CARI AMICI,  UNA PASQUA PARTICOLARE QUESTA DEL 2020 … Ma certo non di routine…    Le celebrazioni presiedute da PAPA FRANCESCO e  dominate dal  SILENZIO…  NON LE DIMENTICHEREMO…

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EUCARISTIA,  SCUOLA  DI AMORE  “MANE  NOBISCUM  DOMINE”

 “Noi non possiamo vivere  senza  la cena del Signore

(Martiri di Abitine)

CARI AMICI,

Finisce il mese di Aprile… E allora concludiamo oggi  questi pensierini che hanno avuto come tema di fondo l’Eucaristia  con tre  piccole “PERLE” … Ci aspetta un mese a noi tanto caro, il mese di Maggio. Che vogliamo vivere alla luce di Maria.  Si, proprio cosi’.  UN MESE CON MARIA… A CASA NOSTRA!

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AD AMARE SI IMPARA…  DAVANTI ALL’EUCARESTIA

  • AMORE CHE PERDONA: Nella notte in cui fu tradito Egli prese il pane
  •  AMORE CHE BENEDICE E RINGRAZIA: Rese grazie con la preghiera di benedizione
  •  AMORE CHE PREVIENE E SI OFFRE: Offrendosi liberamente alla sua Passione
  •  AMORE TOTALE:                                          Questo è il mio corpo…questo è il mio sangue
  • AMORE SACRIFICATO:                                                                                                             Questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi
  • AMORE PERSONALE E UNIVERSALE:                                                                                          Il calice del mio sangue versato per voi e per tutti
  •  AMORE CHE NUTRE I FRATELLI:  Prendete e mangiatene… prendete e bevetene tutti
  • AMORE CHE COSTRUISCE COMUNIONE: Grani macinati e impastati per fare un’Ostia
  • AMORE PURISSIMO CHE LIBERA DAL MALE: Sangue della alleanza…per la remissione dei peccati
  • AMORE SILENZIOSO E  FEDELE…                                                                                         Ricambiato o no… LUI CONTINUA AD ESSERCI…

  • MAURIAC: EUCARESTIA,  FOLLIA D’AMORE “LA PICCOLA OSTIA giudica l’uomo, nel bene e nel male. Nessuno conosce se stesso se non si è esaminato alla luce di QUEST’OSTIA, che si innalza sopra il ciborio. Ma Cristo si fa in essa presente perché il suo giudizio sull’uomo  sia di amore, non di condanna… Così il mio patrono, san Francesco di Sales, in un momento di profonda angoscia, fu consolato da Cristo:  IO NON MI CHIAMO COLUI CHE CONDANNA;                             IL MIO NOME È GESÙ’

  • LA SEDIA VUOTA ...Un uomo anziano si era ammalato gravemente …  Il suo parroco andò a visitarlo in casa. Appena entrato nella stanza del malato, il parroco notò una sedia vuota, sistemata in una strana posizione, accanto al letto su cui  riposava l’anziano e gli domandò a che cosa serviva. L’uomo gli rispose, sorridendo debolmente: “IMMAGINO CHE CI SIA GESÙ SEDUTO SU QUELLA SEDIA E PRIMA CHE LEI ARRIVASSE GLI STAVO PARLANDO... Per anni avevo trovato estremamente difficile la preghiera, finché un amico mi spiegò che LA PREGHIERA CONSISTE NEL PARLARE CON GESÙ. Così ora immagino Gesù seduto su una sedia di fronte a me e gli parlo e ascolto cosa mi dice in risposta. Da allora non ho più avuto difficoltà nel pregare”. Qualche giorno dopo, la figlia dell’anziano signore si presentò in canonica per informare il parroco che suo padre era morto. Disse: “L’ho lasciato solo per un paio d’ore. Quando sono tornata nella stanza l’ho trovato morto con la testa appoggiata sulla sedia vuota che voleva sempre accanto al suo letto”.
  •  “BEATI I PURI DI CUORE: VEDRANNO DIO”     (Matteo 5,8)

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RISCOPRIAMO   IL  ” PADRE NOSTRO  “

SINTESI DI TUTTO IL VANGELO

  1. “ PADRE NOSTRO CHE SEI NEI CIELI”                                                                                   “Uno solo è il Padre vostro… quello dei cieli”
  2.  SIA SANTIFICATO IL TUO NOME»                                                                                              “Siate santi perché io sono santo, dice il Signore”
  3. VENGA IL TUO REGNO                                                                                                     “Cercate  il regno di Dio tutto il resto vi sarà dato in sovrappiù”
  4.  SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ COME IN CIELO COSÌ IN TERRA                             “Io faccio sempre la volontà del Padre mio”
  5. “ DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO”                                                         “Non di solo pane vive l’uomo… ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio“
  6. RIMETTI A NOI I NOSTRI PECCATI  COME NOI LI RIMETTIAMO AI  NOSTRI DEBITORI                                                                                                                                          “Se non vi perdonerete gli uni gli altri  neanche il Padre vostro celeste perdonerà a voi”
  7. “NON ABBANDONARCI ALLA TENTAZIONE MA LIBERACI DAL MALE”. AMEN “Padre, non ti chiedo di toglierli dal mondo  ma di custodirli dal maligno”
  • ORA GUSTIAMOCI  SOPRATTUTTO SUL TEMA DEL PERDONO  UNA  BELLA PAGINA DI  SAN CESARIO DI ARLES (470-543),  E DEL NOSTRO …DON ORIONE 
  • PERDONARE DI CUORE:  È POSSIBILE  ?!?   S. CESARIO DI ARLES (470-543),  “Sapete quello che diremo a Dio nella preghiera prima di giungere al momento della comunione: « Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori. » Preparatevi dunque dentro di voi a perdonare, poiché state per incontrare queste parole nella preghiera. Come le direte? Forse non le direte? Direte queste parole, sì o no?  DETESTI TUO FRATELLO E PRONUNCI: « RIMETTI A NOI COME NOI RIMETTIAMO ». – Evito queste parole, dici. Ma, allora, stai veramente pregando?  State attenti, fratelli. Fra poco, pregherete: perdonate con tutto il cuore! GUARDA CRISTO APPESO SULLA CROCE. ASCOLTALO PREGARE: « PADRE, PERDONALI, PERCHÉ NON SANNO QUELLO CHE FANNO » (Lc 23, 34).  Forse dirai: lui poteva fare questo, io no. Sono uomo e lui è Dio. Non puoi imitare Cristo? Perché allora l’Apostolo Pietro ha scritto: « CRISTO PATÌ PER VOI, LASCIANDOVI UN ESEMPIO, PERCHÉ NE SEGUIATE LE ORME» (Pt 2, 21)? Perché il Signore stesso ha detto « IMPARATE DA ME, CHE SONO MITE E UMILE DI CUORE » (Mt 11, 29)?  TERGIVERSIAMO, cerchiamo delle scuse quando pretendiamo che sia impossibile ciò che non vogliamo fare… FRATELLI MIEI, NON ACCUSIAMO CRISTO DI AVERCI DATO COMANDAMENTI TROPPO DIFFICILI, IMPOSSIBILI DA ATTUARE. IN TUTTA UMILTÀ, DICIAMOGLI INSIEME CON IL SALMISTA: « TU SEI GIUSTO, SIGNORE, E RETTO NEI TUOI GIUDIZI »  (Sal137).  
  • DON ORIONE a pochi giorni dalla sua morte… SCRIVE UN’ACCORATA LETTERA  per aiutare una famiglia a fare pace… PERCHE’ LA PACE VALE PIU’ DI TUTTO.

    Tortona, 16 Gennaio 1940  Pace! Pace! Pace! 

  •  VENGO, UMILE SACERDOTE DI CRISTO, VENGO A VOI COME VOSTRO BENEFICATO  E QUALE AMICO SINCERO, e Vi prego e scongiuro, nel nome santo di Dio, DI VOLER FARE TRA VOI LA PACE. Più in là essa diventerà sempre più impossibile! Voi sapete che le vertenze tra parenti più invecchiano, più induriscono i cuori. ASPETTARE CHE VENGA LA MORTE? MA LA MORTE SAREBBE IL MOMENTO PIÙ TERRIBILE, SENZA LA PACE! BISOGNA DUNQUE FARLA E SUBITO, – se no, non ci sarà più tempo! Le Signorie Vostre facciano da parte Loro ogni sacrificio con la più grande e buona volontà nel sacro ricordo di Vostra Madre, di Vostro Padre, e tutto riuscirà.
  • SARÀ UN BUON ESEMPIO CHE LASCERETE AI VOSTRI FIGLI! Per la pace, per la concordia, si passi sopra ad ogni interesse:  ogni sacrificio è poco per la pace; con la buona volontà si fa tutto: LA PACE VALE PIÙ DI TUTTO!

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NOTE PERSONALI:

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  • CARI AMICI,  oggi non voglio annoiarvi. Solo una piccola riflessione sulle parole della CONSACRAZIONE, una pagina di DON ORIONE (…tra le più belle!) e un “RACCONTINO”  che ci aiuta a …capirle e viverle in profondità.                                        Tutti conosciamo a memoria QUESTE PAROLE DELLA CONSACRAZIONE:  EGLI OFFRENDOSI LIBERAMENTE ALLA SUA PASSIONE PRESE IL PANE  RESE GRAZIE  – LO SPEZZÒ  -LO DIEDE  AI SUOI DISCEPOLI  E DISSE: “PRENDETE E MANGIATENE TUTTI QUESTO E’ IL MIO CORPO  OFFERTO IN SACRIFICIO PER VOI”
  • NOTE PERSONALI: Mi ha sempre colpito il fatto che tutti i TESTI EUCARISTICI DEL NT. riportano queste 4 PAROLE IN QUEST’ ORDINE e fin da giovane prete SENTIVO che celebrando la Messa dovevo non solo ripeterle devotamente come GESÙ le aveva dette, ma pensare che AD OGNI MESSA, SACERDOTI E FEDELI, SIAMO NOI QUEL PEZZO DI PANE DISPOSTI A FARCI – PRENDERE – BENEDIRE – SPEZZARE – per diventare “CIBO” spirituale per i nostri FRATELLI

  DON ORIONE LO AVEVA CAPITO  PERFETTAMENTE…                                       LA SUA  MESSA DIVENTAVA VITA COSÌ:

“…E VORREI FARMI CIBO SPIRITUALE PER I MIEI FRATELLI  che hanno fame e sete di verità e di Dio;  aprire i cuori alle innumerevoli miserie umane  e farmi servo dei servi  DISTRIBUENDO LA MIA VITA   ai più indigenti e derelitti;  AMARE SEMPRE E DARE LA VITA CANTANDO L’AMORE! … ABBASSARE, STENDERE SEMPRE LE MANI E IL CUORE E RACCOGLIERE PERICOLANTI DEBOLEZZE E MISERIE E PORLE SULL’ALTARE, perché in Dio diventino le forze di Dio e grandezza di Dio.  Gesù è morto con le braccia aperte.      AVERE UNA GRANDE PIETÀ PER TUTTI!                               

  • C’ERA UNA VOLTA UN BELLISSIMO e meraviglioso giardino. Era situato ad ovest del paese, in mezzo al grande regno.  Il Signore di questo giardino aveva l’abitudine di farvi una passeggiata ogni giorno, quando il caldo della giornata era più forte. C’era in questo giardino un bambù di aspetto nobile. Era il più bello di tutti gli alberi del giardino e il Signore amava questo bambù più di tutte le altre piante.  Anno dopo anno, questo bambù cresceva e diventava sempre più bello e più grazioso. Il bambù sapeva che il Signore lo amava e ne godeva.  Un bel giorno, il Signore, molto in pensiero, si avvicinò al suo albero amato e l’albero, in grande venerazione, chinò la testa. Il Signore gli disse: “Caro bambù, ho bisogno di te”. Sembrò al bambù che fosse venuto il giorno di tutti i giorni, il giorno per cui era nato. Con grande gioia, ma a bassa voce, il bambù rispose:  “O Signore, sono pronto. Fa di me l’uso che vuoi”. “Bambù”, la voce del Signore era seria, “per usarti devo abbatterti”.  Il bambù fu spaventato, molto spaventato:  “Abbattermi, Signore, me che hai fatto diventare il più bel albero del tuo giardino?  No, per favore, no! Fa uso di me per la tua gioia, Signore, ma per favore, non abbattermi”.  “Mio caro bambù,” disse il Signore e la sua voce era più seria, “se non posso abbatterti, non posso usarti”.  Nel giardino ci fu allora un grande silenzio. Il vento non tirava più, gli uccelli non cantavano più.  Lentamente, molto lentamente, il bambù chinò ancora di più la sua testa meravigliosa poi sussurrò: “Signore, se non puoi usarmi senza abbattermi, fa di me quello che vuoi e abbattimi“.  “Mio caro bambù,” disse di nuovo il Signore “non devo solo abbatterti, ma anche tagliarti le foglie e i rami. Se non posso tagliarli, non posso usarti”. Allora il sole si nascose e gli uccelli ansiosi volarono via. Il bambù tremò e disse appena udibile: “Signore, tagliali!”  “Mio caro bambù, devo farti ancora di più. Devo spaccarti in due e strapparti il cuore.  Se non posso farti questo, non posso usarti”. Il bambù non poté più parlare. Si chinò fino a terra.  Così il Signore del giardino abbatté il bambù, tagliò i rami, levò le foglie, lo spaccò in due e ne estirpò il cuore. Poi portò il bambù alla fonte di acqua fresca vicino ai suoi campi inariditi. Là, delicatamente, il Signore dispose l’amato bambù a terra: un’estremità del tronco la collegò alla fonte, l’altra la diresse verso il suo campo arido. La fonte dava acqua, l’acqua si riversava sul campo che aveva tanto aspettato.  Poi fu piantato il riso, i giorni passarono, la semente crebbe e il tempo della raccolta venne. Così il meraviglioso bambù divenne realmente una grande benedizione in tutta la sua povertà e umiltà. Quando era ancora grande e bello e grazioso, viveva e cresceva solo per se stesso e amava la propria bellezza. Al contrario nel suo stato povero e distrutto, era diventato un canale che il Signore usava per rendere fecondo il suo regno

… CHE NE DITE?

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CARI AMICI, in questi giorni fior di scienziati stanno cercando  disperatamente               UN VACCINO per sconfiggere sto VIRUS che ci sta divorando… E allora mi sono ricordato che da giovane prete per spiegare un pò LA MESSA  E LA SUA CAPACITÀ DI GUARIRE  le malefiche tendenze dell’uomo di sempre, mi ero fatto uno schemino intitolato:  LA MESSA COME MEDICINA.  

  1.  LA TENDENZA DELL’UOMO…
  2. LA MEDICINA A MESSA…  
  3. LA GUARIGIONE DOPO LA MESSA…
  • SE VOLETE potete vedederlo meglio IN FORMA DI SINOSSI nel sito… www.sanbiagiofano.it   Scusate le mie stravaganze… senili! Buona giornata…
  • PS.  DIMENTICAVO IL …DOSAGGIO:
  • chi può la prenda pure anche  una volta al giorno… Non ha controindicazioni. FA SOLO BENE  RINFORZA LE DIFESE IMMUNITARIE…
  • AL MINIMO UNA VOLTA A SETTIMANA E ALLA DOMENICA.

  • EUCARISTIA e  SERVIZIO DEGLI ULTIMI : “ Non a caso, nel Vangelo di Giovanni non troviamo il racconto DELL’ISTITUZIONE EUCARISTICA, ma quello della «LAVANDA DEI PIEDI» ( Gv 13,1-20): chinandosi a lavare i piedi dei suoi discepoli, GESÙ SPIEGA IN MODO CHIARO  IL SENSO DELL’EUCARISTIA.  Non possiamo illuderci: dall’amore vicendevole e dalla sollecitudine per chi è nel bisogno saremo riconosciuti COME DISCEPOLI DI CRISTO (Gv 13,35;).
  • STUPORE – CONSAPEVOLEZZA – IMPEGNO L’Anno dell’Eucaristia nasce dallo STUPORE con cui la Chiesa si pone di fronte a questo grande Mistero… sia occasione per una rinnovata CONSAPEVOLEZZA del tesoro incomparabile che Cristo ha affidato alla sua Chiesa. Sia stimolo ad una sua CELEBRAZIONE PIÙ VIVA E SENTITA, dalla quale scaturisca UN’ESISTENZA CRISTIANA TRASFORMATA DALL’AMORE. …

L’ESEMPIO DEI SANTI 

  • Quante volte essi hanno versato lacrime di commozione nell’esperienza di così grande mistero ed hanno vissuto indicibili ore di gioia «sponsale» davanti al Sacramento dell’altare.  Ci aiuti la Vergine Santa. « Il Pane eucaristico che riceviamo è la carne immacolata del Figlio: «AVE VERUM CORPUS NATUM DE MARIA VIRGINE».

RISCOPRIAMO IL “TESORO” DELLA MESSA 

MEDICINA DEL MONDO 

TENDENZA LA MESSA PROPOSTA
– INDIVIDUALISMO

ASSEMBLEA RADUNATA

PERSONE DI COMUNIONE
– AUTONOMIA MORALE

LITURGIA                  

 DELLA PAROLA

UDITORI DELLA PAROLA
– USO “FACILE DEL DENARO” PRESENTAZIONE     DEI DONI USO SOCIALE                                               DEI BENI
– VIVERE PER SE STESSI RISPARMIANDOSI… CONSACRAZIONE

FATE QUESTO …”

SACRIFICIO VIVENTE GRADITO A DIO
– PIACERE SENSIBILE COMUNIONE RICERCARE                                                    GIOIE SPIRITUALI
– DISIMPEGNO E  PROPRIO INTERESSE …

BENEDIZIONE                             E MISSIONE

IMPEGNARSI                              NELLA SOCIETÀ                          E NELLACHIESA
  • UNA DOMENICA DI DON ORIONE… MISSIONARIO
  • “E’ dall’8 settembre che predico in portoghese; ieri che era domenica, ho predicato più volte; ho detto due Messe… Tutta la gente stava aspettandomi e, quando mi videro comparire, si misero a sventolare i fazzoletti per la gioia. Erano là ad aspettare da tutta la mattina, povera gente! E la loro chiesa è uno squallore e mi venne da piangere…La chiesa era “cheia” (piena), e hanno cantato, ed io a quei canti piangevo di amore a Dio e alle anime! Ho fatto il vangelo, ho fatto i battesimi, ho fatto le pubblicazioni di matrimonio, ho accolto i loro fanciulli, e visto i loro malati! Cari miei figli, qui la nostra messe delle spighe d’oro abbonda e il campo del lavoro, della carità, delle anime, si allarga, ma le braccia sono poche! Fate presto a formarvi, fate presto a crescere, fate presto a venire” (17 Ott. 1921)

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CARI AMICI,   c’è una quarta parte della lettera  di GIOVANNI PAOLO II che mi  sembra particolarmente preziosa e vorrei condividerla con voi… Diciamo la verità… Quando pensiamo all’Eucaristia  la sentiamo come  qualcosa di bello e di grande che il Signore ci ha DONATO …Ma spesso resta qualcosa che riguarda il nostro rapporto di  INTIMITÀ CON LUI.  Al  massimo, (come abbiamo sottolineato ieri…)  ci fa riflettere sul fatto che dobbiamo sforzarci di fare  COMUNIONE non solo con il SIGNORE ma anche con I FRATELLI. Ma ciò che mi pare una novità importante, è che  L ‘EUCARISTIA possa e debba diventare PROGETTO DI VITA E DI IMPEGNO SOCIALE… Vale la pena rifletterci un pò sul serio…con l’aiuto di una PAGINA DI D. ORIONE …DA BRIVIDO ! Buona giornata. DV

IV – L’EUCARISTIA PRINCIPIO E   PROGETTO DI «MISSIONE»

  • «PARTIRONO SENZA INDUGIO» (Lc 24,33)   I due discepoli di Emmaus,  «partirono senza indugio» (Lc 24,33), PER COMUNICARE CIÒ CHE AVEVANO VISTO E UDITO. Quando si è fatta vera esperienza del Risorto, nutrendosi del suo corpo e del suo sangue, NON SI PUÒ TENERE SOLO PER SÉ LA GIOIA PROVATA. L’INCONTRO CON CRISTO…SUSCITA L’URGENZA DI TESTIMONIARE E DI EVANGELIZZARE.
  • L’EUCARESTIA COME PROGETTO –  Per tale missione l’Eucaristia non fornisce solo la forza interiore, MA ANCHE IL PROGETTO. Essa infatti è un modo di essere, che da Gesù passa nel cristiano e, MIRA AD IRRADIARSI NELLA SOCIETÀ E NELLA CULTURA. Perciò è necessario che ogni fedele assimili, nella meditazione personale e comunitaria, I VALORI CHE L’EUCARISTIA  ESPRIME,  GLI ATTEGGIAMENTI CHE ISPIRA, I PROPOSITI DI VITA CHE SUSCITA.
  • A) RENDERE GRAZIE:  Un elemento di questo  PROGETTO EUCARISTIA è il RENDIMENTO DI GRAZIE. In Gesù, nel suo sacrificio, nel suo «sì» incondizionato alla volontà del Padre, C’È IL «SÌ», IL «GRAZIE» E L’«AMEN»  dell’umanità intera. La Chiesa è chiamata a RICORDARE AGLI UOMINI QUESTA GRANDE VERITÀ  NELLA NOSTRA CULTURA SECOLARIZZATA, CHE RESPIRA L’OBLIO DI DIO E COLTIVA LA VANA AUTOSUFFICIENZA DELL’UOMO.                                            (L’attuale  pandemia … ci dovrebbe insegnare qualcosa!!?)
  •  B)  CULTURA DEL DIALOGO L’Eucaristia» promuove una CULTURA DEL DIALOGO, che trova in essa forza e alimento. Chi impara a dire «GRAZIE», alla maniera del Cristo crocifisso, potrà essere un MARTIRE, MA NON SARÀ MAI UN AGUZZINO.
  •  C) SCUOLA DI AMORE E DI PACE, L’Eucaristia è anche PROGETTO DI SOLIDARIETÀ per l’intera umanità. Il cristiano che partecipa all’Eucaristia apprende da essa a farsi PROMOTORE DI COMUNIONE, DI PACE, DI SOLIDARIETÀ, in tutte le circostanze della vita. L’immagine lacerata del nostro mondo, che ha iniziato il nuovo Millennio con lo spettro del terrorismo e la tragedia della guerra, chiama più che mai i cristiani a vivere L’EUCARISTIA COME UNA GRANDE SCUOLA DI PACE, dove si formano uomini e donne che, si fanno TESSITORI DI DIALOGO E DI COMUNIONE.

