Cari  amici ,  qualche spunto per  terminare in …bellezza il mese di Maria. Fraternamente dv

P R E G H I A M O   L’ A V E  M A R I A      CON IL CUORE DI DON ORIONE

  • AVE MARIA, PIENA DI GRAZIA, IL SIGNORE E’ CON TE                               D. Orione:  “E’ Dio che la fece grande perché la vide umilissima e la fece sì grande, piena di grazia, tutta pura e immacolata perché la scelse per madre”   Insegnaci, Maria, a dire di “SI” al Signore!
  • TU SEI BENEDETTA FRA LE DONNE  
  • Orione: “ E quando le parole di Elisabetta le faranno sentire la sua grande dignità di madre di Dio, allora il suo pensiero si eleverà per benedire Lui solo: magnificat anima mea Dominum”   Aiutaci, Maria, a dire “SI” al fratello nel bisogno!
  • BENEDETTO E’ IL FRUTTO DEL TUO SENO GESU’                       
  • D. Orione: “ I Pastori cercarono Gesù e lo trovarono nelle braccia di Maria… E noi, poveri peccatori, dove troveremo Gesù? Lo ritroveremo e lo adoreremo tra le braccia e sul cuore di Maria”   Aiutaci, Maria a fare sempre quello che Gesù ci dice
  • SANTA MARIA, MADRE DI DIO                                                 
  • D. Orione: “ Ai piedi della culla di Gesù e ai piedi della croce di Gesù, troviamo Maria; come non sentire palpiti per Maria?  O lacerare le pagine del Vangelo, o cadere in ginocchio a venerarla”    INSEGNACI Maria, a pregare con amore di figli!
  • PREGA PER NOI PECCATORI, ADESSO…                                          
  • D. Orione: Dacci, o Maria un cuore grande e magnanimo che arrivi a tutti i dolori e a tutte le lacrime. Fa che siamo veramente quali ci vuoi, i padri dei poveri… Maria, aiutaci a dare speranza a chi soffre!
  • E NELL’ORA DELLA NOSTRA MORTE. AMEN!
  • Orione: E poi…E poi il santo Paradiso! Vicini a te, Maria: sempre con Gesù, sempre con te, seduti ai tuoi piedi,  o madre nostra. In Paradiso, in Paradiso! La nostra madre ci aspetta, ci vuole in Paradiso. E sarà presto!”
  • Maria, insegnaci, a guardare alla Meta che ci attende! 

COL  CUORE  DI  MARIA 

  1. CUORE IN ASCOLTO  2,49s Ed egli rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate  che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”. Ma essi non compresero le sue parole.
  2. CUORE DISPONIBILE  1,38 Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore,  avvenga di me quello che hai detto”.
  3. CUORE CONTEMPLATIVO  2.51s Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. Parti dunque con loro e torno a Nazareth …E Gesù cresceva  in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini
  4. CUORE GRATO  1,46s  Maria disse: ” L’anima mia magnifica il Signore  e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,  perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
  5. CUORE OBBEDIENTE  2,22 Quando venne il tempo della purificazione secondo la Legge di Mose, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore
  6. CUORE SOLLECITO 1,39  In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussulto nel grembo.
  7. CUORE TRAFITTO DAL DOLORE Lc 2,34 Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di  contraddizione  perché siano svelati i pensieri di molti cuori. A te una spada trafiggerà l’anima
  8. CUORE FEDELE AI PIEDI DELLA CROCE 2,34sGv.  19,25  Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala.
  9. CUORE DI MADRE VERSO TUTTI 19,26s 26 Gesù allora, vedendo  la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla  madre: “Donna, ecco il tuo figlio!”. 27 Poi disse al discepolo: “Ecco la  tua madre!”. E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa
  10. CUORE PIENO DI SPIRITO SANTO Atti 1,14; 2,4 Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù -Apparvero loro lingue come di fuoco che  si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti  pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo  Spirito dava loro il potere d’esprimersi.

NEI MOMENTI   DI DOLORE…  DON  ORIONE  SI  RIVOLGEVA  A  MARIA COSÌ.

Nel 1° anniversario della morte di Don Goggi.                     A Te, mia cara Madonna. Sono tanti anni e in questo santo giorno,  venivo ai tuoi piedi col primo figlio della divina Provvidenza, e tutti gli anni in questa festa, venivamo qui ai tuoi piedi benedetti, o Vergine Benedetta. Quest’anno quel povero e caro figliolo è morto  e sono qua solo. Sono solo, davanti a Te.     Ascoltami, o Tu che vedi e sai compatire il cuore che piange.  Il mio figliuolo è morto! Io vengo ancora a rinnovarti la consacrazione di me e la mia offerta, ma sono solo.  O Maria, cara Madonna mia, ascoltami;   guarda le lacrime del mio povero cuore.  Vedi quest’anno non so più parlare: perdonami, sono solo.     Il mio povero  figliuolo è morto! Io piango e mi consolo, pensando che tu sei tanto buona e mi sai compatire.   Ma io so che sarà qui anche lui. E’ da anni che questo giorno lo passavamo insieme; eravamo in tre:  Tu, cara Madonna, lui ed io. Anche tu hai pianto tanto, anche tu, o cara Madonna. Lasciami piangere; sono solo.  Il mio povero  figliuolo è morto!”      Scr. 61,205

