Villa San Biagio

Casa di Spiritualità – Fano
Icona RSS Icona email

NON SI VERGOGNA DI CHIAMARCI FRATELLI

20 – 25 MAGGIO: LECTIO DIVINA CON LA LETTERA AGLI EBREI

Cari amicinel mese di Maria che “custodiva nel cuore” la parola di Dio, “VILLA S. BIAGIO”  propone un’esperienza di lectio divina sulla “lettera agli Ebrei” , testo fondamentale per comprendere la Liturgia cristiana.   Aperto a tutti,  il corso è particolarmente indicato per preti, religiosi,  diaconi permanenti e operatori pastorali

20 – 25 Maggio 2012 :

 Non si vergogna di chiamarci fratelli”

LECTIO DIVINA SULLA LETTERA AGLI EBREI

Il corso inizia la domenica 20 (ore 19) e termina col pranzo di venerdì 25.

 

ORARIO DI MASSIMA                                

       7.45         Celebrazione di Lodi                                

          9.00     LECTIO DIVINA – preghiera personale

       11.30:    Adorazione – ORA MEDIA                                 

       12.30:  Pranzo – riposo

       15.30:  LECTIO DIVINA – risonanze spirituali

       18.30 : Vespri – CELEBRAZIONE EUCARISTICA

       19.30:  Cena – Fraternità – pausa contemplativa

       21.oo:  Condivisione spirituale – Compieta – “BUONA NOTTE”

 Guardatevi di non rifiutare Colui che parla.

(Eb 12,22)

Cari amici, ancora una volta chiedo una preghiera per i partecipanti… e mi impegno a farvi conoscere alcuni contenuti e riflessioni. dv  – INFO e PRENOTAZIONI:  0721.823.175  d.alesiani@virgilio.it     http://www.sanbiagiofano.

PREGHIERA PER L’ASCENSIONE

Celebrare la tua ascensione, Signore,
significa per me volgere il mio sguardo alla terra.
Ora inizia il tempo del mio impegno,
lo spazio della mia responsabilità di cristiano.
Tu, Signore, non mi lasci solo.
Mi hai promesso di camminare con me
Mi chiedi solo una cosa: amare te nel volto delle persone che ho accanto.
Dammi la forza della fede, togli dal mio cuore le paure,
fa’ che non mi fermino le difficoltà  e non permettere mai che mi deprimano gli insuccessi.
Ma sempre e dovunque, concedimi di essere canale trasparente della tua grazia,
riflesso scintillante del tuo grande amore. Amen.

(Don Angelo Saporiti)

NON SI VERGOGNA DI CHIAMARCI FRATELLI NON SI VERGOGNA DI CHIAMARCI FRATELLI

BEATA COLEI CHE HA CREDUTO

ANNO DELLA FEDE… CON LA FEDE DI MARIA – MESE DI MAGGIO ON LINE

« BEATA COLEI CHE HA CREDUTO

nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

  MESE DI MAGGIO  CON LA REDEMPTORIS MATER

“Soccorri il tuo popolo che cade,

ma pur sempre anela a risorgere”

Cari amici dopo la festa di D. Orione, riprendiamo il nostro cammino con MARIA, MADRE DELLA CHIESA .

  • * Perché la chiesa torni a “respirare con due polmoni”…“ Tanta ricchezza di lodi, accumulata dalle diverse forme della grande tradizione della Chiesa, potrebbe aiutarci a far sì che questa torni a respirare pienamente con i suoi “due polmoni”: l’Oriente e l’Occidente”
  • * E a cantare con Maria il “ magnificat” La Vergine Madre è costantemente presente in questo cammino di fede del popolo di Dio verso la luce Lo dimostra in modo speciale il cantico del “Magnificat” che, sgorgato dal profondo della fede di Maria nella visitazione, non cessa nei secoli di vibrare nel cuore della Chiesa.
  •  CON DON ORIONE: RINNOVIAMO IL NOSTRO AMORE ALLA CHIESA: Stendi, o Chiesa del Dio vivente, le tue grandi braccia, e avvolgi nella tua luce salvatrice le genti. Mille volte ti benedico e mille volte ti amo. Oh come vorrei del mio sangue e del mio amore far un balsamo da confortare i tuoi dolori e da versare sulle piaghe de’ miei fratelli!

 

Maria, Madre della chiesa!

Tu stavi pregando nel cenacolo con i discepoli di Tuo Figlio quando

Lo Spirito Santo discese tra lingue di fuoco. Prega per noi, affinchè la fiamma dell’amore di Dio

venga ravvivata nei nostri cuori e nei cuori dei giovani.

Maria, Regina degli Apostoli,

Tu vegli su tutti coloro che Tuo Figlio manda ad essere suoi messaggeri in tutto il mondo.

Ispira tutti i giovani affinchè siano testimoni ardenti del messaggio di salvezza del Vangelo.

Con il Tuo aiuto possano loro condvidere con gli altri la nuova vita

diffusa dalla croce di Cristo, la speranza che consola ogni cuore

e la forza che consente la vittoria finale sul peccato e sulla morte.

Maria, Madre della chiesa: prega per noi! 

PREGHIAMO: PADRE NOSTRO – AVE MARIA – GLORIA

“”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”"”

Cari amici, domani in Italia si celebra la FESTA DELLA MAMMA. Una confidenza. Forse perché io l’ho persa tanti anni fa…provo una “santa invidia” per coloro che l’hanno ancora… e a volte mi rattrista sentire che ci sono persone che fanno soffrire la propria mamma… Quando l’ho persa, 40 anni fa, un santo sacerdote mi disse per confortarmi: …MA ABBIAMO SEMPRE LA MADONNA!!! Per questo invito a collegare la festa della Mamma con la Madonna. Madre di tutti noi come ben dice il Documento Redemtoris Mater:

  •  LA NOSTRA MADRE COMUNE: “Perché dunque non guardare a Lei tutti insieme come alla nostra Madre comune, che prega per l’unità della famiglia di Dio e che tutti precede alla testa del lungo corteo dei testimoni della fede nell’unico Signore, il Figlio di Dio, concepito nel suo seno verginale per opera dello Spirito Santo?”

 

SEI MIA MADRE…

(Card. Ballestrero)

Ai piedi della croce dove, a volte, il mio peregrinare terreno

si arresta timoroso nella oscurità della notte, nella fatica della fede,

ci sei Tu, Maria. 

L’ ultimo gesto d’amore per i suoi, gli amici, messi a parte dei segreti più cari,

sei Tu, Madre!  E Giovanni da quel momento ti prese nella sua casa.

Fu una consegna ai suoi sacerdoti: la casa del prete è la casa di Maria.

LA CASA DOVE TU PORTI TUO FIGLIO.

Non sono, non posso più sentirmi solo, nè fare discorsi sulla solitudine del prete.

Non è più vuota la casa dove Tu entri, Madre, e prendi posto, e vi dimori.

Insegnami, Mamma, a capire Tuo Figlio: 

lo sai anche Tu cosa vuol dire accettare di non capire e conservare tutto nel cuore.

Tu che lo conosci come nessuno, Tu, serva del Signore, vergine fedele, 

insegnami a prestargli la tua stessa fedeltà, il Tuo servizio.

Dimmi: ” NON TEMERE ” quando la fede si fà oscura e la notte pesa.

Entra nella mia vita come un dono che mi colma;

illumini la casa la Tua premura, la tenerezza del Tuo cuore: 

SEI MIA MADRE!

