Carissimi 

 Ecco il  piccolo programma di “VILLA S. BIAGIO” per il prossimo anno pastorale  «VENITE E RIPOSATEVI UN PÒ» (GESÙ) – PROPOSTE FORMATIVE 2019 – 2020   Lieti se possiamo essere di qualche aiuto, con gli auguri più fraterni di buon cammino … dv

  • IN ASCOLTO DELLA PAROLA DI DIO E DEL… SILENZIO 
  •  GIORNI FESTIVI:  10.30 – S. Messa – breve catechesi  
  • GIORNI FERIALI:  18.30 – Vespro e S. Messa

WEEK – END  DELLO  SPIRITO  (1°- 3° week-end da Ottobre 2019 a Febraio 2020)  Dopo una  settimana  di… corsa  SABATO E DOMENICAFERMIAMOCI!

  • PROGRAMMA DI TEMI
  • OTTOBRE: Mese Missionario  “S. PAOLO,  il primo dopo L’UNICO”
  • NOVEMBRE: Gioie e dolori della vita in ascolto di GIOBBE
  • DICEMBRE:Venne ad abitare con noi” – I VANGELI DELL’INFANZIA
  • GENNAIO: Egli è la nostra pace …” – MA QUALE  PACE? (Efesini)  
  • FEBBRAIO:  “La Vita, Dono e Compito” S. BIAGIO e “I SANTI DELLA PORTA ACCANTO” (Papa Francesco)

ORARIO DI MASSIMA

  •   SABATO  15.30SCUOLA DI PREGHIERA 
  • 18.30VESPRI e S. MESSA 
  • 19.30 – Cena sobria e in silenzio… 
  • 21.00MOMENTO MARIANO.
  • Turni di Adorazione Notturna
  • DOMENICA: Vogliamo svegliare l’aurora” 8.15: LODI al sorgere del sole
  • 9.00:  CATECHESI sul tema del mese
  • 10.30: S. MESSA – Breve Catechesi
  • Risonanze spirituali …Pranzo in fraternità

 CORSBIBICI

“STO ALLA PORTA E BUSSO” (Gesù)   

ESERCIZI SPIRITUALI

  •  27 – 29 SETTEMBRE 2019   
  • CORSO PER GENITORI DI ADOLESCENTI   – Equipe di Ancona
  • 11 – 16 NOVEMBRE 2019  “TI CONOSCEVO PER SENTITO DIRE. ORA I MIEI OCCHI TI VEDONO” (GIOBBE)
  • 27 – 31 DICEMBRE   Ritiro di fine anno  “INSEGNACI A CONTARE  I NOSTRI GIORNI”  Salmi SapienzialiMistero del tempo che passa.
  • 22 – 25 APRILE 2020  Ritiro di primavera TU MI HAI SEDOTTO, SIGNORE” Lectio Divina col Profeta GEREMIA
  • 8 – 13 GIUGNO 2020 QUANDO MOSÈ ALZAVA LE MANI…” (ESODO)  Lectio Divina con Mosè e Papa Francesco
  • 6 – 11 LUGLIO 2020 SONO FORSE IO IL CUSTODE DI MIO FRATELLO?” (GENESI)  La Vocazione del custodire. (Papa Francesco)
  • 19 – 23 AGOSTO 2020  CRISTO VIVE E TI VUOLE VIVO! Il discernimento Vocazionale. (Papa Francesco) I Giovani Oggi: sole o tempesta? (Don Orione)

 +++++++++++++++++++++

VENERDÌ  DI QUARESIMA  2020  ORE  19.30 – 21.00   

PER UNA FORTE ESPERIENZA QUARESIMALE

CENA DI POVERI… IN SILENZIO                                                         E  A LUME DI CANDELA 

  • APERICENACanti gregoriani (Solesmes)
  • MENÙ salutare per l’anima e il corpo
  • PANE E ACQUA... RISO IN BIANCO… 
  • Presi con GRATITUDINE  in meditativo SILENZIO  
  • MOMENTO

 EUCARISTICO  

          

  • MESE DI MAGGIO  2020                                                                                    CON MARIA IN ASCOLTO  DEL… SILENZIO   Cammino di fede e preghiera nel parco di San Biagio meditando i misteri del Rosario e della Vita, con musiche e canti mariani 

  • Al termine, Maria offre a tutti il gelato!        

