Cari amici, è diventato un proverbio popolare: con l’Epifania finiscono tutte le feste natalizie. Si torna alla normalità. Ci aspetta la vita quotidiana  con le sue gioie e le sue fatiche… date soprattutto dai rapporti fra di noi, in famiglia,  nell’ambiente di lavoro, nelle relazioni internazionali…  Subito ci troviamo davanti a  una scelta tremenda Subito ci troviamo davanti a una scelta:  COSTRUIAMO MURI O…  PONTI?  

PROPOSTE  DI  VILLA  S. BIAGIO  GENNAIO 2019

  • GIOVEDÌ 17: giornata dialogo ebraico-cristiano (on line)
  • VENERDI 18–25: settimana preghiera unità dei cristiani
  • VENERDÌ 18 – 20: WEEK – END DELLO SPIRITO

EGLI E’ LA NOSTRA PACE: Lettera agli Efesini (S. Paolo)    – LA FORZA DEL DIALOGO  (Papa Francesco) – ECUMENISMO DELLA CARITÀ    (D. Orione)

PROGRAMMA:  VENERDÌ:  h. 18.30  S. Messa – Introduzione – Preghiera personale    SABATO:  h.9: Meditazione   h.15.30: SCUOLA DI PREGHIERA   h.21: Momento Mariano – Turni di Adorazione Notturna    DOMENICA: “Svegliamo l’aurora”:  LODI AL SORGERE DEL SOLE   Lectio Divina  – S.MESSA – Verifica e Risonanze -Pranzo in fraternità

  

DOMENICA 27   “UNA DOMENICA PER NOI”   RITIRO PER FIDANZATI E SPOSI  (H. 9 – 12.30)

  • PAROLE PER LA PACE IN FAMIGLIA (Papa Francesco)
  • “LA PACE VALE PIÙ DI TUTTO” (D. Orione)     

DOMENICA 13 GENNAIO 2019   BATTESIMO DI GESU’  Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento.   Dal Vangelo secondo Marco ( Mc 1,7-11) In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

  • IL BATTESIMO DI GESÙ  Dai «Discorsi» di san Gregorio Nazianzeno, vescovo –Cristo nel battesimo si fa luce, entriamo anche noi nel suo splendore; Cristo riceve il battesimo, inabissiamoci con lui per poter con lui salire alla gloria. Sono io che devo ricevere da te il battesimo (cfr. Mt 3, 14), così dice la lucerna al sole, la voce alla Parola, l’amico allo Sposo, colui che è il più grande tra i nati di donna a colui che è il primogenito di ogni creatura… Gesù sale dalle acque e porta con sé in alto tutto intero il cosmo. Vede scindersi e aprirsi i cieli … Una voce proviene dalle profondità dei cieli, da quelle stesse profondità dalle quali proveniva Chi in quel momento riceveva la testimonianza. Onoriamo dunque in questo giorno il battesimo di Cristo e celebriamo come è giusto questa festa. Purificatevi totalmente e progredite in questa purezza. Dio di nessuna cosa tanto si rallegra, come della conversione e della salvezza dell’uomo. Tutto è stato fatto perché voi diveniate come altrettanti soli, cioè forza vitale per gli altri uomini. Siate luci perfette dinanzi a quella luce immensa.
  •  Don Tonino Bello ci dice come fare in concreto: Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita. Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un’ala soltanto; possono volare solo rimanendo abbracciati. A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che anche tu abbia un’ala soltanto. L’altra la tieni nascosta, forse per farmi capire che tu non vuoi volare senza di me. Per questo mi hai dato un’ala sola, perché io fossi tuo compagno di volo.”

 

                      INFO E PRENOTAZIONI: – 333.8890.862 –                                                                                        donalesiani@gmaill.com – www.sanbiagiofano.it

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Mohamed  domanda:  Caro Don Orione

Forse non dovrei rivolgermi  a Lei così confidenzialmente. Primo perché non sono italiano e faccio fatica ad esprimermi nella vostra lingua. E poi perché non sono cristiano ma musulmano.  Sono in Italia da diversi anni. Ho trovato un lavoro e, a dire il vero, il  padrone mi vuole anche bene, a suo modo. Ma in questi ultimi anni, a causa dei vari attentati terroristici, tutto è diventato più difficile per noi immigrati. Ci sentiamo guardati male. In treno nessuno si siede volentieri accanto a noi. Per strada, la gente, se può ci evita, facendo  finta di non vederci. Perché? Non siamo tutti terroristi. Personalmente non sono venuto in Italia per fare guerre di religione, ma per guadagnare da vivere per me e la mia famiglia alla quale mensilmente mando qualcosa… Ho saputo che nel secolo scorso,  anche gli italiani sono emigrati in massa verso luoghi dove era più facile guadagnarsi un pezzo di pane. E si sono fatti onore. Ho sentito dire che anche Lei ha fatto di tutto per gli Italiani emigrati in America latina. Don Orione, c’è ancora  posto  per noi immigrati nel suo cuore? E in quello dei suoi religiosi? E nel cuore di Dio? Arriverà mai il giorno in cui non avremo più paura gli uni degli altri? E ci guarderemo tutti come fratelli? (Mohamed –  Marocco)

