CARI AMICI,  VI RICORDO«VENITE E RIPOSATEVI UN PÒ» (Gesù)

WEEK – END  DELLO  SPIRITO  Dopo una settimana  di… corsa, SABATO E DOMENICA… FERMIAMOCI ! ! !

 1°- 3° Week-end da Ottobre 2019 a Febbraio 2020  

 “STO ALLA PORTA   E BUSSO” (Gesù

  • OTTOBRE: Mese Missionario: “ PAOLO, il primo dopo L’UNICO”                                                                       
  • NOVEMBREGioie e dolori della vita in ascolto di GIOBBE 
  • DICEMBRE: VENNE AD ABITARE CON NOI” . 
  •  GENNAIO: Egli è la nostra pace (Efesini)  MA QUALE  PACE?     
  • FEBBRAIO:  “La Vita, Dono e Compito”   – S. BIAGIO e “I SANTI DELLA PORTA ACCANTO” (Papa Francesco)                                      
  • ORARIO DI MASSIMA 

SABATO  15.30SCUOLA DI PREGHIERA  18.30  S. MESSA  19.30 – Cena sobria e in silenzio…21.00 – MOMENTO MARIANO. ADORAZIONE NOTTURNA    

DOMENICA: “Vogliamo svegliare l’aurora”    8: LODI al sorgere del sole  9.00:  CATECHESI  10.30: S. MESSA – Risonanze spirituali… Pranzo in fraternità

  • SABATO 19 – DOMENICA  20:  3° WEEK-END DELLO SPIRITO  OTTOBRE 2019
  • 3.  L’APOSTOLO DI GESÙ CRISTO
  • 4.  “TI SENTIREMO SU QUESTO  UN’ ALTRA VOLTA”   COME GESTIRE LE DELUSIONI  DELLA VITA
  • 5.  IN COLLABORAZIONE CON DUE SPOSI (Atti 18,1ss)                  

 

  • INFO E PRENOTAZIONI    0721.823.175 – 333.8890.862                    

 donalesiani@gmail.com   www.sanbiagiofano.it

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Carissimi 

 Ecco il  piccolo programma di “VILLA S. BIAGIO” per il prossimo anno pastorale  «VENITE E RIPOSATEVI UN PÒ» (GESÙ) – PROPOSTE FORMATIVE 2019 – 2020   Lieti se possiamo essere di qualche aiuto, con gli auguri più fraterni di buon cammino … dv

  • IN ASCOLTO DELLA PAROLA DI DIO E DEL… SILENZIO 
  •  GIORNI FESTIVI:  10.30 – S. Messa – breve catechesi  
  • GIORNI FERIALI:  18.30 – Vespro e S. Messa

WEEK – END  DELLO  SPIRITO  (1°- 3° week-end da Ottobre 2019 a Febraio 2020)  Dopo una  settimana  di… corsa  SABATO E DOMENICAFERMIAMOCI!

  • PROGRAMMA DI TEMI
  • OTTOBRE: Mese Missionario  “S. PAOLO,  il primo dopo L’UNICO”
  • NOVEMBRE: Gioie e dolori della vita in ascolto di GIOBBE
  • DICEMBRE:Venne ad abitare con noi” – I VANGELI DELL’INFANZIA
  • GENNAIO: Egli è la nostra pace …” – MA QUALE  PACE? (Efesini)  
  • FEBBRAIO:  “La Vita, Dono e Compito” S. BIAGIO e “I SANTI DELLA PORTA ACCANTO” (Papa Francesco)

ORARIO DI MASSIMA

  •   SABATO  15.30SCUOLA DI PREGHIERA 
  • 18.30VESPRI e S. MESSA 
  • 19.30 – Cena sobria e in silenzio… 
  • 21.00MOMENTO MARIANO.
  • Turni di Adorazione Notturna
  • DOMENICA: Vogliamo svegliare l’aurora” 8.15: LODI al sorgere del sole
  • 9.00:  CATECHESI sul tema del mese
  • 10.30: S. MESSA – Breve Catechesi
  • Risonanze spirituali …Pranzo in fraternità

 CORSBIBICI

“STO ALLA PORTA E BUSSO” (Gesù)   

ESERCIZI SPIRITUALI

  •  27 – 29 SETTEMBRE 2019   
  • CORSO PER GENITORI DI ADOLESCENTI   – Equipe di Ancona
  • 11 – 16 NOVEMBRE 2019  “TI CONOSCEVO PER SENTITO DIRE. ORA I MIEI OCCHI TI VEDONO” (GIOBBE)
  • 27 – 31 DICEMBRE   Ritiro di fine anno  “INSEGNACI A CONTARE  I NOSTRI GIORNI”  Salmi SapienzialiMistero del tempo che passa.
  • 22 – 25 APRILE 2020  Ritiro di primavera TU MI HAI SEDOTTO, SIGNORE” Lectio Divina col Profeta GEREMIA
  • 8 – 13 GIUGNO 2020 QUANDO MOSÈ ALZAVA LE MANI…” (ESODO)  Lectio Divina con Mosè e Papa Francesco
  • 6 – 11 LUGLIO 2020 SONO FORSE IO IL CUSTODE DI MIO FRATELLO?” (GENESI)  La Vocazione del custodire. (Papa Francesco)
  • 19 – 23 AGOSTO 2020  CRISTO VIVE E TI VUOLE VIVO! Il discernimento Vocazionale. (Papa Francesco) I Giovani Oggi: sole o tempesta? (Don Orione)

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VENERDÌ  DI QUARESIMA  2020  ORE  19.30 – 21.00   

PER UNA FORTE ESPERIENZA QUARESIMALE

CENA DI POVERI… IN SILENZIO                                                         E  A LUME DI CANDELA 

  • APERICENACanti gregoriani (Solesmes)
  • MENÙ salutare per l’anima e il corpo
  • PANE E ACQUA... RISO IN BIANCO… 
  • Presi con GRATITUDINE  in meditativo SILENZIO  
  • MOMENTO

 EUCARISTICO  

          

  • MESE DI MAGGIO  2020                                                                                    CON MARIA IN ASCOLTO  DEL… SILENZIO   Cammino di fede e preghiera nel parco di San Biagio meditando i misteri del Rosario e della Vita, con musiche e canti mariani 

  • Al termine, Maria offre a tutti il gelato!        

  • È gradita una piccola offerta spontanea per i poveri…

LUGLIO – AGOSTO  2020   FAMIGLIE IN VACANZA

Per un riposo integrale…                                   

 Villa San Biagio è l’ideale! 

PER LE SUE 4 B: BED & BREAKFAST  – BEACH & BIBLE

Villa San Biagio  …. situata in collina in vista del mare,   immersa nel verde di un ampio parco, recentemente ristrutturata,  ti accoglie con gioia per momenti   di riposo fisico e spirituale

allegato: – D A VILLA S. BIAGIO PROPOSTE FORMATIVE 2019 – 20 DEF

INFO E PRENOTAZIONI   

0721.823.175 – 333 88.90.862   

donalesiani@gmail.com     www.sanbiagiofano.it

59 comments

  1. “Cibo e bevanda di vita,
    balsamo, veste, dimora,
    forza, rifugio, conforto,
    in te speriamo…”

    “Ai tuoi occhi, mille anni
    sono come il giorno di ieri che è passato,
    come un turno di veglia nella notte.”

    “Insegnaci a contare i nostri giorni
    e giungeremo alla sapienza del cuore.”

    “Voce e mente si accordino
    nel ritmo della lode”.

    “…donaci di imitare la passione del tuo Figlio
    per portare con serena fortezza la nostra croce quotidiana.”.

  2. UNO SOLO È IL VESCOVO CON I PRESBITERI E I DIACONI SANT’IGNAZIO DI ANTIOCHIA

    IGNAZIO ALLA CHIESA DI DIO PADRE E DEL SIGNORE GESÙ CRISTO CHE SI TROVA A FILADELFIA, IN ASIA, CHE È OGGETTO DELL’AMORE DI DIO E DA LUI È RESA SALDA NELLA CONCORDIA, RICOLMA DI GIOIA NELLA PASSIONE DEL SIGNORE NOSTRO E, IRREMOVIBILMENTE CERTA DELLA SUA RISURREZIONE, GODE DI OGNI DONO DELLA MISERICORDIA DIVINA. IO SALUTO NEL SANGUE DI GESÙ CRISTO QUESTA CHIESA, CHE È MIA GIOIA ETERNA E INDEFETTIBILE, SOPRATTUTTO SE SONO UNITI TUTTI I SUOI MEMBRI CON IL VESCOVO, CON I PRESBITERI E CON I DIACONI, SCELTI SECONDO IL PENSIERO DI GESÙ CRISTO, E DA LUI RESI FORTI E SALDI, SECONDO LA SUA VOLONTÀ, MEDIANTE IL SUO SANTO SPIRITO. So che il vostro vescovo non ha ottenuto né da se stesso né dagli uomini il ministero che esercita a servizio della comunità, né per propria ambizione, ma gli è stato affidato dall’amore di Dio Padre e del Signore Gesù Cristo. SONO RIMASTO AMMIRATO DELLA SUA AMABILITÀ; CON IL SUO SILENZIO EGLI FA PIÙ DI QUELLI CHE SI PERDONO IN VANI DISCORSI.. VOI, DUNQUE, FIGLI DELLA LUCE E DELLA VERITÀ, FUGGITE LE DIVISIONI E LE PERVERSE DOTTRINE. SIATE UN GREGGE DOCILE E FEDELE, CHE SEGUE OVUNQUE IL SUO PASTORE. QUELLI, INFATTI, CHE APPARTENGONO A DIO E A GESÙ CRISTO SONO TUTTI CON IL VESCOVO. E QUELLI CHE SI RAVVEDONO E RITORNANO ALL’UNITÀ DELLA CHIESA SARANNO ANCH’ESSI DI DIO PER VIVERE SECONDO GESÙ CRISTO. Procurate dunque di partecipare ad un’unica Eucaristia, perché non vi è che un’unica carne del Signore nostro Gesù Cristo e un unico calice che ci unisce nel suo sangue e un unico altare, come uno solo è il vescovo con il collegio dei presbiteri e i diaconi, miei compagni di ministero. Comportatevi in modo che qualunque cosa facciate, la facciate secondo Dio. Fratelli miei, il mio cuore sovrabbonda di amore per voi e con la più grande gioia cerco di premunirvi, non io, ma Gesù Cristo. SONO, È VERO, INCATENATO PER LUI, MA IL MIO TIMORE SI È FATTO PIÙ GRANDE PERCHÉ MI VEDO ANCORA IMPERFETTO. La vostra preghiera mi renderà perfetto dinanzi a dio. Mi affido al vangelo come alla carne di cristo, e mi tengo unito al collegio dei presbiteri come agli apostoli. COSÌ POTRÒ OTTENERE L’EREDITÀ A CUI LA MISERICORDIA DI DIO MI HA DESTINATO.

  3. CARI AMICI,
    MI HA FATTO BENE E VE LA PROPONGO QUESTA PAGINA DI S. PAOLO DAVVERO EDIFICANTE PER LA CHIAREZZA DOTTRINALE E LA DELICATEZZA PASTORALE…

    MAESTRI DI SANA DOTTRINA E UOMINI DI PIETÀ
    Dalla prima lettera di S. Paolo a Timoteo 4, 1 – 5, 2
    Carissimo, lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a dottrine diaboliche, sedotti dall’ipocrisia di impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza. Costoro vieteranno il matrimonio, imporranno di astenersi da alcuni cibi che Dio ha creato per essere mangiati con rendimento di grazie dai fedeli e da quanti conoscono la verità. Infatti tutto ciò che è stato creato da Dio è buono e nulla è da scartarsi, quando lo si prende con rendimento di grazie, perché esso viene santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera. Proponendo queste cose ai fratelli sarai un buon ministro di Cristo Gesù, nutrito come sei dalle parole della fede e della buona dottrina che hai seguito. Rifiuta invece le favole profane, roba da vecchierelle.
    ESERCITATI NELLA PIETÀ, perché l’esercizio fisico è utile a poco, mentre la pietà è utile a tutto, portando con sé la promessa della vita presente come di quella futura. Certo questa parola è degna di fede. Noi infatti ci affatichiamo e combattiamo perché ABBIAMO POSTO LA NOSTRA SPERANZA NEL DIO VIVENTE, che è il salvatore di tutti gli uomini, ma soprattutto di quelli che credono. Questo tu devi proclamare e insegnare.
    Nessuno disprezzi la tua giovane età, ma sii esempio ai fedeli nelle parole, nel comportamento, nella carità, nella fede, nella purezza. Fino al mio arrivo, dèdicati alla lettura, all’esortazione e all’insegnamento. Non trascurare il dono spirituale che è in te e che ti è stato conferito, per indicazioni di profeti, con l’imposizione delle mani da parte del collegio dei presbiteri. Abbi premura di queste cose, dèdicati ad esse interamente perché tutti vedano il tuo progresso. VIGILA SU TE STESSO e sul tuo insegnamento e sii perseverante: così facendo salverai te stesso e coloro che ti ascoltano.
    NON ESSERE ASPRO NEL RIPRENDERE UN ANZIANO, MA ESORTALO COME FOSSE TUO PADRE; I PIÙ GIOVANI COME FRATELLI; LE DONNE ANZIANE COME MADRI E LE PIÙ GIOVANI COME SORELLE, IN TUTTA PUREZZA.

