Cari amici, è vicino il mese di Maggio, dedicato in modo speciale (almeno nell’emisfero nord…) alla Madonna, ” la mamma celeste che non muore” , direbbe D. ORIONE.   A VILLA S. BIAGIO quest’anno vogliamo onorarla come “LA  VERGINE DEL SILENZIO” .                       CON 5  SERATE MARIANE… dal seguente programma:

PROGRAMMA:   MAGGIO  4 – 11 – 18 – 25 – 1  GIUGNO 

18.30:  S. MESSA – preghiera personale …                                         

19.30:  Non di solo pane vive l’uomo:   CATECHESI MARIANA

  • Cosa dice il Vangelo di Maria?
  • Come pregava la Madonna?:  Il Magnificat
  • Quali sono le più belle preghiere a Maria?
  • Cosa dice la Chiesa della Madonna? E i santi?
  • Come era la fede di Maria?  “Redemptoris Mater…”

20.30:  CAMMINO CONTEMPLATIVO con Maria nel parco… meditando i misteri della Sua e nostra vita  

21.00:  IN ASCOLTO  di testimonianze  e celebri melodie mariane 

  • – Al termine, Maria offre… il gelato a tutti !!!                                                 
  • – E’ gradita una piccola offerta spontanea per i poveri…                                  
  • – Info: 333 88 90 862  donalesiani@gmail.comwww.sanbiagiofano.it

22 comments

  1. &&& ” MI HA FATTO LA MIA MAMMA” &&&
    Persone male informate
    O più bugiarde de diavolo
    Dicono che sono nato
    Sotto le foglie di un cavolo!
    Altri maligni invece
    Sostengono senza vergogna
    Che sono venuto al mondo
    A bordo di una cicogna!
    SE MAMMA MI HA COMPERATO
    COME TALUNI CREDONO
    DITECI: DOV’E’ IL NEGOZIO
    DOVE I BAMBINI SI VENDONO?

    TALI NOTIZIE SONO PRIVE DI FONDAMENTO!
    ….MI HA FATTO LA MIA MAMMA….
    E SONO MOLTO CONTENTO!!!!!
    (G. RODARI)

  2. CRISTO….. BUON PASTORE
    san Gregorio Magno papa
    «IO SONO IL BUON PASTORE; CONOSCO LE MIE PECORE», CIOÈ LE AMO, «E LE MIE PECORE CONOSCONO ME» (Gv 10, 14). Domandatevi, fratelli carissimi, se siete pecore del Signore, se lo conoscete, se conoscete il lume della verità. Parlo non solo della conoscenza della fede, ma anche di quella dell’amore; non del solo credere, ma anche dell’operare.
    Di queste pecore di nuovo dice: LE MIE PECORE ASCOLTANO LA MIA VOCE E IO LE CONOSCO ED ESSE MI SEGUONO. IO DO LORO LA VITA ETERNA (cfr. Gv 10, 14-16). Le sue pecore troveranno i pascoli, perché chiunque lo segue con cuore semplice viene nutrito con un alimento eternamente fresco. QUALI SONO I PASCOLI DI QUESTE PECORE, SE NON GLI INTIMI GAUDI DEL PARADISO, CHE È ETERNA PRIMAVERA? Infatti pascolo degli eletti è la presenza del volto di Dio, e mentre lo si contempla senza paura di perderlo, l’anima si sazia senza fine del cibo della vita. Cerchiamo, quindi, fratelli carissimi, questi pascoli, nei quali possiamo gioire in compagnia di tanti concittadini. Ravviviamo, fratelli, il nostro spirito. S’infervori la fede in ciò che ha creduto. I nostri desideri s’infiammino per i beni superni. In tal modo amare sarà già un camminare. NESSUNA CONTRARIETÀ CI DISTOLGA DALLA GIOIA DELLA FESTA INTERIORE, PERCHÉ SE QUALCUNO DESIDERA RAGGIUNGERE LA META STABILITA, NESSUNA ASPERITÀ DEL CAMMINO VARRÀ A TRATTENERLO.
    NESSUNA PROSPERITÀ CI SEDUCA CON LE SUE LUSINGHE, PERCHÉ SCIOCCO È QUEL VIAGGIATORE CHE DURANTE IL SUO PERCORSO SI FERMA A GUARDARE I BEI PRATI E DIMENTICA DI ANDARE LÀ DOVE AVEVA INTENZIONE DI ARRIVARE.

  3. La madre – Edmondo De Amicis

    Vi è un nome soave in tutte le lingue,
    venerato fra tutte le genti.
    il primo a che suona sul labbro
    del bambino con lo svegliarsi della coscienza,
    l’ultimo che mormora il giovinetto in faccia alla morte;
    un nome che l’uomo maturo e il vecchio
    invocano ancora, con tenerezza di fanciulli
    nelle ore solenni della vita,
    anche molti anni dopo che non è più sulla terra chi lo portava;
    un nome che pare abbia in sé una virtù misteriosa
    di ricondurre al bene, di consolare e di proteggere.
    Un nome con cui si dice quanto c’è di più dolce,
    di più forte, di più sacro all’anima umana.
    la MADRE.

  4. CIRILLO DI ALESSANDRIA: CRISTO HA DATO IL SUO CORPO PER LA VITA DI TUTTI

    MUOIO, DICE IL SIGNORE, PER TUTTI, PER VIVIFICARE TUTTI PER MEZZO MIO. CON LA MIA CARNE HO REDENTO LA CARNE DI TUTTI. LA MORTE INFATTI MORRÀ NELLA MIA MORTE E LA NATURA UMANA, CHE ERA CADUTA, RISORGERÀ INSIEME CON ME. PER QUESTO INFATTI SONO DIVENUTO SIMILE A VOI, UOMO CIOÈ DELLA STIRPE DI ABRAMO, PER ESSERE IN TUTTO SIMILE AI FRATELLI.
    CRISTO, OFFRENDO SE STESSO A DIO PADRE PER NOI COME OSTIA IMMACOLATA, DICE NEL SALMO: «SACRIFICIO E OFFERTA NON GRADISCI, GLI ORECCHI MI HAI APERTO. NON HAI CHIESTO OLOCAUSTO E VITTIMA PER LA COLPA. ALLORA HO DETTO: ECCO, IO VENGO. SUL ROTOLO DEL LIBRO DI ME È SCRITTO CHE IO FACCIA IL TUO VOLERE. MIO DIO, QUESTO IO DESIDERO» (SAL 39, 7-9).
    FU POI CROCIFISSO PER TUTTI E A CAUSA DI TUTTI, PERCHÉ, MORTO UNO PER TUTTI, VIVIAMO TUTTI IN LUI. INFATTI NON POTEVA ACCADERE CHE LA VITA PER SE STESSA FOSSE SOTTOPOSTA ALLA MORTE O SOCCOMBESSE ALLA CORRUZIONE. CHE CRISTO, POI, ABBIA OFFERTO LA SUA CARNE PER LA VITA DEL MONDO, LO SAPPIAMO CON CERTEZZA DALLE SUE PAROLE: PADRE SANTO, CUSTODISCILI (CFR. GV 17, 11). E DI NUOVO: PER LORO IO SANTIFICO ME STESSO (CFR. GV 17, 19). SANTIFICO, DICE, CIOÈ: MI CONSACRO E MI OFFRO QUASI OSTIA IMMACOLATA DI SOAVE ODORE. VENIVA SANTIFICATO INFATTI, VENIVA CHIAMATO SANTO, SECONDO LA LEGGE, CIÒ CHE ERA OFFERTO SULL’ALTARE. CRISTO DUNQUE DIEDE IL SUO CORPO PER LA VITA DI TUTTI E COSÌ DI NUOVO INNESTÒ IN NOI LA VITA.
    DOPO CHE IL VERBO VIVIFICANTE DI DIO ABITÒ NELLA CARNE, LA RISTABILÌ NEL SUO BENE, CIOÈ NELLA VITA. STABILÌ CON ESSA UNA COMUNIONE MISTERIOSA E COSÌ LA RESE PARTECIPE DELLA SUA STESSA VITA.
    PERCIÒ IL CORPO DI CRISTO VIVIFICA COLORO CHE COMUNICANO CON ESSO. SCACCIA LA MORTE DAI MORTALI E LA CORRUZIONE DAI CORRUTTIBILI IN VIRTÙ DI QUELLA POTENZA RIGENERATRICE CHE PORTA SEMPRE CON SÉ.