 DON ORIONE RISPONDE:  Caro fratello musulmano Ti sono grato perché non hai avuto paura di rivolgerti a me,  per confidarmi la pena e il disagio che provi nel trovarti in un paese straniero. Una sensazione che ho provato anch’io: posso capire. C’è il disagio di non sapersi esprimere bene in una lingua straniera. Ma soprattutto  la tristezza di sentirti guardato con diffidenza e, a volte, con disprezzo. Ti racconterò qualcosa di quel pochino che ho fatto per alleviare le sofferenze degli Italiani emigrati in America latina…Prima però voglio dirti  che mi è sempre piaciuta nella fede cristiana questa  apertura universale a tutti i popoli e a tutte le razze. Ho sentito che rispondeva alle esigenze più profonde del mio cuore di uomo, di cristiano e di sacerdote.  Mi veniva spontaneo ripetere spesso  a me e alla gente: fare del bene sempre, del bene a tutti, del male mai a nessuno”…Del resto, già  nei profeti della Bibbia,  a cui le nostre religioni si rifanno entrambe,  ci sono sprazzi intensi di luce universalistica. La benedizione del Signore, per esempio,  è promessa a  tutti:   Li  benedirà il Signore degli eserciti: “Benedetto sia l’Egiziano mio  popolo, l’Assiro opera delle mie mani e Israele mia eredità”. Is. 20,23)  Gli fa eco il salmista che vede tutti i popoli coinvolti in un unico progetto di salvezza e iscritti all’anagrafe della città di Dio.   “Di te si dicono cose stupende, città di Dio.  Ricorderò Raab e Babilonia  fra quelli che mi conoscono;  ecco, Palestina, Tiro ed Etiopia:  tutti là sono nati” (Sl. 87)   Oggi, gli uomini di buona volontà sono sempre più convinti che bisogna sottolineare gli elementi che ci uniscono e non ciò che ci divide. Conoscere reciprocamente i tesori delle nostre diverse culture. E comunicarcele con delicatezza e rispetto. Ne va del futuro dell’umanità. In questi giorni mi sono riletto la lettera agli Efesini che intende la Chiesa come costruttrice di ponti fra gli uomini.  E allora, caro Mohamed, pur con grande rispetto, vorrei  invitare anche te ( posso?…)  ad ascoltare qualche pensiero di questa lettera che ci aiuta ad affrontare il dilemma dell’umanità oggi: costruire muri o ponti? 

 ATTINGENDO ALLA SORGENTE: 

  1. Un unico progetto di salvezza  per tutti gli uomini: Nel suo amore  Dio ci ha fatto conoscere  il segreto progetto della sua volontà: quello che fin da principio generosamente aveva deciso di realizzare per mezzo di Cristo.  Così Dio conduce la storia  al suo compimento:  riunisce tutte le cose, sotto un unico capo, Cristo. (1,10s)
  2. DIO NON AMA I MURI: LI HA ABBATTUTI IN GESÙ,  NOSTRA    PACE. Voi eravate lontani dal Cristo; eravate stranieri, non appartenevate al popolo di Dio; eravate esclusi dalle sue promesse e dalla sua alleanza; eravate nel mondo persone senza speranza e senza Dio. Ora invece, uniti a Cristo Gesù per mezzo della sua morte, voi, che eravate lontani, siete diventati vicini.   
  3. INFATTI CRISTO È LA NOSTRA PACE: egli ha fatto diventare un unico popolo i pagani e gli Ebrei; egli ha demolito quel muro che li separava e li rendeva nemici. (2,11ss)    
  4. CON LA SUA CROCE,  GESÙ HA COSTRUITO UN PONTE DI COMUNIONE fra tutti i popoli: Infatti, sacrificando se stesso,  ha abolito la legge giudaica con tutti i regolamenti e le proibizioni.  Così, ha creato un popolo nuovo, e ha portato la pace fra loro;  per mezzo della sua morte in croce li ha uniti in un solo corpo, e li ha messi in pace con Dio. Sulla croce, sacrificando se stesso, egli ha distrutto ciò che li separava. (2,15s)  
  5. PER GESÙ NON CI SONO PIÙ STRANIERI…ma un’unica famiglia Come dice la Bibbia: Egli è venuto ad annunziare il messaggio di pace: pace a voi che eravate lontani e pace a quelli che erano vicini.  Per mezzo di Gesù Cristo ora voi non siete più stranieri, né ospiti. Anche voi, insieme con gli altri, appartenete al popolo e alla famiglia di Dio.  (2,19s)                                                                                           

  LA MIA ESPERIENZA    Meno parole e più opere di bene: I discorsi sono ormai inutili. Cercare e medicare le piaghe del popolo. In questo modo la nostra azione sarà non solamente efficace, ma profondamente cristiana. Cristo andò al popolo. Sollevare il popolo, risanarlo. Deve starci a cuore il popolo. Evitate le parole: di parolai ne abbiamo piene le tasche” (Scritti  61, 114.)

