICOLI FUTURI, DEVO AGGIUNGERE: «E NON CI INDURRE IN TENTAZIONE» (Mt6,13) Anche quaggiù tra i pericoli e le tentazioni, si canti dagli altri e da noi l’alleluia. «DIO INFATTI È FEDELE; E NON PERMETTERÀ CHE SIATE TENTATI OLTRE LE VOSTRE FORZE» (1Cor 10,13). Perciò anche quaggiù cantiamo l’alleluia. L’uomo è ancora colpevole, ma Dio è fedele. «Non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita e la forza per sopportarla» (1Cor 10,13). Ma quando questo corpo sarà diventato immortale e incorruttibile, allora cesserà anche ogni tentazione, perché «il corpo è morto». Ora infatti il nostro corpo è nella condizione terrestre, mentre allora sarà in quella celeste.
    O FELICE QUELL’ALLELUIA CANTATO LASSÙ! O alleluia di sicurezza e di pace! Là nessuno ci sarà nemico, là non perderemo mai nessun amico. Ivi risuoneranno le lodi di Dio. Certo risuonano anche ora qui. Qui però nell’ansia, mentre lassù nella tranquillità. Qui cantiamo da morituri, lassù da immortali. Qui nella speranza, lassù nella realtà. Qui da esuli e pellegrini, lassù nella patria. Cantiamo pure ora, non tanto per goderci il riposo, quanto per sollevarci dalla fatica. Cantiamo da viandanti. CANTA, MA CAMMINA. Canta per alleviare le asprezze della marcia, ma cantando non indulgere alla pigrizia.
    CANTA E CAMMINA. CHE SIGNIFICA CAMMINARE?
    ANDARE AVANTI NEL BENE, PROGREDIRE NELLA SANTITÀ. SE PROGREDISCI È SEGNO CHE CAMMINI, MA DEVI CAMMINARE NEL BENE, DEVI AVANZARE NELLA RETTA FEDE, DEVI PROGREDIRE NELLA SANTITÀ. CANTA E CAMMINA.

  19. David Maria Turoldo

    “Padre, non sappiamo più ascoltare;
    Padre, nessuno più ascolta nessuno:
    nessuno sa fare più silenzio!
    Abbiamo perso il senso della contemplazione,
    perciò siamo così soli e vuoti,
    così rumorosi e insensati,
    e inevitabilmente idolatri!

    Anche quando l’angoscia ci assale
    donaci, o Padre, di non dubitare;
    o anche di dubitare, ma insieme di sempre più credere:
    di credere alla TUA FEDELTA’,
    al TUO AMORE
    al di là di tutte le apparenze
    e con il tuo Spirito
    sempre presente
    nella nostra storia.”

  20. ABBIAMO TROVATO IL MESSIA… E LO CONDUSSE DA GESÙ
    San Giovanni Crisostomo, Vescovo

    ANDREA, DOPO ESSERE RESTATO CON GESÙ E AVER IMPARATO TUTTO CIÒ CHE GESÙ GLI AVEVA INSEGNATO, NON TENNE CHIUSO IN SÉ IL TESORO, MA SI AFFRETTÒ A CORRERE DA SUO FRATELLO PER COMUNICARGLI LA RICCHEZZA CHE AVEVA RICEVUTO. ASCOLTA BENE COSA GLI DISSE: “ABBIAMO TROVATO IL MESSIA (CHE SIGNIFICA IL CRISTO)” (GV 1,41). VEDI IN CHE MANIERA NOTIFICA CIÒ CHE AVEVA APPRESO IN POCO TEMPO? Da una parte mostra quanta forza di persuasione aveva il Maestro sui discepoli, e, dall’altra, rivela il loro interessamento sollecito e diligente circa il suo insegnamento.
    Quella di Andrea è la parola di uno che aspettava con ansia la venuta del Messia, che ne attendeva la discesa dal cielo, CHE TRASALÌ DI GIOIA QUANDO LO VIDE ARRIVARE, E CHE SI AFFRETTÒ A COMUNICARE AGLI ALTRI LA GRANDE NOTIZIA.
    DICENDO SUBITO AL FRATELLO CIÒ CHE AVEVA SAPUTO, MOSTRA QUANTO GLI VOLESSE BENE, COME FOSSE AFFEZIONATO AI SUOI CARI, QUANTO SINCERAMENTE FOSSE PREMUROSO DI PORGERE LORO LA MANO NEL CAMMINO SPIRITUALE.
    Guarda anche l’animo di Pietro, fin dall’inizio docile e pronto alla fede: immediatamente corre senza preoccuparsi di nient’altro. Infatti dice: “LO CONDUSSE DA GESÙ” (Gv 1,42). Nessuno certo condannerà la facile condiscendenza di Pietro nell’accogliere la parola del fratello senza aver prima esaminato a lungo le cose. È probabile infatti CHE IL FRATELLO GLI ABBIA NARRATO I FATTI CON MAGGIOR PRECISIONE E PIÙ A LUNGO, MENTRE GLI EVANGELISTI COMPENDIANO OGNI LORO RACCONTO PREOCCUPANDOSI DELLA BREVITÀ. D’altra parte non è detto nemmeno che abbia creduto senza porre domande, Ma Che AnDREA “LO CONDUSSE DA GESÙ”, AFFIDANDOLO A LUI PERCHÉ IMPARASSE TUTTO DA LUI DIRETTAMENTE. Se Giovanni Battista dicendo: Ecco l’Agnello di Dio, e ancora: ecco colui che battezza nello Spirito (cfr. Gv 1,29,33), LASCIÒ CHE UN PIÙ CHIARO INSEGNAMENTO SU QUESTO VENISSE DA CRISTO STESSO, CERTAMENTE CON MOTIVI ANCOR PIÙ VALIDI SI COMPORTÒ IN QUESTO MODO ANDREA, NON RITENENDOSI TALE DA DARE UNA SPIEGAZIONE COMPLETA ED ESAURIENTE. PER CUI GUIDÒ IL FRATELLO ALLA SORGENTE STESSA DELLA LUCE CON TALE PREMURA E GIOIA DA NON ASPETTARE NEMMENO UN ISTANTE.