  5. LA CROCE DI CRISTO, SALVEZZA DEL MONDO
    Sant’Efrem, diacono
    Il nostro Signore fu schiacciato dalla morte, ma a sua volta egli la calpestò come una strada battuta. Si sottomise spontaneamente alla morte, accettò volontariamente la morte, per distruggere quella morte, che non voleva morire. NOSTRO SIGNORE SULLA CROCE COL SUO GRIDO TRASSE I MORTI FUORI DAGLI INFERI.… Cristo venne da Eva, genitrice di tutti i viventi. Ella è la vigna, la cui siepe fu aperta proprio dalla morte per le mani di quella stessa Eva che doveva, per questo, gustare i frutti della morte. Eva, madre di tutti i viventi, divenne anche causa di morte per tutti i viventi.
    FIORII’ POI MARIA NUOVA VITE rispetto all’antica Eva, e in lei prese dimora la nuova vita, Cristo. AVVENNE ALLORA CHE LA MORTE SI AVVICINASSE A LUI PER DIVORARLO CON LA SUA ABITUALE SICUREZZA E INELUTTABILITÀ. NON SI ACCORSE, PERÒ, CHE NEL FRUTTO MORTALE, CHE MANGIAVA, ERA NASCOSTA LA VITA. FU QUESTA CHE CAUSÒ LA FINE DELLA INCONSAPEVOLE E INCAUTA DIVORATRICE. LA MORTE LO INGHIOTTÌ SENZA ALCUN TIMORE ED EGLI LIBERÒ LA VITA E CON ESSA LA MOLTITUDINE DEGLI UOMINI.
    Fu ben potente il figlio del falegname, che portò la sua croce sopra gli inferi che ingoiavano tutto e trasferì il genere umano nella casa della vita. Siccome poi a causa del legno il genere umano era sprofondato in questi luoghi sotterranei, sopra un legno entrò nell’abitazione della vita. Perciò in quel legno in cui era stato innestato il ramoscello amaro, venne innestato un ramoscello dolce, perché riconosciamo colui al quale nessuna creatura è in grado di resistere. GLORIA A TE CHE DELLA TUA CROCE HAI FATTO UN PONTE SULLA MORTE. ATTRAVERSO QUESTO PONTE LE ANIME SI POSSONO TRASFERIRE DALLA REGIONE DELLA MORTE A QUELLA DELLA VITA.
    Gloria a te che ti sei rivestito del corpo dell’uomo mortale e lo hai trasformato in sorgente di vita per tutti i mortali.
    TU ORA CERTO VIVI. COLORO CHE TI HANNO UCCISO HANNO AGITO VERSO LA TUA VITA COME GLI AGRICOLTORI. LA SEMINARONO COME FRUMENTO NEL SOLCO PROFONDO. MA DI LÀ RIFIORÌ E FECE RISORGERE CON SÉ TUTTI.
    VENITE, OFFRIAMO IL NOSTRO AMORE COME SACRIFICIO GRANDE E UNIVERSALE, eleviamo cantici solenni e rivolgiamo preghiere a colui che offrì la sua croce in sacrificio a Dio, PER RENDERE RICCHI TUTTI NOI DEL SUO INESTIMABILE TESORO.

  6. QUANDO COME OGGI PIANGIAMO PEER LA MORTE DI UNA PERSONA CARA… DOMENICO…. QUESTE PAROLE DI S. IRENEO CI SONO DI GRANDE UNICO CONFORTO….
    Sant’Ireneo, vescovo.
    L’EUCARISTIA PEGNO DI RISURREZIONE

    …GESU’ IL VERBO DI DIO. CI HA REDENTI CON IL SUO SANGUE, COME DICE ANCHE IL SUO APOSTOLO: IN LUI ABBIAMO LA REDENZIONE E LA REMISSIONE DEI PECCATI PER MEZZO DEL SUO SANGUE (CFR. EF 1, 7).
    Noi siamo sue membra, ma siamo nutriti dalle cose create, che egli stesso mette a nostra disposizione, facendo sorgere il suo sole e cadere la pioggia come vuole. QUESTO CALICE, CHE VIENE DALLA CREAZIONE, EGLI HA DICHIARATO CHE È IL SUO SANGUE, CON CUI ALIMENTA IL NOSTRO SANGUE. COSÌ PURE QUESTO PANE, CHE VIENE DALLA CREAZIONE, EGLI HA ASSICURATO CHE È IL SUO CORPO CON CUI NUTRE I NOSTRI CORPI.
    IL VINO MESCOLATO NEL CALICE E IL PANE CONFEZIONATO RICEVONO LA PAROLA DI DIO E DIVENTANO EUCARISTIA, CIOÈ CORPO E SANGUE DI CRISTO. DA ESSI È ALIMENTATA E PRENDE CONSISTENZA LA SOSTANZA DELLA NOSTRA CARNE. E allora come possono alcuni affermare che la carne non è capace di ricevere il dono di Dio, cioè la vita eterna, QUANDO VIENE NUTRITA DAL SANGUE E DAL CORPO DI CRISTO, AL QUALE APPARTIENE COME PARTE DELLE SUE MEMBRA? LO DICE L’APOSTOLO NELLA LETTERA AGLI EFESINI: SIAMO MEMBRA DEL SUO CORPO, DELLA SUA CARNE E DELLE SUE OSSA (CFR. EF 5, 30), E QUESTE COSE NON LE DICE DI UN UOMO SPIRITUALE E INVISIBILE – UNO SPIRITO INFATTI NON HA NÉ OSSA NÉ CARNE (CFR. LC 24, 39) – MA DI UN UOMO VERO, CHE CONSTA DI CARNE, NERVI E OSSA, E CHE VIENE ALIMENTATO DAL CALICE CHE È IL SANGUE DI CRISTO E SOSTENUTO DAL PANE, CHE È IL CORPO DI CRISTO.
    Il tralcio della vite, piantato in terra, porta frutto a suo tempo, e il grano di frumento caduto nella terra, e in esso dissolto, risorge moltiplicato per virtù dello Spirito di Dio, che abbraccia ogni cosa. TUTTO QUESTO POI DALLA SAPIENZA È MESSO A DISPOSIZIONE DELL’UOMO, E, RICEVENDO LA PAROLA DI DIO, DIVENTA EUCARISTIA, CIOÈ CORPO E SANGUE DI CRISTO. COSÌ ANCHE I NOSTRI CORPI, NUTRITI DALL’EUCARISTIA, DEPOSTI NELLA TERRA E ANDATI IN DISSOLUZIONE, RISORGERANNO A SUO TEMPO, PERCHÉ IL VERBO DONA LORO LA RISURREZIONE, A GLORIA DI DIO PADRE. EGLI CIRCONDA DI IMMORTALITÀ QUESTO CORPO MORTALE, E LARGISCE GRATUITAMENTE L’INCORRUZIONE ALLA CARNE CORRUTTIBILE. IN QUESTA MANIERA LA FORZA DI DIO SI MANIFESTA PIENAMENTE NELLA DEBOLEZZA DEGLI UOMINI.
    Sant’Ireneo, vescovo.
    L’EUCARISTIA PEGNO DI RISURREZIONE