DANTE ALIGHIERI – PARADISO C. XXXIII

«VERGINE MADRE, FIGLIA DEL TUO FIGLIO,
UMILE E ALTA PIÙ CHE CREATURA,
TERMINE FISSO D’ETERNO CONSIGLIO,

    TU SE’ COLEI CHE L’UMANA NATURA
NOBILITASTI SÌ, CHE ‘L SUO FATTORE
NON DISDEGNÒ DI FARSI SUA FATTURA.

   NEL VENTRE TUO SI RACCESE L’AMORE
PER LO CUI CALDO NE L’ETERNA PACE
COSÌ È GERMINATO QUESTO FIORE.

   QUI SE’ A NOI MERIDÏANA FACE DI CARITATE,                                                             E GIUSO, INTRA I MORTALI,
SE’ DI SPERANZA FONTANA VIVACE.

   DONNA, SE’ TANTO GRANDE E TANTO VALI,
CHE QUAL VUOL GRAZIA ED A TE NON RICORRE,
SUA DISÏANZA VUOL VOLAR SANZ’ALI.

   LA TUA BENIGNITÀ NON PUR SOCCORRE
A CHI DOMANDA, MA MOLTE FÏATE
LIBERAMENTE AL DIMANDAR PRECORRE.

   IN TE MISERICORDIA, IN TE PIETATE,
IN TE MANIFICIENZA, IN TE S’ADUNA
QUANTUNQUE IN CREATURA È DI BONTATE».

La madre  GIUSEPPE UNGARETTI

E il cuore quando d’un ultimo battito
Avrà fatto cadere il muro d’ombra,
Per condurmi, Madre, sino al Signore,
Come una volta mi darai la mano.                     
In ginocchio, decisa,
Sarai una statua di fronte all’Eterno,
Come già ti vedeva
Quando eri ancora in vita.  
Alzerai tremante le vecchie braccia,
Come quando spirasti Dicendo: Mio Dio, eccomi. 
E solo quando m’avrà perdonato, Ti verrà desiderio di guardarmi.                                                                   Ricorderai d’avermi atteso tanto,
E avrai negli occhi un rapido sospiro.

  • N’AVE MARIA Quann’ero ragazzino, mamma mia,me diceva: ricordate fijolo, quanno te senti veramente solo tu prova a recità n’ave Maria. L’anima tua da sola spicca er volo E se solleva, come pe’ maggìa. Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato. Da un pezzo s’è addormita la vecchiettaMa quer consijo non l’ho mai scordato. Come me sento veramente solo Io prego la Madonna benedetta E l’anima da sola pija er volo! (Trilussa)
  • Bocelli: la voce del silenzio Volevo stare un pò da solo per pensare e tu lo sai  ed ho sentito nel silenzio  una voce dentro me  e tornan vive troppe cose  che credevo morte ormai  e chi ho tanto amato dal mare del silenzio  ritorna come un’onda nei miei occhi  e quello che mi manca  nel mare del silenzio  mi manca sai, molto di più.  Ci sono cose in un silenzio  che non m’aspettavo mai,  vorrei una voce  ed improvvisamente  ti accorgi che il silenzio ha il volto delle cose che hai perduto  ed io ti sento amore, ti sento nel mio cuore  stai riprendendo il posto che  tu non avevi perso mai,  che non avevi perso mai, che non avevi perso mai.  E quello che mi manca nel mare del silenzio  mi manca sai, molto di più, ci sono cose in un silenzio che non m’aspettavo mai, vorrei una voce  e improvvisamente  ti accorgi che il silenzio ha il volto delle cose che hai perduto ed io ti sento amore, ti sento nel mio cuore stai riprendendo il posto che tu non avevi perso mai  non avevi perso mai  non avevi perso mai

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donalesiani@gmail.comwww.sanbiagiofano.it