  21. SAN GIOVANNI CRISOSTOMO, VESCOVO

    SE SAREMO AGNELLI VINCEREMO, SE LUPI SAREMO VINTI

    FINCHÉ SAREMO AGNELLI, VINCEREMO E, ANCHE SE SAREMO CIRCONDATI DA NUMEROSI LUPI, RIUSCIREMO A SUPERARLI. MA SE DIVENTEREMO LUPI, SAREMO SCONFITTI, PERCHÉ SAREMO PRIVI DELL’AIUTO DEL PASTORE. EGLI NON PASCE LUPI, MA AGNELLI. Per questo se ne andrà e ti lascerà solo, perché gli impedisci di manifestare la sua potenza.
    È come se Cristo avesse detto: Non turbatevi per il fatto che, mandandovi tra i lupi, io vi ordino di essere come agnelli e colombe. Avrei potuto dirvi il contrario e risparmiarvi ogni sofferenza, impedirvi di essere esposti come agnelli ai lupi e rendervi più forti dei leoni. Ma è necessario che avvenga così, poiché questo vi rende più gloriosi e manifesta la mia potenza. LA STESSA COSA DICEVA A PAOLO: «TI BASTA LA MIA GRAZIA, PERCHÉ LA MIA POTENZA SI MANIFESTI PIENAMENTE NELLA DEBOLEZZA» (2 COR 12, 9). SONO IO DUNQUE CHE VI HO VOLUTO COSÌ MITI.
    Per questo quando dice: «Vi mando come agnelli» (Lc 10, 3), vuol far capire che non devono abbattersi, perché sa bene che con la loro mansuetudine saranno invincibili per tutti.
    E volendo poi che i suoi discepoli agiscano spontaneamente, per non sembrare che tutto derivi dalla grazia e non credere di esser premiati senza alcun motivo, aggiunge: «SIATE DUNQUE PRUDENTI COME SERPENTI E SEMPLICI COME COLOMBE» (MT 10, 16). MA COSA PUÒ FARE LA NOSTRA PRUDENZA, CI POTREBBERO OBIETTARE, IN MEZZO A TANTI PERICOLI? COME POTREMO ESSERE PRUDENTI, QUANDO SIAMO SBATTUTI DA TANTE TEMPESTE? COSA POTRÀ FARE UN AGNELLO CON LA PRUDENZA QUANDO VIENE CIRCONDATO DA LUPI FEROCI? PER QUANTO GRANDE SIA LA SEMPLICITÀ DI UNA COLOMBA, A CHE LE GIOVERÀ QUANDO SARÀ AGGREDITA DAGLI AVVOLTOI? CERTO, A QUEGLI ANIMALI NON SERVE, MA A VOI GIOVERÀ MOLTISSIMO.
    E VEDIAMO CHE GENERE DI PRUDENZA RICHIEDA: QUELLA «DEL SERPENTE». COME IL SERPENTE ABBANDONA TUTTO, ANCHE IL CORPO, E NON SI OPPONE PUR DI RISPARMIARE IL CAPO, COSÌ ANCHE TU, PUR DI SALVARE LA FEDE, ABBANDONA TUTTO, I BENI, IL CORPO E LA STESSA VITA.
    La fede è come il capo e la radice. Conservando questa, anche se perderai tutto, riconquisterai ogni cosa con maggiore abbondanza. Ecco perché non ordina di essere solamente semplici o solamente prudenti, ma unisce queste due qualità, in modo che diventino virtù. ESIGE LA PRUDENZA DEL SERPENTE, PERCHÉ TU NON RICEVA DELLE FERITE MORTALI, E LA SEMPLICITÀ DELLA COLOMBA, PERCHÉ NON TI VENDICHI DI CHI TI INGIURIA E NON ALLONTANI CON LA VENDETTA COLORO CHE TI TENDONO INSIDIE. A NULLA GIOVA LA PRUDENZA SENZA LA SEMPLICITÀ.
    NESSUNO PENSI CHE QUESTI COMANDAMENTI NON SI POSSANO PRATICARE. CRISTO CONOSCE MEGLIO DI OGNI ALTRO LA NATURA DELLE COSE. SA BENE CHE LA VIOLENZA NON SI ARRENDE ALLA VIOLENZA, MA ALLA MANSUETUDINE.