    …GESU’ IL VERBO DI DIO. CI HA REDENTI CON IL SUO SANGUE, COME DICE ANCHE IL SUO APOSTOLO: IN LUI ABBIAMO LA REDENZIONE E LA REMISSIONE DEI PECCATI PER MEZZO DEL SUO SANGUE (CFR. EF 1, 7).
    Noi siamo sue membra, ma siamo nutriti dalle cose create, che egli stesso mette a nostra disposizione, facendo sorgere il suo sole e cadere la pioggia come vuole. QUESTO CALICE, CHE VIENE DALLA CREAZIONE, EGLI HA DICHIARATO CHE È IL SUO SANGUE, CON CUI ALIMENTA IL NOSTRO SANGUE. COSÌ PURE QUESTO PANE, CHE VIENE DALLA CREAZIONE, EGLI HA ASSICURATO CHE È IL SUO CORPO CON CUI NUTRE I NOSTRI CORPI.
    IL VINO MESCOLATO NEL CALICE E IL PANE CONFEZIONATO RICEVONO LA PAROLA DI DIO E DIVENTANO EUCARISTIA, CIOÈ CORPO E SANGUE DI CRISTO. DA ESSI È ALIMENTATA E PRENDE CONSISTENZA LA SOSTANZA DELLA NOSTRA CARNE. E allora come possono alcuni affermare che la carne non è capace di ricevere il dono di Dio, cioè la vita eterna, QUANDO VIENE NUTRITA DAL SANGUE E DAL CORPO DI CRISTO, AL QUALE APPARTIENE COME PARTE DELLE SUE MEMBRA? LO DICE L’APOSTOLO NELLA LETTERA AGLI EFESINI: SIAMO MEMBRA DEL SUO CORPO, DELLA SUA CARNE E DELLE SUE OSSA (CFR. EF 5, 30), E QUESTE COSE NON LE DICE DI UN UOMO SPIRITUALE E INVISIBILE – UNO SPIRITO INFATTI NON HA NÉ OSSA NÉ CARNE (CFR. LC 24, 39) – MA DI UN UOMO VERO, CHE CONSTA DI CARNE, NERVI E OSSA, E CHE VIENE ALIMENTATO DAL CALICE CHE È IL SANGUE DI CRISTO E SOSTENUTO DAL PANE, CHE È IL CORPO DI CRISTO.
    Il tralcio della vite, piantato in terra, porta frutto a suo tempo, e il grano di frumento caduto nella terra, e in esso dissolto, risorge moltiplicato per virtù dello Spirito di Dio, che abbraccia ogni cosa. TUTTO QUESTO POI DALLA SAPIENZA È MESSO A DISPOSIZIONE DELL’UOMO, E, RICEVENDO LA PAROLA DI DIO, DIVENTA EUCARISTIA, CIOÈ CORPO E SANGUE DI CRISTO. COSÌ ANCHE I NOSTRI CORPI, NUTRITI DALL’EUCARISTIA, DEPOSTI NELLA TERRA E ANDATI IN DISSOLUZIONE, RISORGERANNO A SUO TEMPO, PERCHÉ IL VERBO DONA LORO LA RISURREZIONE, A GLORIA DI DIO PADRE. EGLI CIRCONDA DI IMMORTALITÀ QUESTO CORPO MORTALE, E LARGISCE GRATUITAMENTE L’INCORRUZIONE ALLA CARNE CORRUTTIBILE. IN QUESTA MANIERA LA FORZA DI DIO SI MANIFESTA PIENAMENTE NELLA DEBOLEZZA DEGLI UOMINI.

  7. SAN GIUSTINO, MARTIRE
    IL LAVACRO DELLA RIGENERAZIONE

    Esporremo come noi, rinnovati per mezzo di Cristo, ci siamo consacrati a Dio. Coloro, che arrivati alla certezza, hanno creduto alle verità da noi insegnate e proclamate e hanno promesso di vivere in modo ad esse conforme, VENGONO GUIDATI A PREGARE, E A DOMANDARE A DIO IL PERDONO DEI PECCATI. NOI INSEGNIAMO LORO AD ACCOMPAGNARE LA PREGHIERA CON IL DIGIUNO, MA ANCHE NOI PREGHIAMO E DIGIUNIAMO IN PIENA SOLIDARIETÀ CON ESSI.
    QUINDI LI CONDUCIAMO AL FONTE DELL’ACQUA E LÀ VENGONO RIGENERATI ALLO STESSO MODO CON CUI SIAMO STATI RIGENERATI ANCHE NOI. Infatti allora ricevono il lavacro dell’acqua nel nome del Creatore e Dio Signore di tutte le cose, del Salvatore nostro Gesù Cristo e dello Spirito Santo.
    Gesù infatti ha detto: Se non rinascerete, non entrerete nel regno dei cieli (cfr. Mt 18, 3). Non si tratta, ovviamente, di rientrare nel grembo materno, perché la nascita di cui parliamo è spirituale.
    Il profeta Isaia ha spiegato in quale modo si liberano dai peccati coloro che li hanno commessi e fanno penitenza: LAVATEVI, PURIFICATEVI, TOGLIETE IL MALE DALLE VOSTRE ANIME. IMPARATE A FARE IL BENE, RENDETE GIUSTIZIA ALL’ORFANO, DIFENDETE LA CAUSA DELLA VEDOVA. SÙ, VENITE E DISCUTIAMO, DICE IL SIGNORE. anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, li renderò bianchi come la neve. ma se non ascolterete, sarete divorati dalla spada, perché la bocca del signore ha parlato (cfr. is 1, 16-20).
    Questa dottrina l’abbiamo ricevuta dagli apostoli. NELLA NOSTRA PRIMA NASCITA SIAMO STATI MESSI AL MONDO DAI GENITORI PER ISTINTO NATURALE E IN MODO INCONSCIO. ORA NON VOGLIAMO RESTARE FIGLI DELLA SEMPLICE NATURA E DELL’IGNORANZA, MA DI UNA SCELTA CONSAPEVOLE. VOGLIAMO OTTENERE NELL’ACQUA SALUTARE LA REMISSIONE DELLE COLPE COMMESSE. PER QUESTO SU CHI DESIDERA DI ESSERE RIGENERATO E HA FATTO PENITENZA DEI PECCATI, SI PRONUNZIA IL NOME DEL CREATORE E SIGNORE DIO DELL’UNIVERSO. È QUESTO SOLO NOME CHE INVOCHIAMO SU COLUI CHE VIENE CONDOTTO AL LAVACRO PER IL BATTESIMO.
    IL LAVACRO SI CHIAMA ILLUMINAZIONE, PERCHÉ COLORO CHE IMPARANO LE VERITÀ RICORDATE SONO ILLUMINATI NELLA LORO MENTE. COLUI CHE VIENE ILLUMINATO È ANCHE LAVATO. È ILLUMINATO E LAVATO NEL NOME DI GESÙ CRISTO CROCIFISSO SOTTO PONZIO PILATO, È ILLUMINATO E LAVATO NEL NOME DELLO SPIRITO SANTO, CHE HA PREANNUNZIATO PER MEZZO DEI PROFETI TUTTE LE COSE RIGUARDANTI GESÙ.