+ MA UNA CARITÀ DAGLI ORIZZONTI AMPI. Un giorno, feci sospendere la lettura della vita del Cottolengo e commentai:… il Cottolengo, accettava i ricoverati di qualsiasi religione o anche di nessuna religione.  Certo, quando i malati si presentano alla porta del Piccolo Cottolengo, non si può  loro chiedere di che religione o nazione siano, ma se hanno un dolore da lenire. Vedete come i Santi avevano il cuore largo! Così  dovremo fare noi, sempre! E’ venuto da me un signore,    il quale mi ha detto: – Voglio fondare un Ospizio Cattolico, e lei si sente di mandarmi i suoi preti? – Ed io: – Se per cattolico intende universale, cioe’  dove si possono accettare tutti, si’ che accetto di mandare il personale;      ma se vuole fondare un Ospedale solo per i cattolici, no che non accetto perché quando si presenta uno che ha un dolore, non si sta’ lì  a domandare se ha il battesimo ma se ha un dolore.  (Parola VIII, 195-196)       -DIC. 1921: MI TROVAVO IN BRASILE. Ero sconvolto nel vedere tanti emigrati italiani bisognosi di tutto. Scrissi al mio vescovo.  Mg.r Arcivescovo mi ha dato una parrocchia al Braz che è il quartiere più popolato dai nostri emigrati: apriremo scuole: apriremo, con l’aiuto di Dio  e di anime generose, un vero segretariato e ufficio di lavoro, e una Casa operaia italiana, vi sarà attigua e annessa una chiesa, ma una bella chiesa, di stile italiano, e andranno uniti: Dio e popolo. Poveri emigrati! poveri nostri fratelli italiani! Che sono a S. Paolo, tra padri e figli, sono più di 300.000, mila. Tutto sangue italiano! Quante lagrime si asciugheranno! quante miserie morali, quanti dolori si leniranno! Ora vostra Eccellenza rev.ma mi lasci qui, voglia lasciarmi ancora un poco qui a fare il missionario tra i nostri. …Sono passi che i miei in Italia non li capiscono io pure non capisco che poco  di ciò che sto facendo, e che mi va succedendo qui. Cerco di pregare. E allora ho una grande pace in me che mi conforta. Scr. 45,176ss

 Cittadini del mondo… Il tuo Cristo è EBREO,  la tua democrazia è GRECA, la tua scrittura è LATINA,  i tuoi numeri sono ARABI,   la tua auto è GIAPPONESE, il tuo caffè BRASILIANO, il tuo orologio è SVIZZERO, la tua pizza è ITALIANA,  la tua camicia è HAWAIANA,    le tue vacanze sono turche, TUNISINE O  MAROCCHINE.  Cittadino  del  mondo  non  rimproverare    il  tuo  vicino  di  essere  straniero… (graffito su un muro  di Berlino)

 

LEGGI TUTTO IN ALLEGATO E… PARLIAMONE TRA NOI: 

Come guardi e accogli i fratelli provenienti  da altri paesi?

 Cosa pensi del  dialogo tra le varie religioni?    impossibile, pericoloso,  utile, necessario?…)

Nel nostro piccolo, cosa possiamo fare per costruire “ponti” con i “lontani” che ci stanno… vicini?   

donalesiani@gmail.comwww.sanbiagiofano.it – 3338890862

 

13 comments

  1.  Don Tonino Bello ci dice come fare in concreto:

    Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita. Ho letto da qualche parte che gli uomini sono ANGELI CON UN’ALA SOLTANTO; possono volare solo rimanendo ABBARACCIATI. A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che anche tu abbia un’ala soltanto. L’altra la tieni nascosta, forse per farmi capire che tu non vuoi volare senza di me. Per questo MI HAI DATO UN’ALA SOLA, perché io fossi TUO COMPAGNO DI VOLO.”

  2. IL BATTESIMO DI GESÙ  Dai «Discorsi» di san Gregorio Nazianzeno, vescovo — Cristo nel battesimo si fa luce, entriamo anche noi nel suo splendore; Cristo riceve il battesimo, inabissiamoci con lui per poter con lui salire alla gloria. Sono io che devo ricevere da te il battesimo (cfr. Mt 3, 14), così dice la lucerna al sole, la voce alla Parola, l’amico allo Sposo, colui che è il più grande tra i nati di donna a colui che è il primogenito di ogni creatura… Gesù sale dalle acque e porta con sé in alto tutto intero il cosmo. Vede scindersi e aprirsi i cieli … Una voce proviene dalle profondità dei cieli, da quelle stesse profondità dalle quali proveniva Chi in quel momento riceveva la testimonianza. Onoriamo dunque in questo giorno il battesimo di Cristo e celebriamo come è giusto questa festa. Purificatevi totalmente e progredite in questa purezza. Dio di nessuna cosa tanto si rallegra, come della conversione e della salvezza dell’uomo. Tutto è stato fatto perché voi diveniate come altrettanti soli, cioè forza vitale per gli altri uomini. Siate luci perfette dinanzi a quella luce immensa.