  • S. LUIGI ORIONE: Le nostre madri passano, muoiono. Maria Madre delle madri nostre è la grande Madre che non muore.  Maria vive e resta, perchè Dio vuole che tutte le generazioni la sentano e l’abbiamo per madre. Maria è la grande Madre che splende di gloria e di amore nell’orizzonte del cristianesimo; è guida e conforto a ciascuno di noi, è potente e misericordiosissima Madre per tutti quelli che la chiamano e l’invocano. E noi andiamo a Gesù per Maria. I pastori cercavano Gesù e lo trovarono nelle braccia di Maria.  re magi vennero da regioni lontane per cercare il messia e lo adorarono nelle braccia di Maria. E noi, dove troveremo ancora e sempre Gesù? Lo ritroveremo e lo adoreremo tra le braccia e nel cuore di Maria. 
  •  DON ORIONE :    Quella povera vecchia contadina di mia madre si alzava alle 3 di notte e via a lavorare, e pareva sempre un fuso che andasse, e sempre faceva e s’industriava e faceva da donna e, con i suoi figli, sapeva fare anche da uomo, perché nostro padre era lontano, a lavorare sul Monferrato: batteva il falcetto per fare l’erba, e lo affilava essa, senza portarlo all’arrotino; faceva la tela con canapa filata da essa; e i miei fratelli si divisero tante lenzuola, tanta bella biancheria, povera mia madre! Teneva da conto fin i coltelli rotti, e questi sono stata la mia eredità. Non correva a comperare, se proprio non poteva farne a meno; e, quando è morta, le abbiamo ancora messo il suo vestito da sposa, dopo 51 anni che si era sposata: se l’era fatto tingere in nero, e faceva ancora la sua più bella figura, ed era il suo vestito più bello!
  • QUANDO SI RIPOSA UNA MAMMA?

    …solo quando avrà ottenuto il perdono da Dio per i suoi figli

    LA MADRE

     (G. Ungaretti)

    E il cuore quando d’un ultimo battito
    Avrà fatto cadere il muro d’ombra,
    Per condurmi, Madre, sino al Signore,
    Come una volta mi darai la mano. 

    In ginocchio, decisa,
    Sarai una statua di fronte all’Eterno,
    Come già ti vedeva
    Quando eri ancora in vita. 

    Alzerai tremante le vecchie braccia,
    Come quando spirasti
    Dicendo: Mio Dio, eccomi. 

    E solo quando m’avrà perdonato,
    Ti verrà desiderio di guardarmi. 

    Ricorderai d’avermi atteso tanto,
    E avrai negli occhi un rapido sospiro.

     

    CANTIAMO:    

 Io vorrei tanto parlare con Te di quel Figlio che amavi
io vorrei tanto ascoltare da Te quello che pensavi,
quando hai udito che Tu non saresti più stata tua
e questo Figlio che non aspettavi, non era per Te. Ave Maria…

Io vorrei tanto saper da Te, se quand’era bambino,
Tu gli hai spiegato che cosa sarebbe successo di Lui
e quante volte anche Tu di nascosto piangevi, Madre,
quando sentivi che presto l’avrebbero ucciso per noi. Ave Maria

 

 N’ A V E   M A R I A  (Trilussa)

Quand’ero ragazzino, mamma mia
me diceva: “Ricordati fijolo,
quando te senti veramente solo
tu prova a recità ‘n’ Ave Maria
l’anima tua da sola spicca er volo
e se solleva, come pe’ maggia”.
Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato;
da un pezzo s’è addormita la vecchietta,
ma quer consijo nun l’ho mai scordato.

Come me sento veramente solo
io prego la Madonna benedetta
e l’anima da sola pija er volo!

* Nella preghiera affidiamo a Maria le nostre mamme vive e defunte… PADRE NOSTRO…AVE MARIA …GLORIA

**************************************

* MARIA, SOSTEGNO DELLA FEDE DEI CREDENTI: “ Coloro che in ogni generazione, fra i diversi popoli e nazioni della terra, accolgono con fede il mistero di Cristo, Verbo Incarnato e Redentore del mondo, non solo si volgono con venerazione e ricorrono con fiducia a Maria come a  sua madre, ma cercano nella fede di Lei il sostegno per la propria fede”

Maria, Madre del sì, Tu hai ascoltato Gesù

e conosci il timbro della sua voce e il battito del suo cuore.

Stella del mattino, parlaci di Lui e raccontaci il Tuo cammino per seguirlo nella via della fede.

Maria, che a Nazareth hai abitato con Gesù,

imprimi nella nostra vita i tuoi sentimenti, la tua docilità, il tuo silenzio che ascolta

e fa fiorire la Parola in scelte di vera libertà.

Maria, parlaci di Gesù, perchè la freschezza della nostra fede

brilli nei nostri occhi e scaldi il cuore di chi ci incontra,

come Tu hai fatto visitando Elisabetta che nella sua vecchiaia

 ha gioito con Te per il dono della vita.

Maria, Vergine del “Magnificat”,

aiutaci a portare la gioia nel mondo e, come a Cana,

spingi ogni giovane, impegnato nel servizio ai fratelli, a fare solo quello che Gesù dirà.

Maria, prega perchè Gesù, morto e risorto, rinasca in noi

 e ci trasformi in una notte piena di luce, piena di Lui.

Maria, porta del cielo, aiutaci a levare in alto lo sguardo.

Vogliamo vedere Gesù, parlare con Lui, annunciare a tutti il Suo AMORE 

  • In questo “Anno della fede”  la prima cosa che vogliamo chiedere  a Maria è proprio questa: Maria, sostieni la nostra fede vacillante… fa che la nostra vita cristiana assomigli  un pò a quella dei primi cristiani che potevano dire nella LETTERA A DIOGNETO:    
  • I cristiani non si differenziano dal resto degli uomini né per territorio, né per lingua, né per consuetudini di vita. Infatti non abitano città particolari, né usano di un qualche strano linguaggio, né conducono uno speciale genere di vita. La loro dottrina non è stata inventata per riflessione e indagine di uomini amanti delle novità, né essi si appoggiano, come taluni, sopra un sistema filosofico umano. Abitano in città sia greche che barbare, come capita, e pur seguendo nel vestito, nel vitto e nel resto della vita le usanze del luogo, si propongono una forma di vita meravigliosa e, per ammissione di tutti, incredibile. Abitano ciascuno la loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutte le attività di buoni cittadini e accettano tutti gli oneri come ospiti di passaggio. Ogni terra straniera è patria per loro, mentre ogni patria è per essi terra straniera. Come tutti gli altri si sposano e hanno figli, ma non espongono i loro bambini. Hanno in comune la mensa, ma non il talamo. Vivono nella carne, ma non secondo la carne. Amano tutti e da tutti sono perseguitati. Sono sconosciuti eppure condannati. Sono mandati a morte, ma con questo ricevono la vita. Sono poveri, ma arricchiscono molti.  Sono disprezzati, ma nel disprezzo trovano la loro gloria. Sono ingiuriati e benedicono, sono trattati ignominiosamente e ricambiano con l’onore. In una parola i cristiani sono nel mondo quello che è l’anima nel corpo. L’anima si trova in tutte le membra del corpo e anche i cristiani sono sparsi nelle città del mondo. L’anima abita nel corpo, ma non proviene dal corpo. Anche i cristiani abitano in questo mondo, ma non sono del mondo. L’anima invisibile è racchiusa in un corpo visibile, anche i cristiani si vedono abitare nel mondo, ma il loro vero culto a Dio rimane invisibile.  L’anima è rinchiusa nel corpo, ma essa a sua volta sorregge il corpo. Anche i cristiani sono trattenuti nel mondo come in una prigione, ma sono essi che sorreggono il mondo.  L’anima, maltrattata nei cibi e nelle bevande, diventa migliore. Così anche i cristiani, esposti ai supplizi, crescono di numero ogni giorno. Dio li ha messi in un posto così nobile, che non è loro lecito abbandonare. 
  • Perché la nostra fede  diventi stile di vita… preghiamo: PADRE NOSTRO – AVE MARIA…GLORIA

******************************************

* Sollecitudine di Maria a Cana“Nel testo giovanneo…si delinea la sollecitudine di Maria per gli uomini, il suo andare incontro ad essi nella vasta gamma dei loro bisogni e necessità”

* Nuova maternità sotto la croce: “Questa nuova maternità di Maria, generata dalla fede, è frutto del “nuovo” amore che maturò in lei definitivamente ai piedi della croce, mediante la sua partecipazione all’amore redentivo del Figlio”

* Presenza discreta  ed essenziale nel cenacolo  

“Maria a Nazareth e Maria nel cenacolo di Gerusalemme. In entrambi i casi la sua presenza discreta, ma essenziale, indica la via della “nascita dallo Spirito. Così colei che è presente nel mistero di Cristo come madre, diventa – per volontà del Figlio e per opera dello Spirito Santo – presente nel mistero della Chiesa”

MADRE DI MISERICORDIA

Noi ti invochiamo fiduciosi, Maria,

per i popoli oppressi e per le vittime dell’umana ingiustizia;

per chi muore di fame e per chi è privato della libertà,

o impedito nella pratica della propria fede.