  22. L’ANIMA CHE NON È DIMORA DI CRISTO È INFELICE
    SAN MACARIO, VESCOVO

    UNA CASA, NON PIÙ ABITATA DAL PADRONE, RIMANE CHIUSA E OSCURA, cadendo in abbandono; di conseguenza si riempie di polvere e di sporcizia. NELLA STESSA CONDIZIONE È L’ANIMA CHE RIMANE PRIVA DEL SUO SIGNORE. PRIMA TUTTA LUMINOSA DELLA SUA PRESENZA E DEL GIUBILO DEGLI ANGELI, POI SI IMMERGE NELLE TENEBRE DEL PECCATO, DI SENTIMENTI INIQUI E DI OGNI CATTIVERIA.
    POVERA QUELLA STRADA CHE NON È PERCORSA DA ALCUNO e non è rallegrata da alcuna voce d’uomo! Essa finisce per essere il ritrovo preferito di ogni genere di bestie. POVERA QUELL’ANIMA IN CUI NON CAMMINA IL SIGNORE, CHE CON LA SUA VOCE NE ALLONTANI LE BESTIE SPIRITUALI DELLA MALVAGITÀ! Guai alla terra priva del contadino che la lavori! Guai alla nave senza timoniere! Sbattuta dai marosi e travolta dalla tempesta, andrà in rovina.
    GUAI ALL’ANIMA CHE NON HA IN SÉ IL VERO TIMONIERE, CRISTO! Avvolta dalle tenebre di un mare agitato e sbattuta dalle onde degli affetti malsani, sconquassata dagli spiriti maligni come da un uragano invernale, andrà miseramente in rovina.
    GUAI ALL’ANIMA PRIVA DI CRISTO, L’UNICO CHE POSSA COLTIVARLA DILIGENTEMENTE perché produca i buoni frutti dello Spirito! Infatti, una volta abbandonata, sarà tutta invasa da spine e da rovi e, invece di produrre frutti, finirà nel fuoco. GUAI A QUELL’ANIMA CHE NON AVRÀ CRISTO IN SÉ! LASCIATA SOLA, COMINCERÀ AD ESSERE TERRENO FERTILE DI INCLINAZIONI MALSANE E FINIRÀ PER DIVENTARE UNA SENTINA DI VIZI.
    Il contadino, quando si accinge a lavorare la terra, sceglie gli strumenti più adatti e veste anche l’abito più acconcio al genere di lavoro. Così Cristo, re dei cieli e vero agricoltore, venendo verso l’umanità, devastata dal peccato, prese un corpo umano, e, PORTANDO LA CROCE COME STRUMENTO DI LAVORO, DISSODÒ L’ANIMA ARIDA E INCOLTA, NE STRAPPÒ VIA LE SPINE E I ROVI DEGLI SPIRITI MALVAGI, DIVELSE IL LOGLIO DEL MALE E GETTÒ AL FUOCO TUTTA LA PAGLIA DEI PECCATI. LA LAVORÒ COSÌ COL LEGNO DELLA CROCE E PIANTÒ IN LEI IL GIARDINO AMENISSIMO DELLO SPIRITO. ESSO PRODUCE OGNI GENERE DI FRUTTI SOAVI E SQUISITI PER DIO, CHE NE È IL PADRONE.

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