Cari amici, vengo a proporvi ( per l’ultima volta!) la piccola iniziativa delle SERATE BIBLICHE E MUSICALI che in questi anni passati ci ha tenuto gioiosamente insieme in ascolto della PAROLA DI DIO, DI BELLA MUSICA E DEL SILENZIO DI VILLA S. BIAGIO.  SERATE    BIBLICHE    E MUSICALI…

4. 7. 11. 14 AGOSTO (H.21)                      PERSONAGGI DELLA BIBBIA                                   RISPONDONO ALLE NOSTRE DOMANDE                   E TU LA VORRESTI…  UNA FERRARI?

AMOS IN LINEA

QUALE RICCHEZZA?     La situazione è sotto gli occhi di tutti. Pochi ricchi continuano a sperperare ingenti somme di denaro mentre molti poveri non sanno come sfamare i loro bambini. Tutto ciò è inammissibile davanti agli uomini e davanti a Dio. Ma  dobbiamo chiederci  se noi che abbiamo fremiti di santo sdegno contro queste ingiustizie, abbiamo uno stile di vita sobrio o rischiamo di desiderare quello che deploriamo negli altri. A quale ricchezza aspiriamo?  Per essere un pò provocante… LA VORRESTI UNA FERRARI?  Ci colleghiamo in diretta con AMOS uno dei più antichi Profeti d’Israele. Che ha parole forti in proposito e indicazioni preziose anche  per noi, oggi.

  • SEI VISSUTO 27 SECOLI FA… EPPURE TI SENTIAMO MOLTO “VICINO”  Queste sono le parole di Amos, che era un pastore del villaggio di Tekoa.  Due anni prima del terremoto, mentre Ozia era re di Giuda e Geroboamo figlio di Ioas era re di Israele, Dio rivelò ad Amos tutte queste cose riguardanti Israele. (1,1ss)
  • DA PASTORE A PROFETA: UN BEL SALTO. COSA TI SEMBRAVA RIPROVEVOLE NELLA GENTE? Costringono il povero a strisciare nella polvere… Padri e figli vanno con la stessa donna, e così profanano il mio santo nome.  Nei luoghi di culto osano sdraiarsi sulle vesti avute in pegno dal povero. (2,7ss)
  • PERCHÉ LASCIARE LA VITA TRANQUILLA DI PASTORE PER QUELLA RISCHIOSA DEL PROFETA? Quando il leone ruggisce chi può non aver paura? Quando Dio, il Signore, parla chi può evitare di trasmettere il suo messaggio?
  • ANCHE ALLORA C’ERA GENTE CON LA DOPPIA CASA E ALTRI CHE MORIVANO DI FAME E DI FREDDO? «Questa gente non sa nemmeno cosa significa essere onesti. Riempiono i loro palazzi con tesori, frutto di rapine e violenze.  Ascoltate ora… Distruggerò le case invernali e quelle estive, le case decorate in avorio cadranno in rovina e i palazzi saranno spazzati via».(3,10)
  • CON LE NOBILDONNE, NON HAI ESAGERATO? Ascoltate queste parole, donne di Samaria che vi siete ingrassate… Voi violate i diritti dei deboli, opprimete i poveri. Com’è vero che io sono santo, verrà il giorno in cui sarete prese prigioniere. In fila dovrete abbandonare la città passando per le rovine delle mura.
  • LA GENTE ERA FEDELE AI DOVERI RELIGIOSI. Non basta?  «Israeliti, andate pure al santuario di Betel e peccate! Andate a Galgala e peccate ancora di più! Portate i vostri animali da sacrificare. Vantatevi delle vostre offerte spontanee. Sono queste le cose che vi piacciono! (4,4s)
  • COSA C’È DI MALE? LE BELLE CELEBRAZIONI ELEVANO LO SPIRITO «Io odio le vostre feste religiose, ANZI LE DISPREZZO! Quando mi presentate i vostri sacrifici sull’altare, non li accetto… Basta! Non voglio più sentire il frastuono dei vostri canti, il suono delle vostre arpe.  Fate in modo che il diritto scorra come acqua CERCATE IL SIGNORE, SE VOLETE VIVERE. (5,4ss)
  • PERCHÉ TE LA PRENDEVI TANTO CON I GIUDICI? Voi odiate chi in tribunale vi accusa d’ingiustizia e dice la verità. Io so quanto sono numerosi e quanto orribili i vostri peccati. Voi ACCETTATE RICOMPENSE ILLECITE E IMPEDITE AI POVERI DI OTTENERE GIUSTIZIA IN TRIBUNALE. (5,10ss)
  • QUANDO LE COSE PEGGIORARONO, COSA HAI FATTO?Dio, il Signore, mi fece avere una visione: egli formava uno sciame di cavallette proprio quando l’erba ricominciava a crescere. Quando le cavallette ebbero divorato quasi tutta l’erba della regione, io dissi: SIGNORE DIO NOSTRO, PERDONA ISRAELE! COME POTRÀ SOPRAVVIVERE? E` TANTO PICCOLO”. Il Signore si impietosì: “QUESTO NON AVVERRÀ”, disse il Signore. (7, 1ss)
  • VOLENDO COINVOLGERE ALTRI HAI RISCHIATO TROPPO? Amasia disse ad Amos: –Visionario, vattene, ritorna nella terra di Giuda per guadagnarti il pane, e fai là il profeta.  Non profetizzare più a Betel. Questo è il santuario dei re,  (7,8) Amos rispose: -Non sono un profeta di mestiere… Sono un pastore e coltivo le piante di sicomoro.  Il Signore mi ha chiamato mentre seguivo il gregge al pascolo, E MI HA ORDINATO DI PORTARE IL SUO MESSAGGIO A ISRAELE. (7,14s)
  • COL TEMPO, GLI INTERESSI CAMBIANO E    SI HA FAME Di BEN ALTRO…«Verranno giorni,  in cui io manderò la carestia in questa regione. Non di pane avranno fame, NON DI ACQUA AVRANNO SETE, MA DI ASCOLTARE LA PAROLA DEL SIGNORE. CERCHERANNO CON ANSIA LA PAROLA DI DIO, MA NON LA TROVERANNO.   (8,10ss  )
  • IL SILENZIO DI DIO: COME INTERPRETARLO? Il Signore dice: «In quel giorno io restaurerò il regno di Davide, ridotto come una casa in rovina.  La rialzerò. Farò tornare il mio popolo Israele nella sua terra. Io lo trapianterò nella terra che gli ho dato, mai più ne sarà sradicato». Così ha parlato il Signore Dio tuo. (9, 11)
  • UNA RACCOMANDAZIONE FINALE CHE FA TREMARE… “PREPARATI ALL’INCONTRO   CON IL TUO DIO,
  • O ISRAELE!”   (4,12)

LE RICCHEZZE SONO UN NULLA –  SL 48

  • Ascoltate, popoli tutti, porgete orecchio abitanti del mondo, voi nobili e gente del popolo,ricchi e poveri insieme. La mia bocca esprime sapienza, il mio cuore medita saggezza;
  • Perché temere nei giorni tristi, quando mi circonda la malizia dei perversi?  Essi confidano nella loro forza, si vantano della loro grande ricchezza. Nessuno può riscattare se stesso, o dare a Dio il suo prezzo. PER QUANTO SI PAGHI IL RISCATTO DI UNA VITA, NON POTRÀ MAI BASTARE  PER VIVERE SENZA FINE, E NON VEDERE LA TOMBA. LO STOLTO E L’INSENSATO PERIRANNO INSIEME E LASCERANNO AD ALTRI LE LORO RICCHEZZE. Il sepolcro sarà loro casa per sempre, loro dimora per tutte le generazioni, eppure hanno dato il loro nome alla terra.
  • MA L’UOMO NELLA PROSPERITÀ NON COMPRENDE,  È COME GLI ANIMALI CHE PERISCONO.  Questa è la sorte di chi confida in se stesso, l’avvenire di chi si compiace nelle sue parole. Come pecore sono avviati agli inferi, sarà loro pastore la morte; scenderanno a precipizio nel sepolcro, SVANIRÀ OGNI LORO PARVENZA:GLI INFERI SARANNO LA LORO DIMORA. Ma Dio potrà riscattarmi,mi strapperà dalla mano della morte.
  • Se vedi un uomo arricchirsi, non temere, se aumenta la gloria della sua casa.  QUANDO MUORE CON SÉ NON PORTA NULLA, NÉ SCENDE CON LUI LA SUA GLORIA.  NELLA SUA VITA SI DICEVA FORTUNATO: “TI LODERANNO, PERCHÉ TI SEI PROCURATO DEL BENE”. Andrà con la generazione dei suoi padri che non vedranno mai più la luce.
  • L’UOMO NELLA PROSPERITÀ NON COMPRENDE, È COME GLI ANIMALI CHE PERISCONO.
  • QUALE RICCHEZZA SECONDO GESU’? Se un uomo riesce a guadagnare anche il mondo intero, ma poi perde la sua vita che vantaggio ne ricava?Stolto! questa notte dovrai morire e a chi andranno le ricchezze che hai accumulato? Questa è la situazione di chi non si preoccupa di arricchire davanti a Dio. (Lc 9,25)
  • E  I PADRI DELLA CHIESA COSA DICEVANO? Il pane che a voi sopravanza, è il pane dell’affamato;  il vestito appeso al vostro armadio, è il vestito di colui che è nudo;  il denaro che voi tenete nascosto, è il denaro del povero; le opere di carità che voi non compite, sono ingiustizie che voi commettete  (S. Basilio)
  • PAPA FRANCESCO: Dio ha delle preferenze? Nel cuore di Dio c’è un posto preferenziale per i poveri. Il Salvatore è nato in un presepe, tra gli animali; è cresciuto in una casa di semplici lavoratori e ha lavorato con le sue mani per guadagnarsi il pane. Beati voi, poveri, perché vostro è il Regno di Dio» (Lc 6,20);
  • La Chiesa allora ha una scelta… obbligata? Questa preferenza divina ha delle conseguenze nella vita di fede di tutti i cristiani, chiamati ad avere «gli stessi sentimenti di Gesù » (Fil 2,5). Ispirata da essa, la Chiesa ha fatto una opzione per i poveri. Per questo desidero una Chiesa povera per i poveri. 
  • DON ORIONE LA GRAZIA D’ESSER NATO POVERO. Fra le grazie che il Signor mi ha fatto, ho avuto quella di essere nato povero. I miei hanno sempre lavorato per poter mangiare. Non ci mancò mai il pane: ma si faceva, una volta al giorno, la polenta; (1938) 
  • QUANDO I RAGAZZI MI PORTAVANO DEI TOZZI DI PANE… Quei tempi erano veramente eroici, tempi di fame e di estrema miseria; tanto che i ragazzi dell’Oratorio portavano qualche tozzo di pane per sfamare quel povero chierico. Allora era fiamma la vita del cuore, ed erano giorni grandi, giorni di fame, giorni di fede, e la fede era fiamma di carità e di amore a Dio. Mai più come quei giorni, mai più; giorni eroici quando i ragazzi dell’Oratorio, vedendo che si pativa la fame, mi portavano dei tozzi di pane da mangiare    XI, 165
  • MIA MADRE mise a me, che ero il quarto figlio, i vestiti del mio primo fratello, che ha tredici anni di più, e la povera donna, quei vestiti, li aveva fatti passare a tre altri, prima di me; Quella povera vecchia contadina di mia madre si alzava alle tre di notte e via a lavorare… Teneva da conto fin i coltelli rotti, e questi sono stata la mia eredità. Non correva a comperare, se proprio non poteva farne a meno; e, quando è morta, le abbiamo ancora messo il suo vestito da sposa, dopo cinquantun anni che si era sposata: se l’era fatto tingere in nero, e faceva ancora la sua bella figura, ed era ancora il suo vestito più bello! ( L. I,475)
  • CHE SIA BENEDETTA (Fiorella Mannoia) Ho sbagliato tante volte nella vita                                        
  • QUEL SILENZIO MEDITATIVO… CON ETTY HILLESUM  Mio Dio, prendimi per mano, ti seguirò da brava, non farò troppa resistenza. Non mi sottrarrò a nessuna delle cose che mi verranno addosso in questa vita, cercherò di accettare tutto e nel modo migliore. Ma concedimi di tanto in tanto un breve momento di pace. Il calore e la sicurezza mi piacciono, ma non mi ribellerò se mi toccherà stare al freddo purché tu mi tenga per mano. Andrò dappertutto allora, e cercherò di non aver paura. A volte credo di desiderare l’isolamento di un chiostro. Ma dovrò realizzarmi tra gli uomini.  Il marciume che c’è negli altri c’è anche in noi, continuavo a predicare; non vedo nessun’altra soluzione, che quella di raccoglierci in noi stessi e di strappare via il nostro marciume. Non credo più che si possa migliorare qualcosa nel mondo esterno senza aver prima fatto la nostra parte dentro di noi.   E’ l’unica soluzione di questa guerra: dobbiamo cercare in noi stessi, non altrove.

Parliamone insieme…                                    Cosa ti colpisce  del Profeta Amos?  Come giudichi la sua franchezza nel denunciare il male?

  • Quali sono le nostre aspirazioni profonde, a quale ricchezza aspiriamo?

donalesiani@gmail.com   – www.sanbiagiofano.it

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31 LUGLIO – 4.7.11.14 AGOSTO (H.21)

 31 LUGLIO: AMORE  x SEMPRE O…FINCHÈ DURA?  RISPONDE OSEA: “AMORE IO VOGLIO”

  • IL TEMA DELL’AMORE. Sempre attuale. Convegni, fictions e dibattiti si sprecano. Ognuno gli dà il significato che vuole. E nella vita continuiamo a costruire  (e distruggere…) amori stagionali, come bambini che giocano coi castelli di sabbia.  MA L’AMORE FORTE E FEDELE ESISTE? E’ ANCORA UN VALORE?   Perché non chiedere un parere a un Profeta come Osea che di amore se ne intendeva, PER SOFFERTA ESPERIENZA PERSONALE?  Ma non sentiamo che parenti, amici e soprattutto I FIGLI ci stanno ripetendo: AMORE IO VOGLIO!?  Un clima familiare più sereno…Non sarebbe il regalo più gradito?
  •  SEI PASSATO ALLA STORIA COME IL PROFETA DELLA MISERICORDIA. MA A QUALE PREZZO? Quando il Signore parlò per la prima volta a Osea gli disse: «Prendi per moglie una prostituta e avrai figli da una simile donna. Anche questa terra non fa che prostituirsi e si allontana da me, il Signore». Osea sposò una donna di nome Gomer. (1,2ss)
  • IL PROFETA È UNO CHE PAGA CON LA VITA… FINO A SPOSARE… UNA PROSTITUTA? Il Signore mi disse ancora: «Ama la tua donna, anche se ti tradisce con un amante. AMALA, COME IL SIGNORE AMA GLI ISRAELITI, anche se si rivolgono ad altre divinità».   (3,1ss)
  • SI PUÒ RECUPERARE UN AMORE SPEZZATO? CHE FARE? «Un giorno, io, il Signore, la riconquisterò. LA PORTERÒ NEL DESERTO E LE DIRÒ PAROLE D’AMORE. Lì, mi risponderà come al tempo della sua giovinezza quando uscì dall’Egitto. Allora mi chiamerà “MARITO MIO” E NON PIÙ MIO PADRONE. ISRAELE, TI FARÒ MIA SPOSA. SARAI MIA PER SEMPRE.». (2,16ss)
  • IL DISASTRO ECOLOGICO ATTUALE È SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI. DI CHI È LA COLPA? Io, il Signore, voglio fare un processo agli abitanti di questa regione. Dicono falsità, uccidono, rubano e commettono adulterio. Le violenze si moltiplicano. COSÌ LA TERRA SI INARIDISCE, E TUTTO QUEL CHE C’È SU DI ESSA MUORE. ANCHE GLI ANIMALI CHE SONO SULLA TERRA, GLI UCCELLI E I PESCI, MORIRANNO TUTTI. (4,1ss)
  • MA DIO SI DIVERTE A FARCI SOFFRIRE? O FORSE…          «Mi allontanerò dal mio popolo finché non avrà sofferto abbastanza per i suoi peccati e VERRÀ A CERCARMI. FORSE NELLA SUA SOFFERENZA SI RIVOLGERÀ A ME…». (5,15)
  • IL NOSTRO AMORE È MOLTO INCOSTANTE… PER FORTUNA CHE DIO NON È COME NOI! Il Signore dice: «Efraim e Giuda, che dovrò fare per voi? Il vostro amore per me scompare COME UNA NUVOLA DEL MATTINO; è come la rugiada che svanisce all’alba. Il popolo dice: «Venite, torniamo al Signore. EGLI CI HA FERITI E CI CURERÀ! SFORZIAMOCI DI CONOSCERE IL SIGNORE. La sua venuta è certa come l’aurora, come la pioggia di primavera » (5,17)
  • COSA VUOLE IL SIGNORE DA NOI? COSA GLI È GRADITO?VOGLIO AMORE COSTANTE, non sacrifici. Preferisco che il mio popolo mi conosca, piuttosto che mi offra sacrifici. (6,1ss)QUALE  ESPERIENZA AVEVI DI DIO,  PER PARLARNE COSÌ?  Quando Israele era un ragazzo io l’ho amato…perché era mio figlio. Io ho insegnato a Efraim a camminare. Ho tenuto il mio popolo tra le mie braccia, ma non ha capito che mi prendevo cura di lui. L’ho attirato a me con affetto e amore. Sono stato per LUI COME UNO CHE SOLLEVA IL SUO BAMBINO FINO ALLA GUANCIAMI SONO ABBASSATO FINO A LUI PER IMBOCCARLO.
  • IMMERSI NELLE COSE TERRENE, NON RIUSCIAMO A SOLLEVARE LO SGUARDO AL CIELO. Fino a quando avrà pazienza con noi, il Signore? Il mio popolo si ostina a restare lontano da me. È INVITATO A GUARDARE IN ALTO, MA NESSUNO ALZA LO SGUARDO. COME POSSO LASCIARTI, EFRAIM? COME POSSO ABBANDONARTI, ISRAELE? IL MIO CUORE NON ME LO PERMETTE, IL MIO AMORE È TROPPO FORTE. NONOSTANTE LA MIA IRA, NON DISTRUGGERÒ DEL TUTTO ISRAELE, PERCHÉ SONO DIO E NON UN UOMO.
  • QUAL È IN SINTESI IL TUO MESSAGGIO? Torna al Signore tuo Dio, popolo d’Israele. Il tuo peccato ti ha fatto inciampare. Torna al Signore, prepara la tua preghiera e digli: «Dimentica tutti i nostri peccati, accetta il bene che possiamo fare, noi non ti offriamo buoi, ma la nostra preghiera di lode” (14,4s)
  • GESU’  RICORDA L’INSEGNAMENTO DI OSEA

Andate a imparare che cosa significa quel che Dio dice nella Bibbia: VOGLIO LA MISERICORDIA, NON I SACRIFICI. PERCHÉ IO NON SONO VENUTO A CHIAMARE QUELLI CHE SI CREDONO GIUSTI, MA QUELLI CHE SI SENTONO PECCATORI. MT. 9,10SS