  4. VI SALUTO DA SMIRNE, INSIEME ALLE CHIESE DI DIO CHE SI TROVANO QUI CON ME E MI SONO DI GRANDE CONFORTO… SANT’IGNAZIO DI ANTIOCHIA

    Rivestitevi di umiltà e rinascete nella fede che è la carne del Signore. Rinnovatevi nella carità che è il sangue di Gesù Cristo. Nessuno abbia qualcosa contro il suo prossimo. Non date pretesto ai pagani di disprezzare la moltitudine che vive in Dio, a causa di pochi stolti. Guai all’uomo per colpa del quale il mio nome è disprezzato, dice il Signore (cfr. Is 52, 5).
    CHIUDETE LE ORECCHIE QUANDO QUALCUNO VI PARLA D’ALTRO CHE DI GESÙ CRISTO, DELLA STIRPE DI DAVID, FIGLIO DI MARIA, CHE REALMENTE NACQUE, MANGIAVA E BEVEVA, CHE FU VERAMENTE PERSEGUITATO SOTTO PONZIO PILATO, CHE FU VERAMENTE CROCIFISSO E MORÌ AL COSPETTO DEL CIELO, DELLA TERRA E DEGLI INFERI, E CHE POI REALMENTE È RISORTO DAI MORTI. LO STESSO PADRE SUO LO FECE RISORGERE DAI MORTI E FARÀ RISORGERE NELLA STESSA MANIERA IN GESÙ CRISTO ANCHE NOI, CHE CREDIAMO IN LUI, AL DI FUORI DEL QUALE NON POSSIAMO AVERE LA VERA VITA. Fuggite, dunque, queste male piante. … Cristo chiama voi a comportarvi come sue membra autentiche, a unirvi cioè alla sua passione mediante il frutto genuino della croce, che è la fede sincera. Allora formerete un’unità perfetta con lui; il capo infatti non può rimanere separato dalle membra. Lo ha rivelato lo stesso Signore. VI SALUTO DA SMIRNE, INSIEME ALLE CHIESE DI DIO CHE SI TROVANO QUI CON ME E MI SONO DI GRANDE CONFORTO, SIA PER IL CORPO CHE PER LO SPIRITO. LE CATENE CHE PORTO OVUNQUE PER AMORE DI GESÙ CRISTO, MENTRE PREGO DI POTER GIUNGERE A DIO, VI ESORTANO: PERSEVERATE NELLA CONCORDIA E NELLA PREGHIERA IN COMUNE. È NECESSARIO CHE CIASCUNO DI VOI, E SOPRATTUTTO I PRESBITERI, CONFORTINO IL VESCOVO AD ONORE DEL PADRE, DI GESÙ CRISTO E DEGLI APOSTOLI. SPERO CHE VOGLIATE LEGGERMI CON CARITÀ, PERCHÉ QUESTA LETTERA NON DIVENTI UNA TESTIMONIANZA CONTRO DI VOI. E PREGATE PER ME, CHE HO BISOGNO DELLA VOSTRA CARITÀ E DELLA MISERICORDIA DI DIO PER DIVENIRE DEGNO DI AVER PARTE ALL’EREDITÀ CHE STO PER CONSEGUIRE, E NON ESSERE TROVATO REPROBO.
    Vi saluta anche la carità dei cristiani di Smirne e di Èfeso. Ricordate nelle vostre preghiere la chiesa di Siria della quale non sono degno di portare il nome, essendo l’ultimo di tutti. Vi saluto in Gesù Cristo. Siate sottomessi al vescovo come alla legge di Dio e così pure al collegio dei presbiteri. Amatevi tutti a vicenda con cuore indiviso.
    LA MIA VITA È OFFERTA IN SACRIFICIO PER VOI, NON SOLTANTO ORA, MA ANCHE QUANDO AVRÒ RAGGIUNTO DIO. SONO ANCORA ESPOSTO AL PERICOLO, MA IL PADRE È FEDELE IN GESÙ CRISTO E DARÀ COMPIMENTO ALLA MIA PREGHIERA E ALLA VOSTRA. POSSIATE UN GIORNO TROVARVI UNITI IN LUI, SENZA MACCHIA.

  5. A. PRONZATO
    “Infinite volte sfioriamo il Cristo e non ce ne accorgiamo. Non lo riconosciamo.
    Ha il torto di avere un volto “troppo noto”.
    Il volto del pezzente, del bambino, del collega, del disoccupato, del marito, delle donna delle pulizie, del forestiero, del malato, dell’individuo male in arnese, del carcerato.
    Noi, che conosciamo sin troppo bene quei volti, non sappiamo riconoscerlo.
    E lui continua ad essere in esilio.. a casa sua”.

  6. VOGLIO PREMUNIRVI, COME FIGLI AMATISSIMI
    Sant’Ignazio di Antiochia

    Ignazio, detto anche Teoforo, alla santa chiesa, amata da Dio, Padre di Gesù Cristo, che si trova a Tralle in Asia. La saluto nella pienezza dello spirito, secondo l’uso apostolico, e le auguro ogni bene.
    So che mostrate sentimenti irreprensibili e siete saldi nella prova… Me lo disse il vostro vescovo Polibio quando venne a Smirne per volontà di Dio e di Gesù Cristo. Egli ne gioì con me, INCATENATO PER GESÙ CRISTO, ED IO POTEI CONTEMPLARE NELLA SUA PERSONA TUTTA LA VOSTRA COMUNITÀ. Infatti siete sottomessi al vescovo come a Gesù Cristo, e perciò non vivete secondo gli uomini, ma secondo Gesù Cristo che è morto per noi. Credendo nella morte di lui, sfuggite alla morte. È NECESSARIO CHE, COME GIÀ FATE, NULLA FACCIATE SENZA IL VESCOVO E CHE SIATE SOTTOMESSI ANCHE AL COLLEGIO PRESBITERALE COME AGLI APOSTOLI DI GESÙ CRISTO, NOSTRA SPERANZA, PER ESSERE TROVATI IN COMUNIONE CON LUI. È necessario che ANCHE I DIACONI, quali ministri dei misteri di Gesù Cristo, siano accetti a tutti in ogni cosa: non sono infatti ministri di cibi o di bevande, ma della Chiesa di Dio, e devono perciò tenersi lontani da qualsiasi colpa come dal fuoco. Da Parte Loro, Tutti Rispettino I DIACONI COME GESÙ CRISTO, onorino particolarmente IL VESCOVO, CHE È IMMAGINE DEL PADRE, E I PRESBITERI QUALE ASSEMBLEA DEGLI APOSTOLI. SENZA DI ESSI NON SI PUÒ PARLARE DI CHIESA. Sono certo che queste sono le vostre disposizioni al riguardo. NELLA PERSONA DEL VOSTRO VESCOVO HO ACCOLTO l’immagine della vostra carità: il suo modo di comportarsi è un grande insegnamento E LA SUA DOLCEZZA UNA FORZA. Dio si manifesta in molti modi al mio spirito, ma vado cauto nel parlare di ciò per non perdermi, cadendo nella vanagloria. Proprio adesso devo maggiormente temere, né intendo prestar orecchio alle lodi. COLORO CHE MI LODANO, MI FLAGELLANO. Certo desidero soffrire, ma non so se ne sia degno. La mia impazienza non si manifesta ai più, ma mi tormenta senza tregua. Ho bisogno di umiltà con la quale si sconfigge il principe di questo mondo. Vi scongiuro, non io ma l’amore di Gesù Cristo: NUTRITEVI SOLO DELLA SANA DOTTRINA CRISTIANA E TENETEVI LONTANI DA OGNI ERBA ESTRANEA, QUAL È L’ERESIA. Ciò avverrà se non vi lascerete gonfiare dall’orgoglio e non vi separerete da Gesù Cristo Dio e dal vescovo e dai comandi degli apostoli. Chiunque compie qualche cosa senza il vescovo, il collegio dei presbiteri e i diaconi, non agisce con coscienza pura. Non già che abbia riscontrato in voi queste cose: ma vi scrivo per premunirvi, come figli amatissimi.

  7. BUONGIORNO…
    _____________
    ” COLTIVA IL GIARDINO
    DEI TUOI PENSIERI,
    RISCALDA LA SERRA
    DEL TUO CUORE,
    DELLA TUA MENTE,
    NESSUNO POTRA’ RUBARTI
    LA BELLEZZA CHE HAI
    IN FONDO ALL’ANIMA “.
    ( S. Giovanni Bosco )

  8. DANTE ALIGHIERI – PARADISO C. XXIII

    «VERGINE MADRE, FIGLIA DEL TUO FIGLIO,
    UMILE E ALTA PIÙ CHE CREATURA,
    TERMINE FISSO D’ETERNO CONSIGLIO,

    TU SE’ COLEI CHE L’UMANA NATURA
    NOBILITASTI SÌ, CHE ‘L SUO FATTORE
    NON DISDEGNÒ DI FARSI SUA FATTURA.

    NEL VENTRE TUO SI RACCESE L’AMORE
    PER LO CUI CALDO NE L’ETERNA PACE
    COSÌ È GERMINATO QUESTO FIORE.

    QUI SE’ A NOI MERIDÏANA FACE
    DI CARITATE, E GIUSO, INTRA I MORTALI,
    SE’ DI SPERANZA FONTANA VIVACE.

    DONNA, SE’ TANTO GRANDE E TANTO VALI,
    CHE QUAL VUOL GRAZIA ED A TE NON RICORRE,
    SUA DISÏANZA VUOL VOLAR SANZ’ALI.

    LA TUA BENIGNITÀ NON PUR SOCCORRE
    A CHI DOMANDA, MA MOLTE FÏATE
    LIBERAMENTE AL DIMANDAR PRECORRE.

    IN TE MISERICORDIA, IN TE PIETATE,
    IN TE MANIFICIENZA, IN TE S’ADUNA
    QUANTUNQUE IN CREATURA È DI BONTATE».

  9. SAN BERNARDO, ABATE

    BISOGNA MEDITARE I MISTERI DELLA SALVEZZA

    Il Santo che nascerà da te, sarà chiamato Figlio di Dio (cfr. Lc 1, 35), fonte della sapienza, Verbo del Padre nei cieli altissimi. IL VERBO, O VERGINE SANTA, SI FARÀ CARNE PER MEZZO TUO, E COLUI CHE DICE: «IO SONO NEL PADRE E IL PADRE È IN ME» (GV 10, 38) DIRÀ ANCHE: «SONO USCITO DAL PADRE E SONO VENUTO NEL MONDO» (GV 16, 28).
    Dunque «In principio era il Verbo», cioè già scaturiva la fonte, ma ancora unicamente in se stessa, perché al principio «Il Verbo era presso Dio» (Gv 1, 1), abitava la sua luce inaccessibile. POI IL SIGNORE COMINCIÒ A FORMULARE UN PIANO: IO NUTRO PROGETTI DI PACE E NON DI SVENTURA (CFR. GER 29, 11). MA IL PROGETTO DI DIO RIMANEVA PRESSO DI LUI E NOI NON ERAVAMO IN GRADO DI CONOSCERLO. INFATTI: CHI CONOSCE IL PENSIERO DEL SIGNORE E CHI GLI PUÒ ESSERE CONSIGLIERE? (CFR. RM 11, 24). E ALLORA IL PENSIERO DI PACE SI CALÒ NELL’OPERA DI PACE: «IL VERBO SI FECE CARNE E VENNE AD ABITARE IN MEZZO A NOI» (GV 1, 14); VENNE AD ABITARE PARTICOLARMENTE NEI NOSTRI CUORI PER MEZZO DELLA FEDE. DIVENNE OGGETTO DEL NOSTRO RICORDO, DEL NOSTRO PENSIERO E DELLA NOSTRA STESSA IMMAGINAZIONE.
    Se egli non fosse venuto in mezzo a noi, che idea si sarebbe potuto fare di Dio l’uomo, se non quella di un idolo, frutto di fantasia?
    Sarebbe rimasto incomprensibile e inaccessibile, invisibile e del tutto inimmaginabile. Invece ha voluto essere compreso, ha voluto essere veduto, ha voluto essere immaginato. Dirai: Dove e quando si rende a noi visibile? APPUNTO NEL PRESEPIO, IN GREMBO ALLA VERGINE, MENTRE PREDICA SULLA MONTAGNA, MENTRE PASSA LA NOTTE IN PREGHIERA, MENTRE PENDE SULLA CROCE E ILLIVIDISCE NELLA MORTE, OPPURE MENTRE, LIBERO TRA I MORTI, COMANDA SULL’INFERNO, O ANCHE QUANDO RISORGE IL TERZO GIORNO E MOSTRA AGLI APOSTOLI LE TRAFITTURE DEI CHIODI, QUALI SEGNI DI VITTORIA, E, FINALMENTE, MENTRE SALE AL CIELO SOTTO I LORO SGUARDI.
    NON È FORSE COSA GIUSTA, PIA E SANTA MEDITARE TUTTI QUESTI MISTERI? QUANDO LA MIA MENTE LI PENSA, VI TROVA DIO, VI SENTE COLUI CHE IN TUTTO E PER TUTTO È IL MIO DIO. È DUNQUE VERA SAPIENZA FERMARSI SU DI ESSI IN CONTEMPLAZIONE. È DA SPIRITI ILLUMINATI RIANDARVI PER COLMARE IL PROPRIO CUORE DEL DOLCE RICORDO DEL CRISTO.

  10. IL PASTORE SIA ACCORTO NEL TACERE, TEMPESTIVO NEL PARLARE
    SAN GREGORIO MAGNO, PAPA

    IL PASTORE SIA ACCORTO NEL TACERE E TEMPESTIVO NEL PARLARE, PER NON DIRE CIÒ CH’È DOVEROSO TACERE E NON PASSARE SOTTO SILENZIO CIÒ CHE DEVE ESSERE SVELATO. UN DISCORSO IMPRUDENTE TRASCINA NELL’ERRORE, COSÌ UN SILENZIO INOPPORTUNO LASCIA IN UNA CONDIZIONE FALSA COLORO CHE POTEVANO EVITARLA. SPESSO I PASTORI MALACCORTI, PER PAURA DI PERDERE IL FAVORE DEGLI UOMINI, NON OSANO DIRE LIBERAMENTE CIÒ CH’È GIUSTO E, AL DIRE DI CRISTO CH’È LA VERITÀ, NON ATTENDONO PIÙ ALLA CUSTODIA DEL GREGGE CON AMORE DI PASTORI, MA COME MERCENARI. FUGGONO ALL’ARRIVO DEL LUPO, NASCONDENDOSI NEL SILENZIO.
    Il Signore li rimprovera per mezzo del Profeta, dicendo: «Sono tutti cani muti, incapaci di abbaiare» (Is 56, 10), e fa udire ancora il suo lamento: «Voi non siete saliti sulle brecce e non avete costruito alcun baluardo in difesa degli Israeliti, perché potessero resistere al combattimento nel giorno del Signore» LA PAROLA DI DIO LI RIMPROVERA DI VEDERE COSE FALSE, perché, per timore di riprendere le colpe, lusingano invano i colpevoli con le promesse di sicurezza, e non svelano l’iniquità dei peccatori, ai quali mai rivolgono una parola di riprensione. IL RIMPROVERO È UNA CHIAVE. apre infatti la coscienza a vedere la colpa, che spesso è ignorata anche da quello che l’ha commessa. Per questo Paolo dice: «Perché sia in grado di esortare con la sua sana dottrina e di confutare coloro che contraddicono» (Tt 1, 9). E anche il profeta Malachia asserisce: «LE LABBRA DEL SACERDOTE DEVONO CUSTODIRE LA SCIENZA e dalla sua bocca si ricerca l’istruzione, PERCHÉ EGLI È MESSAGGERO DEL SIGNORE DEGLI ESERCITI» (Ml 2, 7). Per questo il Signore ammonisce per bocca di Isaia: «GRIDA A SQUARCIAGOLA, NON AVER RIGUARDO; COME UNA TROMBA ALZA LA VOCE» (IS 58, 1). CHIUNQUE ACCEDE AL SACERDOZIO SI ASSUME L’INCARICO DI ARALDO, E AVANZA GRIDANDO PRIMA DELL’ARRIVO DEL GIUDICE, CHE LO SEGUIRÀ CON ASPETTO TERRIBILE. MA SE IL SACERDOTE NON SA COMPIERE IL MINISTERO DELLA PREDICAZIONE, EGLI, ARALDO MUTO QUAL È, COME FARÀ SENTIRE LA SUA VOCE? PER QUESTO LO SPIRITO SANTO SI POSÒ SUI PRIMI PASTORI SOTTO FORMA DI LINGUE, e rese subito capaci di annunziarlo coloro che egli aveva riempito.