Ti invochiamo per chi da sempre ha conosciuto la fatica e il dolore,

ma fidando in Dio non ha smarrito mai il coraggio e la speranza.

Maria, discepola del Tuo figlio Gesù, insegnaci a portare la Croce;

Maria, Regina e Madre di misericordia,

dischiudi a quanti sentono venir meno le forze, sotto il peso della croce,

l’orizzonte dell’Alleluia Pasquale.

  •    CON DON ORIONE:  O Vergine Madre, ricordati di noi, parla al Tuo Divin Figlio per noi peccatori;  per noi offri le Tue lacrime, o santa Madre del Signore! Che questo Tuo povero figlio, sia in vita, in morte, il pazzo della carità, l’inebriato della Croce e del’ Sangue di Cristo Crocefisso.

PADRE NOSTRO…AVE MARIA…GLORIA AL PADRE      

 °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

  • MARIA PELLEGRINA DELLA FEDE

“Trovandosi a fianco del Figlio, sotto lo stesso tetto e “serbando fedelmente la sua unione col Figlio”, ella “avanzava nella peregrinazione della fede”, come sottolinea il Concilio”

  • FINO ALLA  “SPOLIAZIONE DELLA FEDE” SUL CALVARIO

“Ai piedi della croce, Maria partecipa mediante la fede, allo sconvolgente mistero di questa spoliazione. E’ forse la più profonda “kenosi” della fede nella storia dell’umanità. Mediante la fede, la madre partecipa alla morte del Figlio, alla sua morte redentrice…”

PREGHIERA DI JOHN H. NEWMAN:
Maria, Madre silenziosa,
che tutto immaginasti senza parlare, oltre ogni visione umana,
aiutami ad entrare nel mistero di Cristo
lentamente e profondamente, come un pellegrino arso di sete
entra in una caverna buia alla cui fine oda un lieve correr d’acqua.
Fà che prima di tutto m’inginocchi ad adorare,
fà che poi tasti la roccia fiducioso, e m’inoltri sereno nel mistero.
Fà infine ch’io mi disseti all’acqua della Parola
in silenzio come Te.  Forse allora, Maria,
il segreto del Figlio Crocifisso mi si rivelerà nella sua immensità senza confini
e cadranno immagini e parole  per fare spazio solo all’Infinito.

  •   DON ORIONE  Iniquamente perseguitato e tradito, volle morire a brac­cia  larghe, tra cielo e terra, tutti chiamando – e gli angeli e gli uomini – al suo Cuore aperto, squarciato: anelando abbracciare, salvare in quel cuore divino tutti, tutti, tutti. (Lettere I,267)

PREGHIAMO:   ACCETTA, SIGNORE , PER LE MANI DI MARIA la morte redentiva di tutti i tuoi Santi, dei bimbi innocenti, dei martiri di tutti i tempi e di tutte le fedi, delle vittime di tutte le violenze. Accogli fin d’ora, Signore, la nostra morte che ti offriamo e  TU IN QUELL’ORA SUPREMA,  PREGA PER NOI, MARIA.

  •  PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…

+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++

  • ANCHE MARIA  HA CAMMINATO NELLA PENOMBRA DELLA FEDE“Maria che per l’eterna volontà dell’Altissimo si è trovata si può dire, al centro stesso di quelle “inaccessibili vie” e di quegli “imperscrutabili giudizi” di Dio, vi si conforma nella penombra della fede, accettando pienamente e con cuore aperto tutto ciò che è disposto nel disegno divino”
  • ANCHE LEI HA FATTO FATICA… una particolare fatica del cuore:  “Non è difficile notare in questo inizio una particolare fatica del cuore, unita a una sorte di “notte della fede”- per usare le parole di S. Giovanni della Croce – quasi un “velo” attraverso il quale bisogna accostarsi all’Invisibile e vivere nell’intimità col mistero”
  • 

  • DON ORIONE SI RIVOLGEVA A LEI PROPRIO IN CERTI MOMENTI DI DOLORE STRUGGENTE … Nel primo anniversario della morte di Don Gaspare  Goggi. A Te, mia cara Madonna. Sono tanti anni e in questo santo giorno,  venivo ai tuoi piedi col primo figlio della divina Provvidenza, e tutti gli anni in questa festa, venivamo qui ai tuoi piedi benedetti, o Vergine Benedetta. Quest’anno quel povero e caro figliolo è morto  e sono qua solo. Sono solo, davanti a Te.  Ascoltami, o Tu che vedi e sai compatire il cuore che piange. Il mio figliuolo è morto! Io vengo ancora a rinnovarti la consacrazione di me e la mia offerta, ma sono solo.  O Maria, cara Madonna mia, ascoltami;  guarda le lacrime del mio povero cuore.  Vedi quest’anno non so più parlare: perdonami, sono solo.  Il mio povero  figliuolo è morto! Io piango e mi consolo, pensando che tu sei tanto buona e mi sai compatire.  Ma io so che sarà qui anche lui. E’ da anni che questo giorno lo passavamo insieme; eravamo in tre: Tu, cara Madonna, lui ed io. Anche tu hai pianto tanto, anche tu, o cara Madonna. Lasciami piangere; sono solo.  Il mio povero  figliuolo è morto!” Scr. 61,205

In questo fine settimana ci soffermiamo su questi  Pensieri che ci fanno sentire Maria tanto vicina quando anche noi suoi figli facciamo fatica… PREGHIAMO  per coloro che soffrono nel corpo o nello spirito…PADRE NOSTRO…AVE MARIA…GLORIA.

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

  • *Figlia del suo Figlio  “Per opera dello Spirito Santo, nell’ordine della Grazia…Maria riceve la vita da Colui al quale ella stessa, nell’ordine della generazione terrena, diede la vita  come madre. La liturgia non esita a chiamarla “genitrice del tuo Genitore” e a salutarla con le parole che Dante Alighieri pone in bocca a san Bernardo:”Figlia del tuo Figlio”

* Beato Giovanni Paolo II-   Contemplare Cristo con gli occhi e il cuore  di Maria  10. Alla  contemplazione del volto di Cristo nessuno si è dedicato con altrettanta assiduità di Maria. Gli occhi del suo cuore si concentrano in qualche modo su di Lui…    Quando finalmente lo dà alla luce a Betlemme, anche i suoi occhi di carne si portano teneramente sul volto del Figlio, mentre lo avvolge in fasce e lo depone nella mangiatoia (cfr Lc 2, 7). Da allora il suo sguardo, sempre ricco di adorante stupore, non si staccherà più da Lui.

  •   Don Orione:   Ai piedi della culla di Gesù, e ai piedi della Croce di Gesù, troviamo Maria, Madre di Dio; il suo cuore è tutt’uno con la vita e col cuore di Dio. Come non sentire palpiti per Maria? O lacerare le pagine del Vangelo, o cadere in ginocchio a venerarla.
  • Preghiamo:   perché Gesù continui a “nascere” in noi, nelle nostre famiglie e nella società.  PADRE NOSTRO…AVE MARIA – GLORIA
  • ***************************

  1. MARIA, PIENA DI GRAZIA : E’ il suo nome nuovo“Il messaggero saluta infatti Maria come “Piena di grazia”: la chiama così come se fosse questo il suo vero nome; non chiama la sua interlocutrice col nome che le è proprio all’anagrafe terrena: Myriam(= Maria), ma con questo nome nuovo: “piena di grazia”
  2.  Con il Cuore di Don Orione, PREGHIAMO:    AVE MARIA, PIENA DI GRAZIA, IL SIGNORE E’ CON TE.  “E’ Dio che la fece grande perché la vide umilissima e la fece sì grande, piena di grazia, tutta pura e immacolata perché la scelse per madre”  
  3. PADRE NOSTRO – AVE MARIA – GLORIA …  Insegnaci, Maria, a dire di “SI” al Signore!