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  •  DON ORIONE  lo ha capito e vissuto.  E  chiede anche a noi  di essere: CONTEMPLATIVI  E ATTIVI:  Servire negli uomini IL FIGLIO DELL’UOMO…      Una  GRANDE PAGINA…
  • APRIAMO A MOLTE GENTI UN MONDO NUOVO E DIVINO, pieghiamoci con caritatevole dolcezza alla comprensione dei piccoli, dei poveri, degli umili. VOGLIAMO ESSERE BOLLENTI DI FEDE E DI CARITÀ.   Vogliamo essere santi VIVI PER GLI ALTRI, MORTI A NOI.  Ogni nostra parola dev’essere un soffio di cieli aperti: tutti vi devono sentire la fiamma che arde il nostro cuore e la luce del nostro incendio interiore; trovarvi Dio e Cristo. 
  • LA NOSTRA DEVOZIONE NON DEVE LASCIAR FREDDI E ANNOIATI PERCHÉ DEV’ESSERE VERAMENTE TUTTA VIVA E PIENA DI CRISTO.     SERVIRE NEGLI UOMINI IL FIGLIO DELL’UOMO.
  • DOBBIAMO ESSERE SANTI, MA FARCI TALI SANTI CHE LA NOSTRA SANTITÀ NON APPARTENGA SOLO AL CULTO DEI FEDELI, NÉ STIA SOLO NELLA CHIESA, MA TRASCENDA E GETTI NELLA SOCIETÀ TANTO SPLENDORE DI LUCE, TANTA VITA DI AMORE DI DIO E DEGLI UOMINI, DA ESSERE, PIÙ CHE I SANTI DELLA CHIESA, I SANTI DEL POPOLO E DELLA SALUTE SOCIALE.  Dobbiamo essere una profondissima vena di spiritualità mistica che pervada tutti gli strati sociali: SPIRITI CONTEMPLATIVI E ATTIVI «SERVI DI CRISTO E DEI POVERI».  comunicare con i fratelli solo per edificarli, SOLO PER DIFFONDERE LA BONTÀ DEL SIGNORE:
  • AMARE IN TUTTI CRISTO; SERVIRE A CRISTO NEI POVERI;   RINNOVARE IN NOI CRISTO E TUTTO RESTAURARE IN CRISTO;  SALVARE SEMPRE, salvare tutti,  GRANDI ANIME E CUORI GRANDI E MAGNANIMI, FORTI E LIBERE COSCIENZE CRISTIANE CHE SENTANO LA LORO MISSIONE DI VERITÀ, DI FEDE, DI ALTE SPERANZE, DI AMORE SANTO DI DIO E DEGLI UOMINI… Portiamo con noi e ben dentro di noi il divino tesoro di quella Carità che è Dio, e pur dovendo andare tra la gente, serbiamo in cuore QUEL CELESTE SILENZIO che nessun rumore del mondo può rompere  DOVE L’ANIMA PARLA CON GLI ANGELI E CON CRISTO SIGNORE
  • INTORNO A NOI NON MANCHERANNO GLI SCANDALI  né le insinuazioni malevole, né le calunnie e persecuzioni… LA NOSTRA MISSIONE DI CARITÀ CI SPINGE E C’INCALZA, TANTO L’AMORE DEL PROSSIMO CI ARDE, TANTO IL DIVINO COCENTE FUOCO DI CRISTO CI CONSUMA.( 068PG)

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Cari amici,  anche il mese di Aprile volge al termine… vogliamo concluderlo con il Documento di Giovanni Paolo II sull’ EUCARISTIA.   In essa possiamo riconoscere  IL SIGNORE RISORTO come i discepoli di Emmaus: “LO RICONOBBERO NELLO SPEZZARE IL PANE”.  Ecco qualche spunto di un capitolo particolarmente  importante…  TUTTI NOI  ci teniamo tanto a FARE LA COMUNIONE CON  CRISTO  ed è bello!… Ma ESSA COMPORTA  farla anche con i fratelli. COSA MOLTO PIU’ IMPEGNATIVA.!!!???  NON E’ SEMPRE FACILE...Che ve ne pare?III – L’EUCARISTIA SORGENTE DI COMUNIONE

  •  «RIMANETE IN ME E IO IN VOI” (Gv 15,4) Alla richiesta dei discepoli di Emmaus che Egli rimanesse «CON LORO, Gesù rispose con un dono più grande: mediante il sacramento  trovò il modo di rimanere «IN» LORO. Ricevere l’Eucaristia è entrare in comunione profonda con Gesù. «RIMANETE IN ME E IO IN VOI» (Gv 15,4). Questo ci consente di anticipare, in qualche modo, IL CIELO SULLA TERRA.
  • 20. UN SOLO PANE, UN SOLO CORPO La Chiesa è il corpo di Cristo: si cammina «con Cristo» nella misura in cui si è in rapporto «con il suo corpo». Lo afferma l’apostolo Paolo: «Poiché c’è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo(1Cor 10,17).  
  • 21.. L’EUCARISTIA  È COMUNIONE FRATERNA, coltivata con una «spiritualità di comunione» che ci induce a sentimenti di reciproca apertura, di affetto e di perdono
  • «Un cuor solo e un’anima sola» (At 4,32) In ogni Santa Messa siamo chiamati a misurarci con l’ideale di comunione che il libro degli Atti degli Apostoli tratteggia come modello per la Chiesa di sempre. È la Chiesa raccolta intorno agli Apostoli, convocata dalla Parola di Dio, capace di una condivisione che non riguarda solo i beni spirituali, ma gli STESSI BENI MATERIALI (cfr At 2,42-47;).
  • QUEL GIORNO DEL SOLE – CRISTO                        LUCE E LA FORZA PER NON ESSERE SOPRAFFATTI
  • “LA CHIESA CRISTIANIZZÒ, per la Domenica, il “GIORNO DEL SOLE”  (cfr..l’inglese SUN-DAY!) –  CHE  BELLO VEDERE CHE NOI OGGI ABBIAMO LO STESSO SCHEMA CELEBRATIVO DEI PRIMI  CRISTIANI… 
  • TESTIMONIANZA DI SAN GIUSTINO MARTIRE (Verso Il 155!!!)
NEL GIORNO CHIAMA «DEL SOLE»  ci si raduna tutti insieme, abitanti delle città o delle campagne.

Si leggono le memorie degli Apostoli o gli scritti dei Profeti, finché il tempo consente. Poi, quando il lettore ha terminato, il preposto con un discorso ci ammonisce ed esorta ad imitare questi buoni esempi. Poi tutti insieme ci alziamo in piedi ed innalziamo preghiere sia per noi stessi… sia per tutti gli altri, dovunque si trovino, affinché, appresa la verità, meritiamo di essere nei fatti buoni cittadini e fedeli custodi dei precetti, e di conseguire la salvezza eterna.  Finite le preghiere, ci salutiamo l’un l’altro con un bacio. Poi al preposto dei fratelli vengono portati un pane e una coppa d’acqua e di vino temperato. Egli li prende ed innalza lode e gloria al Padre dell’universo nel nome del Figlio e dello Spirito Santo, e fa un rendimento di grazie (in greco: eucharistian) per essere stati fatti degni da lui di questi doni. Quando egli ha terminato le preghiere ed il rendimento di grazie, tutto il popolo presente acclama: «Amen». Dopo che il preposto ha fatto il rendimento di grazie e tutto il popolo ha acclamato, quelli che noi chiamiamo diaconi distribuiscono a ciascuno dei presenti il pane, il vino e l’acqua «eucaristizzati» e ne portano agli assenti (S.Giustino, Apologiae, 1, 65

– DOMENICA

– ASSEMBLEA

LITURGIA                della parola

– OMELIA

PREGHIERA                 dei fedeli

– AMBIO                della pace

– PREGHIERA EUCARISTICA

– ILGRANDE “AMEN”– COMUNIONE

EUCARESTIA             AGLI INFERMI

  • CI INTIEPIDIAMO, MA TU CI RIACCENDI.  Nessuna fortezza vale, se tu cessi di sostenere. Se siamo abbandonati, affondiamo e periamo. Se invece siamo visitati, c’innalziamo e viviamo. Siamo instabili, ma da te siamo fatti saldi. Ci intiepidiamo, ma tu ci riaccendi.       «Imitazione di Cristo»  (Lib. 3, 14)

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  • CARI  AMICI,  abbiamo già accennato a quanto ci manca oggi la SANTA MESSA…    e come desideriamo poter tornare AL PIÙ PRESTO  in chiesa PER LA MESSA DOMENICALE… Un pò meno nostalgia, penso che l’abbiamo per  la… CONFESSIONE.  Ebbene  io devo dirvi la verità …A ME MANCA TANTO ANCHE LA CONFESSIONE.
  • SIA IN SENSO PASSIVO  ( …andare da un confratello e ricevere io  il perdono del Signore!) sia IN SENSO ATTIVO: ASCOLTARE con amore la gente che spesso ha bisogno più di “sfogarsi” che …di essere perdonati.
  • Ecco perché visto che il CURATO D’ARS  ci ha detto cose  belle sulla PREGHIERA, chiediamogli  che ci dica ancora qualcosa sulla MESSA  E  sul SACRAMENTO DEL PERDONO che è  stato il suo… LAVORO PRINCIPALE: CONFESSAVA…16 ORE AL GIORNO!!!  Ascoltiamolo. Ne vale la pena…

A) – L’EUCARISTIA E LA COMUNIONE

  • TUTTE LE BUONE OPERE messe insieme non equivalgono al SACRIFICIO DELLA MESSA, perché sono opere degli uomini, mentre LA SANTA MESSA È OPERA DI DIO. NON C’È NIENTE DI TANTO GRANDE QUANTO L’EUCARISTIA.
  • Quando abbiamo comunicato, se qualcuno ci dicesse: “CHE COSA VI PORTATE A CASA?”, potremmo rispondere: “PORTO IL CIELO”.
  • Non dite che non ne siete degni. È vero: non ne siete degni, MA NE AVETE BISOGNO.

B) MISERICORDIA E SACRAMENTO DEL PERDONO

  • LA MISERICORDIA DI DIO …Trascina i cuori al suo passaggio. Non è il peccatore che ritorna a Dio per chiedergli perdono, È DIO CHE CORRE DIETRO AL PECCATORE E LO FA TORNARE A LUI. Diamo dunque questa gioia a questo Padre buono: RITORNIAMO A LUI E SAREMO FELICI.
  • Ci sono coloro che attribuiscono  all’Eterno Padre un cuore duro. Oh, come si sbagliano! Ci sono coloro che dicono: “HO FATTO TROPPO MALE, IL BUON DIO NON PUÒ PERDONARMI”. Si tratta di una grossa BESTEMMIA. Equivale a mettere un limite alla misericordia di Dio, che non ne ha: È INFINITA.
  • I nostri errori sono GRANELLI DI SABBIA accanto alla GRANDE MONTAGNA della misericordia di Dio. Quando il sacerdote dà l’assoluzione, bisogna pensare solamente a una cosa: che il sangue del buon Dio si riversa sulla nostra anima per lavarla, purificarla e renderla bella quanto lo era dopo il battesimo. IL BUON DIO, al momento dell’assoluzione, si getta i nostri peccati dietro le spalle, li dimentica, li cancella: … NON ESISTONO PIÙ!

 C) – DON ORIONE: PENITENTE E CONFESSORE 

  • Ricordando le confessioni con Don Bosco …Quando ci andavamo a confessare si veniva via che si AVEVA IL CUORE PIÙ BUONO, DILATATO … OH, DON BOSCO , COME TI SENTO ANCORA! Oh, quelle sere in cui parlavi ai tuoi figlioli, e la serenità del tuo spirito illuminava l’anima mia! O giorni santi, giorni belli della mia vita, o giorni dell’innocenza, perché non tornate ancora?
  • Sul Conte Grande confessa giorno e notte …Il Signore mi chiamò ad essere come il confessore di tutti sul Conte Grande; VENIVANO DI GIORNO, VENIVANO ANCHE DI NOTTE: per me e per molti è stata un’ineffabile consolazione. Il Congresso Eucaristico fu un miracolo: oltre due milioni di fedeli partecipanti … noi qui abbiamo pregustato il Paradiso!
  • Ho visto com’è grande la misericordia di Dio : più grande dei cieli! Ho visto decine di migliaia e migliaia di operai, di robusti lavoratori, di giovani, medici, deputati, ministri, CONFESSARSI SULLE PIAZZE, LUNGO LE VIE, SUI CORSI DI QUESTA GRANDE CAPITALE! Più di 200.000 uomini, pregando, cantando, e prostrarsi ai piedi di Cristo, ricevere Cristo, SU LA GRAN PLAZA DE MAYO. In quella piazza li ho visti fraternizzare, abbracciarsi in Cristo, giurare la loro fede, piangere d’amore! Spettacolo unico al mondo!
  • I VOSTRI PECCATI, DITEMELI PURE IN BUON TORTONESE Nella notte del 26 agosto, vi invito tutti al vostro Santuario: ci sarà una funzione apposta e solo per voi… venite dunque di notte. GESÙ CI ASPETTA ANCHE DI NOTTE. VENITE SENZA TANTE PAURE: I PECCATI, SI CONFESSANO FORSE MEGLIO DI NOTTE, PERCHÉ NON SI VEDONO. I Vostri peccati, ditemeli pure in buon tortonese, e cominciate dai più grossi, … in quattro e quattr’otto vi metto a posto, e ve ne andrete contenti con la pace nel cuore. Vi aspetto tutti.
  • S. CONFESSIONE E CAFFÈ …DOPO LA COMUNIONE, MI FARETE L’ONORE DI PASSARE TUTTI NELLA CASA DIETRO IL SANTUARIO: VI DARÒ UN BUON CAFFÈ. (Sce. 52,255)

Cari amici…ma i santi erano davvero forti. E creativi… NON VI PARE?  E noi?

donalesiani@gmail.com   sito: www.sanbiagiofano.it

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“MANE  NOBISCUM  DOMINE”

  • CARI AMICI, oggi non voglio… “annoiarvi” con le mie parole di introduzione…
  • Ho pensato che questa pagina del S. CURATO D’ARS  E’ TALMENTE SEMPLICE  E  BELLA CHE …
  • non ha bisogno di essere commentata ma di essere… IMITATA E VISSUTA almeno un poco anche da noi.
  • Buona giornata, così!!!

 L’OPERA PIÙ BELLA DELL’UOMO È …      QUELLA  DI PREGARE  E AMARE                              ( S. CURATO D’ARS)

  •  Fate bene attenzione, miei figliuoli: IL TESORO DEL CRISTIANO NON È SULLA TERRA, MA IN CIELO. Il nostro pensiero perciò deve volgersi dov’è il nostro tesoro. Questo è il bel compito dell’uomo: PREGARE ED AMARE. Se voi pregate ed amate, ecco, questa è la felicità dell’uomo sulla terra. 
  • La preghiera nient’altro è che l’unione con Dio. Quando qualcuno ha il cuore puro e unito a Dio, è preso da una certa soavità e dolcezza che inebria, è purificato da una luce che si diffonde attorno a lui misteriosamente. 
  •  IN QUESTA UNIONE INTIMA, DIO E L’ANIMA SONO COME DUE PEZZI DI CERA FUSI INSIEME, CHE NESSUNO PUÒ PIÙ SEPARARE.  Come è bella questa unione di Dio con la sua piccola creatura! La nostra preghiera è incenso a lui quanto mai gradito.
  •  Figliuoli miei, IL VOSTRO CUORE È PICCOLO, MA LA PREGHIERA LO DILATA   E LO RENDE CAPACE DI AMARE DIO. La preghiera ci fa pregustare il cielo, come qualcosa che discende a noi dal paradiso. Non ci lascia mai senza dolcezza. Infatti è miele che stilla nell’anima e fa che tutto sia dolce.
  •     NELLA PREGHIERA BEN FATTA I DOLORI SI SCIOLGONO COME NEVE AL SOLE. Anche questo ci dà la preghiera: che il tempo scorra con tanta velocità e tanta felicità dell’uomo che non si avverte più la sua lunghezza. Ascoltate…
  •  QUANDO ERO PARROCO DI BRESSE, dovendo per un certo tempo sostituire i miei confratelli, quasi tutti malati, mi trovavo spesso a percorrere lunghi tratti di strada; ALLORA PREGAVO IL BUON DIO, E IL TEMPO, SIATENE CERTI, NON MI PAREVA MAI LUNGO.     Ci sono alcune persone che si sprofondano completamente nella preghiera COME UN PESCE NELL’ONDA, PERCHÉ SONO TUTTE DEDITE AL BUON DIO.
  • NON C’È DIVISIONE ALCUNA NEL LORO CUORE. OH quanto amo queste anime generose! SAN FRANCESCO D’ASSISI E SANTA COLETTA VEDEVANO NOSTRO SIGNORE E PARLAVANO CON LUI a quel modo che noi ci parliamo gli uni gli altri.  
  • Noi invece quante volte veniamo in chiesa senza sapere cosa dobbiamo fare o domandare! Tuttavia, Ogni qual volta ci rechiamo da qualcuno, sappiamo bene perché ci andiamo.
  • ANZI VI SONO ALCUNI CHE SEMBRANO DIRE COSÌ AL BUON DIO:    “HO SOLTANTO DUE PAROLE DA DIRTI, COSÌ MI SBRIGHERÒ PRESTO E ME NE ANDRÒ VIA DA TE».   
  • IO PENSO SEMPRE CHE, QUANDO VENIAMO AD ADORARE IL SIGNORE, OTTERREMMO TUTTO QUELLO CHE DOMANDIAMO, SE PREGASSIMO CON FEDE PROPRIO VIVA E CON CUORE TOTALMENTE PURO

IN ADORAZIONE CON DON ORIONE 

  • SONO QUI AD AMARTI PER TUTTI !                                    UNA VOLTA, GESÙ, sentivo il bisogno di non essere solo… sentivo bisogno di uno che mi amasse… e mi amasse per tutti, che non potevo vivere così solo… Sono passato tra figli e fratelli, ma l’affetto degli uomini non ha saziato la povera anima mia. In mezzo a tanta gente, mi pareva di trovarmi abbandonato da tutti e afflitto…ERA UNA SERA, QUANDO SONO ENTRATO NELLA CHIESUOLA DEL MIO PAESE e posi la testa ai piedi di quel vecchio Crocifisso, che è là, entrando, quando una voce soave e penetrante mormorò vicino al mio cuore: – GESÙ È CON TE! GESÙ È CON TE ! Scomparvero le ombre, gli affanni scomparvero …. SI APRÌ COME IL TABERNACOLO, E GESÙ SI MOSTRÒ ALLA POVERA ANIMA SCONSOLATA E SOLA ! GESÙ È CON TE! – MORMORÒ VICINO AL MIO CUORE IL SIGNORE: SONO QUI AD AMARTI PER TUTTI ..!      Scr. 69,211

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Lettera di S. Giovanni Paolo II                    «RIMANI CON NOI, SIGNORE,                     PERCHÉ SI FA SERA» (Lc 24,29).

CARI AMICI,  facciamo un altro piccolo passo nella LETTURA MEDITATA di questa bella lettera. Dopo alcune precisazioni teologiche siamo condotti a meditare sull’ADORAZIONE EUCARISTICA. .. IL NOSTRO “RIPOSO” CON GESU’…

  • LA MESSA MEMORIALE: COSA VUOL DIRE?  Non si può dimenticare che il convito eucaristico ha anche un senso sacrificale. In esso Cristo RIPRESENTA A NOI IL SACRIFICIO ATTUATO UNA VOLTA PER TUTTE SUL GOLGOTA. Pur essendo presente in esso da risorto, Egli porta i segni della sua passione, di cui ogni Santa Messa è «memoriale»: «ANNUNCIAMO LA TUA MORTE, SIGNORE, PROCLAMIAMO LA TUA RISURREZIONE…».
  • SPERANZA NEL CAMMINO, IN ATTESA DELLA SUA VENUTA:  Mentre attualizza il passato, l’Eucaristia ci proietta verso il futuro DELL’ULTIMA VENUTA DI CRISTO, al termine della storia. Questo aspetto «escatologico» dà al Sacramento eucaristico un dinamismo che infonde al cammino cristiano: IL PASSO DELLA SPERANZA…«IO SONO CON VOI TUTTI I GIORNI» (Mt 28,20)
  • SOLO SIMBOLO O  PRESENZA REALE ? Tutte queste dimensioni dell’Eucaristia si rannodano in un aspetto che più di tutti mette alla prova la nostra fede:  È IL MISTERO DELLA PRESENZA «REALE». Con tutta la tradizione della Chiesa, noi crediamo che, sotto le specie eucaristiche, è realmente presente Gesù. Una presenza che è detta «reale» per antonomasia… Per questo la fede ci chiede di stare DAVANTI ALL’EUCARISTIA CON LA CONSAPEVOLEZZA CHE SIAMO DAVANTI A CRISTO STESSO.
  • CELEBRARE, ADORARE, CONTEMPLARE:  MA COME?  Mistero grande, l’Eucaristia! Mistero che dev’essere BEN CELEBRATO. Bisogna che la Santa Messa sia posta al centro della vita cristiana, e che in ogni comunità si faccia di tutto per CELEBRARLA DECOROSAMENTE
  • COSA SI RICHIEDE IN CONCRETO?  Occorre, in particolare, coltivare, la VIVA CONSAPEVOLEZZA DELLA PRESENZA REALE DI CRISTO,
  • CON IL TONO DELLA VOCE, con i GESTI, CON I MOVIMENTI, e il rilievo che deve essere dato AI MOMENTI DI SILENZIO
  • LA PRESENZA DI GESÙ NEL TABERNACOLO deve costituire COME UN POLO DI ATTRAZIONE per un numero sempre più grande di ANIME INNAMORATE DI LUI, capaci di stare a lungo ad ascoltarne la voce e quasi A SENTIRNE I PALPITI DEL CUORE. «GUSTATE E VEDETE QUANTO È BUONO IL SIGNORE!»
  • L’ADORAZIONE EUCARISTICA DIVENTI, UN IMPEGNO SPECIALE per le comunità  parrocchiali e religiose 

 COME  FACEVANO  I  SANTI?