  8. Padre mio, io mi abbandono a Te.

    Fa’ di me ciò che Ti piace.

    Qualunque cosa Tu faccia di me

    Ti ringrazio.

    Sono pronto a tutto, accetto tutto

    Purché la Tua volontà si compia in me

    E in tutte le tue creature.

    Non desidero niente altro, mio Dio.

    Rimetto la mia anima nelle Tue mani,

    Te la dono, mio Dio,

    Con tutto l’amore del mio cuore.

    Perché ti amo.

    Ed è per me una esigenza d’amore il donarmi,

    Il rimetterei nelle Tue mani senza misura,

    Con una confidenza infinita,

    Poiché Tu sei il Padre mio.

  9. CANTIAMO AL SIGNORE IL CANTO DELL’AMORE
    DAI «DISCORSI» DI SANT’AGOSTINO, VESCOVO

    «Cantate al Signore un canto nuovo; la sua lode nell’assemblea dei fedeli» (Sal 149, 1). Siamo stati esortati a cantare al Signore un canto nuovo. L’UOMO NUOVO CONOSCE IL CANTO NUOVO. Il cantare è segno di letizia e, se consideriamo la cosa più attentamente, anche espressione di amore.
    Colui dunque che sa amare la vita nuova, sa cantare anche il canto nuovo. Che cosa sia questa vita nuova, dobbiamo saperlo in vista del canto nuovo. Infatti tutto appartiene a un solo regno: l’uomo nuovo, il canto nuovo, il Testamento nuovo. PERCIÒ L’UOMO NUOVO CANTERÀ IL CANTO NUOVO E APPARTERRÀ AL TESTAMENTO NUOVO.
    Non c’è nessuno che non ami, ma bisogna vedere che cosa ama. Non siamo esortati a non amare, ma a scegliere l’oggetto del nostro amore. Ma che cosa sceglieremo, se prima non veniamo scelti? POICHÉ NON AMIAMO, SE PRIMA NON SIAMO AMATI. ASCOLTATE L’APOSTOLO GIOVANNI: NOI AMIAMO PERCHÉ EGLI CI HA AMATI PER PRIMO (cfr. 1 Gv 4, 10).
    Cerca per l’uomo il motivo per cui debba amare Dio e non troverai che questo: perché Dio per primo lo ha amato. COLUI CHE NOI ABBIAMO AMATO, HA DATO GIÀ SE STESSO PER NOI, HA DATO CIÒ PER CUI POTESSIMO AMARLO.
    Che cosa abbia dato perché lo amassimo, ascoltatelo più chiaramente dall’apostolo Paolo: «L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori» (Rm 5, 5). Da dove? Forse da noi? No. Da chi dunque? «Per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5, 5). Avendo dunque una sì grande fiducia, amiamo Dio per mezzo di Dio. Ascoltate più chiaramente lo stesso Giovanni: «Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui» (1 Gv 4, 16).
    Non basta dire: «L’amore è da Dio» (1 Gv 4, 7). Chi di noi oserebbe dire ciò che è stato detto: «Dio è amore»? Lo disse colui che sapeva ciò che aveva.
    DIO CI SI OFFRE IN UN MODO COMPLETO. CI DICE: AMATEMI E MI AVRETE, PERCHÉ NON POTETE AMARMI, SE GIÀ NON MI POSSEDETE.
    O fratelli, o figli, o popolo cristiano, o santa e celeste stirpe, o rigenerati in Cristo, o creature di un mondo divino, ascoltate me, anzi per mezzo mio: «Cantate al Signore un canto nuovo».
    Ecco, tu dici, io canto. TU CANTI, CERTO, LO SENTO CHE CANTI. MA BADA CHE LA TUA VITA NON ABBIA A TESTIMONIARE CONTRO LA TUA VOCE.
    Cantate con la voce, cantate con il cuore, cantate con la bocca, cantate con la vostra condotta santa. «Cantate al Signore un canto nuovo». Mi domandate che cosa dovete cantare di colui che amate? Parlate senza dubbio di colui che amate, di lui volete cantare. Cercate le lodi da cantare… Il cantore diventa egli stesso la lode del suo canto.
    VOLETE DIRE LE LODI A DIO? SIATE VOI STESSI QUELLA LODE CHE SI DEVE DIRE, E SARETE LA SUA LODE, SE VIVRETE BENE.

  10. UNA PAGINA FONDAMENTALE PER CAPIRE L’IMPORTANZA DELLA S. MESSA…
    Dalla «Prima Apologia a favore dei cristiani» di san Giustino, martire
    LA CELEBRAZIONE DELL’EUCARISTIA