11 comments

  1. S. AGOSTINO

    OGGI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO È ASCESO AL CIELO. CON LUI SALGA PURE IL NOSTRO CUORE. ASCOLTIAMO L’APOSTOLO PAOLO CHE PROCLAMA: «SE SIETE RISORTI CON CRISTO, CERCATE LE COSE DI LASSÙ, DOVE SI TROVA CRISTO ASSISO ALLA DESTRA DI DIO. PENSATE ALLE COSE DI LASSÙ, NON A QUELLE DELLA TERRA» (COL 3, 1-2). Come egli è asceso e non si è allontanato da noi, così anche noi già siamo lassù con lui, benché nel nostro corpo non si sia ancora avverato ciò che ci è promesso. CRISTO È ORMAI ESALTATO AL DI SOPRA DEI CIELI, MA SOFFRE QUI IN TERRA TUTTE LE TRIBOLAZIONI CHE NOI SOPPORTIAMO COME SUE MEMBRA. DI QUESTO DIEDE ASSICURAZIONE FACENDO SENTIRE QUEL GRIDO: «SAULO, SAULO, PERCHÉ MI PERSEGUITI?» (AT 9, 4). E COSÌ PURE: «IO HO AVUTO FAME E MI AVETE DATO DA MANGIARE» (Mt 25, 35).
    Perché allora anche noi non fatichiamo su questa terra, in maniera da riposare già con Cristo in cielo, noi che siamo uniti al nostro Salvatore attraverso la fede, la speranza e la carità? Cristo, infatti, pur trovandosi lassù, resta ancora con noi. E NOI, SIMILMENTE, PUR DIMORANDO QUAGGIÙ, SIAMO GIÀ CON LUI. E CRISTO PUÒ ASSUMERE QUESTO COMPORTAMENTO IN FORZA DELLA SUA DIVINITÀ E ONNIPOTENZA. A NOI, INVECE, È POSSIBILE, NON PERCHÉ SIAMO ESSERI DIVINI, MA PER L’AMORE CHE NUTRIAMO PER LUI. EGLI NON ABBANDONÒ IL CIELO, DISCENDENDO FINO A NOI; E NEMMENO SI È ALLONTANATO DA NOI, QUANDO DI NUOVO È SALITO AL CIELO. INFATTI EGLI STESSO DÀ TESTIMONIANZA DI TROVARSI LASSÙ MENTRE ERA QUI IN TERRA: NESSUNO È MAI SALITO AL CIELO FUORCHÉ COLUI CHE È DISCESO DAL CIELO, IL FIGLIO DELL’UOMO, CHE È IN CIELO (CFR. GV 3, 13).
    QUESTA AFFERMAZIONE FU PRONUNCIATA PER SOTTOLINEARE L’UNITÀ TRA LUI NOSTRO CAPO E NOI SUO CORPO. QUINDI NESSUNO PUÒ COMPIERE UN SIMILE ATTO SE NON CRISTO, PERCHÉ ANCHE NOI SIAMO LUI, PER IL FATTO CHE EGLI È IL FIGLIO DELL’UOMO PER NOI, E NOI SIAMO FIGLI DI DIO PER LUI.

  2. Oggi GESU’ ascende in cielo, si allontana da noi solo per poter moltiplicare e intensificare la sua presenza, facendo diventare la nostra umanità il segno concreto della sua sensibilità alla nostra vita umana. SIAMO NOI I TESTIMONI DELLA PASQUA, noi che sbagliamo ancora, eppure rimaniamo uniti al Signore, attraverso la sua Parola, i sacramenti, la vita della chiesa e l’impegno nel mondo. Noi, che spesso ci sentiamo deboli, inadeguati, nudi e poveri, ma che possiamo ormai vivere ” senza alcuna relazione con il peccato” (Eb 9,28), non perchè estranei alle sue seduzioni,ma perchè continuamente perdonati da un ” AMORE ” che ci precede e ci segue fino agli inferi della morte. Proprio noi, chiamati oggi ad abbassare lo sguardo dal cielo, per cercare e incontrare nei fratelli quello stesso volto “GESU”, e annunciare loro il Vangelo della vita nuova in CRISTO GESU’. Donaci Signore una porzione di quella gioia donata agli Apostoli, perchè tornando nelle nostre convivenze ne possiamo fare a tutti un bel dono.

  3. «SÌ, SONO CRISTIANO».
    Dagli «Atti del martirio» dei santi Giustino e compagni