S. CURATO D’ARS

TI AMO, MIO DIO,      e il mio desiderio è di amarti fino all’ultimo respiro della mia vita.  TI AMO, SIGNORE,   e l’unica grazia che ti chiedo è di amarti eternamente. TI AMO, MIO DIO, e desidero il Cielo soltanto per avere la felicità di amarti perfettamente. Mio Dio, se la mia lingua non può dire ogni istante: “Ti amo” voglio che il mio cuore te lo ripeta ogni volta che respiro. TI AMO, perché sei stato crocifisso per me e mi tieni quaggiù crocifisso con te. fammi la grazia di morire amandoti…

S. LUIGI  ORIONE

Ti amo, Gesù, ti amo e ti amo! Apro un libro di pensieri serafici ma il libro mi si chiude tra le mani, fino a che non abbia gettato tutto il mio povero cuore nel Tuo: Signore Gesù, Ti amo, Ti amo e Ti amo! Non sciolgo inni di lode, penso; penso a Te, che mi sei così vicino: al Tuo cuore che non mi sarà mai straniero né freddo: al Tuo amore, che è sempre uguale a se stesso! Oggi ero molto afflitto, o mio Dio, e mi pareva proprio di non potere più tirare avanti, – adesso invece i dolori non mi turbano più, e sono contento di patire. O Signore, amore soavissimo e vita mia, fa che da ogni ferita di spina, che mi trafigge l’anima, esca la voce del mio amore:    Ti amo, o Gesù mio, Ti amo e Ti amo !  A Te, apro il mio cuore: ascolto la voce Tua, mentre Ti guardo e Ti amo, Ti amo e Ti amo ! E anche Tu mi ami; oh se mi ami! Dimmi una parola, Signore, che mi additi il sentiero; illuminami, perché le tenebre si addensano intorno a me: ed io Ti risponderò che Ti amo, Ti amo e Ti amo!

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  •  CARI AMICI,  in questi giorni condivido con molti di voi il desiderio che,  passata questa situazione di pandemia… possiamo tornare a CELEBRARE INSIEME  LA S. MESSA, di cui forse SOLO ORA CHE CI MANCA… apprezziamo  il VALORE E LA BELLEZZA. Queste PAGINETTE  vorrebbero avere lo scopo, una volta riaperte le chiese,  di AIUTARCI A CELEBRARE con maggiore consapevolezza  e coerenza di vita, L’ EUCARISTIA  COME  SCUOLA DI AMORE. 
  •  CI PUÒ AIUTARE:   questa lettera di S. GIOVANNI PAOLO II: “MANE NOBISCUM DOMINE”- RESTA CON NOI, SIGNORE…
  • … E QUALCHE ANTICO DOCUMENTO che ci fa capire quanto già …2000 anni fa la Messa era ritenuta il  “GRANDE TESORO”  che la Chiesa doveva custodire. 

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  •  LE DUE «MENSE»     L’Eucaristia è luce innanzitutto perché in ogni Messa la liturgia   della Parola di Dio precede la liturgia eucaristica, NELL’UNITÀ DELLE  DUE «MENSE», QUELLA DELLA PAROLA E QUELLA DEL PANE. Nel racconto dei discepoli di Emmaus… LE PAROLE FANNO «ARDERE» I CUORI DEI DISCEPOLI, e suscitano in essi il desiderio di rimanere con Lui: «RESTA CON NOI, SIGNORE» (Lc 24,29).
  • NON BASTA LEGGERE LA BIBBIA NELLA PROPRIA LINGUA?  
  • Non basta che i brani biblici siano proclamati in una lingua comprensibile se la proclamazione non avviene con quella CURA, quel ASCOLTO devoto, quel SILENZIO MEDITATIVO, che sono necessari perché la PAROLA DI DIO TOCCHI LA VITA E …. LA  ILLUMINI.
  • «LO RICONOBBERO NELLO SPEZZARE IL PANE» (Lc 24,35)  
  • È significativo che i due discepoli di Emmaus, lo abbiano riconosciuto mentre stavano a mensa nel gesto semplice della «FRAZIONE DEL PANE». È attraverso i segni che il mistero si apre agli occhi del credente.
  • L’EUCARISTIA È  NATA PROPRIO COME CONVITO ?    L’Eucaristia è nata, la sera del Giovedì Santo, nel contesto della cena pasquale. Essa pertanto porta inscritto nella sua struttura il senso della convivialità: «PRENDETE E MANGIATE  POI PRESE IL CALICE E… LO DIEDE LORO DICENDO: BEVETENE TUTTI…» (Mt 26, 26.27). Questo aspetto ben esprime il rapporto di COMUNIONE CHE DIO VUOLE STABILIRE CON NOI e che noi stessi dobbiamo sviluppare VICENDEVOLMENTE.

DOCUMENTI  FONDAMENTALI   SU  L`EUCARISTIA 

1° – DALLA «DOTTRINA DEI DODICI APOSTOLI»  CC. 9-10

  • COSÌ RENDETE GRAZIE: Ti ringraziamo, o Padre nostro, per la vita e la conoscenza che ci hai rivelato per mezzo di Gesù, tuo Servo;  GLORIA A TE NEI SECOLI. 
  • COME QUESTO PANE SPEZZATO ERA DISPERSO SOPRA I MONTI e, raccolto, è diventato una cosa sola, così sia radunata la tua Chiesa dai confini della terra nel tuo Regno;  GLORIA A TE NEI SECOLI. 
  • NESSUNO MANGI E BEVA della vostra  EUCARISTIA,  se non coloro che sono stati battezzati nel nome del Signore.. 
  • UNA VOLTA SAZIATI POI, COSÌ RINGRAZIATE:   Ti rendiamo grazie, o Padre santo, per la conoscenza, la fede e l`immortalità che ci hai manifestato per mezzo di Gesù tuo Servo.    GLORIA A TE NEI SECOLI.
  • TU, SIGNORE, HAI CREATO OGNI COSA, hai dato agli uomini cibo e bevanda a loro conforto, affinché ti rendano grazie; ma a noi hai donato UN CIBO E UNA BEVANDA SPIRITUALI  e la vita eterna per mezzo del tuo servo.                              GLORIA  A  TE NEI SECOLI.
  • RICORDATI, SIGNORE, DELLA TUA CHIESA, preservala da ogni male e rendila  perfetta nel tuo amore; santificata, raccoglila dai quattro venti nel tuo regno che per lei preparasti.  PERCHÉ TUA È LA POTENZA E LA GLORIA NEI SECOLI.
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  • PS. CARI AMICI, non vi sembra che dovremmo fremere di commozione quando noi OGGI DOPO 2000 anni ..A MESSA RIPETIAMO QUESTA STESSA FRASE PRIMA DI ACCOSTARCI ALLA S. COMUNIONE? 

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CARI AMICI, IERI  Santa  FAUSTINA  ci ha ricordato L’ AMORE MISERICORDIOSO CHE  IL SIGNORE  HA PER NOI... Perciò  non dobbiamo avere timore del suo Giudizio…  Ma pensare che finalmente  potremo posare  il nostro capo stanco…SUL SUO  DOLCE CUORE”.     Ma dobbiamo aspettare la morte per riposarci un pò?  Qui in vita,  non abbiamo nessuna possibilità?   Il Signore, come ai discepoli di Emmaus, ha dato anche a noi la possibilità e la gioia di RIPOSARCI CON LUI… NELLA  S. EUCARISTIA.  Per questo nei prossimi giorni vorrei rileggere con voi qualche punto della  lettera di GIOVANNI PAOLO II SULL’EUCARISTIA dal titolo significativo  e consolante…  “MANE NOBISCUM DOMINE” – RESTA CON NOI , SIGNORE.   

  • Fu questo l’invito accorato che i due discepoli, incamminati verso Emmaus la sera stessa del giorno della risurrezione, rivolsero al Viandante che si era ad essi unito lungo il cammino. Tra le ombre del giorno in declino e l’oscurità che incombeva nell’animo, quel Viandante era un raggio di luce che risvegliava la speranza ed apriva i loro animi al desiderio della luce piena.     «RIMANI CON NOI», SUPPLICARONO.  ED EGLI ACCETTÒ
  1. L’ICONA DEI DISCEPOLI DI EMMAUS:  Sulla strada dei nostri interrogativi e delle nostre inquietudini, talvolta delle nostre cocenti delusioni, Il DIVINO VIANDANTE continua a farsi nostro compagno per introdurci, con l’interpretazione delle SCRITTURE, alla comprensione dei misteri di Dio. Quando l’incontro diventa pieno, alla luce della Parola subentra quella che scaturisce dal «PANE DI VITA», CON CUI CRISTO ADEMPIE IN MODO SOMMO LA SUA PROMESSA DI «STARE CON NOI TUTTI I GIORNI FINO ALLA FINE DEL MONDO» (cfr Mt 28,20).

II – L’EUCARISTIA,  MISTERO DI LUCE 

  • MISTERO DI LUCE NEL TOTALE NASCONDIMENTO 
  • Gesù ha qualificato se stesso come «LUCE DEL MONDO» (Gv 8,12), e questa sua proprietà è ben posta in evidenza da quei momenti della sua vita, come la TRASFIGURAZIONE E LA RISURREZIONE, NEI QUALI LA SUA GLORIA DIVINA RIFULGE.  Nell’Eucaristia invece la gloria di Cristo è velata.  Il Sacramento eucaristico è «MYSTERIUM FIDEI»  per eccellenza. Tuttavia, proprio attraverso il mistero del suo totale nascondimento, CRISTO SI FA MISTERO DI LUCE, grazie al quale il credente è introdotto nelle profondità della vita divina.  
  • NON È SENZA UNA FELICE INTUIZIONE CHE LA CELEBRE ICONA DELLA TRINITÀ DI RUBLËV  PONE L’EUCARISTIA  AL CENTRO DELLA VITA TRINITARIA.
  • BASTA COSI PER OGGI-    GODIAMOCI LA BELLEZZA ARTISTICA,  LA PROFONDITÀ TEOLOGICA E L’ATMOSFERA DI PACE che  questa icona  infonde … e come stimola anche noi a  guardarci reciprocamente in questo modo e a fare …cerchio…tra noi                   

  •  IL SOGGETTO raffigurato sulla sinistra é  DIO PADRE, al centro è collocato GESÙ e sulla destra è presente LO SPIRITO SANTO…                                             

  •   TUTTI E TRE HANNO IN MANO UN BASTONCINO... sono in cammino per andare a trovare… L’AMICO ABRAMO di cui si intravvede la casa e l’albero alla cui ombra accoglie gli Ospiti…    

  • Al centro del dipinto è raffigurato UN CALICE simbolo del sacrificio eucaristico del CRISTO  attraverso il sangue del Salvatore, Gesù Cristo. AGNELLO IMMOLATO·    

  • SU QUESTO BISOGNO DI RITROVARE PACE  E ARMONIA FRA NOI non ci sfugga la meravigliosa omelia di PAPA FRANCESCO  ieri alla Messa della DOMENICA DELLA MISERICORDIA

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CARI AMICI, oggi è una DOMENICA PARTICOLARE  detta IN ALBIS (…perché  i cristiani neo – battezzati deponevano LE VESTI BIANCHE indossate per tutta la settimana di PASQUA e  tornavano alla vita normale…)  Ma particolare anche perché è la DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA …E  siccome di “DIVINA MISERICORDIA”  di questi tempi ne abbiamo proprio bisogno (…!!!)  anche noi gli dedichiamo la nostra piccola conversazione mattutina.

FAUSTINA  KOWALSKA 

(1905 -1938)

“JEZU  UFAM  TOBIE”              

Gesù confido in te

1931: FAUSTINA  KOWALSKA  SCRIVE NEL DIARIO:   LA SERA, STANDO NELLA MIA CELLA, VIDI IL SIGNORE GESÙ VESTITO DI UNA VESTE BIANCA: UNA MANO ALZATA PER BENEDIRE, MENTRE L’ALTRA TOCCAVA SUL PETTO LA VESTE… GESÙ MI DISSE:  “DIPINGI UN’ IMMAGINE SECONDO IL MODELLO CHE VEDI, CON SOTTO LA SCRITTA: GESÙ CONFIDO IN TE! DESIDERO CHE QUESTA IMMAGINE VENGA VENERATA NEL MONDO INTERO.  PROMETTO CHE L’ANIMA CHE VENERERÀ QUEST’IMMAGINE NON PERIRÀ. VOGLIO CHE L’IMMAGINE VENGA SOLENNEMENTE BENEDETTA NELLA PRIMA DOMENICA DOPO PASQUA: QUESTA DOMENICA DEVE ESSERE LA FESTA DELLA MISERICORDIA.”

  •  GIOVANNI PAOLO II SCRISSE:  DIVES IN MISERICORDIA  dedicata alla devozione appresa dall’umile suora polacca ed è stato lui che l’ha proclamata santa,  il 30 aprile 2000.  
  • FAUSTINA PREGAVA COSÌ:                                                                      DIO ETERNO, TI RINGRAZIO per i Tuoi innumerevoli benefici OGNI BATTITO DEL MIO CUORE sia un inno di ringraziamento per Te. OGNI GOCCIA DEL MIO SANGUE circoli per Te, Signore. LA MIA ANIMA È TUTTA UN CANTICO DI RINGRAZIAMENTO ALLA TUA MISERICORDIA.
  • NONOSTANTE LA MIA GRANDE MISERIA, non ho paura di nulla, ma nutro la speranza di cantare in eterno il mio canto di lode. NESSUN’ANIMA DUBITI, ANCHE SE FOSSE LA PIÙ MISERABILE; finché è in vita, può diventare una grande santa, poiché grande è la potenza della grazia divina. Sta a noi non fare resistenza.
  • MALGRADO IL DONO DI TANTE GRAZIE STRAORDINARIE SCRIVEVA NEL DIARIO”: ” Né le grazie, né le rivelazioni, né le estasi, né alcun altro dono ad essa elargito la rendono perfetta, MA L’UNIONE INTIMA DELLA MIA ANIMA CON DIO. I doni sono soltanto un ornamento dell’anima, ma non ne costituiscono la sostanza né la perfezione. La mia santità e perfezione consiste in una stretta unione della mia volontà con la volontà di Dio” (Diario p. 380).

  •  IN QUESTI GIORNI IL PENSIERO DELLA MORTE è diventato per noi “abituale” … Allora ci fa bene quanto lei scriveva proprio …  DI FRONTE AL PENSIERO DELLA MORTE  (…A 33 ANNI ! )  

GIORNO DESIDERATO…

  • GIORNO ETERNO, GIORNO DESIDERATO ti attendo con nostalgia ed impazienza, tra non molto l’amore scioglierà i veli, tu diverrai la mia salvezza.
  • GIORNO STUPENDO, MOMENTO IMPAREGGIABILE,  in cui vedrò per la prima volta il mio Dio, lo Sposo della mia anima e il Signore dei Signori, sento che la mia anima non proverà timore. Giorno felice, giorno benedetto,     nel quale il mio cuore arderà per Te  di ardore eterno poiché fin d’ora Ti sento,  sia pure attraverso i veli…
  • GIORNO CHE ATTENDO DA TUTTA LA VITA,  ed attendo Te, Dio, poiché desidero soltanto Te.  Solo Tu sei nel mio cuore,  tutto il resto è nulla per me.
  • GIORNO DI DELIZIA, DI ETERNE DOLCEZZE  Dio di grande Maestà, mio Sposo, Tu sai che nulla soddisfa  il cuore di una vergine. …POSERÒ IL MIO CAPO SUL TUO DOLCE CUORE.

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“LO ABBIAMO  RICONOSCIUTO NELLO SPEZZARE IL PANE”

  • CARI AMICI,  Se avete una certa età come il sottoscritto… possiamo capirci. Ogni tanto ci viene spontaneo fare una specie di “BILANCIO” della nostra vita…IL PASSATO?… IL PRESENTE?…  E IL FUTURO?… lo faceva anche S. PAOLO.  S. LUCA ce ne parla al C.20. degli  “ATTI DEGLI APOSTOLI”
  •  L’EUCARISTIA , LUCE SUL PASSATO: POTEVI DIRE DI AVER FATTO TUTTO? “Paolo da MILÈTO mandò a chiamare subito ad EFESO GLI ANZIANI DELLA  CHIESA. Quando essi giunsero disse loro: “Voi sapete come mi sono  comportato con voi fin dal primo giorno in cui arrivai in Asia e per  tutto questo tempo: HO SERVITO IL SIGNORE CON TUTTA UMILTÀ, TRA LE  LACRIME E TRA LE PROVE che mi hanno procurato le insidie dei Giudei. Sapete come non mi sono mai sottratto a ciò che poteva essere utile,  al fine di predicare a voi e di istruirvi in pubblico e nelle vostre case, scongiurando GIUDEI E GRECI di convertirsi a Dio e di credere nel Signore nostro Gesù. (Atti 20,17ss)
  • L’EUCARISTIA , LUCE SUL PRESENTE  E SUL  FUTURO:   QUALE ERA  IL TUO DESIDERIO PIÙ PROFONDO? …ED ECCO ORA, AVVINTO DALLO SPIRITO, IO VADO A  GERUSALEMME SENZA SAPERE CIÒ CHE LÀ MI ACCADRÀ.  So soltanto che lo  Spirito Santo in ogni città mi attesta CHE MI ATTENDONO CATENE E  TRIBOLAZIONI. NON RITENGO TUTTAVIA LA MIA VITA MERITEVOLE DI NULLA,  PURCHÉ CONDUCA A TERMINE LA MIA CORSA E IL SERVIZIO CHE MI FU AFFIDATO  DAL SIGNORE GESÙ, DI RENDERE TESTIMONIANZA AL MESSAGGIO DELLA GRAZIA  DI DIO.
  • L’EUCARISTIA , FORZA PER L’AMORE VICENDEVOLE:  SENTIVI CHE LA GENTE TI VOLEVA BENE? DETTO QUESTO, SI INGINOCCHIÒ CON TUTTI LORO E PREGÒ… TUTTI  SCOPPIARONO IN UN GRAN PIANTO E GETTANDOSI AL COLLO DI PAOLO LO  BACIAVANO, ADDOLORATI SOPRATTUTTO PERCHÉ AVEVA DETTO CHE NON AVREBBERO PIÙ RIVISTO IL SUO VOLTO. E LO ACCOMPAGNARONO FINO ALLA  NAVE. 
  • EUCARISTIA, LUCE E PACE NELLE TEMPESTE DELLA VITA Finché non spuntò il giorno, Paolo esortava tutti a prendere cibo:  “OGGI È IL 14.MO GIORNO che passate digiuni nell’attesa,  senza prendere nulla. Per questo vi esorto a prendere cibo; è  necessario per la vostra salvezza. Neanche un capello del vostro capo andrà perduto”.
  • Ciò Detto, PRESE IL PANE, RESE GRAZIE A DIO
  • DAVANTI A  TUTTI, LO SPEZZÒ  E… COMINCIÒ A MANGIARE.                                         Tutti si sentirono rianimati, e  presero cibo.
  • E IL NOSTRO “CARO MEDICO” LUCA, DOV’ERA? Sulla nave con Paolo e…prendeva  appunti dettagliati!…                              
  • ERAVAMO COMPLESSIVAMENTE SULLA NAVE 276 PERSONE. Quando si furono rifocillati, alleggerirono la nave, GETTANDO IL FRUMENTO IN MARE.Ma incapparono in una secca e la nave vi si incagliò;   … IL  CENTURIONE, volendo salvare PAOLO, diede ordine che si gettassero per primi quelli che SAPEVANO  NUOTARE e raggiunsero la terra; poi gli altri, chi su tavole, chi su altri  rottami della nave. E COSÌ TUTTI POTERONO mettersi in salvo a terra” (Atti 27,33ss)

  • ANCHE DON ORIONE VIVEVA LA SUA MESSA…COSÌ: CHE GRAN COSA È MAI LA SANTA MESSA! TANTE SOLUZIONI vengono dall’altare, TANTE DECISIONI DALL’ALTARE. Quante e quante volte non sapevo come fare, come uscire da certi imbarazzi, come camminare e, DURANTE LA SANTA MESSA,  ecco che, in un momento, QUANDO SI È LÌ A TU A TU CON N. SIGNORE, tutto si chiarisce, tutte le difficoltà, che parevano così ardue e impossibili a superarsi, DIVENTANO LA COSA PIÙ SEMPLICE: NOI SIAMO TENEBRA, MA GESÙ È LA LUCE E LA SOLUZIONE DI TUTTO.  CHE GRAN COSA È MAI LA SANTA MESSA! (D. Orione – Scr. 44,245)
  • E finiamo con una frase famosa che ci prepara alle future … puntate su un bel documento                                                        di S. GIOVANNI PAOLO II

 “NOI NON POSSIAMO VIVERE 

SENZA LA CENA DEL SIGNORE”                                                                 (I martiri di Abitine)

 

 

 

 

INTERVISTA  A  LUCA,                          “IL CARO MEDICO”  DI S. PAOLO”

 

 

 

 

 

 

 

 

Pensando con ammirazione e gratitudine  ai nostri medici e infermieri di oggi...

