• VIENI, VIENI,  SPIRITO D’AMORE  ad insegnar le cose di Dio.  Vieni, vieni, spirito di pace, a suggerir le cose che Lui ha detto a noi.
  •  Noi ti invochiamo, Spirito di Cristo, vieni tu dentro di noi. Cambia i nostri occhi, fa’ che noi vediamo la bontà di Dio per noi. 
  • Insegnaci a sperare, insegnaci ad amare, insegnaci a lodare Iddio.
  • Insegnaci a pregare, insegnaci la via, insegnaci tu l’unità.

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  FESTA DELLA PENTECOSTE                                            

LA GRANDE BATTAGLIA DEL PICCOLO COSIMO                              

        

  • Doveva morire appena nato, invece ha festeggiato il primo compleanno:  Il 6 giugno 2017 il piccolo Cosimo è scivolato nel mondo senza fare troppo rumore, ma molto presto ha chiesto tanto ai propri genitori, ai medici, agli infermieri.  I suoi amici si sono moltiplicati attraverso un’immensa CATENA DI PREGHIERA… E  IERI IL PICCOLO HA COMPIUTO UN ANNO. Auguroni, Cosimo!  
  • INTERVISTA AI GENITORI: Come potreste presentarci Cosimo?
  • COSIMO È NATO IL 6 GIUGNO 2017 con una malformazione sotto la vescica. Dopo un mese di operazioni e di cure i medici ci hanno detto che la sua insufficienza renale era troppo importante, e che non avrebbero più potuto fare alcunché per lui. Cosimo è dunque passato alle cure palliative …
  • I MEDICI CI AVEVANO DETTO che avrebbe dormito sempre di più e mangiato sempre meno. Invece continuava a svegliarsi, e bene o male i suoi biberon, piano piano, se li beveva. Per il colmo della nostra gioia, e con grande sorpresa dei medici, a settembre lo staff ci ha annunciato una diminuzione della sua insufficienza renale: SAREBBE VISSUTO!  Il piccolo Cosimo è un vero guerriero.  LA SANTA VERGINE L’HA  PROTETTO
  • CHE COS’È CHE HA STUPITO I MEDICI?  Un valore chiamato creatinina permette di valutare l’insufficienza renale. I medici non potevano fare niente per un bambino così piccolo. Ci hanno spiegato che gli sarebbero rimasti da pochi giorni a poche settimane di vita. Poi, a settembre, siamo arrivati al terzo mese. I medici hanno deciso di ripetere gli esami del sangue. Il suo tasso di creatinina era sceso ancora . I reni di Cosimo s’erano rimessi in moto a sufficienza perché non fosse più in pericolo. I medici non sanno spiegarsi questo improvviso calo. Nel rapporto dell’ospedale si legge: «IL TASSO di creatinina è crollato in modo…sorprendente»
  • COME SPIEGA CHE COSIMO sia tanto amato dagli infermieri? Cosimo è un bambino molto buono. Piange poco… Ha uno sguardo profondo che cerca quello degli altri e non lo molla. Sorride e ride facilmente. Quando andiamo all’ospedale le infermiere che si sono occupate di lui tornano a vederlo. È “il piccolo Cosimo” che li tira su.
  •  COME AVETE VISSUTO LA SPERANZA IN FAMIGLIA?                 Quando ci si ritrova con le spalle al muro, BISOGNA PREGARE, BISOGNA CONSERVARE LA SPERANZA. Certo, i referti medici ci hanno messi alla prova, ma anche nei momenti peggiori bisogna CONSERVARE LA FEDE. Mio marito mi sosteneva… E quando le mie lacrime scorrevano a fiumi mi poggiavo su di lui. Quanto ai bambini, dicevamo loro: «Il Signore ci ha affidato Cosimo e noi dobbiamo amarlo con tutto il cuore». E se il Buon Dio lo riprende, si vede che deve COMPIERE DAL CIELO UNA MISSIONE ANCORA PIÙ GRANDE.
  •   COSIMO VI HA AVVICINATI A DIO?  Cosimo ci ha avvicinati a Dio nel senso che ogni giorno che passa GUARDO il mio bambino  e dico una preghiera per ringraziare Dio di questo magnifico regalo. Ci ha fatto comprendere la fragilità della vita…. quando si tratta della vita di un bambino non ci si può sentire che impotenti. SOLO LA PREGHIERA E L’AMORE che potevamo offrirgli ci ridavano speranza. Anzitutto siamo persuasi che la SANTA VERGINE PROTEGGESSE COSIMO. Anche se fosse morto, sapevamo che l’avrebbe accolto vicino a sé. Ogni volta che potevamo, cantavamo delle AVE MARIA ALLE ORECCHIE DI COSIMO. Poi una grande CATENA DI PREGHIERE È COMINCIATA… I  messaggi arrivavano a fiumi e il nostro morale risaliva. SENTIRE CHE NON ERAVAMO SOLI  in questo combattimento è stato molto toccante. IN OGNI ISTANTE RIMETTEVAMO COSIMO NELLE MANI DEL BUON DIO.
  •   CHE COSA IN PARTICOLARE VI HA CONFORTATO?   Dopo l’annuncio dei medici ci siamo RECATI ALL’ABBAZIA vicino casa nostra. Avevamo bisogno di un consiglio sul piano religioso. Il Padre Abate ci ha ricevuti in parlatorio e, col nostro permesso, ha fatto venire UN MONACO LAUREATO IN MEDICINA. Questi non aveva il dossier medico di Cosimo, ma ha saputo ridarci SPERANZA. «Sapete, il bambino continua ad evolvere fino ai suoi 3 anni. Bisogna che continuiate ad occuparvene: TUTTO PUÒ CAMBIARE».
  • ·  Qual è stato il momento più gioioso di questi ultimi mesi?   Ogni ritorno a casa dall’ospedale  era una festa. Ma quest’anno  LA MESSA DI MEZZANOTTE è stata particolarmente forte, per noi. Eravamo davanti alla mangiatoia, DAVANTI A GESÙ BAMBINO … e fra le nostre braccia IL NOSTRO COSIMO, così fragile. Un ricordo bellissimo! Oggi Cosimo sorride di continuo,  i suoi occhi hanno una profondità sconcertante, come quelli di S. TERESA DEL BAMBINO GESÙ:  pare avere una RELAZIONE PRIVILEGIATA CON IL CIELO.

…UN RESPIRO DI CIELO. Di questi tempi ne abbiamo proprio bisogno, non vi pare?… VIENI SPIRITO CONSOLATORE!    

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CARI AMICI, alla vigilia di PENTECOSTE, ecco un ennesimo piccolo – grande episodio di come anche ai nostri giorni (2018 – 2019!!!…)  lo SPIRITO SANTO operi in situazioni  e persone semplici che sono i….“SANTI DELLA PORTA ACCANTO”  direbbe Papa Francesco. Leggiamo con gioia e gratitudine…Fa bene al cuore…!