  • È gradita una piccola offerta spontanea per i poveri…

LUGLIO – AGOSTO  2020   FAMIGLIE IN VACANZA

Per un riposo integrale…                                   

 Villa San Biagio è l’ideale! 

PER LE SUE 4 B: BED & BREAKFAST  – BEACH & BIBLE

Villa San Biagio  …. situata in collina in vista del mare,   immersa nel verde di un ampio parco, recentemente ristrutturata,  ti accoglie con gioia per momenti   di riposo fisico e spirituale

allegato: – D A VILLA S. BIAGIO PROPOSTE FORMATIVE 2019 – 20 DEF

INFO E PRENOTAZIONI   

0721.823.175 – 333 88.90.862   

donalesiani@gmail.com     www.sanbiagiofano.it

11 comments

  1. Una volta Paolo, trovandosi in prigione e in gravi strettezze per aver professato la verità, RICEVETTE DAI FRATELLI IL NECESSARIO PER PROVVEDERE ALLA SUA INDIGENZA. Egli rispose, ringraziandoli, con queste parole: Avete fatto bene a prendere parte alla mia tribolazione. Io infatti «ho provato grande gioia nel Signore, perché finalmente avete fatto rifiorire i vostri sentimenti nei miei riguardi. In realtà li avevate anche prima, ma vi mancava l’occasione di mostrarlo. NON VI DICO QUESTO PER BISOGNO, POICHÉ HO IMPARATO A BASTARE A ME STESSO IN OGNI OCCASIONE E HO IMPARATO AD ESSERE POVERO E HO IMPARATO AD ESSERE RICCO» (Fil 4, 10-14). Ma, per mostrare che cosa egli cercasse in quell’opera buona, per non essere di coloro che pascono se stessi e non le pecore, non tanto gode che siano venuti incontro alla sua indigenza, quanto piuttosto si rallegra della loro fecondità. Che cosa dunque cercava in questo gesto? «NON È IL VOSTRO DONO CHE IO RICERCO, MA IL FRUTTO» (FIL 4, 17). NON PERCHÉ IO, DICE, SIA SAZIATO, MA PERCHÉ VOI NON SIATE STERILI.
    Perciò i pastori che non possono fare come Paolo, mantenersi cioè con il lavoro delle proprie mani, prendano dai fedeli ciò che è necessario per il loro sostentamento, ma siano sensibili all’immaturità della coscienza dei loro fedeli. NON SI PREOCCUPINO TANTO DEL PROPRIO INTERESSE, COSÌ DA SEMBRARE CHE PREDICHINO IL VANGELO PER POTER AVERE DI CHE VIVERE, MA SI COMPORTINO IN MODO DA FAR CAPIRE CHE SONO PREMUROSI SOLO DI POTER ESSERE MAGGIORMENTE DISPONIBILI AD ACQUISTARE QUELLA LUCE DELLA PAROLA E DELLA VERITÀ CHE DEVONO POI DISPENSARE AGLI ALTRI PER ILLUMINARLI. Devono essere infatti come lucerne, secondo che è scritto: «Siate pronti con la cintura ai fianchi e le lucerne accese» (Lc 12, 35). E ANCORA: «nessuno accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere, perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro padre che è nei cieli» (MT 5, 15-16). Se pertanto si accendesse una lucerna nella tua casa, non aggiungeresti forse olio perché non si spenga? Ma se la lucerna, ricevuto l’olio, non facesse luce, non meriterebbe di essere posta sul lucerniere, ma di essere mandata in pezzi. È GIUSTO RICEVERE L’OCCORRENTE PER VIVERE, ED È SEGNO DI CARITÀ OFFRIRLO. NON QUASI CHE IL VANGELO SIA MERCE DA VENDERE E CHE IL SUO VALORE SIA RAPPRESENTATO DA CIÒ CHE RICEVONO PER IL SOSTENTAMENTO QUELLI CHE L’ANNUNZIANO. SE INFATTI FACESSERO UN TALE MERCATO, VENDEREBBERO A VIL PREZZO UNA COSA DI INCOMPARABILE VALORE. RICEVANO PURE DAL POPOLO IL NECESSARIO AL MANTENIMENTO, MA LA VERA RICOMPENSA PER IL LORO SERVIZIO SE LA RIPROMETTANO DAL SIGNORE. Il popolo infatti non sarà mai in grado di ricompensare adeguatamente coloro che lo servono per amore del Vangelo. Questi non possono attendere la ricompensa se non da quella fonte da cui il popolo attende la salvezza. CHE COSA ALLORA SI RIMPROVERA AI PASTORI? PERCHÉ SONO ACCUSATI? PERCHÉ, MENTRE PRENDONO IL LATTE E SI COPRONO DI LANA, TRASCURANO IL LORO GREGGE. CERCANO DUNQUE SOLTANTO IL PROPRIO VANTAGGIO, NON GLI INTERESSI DI CRISTO.