++++++++++++++++++++++++++++++++++

  • INTRODUZIONE:
  1. * “ Desidero anch’io avviare la mia riflessione sul significato che ha Maria nel mistero di Cristo e sulla sua presenza attiva ed esemplare nella vita della Chiesa” “I fedeli innalzano i loro occhi a Maria la quale rifulge come modello di virtù davanti a tutta la comunità degli eletti”
  2. IL ROSARIO, un tesoro da riscoprire  …  Una preghiera così facile, e al tempo stesso così ricca, merita davvero di essere riscoperta dalla comunità cristiana. Guardo a voi tutti, fratelli e sorelle di ogni condizione, a voi, famiglie cristiane, a voi, ammalati e anziani, a voi giovani: riprendete con fiducia tra le mani la corona del Rosario, riscoprendola alla luce della Scrittura, in armonia con la Liturgia, nel contesto della vita quotidiana. Faccio volentieri mie le parole toccanti con le quali egli chiude la celebre Supplica alla Regina del Santo Rosario« O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio,non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora dell’agonia. A te l’ultimo bacio della vita che si spegne ». G.PAOLO II –
  • PENSIERO DI DON ORIONE: Sono un povero pellegrino che cerco luce e amore: vengo al Santuario col rosario in mano. Vengo a cercarle luce e amore di Dio e delle anime!  Vengo a Lei per non perdermi,  Vengo a Lei e sento sopra di me un’alta pace che si libra: vedo il suo manto distendersi su tutte le tempeste  e una serenità inoffuscabile che mi avvolge e penetra.  E in questa luce inebriante  mi spoglio dell’uomo vecchio  e amo… 
  • PADRE NOSTRO – AVE MARIA – GLORIA

—————————————————

Cari amici, molti di voi sono venuti a conoscenza del grande dolore che ci ha colpito con la  morte del nostro caro Confratello D. SERGIO MURA.

La Messa funebre presieduta dal nostro Vescovo Armando Trasarti, ha rivelato le spirituali ricchezze di un sacerdote poco appariscente ma tutta sostanza: intelligente e umile, laborioso e paziente, soprattutto sapiente educatore  di tanti giovani. Un vero pastore buono… Ringraziamo quanti ci sono stati vicini con la preghiera e il conforto fraterno.
 DAL CALVARIO AL CENACOLO. CON MARIA.
All’inizio di questo mese di Maggio è il pensiero a cui mi aggrappo per non rimanere sotto la croce…Maria non è rimasta a piangere sul Calvario…è andata nel Cenacolo a radunare i discepoli dispersi, a rianimarli alla preghiera, ad invocare la forza dello Spirito. Cari amici, aiutiamoci a vicenda…anche con qualche RICORDO PERSONALE DI D. SERGIO  o pensiero utile per vivere bene in famiglia IL MESE DI MAGGIO.
  Fraternamente dv
 
  • RICORDANDO D. SERGIO…
  1. “Per Te che ci svegliavi con il suono della fisarmonica e ci addormentavi con una preghiera. Che ci hai fatti sentire cristiani nel mondo e per il mondo.
    Per Te che ci hai fatto apprezzare il valore di essere educati e di educare, mostrandoci la vita nella fede, nella condivisione e nella gioia.
    Per Te che hai toccato le corde del nostro cuore insegnandoci a valorizzare i nostri talenti, che la nostra presenza qui oggi ti possa accompagnare serenamente tra le braccia del Padre.“ E.F
  2. “Don Sergio si è sempre distinto tra noi per la sua discrezione, la sua serenità, la sua grande bontà, per un silenzio parlante. L’intera comunità scolastica dell’Istituto Tecnico Industriale e della Scuole Professionali ringrazia il Signore per il dono della persona di Don Sergio e per gli anni che egli ha trascorso con tutti noi qui al Gentili” P. G.
  3. “Ti ringraziamo Signore per i semi che il don ha coltivato nei nostri cuori con la pazienza e l’amore che solo un padre può avere; rendici frutti portatori del suo esempio, perché anche noi possiamo diventare semplice dono per gli altri, come lui lo é stato per noi… “
  4. ….Non ho potuto partecipare al funerale di don Sergio. Avrei voluto esserci lo stesso, per stare “vicina” a lei e alla sua comunità. Non lo conoscevo personalmente ma ho avuto il piacere di partecipare ad un paio di Messe celebrate da lui e mi era sembrato un sacerdote in gamba, innamorato della sua chiamata ed accogliente verso il popolo di Dio. Mi dispiace molto che il Signore lo abbia chiamato così presto: avrebbe potuto fare ancora tanto del bene a tutti! Credo però che ora, in Paradiso, ne possa fare molto di più, soprattutto per la Famiglia Orionina, che ormai di anime sante in Cielo ne ha certamente un bel numero. Seguirò il mese mariano sul suo sito e mi unirò spiritualmente a lei e agli altri fratelli, per essere portata da Maria sempre più nel Cuore di Gesù. Un abbraccio!  A.
  5. Ieri nel paese di Don Sergio si è svolto  il  rito funebre dell’ultimo saluto terreno verso un amico, padre, sacerdote, fratello. La chiesa era gremita, tanti i sacerdoti, tanti da Carbonia, Selargius, il nostro Vescovo, diversi sacerdoti della nostra Diocesi.  Molte volte i progetti di Dio ci lasciano senza parole, tante le domande, ma Maria ci insegna a chinare il capo e a dire “si” anche quando non capiamo pienamente, anche quando abbiamo il desiderio di urlare: “No, non è giusto!”. Ho imparato che i disegni di Dio sono sempre giusti, volti al bene, pieni di sapienza e di grazia. Don Sergio è stato nella nostra Parrocchia solo tre anni, ma ha avuto il peso più grave si possa chiedere a qualcuno. Di bene ne ho visto moltissimo, non dico niente di nuovo, lo confermo. Vi voglio raccontare del suo dolore. Lui era stato inviato nella nostra Parrocchia col compito di passare la mano alla Diocesi, dovendo la Congregazione, lasciare la cura pastorale della stessa. …. ho visto questa enorme decisione piombare su di lui. Lui ha pagato di persona questa decisione, lui ha subito la rabbia e il malcontento di tutti, l’abbandono e il nulla.  Obbedire a questo compito, penso sia stata la sua notte della fede! Si penso che gli sia stato chiesto il cuore! Tra i tormenti ha abbassato la testa e ha detto: Si! Amava la nostra Parrocchia, vedeva tutta la povertà e i bisogni della gente, per ognuno aveva un sorriso e una battuta, era padre per ogni giovane, amico e confidente, era speciale e lo capivi subito.  Questa obbedienza è stata per lui la più atroce e sofferta, ma ha obbedito, ha continuato a servire questa congregazione con passione, pur portando nel cuore le stimmate di quell’Addio!  …Alla Messa gli ho detto: Guarda che non sei li per riposarti, ora inizia il tuo compito, devi intercedere per noi affinché non ci perdiamo d’animo, perché tu ci aiuti ad arrivare in cielo. No, in Cristo nulla muore, nulla si perde, è sempre una realtà nuova da vivere e condividere. …Dobbiamo imparare a vivere le Resurrezione, impariamo da Maria. Lei non è rimasta a piangere, ha agito e agendo ha compiuto ciò che mancava all’adempimento della discesa dello Spirito Santo. Maria ha dato il coraggio ai discepoli, li ha riuniti in preghiera nel nome del Figlio. Penso sia stata Lei a intercedere per il dono dello S. Santo! L.

 SOTTO LA CROCE GV 19, 25  

  • Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Cleopa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

   NEL CENACOLO Atti 1,12 

  • Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi… Entrati in città, salirono nella stanza al piano superiore, dove erano soliti riunirsi: vi erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo. Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui.  

 + 08A REDEMTORIS MATER – SINTESI

 

BEATA COLEI CHE HA CREDUTO BEATA COLEI CHE HA CREDUTO

IL SIGNORE E’ RISORTO: IO L’HO VISTO

PASQUA 2012:  ASCOLTIAMO  I TESTIMONI DEL RISORTO

* Cari amici, mentre continuiamo  a pregare per la salute di D. Sergio, ho la gioia di comunicarvi che DOMANI 27 APRILE INIZIAMO IL RITIRO DI PRIMAVERA CON UN GRUPPO DI GIOVANI… chiedo una preghiera anche per loro.  

Commina con noi, Signore,  lungo lo strada,
quando termina il giorno e, come dopo uno lunga corsa,
il nostro coraggio viene meno davanti alla fatica che ricomincia.
Rendici forti e saldi con il pane dello tua presenza!