    Dopo il loro arresto, i santi furono condotti dal prefetto di Roma di nome Rustico. Comparsi davanti al tribunale, il prefetto Rustico disse a Giustino: «Anzitutto credi agli dèi e presta ossequio agli imperatori».
    Giustino disse: «DI NULLA SI PUÒ BIASIMARE O INCOLPARE CHI OBBEDISCE AI COMANDAMENTI DEL SALVATORE NOSTRO GESÙ CRISTO».
    Il prefetto Rustico disse: «Quale dottrina professi?». Giustino rispose: «HO TENTATO DI IMPARARE TUTTE LE FILOSOFIE, POI HO ADERITO ALLA VERA DOTTRINA, A QUELLA DEI CRISTIANI, sebbene questa non trovi simpatia presso coloro che sono irretiti dall’errore». Il prefetto Rustico disse: «E tu, miserabile, trovi gusto in quella dottrina?». Giustino rispose: «Sì, perché io la seguo con retta fede».
    RUSTICO DISSE: «SEI DUNQUE CRISTIANO?». GIUSTINO RISPOSE: «SÌ, SONO CRISTIANO».
    Il prefetto disse a Giustino: «Ascolta, tu che sei ritenuto sapiente e credi di conoscere la vera dottrina; se dopo di essere stato flagellato sarai decapitato, ritieni di salire al cielo?». Giustino rispose: «SPERO DI ENTRARE IN QUELLA DIMORA SE SOFFRIRÒ QUESTO. IO SO INFATTI CHE PER TUTTI COLORO CHE AVRANNO VISSUTO SANTAMENTE, È RISERVATO IL FAVORE DIVINO SINO ALLA FINE DEL MONDO INTERO».
    Il prefetto Rustico disse: «Tu dunque ti immagini di salire al cielo, per ricevere una degna ricompensa?». Rispose Giustino: «NON ME L’IMMAGINO, MA LO SO ESATTAMENTE E NE SONO SICURISSIMO».
    Il prefetto Rustico disse: «Orsù, torniamo al discorso che ci siamo proposti e che urge di più. Riunitevi insieme e sacrificate concordemente agli dèi». Giustino rispose: «NESSUNO CHE SIA SANO DI MENTE PASSERÀ DALLA PIETÀ ALL’EMPIETÀ».
    Il prefetto Rustico disse: «Se non ubbidirete ai miei ordini, sarete torturati senza misericordia». Giustino rispose: «Abbiamo fiducia di salvarci per nostro Signore Gesù Cristo se saremo sottoposti alla pena, perché questo ci darà salvezza e fiducia davanti al tribunale più temibile e universale del nostro Signore e Salvatore».
    Altrettanto dissero anche tutti gli altri martiri: «Fa’ quello che vuoi; noi siamo cristiani e non sacrifichiamo agli idoli».
    Il prefetto Rustico pronunziò la sentenza dicendo: «Coloro che non hanno voluto sacrificare agli dèi e ubbidire all’ordine dell’imperatore, dopo essere stati flagellati siano condotti via per essere decapitati a norma di legge».
    I SANTI MARTIRI GLORIFICANDO DIO, GIUNTI AL LUOGO SOLITO, FURONO DECAPITATI E PORTARONO A TERMINE LA TESTIMONIANZA DELLA LORO PROFESSIONE DI FEDE NEL SALVATORE.

  4. ….Oggi la CHIESA, colma di gioia,
    canta MARIA pronta a servire.
    VISITAZIONE, GRANDE MISTERO;
    L’UMILE MADRE
    OFFRE IL SUO DONO.
    SALE SUL MONTE SENZA RITARDI,
    verso la casa di ELISABETTA:
    VITA DIVINA MUOVE I SUOI PASSI,
    FEDE OPEROSA ARDE NEL CUORE.
    Quando GIOVANNI ode il MESSIA
    MOSSO DALL’ALTO
    BALZA ESULTANTE.
    VERO PROFETA GRIDA DAL GREMBO:
    ECCO L’AGNELLO L’EMMANUELE.
    SPIRITO SANTO noi ti invochiamo:
    RENDI LA CHIESA ACCOGLIENTE.
    SPIEGA IL TUO BRACCIO DI PACE
    SOFFIA NEI CUORI ZELO E AMORE.
    (go)

  5. San Beda il Venerabile, sacerdote
    Maria magnifica il Signore che opera in lei

    «L’ANIMA MIA MAGNIFICA IL SIGNORE ED IL MIO SPIRITO ESULTA IN DIO MIO SALVATORE» (LC 1, 46). CON QUESTE PAROLE MARIA PER PRIMA COSA PROCLAMA I DONI SPECIALI A LEI CONCESSI, POI ENUMERA I BENEFICI UNIVERSALI CON I QUALI DIO NON CESSÒ DI PROVVEDERE AL GENERE UMANO PER L’ETERNITÀ.
    Magnifica il Signore l’anima di colui che volge a lode e gloria del Signore tutto ciò che passa nel suo mondo interiore, di colui che, osservando i precetti di Dio, dimostra di pensare sempre alla potenza della sua maestà.
    Esulta in Dio suo salvatore, lo spirito di colui che solo si diletta nel ricordo del suo creatore dal quale spera la salvezza eterna.
    QUESTE PAROLE, CHE STANNO BENE SULLE LABBRA DI TUTTE LE ANIME PERFETTE, ERANO ADATTE SOPRATTUTTO ALLA BEATA MADRE DI DIO. PER UN PRIVILEGIO UNICO ESSA ARDEVA D’AMORE SPIRITUALE PER COLUI DELLA CUI CONCEZIONE CORPORALE ELLA SI RALLEGRAVA. A BUON DIRITTO ELLA POTÉ ESULTARE PIÙ DI TUTTI GLI ALTRI SANTI DI GIOIA STRAORDINARIA IN GESÙ SUO SALVATORE. Sapeva infatti che l’autore eterno della salvezza, sarebbe nato dalla sua carne, con una nascita temporale e in quanto unica e medesima persona, SAREBBE STATO NELLO STESSO TEMPO SUO FIGLIO E SUO SIGNORE.
    «COSE GRANDI HA FATTO A ME L’ONNIPOTENTE E SANTO È IL SUO NOME».
    NIENTE DUNQUE VIENE DAI SUOI MERITI, DAL MOMENTO CHE ELLA RIFERISCE TUTTA LA SUA GRANDEZZA AL DONO DI LUI, IL QUALE ESSENDO ESSENZIALMENTE POTENTE E GRANDE, È SOLITO RENDERE FORTI E GRANDI I SUOI FEDELI DA PICCOLI E DEBOLI QUALI SONO. Bene poi aggiunse: «E Santo è il suo nome», per avvertire gli ascoltatori, anzi per insegnare a tutti coloro ai quali sarebbero arrivate le sue parole ad aver fiducia nel suo nome e a invocarlo. Così essi pure avrebbero potuto godere della santità eterna e della vera salvezza, secondo il detto profetico: «Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato» (Gl 3, 5).
    Infatti è questo stesso il nome di cui sopra si dice: «Ed esultò il mio spirito in Dio, mio salvatore».
    PERCIÒ NELLA SANTA CHIESA È INVALSA LA CONSUETUDINE BELLISSIMA ED UTILISSIMA DI CANTARE L’INNO DI MARIA OGNI GIORNO NELLA SALMODIA VESPERTINA. COSÌ LA MEMORIA ABITUALE DELL’INCARNAZIONE DEL SIGNORE ACCENDE DI AMORE I FEDELI, E LA MEDITAZIONE FREQUENTE DEGLI ESEMPI DI SUA MADRE, LI CONFERMA SALDAMENTE NELLA VIRTÙ. ED È PARSO BENE CHE CIÒ AVVENISSE DI SERA, PERCHÉ LA NOSTRA MENTE STANCA E DISTRATTA IN TANTE COSE, CON IL SOPRAGGIUNGERE DEL TEMPO DEL RIPOSO SI CONCENTRASSE TUTTA IN SE MEDESIMA.