  11. Quando si apre la finestra al mattino presto, il “rumore ” dominante è il cinguettio polifonico di uccelli di ogni specie.
    Sembra un inno di lode rivolto a Dio all’inizio della giornata senza sapere cosa accadrà… ringraziano, è un istinto naturale!
    Certo non sanno che poco + in là saranno la preda di un cacciatore annoiato appostato tra le fronde a …spezzare quel volo!
    O forse per istinto avvertono il pericolo, eppure… ringraziano.

    Forse anche l’uomo dovrebbe imparare da loro a ringraziare all’inizio di ogni nuovo giorno, anche quando appollaiato ad aspettare la propria preda si nasconde qualche pseudonimo sciacallo “cacciatore… di anime” (per es. la depressione, oppure qualche tradimento da chi non ce lo si aspetta, le ingiustizie, ecc) che imbraccia fucili d’ogni specie per colpire senza pietà.
    Nonostante il sentiero impervio della vita che ad alcuni si propone più caliginoso,
    quando la nebbia non fa vedere oltre i 3 metri, a volte neanche oltre i 3 cm,
    avere la capacità di respirare a pieni polmoni quel piccolo soffio che Lui ci alita addosso, il respiro necessario per la scalata verso il cielo… dentro alle nebbie fitte della vita.

  12. COMBATTI LA BUONA BATTAGLIA DELLA FEDE
    san Gregorio di Nissa, vescovo

    QUANDO UN’ANIMA SI CONVERTE, ODIA IL PECCATO, SI DEDICA CON TUTTO L’IMPEGNO AL BENE, ACCOGLIE IN SÉ LA GRAZIA DELLO SPIRITO SANTO E DIVIENE UN ESSERE COMPLETAMENTE NUOVO. SI AVVERA ALLORA LA PAROLA DELLA SCRITTURA: «TOGLIETE VIA IL LIEVITO VECCHIO PER ESSERE UNA PASTA NUOVA» (1 Cor 5, 7)
    Per questo l’Apostolo ci raccomanda di armarci con le armi celesti: rivestitevi con la corazza di giustizia e calzate i vostri piedi per annunziare il vangelo della pace, e cingete i vostri fianchi con la verità (cfr. ef 6, 14).VEDI QUANTI MEZZI DI SALVEZZA l’apostolo ti ha indicato, tutti tendenti ad un unico regno e ad un’unica meta. la vita diventa un sicuro cammino nella via dei comandamenti fino al traguardo finale STABILITO DA DIO. L’APOSTOLO DICE ANCORA: «CORRIAMO CON PERSEVERANZA NELLA CORSA, TENENDO FISSO LO SGUARDO SU GESÙ AUTORE E PERFEZIONATORE DELLA FEDE» (Eb 12, 1-2). Chi si dimostra superiore agli allettamenti del pellegrinaggio terreno senza farsi ammaliare dalla gloria mondana, sentirà il bisogno di far sacrificio di se stesso a Dio. FAR SACRIFICIO DI SE STESSO A DIO SIGNIFICA non cercare mai la propria volontà, ma quella di Dio e seguirla come buona guida, e poi contentarsi di quanto è necessario per la propria vita. CIÒ AIUTERÀ CIASCUNO a compiere con maggior impegno e serenità i propri doveri per il bene suo e degli altri, come si conviene a un discepolo di Cristo. QUESTO INFATTI VUOLE IL SIGNORE quando dice: e chi di voi vuol essere il primo e il più grande, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti (MC 9, 35). Chi accetta questo criterio deve servire gratuitamente, sottomettersi a tutti e dare le sue prestazioni come il debitore che restituisce un prestito ad alto tasso. COLORO POI CHE ESERCITANO UNA AUTORITÀ hanno un onere ancor maggiore degli altri.. Devono dare l’esempio di saper servire umilmente gli altri, considerando i fratelli come un deposito loro affidato da dio. Chi ha responsabilità su altri si comporti come un coscienzioso educatore che cura con sollecitudine i fanciulli affidatigli dai genitori. Se vi sarà tale rapporto di intesa e di affiatamento fra chi guida e chi ubbidisce, l’ubbidienza diverrà gioiosa e il comando piacevole. Sarete sicuri di essere sulla via perfetta. Se vi onorerete a vicenda, condurrete in terra una vita felice da angeli.

  13. SAN FRANCESCO D’ASSISI
    DOBBIAMO ESSERE SEMPLICI, UMILI E PURI

    IL PADRE ALTISSIMO fece annunziare dal suo arcangelo Gabriele alla santa e gloriosa Vergine Maria che il Verbo del Padre, così degno, così santo e così glorioso, sarebbe disceso dal cielo, e dal suo seno avrebbe ricevuto la vera carne della nostra umanità e fragilità. EGLI, ESSENDO OLTREMODO RICCO, VOLLE TUTTAVIA SCEGLIERE, PER SÉ E PER LA SUA SANTISSIMA MADRE, LA POVERTÀ. All’approssimarsi della sua passione, celebrò la Pasqua con i suoi discepoli. POSE LA SUA VOLONTÀ NELLA VOLONTÀ DEL PADRE. NON SI OFFRÌ PER SE STESSO, NON NE AVEVA INFATTI BISOGNO LUI, CHE AVEVA CREATO TUTTE LE COSE. SI OFFRÌ INVECE PER I NOSTRI PECCATI, LASCIANDOCI L’ESEMPIO PERCHÉ SEGUISSIMO LE SUE ORME . E il Padre vuole che tutti ci salviamo per mezzo di lui e lo riceviamo con puro cuore e casto corpo. O come sono beati e benedetti coloro che amano il Signore e ubbidiscono al suo Vangelo! È detto infatti: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore e con tutta la tua anima, e il prossimo tuo come te stesso» (Lc 10, 27). AMIAMO DUNQUE DIO E ADORIAMOLO CON CUORE PURO E PURA MENTE, PERCHÉ EGLI STESSO QUESTO RICERCA SOPRA OGNI COSA QUANDO DICE «I VERI ADORATORI ADORERANNO IL PADRE IN SPIRITO E VERITÀ» (GV 4, 23). Dunque tutti quelli che l’adorano devono adorarlo in spirito e verità. Rivolgiamo a lui giorno e notte lodi e preghiere, perché dobbiamo sempre pregare e non stancarci mai (Lc 18, 1), e diciamogli: «PADRE NOSTRO, CHE SEI NEI CIELI» (Mt 6, 9). FACCIAMO INOLTRE «FRUTTI DEGNI DI CONVERSIONE» (MT 3, 8) E AMIAMO IL PROSSIMO COME NOI STESSI. SIAMO CARITATEVOLI, SIAMO UMILI, FACCIAMO ELEMOSINE PERCHÉ ESSE LAVANO LE NOSTRE ANIME DALLE SOZZURE DEL PECCATO. GLI UOMINI PERDONO TUTTO QUELLO CHE LASCIANO IN QUESTO MONDO. PORTANO CON SÉ SOLO LA MERCEDE DELLA CARITÀ E DELLE ELEMOSINE CHE HANNO FATTO. È IL SIGNORE CHE DÀ LORO IL PREMIO E LA RICOMPENSA. Non Dobbiamo Essere Sapienti E Prudenti Secondo La Carne, Ma Piuttosto Semplici, Umili E Casti. NON DOBBIAMO MAI DESIDERARE DI ESSERE AL DI SOPRA DEGLI ALTRI, MA PIUTTOSTO SERVI E SOTTOMESSI A OGNI UMANA CREATURA PER AMORE DEL SIGNORE. E SU TUTTI COLORO CHE AVRANNO FATTE TALI COSE E PERSEVERATO FINO ALLA FINE, RIPOSERÀ LO SPIRITO DEL SIGNORE. EGLI PORRÀ IN ESSI LA SUA DIMORA. SARANNO FIGLI DEL PADRE CELESTE PERCHÉ NE COMPIONO LE OPERE. SARANNO CONSIDERATI COME FOSSERO PER IL SIGNORE O SPOSA O FRATELLO O MADRE.

    CANTICO DELLE CREATURE

    Altissimo, onnipotente, bon Signore,
    tue so’ le laude, la gloria et l’honore
    et onne benedictione.

    A te solo, Altissimo, se konfanno
    et nullo homo ene digno te mentovare.

    Laudato si’, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,
    spetialmente messer lo frate sole,
    lo qual è iorno; et allumini noi per lui.
    Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
    de te, Altissimo, porta significatione.

    Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle:
    in celu l’hai formate clarite et pretiose et belle.
    Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento
    et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
    per lo quale alle tue creature dai sustentamento.
    Laudato si’, mi’ Signore, per sora acqua,
    la quale è molto utile et humile et pretiosa et casta.
    Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu,
    per lo quale ennallumini la nocte;
    et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
    Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
    la quale ne sustenta et governa,
    et produce diversi fructi con coloriti fiori et herba.
    Laudato si’, mi’ Signore,
    per quelli ke perdonano per lo tuo amore,
    et sostengon infirmitate et tribulatione.
    Beati quelli ke le sosterranno in pace
    ka da te, Altissimo, saranno incoronati.
    Laudato si’, mi’ Signore,
    per sora nostra morte corporale,
    da la quale nullo uomo vivente pò skappare.
    Guai a quelli ke morranno ne le peccata mortali;
    beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
    ka la morte secunda nol farà male.
    Laudate et benedicete mi’ Signore et rengratiate
    et servitelo cum grande humilitate.

  14. Foglia appassita
    Ogni fiore vuol diventare frutto,
    ogni mattino sera,
    di eterno sulla terra non vi è
    che… il mutamento, che il transitorio.
    Anche l’estate più bella
    vuole sentire l’autunno e la sfioritura.

    Foglia, fermati paziente,
    quando il vento ti vuole rapire.
    Fai la tua parte e… non difenderti,
    lascia che avvenga …in silenzio.
    Lascia che il vento che ti spezza
    ti sospinga verso …”casa”.

  15. IL VERO DIGIUNO (Leone Magno)

    Il nostro vero digiuno non sta nella sola astensione dal cibo;
    non vi è merito a sottrarre alimento al corpo
    se il CUORE non rinuncia ALL’INGIUSTIZIA
    e se la LINGUA non si astiene dalla CALUNNIA!

  16. UN PENSIERO AL GIORNO CON ” MONTFORT ”

    2 OTTOBRE
    ANGELO mio custode, a te affido
    l’ultimo istante della mia vita.
    Assistimi contro i miei nemici con
    tale forza da rendermi vincitore
    nell’estremo combattimento,
    così che io muoia nell’amore e
    per amore del mio DIO e del mio
    dolcissimo SALVATORE. Amen.
    ( Testamento Spirituale 51 )

  17. “Il chiacchiericcio è un ATTO TERRORISTICO,
    perché tu CON LA CHIACCHIERA BUTTI UNA BOMBA,
    DISTRUGGI L’ALTRO e…TE NE VAI TRANQUILLO!”
    (Papa Francesco)

    “E’ necessario amare coloro che ci percuotono,
    e un giorno si udrà, come il buon ladrone crocifisso:
    “In verità ti dico: oggi stesso tu sarai in Paradiso”.
    ((lettere dal carcere di Jacques Fesch ghigliottinato il 1 ottobre 1957, a 27 anni)

  18. San Bernardo, abate
    Ti custodiscano in tutti i tuoi passi

    «Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi» (Sal 90, 11). Ringrazino il Signore per la sua misericordia e per i suoi prodigi verso i figli degli uomini. Ringrazino e dicano tra le genti: grandi cose ha fatto il Signore per loro. O Signore, che cos’è l’uomo, per curarti di lui o perché ti dai pensiero per lui? Ti dai pensiero di lui, di lui sei sollecito, di lui hai cura. Infine gli mandi il tuo Unigenito, fai scendere in lui il tuo Spirito, gli prometti anche la visione del tuo volto. E per dimostrare che il cielo non trascura nulla che ci possa giovare, ci metti a fianco quegli spiriti celesti, perché ci proteggano, e ci istruiscano e ci guidino.
    «Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi». Queste parole quanta riverenza devono suscitare in te, quanta devozione recarti, quanta fiducia infonderti! Riverenza per la presenza, devozione per la benevolenza, fiducia per la custodia. Sono presenti, dunque, e sono presenti a te, non solo con te, ma anche per te. Sono presenti per proteggerti, sono presenti per giovarti.
    Anche se gli angeli sono semplici esecutori di comandi divini, si deve essere grati anche a loro perché ubbidiscono a Dio per il nostro bene.
    Siamo dunque devoti, siamo grati a protettori così grandi, riamiamoli, onoriamoli quanto possiamo e quanto dobbiamo.
    Tutto l’amore e tutto l’onore vada a Dio, dal quale deriva interamente quanto è degli angeli e quanto è nostro. Da lui viene la capacità di amare e di onorare, da lui ciò che ci rende degni di amore e di onore.
    Amiamo affettuosamente gli angeli di Dio, come quelli che saranno un giorno i nostri coeredi, mentre nel frattempo sono nostre guide e tutori, costituiti e preposti a noi dal Padre. Ora, infatti, siamo figli di Dio. Lo siamo, anche se questo attualmente non lo comprendiamo chiaramente, perché siamo ancora bambini sotto amministratori e tutori e, conseguentemente, non differiamo per nulla dai servi. Del resto, anche se siamo ancora bambini e ci resta un cammino tanto lungo e anche tanto pericoloso, che cosa dobbiamo temere sotto protettori così grandi?
    Non possono essere sconfitti né sedotti e tanto meno sedurre, essi che ci custodiscono in tutte le nostre vie. Sono fedeli, sono prudenti, sono potenti. Perché trepidare? Soltanto seguiamoli, stiamo loro vicini e restiamo nella protezione del Dio del cielo.