  •  CARI AMICI,  dalle vostre risonanze,  ho capito che il nostro MEDICO  LUCA,  vi sta proprio simpatico... E allora ne approfittiamo per chiedergli  ancora qualcosa sempre su l’EUCARISTIA …Anche perché, diciamo la verità,  se fino a qualche mese fa LA MESSA ci sembrava un pò noiosa e molti la snobbavano da tempo… ADESSO CI MANCA TANTO.  E aspettiamo con ansia il momento di poterci RADUNARE DI NUOVO NELLA NOSTRA CHIESA.                                      
  • Si è vero, già ieri LUCA  ci ha detto una cosa importante che cioè LA MESSA era uno dei pilastri portanti della vita dei fratelli. Cambiava la vita: ”stavano  insieme e tenevano ogni cosa in comune;   chi aveva proprietà e  sostanze le vendeva e NE FACEVA PARTE A TUTTI, secondo il bisogno di  (Atti 2,44ss)  E’ tantissimo. Ma vorremmo saperne un pò di più… Che ne dite di una specie di...”INTERVISTA”?
  • I PRIMI CRISTIANI NON AVENDO EDIFICI .. Dove ANDAVANO A PREGARE?  E LA MESSA INVECE DOVE LA CELEBRAVANO?  OGNI GIORNO tutti insieme frequentavano il TEMPIO E  SPEZZAVANO IL PANE A CASA  prendendo i pasti con letizia e semplicità di  cuore,  lodando Dio e GODENDO LA SIMPATIA DI TUTTO IL POPOLO. (Atti 2,46ss)
  • MA qualche volta NON DURAVA UN PO’ TROPPO? Una volta addirittura ha procurato una…tragedia! “Colpa” di Paolo che non la smetteva di predicare…  Cosa è successo?  .. perché da come scrivi si deduce che eri presente anche tu!
  • Il primo giorno della settimana CI ERAVAMO RIUNITI A SPEZZARE IL  PANE  e Paolo conversava con loro; e poiché doveva partire il giorno  dopo, prolungò la conversazione fino a mezzanotte. Un ragazzo chiamato Eutico, che stava seduto sulla finestra,   fu preso da un sonno profondo mentre Paolo continuava a conversare e, sopraffatto dal sonno, cadde dal terzo piano e venne RACCOLTO  MORTO. Paolo allora scese giù, si gettò su di lui, lo abbracciò e disse: “NON VI TURBATE; È ANCORA IN VITA!”.  11 Poi risalì, spezzò il pane e ne  mangiò e dopo aver parlato ancora molto fino all’alba, partì.  Intanto avevano ricondotto il ragazzo vivo, e si sentirono molto  consolati.(Atti 20,7ss)
  • CON LA FORZA DI QUEL CIBO, AVETE RIPRESO IL VIAGGIO... da Troade A Mileto ... tu con gli amici in nave. Ma PAOLO, si e’ fatto un bel pezzo a … piedi!?…
  • Noi poi, che eravamo partiti per nave, facemmo vela per Asso,  dove dovevamo prendere a bordo PAOLO; COSÌ INFATTI EGLI AVEVA  DECISO, INTENDENDO DI FARE IL VIAGGIO A PIEDI. Quando ci ebbe  raggiunti ad ASSO, lo prendemmo con noi e arrivammo a MITILÈNE. (ATTI 20,13ss)
  • MA TOGLICI UNA CURIOSITA’: come hai fatto a ricordarti di tutte queste CITTÀ E ISOLE?… Durante la navigazione facevi il DIARIO DI BORDO?! Oltre al medico potevi fare anche il … prof. di geografia?!
  • Salpati da qui il giorno dopo, ci trovammo di fronte a Chio; l’indomani toccammo Samo e il giorno dopo giungemmo a Milèto. …Appena ci fummo separati da loro, salpammo e per la via  diretta giungemmo a Cos, il giorno seguente a Rodi e di qui a  Pàtara. Trovata qui una nave che faceva la traversata per la  Fenicia, vi salimmo. Giunti in vista di CIPRO, ce la  lasciammo a sinistra e, continuando a navigare verso la Siria, giungemmo a Tiro, dove la nave doveva scaricare. (ATTI 20,15ss)
  • Annotavi solo i nomi delle città e della isole o anche e soprattutto LE SITUAZIONI UMANISSIME E COMMOVENTI DI PAOLO? Avendo ritrovati i discepoli,  rimanemmo colà una settimana… Ma quando furon passati quei  giorni, USCIMMO E CI METTEMMO IN VIAGGIO, accompagnati da tutti loro  con le MOGLI E I FIGLI SIN FUORI DELLA CITTÀ. INGINOCCHIATI SULLA SPIAGGIA  PREGAMMO, POI CI SALUTAMMO A VICENDA;  NOI SALIMMO SULLA NAVE ED ESSI  TORNARONO ALLE LORO CASE. 7 Terminata la navigazione, da Tiro approdammo a Tolemàide, dove andammo a salutare i fratelli e restammo un  giorno con loro. ATTI 21,4ss
  • PER OGGI BASTA…SE NO CI FAI COMMUOVERE… Riprendiamo domani. Per arrivare con voi fino a..ROMA !
  • PER ORA CI SALUTIAMO …CON LA COMMOVENTE TESTIMONIANZA DI UN MEDICO CHE A PASQUA  HA DATO LA COMUNIONE AI MALATI DI CORONAVIRUS.  “Racconta il dottor Filippo Risaliti, 46 anni, che quando ha pronunciato per la prima volta nella sua vita quelle due parole con l’ostia nelle mani non è riuscito a trattenere le lacrime. «La visiera si è appannata una volta, un’altra e un’altra ancora  ricorda — perché l’emozione era tanta nel sapere che io, un medico  internista, cercavo di curare quei malati di coronavirus, alcuni gravissimi, non solo nel corpo ma tentavo anche di alleviare loro le sofferenze dello spirito». Quelle parole erano CORPUS CHRISTI e Filippo le ha pronunciate più di…

 cento volte nel giorno di Pasqua quando, assieme ad altri cinque medici, ha distribuito la comunione ai pazienti dell’ospedale di Prato che glielo chiedevano. A far decidere il dottor Risaliti a trasformarsi per poche ore in un sacerdote, è stato il dolore. «Nel vedere quelle persone colpite duramente dal male due volte: nel corpo e nell’anima spiega  Perché è diffcile capire che cosa significa per loro, chiusi in stanze di contenimento, soli, senza visite dei propri cari e con medici e infermieri vestiti come marziani, vivere questi giorni terribili. Il virus ha attaccato anche il loro spirito. Così, in accordo con il Vescovo, che ci ha nominati ministri straordinari dell’eucarestia, abbiamo cercato di dare loro conforto con la comunione. E CHISSÀ FORSE COSÌ LI ABBIAMO CURATI DUE VOLTE».

  • COMPITO A CASA? … STUDIAMO UN PÒ QUESTA  CARTINA DEI VIAGGI DI PAOLO… DI QUALE VIAGGIO SI TRATTA? TROPPO FACILE… A DOMANI…

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CARI AMICI,  in questi  giorni la parola d’ordine è… RIPARTIRE MA COME ? CON QUALI PRIORITÀ?  CHI SONO GLI ESPERTI  che ci possono guidare nella ripresa?  Ora non ridete, per favore.  Ma stamattina (…ancora mezzo addormentato!)  mi sono posto queste domande per tentare un CONFRONTO  (improbabile…utile?)  tra la NOSTRA  ATTUALE  SITUAZIONE  E QUELLA VISSUTA DAI PRIMI CRISTIANI:  COME HANNO FATTO A RIPARTIRE QUANDO GESÙ (almeno visibilmente…)  NON ERA PIU’ CON LORO?

  •  1. OGGI  giustamente ci affidiamo ad ESPERTI VIROLOGI che abbiano fatto RICERCHE ACCURATE IN MERITO…
  • IL PROBLEMA si aggrava perché coinvolge POPOLI TANTO DIVERSI per situazioni economiche, lingua, cultura …
  • Si richiedono PERSONE SERIE E AFFIDABILI nel servizio disposte a sacrificarsi fino a …rischiare la vita, come sta succdendo…
  • PER QUESTO MI CHIEDO: ABBIAMO QUALCHE TESTO, STORICAMENTE ATTENDIBILE CHE CI ILLUMINI su questi suddetti punti fondamentali.  Non cerchiamo ricette miracolose ma  solo un pò di LUCE IN FONDO AL TUNNEL.
  • SI AMICI, a me sembra di poter trovare qualche utile spunto in un LIBRO VECCHIO DI … 2000 ANNI MA SEMPRE FRESCO E ATTUALE:  “GLI ATTI DEGLI APOSTOLI”  L’AUTORE?  UN BRAVO MEDICO, LUCA. Umanamente sensibile e delicato di natura.  PROFESSIONALMENTE MOLTO SERIO PERCHÉ

 1. HA FATTO RICERCHE ACCURATE… 1 Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, …così ho deciso anch’io di FARE RICERCHE ACCURATE  SU OGNI CIRCOSTANZA FIN DAGLI INIZI E DI SCRIVERNE PER TE UN RESOCONTO  ORDINATO, illustre Teòfilo,  perché ti possa rendere conto della SOLIDITÀ  DEGLI INSEGNAMENTI CHE HAI RICEVUTO. (Lc. 1,1ss) 

2. E’ CONSAPEVOLE DELLA MOLTEPLICITÀ DI POPOLI INTERESSATI A CERTI VALORI  “Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di OGNI  NAZIONE CHE È SOTTO IL CIELO. Siamo PARTI, MEDI, ELAMÌTI  E ABITANTI DELLA MESOPOTAMIA, DELLA GIUDEA, DELLA CAPPADÒCIA, DEL  PONTO E DELL’ASIA, 10 DELLA FRIGIA E DELLA PANFILIA, DELL’EGITTO E DELLE  PARTI DELLA LIBIA VICINO A CIRÈNE, STRANIERI DI ROMA, EBREI .  CRETESI E ARABI E LI UDIAMO ANNUNZIARE NELLE NOSTRE LINGUE  LE GRANDI OPERE DI DIO”.

3. E’ UN MEDICO CON UN’ESPERIENZA INTERNAZIONALE per aver accomapgnato Paolo in tutti i suoi viaggi e rimanendogli accanto fino alla fine. LA LETTERA AI COLOSSESI termina con due parole  affettuose per Lui:  “VI SALUTA LUCA, IL CARO MEDICO” (Col. 4,14)  e nella sua ultima lettera A TIMOTEO CONFIDA: “CERCA DI VENIRE PRESTO DA ME, PERCHÉ DEMA MI HA ABBANDONATO…SOLO LUCA E CON ME”

  • CARI AMICI, visto allora che il nostro MEDICO LUCA È AFFIDABILE: perché non chiedergli anche quali LINEE OPERATIVE sarebbero necessarie per una vera ri-partenza. Basta tornare a come eravamo due mesi fa? O BISOGNA IMPOSTARE LA VITA, LA SOCIETÀ, I VALORI SU BASI DIVERSE? QUALI?
  • 4 PILASTRI VITALI: PER RIPARTIRE SU NUOVE BASI:
  1. ASCOLTARE L’INSEGNAMENTO DEGLI APOSTOLI
  2. PERSEVERANTI NELL’ UNIONE FRATERNA
  3. NELLA FRAZIONE DEL PANE (= L’EUCARISTIA!)
  4. E NELLA PREGHIERA 
  • E LA VERIFICA IN CHE COSA POTREBBE  CONSISTERE?
  • NELLA CONDIVISIONE DI CIO’ CHE SIAMO E POSSEDIAMO … “TUTTI COLORO CHE ERANO DIVENTATI CREDENTI, STAVANO INSIEME E TENEVANO OGNI COSA IN COMUNE; CHI AVEVA PROPRIETA’  E SOSTANZE LE VENDEVA E NE FACEVA PARTE A TUTTI, SECONDO IL BISOGNO DI CIASCUNO” (Atti 2,42ss)
  • ...MA ALLORA QUESTO DR. LUCA E’…”TOSTO” ...a me per oggi, basta e avanza…  A Domani… SE DIO VUOLE!…dicevano i nostri vecchi.  A proposito… non sarebbe il caso di ricominciare a dirlo…anche noi?
  • INTANTO OGGI GODIAMOCI 3 FOTO DI…RI-PARTENZA
  • DELLA NATURA CHE SI RISVEGLIA A PRIMAVERA
  • DEL SOLE CHE SORGE OGNI MATTINA
  • DELLA VITA CRISTIANA che ricomincia dopo la MESSA domenicale

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  • “L’ABBIAMO  RICONOSCIUTO NELLO SPEZZARE IL PANE”                                                         Cari amici, è questa dichiarazione dei due discepoli di Emmaus, che (se non vi annoio…!?) continuerà ad essere oggetto delle nostre “chiacchierate” mattutine in tempi di “clausura” forzata  per il coronavirus…   Fin dalla prima volta che mi sono avvicinato a questo brano  (… più di 50 anni fà)  ho “sentito”  che non era soltanto una bella PAGINA DI VANGELO  da “godere” ma un METODO PASTORALE a cui ispirarsi e mettere in pratica  nella mia vita sacerdotale… e da tutti gli operatori pastorali. 

IL METODO EMMAUS:  4 PUNTI PROGRAMMATICI

A)  FARSI PROSSIMI: Gesù con questi due discepoli che si erano allontanati (proprio il giorno di…Pasqua!) non comincia con una “predica” ma con ATTEGGIAMENTI  ben espressi dai verbi usati dall’evangelista:   

  • – SI AVVICINÒ…– SI FERMARONO… TRISTI
  • – DI CHE STATE PARLANDO?   –  COSA È SUCCESSO?   

Verbi che ben ESPRIMONO  il modo con cui Gesù si avvicinava alla gente… Pedagogicamente molto efficace. Che dovremmo imitare… e che potremmo esprimere così: 

  • Non aspetta che tornino…pentiti: Li va a cercare Lui… li rincorre…
  • Condivide la fatica del viaggio…
  • Si accorge della loro tristezza … E fa domande per farli sfogare…
  • e così rielaborare il triste vissuto…

 B)  IL PRIMATO DELLA PAROLA:  Dopo questi atteggiamenti di umana condivisione… non termina con una “pacca sulla spalla” ma educa alla comprensione profonda degli avvenimenti anche dolorosi ATTRAVERSO LA PAROLA DI DIO… CHE ESSI AVEVANO TRASCURATO… E  tutto questo lo fa in modo da non interessare solo la mente ma …far ardere il cuore: “CI ARDEVA IL CUORE… QUANDO CI SPIEGAVA LE SCRITTURE”

C) LA CENA DEL SIGNORE: celebrazione della vicinanza di Dio nostro commensale: LA CENA DEL SIGNORE: con l’uso dei 4 verbi ricorrenti in tutti i testi eucaristici e che noi ascoltiamo (a volte alquanto distratti…) in tutte le nostre celebrazioni …

  • PRESE IL PANE. LO BENEDISSE.  LO SPEZZÒ.  LO DIEDE LORO… 
  • Ancora una volta 4 verbi  che dovremmo ripeterci al passivo:   
  • farci ri-prendere –ribenedire – spezzare… E dare in cibo ai fratelli

 D)  RITORNO ALLA COMUNITA’: per la condivisione delle nostre esperienze umane e spirituali e la missione…

  • Ma mentre sto tentando di dire qualcosa su questa pagina- programmatica  mi viene in mente che S. GIOVANNI PAOLO II ha dedicato a questi temi una HA DEDICATO A QUESTI TEMI UNA MIRABILE LETTERA DAL TITOLO SIGNIFICATIVO E PRESO PROPRIO DA QUESTA PAGINA EVANGELICA: “MANE NOBISCUM DOMINE” – RESTA  CON NOI , SIGNORE…
  • AD ESSA ATTINGEREMO abbondantemente nei prossimi giorni… Ecco un “aperitivo”
  • IL DIVINO VIANDANTE CONTINUA A FARSI NOSTRO COMPAGNO . Sulla strada dei nostri INTERROGATIVI  e delle nostre INQUIETUDINI, talvolta delle nostre COCENTI DELUSIONI,  IL DIVINO VIANDANTE continua a farsi NOSTRO COMPAGNO per introdurci, con l’interpretazione delle Scritture, alla comprensione dei misteri di Dio. Quando l’incontro diventa pieno, alla luce della Parola subentra quella che scaturisce dal «Pane di vita», con cui Cristo adempie in modo sommo la sua promessa di «stare con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo» (Mt 28,20).
  • L’EUCARESTIA COME PROGETTO PER TALE MISSIONE L’EUCARISTIA NON FORNISCE SOLO LA FORZA INTERIORE, MA ANCHE IL PROGETTO. ESSA INFATTI È UN MODO DI ESSERE, CHE DA GESÙ PASSA NEL CRISTIANO e, attraverso la sua testimonianza, mira ad irradiarsi nella società e nella cultura. Perché ciò avvenga, è necessario che OGNI FEDELE ASSIMILI, NELLA MEDITAZIONE PERSONALE E COMUNITARIA, I VALORI CHE L’EUCARISTIA ESPRIME, GLI ATTEGGIAMENTI CHE ESSA ISPIRA, I PROPOSITI DI VITA CHE SUSCITA.
  • CHE NE DITE? Merita che dedichiamo… 5 minuti a questi …
  • PILASTRI DELLA  NOSTRA  VITA?+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++

QUEL  GIORNO…

GIORNO DEL SOLE  O…                           GIORNO DEL SIGNORE ?

  •  QUEL GIORNO DI PASQUA:  il cuore della fede cristiana.  
  • QUEL GIORNOche ha cambiato la storia del mondo.
  • QUEL GIORNO del duello cosmico tra morte e vita:  MORTE E VITA SI SONO AFFRONTATE IN UN PRODIGIOSO DUELLO.  IL SIGNORE DELLA VITA  ERA MORTO;    MA ORA, VIVO, TRIONFA.
  • QUEL GIORNO in cui il sole “impallidì” di fronte  al SOLE DI GIUSTIZIA apparso all’orizzonte dell’umanità.   
  • LA  Liturgia canta: SFOLGORA IL SOLE DI PASQUA- RISUONA IL CIELO DI CANTI, ESULTA DI GIOIA LA TERRA
  •  MA CHE GIORNO ERA… QUEL GIORNO?   Un giorno di Festa? Come il Sabato per gli Ebrei o la Domenica ADESSO per noi cristiani? 
  • NO… ERA IL GIORNO DOPO IL SABATO”.  Dunque il primo giorno di una settimana lavorativa… il nostro ….“lunedì” , per intenderci. Proprio all’alba di quel giorno feriale, risplende dall’alto  IL SOLE – GESÙ a dare luce, calore e senso alla nostra esistenza.
  • Forse non ci abbiamo mai fatto caso: ma TUTTI GLI EVANGELISTI parlano del Giorno della Risurrezione come del GIORNO DOPO IL SABATO, IL PRIMO GIORNO DELLA SETTIMANA 
  • MA … DAVVERO? LEGGIAMO

IL PRIMO GIORNO DELLA SETTIMANA – IL MATTINO –

  • MATTEO 28,1ss: DOPO IL SABATO, ALL’ALBA  DEL PRIMO GIORNO DELLA SETTIMANA, Maria di Magdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba.
  • MARCO 16,1ss: DI BUON MATTINO,  IL PRIMO GIORNO DELLA SETTIMANA, vennero al sepolcro al levare del sole. Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo comprarono oli aromatici per andare a ungerlo.
  • LUCA 24,1s: IL PRIMO GIORNO DELLA SETTIMANA al mattino presto …le donne si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi
  • GIOVANNI 20,1s: IL PRIMO GIORNO DELLA SETTIMANA, di mattino, quando era ancora buio… Maria di Magdala  si recò al sepolcro  e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.

IL PRIMO GIORNO DELLA SETTIMANA – LA GIORNATA –

  • I DISCEPOLI DI EMMAUS SI ALLONTANANO Lc 24,13 ss…  Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Emmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, GESÙ IN PERSONA SI AVVICINÒ E CAMMINAVA CON LORO. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». SI FERMARONO, COL VOLTO TRISTE; Gesù disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». 27E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

IL PRIMO GIORNO DELLA SETTIMANA – LA SERA –

  • EUCARISTIA NELLA NOTTE Luca 24,28ss  Quando furono vicini al villaggio, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero:  «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, PRESE IL PANE, RECITÒ LA BENEDIZIONE, LO SPEZZÒ E LO DIEDE LORO. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «NON ARDEVA FORSE IN NOI IL NOSTRO CUORE MENTRE EGLI CONVERSAVA CON NOI LUNGO LA VIA, QUANDO CI SPIEGAVA LE SCRITTURE?».
  • RITORNO IN COMUNITÀ Luca 24,33ss:                                                                                     Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come L’AVEVANO RICONOSCIUTO NELLO SPEZZARE IL PANE.
  • IL DONO DELLA PACE E DELLO SPIRITO SANTO Gv 2019  La sera di quel giorno, il primo della settimana, VENNE GESÙ, STETTE IN MEZZO E DISSE LORO: «PACE A VOI!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E I DISCEPOLI GIOIRONO AL VEDERE IL SIGNORE. Gesù disse loro di nuovo: «PACE A VOI!».

  • UNA MISSIONE DA COMPIERE ... Mt 28,18ss“ “Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi Andate e fate discepoli tutti i popoli, BATTEZZANDOLI nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, INSEGNANDO LORO a osservare tutto ciò che vi ho comandato. ED ECCO, IO SONO CON VOI TUTTI I GIORNI, FINO ALLA FINE DEL MONDO». 
  • …E ALLORA: RESTA CON NOI, SIGNORE: TI PREGHIAMO!

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  • Ho sempre amato la Pagina dei DISCEPOLI DI EMMAUS, narrata da Luca (24,1ss)   Ma oggi mi colpisce questo  collegamento stretto  tra  RISURREZIONE DI GESU’  E L’EUCARISTIA. “LO ABBIAMO RICONOSCIUTO NELLO SPEZZARE …IL PANE”!    Così ho pensato di dedicare un pò di tempo a questo legame… Per dare forza alla NOSTRA FEDE TUTTA BASATA SU QUESTI DUE PILASTRI.    
  • “L’ABBIAMO  RICONOSCIUTO NELLO SPEZZARE IL PANE.”                                     – Cleopa –  Libera rielaborazione di Lc. 24
  • Mi chiamo Cleopa. Ma tutti mi conoscono per “UNO DEI DISCEPOLI DI EMMAUS”. Si, eravamo in due. Sempre insieme. Fin da ragazzi. INSIEME NEI DIVERTIMENTI E NELLA RICERCA DI FEDE. Ci recavamo ogni anno a Gerusalemme per le feste di Pasqua. E mentre ci avvicinavamo alla città, il cuore esultava di gioia al canto del salmo: “ QUALE GIOIA QUANDO MI DISSERO ANDREMO ALLA CASA DEL SIGNORE E ORA I NOSTRI PIEDI SI FERMANO ALLE TUE PORTE, GERUSALEMME!   
  • Un  anno,  siamo rimasti sorpresi al vedere la gente sconvolta dalla predicazione e dai gesti che compiva un certo…GESÙ DI NAZARET.  Fummo  testimoni oculari della guarigione di un ragazzo nato cieco. Quando lo vedemmo esultare  di gioia per il dono della vista,  ci sembrò che anche a noi …SI APRISSERO GLI OCCHI. Decidemmo di seguire Gesù,  unendoci a un gruppo di suoi discepoli.  In quei giorni dalla sua bocca  ascoltammo parole diverse e autorevoli. Il suo amore ai poveri e ai peccatori ci apriva il cuore alla speranza: IO NON SONO VENUTO A CHIAMARE I GIUSTI, MA I PECCATORI A CONVERTIRSI” La sua forza nel riprendere falsità ed incoerenze dei nostri capi, ci sorprese positivamente.    “ GUAI A VOI, SCRIBI E FARISEI IPOCRITI… APPARITE GIUSTI  ALL’ESTERNO DAVANTI AGLI UOMINI, MA DENTRO SIETE PIENI D’IPOCRISIA E  D’INIQUITÀ.                                                      Ma questo coraggio segnò la sua condanna. Gli procurò  nemici potenti. Fu arrestato e condotto davanti alle autorità. Un giudizio sommario di poche ore. E il profeta di Nazaret, su cui avevamo riposto grandi  speranze, finì  sul calvario. Crocifisso tra due malfattori. Tanti profeti, veri o falsi, avevano fatto la stessa  fine. Ma Lui, no, non doveva andare a finire così. Ci era sembrato diverso da tutti.  Anche nella sua morte di cui  fummo spettatori impietriti. Ascoltammo parole mai  uscite  dalla bocca  di  un condannato:  “PADRE,  PERDONALI, PERCHÉ NON SANNO QUELLO CHE FANNO”.  Eppure lo vedemmo reclinare il capo. Come tutti.  Una mortale tristezza ci avvolse l’anima. Vagammo a lungo, per due giorni.  Senza meta e senza parola. Il giorno dopo il Sabato, di buon mattino, ci allontanammo dalla città, divenuta  fredda e ostile.
  • “  ED ECCO IN QUELLO STESSO GIORNO DUE DI LORO ERANO IN CAMMINO PER  UN VILLAGGIO DISTANTE CIRCA SETTE MIGLIA DA GERUSALEMME, DI NOME  EMMAUS   Camminavamo lentamente. Ogni tanto una sosta, come per concentrarci nei ricordi e farci  domande senza risposta. “ CONVERSAVANO DI TUTTO QUELLO CHE ERA ACCADUTO. “Ad un tratto,  dietro di noi,  un rumore di passi. Un pellegrino si avvicinava, affrettando l’andatura come per raggiungerci.  “ MENTRE  DISCORREVANO E DISCUTEVANO INSIEME, GESÙ IN PERSONA SI ACCOSTÒ E  CAMMINAVA CON LORO.  MA I LORO OCCHI ERANO INCAPACI DI RICONOSCERLO                
  •  Il suo fare distinto e fraterno, ci predispose ad accoglierlo per compagno di viaggio. Vedendoci tristi,   chiese,  con discrezione, di  poter condividere i nostri pensieri: “ CHE SONO QUESTI DISCORSI CHE STATE FACENDO FRA  VOI DURANTE IL CAMMINO? “            La domanda ci sorprese. Ci fermammo come di scatto.  SI FERMARONO, COL VOLTO TRISTEDi che cosa potevamo parlare? Da tre  giorni non si parlava d’altro a Gerusalemme.  Mi uscì spontaneo ribattere:TU SOLO SEI COSÌ FORESTIERO IN  GERUSALEMME DA NON SAPERE CIÒ CHE VI È ACCADUTO IN QUESTI GIORNI?  Ed Egli, con sincerità a chiedere:  CHE COSA?  Quel suo desiderio di sapere, ci offriva l’occasione di sfogarci un poco.          E così cominciammo a raccontargli:  “ TUTTO CIÒ CHE RIGUARDA  GESÙ NAZARENO, CHE FU PROFETA POTENTE IN OPERE E IN PAROLE, DAVANTI  A  DIO E A TUTTO IL POPOLO;  COME I SOMMI SACERDOTI E I NOSTRI CAPI LO  HANNO CONSEGNATO PER FARLO CONDANNARE A MORTE E POI L’HANNO  CROCIFISSO   Parlare ci faceva bene. Ma il ricordo ci  riconfermava nella cruda realtà: era finito tutto.   
  • NOI SPERAVAMO CHE FOSSE LUI A LIBERARE ISRAELE; CON TUTTO  CIÒ SON PASSATI TRE GIORNI DA QUANDO QUESTE COSE SONO ACCADUTE.                         Sì, noi speravamo. Ora non più.  Buio fitto all’orizzonte. Angoscia  nell’anima ferita. Non speravamo più niente. Da nessuno. Tanto meno potevamo dar credito a voci diffuse  quella  mattina:  ALCUNE DONNE, DELLE NOSTRE, RECATESI AL MATTINO AL  SEPOLCRO  E NON AVENDO TROVATO IL SUO CORPO, SON VENUTE A DIRCI DI  AVER AVUTO ANCHE UNA VISIONE DI ANGELI, I QUALI AFFERMANO CHE EGLI È  VIVO.   Voci di donne. Comprensibili nostalgie di creature un tempo affascinate dal Maestro e ora incapaci a rassegnarsi. Per noi, testimoni oculari del suo  capo reclinato nella morte e del colpo di lancia del soldato, non c’era spazio per le illusioni.  Era finito tutto. Per sempre.  Una enorme pietra era stata rotolata davanti al  sepolcro. Un macigno di dolore, ci  pesava nell’anima. Ad un tratto, il nostro compagno si fermò in mezzo alla strada deserta. Fattosi  solenne nel suo portamento e scuotendo il capo, in segno di fraterno rimprovero, ci apostrofò:                                                     
  •  “ STOLTI E TARDI DI CUORE NEL CREDERE ALLA  PAROLA DEI PROFETI!  NON BISOGNAVA CHE IL CRISTO SOPPORTASSE QUESTE  SOFFERENZE PER ENTRARE NELLA SUA GLORIA?. “ Lo fissammo sorpresi. Ci sembrò di riascoltare parole già udite. Simili a quelle  che Gesù più volte ci aveva ripetuto:  “ IL FIGLIO DELL’UOMO DEVE SOFFRIRE MOLTO, ESSER MESSO A MORTE E  RISORGERE IL TERZO GIORNO.  Parole che, a dire il vero,  non avevamo mai preso sul serio.    La sofferenza non rientrava nei nostri calcoli. Volevamo, la gloria senza la croce, la vita senza la morte. Come tutti.  Riprendendo il cammino, si mise a spiegarci: COMINCIANDO DA MOSÈ E  DA TUTTI I PROFETI SPIEGÒ LORO IN TUTTE LE SCRITTURE CIÒ CHE SI RIFERIVA A  LUI“ Mentre parlava,  la nostra mente si apriva poco a poco ad una comprensione nuova delle Scritture. E una pace profonda cominciava a inondarci:  “  CI ARDEVA  IL CUORE NEL PETTO MENTRE  CONVERSAVA CON NOI LUNGO IL CAMMINO, QUANDO CI SPIEGAVA LE SCRITTURE“ Scendeva la sera quando giungemmo al villaggio di  Emmaus.   Non fu difficile trovare un luogo di ristoro e  un alloggio per la notte. Il nostro compagno fece come se dovesse proseguire. Lo invitammo a restare con noi. Per  prendere insieme un poco di ristoro dopo aver condiviso  la fatica del viaggio e le pene del cuore.  “ RESTA  CON NOI PERCHÉ SI FA SERA E IL GIORNO GIÀ VOLGE AL DECLINO.    Accettò, di sedersi a tavola con noi,  laggiù, in un angolo semibuio della modesta locanda. 
  •  QUANDO FU A TAVOLA CON LORO,  PRESE IL PANE,  DISSE LA BENEDIZIONE, LO SPEZZÒ E LO DIEDE LORO.Ricordo ogni dettaglio: il gesto degli occhi elevati al cielo, le stesse parole semplici e solenni di quell’ultima cena con Gesù là nel Cenacolo ornato a festa. La stessa atmosfera densa di mistero.   Il  Pane Benedetto.   Ma allora…  
  • ALLORA SI APRIRONO  LORO GLI OCCHI E LO RICONOBBERO. Fu un attimo solo. Che per noi  ebbe il peso di un’eternità. Sì, era Lui.  Risorto e  seduto a tavola con noi. Un nodo di commozione ci serrò la gola. Lo guardammo senza riuscire a dire  una parola.  Ci sorrise. Le nostre mani si tesero verso di Lui. Invano. Non c’era più.    “ MA LUI SPARÌ DALLA LORO VISTA. “                                                  
  • Non ci fermammo un solo istante. Era scomparsa ogni stanchezza…. “                                PARTIRONO SENZ’INDUGIO E FECERO RITORNO A GERUSALEMME“                Correvamo  nella notte, trafelati e felici.  Consapevoli, ora,  della  stoltezza di  esserci allontanati dai fratelli  proprio nel momento della prova, quando sarebbe  stato  necessario stare uniti e aiutarsi reciprocamente.  Li ritrovammo radunati nella stessa sala:
  • TROVARONO RIUNITI GLI UNDICI E GLI ALTRI CHE ERANO CON LORO E DICEVANO L’UN L’ALTRO: “DAVVERO IL SIGNORE È RISORTO ED È APPARSO A  SIMONE” Ci accolsero gioiosi. Desiderosi di ascoltare quanto ci era successo.
  • ESSI POI RIFERIRONO CIÒ CHE ERA ACCADUTO LUNGO LA VIA E  COME L’AVEVANO RICONOSCIUTO NELLO SPEZZARE IL PANE.
  • Un’esperienza che ci ha segnato la vita e che raccontiamo volentieri ai fratelli. Non possiamo tacere quanto ci è successo. Non ci appartiene. E’ la speranza del mondo.   NOI  NON POSSIAMO TACERE QUELLO CHE ABBIAMO VISTO E ASCOLTATO “ Annunciamo sempre la stessa  inaudita novità: GESÙ È RISORTO. LA MORTE È VINTA.  SIANO RESE GRAZIE A DIO CHE CI DÁ LA VITTORIA PER MEZZO DEL  SIGNORE NOSTRO GESÙ CRISTO! 
  • Ora benediciamo anche la sua morte:  così potrà capirci  nella nostra ora suprema. Spesse volte, per riprendere coraggio, ci  ripetiamo:
  • “ABBIAMO MANGIATO E BEVUTO CON LUI DOPO LA SUA RISURREZIONE DAI MORTI”                                                                    Cleopa, uno dei discepoli di Emmaus

Parliamone insieme…

  • In quali atteggiamenti dei due discepoli di Emmaus ti ritrovi?
  • Essi hanno incontrato Gesù  nella  Parola, nella Eucarestia e  nella comunità:
  • e noi dove possiamo incontrarlo oggi?

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donalesiani@gmail.com –  http://www.sanbiagiofano.it

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  •   Mi incoraggia P. ERMES RONCHI :   “Non è un sepolcro vuoto che rende plausibile la risurrezione, ma incontrare Lui vivente… “So che cercate Gesù, non è qui!”  Che bello questo:  NON È QUI! …È IN GIRO PER LE STRADE,  È IL VIVENTE, UN DIO DA COGLIERE NELLA VITA. Dovunque, eccetto che fra le cose morte.  LA RISURREZIONE, FONDAMENTO SU CUI STA O CADE LA CHIESA  NON È UNA SCELTA DEGLI APOSTOLI, È UN FATTO CHE SI È IMPOSTO SU DI LORO. IL PIÙ ARDUO E IL PIÙ BELLO DI TUTTA LA BIBBIA.  E NE HA ROVESCIATO LA VITA. 
  • Ma andiamo in ordine… mentre questi due discepoli, delusi da Gesù,  con tanta tristezza nel cuore,  però se ne stanno andando per i fatti loro…  alcune donne si sono già ALZATE PRIMA DI LORO… “quando era ancora buio” . E SPINTE DALL’AMORE … sono andate a completare i pietosi uffici della sepoltura…  Ma ascoltiamo… in DIRETTA… la protagonista… MARIA DI MAGDALA!!! 
  • “DONNA, CHI CERCHI?” (Gv 20,1ss)

 Erano due notti che non riuscivo a chiudere occhio. Mi  tornavano alla mente tutti i particolari strazianti della crocifissione e morte di  Gesù. E quelle sue ultime parole alla madre e a  Giovanni: “ Donna, ecco il tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco la  tua madre!”. La scena  della spugna imbevuta di aceto e quel suo abbandono supremo nelle braccia del Padre: “Tutto è compiuto!”. E, chinato il capo, spirò. Per qualche momento noi donne, impietrite dal dolore, rimanemmo in un angolo, mentre alcuni discepoli calavano il corpo del Signore dalla croce. Pochi minuti per prepararlo ad una degna anche se affrettata  sepoltura. Poi dovemmo  allontanarci in fretta a motivo della Pasqua ebraica che stava iniziando. Ero tornata  a casa con l’unico desiderio che passasse in fretta  la festa per  poter tornare a completare i servizi funebri al mio Signore. Ma quella notte sembrava interminabile. Non si faceva mai giorno. Mi rigiravo nel letto, pensando a Lui e pregando con le parole di un salmo a me caro:  “ Nel mio giaciglio, di te mi ricordo;  penso a te nelle veglie notturne…” (Sl.63)  Erano parole confortanti,  ma…Lui non c’era.  Mi alzai di scatto dal letto  e corsi,  nella notte, in cerca di Lui.

“ Nel giorno dopo il sabato,  Maria di Màgdala si recò al  sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio…”  Era davvero buio. Fuori e dentro di me. Gesù era morto.  Lui, il sole della  mia vita, tramontato per sempre.  “…e vide  che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro.” A quella vista rimasi sconvolta. Qualcuno aveva profanato la tomba di Gesù? Avevano rubato il suo corpo? Mi sentii terribilmente sola e impotente. Allora corsi a chiedere aiuto a Pietro e Giovanni: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro  e non  sappiamo dove l’hanno posto!”  Si destarono  di soprassalto.   E corremmo di nuovo tutti e tre verso il sepolcro.  Arrivò per primo Giovanni, il più giovane di noi, ma non entrò. Aspettò che arrivassimo anche Pietro ed io. Entrammo tutti e tre. Il cuore mi batteva forte, ma potei notare alcuni dettagli:    ”le bende per terra,  e il sudario, che gli era stato posto  sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte”. Non erano  stati certo dei ladri a rubare il corpo di Gesù…  Non avrebbero lasciato tutto  così in ordine… Nell’ uscire dal sepolcro vidi Pietro che  si batteva il petto, mentre Giovanni cadde in ginocchio e…“ vide e credette”   Ad un tratto, però,  guardandomi attorno,  mi accorsi di essere rimasta nuovamente sola.                    ”I discepoli  intanto se ne tornarono di nuovo a casa”. 

  • Pensai  che forse erano andati  in cerca dei compagni, per decidere il da farsi…Ma io non riuscivo ad allontanarmi. Non potevo riprendere la solita vita di tutti giorni senza prima aver risolto l’unico problema importante per me: dov’era Gesù? E mi fermai all’ingresso della tomba, abbandonandomi con libertà a un pianto dirotto. ”Maria invece stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva”. 
  • Ad un certo punto i miei  occhi pieni di lacrime  si riempirono di fulgida luce che poco a poco prese la forma come di due angeli. Gentilmente mi chiesero: “Donna,  perché piangi?”  Che domanda : Perché piangevo? Certo non era la prima volta che piangevo nella mia vita. Quante lacrime avevo versato a motivo di un’ amara delusione, di un’ingiustizia subita, di una solitudine profonda. Ma questa volta, nulla di tutto questo. Piangevo solamente perché avevo perso Lui. Quando tre anni prima l’avevo incontrato, avevo trovato la pace del cuore e la gioia di vivere. Senza di Lui, il mio Signore,  ora stavo  ripiombando nella disperazione più cupa.  E confidai loro la causa del mio dolore  “Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto”. Risoluta a trovarlo ad ogni costo, mi alzai e girando lo sguardo, vidi un uomo  in fondo al giardino che mi rivolse la stessa domanda degli Angeli. Ma con un’aggiunta:” “Donna, perché piangi? Chi cerchi?” 
  • Chi cercavo? Ma chi potevo cercare?  Anni addietro non avrei forse saputo rispondere. Avevo cercato di tutto… Ma ora, no. Cercavo Lui solo, il mio Gesù che avevo perduto. Pensando che quel signore fosse il custode del giardino lo supplicai:  “ Se l’hai portato via  tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo”. Fu a quel punto che quello strano giardiniere  si avvicinò e  guardandomi come nessun uomo al mondo mi aveva mai guardata,  mi chiamò per nome:  “MARIA!”                                
  • Un brivido percorse tutto il mio essere. Riconobbi il timbro inconfondibile  della Sua voce. Solo Lui mi chiamava così. Era proprio  Lui, Gesù! Di nuovo con me.  Mi buttai per terra dinanzi a Lui. Istintivamente le mie mani  si protesero ad abbracciare i suoi piedi e dalla mia bocca uscì un grido nella mia lingua materna: “Rabbunì, maestro !”  E continuavo a stringerlo forte, piangendo di gioia.  Solo pochi istanti di beatitudine. Con voce soave e forte insieme,  mi disse. “Non mi  trattenere, perché non sono ancora salito al Padre” 
  •     Lì per lì non capii cosa volesse dirmi…e perché volesse privarmi di quella gioia così pura. Certo io pensavo di aver ritrovato l’amico delle mie confidenze,  il compagno dei nostri viaggi, il maestro di cui  ascoltavo rapita  ogni sua parola. Lui invece voleva farmi fare un passo in avanti nella fede e non continuare a rimpiangere il passato…Lui non era più quello di prima.
  • Era Risorto per sempre. Certo non si allontanava da noi. Questo no. Restava con noi, ma in  un modo diverso. Come Risorto e Vivente con il suo Spirito nella comunità dei suoi fratelli .Proprio per questo aveva bisogno di me  e mi comandò:  “Va’ dai miei  fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio  vostro”.
  •  Non potevo credere ai miei orecchi. A una povera donna come me, non creduta da nessuno, guardata con diffidenza da  molti a motivo della mia vita non sempre esemplare, veniva affidata una missione così grande. E poi mi colpì un dettaglio. Non disse  “va dai tuoi fratelli”. Ma “va’ dai miei  fratelli” I miei fratelli. Quei discepoli che non lo avevano capito durante la vita, che durante la passione  lo avevano abbandonato e tradito, per  Lui, erano sempre e solo fratelli suoi. Qualunque cosa avessero fatto… Il Padre glieli aveva affidati. Deboli e paurosi. Ma Lui li aveva comprati a prezzo del suo sangue: ora erano diventati preziosi. Poteva riconsegnarli al Padre senza vergognarsi di  loro: 
  • “Gesù, lo vediamo ora coronato di gloria e di onore a  causa della morte che ha sofferto, a vantaggio di tutti.  Per questo non si vergogna di chiamarli fratelli…” (Eb.2). Ora cominciavo a capire perché nonostante la mia povertà , nonostante sapesse tutto di me, mi affidava un compito così grande. Non avrei dovuto dire e dare  nulla di me.  Solo annunziare Lui, e la sua risurrezione. Dovevo raccontare quello che mi era successo là nel giardino: una delicata esperienza del suo amore per me. Andai di corsa alla casa dove si trovavano i discepoli impauriti e increduli. Quasi balbettando per l’emozione, buttai là tutto quello che avevo da dire: ”HO VISTO IL SIGNORE” 
  • Due parole scarne e tremende. Ma era la pura verità.  Solo volevo che anch’essi cominciassero a cercarlo, a non darsi pace finché non lo avessero trovato. Perché provassero   anch’essi la gioia indicibile di sentirsi chiamati per nome… Da Lui… Ed ecco, all’improvviso e a porte chiuse,  venne Lui in mezzo a noi, e fissando su ciascuno il suo sguardo intenso,  cominciò a chiamare per nome: Pietro…Giacomo… Andrea… Giovanni… e a dare a tutti  la Pace e il perdono   ”La sera di quello stesso giorno, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse:    « Pace a voi! »”. Ero felice. I miei amici avevano incontrato Gesù Risorto.  La mia missione era compiuta Ho voluto raccontarvi la mia storia: una vita senza senso prima di incontrare Gesù, una gioia indicibile per averlo ritrovato.  E in fine una missione affidatami, quella di  dire a tuttiHo visto il Signore”.  Ho voluto dirlo anche a voi. Perché a vostra volta lo diciate ad altri… Io vi aspetto tutti quassù per celebrare insieme la Pasqua senza tramonto.                  Maria di Magdala

 Cristo è risorto! Fratelli, risorgiamo       con Lui!  Cristo vuole risorgere, vuol riprendere il suo posto:  Vieni, o Signore, vieni! Risuscita in tutti i cuori:  o Cristo Gesù, risorgi e risorgi!   (S. L. Orione)

 donalesiani@gmail.com   www.sanbiagiofano.it

 

22 comments

  1. ….SANT’AGOSTINO, oggi nella sua bellissima pagina ci invita a cantare un ” CANTO NUOVO”. Ma anche nella sofferenza? ma anche nel dolore? Si, proprio lì. ” CANTARE IL CANTO NUOVO” sempre; nella gioia, nella sofferenza, nel dolore. QUAL’E’ L’OGGETTO A CUI CANTARE IL ” CANTO NUOVO “? E’ IL DIO DEI VIVI, COLUI CHE HA VINTO LA MORTE , HA DATO LA SUA VITA PER TUTTI, CI HA AMATO PER PRIMO RIGENERANDOCI A VITA NUOVA. SIGNORE , TI PREGHIAMO DI ACCETTARE IL NOSTRO CANTO NUOVO ANCHE CON LE LACRIME AGLI OCCHI. Amen.

  2. SAN BEDA VENERABILE, SACERDOTE
    STIRPE ELETTA, SACERDOZIO REGALE

    «Voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale» (1 Pt 2, 9). Questa testimonianza di lode una volta fu data all’antico popolo di Dio per mezzo di Mosè. ORA BEN A RAGIONE L’APOSTOLO PIETRO LA DÀ AI PAGANI PERCHÉ HANNO CREDUTO IN CRISTO, IL QUALE COME PIETRA ANGOLARE HA ACCOLTO LE GENTI IN QUELLA SALVEZZA CHE ISRAELE AVEVA AVUTO PER SÉ.
    CHIAMA I CRISTIANI «STIRPE ELETTA» PER LA FEDE, PER DISTINGUERLI DA COLORO CHE COL RIGETTARE LA PIETRA VIVA, SONO DIVENTATI RÈPROBI.
    Poi «sacerdozio regale» perché sono uniti al corpo di colui che è re sommo e vero sacerdote, il quale, in quanto re, dona ai suoi il regno e, in quanto pontefice, purifica i loro peccati col sacrificio del suo sangue. Li chiama «sacerdozio regale» perché si ricordino di sperare un regno senza fine e di offrire sempre a Dio i sacrifici di una condotta senza macchia.
    Sono chiamati anche «gente santa e popolo, che Dio si è acquistato» secondo quello che dice l’apostolo Paolo, esponendo il detto del profeta: Il mio giusto poi vive di fede; se invece indietreggia, non si compiace di lui l’anima mia; ma noi, dice, non siamo di quelli che si sottraggono per loro perdizione, ma gente che sta salda nella fede per salvare l’anima propria (cfr. Eb 10, 38). E negli Atti degli Apostoli: «LO SPIRITO SANTO VI HA POSTI COME VESCOVI A PASCERE LA CHIESA DI DIO CHE, EGLI SI È ACQUISTATA CON IL SUO SANGUE» (At 20, 28).
    PERCIÒ SIAMO DIVENTATI «POPOLO CHE DIO SI È ACQUISTATO» (1 PT 2, 9) CON IL SANGUE DEL NOSTRO REDENTORE, COSA CHE ERA UNA VOLTA IL POPOLO DI ISRAELE REDENTO DAL SANGUE DELL’AGNELLO IN EGITTO.
    PERCIÒ NEL VERSETTO SEGUENTE, DOPO DI AVERE RICORDATO MISTICAMENTE L’ANTICA STORIA, INSEGNA CHE QUESTA DEVE ESSERE COMPIUTA ANCHE IN SENSO SPIRITUALE DAL NUOVO POPOLO DI DIO DICENDO: PERCHÉ ABBIATE AD ANNUNZIARE I SUOI PRODIGI (cfr. 1 Pt 2, 9). Come infatti coloro che da Mosè furono liberati dalla schiavitù egizia intonarono un canto trionfale al Signore, dopo il passaggio del Mar Rosso e l’annegamento dell’esercito del faraone, COSÌ BISOGNA CHE ANCHE NOI, DOPO AVER RICEVUTO LA REMISSIONE DEI PECCATI NEL BATTESIMO, RINGRAZIAMO DEGNAMENTE PER I BENEFICI CELESTI.
    Infatti gli Egizi, che angariavano il popolo di Dio, e che significano anche «tenebre» e «tribolazione» simboleggiano bene i peccati che ci perseguitano, ma che sono stati distrutti nel battesimo.
    ANCHE LA LIBERAZIONE DEI FIGLI DI ISRAELE E IL LORO ARRIVO ALLA TERRA DA TEMPO PROMESSA, BEN SI ADDICE AL MISTERO DELLA NOSTRA REDENZIONE, PER MEZZO DELLA QUALE ASPIRIAMO ALLA LUCE DELLA CELESTE DIMORA, SOTTO L’ILLUMINAZIONE E LA GUIDA DELLA GRAZIA DI CRISTO; LA LUCE DI QUESTA GRAZIA LA DIMOSTRÒ ANCHE QUELLA NUBE E COLONNA DI FUOCO CHE PER TUTTO QUEL VIAGGIO LI DIFESE DALL’OSCURITÀ DELLA NOTTE E, ATTRAVERSO UN CAMMINO PIENO DI INDESCRIVIBILI PERIPEZIE, LI CONDUSSE ALLA PROMESSA PATRIA DEFINITIVA.

  3. «PRIMA APOLOGIA A FAVORE DEI CRISTIANI» DI SAN GIUSTINO, MARTIRE

    LA CELEBRAZIONE DELL’EUCARISTIA

    A NESSUN ALTRO È LECITO PARTECIPARE ALL’EUCARISTIA, SE NON A COLUI CHE CREDE ESSERE VERE LE COSE CHE INSEGNIAMO, E CHE SIA STATO PURIFICATO DA QUEL LAVACRO ISTITUITO PER LA REMISSIONE DEI PECCATI E LA RIGENERAZIONE, E POI VIVA COSÌ COME CRISTO HA INSEGNATO.
    Noi infatti crediamo che Gesù Cristo, nostro Salvatore, si è fatto uomo per l’intervento del Verbo di Dio. Si è fatto uomo di carne e sangue per la nostra salvezza. Così crediamo pure che quel cibo sul quale sono state rese grazie con le stesse parole pronunciate da lui, quel cibo che, trasformato, alimenta i nostri corpi e il nostro sangue, È LA CARNE E IL SANGUE DI GESÙ FATTO UOMO.
    Gli apostoli nelle memorie da loro lasciate e chiamate vangeli, ci hanno tramandato che Gesù ha comandato così: PRESO IL PANE E RESE GRAZIE, EGLI DISSE: «FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME. QUESTO È IL MIO CORPO». E ALLO STESSO MODO, PRESO IL CALICE E RESE GRAZIE, DISSE: «QUESTO È IL MIO SANGUE» E LO DIEDE SOLAMENTE A LORO.
    DA ALLORA NOI FACCIAMO SEMPRE MEMORIA DI QUESTO FATTO NELLE NOSTRE ASSEMBLEE E CHI DI NOI HA QUALCOSA, SOCCORRE TUTTI QUELLI CHE SONO NEL BISOGNO, E STIAMO SEMPRE INSIEME. Per tutto ciò di cui ci nutriamo benediciamo il creatore dell’universo per mezzo del suo Figlio Gesù e dello Spirito Santo.
    E NEL GIORNO, DETTO DEL SOLE, SI FÀ L’ADUNANZA. TUTTI COLORO CHE ABITANO IN CITTÀ O IN CAMPAGNA CONVENGONO NELLO STESSO LUOGO, E SI LEGGONO LE MEMORIE DEGLI APOSTOLI O GLI SCRITTI DEI PROFETI PER QUANTO IL TEMPO LO PERMETTE.
    POI, QUANDO IL LETTORE HA FINITO, COLUI CHE PRESIEDE RIVOLGE PAROLE DI AMMONIMENTO E DI ESORTAZIONE CHE INCITANO A IMITARE GESTA COSÌ BELLE.
    QUINDI TUTTI INSIEME CI ALZIAMO ED ELEVIAMO PREGHIERE E, FINITO DI PREGARE, VIENE RECATO PANE, VINO E ACQUA. ALLORA COLUI CHE PRESIEDE FORMULA LA PREGHIERA DI LODE E DI RINGRAZIAMENTO CON TUTTO IL FERVORE E IL POPOLO ACCLAMA: AMEN! INFINE A CIASCUNO DEI PRESENTI SI DISTRIBUISCONO E SI PARTECIPANO GLI ELEMENTI SUI QUALI FURONO RESE GRAZIE, MENTRE I MEDESIMI SONO MANDATI AGLI ASSENTI PER MANO DEI DIACONI.
    Alla fine coloro che hanno in abbondanza e lo vogliono, dànno a loro piacimento quanto credono. Ciò che viene raccolto, è deposto presso colui che presiede ed egli soccorre gli orfani e le vedove e coloro che per malattia o per altra ragione sono nel bisogno, quindi anche coloro che sono in carcere e i pellegrini che arrivano da fuori. In una parola, si prende cura di tutti i bisognosi.
    CI RADUNIAMO TUTTI INSIEME NEL GIORNO DEL SOLE, SIA PERCHÉ QUESTO È IL PRIMO GIORNO IN CUI DIO, VOLGENDO IN FUGA LE TENEBRE E IL CAOS, CREÒ IL MONDO, SIA PERCHÉ GESÙ CRISTO NOSTRO SALVATORE RISUSCITÒ DAI MORTI NEL MEDESIMO GIORNO. Lo crocifissero infatti nel giorno precedente quello di Saturno e l’indomani di quel medesimo giorno, CIOÈ NEL GIORNO DEL SOLE, ESSENDO APPARSO AI SUOI APOSTOLI E AI DISCEPOLI, INSEGNÒ QUELLE COSE CHE VI ABBIAMO TRASMESSO PERCHÉ LE PRENDIATE IN SERIA CONSIDERAZIONE.

  4. Mi chiamo Marco A. e sono OSS Operatore Socio Sanitario, una figura che pochi comprendono.
    In Italia c’è infatti una categoria che non può permettersi nessun arresto, anzi. È in situazioni come queste che ci si rende conto della sua rilevanza.
    Mi riferisco, ovviamente, a tutto il personale sanitario, in particolare agli Operatori Socio Sanitari, categoria di cui faccio orgogliosamente parte.
    Ultima ruota del carro, figli di un dio minore, spesso denigrati, sfruttati, malpagati, gli Oss sono sempre in prima linea anche in una situazione di emergenza senza precedenti come quella che sta vivendo oggi il nostro paese. E se il loro ruolo ormai è ben noto a tutti, non tutti ancora ne apprezzano effettivamente il valore.
    Più di ogni altra figura sanitaria, l’Oss è maggiormente a contatto con il paziente, al quale presta un’assistenza indispensabile di base e quindi anche maggiormente esposti al rischio di essere contagiati.
    Nonostante ciò, gli Operatori socio sanitari non possono e non devono fermarsi negli ospedali e nelle Rsa strutture sanitarie, pubbliche e private, e non deve essere un virus, un’epidemia, una pandemia, a doverlo ricordare. Noi lavoriamo tutto l’anno con dedizione.
    Auspico che, rientrata l’emergenza, ci si ricordi dell’importanza di questa figura, che paga ancora oggi, a 19 anni dalla sua nascita, la mancanza di un equo e degno riconoscimento sul piano istituzionale, economico e MORALE.
    Marco A.

  5. SANT’IRENEO, VESCOVO
    LA PROCLAMAZIONE DELLA VERITÀ

    La Chiesa, sparsa in tutto il mondo, fino agli ultimi confini della terra, ricevette dagli apostoli e dai loro discepoli la fede nell’unico Dio, Padre onnipotente, che fece il cielo la terra e il mare e tutto ciò che in essi è contenuto (cfr. At 4, 24). La Chiesa accolse la fede nell’unico Gesù Cristo, Figlio di Dio, incarnatosi per la nostra salvezza. CREDETTE NELLO SPIRITO SANTO CHE PER MEZZO DEI PROFETI MANIFESTÒ IL DISEGNO DIVINO DI SALVEZZA: E CIOÈ LA VENUTA DI CRISTO, NOSTRO SIGNORE, LA SUA NASCITA DALLA VERGINE, LA SUA PASSIONE E LA RISURREZIONE DAI MORTI, LA SUA ASCENSIONE CORPOREA AL CIELO E LA SUA VENUTA FINALE CON LA GLORIA DEL PADRE. ALLORA VERRÀ PER «RICAPITOLARE TUTTE LE COSE» (EF 1, 10) E RISUSCITARE OGNI UOMO, PERCHÉ DINANZI A GESÙ CRISTO, NOSTRO SIGNORE E DIO E SALVATORE E RE SECONDO IL BENEPLACITO DEL PADRE INVISIBILE «OGNI GINOCCHIO SI PIEGHI NEI CIELI, SULLA TERRA E SOTTO TERRA, E OGNI LINGUA LO PROCLAMI» (FIL 2, 10) ED EGLI PRONUNZI SU TUTTI IL SUO GIUDIZIO INSINDACABILE.
    Avendo ricevuto, come dissi, tale messaggio e tale fede, la Chiesa li custodisce con estrema cura, tutta compatta come abitasse in un’unica casa, benché ovunque disseminata. Vi aderisce unanimemente quasi avesse una sola anima e un solo cuore. Li proclama, li insegna e li trasmette all’unisono, come possedesse un’unica bocca.
    BENCHÉ INFATTI NEL MONDO DIVERSE SIANO LE LINGUE, UNICA E IDENTICA È LA FORZA DELLA TRADIZIONE. PER CUI LE CHIESE FONDATE IN GERMANIA NON CREDONO O TRASMETTONO UNA DOTTRINA DIVERSA DA QUELLE CHE SI TROVANO IN SPAGNA O NELLE TERRE DEI CELTI O IN ORIENTE O IN EGITTO O IN LIBIA O AL CENTRO DEL MONDO. COME IL SOLE, CREATURA DI DIO, È UNICO IN TUTTO L’UNIVERSO, COSÌ LA PREDICAZIONE DELLA VERITÀ BRILLA OVUNQUE E ILLUMINA TUTTI GLI UOMINI CHE VOGLIONO GIUNGERE ALLA CONOSCENZA DELLA VERITÀ. E COSÌ TRA COLORO CHE PRESIEDONO LE CHIESE NESSUNO ANNUNZIA UNA DOTTRINA DIVERSA DA QUESTA, PERCHÉ NESSUNO È AL DI SOPRA DEL SUO MAESTRO.
    SI TRATTI DI UN GRANDE ORATORE O DI UN MISERO PARLATORE, TUTTI INSEGNANO LA MEDESIMA VERITÀ. NESSUNO SMINUISCE IL CONTENUTO DELLA TRADIZIONE. UNICA E IDENTICA È LA FEDE. PERCIÒ NÉ IL FACONDO PUÒ ARRICCHIRLA, NÉ IL BALBUZIENTE IMPOVERIRLA.

  6. … Sono stata ad ARS , mi sono inginocchiata nel confessionale dove lui per anni ha ascoltato i dolori di tante
    anime ; e dove in nome di DIO li ha assolti. GRANDE SANTO, PATRONO DEI SACERDOTI, PREGA PER NOI.!

  7. L’addio mai pronunciato di un anziano signore morto per coronavirus all’interno di una casa di riposo assistita.

    La lettera
    Da questo letto che scelgo di scrivervi cari miei figli e nipoti. (L’ho consegnata di nascosto a Suor Chiara nella speranza che dopo la mia morte possiate leggerla). Comprendo di non avere più tanti giorni, dal mio respiro sento che mi resta solo questa esile mano a stringere una penna ricevuta per grazia da una giovane donna che ha la tua età Elisa mia cara. E’ l’unica persona che in questo ospizio mi ha regalato qualche sorriso ma da quando porta anche lei la mascherina riesco solo a intravedere un po’ di luce dai suoi occhi; uno sguardo diverso da quello delle altre assistenti che neanche ti salutano. Non volevo dirvelo per non recarvi dispiacere su dispiacere sapendo quanto avrete sofferto nel lasciarmi dentro questa bella “prigione”.

    Si, così l’ho pensata ricordando un testo scritto da quel prete romagnolo, don Oreste Benzi che parlava di questi posti come di “prigioni dorate”. Allora mi sembrava esagerato e invece mi sono proprio ricreduto. Sembra infatti che non manchi niente ma non è così…manca la cosa più importante, la vostra carezza, il sentirmi chiedere tante volte al giorno “come stai nonno?”, gli abbracci e i tanti baci, le urla della mamma che fate dannare e poi quel mio finto dolore per spostare l’attenzione e far dimenticare tutto. In questi mesi mi è mancato l’odore della mia casa, il vostro profumo, i sorrisi, raccontarvi le mie storie e persino le tante discussioni. Questo è vivere, è stare in famiglia, con le persone che si amano e sentirsi voluti bene e voi me ne avete voluto così tanto non facendomi sentire solo dopo la morte di quella donna con la quale ho vissuto per 60 anni insieme, sempre insieme.

    In 85 anni ne ho viste così tante e come dimenticare la miseria dell’infanzia, le lotte di mio padre per farsi valere, mamma sempre attenta ad ogni respiro e poi il fascino di quella scuola che era come un sogno poterci andare, una gioia, un onore. La maestra era una seconda mamma e conquistare un bel voto era festa per tutta la casa. E poi, il giorno della laurea e della mia prima arringa in tribunale. Quanti “grazie” dovrei dire, un’infinità a mia moglie per avermi sopportato, a voi figli per avermi sempre perdonato, ai miei nipoti per il vostro amore incondizionato. Gli amici, pochi quelli veri, si possono veramente contare solo in una mano come dice la Bibbia e che dire, anche il parroco, lo devo ringraziare per avermi dato l’assoluzione dei miei peccati e per le belle parole espresse al funerale di mia moglie.

    Ora non ce la faccio più a scrivere e quindi devo almeno dire una cosa ai miei nipoti… e magari a tutti quelli del mondo. Non è stata vostra madre a portarmi qui ma sono stato io a convincere i miei figli, i vostri genitori, per non dare fastidio a nessuno. Nella mia vita non ho mai voluto essere di peso a nessuno, forse sarà stato anche per orgoglio e quando ho visto di non essere più autonomo non potevo lasciarvi questo brutto ricordo di me, di un uomo del tutto inerme, incapace di svolgere qualunque funzione.

    Certo, non potevo mai immaginare di finire in un luogo del genere. Apparentemente tutto pulito e in ordine, ci sono anche alcune persone educate ma poi di fatto noi siamo solo dei numeri, per me è stato come entrare già in una cella frigorifera. In questi mesi mi sono anche chiesto più volte: ma quelli perché hanno scelto questo lavoro se poi sono sempre nervosi, scorbutici, cattivi? Una volta quell’uomo delle pulizie mi disse all’orecchio: “sai perché quella quando parla ti urla? Perché racconta sempre di quanto era violento suo padre, una così con quali occhi può guardare un uomo?”. Che Dio abbia pietà di lei. Ma allora perché fa questo lavoro? Tutta questa grande psicologia, che ho visto tanto esaltare in questi ultimi decenni, è servita solo a fare del male ai più deboli? A manipolare le coscienze e i tribunali? Non voglio aggiungere altro perché non cerco vendetta. Ma vorrei che sappiate tutti che per me non dovrebbero esistere le case di riposo, le rsa, le “prigioni” dorate e quindi, si, ora che sto morendo lo posso dire: mi sono pentito. Se potessi tornare indietro supplicherei mia figlia di farmi restare con voi fino all’ultimo respiro, almeno il dolore delle vostre lacrime unite alle mie avrebbero avuto più senso di quelle di un povero vecchio, qui dentro anonimo, isolato e trattato come un oggetto arrugginito e quindi anche pericoloso.