  • C- TESTIMONI OGGI: GIANNA BERETTA MOLLA   Dall’omelia di Giovanni Paolo II Sull’esempio di Cristo, questa santa madre di famiglia si mantenne eroicamente fedele all’impegno assunto il giorno del matrimonio. Possa la nostra epoca riscoprire, attraverso l’esempio di Gianna Molla, la bellezza pura, casta e feconda dell’amore coniugale, vissuto come risposta alla chiamata divina!
  • v – FIDANZATA COSÌ   “Quando penso al nostro grande amore reciproco, non faccio che ringraziare il signore. E’ proprio vero che l’amore è il sentimento più bello che il signore ha posto nell’animo degli uomini. E noi ci vorremo sempre bene…Pietro mio, mancano pochi giorni e mi sento tanto commossa  ad accostarmi a ricevere il sacramento dell’Amore. Diventiamo  collaboratori di Dio nella creazione, possiamo così dare a Lui dei figli che lo amino e lo servano. Pietro, sarò capace di essere la sposa e la mamma che tu hai sempre desiderato? Lo voglio proprio, perché lo meriti e perché ti voglio  tanto bene. ( 4 sett. 1955)
  • SPOSA COSÌ: “Ti amo tanto Pietro e mi sei sempre presente cominciando dal mattino quando, durante la S. Messa, offro con il mio il tuo lavoro, le tue gioie, le tue sofferenze…vivendo così, Pietro, noi raggiungiamo quella santità coniugale che Dio si aspetta da noi
  • FIBROMA ALL’UTERO: Al dottore che le dice:  “Se vogliamo mettere al sicuro la tua vita,  dobbiamo interrompere la gravidanza” risponde: “Non lo permetterò mai…anche se devo rischiare io voglio che il mio bambino viva. Professore, operi in modo che la gravidanza possa continuare
  • AL MARITO: Pietro se dovrete decidere se salvare la mia vita o  quella del bambino, io esigo, salvate il bambino!” Entra nel reparto il venerdi santo 1962  dice: “Sono qui a fare il mio dovere di mamma… sono pronta a tutto pur di salvare la mia creatura”
  • IL FRATELLO PRETE COMMENTA:sono parole davanti alle quali io mi inginocchio. Non ha pensato mai di fare  un atto eroico, ma solo il suo dovere di mamma!!!  Il giorno dopo sabato santo nasce con taglio cesareo Gianna Emanuela… ma per lei comincia l’agonia…chiede di essere portata a casa per morire nel suo letto di sposa…sente i bambini che si svegliano…due lacrime rigano il suo volto “Gesù ti amo, Gesù ti amo!” e spira…
  • BEATO L’UOMO CHE TEME IL SIGNORE E CAMMINA NELLE SUE VIE. VIVRAI DEL LAVORO DELLE TUE MANI, SARAI FELICE E GODRAI D’OGNI BENE. LA TUA SPOSA COME VITE FECONDA NELL’INTIMITÀ DELLA TUA CASA; I TUOI FIGLI COME VIRGULTI D’ULIVO                          INTORNO ALLA TUA MENSA. COSÌ SARÀ BENEDETTO L’UOMO CHE TEME IL SIGNORE.   TI BENEDICA IL SIGNORE DA SION! POSSA TU VEDERE LA PROSPERITÀ DI GERUSALEMME PER TUTTI I GIORNI DELLA TUA VITA. POSSA TU VEDERE I FIGLI DEI TUOI FIGLI. PACE SU ISRAELE! SAL.128  
  • QUESTA FAMIGLIA TI BENEDICEti benedice Signore! (2 volte) Ti benedice perché ci hai fatto incontrare, perché ci hai dato amore e gioia per vivere insieme, perché ci hai dato uno scopo per continuare, questa famiglia ti benedice.
  • BENEDETTO XVI: IL CENTRO DELLA FEDE CRISTIANA« Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui » (1 Gv 4, 16). Queste parole della Prima Lettera di Giovanni esprimono iL CENTRO DELLA FEDE CRISTIANA: All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì L’INCONTRO CON UNA PERSONA: « DIO HA TANTO AMATO IL MONDO DA DARE IL SUO FIGLIO UNIGENITO, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna » (3, 16)

 « UN CUORE CHE VEDE »

  1.  IL PROGRAMMA DEL CRISTIANO – del buon Samaritano, il programma di Gesù , è « UN CUORE CHE VEDE ». Questo cuore vede dove c’è bisogno di amore e agisce in modo conseguente.
  • SPOSI, COLTIVATE ANCHE IL VOSTRO SPIRITOSe sarete sposa, ricordatevi che dovete adempiere gravi doveri e santificare voi stessa e gli altri, e specialmente colui che Dio vi darà a COMPAGNO E CONFORTO DELLA VOSTRA VITA. Siate caritatevole con tutti. Da per tutto dove c’è afflizione, porterete consolazione; AMATE DI STARE PIÙ CON QUELLI CHE PIANGONO CHE CON QUELLI CHE RIDONO. L’orazione accompagni tutti i vostri passi…DOPO LE CURE DI FAMIGLIA, le opere di carità, trovate qualche  po’ di tempo da COLTIVARE ANCHE IL VOSTRO SPIRITO colla lettura e con lo studio e amate  la scienza, le lettere e le arti. Rendetevi famigliare la lettura dei SANTI EVANGELI, L’IMITAZIONE DI GESÙ CRISTO E LA FILOTEA di San Francesco di Sales.  E Iddio vi benedica e vi dia grande e figliale devozione alla Madonna SS. Dev.mo in Cristo DON ORIONE L.V046P136

 MOMENTO MARIANO:   IN ASCOLTO DI  MARIA  

  • PARLIAMONE INSIEME…RISONANZE SPIRITUALI…

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  • 28 . 31 LUGLIO – 4. 7. 11. 14 AGOSTO (H.21)
  • PERSONAGGI DELLA BIBBIA    RISPONDONO ALLE NOSTRE DOMANDE
  • 28 LUGLIO: FRATELLI COME … COLTELLI? RISPONDE GIACOBBE: GEN. 25,19ss
  •  31 LUGLIO: AMORE x SEMPRE O…FINCHE’ DURA?  RISPONDE OSEA: “AMORE IO VOGLIO”
  • 4  AGOSTO: TU LA VORRESTI UNA…FERRARI? RISPONDE AMOS          
  • 7 AGOSTO: C’È UNA SPERANZA PER ME?    RISPONDE LA PECCATRICE PERDONATA (Lc 7,36)
  • 11  AGOSTO: SEMINIAMO PACE O… ZIZZANIA? RISPONDONO: BARNABA E PAOLO
  •  14  AGOSTO: VEGLIA  MARIANA  H. 21
  • 28 LUGLIO: FRATELLI COME … COLTELLI?  Sono anni ormai che non parlo con  mio fratello. Colpa anche dei genitori che non hanno fatto le cose giuste. Per Pasqua  mi sono visto recapitare un pacco da parte sua.  Non l’ho neanche aperto. Ho voglia di rispedirlo al mittente… Nello stesso tempo penso che potrebbe essere l’occasione buona… Che devo fare?   (Franco )
  •  RISPONDE GIACOBBE: rielaborazione di Gen. 25 – 30            Non sono mai stato un carattere facile. Lo ammetto. Ho cominciato a bisticciare con mio fratello  fin dal seno di nostra madre. Quando poi si compì per lei il tempo di partorire, ecco due gemelli erano nel  suo grembo. Uscì il primo, rossiccio e fu  chiamato Esaù.  Subito dopo, uscì il fratello e teneva in mano il calcagno di Esaù;  fu chiamato Giacobbe. Eravamo molto diversi. Sotto tutti gli aspetti  I fanciulli crebbero ed Esaù divenne abile nella caccia, un uomo della steppa,  mentre Giacobbe era un uomo tranquillo, che dimorava sotto le tende. Mi accorsi ben presto che  nostro padre voleva più bene a mio fratello. In compenso la mamma aveva un debole per me. 
  • Isacco prediligeva Esaù, perché la cacciagione era di suo gusto, mentre Rebecca  prediligeva Giacobbe.
  • Fu  grazie  alla  complicità di mia madre  che riuscii a carpire a nostro padre Isacco, la benedizione riservata a mio fratello, il primogenito.  Rebecca prese i vestiti migliori del suo figlio maggiore, Esaù,  e li fece indossare al figlio minore, Giacobbe;  Isacco aspirò l’odore degli abiti di lui e lo benedisse.
  • Dopo uno sgarbo del genere, mi aspettavo  la  reazione:Esaù perseguitò Giacobbe per la benedizione che suo padre gli aveva dato.
  • Fu sempre mia madre a consigliarmi di fuggire di casa: “ Figlio mio,  fuggi a Carran da mio fratello Labano finché si sarà placata contro di te  la collera di tuo fratello”
  • L’esperienza della fuga e della paura mi fece riflettere. In fondo Esaù aveva ragione. L’avevo fatta grossa. E  anche mia madre, onestamente,  non si era comportata bene. Avrebbe dovuto essere meno di parte. Non si favorisce così l’armonia  tra i figli. Con questi pensieri,  mi preparai un rudimentale giaciglio per passare la notte:
  • … prese una pietra, se la pose  come guanciale e si coricò in quel luogo. Feci un sogno strano: una scala poggiava sulla  terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e  scendevano su di essa.                         
  • Il Signore stesso mi diede la spiegazione: “ La terra sulla quale tu sei  coricato, la darò a te e alla tua discendenza.  E saranno benedette per te e per la tua discendenza tutte le nazioni  della terra. “ Lo sentivo vicino a me . E pensavo: “Certo, il Signore è  in questo luogo e io non lo sapevo.  Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo”.
  • Alla  mattina presto, mi alzai  per proseguire il viaggio verso oriente. Mi imbattei in alcuni pastori che abbeveravano i loro greggi.  Stavo ancora parlando  con loro quando…arrivò Rachele con il bestiame del  padre, perché era una pastorella.
  • Ne restai folgorato a prima vista. Cercai di farglielo capire,  rendendomi utile: Giacobbe, fattosi avanti, rotolò la pietra dalla bocca del pozzo e fece bere  le pecore.
  • Parlando  mi accorsi dei nostri legami di parentela.
  • Giacobbe rivelò a Rachele che egli era parente del padre di lei,  perché figlio di Rebecca.
  • Arrivati in casa,  raccontai a Labano le mie vicende. Mi ascoltava  attento e alla fine esclamò:  “Davvero tu sei mio osso e mia carne!”.
  • Si dichiarò disposto a tenermi con sé. Volle sapere  quale  salario avrei preteso. “Io ti servirò sette anni per Rachele, tua  figlia minore”. Gli anni passarono quasi senza accorgermene. Ma quando alla fine dei 7 anni,  mio zio, invece di Rachele mi diede in sposa la sorella maggiore,  Lia, mi ribellai apertamente:
  •  “Che mi hai fatto? Perché mi hai ingannato?”.  Un vero imbroglio. Stavo per vendicarmi da par mio. Poi  pensai al mio comportamento altrettanto disonesto  con mio fratello.  Egli aveva certamente sofferto per colpa mia. Dio mi stava educando:  non fare a nessuno quello che non piace  a te.Accettai di lavorare altri  sette  anni pur di avere  finalmente in sposa Rachele.
  • Essa  concepì e partorì un figlio.  E lo chiamò  Giuseppe. Ero felice. Potevo ormai tornare al mio paese.  Dio mi aveva benedetto in tutti i modi. Abbondanza di  greggi e armenti.  E soprattutto  una bella famiglia…  Capivo però che non ci sarebbe  stato  futuro per me,  senza aver fatto pace con mio fratello. Avevo sbagliato. Era giusto che facessi  il primo passo. Inviai alcuni messaggeri per saggiare il terreno. Al ritorno riferirono:  “Siamo stati da tuo fratello  Esaù; ora egli stesso sta venendoti incontro e ha con sé quattrocento uomini”. 
  •  Per la prima volta nella mia vita sperimentavo la paura.  Senza vergogna. Ero anch’io un povero uomo. Fragile e bisognoso di conforto, come tutti. Mi rivolsi a Dio nella preghiera.    “ Signore,  io sono indegno di tutta la benevolenza  che hai usato  verso il tuo servo”  “ Salvami dalla mano del  mio fratello Esaù, perché io ho paura di lui: egli non arrivi e colpisca me e tutti,  madre e bambini! “ 
  • La preghiera  mi diede pace e luce sul da fare. Giacobbe prese, di ciò che gli capitava  tra mano: duecento capre e venti capri,  duecento pecore e venti montoni, quaranta giovenche e dieci torelli, venti asine e dieci asinelliPensavo tra me: “Lo placherò con il dono  che mi precede e POI mi presenterò a lui; forse mi accoglierà con  benevolenza”.
  • Mi faceva bene pregare, quella notte. E il Signore mi si fece misteriosamente vicino.  Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui  fino allo spuntare dell’aurora. Ma quando stavo per cedere alla superiorità fisica del mio avversario, AVVERTII LA INDICIBILE TENEREZZA DI UN… ABBRACCIO DI BENEDIZIONE  ...Giacobbe rispose: “Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto!”  E qui lo benedisse.      Un nuovo giorno sorgeva all’orizzonte.  Spuntava il sole, quando Giacobbe passò Penuel e  zoppicava all’anca.  
  • Zoppicante ma sereno, potevo guardare  al futuro da costruire non all’insegna della prepotenza ma dell’umiltà. Ero pronto per  affrontare  mio fratello. Vedendolo arrivare, ordinai i miei figli dietro di me. Era giusto che mi umiliassi per primo. Egli passò davanti a loro e si prostrò sette volte fino  a terra, mentre andava avvicinandosi al fratello.
  • Quel Dio che aveva  educato me con le sofferte  vicende della vita,  aveva toccato anche  il cuore  di mio fratello. Al di là  di ogni  mia  speranza:  Esaù gli corse incontro, lo  abbracciò, gli si gettò al collo, lo baciò e piansero… Non lo avrei mai creduto. Rimanemmo abbracciati a lungo. Confondendo le nostre lacrime di gioia. 
  •  “CHI SONO QUESTI CON TE?”  Mi chiese, guardando con dolcezza i miei bambini.  “SONO I FIGLI DI CUI  DIO HA FAVORITO IL TUO SERVO”. Risposi con fierezza di padre, mentre mettevo mano ai doni… Sulle prime si mostrò piuttosto restio: “Ne ho abbastanza del mio, fratello, resti per te quello  che è tuo!”. Mi permisi di insistere:  
  • “ACCETTA IL MIO  DONO che ti è stato presentato, perché Dio mi ha favorito e sono provvisto  di tutto!”.  Così egli insistette e quegli accettò.
  • E fu pace  vera  tra noi. Con grande sollievo per tutti.  CARO FRANCO, non perdere questa occasione. ACCETTA  IL DONO DI TUO FRATELLO. COME SEGNO DI PERDONO UMILMENTE CHIESTO E GENEROSAMENTE DONATO. E SARÀ PACE VERA ANCHE TRA VOI.  GIACOBBE

 SALMO  133 – LA VITA FRATERNA

ECCO QUANTO È BUONO E QUANTO È SOAVE     CHE I FRATELLI VIVANO INSIEME!      E` COME OLIO PROFUMATO SUL CAPO,        . E` COME RUGIADA DELL’ERMON, CHE SCENDE SUI MONTI DI SION.  LÀ IL SIGNORE DONA    LA BENEDIZIONE  E LA VITA PER SEMPRE.

 

PER LA PACE, PER LA CONCORDIA,  si passi sopra ad ogni interesse: ogni sacrificio è poco per la pace.  Con la buona volontà si fa tutto:  LA PACE VALE PIÙ DI TUTTO! (Don Orione )

 MOMENTO MARIANO:   IN ASCOLTO DI  MARIA

  • PARLIAMONE INSIEME…RISONANZE SPIRITUALI…
  • Cosa ti colpisce della figura di Giacobbe?
  • Come giudichi il comportamento di Rebecca con i suoi figli? 
  • Cosa fare per ricucire gli “strappi”  tra parenti?     donalesiani@gmail.comwww.sanbiagiofano.it

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SE RIUSCIRÒ ANCHE SOLO A TOCCARE  IL SUO MANTELLO, SARÒ SALVATA».

  «CORAGGIO,  FIGLIA, 

 LA TUA FEDE TI HA SALVATA».

  • QUANDO PASSERAI…                Ci sono dei momenti che passi nella vita  Quando tutto sembra andare contro te…  Paure e ansietà, problemi, difficoltà… Sembrano montagne nel cammino… E ti domandi il perché di questi momenti. E stai lì a pensare e ripensare se Qualcosa in te non va… Se sei fuori dalla Sua volontà. E in mezzo alla tempesta la Sua voce giunge al tuo cuore:                                                                           
  •  – Quando passerai attraverso le ACQUE, IO SARÒ CON TE PERCHÉ TU APPARTIENI A ME... Quando tu camminerai in mezzo al FUOCO non sarai bruciato,  PERCHÉ TU APPARTIENI A ME… Chi dimora nel riparo dell’Altissimo, Alberga all’ombra dell’Onnipotente… Io dico all’Eterno, Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza   IL MIO DIO IN CUI CONFIDO.
  •  RACCONTO RABBINICO: ognuno è legato a Dio da una corda. Quando commetti una colpa, la corda si spezza. Ma appena ti penti, Dio fa subito un nodo e la corda si accorcia: ti avvicini un poco di più a Lui. Così di colpa in colpa, di pentimento in pentimento, di nodo in nodo, ci avviciniamo sempre di più, e si arriva al cuore di Dio!  TUTTO È GRAZIA…. ANCHE I PECCATI!?
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“DONNA, CHI CERCHI?” (Gv 20,1ss) 

 Erano due notti che non riuscivo a chiudere occhio.Mi  tornavano alla mente tutti i particolari strazianti della crocifissione e morte di  Gesù. E quelle sue ultime parole alla madre e a  Giovanni: “ Donna, ecco il tuo figlio!”.  Poi disse al discepolo: “Ecco la  tua madre!”.La scena  della spugna imbevuta di aceto e quel suo abbandono supremo nelle braccia del Padre: “Tutto è compiuto!”. E, chinato il capo, spirò. Per qualche momento noi donne, impietrite dal dolore, rimanemmo in un angolo, mentre alcuni discepoli calavano il corpo del Signore dalla croce. Pochi minuti per prepararlo ad una degna anche se affrettata  sepoltura. Poi dovemmo  allontanarci in fretta a motivo della Pasqua ebraica che stava iniziando.

Ero tornata  a casa con l’unico desiderio che passasse in fretta  la festa per  poter tornare a completare i servizi funebri al mio Signore. Ma quella notte sembrava interminabile. Non si faceva mai giorno. Mi rigiravo nel letto, pensando a Lui e pregando con le parole di un salmo a me caro: Nel mio giaciglio, di te mi ricordo;          penso a te nelle veglie notturne…” (Sl.63) Erano parole confortanti,  ma…Lui non c’era. Mi alzai di scatto dal letto  e corsi,  nella notte, in cerca di Lui. Nel giorno dopo il sabato,  Maria di Màgdala si recò al  sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio…” Era davvero buio. Fuori e dentro di me. Gesù era morto.  Lui, il sole della  mia vita, tramontato per sempre.  “…e vide  che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro.” A quella vista rimasi sconvolta. Qualcuno aveva profanato la tomba di Gesù? Avevano rubato il suo corpo? Mi sentii terribilmente sola e impotente. Allora corsi a chiedere aiuto a Pietro e Giovanni: Hanno portato via il Signore dal sepolcro  e non  sappiamo dove l’hanno posto!” Si destarono  di soprassalto.   E corremmo di nuovo tutti e tre verso il sepolcro. Arrivò per primo Giovanni, il più giovane di noi, ma non entrò. Aspettò che arrivassimo anche Pietro ed io. Entrammo tutti e tre. Il cuore mi batteva forte, ma potei notare alcuni dettagli: ”le bende per terra,  e il sudario, che gli era stato posto  sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte”.

Non erano  stati certo dei ladri a rubare il corpo di Gesù…               Non avrebbero lasciato tutto  così in ordine…

Nell’uscire dal sepolcro vidi Pietro che  si batteva il petto, mentre Giovanni cadde in ginocchio e…

“ vide e credette” Ad un tratto, però,  guardandomi attorno,  mi accorsi di essere rimasta nuovamente sola. ”I discepoli  intanto se ne tornarono di nuovo a casa”. Pensai  che forse erano andati  in cerca dei compagni, per decidere il da farsi…Ma io non riuscivo ad allontanarmi. Non potevo riprendere la solita vita di tutti giorni senza prima aver risolto l’unico problema importante per me: dov’era Gesù? E mi fermai all’ingresso della tomba, abbandonandomi con libertà a un pianto dirotto. ”Maria invece stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva”.Ad un certo punto i miei  occhi pieni di lacrime  si riempirono di fulgida luce che poco a poco prese la forma come di due angeli. Gentilmente mi chiesero: “Donna,  perché piangi?” Che domanda : Perché piangevo? Certo non era la prima volta che piangevo nella mia vita. Quante lacrime avevo versato a motivo di un’ amara delusione, di un’ingiustizia subita, di una solitudine profonda. Ma questa volta, nulla di tutto questo.  Piangevo solamente perché avevo perso Lui. Quando tre anni prima l’avevo incontrato, avevo trovato la pace del cuore e la gioia di vivere. Senza di Lui, il mio Signore,  ora stavo  ripiombando nella disperazione più cupa. E confidai loro la causa del mio dolore

 “Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto”. Risoluta a trovarlo ad ogni costo, mi alzai e girando lo sguardo, vidi un uomo  in fondo al giardino che mi rivolse la stessa domanda degli Angeli. Ma con un’aggiunta:” “Donna, perché piangi? Chi cerchi?” Chi cercavo? Ma chi potevo cercare?  Anni addietro non avrei forse saputo rispondere. Avevo cercato di tutto… Ma ora, no. Cercavo Lui solo, il mio Gesù che avevo perduto. Pensando che quel signore fosse il custode del giardino lo supplicai: Se l’hai portato via  tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo”Fu a quel punto che quello strano giardiniere  si avvicinò e  guardandomi come nessun uomo al mondo mi aveva mai guardata,  mi chiamò per nome: “MARIA!” Un brivido percorse tutto il mio essere. Riconobbi il timbro inconfondibile  della Sua voce. Solo Lui mi chiamava così. Era proprio  Lui, Gesù! Di nuovo con me.  Mi buttai per terra dinanzi a Lui. Istintivamente le mie mani  si protesero ad abbracciare i suoi piedi e dalla mia bocca uscì un grido nella mia lingua materna: “Rabbunì, maestro !”E continuavo a stringerlo forte, piangendo di gioia.  Solo pochi istanti di beatitudine. Con voce soave e forte insieme,  mi disse. “Non mi  trattenere, perché non sono ancora salito al Padre” Lì per lì non capii cosa volesse dirmi…e perché volesse privarmi di quella gioia così pura. Certo io pensavo di aver ritrovato l’amico delle mie confidenze,  il compagno dei nostri viaggi, il maestro di cui  ascoltavo rapita  ogni sua parola. Lui invece voleva farmi fare un passo in avanti nella fede e non continuare a rimpiangere il passato…Lui non era più quello di prima. Era Risorto per sempre. Certo non si allontanava da noi. Questo no.