  2. San Cipriano, vescovo e martire
    Fede pronta e incrollabile

    CIPRIANO A CORNELIO, FRATELLO NELL’EPISCOPATO.
    Siamo a conoscenza, fratello carissimo, della tua fede, della tua fortezza e della tua aperta testimonianza. Tutto ciò è di grande onore per te e a me arreca tanta gioia da farmi considerare partecipe e socio dei tuoi meriti e delle tue imprese.
    SICCOME INFATTI UNA È LA CHIESA, UNO E INSEPARABILE L’AMORE, UNICA E INSCINDIBILE L’ARMONIA DEI CUORI, QUALE SACERDOTE, NEL CELEBRARE LE LODI DI UN ALTRO SACERDOTE, NON SE NE RALLEGREREBBE COME DI SUA PROPRIA GLORIA?
    E QUALE FRATELLO NON SI SENTIREBBE FELICE DELLA GIOIA DEI PROPRI FRATELLI? Certo non si può immaginare l’esultanza e la grande letizia che vi è stata qui da noi quando abbiamo saputo cose tanto belle e conosciuto le prove di fortezza da voi date. TU SEI STATO DI GUIDA AI FRATELLI NELLA CONFESSIONE DELLA FEDE, E LA STESSA CONFESSIONE DELLA GUIDA SI È FORTIFICATA ANCORA PIÙ CON LA CONFESSIONE DEI FRATELLI. COSÌ, MENTRE HAI PRECEDUTO GLI ALTRI NELLA VIA DELLA GLORIA, HAI GUADAGNATO MOLTI COMPAGNI ALLA STESSA GLORIA, E MENTRE TI SEI MOSTRATO PRONTO A CONFESSARE PER PRIMO E PER TUTTI, HAI PERSUASO TUTTO IL POPOLO A CONFESSARE LA STESSA FEDE. In questo modo ci è impossibile stabilire che cosa dobbiamo elogiare di più in voi, se la tua fede pronta e incrollabile, o la inseparabile carità dei fratelli. Si è manifestato in tutto il suo splendore il coraggio del vescovo a guida del suo popolo, ed è apparsa luminosa e grande la fedeltà del popolo in piena solidarietà con il suo vescovo. In voi tutta la chiesa di Roma ha dato la sua magnifica testimonianza, tutta unita in un solo spirito e in una sola voce.
    È BRILLATA COSÌ, FRATELLO CARISSIMO, LA FEDE CHE L’APOSTOLO CONSTATAVA ED ELOGIAVA NELLA VOSTRA COMUNITÀ. Già allora egli prevedeva e celebrava quasi profeticamente il vostro coraggio e la vostra indomabile fortezza. Già allora riconosceva i meriti di cui vi sareste resi gloriosi. Esaltava le imprese dei padri, prevedendo quelle dei figli. Con la vostra piena concordia, con la vostra fortezza, avete dato a tutti i cristiani luminoso esempio di unione e di costanza.
    FRATELLO CARISSIMO, IL SIGNORE NELLA SUA PROVVIDENZA CI PREAMMONISCE CHE È IMMINENTE L’ORA DELLA PROVA. DIO NELLA SUA BONTÀ E NELLA SUA PREMURA PER LA NOSTRA SALVEZZA CI DÀ I SUOI BENÈFICI SUGGERIMENTI IN VISTA DEL NOSTRO VICINO COMBATTIMENTO. EBBENE IN NOME DI QUELLA CARITÀ, che ci lega vicendevolmente, aiutiamoci, perseverando con tutto il popolo nei digiuni, nelle veglie e nella preghiera. queste sono per noi quelle armi celesti che ci fanno stare saldi, forti e perseveranti. Ricordiamoci scambievolmente in concordia e fraternità spirituale. Preghiamo sempre e in ogni luogo gli uni per gli altri, e cerchiamo di alleviare le nostre sofferenze con la mutua carità.