  19. NEL CUORE DELLA CHIESA IO SARÒ L’AMORE

    SICCOME LE MIE IMMENSE ASPIRAZIONI ERANO PER ME UN MARTIRIO, MI RIVOLSI ALLE LETTERE DI SAN PAOLO, per trovarmi finalmente una risposta. Gli occhi mi caddero per caso sui capitoli 12 e 13 della prima lettera ai Corinzi, e lessi che la Chiesa si compone di varie membra e che l’occhio non può essere contemporaneamente la mano. Continuai nella lettura e non mi perdetti d’animo. Trovai così una frase che mi diede sollievo: «ASPIRATE AI CARISMI PIÙ GRANDI. E IO VI MOSTRERÒ UNA VIA MIGLIORE DI TUTTE» (1 Cor 12, 31). L’Apostolo infatti dichiara che anche i carismi migliori sono un nulla senza la carità, e che questa medesima carità é la via più perfetta che conduce con sicurezza a Dio. AVEVO TROVATO FINALMENTE LA PACE. La carità mi offrì il cardine della mia vocazione. COMPRESI CHE LA CHIESA HA UN CORPO COMPOSTO DI VARIE MEMBRA, MA CHE IN QUESTO CORPO NON PUÒ MANCARE IL MEMBRO NECESSARIO E PIÙ NOBILE. COMPRESI CHE LA CHIESA HA UN CUORE, UN CUORE BRUCIATO DALL’AMORE. CAPII CHE SOLO L’AMORE SPINGE ALL’AZIONE LE MEMBRA DELLA CHIESA E CHE, SPENTO QUESTO AMORE, GLI APOSTOLI NON AVREBBERO PIÙ ANNUNZIATO IL VANGELO, I MARTIRI NON AVREBBERO PIÙ VERSATO IL LORO SANGUE. COMPRESI E CONOBBI CHE L’AMORE ABBRACCIA IN SÉ TUTTE LE VOCAZIONI, CHE L’AMORE É TUTTO, CHE SI ESTENDE A TUTTI I TEMPI E A TUTTI I LUOGHI, IN UNA PAROLA, CHE L’AMORE È ETERNO. ALLORA CON SOMMA GIOIA ED ESTASI DELL’ANIMO GRIDA: O GESÙ, MIO AMORE, HO TROVATO FINALMENTE LA MIA VOCAZIONE.
    LA MIA vocazione é l’amore. Si, ho trovato il mio posto nella Chiesa, e questo posto me lo hai dato tu, o mio Dio. NEL CUORE DELLA CHIESA, MIA MADRE, IO SARÒ L’AMORE ED IN TAL MODO SARÒ TUTTO E IL MIO DESIDERIO SI TRADURRÀ IN REALTÀ.
    S. Teresa di Gesù Bambino

  20. L’IGNORANZA DELLE SCRITTURE
    È IGNORANZA DI CRISTO
    San Girolamo, sacerdote
    Adempio al mio dovere, ubbidendo al comando di Cristo: «Scrutate le Scritture» (Gv 5, 39), Se, infatti, al dire dell’apostolo Paolo, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio, colui che non conosce le Scritture, non conosce la potenza di Dio, né la sua sapienza. IGNORARE LE SCRITTURE SIGNIFICA IGNORARE CRISTO. Perciò voglio imitare il padre di famiglia, che dal suo tesoro sa trarre cose nuove e vecchie, e così anche la Sposa, che nel Cantico dei Cantici dice: O mio diletto, ho serbato per te il nuovo e il vecchio (cfr. Ct 7, 14 volg.). INTENDO PERCIÒ ESPORRE IL PROFETA ISAIA IN MODO DA PRESENTARLO NON SOLO COME PROFETA, MA ANCHE COME EVANGELISTA E APOSTOLO. Egli infatti ha detto anche di sé quello che dice degli altri evangelisti: «Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi, che annunzia la pace» (Is 52, 7). E Dio rivolge a lui, come a un apostolo, la domanda: CHI MANDERÒ, E CHI ANDRÀ DA QUESTO POPOLO? ED EGLI RISPONDE: ECCOMI, MANDA ME (cfr. Is 6, 8). Effettivamente nel libro di Isaia troviamo che il Signore viene predetto come l’Emmanuele nato dalla Vergine, come autore di miracoli e di segni grandiosi, come morto e sepolto, risorto dagli inferi e salvatore di tutte le genti. Si tratta di misteri che, come tali, restano chiusi e incomprensibili ai profani, ma aperti e chiari ai profeti. Alle loro orecchie non arrivavano soltanto le vibrazioni della voce, ma la stessa parola di Dio che parlava nel loro animo. Lo afferma qualcuno di loro con espressioni come queste: L’ANGELO PARLAVA IN ME (CFR. ZC 1, 9), E: LO SPIRITO «GRIDA NEI NOSTRI CUORI: ABBÀ, PADRE» (GAL 4, 6), E ANCORA: «ASCOLTERÒ CHE COSA DICE DIO, IL SIGNORE» (SAL 84, 9).

  21. SAN POLICARPO «LETTERA AI FILIPPESI»
    Policarpo e i presbiteri, che sono con lui, alla chiesa di Dio che risiede come pellegrina in Filippi: la misericordia e la pace di Dio onnipotente e di Gesù Cristo nostro salvatore siano in abbondanza su di voi.
    PRENDO PARTE VIVAMENTE ALLA VOSTRA GIOIA NEL SIGNORE NOSTRO GESÙ CRISTO PERCHÉ AVETE PRATICATO LA PAROLA DELLA CARITÀ PIÙ AUTENTICA. INFATTI AVETE AIUTATO NEL LORO CAMMINO I SANTI AVVINTI DA CATENE, CATENE CHE SONO VERI MONILI E GIOIELLI PER COLORO CHE FURONO SCELTI DA DIO E DAL SIGNORE NOSTRO. GIOISCO PERCHÉ LA SALDA RADICE DELLA VOSTRA FEDE, CHE VI FU ANNUNZIATA FIN DAL PRINCIPIO, SUSSISTE FINO AL PRESENTE E PORTA FRUTTI IN GESÙ CRISTO NOSTRO SIGNORE. EGLI PER I NOSTRI PECCATI ACCETTÒ DI GIUNGERE FINO ALLA MORTE, MA «DIO LO HA RISUSCITATO SCIOGLIENDOLO DALLE ANGOSCE DELLA MORTE» (AT 2, 24), E IN LUI, SENZA VEDERLO, CREDETE CON UNA GIOIA INDICIBILE E GLORIOSA (CFR. 1 PT 1, 8), ALLA QUALE MOLTI VORREBBERO PARTECIPARE; E SAPETE BENE CHE SIETE STATI SALVATI PER GRAZIA, NON PER LE VOSTRE OPERE, MA PER LA VOLONTÀ DI DIO MEDIANTE GESÙ CRISTO (CFR. EF 2, 8-9).
    «Perciò dopo aver preparato la vostra mente all’azione» (1 Pt 1, 13), «servite Dio con timore» (Sal 2, 11) e nella verità, lasciando da parte le chiacchiere inutili e gli errori grossolani e «credendo in colui che ha risuscitato nostro Signore Gesù Cristo dai morti e gli ha dato gloria» (1 Pt 1, 21), facendolo sedere alla propria destra. A lui sono sottomesse tutte le cose nei cieli e sulla terra, a lui obbedisce ogni vivente. Egli verrà a giudicare i vivi e i morti e Dio chiederà conto del suo sangue a quanti rifiutano di credergli.
    COLUI CHE LO HA RISUSCITATO DAI MORTI, RISUSCITERÀ ANCHE NOI, SE COMPIREMO LA SUA VOLONTÀ, SE CAMMINEREMO SECONDO I SUOI COMANDI E AMEREMO CIÒ CHE EGLI AMÒ, ASTENENDOCI DA OGNI SPECIE DI INGIUSTIZIA, INGANNO, AVARIZIA, CALUNNIA, FALSA TESTIMONIANZA, «NON RENDENDO MALE PER MALE, NÉ INGIURIA PER INGIURIA» (1 PT 3, 9), COLPO PER COLPO, MALEDIZIONE PER MALEDIZIONE, MEMORI DELL’INSEGNAMENTO DEL SIGNORE CHE DISSE: NON GIUDICATE PER NON ESSER GIUDICATI; PERDONATE E VI SARÀ PERDONATO; SIATE MISERICORDIOSI PER RICEVERE MISERICORDIA; CON LA MISURA CON CUI MISURATE, SARÀ MISURATO A VOI (CFR. MT 7, 1; LC 6, 36-38) E: BEATI I POVERI E I PERSEGUITATI PER CAUSA DELLA GIUSTIZIA, PERCHÉ DI ESSI È IL REGNO DEI CIELI (CFR. MT 5, 3. 10).

  22. RESPIRA IN ME
    (SANT’AGOSTINO)
    RESPIRA IN ME TU, SANTO SPIRITO,
    PERCHÉ SIANO SANTI I MIEI PENSIERI.
    SPINGIMI TU, SANTO SPIRITO,
    PERCHÉ SIANO SANTE LE MIE AZIONI.
    ATTIRAMI TU, SANTO SPIRITO,
    PERCHÉ AMI LE COSE SANTE.
    FAMMI FORTE TU, SANTO SPIRITO,
    PERCHÉ DIFENDA LE COSE SANTE.
    DIFENDIMI TU, SANTO SPIRITO,
    PERCHÉ NON PERDA MAI LA TUA SANTA GRAZIA.

  23. Sant’Ilario, vescovo
    UN FIUME E I SUOI RUSCELLI
    RALLEGRANO LA CITTÀ DI DIO

    «Il fiume di Dio è gonfio di acque; tu fai crescere il frumento per gli uomini. Così prepari la terra» (Sal 64, 10).
    Il simbolismo del fiume è chiaro. Dice infatti il profeta: «Un fiume e i suoi ruscelli rallegrano la città di Dio» (Sal 45, 5). LO STESSO SIGNORE DICE NEL VANGELO: «CHI BEVE DELL’ACQUA CHE IO GLI DARÒ, DIVENTERÀ IN LUI SORGENTE DI ACQUA CHE ZAMPILLA PER LA VITA ETERNA» (GV 4, 14). E ANCORA: «CHI CREDE IN ME, COME DICE LA SCRITTURA, FIUMI DI ACQUA VIVA SGORGHERANNO DAL SUO SENO. QUESTO EGLI DISSE RIFERENDOSI ALLO SPIRITO CHE AVREBBERO RICEVUTO I CREDENTI IN LUI» (Gv 7, 38-39). Dunque questo fiume di Dio è gonfio d’acqua. Siamo infatti inondati dai doni dello Spirito Santo e da quella fontana di vita si riversa in noi il fiume ricolmo dell’acqua di Dio. E abbiamo pronto anche il cibo. Qual è questo cibo? Certamente quello che ci prepara a condividere la vita eterna di Dio. È il suo santo corpo che riceviamo in comunione. Questa comunione poi ci predispone a quella del santo corpo, che è la Chiesa trionfante. A questo infatti allude il presente salmo che dice: «Tu fai crescere il frumento per gli uomini. Così prepari la terra», perché con quel cibo non solo siamo salvati al presente, ma veniamo anche preparati per il futuro.
    RINATI, MEDIANTE IL SACRAMENTO DEL BATTESIMO, PROVIAMO UNA GRANDISSIMA GIOIA QUANDO PREGUSTIAMO IN NOI STESSI LE PRIMIZIE DELLO SPIRITO SANTO, CON LA CONOSCENZA DEI MISTERI, LA SCIENZA DELLA RIVELAZIONE, LA PAROLA DELLA SAPIENZA, LA FERMEZZA DELLA SPERANZA, I CARISMI DELLE GUARIGIONI E IL POTERE SUL DEMONIO.
    TUTTO CIÒ CI COMPENETRA COME STILLICIDIO, E, COMINCIANDO PRIMA A POCO A POCO, FINISCE COL PRODURRE MOLTEPLICI FRUTTI.

  24. Conta fino a 10…….l amore è l arma più potente. DI fronte alle accuse l unica arma è il silenzio amorevole. Gesu è il nostro avvocato con lui nessuno vince , nessuno perde, con LUI SI AMA e basta.

  25. ESSENZIALITA’

    “l filosofo Diogene non solo era contrario ad ogni lusso, ma evitava di utilizzare e di possedere tutto ciò che non era strettamente necessario.
    Fedele ai suoi principi, egli viveva in una botte ed unico suo utensile era una ciotola di legno con la quale prendeva l’acqua per bere.

    Un giorno, mentre passeggiava per la città,
    vide un bambino che, per bere, prendeva acqua da una fontana utilizzando solo le mani. Così, ritenendola un inutile lusso, Diogene gettò via la sua ciotola.”

  26. CARI AMICI
    OGNI ANNO ASPETTO QUESTO GIORNO PER GODERE SPIRITUALMENTE DI QUESTA MERAVIGLIOSA PAGINA E FARVENE UN PREZIOSO REGALO… PENSATE CHE DON ORIONE HA …COPIATO DA S. VINCENZO LA SUA FRASE:
    I POVERI SONO I NOSTRI SIGNORI E PADRONI.