Restava con noi, ma in  un modo diverso. Come Risorto e Vivente con il suo Spirito nella comunità dei suoi fratelli .Proprio per questo aveva bisogno di me  e mi comandò:  “va’ dai miei  fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio  vostro”. Non potevo credere ai miei orecchi. A una povera donna come me, non creduta da nessuno, guardata con diffidenza da  molti a motivo della mia vita non sempre esemplare, veniva affidata una missione così grande. E poi mi colpì un dettaglio. Non disse  “va dai tuoi fratelli”. Ma “va’ dai miei  fratelli”

I miei fratelli. Quei discepoli che non lo avevano capito durante la vita, che durante la passione  lo avevano abbandonato e tradito, per  Lui, erano sempre e solo fratelli suoi. Qualunque cosa avessero fatto…Il Padre glieli aveva affidati. Deboli e paurosi. Ma Lui li aveva comprati a prezzo del suo sangue: ora erano diventati preziosi. Poteva riconsegnarli al Padre senza vergognarsi di  loro: “Gesù, lo vediamo ora coronato di gloria e di onore a  causa della morte che ha sofferto, a vantaggio di tutti. Per questo non si vergogna di chiamarli fratelli…” (Eb.2). Ora cominciavo a capire perché nonostante la mia povertà , nonostante sapesse tutto di me, mi affidava un compito così grande. Non avrei dovuto dire e dare  nulla di me.  Solo annunziare Lui, e la sua risurrezione. Dovevo raccontare quello che mi era successo là nel giardino:  una delicata esperienza del suo amore per me.… Andai di corsa alla casa dove si trovavano i discepoli impauriti e increduli. Quasi balbettando per l’emozione, buttai là tutto quello che avevo da dire:  ”Ho visto il Signore” Due parole scarne e tremende. Ma era la pura verità.  Solo volevo che anch’essi cominciassero a cercarlo, a non darsi pace finché non lo avessero trovato. Perché provassero   anch’essi la gioia indicibile di sentirsi chiamati per nome…Da Lui…Ed ecco, all’improvviso e a porte chiuse,  venne Lui in mezzo a noi, e fissando su ciascuno il suo sguardo intenso,  cominciò a chiamare per nome: Pietro…Giacomo… Andrea… Giovanni…e a dare a tutti  la Pace e il perdono La sera di quello stesso giorno, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse:  « Pace a voi! »”. Ero felice. I miei amici avevano incontrato Gesù Risorto. La mia missione era compiuta Ho voluto raccontarvi la mia storia: una vita senza senso prima di incontrare Gesù, una gioia indicibile per averlo ritrovato.  E in fine una missione affidatami, quella di  dire a tutti:

“Ho visto il Signore”. Ho voluto dirlo anche a voi. Perché a vostra volta lo diciate ad altri… Io vi aspetto tutti quassù per celebrare insieme la Pasqua senza tramonto.   Maria di Magdala

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Cari amici, 

vengo a proporvi ( per l’ultima volta!…)               l’ iniziativa delle SERATE BIBLICHE E MUSICALI che in questi anni passati ci ha tenuto gioiosamente insieme in ascolto della PAROLA DI DIO, DI BELLA MUSICA E DEL SILENZIO DI VILLA S. BIAGIO. Si, per l’ultima volta … perché i miei Superiori mi hanno chiesto di andare,  nel prossimo mese  di Agosto,  all’ ISTITUTO TEOLOGICO ORIONINO di Roma (Via Massimi 164 – 00136 Roma – teologicodonorione@ gmail.com) per dare una mano nella formazione dei giovani che si preparano al Sacerdozio. Sono una 30.na di Seminaristi provenienti da varie parti del mondo… Potete intuire come, data la mia età… da una parte mi entusiasma e dall’altra mi incute timore… E poi mi dispiace tanto lasciare VOI E VILLA S. BIAGIO… Per questo, ( pandemia permettendo e con le debite precauzioni …) volevo passare con voi ancora una volta alcune serate biblico-musicali per prepararci bene alla FESTA DELL’ASSUNTA e poi salutarci. Ecco il piccolo programma di massima…

SERATE  BIBLICHE E MUSICALI 31  LUGLIO – 4.7.11.14 AGOSTO (H.21)

PERSONAGGI DELLA BIBBIA RISPONDONO ALLE NOSTRE DOMANDE

  •  28 LUGLIO:  FRATELLI COME … COLTELLI?       RISPONDE GIACOBBE: Gen. 25,19s   
  • 31 LUGLIO: AMORE  PER SEMPRE O… FINCHE’ DURA?     RISPONDE OSEA: “AMORE IO VOGLIO”
  •   4. AGOSTO: TU LA VORRESTI UNA… FERRARI?     RISPONDE IL PROFETA AMOS 
  •   7.  AGOSTOC’E’ UNA SPERANZA PER ME?      RISPONDE  LA PECCATRICE PERDONATA (Lc 7,36)
  • 11 AGOSTO:  SEMINIAMO PACE O ZIZZANIA? RISPONDONO : BARNABA E PAOLO
  •   14 AGOSTO:  VEGLIA MARIANA  H. 21 Info: 0721 – 823175 – 3338890862   

  donalesiani@gmail.comwww.sanbiagiofano.it

  • SL 18 – COELI ENARRANT Benedetto  MarcelloI cieli immensi narrano  del grande Iddio la gloria E il firmamento lucido  All’universo annunzia Quanto sieno mirabili Della sua destra l’opere.
  • ALTO E GLORIOSO DIO (Frisina) Alto e glorioso Dio illumina il cuore mio, dammi fede retta, speranza certa, carità perfetta. Dammi umiltà profonda, dammi senno e cognoscimento, che io possa sempre servire con gioia i tuoi comandamenti. Rapisca ti prego Signore, l’ardente e dolce forza del tuo amore la mente mia da tutte le cose, perchè io muoia per amor tuo, come tu moristi per amor dell’amor mio.
  • FRATELLO SOLE E SORELLA LUNA Dolce sentire come nel mio cuore, ora umilmente sta nascendo Amore dolce capire che non son più solo, ma che son parte di un’immensa vita che generosa risplende intorno a me, dono di Lui, del suo immenso amor.  2. Ci ha dato i cieli e le chiare stelle, Fratello Sole e Sorella Luna,la madre terra, coi frutti, prati e fiori, il fuoco, il vento, l’aria e l’acqua pura, fonte di vita per le sue creature, dono di lui, del suo immenso amor, dono di lui, del suo immenso amor.

Ø    MIRIAM… Lungo la notte ti ho cercato buio pesto e lacrime. lo ti chiamo e non rispondi tu non ci sei più. La tua morte sulla croce, quella tomba vuota e poi dietro ad un muro troppo alto sei Signore mio. Donna dimmi perché piangi e chi stai cercando qui. Sto cercando il mio diletto l’hai nascosto tu. Non lasciarmi vagabonda per questi deserti qui tu custode del giardino dimmi dove è Lui. “Miriam” oh quella voce  e gli occhi due colombe su ruscelli d’acqua. “Miriam” ancora il vento a scoperchiarmi casa e a gonfiare la mia vela. Mio Maestro la tua mano ancora sulla porta mia. E’ passato ormai l’inverno e allora canterò. Mettimi come un sigillo Sopra il braccio e il cuore tuo. Non andartene di nuovo, non resisterei.Miriam non trattenermi ma vai dai miei fratelli e dì che ormai li sto aspettando”. “Miriam” oh quella voce e gli occhi due colombe su ruscelli d’acqua. Miriam” ancora il vento a scoperchiarmi casa e gonfiare la mia vela.

  •  PREGHIERA  CELINE DION E A. BOCELLI I pray you’ll be our eyes And watch us where we go – And help us to be wise – In times when we don’t know – Let this be our prayer- When we lose our way  Lead us to the place – Guide us with your grace – To a place where we’ll be safe  LA LUCE CHE TU DAI NEL CUORE RESTERÀ   – A RICORDARCI CHE  L’ETERNA STELLA SEI  Sogniamo un mondo  senza più violenza, un mondo di giustizia e di speranza OGNUNO DIA LA MANO AL SUO VICINO SIMBOLO DI PACE DI FRATERNITÀ  – La forza che ci dai – E’ il desiderio che ognuno trovi amor intorno e dentro sé. E la fede che hai acceso in noi  sento che ci salverà

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COSTRUIAMO MURI O …PONTI? 

MOHAMED DOMANDA…

CARI AMICI
CONTINUIAMO I PENSIERI DI IERI… DON ORIONE RISPONDE: A MOHAMED PARLANDO DELLA SUA ESPERIENZA…
+LA MIA ESPERIENZA
Meno parole e più opere di bene: I discorsi sono ormai inutili. Cercare e medicare le piaghe del popolo. In questo modo la nostra azione sarà non solamente efficace, ma profondamente cristiana. Cristo andò al popolo. Sollevare il popolo, risanarlo. Deve starci a cuore il popolo. Evitate le parole: di parolai ne abbiamo piene le tasche” (Scritti 61, 114.)
+ MA UNA CARITÀ DAGLI ORIZZONTI AMPI. Un giorno, feci sospendere la lettura della vita del Cottolengo e commentai:… il Cottolengo, accettava i ricoverati di qualsiasi religione o anche di nessuna religione. Certo, quando i malati si presentano alla porta del Piccolo Cottolengo, non si può loro chiedere di che religione o nazione siano, ma se hanno un dolore.Vedete come i Santi avevano il cuore largo! Così dovremo fare noi, sempre! E’ venuto da me un signore, il quale mi ha detto:- Voglio fondare un Ospizio Cattolico, e lei si sente di mandarmi i suoi preti? – Ed io: – Se per cattolico intende universale, cioe’ dove si possono ACCETTARE TUTTI, si’ che accetto di mandare il personale; ma se vuole fondare un Ospedale solo per i cattolici, no che non accetto – perché quando si presenta uno che ha un dolore, non si sta’ lì a domandare se ha il battesimo MA SE HA UN DOLORE (Parola VIII, 195)
+ -DIC. 1921: MI TROVAVO IN BRASILE. Ero sconvolto nel vedere tanti emigrati italiani bisognosi di tutto. Scrissi al mio vescovo. r Arcivescovo mi ha dato una parrocchia al Braz che è il quartiere più popolato dai nostri emigrati: apriremo scuole: apriremo, con l’aiuto di Dio e di anime generose, un vero segretariato e ufficio di lavoro, e una Casa operaia italiana, vi sarà attigua e annessa una chiesa, ma una bella chiesa, di stile italiano, e andranno uniti: Dio e popolo. Poveri emigrati! poveri nostri fratelli italiani! Che sono a S. Paolo, tra padri e figli, SONO PIU’ DI 300.000, mila. TUTTO SANGUE ITALIANO! Quante lagrime si asciugheranno! quante miserie morali, quanti dolori si leniranno! Ora vostra Eccellenza rev.ma mi lasci qui, voglia lasciarmi ancora un poco qui a fare il missionario tra i nostri. …Sono passi che i miei in Italia NON LI CAPISCONO… io pure non capisco che poco di ciò che sto facendo, e che mi va succedendo qui. CERCO DI PREGARE. E allora ho una grande pace in me che mi conforta.
+ PER UN CRISTIANO, “TUTTO IL MONDO È PATRIA”… Ed io vi dico, o figli miei: se siete a Venezia, e volete fare del bene, fatevi veneziani il più che potete, e fin dove si può. Vestite alla veneziana: parlate alla veneziana, E vedrete che farete del bene. In Piemonte, siate piemontesi: a Roma, romani: in Sicilia, siciliani. E stiamo ben attenti che IL REGIONALISMO NON CI IMPICCIOLISCA… È gran bene che abbiamo Case miste di soggetti provenienti da più parti d’Italia e anche di altre nazionalità: usiamo particolari riguardi a quelli di altra nazionalità Tutto il mondo è patria pel figlio della Provvidenza che ha per patria il cielo…(L. 21)
+ LA NOSTRA POLITICA È FARE DEL BENE A TUTTI… Noi siamo italiani e sentiamo di amare di dolce, di forte e di santo amore questa nostra patria:. Preghiamo per essa: lavoriamo a fare del bene ai suoi figli, i più piccoli, i più deboli, i più poveri, i più abbandonati. Ma noi non facciamo politica: la nostra politica è la carità: quella carità grande e divina che non vede partito. NOSTRA POLITICA E’ FARE DEL BENE A TUTTI , ai buoni e ai cattivi, come il Signore che fa piovere la luce del sole sulla testa dei buoni e sulla testa dei cattivi. Siano rossi o bianchi: siano credenti o siano miscredenti; noi non guardiamo ad altro che alle anime da salvare. Che, se una preferenza la dovremo dare, la daremo ai cattivi, a quelli che ci sembrano più bisognosi di Dio( 20,94)
+ VESTIRÒ DI ROSSO ANCHE LE NOSTRE SUORE, se… Dobbiamo vestire secondo i paesi dove siamo, io negli anni che fui a Messina VESTIVO COL RUBBONE ALLA SICILIANA. E non fossilizziamoci nelle forme. Domani io mi vestirò magari di rosso, e vestirò di rosso anche le nostre suore, se così facendo vedrò che potrò fare più del bene. Scr. 20,97d
CITTADINI DEL MONDO
Il tuo Cristo è EBREO, la tua democrazia è GRECA, la tua scrittura è LATINA, i tuoi numeri sono ARABI, la tua auto è GIAPPONESE, il tuo caffè BRASILIANO, il tuo orologio è SVIZZERO, la tua pizza è ITALIANA, le tue vacanze sono TUNISINE O MAROCCHINE. CITTADINO DEL MONDO non rimproverare il tuo vicino di essere STRANIERO… (graffito su un muro di Berlino)
PARLIAMONE TRA NOI:
-Come guardi e accogli i fratelli provenienti da altri paesi?
-Cosa pensi del dialogo tra le varie religioni?
-Nel nostro piccolo, cosa possiamo fare per costruire “PONTI con i “LONTANI CHE CI STANNO,,, VICINI?
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  • Caro Don Orione,  Forse non dovrei rivolgermi  a Lei così confidenzialmente. Primo perché non sono italiano e faccio fatica ad esprimermi nella vostra lingua. E poi perché non sono cristiano ma musulmano.  Sono in Italia da diversi anni. Ho trovato un lavoro e, a dire il vero, il  padrone mi vuole anche bene, a suo modo. Ma in questi ultimi anni, a causa dei vari attentati terroristici, tutto è diventato più difficile per noi immigrati. Ci sentiamo guardati male. In treno nessuno si siede volentieri accanto a noi. Per strada, la gente, se può ci evita, facendo  finta di non vederci. Perché? Non siamo tutti terroristi. Personalmente non sono venuto in Italia per fare guerre di religione, ma per guadagnare da vivere per me e la mia famiglia alla quale mensilmente mando qualcosa… Ho saputo che nel secolo scorso,  anche gli italiani sono emigrati in massa verso luoghi dove era più facile guadagnarsi un pezzo di pane. E si sono fatti onore. Ho sentito dire che anche Lei ha fatto di tutto per gli Italiani emigrati in America latina. Don Orione, c’è ancora  posto  per noi immigrati nel suo cuore? E in quello dei suoi religiosi? E nel cuore di Dio? Arriverà mai il giorno in cui non avremo più paura gli uni degli altri? E ci guarderemo tutti come fratelli? (Mohamed –  Marocco)

 DON ORIONE RISPONDE:

 Caro fratello musulmano,  Ti sono grato perché non hai avuto paura di rivolgerti a me,  per confidarmi la pena e il disagio che provi nel trovarti in un paese straniero. Una sensazione che ho provato anch’io: posso capire. C’è il disagio di non sapersi esprimere bene in una lingua straniera. Ma soprattutto  la tristezza di sentirti guardato con diffidenza e, a volte, con disprezzo. Ti racconterò qualcosa di quel pochino che ho fatto per alleviare le sofferenze degli Italiani emigrati in America latina…Prima però voglio dirti  che mi è sempre piaciuta nella fede cristiana questa  apertura universale a tutti i popoli e a tutte le razze. Ho sentito che rispondeva alle esigenze più profonde del mio cuore di uomo, di cristiano e di sacerdote.  Mi veniva spontaneo ripetere spesso  a me e alla gente: fare del bene sempre, del bene a tutti, del male mai a nessuno”…Del resto, già  nei profeti della Bibbia,  a cui le nostre religioni si rifanno entrambe,  ci sono sprazzi intensi di luce universalistica. La benedizione del Signore, per esempio,  è promessa a  tutti:   Li  benedirà il Signore degli eserciti: “Benedetto sia l’Egiziano mio  popolo, l’Assiro opera delle mie mani e Israele mia eredità”. Is. 20,23)  Gli fa eco il salmista che vede tutti i popoli coinvolti in un unico progetto di salvezza e iscritti all’anagrafe della città di Dio.   “Di te si dicono cose stupende, città di Dio.  Ricorderò Raab e Babilonia  fra quelli che mi conoscono;  ecco, Palestina, Tiro ed Etiopia:  tutti là sono nati” (Sl. 87)     Oggi, gli uomini di buona volontà sono sempre più convinti che bisogna sottolineare gli elementi che ci uniscono e non ciò che ci divide. Conoscere reciprocamente i tesori delle nostre diverse culture. E comunicarcele con delicatezza e rispetto. Ne va del futuro dell’umanità. In questi giorni mi sono riletto la lettera agli Efesini che intende la Chiesa come costruttrice di ponti fra gli uomini.  E allora, caro Mohamed, pur con grande rispetto, vorrei  invitare anche te ( posso?…)  ad ascoltare qualche pensiero di questa lettera che ci aiuta ad affrontare il dilemma dell’umanità oggi: costruire muri o ponti? 

 ATTINGENDO ALLA SORGENTE: 

1. Un unico progetto di salvezza  per tutti gli uomini: Nel suo amore  Dio ci ha fatto conoscere  il segreto progetto della sua volontà: quello che fin da principio generosamente aveva deciso di realizzare per mezzo di Cristo.  Così Dio conduce la storia  al suo compimento:  riunisce tutte le cose, sotto un unico capo, Cristo. (1,10s)         

                                                             

  1. DIO NON AMA I MURI: LI HA ABBATTUTI IN GESÙ,  NOSTRA    PACE. Voi eravate lontani dal Cristo; eravate stranieri, non appartenevate al popolo di Dio; eravate esclusi dalle sue promesse e dalla sua alleanza; eravate nel mondo persone senza speranza e senza Dio. Ora invece, uniti a Cristo Gesù per mezzo della sua morte, voi, che eravate lontani, siete diventati vicini.     INFATTI CRISTO È LA NOSTRA PACE: egli ha fatto diventare un unico popolo i pagani e gli Ebrei; egli ha demolito quel muro che li separava e li rendeva nemici. (2,11ss)
  2. CON LA SUA CROCE, GESÙ HA COSTRUITO UN PONTE DI COMUNIONE fra tutti i popoli: Infatti, sacrificando se stesso, ha abolito la legge giudaica con tutti i regolamenti e le proibizioni.  Così, ha creato un popolo nuovo, e ha portato la pace fra loro;  per mezzo della sua morte in croce li ha uniti in un solo corpo, e li hamessi in pace con Dio. Sulla croce, sacrificando se stesso, egli ha distrutto ciò che li separava. (2,15s)
  3. PER GESÙ NON CI SONO PIÙ STRANIERI…ma un’unica famiglia Come dice la Bibbia: Egli è venuto ad annunziare il messaggio di pace: pace a voi che eravate lontani e pace a quelli che erano vicini.
  4. Per mezzo di Gesù Cristo ora voi non siete più stranieri, né ospiti. Anche voi, insieme con gli altri, appartenete al popolo e alla famiglia di Dio. (2,19s)                        . E NOI FORMIAMO TUTTI COME UN SOLO CORPO con tante membra Cercate di conservare, per mezzo della pace che vi unisce,  quella unità che viene dallo Spirito Santo.  Uno solo è il corpo uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati.  Uno solo è il Signore, una sola è la fede, uno solo è il battesimo. Uno solo è Dio, Padre di tutti,  al di sopra di tutti,che in tutti è presente e agisce. Così  si costruisce il corpo di Cristo.  (4,1ss)                        

 Caro Mohamed, spero  avrai apprezzato questi  pensieri di pace.       Basta coi muri tra noi. Dobbiamo metterci tutti a costruire “ponti”!  Ora voglio parlarti un poco di me.

MA PER OGGI BASTA… NON VOGLIO ANNOIARVI. DOMANI ASCOLTEREMO L’ESPERIENZA DI DON ORIONE…. PER ORA CHIEDIAMOCI SE NOI COSTRUIAMO …MURI O PONTI?