Mostraci lo strada, Signore, quando il nostro cuore è cieco
e noi passiamo accanto ai segni che tu poni senza accorgercene!
Vieni con noi, Signore,  la tua presenza
sia fuoco ardente nella nostra vita.

C. Singer

    HO VISTO IL SIGNORE:  LA VOCE DEI TESTIMONI 

 

  • SANTA TERESA D’AVILA (1515-1582), carmelitana, dottore della Chiesa
    «Questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia»Il buon Gesù, vista la necessità del suo aiuto, ricorse a un mezzo ammirevole con il quale ci mostrò il grandissimo amore che ci portava. Ecco perché ha rivolto al Padre, a nome suo e dei suoi fratelli, questa preghiera: «Dacci oggi, Signore, il nostro pane quotidiano» (Mt 6,11). …Ha sentito che doveva risvegliare il nostro amore mettendo il suo davanti ai nostri occhi, e non una volta sola, ma ogni giorno. Così prese la decisione di restare con noi…. Mi ha colpito come solo in questa richiesta ripeta le stesse parole, perché anzitutto prega che ci venga dato questo pane ogni giorno e torna poi a dire: «Daccelo oggi». E’
    come se dicesse a suo Padre che, essendo già stato consegnato alla morte per noi, ed essendo divenuto il nostro bene, Egli non ce lo levi più e lasci che ci serva sino alla fine del mondo… Con l’espressione «oggi», mi sembra che abbia voluto indicare «per un giorno», cioè finché durerà il mondo. Poiché il mondo dura proprio solo un giorno!…  In questo santissimo sacramento la nostra anima troverà ogni gusto e consolazione che potrà desiderare (cf Sap 16,20). E se non è per colpa nostra, non moriremo di fame.
  • 

  •  DON ORIONE :   TANTE SOLUZIONI VENGONO DALL’ALTARE

Caro sig.r prevosto don Cordiglia,     Il Signore sia sempre con noi!           Stanotte ho pensato a quanto mi ha detto jeri sera…Stamattina, al primo svegliarmi, subito il pensiero è andato agli oratori festivi in Genova; e, la farò ridere, se le dirò che li ho anche sognati. Ora vengo da dir Messa, ed è la prima lettera che scrivo in questo caro mese di Maria SS. Ho portato sull’altare il desiderio che sua Eminenza le ha espresso. Caro sig.r prevosto, tante soluzioni vengono dall’altare, tante decisioni dall’altare. Quante e quante volte non sapevo come fare, come uscire da certi imbarazzi, come camminare! e, durante la santa Messa, ecco che, in un momento, quando si è lì a tu a tu con n. Signore, tutto si chiarisce, tutte le difficoltà, che parevano così ardue e impossibili a superarsi, diventano la cosa più semplice: – noi siamo tenebra, ma Gesù è la luce e la soluzione di tutto. Che gran cosa è mai la santa Messa!     

    

 

  • BEATO JOHN HENRY NEWMAN (1801-1890), sacerdote

    «Rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia infiacchite» (Eb 12,12; Is 35,3)… Preso da Barnaba e Paolo per il loro primo viaggio apostolico, davanti al pericolo, Giovanni [Marco] si separò da loro e ritornò a Gerusalemme (At 13,13 ; 15,38)… Ora, in seguito, egli è stato l’ aiutante di san Pietro a Roma (1Pt 5,13). E’ là che ha scritto il suo vangelo, soprattutto con ciò che l’apostolo gli aveva raccontato. Infine, è stato inviato da Pietro ad Alessandria d’Egitto, dove ha fondato una Chiesa tra
    le più strutturate e potenti, in quei primi tempi… Colui che aveva abbandonato la causa del Vangelo di fronte ai primi pericoli si è dimostrato in seguito… un servitore molto determinato e fedele a Dio… Lo strumento di tale cambiamento sembra essere proprio san Pietro, che ha saputo rinfrancare quel discepolo timido e pavido in modo davvero ammirevole.  
    Ci viene dato un insegnamento attraverso questa storia: con la grazia di Dio, il più debole può diventare forte. Quindi, occorre non fidarsi di se stessi, né disprezzare mai un fratello che dà prova di debolezza, né disperare mai nei suoi confronti, ma invece aiutarlo a portare i propri pesi (Ga 6,2) e ad andare avanti… La storia di Mosè ci fornisce l’esempio di un temperamento fiero orgoglioso ed impulsivo che lo Spirito ha domato al punto da farne un uomo di una mitezza eccezionale: «molto più mansueto di ogni uomo che è sulla terra» (Nm 12,3). … La storia di Marco offre il caso di un cambiamento ancora più raro: il passaggio dalla timidezza all’audacia. … Ammiriamo dunque in san Marco una trasformazione più sorprendente di quella di Mosé: «Per fede … trovarono forza dalla loro debolezza» (Eb 11,34).

 

  •  S. GIUSTINO: TESTIMONE DELLA CELEBRAZIONE DELL’EUCARISTIA… 

 Gli apostoli nelle memorie da loro lasciate e chiamate vangeli, ci hanno tramandato che Gesù ha comandato così: Preso il pane e rese grazie, egli disse: «Fate questo in memoria di me. Questo è il mio corpo». E allo stesso modo, preso il calice e rese grazie, disse: «Questo è il mio sangue» e lo diede solamente a loro.   Da allora noi facciamo sempre memoria di questo fatto nelle nostre assemblee e chi di noi ha qualcosa, soccorre tutti quelli che sono nel bisogno, e stiamo sempre insieme. Per tutto ciò di cui ci nutriamo benediciamo il creatore dell’universo per mezzo del suo Figlio Gesù e dello Spirito Santo.       E nel giorno, detto del Sole, si fa l’adunanza. Tutti coloro che abitano in città o in campagna convengono nello stesso luogo, e si leggono le memorie degli apostoli o gli scritti dei profeti per quanto il tempo lo permette.   Poi, quando il lettore ha finito, colui che presiede rivolge parole di ammonimento e di esortazione che incitano a imitare gesta così belle.   Quindi tutti insieme ci alziamo ed eleviamo preghiere e, finito di pregare, viene recato pane, vino e acqua. Allora colui che presiede formula la preghiera di lode e di ringraziamento con tutto il fervore e il popolo acclama: Amen!  Infine a ciascuno dei presenti si distribuiscono e si partecipano gli elementi sui quali furono rese grazie, mentre i medesimi sono mandati agli assenti per mano dei diaconi.    Alla fine coloro che hanno in abbondanza e lo vogliono, danno a loro piacimento quanto credono. Ciò che viene raccolto, è deposto presso colui che presiede ed egli soccorre gli orfani e le vedove e coloro che per malattia o per altra ragione sono nel bisogno, quindi anche coloro che sono in carcere e i pellegrini che arrivano da fuori. In una parola, si prende cura di tutti i bisognosi.    Ci raduniamo tutti insieme nel giorno del Sole, perché Gesù Cristo nostro Salvatore risuscitò dai morti nel medesimo giorno.

  • GIOVANNI PAOLO II  – Signore, Tu hai voluto salvare gli uomini ed hai fondato la Chiesa come comunione di fratelli, riuniti nel Tuo Amore. Ottienici dal Padre celeste le guide spirituali di cui le nostre comunità hanno bisogno: veri Sacerdoti del Dio vivente che, illuminati dalla Tua Parola, sappiano parlare di Te ed insegnare a parlare con Te. Le nostre comunità celebrino nel canto e nella lode l’Eucaristia, e sappiano andare per le vie del mondo per comunicare la gioia e la Pace…Volgi, Signore, il Tuo sguardo sull’intera umanità e manifesta la Tua misericordia agli uomini e alle donne che, nella preghiera  e nella rettitudine della vita, Ti cercano senza averti ancora incontrato: mostrati loro come Via che conduce al Padre, Verità che rende liberi, Vita che non ha fine. Donaci, Signore, di vivere nella Tua Chiesa in spirito di fedele servizio e di totale offerta, affinchè la nostra testimonianza sia credibile e feconda. Amen!
  • MADRE TERESA di Calcutta-  Il frutto dell’amore è il servizio:La preghiera attiva è amore, e l’amore attivo è servizio.
    Siamo tutti figli di Dio, perciò è importante condividere i suoi doni. Ci rendiamo conto che quello che facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma l’oceano senza quella goccia sarebbe più piccolo.
  • 