  3. PASTORI SIAMO, MA PRIMA CRISTIANI
    S. AGOSTINO: INIZIO DEL «DISCORSO SUI PASTORI»
    +
    OGNI NOSTRA SPERANZA È POSTA IN CRISTO.
    È lui tutta la nostra salvezza e la vera gloria. È una verità, questa, ovvia e familiare a voi che vi trovate nel gregge di colui che porge ascolto alla voce di Israele e lo pasce. Ma poiché vi sono dei pastori che bramano sentirsi chiamare pastori, ma non vogliono compiere i doveri dei pastori, esaminiamo che cosa venga detto loro dal profeta.
    VOI ASCOLTATELO CON ATTENZIONE, NOI LO SENTIREMO CON TIMORE.
    «Mi fu rivolta questa parola del Signore: Figlio dell’uomo, profetizza contro i pastori d’Israele predici e riferisci ai pastori d’Israele» (Ez 34, 1-2). Abbiamo ascoltato or ora la lettura di questo brano, quindi abbiamo deciso di discorrerne un poco con voi. Dio stesso ci aiuterà a dire cose vere, anche se non diciamo cose nostre. Se dicessimo infatti cose nostre, saremmo pastori che pascono se stessi, non il gregge; se invece diciamo cose che vengono da lui, EGLI STESSO VI PASCERÀ, SERVENDOSI DI CHIUNQUE. «DICE IL SIGNORE DIO: GUAI AI PASTORI DI ISRAELE CHE PASCONO SE STESSI! I PASTORI NON DOVREBBERO FORSE PASCERE IL GREGGE?» (EZ 34, 2), CIOÈ I PASTORI NON DEVONO PASCERE SE STESSI, MA IL GREGGE.
    QUESTO È IL PRIMO CAPO DI ACCUSA CONTRO TALI PASTORI:
    essi pascono se stessi e non il gregge. CHI SONO COLORO CHE PASCONO SE STESSI? QUELLI DI CUI L’APOSTOLO DICE: «TUTTI INFATTI CERCANO I PROPRI INTERESSI, NON QUELLI DI GESÙ CRISTO» (FIL 2, 21).
    Ora noi che il Signore, per bontà sua e non per nostro merito, ha posto in questo ufficio – DI CUI DOBBIAMO RENDERE CONTO, E CHE CONTO! – DOBBIAMO DISTINGUERE MOLTO BENE DUE COSE: LA PRIMA CIOÈ CHE SIAMO CRISTIANI, LA SECONDA CHE SIAMO POSTI A CAPO. IL FATTO DI ESSERE CRISTIANI RIGUARDA NOI STESSI; L’ESSERE POSTI A CAPO INVECE RIGUARDA VOI. PER IL FATTO DI ESSERE CRISTIANI DOBBIAMO BADARE ALLA NOSTRA UTILITÀ, IN QUANTO SIAMO MESSI A CAPO DOBBIAMO PREOCCUPARCI DELLA VOSTRA SALVEZZA. FORSE MOLTI SEMPLICI CRISTIANI GIUNGONO A DIO PERCORRENDO UNA VIA PIÙ FACILE DELLA NOSTRA. NOI INVECE DOVREMO RENDERE CONTO A DIO PRIMA DI TUTTO DELLA NOSTRA VITA, COME CRISTIANI, MA POI DOVREMO RISPONDERE IN MODO PARTICOLARE DELL’ESERCIZIO DEL NOSTRO MINISTERO, COME PASTORI.