 

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UN EX-CARCERATO DOMANDA  

 Caro Don Orione,  Non mi è sembrato vero quando, due mesi fa, mi si sono aperte le porte del carcere. Dopo 5  anni. Interminabili. Non ce l’ho con nessuno. Ho sbagliato. Ed era giusto che pagassi il mio debito alla società. Ma ora vorrei rifarmi una vita. Ho tentato in questi giorni di bussare a varie porte, in cerca di un lavoro che mi permetta di vivere. Ma sembra che la gente mi legga in faccia il mio passato. Mi sento scrutato. Respiro aria di diffidenza e di  sospetto. Entrando furtivo in una chiesa tenuta dai tuoi religiosi, ho sentito parlare di te e del tuo cuore aperto a tutti. Anche ai carcerati. E’ vero che da giovane seminarista andavi a suonare “qualcosa” sotto le finestre del carcere? Sentendo questi curiosi dettagli della tua vita, mi è venuto in mente di scriverti queste due righe sgangherate. Non tanto per un aiuto materiale. Quella santa donna di mia mamma, non mi fa mancare il necessario. Nonostante tutto… sono sempre suo figlio, mi ripete. DA TE, DON ORIONE, VORREI UNA PAROLA DI FIDUCIA NELLA VITA. PER POTER RITROVARE LA FORZA  DI RICOMINCIARE. O PER ME NON C’È  PIÙ  NESSUNA SPERANZA?  (G. M. – ex-carcerato)

DON ORIONE RISPONDE   

Caro  figliolo Permettimi di chiamarti così. Lo facevo con tutti i giovani, specie con quelli che mi procuravano qualche dispiacere. Non so quale nome si nasconda dietro queste due iniziali con cui ti firmi: G. M. Per me sei “UN CARO FIGLIOLO” che vuole ricominciare. GIÀ QUESTO TI FA ONORE. CERTO, HAI SBAGLIATO. Ma ciò che conta è che ora vuoi ricominciare. Ne hai il diritto. Io sto pensando quest’anno di fare gli auguri di Natale con un “REGALO” originale. Per lo meno a buon prezzo. INVIERÒ A TUTTI I MIEI AMICI UNA LETTERA CHE HO RISCOPERTO IN QUESTI GIORNI. L’HA SCRITTA S. PAOLO AL SUO AMICO FILEMONE. Ti spiego. Si tratta di un biglietto molto personale dell’Apostolo a questo suo discepolo che, diventato cristiano, si era messo a servizio dei fratelli. In quei mesi però era disgustato PERCHÉ ONESIMO, UNO DEI SUOI SCHIAVI PIÙ FIDATI, ERA FUGGITO, portandosi via anche una bella somma di denaro. ROBA VECCHIA, MI DIRAI. SI, DI CIRCA 2000 ANNI.  MA, TI ASSICURO, LI PORTA BENE. E PROFUMA  ANCORA DI SENTIMENTI DI BONTÀ E DELICATEZZA CHE TUTTI  VORREMMO RESPIRARE IN QUESTI GIORNI DI FESTE. UNA VERA LETTERA “NATALIZIA”. Ho pensato di mandarla a te per primo. Perché… È UN POCO LA TUA STORIA. RILEGGIAMOLA INSIEME. IMMAGINANDO DI TROVARCI A CASA DI FILEMONE PROPRIO MENTRE RICEVE QUESTE RIGHE DELIZIOSE. E indirizzate personalmente a lui e a un gruppo di credenti che si radunavano nella sua casa per la preghiera. Senti come comincia:

  •  PAOLO, PRIGIONIERO A CAUSA DI GESÙ CRISTO, E TIMÒTEO NOSTRO FRATELLO SCRIVONO A TE, FILÈMONE, AMICO E COMPAGNO DI LAVORO, ALLA NOSTRA SORELLA APPIA E AD ARCHIPPO, NOSTRO COMPAGNO NELLA LOTTA, E ALLA COMUNITÀ CRISTIANA CHE SI RIUNISCE NELLA TUA CASA.
  • DIO NOSTRO PADRE E GESÙ CRISTO NOSTRO SIGNORE DIANO A VOI GRAZIA E PACE.
  •  Seguono parole di ringraziamento  per quanto l’amico Filemone sta facendo  per i fratelli cristiani:

Quando prego mi ricordo sempre di te e ringrazio il mio Dio, PERCHÉ SENTO PARLARE DEL TUO AMORE VERSO TUTTI I CRISTIANI E DELLA TUA FEDE NEL SIGNORE GESÙ. CARISSIMO AMICO, TU HAI SAPUTO DARE SOLLIEVO E CONFORTO A MOLTI CRISTIANI E QUESTO TUO AMORE GENEROSO HA DATO GRANDE GIOIA E CONSOLAZIONE ANCHE A ME.

Filemone sente di non meritare tutti questi elogi. Sta soltanto  ricambiando il grande dono della fede che ha ricevuto. Certo non gli mancano le prove. E QUALCHE COCENTE DELUSIONE COME QUELLA PROCURATAGLI DA ONESIMO. PAOLO SEMBRA INTUIRE. E METTE  SUBITO IL DITO SULLA PIAGA… Ma con la delicatezza e l’umiltà di chi chiede un favore.

CON LA FORZA CHE MI VIENE DA CRISTO, POTREI FACILMENTE ORDINARTI DI COMPIERE QUEL CHE DEVI FARE. TUTTAVIA, PREFERISCO FARTI UNA RICHIESTA IN NOME DELL’AMORE.  IO, PAOLO, VECCHIO E ORA ANCHE PRIGIONIERO A CAUSA DI GESÙ CRISTO,  TI CHIEDO UN FAVORE PER ONÈSIMO…Gli comunica di averlo conosciuto  in carcere e di averlo come  rigenerato a vita nuova. E’ diventato cristiano anche lui. Lo sente un poco suo figlio, ora.

QUI IN PRIGIONE EGLI È DIVENTATO PER ME COME UN FIGLIO. È QUELL’ONÈSIMO CHE UN TEMPO NON TI È SERVITO A NULLA; ORA INVECE PUÒ ESSERE MOLTO UTILE SIA A TE CHE A ME.  

Ebbene lo avvisa che fra qualche giorno… gli  si presenterà  davanti. Disposto a  chiedergli  perdono.

EGLI È COME UNA PARTE DI ME STESSO: IO TE LO RIMANDO.

AVREBBE POTUTO AIUTARMI AL POSTO TUO. MA NON VOGLIO OBBLIGARTI A QUESTO FAVORE: PREFERISCO CHE TU AGISCA SPONTANEAMENTE. PERCIÒ HO DECISO DI NON FAR NULLA SENZA CHE TU SIA D’ACCORDO.

E  mentre gli chiede di accoglierlo, suggerisce una lettura  provvidenziale di quanto è successo:

FORSE ONÈSIMO È STATO SEPARATO DA TE, PER QUALCHE TEMPO,  PERCHÉ TU POSSA RIAVERLO PER SEMPRE.

Come dire che  se  non fosse fuggito, non avrebbe incontrato Paolo. Non  sarebbe cristiano.  Insomma, forse davvero  Dio scrive dritto  sulle nostre righe storte. Gli chiede pertanto di  purificare il cuore di ogni risentimento e  di accoglierlo  come  un fratello. Carissimo a tutti e due.ORA NON ACCOGLIERLO PIÙ COME UNO SCHIAVO. EGLI È MOLTO PIÙ CHE UNO SCHIAVO: È PER TE UN CARO FRATELLO. È CARISSIMO A ME, TANTO PIÙ DEVE ESSERLO A TE,  SIA COME UOMO SIA COME FRATELLO NEL SIGNORE.Arriva a chiedergli di riceverlo con  l’affetto e le  premure che riserverebbe a lui in persona.DUNQUE SE MI CONSIDERI TUO AMICO, ACCOGLI ONÈSIMO COME ACCOGLIERESTI ME. E il denaro  rubato? Niente paura. Metta tutto sul suo conto. Pagherà Paolo di tasca sua. E SE EGLI TI HA OFFESO O SE DEVE RESTITUIRTI QUALCOSA, METTI TUTTO SUL MIO CONTO. ECCO LA GARANZIA SCRITTA DI MIA MANO: IO, PAOLO, PAGHERÒ PER LUI. U n vero artista della persuasione. E scherzando bonariamente, continuaVORREI PERÒ RICORDARTI CHE ANCHE TU HAI QUALCHE DEBITO VERSO DI ME: MI DEVI TE STESSO.                  E  poi l’argomento più convincente: in Gesù siamo ormai tutti fratelli. Bisognerà agire di conseguenza. SÌ, FRATELLO MIO, PER AMORE DEL SIGNORE FAMMI CONTENTO! PER AMORE DI CRISTO DAMMI QUESTA CONSOLAZIONE.

Come si fa a resistere a una richiesta fatta in questo modo, con tanta delicatezza? E quasi per farsi perdonare,  Paolo chiede… un altro favore. Perché sa che  quando si è veri amici, chiedersi reciprocamente  un favore è come  farsi un regalo. TI HO SCRITTO PIENO DI FIDUCIA, SICURO CHE FARAI QUEL CHE TI CHIEDO,  ANZI SO CHE FARAI ANCHE DI PIÙ. NEL FRATTEMPO, PREPARA UN POSTO ANCHE PER ME;  PERCHÉ SPERO CHE LE VOSTRE PREGHIERE RIESCANO A FARMI TORNARE IN MEZZO A VOI.
Gli fa capire così che sarà  presto liberato e spera di essere suo ospite. Per passare qualche giorno insieme. E godere di una fraternità  mai sperimentata prima.  Grazie a Gesù, Fratello Primogenito. Che tutti ci unisce in comunione  ineffabile. Con  Dio e fra  noi: Lui la Grazia del Padre. E la fonte della  fraternità universale.

TI SALUTA ÈPAFRA, CHE È IN PRIGIONE CON ME A CAUSA DI CRISTO GESÙ.  ANCHE MARCO, ARISTARCO, DEMA E LUCA, MIEI COMPAGNI DI LAVORO, TI SALUTANO. LA GRAZIA DI GESÙ CRISTO NOSTRO SIGNORE SIA CON VOI.

Caro figliolo, sono certo che hai apprezzato la gentilezza di Paolo nel chiedere le cose e la sua capacità di intuire grandi  possibilità di bene, anche in chi ha sbagliato.                È QUELL’ONÈSIMO CHE UN TEMPO NON TI È SERVITO A NULLA;  ORA INVECE PUÒ ESSERE MOLTO UTILE SIA A TE CHE A ME.

E’ proprio vero che “Dio scrive dritto sulle righe storte”. Anche i nostri errori, i miei e i tuoi ,“RICICLATI” POSSONO DIVENTARE  PREZIOSA ESPERIENZA DI VITA. PER NOI STESSI. E PER GLI ALTRI. TI AUGURO COSÌ  UN FUTURO DI SPERANZA.

  •  CARI AMICI, SCUSATE LA LUNGAGGINE…ma mi sembrava utile inviarvi un biglietto di S. PAOLO, così poco conosciuto, ma così prezioso… che ne dite?

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“HAI SPEZZATO …LE MIE CATENE” 

Cari amici, SIAMO LIBERI O SCHIAVI ?

Caro Don Orione,  Sono le  6 del mattino di  una domenica nebbiosa e triste. Sono appena rientrato da una delle mie  notti da sballo. Provo a scriverti due righe. Con i crampi allo stomaco e la morte nel cuore. Vedi, Don Orione, io non sono nelle condizioni di quei poveri  ragazzi che tu hai salvato nel terremoto della Marsica, dando loro  una casa, un pane, un mestiere, una sistemazione nella vita. Io sono già sistemato. Fin troppo. Ho solo  30 anni  e già rivesto ruoli  di responsabilità in ditta. Non mi mancano  prestanza fisica e intelligenza pratica. E soprattutto  una famiglia  benestante alle spalle. Tutto ciò mi  permette un alto  tenore  di vita. E  notti “brave” che puoi immaginare e di cui mi vergogno… Ma sotto la mia apparenza brillante,  nascondo un dramma che mi sta uccidendo. Da tempo faccio uso di  sostanze stupefacenti. Solo così riesco a stare all’altezza delle situazioni. Forte. Sempre sorridente. Ma dentro sono a pezzi. E la solitudine mi divora. Non mi mancano certo le ragazze. Ma  non sono sicuro se amano  me o … la mia fuoriserie!  Credo in Dio ma non sono praticante. I miei impegni lavorativi non me lo permettono. Almeno così mi giustifico. Lui solo però  conosce le  mie lacrime segrete. Rimandate in gola con  una dose di cocaina…. Don Orione, cosa posso fare per uscire da questo tunnel di morte? Per  spezzare queste catene vellutate? Ho paura di non farcela. E di cominciare a  cercare insensate soluzioni finali… Stamattina, per la prima volta,  tornando a casa dopo un’altra notte balorda, ho fermato  la macchina su un  ponte dell’autostrada. Per pochi secondi,  ho  guardato giù nel vuoto!  Attratto e terrorizzato…Mi perdoni e preghi per me – Roberto, stanco di recitare.

  • DON ORIONE RISPONDE  

Caro Roberto,  Ti ringrazio per avermi confidato il tuo segreto. Il Signore sa quante volte, sostenuto dalla sua grazia,  ho potuto “raccogliere pericolanti debolezze e miserie e porle sull’altare…”    E oggi  metto te, nella santa Messa. Ma permettimi anche una parola, sincera e forte. Da vero amico e padre nel Signore. Ne ho incontrati tanti di ragazzi come te,  che avevano preso  una brutta strada.  Con l’aiuto del Signore, molti hanno cambiato vita. Ma occorre volerlo. Seriamente. E veniamo a noi. Visto che sei intelligente, ho pensato di sottoporre alla tua attenzione alcune frasi  di una lettera di S. Paolo ai cristiani della Galazia. Che erano partiti bene, accogliendo con gioia  il  vangelo. Ma poi, in poco tempo, trascinati da cattivi maestri, si erano allontanati dalla retta via. E’ un poco la tua storia, non ti pare?  Quando si è liberi? Quando si può disporre di molti soldi per i propri comodi o quando si è in grado di disporre della propria vita per farne dono agli altri? E’ libero solo chi sa amare  e servire. E’  il segreto della gioia pulita. Senza sballi e  volta stomaco. Se non ti offendi, ti aiuterò con qualche domanda …

 ATTINGENDO ALLA SORGENTE 

  • TI PARE GIUSTO ABBANDONARE I VALORI CRISTIANI PER SEGUIRE L’ANDAZZO DEL “COSÌ FAN TUTTI”? “
  • Mi meraviglio di voi! Dio vi ha chiamati a ricevere la sua grazia donatavi per mezzo di Cristo, e voi gli voltate così presto le spalle per ascoltare un altro messaggio di salvezza. In realtà, un altro non c’è. Ricerco forse l’approvazione degli uomini o quella di Dio? Cerco forse la popolarità? Se cercassi di piacere agli uomini non sarei servitore di Cristo.(Gal. 1,6ss)
  • HAI QUALCHE PERSONA PRUDENTE CON CUI CONFRONTARTI? O VUOI ESSERE UN CRISTIANO “FAI DA TE”? “Andai di nuovo a Gerusalemme in  compagnia di Barnaba, portando con me anche Tito. Esposi loro il vangelo che io  predico tra i pagani, ma lo esposi privatamente alle persone più  ragguardevoli, per non trovarmi nel rischio di correre o di aver corso  invano…” (2,2s)
  • MA QUANTO SPENDI IN UNA NOTTE “BRAVA”?  MA E I POVERI? Quelli che hanno autorità riconobbero che Dio aveva affidato a me l’incarico di annunziare la parola di Cristo tra i non Ebrei e trovandosi d’accordo con noi, strinsero fraternamente la mano a me e a Bàrnaba..  Ci raccomandarono soltanto di ricordarci dei poveri della chiesa di Gerusalemme. E questo ho sempre cercato di farlo.(2,6ss)
  • HAI 30 ANNI: NON È ORA DI UNA FEDE ADULTASono stato crocifisso con Cristo.  NON SONO PIÙ IO CHE VIVO: È CRISTO CHE VIVE IN ME. La vita che ora vivo in questo mondo la vivo per la fede nel Figlio di Dio che mi ha amato e volle morire per me.  (2,19ss)
  • ERI UN BRAVO RAGAZZO…come hai potuto farti incantare così dal denaro e dal  successo ?  O stolti Galati, CHI VI HA INCANTATI? Eppure Cristo e la sua morte in croce vi sono stati annunziati con la massima chiarezza!  ERAVATE PARTITI BENE; CHI VI HA FATTO INCIAMPARE SULLA VIA DELLA VERITÀ?  SIETE PROPRIO COSÌ SCIOCCHI?  AVETE DUNQUE FATTO INVANO TANTE ESPERIENZE? (3,1ss)
  • NON CAPISCI CHE CERTI “AMICI” NON CERCANO IL TUO VERO BENE?                        Ora invece sono diventato vostro nemico perché vi ho detto la verità?  Quegli altri invece sono pieni di premure per voi, ma le LORO INTENZIONI NON SONO BUONE. Figli miei, per voi io soffro di nuovo i dolori del parto, finché non sarà chiaro che Cristo è in mezzo a voi.  In questo momento vorrei essere tra voi e potervi parlare CON UN TONO DI VOCE DIVERSO. Non so più che fare per voi! (4,16s)
  • MA CHE TIPO DI LIBERTÀ È LA TUA? NON È ORA DI IMPARARE AD AMARE  E SERVIRE IL PROSSIMO? 

 – CARI AMICI, LA LETTERA AI GALATI è “TOSTA” NON VOGLIO ANNOIARVI... fermiamoci con questa domanda provocante… continuiamo domani…. INTANTO CHIEDIAMOCI SERIAMENTE: SIAMO LIBERI O…SCHIAVI?

CARI AMICI, come promesso ieri, riprendiamo dalla domanda: MA CHE TIPO DI LIBERTÀ È LA TUA?  NON È ORA di imparare ad amare  e servire il prossimo?

  • CRISTO CI HA LIBERATI PER VIVERE NELLA LIBERTÀ. State dunque saldi in questa libertà e non ritornate ad essere schiavi.  FRATELLI, DIO VI HA CHIAMATI ALLA LIBERTÀ! Ma non servitevi della libertà per i vostri comodi. Anzi, fatevi servi GLI UNI DEGLI ALTRI.  (5,1ss)
  • SEI A UN BIVIO … DA CHI VUOI LASCIARTI GUIDARE?

Lasciatevi guidare dallo Spirito e così non seguirete i desideri del vostro egoismo.  L’EGOISMO HA DESIDERI CONTRARI A QUELLI DELLO SPIRITO, E LO SPIRITO HA DESIDERI CONTRARI A QUELLI DELL’EGOISMO. Tutti possiamo vedere quali sono i risultati dell’egoismo umano: immoralità, corruzione e vizio, litigi, ubriachezze, orge e altre cose di questo genere. LO SPIRITO INVECE PRODUCE: AMORE, GIOIA, PACE, comprensione, cordialità, bontà, fedeltà,  mansuetudine, dominio di sé. LASCIAMOCI GUIDARE DALLO SPIRITO. (5,16SS )

  • PERCHÉ CONTINUARE A GIOCARE CON LA VITA? Se qualcuno pensa di essere importante, mentre invece non è nulla, inganna se stesso. Ciascuno rifletta sul suo modo di vivere …Non fatevi illusioni: con Dio non si scherza! OGNUNO DI NOI RACCOGLIE QUEL CHE HA SEMINATO. CHI VIVE NELL’EGOISMO, RACCOGLIE MORTE. CHI VIVE NELLO SPIRITO DI DIO, RACCOGLIE VITA ETERNA. NON STANCHIAMOCI DI FARE IL BENE perché, a suo tempo, avremo un buon raccolto. Finché ne abbiamo l’occasione, FACCIAMO DEL BENE A TUTTI, ma soprattutto ai nostri fratelli nella fede. (6,1ss)

 LA MIA ESPERIENZA

  • ACCOGLIENDO UN ORFANO, PROMISI DI FARGLI DA MADRE…MA …Però tu, venendo qui, mi devi fare una promessa. Senti, caro Baldassarre, per venire qui tu DEVI CAMBIARE CONDOTTA. IO NON VOGLIO FARE DI TE, NÉ UN PRETE NÉ UN FRATE, MA UN BRAVO GIOVANE, ONESTO, VIRTUOSO, FERVOROSO nella vita dello spirito cristiano. Ogni miglior avvenire ti sarà serbato, se tu, che oggi cominci a comprendere, lascerai che, come ti ho accolto e RIPARATO UN GIORNO DAI GELI E DALLE NEVI NELLE PRIME BARACCHE DI PIAZZA TORLONIA, COSÌ TI GUIDI E DI DIFENDA ORA DA ALTRI VENTI E DA ALTRE TEMPESTE, O CARO MIO BALDASSARRE!  Guardati attorno, o caro Baldassarre: non vedi che non hai più nessuno? MA LA DIVINA PROVVIDENZA E DON ORIONE CI SONO ANCORA PER TE, E CI SARANNO SEMPRE, SE TU LO VUOI. TU DOVRAI LOTTARE PER DIVENTARE BUONO, MA IO TI AIUTERÒ COME SE FOSSI TUA MADRE, E DIO TI AIUTERÀ! 42,138
  • A UN GIOVANE COL CUORE IN TEMPESTA, CONSIGLIAI…Ma bada, caro mio figliuolo, Dio è luce, Dio è spirito di pace, di conforto. Tu ti raccoglierai nel silenzio e nella orazione  ai piedi di Gesù,  Iddio rischiara, Iddio conforta! CHE SI PUÒ FARE DI MEGLIO DELLE NOSTRE LAGRIME, DEL NOSTRO AMORE, DELLA VITA, DEL SANGUE CHE UNA CONSACRAZIONE A DIO, E UN OLOCAUSTO  PER LA FELICITÀ DEGLI UOMINI NOSTRI FRATELLI?
  • A UN ALTRO CHIESI DI LASCIARE CERTE COMPAGNIE

Don Orione non vorrà mai avvelenare le piaghe, ma le vuole lenire con l’olio del buon samaritano.  Tu non puoi andare avanti così …Hai bisogno di pregare, di confessarti e di comunicarti preservarti dallo spirito mondano e licenzioso. Ancora ti raccomando di LASCIARE CERTI POSTI E DI SEPARARTI DA ALCUNI TUOI COMPAGNI LA CUI COMPAGNIA NON È AFFATTO CONVENIENTE PER TE… TU DEVI VOLTAR PAGINA: Iddio sarà con te Scr. 47,218

 L’EUCARISTIA PUÒ STRAPPARE I GIOVANI DALLA DROGA                       Nessuna pastiglia dona la gioia di vivere e la pace nel cuore! Ho proposto loro la Misericordia di Dio e la preghiera eucaristica …Se fiducioso ti inginocchi dinanzi a Lui, senti che la sua umanità presente nell’ostia consacrata risveglia l’immagine di Dio in te che torna a risplendere!  I giovani con i quali vivo da ventidue anni sono stati per me, religiosa, la testimonianza viva che l’Eucaristia è veramente presenza viva del Risorto, e che anche la nostra vita morta, entrando nella sua, risorge ( Elvira Petrozzi)

PARLIAMONE TRA NOI…Ti piace il ritmo e lo stile di vita che ci sta imponendo la società contemporanea?  Ci sentiamo schiavi o liberi? Perché un giovane a cui non manca niente, si sente così male da rischiare di farla finita? Secondo te, cosa è la libertà e chi è veramente libero?                 

donalesiani@gmail.com 

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CARI AMICI,

iniziamo questa sera un RITIRO SPIRITUALE  con numero limitato di partecipanti per rispetto delle regole di distanziamento sociale…  TEMA DI FONDO:  EDUCARE, OGGI ALLA LUCE DI S. PAOLO E DON ORIONE. Chiedo a tutti gli amici una preghiera e… se non disturbo,  manderei anche a voi qualche pensiero che possa fare un pò di bene… Una buona settimana a tutti voi. dv

COME UN PADRE CON I SUOI FIGLI…               

  EDUCARE, OGGI   ALLA LUCE DI S. PAOLO E DON ORIONE

CARO D. ORIONE, CI DAI UNA MANO?  