ELENA: UNA PICCOLA SANTA…  PER L’ETERNITÀ

Cristo, quando camminò sulla nostra terra, ebbe una netta preferenza per i più deboli. Egli disse che per entrare nel suo Regno bisognava essere come bambini piccoli. E non risulta che da allora abbia mutato parere. VIVA ELENA!                                 Questo è il messaggio di un amico di famiglia. Ricorda ai genitori, che la loro bambina è “UNA PICCOLA SANTA davanti a Dio. La storia di Elena comincia pochi mesi dopo il matrimonio dei suoi genitori, aprile del 2018. Sua madre, Marie, 24 anni, è belga. Suo padre, Pablo, 25 anni, è spagnolo. Elena è la loro prima figlia, La nascita era prevista per giugno 2019. 

  • L’ANNUNCIO: Tutto traballa il giorno dell’ecografia. Il medico è a disagio, non sa come comunicare la cattiva notizia. Sceglie il metodo brutale e, voltandosi verso Marie, accenna di colpo: «la sua piccola ha una malformazione molto grave…            VUOLE ABORTIRE?».  Fortemente scossa, Marie confida che si sentiva incapace di ascoltare di più.  Il medico si rivolse allora a Pablo, consigliandogli di porre fine alla vita di quella bambina che soffre di anencefalia e non ha speranza di sopravvivere dopo il parto. Per Pablo e per Marie, però, la questione non si pone: AMANO GIÀ LA LORO PICCOLA E PORTERANNO A TERMINE LA GRAVIDANZA
  • Segnati da un vivo senso d’impotenza, SI RIVOLGONO A DIO. Sono scandalizzati e pieni di speranza. Si recano a messa sempre piú spesso. Marie chiama sua figlia    “la protetta di Dio”: La ginecologa della clinica a Madrid, adeguandosi alle loro convinzioni, li accompagna… Ci ha insegnato a comprendere che il poco tempo che avremmo passato con nostra figlia poteva essere il MOMENTO PIÙ FELICE DELLA NOSTRA VITA. Ci ha spiegato, molto semplicemente, che Elena poteva avere una vita lunga. Il tempo nessuno lo vede. Se invece di misurarlo cronologicamente LO MISURIAMO IN AMORE, che vita lunga avrà vostra figlia Elena!!!…  
  • ARRIVA IL GIORNO DELLA NASCITA, programmata per il 20 giugno 2019. Le due famiglie, sono presenti accanto a Marie e Pablo. Alle 20: 40 Elena vede la luce, con taglio cesareo. Marie confida di aver sentito per un attimo un sentimento di paura. Paura di vedere la malformazione, e di affrontare la morte della sua piccolina.
  • È stato Pablo a prenderla fra le braccia. La contempla senza parole per due minuti, sopraffatto dalla gioia. Davanti a questa scena, Marie racconta di aver «dimenticato tutto».  Abbiamo dimenticato che sarebbe morta a breve… ERA COSÍ BELLA! Elena è sostenuta dal pediatra, mentre Pablo la battezza con dell’acqua di Lourdes e del Giordano. Due volte…«casomai Dio non avesse sentito bene»,  sottolinea con qualche ironia. Le ore a seguire- prosegue Pablo – sono probabilmente LE PIÚ BELLE DI TUTTA LA NOSTRA VITA.  Tutta quella sofferenza sopportata trovava lì compimento, nell’ intensità di quel momento. VEDERE ELENA, TOCCARLA, DARLE IL NOSTRO AMORE, BACIARLA ANCORA E ANCORA, PRESENTARLA A TUTTA LA NOSTRA FAMIGLIA…C’è un mistero in ogni vita, e questo mistero non si scopre in modo così singolare e così intenso COME IN QUELLO DELLA NASCITA.                        
  •  Dopo due ore e undici minuti, ELENA SI È SPENTA NELLE BRACCIA DI SUA MADRE, AVENDO RICEVUTO TUTTO L’AMORE CHE POTEVAMO PRODIGARLE DURANTE QUESTO BREVE MOMENTO DI ETERNITÀ.  SIAMO STATI E SIAMO I GENITORI PIÚ FELICI che si possa essere. Ogni vita merita di essere vissuta. Rivivremmo tutto daccapo, passo dopo passo – la sofferenza, le attese, la speranza e la disperazione – per vedere Elena ancora una volta.
  • LE ABBIAMO DATO TUTTO QUELLO CHE POTEVAMO DARLE. LE ABBIAMO OFFERTO DI POTER VIVERE E MORIRE TRA LE BRACCIA DI SUA MADRE.
  • Non c’è maggior motivo di gioia che… AVERE UNA FIGLIA SANTA.
  • GRAZIE,  SIGNORE, PERCHE’ ESISTONO ANCORA MIRACOLI DI FEDE E DI AMORE, COSI’…
  • CHE NE DITE, AMICI?  LO SPIRITO SANTO OPERA ANCORA IN QUESTO NOSTRO MONDO?!!!

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CARI AMICI, dedichiamo anche questa giornata a CHIARA CORBELLA. IL MARITO LA RICORDA COSÌ… E’  ammirevole  in questo ricordo la BELLA SINTONIA di marito e moglie nei momenti  e nelle decisioni  più difficili … Non vi sfugga l’uso dell’aggettivo NOSTRO/A e dei verbi alla PRIMA PERSONA PLUARALE… NOI:  “SIAMO RIMASTI  IN DOLCE ATTESA… ABBIAMO DECISO…”  