  3. SPAZIO CHE CIRCONDA (Edith Stein)

    “Chi sei tu, dolce luce, che mi riempie
    e rischiara l’oscurità del mio cuore?
    Tu mi guidi come mano materna e mi lasci libera.
    Tu sei lo spazio che circonda
    il mio essere e lo racchiudi in sé.
    Da te lasciato cadrebbe nell’abisso del nulla,
    dal quale tu lo elevi all’essere.
    Tu, più vicino a me di me stessa,
    e più intimo del mio intimo,
    e tuttavia inafferrabile ed incomprensibile
    che fai esplodere ogni nome:
    Spirito Santo, Amore eterno.”
    Edith Stein

  4. Perché, o Signore
    (Henri J. M. Nouwen, Preghiere dal silenzio)
    Perché, o Signore,
    mi risulta tanto difficile
    tenere il mio cuore rivolto a te?
    Perché la mia mente
    se ne va raminga in mille direzioni,
    e perché il mio cuore
    desidera cose che mi portano fuori strada?
    Fammi sentire la tua presenza
    in mezzo alle mie mille agitazioni.
    Il mio corpo stanco,
    la mia mente confusa
    e la mia anima inquieta,
    prendili tra le tue braccia
    e dammi un po’ di riposo,
    un semplice quieto riposo.

  5. Dai «Discorsi» di san Massimo,
    I sacramenti del Battesimo del Signore

    IL VANGELO RACCONTA CHE GESÙ VENNE AL GIORDANO PER FARSI BATTEZZARE e in quel fiume volle essere consacrato con prodigi celesti. la ragione esige che questa festa segua quella del natale del signore, perché i due eventi si verificano nel medesimo tempo anche se a distanza di anni. Ecco perché ritengo che la festa si debba chiamare anch’essa natale.
    NEL GIORNO CHE DICIAMO NATALE EGLI NACQUE TRA GLI UOMINI, OGGI È RINATO NELLA MANIFESTAZIONE DIVINA; IN QUEL GIORNO NACQUE DA UNA VERGINE, OGGI È GENERATO NEL MISTERO. PRIMA, NASCENDO ALLA MANIERA DEGLI UOMINI, VIENE STRETTO AL SENO DA MARIA; ORA GENERATO SECONDO IL MISTERO, È AVVOLTO DALLA VOCE DEL PADRE CHE DICE: «QUESTI È IL FIGLIO MIO PREDILETTO, NEL QUALE MI SONO COMPIACIUTO. ASCOLTATELO» (MT 17, 5). LA MADRE ACCAREZZA DOLCEMENTE IL PICCOLO SUL SUO GREMBO, IL PADRE OFFRE AL FIGLIO UN’AMOROSA TESTIMONIANZA; LA MADRE LO PRESENTA AI MAGI PERCHÉ L’ADORINO, IL PADRE LO RIVELA AI POPOLI PERCHÉ GLI RENDANO ONORE.
    Oggi dunque il Signore Gesù venne al battesimo e volle che il suo corpo santo fosse lavato dall’acqua. Ma qualcuno potrebbe chiedere perché egli che è santo volle essere battezzato. ASCOLTA PERCHÉ: CRISTO NON VOLLE ESSER BATTEZZATO PER ESSER SANTIFICATO DALLE ACQUE, MA PER SANTIFICARSI LUI STESSO SÌ CHE, MENTRE NE VENIVA PURIFICATO, FOSSE LUI A PURIFICARE QUELLE ACQUE CHE TOCCAVA. LA CONSACRAZIONE DI CRISTO È CONSACRAZIONE MAGGIORE DELL’ELEMENTO ACQUA. MENTRE VIENE LAVATO IL SIGNORE, GIÀ ALLORA VIENE PURIFICATA TUTTA L’ACQUA PER SERVIRE AL NOSTRO BATTESIMO E VIENE RESA PURA LA FONTE PERCHÉ LA GRAZIA DEL LAVACRO SIA DISTRIBUITA IN SEGUITO AI POPOLI FUTURI. CRISTO DUNQUE SI OFFRE AL BATTESIMO PRECEDENDOCI, PERCHÉ I POPOLI CRISTIANI GLI TENGANO DIETRO CON FIDUCIA.