Scusami,  ma non so più a che santo votarmi. E allora ho pensato di scrivere a te,  anche perché da tanti anni insegno in un centro professionale della tua congregazione.  Fra poco ricomincia la scuola e io mi sento smarrito. Come padre innanzitutto. E poi  come insegnante. Non certo per le nozioni tecniche da impartire, ma a livello educativo in generale. Ogni anno si fa sempre più difficile il compito di noi genitori e insegnanti. L’attuale andazzo culturale non ci aiuta certo. Per non parlare di cosa  propinano  ogni giorno  tutti i social ai nostri ragazzi.  E poi, ammettiamolo, anche  noi genitori e insegnanti,  spesso siamo  rassegnati. Quali valori trasmettere oggi ai giovani che tu chiamavi “sole o tempesta del domani”? Quale  linguaggio usare con loro spesso sboccati e provocanti? E poi, siamo sinceri, noi adulti possiamo proporci ancora come  modelli  credibili? In particolare, in una società dove domina il relativismo morale e la cultura del piacere immediato, quali linee seguire nel campo della  maturità affettiva?  Don Orione, se puoi, dacci una mano nel nostro compito di educatori.            (Mario, insegnante al CAP)

  • DON ORIONE RISPONDE 

Caro Sig. Mario, sono contento di rispondere alle tue domande. Non era facile neanche ai miei tempi, sai. E neanche io avevo la bacchetta magica. Certamente per me era importante un’educazione dei giovani che abbracciasse tutti gli aspetti della loro vita.   Ero solito ripetere ai responsabili di una casa o di una scuola:                 VI RACCOMANDO  I GIOVANI: CURATENE LO SPIRITO, COLTIVATE LE LORO MENTI, EDUCATE IL LORO CUORE

  •  ATTINGENDO ALLA SORGENTE: LA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO AI TESSALONICESI – 
  • Chiediamo a S. Paolo quale atteggiamento avere con i giovani.
  • SERVE DI PIÙ RIMPROVERARE O EVIDENZIARE LE QUALITÀ? Quando siamo di fronte a Dio, nostro Padre, pensiamo continuamente alla vostra fede molto attiva, al vostro amore molto impegnato, alla vostra speranza fermamente rivolta verso Gesù Cristo nostro Signore. E voi avete seguito il nostro esempio e quello del Signore. SIETE DIVENTATI UN ESEMPIO per i cristiani che vivono in Macedonia e in tutta la Grecia (1Ts 1,3ss)
  • NOI ADULTI SIAMO  MODELLI  CREDIBILI PER I RAGAZZI?  Nella mia predicazione non c’era nessuna intenzione di dire il falso, di imbrogliare, di parlare con astuzia. Anzi, io PARLO SEMPRE COME DIO VUOLE. Non cerco l’approvazione degli uomini, ma quella di Dio… Sapete bene che mai ho detto parole per far piacere a qualcuno o per mio interesse: Dio mi è testimone. (1Ts 2,1ss)
  • POSSIAMO DIRE DI AMARE I RAGAZZI COME NOSTRI FIGLI? Mi sono comportato tra voi con dolcezza, COME UNA MADRE che ha cura dei suoi bambini.  Mi sono affezionato a voi, e vi ho voluto bene fino al punto che vi avrei dato non solo il messaggio di salvezza che viene da Dio, MA ANCHE LA MIA VITA. Ho lavorato notte e giorno per potervi annunziare la parola di Dio, senza essere di peso a nessuno. Sapete che ho agito verso ciascuno di voi, COME FA UN PADRE CON I SUOI FIGLI. (1Ts 2,1ss)
  • CHE LINGUAGGIO USIAMO CON LORO? Voi, proprio voi, siete la mia speranza, la mia gioia. SÌ, LA MIA GLORIA E LA MIA GIOIA SIETE VOI. E il Signore faccia crescere tutti voi con abbondanza, nell’amore tra di voi e nell’amore verso tutti, COSÌ COME ANCH’IO VI AMO.  
  • In una società fondata sulla cultura del piaceresi devono ancora raccomandare…certe cose? Fratelli, avete appreso da noi come comportarvi in modo da PIACERE  A DIO. Voi conoscete  QUALI NORME VI ABBIAMO DATO da parte del Signore Gesù. Perché questa è la volontà di Dio, la  vostra santificazione: che vi asteniate dalla impudicizia, che ciascuno  sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto, non come  oggetto di passioni e libidine…DIO NON CI HA CHIAMATI ALL’IMPURITÀ, MA ALLA SANTIFICAZIONE.
  •  QUALE SPERANZA DIAMO AI GIOVANI che hanno perso i loro cari ? Fratelli, voglio che siate ben istruiti su ciò che riguarda I MORTI: non dovete continuare a essere TRISTI COME GLI ALTRI, COME QUELLI CHE NON HANNO NESSUNA SPERANZA. Noi crediamo che GESÙ È MORTO E POI È RISUSCITATO.   Allo stesso modo, crediamo che Dio riporterà alla vita, insieme con Gesù, quelli che sono morti credendo in lui.  E da quel momento SAREMO SEMPRE CON IL SIGNORE. EGLI È MORTO PER FARCI VIVERE CON LUI…  Perciò incoraggiatevi e aiutatevi a vicenda, come già fate. IL MESSAGGIO FINALE e’ DI GRANDE RESPIRO.
  • Dio, che dona la pace, vi faccia essere completamente degni di lui e custodisca tutta la vostra persona:  SPIRITO, ANIMA E CORPO,  senza macchia, Fino al giorno in cui verrà il Signore nostro Gesù Cristo. Potete fidarvi di Dio: egli vi ha chiamati e farà tutto questo.

… per oggi basta così, Domani D. Orione ci parlerà della SUA ESPERIENZA…

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CARI AMICI, OGGI è DOMENICA… Speriamo di avere un pò più di tempo da dedicare al SIGNORE  e ALLE PERSONE che ci stanno accanto!?  BENEDETTO XVI  ci può aiutare… LEGGENDO qualche pensiero della sua ENCICLICA SULL’AMORE.

  • LA GRANDE NOTIZIA: DIO CI AMA.   Esiste un solo Dio, che è il Creatore del cielo e della terra e perciò è anche il Dio di tutti gli uomini. Ciò significa che QUESTA SUA CREATURA GLI È CARA, PERCHÉ DA LUI STESSO È STATA VOLUTA, DA LUI « FATTA ».  DIO AMA L’UOMO. 
  • DIO CI PERDONA E UNISCE A SÉ   SOPRATTUTTO OSEA ci mostra la dimensione dell’agape nell’amore di Dio per l’uomo: «Come potrei abbandonarti, come consegnarti ad altri, Israele? IL MIO CUORE SI COMMUOVE DENTRO DI ME. Non darò sfogo all’ardore della mia ira, perché SONO DIO E NON UOMO; SONO IL SANTO IN MEZZO A TE » (Os 11, 8-9).
  •  IL CANTICO DEI CANTICI descrive, il rapporto di Dio con l’uomo e dell’uomo con Dio. SÌ, ESISTE UNA UNIFICAZIONE DELL’UOMO CON DIO, IL SOGNO ORIGINARIO DELL’UOMO–, ma questa unificazione non è un fondersi insieme; è unità che crea amore, in cui entrambi, DIO E L’UOMO, RESTANO SE STESSI E TUTTAVIA DIVENTANO PIENAMENTE UNA COSA SOLA: « Chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito » (1 Cor 6, 17).
  • PERCHÉ L’UOMO ANELA TANTO VERSO LA DONNA?  Fra tutte le creature, nessuna può essere per l’uomo quell’aiuto di cui ha bisogno… ALLORA, DIO PLASMA LA DONNA. Ora Adamo trova l’aiuto di cui ha bisogno: « QUESTA VOLTA ESSA È CARNE DALLA MIA CARNE, OSSO DALLE MIE OSSA» (Gn 2, 23)
  • È PRESENTE L’IDEA CHE L’UOMO SOLO NELLA COMUNIONE CON L’ALTRO SESSO POSSA DIVENTARE « COMPLETO  Adamo è in ricerca per trovare la donna; solo nel loro insieme rappresentano l’interezza dell’umanità, diventano « UNA SOLA CARNE ». L’EROS RIMANDA L’UOMO AL MATRIMONIO, A UN LEGAME CARATTERIZZATO DA UNICITÀ E DEFINITIVITÀ; COSÌ, E SOLO COSÌ, SI REALIZZA LA SUA INTIMA DESTINAZIONE.
  • PER CAPIRE L’AMORE, CONTEMPLIAMO IL CROCIFISSO   La vera novità del Nuovo Testamento non sta in nuove idee, ma nella figura stessa di CRISTO, CHE DÀ CARNE E SANGUE ai concetti . Lo sguardo rivolto al fianco squarciato di Cristo, comprende che: « DIO È AMORE » (1 Gv 4, 8). È lì che questa verità può essere contemplata. E partendo da lì deve definirsi che cosa sia l’amore. A partire da QUESTO SGUARDO IL CRISTIANO TROVA LA STRADA DEL SUO VIVERE E DEL SUO AMARE.
  • NELL’EUCARESTIA, LA FUSIONE MISTICA CON DIO   A questo atto di offerta Gesù ha dato una presenza duratura attraverso L’ISTITUZIONE DELL’EUCARISTIA, durante l’Ultima Cena. L’Eucaristia ci attira nell’atto oblativo di Gesù. Ciò che era lo stare di fronte a Dio diventa ora, attraverso la partecipazione alla donazione di Gesù, diventa unione.
  • POSSO AVERE CRISTO SOLO PER ME? « Poiché c’è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell’unico pane », (1 Cor 10, 17). L’UNIONE CON CRISTO È ALLO STESSO TEMPO UNIONE CON TUTTI GLI ALTRI AI QUALI EGLI SI DONA. IO NON POSSO AVERE CRISTO SOLO PER ME; posso appartenergli soltanto in unione con tutti quelli che sono diventati o diventeranno suoi. UN’ EUCARISTIA CHE NON SI TRADUCA IN AMORE CONCRETAMENTE PRATICATO È IN SE STESSA FRAMMENTATA.   L’AMORE PUÒ ESSERE « COMANDATO » PERCHÉ PRIMA È DONATO.

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  • CONCETTI ALTI, SUBLIMI CHE SONO UNA… “SVEGLIA” per noi che spesso facciamo riti e pratiche religiose per abitudine, con tanta disinvoltura e poca consapevolezza…CHE NE DITE?

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CARI AMICI,  

…dopo aver “INTERVISTATO” il profeta OSEA vogliamo ascoltare qualche pensiero di BENEDETTO XVI che al tema dell’amore ha dedicato la sua PRIMA ENCICLICA. Il Linguaggio è ALQUANTO IMPEGNATIVO ma i Contenuti molto validi. Meritano tutta la nostra Attenzione…

LETTERA  ENCICLICA  DI  BENEDETTO XVI

1. QUAL E’ IL CENTRO DELLA FEDE CRISTIANA?

 « DIO È AMORE; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui » (1 Gv 4, 16). Queste parole della Prima Lettera di Giovanni esprimono con chiarezza IL CENTRO DELLA FEDE CRISTIANA: All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì L’INCONTRO CON UN AVVENIMENTO, CON UNA PERSONA, che dà alla vita un nuovo orizzonte  « DIO HA TANTO AMATO IL MONDO DA DARE IL SUO FIGLIO UNIGENITO, PERCHÉ CHIUNQUE CREDE IN LUI ABBIA LA VITA ETERNA » (3, 16).

  • Siccome Dio ci ha amati per primo (1 Gv 4, 10), l’amore adesso non è più solo un  « comandamento », MA È LA RISPOSTA AL DONO DELL’AMORE, col quale Dio ci viene incontro. Per questo nella mia prima Enciclica DESIDERO PARLARE DELL’AMORE, del quale Dio ci ricolma e che da noi deve essere comunicato agli altri. 
  •  UNA DELLE PAROLE PIÙ ABUSATE…  Il termine « amore » è oggi diventato una delle parole PIÙ USATE ED ANCHE ABUSATE, alla quale annettiamo accezioni del tutto differenti: si parla di amore tra amici, di amore per il lavoro, di amore tra genitori e figli, dell’amore per il prossimo e dell’amore per Dio. In tutta questa molteplicità di significati, però, L’AMORE TRA UOMO E DONNA, emerge come archetipo di AMORE PER ECCELLENZA.
  • LA CHIESA HA AVVELENATO LA GIOIA DELL’AMORE?  Delle tre parole greche relative all’amore — EROS, PHILIA (AMORE DI AMICIZIA) E AGAPE — gli scritti neotestamentari privilegiano l’ultima. Quanto all’amore di amicizia (philia), esso viene ripreso e approfondito nel Vangelo di Giovanni per esprimere il rapporto tra Gesù e i suoi discepoli.  Il cristianesimo, secondo  Nietzsche, avrebbe dato da bere del veleno all’eros… La Chiesa con i suoi comandamenti e divieti non ci rende forse amara la cosa più bella della vita?
  • 5. AVVELENAMENTO », O GUARIGIONE  DELL’EROS?  I greci  hanno visto nell’eros innanzitutto l’ebbrezza, …. Sono necessarie purificazioni e maturazioni, che passano anche attraverso la strada della rinuncia. QUESTO NON È RIFIUTO DELL’EROS, NON È IL SUO « AVVELENAMENTO », MA LA SUA GUARIGIONE in vista della sua vera grandezza. 
  •   L’eros degradato a puro « sesso » diventa merce, una semplice « cosa » che si può comprare e vendere. La fede cristiana, al contrario, ha considerato l’uomo sempre come essere uni-duale, nel quale SPIRITO E MATERIA SI COMPENETRANO A VICENDA SPERIMENTANDO PROPRIO COSÌ AMBEDUE UNA NUOVA NOBILTÀ.
  • 7. QUANDO L’AMORE DIVENTA MATURO? QUANDO L’AMORE DIVENTA CURA DELL’ALTRO E PER L’ALTRO. Non cerca più se stesso, l’immersione nell’ebbrezza della felicità; CERCA INVECE IL BENE DELL’AMATO: DIVENTA RINUNCIA, È PRONTO AL SACRIFICIO. Fa parte degli sviluppi dell’amore la DEFINITIVITÀ,: nel senso DELL’ESCLUSIVITÀ  E nel senso del « PER SEMPRE ». L’AMORE MIRA ALL’ETERNITÀ.
  •  Sì, amore è « ESTASI », MA ESTASI NON NEL SENSO DI UN MOMENTO DI EBBREZZA, MA ESTASI COME CAMMINO, COME ESODO PERMANENTE DALL’IO CHIUSO IN SE STESSO VERSO LA SUA LIBERAZIONE NEL DONO DI SÉ: « CHI CERCHERÀ DI SALVARE LA PROPRIA VITA LA PERDERÀ, CHI INVECE LA PERDE LA SALVERÀ » (Lc 17, 33), DICE GESÙ
  • ATTENTI ALLE CARICATUREl’« amore » è un’unica realtà, seppur con diverse dimensioni… Dove però le due dimensioni si distaccano completamente l’una dall’altra, si profila UNA CARICATURA O IN OGNI CASO UNA FORMA RIDUTTIVA DELL’AMORE …l’uomo non può neanche vivere esclusivamente nell’amore oblativo, discendente. Non può sempre soltanto donare, deve anche ricevere. CHI VUOL DONARE AMORE, DEVE EGLI STESSO RICEVERLO IN DONO. DEVE BERE, SEMPRE DI NUOVO, A QUELLA PRIMA, ORIGINARIA SORGENTE CHE È GESÙ CRISTO, DAL CUI CUORE TRAFITTO SCATURISCE L’AMORE DI DIO (cfr Gv 19, 34).

… insomma per IMPARARE AD AMARE VERAMENTE… BISOGNA ANDARE A SCUOLA DA GESÙ?

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Dopo aver  detto qualcosa  nel mese di Giugno sulla SPERANZA  CRISTIANA, in questo mese di Luglio, soffermiamoci un pò sul tema dei …temi:  IL TEMA DELL’AMORE. Sempre attuale. Inesauribile. Convegni, fictions  e dibattiti televisivi si …sprecano. Col risultato di renderlo sempre più fragile e ambiguo. Ognuno gli dà il significato che vuole.  E nella vita continuiamo a costruire  (e distruggere…) AMORI STAGIONALI, come bambini che giocano coi castelli di sabbia. …MA L’AMORE FORTE E FEDELE ESISTE? E’ ANCORA UN VALORE?   Perché non chiedere un parere a un profeta come OSEA che di amore se ne intendeva, PER SOFFERTA ESPERIENZA PERSONALE?  Ma non sentiamo  che da tempo proprio parenti, amici e soprattutto  I FIGLI  stanno ripetendo: AMORE IO VOGLIO!?   E’ una frase di Osea… Ci possono dare una buona mano anche BENEDETTO XVI  E PAPA FRANCESCO . MA cominciamo da una specie di  “ INTERVISTA IN ESCLUSIVA”  A OSEA vissuto circa 2.600 anni fa… Ma modernissimo… ASCOLTIAMOLO.  E’ …IN LINEA PER NOI…

OSEA IN LINEA….

  •  SEI PASSATO ALLA STORIA COME IL PROFETA DELLA MISERICORDIA. MA A QUALE PREZZO? Quando il Signore parlò per la prima volta a Osea gli disse: «Prendi per moglie una prostituta e avrai figli da una simile donna. Anche questa terra non fa che prostituirsi e si allontana da me, il Signore». Osea sposò una donna di nome Gomer.  (1,2s)
  • IL PROFETA DUNQUE È UNO CHE PAGA CON LA VITA? Il Signore mi disse ancora: «Ama la tua donna, anche se ti tradisce con un amante. Amala, come il Signore ama gli Israeliti, anche se si rivolgono ad altre divinità».   (3,1ss)
  • SI PUÒ RECUPERARE UN AMORE SPEZZATO? COME?  «Un giorno, io, il Signore, LA RICONQUISTERÒ. La porterò nel deserto e LE DIRÒ PAROLE D’AMORE. Lì, mi risponderà come al tempo della sua giovinezza quando uscì dall’Egitto. Allora mi chiamerà “MARITO MIO” e non più mio padrone. ISRAELE, TI FARÒ MIA SPOSA. SARAI  MIA PER SEMPRE.». (2,16ss)
  • IL DISASTRO ECOLOGICO  LO VEDIAMO… DI CHI LA COLPA? 
  • Io, il Signore, voglio fare un processo agli abitanti di questa regione. Dicono falsità, uccidono, rubano e commettono adulterio. Le violenze si moltiplicano. COSÌ LA TERRA SI INARIDISCE, e tutto quel che c’è su di essa muore. Anche gli animali che sono sulla terra, gli uccelli e i pesci, moriranno tutti. (4,1ss)
  • PERCHÉ COSI SEVERO VERSO I MINISTRI DEL CULTO?   Io accuso voi sacerdoti. IL MIO POPOLO MUORE PERCHÉ NON MI CONOSCE, E VOI SACERDOTI RIFIUTATE DI FARMI CONOSCERE, e avete respinto il mio insegnamento. Popolo e sacerdoti, avrete la stessa sorte: mangerete ma non vi sazierete (5,1ss)
  • MA DIO SI DIVERTE A FARCI SOFFRIRE? O FORSE… «Mi allontanerò dal mio popolo finché non avrà sofferto abbastanza per i suoi peccati e verrà a cercarmi. FORSE NELLA SUA SOFFERENZA SI RIVOLGERÀ A ME…». (5,15)
  • IL NOSTRO AMORE È INCOSTANTE… QUELLO DI DIO PER NOSTRA FORTUNA  NO! Il Signore dice: «Efraim e Giuda, che dovrò fare per voi? Il vostro amore per me scompare COME UNA NUVOLA DEL MATTINO; È COME LA RUGIADA CHE SVANISCE ALL’ALBA.  Il popolo dice:  «Venite, torniamo al Signore. Egli ci ha feriti e ci curerà! Sforziamoci di conoscere il Signore. LA SUA VENUTA È CERTA COME L’AURORA, come la pioggia di primavera che bagna la terra».
  • MA IN FONDO COSA VUOLE IL SIGNORE DA NOI?  VOGLIO AMORE COSTANTE, NON SACRIFICI. PREFERISCO CHE IL MIO POPOLO MI CONOSCA, piuttosto che mi offra sacrifici.  (6,1)
  • QUALE  ESPERIENZA AVEVI DI DIO,  PER PARLARNE COSÌ ? Quando Israele era un ragazzo io l’ho amato…perché era mio figlio. IO HO INSEGNATO A EFRAIM A CAMMINARE. HO TENUTO IL MIO POPOLO TRA LE MIE BRACCIA, ma non ha capito che mi prendevo cura di lui. L’ho attirato a me con affetto e amore.  Sono stato per lui come uno che solleva il SUO BAMBINO FINO ALLA GUANCIAMI SONO ABBASSATO FINO A LUI PER IMBOCCARLO.
  • IMMERSI NELLE COSE TERRENE, NON SOLLEVIAMO LO SGUARDO. FINO A QUANDO AVRÀ PAZIENZA IL SIGNORE? Il mio popolo si ostina a restare lontano da me. È invitato a guardare in alto, MA NESSUNO ALZA LO SGUARDO. Come posso lasciarti, Efraim? Come posso abbandonarti, Israele? IL MIO CUORE NON ME LO PERMETTE, IL MIO AMORE È TROPPO FORTE. Nonostante la mia ira, non distruggerò Israele, perché sono Dio e non un uomo.
  • PER CONCLUDERE, QUAL È IN SINTESI IL TUO MESSAGGIO? Torna al Signore, popolo d’Israele. Il tuo peccato ti ha fatto inciampare. TORNA AL SIGNORE, prepara la tua preghiera e digli: «DIMENTICA TUTTI I NOSTRI PECCATI, accetta il bene che possiamo fare, noi non ti offriamo buoi, ma la nostra preghiera di lode” (14,4s)

 + CHE MERAVIGLIA!!!… OSEA, DA NOI POCO CONOSCIUTO, MA  che GESÙ STESSO CITERÀ NEL VANGELO:  “Andate a imparare che cosa significa quel che DIO DICE NELLA BIBBIA: VOGLIO LA MISERICORDIA, non i sacrifici. Perché io non sono venuto a chiamare quelli che si credono giusti, ma quelli che si sentono peccatori. (Mt. 9,10s)

+  CHE NE DITE?

 

23 comments

  1. È BELLO RESTARE CON CRISTO!
    S. Anastasio sinaita, vescovo

    IL MISTERO DELLA SUA TRASFIGURAZIONE GESÙ lo manifestò ai suoi discepoli sul MONTE TABOR. «SEI GIORNI DOPO, GESÙ PRESE CON SÉ PIETRO, GIACOMO E GIOVANNI suo fratello e li condusse in disparte, SU UN ALTO MONTE. e là fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. ED ECCO APPARVERO LORO MOSÈ ED ELIA, CHE CONVERSAVANO CON LUI» (Mt 17, 1-3). Ecco il mistero di salvezza che trova compimento per noi oggi sul monte, ecco ciò che ora ci riunisce: LA MORTE E INSIEME LA GLORIA DEL CRISTO. Per penetrare il contenuto intimo di questi ineffabili e sacri misteri, ascoltiamo Dio che con la sua misteriosa voce ci chiama a sé insistentemente dall’alto. Portiamoci là sollecitamente. Anzi, oserei dire, ANDIAMOCI COME GESÙ, che ora dal cielo si fa nostra guida e battistrada. Con lui saremo circondati di quella luce che solo l’occhio della fede può vedere. LA NOSTRA FISIONOMIA SPIRITUALE SI TRASFORMERÀ E SI MODELLERÀ SULLA SUA. COME LUI ENTREREMO IN UNA CONDIZIONE STABILE DI TRASFIGURAZIONE, perché saremo partecipi della divina natura e verremo preparati alla vita beata. Corriamo fiduciosi e lieti là dove ci chiama, entriamo nella nube, diventiamo come Mosè ed Elia come Giacomo e Giovanni. COME PIETRO LASCIAMOCI PRENDERE TOTALMENTE DALLA VISIONE DELLA GLORIA DIVINA. LASCIAMOCI TRASFIGURARE DA QUESTA GLORIOSA TRASFIGURAZIONE, CONDURRE VIA DALLA TERRA E TRASPORTARE FUORI DEL MONDO. ABBANDONIAMO LA CARNE, E RIVOLGIAMOCI AL CREATORE, AL QUALE PIETRO IN ESTASI E FUORI DI SÉ DISSE: «SIGNORE, È BELLO PER NOI RESTARE QUI» (Mt 17, 4). Realmente, o Pietro, è davvero «bello stare qui» con Gesù e qui rimanervi per tutti i secoli. Che cosa vi è di più felice, di più prezioso, di più santo che STARE CON DIO, CONFORMARSI A LUI, TROVARSI NELLA SUA LUCE? «È BELLO PER NOI RESTARE QUI», RESTARE QUI DOVE L’ANIMA RIMANE IMMERSA NELLA PACE, QUI DOVE CRISTO mostra il suo volto… qui si vedono raffigurate come in uno specchio LE IMMAGINI DELLE PRIMIZIE E DELLA REALTÀ DEI SECOLI FUTURI.

  2. Dalla «Lettera», detta di Barnaba
    ***
    C’È UNA VIA CHE È QUELLA DELLA LUCE. Se qualcuno desidera percorrerla e arrivare fino alla meta lo faccia operando attivamente. Le indicazioni per trovarla e seguire questa via sono le seguenti.
    AMERAI COLUI CHE TI HA CREATO e temerai colui che ti ha plasmato. Glorificherai colui che ti ha redento dalla morte.
    SARAI SEMPLICE DI CUORE, ma ricco nello spirito. Non ti unirai a quelli che camminano nella via della morte. Odierai qualunque cosa dispiaccia a Dio. Disprezzerai ogni ipocrisia. Non abbandonerai i comandamenti del Signore.
    NON ESALTERAI TE STESSO, ma sarai umile in tutte le cose. Non ammetterai sentimenti di orgoglio nel tuo cuore.
    AMERAI IL TUO PROSSIMO PIÙ DELLA TUA VITA. Non procurerai ABORTO E NON UCCIDERAI IL BIMBO dopo la sua nascita. Non ti disinteresserai di tuo figlio e di tua figlia, ma INSEGNERAI LORO IL TIMORE DI DIO fin dalla fanciullezza.
    NON BRAMERAI I BENI DEL TUO PROSSIMO, né sarai avaro. Non ti unirai ai superbi, ma frequenterai le persone umili e giuste.
    QUALUNQUE COSA TI ACCADA, LA PRENDERAI IN BENE, sapendo che nulla avviene che Dio non voglia.
    METTERAI IN COMUNE CON IL TUO PROSSIMO tutto quello che hai e NULLA CHIAMERAI TUA PROPRIETÀ; infatti se siete compartecipi dei beni incorruttibili, quanto più dovete esserlo in ciò che si corrompe? NON SARAI PRECIPITOSO NEL PARLARE; la lingua infatti è un laccio di morte.Usa il massimo impegno per MANTENERTI CASTO. LO ESIGE IL BENE DELLA TUA ANIMA. Non stendere la tua mano per prendere e non ritirarla invece nel dare. AMERAI COME LA PUPILLA DEI TUOI OCCHI CHIUNQUE TU DIRÀ LA PAROLA DEL SIGNORE.
    Giorno e notte richiamerai alla memoria il giudizio finale e ricercherai ogni giorno la compagnia dei santi. Non esiterai nel dare, né darai il tuo dono in modo offensivo. Odierai il male. Giudicherai con giustizia. Non farai nascere dissidi, ma ricondurrai la pace, mettendo d’accordo i Contendenti.
    Confesserai i tuoi peccati. Non ti accingerai alla preghiera con una coscienza cattiva. Ecco in che cosa consiste LA VIA DELLA LUCE.

  3. 4 AGOSTO: S. CURATO D’ARS L’OPERA PIÙ BELLA DELL’UOMO
    Fate bene attenzione, miei figliuoli: il tesoro del cristiano non è sulla terra, ma in cielo. Il nostro pensiero perciò deve volgersi dov’è il nostro tesoro. QUESTO È IL BEL COMPITO DELL’UOMO: PREGARE ED AMARE. Se voi pregate ed amate, ecco, questa è la felicità dell’uomo sulla terra. La preghiera nient’altro è che l’unione con Dio. In questa unione intima, Dio e l’anima sono come DUE PEZZI DI CERA FUSI INSIEME, che nessuno può più separare. Come è bella questa unione di Dio con la sua piccola creatura! È una felicità questa che non si può comprendere. Figliuoli miei, IL VOSTRO CUORE È PICCOLO, MA LA PREGHIERA LO DILATA e lo rende capace di amare Dio. La preghiera ci fa pregustare il cielo. Non ci lascia mai senza dolcezza. Nella preghiera ben fatta i dolori si sciolgono come neve al sole. Ascoltate: quando ero parroco di Bresse, dovendo per un certo tempo sostituire i miei confratelli, quasi tutti malati, mi trovavo spesso a percorrere lunghi tratti di strada; ALLORA PREGAVO IL BUON DIO, E IL TEMPO, SIATENE CERTI, NON MI PAREVA MAI LUNGO. Ci sono alcune persone che si sprofondano completamente nella preghiera come un pesce nell’onda, perché sono tutte dedite al buon Dio. Non c’è divisione alcuna nel loro cuore. O quanto amo queste anime generose! San Francesco d’Assisi e santa Coletta vedevano nostro Signore e parlavano con lui a quel modo che noi ci parliamo gli uni agli altri. Noi invece quante volte veniamo in chiesa senza sapere cosa dobbiamo fare o domandare! Tuttavia, ogni qual volta ci rechiamo da qualcuno, sappiamo bene perché ci andiamo. Anzi vi sono alcuni che sembrano dire al buon Dio: «HO SOLTANTO DUE PAROLE DA DIRTI, COSÌ MI SBRIGHERÒ PRESTO E ME NE ANDRÒ VIA DA TE». io penso sempre che, quando veniamo ad ADORARE IL SIGNORE, otterremmo tutto quello che domandiamo, se PREGASSIMO CON FEDE PROPRIO VIVA E CON CUORE TOTALMENTE PURO.

  4. L’AMORE DI CRISTO
    sant’Alfonso Maria de’ Liguori, vescovo

    Tutta la santità e la perfezione di un’anima consiste nell’amar Gesù Cristo nostro Dio, nostro sommo bene e nostro Salvatore. La carità è quella che unisce e conserva tutte le virtù che rendono l’uomo perfetto.
    FORSE IDDIO NON SI MERITA TUTTO IL NOSTRO AMORE? Egli ci ha amati sin dall’eternità. «UOMO, DICE IL SIGNORE, CONSIDERA CH’IO SONO STATO IL PRIMO AD AMARTI. TU NON ERI ANCORA AL MONDO, IL MONDO NEPPUR V’ERA ED IO GIÀ T’AMAVO. DA CHE SONO DIO, IO T’AMO». VEDENDO IDDIO CHE GLI UOMINI SI FAN TIRARE DA’ BENEFICI, VOLLE PER MEZZO DE’ SUOI DONI CATTIVARLI AL SUO AMORE. DISSE PERTANTO: «VOGLIO TIRARE GLI UOMINI AD AMARMI CON QUEI LACCI CON CUI GLI UOMINI SI FANNO TIRARE, CIOÈ COI LEGAMI DELL’AMORE». Tali appunto sono stati i doni fatti da Dio all’uomo. Egli dopo di averlo dotato di anima colle potenze a sua immagine, di memoria, intelletto e volontà, e di corpo fornito dei sensi, HA CREATO PER LUI IL CIELO E LA TERRA E TANTE ALTRE COSE TUTTE PER AMOR DELL’UOMO; ACCIOCCHÉ SERVANO ALL’UOMO, E L’UOMO L’AMI PER GRATITUDINE DI TANTI DONI. Ma Iddio non è stato contento di donarci tutte queste belle creature. EGLI PER CATTIVARSI TUTTO IL NOSTRO AMORE È GIUNTO A DONARCI TUTTO SE STESSO. L’ETERNO PADRE È GIUNTO A DARCI IL SUO MEDESIMO ED UNICO FIGLIO. VEDENDO CHE NOI ERAVAMO TUTTI MORTI E PRIVI DELLA SUA GRAZIA PER CAUSA DEL PECCATO, CHE FECE? PER L’AMOR IMMENSO, ANZI, COME SCRIVE L’APOSTOLO, PEL TROPPO AMORE CHE CI PORTAVA MANDÒ IL FIGLIO DILETTO A SODDISFARE PER NOI, e così renderci quella vita che il peccato ci aveva tolta. E dandoci il Figlio (non perdonando al Figlio per perdonare a noi), insieme col Figlio ci ha donato ogni bene: la sua grazia, il suo amore e il paradiso; poiché tutti questi beni sono certamente minori del Figlio: «EGLI CHE NON HA RISPARMIATO IL PROPRIO FIGLIO, MA LO HA DATO PER TUTTI NOI, COME NON CI DONERÀ OGNI COSA INSIEME CON LUI?» (Rm 8, 32).

  5. “L’UMILTA’ è la madre di tutte le virtù; purezza, carità e obbedienza.
    È nell’essere umili che il nostro amore diventa reale, devoto e ardente.
    Se sei umile, nulla ti toccherà, né lode né disonore, perché sai cosa sei.
    Se sarai rimproverato non ti scoraggerai.
    Se ti chiamano santo non ti metterai su un piedistallo.”

    (Madre Teresa di Calcutta)

  6. FELICI COLORO CHE HANNO MERITATO DI RICEVERE
    IL SIGNORE NELLA PROPRIA CASA
    Sant’Agostino, vescovo
    LE PAROLE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO CI VOGLIONO RICORDARE CHE ESISTE UN UNICO TRAGUARDO AL QUALE TENDIAMO, QUANDO CI AFFATICHIAMO NELLE SVARIATE OCCUPAZIONI DI QUESTO MONDO. VI TENDIAMO MENTRE SIAMO PELLEGRINI E NON ANCORA STABILI; in cammino e non ancora nella patria; nel desiderio e non ancora nell’appagamento. Ma dobbiamo tendervi senza svogliatezza e senza intermissione, per poter giungere finalmente un giorno alla meta. MARTA E MARIA ERANO DUE SORELLE, non solo sul piano della natura, ma anche in quello della religione; TUTTE E DUE ONORAVANO DIO, TUTTE E DUE SERVIVANO IL SIGNORE presente nella carne in perfetta armonia di sentimenti. MARTA LO ACCOLSE COME SI SOGLIONO ACCOGLIERE I PELLEGRINI, E TUTTAVIA ACCOLSE IL SIGNORE COME SERVA, IL SALVATORE COME INFERMA, IL CREATORE COME CREATURA; LO ACCOLSE PER NUTRIRLO NEL SUO CORPO MENTRE LEI DOVEVA NUTRIRSI CON LO SPIRITO. Così il Signore fu accolto come ospite, …A QUANTI PERÒ L’HANNO ACCOLTO, HA DATO POTERE DI DIVENTARE FIGLI DI DIO» (Gv 1, 11-12). ha adottato dei servi e li ha resi FRATELLI, ha riscattato dei prigionieri e li ha costituiti coeredi. …Nessuno di voi osi esclamare: «FELICI COLORO CHE HANNO MERITATO DI RICEVERE CRISTO IN CASA PROPRIA!». Non rammaricarti perché sei nato in un tempo in cui non puoi vedere il Signore nella carne. Egli non ti ha privato di questo onore, perché ha assicurato: «ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (mt 25, 40). Del resto tu, Marta ora sei immersa in molteplici faccende, vuoi ristorare dei corpi mortali, sia pure di persone sante. ma dimmi: quando sarai giunta a quella patria, troverai il pellegrino da accogliere come ospite? troverai l’affamato cui spezzare il pane? l’assetato al quale porgere da bere? l’ammalato da visitare? il litigioso da ricondurre alla pace? il morto da seppellire? LASSÙ NON VI SARÀ POSTO PER TUTTO QUESTO. E ALLORA CHE COSA VI SARÀ? CIÒ CHE HA SCELTO MARIA: là saremo nutriti, non nutriremo. perciò sarà completo e perfetto ciò che qui Maria ha scelto: da quella ricca mensa raccoglieva le briciole della parola del Signore. e volete proprio sapere quello che vi sarà lassù? Il Signore Stesso Afferma: «In Verità Vi Dico, LI FARÀ METTERE A TAVOLA E PASSERÀ A SERVIRLI» (LC 12, 37).

  7. SEI RICCO O POVERO DI AMORE…!?
    San Basilio Magno, vescovo

    IMITA LA TERRA, O UOMO, produci anche tu i tuoi frutti per non essere inferiore alle cose materiali. La terra produce frutti, però non può goderseli e li produce a tuo beneficio. Tu invece puoi raccogliere a tuo vantaggio tutto ciò che vai producendo. Infatti la ricompensa e il premio delle buone opere vanno a coloro che le hanno compiute. SE HAI DATO ALL’AFFAMATO, DIVENTA TUO TUTTO CIÒ CHE GLI HAI DONATO, ANZI RITORNA A TE ACCRESCIUTO. COME INFATTI IL FRUMENTO, CHE CADE IN TERRA, VA A VANTAGGIO DI COLUI CHE LO HA SEMINATO, COSÌ IL PANE DATO ALL’AFFAMATO RIPORTA MOLTI BENEFICI. Verrà il momento nel quale dovrai abbandonare le ricchezze, anche tuo malgrado, mentre porterai al Signore la gloria acquistata con le opere buone. SII ATTIVO NEL BENE. TI APPROVERÀ ALLORA DIO, TI LODERANNO GLI ANGELI, TI PROCLAMERANNO BEATO TUTTI GLI UOMINI CHE SONO ESISTITI DALLA CREAZIONE DEL MONDO IN POI, RICEVERAI LA GLORIA ETERNA, LA CORONA DI GIUSTIZIA, IL REGNO DEI CIELI COME PREMIO DEL RETTO USO DELLE COSE TERRENE E CADUCHE. Ma, a quanto pare, di tutti i grandi e incorruttibili beni, oggetto della beata speranza, non ti curi affatto, avido come sei solo di beni terrestri. No, non fare così. LARGHEGGIA CON CIÒ CHE POSSIEDI, SII GENEROSO NELL’AFFRONTARE SPESE A BENEFICIO DEI BISOGNOSI. SI DICA ANCHE DI TE: «EGLI DONA LARGAMENTE AI POVERI: LA SUA GIUSTIZIA RIMANE PER SEMPRE» (Sal 111, 9). Quanto dovresti essere grato al donatore benefico per quell’onore che ti viene fatto! Quanto dovresti essere contento di non dover tu battere alla porta altrui, ma gli altri alle tue! E INVECE SEI INTRATTABILE E INABBORDABILE. EVITI DI INCONTRARTI CON CHI TI POTREBBE CHIEDERE QUALCHE SPICCIOLO. TU NON CONOSCI CHE UNA FRASE: «NON HO NULLA E NON POSSO DAR NULLA, PERCHÉ SONO NULLATENENTE». IN EFFETTI TU SEI VERAMENTE POVERO, ANZI PRIVO DI OGNI VERO BENE. SEI POVERO DI AMORE, POVERO DI UMANITÀ, POVERO DI FEDE IN DIO, POVERO DI SPERANZA NELLE REALTÀ ETERNE.