  6. COSA E’ SUCCESSO TRA LA RISURREZIONE
    E L’ASCENSIONE DEL SIGNORE?
    San Leone Magno, Papa

    Miei cari, i giorni intercorsi tra la risurrezione del Signore e la sua ascensione non sono passati inutilmente, ma in essi sono stati CONFERMATI GRANDI MISTERI E SONO STATE RIVELATE GRANDI VERITÀ.
    Venne eliminato il timore di una morte crudele, e venne annunziata non solo l’immortalità dell’anima, ma anche quella del corpo. DURANTE QUEI GIORNI, IN VIRTÙ DEL SOFFIO DIVINO, VENNE EFFUSO SU TUTTI GLI APOSTOLI LO SPIRITO SANTO, E A SAN PIETRO APOSTOLO, dopo la consegna delle chiavi del Regno, venne affidata la cura suprema del gregge del Signore.
    IN QUESTI GIORNI IL SIGNORE SI UNISCE, COME TERZO, AI DUE DISCEPOLI LUNGO IL CAMMINO, e per dissipare in noi ogni ombra di incertezza, biasima la fede languida di quei due spaventati e trepidanti. Quei cuori da lui illuminati s’infiammano di fede e, mentre prima erano freddi, diventano ardenti, man mano che il Signore spiega loro le Scritture. QUANDO EGLI SPEZZA IL PANE, ANCHE LO SGUARDO DI QUEI COMMENSALI SI APRE. SI APRONO GLI OCCHI DEI DUE DISCEPOLI!
    Perciò, o miei cari, durante tutto questo tempo trascorso tra la risurrezione del Signore e la sua ascensione, LA DIVINA PROVVIDENZA QUESTO HA AVUTO DI MIRA, QUESTO HA COMUNICATO, QUESTO HA VOLUTO INSINUARE NEGLI OCCHI E NEI CUORI DEI SUOI: LA FERMA CERTEZZA CHE IL SIGNORE GESÙ CRISTO ERA VERAMENTE RISUSCITATO, COME REALMENTE ERA NATO, REALMENTE AVEVA PATITO ED ERA REALMENTE MORTO.
    Perciò i santi apostoli e tutti i discepoli, che avevano trepidato per la tragedia della croce ed erano dubbiosi nel credere alla risurrezione, FURONO TALMENTE RINFRANCATI DALL’EVIDENZA DELLA VERITÀ, CHE, AL MOMENTO IN CUI IL SIGNORE SALIVA NELL’ALTO DEI CIELI, NON SOLO NON NE FURONO AFFATTO RATTRISTATI, MA ANZI FURONO RICOLMI DI GRANDE GIOIA.
    Ed avevano davvero un grande e ineffabile motivo di rallegrarsi. ESSI INFATTI, INSIEME A QUELLA FOLLA FORTUNATA, CONTEMPLAVANO LA NATURA UMANA MENTRE SALIVA AD UNA DIGNITÀ SUPERIORE A QUELLA DELLE CREATURE CELESTI.