  6. UNJ PO’ FA PENSARE …O NO?

    RISPETTO VERSO I GENITORI (Riccardo Ripoli)
    GENITORI, EDUCATORI, INSEGNANTI, tutti coloro che in qualche modo sono chiamati a dare consigli ai ragazzi per il loro futuro, dall’alto della propria esperienza, sono spesso inascoltati dai figli, dagli allievi. Lo scontro generazionale esiste da sempre, il non credere a quanto ci viene insegnato da chi ci accudisce è sempre stata cosa normale, ma a tutto c’è un limite. C’è oggigiorno una sorta di presunzione molto diffusa tra i ragazzi. FINO A POCO TEMPO FA I GENITORI VENIVANO COMUNQUE ASCOLTATI, non ci si permetteva di mandarli a quel paese platealmente, non per paura di ritorsioni, ma per rispetto. oggi non è più così. C’è mancanza di riguardo verso coloro che hanno macinato più anni, vissuto un buon pezzo di vita, studiato sui libri dell’esperienza. E’ giusto contestare i genitori, serve a crescere, MA A TUTTO C’È UN LIMITE. Purtroppo questa mancanza di ascolto porta molti a fare troppi errori. Quanti ragazzi si perdono per le strade della droga, della prostituzione, del gioco d’azzardo e la percentuale è sempre più alta. Quanti i ragazzi che smettono di studiare, o cercano le strade più facili per arrivare sulla vetta e si trovano a trent’anni pieni di debiti, senza lavoro, con un matrimonio fallito alle spalle per non aver voluto fare un passo dopo l’altro, per aver voluto bruciare le tappe, per non aver ascoltato i genitori. TANTI I RAGAZZI che sono passati dalla nostra casa, A TUTTI ABBIAMO DATO AMORE ED ESPERIENZA, CONSIGLI E RIMPROVERI, e arrivati a diciotto anni scalpitavano per andarsene, per essere liberi, per scappare da chi li aveva amati e accolti per tornare, spesso, da chi invece li aveva rifiutati e maltrattati ma che prometteva loro mari e monti ed una vita facile piena di soldi. Oggi due ragazzi spacciano, uno passa da una rissa ad un’altra, uno deve subire non so quanti processi, un altro è ricercato dalla polizia. Chi è rimasto fatica ogni giorno, deve ascoltare rimproveri e consigli, studiare quando non ne ha voglia, COMPORTARSI CORRETTAMENTE, AIUTARE I BIMBI PIÙ PICCOLI, MA COSÌ FACENDO METTE NEL PROPRIO ZAINO VALORI E PRINCIPI CHE GLI SARANNO UTILI PER ESSERE UN BUON ADULTO, GENITORE, CITTADINO DI QUESTO MONDO. Nella vita tutti si accorgeranno della bontà di certi insegnamenti, prima o poi, ma a volte rendersene conto prima può evitare di dover affrontare più dolori e pene di quelle che già la vita ci riserva a cose normali. QUESTO VALE ANCHE PER GLI ADULTI NEI CONFRONTI DI DIO. SI TENDE A NON ASCOLTARLO, A EVITARE DI LEGGERE IL VANGELO PERCHÉ È FATICOSO DOVERSI SEMPRE SENTIRE IN TORTO, VEDERE CHE STIAMO SBAGLIANDO QUALCOSA, MA SE LO ACCOGLIESSIMO NEL NOSTRO CUORE, NON AVREMMO FORSE TANTI PROBLEMI IN MENO? NON AVREMMO UNA VITA MIGLIORE?

  7. • S. PROCLO, VESCOVO DI COSTANTINOPOLI:

    LA SANTIFICAZIONE DELLE ACQUE
    1. CRISTO APPARVE AL MONDO E, METTENDO ORDINE NEL MONDO IN DISORDINE, LO RESE BELLO. PRESE SU DI SÉ IL PECCATO DEL MONDO E scacciò il nemico del mondo; santificò le sorgenti delle acque ed illuminò le anime degli uomini. A miracoli aggiunse miracoli sempre più grandi.
    2. NELLA PASSATA SOLENNITÀ CI VENIVA PRESENTATO COME UN PICCOLO BAMBINO, CHE DIMOSTRAVA LA NOSTRA IMPERFEZIONE; NELLA FESTA ODIERNA LO SI VEDE UOMO MATURO CHE LASCIA INTRAVVEDERE COLUI CHE, PERFETTO, PROCEDE DAL PERFETTO. VEDETE GLI STUPENDI MIRACOLI: IL SOLE DI GIUSTIZIA CHE SI LAVA NEL GIORDANO, IL FUOCO IMMERSO NELLE ACQUE E DIO SANTIFICATO DA UN UOMO.
    3. l’apostolo Paolo prorompe in queste parole: Apparve la grazia salvatrice di Dio a tutti gli uomini per ammaestrarci (cfr. Tt 2, 11). Non ad alcuni, ma a tutti. A tutti infatti, giudei e greci, dona la grazia salvatrice del battesimo, offrendo a tutti il battesimo come un comune beneficio. Su, guardate lo strano diluvio, più grande e più prezioso del diluvio che venne al tempo di Noè.
    4. ALLORA L’ACQUA DEL DILUVIO FECE PERIRE IL GENERE UMANO; ORA INVECE L’ACQUA DEL BATTESIMO, PER LA POTENZA DI COLUI CHE È STATO BATTEZZATO, RICHIAMA ALLA VITA I MORTI. ALLORA LA COLOMBA, RECANDO NEL BECCO UN RAMOSCELLO DI ULIVO, INDICÒ LA FRAGRANZA DEL PROFUMO DI CRISTO SIGNORE; ORA INVECE LO SPIRITO SANTO, SCENDENDO IN FORMA DI COLOMBA, CI MOSTRA IL SIGNORE STESSO, PIENO DI MISERICORDIA VERSO DI NOI.