    A NESSUN ALTRO È LECITO PARTECIPARE ALL’EUCARISTIA, SE NON A COLUI CHE CREDE ESSERE VERE LE COSE CHE INSEGNIAMO, e che sia stato purificato da quel lavacro istituito per la remissione dei peccati e la rigenerazione, e poi viva così come Cristo ha insegnato.
    Noi infatti crediamo che Gesù Cristo, nostro Salvatore, si è fatto uomo per l’intervento del Verbo di Dio. Si è fatto uomo di carne e sangue per la nostra salvezza. COSÌ CREDIAMO PURE CHE QUEL CIBO SUL QUALE SONO STATE RESE GRAZIE CON LE STESSE PAROLE PRONUNCIATE DA LUI, QUEL CIBO CHE, TRASFORMATO, ALIMENTA I NOSTRI CORPI E IL NOSTRO SANGUE, È LA CARNE E IL SANGUE DI GESÙ FATTO UOMO.
    Gli apostoli nelle memorie da loro lasciate e chiamate vangeli, ci hanno tramandato che Gesù ha comandato così: Preso il pane e rese grazie, egli disse: «Fate questo in memoria di me. Questo è il mio corpo». E allo stesso modo, preso il calice e rese grazie, disse: «Questo è il mio sangue» e lo diede solamente a loro.
    DA ALLORA NOI FACCIAMO SEMPRE MEMORIA DI QUESTO FATTO NELLE NOSTRE ASSEMBLEE E CHI DI NOI HA QUALCOSA, SOCCORRE TUTTI QUELLI CHE SONO NEL BISOGNO, E STIAMO SEMPRE INSIEME. Per tutto ciò di cui ci nutriamo benediciamo il creatore dell’universo per mezzo del suo Figlio Gesù e dello Spirito Santo.
    E NEL GIORNO, DETTO DEL SOLE, SI FÀ L’ADUNANZA. TUTTI COLORO CHE ABITANO IN CITTÀ O IN CAMPAGNA CONVENGONO NELLO STESSO LUOGO, E SI LEGGONO LE MEMORIE DEGLI APOSTOLI O GLI SCRITTI DEI PROFETI PER QUANTO IL TEMPO LO PERMETTE.
    POI, QUANDO IL LETTORE HA FINITO, COLUI CHE PRESIEDE RIVOLGE PAROLE DI AMMONIMENTO E DI ESORTAZIONE CHE INCITANO A IMITARE GESTA COSÌ BELLE.
    QUINDI TUTTI INSIEME CI ALZIAMO ED ELEVIAMO PREGHIERE E, FINITO DI PREGARE, VIENE RECATO PANE, VINO E ACQUA. ALLORA COLUI CHE PRESIEDE FORMULA LA PREGHIERA DI LODE E DI RINGRAZIAMENTO CON TUTTO IL FERVORE E IL POPOLO ACCLAMA: AMEN! INFINE A CIASCUNO DEI PRESENTI SI DISTRIBUISCONO E SI PARTECIPANO GLI ELEMENTI SUI QUALI FURONO RESE GRAZIE, MENTRE I MEDESIMI SONO MANDATI AGLI ASSENTI PER MANO DEI DIACONI.
    ALLA FINE COLORO CHE HANNO IN ABBONDANZA E LO VOGLIONO, DÀNNO A LORO PIACIMENTO QUANTO CREDONO. CIÒ CHE VIENE RACCOLTO, È DEPOSTO PRESSO COLUI CHE PRESIEDE ED EGLI SOCCORRE GLI ORFANI E LE VEDOVE E COLORO CHE PER MALATTIA O PER ALTRA RAGIONE SONO NEL BISOGNO, QUINDI ANCHE COLORO CHE SONO IN CARCERE E I PELLEGRINI CHE ARRIVANO DA FUORI. IN UNA PAROLA, SI PRENDE CURA DI TUTTI I BISOGNOSI.
    CI RADUNIAMO TUTTI INSIEME NEL GIORNO DEL SOLE, SIA PERCHÉ QUESTO È IL PRIMO GIORNO IN CUI DIO, VOLGENDO IN FUGA LE TENEBRE E IL CAOS, CREÒ IL MONDO, SIA PERCHÉ GESÙ CRISTO NOSTRO SALVATORE RISUSCITÒ DAI MORTI NEL MEDESIMO GIORNO. LO CROCIFISSERO INFATTI NEL GIORNO PRECEDENTE QUELLO DI SATURNO E L’INDOMANI DI QUEL MEDESIMO GIORNO, CIOÈ NEL GIORNO DEL SOLE, ESSENDO APPARSO AI SUOI APOSTOLI E AI DISCEPOLI, INSEGNÒ QUELLE COSE CHE VI ABBIAMO TRASMESSO PERCHÉ LE PRENDIATE IN SERIA CONSIDERAZIONE.

  11. UN CAFFE’ SPIRITUALE nella liturgia del 4 Maggio 2019, sabato della
    seconda settimana di Pasqua.

    SIGNORE quanto sono alte le onde,
    quanto oscura è la notte! Non
    vorresti illuminarla per me che veglio
    solitaria?
    —Tieni saldamente il timone! abbi
    fiducia e conserva la calma. La
    tua barca è preziosa ai miei occhi,
    voglio condurla a buon porto. TIENI
    CONTINUAMENTE GLI OCCHI FISSI ALLA
    BUSSOLA. ESSA AIUTA A GIUNGERE ALLA
    META ATTRAVERSO NOTTI E TEMPESTE.
    L’AGO DELLA BUSSOLA PUR OSCILLANDO
    RESTA FERMO. TI MOSTRERA’ LA ROTTA CHE
    VOGLIO VEDERTI FARE. ABBI FIDUCIA E
    CONSERVA LA CALMA: attraverso notti e
    tempeste la VOLONTA’ di DIO, FEDELE, TI
    GUIDA,SE VEGLIA IL TUO CUORE.
    ( S. Teresa Benedetta della Croce)

  12. LA PREDICAZIONE APOSTOLICA
    Tertulliano, sacerdote

    CRISTO GESÙ, SIGNORE NOSTRO, PER TUTTO IL TEMPO CHE VISSE SULLA TERRA MANIFESTÒ CHI EGLI ERA, CHI ERA STATO, QUAL ERA LA VOLONTÀ DEL PADRE, CHE COSA L’UOMO DOVESSE FARE. QUESTA RIVELAZIONE LA FECE APERTAMENTE AL POPOLO E SEPARATAMENTE AI DISCEPOLI, FRA I QUALI SCELSE I DODICI, COME PARTECIPI DEL SUO MAGISTERO UNIVERSALE.
    Perciò, escluso uno di loro, sul punto di ritornare al Padre, dopo la risurrezione, ordinò agli altri Undici di andare e di ammaestrare le nazioni, battezzandole nel Padre e Figlio e Spirito Santo.
    Gli apostoli, il cui nome significa «mandati», sorteggiarono come dodicesimo del loro gruppo Mattia al posto di Giuda… Avendo ricevuto, secondo la promessa, lo Spirito Santo che doveva renderli capaci di fare i miracoli e di predicare, testimoniarono la fede in Gesù Cristo prima in Giudea e poi in tutto il mondo ISTITUENDO OVUNQUE CHIESE PARTICOLARI. OVUNQUE FECERO RISUONARE IL MEDESIMO INSEGNAMENTO E ANNUNZIARONO LA MEDESIMA FEDE.
    Così fondarono chiese in ogni città. Da queste ricevettero la linfa della fede e i segni della dottrina tutte le altre chiese e tutte le altre popolazioni che tendono a divenire chiese. TUTTE QUESTE CHIESE VENIVANO CONSIDERATE APOSTOLICHE COME FIGLIE DELLE CHIESE DEGLI APOSTOLI.
    È NECESSARIO CHE OGNI COSA RISALGA ALLE SUE ORIGINI. PERCIÒ TRA TANTE E TANTO GRANDI CHIESE, UNICA È LA PRIMA FONDATA DAGLI APOSTOLI E DALLA QUALE DERIVANO TUTTE LE ALTRE. COSÌ TUTTE SONO PRIME E TUTTE APOSTOLICHE, PERCHÉ TUTTE SONO UNA. LA COMUNIONE DI PACE, LA FRATERNITÀ CHE LE CARATTERIZZA, LA VICENDEVOLE DISPONIBILITÀ DIMOSTRANO LA LORO UNITÀ. TITOLO DI QUESTE PREROGATIVE È LA MEDESIMA TRADIZIONE E IL MEDESIMO SACRO LEGAME.
    Che cosa poi gli apostoli abbiano predicato, cioè che cosa Cristo abbia loro rivelato, non può essere altrimenti provato che per mezzo delle chiese stesse che gli apostoli hanno fondato, E ALLE QUALI HANNO PREDICATO SIA A VIVA VOCE, SIA IN SEGUITO PER MEZZO DI LETTERE.
    Un giorno il Signore aveva detto apertamente: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso»; aveva tuttavia soggiunto: «Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera» (Gv 16, 12-13). Dimostrò con questo che essi non ignoravano nulla. Essi avevano la promessa di ricevere «tutta la verità» per mezzo dello Spirito di verità. LA PROMESSA FU MANTENUTA COME PROVANO GLI ATTI DEGLI APOSTOLI QUANDO NARRANO LA DISCESA DELLO SPIRITO SANTO