  8. L’ALBERO DI MANGO (A. De Mello)

    Un uomo molto anziano stava scavando nel suo giardino.
    “Cosa stai facendo? ”, gli chiesero.
    “Pianto alberi di mango”, rispose.
    “Pensi di riuscire a mangiarne? ”.
    “No, io non vivrò abbastanza, ma gli altri sì. Per tutta la vita ho gustato manghi piantati da altri.
    Questo è il mio modo di dimostrare la mia riconoscenza”.

  9. Il lupo travestito da agnello

    C’era una volta un lupo che non mangiava da molti giorni. La fame lo aveva spinto ad avvicinarsi ad un gregge di pecore con la speranza di arraffare qualche tenero agnellino. Per eludere la sorveglianza del pastore, il lupo aveva indossato il vello di un agnello trovato per strada.

    Così travestito, con la pelle del piccolo di pecora, il lupo poté mischiarsi indisturbato assieme agli altri animali che, IGNARI, camminavano al pascolo e brucavano l’erba.

    Giunse la sera e il guardiano, aiutato dai cani, condusse il suo gregge al sicuro dentro le stalle.
    NESSUNO SI ERA ACCORTO dell’intruso e al LUPO.
    Senonché successe che a un certo punto l’uomo estrasse il coltello per procurarsi la cena
    dato che la moglie gli aveva chiesto di portarle della carne D’AGNELLO da cucinare al forno.
    Il lupo non ebbe scampo,
    poiché L’UOMO LO AVEVA SCAMBIATO PER UN AGNELLO!

  10. LA MISERICORDIA DIVINA E UMANA
    S. Cesario di Arles, vescovo

    «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia » (Mt 5, 7); dolcissima è questa parola «misericordia», fratelli carissimi, ma se è già dolce il nome, quanto più la realtà. Sebbene tutti vogliano che nei loro confronti si usi misericordia, non tutti si comportano in modo da meritarla. MENTRE TUTTI VOGLIONO CHE SIA USATA MISERICORDIA VERSO DI LORO, SONO POCHI QUELLI CHE LA USANO VERSO GLI ALTRI.
    O uomo, con quale coraggio osi chiedere ciò che ti rifiuti di concedere agli altri? Chi desidera di ottenere misericordia in cielo deve concederla su questa terra. C’è infatti in cielo una misericordia, a cui si arriva mediante le misericordie esercitate qui in terra. Esiste dunque una misericordia terrena e una celeste, una misericordia umana e una divina. QUALE È LA MISERICORDIA UMANA? QUELLA CHE SI VOLGE A GUARDARE LE MISERIE DEI POVERI. QUALE È INVECE LA MISERICORDIA DIVINA? QUELLA, SENZA DUBBIO, CHE TI CONCEDE IL PERDONO DEI PECCATI. Tutto ciò che la misericordia umana dà durante il nostro pellegrinaggio, la misericordia divina lo restituisce in patria. Dio infatti su questa terra ha fame e sete nella persona di tutti i poveri, «OGNI VOLTA CHE AVETE FATTO QUESTE COSE A UNO DI QUESTI MIEI FRATELLI PIÙ PICCOLI, LO AVETE FATTO A ME» (MT 25, 40). Quel Dio che si degna di ricompensare in cielo vuole ricevere qui in terra. E chi siamo noi che quando Dio dona vogliamo ricevere e quando chiede non vogliamo dare? QUANDO UN POVERO HA FAME, È CRISTO CHE HA FAME: «Ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare» (Mt 25, 42). Non disprezzare dunque la miseria dei poveri, se vuoi sperare con sicurezza il perdono dei peccati. CRISTO HA FAME E SETE IN TUTTI I POVERI; QUELLO CHE RICEVE SULLA TERRA LO RESTITUISCE IN CIELO. Che cosa volete, fratelli, e che cosa chiedete quando venite in chiesa? Certamente non altro che la misericordia di Dio. Date dunque quella terrena ed otterrete quella celeste. Il povero chiede a te; anche tu chiedi a Dio; ti chiede un pezzo di pane; tu chiedi la vita eterna. Da’ al povero per meritare di ricevere da Cristo. ASCOLTA LE SUE PAROLE: «DATE E VI SARÀ DATO» (Lc 6, 38). Non so con quale coraggio pretendi di ricevere quello che non vuoi dare. QUANDO PERCIÒ VENITE IN CHIESA, NON NEGATE AI POVERI UN’ELEMOSINA, ANCHE SE PICCOLA, SECONDO LE VOSTRE POSSIBILITÀ.

  11. Il Tempio Buio

    Un principe molto ricco decise di costruire una chiesa per tutte le persone che abitavano nel villaggio. Era un bell’edificio elegante, posto sulla collina e dunque ben visibile a tutti. Ma aveva una stranezza: era senza finestre! Il giorno dell’inaugurazione, prima che il sacerdote cominciasse la celebrazione, il principe fece il suo discorso per consegnare il tempio alla comunità. Disse: “Questa chiesa sarà un luogo d’incontro con il Signore, che ci chiama a pregarlo ed a volerci bene. Vi chiederete come mai non sono state costruite finestre. Lo spiego subito. Quando ci sarà una celebrazione ad ogni persona che entra in chiesa, verrà consegnata una candela. Ognuno di noi ha un suo posto. Quando saremo tutti presenti, la chiesa risplenderà ed ogni suo angolo sarà illuminato. Quando invece mancherà qualcuno, una parte del tempio rimarrà in ombra”. Gli abitanti di quel villaggio furono molto grati al principe, che oltre ad essere ricco era anche molto saggio.
    Ogni cristiano è luce per gli altri, ed ha un suo posto particolare nella comunità

  12. san Giovanni Crisostomo, vescovo
    PARTECIPI ALLA PASSIONE DI CRISTO
    I FIGLI DI ZEBEDEO CHIEDONO AL CRISTO: «CONCEDICI DI SEDERE NELLA TUA GLORIA UNO ALLA TUA DESTRA E UNO ALLA TUA SINISTRA» (Mc 10, 37). Cosa risponde il Signore? Per far loro comprendere che nella domanda avanzata non vi è nulla di spirituale e che, se sapessero ciò che chiedono, non lo domanderebbero, risponde: «Non sapete ciò che domandate», cioè non ne conoscete il valore, la grandezza e la dignità, superiori alle stesse potenze celesti. E aggiunge: «Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?» (Mc 10, 38). VOI, SEMBRA DIR LORO, MI PARLATE DI ONORI E DI DIGNITÀ; IO VI PARLO, INVECE, DI LOTTE E DI SUDORI. NON È QUESTO IL TEMPO DEI PREMI, NÉ LA MIA GLORIA SI MANIFESTA ORA. IL PRESENTE È TEMPO DI MORTE VIOLENTA, DI GUERRE E DI PERICOLI.
    OSSERVATE QUINDI COME, RISPONDENDO LORO CON UN’ALTRA DOMANDA, LI ESORTI E LI ATTRAGGA. NON CHIEDE SE SONO CAPACI DI MORIRE, DI VERSARE IL LORO SANGUE, MA DOMANDa: «Potete voi bere il calice» e per animarli aggiunge «che io devo bere?», in modo da renderli, con la partecipazione alle sue sofferenze, più coraggiosi. Chiama la sua passione «battesimo» per far capire che tutto il mondo ne avrebbe ricevuto una grande purificazione. I DUE DISCEPOLI RISPONDONO: «POSSIAMO!». PROMETTONO IMMEDIATAMENTE, SENZA SAPERE CIÒ CHE CHIEDONO, CON LA SPERANZA CHE LA LORO RICHIESTA SIA SODDISFATTA. E GESÙ RISPONDE: «IL CALICE CHE IO BEVO ANCHE VOI LO BERRETE, E IL BATTESIMO CHE IO RICEVO ANCHE VOI LO RICEVERETE» (Mc 10, 39). Preannunzia loro grandi beni: Voi, cioè, sarete degni di subire il martirio e soffrirete con me; finirete la vita con una morte eroica e parteciperete a questi miei dolori. «Ma sedere però alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato» (Mc 10, 40).
    Dopo aver preparato l’animo dei due discepoli e dopo averli fortificati contro il dolore, allora corregge la loro richiesta.
    «GLI ALTRI DIECI SI SDEGNARONO CON I DUE FRATELLI» (MT 20, 24). NOTATE COME TUTTI GLI APOSTOLI SIANO ANCORA IMPERFETTI, SIA I DUE CHE VOGLIONO INNALZARSI SOPRA I DIECI, SIA GLI ALTRI CHE HANNO INVIDIA DI LORO. MA, COME HO GIÀ DETTO, OSSERVATELI PIÙ TARDI, E LI VEDRETE ESENTI DA TUTTE QUESTE MISERIE. GIOVANNI STESSO, CHE ORA SI FA AVANTI ANCHE LUI PER AMBIZIONE, CEDERÀ IN OGNI CIRCOSTANZA IL PRIMATO A PIETRO, SIA NELLA PREDICAZIONE, SIA NEL COMPIERE MIRACOLI, COME APPARE DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI. GIACOMO, INVECE, NON VISSE MOLTO TEMPO DOPO QUESTI AVVENIMENTI. DOPO LA PENTECOSTE INFATTI SARÀ TALE IL SUO FERVORE CHE, LASCIATO DA PARTE OGNI INTERESSE TERRENO, PERVERRÀ AD UNA VIRTÙ COSÌ ELEVATA DA ESSERE RITENUTO MATURO DI RICEVERE SUBITO IL MARTIRIO.

  13. S. BASILIO MAGNO
    “I vestiti che tu conservi in casa, appartengono a coloro che sono svestiti; le scarpe che tu lasci invecchiare inutilmente, appartengono agli infelici che hanno i piedi nudi.”

    S. VINCENZO DE PAOLI
    “Se lasciate l’orazione per assistere un povero, sappiate che far questo è servire Dio.
    La carità è superiore a tutte le regole, e tutto deve riferirsi ad essa.
    Tutti quelli che ameranno i poveri in vita non avranno alcuna timore della morte.

    S. GIOVANNI DELLA CROCE
    “Alla sera della vita, noi saremo giudicati sull’AMORE.”

  14. DALLE «ORAZIONI» ATTRIBUITE A SANTA BRIGIDA
    Elevazione della mente a Cristo Salvatore

    SII BENEDETTO, SIGNOR MIO GESÙ CRISTO, per aver predetto prima del tempo la tua morte, per aver trasformato in modo mirabile, durante l’ultima Cena, del pane materiale nel tuo corpo glorioso, per averlo distribuito amorevolmente agli apostoli in memoria della tua degnissima passione, per aver lavato loro i piedi con le tue mani sante e preziose, dimostrando così l’immensa grandezza della tua umiltà.
    ONORE A TE, SIGNOR MIO GESÙ CRISTO, PER AVER SUDATO SANGUE DAL TUO CORPO INNOCENTE NEL TIMORE DELLA PASSIONE E DELLA MORTE, operando tuttavia la nostra redenzione che desideravi portare a compimento, mostrando così chiaramente il tuo amore per il genere umano.
    SII BENEDETTO, SIGNOR MIO GESÙ CRISTO, PER ESSERE STATO CONDOTTO DA CAIFA e per aver permesso nella tua umiltà, tu che sei giudice di tutti, di essere sottoposto al giudizio di Pilato.
    GLORIA A TE, SIGNOR MIO GESÙ CRISTO, PER ESSERE STATO DERISO QUANDO, RIVESTITO DI PORPORA, sei stato coronato di spine acutissime, e per aver sopportato con infinita pazienza che il tuo volto glorioso fosse coperto di sputi, che i tuoi occhi fossero velati, che la tua faccia fosse percossa pesantemente dalle mani sacrileghe di uomini iniqui.
    LODE A TE, SIGNOR MIO GESÙ CRISTO, PER AVER PERMESSO CON TANTA PAZIENZA DI ESSERE LEGATO ALLA COLONNA, di essere flagellato in modo disumano, di essere condotto coperto di sangue al giudizio di Pilato, di esserti mostrato come un agnello innocente condotto all’immolazione.
    ONORE A TE, SIGNOR MIO GESÙ CRISTO, PER ESSERTI LASCIATO CONDANNARE NEL TUO SANTO CORPO, ormai tutto inondato di sangue, alla morte di croce; per aver portato con dolore la croce sulle tue sacre spalle, e per aver voluto essere inchiodato al legno del patibolo dopo essere stato trascinato crudelmente al luogo della passione e spogliato delle tue vesti.
    ONORE A TE, SIGNORE GESÙ CRISTO, PER AVER RIVOLTO UMILMENTE, IN MEZZO A TALI TORMENTI, I TUOI OCCHI COLMI DI AMORE E DI BONTÀ ALLA TUA DEGNISSIMA MADRE, che mai conobbe il peccato, né mai consentì alla più piccola colpa, e per averla consolata affidandola alla protezione fedele del tuo discepolo.
    BENEDIZIONE ETERNA A TE, SIGNOR MIO GESÙ CRISTO, PER AVER DATO, DURANTE LA TUA MORTALE AGONIA, LA SPERANZA DEL PERDONO A TUTTI I PECCATORI, QUANDO HAI PROMESSO MISERICORDIOSAMENTE LA GLORIA DEL PARADISO AL LADRONE CHE SI ERA RIVOLTO A TE.
    Lode eterna a te, Signor mio Gesù Cristo, per ogni ora in cui hai sopportato per noi peccatori sulla croce le più grandi amarezze e sofferenze; infatti i dolori acutissimi delle tue ferite penetravano orribilmente nella tua anima beata e trapassavano crudelmente il tuo cuore sacratissimo, finché, venuto meno il cuore, esalasti felicemente lo spirito e, inclinato il capo, lo consegnasti in tutta umiltà nelle mani di Dio Padre, rimanendo poi, morto, tutto freddo nel corpo.
    SII BENEDETTO, SIGNOR MIO GESÙ CRISTO, PER AVER REDENTO LE ANIME COL TUO SANGUE PREZIOSO e con la tua santissima morte, e per averle misericordiosamente ricondotte dall’esilio alla vita eterna. Sii benedetto, Signor mio Gesù Cristo, per aver lasciato che la lancia ti perforasse, per la nostra salvezza, il fianco e il cuore, e per il sangue prezioso e l’acqua che da quel fianco sono sgorgati per la nostra redenzione.
    GLORIA A TE, SIGNOR MIO GESÙ CRISTO, PER AVER VOLUTO CHE IL TUO CORPO BENEDETTO FOSSE DEPOSTO DALLA CROCE AD OPERA DEI TUOI AMICI, FOSSE CONSEGNATO NELLE BRACCIA DELLA TUA ADDOLORATA MADRE e da lei avvolto in panni, e che fosse rinchiuso nel sepolcro e custodito dai soldati.
    Onore eterno a te, Signor mio Gesù Cristo, per essere risuscitato dai morti il terzo giorno e per esserti incontrato vivo con chi hai prescelto; per essere salito, dopo quaranta giorni, al cielo, alla vista di molti, e per aver collocato lassù, tra gli onori, i tuoi amici che avevi liberati dagli inferi.
    Giubilo e lode eterna a te, Signore Gesù Cristo, per aver mandato nel cuore dei discepoli lo Spirito Santo e per aver comunicato al loro spirito un immenso e divino amore.
    SII BENEDETTO, LODATO E GLORIFICATO NEI SECOLI, MIO SIGNORE GESÙ, CHE SIEDI SUL TRONO NEL TUO REGNO DEI CIELI, NELLA GLORIA DELLA TUA MAESTÀ, CORPORALMENTE VIVO CON TUTTE LE TUE SANTISSIME MEMBRA, CHE PRENDESTI DALLA CARNE DELLA VERGINE. E COSÌ VERRAI NEL GIORNO DEL GIUDIZIO PER GIUDICARE LE ANIME DI TUTTI I VIVI E DI TUTTI I MORTI: TU CHE VIVI E REGNI COL PADRE E CON LO SPIRITO SANTO NEI SECOLI DEI SECOLI. AMEN.

  15. ARDEVA DEL DESIDERIO DI CRISTO
    Gregorio Magno, papa
    Maria Maddalena, venuta al sepolcro, e non trovandovi il corpo del Signore, pensò che fosse stato portato via e riferì la cosa ai discepoli…. «I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa»; poi si soggiunge: «MARIA INVECE stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva» (Gv 20.11). In questo fatto dobbiamo considerare quanta forza d’amore aveva invaso l’anima di questa donna, che non si staccava dal sepolcro del Signore, anche dopo che i discepoli se ne erano allontanati. CERCAVA COLUI CHE NON AVEVA TROVATO, piangeva in questa ricerca e, accesa di vivo amore per lui…accadde perciò che poté vederlo ESSA SOLA CHE ERA RIMASTA PER CERCARLO; perché la forza dell’opera buona sta nella perseveranza: «CHI PERSEVERERÀ SINO ALLA FINE, SARÀ SALVATO» (Mt 10, 22). Cercò una prima volta, ma non trovò, perseverò nel cercare, e le fu dato di trovare. Avvenne così che i desideri col protrarsi crescessero, e crescendo raggiungessero l’oggetto delle ricerche. I santi desideri crescono col protrarsi. Così Davide che dice: «L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente, quando verrò e vedrò il volto di Dio?» (Sal 41, 3). E la Chiesa dice ancora nel Cantico de Cantici: IO SONO FERITA D’AMORE (cfr. Ct 4, 9). E di nuovo dice: L’anima mia è venuta meno (cfr. Ct 5, 6). «Donna perché piangi? Chi cerchi?» (Gv 20, 15). Le viene chiesta la causa del dolore, perché il desiderio cresca, e chiamando per nome colui che cerca, s’infiammi di più nell’amore di lui. «GESÙ LE DISSE: MARIA!» (Gv 20, 16). Dopo che l’ha chiamata con l’appellativo generico del sesso senza essere riconosciuto, la chiama per nome come se volesse dire: RICONOSCI COLUI DAL QUALE SEI RICONOSCIUTA. IO TI CONOSCO non come si conosce una persona qualunque, ma in modo del tutto speciale. MARIA dunque, chiamata per nome, riconosce il creatore e subito grida: «rabbunì», cioè «maestro»: era lui che ella cercava all’esterno, ed era ancora lui che la guidava interiormente nella ricerca.

  16. S.GIOVANNI CRISOSTOMO
    “Vuoi onorare il corpo di Cristo? Non permettere che sia oggetto di disprezzo nelle sue membra, cioè nei poveri. Non onorare Cristo qui in chiesa con stoffe di seta, mentre fuori lo trascuri quando soffre. Colui che ha detto: “Questo è il mio Corpo”, ha detto anche: “Mi avete visto affamato e non mi avete dato da mangiare”.
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    EDITH STEIN
    “Non accettate nulla come verità che sia privo di amore.
    E non accettate nulla come amore che sia privo di verità!
    L’uno senza l’altra diventa una menzogna distruttiva.”

  17. Ignazio di Antiochia, vescovo e martire
    HO UNA RACCOMANDAZIONE DA FARVI…

    procurate di compiere ogni azione nella concordia di Dio, sotto la guida del vescovo che tiene il posto di Dio, dei presbiteri che rappresentano il collegio apostolico e dei diaconi a me tanto cari Poiché partecipate agli stessi sentimenti di Dio, abbiate un grande rispetto reciproco. Nessuno giudichi il prossimo con viste puramente umane, MA AMATEVI SEMPRE GLI UNI GLI ALTRI IN GESÙ CRISTO. NON VI SIA IN NOI ALCUN MOTIVO DI DIVISIONE. Tenetevi uniti al vescovo e a quelli che presiedono, in modo da fornire a tutti un’immagine e una prova della vita immortale nel cielo.
    Il Signore Gesù, che è uno con il Padre, non ha fatto nulla senza il Padre, né da se stesso, né per mezzo degli apostoli. COSÌ ANCHE VOI NON FATE NULLA SENZA IL VESCOVO E I PRESBITERI. NON CERCATE DI FAR PASSARE PER BUONO CIÒ CHE FATE IN PRIVATO E PER CONTO VOSTRO, MA PREFERITE LA FORMA COMUNITARIA. UNA SOLA SIA LA PREGHIERA, UNA L’INVOCAZIONE, UNO LO SPIRITO, UNA LA SPERANZA NELLA CARITÀ, NELLA GIOIA SANTA, CHE È CRISTO, DI CUI NULLA C’È DI PIÙ PREZIOSO. Correte tutti, come ad un unico tempio di Dio, ad un unico altare, all’unico Gesù Cristo che è uscito dall’unico Padre, rimanendo presso di lui e a lui facendo ritorno.
    Non lasciatevi sedurre da false dottrine, né da vecchie favole che non giovano a nulla. Se viviamo ancora alla maniera dei Giudei, conformandoci alla legge, dimostriamo di non aver ricevuto la grazia, mentre già i profeti, ispirati da Dio, vissero secondo Gesù Cristo.
    Quelli che vissero nel vecchio ordine di cose hanno abbracciato la nuova speranza e non osservano più il sabato, MA CELEBRANO IL GIORNO DEL SIGNORE, NEL QUALE ABBIAMO COMINCIATO A PARTECIPARE ALLA VITA DEL CRISTO E ANCHE ALLA SUA MORTE, MISTERO CHE ALCUNI NEGANO, E CHE INVECE È SORGENTE DELLA NOSTRA FEDE E DELLA PAZIENZA CON LA QUALE NOI SOFFRIAMO, PER ESSERE TROVATI DISCEPOLI DI GESÙ CRISTO, UNICO NOSTRO MAESTRO.