    S. V I N C E N Z O D E’ P A O L I… SERVIRE CRISTO NEI POVERI
    Non dobbiamo regolare il nostro atteggiamento verso i poveri da ciò che appare esternamente in essi e neppure in base alle loro qualità interiori. Dobbiamo piuttosto considerarli al lume della fede. Il Figlio di Dio ha voluto essere povero, ed essere rappresentato dai poveri. Nella sua passione non aveva quasi la figura di uomo; appariva un folle davanti ai gentili, una pietra di scandalo per i Giudei; eppure egli si qualifica l’evangelizzazione dei poveri: «Mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio» (Lc 4, 18). Dobbiamo entrare in questi sentimenti e fare ciò che Gesù ha fatto: curare i poveri, consolarli, soccorrerli, raccomandarli. EGLI STESSO VOLLE NASCERE POVERO, ricevere nella sua compagnia i poveri, servire i poveri, mettersi al posto dei poveri, fino a dire che il bene o il male che noi faremo ai poveri lo terrà come fatto alla sua persona divina. DIO AMA I POVERI, E, PER CONSEGUENZA, AMA QUELLI CHE AMANO I POVERI. In realtà quando si ama molto qualcuno, si porta affetto ai suoi amici e ai isuoi servitori. Così abbiamo ragione di sperare che, per amore di essi, Dio amerà anche noi. QUANDO ANDIAMO A VISITARLI, cerchiamo di capirli per soffrire con loro, e di metterci nella disposizione interiore dell’apostolo che diceva: «mi sono fatto tutto a tutti» (1 Cor 9, 22). Sforziamoci perciò di diventare sensibili alle sofferenze e alle miserie del prossimo. Preghiamo Dio, per questo, che ci doni lo spirito di misericordia e di amore, che ce ne riempia e che ce lo conservi. Il servizio dei poveri deve essere preferito a tutto. Non ci devono essere ritardi. SE NELL’ORA DELL’ORAZIONE AVETE DA PORTARE UNA MEDICINA O UN SOCCORSO A UN POVERO, ANDATEVI TRANQUILLAMENTE. OFFRITE A DIO LA VOSTRA AZIONE, UNENDOVI L’INTENZIONE DELL’ORAZIONE. non dovete preoccuparvi e credere di aver mancato, se per il servizio dei poveri avete lasciato l’orazione. non é lasciare DIO…..SE LASCIATE L’ORAZIONE PER ASSISTERE UN POVERO, SAPPIATE CHE FAR QUESTO É SERVIRE DIO. LA CARITÀ É SUPERIORE A TUTTE LE REGOLE. E’ UNA GRANDE SIGNORA: BISOGNA FARE CIÒ CHE COMANDA. Tutti quelli che ameranno i poveri in vita non avranno alcuna timore della morte. Serviamo dunque con rinnovato amore i poveri e cerchiamo i più abbandonati. ESSI SONO I NOSTRI SIGNORI E PADRONI.

  27. IN PASCOLI UBERTOSI PASCOLERÒ LE MIE PECORE S. Agostino, vescovo
    «Le ritirerò dai popoli e le radunerò da tutte le regioni. Le ricondurrò nella loro terra e le farò pascolare sui monti di Israele» (Ez 34, 13).
    PER «MONTI DI ISRAELE» DEVONO INTENDERSI LE PAGINE DELLE SACRE SCRITTURE. LÌ PASCOLATE, SE VOLETE PASCOLARE CON SICUREZZA. TUTTO QUELLO CHE ASCOLTERETE DA QUELLA FONTE, GUSTATELO CON PIACERE; TUTTO QUELLO INVECE CHE È AL DI FUORI, RIGETTARLO. PER NON ANDARE ERRANDO NELLA NEBBIA, ASCOLTATE LA VOCE DEL PASTORE. RADUNATEVI SUI MONTI DELLE SACRE SCRITTURE. IVI TROVERETE LE DELIZIE DEL VOSTRO CUORE, IVI NON C’È NULLA DI VELENOSO, NULLA DI DANNOSO: SOLO PASCOLI UBERTOSI. VENITE SOLAMENTE VOI; PECORE SANE, VENITE; VOI SOLO PASCOLATE SUI MONTI DI ISRAELE.
    «E lungo i ruscelli e in ogni luogo abitato del paese» (Ez 34, 13 volg.). INFATTI DAI MONTI, DI CUI ABBIAMO PARLATO, SONO SCATURITI I FIUMI DELLA PREDICAZIONE EVANGELICA QUANDO PER TUTTA LA TERRA SI È DIFFUSA LA LORO VOCE (CFR. SAL 18, 5) ED OGNI CONTRADA DELLA TERRA È DIVENTATA RIGOGLIOSA E FERTILE PER PASCERVI LE PECORE.
    «Le condurrò in ottime pasture e il loro ovile sarà sui monti alti d’Israele: lì riposeranno in un buon ovile» (Ez 34, 14) cioè dove possano trovare riposo, dove possano dire: SI STA BENE. DOVE POSSANO RICONOSCERE: E` VERO, È CHIARO, NON CI INGANNIAMO. TROVERANNO RIPOSO NELLA GLORIA DI DIO, COME IN CASA PROPRIA: «E DORMIRANNO», CIOÈ RIPOSERANNO, IN GRANDI DELIZIE.
    «E avranno rigogliosi pascoli sui monti di Israele» (Ez 34, 14). Ho già parlato di questi monti di Israele, monti floridi, verso i quali leviamo gli sguardi perché di là ci venga l’aiuto. Ma il nostro aiuto ci viene dal Signore, «che ha fatto il cielo e la terra» (Sal 123, 8).
    Infatti perché la nostra speranza non si arrestasse ai monti floridi, dopo aver detto: «Pascolerò le mie pecore sui monti di Israele», soggiunse subito: «IO STESSO CONDURRÒ LE MIE PECORE AL PASCOLO» (EZ 34, 15). LEVA PURE IL TUO SGUARDO VERSO I MONTI, DONDE VERRÀ IL TUO AIUTO, MA NON DIMENTICARE CHI DICE: «IO LE CONDURRÒ AL PASCOLO». PERCHÉ L’AIUTO TI VIENE DAL SIGNORE, CHE HA FATTO IL CIELO E LA TERRA.
    E conclude così: E le pascolerò come è giusto, con giudizio (cfr. Ez 34, 16). Considera come egli solo sappia pascolare il gregge, perché solo lui lo pascola come è giusto, con giudizio. QUALE UOMO INFATTI È IN GRADO DI GIUDICARE UN ALTRO UOMO? IL MONDO È PIENO DI GIUDIZI AVVENTATI. COLUI DEL QUALE DOVREMMO DISPERARE, ECCO CHE ALL’IMPROVVISO SI CONVERTE E DIVIENE OTTIMO. COLUI DAL QUALE CI SAREMMO ASPETTATI MOLTO, AD UN TRATTO SI ALLONTANA DAL BENE E DIVENTA PESSIMO. NÉ IL NOSTRO TIMORE, NÉ IL NOSTRO AMORE SONO STABILI E SICURI.
    Che cosa sia oggi ciascun uomo, a stento lo sa lo stesso uomo. Tuttavia fini a un certo punto egli sa che cosa è oggi, ma non già quello che sarà domani. DIO SOLO DUNQUE PASCOLA CON GIUDIZIO, DISTRIBUENDO A CIASCUNO IL SUO: A CHI QUESTO, A CHI QUELLO, SECONDO CHE EGLI È DOVUTO. EGLI INFATTI SA QUELLO CHE FA. PASCOLA CON GIUDIZIO COLORO CHE HA REDENTO, LUI CHE SI È SOTTOPOSTO A UN GIUDIZIO UMANO. DUNQUE È LUI SOLO CHE PASCOLA CON GIUDIZIO.

  28. FATE QUELLO CHE DICONO, MA NON FATE QUELLO CHE FANNO (S. Agostino)
    «Udite, pastori, la parola del Signore». Ma che cosa udite, o pastori? «Dice il Signore Dio: Eccomi contro i pastori: chiederò loro conto del mio gregge» (Ez 34, 9). Udite e imparate, pecorelle di Dio. Ai pastori malvagi Dio chiede che rendano conto delle sue pecore e che rispondano della morte loro arrecata con le loro stesse mani. Dice altrove infatti per bocca dello stesso profeta: «O figlio dell’uomo, io ti ho costituito quale sentinella per gli Israeliti; ascolterai una parola dalla mia bocca e tu li avvertirai da parte mia. Se io dico all’empio: Empio, tu morrai, e tu non parli per distogliere l’empio dalla sua condotta, egli, l’empio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte chiederò conto a te. Ma se tu avrai ammonito l’empio della sua condotta perché si converta ed egli non si converte, egli morirà per la sua iniquità, tu invece sarai salvo» (Ez 33, 7-9). Che significa ciò, o fratelli? VEDETE QUANTO È PERICOLOSO TACERE? Muore quell’empio e giustamente subisce la morte. Muore per la sua iniquità e per il suo peccato. Egli avrebbe potuto ben trovare il pastore vivente che dice: «io vivo, dice il signore». Ma non lo ha fatto, anche perché non ammonito da chi era stato costituito capo e sentinella proprio a questo fine. Se invece, dice il Signore, avrai detto al malvagio, a cui io avevo minacciato la spada: «Morirai» e quegli avrà trascurato di evitare la spada incombente e la spada scenderà su di lui e l’ucciderà, egli morirà nel suo peccato, ma tu avrai liberato la tua anima. PERCIÒ È NOSTRO COMPITO NON TACERE, MA A VOI, ANCHE SE TACESSIMO, SPETTA ASCOLTARE DALLE SCRITTURE LE PAROLE DEL PASTORE. Dicendo: FATE QUELLO CHE DICONO, MA NON FATE QUELLO CHE FANNO (CFR. MT 23, 3). COME SE DICESSE: PROCLAMANO LA PAROLA MIA, MA FANNO GLI INTERESSI LORO. Quando non fate ciò che fanno i cattivi pastori, non sono essi che vi pascolano. QUANDO INVECE FATE CIÒ CHE ESSI DICONO, SONO IO CHE VI PASCOLO.

  29. LA CHIESA, COME UNA VITE, CRESCENDO SI È DIFFUSA IN OGNI LUOGO
    Sant’Agostino, Vescovo

    Vanno errando le mie pecore per tutti i monti e su ogni colle e sono disperse su tutta la faccia della terra (cfr. Ez 34, 6). Che significa disperdersi su tutta la faccia della terra? Seguire tutte le cose terrene, amare tutto quello che alletta sulla faccia della terra. Non vogliono morire di quella morte che renda la LORO VITA NASCOSTA IN CRISTO. «Su tutta la faccia della terra», perché amano i beni terreni. Si trovano in molti luoghi, sono figlie di un’unica madre, la superbia, all’opposto di tutti i veri cristiani diffusi in ogni angolo della terra generati dall’unica madre che è la Chiesa
    NON C’È PERTANTO DA MERAVIGLIARSI CHE, SE LA SUPERBIA GENERA LA DIVISIONE, L’AMORE GENERI L’UNITÀ. TUTTAVIA LA STESSA MADRE CHIESA CATTOLICA, E IN ESSA LO STESSO PASTORE, RICERCA DOVUNQUE GLI SMARRITI, RINFRANCA I DEBOLI, CURA I MALATI, FASCIA I FERITI. ESSA È COME UNA VITE CHE, CRESCENDO, SI PROPAGA IN OGNI PARTE; quelli invece sono tralci inutili recisi dal vignaiuolo per la loro sterilità, perché la vite resti potata, non già amputata. Ma Tuttavia la chiesa continua a richiamare chi si smarrisce, perché anche di questi rami tagliati l’apostolo Dice: «DIO INFATTI HA LA POTENZA DI INNESTARLI DI NUOVO» (Rm 11, 23). Sia dunque che si tratti di pecore erranti lontane dal gregge, sia che si tratti di rami recisi dalla vite, non per questo Dio è meno potente per ricondurre le pecore o per reinnestarle nella vite. EGLI È IL SOMMO PASTORE, EGLI È IL VERO AGRICOLTORE. «Vanno errando tutte le mie pecore in tutto il paese e nessuno» tra quei cattivi pastori «va in cerca di loro e se ne cura» (Ez 34, 6). Non c’è, tra i pastori umani, chi le ricerchi. I pastori sono morti, ma le pecore sono al sicuro, c’è il Signore che vive. Ma quali pastori sono morti? QUELLI CHE CERCAVANO I PROPRI INTERESSI E NON GIÀ GLI INTERESSI DI GESÙ CRISTO. Ma vi saranno e si troveranno ancora dei pastori, che cercano non i loro interessi ma quelli di Gesù Cristo? Certamente ce ne saranno. Certamente se ne troveranno, perché non mancano, né mancheranno.

  30. …. QUALE ESEMPIO DI GRANDEZZA CI CONSEGNA IN QUESTO GIORNO PADRE PIO!. HA PERMESSO CHE LA SUA VITA, ATTRAVERSO MOLTEPLICI SOFFERENZE GIUNGESSE AL RAGGIUNGIMENTO DEL MODELLO PER ECCELLENZA CRISTO GESU’. CI INDICA, CON MOLTA SEMPLICITA’ , QUALI SONO GLI STRUMENTI ADATTI PER EDIFICARE IL NOSTRO CASTELLO INTERIORE . STRUMENTI MOLTO RUDIMENTALI, MA ADATTI A TALE SCOPO. ” MARTELLO ” E ” SCALPELLO” MEDIANTE IL LORO ININTERROTTO LAVORIO, LA SUA ANIMA SI E’ PREPARATA ALL’INCONTRO FINALE CON CRISTO GESU’. FACCIAMOCI SCOLPIRE E LIBERARE LA NOSTRA ANIMA ANCHE NOI, SENZA SOSTA, AFFINCHE’ UN GIORNO INCONTREREMO GESU’ CON LE BRACCIA AMOROSE APERTE CHE CI VIENE INCONTRO.

  31. PIETRE DELL’ETERNO EDIFICIO SAN PIO DA PIETRELCINA, SACERDOTE

    CON RIPETUTI COLPI DI SALUTARE SCALPELLO E CON DILIGENTE RIPULITURA L’ARTISTA DIVINO VUOLE PREPARARE LE PIETRE CON LE QUALI COSTRUIRE L’EDIFICIO ETERNO. Molto giustamente si può affermare che ogni anima destinata alla gloria eterna è costituita per innalzare l’edificio eterno. UN MURATORE CHE VUOLE EDIFICARE UNA CASA INNANZI TUTTO DEVE BEN RIPULIRE LE PIETRE CHE VUOLE USARE PER LA COSTRUZIONE. COSA CHE OTTIENE A COLPI DI MARTELLO E SCALPELLO. ALLO STESSO MODO SI COMPORTA IL PADRE CELESTE CON LE ANIME ELETTE, CHE LA SOMMA SAPIENZA E PROVVIDENZA FIN DALL’ETERNITÀ HA DESTINATE AD INNALZARE L’EDIFICIO ETERNO. Dunque, l’anima destinata a regnare con Gesù Cristo nella gloria eterna DEVE ESSERE RIPULITA A COLPI DI MARTELLO E DI SCALPELLO, di cui l’artista divino si serve per preparare le pietre, cioè le anime elette. ma quali sono questi colpi di martello e di scalpello? SONO LE OMBRE, I TIMORI, LE TENTAZIONI, LE AFFLIZIONI DI SPIRITO E I TREMORI SPIRITUALI CON QUALCHE AROMA DI DESOLAZIONE E ANCHE IL MALESSERE FISICO. Ringraziate, quindi, l’infinita pietà dell’eterno Padre che tratta così la vostra anima perché destinata alla salvezza. Perché non gloriarsi di questo trattamento amoroso del più buono di tutti i padri? APRITE IL CUORE A QUESTO CELESTE MEDICO DELLE ANIME E ABBANDONATEVI CON PIENA FIDUCIA TRA LE SUE SANTISSIME BRACCIA. EGLI VI TRATTA COME GLI ELETTI, AFFINCHÉ SEGUIATE GESÙ DA VICINO SULL’ERTA DEL CALVARIO. IO VEDO CON GIOIA E CON VIVISSIMA COMMOZIONE DELL’ANIMO COME LA GRAZIA HA OPERATO IN VOI Se questo tenerissimo Sposo si nasconde alla vostra anima non è perché voglia vendicarsi della vostra infedeltà, ma perché mette sempre più alla prova la vostra fedeltà Non vi perdete di coraggio! SE GESÙ SI MANIFESTA, RINGRAZIATELO; SE SI NASCONDE, RINGRAZIATELO ANCORA: SONO SCHERZI DI AMORE. MI AUGURO CHE ARRIVIATE A SPIRARE CON GESÙ SULLA CROCE ED ESCLAMARE CON GESÙ: «CONSUMMATUM EST» (GV 19, 30).

  32. “La vera disabilità
    è quella dell’anima
    che non comprende la diversità,
    quella dell’occhio
    che non vede i suoi sentimenti,
    quella dell’orecchio
    che non sente le sue richieste d’aiuto.
    Solitamente, il vero disabile è colui che,
    additando il diverso,
    ignora di essere il vero disabile.”

  33. GESÙ LO GUARDÒ CON SENTIMENTO DI PIETÀ E LO SCELSE SAN BEDA IL VENERABILE, SACERDOTE

    Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi» (Mt 9, 9). Vide non tanto con lo sguardo degli occhi del corpo, quanto con quello della bontà interiore. VIDE UN PUBBLICANO E, SICCOME LO GUARDÒ CON SENTIMENTO DI AMORE E LO SCELSE, GLI DISSE: «SEGUIMI». GLI DISSE «SEGUIMI», CIOÈ IMITAMI. Seguimi, disse, non tanto col movimento dei piedi, quanto con la pratica della vita «Ed egli si alzò, prosegue, e lo seguì» (Mt 9, 9). Non c’è da meravigliarsi che un pubblicano alla prima parola del Signore, che lo invitava, abbia abbandonato i guadagni della terra che gli stavano a cuore e, lasciate le ricchezze, abbia accettato di seguire colui che vedeva non avere ricchezza alcuna. Infatti Lo Stesso Signore che lo chiamò esternamente con la parola, LO ISTRUÌ ALL’INTERNO CON UN’INVISIBILE SPINTA A SEGUIRLO. Infuse nella sua mente la luce della grazia spirituale con cui potesse comprendere come colui che sulla terra lo strappava alle cose temporali era capace di dargli in cielo tesori incorruttibili. «Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli» (Mt 9, 10). Ecco dunque che la conversione di un solo pubblicano servì di stimolo a quella di molti pubblicani e peccatori. Se desideriamo penetrare più a fondo nel significato di ciò che è accaduto, capiremo che egli non si limitò a offrire al Signore un banchetto per il suo corpo nella propria abitazione materiale ma, con la fede e l’amore, GLI PREPARÒ UN CONVITO MOLTO PIÙ GRADITO NELL’INTIMO DEL SUO CUORE. LO AFFERMA COLUI CHE DICE: «ECCO, STO ALLA PORTA E BUSSO; SE QUALCUNO ASCOLTA LA MIA VOCE E MI APRE LA PORTA, IO VERRÒ DA LUI, CENERÒ CON LUI ED EGLI CON ME» (AP 3, 20). GLI APRIAMO LA PORTA PER ACCOGLIERLO, QUANDO, UDITA LA SUA VOCE, DIAMO VOLENTIERI IL NOSTRO ASSENSO AI SUOI SEGRETI O PALESI INVITI e ci applichiamo con impegno nel compito da lui affidatoci. ENTRA QUINDI PER CENARE CON NOI E NOI CON LUI, PERCHÉ CON LA GRAZIA DEL SUO AMORE VIENE AD ABITARE NEI CUORI DEGLI ELETTI, PER RISTORARLI CON LA LUCE DELLA SUA PRESENZA. ESSI COSÌ SONO IN GRADO DI AVANZARE SEMPRE PIÙ NEI DESIDERI DEL CIELO. A SUA VOLTA, RICEVE ANCHE LUI RISTORO MEDIANTE IL LORO AMORE PER LE COSE CELESTI, COME SE GLI OFFRISSERO VIVANDE GUSTOSISSIME.

  34. DALL’ULTIMA ESORTAZIONE DI SANT’ANDREA KIM TAEGÒN, PRETE E MARTIRE
    UNA FEDE SUGGELLATA DALL’AMORE E DALLA PERSEVERANZA

    Fratelli e amici carissimi, pensate e ripensate: all’inizio dei tempi Dio creò il cielo e la terra (cfr. Gn 1, 1) e tutte le cose; chiedetevi il perché e con quale disegno abbia plasmato in modo così singolare l’uomo a sua immagine e somiglianza.
    SE DUNQUE IN QUESTO MONDO PIENO DI PERICOLI E DI MISERIA NON RICONOSCESSIMO IL SIGNORE COME CREATORE, A NULLA CI GIOVEREBBE ESSER NATI E RIMANERE VIVI. SE PER GRAZIA DI DIO SIAMO VENUTI AL MONDO, PURE PER LA SUA GRAZIA ABBIAMO RICEVUTO IL BATTESIMO E SIAMO ENTRATI NELLA CHIESA; E COSÌ, DIVENUTI DISCEPOLI DEL SIGNORE, PORTIAMO UN NOME GLORIOSO. MA A CHE COSA GIOVEREBBE AVERE UN COSÌ GRANDE NOME SENZA LA COERENZA DELLA VITA? VANO SAREBBE ESSER NATI ED ENTRATI NELLA CHIESA; ANZI SAREBBE UN TRADIRE IL SIGNORE E LA SUA GRAZIA. MEGLIO SAREBBE NON ESSER NATI CHE AVER RICEVUTO LA GRAZIA DEL SIGNORE E PECCARE CONTRO DI LUI.
    GUARDATE L’AGRICOLTORE CHE SEMINA NEL CAMPO (cfr. Gc 5, 7-8): a tempo opportuno ara la terra, poi la concima e stimando un niente la fatica portata sotto il sole, coltiva il seme prezioso. Quando le spighe sono mature e giunge il tempo della mietitura, il suo cuore, dimenticando fatica e sudore, si rallegra ed esulta per la felicità. Se invece le spighe sono vuote e non gli resta altro che paglia e pula, il contadino, ricordando il duro lavoro e il sudore, quanto più aveva coltivato quel campo, tanto più lo lascerà in abbandono.
    SIMILMENTE HA FATTO IL SIGNORE CON NOI: LA TERRA È IL SUO CAMPO, NOI UOMINI I GERMOGLI, LA GRAZIA IL CONCIME. MEDIANTE LA SUA INCARNAZIONE E REDENZIONE EGLI CI HA IRRIGATO CON IL SUO SANGUE, PERCHÉ POTESSIMO CRESCERE E GIUNGERE A MATURAZIONE.
    QUANDO NEL GIORNO DEL GIUDIZIO VERRÀ IL TEMPO DI RACCOGLIERE, COLUI CHE SARÀ TROVATO MATURO NELLA GRAZIA, GODRÀ NEL REGNO DEI CIELI COME FIGLIO ADOTTIVO DI DIO: Fratelli carissimi, sappiate con certezza che il Signore nostro Gesù, venuto nel mondo, ha preso su di sé dolori innumerevoli, con la sua passione ha fondato la santa Chiesa e la fa crescere con le prove e il martirio dei fedeli. Sebbene le potenze del mondo la opprimano e la combattano, tuttavia non potranno mai prevalere. Dopo l’Ascensione di Gesù, dal tempo degli Apostoli fino ai nostri giorni, in ogni parte della terra la santa Chiesa cresce in mezzo alle tribolazioni.
    COSÌ NEL CORSO DEI CINQUANTA O SESSANTA ANNI DA QUANDO LA SANTA CHIESA È ENTRATA NELLA NOSTRA COREA, I FEDELI HANNO DOVUTO AFFRONTARE PIÙ VOLTE LA PERSECUZIONE E OGGI INFURIA PIÙ CHE MAI. PERCIÒ NUMEROSI AMICI NELLA STESSA FEDE, ANCH’IO FRA ESSI, SONO STATI GETTATI IN CARCERE E VOI PURE RIMANETE IN MEZZO ALLA TRIBOLAZIONE. SE È VERO CHE FORMIAMO UN SOLO CORPO, COME NON SAREMO RATTRISTATI NELL’INTIMO DEI NOSTRI CUORI? COME NON SPERIMENTEREMO SECONDO IL SENTIMENTO UMANO IL DOLORE DELLA SEPARAZIONE?
    TUTTAVIA, COME DICE LA SCRITTURA, DIO HA CURA DEL PIÙ PICCOLO CAPELLO DEL CAPO (CFR. MT 10, 30) E NE TIENE CONTO NELLA SUA ONNISCIENZA; COME DUNQUE POTRÀ ESSERE CONSIDERATA UNA COSÌ VIOLENTA PERSECUZIONE SE NON UNA DISPOSIZIONE DIVINA, UN PREMIO OPPURE UNA PENA?
    ABBRACCIATE DUNQUE LA VOLONTÀ DI DIO E CON TUTTO IL CUORE SOSTENETE IL COMBATTIMENTO PER GESÙ, RE DEL CIELO; ANCHE VOI VINCERETE IL DÈMONE DI QUESTO MONDO, GIÀ SCONFITTO DA CRISTO.
    VI SCONGIURO: NON TRASCURATE L’AMORE FRATERNO, MA AIUTATEVI A VICENDA; E FINO A QUANDO IL SIGNORE VI USERÀ MISERICORDIA ALLONTANANDO LA TRIBOLAZIONE, PERSEVERATE.
    QUI SIAMO IN VENTI, E PER GRAZIA DI DIO STIAMO ANCORA TUTTI BENE. SE QUALCUNO VERRÀ UCCISO, VI SUPPLICO DI AVERE CURA DELLA SUA FAMIGLIA.
    AVREI ANCORA MOLTE COSE DA DIRE, MA COME POSSO ESPRIMERLE CON LA PENNA E LA CARTA? TERMINO LA MIA LETTERA. ESSENDO ORMAI VICINI AL COMBATTIMENTO IO VI PREGO DI CAMMINARE NELLA FEDELTÀ; E ALLA FINE, ENTRATI NEL CIELO, CI RALLEGREREMO INSIEME.
    VI BACIO PER L’ULTIMA VOLTA IN SEGNO DEL MIO AMORE.

  35. SII DI ESEMPIO AI FEDELI
    Dal «Discorso sui pastori» di sant’Agostino, vescovo
    …I difetti delle pecore, infatti, sono largamente diffusi. Pochissime sono le pecore sane e prosperose. Sono rare cioè quelle ben salde nel cibo della verità, che usufruiscono con vantaggio dei pascoli donati da Dio. Ma quei pastori malvagi non risparmiano neppure queste. Non basta che essi trascurino le pecore malate o deboli, sbandate e smarrite. Per quanto sta in loro, uccidono anche quelle che sono forti e in buona salute. Tu forse dirai: Però queste vivono. SÌ, VIVONO, MA PER LA MISERICORDIA DI DIO. TUTTAVIA, PER QUANTO STA IN LORO, I PASTORI CATTIVI LE UCCIDONO. COME LE UCCIDONO?, DIRAI. VIVENDO MALE, DANDO LORO CATTIVO ESEMPIO.
    Fu detto forse senza ragione a quel servo di Dio che eccelleva tra le membra del sommo Pastore: OFFRI TE STESSO COME ESEMPIO IN TUTTO DI BUONA CONDOTTA? (CFR. TT 2, 7). E ANCORA: SII MODELLO AI FEDELI (CFR. 1 TM 4, 12). UNA PECORA INFATTI, ANCHE SE SANA, OSSERVANDO CHE IL SUO PASTORE ABITUALMENTE VIVE MALE, se distoglie gli occhi dalla legge del Signore e guarda l’uomo, comincia a dire in cuor suo: SE IL MIO SUPERIORE VIVE COSÌ, CHI MI VIETA DI FARE ALTRETTANTO? IN TAL MODO IL PASTORE UCCIDE LA PECORA SANA. DUNQUE SE UCCIDE LA PECORA SANA, CHE FARÀ MAI DELLE ALTRE PECORE? CHE FARÀ QUESTO PASTORE CHE, VIVENDO MALE, FA PERIRE LA PECORA, CHE EGLI NON AVEVA RESA SANA, MA CHE ANZI AVEVA TROVATA FORTE E VIGOROSA? DICO E RIPETO ALLA VOSTRA CARITÀ: VI SONO PECORE CHE VIVONO, sono salde nella parola del Signore e si attengono a quella norma che hanno udito da lui: «QUANTO VI DICONO FATELO E OSSERVATELO, MA NON FATE SECONDO LE LORO OPERE» (MT 23, 3). tuttavia il pastore, che dinanzi al popolo si comporta male, per quanto sta in lui, uccide colui dal quale viene osservato. Non si illuda quindi perché quel tale non è morto.
    In modo analogo, quando un uomo corrotto guarda una donna con desiderio, essa rimane casta, ma lui ha già commesso adulterio. Rimane infatti vera e trasparente la parola del Signore al riguardo: «Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore» (Mt 5, 28). Non è entrato nella stanza di lei, ma nel suo intimo già sfoga la sua passione. Così, chiunque si comporta male dinanzi a coloro ai quali è preposto, per quanto dipende da lui uccide anche i sani. Chi lo imita, muore; chi non lo imita, continua a vivere. Ma per quanto sta in lui, uccide entrambi.

  36. ” LA PORTA ”
    C’è un quadro famoso che rappresenta
    GESU’ IN UN GIARDINO BUIO.
    Con la mano sinistra alza una lampada che illumina la scena,
    con la destra bussa ad una PORTA pesante e robusta.
    QUANDO IL QUADRO FU PRESENTATO PER LA PRIMA VOLTA AD UNA MOSTRA,
    un visitatore fece notare al pittore un PARTICOLARE CURIOSO.
    ” NEL SUO QUADRO C’E’ UN ERRORE. LA ” PORTA E’ SENZA MANIGLIA ”
    ” Non è un errore ” rispose il pittore. ” QUELLA E’ LA PORTA DEL CUORE UMANO.
    SI APRE SOLO DALL’INTERNO “.
    ( B. FERRERO)

  37. San Basilio
    Dio ci chiama instancabilmente alla conversione
    Fino a quando rimanderemo l’obbedienza dovuta a Cristo, che ci ha chiamati al suo Regno celeste? Non ci decideremo a purificarci? Non lasceremo la vita consueta per seguire fino in fondo il Vangelo? (…) Noi diciamo, sì, di desiderare il regno dei cieli, ma non ci curiamo di fare una vita che renda possibile ottenerlo.
    Anzi, senza accettare di sostenere alcuna fatica per adempiere il comando del Signore, nella stoltezza della nostra mente supponiamo di ottenere gli stessi onori di coloro che hanno resistito al peccato fino alla morte. Chi mai, quando arriva la stagione della mietitura, riesce a riempirsi il grembo di covoni se al tempo della seminagione è rimasto in casa seduto o a dormire? Chi mai può vendemmiare in una vigna che non sia stata da lui piantata e lavorata? A quelli che hanno faticato spettano i frutti; gli onori e le corone appartengono ai vincitori. Chi mai incorona l’atleta che non si è neppure spogliato per lottare contro l’avversario? E non bisogna solo vincere, ma anche gareggiare correttamente, secondo l’apostolo Paolo (2 Tes 2,5). Ciò vuol dire non trascurare neanche una minima cosa tra quelle che sono state comandate e compiere invece ogni cosa come ci è stato ordinato. (…)
    Buono, sì, è Dio, ma è anche giusto… “Egli ama il diritto e la giustizia”. (Sal 33,5) “Amore e giustizia voglio cantare, Signore” (Sal 101,1). (…) Guarda con quale discernimento Dio fa uso della misericordia. Egli non usa misericordia senza giudicare e non giudica senza misericordia: “Buono e giusto è il Signore, il nostro Dio è misericordioso” (Sal 116,5). Non facciamoci, quindi, un’idea di Dio a metà, e non prendiamo il suo amore per l’uomo come pretesto per la nostra negligenza.

  38. Una volta Paolo, trovandosi in prigione e in gravi strettezze per aver professato la verità, RICEVETTE DAI FRATELLI IL NECESSARIO PER PROVVEDERE ALLA SUA INDIGENZA. Egli rispose, ringraziandoli, con queste parole: Avete fatto bene a prendere parte alla mia tribolazione. Io infatti «ho provato grande gioia nel Signore, perché finalmente avete fatto rifiorire i vostri sentimenti nei miei riguardi. In realtà li avevate anche prima, ma vi mancava l’occasione di mostrarlo. NON VI DICO QUESTO PER BISOGNO, POICHÉ HO IMPARATO A BASTARE A ME STESSO IN OGNI OCCASIONE E HO IMPARATO AD ESSERE POVERO E HO IMPARATO AD ESSERE RICCO» (Fil 4, 10-14). Ma, per mostrare che cosa egli cercasse in quell’opera buona, per non essere di coloro che pascono se stessi e non le pecore, non tanto gode che siano venuti incontro alla sua indigenza, quanto piuttosto si rallegra della loro fecondità. Che cosa dunque cercava in questo gesto? «NON È IL VOSTRO DONO CHE IO RICERCO, MA IL FRUTTO» (FIL 4, 17). NON PERCHÉ IO, DICE, SIA SAZIATO, MA PERCHÉ VOI NON SIATE STERILI.
    Perciò i pastori che non possono fare come Paolo, mantenersi cioè con il lavoro delle proprie mani, prendano dai fedeli ciò che è necessario per il loro sostentamento, ma siano sensibili all’immaturità della coscienza dei loro fedeli. NON SI PREOCCUPINO TANTO DEL PROPRIO INTERESSE, COSÌ DA SEMBRARE CHE PREDICHINO IL VANGELO PER POTER AVERE DI CHE VIVERE, MA SI COMPORTINO IN MODO DA FAR CAPIRE CHE SONO PREMUROSI SOLO DI POTER ESSERE MAGGIORMENTE DISPONIBILI AD ACQUISTARE QUELLA LUCE DELLA PAROLA E DELLA VERITÀ CHE DEVONO POI DISPENSARE AGLI ALTRI PER ILLUMINARLI. Devono essere infatti come lucerne, secondo che è scritto: «Siate pronti con la cintura ai fianchi e le lucerne accese» (Lc 12, 35). E ANCORA: «nessuno accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere, perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro padre che è nei cieli» (MT 5, 15-16). Se pertanto si accendesse una lucerna nella tua casa, non aggiungeresti forse olio perché non si spenga? Ma se la lucerna, ricevuto l’olio, non facesse luce, non meriterebbe di essere posta sul lucerniere, ma di essere mandata in pezzi. È GIUSTO RICEVERE L’OCCORRENTE PER VIVERE, ED È SEGNO DI CARITÀ OFFRIRLO. NON QUASI CHE IL VANGELO SIA MERCE DA VENDERE E CHE IL SUO VALORE SIA RAPPRESENTATO DA CIÒ CHE RICEVONO PER IL SOSTENTAMENTO QUELLI CHE L’ANNUNZIANO. SE INFATTI FACESSERO UN TALE MERCATO, VENDEREBBERO A VIL PREZZO UNA COSA DI INCOMPARABILE VALORE. RICEVANO PURE DAL POPOLO IL NECESSARIO AL MANTENIMENTO, MA LA VERA RICOMPENSA PER IL LORO SERVIZIO SE LA RIPROMETTANO DAL SIGNORE. Il popolo infatti non sarà mai in grado di ricompensare adeguatamente coloro che lo servono per amore del Vangelo. Questi non possono attendere la ricompensa se non da quella fonte da cui il popolo attende la salvezza. CHE COSA ALLORA SI RIMPROVERA AI PASTORI? PERCHÉ SONO ACCUSATI? PERCHÉ, MENTRE PRENDONO IL LATTE E SI COPRONO DI LANA, TRASCURANO IL LORO GREGGE. CERCANO DUNQUE SOLTANTO IL PROPRIO VANTAGGIO, NON GLI INTERESSI DI CRISTO.

  39. San Cipriano, vescovo e martire
    Fede pronta e incrollabile

    CIPRIANO A CORNELIO, FRATELLO NELL’EPISCOPATO.
    Siamo a conoscenza, fratello carissimo, della tua fede, della tua fortezza e della tua aperta testimonianza. Tutto ciò è di grande onore per te e a me arreca tanta gioia da farmi considerare partecipe e socio dei tuoi meriti e delle tue imprese.
    SICCOME INFATTI UNA È LA CHIESA, UNO E INSEPARABILE L’AMORE, UNICA E INSCINDIBILE L’ARMONIA DEI CUORI, QUALE SACERDOTE, NEL CELEBRARE LE LODI DI UN ALTRO SACERDOTE, NON SE NE RALLEGREREBBE COME DI SUA PROPRIA GLORIA?
    E QUALE FRATELLO NON SI SENTIREBBE FELICE DELLA GIOIA DEI PROPRI FRATELLI? Certo non si può immaginare l’esultanza e la grande letizia che vi è stata qui da noi quando abbiamo saputo cose tanto belle e conosciuto le prove di fortezza da voi date. TU SEI STATO DI GUIDA AI FRATELLI NELLA CONFESSIONE DELLA FEDE, E LA STESSA CONFESSIONE DELLA GUIDA SI È FORTIFICATA ANCORA PIÙ CON LA CONFESSIONE DEI FRATELLI. COSÌ, MENTRE HAI PRECEDUTO GLI ALTRI NELLA VIA DELLA GLORIA, HAI GUADAGNATO MOLTI COMPAGNI ALLA STESSA GLORIA, E MENTRE TI SEI MOSTRATO PRONTO A CONFESSARE PER PRIMO E PER TUTTI, HAI PERSUASO TUTTO IL POPOLO A CONFESSARE LA STESSA FEDE. In questo modo ci è impossibile stabilire che cosa dobbiamo elogiare di più in voi, se la tua fede pronta e incrollabile, o la inseparabile carità dei fratelli. Si è manifestato in tutto il suo splendore il coraggio del vescovo a guida del suo popolo, ed è apparsa luminosa e grande la fedeltà del popolo in piena solidarietà con il suo vescovo. In voi tutta la chiesa di Roma ha dato la sua magnifica testimonianza, tutta unita in un solo spirito e in una sola voce.
    È BRILLATA COSÌ, FRATELLO CARISSIMO, LA FEDE CHE L’APOSTOLO CONSTATAVA ED ELOGIAVA NELLA VOSTRA COMUNITÀ. Già allora egli prevedeva e celebrava quasi profeticamente il vostro coraggio e la vostra indomabile fortezza. Già allora riconosceva i meriti di cui vi sareste resi gloriosi. Esaltava le imprese dei padri, prevedendo quelle dei figli. Con la vostra piena concordia, con la vostra fortezza, avete dato a tutti i cristiani luminoso esempio di unione e di costanza.
    FRATELLO CARISSIMO, IL SIGNORE NELLA SUA PROVVIDENZA CI PREAMMONISCE CHE È IMMINENTE L’ORA DELLA PROVA. DIO NELLA SUA BONTÀ E NELLA SUA PREMURA PER LA NOSTRA SALVEZZA CI DÀ I SUOI BENÈFICI SUGGERIMENTI IN VISTA DEL NOSTRO VICINO COMBATTIMENTO. EBBENE IN NOME DI QUELLA CARITÀ, che ci lega vicendevolmente, aiutiamoci, perseverando con tutto il popolo nei digiuni, nelle veglie e nella preghiera. queste sono per noi quelle armi celesti che ci fanno stare saldi, forti e perseveranti. Ricordiamoci scambievolmente in concordia e fraternità spirituale. Preghiamo sempre e in ogni luogo gli uni per gli altri, e cerchiamo di alleviare le nostre sofferenze con la mutua carità.

  40. PASTORI SIAMO, MA PRIMA CRISTIANI
    S. AGOSTINO: INIZIO DEL «DISCORSO SUI PASTORI»
    +
    OGNI NOSTRA SPERANZA È POSTA IN CRISTO.
    È lui tutta la nostra salvezza e la vera gloria. È una verità, questa, ovvia e familiare a voi che vi trovate nel gregge di colui che porge ascolto alla voce di Israele e lo pasce. Ma poiché vi sono dei pastori che bramano sentirsi chiamare pastori, ma non vogliono compiere i doveri dei pastori, esaminiamo che cosa venga detto loro dal profeta.
    VOI ASCOLTATELO CON ATTENZIONE, NOI LO SENTIREMO CON TIMORE.
    «Mi fu rivolta questa parola del Signore: Figlio dell’uomo, profetizza contro i pastori d’Israele predici e riferisci ai pastori d’Israele» (Ez 34, 1-2). Abbiamo ascoltato or ora la lettura di questo brano, quindi abbiamo deciso di discorrerne un poco con voi. Dio stesso ci aiuterà a dire cose vere, anche se non diciamo cose nostre. Se dicessimo infatti cose nostre, saremmo pastori che pascono se stessi, non il gregge; se invece diciamo cose che vengono da lui, EGLI STESSO VI PASCERÀ, SERVENDOSI DI CHIUNQUE. «DICE IL SIGNORE DIO: GUAI AI PASTORI DI ISRAELE CHE PASCONO SE STESSI! I PASTORI NON DOVREBBERO FORSE PASCERE IL GREGGE?» (EZ 34, 2), CIOÈ I PASTORI NON DEVONO PASCERE SE STESSI, MA IL GREGGE.
    QUESTO È IL PRIMO CAPO DI ACCUSA CONTRO TALI PASTORI:
    essi pascono se stessi e non il gregge. CHI SONO COLORO CHE PASCONO SE STESSI? QUELLI DI CUI L’APOSTOLO DICE: «TUTTI INFATTI CERCANO I PROPRI INTERESSI, NON QUELLI DI GESÙ CRISTO» (FIL 2, 21).
    Ora noi che il Signore, per bontà sua e non per nostro merito, ha posto in questo ufficio – DI CUI DOBBIAMO RENDERE CONTO, E CHE CONTO! – DOBBIAMO DISTINGUERE MOLTO BENE DUE COSE: LA PRIMA CIOÈ CHE SIAMO CRISTIANI, LA SECONDA CHE SIAMO POSTI A CAPO. IL FATTO DI ESSERE CRISTIANI RIGUARDA NOI STESSI; L’ESSERE POSTI A CAPO INVECE RIGUARDA VOI. PER IL FATTO DI ESSERE CRISTIANI DOBBIAMO BADARE ALLA NOSTRA UTILITÀ, IN QUANTO SIAMO MESSI A CAPO DOBBIAMO PREOCCUPARCI DELLA VOSTRA SALVEZZA. FORSE MOLTI SEMPLICI CRISTIANI GIUNGONO A DIO PERCORRENDO UNA VIA PIÙ FACILE DELLA NOSTRA. NOI INVECE DOVREMO RENDERE CONTO A DIO PRIMA DI TUTTO DELLA NOSTRA VITA, COME CRISTIANI, MA POI DOVREMO RISPONDERE IN MODO PARTICOLARE DELL’ESERCIZIO DEL NOSTRO MINISTERO, COME PASTORI.

  41. LA CROCE È GLORIA ED ESALTAZIONE DI CRISTO
    Dai «Discorsi» di sant’Andrea di Creta, vescovo

    Noi celebriamo la festa della santa croce, per mezzo della quale sono state cacciate le tenebre ed è ritornata la luce. SE INFATTI NON CI FOSSE LA CROCE, NON CI SAREBBE NEMMENO CRISTO CROCIFISSO. SE NON CI FOSSE LA CROCE, LA VITA NON SAREBBE STATA AFFISSA AL LEGNO. SE POI LA VITA NON FOSSE STATA INCHIODATA AL LEGNO, DAL SUO FIANCO NON SAREBBERO SGORGATE QUELLE SORGENTI DI IMMORTALITÀ, SANGUE E ACQUA, CHE PURIFICANO IL MONDO.
    È dunque la croce una risorsa veramente stupenda e impareggiabile, perché, per suo mezzo, abbiamo conseguito molti beni, tanto più numerosi quanto più grande ne è il merito, dovuto però in massima parte ai miracoli e alla passione del Cristo. La croce è gloria di Cristo, esaltazione di Cristo. La croce è il calice prezioso e inestimabile che raccoglie tutte le sofferenze di Cristo, è la sintesi completa della sua passione. Per convincerti che la croce è la gloria di Cristo, senti quello che egli dice: «ORA IL FIGLIO DELL’UOMO È STATO GLORIFICATO E ANCHE DIO È STATO GLORIFICATO IN LUI, E LO GLORIFICHERÀ SUBITO» (GV 13, 31-32).
    E DI NUOVO: «GLORIFICAMI, PADRE, CON QUELLA GLORIA CHE AVEVO PRESSO DI TE PRIMA CHE IL MONDO FOSSE» (GV 17, 5). E ANCORA: «PADRE GLORIFICA IL TUO NOME. VENNE DUNQUE UNA VOCE DAL CIELO: L’HO GLORIFICATO E DI NUOVO LO GLORIFICHERÒ» (GV 12, 28), PER INDICARE QUELLA GLORIFICAZIONE CHE FU CONSEGUITA ALLORA SULLA CROCE. CHE POI LA CROCE SIA ANCHE ESALTAZIONE DI CRISTO, ASCOLTA CIÒ CHE EGLI STESSO DICE: QUANDO SARÒ ESALTATO, ALLORA ATTIRERÒ TUTTI A ME (CFR. GV 12, 32). VEDI DUNQUE CHE LA CROCE È GLORIA ED ESALTAZIONE DI CRISTO.

  42. “PASSIO CRISTI” : ” Emana
    dal buio CALVARIO nuova luce: donata
    è la fede a chi in LUI crede. LUMEN FIDEI:
    BRILLA NELLA COSCIENZA oltre ogni
    evidenza. Non la cieca cultura guida
    l’umana avventura; come notturna
    cometa, solo la FEDE indica la vera
    META…….”

  43. S. GIOVANNI CRISOSTOMO
    PRIMA DI PARTIRE PER L’ESILIO +++++

    PER ME IL VIVERE È CRISTO E IL MORIRE UN GUADAGNO Molti marosi e minacciose tempeste ci sovrastano, ma non abbiamo paura di essere sommersi, perché siamo fondati sulla roccia. Infuri pure il mare, non potrà sgretolare la roccia. S’innalzino pure le onde, non potranno affondare la navicella di Gesù. Cosa, dunque, dovremmo temere? La morte? « Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno>> (Fil 1, 21). Allora l’esilio? «Del Signore è la terra e quanto contiene » (Sal 23,1). La confisca dei beni?,« Non abbiamo portato nulla in questo mondo e nulla possiamo portarne via » (1, Trn 6, -7). DISPREZZO LE POTENZE DI QUESTO MONDO E I SUOI BENI MI FANNO RIDERE. NON, TEMO LA POVERTÀ, NON BRAMO RICCHEZZE, NON TEMO LA MORTE’ NÉ DESIDERO VIVERE, SE NON PER IL VOSTRO BENE. E’ per questo motivo che ricordo le vicende attuali e vi prego di non perdere la fiducia. anche se tutto il mondo è sconvolto, HO TRA LE MANI LA SUA SCRITTURA, LEGGO LA SUA PAROLA. ESSA È LA MIA SICUREZZA LA MIA DIFESA. Egli dice: « Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo » (Mt 28, 20). CRISTO È CON ME, DI CHI AVRÒ PAURA? Anche se si alzano contro di me i cavalloni di tutti i mari o il furore dei principi, tutto questo per me vale di meno di semplici ragnatele. RIPETO SEMPRE: « SIGNORE SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ » (MT 26,42). FARÒ QUELLO CHE VUOI TU, NON QUELLO CHE VUOLE IL TALE O IL TAL ALTRO. SE DIO VUOLE QUESTO, BENE! SE VUOLE CH’IO RIMANGA LO RINGRAZIO. DOVUNQUE MI VORRÀ, GLI RENDO GRAZIE. DOVE SONO IO, LÀ CI SIETE ANCHE VOI. DOVE SIETE VOI, CI SONO ANCH’IO. Anche se siamo distanti, siamo uniti dalla carità; anzi neppure la morte ci può separare. VOI SIETE I MIEI CONCITTADINI, I MIEI GENITORI, I MIEI FRATELLI, I MIEI FIGLI, LE MIE MEMBRA, IL MIO CORPO, LA MIA LUCE, PIÙ AMABILE DELLA LUCE DEL GIORNO. IL RAGGIO SOLARE PUÒ RECARMI QUALCOSA DI PIÙ GIOCONDO DELLA VOSTRA CARITÀ? IL RAGGIO MI È UTILE NELLA VITA PRESENTE, MA LA VOSTRA CARITÀ MI INTRECCIA LA CORONA PER LA VITA FUTURA.

  44. Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate
    GUARDARE DIO, RESPIRARE IN LUI PER AVERE LA GIOIA E LA CONSOLAZIONE DELLO SPIRITO SANTO. DA UNA PARTE CI VERRÀ IL TIMORE E L’UMILTÀ, DALL’ALTRA LA SPERANZA E L’AMORE.

    Entriamo nella fortezza fondata su Cristo, pietra solidissima che non vacilla mai. Sforziamoci con tutto l’impegno di rimanere in essa. Si verificherà allora su di noi il detto: «EGLI HA STABILITO I MIEI PIEDI SULLA ROCCIA, HA RESO SICURI I MIEI PASSI» (SAL 39, 3). COSÌ, BENE FONDATI E RESI SICURI, DIAMOCI ORMAI ALLA CONTEMPLAZIONE PER CONSIDERARE COSA VOGLIA IL SIGNORE DA NOI, COSA GLI PIACCIA E COSA TORNI GRADITO AI SUOI OCCHI. SAPPIAMO CHE «TUTTI QUANTI MANCHIAMO IN MOLTE COSE» (GC 3, 2) E CHE IL NOSTRO SFORZO MALAUGURATAMENTE SI DIRIGE CONTRO IL SUO SANTO VOLERE, INVECE DI UNIRSI E ADERIRE AD ESSO. UMILIAMOCI PERCIÒ SOTTO LA MANO POTENTE DEL DIO ALTISSIMO E CERCHIAMO IN OGNI MODO DI RICONOSCERCI COME REALMENTE SIAMO AGLI OCCHI DELLA SUA MISERICORDIA, DICENDO: «GUARISCIMI, O SIGNORE, E SARÒ GUARITO, SALVAMI E IO SARÒ SALVO» (GER 17, 14). POSSIAMO FARE ANCHE QUEST’ALTRA PREGHIERA: «PIETÀ DI ME, SIGNORE; RISANAMI, CONTRO DI TE HO PECCATO» (SAL 40, 5).
    QUANDO L’OCCHIO DEL CUORE SI È SCHIARITO ALLA LUCE DI QUESTA PREGHIERA, rigettiamo l’amarezza che vuole entrare nel nostro spirito, e apriamoci piuttosto alla grande gioia che sta nel riposare sullo Spirito di Dio. Più che la volontà di Dio, qual è in noi, contempliamo la volontà di Dio in se stessa. Infatti «nella volontà di Dio si trova la vita» (Sal 29, 6 volg.). Ciò che combacia con la sua volontà è senza dubbio per noi più utile e più rispondente alle nostre esigenze.
    CONSERVIAMO CON SOLLECITUDINE LA VITA DELL’ANIMA E, CON UNA MEDESIMA PREMURA, ASTENIAMOCI DAL SEGUIRE VIE CHE NON SI CONCILINO CON ESSA. QUANDO ORMAI ABBIAMO FATTO QUALCHE PROGRESSO NELLA VIA SPIRITUALE SOTTO LA GUIDA DELLO SPIRITO SANTO, CHE SCRUTA ANCHE LE PROFONDITÀ DI DIO, USCIAMO DA NOI ED ENTRIAMO IN LUI CHE È TANTO BUONO. PREGHIAMO CON IL PROFETA PER CONOSCERE LA SUA VOLONTÀ, E VISITIAMO NON PIÙ IL NOSTRO CUORE, MA IL SUO TEMPIO DICENDO: «IN ME SI ABBATTE L’ANIMA MIA, PERCIÒ DI TE MI RICORDO» (SAL 41, 7).
    DOBBIAMO GUARDARE NOI STESSI E DOLERCI DEI NOSTRI PECCATI IN ORDINE ALLA SALVEZZA. MA DOBBIAMO ANCHE GUARDARE DIO, RESPIRARE IN LUI PER AVERE LA GIOIA E LA CONSOLAZIONE DELLO SPIRITO SANTO. DA UNA PARTE CI VERRÀ IL TIMORE E L’UMILTÀ, DALL’ALTRA LA SPERANZA E L’AMORE.

  45. Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate
    AL MIO POSTO DI GUARDIA
    per sentire ciò che mi dirà il Signore

    Leggiamo nel vangelo che, mentre il Signore predicava e invitava i suoi discepoli a partecipare alla sua passione nel sacramento conviviale del suo corpo, alcuni dissero: Questo linguaggio è duro, e da quel momento non andarono più con lui. I discepoli, invece, interrogati se volessero andarsene anche loro risposero: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna» (Gv 6, 68).
    Così vi dico, fratelli: Fino ad oggi ci sono persone per le quali è chiaro che le parole di Gesù sono spirito e vita e perciò lo seguono. Ad altri invece paiono dure e cercano altrove ben magre consolazioni. La Sapienza fa sentire la sua voce sulle piazze, vale a dire ammonisce quelli che camminano per la via larga e spaziosa che conduce alla morte, per richiamare indietro quanti vi camminano.
    Essa grida: «Per quarant’anni mi disgustai di quella generazione e dissi: Sono un popolo dal cuore traviato» (Sal 94, 10). In un altro salmo trovi: Il Signore ha parlato una sola volta (cfr. Sal 61, 12). Certo, una sola volta, perché parla sempre. Infatti unico e non interrotto, ma continuo e senza fine è il suo parlare.
    Invita i peccatori a rientrare in sé, li rimprovera per lo sbandamento del cuore, perché ivi egli abita ed ivi parla, eseguendo di persona l’invito rivolto attraverso il profeta: «Parlate al cuore di Gerusalemme» (Is 40, 2).
    Vedete, fratelli, quanto salutarmente ci ammonisca il profeta perché, se oggi udiamo la sua voce non induriamo i nostri cuori. Sono press’a poco le medesime parole che si leggono nel vangelo. Il Signore infatti dice: «Le mie pecore ascoltano la mia voce» (Gv 10, 27). Vi fa eco il detto del santo Davide: «Popolo del suo pascolo (senza dubbio quello del Signore) e gregge che egli conduce. Ascoltate oggi la sua voce: non indurite il cuore» (Sal 94, 7-8).
    Ascoltate infine il profeta Abacuc. Egli non nasconde il rimprovero del Signore, anzi lo trasmette con fedeltà e zelo. Dice infatti: Mi metterò di sentinella, in piedi nella fortezza, a spiare, per vedere che cosa mi dirà e che cosa debba rispondere ai rimproveri che il Signore mi fa (cfr. Ab 2, 1).
    Anche noi dunque, fratelli, stiamo al nostro posto di guardia, perché è tempo di combattimento.
    Rientriamo in noi stessi, esaminiamo il nostro cuore, dove abita Cristo, comportiamoci con saggezza e giudizio. Però la nostra fiducia non risiede in noi stessi. Poggerebbe infatti su un fondamento troppo debole.

  46. … ancora una volta ho capito quanto sia importante rifugiarsi nella Preghiera. Nei momenti di sconforto, di solitudine, di isolamento, solo lì,dinanzi a LUI, riesci ad accettare, ritrovare te stessa per fare i conti con la “croce”, cioè con il “peso” della realtà, nostra e altrui, che chiede di essere portato con quotidiana fedeltà. Gesù non ricatta nessuno, semmai ci aiuta a riconoscere che, finchè non ci liberiamo da certe aspettative e dalla forte “attenzione” a noi stessi, rimaniamo radicalmente incompatibili con la logica del regno, che esige l’arte di mettersi accanto, per collocare l’altro: prima e non oltre se stessi, secondo la logica dell’amore che è la stessa natura di DIO. Non è facile praticare simili liberazioni, anche con il combattimento giornaliero,fin quando non siamo disposti a rinunciare a tutti gli “averi”, possiamo tentare di essere al massimo delle persone “buone” che non fanno male a nessuno. Ma essere cristiani, uomini e donne in cui cresce la vita e la maturità di CRISTO, una vita puntata sull’amore vero, libero, che si offre e si dona, ce ne vuole!!!!

  47. …..NEL SILENZIO SI FA ESPERIENZA DI DIO….. CHE CI PARLA .
    …..NEL SILENZIO L’ANIMA RITROVA LA PROPRIA IDENTITA’.
    ….NEL SILENZIO AVVIENE IL MIRACOLO DENTRO DI NOI…..
    ………………………………..INCONTRIAMO VERAMENTE ” DIO “.

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