  8. sant’Ippolito, sacerdote L’ACQUA E LO SPIRITO

    GESÙ VENNE DA GIOVANNI E RICEVETTE DA LUI IL BATTESIMO. O FATTO CHE RIEMPIE DI STUPORE! IL FIUME INFINITO, CHE RALLEGRA LA CITTÀ DI DIO, VIENE BAGNATO DA POCHE GOCCE DI ACQUA. LA SORGENTE INCONTENIBILE, DA CUI SGORGA LA VITA PER TUTTI GLI UOMINI ED È PERENNE, SI IMMERGE IN UN FILO D’ACQUA SCARSA E FUGACE.
    COLUI CHE È DAPPERTUTTO E NON MANCA IN NESSUN LUOGO, COLUI CHE GLI ANGELI NON POSSONO COMPRENDERE E GLI UOMINI NON POSSONO VEDERE, SI ACCOSTA A RICEVERE IL BATTESIMO DI SPONTANEA VOLONTÀ. ED ECCO GLI SI APRONO I CIELI E RISUONA UNA VOCE CHE DICE «QUESTI È IL FIGLIO MIO PREDILETTO, NEL QUALE MI SONO COMPIACIUTO» (MT 3,17).
    Colui che è amato genera amore e la luce immateriale fa nascere una luce inaccessibile. Questi è colui che fu chiamato figlio di Giuseppe ed è il mio unigenito nella natura divina.
    «QUESTI È IL MIO FIGLIO PREDILETTO»: PROVA LA FAME, EGLI CHE NUTRE UN NUMERO INFINITO DI CREATURE; È AFFRANTO DALLA STANCHEZZA, EGLI CHE RISTORA GLI AFFATICATI; NON HA DOVE POSARE IL CAPO, EGLI CHE TUTTO SOSTIENE NELLE SUE MANI; SOFFRE EGLI CHE GUARISCE OGNI SOFFERENZA; È SCHIAFFEGGIATO EGLI CHE DONA AL MONDO LA LIBERTÀ; È FERITO AL COSTATO EGLI CHE RIPARA IL COSTATO DI ADAMO.
    MA, VI PREGO, PRESTATEMI MOLTA ATTENZIONE: VOGLIO RITORNARE ALLA FONTE DELLA VITA E CONTEMPLARE LA SORGENTE DI OGNI RIMEDIO.
    Il Padre dell’immortalità inviò nel mondo il Figlio e Verbo immortale, che venne tra gli uomini per lavarli nell’acqua e nello Spirito, e, per rigenerarci nell’anima e nel corpo alla vita eterna, insufflò in noi lo Spirito di vita e ci rivestì d’un’armatura incorruttibile.
    SE DUNQUE L’UOMO È DIVENUTO IMMORTALE, SARÀ ANCHE DIO. SE NELL’ACQUA E NELLO SPIRITO SANTO DIVIENE DIO ATTRAVERSO LA RIGENERAZIONE DEL BATTESIMO, DOPO LA RISURREZIONE DAI MORTI VIENE A TROVARSI ANCHE COEREDE DI CRISTO.
    Perciò io proclamo come un araldo: Venite, tribù e popoli tutti, all’immortalità del battesimo. Questa è l’acqua associata allo Spirito Santo per mezzo del quale è irrigato il paradiso, la terra diventa feconda, le piante crescono, ogni essere animato genera vita; e per esprimere tutto in poche parole, È L’ACQUA MEDIANTE LA QUALE RICEVE VITA L’UOMO RIGENERATO, CON LA QUALE CRISTO FU BATTEZZATO, NELLA QUALE DISCESE LO SPIRITO SANTO IN FORMA DI COLOMBA.
    CHI SCENDE CON FEDE IN QUESTO LAVACRO DI RIGENERAZIONE, RINUNZIA AL DIAVOLO E SI SCHIERA CON CRISTO, RINNEGA IL NEMICO E RICONOSCE CHE CRISTO È DIO, SI SPOGLIA DELLA SCHIAVITÙ E SI RIVESTE DELL’ADOZIONE FILIALE, RITORNA DAL BATTESIMO SPLENDIDO COME IL SOLE ED EMETTENDO RAGGI DI GIUSTIZIA; MA, E CIÒ COSTITUISCE LA REALTÀ PIÙ GRANDE, RITORNA FIGLIO DI DIO E COEREDE DI CRISTO.
    A LUI LA GLORIA E LA POTENZA INSIEME ALLO SPIRITO SANTISSIMO, BENEFICO E VIVIFICANTE, ORA E SEMPRE, PER TUTTI I SECOLI. AMEN.

  9. Non sono gran cosa
    (Jorge Luis Borges)
    Non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita. Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori.
    POSSO, PERÒ ASCOLTARLI E DIVIDERLI CON TE.
    Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro; però, quando serve SARÒ VICINO A TE.
    Non posso cancellare la tua sofferenza; POSSO, PERÒ, PIANGERE CON TE.
    Non sono gran cosa, però sono TUTTO QUELLO CHE POSSO ESSERE.