CHIARA  CORBELLA                               

TESTIMONIANZA DEL MARITO ENRICO

  • Ciao a tutti, io sono ENRICO, IL MARITO di Chiara Corbella… Desidero raccontare brevemente la nostra storia… Io e Chiara ci siamo sposati il 21 settembre del 2008, dopo pochi mesi SIAMO RIMASTI IN DOLCE ATTESA della nostra prima bimba che si chiama MARIA GRAZIA LETIZIA  È una bimba speciale perché è vissuta SOLO MEZZ’ORA.  Maria Grazia Letizia …non aveva la scatola cranica e quindi era incompatibile con la vita. IO E CHIARA ABBIAMO DECISO di portare avanti la gravidanza e questa NOSTRA SCELTA ci ha permesso di vivere un’esperienza meravigliosa, con lei ABBIAMO VISSUTO L’ETERNITÀ. La sua vita, seppur breve non è un brutto ricordo per noi;  CHIARA diceva sempre che se avesse ABORTITO avrebbe fatto di tutto per dimenticare quel giorno, mentre TENERLA IN BRACCIO, ACCOMPAGNARLA FINO AL PADRE …È STATO UNO DEI GIORNI PIÙ BELLI DELLA SUA VITA E ANCHE DELLA MIA, perché il Signore non ci ha mai promesso che NON MORIAMO, fratelli. Quello che dobbiamo fare è ACCOMPAGNARCI FINO A LUI . Quello che potevamo fare era questo e il Signore ci ha dato la grazia di farlo.   Così avendo fatto una bella esperienza con la prima gravidanza, poco dopo ABBIAMO PENSATO che non c’era motivo di aspettare per avere un altro figlio…Dopo poco, Chiara rimane incinta di un altro bimbo, che si chiamerà Giovanni.  ANCHE LUI VIVE SOLO MEZZ’ORA.               
  • POI CI SIAMO GUARDATI CON CHIARA ED ABBIAMO DECISO di avere un altro figlio.  FRANCESCO,  questo bimbo che oggi c’è, è sano, è bello ma ovviamente la storia non finiva qui.  Francesco è stato concepito nell’unico momento possibile, perché Chiara già in quel periodo aveva una piccola lesione sulla lingua, che pensavamo fosse un’afta, invece era un CARCINOMA;  Cosa fare? Senza ombra di dubbio, la vita l’avevamo difesa prima e continuiamo a difenderla, non avevamo molta scelta, CI SIAMO SOLTANTO FIDATI DI QUELLO CHE CI CHIEDEVA IL SIGNORE, perché fino a quel momento non ci aveva deluso e non potevamo sapere quello che sarebbe accaduto dopo. Chiara ha aspettato tutta la gravidanza per curarsi, la mia ansia cresceva ogni giorno, fino a che il 30 maggio del 2011 nasce Francesco.
  • Subito dopo Chiara si opera per asportare il tumore, ma i medici trovano due metastasi ai linfonodi del collo, così inizia il calvario: CHEMIO, RADIOTERAPIA…    I primi controlli sembrano andare bene, l’ultimo va malissimo; … ci dicono che Chiara era una malata terminale, che non c’era più niente da fare. Saputo questo, Siamo partiti per Medjugorie per chiedere al Signore LA GRAZIA DI ACCOGLIERE LA GRAZIA, qualunque essa  sarebbe  stata.   Mia moglie, sapendo di essere terminale, mi chiese di non dirle mai quanto tempo le sarebbe rimasto da vivere… In questi ultimi mesi  ci siamo preparati ad ACCOGLIERE LO SPOSO che arrivava.  Perché il vero sposo è sempre lui, per tutti noi, in realtà il vero matrimonio è quello che avremo tutti con CRISTO…  
  • Per questo Chiara quando è morta L’ABBIAMO VESTITA DA SPOSA.   Ed ora che sta succedendo?  Questa luce si sta diffondendo…IL SEME che cade in terra non muore, genera molto frutto e così è stato per Chiara. Nella nostra vita abbiamo sempre vissuto questa frase: “SIAMO NATI  E NON MORIREMO PIÙ”. Siamo arrivati al 13 giugno, capivamo   che mancava poco,  Chiara stava molto male ma ha aspettato Fra Vito perché sapeva che lui LE PORTAVA… GESÙ.
  • CHIARA HA VISSUTO QUELLA MESSA in modo incredibile, il  vangelo era “voi siete il sale della terra, la luce del mondo” .  Chiara contemplava quelle parole e diceva: “CHE BELLO, tutto quello che sta succedendo”. Ci ha salutato tutti. …Cosciente fino alla fine …
  • CHIARA È MORTA FELICE!…   Vi rendete conto che si può morire felici? Cristo è Risorto… E noi desideriamo risorgere con Lui e la mia gioia nasce dal fatto che CRISTO MI DICE CHE ANCHE IO POSSO RISORGERE e Chiara  sapeva dove andava,  lei sapeva che andava a STARE MOLTO MEGLIO DI QUA, infatti secondo lei la croce più grande era la mia. E mi ha detto: “TU RIMANI QUA IO VADO A STARE BENE,  ENRICO”... Accompagnare Chiara per me è stato un onore e logicamente FARÀ PARTE DELLA MIA VITA SEMPRE.
  • Ovviamente mia moglie mi manca tanto... però sono contento che mia moglie HA FATTO CENTRO. Io e mia moglie guardavamo nella stessa direzione. Quello che mi potevo augurare che succedesse a novantamila anni… è successo ai suoi 28 anni, però HA FATTO CENTRO e io ne sono contento. Chiara una volta mi disse:ENRICO,  al mio funerale voglio che chi viene possa ricevere UNA PIANTINA, voglio che escano dalla Chiesa con una piantina, perché si devono ricordare che la vita è …fuori di loro”!                                           +++++++++++++++++++++++++                                                                
  • Che ne dite di questi meravigliosi sposi?
  • Ma allora il Signore continua a fare “miracoli” anche all’interno della famiglia, oggi tanto in crisi?
  • donalesiani@gmail.com 

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CHIARA CORBELLA …                                                                                                                                SCEGLIE LA VITA DEL FIGLIO

 A PREZZO DELLA PROPRIA…

  • … SE N’È ANDATA TRA I CANTI DEL MARITO ENRICO, che ha accompagnato il rito funebre con la sua voce e la sua chitarra. Se ne è andata, Chiara. «CHIARA NON È MORTA PER FRANCESCO. CHIARA GLI HA DATO LA VITA». Questa “piccola donna” ha tanto desiderato il suo bambino che NON HA VOLUTO INIZIARE, PROPRIO DURANTE LA GRAVIDANZA, LA CHEMIOTERAPIA che avrebbe potuto aiutarla invece a sconfiggere la malattia. CHIARA, DA CATTOLICA, NE ERA CONVINTA: LA VITA È ALTROVE. Una storia, quella dei giovani sposi Corbella Petrillo in parte simile a quella di Gianna Beretta Molla – proclamata santa nel 2004 -, che scoprendo di essere affetta da un tumore sceglie di salvare la vita del bimbo che porta nel grembo a discapito della propria.
  • QUELLO DI CHIARA È UN MERAVIGLIOSO DISEGNO DIVINO CHE CI SFUGGE CHIARA ED ENRICO di prove difficili ne hanno avuto però tante ma – SORRETTI DA UNA INCROLLABILE FEDE non hanno mai avuto dubbi da che parte stare. «La morte di Chiara è stata il compimento di una preghiera»…
  • Da quando le viene confermato di essere una MALATA TERMINALE, la ragazza smette di chiedere il miracolo per sé ma CHIEDE A DIO LA SERENITÀ di accettare quanto stava per compiersi.
  • «E NOI ABBIAMO VISTO MORIRE UNA DONNA FELICE».  Enrico legge poi la lettera che Chiara ha scritto per il loro bambino, perché sappia cosa è stato volere lui, e i due fratellini prima:  «NON ERAVATE NOSTRI, NON ERAVATE PER NOI … Qualunque cosa farai nella vita, non scoraggiarti, figlio mio: SE DIO TOGLIE È PER DARTI DI PIÙ E TU SEI SPECIALE, HAI UNA MISSIONE GRANDE … FIDATI DI LUI, NE VALE LA PENA».  A terra, accanto alla bara, migliaia di piantine che a conclusione del rito sono state offerte dalla famiglia a quanti hanno partecipato al funerale, a simboleggiare IL DONO DELLA VITA.
  •  ECCO LA LETTERA AL SUO BAMBINO… Carissimo Franci, oggi compi un anno e ci chiedevamo cosa poterti regalare che potesse durarti negli anni e così abbiamo deciso di scriverti una lettera. Sei stato un dono grande nella nostra vita, perché ci hai aiutato a guardare oltre i nostri limiti umani, quando i medici volevano metterci paura, la tua vita così fragile ci dava la forza di andare avanti. Per quel poco che ho capito in questi anni, posso solo dirti che l’amore è il centro della nostra vita, perché nasciamo da un atto di amore, viviamo per amore e per essere amati e moriamo per conoscere l’amore vero di Dio. Lo scopo della nostra vita è amare ed essere sempre pronti ad imparare ad amare gli altri, come solo Dio può insegnarti. L’amore ti consuma, ma è bello morire consumati, proprio come una candela che si spegne solo quando ha raggiunto il suo scopo. Qualsiasi cosa farai avrà senso solo se la vedrai in funzione della vita eterna. Se starai amando veramente te ne accorgerai dal fatto che nulla ti appartiene veramente, perché tutto è un dono; come dice San Francesco: “Il contrario dell’amore è il possesso”. Noi abbiamo amato i tuoi fratelli Maria e Davide e abbiamo amato te, sapendo che non eravate nostri, che non eravate per noi e così deve essere tutto nella vita: tutto ciò che hai non ti appartiene mai, perché è un dono che Dio ti fa, perché tu possa farlo fruttare. Non scoraggiarti mai figlio mio, Dio non ti toglie mai nulla, se toglie è solo perché vuole donarti tanto di più. Grazie a Maria e Davide noi ci siamo innamorati di più della vita eterna ed abbiamo smesso di avere paura della morte, dunque Dio ci ha tolto, ma per donarci un cuore più grande ed aperto ad accogliere l’eternità già in questa vita. Ci siamo sposati senza niente, mettendo però Dio al primo posto e credendo all’amore che ci chiedeva questo grande passo. Non siamo mai rimasti delusi, abbiamo sempre avuto una casa e tanto di più di quello che ci occorreva. Tu ti chiami Francesco proprio perché San Francesco ci ha cambiato la vita e speriamo che possa essere un esempio anche per te. E’ bello avere degli esempi di vita che ti fanno capire che si può pretendere il massimo della felicità, già su questa terra, con Dio come guida. Sappiamo che sei speciale e che hai una missione grande. Il Signore ti ha voluto da sempre e ti mostrerà la strada da seguire, se gli aprirai il cuore. Fidati ne vale la pena. Mamma Chiara.