    Questo coronavirus ci porterà al patibolo ma io già mi ci sentivo dalle grida e modi sgarbati che ormai dovrò sopportare ancora per poco…l’altro giorno l’infermiera mi ha già preannunciato che se peggioro forse mi intuberanno o forse no. La mia dignità di uomo, di persona perbene e sempre gentile ed educata è stata già uccisa. Sai Michelina, la barba me la tagliavano solo quando sapevano che stavate arrivando e così il cambio. Ma non fate nulla vi prego…non cerco la giustizia terrena, spesso anche questa è stata così deludente e infelice. Fate sapere però ai miei nipoti (e ai tanti figli e nipoti) che prima del coronavirus c’è un’altra cosa ancora più grave che uccide: l’assenza del più minimo rispetto per l’altro, l’incoscienza più totale. E noi, i vecchi, chiamati con un numeretto, quando non ci saremo più, continueremo da lassù a bussare dal cielo a quelle coscienze che ci hanno gravemente offeso affinchè si risveglino, cambino rotta, prima che venga fatto a loro ciò che è stato fatto a noi.

    Vostro nonno.

  8. Ippolito di Roma, III secolo
    Inno Pasquale
    Cristo è risorto e tu, inferno, sei stato distrutto.
    Cristo è risorto e i demoni sono caduti.
    Cristo è risorto e gli angeli si rallegrano.
    Cristo è risorto e nessun morto resta nel sepolcro.
    Cristo è risorto dalla morte, è il capo di coloro che dormono.
    A lui gloria e potenza nei secoli! Amen.

  9. San Leone Magno, papa

    CRISTO VIVENTE NELLA SUA CHIESA

    CARISSIMI, IL FIGLIO DI DIO ha assunto la natura umana con una unione così intima da essere l`unico ed identico cristo non soltanto in colui, che è il primogenito di ogni creatura, ma anche in tutti i suoi santi. E COME NON SI PUÒ SEPARARE IL CAPO DALLE MEMBRA, COSÌ LE MEMBRA NON SI POSSONO SEPARARE DAL CAPO.
    E SE È VERO CHE, non è proprio di questa vita, ma di quella eterna, che Dio sia tutto in tutti, è anche vero che fin d`ora egli abita inseparabilmente il suo tempio, che è la chiesa. LO PROMISE CON LE PAROLE: «ECCO, IO SONO CON VOI TUTTI I GIORNI FINO ALLA FINE DEL MONDO» (MT 28, 20).
    E` LUI CHE, COME È NATO PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO DA UNA VERGINE MADRE, COSÌ RENDE FECONDA LA CHIESA, SUA SPOSA ILLIBATA, CON IL SOFFIO VITALE DELLO STESSO SPIRITO, PERCHÉ MEDIANTE LA RINASCITA DEL BATTESIMO, VENGA GENERATA UNA MOLTITUDINE
    E` IN LUI CHE VIENE BENEDETTA LA DISCENDENZA DI ABRAMO, E TUTTO IL MONDO RICEVE L`ADOZIONE DIVINA. E` lui che, eliminando ogni discriminazione di popoli, e radunando tutti da ogni nazione, forma di tante pecorelle un solo gregge santo. così ogni giorno compie quanto aveva già promesso, dicendo: «E HO ALTRE PECORE, CHE NON SONO DI QUESTO OVILE; ANCHE QUESTE IO DEVO CONDURRE; ASCOLTERANNO LA MIA VOCE, E DIVENTERANNO UN SOLO GREGGE E UN SOLO PASTORE» (GV 10, 16).
    SEBBENE INFATTI EGLI DICA PARTICOLARMENTE A PIETRO: «PASCI LE MIE PECORELLE» (GV 21, 17), NONDIMENO TUTTA L`ATTIVITÀ DEI PASTORI È GUIDATA E SORRETTA DA LUI
    SOLO, IL SIGNORE. E` LUI CHE, CON PASCOLI UBERTOSI E RIDENTI, NUTRE TUTTI COLORO CHE VENGONO A QUESTA PIETRA. COSICCHÉ INNUMEREVOLI PECORELLE, FORTIFICATE DALLA SOVRABBONDANZA DELL`AMORE, NON ESITANO AD AFFRONTARE LA MORTE PER LA CAUSA DEL LORO PASTORE, COME EGLI, IL BUON PASTORE, SI È DEGNATO DI DARE LA PROPRIA VITA PER LE STESSE PECORELLE.
    PARTECIPI DELLA SUA PASSIONE SONO NON SOLO I MARTIRI FORTI E GLORIOSI, MA ANCHE I FEDELI CHE RINASCONO, E GIÀ NELL`ATTO STESSO DELLA LORO RIGENERAZIONE.
    LA NOSTRA PARTECIPAZIONE AL CORPO E AL SANGUE DI CRISTO NON TENDE AD ALTRO CHE A TRASFORMARCI IN QUELLO CHE RICEVIAMO, A FARCI RIVESTIRE IN TUTTO, NEL CORPO E NELLO SPIRITO, DI COLUI NEL QUALE SIAMO MORTI, SIAMO STATI SEPOLTI E SIAMO RISUSCITATI.

  10. SAN FULGENZIO DI RUSPE, VESCOVO.
    SACRAMENTO DI UNITÀ E DI CARITÀ

    L`EDIFICIO SPIRITUALE DEL CORPO DI CRISTO SI COSTRUISCE NELL`AMORE SECONDO LE PAROLE DI SAN PIETRO. CON LE PIETRE VIVE SI ELEVA UN EDIFICIO SPIRITUALE PER UN SACERDOZIO SANTO, PER OFFRIRE SACRIFICI SPIRITUALI GRADITI A DIO PER MEZZO DI GESÙ CRISTO (CFR. 1 PT 3, 5). QUESTA OPERA DI COSTRUZIONE SPIRITUALE MAI DIVENTA OGGETTO PIÙ APPROPRIATO DI PREGHIERA COME QUANDO IL CORPO STESSO DI CRISTO, CHE È LA CHIESA, OFFRE IL CORPO E IL SANGUE DI CRISTO NEL SACRAMENTO DEL PANE E DEL CALICE. Infatti il calice che beviamo è la comunione del sangue di Cristo e il pane che spezziamo è la partecipazione del corpo del Signore; poiché vi è un solo pane, noi, pur essendo molti, formiamo un solo corpo; tutti infatti partecipiamo dell`unico pane (cfr. 1 Cor 10, 16-17).
    QUELLA GRAZIA CHE FECE DELLA CHIESA IL CORPO DI CRISTO, FACCIA SÌ CHE TUTTE LE MEMBRA DELLA CARITÀ RIMANGANO COMPATTE E PERSEVERINO NELL`UNITÀ DEL CORPO. SIA QUESTA LA NOSTRA PREGHIERA. SIA QUESTO IL DONO DI QUELLO SPIRITO, CHE È L`UNICO SPIRITO DEL PADRE E DEL FIGLIO. PERCHÉ LA TRINITÀ È PER SUA NATURA SANTITÀ E UNITÀ, UGUAGLIANZA E AMORE, LA TRINITÀ È UN SOLO E VERO DIO, E UNANIME È L`AZIONE SANTIFICATRICE OPERATA DALLE TRE PERSONE IN COLORO CHE SONO STATI ADOTTATI COME FIGLI. ECCO PERCHÉ LEGGIAMO: «L`AMORE DI DIO È STATO RIVERSATO NEI NOSTRI CUORI PER MEZZO DELLO SPIRITO SANTO CHE CI È STATO DATO» (Rm 5, 5). Lo Spirito Santo, che è unico del Padre e del Figlio, dando la grazia dell`adozione divina, opera i medesimi effetti descritti dagli Atti degli Apostoli per coloro che ricevevano lo Spirito Santo: «La moltitudine dei credenti aveva un cuore solo ed
    un`anima sola» (At 4, 32).
    L`unico cuore infatti e l`unica anima della moltitudine di coloro che eran venuti alla fede in Dio li aveva operati l`unico Spirito che è del Padre e del Figlio, e con il Padre e il Figlio è un solo Dio. L`APOSTOLO, SCRIVENDO AGLI EFESINI, DICE CHE QUESTA UNITÀ DI SPIRITO NEL VINCOLO DELLA PACE, DEVE ESSERE CONSERVATA CON CURA: IO, IL PRIGIONIERO DEL SIGNORE, VI ESORTO A COMPORTARVI IN MANIERA DEGNA DELLA VOCAZIONE CUI SIETE STATI CHIAMATI, CON OGNI UMILTÀ, DOLCEZZA E PAZIENZA, SOPPORTANDOVI GLI UNI GLI ALTRI CON AMORE, CERCANDO DI CONSERVARE L`UNITÀ DELLO SPIRITO PER MEZZO DEL VINCOLO DELLA PACE. UN SOLO CORPO, UN SOLO SPIRITO (CFR. EF 4, 1-4). DIO, INFATTI, MENTRE CUSTODISCE PER MEZZO DELLO SPIRITO
    SANTO IL SUO AMORE DIFFUSO NELLA CHIESA, FA DELLA MEDESIMA UN SACRIFICIO A LUI GRADITO.
    POSSA ESSA SEMPRE RICEVERE LA STESSA GRAZIA DELLA CARITÀ SPIRITUALE E, COSÌ, PRESENTARSI SEMPRE OSTIA VIVA, SANTA, GRADITA A DIO.

  11. «Omelia sulla Pasqua» di un antico autore

    La Pasqua spirituale
    La Pasqua che noi celebriamo è causa di salvezza per tutti, a cominciare dal primo uomo che è salvato e vivificato in tutti.
    Le cose imperfette e temporanee di un tempo, così come le antiche immagini e i simboli delle cose eterne, erano destinati ad adombrare quella
    verità, che attualmente si è compiuta. ORA CHE LA VERITÀ È DIVENUTA PRESENTE, IL SIMBOLO DEVE CEDERLE IL POSTO. ACCADE COME QUANDO, ARRIVATO IL RE, NESSUNO TRASCURA IL RE VIVO PER INCHINARSI ANCORA DAVANTI AD UNA SUA IMMAGINE.
    DA QUESTO APPARE CHIARO QUANTO IL SIMBOLO SIA INFERIORE ALLA VERITÀ, PERCHÉ IL SIMBOLO RICORDA LA BREVE ESISTENZA DEI PRIMOGENITI GIUDEI, LA VERITÀ, INVECE, LA VITA ETERNA DI TUTTI GLI UOMINI.
    NON È GRAN COSA SFUGGIRE ALLA MORTE PER BREVE TEMPO PER COLUI CHE È DESTINATO A MORIRE POCO DOPO, MA È CERTAMENTE GRAN COSA SOTTRARSI DEL TUTTO ALLA MORTE, COME È ACCADUTO A NOI PER CRISTO, PER
    NOI SACRIFICATO COME NOSTRA PASQUA.
    Il nome stesso della festa ci manifesta questo suo
    alto valore, se viene interpretato nel suo senso esatto. Pasqua infatti significa passaggio, perché l`angelo sterminatore, che faceva morire i primogeniti, passò oltre le case degli Ebrei. Ora il passaggio dello sterminatore si verifica veramente in noi, perché ci oltrepassa senza toccarci. In effetti Cristo ci ha risuscitati alla vita eterna.
    Il tempo della Pasqua e della salvezza dei primogeniti era considerato inizio dell`anno. Cosa significa ciò sul piano mistico? Che anche per noi il sacrificio della vera Pasqua segna l`inizio della
    vita eterna. L`anno poi è il simbolo del mondo, perché è come il circolo che nel suo girare,
    ritorna costantemente su se stesso senza trovare termine in nessun punto.
    IL PADRE DEL MONDO FUTURO, CRISTO, VENNE SACRIFICATO PER NOI QUASI PER ANNULLARE IL TEMPO DELLA NOSTRA
    VITA PASSATA, E FARCENE INCOMINCIARE UNA NUOVA. INFATTI MEDIANTE IL LAVACRO DI RIGENERAZIONE CI HA RESI PARTECIPI DELLA SUA MORTE E RISURREZIONE. PERCIÒ CHIUNQUE È VERAMENTE CONSAPEVOLE CHE LA PASQUA VENNE IMMOLATA PER LA SUA SALVEZZA, CONSIDERI
    INIZIO DELLA SUA VITA IL MOMENTO IN CUI CRISTO SI È SACRIFICATO PER LUI. RICONOSCA FATTA A SUO BENEFICIO QUELL`IMMOLAZIONE. PRENDA COSCIENZA E CAPISCA CHE LA VITA E LA GRAZIA GLI SONO STATE CONQUISTATE A PREZZO DI UN SIMILE SACRIFICIO.
    CONOSCIUTO DUNQUE QUESTO, SI AFFRETTI A INAUGURARE UNA NUOVA VITA, E NON RITORNI PIÙ A QUELLA VECCHIA E SORPASSATA. INFATTI «NOI CHE GIÀ SIAMO MORTI AL PECCATO, COME POTREMO ANCORA VIVERE NEL PECCATO?» (RM 6, 2).

  12. PASQUA (preghiera del Congo)

    Oggi niente mi impedirà di danzare
    e la terra tremerà sotto i miei piedi:
    io sono l’uomo, la donna della danza!

    Oggi niente mi impedirà di suonare
    e il mondo intero ascolterà la mia musica.
    Oggi niente mi impedirà di cantare
    e l’intera umanità rimarrà commossa:
    io sono l’uomo, la donna, della gioia di vivere!

    Oggi… né fame, né povertà, né malattia,
    né siccità, né guerra, né miseria:
    oggi è Pasqua!

    Niente mi impedirà di lodarti,
    danzarti e cantarti.
    Tu sei Risorto e mi salvi,
    tu sei Risorto e mi fai vivere.
    Chi, meglio di me, potrebbe danzare?
    Chi, meglio di me, può percuotere il tamburo?

    Oggi, Signore, sulle ceneri della mia vita,
    sugli scheletri della guerra e della fame,
    sull’aridità delle nostre siccità…
    io ti canto, danzo per i miei fratelli e sorelle
    che hanno perso il canto e la gioia,
    che hanno smarrito il sorriso e la danza…
    perché tu sei Risorto!
    Amen.

  13. NUOVA CREATURA IN CRISTO
    Sant’Agostino, vescovo

    RIVOLGO LA MIA PAROLA A VOI, BAMBINI APPENA NATI, FANCIULLI IN CRISTO, NUOVA PROLE DELLA CHIESA, GRAZIA DEL PADRE, FECONDITÀ DELLA MADRE, PIO GERMOGLIO, SCIAME NOVELLO, FIORE DEL NOSTRO ONORE E FRUTTO DELLA NOSTRA FATICA, MIO GAUDIO E MIA CORONA, A VOI TUTTI CHE SIETE QUI SALDI NEL SIGNORE.
    Mi rivolgo a voi con le parole stesse dell’apostolo: «Rivestitevi del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri» (Rm 13, 14), perché vi rivestiate, anche nella vita, di colui del quale vi siete rivestiti per mezzo del sacramento. «Poiché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è più Giudeo, né Greco; non c’è più schiavo, né libero; non c’è più uomo, né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù» (Gal 3, 27-28).
    OGGI RICORRE L’OTTAVO GIORNO DELLA VOSTRA NASCITA, oggi trova in voi la sua completezza il segno della fede, quel segno che presso gli antichi patriarchi si verificava nella circoncisione, otto giorni dopo la nascita al mondo. Perciò anche il Signore ha impresso il suo sigillo al suo giorno, che è il terzo dopo la passione. Esso però, nel ciclo settimanale, è l’ottavo dopo il settimo cioè dopo il sabato, e il primo della settimana. CRISTO, FACENDO PASSARE IL PROPRIO CORPO DALLA MORTALITÀ ALL’IMMORTALITÀ, HA CONTRASSEGNATO IL SUO GIORNO CON IL DISTINTIVO DELLA RISURREZIONE.
    Voi partecipate del medesimo mistero non ancora nella piena realtà, ma nella sicura speranza, perché avete un pegno sicuro, lo Spirito Santo. «SE DUNQUE SIETE RISORTI CON CRISTO, CERCATE LE COSE DI LASSÙ, DOVE SI TROVA CRISTO ASSISO ALLA DESTRA DI DIO; PENSATE ALLE COSE DI LASSÙ, NON A QUELLE DELLA TERRA. VOI INFATTI SIETE MORTI E LA VOSTRA VITA È ORMAI NASCOSTA CON CRISTO IN DIO! QUANDO SI MANIFESTERÀ CRISTO, LA VOSTRA VITA, ALLORA ANCHE VOI SARETE MANIFESTATI CON LUI NELLA GLORIA» (Col 3, 1-4).

  14. Dalle «Catechesi» di Gerusalemme

    IL PANE DEL CIELO E LA BEVANDA DI SALVEZZA

    Il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo: Prendete e mangiate; questo è il mio corpo. E preso il calice rese grazie, e disse: Prendete e bevete; questo è il mio sangue (cfr. 1 Cor 11,23). Poiché egli ha proclamato e detto del pane: «QUESTO È IL MIO CORPO», CHI OSERÀ ANCORA DUBITARE? E POICHÉ EGLI HA AFFERMATO E DETTO: «QUESTO È IL MIO SANGUE» CHI MAI DUBITERÀ, AFFERMANDO CHE NON È IL SUO SANGUE?
    PERCIÒ RICEVIAMOLI CON TUTTA CERTEZZA COME CORPO E SANGUE DI CRISTO. Nel segno del pane ti vien dato il corpo e nel segno del vino ti vien dato il sangue, perché, ricevendo il corpo e il sangue di Cristo, tu diventi concorporeo e consanguineo di Cristo. AVENDO RICEVUTO IN NOI IL SUO CORPO E IL SUO SANGUE, CI TRASFORMIAMO IN PORTATORI DI CRISTO, ANZI, SECONDO SAN PIETRO, DIVENTIAMO CONSORTI DELLA NATURA DIVINA. UN GIORNO CRISTO, DISPUTANDO CON I GIUDEI, DISSE: SE NON MANGIATE LA MIA CARNE E NON BEVETE IL MIO SANGUE, NON AVRETE IN VOI LA VITA (cfr. Gv 6, 53).
    E poiché quelli non capirono nel giusto senso spirituale le cose dette, se ne andarono via urtati, pensando che li esortasse a mangiare le carni. C`erano anche nell`antica alleanza i pani dell`offerta, ma poiché appartenevano all`Antico Testamento, ebbero termine. NEL NUOVO TESTAMENTO C`È UN PANE CELESTE E UNA BEVANDA DI SALVEZZA, CHE SANTIFICANO L`ANIMA E IL CORPO. COME INFATTI IL PANE FA BENE AL CORPO, COSÌ ANCHE IL VERBO GIOVA IMMENSAMENTE ALL`ANIMA.
    PERCIÒ NON GUARDARE AL PANE E AL VINO EUCARISTICI COME SE FOSSERO SEMPLICI E COMUNI ELEMENTI. SONO IL CORPO E IL SANGUE DI CRISTO, SECONDO L`AFFERMAZIONE DEL SIGNORE. ANCHE SE I SENSI TI FANNO DUBITARE, LA FEDE DEVE RENDERTI CERTO E SICURO.
    Bene istruito su queste cose e animato da saldissima fede, credi che quanto sembra pane, pane non è, anche se al gusto è tale, ma corpo di Cristo. Credi che quanto sembra vino, vino non è, anche se così si presenta al palato, ma sangue di Cristo. Di queste divine realtà già in antico David diceva nei Salmi: «Il pane che sostiene il suo vigore e l`olio che fa brillare il suo volto» (Sal 103, 15). EBBENE SOSTIENI LA TUA ANIMA, PRENDENDO QUEL PANE COME PANE SPIRITUALE, E FA` BRILLARE IL VOLTO DELLA TUA ANIMA. VOGLIA IL CIELO CHE CON LA FACCIA ILLUMINATA DA UNA COSCIENZA PURA, CONTEMPLI LA GLORIA DEL SIGNORE, COME IN UNO SPECCHIO, E PROCEDA DI GLORIA IN GLORIA, IN CRISTO GESÙ, SIGNORE NOSTRO. A LUI ONORE, POTESTÀ E GLORIA NEI SECOLI DEI SECOLI. AMEN.

  15. IL BATTESIMO, SEGNO DELLA PASSIONE DI CRISTO
    Dalle «Catechesi» di Gerusalemme.

    SIETE STATI PORTATI AL SANTO FONTE, AL DIVINO BATTESIMO, come Cristo dalla croce fu portato al sepolcro. E ognuno è stato interrogato se credeva nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo; avete professato la fede salutare e SIETE STATI IMMERSI TRE VOLTE NELL`ACQUA E ALTRETTANTE SIETE RIEMERSI, E CON QUESTO RITO AVETE ESPRESSO UN`IMMAGINE E UN SIMBOLO. AVETE RAPPRESENTATO LA SEPOLTURA DI TRE GIORNI DEL CRISTO.Il nostro Salvatore passò tre giorni e tre notti nel seno della terra. Nella prima emersione voi avete simboleggiato il primo giorno passato da Cristo nella terra. Nell`immersione la notte. Infatti, chi è nel giorno si trova nella luce, invece colui che è immerso nella notte, non vede nulla. Così voi nell`immersione, quasi avvolti dalla notte, non avete visto nulla. Nell`emersione invece vi siete ritrovati come nel giorno.
    NELLO STESSO ISTANTE SIETE MORTI E SIETE NATI E LA STESSA ONDA SALUTARE DIVENNE PER VOI E SEPOLCRO E MADRE.
    Ciò che Salomone disse di altre cose, si adatta pienamente a voi: «C`è un tempo per nascere e un tempo per morire» (Qo 3, 2), ma per voi al contrario il tempo per morire è stato il tempo per nascere. L`unico tempo ha causato ambedue le cose, e con la morte ha coinciso la vostra nascita. O nuovo e inaudito genere di cose! Sul piano delle realtà fisiche noi non siamo morti, né sepolti, né crocifissi e neppure risorti. Abbiamo però ripresentato questi eventi nella sfera sacramentale e così da essi è scaturita realmente per noi la salvezza.CRISTO INVECE FU VERAMENTE CROCIFISSO E VERAMENTE SEPOLTO ED È VERAMENTE RISORTO, ANCHE NELLA SFERA FISICA, E TUTTO QUESTO È STATO PER NOI DONO DI GRAZIA. COSÌ INFATTI PARTECIPI DELLA SUA PASSIONE MEDIANTE LA RAPPRESENTAZIONE SACRAMENTALE, POSSIAMO REALMENTE OTTENERE LA SALVEZZA.O traboccante amore per gli uomini! Cristo ricevette i chiodi nei suoi piedi e nelle sue mani innocenti e sopportò il dolore, e a me, che non ho sopportato né dolore, né fatica, egli dona gratuitamente la salvezza mediante la comunicazione dei suoi dolori. Nessuno pensi che il battesimo consista solo nella remissione dei peccati e nella grazia di adorazione,come era il battesimo di Giovanni che conferiva solo la remissione dei peccati. Noi invece sappiamo che il battesimo, come può liberare dai peccati e ottenere il dono dello Spirito santo, così anche è figura ed espressione della Passione di Cristo. E` per questo che Paolo proclama: «Non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme con lui nella morte» (Rm 6, 3-4a).