  10. san Pietro Crisòlogo, vescovo
    COLUI CHE HA VOLUTO NASCERE PER NOI, NON HA VOLUTO ESSERE IGNORATO DA NOI

    COLUI CHE HA VOLUTO NASCERE PER NOI, NON HA VOLUTO RIMANERE A NOI NASCOSTO; E PERCIÒ SI MANIFESTA IN QUESTO MODO, PERCHÉ QUESTO GRANDE MISTERO DI PIETÀ NON DIVENTI OCCASIONE DI ERRORE.
    OGGI I MAGI, CHE LO RICERCAVANO SPLENDENTE FRA LE STELLE, LO TROVANO CHE VAGISCE NELLA CULLA. OGGI I MAGI VEDONO CHIARAMENTE, AVVOLTO IN PANNI, COLUI CHE TANTO LUNGAMENTE SI ACCONTENTARONO DI CONTEMPLARE IN MODO OSCURO NEGLI ASTRI. OGGI I MAGI CONSIDERANO CON GRANDE STUPORE CIÒ CHE VEDONO NEL PRESEPIO: IL CIELO CALATO SULLA TERRA, LA TERRA ELEVATA FINO AL CIELO, L’UOMO IN DIO, DIO NELL’UOMO, E COLUI CHE IL MONDO INTERO NON PUÒ CONTENERE, RACCHIUSO IN UN MINUSCOLO CORPO.
    VEDENDO, CREDONO E NON DISCUTONO E LO PROCLAMANO PER QUELLO CHE È CON I LORO DONI SIMBOLICI. CON L’INCENSO LO RICONOSCONO DIO, CON L’ORO LO ACCETTANO QUALE RE, CON LA MIRRA ESPRIMONO LA FEDE IN COLUI CHE SAREBBE DOVUTO MORIRE.
    Da questo il pagano, che era ultimo, è diventato primo, perché allora la fede dei gentili fu come inaugurata da quella dei magi.
    Oggi Cristo è sceso nel letto del Giordano per lavare i peccati del mondo. Lo stesso Giovanni attesta che egli è venuto proprio per questo: «Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo» (Gv 1,29). OGGI IL SERVO HA TRA LE MANI IL PADRONE, L’UOMO DIO, GIOVANNI CRISTO; LO TIENE PER RICEVERE IL PERDONO, NON PER DARGLIELO.
    Oggi, come dice il Profeta: La voce del Signore è sulle acque (cfr. Sal 28,23). Quale voce? «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto» (Mt 3,17).
    OGGI LO SPIRITO SANTO SI LIBRA SULLE ACQUE SOTTO FORMA DI COLOMBA, PERCHÉ, COME LA COLOMBA DI NOÈ AVEVA ANNUNZIATO CHE IL DILUVIO UNIVERSALE ERA CESSATO, COSÌ, A INDICAZIONE DI QUESTA, SI COMPRENDESSE CHE L’ETERNO NAUFRAGIO DEL MONDO ERA FINITO; E NON PORTÒ COME QUELLA UN RAMOSCELLO DELL’ANTICO ULIVO, MA EFFUSE TUTTA L’UBERTOSITÀ DEL NUOVO CRISMA SUL CAPO DEL NUOVO PROGENITORE, PERCHÉ SI ADEMPISSE QUANTO IL PROFETA AVEVA PREDETTO: «DIO, IL TUO DIO, TI HA CONSACRATO CON OLIO DI LETIZIA A PREFERENZA DEI TUOI EGUALI» (SAL 44,8).
    OGGI CRISTO DÀ INIZIO AI CELESTI PORTENTI, CAMBIANDO LE ACQUE IN VINO; MA L’ACQUA DOVEVA POI MUTARSI NEL SACRAMENTO DEL SANGUE, PERCHÉ CRISTO VERSASSE, A CHI VUOL BERE, PURI CALICI DALLA PIENEZZA DELLA SUA GRAZIA. SI ADEMPIVA COSÌ IL DETTO DEL PROFETA: COM’È PREZIOSO IL MIO CALICE CHE TRABOCCA! (CFR. SAL 22,5).