 

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SANTI  SPOSATI – GIANNA BERETTA  MOLLA

CARI AMICI,  oggi ci fermiamo su una bella figura di fidanzata, sposa, dottoressa …  mamma.    A me particolarmente cara perché canonizzata da S. GIOVANNI PAOLO II insieme al nostro fondatore DON ORIONE il 16 maggio 2004. Una data indimenticabile…  

  • FIDANZATA COSÌ… “Quando penso al nostro grande amore reciproco, non faccio che ringraziare il Signore. E’ proprio vero che l’amore è il sentimento più bello che il Signore ha posto nell’animo degli  uomini.   E noi ci vorremo sempre bene, come ora, Pietro.…Così con l’aiuto del Signore faremo di tutto perché la nostra nuova famiglia abbia ad essere Un Piccolo Cenacolo ove Gesù regno sopra tutti i nostri affetti, desideri e azioni.  Pietro mio, mancano pochi giorni e mi sento tanto commossa  ad accostarmi a ricevere IL SACRAMENTO DELL’AMORE. Diventiamo  collaboratori di Dio nella creazione, possiamo così dare a Lui dei figli che lo amino e lo servano. PIETRO, sarò capace di essere la sposa e la mamma che tu hai sempre desiderato? Lo voglio proprio, perché tu lo meriti e perché ti voglio  tanto bene. ( 4 sett. 1955)
  • SPOSA COSÌ:Ti amo tanto, Pietro e mi sei sempre presente cominciando dal mattino quando,  durante la santa Messa all’offertorio, offro con il mio il tuo lavoro, le tue gioie, le tue sofferenze… vivendo così, Pietro, giorno dopo giorno  noi raggiungiamo quella SANTITÀ CONIUGALE che Dio si aspetta da noi… voglio formare con te una famiglia ricca di figli come lo sono state le  nostre belle famiglie nelle  quali siamo cresciuti”
  • Il 21 febbraio 1955 Gianna scrive a Pietro:“…Vorrei proprio farti felice ed essere quella che tu desideri: buona, comprensiva e pronta ai sacrifici che la vita ci chiederà.” “Ora ci sei tu, a cui già voglio bene ed intendo donarmi per formare una famiglia veramente cristiana.”…..
  • 11 marzo scrive: “Pietro, potessi dirti tutto ciò che sento per te!   ma non sono capace – supplisci tu. Il Signore proprio mi ha voluto bene – tu sei l’uomo che desideravo incontrare, ma non ti nego che più volte mi chiedo: “SARÒ IO DEGNA DI LUI?”  Sì, di te, Pietro, perchè mi sento così un nulla, così capace di niente, che pur desiderando grandemente di farti felice, temo di non riuscirvi. E allora prego così il Signore: “Signore, tu che vedi i miei sentimenti e la mia buona volontà, aiutami a diventare una sposa e una madre come Tu vuoi e penso che anche Pietro lo desideri”. Va bene così, Pietro? Con tanto tanto affetto ti saluto    Tua Gianna.”
  • Il 23 marzo, scrive da Sestrière: “Carissimo Pietro. è meraviglioso, quando si è in alto in alto, con un cielo sereno, la neve bianchissima, come si gode e si loda Iddio. Pietro, tu già lo sai, mi sento così felice quando sono a contatto con la natura così bella, che passerei delle ore in sua contemplazione.”
  • Il 9 aprile, Gianna scrive: Pietro carissimo, tu sai che è mio desiderio vederti e saperti felice; dimmi come dovrei essere e ciò che dovrei fare per renderti tale. Ho tanta fiducia nel Signore e son certa che mi aiuterà ad essere la tua degna sposa.  Pietro, potessi essere per te la donna forte del Vangelo! Invece mi sento debole. Vuol dire che mi appoggerò al tuo braccio forte. Mi sento così sicura vicino a te!”…
  • Ricorda Pietro …“In realtà è stata, da subito, una donna forte. L’ho chiamata ad abitare nella villetta entro il recinto degli stabilimenti. E quando, nel triennio 1956-1958, scioperi prolungati e pesanti le hanno fatto condividere preoccupazioni e amarezze, non mi ha mai chiesto di cambiare casa; sapeva che questa residenza facilitava l’adempimento dei miei compiti e delle mie responsabilità.
  • Il 4 settembre: “…Mancano solo 20 giorni e poi sono… Gianna Molla! Che diresti, se per prepararci spiritualmente a ricevere questo Sacramento facessimo un triduo? Messa e S. Comunione, tu a Ponte Nuovo, io nel Santuario dell’Assunta. La Madonna unirà le nostre preghiere, desideri, e poiché l’unione fa la forza, Gesù non può non ascoltarci ed aiutarci. Sono certa che dirai di sì, e ti ringrazio.”
  • FIBROMA ALL’UTERO:  Al dottore che le dice:  “Se vogliamo mettere al sicuro la tua vita,  dobbiamo interrompere la gravidanza” risponde:Non lo permetterò mai…anche se devo rischiare io voglio che il mio bambino viva. Professore, operi in modo che la gravidanza possa continuare
  • AL MARITO: Pietro se dovrete decidere se salvare la mia vita o  quella del bambino, io esigo, SALVATE IL BAMBINO!”    Entra nel reparto il VENERDI SANTO 1962  dice: “Sono qui a fare il mio dovere di mamma… sono pronta a tutto pur di salvare la mia creatura”
  • IL FRATELLO PRETE COMMENTA: sono parole davanti alle quali io mi inginocchio. Non ha pensato mai di fare un atto eroico,  MA SOLO IL SUO DOVERE DI MAMMA!… 
  • Il giorno dopo SABATO SANTO nasce con taglio cesareo Gianna Emanuela…  Ma per lei comincia l’agonia… chiede di essere portata a casa per morire nel suo letto di sposaSente i bambini che si svegliano … due lacrime rigano il suo volto … “GESÙ TI AMO, GESÙ TI AMO!” e muore santamente.   Aveva 39 anni. 