  13. ” MI AMI ? ”
    Eccomi, SIGNORE GESU’,
    Eccomi davanti a TE ,
    carico di fragilità
    e di debolezza,
    appesantito
    dallo scoraggiamento
    e dalla paura.
    —Donami il TUO AMORE,
    fammi sentire
    la forza disarmante
    della TUA PAROLA,
    che ancora una volta mi dice:
    ” GETTA LA RETE E TROVERAI”;
    ancora una volta sussurra al mio cuore:
    ” MI AMI? IO TI AMO! ”
    — Attirami a TE, SIGNORE , e solleva il mio carico,
    lenisci le mie ferite, cura il mio dolore ; LIBERAMI!
    —–AMEN —
    (V. V. P.P.)

  14. Dai «Discorsi» di sant’Atanasio
    L’INCARNAZIONE DEL VERBO
    Il Verbo di Dio, immateriale e privo di sostanza corruttibile, si stabilì tra noi, anche se prima non ne era lontano. Nessuna regione dell’universo infatti fu mai priva di lui, perché esistendo insieme col Padre suo, riempiva ogni realtà della sua presenza.
    VENNE DUNQUE PER AMORE VERSO DI NOI E SI MOSTRÒ A NOI IN MODO SENSIBILE. PRESO DA COMPASSIONE PER IL GENERE UMANO E LA NOSTRA INFERMITÀ E MOSSO DALLA NOSTRA MISERIA, NON VOLLE RIMANESSIMO VITTIME DELLA MORTE. Non volle che quanto era stato creato andasse perduto che l’opera creatrice del Padre nei confronti dell’umanità fosse vanificata. Per questo prese egli stesso un corpo, e un corpo uguale al nostro perché egli non volle semplicemente abitare un corpo o soltanto sembrare un uomo. Se infatti avesse voluto soltanto apparire uomo, avrebbe potuto scegliere un corpo migliore. Invece scelse proprio il nostro.
    EGLI STESSO SI COSTRUÌ NELLA VERGINE UN TEMPIO, CIOÈ IL CORPO E, ABITANDO IN ESSO, NE FECE UN ELEMENTO PER POTERSI RENDERE MANIFESTO. PRESE UN CORPO SOGGETTO, COME QUELLO NOSTRO, ALLA CADUCITÀ E, NEL SUO IMMENSO AMORE, LO OFFRÌ AL PADRE ACCETTANDO LA MORTE. Così annullò la legge della morte in tutti coloro che sarebbero morti in comunione con lui. Avvenne che LA MORTE, COLPENDO LUI, NEL SUO SFORZO SI ESAURÌ COMPLETAMENTE, PERDENDO OGNI POSSIBILITÀ DI NUOCERE AD ALTRI. GLI UOMINI RICADUTI NELLA MORTALITÀ FURONO RESI DA LUI IMMORTALI E RICONDOTTI DALLA MORTE ALLA VITA. Infatti in virtù del corpo che aveva assunto e della risurrezione che aveva conseguito DISTRUSSE LA MORTE COME FA IL FUOCO CON UNA FOGLIOLINA SECCA. Egli dunque prese un corpo mortale perché questo, reso partecipe del Verbo sovrano, potesse soddisfare alla morte per tutti. IL CORPO ASSUNTO, PERCHÉ INABITATO DAL VERBO, DIVENNE IMMORTALE E MEDIANTE LA RISURREZIONE, RIMEDIO DI IMMORTALITÀ PER NOI. OFFRÌ ALLA MORTE IN SACRIFICIO E VITTIMA PURISSIMA IL CORPO CHE AVEVA PRESO E OFFRENDO IL SUO CORPO PER GLI ALTRI LIBERÒ DALLA MORTE I SUOI SIMILI.
    Il Verbo di Dio a tutti superiore offrì e consacrò per tutti il tempio del suo corpo e versò alla morte il prezzo che le era dovuto. In tal modo l’immortale Figlio di Dio con tutti solidale per il comune corpo di morte con la promessa della risurrezione rese immortali tutti a titolo di giustizia. LA MORTE ORMAI NON HA PIÙ NESSUNA EFFICACIA SUGLI UOMINI PER MERITO DEL VERBO, CHE HA POSTO IN ESSI LA SUA DIMORA MEDIANTE UN CORPO IDENTICO AL LORO.

  15. Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa
    CRISTO VIVENTE NELLA SUA CHIESA

    CARISSIMI, IL FIGLIO DI DIO ha assunto la natura umana con una unione così intima da essere l`unico ed identico cristo non soltanto in colui, che è il primogenito di ogni creatura, ma anche in tutti i suoi santi. E COME NON SI PUÒ SEPARARE IL CAPO DALLE MEMBRA, COSÌ LE MEMBRA NON SI POSSONO SEPARARE DAL CAPO.
    E SE È VERO CHE, non è proprio di questa vita, ma di quella eterna, che dio sia tutto in tutti, è anche vero che fin d`ora egli abita inseparabilmente il suo tempio, che è la chiesa. LO PROMISE CON LE PAROLE: «ECCO, IO SONO CON VOI TUTTI I GIORNI FINO ALLA FINE DEL MONDO» (MT 28, 20).
    E` LUI CHE, COME È NATO PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO DA UNA VERGINE MADRE, COSÌ RENDE FECONDA LA CHIESA, SUA SPOSA ILLIBATA, CON IL SOFFIO VITALE DELLO STESSO SPIRITO, PERCHÉ MEDIANTE LA RINASCITA DEL BATTESIMO, VENGA GENERATA UNA MOLTITUDINE
    E` IN LUI CHE VIENE BENEDETTA LA DISCENDENZA DI ABRAMO, E TUTTO IL MONDO RICEVE L`ADOZIONE DIVINA. E` lui che, eliminando ogni discriminazione di popoli, e radunando tutti da ogni nazione, forma di tante pecorelle un solo gregge santo. così ogni giorno compie quanto aveva già promesso, dicendo: «E HO ALTRE PECORE, CHE NON SONO DI QUESTO OVILE; ANCHE QUESTE IO DEVO CONDURRE; ASCOLTERANNO LA MIA VOCE, E DIVENTERANNO UN SOLO GREGGE E UN SOLO PASTORE» (GV 10, 16).
    SEBBENE INFATTI EGLI DICA PARTICOLARMENTE A PIETRO: «PASCI LE MIE PECORELLE» (GV 21, 17), NONDIMENO TUTTA L`ATTIVITÀ DEI PASTORI È GUIDATA E SORRETTA DA LUI
    SOLO, IL SIGNORE. E` LUI CHE, CON PASCOLI UBERTOSI E RIDENTI, NUTRE TUTTI COLORO CHE VENGONO A QUESTA PIETRA. COSICCHÉ INNUMEREVOLI PECORELLE, FORTIFICATE DALLA SOVRABBONDANZA DELL`AMORE, NON ESITANO AD AFFRONTARE LA MORTE PER LA CAUSA DEL LORO PASTORE, COME EGLI, IL BUON PASTORE, SI È DEGNATO DI DARE LA PROPRIA VITA PER LE STESSE PECORELLE.
    PARTECIPI DELLA SUA PASSIONE SONO NON SOLO I MARTIRI FORTI E GLORIOSI, MA ANCHE I FEDELI CHE RINASCONO, E GIÀ NELL`ATTO STESSO DELLA LORO RIGENERAZIONE.
    LA NOSTRA PARTECIPAZIONE AL CORPO E AL SANGUE DI CRISTO NON TENDE AD ALTRO CHE A TRASFORMARCI IN QUELLO CHE RICEVIAMO, A FARCI RIVESTIRE IN TUTTO, NEL CORPO E NELLO SPIRITO, DI COLUI NEL QUALE SIAMO MORTI, SIAMO STATI SEPOLTI E SIAMO RISUSCITATI.

  16. ===INNO A GESU’ RISORTO===
    Canta la sposa
    i doni dell’AMATO,
    corre nel campo
    a cercare LUI,
    danza di gioia
    nell’udire il nome.
    —Vede l’ASSENTE
    nel giardino nuovo,
    gode all’annuncio
    della sua missione.
    CRISTO RISORTO
    PORTERA’ AI FRATELLI.
    —“VEDI L’INFERNO.
    E’ DIVENUTO VUOTO,
    ALZATI AMICA,
    MIA BELLA, VIENI,
    CORRI DIETRO
    NEL RITORNO AL PADRE”.
    —GODI AL BANCHETTO
    DELLA NUOVA PASQUA,ENTRA CON CRISTO
    ALLE NOZZE ETERNE,
    VIVI L’AMORE CHE TI DONA IL PADRE.
    (Camaldoli)

  17. LE MANI DELLA PREGHIERA
    (JEAN-LUC LEFRANCOIS)
    O DIO, TU CI HAI CREATI CON UN CORPO,
    CON I PIEDI PER VENIRE INCONTRO A TE,
    CON LA TESTA PER PENSARE,
    CON IL CUORE PER IMPARARE AD AMARE.
    O DIO, TU CI HAI DATO LE MANI PER STRINGERE ALTRE MANI,
    E NON PER SERRARLE IN PUGNI VIOLENTI.
    MANI APERTE COME UN’OFFERTA
    COME UNA PREGHIERA DI DOMANDA E DI GRAZIE.
    MANI CHE BENEDICONO, MANI CHE ACCOLGONO,
    MANI CHE RICEVONO IL PANE DI VITA.
    O GESÙ, CON LE TUE MANI,
    HAI INNALZATO IL POVERO E L’ESCLUSO,
    NON HAI GETTATO LA PIETRA MA CONDIVISO IL PANE,
    HAI PORTATO LA CROCE…
    O GESÙ, CON LE TUE MANI,
    HAI FATTO PASSARE TOMMASO DAL DUBBIO ALLA FEDE.
    LE MANI DEL RISORTO CI INVITANO A SPERARE
    A PRENDERCI PER MANO, A NON FAR CADERE LE BRACCIA
    DAVANTI ALLA MORTE E ALL’ISOLAMENTO.
    O DIO, INSEGNACI A CONDIVIDERE DI PIÙ, PERCHÉ
    LE NOSTRE MANI SONO IL PROLUNGAMENTO DEL CUORE
    E DIVENTANO LE TUE MANI,
    QUELLE CHE DANNO VITA.

  18. QUALUNQUE COSA SIATE…
    DOUGLAS MALLOCH
    SE NON POTETE ESSERE UN PINO SULLA VETTA DEL MONTE,
    SIATE UN ARBUSTO NELLA VALLE,
    MA SIATE IL MIGLIOR PICCOLO ARBUSTO
    SULLA SPONDA DEL RUSCELLO.
    SIATE UN CESPUGLIO,
    SE NON POTETE ESSERE UN ALBERO.
    SE NON POTETE ESSERE UNA VIA MAESTRA,
    SIATE UN SENTIERO.
    SE NON POTETE ESSERE IL SOLE, SIATE UNA STELLA;
    NON CON LA MOLE “VINCETE O FALLITE”.
    SIATE IL MEGLIO DI QUALUNQUE COSA SIATE.

  19. “Esiste qualcosa di più grande e più puro
    rispetto a ciò che la bocca pronuncia.
    Il silenzio illumina l’anima,
    sussurra ai cuori e li unisce.
    Il silenzio ci porta lontano da noi stessi,
    ci fa veleggiare
    nel firmamento dello spirito,
    ci avvicina al cielo;
    ci fa sentire che il corpo
    è nulla più che una prigione,
    e questo mondo è un luogo d’esilio.”
    ~ K. Gibran ~

  20. HO GUSTATO E VEDUTO Dal «Dialogo della Divina Provvidenza»
    di santa Caterina da Siena, vergine

    IO HO GUSTATO E VEDUTO CON LA LUCE DELL’INTELLETTO NELLA TUA LUCE IL TUO ABISSO, O TRINITÀ ETERNA, E LA BELLEZZA DELLA TUA CREATURA.
    Tu infatti, Trinità eterna, sei creatore e io creatura; e ho conosciuto – perché tu me ne hai data l’intelligenza, quando mi hai ricreata con il sangue del Figlio – CHE TU SEI INNAMORATO DELLA BELLEZZA DELLA TUA CREATURA.
    O abisso, o Trinità eterna, o Deità, o mare profondo! E che più potevi dare a me che te medesimo? TU SEI UN FUOCO CHE ARDE SEMPRE e non si consuma. Sei tu che consumi col tuo calore ogni amor proprio dell’anima. TU SEI FUOCO CHE TOGLIE OGNI FREDDEZZA, E ILLUMINI LE MENTI CON LA TUA LUCE, CON QUELLA LUCE CON CUI MI HAI FATTO CONOSCERE LA TUA VERITÀ.
    Specchiandomi in questa luce ti conosco come sommo bene, bene sopra ogni bene, bene felice, bene incomprensibile, bene inestimabile. Bellezza sopra ogni bellezza. Sapienza sopra ogni sapienza. Anzi, tu sei la stessa sapienza. Tu cibo degli angeli, che con fuoco d’amore ti sei dato agli uomini.
    TU VESTIMENTO CHE RICOPRE OGNI MIA NUDITÀ. TU CIBO CHE PASCI GLI AFFAMATI CON LA TUA DOLCEZZA. TU SEI DOLCE SENZA ALCUNA AMAREZZA. O TRINITÀ ETERNA!

  21. FAUSTINA KOWALSKA (1905 -1938)
    JEZU UFAM TOBIE
    La fama della sua santità crebbe insieme alla diffusione del culto alla Divina Misericordia. Il 22 febbraio 1931 suor Faustina scriveva nel suo Diario:
    “LA SERA, STANDO NELLA MIA CELLA, VIDI IL SIGNORE GESÙ VESTITO DI UNA VESTE BIANCA: UNA MANO ALZATA PER BENEDIRE, MENTRE L’ALTRA TOCCAVA SUL PETTO LA VESTE, CHE IVI LEGGERMENTE SCOSTATA LASCIAVA USCIRE DUE GRANDI RAGGI, ROSSO L’UNO E L’ALTRO PALLIDO … GESÙ MI DISSE: “DIPINGI UN’ IMMAGINE SECONDO IL MODELLO CHE VEDI, CON SOTTO LA SCRITTA: GESÙ CONFIDO IN TE! DESIDERO CHE QUESTA IMMAGINE VENGA VENERATA NEL MONDO INTERO. PROMETTO CHE L’ANIMA CHE VENERERÀ QUEST’IMMAGINE NON PERIRÀ. VOGLIO CHE L’IMMAGINE VENGA SOLENNEMENTE BENEDETTA NELLA PRIMA DOMENICA DOPO PASQUA: QUESTA DOMENICA DEVE ESSERE LA FESTA DELLA MISERICORDIA.”
    PAPA GIOVANNI PAOLO II SCRISSE UNA ENCICLICA: DIVES IN MISERICORDIA, interamente dedicata alla devozione appresa dall’umile suora polacca ed è stato lui che l’ha proclamata santa, il 30 aprile 2000. In quell’occasione il Papa ha stabilito per la prima volta la Festa della Divina Misericordia, da celebrarsi nella prima domenica dopo Pasqua.
    – DIO ETERNO, TI RINGRAZIO per i Tuoi innumerevoli benefici .Ogni battito del mio cuore sia un inno di ringraziamento per Te, o Dio. Ogni goccia del mio sangue circoli per Te, o Signore. La mia anima è tutta un cantico di ringraziamento alla Tua Misericordia.
    – NONOSTANTE LA MIA GRANDE MISERIA, non ho paura di nulla, ma nutro la speranza di cantare in eterno il mio canto di lode. Nessun’anima dubiti, anche se fosse la più miserabile; finché è in vita, può diventare una grande santa, poiché grande è la potenza della grazia divina. Sta a noi non fare resistenza.
    – MALGRADO IL DONO DI TANTE GRAZIE STRAORDINARIE scriveva nel Diario”: “Né le grazie, né le rivelazioni, né le estasi, né alcun altro dono ad essa elargito la rendono perfetta, ma l’unione intima della mia anima con Dio. I doni sono soltanto un ornamento dell’anima, ma non ne costituiscono la sostanza né la perfezione. La mia santità e perfezione consiste in una stretta unione della mia volontà con la volontà di Dio” (Diario p. 380).

    GIORNO DESIDERATO…
    O giorno eterno, giorno desiderato,
    ti attendo con nostalgia ed impazienza, tra non molto l’amore scioglierà i veli, tu diverrai la mia salvezza.
    Giorno stupendo, momento impareggiabile,
    in cui vedrò per la prima volta il mio Dio, lo Sposo della mia anima e il Signore dei Signori, sento che la mia anima non proverà timore. Giorno felice, giorno benedetto, nel quale il mio cuore arderà per Te di ardore eterno poiché fin d’ora Ti sento, sia pure attraverso i veli… Giorno che attendo da tutta la vita, ed attendo Te, Dio, poiché desidero soltanto Te.
    Solo Tu sei nel mio cuore, tutto il resto è nulla per me.
    Giorno di delizia, di eterne dolcezze,

    Dio di grande Maestà, mio Sposo, Tu sai che
    nulla soddisfa il cuore di una vergine.
    POSERÒ IL MIO CAPO SUL TUO DOLCE CUORE.

  22. NUOVA CREATURA IN CRISTO
    Sant’Agostino, vescovo
    RIVOLGO LA MIA PAROLA A VOI, BAMBINI APPENA NATI, FANCIULLI IN CRISTO, NUOVA PROLE DELLA CHIESA, GRAZIA DEL PADRE, FECONDITÀ DELLA MADRE, PIO GERMOGLIO, SCIAME NOVELLO, FIORE DEL NOSTRO ONORE E FRUTTO DELLA NOSTRA FATICA, MIO GAUDIO E MIA CORONA, A VOI TUTTI CHE SIETE QUI SALDI NEL SIGNORE.
    Mi rivolgo a voi con le parole stesse dell’apostolo: «Rivestitevi del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri» (Rm 13, 14), perché vi rivestiate, anche nella vita, di colui del quale vi siete rivestiti per mezzo del sacramento. «Poiché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è più Giudeo, né Greco; non c’è più schiavo, né libero; non c’è più uomo, né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù» (Gal 3, 27-28).
    OGGI RICORRE L’OTTAVO GIORNO DELLA VOSTRA NASCITA, oggi trova in voi la sua completezza il segno della fede, quel segno che presso gli antichi patriarchi si verificava nella circoncisione, otto giorni dopo la nascita al mondo. Perciò anche il Signore ha impresso il suo sigillo al suo giorno, che è il terzo dopo la passione. Esso però, nel ciclo settimanale, è l’ottavo dopo il settimo cioè dopo il sabato, e il primo della settimana. CRISTO, FACENDO PASSARE IL PROPRIO CORPO DALLA MORTALITÀ ALL’IMMORTALITÀ, HA CONTRASSEGNATO IL SUO GIORNO CON IL DISTINTIVO DELLA RISURREZIONE.
    Voi partecipate del medesimo mistero non ancora nella piena realtà, ma nella sicura speranza, perché avete un pegno sicuro, lo Spirito Santo. «SE DUNQUE SIETE RISORTI CON CRISTO, CERCATE LE COSE DI LASSÙ, DOVE SI TROVA CRISTO ASSISO ALLA DESTRA DI DIO; PENSATE ALLE COSE DI LASSÙ, NON A QUELLE DELLA TERRA. VOI INFATTI SIETE MORTI E LA VOSTRA VITA È ORMAI NASCOSTA CON CRISTO IN DIO! QUANDO SI MANIFESTERÀ CRISTO, LA VOSTRA VITA, ALLORA ANCHE VOI SARETE MANIFESTATI CON LUI NELLA GLORIA» (Col 3, 1-4).

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