  11. Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa

    IL SIGNORE HA MANIFESTATO IN TUTTO IL MONDO LA SUA SALVEZZA

    LA PROVVIDENZA MISERICORDIOSA, AVENDO DECISO DI SOCCORRERE NEGLI ULTIMI TEMPI IL MONDO CHE ANDAVA IN ROVINA, STABILÌ CHE LA SALVEZZA DI TUTTI I POPOLI SI COMPISSE NEL CRISTO.
    Un tempo era stata promessa ad Abramo una innumerevole discendenza che sarebbe stata generata non secondo la carne, ma nella fecondità della fede: essa era stata paragonata alla moltitudine delle stelle perché il padre di tutte le genti si attendesse non una stirpe terrena, ma celeste.
    ENTRI, ENTRI DUNQUE NELLA FAMIGLIA DEI PATRIARCHI LA GRANDE MASSA DELLE GENTI, E I FIGLI DELLA PROMESSA RICEVANO LA BENEDIZIONE COME STIRPE DI ABRAMO, MENTRE A QUESTA RINUNZIANO I FIGLI DEL SUO SANGUE. TUTTI I POPOLI, RAPPRESENTATI DAI TRE MAGI, ADORINO IL CREATORE DELL’UNIVERSO, E DIO SIA CONOSCIUTO NON NELLA GIUDEA SOLTANTO, MA IN TUTTA LA TERRA, PERCHÉ OVUNQUE IN ISRAELE SIA GRANDE IL SUO NOME (CFR. SAL 75,2).
    Figli carissimi, ammaestrati da questi misteri della grazia divina, celebriamo nella gioia dello spirito il giorno della nostra nascita e l’inizio della chiamata alla fede di tutte le genti. Ringraziamo Dio misericordioso che, come afferma l’Apostolo, «ci ha messo in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce. È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto» (Col 1,12-13). L’aveva annunziato Isaia: IL POPOLO DEI GENTILI CHE SEDEVA NELLE TENEBRE, VIDE UNA GRANDE LUCE E SU QUANTI ABITAVANO NELLA TERRA TENEBROSA UNA LUCE RIFULSE (CFR. IS 9,1). DI ESSI ANCORA ISAIA DICE AL SIGNORE: POPOLI CHE NON TI CONOSCONO TI INVOCHERANNO, E POPOLI CHE TI IGNORANO ACCORRERANNO A TE (cfr. Is 55,5).
    Abramo vide questo giorno e gioì (cfr. Gv 8,56). Gioì quando conobbe che i figli della sua fede sarebbero stati benedetti nella sua discendenza, cioè nel Cristo, e quando intravide che per la sua fede sarebbe diventato padre di tutti i popoli. Diede gloria a Dio, pienamente convinto che quanto il Signore aveva promesso, lo avrebbe attuato (Rm 4,20-21). Questo giorno cantava nei salmi David dicendo: «TUTTI I POPOLI CHE HAI CREATO VERRANNO E SI PROSTRERANNO DAVANTI A TE, O SIGNORE, PER DARE GLORIA AL TUO NOME» (Sal 85,9); e ancora: «Il Signore ha manifestato la sua salvezza, agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia» (Sal 97,2).
    TUTTO QUESTO, LO SAPPIAMO, SI È REALIZZATO QUANDO I TRE MAGI, CHIAMATI DAI LORO LONTANI PAESI, FURONO CONDOTTI DA UNA STELLA A CONOSCERE E ADORARE IL RE DEL CIELO E DELLA TERRA. QUESTA STELLA CI ESORTA PARTICOLARMENTE A IMITARE IL SERVIZIO CHE ESSA PRESTÒ, NEL SENSO CHE DOBBIAMO SEGUIRE, CON TUTTE LE NOSTRE FORZE, LA GRAZIA CHE INVITA TUTTI AL CRISTO. IN QUESTO IMPEGNO, MIEI CARI, DOVETE TUTTI AIUTARVI L’UN L’ALTRO. RISPLENDERETE COSÌ COME FIGLI DELLA LUCE NEL REGNO DI DIO, DOVE CONDUCONO LA RETTA FEDE E LE BUONE OPERE. PER IL NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO CHE CON DIO PADRE E CON LO SPIRITO SANTO VIVE E REGNA PER TUTTI I SECOLI DEI SECOLI. AMEN.

  12. CANTICO DELL’ANZIANO
    Giovanni XXIII

    “Beati quelli che mi guardano con simpatia.
    Beati quelli che comprendono il mio camminare stanco.
    Beati quelli che parlano a voce alta per minimizzare la mia sordità.
    Beati quelli che stringono con calore le mie mani tremanti.
    Beati quelli che si interessano della mia lontana giovinezza.
    Beati quelli che non si stancano di ascoltare i miei discorsi già tante volte ripetuti.
    Beati quelli che comprendono il mio bisogno d’affetto.
    Beati quelli che mi regalano frammenti del loro tempo.
    Beati quelli che si ricordano della mia solitudine.
    Beati quelli che mi sono vicini nella sofferenza.
    Beati quelli che rallegrano gli ultimi giorni della mia vita.
    Beati quelli che mi sono vicini nel momento del passaggio.
    Quando entrerò nella vita senza fine mi ricorderò di loro presso il Signore Gesù.”

  13. D. TUROLDO
    ERAN PARTITI DA TERRE LONTANE:
    IN CAROVANE DI QUANTI E DA DOVE?
    SEMPRE DIFFICILE IL PUNTO D’AVVIO,
    CONTARE IL NUMERO È SEMPRE IMPOSSIBILE.
    LASCIANO CASE E BENI E CERTEZZE,
    GENTE MAI SAZIA DEI LORO POSSESSI,
    GENTE PIÙ GRANDE, DELUSA, INQUIETA:
    DALLA SCRITTURA CHIAMATI SAPIENTI!
    LE NOTTI CHE HANNO VEGLIATO DA SOLI,
    SCRUTANDO IL CORSO DEL TEMPO INSONDABILE,
    SEGUENDO ASTRI, FISSANDO GLI ABISSI
    FINO A BRUCIARSI GLI OCCHI DEL CUORE!
    NAUFRAGHI SEMPRE IN QUESTO INFINITO,
    EPPURE SEMPRE A TENTARE, A CHIEDERE,
    DIETRO LA STELLA CHE APPARE E DISPARE,
    LUNGO UN CAMMINO CHE È SEMPRE IMPREVISTO.
    MAGI, VOI SIETE I SANTI PIÙ NOSTRI,
    I PELLEGRINI DEL CIELO, GLI ELETTI,
    L’ANIMA ETERNA DELL’UOMO CHE CERCA,
    CUI SOLO IDDIO È LUCE E MISTERO.

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