 

  • Dall’omelia di S. GIOVANNI PAOLO II   SULL’ESEMPIO DI CRISTO,  CHE “AVENDO AMATO I SUOI…  LI AMÒ SINO ALLA FINE” (Gv 13,1),   QUESTA SANTA MADRE DI FAMIGLIA  si mantenne eroicamente fedele all’impegno assunto   il giorno del matrimonio.    Possa la nostra epoca riscoprire,   attraverso l’esempio di GIANNA BERETTA MOLLA,   LA BELLEZZA PURA, CASTA E FECONDA   DELL’AMORE CONIUGALE, VISSUTO COME RISPOSTA ALLA CHIAMATA DIVINA!

    donalesiani@gmail.com – sito: www.sanbiagiofano.it

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Le ali della farfalla... Devi sapere che dalla scorsa estate siamo riusciti a far sì che la  nostra bambina dorma da sola nel suo lettino e nella sua stanzetta. Durante la notte, però, quando si sveglia lei sa che può venire da noi quando Vuole. Si sente nel buio un battere di piedini: è lei che corre nel corridoio e si precipita nella nostra stanza. Balzata nel letto si mette fra me e la mamma… Qualche pomeriggio fa si preparava alla siesta pomeridiana nel nostro letto. . R. era di fianco a lei, io stavo guardando la TV. Prima di addormentarsi, mettendo una manina sul mio cuscino, ha detto: “mamma, manca un’ala della farfalla! R. non capiva e le ha chiesto il significato delle sue parole. E lei con la massima semplicità le ha detto: ” Tu sei un’ala della farfalla, io sono il corpo e babbo è l’altra ala “… in effetti quando viene a dormire con noi lei sta al centro come il corpo di una farfalla fra due ali.  Bene, la cosa mi ha commosso e mi ha  fatto molto pensare. Per esempio alla famiglia che è veramente come una splendida farfalla in cui i figli ne sono il corpo e i genitori le ali che possono guidarli e farli volare… ho pensato a tutti i voli di cui ho privato  la “mia farfalla “, per tanto tempo mutilata di una delle due ali: il suo babbo. La nostra bambina  compirà 4 anni… E nessuno le ha mai suggerito un simile paragone!  Spero di poter recuperare il tempo perduto.  Lett.firmata

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CARI AMICI , iniziamo una nuova settimana che ci prepara alla grande festa della PENTECOSTE. Dopo aver goduto nella settimana passata degli esempi mirabili di due SANTI GIOVANI, vorrei questa settimana dedicarla ai  SANTI SPOSATI Cominciando dai coniugi MARTIN, I SANTI  GENITORI DI S. TERESA DEL BAMBIN GESÙ.   

I CONIUGI MARTIN:   CANONIZZATI  il 18 ottobre 2015    

  •  GENITORI SECONDO IL CUORE DI DIO: ambedue avrebbero desiderato consacrarsi al Signore; ma un giorno Zélie passò sul ponte S. Leonard, ad Alençon e incrociò un giovane la cui nobile fisionomia, la impressionò. Una voce interiore le mormorò in segreto:  «É QUEST’UOMO CHE HO PREPARATO PER TE».
  • PUREZZA FECONDA… A mezzanotte del 13 luglio 1858 si sposarono nella chiesa di Notre Dame. La delicatezza d’animo di Louis, la formazione religiosa di Zélie e il breve fidanzamento di pochi mesi fecero sì che il matrimonio non venisse consumato. Tuttavia, con l’aiuto di un padre spirituale, i due sposi maturarono un diverso atteggiamento: la verginità venne integrata in un giusto orientamento del sacramento del matrimonio, che ha per suo specifico fine la procreazione. Nasceranno ben 9  figli. Scriverà Zélie: «Quando abbiamo avuto i nostri figlioli, non vivevamo più che per loro, erano la nostra felicità».
  • DIO IL PRIMO SERVITO:    Dio, nel focolare dei Martin, sarà sempre «IL PRIMO SERVITO»,   LA MESSA E LA PREGHIERA erano la fonte della loro esistenza.         IN CASA la madre era madre e il padre era padre.  ZÉLIE era una mamma tenerissima; «è un lavoro così dolce occuparsi dei propri bambini!»:
  • PIENO ABBANDONO ALLA DIVINA PROVVIDENZA, Nonostante lo straziante dolore per la perdita di ben 4 figli, non cadono nella disperazione. “Quando ho chiuso gli occhi ai miei cari bambini, ho provato un grande dolore, a cui mi sono rassegnata. «MIO DIO, vi dono il mio cuore, prendetelo, così che nessuna creatura possa possederlo, MA VOI SOLO, MIO BUON GESÙ».   
  • Le figlie al processo di beatificazione di Teresina:  «La nostra mamma vigilava con grande attenzione sull’anima delle sue bambine… era un’educazione buona e affettuosa, ma oculata e accurata».
  • MEZZI SPIRITUALI:  Confessione frequente, adorazioni notturne, esami di coscienza sulle GINOCCHIA della mamma e il catechismo imparato IN BRACCIO al papà: educazione sana, e le figlie non videro miglior futuro che quello di porsi al servizio della Chiesa.
  • ZÉLIE MORIRÀ DI CANCRO A 45 ANNI, con l’ultima nata di appena 4 anni (Teresina). LOUIS morirà a 71 anni dopo un umiliante declino, causato dall’arteriosclerosi avendo prima, la gioia di donare TUTTE LE CINQUE FIGLIE AL SIGNORE
  • Amante del silenzio e della contemplazione, Louis Martin fu per ZÉLIE UN MERAVIGLIOSO CONSOLATORE…. Le scriveva l’8 ottobre 1863: «Non potrò arrivare che lunedì; il tempo mi sembra lungo e non vedo l’ora di essere VICINO A TE»..
  • QUANDO RESTERÀ VEDOVO A 54 ANNI, manterrà lo stesso obiettivo: rimase interamente consacrato alla felicità eterna delle sue figlie, di cui curava l’educazione con lo scopo di «ALLEVARLE TUTTE PER IL CIELO». Pretendeva l’ordine e la pulizia… Testimonierà la figlia, suor Genoveffa: «Noi non avevamo che una domestica, ma era lui che faceva il lavoro grosso». GIOCAVA CON LE FIGLIE, le portava in pellegrinaggio… le ragazze vissero in una famiglia dove era stata INNALZATA LA CROCE DI CRISTO.
  • I  FRUTTI DI UNA VITA SANTA: Teresa, morta nel 1897 e proclamata santa nel 1925, sempre ha detto di essere “FIGLIA DI SANTI”… “IL SIGNORE MI HA DATO DUE GENITORI PIÙ DEGNI DEL CIELO CHE DELLA TERRA”. Lei, cui la Chiesa riconosce il merito di aver indicato la “PICCOLA VIA” per raggiungere la santità, confessa di aver imparato la spiritualità del suo “sentierino” SULLE GINOCCHIA DI MAMMA.
  • ORA È LA CHIESA A “METTERE LA FIRMA” SULLA SANTITÀ RAGGIUNTA DA QUESTA COPPIA: NON “MALGRADO IL MATRIMONIO”, MA PROPRIO “GRAZIE AL MATRIMONIO
  • PAPA FRANCESCO: “PERMESSO”, “SCUSA”, “GRAZIE”:   se in una famiglia si dicono queste tre parole,  LA FAMIGLIA VA AVANTI. Guardiamo Maria: le prime parole sono: “L’anima mia magnifica il Signore”. Tutto è suo dono. Lui è la nostra forza! Dire grazie è così facile, eppure così difficile! Quante volte ci diciamo grazie in famiglia? “PERMESSO”, “SCUSA”, “GRAZIE”: se in una famiglia si dicono queste tre parole, la famiglia va avanti. Spesso diamo tutto per scontato! E questo avviene anche con Dio. E’ facile andare dal Signore a chiedere qualcosa, ma andare a ringraziarlo…?