  7. SAN CIRILLO D’ALESSANDRIA
    LO SPIRITO È VINCOLO DI UNITÀ NEL CORPO MISTICO DI CRISTO
    Secondo san Paolo quanti comunichiamo alla santa umanità del Cristo, veniamo a formare un sol corpo con lui. PRESENTA COSÌ QUESTO MISTERO DI AMORE: «ESSO NON È STATO MANIFESTATO AGLI UOMINI DELLE PRECEDENTI GENERAZIONI COME AL PRESENTE È STATO RIVELATO AI SUOI SANTI APOSTOLI E PROFETI PER MEZZO DELLO SPIRITO: CHE I GENTILI CIOÈ SONO CHIAMATI IN CRISTO GESÙ A PARTECIPARE ALLA STESSA EREDITÀ, A FORMARE LO STESSO CORPO E AD ESSERE PARTECIPI DELLA PROMESSA» (Ef 3, 5-6). … Infatti, sebbene, presi separatamente, siamo in molti, ed in ciascuno di noi Cristo faccia abitare lo Spirito del Padre e suo, tuttavia unico e indivisibile è lo Spirito. EGLI CON LA SUA PRESENZA E LA SUA AZIONE RIUNISCE NELL’UNITÀ SPIRITI CHE TRA LORO SONO DISTINTI E SEPARATI. EGLI FA DI TUTTI IN SE STESSO UNA UNICA E MEDESIMA COSA. Perciò ancora san Paolo ci esorta: SOPPORTATEVI A VICENDA CON AMORE, CERCATE DI CONSERVARE L’UNITÀ DELLO SPIRITO PER MEZZO DEL VINCOLO DELLA PACE. UN SOLO CORPO, UN SOLO SPIRITO, COME UNA SOLA È LA SPERANZA ALLA QUALE SIETE STATI CHIAMATI, QUELLA DELLA VOSTRA VOCAZIONE; UN SOLO SIGNORE, UNA SOLA FEDE, UN SOLO BATTESIMO. UN SOLO DIO PADRE DI TUTTI, CHE È AL DI SOPRA DI TUTTI, AGISCE PER MEZZO DI TUTTI, ED È PRESENTE IN TUTTI (cfr. Ef 4, 2-6). Infatti dimorando in noi un unico Spirito, vi sarà in noi un unico Padre di tutti, Dio, per mezzo del Figlio. Lo Spirito Santo riconduce all’unità con sé e all’unità vicendevole fra loro tutti quelli che si trovano a partecipare di lui. E tutti noi evidentemente siamo partecipi dello Spirito. INFATTI ABBIAMO LASCIATO LA VITA ANIMALE E OBBEDIAMO ALLE LEGGI DELLO SPIRITO. IN TAL MODO ABBANDONIAMO LA NOSTRA VITA, CI UNIAMO ALLO SPIRITO SANTO, ACQUISTIAMO UNA CONFORMITÀ CELESTE A LUI E VENIAMO TRASFORMATI, IN CERTO QUAL MODO, IN UN’ALTRA NATURA. PERCIÒ SIAMO CHIAMATI NON PIÙ UOMINI SOLAMENTE, MA ANCHE FIGLI DI DIO E UOMINI CELESTI. SIAMO RESI CIOÈ PARTECIPI DELLA NATURA DIVINA.
    TUTTI SIAMO UNA COSA SOLA NEL PADRE E FIGLIO E SPIRITO SANTO: UNA COSA SOLA DICO, PER L’IDENTITÀ DELLA CONDIZIONE, LA COESIONE NELLA CARITÀ, LA COMUNIONE ALLA SANTA CARNE DI CRISTO E LA PARTECIPAZIONE DELL’UNICO SPIRITO SANTO.

  8. … ” Un uomo chiese a DIO: ” Chi sei tu SIGNORE? ” Egli rispose ” IO SONO “. Ma l’uomo, confuso, domandò ancora: “Va bene ma in che senso TU sei?” DIO gli rispose: ” IO sono L’AMORE. IO sono la PACE. IO sono la GRAZIA. IO sono la GIOIA. IO sono la VIA, la VERITA’ e la VITA. IO sono il CONSOLATORE. IO sono la FORZA. IO sono la SICUREZZA. Il RIFUGIO, la POTENZA. IO sono il CREATORE. IO sono L’INIZIO e la FINE. IO, SI PROPRIO IO, SONO AL DI SOPRA DI OGNI COSA ” Allora l’uomo, con le lacrime agli occhi disse: ” Ora ho capito chi sei SIGNORE… ma allora … chi sono io? ” E IL SIGNORE, ASCIUGANDOGLI LE LACRIME DAL VISO SUSSURRO’ IN RISPOSTA: ” TU SEI L’OGGETTO DEL MIO AMORE ” . ( La parola di Dio )