  18. 11 LUGLIO – S. BENEDETTO , PATRONO D’EUROPA
    NULLA ASSOLUTAMENTE ANTEPONIAMO A CRISTO

    Dalla «Regola» di san Benedetto, abate
    • Prima di ogni altra cosa devi chiedere a Dio con insistenti preghiere che egli voglia condurre a termine le opere di bene da te incominciate, perché non debba rattristarsi delle nostre cattive azioni dopo che si è degnato di chiamarci ad essere suoi figli. In cambio dei suoi doni, gli dobbiamo obbedienza continua. Destiamoci, dunque, una buona volta al richiamo della Scrittura che dice: È tempo ormai di levarci dal sonno (cfr. Rm 13, 11). Apriamo gli occhi alla luce divina, ascoltiamo attentamente la voce ammonitrice che Dio ci rivolge ogni giorno: «Oggi se udite la sua voce non indurite i vostri cuori» (Sal 94, 8). E ancora: «Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese» (Ap 2, 7). E che cosa dice? Venite, figli, ascoltate, vi insegnerò il timore del Signore. Camminate mentre avete la luce della vita, perché non vi sorprendano le tenebre della morte (cfr. Gv 12, 35). Il Signore cerca nella moltitudine del popolo il suo operaio e dice: C’è qualcuno che desidera la vita e brama trascorrere giorni felici? (cfr. Sal 33, 13). Se tu all’udire queste parole rispondi: Io lo voglio! Iddio ti dice: Se vuoi possedere la vera e perpetua vita, preserva la lingua dal male e le tue labbra non pronunzino menzogna: fuggi il male e fa’ il bene: cerca la pace e seguila (cfr. Sal 33, 14-15). E se farete questo, i miei occhi saranno sopra di voi e le mie orecchie saranno attente alle vostre preghiere: prima ancora che mi invochiate dirò: Eccomi. Che cosa vi è di più dolce, carissimi fratelli, di questa voce del Signore che ci invita? Ecco, poiché ci ama, ci mostra il cammino della vita. Perciò, cinti i fianchi di fede e della pratica di opere buone, con la guida del vangelo, inoltriamoci nelle sue vie, per meritare di vedere nel suo regno colui che ci ha chiamati. Ma se vogliamo abitare nei padiglioni del suo regno, persuadiamoci che non ci potremo arrivare, se non affrettandoci con le buone opere. …In questo zelo i monaci devono esercitarsi con amore vivissimo; e perciò si prevengano l’un l’altro nel rendersi onore, sopportino con somma pazienza le infermità fisiche e morali degli altri, si prestino a gara obbedienza reciproca. Nessuno cerchi il proprio utile, ma piuttosto quello degli altri, amino i fratelli con puro affetto, temano Dio, vogliano bene al proprio abate con sincera e umile carità. Nulla assolutamente anteponiamo a Cristo e così egli, in compenso, ci condurrà tutti alla vita eterna.

  19. RACCONTI DELL’AMERICA LATINA, C’è QUESTA STORIA.
    ” In un sentiero ripido e pietroso ho incontrato una bambina che portava sulla schiena suo fratellino.
    Le ho detto;: Bambina mia, stai portando un pesante fardello sulla schiena. Lei mi guardato e mi ha detto:
    NON E’ UN FARDELLO, SIGNORE E’ MIO FRATELLINO!” Sono rimasto senza parole. Le parole della bimba si
    sono impresse nel mio cuore e quando sento il peso della vita, degli altri su di me, UNA VOCE MI RIPETE:
    NON E’ UN FARDELLO QUELLO CHE PORTI, E’ TUO FRATELLO! Mi piace pensare che il giogo che DIO
    condivide con noi sia di questa fattura. LUI PORTA NOI E NOI PORTIAMO LUI. Per questo voglio mettermi
    alla sua scuola, dove s’impara ad essere …”MITE E UMILE DI CUORE”.. In questo periodo si vedono campi di grano dorati : le spighe ricolme di frutto si piegano verso terra, come per ringraziarla di tutto quello che
    hanno ricevuto.
    ESSERE UMILI-PORTARE FRUTTO- SAPERE SEMPRE DIRE …GRAZIE SIGNORE DI TUTTO. Amen

  20. «Lettera ai Corinzi» di san Clemente I, papa
    CIASCUNO RICERCHI CIÒ CHE È UTILE A TUTTI E NON IL PROPRIO TORNACONTO

    Sta scritto: Unitevi ai santi, perché quelli che li seguono saranno santificati. E ancora in un altro passo: Con l’uomo innocente sarai innocente, con l’eletto sarai eletto, ma con il perverso ti pervertirai (cfr. Sal 17, 26). Perciò stiamo uniti agli innocenti e ai giusti, perché essi sono gli eletti di Dio.
    PERCHÉ LITI, COLLERE, DISCORDIE, SCISMI E GUERRE TRA VOI? NON ABBIAMO FORSE UN UNICO DIO, UN UNICO CRISTO, UN UNICO SPIRITO DI GRAZIA DIFFUSO SU DI NOI, UN’UNICA VOCAZIONE IN CRISTO? PERCHÉ STRAZIARE E LACERARE LE MEMBRA DI CRISTO, PERCHÉ RIBELLARSI CONTRO IL PROPRIO CORPO E ARRIVARE A TAL PUNTO DI DELIRIO DA DIMENTICARE DI ESSERE GLI UNI MEMBRA DEGLI ALTRI?
    Ricordate le parole di Gesù nostro Signore. Egli ha detto: Guai a quell’uomo! Sarebbe stato meglio se non fosse mai nato, piuttosto che recare scandalo a uno dei miei eletti; sarebbe meglio che gli fosse messa al collo una pietra da mulino e fosse sommerso nel mare, piuttosto che trarre al male uno dei miei eletti (cfr. Lc 17, 1-2). LA VOSTRA SCISSIONE HA SVIATO MOLTI, HA GETTATO MOLTI NELLO SCORAGGIAMENTO, MOLTI NEL DUBBIO, TUTTI NOI NEL DOLORE; E IL VOSTRO DISSIDIO PERDURA TUTTORA.
    Prendete in mano la lettera di san Paolo apostolo. Qual è la cosa che vi ha scritto per prima all’inizio del suo messaggio? Certo è sotto un’ispirazione divina che egli vi ha scritto una lettera su se stesso, su Cefa, su Apollo, perché fin da allora vi era tra voi la tendenza alle fazioni. Ma quel parteggiare vi ha causato allora un peccato minore, perché le vostre preferenze andavano verso apostoli famosi per chiara reputazione e verso un uomo approvato da loro. ORA INVECE DATE ASCOLTO A GENTE DA NULLA, A PERSONE CHE VI PERVERTONO E GETTANO IL DISCREDITO SU QUELLA VOSTRA COESIONE FRATERNA, CHE VI HA RESI MERITATAMENTE CELEBRI. È UN DISONORE CHE DOBBIAMO ELIMINARE AL PIÙ PRESTO. BUTTIAMOCI AI PIEDI DEL SIGNORE E SUPPLICHIAMOLO CON LACRIME PERCHÉ, FATTOSI PROPIZIO, CI RESTITUISCA LA SUA AMICIZIA E CI RISTABILISCA IN UNA MAGNIFICA E CASTA FRATERNITÀ D’AMORE. VI È QUALCUNO FEDELE, CAPACE NELL’ESPORRE LA DOTTRINA, SAPIENTE NEL DISCERNIMENTO DEI DISCORSI, CASTO NELL’AGIRE? EGLI DEVE ESSERE TANTO PIÙ UMILE QUANTO PIÙ È RITENUTO GRANDE, E DEVE CERCARE CIÒ CHE È UTILE A TUTTI, NON IL PROPRIO TORNACONTO.

  21. Sant’Agostino
    UNO SPIRITO CONTRITO È SACRIFICIO A DIO

    Davide ha confessato: «RICONOSCO LA MIA COLPA» (SAL 50, 5). SE IO RICONOSCO, TU DUNQUE PERDONA. NON PRESUMIAMO AFFATTO DI ESSERE PERFETTI E CHE LA NOSTRA VITA SIA SENZA PECCATO. SIA DATA ALLA CONDOTTA QUELLA LODE CHE NON DIMENTICHI LA NECESSITÀ DEL PERDONO. GLI UOMINI PRIVI DI SPERANZA, QUANTO MENO BADANO AI PROPRI PECCATI, TANTO PIÙ SI OCCUPANO DI QUELLI ALTRUI. Infatti cercano non che cosa correggere, ma che cosa biasimare. E siccome non possono scusare se stessi, sono pronti ad accusare gli altri. Non è questa la maniera di pregare e di implorare perdono da Dio, insegnataci dal salmista, quando ha esclamato: «RICONOSCO LA MIA COLPA, IL MIO PECCATO MI STA SEMPRE DINANZI» (Sal 50, 5). Egli non stava a badare ai peccati altrui. Citava se stesso, non dimostrava tenerezza con se stesso, ma scavava e penetrava sempre più profondamente in se stesso. Non indulgeva verso se stesso, e quindi pregava sì che gli si perdonasse, ma senza presunzione.
    Vuoi riconciliarti con Dio? Comprendi ciò che fai con te stesso, perché Dio si riconcili con te. Poni attenzione a quello che si legge nello stesso salmo: «Non gradisci il sacrificio e, se offro olocausti, non li accetti» (Sal 50, 18). Dunque resterai senza sacrificio? Non avrai nulla da offrire? Con nessuna offerta potrai placare Dio? Che cosa hai detto? «Non gradisci il sacrificio e, se offro olocausti, non li accetti» (Sal 50, 18). Prosegui, ascolta e prega: «Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi» (Sal 50, 19). Dopo aver rigettato ciò che offrivi, hai trovato che cosa offrire. Infatti presso gli antichi offrivi vittime del gregge e venivano denominate sacrifici. «Non gradisci il sacrificio»: non accetti più quei sacrifici passati, però cerchi un sacrificio.
    Dice il salmista: «SE OFFRO OLOCAUSTI, NON LI ACCETTI». PERCIÒ DAL MOMENTO CHE NON GRADISCI GLI OLOCAUSTI, RIMARRAI SENZA SACRIFICIO? NON SIA MAI. «UNO SPIRITO CONTRITO È SACRIFICIO A DIO, UN CUORE AFFRANTO E UMILIATO, DIO, TU NON DISPREZZI» (SAL 50, 19). HAI LA MATERIA PER SACRIFICARE. NON ANDARE IN CERCA DEL GREGGE, NON PREPARARE IMBARCAZIONI PER RECARTI NELLE PIÙ LONTANE REGIONI DA DOVE PORTARE PROFUMI. CERCA NEL TUO CUORE CIÒ CHE È GRADITO A DIO. BISOGNA SPEZZARE MINUTAMENTE IL CUORE. TEMI CHE PERISCA PERCHÉ FRANTUMATO? SULLA BOCCA DEL SALMISTA TU TROVI QUESTA ESPRESSIONE: «CREA IN ME, O DIO, UN CUORE PURO» (SAL 50, 12). QUINDI DEVE ESSERE DISTRUTTO IL CUORE IMPURO, PERCHÉ SIA CREATO QUELLO PURO.
    QUANDO PECCHIAMO DOBBIAMO PROVARE DISPIACERE DI NOI STESSI, PERCHÉ I PECCATI DISPIACCIONO A DIO. E POICHÉ CONSTATIAMO CHE NON SIAMO SENZA PECCATO, ALMENO IN QUESTO CERCHIAMO DI ESSERE SIMILI A DIO: NEL DISPIACERCI DI CIÒ CHE DISPIACE A DIO. IN CERTO QUAL MODO SEI UNITO ALLA VOLONTÀ DI DIO, POICHÉ DISPIACE A TE CIÒ CHE IL TUO CREATORE ODIA.

  22. SAN CIRILLO DI GERUSALEMME, VESCOVO
    CONVÈRTITI NEL TEMPO FAVOREVOLE

    SE VI È QUALCUNO SCHIAVO DEL PECCATO, SI DISPONGA PER MEZZO DELLA FEDE A RINASCERE LIBERO NELL’ADOZIONE FILIALE. E DOPO AVER ABBANDONATO LA PESSIMA SCHIAVITÙ DEI PECCATI E AVER CONSEGUITA LA BEATA SCHIAVITÙ DEL SIGNORE, SIA STIMATO MERITEVOLE DI OTTENERE L’EREDITÀ DEL REGNO CELESTE. PER MEZZO DELLA CONVERSIONE SPOGLIATEVI DELL’UOMO VECCHIO CHE SI CORROMPE DIETRO I DESIDERI INGANNATORI, PER RIVESTIRE L’UOMO NUOVO CHE SI RINNOVA CONFORME ALLA CONOSCENZA DI COLUI CHE LO HA CREATO. ACQUISTATE ATTRAVERSO LA FEDE IL PEGNO DELLO SPIRITO SANTO, PERCHÉ POSSIATE ESSERE ACCOLTI NELLE DIMORE ETERNE. ACCOSTATEVI AL MISTICO CONTRASSEGNO, PERCHÉ VI SI POSSA DISTINGUERE BENE FRA TUTTI. SIATE ANNOVERATI NEL GREGGE DI CRISTO, SANTO E BEN ORDINATO, COSÌ CHE POSTI UN GIORNO ALLA SUA DESTRA POSSIATE OTTENERE LA VITA PREPARATA COME VOSTRA EREDITÀ.
    QUELLI INFATTI AI QUALI RIMANE ANCORA ATTACCATA, COME FOSSE UNA PELLE, LA RUVIDEZZA DEI PECCATI, PRENDONO POSTO ALLA SINISTRA, PER IL FATTO CHE NON SI SONO ACCOSTATI ALLA GRAZIA DI DIO, CHE VIENE CONCESSA, PER CRISTO, NEL LAVACRO DI RIGENERAZIONE. CERTAMENTE NON PARLO DELLA RIGENERAZIONE DEI CORPI, MA DELLA RINNOVATA NASCITA DELL’ANIMA. I CORPI INFATTI SONO GENERATI PER MEZZO DEI GENITORI VISIBILI, LE ANIME INVECE VENGONO RIGENERATE ATTRAVERSO LA FEDE, E INFATTI: «LO SPIRITO SOFFIA DOVE VUOLE». ALLORA, SE NE RISULTERAI DEGNO, POTRAI SENTIRTI DIRE: «BENE, SERVO BUONO E FEDELE» (MT 25, 23), SEMPRE CHE TU SIA TROVATO ESENTE NELLA COSCIENZA DA OGNI IMPURITÀ E SIMULAZIONE.
    SE DUNQUE QUALCUNO DEI PRESENTI PENSA DI TENTARE LA GRAZIA DI DIO, SI INGANNA DA SE STESSO, E IGNORA IL VALORE DELLE COSE. PROCURATI, O UOMO, UN’ANIMA SINCERA E PRIVA DI INGANNO, PER COLUI CHE SCRUTA MENTE E CUORE.
    IL TEMPO PRESENTE È TEMPO DI CONVERSIONE. CONFESSA CIÒ CHE HAI COMMESSO SIA CON LA PAROLA CHE CON L’AZIONE, SIA DI NOTTE CHE DI GIORNO. CONVÈRTITI NEL TEMPO FAVOREVOLE, E NEL GIORNO DELLA SALVEZZA ACCOGLI IL TESORO CELESTE.
    RIPULISCI LA TUA ANFORA, PERCHÉ ACCOLGA LA GRAZIA IN MISURA PIÙ ABBONDANTE; INFATTI LA REMISSIONE DEI PECCATI VIENE DATA A TUTTI EGUALMENTE, INVECE LA PARTECIPAZIONE DELLO SPIRITO SANTO VIENE CONCESSA IN PROPORZIONE DELLA FEDE DI CIASCUNO. SE HAI LAVORATO POCO RICEVERAI POCO, SE INVECE AVRAI FATTO MOLTO, MOLTA SARÀ LA MERCEDE. QUANTO FAI, LO FAI PER IL TUO BENE. È NEL TUO INTERESSE CONSIDERARE E FARE CIÒ CHE TI CONVIENE.
    SE HAI QUALCOSA CONTRO QUALCUNO, PERDONA. SE TI ACCOSTI PER RICEVERE IL PERDONO DEI PECCATI, È NECESSARIO CHE ANCHE TU PERDONI A CHI HA PECCATO.

  23. «TOMMASO, UNO DEI DODICI, CHIAMATO DÌDIMO, NON ERA CON LORO QUANDO VENNE GESÙ» (GV 20, 24). QUESTO SOLO DISCEPOLO ERA ASSENTE. QUANDO RITORNÒ UDÌ IL RACCONTO DEI FATTI ACCADUTI, MA RIFIUTÒ DI CREDERE A QUELLO CHE AVEVA SENTITO. VENNE ANCORA IL SIGNORE E AL DISCEPOLO INCREDULO OFFRÌ IL COSTATO DA TOCCARE, MOSTRÒ LE MANI E, INDICANDO LA CICATRICE DELLE SUE FERITE, GUARÌ QUELLA DELLA SUA INCREDULITÀ.
    CHE COSA, FRATELLI, INTRAVVEDETE IN TUTTO QUESTO? ATTRIBUITE FORSE A UN PURO CASO CHE QUEL DISCEPOLO SCELTO DAL SIGNORE SIA STATO ASSENTE, E VENENDO POI ABBIA UDITO IL FATTO, E UDENDO ABBIA DUBITATO, E DUBITANDO ABBIA TOCCATO, E TOCCANDO ABBIA CREDUTO?
    NO, QUESTO NON AVVENNE A CASO, MA PER DIVINA DISPOSIZIONE. LA CLEMENZA DEL SIGNORE HA AGITO IN MODO MERAVIGLIOSO, POICHÉ QUEL DISCEPOLO, CON I SUOI DUBBI, MENTRE NEL SUO MAESTRO TOCCAVA LE FERITE DEL CORPO, GUARIVA IN NOI LE FERITE DELL’INCREDULITÀ. L’INCREDULITÀ DI TOMMASO HA GIOVATO A NOI MOLTO PIÙ, RIGUARDO ALLA FEDE, CHE NON LA FEDE DEGLI ALTRI DISCEPOLI. MENTRE INFATTI QUELLO VIENE RICONDOTTO ALLA FEDE COL TOCCARE, LA NOSTRA MENTE VIENE CONSOLIDATA NELLA FEDE CON IL SUPERAMENTO DI OGNI DUBBIO. COSÌ IL DISCEPOLO, CHE HA DUBITATO E TOCCATO, È DIVENUTO TESTIMONE DELLA VERITÀ DELLA RISURREZIONE.
    TOCCÒ ED ESCLAMÒ: «MIO SIGNORE E MIO DIO!».
    GESÙ GLI DISSE: «PERCHÉ MI HAI VEDUTO, HAI CREDUTO» (GV 20, 28-29). SICCOME L’APOSTOLO PAOLO DICE: «LA FEDE È FONDAMENTO DELLE COSE CHE SI SPERANO E PROVA DI QUELLE CHE NON SI VEDONO», È CHIARO CHE LA FEDE È PROVA DI QUELLE COSE CHE NON SI POSSONO VEDERE. LE COSE CHE SI VEDONO NON RICHIEDONO PIÙ LA FEDE, MA SONO OGGETTO DI CONOSCENZA. MA SE TOMMASO VIDE E TOCCÒ, COME MAI GLI VIEN DETTO: «PERCHÉ MI HAI VEDUTO, HAI CREDUTO»? ALTRO PERÒ FU CIÒ CHE VIDE E ALTRO CIÒ IN CUI CREDETTE. LA DIVINITÀ INFATTI NON PUÒ ESSERE VISTA DA UOMO MORTALE. VIDE DUNQUE UN UOMO E RICONOBBE DIO, DICENDO: «MIO SIGNORE E MIO DIO!». CREDETTE PERTANTO VEDENDO. VIDE UN VERO UOMO E DISSE CHE ERA QUEL DIO CHE NON POTEVA VEDERE.
    CI RECA GRANDE GIOIA QUELLO CHE SEGUE: «BEATI QUELLI CHE PUR NON AVENDO VISTO CREDERANNO!» (GV 20, 28). CON QUESTE PAROLE SENZA DUBBIO VENIAMO INDICATI SPECIALMENTE NOI, CHE CREDIAMO IN COLUI CHE NON ABBIAMO VEDUTO CON I NOSTRI SENSI. SIAMO STATI DESIGNATI NOI, SE PERÒ ALLA NOSTRA FEDE FACCIAMO SEGUIRE LE OPERE. CREDE INFATTI DAVVERO COLUI CHE METTE IN PRATICA CON LA VITA LA VERITÀ IN CUI CREDE. DICE INVECE SAN PAOLO DI COLORO CHE HANNO LA FEDE SOLTANTO A PAROLE: «DICHIARANO DI CONOSCERE DIO, MA LO RINNEGANO CON I FATTI» (TT 1, 16). E GIACOMO SCRIVE: «LA FEDE SENZA LE OPERE È MORTA» (GC 2, 26).

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