  4. LA CROCE È GLORIA ED ESALTAZIONE DI CRISTO
    Dai «Discorsi» di sant’Andrea di Creta, vescovo

    Noi celebriamo la festa della santa croce, per mezzo della quale sono state cacciate le tenebre ed è ritornata la luce. SE INFATTI NON CI FOSSE LA CROCE, NON CI SAREBBE NEMMENO CRISTO CROCIFISSO. SE NON CI FOSSE LA CROCE, LA VITA NON SAREBBE STATA AFFISSA AL LEGNO. SE POI LA VITA NON FOSSE STATA INCHIODATA AL LEGNO, DAL SUO FIANCO NON SAREBBERO SGORGATE QUELLE SORGENTI DI IMMORTALITÀ, SANGUE E ACQUA, CHE PURIFICANO IL MONDO.
    È dunque la croce una risorsa veramente stupenda e impareggiabile, perché, per suo mezzo, abbiamo conseguito molti beni, tanto più numerosi quanto più grande ne è il merito, dovuto però in massima parte ai miracoli e alla passione del Cristo. La croce è gloria di Cristo, esaltazione di Cristo. La croce è il calice prezioso e inestimabile che raccoglie tutte le sofferenze di Cristo, è la sintesi completa della sua passione. Per convincerti che la croce è la gloria di Cristo, senti quello che egli dice: «ORA IL FIGLIO DELL’UOMO È STATO GLORIFICATO E ANCHE DIO È STATO GLORIFICATO IN LUI, E LO GLORIFICHERÀ SUBITO» (GV 13, 31-32).
    E DI NUOVO: «GLORIFICAMI, PADRE, CON QUELLA GLORIA CHE AVEVO PRESSO DI TE PRIMA CHE IL MONDO FOSSE» (GV 17, 5). E ANCORA: «PADRE GLORIFICA IL TUO NOME. VENNE DUNQUE UNA VOCE DAL CIELO: L’HO GLORIFICATO E DI NUOVO LO GLORIFICHERÒ» (GV 12, 28), PER INDICARE QUELLA GLORIFICAZIONE CHE FU CONSEGUITA ALLORA SULLA CROCE. CHE POI LA CROCE SIA ANCHE ESALTAZIONE DI CRISTO, ASCOLTA CIÒ CHE EGLI STESSO DICE: QUANDO SARÒ ESALTATO, ALLORA ATTIRERÒ TUTTI A ME (CFR. GV 12, 32). VEDI DUNQUE CHE LA CROCE È GLORIA ED ESALTAZIONE DI CRISTO.