P. ANDREA GASPARINO: PREGHIERA PER I PRETI

  • Signore, ricordati dei preti!  Signore, donaci dei preti nuovi, plasmati su di Te!   Preti adatti al mondo d’oggi Che resistono a tutti gli sbandamenti e  a tutte le mode! Preti pieni di Spirito santo, preti innamorati di Te, dell’Eucarestia, della Parola. Preti spezzati alla preghiera. Preti che non guardano l’orologio quando stanno davanti a Te, preti capaci di pregare di giorno e di notte capaci, come Gesù, di passare anche le notti in preghiera. Preti che insegnano a pregare. Preti appassionati dei giovani,  dei poveri, degli ultimi. Mandaci preti profeti,  forti e umili, che non si scandalizzano di nessuna miseria umana Mandaci preti che si sentano peccatori come noi. Signore, mandaci dei preti da battaglia, umili, senza storie per la testa. Umili e fedeli  alla Chiesa, che insegnano ad amare la Chiesa, che correggono su se stessi i mali della Chiesa che si puntano il dito addosso  prima di puntarlo sulla Chiesa. Mandaci preti senza storie borghesi, allenati al sacrificio, che sanno parlare ai giovani di sacrificio che vivono la povertà evangelica, che sanno dividere tutto quello che hanno con il povero Mandaci preti aggiornati  con una teologia dagli scarponi ferrati che sa resistere alle  mode di pensiero e ai compromessi mondani. Maria, madre dei preti, madre della chiesa, aggiungi tu quello che manca a questa preghiera  e presentala a Cristo per noi. Amen!

 

D. MAZZOLARI: nel 25.mo del suo sacerdozio    Qui, davanti all’altare, viviamo la nostra Messa: non la commemoriamo.  Noi siamo il dramma,  siamo la MESSA… La Messa è più che qualche cosa della nostra anima: è la nostra anima. Non si cancella il carattere: non finisce la Messa. La nostra sacerdotalità è eterna come quella di Cristo…  Anche oggi mi è più facile ringraziarti, Signore, Tu mi sopportasti lo stesso. Tu non mi togliesti il tuo dono come all’infingardo. Tu lo aumentasti il tuo dono.  Tu hai fiducia ancora in me. Nonostante le mie  infedeltà, rimango nell’atto di offerta, il calice in mano, in alto. Non siamo noi che diamo, non siamo noi che ci offriamo. Il Signore mi nasconde a me stesso: ogni mattina mi riveste come il prodigo… Poi ricomincio la Messa. Una sola è la Messa. LA MESSA È IL CALVARIO, la montagna più grande del mondo. Le prime messe ne sono le pendici: facili, invitanti. Poi man mano si sale, il monte si fa più brullo, sassoso, impervio, solo.  E SI VA SOLI…Soli senza illusione. Soli, tra tanta gente che ci preme sul cuore e ci divora. Soli, tra tanta folla che oggi t’applaude e domani t’azzanna. Soli, nella sconfinata paternità dell’abbraccio. Soli, senza attese se non… reclinare il capo. Oggi, dopo 25 anni, incomincia la Messa: un povero prete stanco che ogni mattina si distende sulla croce fino a quando i suoi poveri piedi, le sue povere braccia, il suo povero volto, il suo povero cuore… saranno i piedi, le braccia, il volto e il cuore di Cristo.  La Messa del tempo finisce: incomincia la messa dell’eternità.  Ite, Missa est.  Deo gratias.

EDITH STEIN, CARMELITANA, MARTIRE (1891-1942), 

  • NULLA POTRÀ MAI SEPARARMI DAL TUO AMORE (Poesia « Heilige Nacht » )  Mio Signore e mio Dio,  mi hai guidata su un cammino lungo, sassoso, oscuro e faticoso. Sovente sembrava che le mie forze volessero abbandonarmi,  non speravo quasi più di vedere un giorno la luce. Il mio cuore stava pietrificandosi in una sofferenza profonda  quando il chiarore di una dolce stella sorse ai miei occhi.
    Fedele, mi guidò ed io la seguii con passo prima timido, poi più sicuro. Giunsi alfine alla porta della Chiesa. Si aprì.Chiesi di entrare. La tua benedizione mi accoglie attraverso le parole del tuo sacerdote. Il mistero che dovevo tenere nascosto nell’intimo del mio cuore,  posso ormai annunciarlo ad alta voce: Credo, confesso la mia fede!
    Il sacerdote mi conduce ai gradini dell’altare, chino la fronte, l’acqua santa scorre sul mio capo.
    Signore, come si può rinascere quando si è giunti alla metà della propria vita (Gv 3,4)? Tu l’ hai detto, e questo è divenuto per me realtà.  Il peso della colpe e delle pene della mia lunga vita mi ha abbandonato.
    In piedi, ho ricevuto il vestito bianco posto sulle mie spalle, simbolo luminoso di purezza! Ho portato in mano il cero la cui fiamma annuncia che la tua vita santa arde in me. Il mio cuore è ormai il presepio che attende la tua presenza. Per poco tempo! Maria, tua madre che è anche mia, mi ha dato il suo nome. Oh! Nessun cuore umano può concepire ciò che prepari per coloro che ti amano (1 Cor 2,9). Ormai sei mio e non ti lascerò mai più. Dovunque vada la strada della mia vita, sei accanto a me. Nulla potrà mai separarmi dal tuo amore (Rm 8,39). 
  • EDITH STEIN PREGAVA COSÌ… Dove, Signore, dove   saremo portati su questa terra  noi non sappiamo. Ma non dobbiamo nemmeno chiedercelo prima del tempo. Sappiamo soltanto che per coloro che ti amano, Signore, tutte le cose volgono al bene e che le tue vie vanno  oltre questa terra.
  •  Signore,  dammi tutto ciò che  mi conduce a Te, prendi tutto ciò che mi distoglie da Te, Signore, strappa me da me stessa e dammi tutta a Te.
  • MONS. TONINO BELLO:     Cari amici, come vorrei che il mio augurio, invece di giungervi con le formule consumate del vocabolario di circostanza, vi arrivasse con una stretta di mano, con uno sguardo profondo, con un sorriso senza parole!  Come vorrei togliervi dall’anima, quasi dall’imboccatura di un sepolcro, il macigno che ostruisce la vostra libertà, che non dà spiragli alla vostra letizia, che blocca la vostra pace! Posso dirvi però una parola. Sillabandola con lentezza per farvi capire di quanto amore intendo caricarla: CORAGGIO!  La Risurrezione di Gesù Cristo, nostro indistruttibile amore, è il paradigma dei nostri destini. La RISURREZIONE. Non la distruzione. Non la catastrofe. Non l’olocausto planetario. Non la fine. Non il precipitare nel nulla…. La Pasqua frantumi le nostre paure e ci faccia vedere le tristezze, le malattie, i soprusi, e perfino la morte, dal versante giusto: quello del “TERZO GIORNO”. Da quel versante le croci sembreranno antenne, piazzate per farci udire la musica del cielo. Le sofferenze del mondo non saranno per noi i rantoli dell’agonia, ma i travagli del parto. E le stigmate, lasciate dai chiodi nelle nostre mani crocifisse, saranno le feritoie attraverso le quali scorgeremo fin d’ora le luci di un mondo nuovo.”
  • 

  • MONS. TONINO BELLO: Coraggio, fratello
     Coraggio, fratello che soffri.  C’è anche per te una deposizione dalla croce. C’è anche per te una pietà sovrumana. Ecco già una mano forata che schioda dal legno la tua… Coraggio. Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio. Tra poco, il buio cederà il posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi colori
    e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga. 
  • S. AGOSTINO AI NUOVI BATTEZZATI – Mi rivolgo a voi, figli appena nati, piccolissimi nel Cristo, grazia del Padre, fecondità della Madre, fiore della nostra collana e frutto della nostra fatica, mia gioia e mia corona, voi tutti qui in piedi davanti al Signore. Oggi, è l’ottava della vostra nascita.
    Oggi, viene  portato a compimento in voi il sigillo della fede,  Perciò, il Signore stesso, spogliando con la sua risurrezione la mortalità della carne, risvegliando un corpo non certo diverso, e tuttavia per sempre immortale,
    ha contrassegnato con la sua risurrezione il giorno della domenica,
    il terzo dopo il giorno della sua passione:  ma nell’ordine dei giorni dopo il sabato, l’ottavo che è anche il primo. Perciò anche voi, senza farlo ancora nella realtà, ma già con una speranza certa – sia perché possederete il sacramento di questa realtà, sia perché avete ricevuto la caparra dello Spirito – «se siete risorti con il Cristo cercate le cose di lassù,
    dove si trova Cristo assiso alla destra Dio». Sant’ Agostino, Discorso ai neofiti, 1 e 3
  • DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA 

 Gesù conosce benississimo i tuoi problemi,le tue paure, i tuoi bisogni ,la tua malattia e ti vuole aiutare. E’ un Padre misericordjoso che ti aspetta a braccia aperte in qualunque momento. Non temere .Ti dice : credi forse che Mi manchi l ‘onnipotenza per venirti in aiuto ? Fidati fidati fidati di Lui.

 

    

«Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io».  

  • CHIARA LUCE: …Rifiutata la morfina perché le toglie lucidità, dona tutto per la Chiesa, i giovani, i non credenti, il Movimento, le missioni… Ripete: Non ho più niente, ma ho ancora il cuore e con quello posso sempre amare”.    La cameretta, in ospedale a Torino e a casa, è luogo di incontro, di apostolato, di unità: è la sua chiesa. Alla mamma che le chiede se soffre molto risponde: «Gesù mi smacchia con la varechina anche i puntini neri e la varechina brucia. Così quando arriverò in Paradiso sarò bianca come la neve».  Ma il male avanza e i dolori aumentano: «Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io». Chiara si prepara all’incontro: «E’ lo Sposo che viene a trovarmi», e sceglie l’abito da sposa, i canti e le preghiere per la “sua” Messa dove «nessuno dovrà piangere!». E lo «Sposo» viene a prenderla all’alba del 7 ottobre 1990. E’ il giorno della Vergine del Rosario. Queste le sue ultime parole: “Mamma, sii felice, perché io lo sono. Ciao”.  + CHIARA LUCE
  • S. AGOSTINO:  QUALE VOLTO HA L’AMORE? IL VOLTO DI DIO 
  • Quale volto ha l’amore? quale forma, quale statura, quali piedi, quali mani? Nessuno lo può dire. Esso tuttavia ha i piedi, che conducono alla Chiesa; ha le mani, che donano ai poveri; ha gli occhi, coi quali si viene a conoscere colui che è nel bisogno…

  • GIUSEPPE MOSCATI, IL MEDICO SANTO – + MOSCATI
  1.  Ama la verità, mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi. E se la verità ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio.” 
  2.  UN ESEMPIO: “Ti spiace accompagnarmi?” Sentì chiedersi lo studente dal giovane Primario a cui riconosceva tutta Napoli un prestigio già fuor dall’ordinario per aver legato saldamente alla Scienza la Fede più fervente.  “Non è per esercizio di diagnostica che desidero averti insieme a me. Le discussioni sopra i casi clinici le sai fare benissimo da te. Vorrei che da cristiano già temprato tu vedessi l’autentico “malato”. Si avviarono in un dedalo di vicoli stretti e fangosi, non sensa disagio. Poi, dentro il corridoio di un tugurio,  si spinsero all’estremo pianerottolo contemplando uno squallido spettacolo: un uomo dall’aspetto cadaverico sopra una branda retta per miracolo fissò lo sguardo sopra il professore, quasi in attesa del suo salvatore. Il quale, prontamente inginocchiatosi presso il giaciglio come a un rituale, conchiuse un minuzioso esame clinico con la puntura di un medicinale, furtivamente alla famiglia ansiosa, lasciando anche un’offerta generosa. Poche parole al bravo allievo espressero il senso di quel gesto (abituale al Maestro) e so quanto ne orientarono l’esimia attività professionale: Ricordalo: tu hai visto nettamente l’immagine del Cristo Sofferente!” [Dall'Osservatore Romano 23/11/1975]
  •  S. TERESA DI CALCUTTA: Non cercate Gesù in terre lontane: Lui non è là. E’ vicino a voi. E’ con voi. Basta che teniate il lume acceso e Lo vedrete sempre. Continuate a riempire il lume con piccole gocce d’amore.  
  • S. LUIGI ORIONE:  Nel nome della Divina Provvidenza, ho aperto le braccia e il cuore a sani e ad ammalati, di ogni età, di ogni religione, di ogni nazionalità: a tutti avrei voluto dare, col pane del corpo, il divino balsamo della Fede, ma specialmente ai nostri fratelli più sofferenti e abbandonati. Tante volte ho sentito Gesù Cristo vicino a me, tante volte l’ho come intravisto, Gesù, nei più reietti e più infelici.   …Non ai ricchi, ma ai poveri e ai più poveri e al popolo, mi ha mandato il Signore.  
  • SHAHBAZ BHATTI – TESTAMENTO SPIRITUALE… Fu l’amore di Gesù che mi indusse ad offrire i miei servizi alla Chiesa. Ricordo un venerdì di Pasqua quando avevo solo tredici anni: ascoltai un sermone sul sacrificio di Gesù per la nostra redenzione e per la salvezza del mondo. E pensai di corrispondere a quel suo amore donando amore ai nostri fratelli e sorelle, ponendomi al servizio dei cristiani, specialmente dei poveri, dei bisognosi e dei perseguitati che vivono in questo paese islamico. Mi è stato richiesto di porre fine alla mia battaglia, ma io ho sempre rifiutato, persino a rischio della mia stessa vita. La mia risposta è sempre stata la stessa. Non voglio popolarità, non voglio posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo.  LEGGI TUTTO: + Non ho più paura S. BHATTI

DAL VANGELO GV 20,1ss:  HO VISTO IL SIGNORE  
In quel tempo, Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò subito ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

QUANDO MI CHIAMÒ PER NOME: «MARIA!».
Quante volte mi aveva chiamato così,  eppure mai avevo sentito tanta dolcezza nella sua voce. Ancora oggi, quando chiudo gli occhi, sento la sua voce chiamarmi con la stessa dolcezza con cui mi ha chiamata quell’ultima volta: «Maria!». Mi chiama così da allora, la sua voce mi accompagna, e io non sento più altro.  Mi hanno messa da parte, con delicatezza, con affetto: a chi serve, infatti, che io continui a sentire dentro di me  la sua voce e solo la sua voce?  In quella chiamata c’era il mantenimento di una promessa, c’era l’adempimento del suo amore per me, per Maria di Magdala, sì, proprio quella Maria dalla quale aveva scacciato sette demoni, come vi piace ricordare, un amore totale per ciascuno di noi, con il suo nome, con il suo corpo, con la sua povera vita. Solo allora riconobbi quello sconosciuto, da come pronunciò il mio nome, «Maria!», e gli caddi ai piedi: «Rabboni!», esclamai, ed ero felice. Mi parve così naturale che prima non lo avessi riconosciuto che neppure oggi, dopo tanto tempo, posso spiegarne il perché. Ora so che non era possibile riconoscerlo prima che mi avesse chiamato. Neppure voi potrete riconoscerlo prima che egli vi chiami anche se egli è lì, dinanzi a voi da sempre, eppure voi non sapete chi sia finché non vi avrà chiamato per nome. Questo è il semplice segreto di Maria di Magdala. Vi prego: non dormite. (Ferruccio Parazzoli)

  Ed ecco Gesù Risorto entra in casa a porte chiuse per dare loro la sua pace e il suo SpiritoLa sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

    •    E dopo 8 giorni… anche l’incredulo Tommaso crolla ai suoi piedi

    Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa  e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

    Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello.
    Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa.
    «Raccontaci, Maria:che hai visto sulla via?».
    «La tomba del Cristo vivente, la gloria del Cristo risorto,
      Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto. Tu, Re vittorioso, abbi pietà di noi.


    1. Le tue mani son piene di fiori dove li portavi, fratello mio?
    Li portavo alla tomba di Cristo ma l’ho trovata vuota, sorella mia.

    RIT.    Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia

    2. I tuoi occhi riflettono gioia dimmi cosa hai visto, fratello mio?
    Ho veduto morire la morte Ecco cosa ho visto, sorella mia. RIT.

    3. Hai portato una mano all’orecchio dimmi cosa ascolti, fratello mio?
    Sento squilli di trombe lontane Sento cori d’angeli, sorella mia. RIT.

    4. Stai cantando un’allegra canzone dimmi perché canti, fratello mio?
    Perché so che la vita non muore, ecco perché canto, fratello mio. RIT

NON C’E’ PIU’…

 Io credo, Signore, che al termine del cammino non c’è ancora da camminare
ma la fine del pellegrinaggio.
Credo, Signore, che alla fine della notte non c’è più notte
ma l’aurora.
Credo, Signore, che alla fine dell’inverno non c’è più inverno
ma la primavera.
Credo, Signore, che dopo la disperazione non c’è ancora disperazione
ma la speranza.
Credo, Signore, che al termine dell’attesa non c’è ancora attesa
ma l’incontro.
Credo, Signore, che dopo la morte non c’è ancora morte
ma la vita.

(Joseph Folliet)

  • L’annunzio della Parola, compito prioritario dell’apostolo  6,2ss Allora  i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: “Non è giusto  che noi trascuriamola parola di Dio per il servizio delle mense.  Cercate dunque, fratelli, tra di voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di saggezza, ai quali affideremo quest’incarico.  4 Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al ministero della  parola”.5 Piacque questa proposta a tutto il gruppo
  • la Parola di Dio si diffonde 6,7 Intanto la parola di Dio si diffondeva e si moltiplicava grandemente il numero dei discepoli a Gerusalemme; anche un gran  numero di sacerdoti aderiva alla fede.
  • La persecuzione favorisce la diffusione della Parola 8,1ss Saulo era fra coloro che approvarono la sua uccisione. In quel  giorno scoppiò una violenta persecuzione contro la Chiesa di  Gerusalemme e tutti, ad eccezione degli apostoli, furono  dispersi nelle regioni della Giudea e della Samaria. Persone pie  seppellirono Stefano e fecero un grande lutto per lui.  Saulo intanto  infuriava contro la Chiesa ed entrando nelle case prendeva uomini e  donne e li faceva mettere in prigione.  4 Quelli però che erano stati dispersi andavano per il paese e  diffondevano la parola di Dio.
  • “PIETRO ANDAVA A FAR VISITA A TUTTI”  Pietro traditore come tutti a Pentecoste è portavoce di tutti  C. 214 Allora Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta  così: “Uomini di Giudea, e voi tutti che vi trovate a Gerusalemme, vi sia  ben noto questo e fate attenzione alle mie parole:  Questi uomini non  sono ubriachi come voi sospettate, essendo appena le nove del mattino.  Accade invece quello che predisse il profeta Gioele: Negli ultimi giorni, dice il Signore, Io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona…
  •  Qual’è la vera ricchezza della Chiesa? Il nome di Gesù  C.3 1 Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la  preghiera verso le tre del pomeriggio.  2 Qui di solito veniva  portato un uomo, storpio fin dalla nascita e lo ponevano ogni  giorno presso la porta del tempio detta “Bella” a chiedere l’elemosina a coloro che entravano nel tempio. 3 Questi, vedendo Pietro e  Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò loro l’elemosina.   Allora Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: “Guarda verso di noi”. Ed egli si volse verso di loro,  aspettandosi di ricevere qualche cosa.  Ma Pietro gli disse: “Non  possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di  Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!”.  E, presolo per la mano  destra, lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono  e balzato in piedi camminava; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio.

leggi tutto: + LECTIO 1 LA PAROLA DI DIO SI DIFFONDEVA

LEGGI TUTTO: + LECTIO 2 PIETRO ANDAVA A FAR VISITA A TUTTI

  1.  

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     


    GLI AUGURI DI DON ORIONE : Cristo è risorto!  Oh! risorga Cristo anche in noi se mai fossimo venuti meno lungo la via: viva in noi con la sua grazia, e noi viviamo in Lui e di Lui,ché fuori di Lui non c’è vita né consolazione che valga. Vivere Cristo e far vivere tutto il mondo di Cristo! Che la vittoria del Signore sia anche la nostra vittoria, e la morte, anche per noi, sia un passaggio a vita novella, e abbia a renderci un dì radioso questo corpo…Cristo è risorto ! Ma è ancora in mezzo a noi, è sempre con noi, per asciugare ogni lagrima, e trasformare tutti i dolori in amore

    • In quel tempo, Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero:«Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo».Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò subito ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto

 

HO VISTO IL SIGNORE: LA VOCE DEI TESTIMONI

IL SIGNORE E’ RISORTO: IO L’HO VISTO IL SIGNORE E’ RISORTO: IO L’HO VISTO
  • TUTTA BELLA SEI MARIA…

    Scritto il 26 novembre 2011 Don Vincenzo Alesiani 8 commenti

    DIAMOCI LA “BUONA NOTTE”…  PER UN BUON CAMMINO DI AVVENTO
    7- 8 DICEMBRE 2011:
    PREPARIAMOCI ALLA FESTA DELL’IMMACOLATA!
     
    Cari Amici: si abbiamo ancora tre giorni per prepararci alla festa  dell’IMMACOLATA…Ne approfittiamo per sottolineare la BELLEZZA INTEGRALE DI MARIA: LA TOTA… —>

  • DIAMOCI LA “BUONA NOTTE”…

    Scritto il 22 settembre 2011 Don Vincenzo Alesiani 42 commenti

      “PILLOLE”  DI RIFLESSIONE E PREGHIERA… Per dormire meglio!
    LUNEDI 21 – SABATO 26 NOVEMBRE 2011
    Cari amici,  Siamo agli ultimi giorni dell’anno liturgico e certe pagine della liturgia mi fanno bene e ho pensato di mandarvi alcuni pensieri. Sinteticamente…come sempre!

     Dalla seconda… —>

  • ESTATE A VILLA S. BIAGIO

    Scritto il 22 luglio 2011 Don Vincenzo Alesiani 13 commenti

    * BIBBIA E MUSICA SOTTO LE STELLE
     
    PROPOSTE  LUGLIO  E AGOSTO 2011

    + ESTATE S. BIAGIO 2011 def
        Ore 21 – 22.30  nel chiostro interno
     ANIMAZIONE  CON PERSONAGGI DELLA BIBBIA E BELLA … —>

  • GIOVANI A VILLA S. BIAGIO

    Scritto il 14 luglio 2011 Don Vincenzo Alesiani 8 commenti

    18 – 21  AGOSTO:  ESERCIZI SPIRITUALI PER GIOVANI
     
    TU MI HAI SEDOTTO…

    GEREMIA: … IO MI SONO LASCIATO SEDURRE
    OGGI DOMENICA 21  abbiamo terminato gli esercizi per giovani con un grande messaggio… —>

  • VillaSanBiagioNews – Luglio 2011

    Scritto il 1 luglio 2011 Don Vincenzo Alesiani 7 commenti

    +  FATTI E PAROLE DI  VITA….
     
    22 LUGLIO:  S. MARIA MADDALENA

     A TE SI STRINGE L’ANIMA MIA…
    ARDEVA DAL DESIDERIO DI CRISTO (Dalle «Omelie sui vangeli» di… —>

  • VIENI, SPIRITO D’AMORE…

    Scritto il 5 giugno 2011 Don Vincenzo Alesiani 4 commenti

       DOMENICA 12 GIUGNO:  FESTA DI PENTECOSTE
     
    Cari amici, abbiamo passato un mese con Maria… ora vuole  invocare anche su di noi lo Spirito Santo, lo Spirito del suo Figlio… Ne abbiamo tanto bisogno. Guidati da Lei ecco un  pensiero… —>

  • SIGNORE DA CHI ANDREMO?

    Scritto il 1 giugno 2011 Don Vincenzo Alesiani 18 commenti

    -  IN ASCOLTO DEL  CONGRESSO EUCARISTICO DI ANCONA

  • PROMOSSI IN…AMORE?

    Scritto il 16 maggio 2011 Don Vincenzo Alesiani 2 commenti

     * ESERCIZI SPIRITUALI PER FIDANZATI E SPOSI SUL CANTICO DEI CANTICI
     Cari amici, Maggio è anche il mese di molti matrimoni, di prime comunioni ecc.…e allora ho pensato di invitarvi ad affidare a Maria,  i fidanzati che si stanno preparando al… —>