  9. Didimo di Alessandria.
    LO SPIRITO SANTO CI RINNOVA NEL BATTESIMO
    Lo Spirito Santo, che è Dio insieme col Padre e col Figlio, ci rinnova nel battesimo, e dal nostro stato di imperfezione ci riporta alla primitiva bellezza e ci riempie della sua grazia, tanto che non possiamo più ammettere in noi nulla di indecoroso. EGLI CI LIBERA DAL PECCATO E DALLA MORTE, E DA TERRENI CHE SIAMO, CIOÈ FATTI DI POLVERE E TERRA, CI RENDE SPIRITUALI, CI PERMETTE DI PARTECIPARE ALLA GLORIA DIVINA, DI ESSERE FIGLI ED EREDI DI DIO PADRE, DI RENDERCI CONFORMI ALL’IMMAGINE DEL FIGLIO SUO, SUOI FRATELLI E COEREDI, DESTINATI AD ESSERE UN GIORNO GLORIFICATI E REGNARE CON LUI. INVECE DELLA TERRA CI DÀ GENEROSAMENTE IL CIELO E IL PARADISO. CI RENDE ORMAI PIÙ ONORATI DEGLI ANGELI. SPEGNE LA FIAMMA TERRIBILE E INESTINGUIBILE DELL’INFERNO PER MEZZO DELLE DIVINE ACQUE DEL FONTE BATTESIMALE.
    Gli uomini infatti vengono concepiti due volte, una volta corporalmente e una volta dallo Spirito divino. Di entrambi questi concepimenti scrissero molto bene i sacri autori. Giovanni dice: «A QUANTI LO HANNO ACCOLTO HA DATO POTERE DI DIVENTARE FIGLI DI DIO; A QUELLI CHE CREDONO NEL SUO NOME, I QUALI NON DA SANGUE NÉ DA VOLERE DI CARNE, NÉ DA VOLERE D’UOMO, MA DA DIO SONO STATI GENERATI» (Gv 1, 13). Quanti, dice, credettero in Cristo, hanno ricevuto il potere di diventare figli di Dio, cioè dello Spirito Santo, e di essere così partecipi della natura di Dio. Infatti per dimostrare che colui che genera è lo Spirito Santo Dio, soggiunge per bocca di Gesù: «IN VERITÀ, IN VERITÀ TI DICO: SE UNO NON NASCE DA ACQUA E DA SPIRITO, NON PUÒ ENTRARE NEL REGNO DI DIO» (Gv 3, 5).
    IL FONTE BATTESIMALE, INFATTI, PARTORISCE, CIOÈ FA EMERGERE VISIBILMENTE, IL NOSTRO CORPO VISIBILE PER IL MINISTERO DEI SACERDOTI. MA, SUL PIANO SPIRITUALE, COLUI CHE BATTEZZA È LO SPIRITO SANTO, DEL TUTTO INVISIBILE. EGLI BATTEZZA IN SE STESSO E RIGENERA PER IL MINISTERO DEGLI ANGELI SIA IL CORPO CHE L’ANIMA.
    Anche il Battista in un particolare momento della storia della salvezza e in un modo consono all’espressione «con acqua e in Spirito Santo» dice: «EGLI VI BATTEZZERÀ IN SPIRITO SANTO E FUOCO» (Mt 3, 11; Lc 3, 16).
    Come un vaso di argilla il corpo umano ha bisogno per prima cosa di venir purificato dall’acqua, quindi di essere reso saldo e perfetto per mezzo del fuoco spirituale cioè di Dio che è fuoco divorante. POI DEVE ACCOGLIERE IN SÉ LO SPIRITO SANTO, DAL QUALE RICEVE LA SUA PERFEZIONE E DA CUI VIENE RINNOVATO: INFATTI IL FUOCO SPIRITUALE È ANCHE IN GRADO DI IRRIGARE E L’ACQUA SPIRITUALE PUÒ ANCHE FAR DIVAMPARE.

  10. UNA MAMMA SUPERA… TUTTE LE BARRIERE
    Laura Morelli, non vedente, ha cresciuto la figlia COSÌ…
    «CECITÀ NON INCOMPATIBILE CON MATERNITÀ»

    PREGIUDIZI – «Lasciate perdere una maternità, nelle vostre condizioni…», era la frase che ci dicevano i medici.
    IL PARTO – Ricordo l’ombra scura dei capelli che incorniciavano il volto di Tiziana. Poi non dimentico la degenza in ospedale: Le infermiere mi apostrofavano perché ero l’ultima ad arrivare nella sala dei neonati ad allattare Tiziana. Spesso, ignoravano la mia richiesta di essere accompagnata, così ci andavo da sola, scoprendo a mie spese che nei corridoi di un ospedale ci sono sedie, tavoli… PANNOLINI E BIBERON – «Assaggio!», ho dovuto rispondere a mia suocera, che aveva iniziato con questo tormentone: che la cecità mi impediva di vedere se Tiziana stesse mangiando e bevendo troppo in fretta o male, se fosse nella posizione giusta. Anche in questo caso, ho trovato le soluzioni. Non mi sono mai sentita impotente nei confronti di mia figlia. Ma neppure una madre-eroina. UDITO E MANUALITÀ – I primi momenti sono difficili. Poi si entra in una certa ripetitività e si riconoscono suoni e movimenti del neonato. S’impara a maneggiare il pannolino. Anche per i medicinali ci sono semplici accorgimenti per il corretto dosaggio. Ad esempio le gocce si sentono cadere sul dito.
    PROFUMO DI PULITO – Cambiavo abiti a Tiziana tutti i giorni. Per due ragioni. La prima è per via del fatto che noi le macchie non le vediamo. La seconda era per non alimentare pregiudizi del tipo: è cieca, non riesce a tenere pulita la bambina.
    LA SCUOLA – Pensate a tutte le cose che i genitori fanno nell’ambito della scuola: riunioni, partecipazione e organizzazione di feste a casa propria. Anche noi abbiamo fatto tutto questo. Penso con soddisfazione alla naturalezza con cui i compagni di classe di Tiziana frequentavano la nostra casa.
    TENERLI D’OCCHIO – È quello che fanno i genitori mentre i figli giocano, studiano, guardano la tv. L’ho sempre fatto anch’io, stando accanto a Tiziana il più possibile. Senza avere bisogno di metterle un ciondolo campanellino.

  11. San Cirillo di Alessandria
    DIO CI HA RICONCILIATI PER MEZZO DI CRISTO
    E CI HA AFFIDATO IL MINISTERO DELLA RICONCILIAZIONE

    Chi ha il pegno dello Spirito e possiede la speranza della risurrezione, tiene come già presente ciò che aspetta e quindi può dire con ragione di non conoscere alcuno secondo la carne, di sentirsi, cioè, fin d’ora partecipe della condizione del Cristo glorioso. CIÒ VALE PER TUTTI NOI CHE SIAMO SPIRITUALI ED ESTRANEI ALLA CORRUZIONE DELLA CARNE. INFATTI, BRILLANDO A NOI L’UNIGENITO, SIAMO TRASFORMATI NEL VERBO STESSO CHE TUTTO VIVIFICA. QUANDO REGNAVA IL PECCATO ERAVAMO TUTTI VINCOLATI DALLE CATENE DELLA MORTE. ORA CHE È SUBENTRATA AL PECCATO LA GIUSTIZIA DI CRISTO, CI SIAMO LIBERATI DALL’ANTICO STATO DI DECADENZA.
    Quando diciamo che nessuno è più nella carne intendiamo riferirci a quella condizione connaturale alla creatura umana che comprende, fra l’altro, la particolare caducità propria dei corpi. Vi fa cenno san Paolo quando dice: «Infatti anche se abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne, ora non lo conosciamo più così» (2 Cor 5, 16). MORTO INFATTI UNA VOLTA SOLA NON MUORE PIÙ, LA MORTE NON HA PIÙ ALCUN POTERE SU DI LUI. PER QUANTO RIGUARDA LA SUA MORTE EGLI MORÌ AL PECCATO UNA VOLTA PER TUTTE; ORA INVECE PER IL FATTO CHE EGLI VIVE, VIVE PER DIO (CFR. RM 6, 8-9).
    Pertanto se si trova in questo stato colui che si fece per noi antesignano di vita, È ASSOLUTAMENTE NECESSARIO CHE ANCHE NOI, CALCANDO LE SUE ORME, CI RITENIAMO VIVI DELLA SUA STESSA VITA, SUPERIORE ALLA VITA NATURALE DELLA PERSONA UMANA. PERCIÒ MOLTO GIUSTAMENTE SAN PAOLO SCRIVE: «SE UNO È IN CRISTO, È UNA CREATURA NUOVA; LE VECCHIE COSE SONO PASSATE, ECCO NE SONO NATE DI NUOVE!» (2 Cor 5, 17). Fummo infatti giustificati in Cristo per mezzo della fede, e la forza della maledizione è venuta meno. Poiché egli è risuscitato per noi, dopo essersi messo sotto i piedi la potenza della morte, noi conosciamo il vero Dio nella sua stessa natura, e a lui rendiamo culto in spirito e verità, con la mediazione del Figlio, il quale dona al mondo, da parte del Padre, le benedizioni celesti.
    Perciò molto a proposito san Paolo scrive: «TUTTO QUESTO VIENE DA DIO, CHE CI HA RICONCILIATI CON SÉ MEDIANTE CRISTO» (2 COR 5, 18). IN REALTÀ IL MISTERO DELL’INCARNAZIONE E IL CONSEGUENTE RINNOVAMENTO NON AVVENGONO AL DI FUORI DELLA VOLONTÀ DEL PADRE. SENZA DUBBIO PER MEZZO DI CRISTO ABBIAMO ACQUISTATO L’ACCESSO AL PADRE, DAL MOMENTO CHE NESSUNO VIENE AL PADRE, COME EGLI STESSO DICE, SE NON PER MEZZO DI LUI. PERCIÒ «TUTTO QUESTO VIENE DA DIO, CHE CI HA RICONCILIATI MEDIANTE CRISTO, ED HA AFFIDATO A NOI IL MINISTERO DELLA RICONCILIAZIONE» (2 Cor 5, 18).

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