  5. “PASSIO CRISTI” : ” Emana
    dal buio CALVARIO nuova luce: donata
    è la fede a chi in LUI crede. LUMEN FIDEI:
    BRILLA NELLA COSCIENZA oltre ogni
    evidenza. Non la cieca cultura guida
    l’umana avventura; come notturna
    cometa, solo la FEDE indica la vera
    META…….”

  6. S. GIOVANNI CRISOSTOMO
    PRIMA DI PARTIRE PER L’ESILIO +++++

    PER ME IL VIVERE È CRISTO E IL MORIRE UN GUADAGNO Molti marosi e minacciose tempeste ci sovrastano, ma non abbiamo paura di essere sommersi, perché siamo fondati sulla roccia. Infuri pure il mare, non potrà sgretolare la roccia. S’innalzino pure le onde, non potranno affondare la navicella di Gesù. Cosa, dunque, dovremmo temere? La morte? « Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno>> (Fil 1, 21). Allora l’esilio? «Del Signore è la terra e quanto contiene » (Sal 23,1). La confisca dei beni?,« Non abbiamo portato nulla in questo mondo e nulla possiamo portarne via » (1, Trn 6, -7). DISPREZZO LE POTENZE DI QUESTO MONDO E I SUOI BENI MI FANNO RIDERE. NON, TEMO LA POVERTÀ, NON BRAMO RICCHEZZE, NON TEMO LA MORTE’ NÉ DESIDERO VIVERE, SE NON PER IL VOSTRO BENE. E’ per questo motivo che ricordo le vicende attuali e vi prego di non perdere la fiducia. anche se tutto il mondo è sconvolto, HO TRA LE MANI LA SUA SCRITTURA, LEGGO LA SUA PAROLA. ESSA È LA MIA SICUREZZA LA MIA DIFESA. Egli dice: « Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo » (Mt 28, 20). CRISTO È CON ME, DI CHI AVRÒ PAURA? Anche se si alzano contro di me i cavalloni di tutti i mari o il furore dei principi, tutto questo per me vale di meno di semplici ragnatele. RIPETO SEMPRE: « SIGNORE SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ » (MT 26,42). FARÒ QUELLO CHE VUOI TU, NON QUELLO CHE VUOLE IL TALE O IL TAL ALTRO. SE DIO VUOLE QUESTO, BENE! SE VUOLE CH’IO RIMANGA LO RINGRAZIO. DOVUNQUE MI VORRÀ, GLI RENDO GRAZIE. DOVE SONO IO, LÀ CI SIETE ANCHE VOI. DOVE SIETE VOI, CI SONO ANCH’IO. Anche se siamo distanti, siamo uniti dalla carità; anzi neppure la morte ci può separare. VOI SIETE I MIEI CONCITTADINI, I MIEI GENITORI, I MIEI FRATELLI, I MIEI FIGLI, LE MIE MEMBRA, IL MIO CORPO, LA MIA LUCE, PIÙ AMABILE DELLA LUCE DEL GIORNO. IL RAGGIO SOLARE PUÒ RECARMI QUALCOSA DI PIÙ GIOCONDO DELLA VOSTRA CARITÀ? IL RAGGIO MI È UTILE NELLA VITA PRESENTE, MA LA VOSTRA CARITÀ MI INTRECCIA LA CORONA PER LA VITA FUTURA.

  7. Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate
    GUARDARE DIO, RESPIRARE IN LUI PER AVERE LA GIOIA E LA CONSOLAZIONE DELLO SPIRITO SANTO. DA UNA PARTE CI VERRÀ IL TIMORE E L’UMILTÀ, DALL’ALTRA LA SPERANZA E L’AMORE.