 QUESTA FAMIGLIA TI BENEDICE, TI BENEDICE, SIGNORE

– Ti benedice perché ci hai fatto incontrare, perché ci hai dato amore e gioia per vivere insieme, perché ci hai dato uno scopo per continuare, questa famiglia ti benedice.

 Risonanze spirituali:   PARLIAMONE UN PO’ TRA NOI…che ci dice oggi una famiglia cosi?   Poesia pura o è … possibile?     DA DOVE COMINCIARE?                                                                    

–  donalesiani@gmail.comwww.sanbiagiofano.it

 

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Ma come premessa oggi vogliamo goderci una splendida PAGINA DI S. CIRILLO DI ALESSANDRIA sullo SPIRITO SANTO. Un santo di tanti secoli fa ma fresco e comprensibile nel LINGUAGGIO: PROVIAMO A LEGGERLO BENE E POI…mi direte che effetto vi fa…

  • Per quale motivo la grazia dello Spirito è chiamata acqua? Certamente perché tutto ha bisogno dell’acqua. L’acqua è generatrice delle erbe e degli animali. L’ACQUA DELLA PIOGGIA DISCENDE DAL CIELO. SCENDE SEMPRE ALLO STESSO MODO E FORMA, MA PRODUCE EFFETTI MULTIFORMI.  Altro è l’effetto prodotto nella PALMA, altro NELLA VITE e così in tutte le cose, pur essendo sempre di un’unica natura e non potendo essere diversa da se stessa. La pioggia infatti non discende diversa, non cambia se stessa, MA SI ADATTA ALLE ESIGENZE DEGLI ESSERI CHE LA RICEVONO e diventa per ognuno di essi QUEL DONO provvidenziale di cui abbisognano.
  • ALLO STESSO MODO ANCHE LO SPIRITO SANTO, PUR ESSENDO UNICO E DI UNA SOLA FORMA E INDIVISIBILE, DISTRIBUISCE AD OGNUNO LA GRAZIA COME VUOLE. E come un albero inaridito, ricevendo l’acqua, TORNA A GERMOGLIARE, così L’ANIMA PECCATRICE, RESA DEGNA DEL DONO DELLO SPIRITO SANTO ATTRAVERSO LA PENITENZA, PORTA GRAPPOLI DI GIUSTIZIA.
  • Lo Spirito per disposizione divina e per i meriti di CRISTO, OPERA EFFETTI MOLTEPLICI. Infatti SI SERVE DELLA LINGUA DI UNO PER LA SAPIENZA. Illumina la mente di un altro con la PROFEZIA. A uno conferisce il potere di scacciare i demoni, a un altro largisce il dono di interpretare le DIVINE SCRITTURE. Rafforza LA TEMPERANZA di questo, mentre a quello insegna la MISERICORDIA. Ispira a un fedele la pratica del DIGIUNO, ad altri forme ascetiche differenti. C’è chi da lui apprende LA SAGGEZZA nelle cose temporali e chi perfino riceve da lui LA FORZA DI ACCETTARE IL MARTIRIO. In uno lo Spirito produce un effetto, nell’altro ne produce uno diverso, pur rimanendo sempre uguale a se stesso. Si verifica quanto sta scritto: «A CIASCUNO È DATA UNA MANIFESTAZIONE  PARTICOLARE DELLO SPIRITO PER L’UTILITÀ COMUNE» (1 Cor 12, 7).
  • MITE E LIEVE IL SUO AVVENTO, FRAGRANTE E SOAVE LA SUA PRESENZA, LEGGERISSIMO IL SUO GIOGO. Il suo arrivo è preceduto dai raggi splendenti della luce e della scienza.
  • GIUNGE COME FRATELLO E PROTETTORE. VIENE INFATTI A SALVARE, A SANARE, A INSEGNARE, A ESORTARE, A RAFFORZARE E A CONSOLARE. Anzitutto illumina la mente di colui che lo riceve e poi, per mezzo di questi, anche degli altri. E come colui che prima si trovava nelle tenebre, all’apparire improvviso del SOLE RICEVE LA LUCE NELL’OCCHIO DEL CORPO E CIÒ CHE PRIMA NON VEDEVA, VEDE ORA CHIARAMENTE, così anche colui che è stato ritenuto degno del DONO DELLO SPIRITO SANTO, VIENE ILLUMINATO NELL’ANIMA E, ELEVATO AL DI SOPRA DELL’UOMO, VEDE COSE CHE PRIMA NON CONOSCEVA.

  •  …CHE MERAVIGLIA DI SEMPLICITÀ E PROFONDITÀ!  …  e noi cristiani sappiamo tutto sulle mode, sulle ricette di cucina e lo sport…e non sappiamo nulla di questi grandi primi PADRI DELLA FEDE! Abbiamo Bisogno di invocarlo davvero con quella che io ritengo come LA PREGHIERA PIÙ  BELLA che la Chiesa ha “inventato”… Non è una semplice richiesta …ma ti obbliga a guardarti dentro e a cambiare LA TESTA E IL CUORE... Eccola… 

  1. -Vieni, Santo Spiritomanda a noi dal cielo un raggio della tua luce.
  2. -Vieni, Padre dei poveri,   vieni, datore dei doni, vieni luce dei cuori.
  3. -Consolatore perfetto,  ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo.
  4. -Nella fatica, riposo;   nella calura, riparo; nel pianto, conforto.
  5. -O luce beatissima,  invadi intimamente il cuore dei fedeli.
  6. -Senza la tua forza,   nulla è nell’ uomo, nulla è senza colpa.
  7. -Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido,sana ciò che sanguina
  8. -Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido,  drizza ciò ch’è sviato.
  9. -Dona a i tuoi fedeli,    che solo in te confidano, i tuoi santi doni.
  10. -Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna.  Amen

 CHE NE DITE?  Parliamone un pò, se volete…

donalesiani@gmail.com – www.sanbiagiofano.it

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7 comments

  1. e mi ritrovo a fermarmi su queste ultime testimonianze… dai coniugi Beretta a Chiara ed Enrico ..e poi Elena , e Cosimo ..
    …quasi mi ci avvicino in punta di piedi …

    Intrecci dello Spirito con l’ umanità
    Intrecci dove speranza , fede , coraggio vincono su dolore e gelo .
    Intrecci che generano santità .

    Pagine di vita che ci ripetono il concetto dell’AMORE ( anche quello che ” ti consuma , ma è bello morire consumati , proprio come una candela… ” , ..quello che ” guardavamo nella stessa direzione ” .. )
    Pagine di vita che ribaltano certi concetti della MORTE ( ” innamorati della vita eterna , abbiamo smesso di avere PAURA della morte ” …)
    E che ci richiamano al nostro ” ESSERE DESTINATI ALL’ETERNITA’ ” ( ” accompagnarci fino a LUI … accogliere LO SPOSO …” )

    Davanti a vite così ..commozione , preghiera , silenzio .

  2. da un piccolo libro di preghiere ..

    IL GIORNO DELLA PENTECOSTE
    O Santissimo Spirito paraclito , amore eterno del Padre e del Figliuolo, scendete entro il cuor mio ed illuminatelo benignamente col vostro splendore .
    Voi siete la vera LUCE di ogni anima; voi la vita e la virtù di ogni cuore; voi donaste agli Apostoli il conoscimento di quelle Verità che predicar dovevano a tutto il mondo ; voi deste loro quello zelo che li rese così ansiosi di propagarle ; voi concedeste ai Martiri quella invitta COSTANZA, con cui sprezzarono i tormenti più atroci e quella santa libertà di parola con cui derisero intrepidamente i più superbi tiranni ……
    Scendete dunque a ravvivarmi, o Signore …Venite a purificarmi…e DISSIPATE DA ME ogni altro spirito che ritardi o contenda l’ingresso a Voi . Arricchitemi con i vostri doni, illuminate col vostro lume il mio intelletto , infuocate la mia volontà.
    FORTIFICATE la mia debolezza , AMMAESTRATE la mia ignoranza , RISCALDATE la mia tiepidezza , IRRIGATE la mia aridità : NUTRITEMI con la vostra dolcezza , CONSOLATEMI colla vostra soavità .
    Voi siete il nostro conforto e la nostra speranza .
    Voi la nostra allegrezza e la nostra consolazione . voi la nostra fortezza . voi la SANTIFICAZIONE DEI NOSTRI CUORI , voi il perdono dei nostri peccati , voi la vita e l’alimento di ogni virtù .
    VISITATEMI BENIGNAMENTE , occupatemi INTERAMENTE e NON lasciate ALCUNA parte di me , la quale non sia da voi penetrata e santificata

    COSI’ SIA

  3. LA CHIESA PARLA IN TUTTE LE LINGUE

    Dai «Discorsi» di un autore africano del sec. VI

    GLI APOSTOLI HANNO PARLATO IN TUTTE LE LINGUE. Così certamente Dio volle allora manifestare la presenza dello Spirito Santo, in modo che colui che l`avesse ricevuto, potesse parlare in tutte le lingue. Bisogna infatti comprendere bene, fratelli carissimi, che è proprio grazie allo Spirito santo che la carità di Dio si trova nei nostri cuori. E poiché la carità doveva radunare la Chiesa di Dio da ogni parte del mondo, un solo uomo, ricevendo lo Spirito Santo, poté allora parlare tutte le lingue. Così ora la Chiesa, radunata per opera dello Spirito Santo, esprime la sua unità in tutte le lingue. Perciò se qualcuno dirà a uno di noi: Hai ricevuto lo Spirito Santo, per quale motivo non parli in tutte le lingue?
    DEVI RISPONDERE: CERTO CHE PARLO IN TUTTE LE LINGUE? DEVI RISPONDERE: CERTO CHE PARLO IN TUTTE LE LINGUE, INFATTI SONO INSERITO IN QUEL CORPO DI CRISTO CIOÈ NELLA CHIESA, CHE PARLA TUTTE LE LINGUE. CHE COSA ALTRO IN REALTÀ VOLLE SIGNIFICARE DIO PER MEZZO DELLA PRESENZA DELLO SPIRITO SANTO, SE NON CHE LA SUA CHIESA AVREBBE PARLATO IN TUTTE LE LINGUE?
    Si compì in questo modo ciò che il Signore aveva promesso: Nessuno mette vino nuovo in otri vecchi, ma si mette vino nuovo in otri nuovi e così ambedue si conservano (cfr. Lc 5, 37-38). Perciò quando si udì parlare in tutte le lingue, alcuni a ragione andavano dicendo: «Costoro si sono ubriacati di mosto» (At 2, 13). INFATTI ERANO DIVENTATI OTRI NUOVI RINNOVATI DALLA GRAZIA DELLA SANTITÀ, IN MODO CHE RIPIENI DI VINO NUOVO, CIOÈ DELLO SPIRITO SANTO, PARLANDO TUTTE LE LINGUE, ERANO FERVENTI, E RAPPRESENTAVANO CON QUEL MIRACOLO EVIDENTISSIMO CHE LA CHIESA SAREBBE DIVENTATA CATTOLICA PER MEZZO DELLE LINGUE DI TUTTI I POPOLi. Celebrate quindi questo giorno, come membra dell`unico corpo di Cristo. INFATTI NON LO CELEBRERETE INUTILMENTE SE VOI SARETE QUELLO CHE CELEBRATE. SE CIOÈ SARETE INCORPORATI A QUELLA CHIESA, CHE IL SIGNORE COLMA DI SPIRITO SANTO, ESTENDE CON LA SUA FORZA IN TUTTO IL MONDO, RICONOSCE COME SUA, VENENDO DA ESSA RICONOSCIUTO. LO SPOSO NON HA ABBANDONATO LA SUA SPOSA, PERCIÒ NESSUNO GLIENE PUÒ DARE UN`ALTRA DIVERSA. SOLO A VOI, INFATTI, CHE SIETE FORMATI DALL`UNIONE DI TUTTI I POPOLI, CIOÈ A VOI, CHIESA DI CRISTO, CORPO DI CRISTO, SPOSA DI CRISTO, L`APOSTOLO DICE: SOPPORTATEVI A VICENDA CON AMORE E CERCATE DI CONSERVARE L`UNITÀ DELLO SPIRITO PER MEZZO DEL VINCOLO DELLA PACE (cfr. Ef 4, 2). Vedete che dove comandò di sopportarci vicendevolmente, là pose l`amore. Dove constatò la speranza dell`unità, là mostrò il vincolo della pace. QUESTA È LA CASA DI DIO, EDIFICATA CON PIETRE VIVE, NELLA QUALE, EGLI SI COMPIACE DI ABITARE E DOVE I SUOI OCCHI NON DEBBANO ESSERE OFFESI DA NESSUNA SCIAGURATA DIVISIONE.

  4. IN ATTESA DELLA PENTECOSTE…
    INVOCAZIONE ALLO SPIRITO SANTO
    di San Simeone il Nuovo Teologo
    Monaco orientale caro alla Chiesa Ortodossa.

    VIENI, luce vera.
    VIENI, VITA ETERNA.
    Vieni, mistero nascosto.
    Vieni, tesoro senza nome.
    Vieni, realtà ineffabile.
    Vieni,persona inconcepibile.
    Vieni, felicità senza fine.
    Vieni, luce senza tramonto.
    Vieni, risveglio di chi dorme.
    Vieni, risurrezione dei morti.

    VIENI,INVISIBILE, INTANGIBILE E
    IMPALPABILE

    VIENI, TU CHE SEMPRE RIMANI IMMOBILE,
    E AD OGNI ISTANTE TI MUOVI E VIENI A NOI.
    VIENI, NOME DILETTO E OVUNQUE RIPETUTO,
    DI CUI NON POSSIAMO ESPRIMERE L’ESSERE
    NE CONOSCERE LA NATURA.

    GRAZIE PER ESSERTI FATTO PER ME LUCE
    SENZA TRAMONTO,
    SOLE SENZA DECLINO, PERCHE’ NON HAI
    DOVE NASCONDERTI,
    TU CHE RIEMPI L’UNIVERSO DELLA TUA GLORIA. Amen

  5. S. ILARIO , VESCOVO
    IL DONO DI CRISTO LO SPIRITO SANTO …RESTA CON NOI

    IL SIGNORE COMANDÒ DI BATTEZZARE NEL NOME DEL PADRE E DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO. IL CATECUMENO VIENE BATTEZZATO PROFESSANDO PERCIÒ LA FEDE NEL CREATORE, NELL’UNIGENITO, NEL DONO.
    UNICO È IL CREATORE DI TUTTO. UNO INFATTI DIO PADRE DA CUI HANNO PRINCIPIO TUTTE LE COSE. UNICO È ANCHE L’UNIGENITO, IL SIGNORE NOSTRO GESÙ CRISTO, PER MEZZO DEL QUALE TUTTE LE COSE FURONO CREATE, E UNICO LO SPIRITO DATO IN DONO A TUTTI. Ascoltiamo dalle parole dello stesso Signore quale sia il suo compito nei nostri confronti. Dice: «MOLTE COSE HO ANCORA DA DIRVI, MA PER IL MOMENTO NON SIETE CAPACI DI PORTARNE IL PESO» (GV 16, 12). È BENE PER VOI CHE IO ME NE VADA, SE ME NE VADO VI MANDERÒ IL CONSOLATORE (CFR. GV 16, 7). Ancora: «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità» (Gv 14, 16-17). «Egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio» (Gv 16, 13-14).
    Siccome la nostra limitatezza non ci permette di intendere né il Padre, né il Figlio, il dono dello Spirito Santo stabilisce un certo contatto tra noi e Dio, e così illumina la nostra fede nelle difficoltà relative all’incarnazione di Dio.
    . Allo stesso modo l’anima dell’uomo, se non avrà attinto per mezzo della fede il dono dello Spirito Santo, ha sì la capacità di intendere Dio, ma le manca la luce per conoscerlo.
    IL DONO, CHE È IN CRISTO, È DATO INTERAMENTE A TUTTI. RESTA OVUNQUE A NOSTRA DISPOSIZIONE E CI È CONCESSO NELLA MISURA IN CUI VORREMO ACCOGLIERLO. DIMORERÀ IN NOI NELLA MISURA IN CUI CIASCUNO DI NOI VORRÀ MERITARLO.
    QUESTO DONO RESTA CON NOI FINO ALLA FINE DEL MONDO, È IL CONFORTO DELLA NOSTRA ATTESA, È IL PEGNO DELLA SPERANZA FUTURA NELLA REALIZZAZIONE DEI SUOI DONI, È LA LUCE DELLE NOSTRE MENTI, LO SPLENDORE DELLE NOSTRE ANIME.

  6. «NESSUNO VI POTRÀ TOGLIERE LA VOSTRA GIOIA»
    Sant’Agostino (354-430), sulla lettera ai Filippesi

    «Rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora,
    rallegratevi» (Fil 4,4). L’APOSTOLO CI COMANDA DI RALLEGRARCI, MA NEL SIGNORE, NON NEL MONDO. «Chiunque vuole essere amico di questo mondo, come dice la Scrittura, sarà ritenuto nemico di Dio» (Gc 4,4). Ma come l’uomo non può servire due padroni (Mt 6,24), così nessuno può rallegrarsi e nel mondo e nel Signore. PREDOMINI IL RALLEGRARSI NEL SIGNORE FINCHÉ SI SPENGA IL RALLEGRARSI NEL MONDO. La gioia nel Signore sia sempre crescente… Queste cose non si dicono perché quando siamo in questo mondo non dobbiamo avere delle gioie, ma perché, pur situati in questo mondo, dobbiamo già godere nel Signore. Ma c’è chi dice: «Mi trovo nel mondo, ed è certo che, se ho delle gioie, godo là dove sono». E che? Per il fatto di essere nel mondo, non sei nel Signore? Ascolta sempre san Paolo … a proposito di Dio e del Signore creatore nostro: «IN LUI VIVIAMO, CI MUOVIAMO E SIAMO» (At 17,28). Dove non è infatti chi è dovunque? Non ci esortava forse a questo? «IL SIGNORE È MOLTO VICINO, NON ANGUSTIATEVI PER NULLA» (Fil 4,5-6). E’ una grande realtà questa per la quale è salito al di sopra di tutti i cieli ed È VICINISSIMO A COLORO CHE VIVONO NEI VARI LUOGHI DELLA TERRA.
    Chi è costui che è lontano e vicinissimo, se non colui che per misericordia si è fatto prossimo a noi?

  7. SE LO SPIRITO MARTELLA C’E’ UN PROBLEMA CHE SCOTTA
    (p. GASPARINO)

    “Quando lo Spirito insiste è perché ci segnala una piaga, bisogna aprire gli occhi.
    Ogni ritardo ad accogliere la Sua voce fa gravi danni alla tua vita spirituale; ogni prontezza nel rispondere ti rinnova e ti apre a percepire meglio la Sua luce. Ma quante volte lo Spirito martella: “Lascia quell’ amicizia. Lascia quell’occasione, lascia quel vizio”.
    E allora quando lo Spirito martella bisogna partire.
    Il Papa nell’enc. dice: “Sotto l’influsso dello Spirito matura e si rafforza l’uomo interiore. Lo Spirito costruisce in noi l’uomo interiore, lo fa crescere e lo rafforza”.

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