  16. BOSCO (Pablo Neruda)
    “Ora verde, ora splendida! Son tornato a dir sì
    all’appartenente silenzio, all’ossigeno verde,
    al nocciolo rotto dalle piogge d’allora,
    al padiglione d’orgoglio che assume l’araucaria,
    a me stesso, al mio canto cantato dagli uccelli.

    Ascoltate, è il gorgoglio ripetuto, il cristallo
    che a puro cielo grida, combatte, modifica,
    è un filo che l’acqua, il flauto e il platino
    mantengono nell’aria, di ramo in ramo puro,
    è il gioco simmetrico della terra che canta,
    è la strofa che cade come una goccia d’acqua.

  17. SFOLGORA IL SOLE DI PASQUA,
    RISUONA IL CIELO DI CANTI,
    ESULTA DI GIOIA LA TERRA.

    DAGLI ABISSI DELLA MORTE
    CRISTO ASCENDE VITTORIOSO
    INSIEME AGLI ANTICHI PADRI.

    ACCANTO AL SEPOLCRO VUOTO
    INVANO VEGLIA IL CUSTODE:
    IL SIGNORE È RISORTO.

    O GESÙ, RE IMMORTALE,
    UNISCI ALLA TUA VITTORIA
    I RINATI NEL BATTESIMO.

    IRRADIA SULLA TUA CHIESA,
    PEGNO D’AMORE E DI PACE
    LA LUCE DELLA TUA PASQUA.

    SIA GLORIA E ONORE A CRISTO,
    AL PADRE E AL SANTO SPIRITO
    ORA E NEI SECOLI ETERNI. AMEN

  18. sant’Anastasio
    CRISTO DOVEVA PATIRE E COSÌ ENTRARE NELLA SUA GLORIA

    Cristo, dopo aver mostrato con l’insegnamento e con le sue opere di essere il vero Dio e il Signore dell’universo, mentre stava per recarsi a Gerusalemme diceva ai suoi discepoli: Ecco stiamo salendo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo verrà dato in mano ai pagani, ai sommi sacerdoti e agli scribi per esser flagellato, vilipeso e crocifisso (cfr. Mt 20, 18-19). Diceva che queste cose erano conformi alle predizioni dei profeti, i quali avevano preannunziato la sua morte, che doveva avvenire in Gerusalemme. Avendo pertanto la Sacra Scrittura predetto fin dal principio la morte di Cristo e la sua passione prima della morte, predice ancora ciò che accadde al suo corpo dopo la morte. Afferma però anche che, come Dio, era impassibile e immortale.
    Osservando la verità dell’incarnazione, ne deduciamo i motivi per proclamare rettamente e giustamente l’una e l’altra cosa, cioè la passione e l’impassibilità. Il motivo per cui il Verbo di Dio, impassibile in se stesso, sostenne la passione era che l’uomo non poteva essere salvato in altro modo. Egli lo sapeva bene e con lui anche coloro ai quali volle manifestarlo. Il Verbo, infatti, conosce tutto del Padre, come lo «Spirito ne scruta le profondità» (1 Cor 2, 10) cioè i misteri impenetrabili.
    ERA DAVVERO NECESSARIO CHE CRISTO SOFFRISSE, E NON POTEVA NON FARLO, COME EGLI STESSO AFFERMÒ. PER QUESTO CHIAMÒ STOLTI E TARDI DI MENTE QUANTI IGNORAVANO CHE CRISTO DOVEVA IN TAL MODO SOFFRIRE ED ENTRARE NELLA SUA GLORIA. EGLI VENNE PER LA SALVEZZA DEL SUO POPOLO. Per lui si privò, in un certo senso, di quella gloria che possedeva presso il Padre prima che il mondo fosse. LA SALVEZZA ERA L’EVENTO CHE DOVEVA MATURARE ATTRAVERSO LA PASSIONE DELL’AUTORE DELLA VITA. Lo insegna san Paolo: Egli è l’autore della vita, reso perfetto mediante le sofferenze (cfr. Eb 2, 10). La gloria di Unigenito, poi, che egli aveva abbandonato per noi, gli venne restituita per mezzo della croce, nella carne che aveva assunta. Dice infatti san Giovanni nel suo vangelo, quando spiega quale fosse l’acqua di cui parlò il Salvatore: SCORRERÀ COME FIUME DAL SENO DI CHI CREDE. QUESTO DISSE RIFERENDOSI ALLO SPIRITO CHE AVREBBERO RICEVUTO I CREDENTI IN LUI: INFATTI NON C’ERA ANCORA LO SPIRITO, PERCHÉ GESÙ NON ERA STATO ANCORA GLORIFICATO (GV 7, 38-39), E CHIAMA GLORIA LA MORTE IN CROCE. PERCIÒ IL SIGNORE, MENTRE INNALZAVA PREGHIERE PRIMA DI SUBIRE LA CROCE, SUPPLICAVA IL PADRE DI ESSERE GLORIFICATO CON QUELLA GLORIA CHE AVEVA PRESSO DI LUI, PRIMA CHE IL MONDO ESISTESSE.

  19. “Fummo testimoni oculari…” “…In quei giorni dalla sua bocca ascoltammo parole DIVERSE e AUTOREVOLI.
    Il suo amore ai poveri e ai peccatori ci apriva il cuore alla speranza..”
    “La sua forza nel riprendere falsità ed incoerenze…ci sorprese positivamente.
    “Ci era sembrato diverso da tutti. Eppure lo vedemmo reclinare il capo. Come tutti..
    ” Era finito tutto. La sofferenza non rientrava nei nostri calcoli. Volevamo, la gloria senza la croce, la vita senza la morte”
    – “Ad un tratto, dietro di noi, un rumore di passi….”…GESÙ IN PERSONA SI ACCOSTÒ E CAMMINAVA CON LORO. MA I LORO OCCHI ERANO INCAPACI DI RICONOSCERLO“
    —— —— —– —– —– —–
    Tutta la rielaborazione è splendidamente eloquente! Ogni frase, ogni parola mi colpisce, ogni dettaglio suscita riflessioni profonde, vorrei poterle esprimere tutte!
    Tutti i vari fatti del racconto sono importanti e si sostengono l’un l’altro in un unico fatto: “GESÙ È RISORTO. LA MORTE È VINTA”

    Calare tutto questo nella vita degli smarrimenti profondi… quando “Una mortale tristezza avvolge l’anima.
    E si vaga a lungo… Senza meta…”, quando è “”Buio fitto all’orizzonte. Angoscia nell’anima ferita. Non si spera più niente… ” non è facile!
    Ma vedo che non lo è stato neanche per loro, pur essendo stati TESTIMONI OCULARI!
    E allora mi domando se sia più importante “vedere con gli occhi” oppure “credere con la ragionevolezza della fede” pur senza avere veduto?!

    CHE FATICA RICONOSCERLO, sembra “SPARITO ALLA NOSTRA VISTA”!
    Riconoscerlo nella Messa “ QUANDO FU A TAVOLA CON LORO, PRESE IL PANE, DISSE LA BENEDIZIONE, LO SPEZZÒ E LO DIEDE LORO. “….”Ma allora… ALLORA SI APRIRONO LORO GLI OCCHI E LO RICONOBBERO“.

    Riconoscerlo nel POVERO, nell’africano affamato, nel moribondo, nel migrante, nell’abbandonato, nei disperati, nell’autistico, nell’ultimo tra gli ultimi …quelli scartati da tutti.
    ‘In verità vi dico che ogni volta che lo avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me’ “.
    *GRAZIE DI QUESTE MERAVIGLIOSE RIELABORAZIONI CHE AIUTANO TANTO A RENDERE FLUIDA LA COMPRENSIONE DEL MISTERO…… GRAZIE GRAZIE GRAZIE!!!!

  20. L`AGNELLO IMMOLATO CI TRASSE DALLA MORTE ALLA VITA
    Dall`«Omelia sulla Pasqua» di Melitone di Sardi

    ***
    PRESTATE BENE ATTENZIONE, CARISSIMI: IL MISTERO DELLA PASQUA È NUOVO E ANTICO, ETERNO E TEMPORALE, CORRUTTIBILE E INCORRUTTIBILE, MORTALE E IMMORTALE. ANTICO SECONDO LA LEGGE, NUOVO SECONDO IL VERBO; TEMPORANEO NELLA FIGURA, ETERNO NELLA GRAZIA; CORRUTTIBILE PER L`IMMOLAZIONE DELL`AGNELLO, INCORRUTTIBILE PER LA VITA DEL SIGNORE;
    MORTALE PER LA SUA SEPOLTURA NELLA TERRA, IMMORTALE PER LA SUA RISURREZIONE DAI MORTI. La legge è antica, ma il Verbo è nuovo; temporale è la figura, eterna la grazia; corruttibile l`agnello, incorruttibile il Signore, che fu immolato come un agnello, ma risorse come Dio.
    «ERA COME AGNELLO CONDOTTO AL MACELLO, COME PECORA MUTA DI FRONTE AI SUOI TOSATORI, E NON APRÌ LA SUA BOCCA» (Is 53, 7). La similitudine è passata ed ha trovato compimento la realtà espressa: invece di un agnello, Dio, l`uomo-Cristo, che tutto compendia.
    Perciò l`immolazione dell`agnello, la celebrazione della Pasqua e la scrittura della legge ebbero per fine Cristo Gesù.
    IL SIGNORE PUR ESSENDO DIO, SI FECE UOMO E SOFFRÌ PER CHI SOFFRE, FU PRIGIONIERO PER IL PRIGIONIERO, CONDANNATO PER IL COLPEVOLE E, SEPOLTO PER CHI È SEPOLTO, RISUSCITÒ DAI MORTI E GRIDÒ QUESTA GRANDE PAROLA: CHI È COLUI CHE MI CONDANNERÀ? SI AVVICINI A ME (CFR. IS 50, 8). IO, DICE, SONO CRISTO CHE HO DISTRUTTO LA MORTE, CHE HO VINTO IL NEMICO, CHE HO MESSO SOTTO I PIEDI L`INFERNO, CHE HO IMBROGLIATO IL FORTE E HO ELEVATO L`UOMO ALLE SUBLIMITÀ DEL CIELO; IO, DICE, SONO IL CRISTO. VENITE, DUNQUE, O GENTI TUTTE, OPPRESSE DAI PECCATI E RICEVETE IL PERDONO. SONO IO, INFATTI, IL VOSTRO PERDONO, IO LA PASQUA DELLA REDENZIONE, IO L`AGNELLO IMMOLATO PER VOI, IO IL VOSTRO LAVACRO, IO LA VOSTRA VITA, IO LA VOSTRA RISURREZIONE, IO LA VOSTRA LUCE, IO LA VOSTRA SALVEZZA, IO IL VOSTRO RE. IO VI PORTO IN ALTO NEI CIELI. IO VI RISUSCITERÒ E VI FARÒ VEDERE IL PADRE CHE È NEI CIELI. IO VI INNALZERÒ CON LA MIA DESTRA.

  21. …..Ma oggi mi colpisce questo collegamento stretto tra RISURREZIONE DI GESU’ E L’EUCARISTIA. “LO ABBIAMO RICONOSCIUTO NELLO SPEZZARE …IL PANE”!
    Così ho pensato di dedicare un pò di tempo a questo legame… Per dare forza alla NOSTRA FEDE TUTTA BASATA SU QUESTI DUE PILASTRI.
    “Non è un sepolcro vuoto che rende plausibile la risurrezione, ma incontrare Lui vivente… “So che cercate Gesù, non è qui!”
    NON È QUI! …È IN GIRO PER LE STRADE, È IL VIVENTE, UN DIO DA COGLIERE NELLA VITA.
    Dovunque, eccetto che fra le cose morte.
    LA RISURREZIONE, FONDAMENTO SU CUI STA O CADE LA CHIESA
    NON È UNA SCELTA DEGLI APOSTOLI, È UN FATTO CHE SI È IMPOSTO SU DI LORO.
    IL PIÙ ARDUO E IL PIÙ BELLO DI TUTTA LA BIBBIA. E NE HA ROVESCIATO LA VITA.

    …mentre questi due discepoli, delusi da Gesù, con tanta tristezza nel cuore, però se ne stanno andando per i fatti loro… alcune donne si sono già ALZATE PRIMA DI LORO… “quando era ancora buio” .
    E SPINTE DALL’AMORE … sono andate a completare i pietosi uffici della sepoltura…
    Ma ascoltiamo… in DIRETTA… la protagonista… MARIA DI MAGDALA!!!
    “DONNA, CHI CERCHI?” (Gv 20,1ss)

    Erano due notti che non riuscivo a chiudere occhio. Mi tornavano alla mente tutti i particolari strazianti della crocifissione e morte di Gesù. E quelle sue ultime parole alla madre e a Giovanni: “ Donna, ecco il tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco la tua madre!”.
    La scena della spugna imbevuta di aceto e quel suo abbandono supremo nelle braccia del Padre: “Tutto è compiuto!”. E, chinato il capo, spirò. Per qualche momento noi donne, impietrite dal dolore, rimanemmo in un angolo, mentre alcuni discepoli calavano il corpo del Signore dalla croce. Pochi minuti per prepararlo ad una degna anche se affrettata sepoltura. Ero tornata a casa con l’unico desiderio che passasse in fretta la festa per poter tornare a completare i servizi funebri al mio Signore.
    Ma quella notte sembrava interminabile. Non si faceva mai giorno. Mi rigiravo nel letto, pensando a Lui e pregando con le parole di un salmo a me caro: “ Nel mio giaciglio, di te mi ricordo; penso a te nelle veglie notturne…” (Sl.63) Erano parole confortanti, ma…Lui non c’era.
    Mi alzai di scatto dal letto e corsi, nella notte, in cerca di Lui.

    Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio…”
    Era davvero buio. Fuori e dentro di me. Gesù era morto. Lui, il sole della mia vita, tramontato per sempre.
    “…e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro.”
    A quella vista rimasi sconvolta. Qualcuno aveva profanato la tomba di Gesù? Avevano rubato il suo corpo? Mi sentii terribilmente sola e impotente. Allora corsi a chiedere aiuto a Pietro e Giovanni: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!” Si destarono di soprassalto. E corremmo di nuovo tutti e tre verso il sepolcro.
    Arrivò per primo Giovanni, il più giovane di noi, ma non entrò. Aspettò che arrivassimo anche Pietro ed io. Entrammo tutti e tre. Il cuore mi batteva forte, ma potei notare alcuni dettagli:
    ”le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte”.
    Non erano stati certo dei ladri a rubare il corpo di Gesù… Non avrebbero lasciato tutto così in ordine…
    Nell’ uscire dal sepolcro vidi Pietro che si batteva il petto, mentre Giovanni cadde in ginocchio e…“ vide e credette”
    Ad un tratto, però, guardandomi attorno, mi accorsi di essere rimasta nuovamente sola.
    ”I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa”.

    …Ma io non riuscivo ad allontanarmi. Non potevo riprendere la solita vita di tutti giorni senza prima aver risolto l’unico problema importante per me: dov’era Gesù?
    E mi fermai all’ingresso della tomba, abbandonandomi con libertà a un pianto dirotto.
    ”Maria invece stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva”.
    Ad un certo punto i miei occhi pieni di lacrime si riempirono di fulgida luce che poco a poco prese la forma come di due angeli.
    Gentilmente mi chiesero: “Donna, perché piangi?”
    Che domanda : Perché piangevo? Certo non era la prima volta che piangevo nella mia vita.
    Quante lacrime avevo versato a motivo di un’ amara delusione, di un’ingiustizia subita, di una solitudine profonda.
    Ma questa volta, nulla di tutto questo.
    Piangevo solamente perché avevo perso Lui. Quando tre anni prima l’avevo incontrato, avevo trovato la pace del cuore e la gioia di vivere. Senza di Lui, il mio Signore, ora stavo ripiombando nella disperazione più cupa.
    E confidai loro la causa del mio dolore “Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto”.

    Risoluta a trovarlo ad ogni costo, mi alzai e girando lo sguardo, vidi un uomo in fondo al giardino che mi rivolse la stessa domanda degli Angeli. Ma con un’aggiunta:” “Donna, perché piangi? Chi cerchi?”
    Chi cercavo? Ma chi potevo cercare? Anni addietro non avrei forse saputo rispondere. Avevo cercato di tutto…
    Ma ora, no. Cercavo Lui solo, il mio Gesù che avevo perduto.
    Pensando che quel signore fosse il custode del giardino lo supplicai: “ Se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo”.

    Fu a quel punto che quello strano giardiniere si avvicinò e guardandomi come nessun uomo al mondo mi aveva mai guardata, mi chiamò per nome: “MARIA!”
    Un brivido percorse tutto il mio essere. Riconobbi il timbro inconfondibile della Sua voce.
    Solo Lui mi chiamava così. Era proprio Lui, Gesù! Di nuovo con me.
    Mi buttai per terra dinanzi a Lui. Istintivamente le mie mani si protesero ad abbracciare i suoi piedi e dalla mia bocca uscì un grido nella mia lingua materna: “Rabbunì, maestro !”
    E continuavo a stringerlo forte, piangendo di gioia.
    Solo pochi istanti di beatitudine. Con voce soave e forte insieme, mi disse. “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre”

    Lì per lì non capii cosa volesse dirmi…e perché volesse privarmi di quella gioia così pura.
    Certo io pensavo di aver ritrovato l’amico delle mie confidenze, il compagno dei nostri viaggi, il maestro di cui ascoltavo rapita ogni sua parola.
    Lui invece voleva farmi fare un passo in avanti nella fede e non continuare a rimpiangere il passato…
    Lui non era più quello di prima.
    Era Risorto per sempre. Certo non si allontanava da noi. Questo no. Restava con noi, ma in un modo diverso. Come Risorto e Vivente con il suo Spirito nella comunità dei suoi fratelli .
    Proprio per questo aveva bisogno di me e mi comandò: “Va’ dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”.
    Non potevo credere ai miei orecchi.
    A una povera donna come me, non creduta da nessuno, guardata con diffidenza da molti a motivo della mia vita non sempre esemplare, veniva affidata una missione così grande.
    E poi mi colpì un dettaglio. Non disse “va dai tuoi fratelli”. Ma “va’ dai miei fratelli” I miei fratelli.
    Quei discepoli che non lo avevano capito durante la vita, che durante la passione lo avevano abbandonato e tradito, per Lui, erano sempre e solo fratelli suoi. Qualunque cosa avessero fatto… Il Padre glieli aveva affidati. Deboli e paurosi.
    Ma Lui li aveva comprati a prezzo del suo sangue: ora erano diventati preziosi. Poteva riconsegnarli al Padre senza vergognarsi di loro:
    “Gesù, lo vediamo ora coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, a vantaggio di tutti. Per questo non si vergogna di chiamarli fratelli…” (Eb.2).

    Ora cominciavo a capire perché nonostante la mia povertà , nonostante sapesse tutto di me, mi affidava un compito così grande. Non avrei dovuto dire e dare nulla di me. Solo annunziare Lui, e la sua risurrezione. Dovevo raccontare quello che mi era successo là nel giardino: una delicata esperienza del suo amore per me.

    Andai di corsa alla casa dove si trovavano i discepoli impauriti e increduli. Quasi balbettando per l’emozione, buttai là tutto quello che avevo da dire: ”HO VISTO IL SIGNORE”
    Due parole scarne e tremende. Ma era la pura verità.
    Solo volevo che anch’essi cominciassero a cercarlo, a non darsi pace finché non lo avessero trovato.
    Perché provassero anch’essi la gioia indicibile di sentirsi chiamati per nome… Da Lui…

    Ed ecco, all’improvviso e a porte chiuse, venne Lui in mezzo a noi, e fissando su ciascuno il suo sguardo intenso, cominciò a chiamare per nome: Pietro…Giacomo… Andrea… Giovanni… e a dare a tutti la Pace e il perdono ”La sera di quello stesso giorno, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: « Pace a voi! »”.

    Ero felice. I miei amici avevano incontrato Gesù Risorto. La mia missione era compiuta.
    Ho voluto raccontarvi la mia storia: una vita senza senso prima di incontrare Gesù, una gioia indicibile per averlo ritrovato.
    E infine una missione affidatami, quella di dire a tutti: “Ho visto il Signore”.
    Ho voluto dirlo anche a voi. Perché a vostra volta lo diciate ad altri…
    Io vi aspetto tutti quassù per celebrare insieme la Pasqua senza tramonto.
    Maria di Magdala

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