    Entriamo nella fortezza fondata su Cristo, pietra solidissima che non vacilla mai. Sforziamoci con tutto l’impegno di rimanere in essa. Si verificherà allora su di noi il detto: «EGLI HA STABILITO I MIEI PIEDI SULLA ROCCIA, HA RESO SICURI I MIEI PASSI» (SAL 39, 3). COSÌ, BENE FONDATI E RESI SICURI, DIAMOCI ORMAI ALLA CONTEMPLAZIONE PER CONSIDERARE COSA VOGLIA IL SIGNORE DA NOI, COSA GLI PIACCIA E COSA TORNI GRADITO AI SUOI OCCHI. SAPPIAMO CHE «TUTTI QUANTI MANCHIAMO IN MOLTE COSE» (GC 3, 2) E CHE IL NOSTRO SFORZO MALAUGURATAMENTE SI DIRIGE CONTRO IL SUO SANTO VOLERE, INVECE DI UNIRSI E ADERIRE AD ESSO. UMILIAMOCI PERCIÒ SOTTO LA MANO POTENTE DEL DIO ALTISSIMO E CERCHIAMO IN OGNI MODO DI RICONOSCERCI COME REALMENTE SIAMO AGLI OCCHI DELLA SUA MISERICORDIA, DICENDO: «GUARISCIMI, O SIGNORE, E SARÒ GUARITO, SALVAMI E IO SARÒ SALVO» (GER 17, 14). POSSIAMO FARE ANCHE QUEST’ALTRA PREGHIERA: «PIETÀ DI ME, SIGNORE; RISANAMI, CONTRO DI TE HO PECCATO» (SAL 40, 5).
    QUANDO L’OCCHIO DEL CUORE SI È SCHIARITO ALLA LUCE DI QUESTA PREGHIERA, rigettiamo l’amarezza che vuole entrare nel nostro spirito, e apriamoci piuttosto alla grande gioia che sta nel riposare sullo Spirito di Dio. Più che la volontà di Dio, qual è in noi, contempliamo la volontà di Dio in se stessa. Infatti «nella volontà di Dio si trova la vita» (Sal 29, 6 volg.). Ciò che combacia con la sua volontà è senza dubbio per noi più utile e più rispondente alle nostre esigenze.
    CONSERVIAMO CON SOLLECITUDINE LA VITA DELL’ANIMA E, CON UNA MEDESIMA PREMURA, ASTENIAMOCI DAL SEGUIRE VIE CHE NON SI CONCILINO CON ESSA. QUANDO ORMAI ABBIAMO FATTO QUALCHE PROGRESSO NELLA VIA SPIRITUALE SOTTO LA GUIDA DELLO SPIRITO SANTO, CHE SCRUTA ANCHE LE PROFONDITÀ DI DIO, USCIAMO DA NOI ED ENTRIAMO IN LUI CHE È TANTO BUONO. PREGHIAMO CON IL PROFETA PER CONOSCERE LA SUA VOLONTÀ, E VISITIAMO NON PIÙ IL NOSTRO CUORE, MA IL SUO TEMPIO DICENDO: «IN ME SI ABBATTE L’ANIMA MIA, PERCIÒ DI TE MI RICORDO» (SAL 41, 7).
    DOBBIAMO GUARDARE NOI STESSI E DOLERCI DEI NOSTRI PECCATI IN ORDINE ALLA SALVEZZA. MA DOBBIAMO ANCHE GUARDARE DIO, RESPIRARE IN LUI PER AVERE LA GIOIA E LA CONSOLAZIONE DELLO SPIRITO SANTO. DA UNA PARTE CI VERRÀ IL TIMORE E L’UMILTÀ, DALL’ALTRA LA SPERANZA E L’AMORE.

  8. Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate
    AL MIO POSTO DI GUARDIA
    per sentire ciò che mi dirà il Signore

    Leggiamo nel vangelo che, mentre il Signore predicava e invitava i suoi discepoli a partecipare alla sua passione nel sacramento conviviale del suo corpo, alcuni dissero: Questo linguaggio è duro, e da quel momento non andarono più con lui. I discepoli, invece, interrogati se volessero andarsene anche loro risposero: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna» (Gv 6, 68).
    Così vi dico, fratelli: Fino ad oggi ci sono persone per le quali è chiaro che le parole di Gesù sono spirito e vita e perciò lo seguono. Ad altri invece paiono dure e cercano altrove ben magre consolazioni. La Sapienza fa sentire la sua voce sulle piazze, vale a dire ammonisce quelli che camminano per la via larga e spaziosa che conduce alla morte, per richiamare indietro quanti vi camminano.
    Essa grida: «Per quarant’anni mi disgustai di quella generazione e dissi: Sono un popolo dal cuore traviato» (Sal 94, 10). In un altro salmo trovi: Il Signore ha parlato una sola volta (cfr. Sal 61, 12). Certo, una sola volta, perché parla sempre. Infatti unico e non interrotto, ma continuo e senza fine è il suo parlare.
    Invita i peccatori a rientrare in sé, li rimprovera per lo sbandamento del cuore, perché ivi egli abita ed ivi parla, eseguendo di persona l’invito rivolto attraverso il profeta: «Parlate al cuore di Gerusalemme» (Is 40, 2).
    Vedete, fratelli, quanto salutarmente ci ammonisca il profeta perché, se oggi udiamo la sua voce non induriamo i nostri cuori. Sono press’a poco le medesime parole che si leggono nel vangelo. Il Signore infatti dice: «Le mie pecore ascoltano la mia voce» (Gv 10, 27). Vi fa eco il detto del santo Davide: «Popolo del suo pascolo (senza dubbio quello del Signore) e gregge che egli conduce. Ascoltate oggi la sua voce: non indurite il cuore» (Sal 94, 7-8).
    Ascoltate infine il profeta Abacuc. Egli non nasconde il rimprovero del Signore, anzi lo trasmette con fedeltà e zelo. Dice infatti: Mi metterò di sentinella, in piedi nella fortezza, a spiare, per vedere che cosa mi dirà e che cosa debba rispondere ai rimproveri che il Signore mi fa (cfr. Ab 2, 1).
    Anche noi dunque, fratelli, stiamo al nostro posto di guardia, perché è tempo di combattimento.
    Rientriamo in noi stessi, esaminiamo il nostro cuore, dove abita Cristo, comportiamoci con saggezza e giudizio. Però la nostra fiducia non risiede in noi stessi. Poggerebbe infatti su un fondamento troppo debole.

  9. … ancora una volta ho capito quanto sia importante rifugiarsi nella Preghiera. Nei momenti di sconforto, di solitudine, di isolamento, solo lì,dinanzi a LUI, riesci ad accettare, ritrovare te stessa per fare i conti con la “croce”, cioè con il “peso” della realtà, nostra e altrui, che chiede di essere portato con quotidiana fedeltà. Gesù non ricatta nessuno, semmai ci aiuta a riconoscere che, finchè non ci liberiamo da certe aspettative e dalla forte “attenzione” a noi stessi, rimaniamo radicalmente incompatibili con la logica del regno, che esige l’arte di mettersi accanto, per collocare l’altro: prima e non oltre se stessi, secondo la logica dell’amore che è la stessa natura di DIO. Non è facile praticare simili liberazioni, anche con il combattimento giornaliero,fin quando non siamo disposti a rinunciare a tutti gli “averi”, possiamo tentare di essere al massimo delle persone “buone” che non fanno male a nessuno. Ma essere cristiani, uomini e donne in cui cresce la vita e la maturità di CRISTO, una vita puntata sull’amore vero, libero, che si offre e si dona, ce ne vuole!!!!

  10. …..NEL SILENZIO SI FA ESPERIENZA DI DIO….. CHE CI PARLA .
    …..NEL SILENZIO L’ANIMA RITROVA LA PROPRIA IDENTITA’.
    ….NEL SILENZIO AVVIENE IL MIRACOLO DENTRO DI NOI…..
    ………………………………..INCONTRIAMO VERAMENTE ” DIO “.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *